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SCOPRIAMO LO ZAR DI AGRIGENTO

Oggi ai nