Articoli

ALESSANDRO PAPALEO ai Villains Akragas

ALESSANDRO PAPALEO ai Villains Akragas, il sogno è diventato realtà. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale del club siciliano.

“Villains Akragas – PG ha raggiunto l’accordo con l’Ancona per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Alessandro Papaleo a fronte di un corrispettivo di 800k più 300k di bonus alla decima presenza in maglia akragantina e ulteriori 250k in caso di approdo dei siciliani ai playoff di serie B.”

L’attuale capocannoniere della serie B, si legge in una nota del club siciliano, ha sottoscritto un contratto di prestazione sportiva quadriennale fino alla stagione 8.

Americandy Siena nuovo partner di Progetto X

L’Americandy Siena ha scelto Progetto X come Social Media Partner, in occasione della presentazione ufficiale abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con il DS del Siena, Alessandro Aiello.

Alessandro ci parli dello staff del Siena e degli obiettivi stagionali che i Coloni si prefiggono?

Lo Staff è composto da me nel ruolo di DS e il presidente/allenatore Salvatore Fulchignoni abbiamo anche un gemellaggio con il Palermo, per quanto riguarda gli obiettivi stagionali uno è stato già raggiunto ovvero il quinto turno di qualificazione della Coppa Italia e l’altro è ancora in corso visto che come squadra di C puntiamo alla promozione nella serie della seconda lettera dell’alfabeto che non pronuncio per scaramanzia!

Però non potete nascondervi 11 vittorie in 11 partite, 52 gol fatti solo 6 subiti, state dominando il vostro girone, l’innominabile serie superiore sembra proprio alla vostra portata, no?

Per quanto riguarda la promozione in effetti è alla nostra portata ma nel calcio la palla è tonda e quindi mai dire mai.

Qual è stata la vostra alchimia? Come si raggiungono questi numeri?

Per l’alchimia beh il segreto è prendere i giocatori giusti e adattare il modulo alle caratteristiche dei giocatori e poi basta avere il gruppo unito.

Grazie Alessandro e grazie all’Americandy Siena per averci scelto!

Grazie a voi!

Nuovo Mister in casa Akragas

Comunicato stampa a cura di Paolo Di Gaetano

VILLAINS AKRAGAS comunica di aver raggiunto un accordo con il Mister Giuseppe Trovato, a cui sarà affidata la guida tecnica della Squadra.
Giuseppe Trovato, ex presidente del Brescia, calciatore di Genoa e Senegal e membro attivo di Progetto Gaming; Nella sua carriera è stato sulla panchina del Novara in stagione 3 portando la squadra piemontese dalla zona retrocessione a quella playoff e più recentemente in stagione 4 sulla panchina della Juventus portandola all’attuale terzo posto.
Il nuovo tecnico firmerà un contratto che lo legherà al suo nuovo Club per 2 stagioni con opzione sulla terza.
La Dirigenza e tutta Agrigento augura al neo allenatore akragantino le migliori soddisfazioni e gli rivolgono un grande in bocca al lupo per il suo nuovo incarico.

Che succede in casa Akragas?

Squadra rivelazione della serie C nella S3, cavalcata trionfale durante i Play-off e promozione in Serie B. Dichiarazioni roboanti del Presidente ai blocchi di partenza della S4, inizio in discesa con le vittorie in campionato e in coppa e adesso, invece, impantanati a metà classifica con sole 3 vittorie all’attivo, 4 pareggi e ben 4 sconfitte.

Oggi vogliamo capire che aria tira nello spogliatoio Akragantino, intervistando un protagonista della promozione in B (Leo Vecchio) e dei nuovi arrivi alla corte di Mr. Alaimo: Fontanella, Fumagalli, Joel, Pollace.

Iniziamo con il Portiere/DS della Squadra Alessandro Fumagalli.
Fumagalli lei è uno che ha collezionato più presenze, avete subito 13 gol in 11 partite, non è certo una bella media, come mai la difesa stenta?

Sicuramente non l’inizio che avevamo in mente, siamo partiti con tante convinzioni e poi siamo venuti faccia a faccia con la verità. La serie B è una dei campionati più difficili perché tutti vogliono essere la in alto. Le tante partite ravvicinate non ci hanno aiutato. Il morale nello spogliatoio è giusto, vogliamo tutti risalire e vincere. Sicuramente ci vorranno miglioramenti in difesa per cercare di fermare gli attacchi.

Da DS, può sbottonarsi e dirci se dobbiamo aspettarci un intervento in Difesa, il mr. X è un difensore?

Mister X non è un difensore ma Mister Y si!

Fontanella è una new entry della squadra, ha collezionato tante presenze ed è, statistiche alla mano, il polmone della squadra, quello che ha corso più di tutti, è soddisfatto dalle sue prestazioni? Cosa non sta girando nella squadra?

Sono soddisfatto delle mie prestazioni, ma so che posso dare molto di più oltre la corsa ho voglia di proporre ancora più occasioni per l’attacco.

La squadra sta attraversando un momento difficile, ma per questo esiste lo spogliatoio, dobbiamo rialzarci tutti insieme e prenderci quello che vogliamo, la Serie A! Concludo dicendo che sono davvero orgoglioso di far parte e di essere addirittura uno dei punti fermi del progetto.

Joel, neo iscritto in S4, entrato in sordina e piano piano diventato titolare inamovibile prima e capitano della squadra dopo. Spicca in area con il miglior rateo di contrasti di testa vinti, ma la difesa prende lo stesso gol, cosa non va?

Sicuramente non mi aspettavo un rendimento personale iniziale di questo livello: da neo iscritto ci tenevo a fare bene anche forte della duttilità del mio ruolo (sono ambidestro e posso giocare in tutti i ruoli della difesa) ma non credevo di rientrare subito nella top 11 del campionato. Sicuramente le statistiche per adesso mi stanno premiando ma non sono affatto contento perché, se solo fosse possibile, avrei “sacrificato” qualche traguardo personale in cambio di una posizione in classifica più interessante. Ammetto che le dichiarazioni di pre-campionato in cui ci collocavamo fra le pretendenti a vincere il campionato hanno spiazzato anche me ma io credevo e credo tuttora ai playoff. Non abbiano nulla da invidiare a chi sta qualche punto sopra di noi ma nel contempo anche a chi sta un po’ più sotto. Credo che dovremmo evitare di essere risucchiati in una lotta salvezza all’ultimo sangue perché le squadre che ci stanno dietro sono tutte ben attrezzate e agguerritissime. La difesa sta attraversando un momento difficile di cui mi sento anche responsabile nonostante le mie prestazioni discrete. Probabilmente dobbiamo trovare una amalgama più forte e non sbilanciarci troppo in fase offensiva. Anche l’attacco a mio avviso è stato un po’ arido ma di queste cose se ne deve occupare il mister Alaimo che ha un cilindro dai mille conigli.

Akragas a un bivio…

Lo spogliatoio ha bisogno di una scossa, come la dai?

Io penso che sia nostro dovere adesso non abbatterci come successo ultimamente e cercare di fare spogliatoio, facendo finta che tutto ciò finora ottenuto (che a mio avviso è comunque qualcosa di encomiabile da neopromossa) non sia mai successo: adesso e dopo ogni partita, inizierà un nuovo campionato. È il discorso che ho fatto nello spogliatoio ai miei compagni la prima sera in cui la società mi ha assegnato la fascia di capitano che indosso con orgoglio e che spero di restituire al legittimo proprietario, Leo Vecchio, precedentemente eletto dallo spogliatoio. È da giovani come lui e Zalotov che si può costruire l’Akragas del futuro, forte e con prospettive di promozione. Anche se non arriverà in S4 sono sicuro che prima poi ce la faremo e proprio per questo ho rinnovato il contratto pochi giorni fa: io giocherò in A con questa maglia, ma facciamo un passo dopo l’altro. Forza Villains!

Pollace è anch’egli una new entry, che ambiente hai trovato, quale può essere la formula per uscire dalle secche?

Ho trovato un ambiente bellissimo, sono stato ben accolto e nonostante le poche e rare presenze nel rettangolo di gioco, mi trovo benissimo in questa squadra.

La formula per uscire dalle secche?

Beh, tutte le squadre hanno dei periodo dove i risultati non sono soddisfacenti e di certo il livello morale scende un po’… Ma non dobbiamo mollare e torneremo a vincere con tutta tranquillità

Leonardo Vecchio è stato uno degli artefici della galoppata trionfale della formazione Siciliana in serie C, uno dei membri più attivi della squadra, sempre in campo durante questo inizio di stagione, autore di varie reti ma la squadra ha pareggiato troppo, hai una spiegazione per questa “pareggite”?

È vero, quest’anno abbiamo pareggiato parecchie volte ma penso che sia solo questione di tempo e ritorneremo a vincere. La squadra è unita e la stagione è iniziata da poco, abbiamo ancora tutto il campionato per recuperare posizioni e ritornare nei posti che più ci si addicono.

Dobbiamo essere più concreti sotto porta e più decisi in difesa tutto qua.

Voglio chiudere con una domanda a mister Alaimo, al di là della sfortuna e degli episodi, la squadra c’è, vorrei capire come vuole disporla in campo per un cambio di marcia che ancora non c’è stato.

Il lavoro del Presidente e dei Dirigenti è stato immenso e hanno costruito una buonissima squadra. I presupposti per far bene c’erano e ci sono. Poi i risultati di recente sono venuti a mancare ed ora siamo tutti in discussione, son cose che capitano. Momenti “no” nella stagione ci possono essere e la Serie B è uno di quei campionati dove difficilmente vedi una squadra vincerle tutte. La classifica nonostante tutto è molto corta e siamo ancora tutti in ballo per poter andare in Serie A. Le prestazioni recenti a parte le sconfitte mi sono piaciute quindi vedo buone possibilità di ripresa.

Così parlò la squadra (semi-cit) in relazione a questo calo di prestazioni, la sensazione è l’errore dei Villains sia stato quello di porre l’asticella in alto sin da subito, come se la doppia promozione fosse una passeggiata, invece il campo ha ribadito che la serie Cadetta è agguerrita e piena di squadre attrezzate per lottare per un posto in A (come la classifica corta testimonia).

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi…

Stefano Stranges a tu per tu con noi di Progetto X

Ciao Stefano, è un piacere poter intervistare un membro storico del Progetto, per chi non ti conoscesse presentati in-game e off-game.

Ciao Salvatore, il piacere è mio di essere intervistato da un grande giornalista come te. Per me è un onore far parte di questo bellissimo progetto da anni, anche se c’è chi vi partecipa anche da più tempo ancora. Comunque io mi chiamo Stefano, ho 35 anni (ma ne dimostro molti meno, almeno all’interno… *ride* N.d.R.) e sono di Roma, anche se originario della Calabria (un bacio al mio compare Nicola Filippone).

Nella vita sono un praticante avvocato, con la passione della danza (ho ripreso da pochi mesi le lezioni e a giugno farò il saggio dopo 4 anni di stop forzato), del calcio e del cinema (collaboro con una casa di produzione).

Nel gioco ricopro con orgoglio il ruolo di terzino destro nella Juventus campionessa uscente d’Italia (un abbraccio a compagni, mister e dirigenza e a tutti i tifosi), nonché di direttore sportivo nella Salernitana (in coppia con Francesco “waoooo” Avogaro) e del Catania nata da poco, con obiettivi non proprio celati di conquistare la serie A con i granata per bissare l’impresa di Livorno con il mitico Claudio Franco (che abbraccio) e la serie B con il Catania, anche perché così non mi toccherebbe scegliere in quale rimanere nel caso si trovassero a giocare entrambe nella stessa serie (ovviamente un bacione a tutti i compagni, mister, dirigenza e tifosi di entrambe). [nota della redazione: se il Catania salisse in B e la Salernitana in A, per la regola del “monoruolo” non potrebbe coprire l’incarico in entrambe comunque]

Mi hai raccontato dei tuoi giri nel progetto, sia come calciatore che come DS, faresti un piccolo excursus della tua carriera anche per i nostri lettori?

La carriera da calciatore non è molto movimentata (si fa per dire…): cresciuto nella primavera dell’Inter, sono stato ingaggiato dal Livorno neo promosso in B. Qui ho conosciuto gente fantastica, come il mister Franco che mi manca tantissimo (con tutto il rispetto per mister trovato con cui mi sto trovando molto bene), o Salvatore Campagna con il quale ho un rapporto di amore-odio (lo stimo moltissimo e gli voglio tanto bene ma ogni tanto litighiamo, ma per fortuna passa subito), nonché un grande amico come Filippo Pitorri, che è entrato poco dopo di me nel progetto. Con questo fantastico gruppo, di cui ho avuto anche l’onore di essere direttore sportivo, siamo riusciti nell’impresa di centrare la serie A, sotto l’ottima guida di mister Franco (che è riuscito sempre a tenere unito il gruppo e attivi i singoli giocatori, salvo casi eccezionali, oltre a trovare sempre la tattica e la formazione giusta per arrivare a centrare questo storico traguardo).

L’anno successivo partimmo nel migliore dei modi con un 5-0 al Napoli, ma poi entrammo in crisi, pur riuscendo nell’impresa di arrivare in semifinale di coppa Italia (peccato per l’ultimo step, perché se avessimo vinto con la Roma ora giocheremmo in Europa, ma inutile piangere sul latte versato e in bocca al lupo alla Roma per il cammino europeo).

Purtroppo alla fine siamo retrocessi all’ultima giornata non riuscendo a battere lo Spezia e da allora è scoppiato il caos, con il mister che per motivi di tempo dovette rassegnare le dimissioni, alcuni suoi fedelissimi e altri giocatori che volevano mantenere la serie A che chiesero la cessione e così via fino a quando, a seguito del nuovo caos portato da Altomare, anche io e Del Prete abbiamo deciso di migrare per altri lidi.

Ora giochiamo entrambi alla Juventus (che ringrazio ancora per aver creduto in me e avermi concesso l’onore di indossare questa storica e gloriosa maglia) dove abbiamo ritrovato anche due ex compagni di squadra ai tempi di Livorno (Perfetti e quel matto di Amadori).  Mi spiace solo di non aver trovato anche Mirco Diotto, passato da poco al Drink Team, che stimo molto.

Ho anche avuto il privilegio di essere convocato nella nazionale maggiore e addirittura di fornire un assist per uno dei gol segnati in quel periodo (contro la Croazia) – approfitto per ringraziare ancora il CT per avermi dato questa fantastica opportunità -.

La carriera da DS  è molto più movimentata. Iniziai a Livorno come già accennato nella stagione della promozione in A, poi venni esonerato e passai dopo poco all’Udinese, una nobile decaduta che puntava al pronto ritorno in A, ma per evitare conflitti in sede di mercato con l’altro DS di allora, Davyd Andryesh che saluto, decisi di farmi da parte e arrivò l’offerta del Torino, che mi diede l’occasione di lanciarmi in una piazza importante, ma per vari motivi delusi le aspettative e così decisi di lasciare spazio ad un DS migliore, che potesse portare la squadra dove meritava, ovvero in Europa se non allo scudetto.

Tornai allora al Livorno fresco di retrocessione per provare a replicare l’impresa fatta con mister Franco, ma purtroppo il caos scoppiato me lo ha impedito e sono stato nuovamente esonerato, ora ricopro l’incarico a Salerno con obiettivo serie A e a Catania con obiettivo serie B. Spero di ripagare al meglio la fiducia delle due società.

Al Torino cosa non ha funzionato? Da quel poco che ho visto del progetto il Toro è una delle realtà più coese e forti che ci sono in giro…

Al Torino c’era il problema che loro usano una Chat diversa da whatsapp, quindi spesso mi ritrovavo a leggere messaggi magari importanti anche con grande ritardo, anche perché dovevo al tempo stesso seguire la Chat del Livorno su whatsapp, così ho deciso per il bene della squadra di lasciare in modo da poter far posto ad un DS migliore che potesse portarli ad ottenere grandi successi.

Comunque confermo che il Torino è una grande famiglia oltre che grande squadra. Sono tutti molto attivi, si ride e si scherza, ci si aiuta a vicenda Etc, infatti mi mancano molto, siamo rimasti in ottimi rapporti e chissà che un giorno non potrò tornare da loro.

Qual è il segreto per rimanere attivo, da così tanto tempo, all’interno del progetto, cosa ti spinge ad andare avanti stagione dopo stagione?

Il segreto è che ogni volta che ho tempo vado subito in pagina ufficiale o nelle pagine ufficiali delle squadre dove gioco e nelle chat Whatsapp per tenermi sempre informato, commentare, dare consigli Etc.

Ad esempio per ultimo ho indetto un sondaggio nella pagina del Catania per scegliere le tre nuove maglie, per far divertire i giocatori a disegnarle e postarle in modo che così restano anche attivi. Mi spinge la passione per il calcio in generale, per football manager nello specifico, ma anche il fatto che qui sopra ho conosciuto persone speciali con cui ho legato molto, ma anche con gli altri compagni di progetto è sempre bello ridere e scherzare e scambiare pareri. Poi vuoi mettere la gioia di vedere le persone felici quando condividi con loro traguardi come ad esempio la promozione in a con il Livorno? E peccato che non esistano anche i tifosi veri perché fare felice una città come ha fatto Franco a Livorno sarebbe una gioia immensa, ma già sapere che i tuoi ragazzi, magari alcuni che hai scelto tu per la rosa o comunque che hai comprato su indicazione del mister o del presidente, sono felici per aver centrato un grande traguardo.

Ci parli meglio del tuo secondo allontanamento da Livorno? Hai qualche commento in merito?

Commenti non ce ne sono perché è passato e perché a mente lucida capisco che purtroppo sono cose che possono capitare.

Comunque praticamente è successo che io e Del Prete iniziavamo a non vedere di buon occhio Altomare, perché non era mai presente, sbagliava i potenziamenti e i ruoli in campo dei giocatori, così Antonio Del Prete ha deciso di parlare con il presidente (anche lui molto poco presente, ma posso capire gli impegni extra gioco, anche se, secondo me, il presidente è una figura fondamentale in una squadra ed è sempre meglio se sia molto attivo come ad esempio i presidenti della Salernitana o quello del Catania – alla Juventus mi pare di aver capito non ci siano) per chiedere l’esonero, ma Oliver Major ritenne più giusto vederlo prima in azione per non prendere decisioni affrettate, così ho ricevuto la richiesta di cessione di Del Prete che non si rispecchiava più nel progetto Livorno, credo più o meno per lo stesso motivo mio – ovvero l’assenza del presidente e del mister, l’inattività di molti giocatori e la partenza di colonne come Campagna (che con Franco teneva unito e attivo lo spogliatoio) o Amadori (ritrovato poi a Torino).

Visto che anche Del Prete, uno dei pochi attivissimi, nonché mio amico, voleva lasciare, ho capito che non si poteva più andare avanti perché il progetto del Livorno non combaciava col mio di ripetere l’exploit dei tempi di Franco, così anche io chiesi la cessione, ma ne io ne Antonio Del Prete sapevamo che non ci si potesse vendere tra DS, ma pensavamo che solo se uno fosse stato giocatore e DS per vendersi avrebbe dovuto chiedere al mister o al presidente, così, visto anche le nuove richieste di cessione che iniziavano ad arrivare dopo la nostra cessione, il presidente ha deciso di licenziarci, peccato perché io e Antonio (Del Prete N.d.R.) avevano deciso di provare a mettere a segno qualche colpaccio per dare una mano alla rinascita del Livorno, ma non ne abbiamo avuto tempo.

Sono sicuro che il Livorno si risolleverà, soprattutto se Oliver Major avrà più tempo da dedicargli e se arriverà un allenatore valido come quello che sostituì Altomare (gli chiedo scusa se ora non mi viene in mente il nome ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco).

Vorrei chiederti qualcosa in più sulla cessione Campagna, visto che a più riprese Pironti ha dichiarato che avrebbe speso tranquillamente 3 milioni per assicurarsi le prestazioni sportive di Salvatore, come mai non avete fatto partire un’asta che sicuramente vi avrebbe garantito un introito molto maggiore?

Io, riguardo la cessione di Campagna, posso parlare da esterno, perché al tempo ero ancora a Torino. Sinceramente rimasi basito quando lessi che era stato ceduto a quella cifra. I primi tempi i cui ero DS a Livorno gli ritoccai il contratto per convincerlo a rifiutare le offerte di top team e non indebolire la squadra che stava lottando per la promozione in serie A, gli misi anche una clausola da 7 milioni (su consiglio, altrimenti la avrei fatta anche da 10) per far cedere sul nascere ogni possibile pretendente al suo cartellino.

Poi come sapete venni licenziato dal Livorno e da allora non mi interessati più io del mercato. Il fatto di aver venduto uno dei migliori top player in circolazione – se non il migliore – a 1.5kk, fa pensare a grave incapacità di chi lo ha venduto o ad un gesto di gran magnanimità dello stesso. D’accordo che Salvatore premeva per andarsene perché non voleva perdere il treno della nazionale – e ci può stare, anche se io avrei provato a convincerlo a conquistarlo con l’attività – però si poteva gestire meglio la situazione, in modo da venderlo al giusto prezzo se non di più attraverso un’asta che sicuramente ci sarebbe stata intorno ad un giocatore di questo livello.

Mi fa ridere poi che sia stato accusato di averlo venduto ad un prezzo irrisorio, quando al tempo ero DS del Torino e che una volta capita la gaffe esce fuori che chi doveva seguire ogni minima cosa riguardante la squadra non sapeva chi avesse venduto il giocatore e alla fine era proprio lui. Quindi in base a ciò deduco che sia stata scarsa esperienza, però ormai è andata così inutile piangere sul latte versato. Importante è che il giocatore sia contento perché anche io ho sempre messo davanti la felicità dei giocatori, poiché un giocatore scontento non farà mai il bene della squadra

Come ti trovi alla Juve? Avresti mai pensato che la squadra sarebbe stata in grado dell’exploit Scudetto dopo “progettopoli”?

Mi sto trovando molto bene. Oltre agli ex compagni di Livorno ho trovato ragazzi fantastici, un grande mister e un ambiente ideale per fare bene. Mi sono ambientato subito. L’impresa post progettopoli è la conferma che nulla è impossibile. Basta credere nei propri mezzi, essere ottimisti e lavorare sodo.

E’ la prima volta che giochi in Champions, ci descrivi l’emozione che si prova?

È un’emozione indescrivibile, anche se vai in panchina, il solo sentire l’inno della champions ti fa tremare le gambe. Poi sentire centinaia di migliaia di tifosi urlare “The champions” alla fine mette i brividi. Non da meno l’emozione di poterti confrontare con realtà e campioni provenienti da tutta Europa. Peccato solo per l’inizio, avrei sperato in un risultato positivo ma la competizione è ancora lunga.

Dove arriverà la Juve quest’anno?

La Juve è una signora squadra e lo ha dimostrato anno scorso, può andare lontano

Che ambiente c’è a Salerno? Un commento sull’inizio di Stagione della Salernitana?

C’è un ambiente fantastico: i tifosi ci sostengono sempre fino al fischio finale, vengono a dare il loro supporto anche agli allenamenti. I giocatori sono molto uniti e danno sempre il 100%, fino all’ultimo, poi spesso ridiamo e scherziamo tra noi per tenere sempre alto il morale. Il mister è davvero valido, riesce a tenere attivi i giocatori, tiene unito il gruppo, è stato in grado di risolvere la falsa partenza con la sconfitta con la Lucchese e i due pareggi di fila rischiando un cambiamento tattico molto offensivo che ha portato grandi risultati. Anche i presidenti sono molto attivi e interessati all’andamento della squadra. L’inizio è stato molto sfortunato, con la Lucchese due pali, due rigori contro e un’espulsione, avremmo meritato molto di più e se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, poi la vittoria con la Spal sudata e due pareggi di fila, ma con il cambiamento tattico messo in atto dal mister abbiamo trovato il giusto equilibrio mettendo a segno una bella serie di risultati positivi con vittorie di prestigio come il 4-2 al Parma in coppa Italia o il 5-2 alla Roma in campionato. Se continuassimo così credo che potremo andare davvero molto lontano.

Parliamo di Nazionale, la lotta è accesissima per conquistare un posto in squadra, cosa si deve fare per meritare la Maglia Azzurra?

Come dicevo sopra ho avuto l’onore di indossare la Maglia Azzurra in passato e di fornire anche un assist nella partita persa 2-1 con la Croazia. È un’emozione indescrivibile poter indossare la maglia che rappresenta il tuo paese. Ovviamente si c’è sempre una lotta senza tregua per guadagnarsi un posto in nazionale. Un consiglio che mi sento di dare è dimostrare attaccamento a squadra di appartenenza e al progetto restando molto attivi, poi bisogna dare sempre il massimo per ottenere ottimi risultati e, riguardo la nazionale maggiore, giocare in serie A, almeno in passato non venivano convocati giocatori di altre serie.

Il DS è un ruolo molto divertente, ti permette di avere a che fare con molte persone del progetto, come vivi questo ruolo? Ci sveli qualche trucchetto del mestiere?

Divertente ma molto duro e di grande responsabilità, non è per tutti. Devi tenere sempre sotto controllo il bilancio, aggiornarlo ad ogni piccola modifica, passare copia al presidente, devi trattare con i colleghi in fase di mercato per comprare al meno possibile o vendere al più possibile, devi redigere i contratti e depositarli dopo averli trattati Etc. Io lo vivo bene perché mi è sempre piaciuto, nonostante le tante difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Ho ottimi rapporti con tutti i componenti delle squadre per cui lavoro. Trucchetto del mestiere è tenere tutto in ordine a portata di mano, controllare sempre che sia tutto in regola, avere un filo diretto col mister per capire le sue necessità in sede di mercato, mantenere ottimi rapporti anche coi giocatori e cercare di tenerli attivi, ci sono tanti altri consigli che potrei dare, però sappiate che se vorrete intraprendere questa carriera è tosta, ma ne vale la pena, soprattutto quando il tuo lavoro porta vantaggi alla squadra

Il Catania sta volando, come hai costruito la squadra? Hai seguito la tua esperienza o la scelta dei giocatori è stata collegiale insieme alla dirigenza?

Lavoro di concerto, anche alcuni giocatori presenti in rosa mi hanno segnalato qualche nuovo iscritto. ci siamo concentrati molto sulle caratteristiche per prendere il meglio e finora lo abbiamo fatto

Come invogli le nuove leve a rimanere attivi? E’ più difficile mantenere l’attività delle nuove leve o dei giocatori di vecchia data?

Cerco di dare il buon esempio essendo tra i più attivi della squadra, mi informo sulle loro giornate e qualsiasi cosa li faccia trovare bene in squadra e sul progetto, poi cerco di organizzare eventi come contest, come quello per le tre maglie nuove del Catania. Poi ovviamente ci saranno motivi vari per cui alcuni non lo resteranno, però noi faremo di tutto per renderli attivi. In teoria è più difficile per le lunghe leve restare attivi perché può capitare che sopraggiunga la noia dopo tanto tempo, mentre magari le nuove leve viaggiano sulle ali del l’entusiasmo per l’ebrezza della nuova esperienza.

Come convinceresti un tuo giocatore a intraprendere la carriera di DS o di Presidente? Io noto che troppi elementi attivi nel progetto non vogliono fare il grande salto, come li sproneresti?

Potrei dire che mettersi in gioco in ruoli come questi ti aiuta a crescere. Direi quantomeno di provare perché soprattutto il lavoro da DS è tosto ma bellissimo da svolgere

Essendo nel progetto da tanto tempo, avrai sicuramente stretto amicizia con tantissime persone, a chi ti sei legato di più? Ci racconti un aneddoto divertente che lo/la riguarda?

Sono talmente tanti che per non dimenticare nessuno, non mi sento di citare un nome.

Il tuo momento di gloria nel progetto qual è stato? E la tua più grande delusione?

La convocazione in nazionale come singolo e la promozione in A con il Livorno come gruppo.
La mia più grande delusione è la retrocessione con il Livorno arrivata in modo beffardo.

E l’altrettanto beffarda mancata qualificazione alla Champions con il Torino.

Qual è l’obiettivo di Stefano per quest’anno?

Centrare tutti gli obiettivi con le squadre in cui gioco: scudetto e Champions con la Juve, promozione in A con la Salernitana e promozione in B con il Catania, poi magari trovare il mio primo gol in campionato e ritrovare la convocazione in nazionale

Stefano, grazie del tempo che ci hai dedicato e alla prossima

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti

Prima candelina per Angela

Angela “Lady Torino” Iadicicco

Di solito faccio le grafiche di augurio di buon compleanno ai miei compagni di squadra della Torres, invece stasera sono qui a rendere omaggio, con un’intervista, a una delle persone che da più tempo calcano i campi del Progetto:  Angela Iadicicco che oggi compie il suo primo anno all’interno del gioco.

Angela, per chi non ti conoscesse presentati in game e in real-life:

Salve a tutti, innanzitutto sono onorata per questa intervista. Gioco nel Toro, e sono presidentessa del Vicenza e dell’Empoli, e ds dell’Empoli. Nella vita real studio Scienze dell’Educazione, sono una persona semplice, anche se per certi versi complicata, sono simpatica e mi affeziono molto alle persone, odio la falsità e le persone che non dicono quello che pensano, sono molto schietta e se devo dire una cosa, anche se può essere sbagliata, la dico. E’ per questo che, forse, posso risultare antipatica.  Amo il calcio e sono tifosissima della Juve.

Partiamo con una domanda di rito, come hai conosciuto il progetto?

Ho conosciuto il progetto grazie a Valerio Arnone, (che è anche il mio socio). Un giorno, in un gruppo whatsapp in comune, ha parlato del progetto, e, anche se non avevo capito bene di cosa si trattasse, spinta dalla curiosità e dall’istinto, ho deciso di iscrivermi. Penso se non fossi stata così curiosa, non ne avrei mai fatto parte. Viva la curiosità.

Sbaglio o ti chiamano Lady? Da dove è venuto fuori questo soprannome?

si mi chiamano Lady, precisamente Lady Torino. Il soprannome mi è stato dato da Fabio Bicocchi quando giocava ancora nel Toro, il motivo è stato perché ero l’unica donna del Toro e perché lui lo trovava carino.

Un anno sono tante stagioni, sono tanti giorni passati a leggere il gruppone, a conoscere persone, a impegnarsi per una bella invenzione ma soprattutto a divertirsi, se dovessi cristallizzare dei momenti fondamentali della tua esperienza finora: quali sarebbero?

Ce ne sono tanti, prima di tutto il mio arrivo al Torino, è stato il momento chiave. Arrivare al Torino mi ha dato tanto, lì ho imparato tante cose che prima non sapevo, ho imparato come funzionasse il gioco e a capire il meccanismo. Un altro momento importante è stato l’acquisto del Vicenza, ho potuto mettere in pratica quello che avevo imparato al Toro, così come acquistare l’Empoli. Inoltre un altro momento fondamentale è stata l’ultima partita di campionato, perdere all’ultima giornata e vedere infrangersi il sogno Champions mi ha fatto capire tante cose, mi ha fatto capire quanto io amassi questa squadra, gioire e soffrire con i compagni per qualcosa. Per me quello è stato un momento fondamentale perché anche le cose negative possono lasciarci qualcosa. Un altro momento bello, ed attuale, è la convocazione in nazionale

Il progetto come lo vivi? Hai contribuito anche tu alla sua evoluzione? E al suo ingrandirsi?

Io lo vivo in modo quotidiano, lo vivo con passione e con il sorriso. Per me non è solo un gioco, è qualcosa di più e ridere e scherzare sul gruppo principale, sui gruppi squadra e in chat. E’ gioire per un risultato buono, è avere adrenalina e ansia per una partita, arrabbiarsi per una partita finita male. Lo vivo con emozione. Credo molto in questo progetto, e soprattutto credo  molto negli admin, e chi ne fa parte, per questo ho deciso di ricoprire un ruolo importante, cioè il presidente, nel progetto.

Parliamo della tua esperienza da calciatore, hai sempre militato nel Toro?

Prima di arrivare al Toro, ero all’Avellino. Esperienza breve

Qual è il rapporto con i tuoi compagni?

Sono tutti cattivi e antipatici… Scherzo! Bellissimo, ho un bel rapporto con i miei compagni. Sono molto legata a loro, voglio bene a tutti, a Maurizio, Massimo, Giacomo, Andrea… Siamo un gruppo molto unito e compatto, e questo grazie ai presidenti; ridiamo, scherziamo, ci prendiamo in giro, li tempesto di messaggi nella chat gruppo, poi c’è Daniele che manda sempre foto di cibo, e mi fa morire dalle risate. E’ stata questa loro complicità e unione che mi ha fatto amare questi colori, mi sentirei persa se dovessi lasciare questa squadra.

Quali sono gli obiettivi stagionali del tuo giocatore? E del Toro?

Il mio obiettivo è quello di fare e dare il meglio alla squadra. Onorare questa maglia fin in fondo, fammi trovare pronta nel momento del bisogno, e dare una mano sempre. L’obiettivo del Toro è senza dubbio confermare la buona stagione fatta nella stagione passata, e fare bella figura in Europa League

La tua esperienza all’interno del progetto ti avrà fatto conoscere tantissime persone, con chi hai legato di più? (Puoi fare più di un nome ma i lettori gradirebbero anche qualche aneddoto)

Si, ovvio qui ho conosciuto tante belle persone. Con chi ho legato di più? In primis con Fabio Bicocchi. Per me è come un fratello, c’è un rapporto bello, anche se non ci conosciamo dal vivo, lui sembra conoscermi meglio di chi invece mi conosce di persona, a volte sembra capace di leggermi nel pensiero. Mi è stato vicino anche nei momenti un po’ negativi (non parlo del progetto),e lo ringrazierò sempre questo, so che per me ci sarà sempre, come io ci sarò per lui. Sa ascoltare e ti sa consigliare, è quella persona che, quando sei giù di morale, basta sentire e ti fa tornare il sorriso, è terapeutico. Poi ho legato anche con Maurizio Deidda, se sono arrivata dove sono, la maggior parte del merito è il suo, e io non smetterò mai di ringraziarlo. E’ riuscito a trasmettermi la passione per il progetto, inoltre mi ha dato una mano a capire come funzionasse il gioco, mi ha dato consigli, e, ad ogni dubbio che avevo su qualcosa, mi ha sempre dato una risposta. E’ una persona stupenda, sempre disponibile e gentile con tutti. Sono contenta di averlo conosciuto e di quello che ha fatto per me. Ho legato anche con Massimo Pauletto, il capitano del Toro, è una persona molto simpatica e divertente, sempre con la battuta pronta, e con le parole giuste per motivare noi del Toro, e in squadra c’è bisogno anche di persone così. Lo vedo un ottimo compagno per bere birre. Voglio citare sia Giacomo Sedda che Andrea Conte, mi hanno trasmesso i valori del gioco e il valore della squadra, sono persone straordinarie e capaci di coinvolgere i componenti della squadra. Anche loro mi hanno aiutata molto , anche in questioni extra progetto. Aggiungo anche Valerio Arnone e Davide Saladino, il primo è il mio socio, lo conosco ancora prima di entrare nel progetto e anche se spesso mi viene a punzecchiare, sono molto affezionata a lui, il secondo è il mio ds del Vicenza, lo conosco da poco ma, appena arrivata al Vicenza, mi ha accolto bene, mi ha dato una mano a conoscere la squadra, e mi ha aiutato parecchio quando sono diventata ds dell’Empoli.

Quale è stato l’episodio più divertente all’interno del progetto?

Non ce n’è uno in particolare (sono troppi), ma se dovessi scegliere, quello che mi ha fatto morire dalle risate, è stato il video divertente creato da Fabio sui noi giocatori del Toro, dove io interpretavo la Cenerentola del Toro.

E la tua delusione più cocente?

La delusione più grande è stata quando il mister del Vicenza è andato via cosi all’improvviso. Avevamo fatto il mercato insieme, e in base alle sue scelte. Non è stato il fatto che sia andato, ma il modo in cui lo ha fatto. Io in mattinata avevo capito che ci fosse qualcosa che non andava, così gli avevo mandato un messaggio, ma non avevo ricevuto risposta. Poi lui il pomeriggio stesso, aveva comunicato, tramite un post sul gruppo, il suo abbandono. Sono rimasta delusa da questo comportamento, avrei preferito saperlo in privato, e non tramite un post.

Sei riuscita a conoscere membri del progetto dal vivo?

Si, ho conosciuto Andrea Conte e Marika Calcagno a Caserta, in quanto Andrea doveva portarmi la maglietta del Toro, Marika era da poco iscritta nel progetto e da subito ho avuto l’impressione di conoscerla da molto tempo, peccato abiti lontano! Andrea è molto simpatico e non è cattivo come sembra in gruppo.  Poi ho conosciuto Maurizio Deidda a Firenze, conoscerlo mi ha fatto piacere, quello che pensavo su di lui ho avuto modo di confermarlo da vicino. Solo che mi ha fatto camminare troppo per Firenze.

So che oltre a fare il giocatore, sei anche DS, giornalista e presidentessa sia del Vicenza che dell’Empoli, affermare che sei una persona multi-tasking sarebbe un eufemismo, come riesci ad organizzare tutto?

Il segreto sta nel circondarsi anche di collaboratori fidati e per fortuna, sia all’Empoli che al Vicenza li ho trovati. Il progetto mi porta via molto tempo e ne sono felice, perché vivo la cosa con passione. Sono una presidente abbastanza presente, sia durante le partite, che nella quotidianità. I momenti di pausa e di svago, li dedico ad ascoltare la squadra e a mandare messaggi alla squadra. Cerco di essere più disponibile possibile. Per il ruolo del ds, forse è un po’ impegnativo, soprattutto nel periodo del calciomercato, ma svolgo la cosa con passione. Sono ds da poco quindi ancora devo vivere il calciomercato vero e proprio, ma credo che con lo spirito giusto si possa riuscire a viverlo con serenità.

Qual è il segreto con quale riesci a fare gruppo? Al Vicenza, in S3, sono andati la bellezza di 880k di bonus attività, per non parlare del Torino dove avete preso quasi 2,5 Milioni. Come riesci a motivare i giocatori a impegnarsi nel progetto?

Per quanto riguarda il Toro, il merito va ai presidenti e ai senatori, sono riusciti a coinvolgere le persone nel progetto, sia per quanto riguarda le live sia per l’attività. Per quanto riguarda il Vicenza, io sono arrivata quasi a fine stagione, quindi non mi prendo il merito della scorsa stagione. Cerco di coinvolgere la squadra, e di renderla partecipe, grazie anche all’aiuto di Valerio, del ds, del mister Carlo e del mm Fabio. Voglio creare un gruppo unito e compatto, e voglio che ci sia rispetto verso tutti, dal presidente al magazziniere. Solo creando un gruppo unito, si può portare la squadra ad essere parte attiva del progetto, insieme e con obiettivi uguali, Non costringere chi non vuole farlo, anche perché le cose fatte per forza non vengono mai bene.

Hai attraversato, da spettatrice, tutti i vari scandali che si sono succeduti all’interno del Progetto, cosa porta, secondo te, la gente a barare? Come mai non si riesce a seguire una linea di condotta che sia compatibile con l’agonismo e con il fair-play?

Secondo il mio parere, chi ha barato lo ha fatto perché non riesce a comprendere la bellezza e la semplicità del gioco. Chi bara vuole vincere a tutti i costi, ma non capisce che la vera bellezza del gioco è divertirsi e passare del tempo insieme, confrontarsi con la squadra, vivere una sana rivalità con gli altri, seguire con divertimento e passione le live e la squadra.

Cosa consiglieresti ai neo-iscritti per vivere al meglio l’esperienza di gioco?

Quello che consiglio io e che rispecchia anche il mio modo di fare, è vivere il gioco con passione, di creare un legame con i compagni di squadra, senza rivalità o antipatie, accettare la panchina, perché conta il gruppo, rispettare le scelte del mister e non lamentarsi. Consiglio di vedere, non tanto il nome della squadra, ma chi ne fa parte e se si crea legame con i compagni.

Cosa diresti a chi ha le potenzialità per ricoprire altri ruoli all’interno del progetto ma si limita a fare il calciatore?

Direi di buttarsi, se davvero crede in quella cosa. Basta circondarsi delle persone giuste, e chiedere aiuto e consigli a persone fidate. Non lasciarsi demoralizzare, e pensare che non può farcela. Bisogna credere in se stessi e nelle potenzialità che abbiamo.

Cosa vorresti che fosse implementato all’interno del progetto?

Il progetto già cosi va bene. Una cosa che mi piacerebbe è vedere coinvolgere le persone in live, intendo proprio intervenire in live tramite discord magari. Magari un presidente, un ds, un senatore di una squadra, un giocatore chiave, per parlare delle sensazioni pre-partita, oppure parlare del post partita. Una sorte di intervista, insomma

Ci faresti un bilancio finale sulla tua esperienza?

La mia esperienza è positiva. Gioco in una bellissima squadra, in compagnia di persone stupende. Sono presidente di due squadre bellissime, che mi stanno dando parecchie emozioni e soddisfazioni. Sono legatissima ai miei giocatori. Sono stava convocata in Nazionale. Faccio parte della Redazione Progetto X, dove ci sono persone che stimo, come Pironti. Credo che più di così non possa andare, mi manca solo l’esperienza da allenatore, magari più avanti inizierò a pensarci

Tanti auguri Angela e grazie da parte di tutta la community di Progetto FM!

Grazie a te. Un saluto a tutti

IPSE DIXIT

Il calcio visto come un gioco di ruolo

Sono partito da una domanda sul nostro gruppone: “Da quel poco che avete visto, come valutate il progetto, come siete stati accolti dalla community e dalla vostra dirigenza?”
(https://www.facebook.com/groups/diventauncalciatore/permalink/2099859090050474/ )

Sono arrivate risposte dal tenore classico:  attaccamento alla maglia, gruppo fantastico, accoglienza calorosa,  ma insieme a esse sono arrivati anche svariati apprezzamenti sull’idea che sta alla base del progetto: Il calcio visto come un gioco di ruolo.

E’ un’idea rivoluzionaria! In un Paese come il nostro, dove tutti crescono a pane e pallone, è quasi l’uovo di Colombo, applicare a un argomento che appassiona e che è largamente conosciuto, i dettami del gioco di ruolo: questa è la ricetta perfetta per ammaliare e generare attaccamento, non alla maglia ma al progetto stesso.

Ho passato anni a inerpicarmi in spiegazioni, più o meno calzanti, su cosa fosse un gioco di ruolo, facendo esempi più disparati, quando invece serviva solo un’idea semplice ma dalla portata dirompente, un’ambientazione calcistica e tutto diventa immediatamente chiaro e lampante, ognuno di noi capisce immediatamente quali siano le caratteristiche importanti dei personaggi nel vari ruoli (le classi N.d. Dungeons & Dragons), quali siano i tratti che determinano il comportamento del proprio alter-ego (l’allineamento – vedi sopra), cosa si aspira a migliorare con i potenziamenti a fine stagione e quali sono i meccanismi per farlo (i punti esperienza).

Ipse Dixit 2

Non posso che congratularmi per questa intuizione geniale!

Perfino i personaggi multi-classe trovano una spiegazione semplicissima, il mondo del calcio non è popolato solamente da calciatori, servono anche gli allenatori, i DS, i presidenti e i giornalisti ed è proprio qui che il Progetto vince… Vince nell’aver avuto l’intuizione di vedere oltre al motore di gioco di Football Manager, nell’aver capito che la partita può essere ridotta a sfide risolte con dei tiri di dado (a 20 facce), perché il vero divertimento all’interno del progetto è l’interazione che si ha con gli altri membri della community nello svolgimento delle attività di Presidente e DS.

Quando un presidente legge delle dichiarazioni come questa: “Sono stato accolto alla grande! è un gran gruppo con il quale ci si diverte e spero si possano raggiungere grandi traguardi”, ha la certezza di aver costruito un gruppo di persone che si divertono, che amano passare tempo ruolando senza che si abbia nulla in cambio.

Il progetto ti contagia e vuoi fare sempre di più, è una specie di circolo virtuoso: vedi un post che ti piace e allora provi anche tu nel realizzarlo, così il progetto acquisisce sempre nuovi giornalisti, nuovi grafici e nuovi creatori di contenuti in generale, spingendoci a  intessere relazioni sempre nuove con  persone che condividono la tua stessa passione.

Anche gli admin possono essere orgogliosi di cosa hanno creato, non solo per la paternità dell’idea del progetto ma anche di come lo stanno gestendo, a più riprese i neo iscritti mi hanno risposto così:  “La community si sta espandendo e come tale è difficile gestirla, ma a oggi il compito viene svolto molto bene dagli admin.”,  sono convinto che la community non può essere tanto dissimile da chi l’ha creata e da chi la gestisce, bravi gli admin a usare il buon senso per farci divertire.

 W IL PROGETTO!

Zolla Contesa: verso Livorno – Parma. Ep1

Che cos’è Zolla Contesa?

Zolla Contesa è la nuova rubrica, a cura di Andrea Conte di Progetto X, in cui, prima di alcuni match, analizzeremo quali potrebbero essere gli scontri chiave della partita. Di fatto, affiancherà le già esistenti rubriche Angolo Dell’Amarcord di Mauro Carfì e I Signori del Progetto di Paolo Bianchi.

Livorno – Parma

Oggi vorrei porre alla vostra attenzione un incontro che, secondo me, apre in maniera ottimale la Serie B della Stagione 4. Una volta resi noti i calendari, infatti, non ci resta che “tentare” di analizzare le schede dei giocatori che si scontreranno sul terreno di gioco. Parliamo di Livorno – Parma, scontro tra due potenziali compagini pronte per la lotta promozione.

Il Livorno, neoretrocesso di A, cercherà l’impresa sotto la guida di Altomare nonostante si sia privata di elementi pregiati come Campagna, Stranges, Franco, Amadori e Del Prete.

Il Parma, di contro, è stata una delle squadre più attive della scorsa stagione, sotto la gestione Gallarato.

Ma vediamo subito alcuni scontri interessanti!

Altomare VS Semeraro

Due giocatori da “palla a terra”, nessuno dei due eccelle nel gioco aereo. Nonostante ciò, Semeraro potrebbe averla vinta in caso di contrasti aerei grazie ai suoi 182cm contro i 175cm di Altomare.

In fase di costruzione gioco del Livorno, Altomare potrebbe trovare qualche difficoltà nel farsi trovare smarcato, a causa di quel 11 in Senza Palla che viene arginato dal 13 in Marcatura del centrocampista crociato.

In fase di attacco del Livorno, con palla al piede di Altomare, potrebbero succedere due scenari.

Altomare decide di saltare l’uomo:

Ha una velocità ed un controllo palla molto buono, ma il 10 in Dribbling verrebbe facilmente sopraffatto dal 13 in Contrasti dell’avversario e dal 15 in Decisioni, Freddezza e Impegno. Semeraro quasi sicuramente affronterà l’avversario in piedi, salvo istruzioni individuali diverse, per affondare il tackle col giusto tempismo prima che l’avversario parta in progressione. Se sbaglia, però, deve sperare che qualcuno dietro di lui lo fermi.

Altomare decide di giocare di prima:

Sul gioco di prima, il centrocampista amaranto è tra i migliori del torneo. Difficile fermare o intercettare un suo passaggio sul brevilineo. I 16 in Passaggi, Visione di Gioco, 15 Tecnica e 19 Gioco Di Squadra, sono un’ autentica arma per far palleggiare bene il centrocampo toscano. In un contesto simile, il 10 in Posizione e Intuito, insieme al 12 in Concentrazione di Semeraro potrebbero farlo vacillare non poco. Della serie “dov’è finita la palla?!”.

Ultimo aspetto, la presenza psicologica in campo:

Se il Parma effettua una solida prestazione, Semeraro sarà abbastanza tranquillo in campo e non accuserà i 7 punti Carisma in meno rispetto all’avversario.

In caso contrario, ovvero il Livorno faccia una bella partita, Altomare quasi sicuramente annullerà psicologicamente l’avversario, che come unica avrebbe quel 15 in Determinazione attivabile solo se l’Allenatore saprà toccare le giuste corde con i discorsi individuali.

Miglioresi VS Michelini

Due giocatori molto bravi quando si tratta di dover passar palla, Miglioresi tende ad essere un incursore, con un buon Tiro dalla Distanza (16) ed una Forza ed Equilibrio che difficilmente gli faranno perdere uno scontro fisico con gli avversari. Purtroppo il Freddezza 9 e Visione di Gioco a 9 lo costringono al ruolo di “Tiratore da Fuori”, togliendogli l’incisività sotto porta, qualora dovesse riuscire ad inserirsi.

Contro, si troverebbe un regista avanzato di tutto rispetto come Michelini, reo solo di peccare nel posizionamento in campo, ma con un Controllo Palla, una Visione di gioco ed una qulità di Passaggio da tenere in considerazione. Il Fantasia a 16 lo colloca tra i papabili assist-man degli amaranto, quindi il Parma dovrà cercare di bloccare il centrocampista ligure quanto meglio riesce, dato che sarà quasi sicuramente la fonte di gioco insieme ad Altomare.

In un ipotetico 1vs1, dato il quasi totale pareggio tra Concentrazione, Decisioni e Impegno dei due giocatori, direi che a farla da padrone sia il 17 in Contrasti di Miglioresi contro l’11 in Dribbling di Michelini. Ma se Michelini decide di superare con un Uno-Due, supportato da Altomare, 9 volte su 10 dovrebbe riuscirci, visto che l’11 in Intuito di Miglioresi non lo aiuterà molto a leggere la giocata in anticipo

De Vita VS Magnolato

De Vita, giocatore dal baricentro alto, ma pessima postura in campo. Ha un equilibrio ed una forza fisica bassa, che non gli consente di sfruttare a pieno il suo fisico longilineo. Molto scattante, trova i suoi punti di forza nella fase di interdizione, grazie alle buone skill difensive e ai buoni passaggi che consentono, al Livorno, di ripartire subito dalla sue parti. Giocherà dalle parti di Magnolato, giocatore forse più talentuoso dei gialloblu.

Carlo, dal canto suo, è un terzino atipico. I 168cm d’altezza non gli consentiranno di dominare il gioco aereo, ma le ottime skill mentali e tecniche fanno di lui l’arma in più dei parmensi, capace di fare tutte le fasi del gioco.

Nell’ 1vs1, Magnolato dovrebbe arginare tranquillamente il diretto avversario, sempre che De Vita non tagli verso il centro; in quel caso potrebbe creare non pochi problemi, con la sua velocità, alla difesa avversaria.

Harb VS Serafini

Uno degli scontri sicuramente più interessanti del match.

Serafini non è un attaccante dallo spunto veloce, ma è uno che rischia sempre il tutto per tutto in attacco e non ha paura di fiondarsi su ogni pallone che passa dalle sue parti. Difficile da sovrastare fisicamente, Harb dovrà dare sfoggio di tutta la sua Forza (16), per cercare di arginare il giovane cesenate.

In campo aperto, Serafini potrebbe non avere vita facile se Harb lo marca a uomo, ma se il Livorno dovesse avere il baricentro alto e il Parma partire in contropiede, non escludiamo che Serafini dia tutto se stesso per superare in Accelerazione nello spazio il diretto avversario. La chiave dell’1vs1? A mio parere difesa bassa e marcatura stretta di Harb su Serafini. Ma attenzione, perché una sola palla buona a ridosso dell’area di rigore, con il 18 in finalizzazione di Serafini, potrebbe rivelarsi fatale.

L’Angolo dell’Amarcord

n. 3

Caro Lettore,

ci ritroviamo ancora una volta per rinverdire i nostri ricordi dei primi ed esaltanti momenti di vita del nostro amato progetto.

E disavventure!!! Si perché oggi scopriremo come già dagli albori avevamo capito che anche qui, in questo fantastico gioco di ruolo massivo sul calcio, il sogno del bambinone che c’è dentro di noi può trasformarsi in un vero e proprio incubo!

Oggi, caro lettore, ripercorreremo passo dopo passo, immagine per immagine, la favola triste dell’esordio in Serie A di Hubert Gamba.

Tutto iniziò il 10 Luglio 2017 quando, come tutti noi, il “piccolo” Hubert compiva il suo primo passo pubblicando la propria scheda di presentazione:

Hubert, come avete capito tanto piccolo non era, infatti si presentava come un gigante buono che avrebbe dovuto spadroneggiare fisicamente nella propria area di rigore, un portierone con una prestanza fisica tale da ricordare il mitico Teo Sellers!

Hubert viene presto ingaggiato dal Genoa, dove sbarca orgogliosamente il 24 Luglio, e senza mezzi termini si lancia subito in dichiarazioni altisonanti:

Alla prima partita, però Hubert deve già fare i conti con la concorrenza. Lui però non si lascia scoraggiare, da ragazzo sveglio qual è sa che per raggiungere i propri obiettivi l’unico mezzo è il lavoro duro:

Hubert non demorde e continua a sognare un futuro ricco di gloria e successi. Ma arriva la seconda giornata, e poi la terza, e lui è ancora malinconicamente relegato nei recessi della panchina! A una settimana dal suo arrivo, il destino gli è ancora avverso, il campo gli è ancora precluso, tanto che iniziano già a suonare forte le sirene del mercato:

Ma lui tiene duro, ci vuol credere, il suo sogno non può finire così! E allora, dopo tanta attesa arriva il momento dell’agognato debutto. E’ l’8 Agosto, e mr. Di Stefano finalmente gli concede una chance, ma non c’è niente da fare, ancora una volta il destino gli è avverso! Guardate un po’ cosa gli accade:

La prestazione seppur definita buona è macchiata da una goffa papera. Passa il tempo ma non cambiano le cose per Hubert, e anche quando il Genoa passeggia proprio su quel Bologna che lo aveva messo al centro di futili polemiche, lui è invece costretto alla tribuna dalla sfortuna:

E così dopo un lungo e penoso silenzio, il sogno di Hubert si infrange definitivamente! E’ il 21 Novembre quando infatti il Genoa dà il triste annuncio della sua cessione:


E così un triste Hubert, sconfitto da un destino crudele, è costretto a fare le valigie e ad andare a cercare gloria lontano dalla Lanterna.

Finisce così anche questa favola triste. Ma non disperare, caro lettore, a breve un’altra favola comincerà, perché… A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…

Mauro Carfì – Progetto X

Ruolo extra calciatore: vera linfa del ProgettoFM?

Tutto inizia con questo post di Andrea Conte: “Dai su, non ci credo che in mezzo a tutta questa nuova utenza non ce ne sia UNO, dico UNO, che voglia provare a gestire una squadra del progetto diventando presidente, allenatore o DS. Su su, che la parte più noiosa è proprio essere solo calciatori “

Le reazioni sono varie, alcuni utenti ridono, altri danno consensi, altri ancora si limitano solo a cliccare il like. Ma cosa ne pensano i nuovi utenti? Io stessa sono un nuovo membro, avendo iniziato da poco e molte volte mi è stato chiesto di ricoprire un ruolo come Presidente/Ds o allenatore, ma ciò che ha sempre preceduto la mia risposta classica “non ho tempo” era: la paura. La paura di non essere all’altezza, la paura di non superare l’esame orale e la paura di prendere un impegno e non portarlo a termine, deludendo una bella fetta di persone qui a Progetto FM.

Così stamattina, mentre facevo colazione, mi è venuta spontanea la domanda “cosa spinge una persona a ricoprire un ruolo così importate su Progetto FM?” Detto fatto, d’impulso e di pugno, ho messo giù la domanda, chiedendo a Presidenti, Direttori Sportivi e Allenatori (sia veterani che non) cosa li ha spinti a buttarsi a capofitto in quest’avventura.

Bene miei cari lettori, devo dire che il mio post ha suscitato l’interesse di molti ragazzi e vorrei condividere con voi le motivazioni che hanno dato uno slancio, a questi utenti, a diventare persone di un certo spessore qui dentro, e chi lo sa, leggendoli vi spronano a fare altrettanto:

Mario Torsello: “Per me FM è questo, allenare. Quando è venuta fuori l’opportunità di allenare un gruppo straordinario[…] fare l’allenatore ti avvicina di più allo scopo primario di FM. Nel nostro caso essere allenatore è una cosa molto più completa; c’è un gruppo a cui devi pensare, devi tenerlo attivo. Quindi la partecipazione di tutti diventa fondamentale “

Stefano Stranges: “Io ho scelto di diventare ds perché mi piace lavorare sul mercato per scoprire nuovi talenti da lanciare e per rinforzare al meglio la squadra per cui lavoro. All’inizio lo avevo pensato in maniera egoistica pensando di lavorare da solo, ma poi ho cambiato punto di vista e ho iniziato a pensare che il lavoro di gruppo da risultati spesso migliori e ho iniziato a collaborare da subito con l’allenatore per assecondarlo su tutto in modo da dargli ciò che gli serve per lavorare al meglio (e con franco sono stato ripagato perché ha fatto un ottimo lavoro portando il Livorno in a contro ogni pronostico)”

Spicchio Mariani: “La mia passione di gestire un gruppo mi ha portato a voler allenare… poi adoro FM da sempre […] io vivo nel progetto è non sto scherzando, non saprei dare un tempo specifico. […] Io dico non fate gli allenatori se poi dovete lasciare il gruppo a se stesso”

Fabrizio Lopresto: “Ti posso dire che il ds non é solo fare trattative e bilanci, é molto di più, le operazioni di mercato tutti le facciamo, chi bene o chi male, ma é il resto che ti differenzia da un normale ds ad un grande ds.
Alla tua domanda, se dovessi scegliere una cosa che mi piaceva del mio incarico, é che la maggior parte dei ds o altri membri del progetto, ha apprezzato il lavoro svolto da me nei tempi in cui ero in carica “

Alessandro Aiello: “Nel mio caso sono stato io che volevo ricoprire il ruolo da DS e così in 2 giorni ho ottenuto il patentino e adesso sono a Siena […] Mi piace il fatto che posso vivere un’esperienza che in tutti i giochi di calcio non ho mai fatto e poi visto che sono anche calciatore posso motivare i ragazzi. Fantastico, impegnativo, ambizioso”

Fabio Bicocchi: “L’idea iniziale era: esser in più gruppi possibile… e ad un certo punto ho anche pensato che stavo esagerando… ma invece rifarei tutto! Chissà quanto mi sarei annoiato a far solo il calciatore, rimanendo con le mani in mano a fine mercato… e senza quintuplicare i miei giri di amicizie su più gruppi! […] mi diverte, perciò cerco di continuare tutto senza trascurare le cose importanti della vita reale”

Fabio Monacelli: “Alla fine se uno ci mette passione, diciamo che praticamente non sento il peso di questo ruolo importante che ricopro. Ai nuovi vorrei lasciare una massima che mi insegnò il senpai alla prima lezione di sashimi acrobatico: benvenuto/a “

Daniele Fulco: “Sono diventato allenatore perché richiestomi ma pur essendo alla prima esperienza non porrò limiti alle ambizioni dei ragazzi! […] Quando mi hanno chiesto di allenare, la prima cosa che ho pensato è stata me cojoni! (Ride) No, non scherzo anche perché non avrei mai pensato di allenare in questa stagione. Sono rimasto abbastanza spiazzato anche per l’ambiente abbastanza agitato del quale diversi parlavano ma devo dire la verità stanno collaborando al massimo e amano FM e in particolare il Progetto Gaming come pochi.”

Francesco Siciliano: “Lo descriverei stimolante e appassionante; alla fine è il sogno di ogni appassionato di FM fare l’allenatore o il ds”

Antonio Di Gloria: “[…] Il motivo è semplice sono molto timido ma mi piace molto stringere nuove amicizie e sopratutto avere tanta gente con la quale parlare dei nostri hobby, cazzeggiare o esprimersi su alcune vicende è sempre bello poter far parte di più gruppi”

Lorenzo Tsl: “Salvatore Campagna è l’unica ragione”

Yuri Baldacci: ” […] La motivazione è la passione di gestire una squadra a tutto tondo, in tutti i suoi aspetti, per creare un ambiente piacevole e vincente. […] Vogliamo, fondamentalmente, divertirci tutti assieme, al di là di rivalità ed obbiettivi. Qui siamo tutti amici. “

Luca Amadori: “Ho scelto di fare il presidente perché mi piace l’idea di avere una responsabilità e, perché no, avere l’ultima parola in merito alle questioni economiche. […] Non vedo cosa ci sia da temere. Come tutti i ruoli ha i suoi pro e i suoi contro. Ha il bello di poter veramente essere il “capo” di una società, ma poi ovviamente sei il primo a rispondere in caso di illeciti o risultati deludenti.”

Angela Cm Iadi: ” Se credi fortemente in qualcosa, questo ti spinge a non essere solo un giocatore, ma anche qualcos’altro. […] Io ho deciso di fare la ds un pò per gioco, anzi quando dovevo fare l’esame da ds, ho pensato “ma tanto non lo supero” Ora sto imparando parecchie cose, cose che prima non sapevo, e che non trovi scritto sulle guide, ma deve essere qualcosa che apprendi sul campo […] Mentre per il ruolo da presidente, è un ruolo complicato, devi mantenere la tua professionalità, ma allo stesso tempo esserci per un giocatore, e ridere e scherzare con un giocatore.”

Davide Saladino: “Anni di passione per FM mi hanno spinto a prendere il patentino di allenatore. […] Da DS impari a conoscere il progetto, gli admin, i presidenti e ds di altre squadre e farti anche delle amicizie dentro questo gruppo. […] Anche se non si guadagna nulla e non serve a nulla, quel piccolo attimo di gioia che potrei dare ai miei giocatori è tutto ciò che conta.”

Ivan Benelli Torcolino: ” […] Allenatore vuol dire gestire 15 persone e ognuno ha una sua idea,opinioni differenti,anche dalla tua. Devi essere sempre sul pezzo diciamo e poi l’allenatore paga sempre i non risultati”

Paolo Bianchi: “Fare il Presidente non è stata una scelta, è capitato. L’allenatore non fa per me, soffro troppo la pressione… Vero, è un gioco, ma il fatto di avere 20 persone che si aspettano tanto da te comunque si fa sentire.
Ds è molto molto bello! Il problema è che può essere fatto in mille modi diversi, magari non tutti corretti.
Presidente di lega è forse il meno divertente, ma a me piace organizzare, pianificare e mettere ordine di mio, quindi il difficile è solo far rispettare le consegne… Ad ogni modo è tutto una gran figata”

Angelo De Francesco: “Io, il ds lo vorrei fare ma prima devo capire un po i meccanismi e le varie regole per quanto riguarda l’allenatore prima mi prendo il gioco e poi provo le varie tattiche”

Maikol Fabbri: “[…] Avrei voluto ricoprire un qualsiasi ruolo gestionale all’interno di una società ma sia DS che allenatore, mi avrebbero portato via molto tempo, quindi ho trovato la giusta soluzione nel diventare presidente, ruolo che mi permette di essere all’interno delle dinamiche della squadra, di prendere decisioni, do gestire, ma allo stesso tempo non mi porta via un sacco di tempo.”

Gianluca Pattarozzi: “Perchè posso autostipendiarmi”

Alfio Giuseppe Grasso: ” Sono entrato nel ProGetto neanche da una settimana, ma fin da subito ho pensato di finire ad allenare perché è questo Football Manager e l’idea finalmente, dopo anni, di mettermi alla prova “con e contro gli umani” è troppo allettante. “

Maurizio Deidda: “[…]Fare il DS è una cosa bella ma alquanto dispendiosa anche mentalmente, se giochi seriamente, e ti impegni perchè non tutti hanno il tuo stesso modo di vedere, c’è chi vuole vincere facile, usa sotterfugi, e se ti piace la giustizia queste cose ti fanno girare. Quindi anche per questo poi ho preferito fare qualcosa di apparentemente più leggero come l’allenatore.”

Pier Gaetano Fulco: “[…] Inizialmente ho scelto di fare il DS per caso poi mi sono accorto che il ruolo è molto delicato, e al contrario di quanto pensa qualcuno, è un ruolo dove la correttezza e la schiettezza ripaga, insieme ad un pochino di pianificazione.[…]A chi vorrebbe fare il DS ma pensa di non aver tempo, dico: già che vi fate lo scrupolo di non prendervi un impegno per paura di lasciarlo a metà strada, potreste essere davvero candidati per il ruolo. Organizzarsi e pianificare le cose da fare ti permette davvero di non trovarti col fiato corto e non avere il tempo di fare tutto.Ed è un ruolo che da soddisfazioni perché, più dell’allenatore, ti fa instaurare rapporti umani con chi gioca e si diverte con te. Quindi: non abbiate paura di provare a fare i DS.”

Nicola Filippone: “[…] in ogni cosa bisogna mettere il cuore, l’anima, il sorriso e prendersi le proprie responsabilità; anche se è un game, anche se siamo dietro uno schermo, vantiamo una community di quasi 2000 persone accomunate dalla stessa passione per FM, ma soprattutto dalla voglia di stare insieme e divertirci seguendo le regole e il quieto vivere; il rispetto deve essere la base di ogni rapporto umano e non che si crea qui dentro e fuori. Per il resto divertitevi e prendere il Progetto alla leggera col sorriso e gioia”

Che carica ragazzi! Non ci resta che dormirci su e pensare seriamente a ricoprire questi ruoli allettanti. Non abbiate paura di diventare Presidenti, Direttori Sportivi o Allenatori. Se avete timore o perplessità, noi tutti siamo qui per confrontarci… e poi, come è stato detto da qualcuno “è una vera figata!”.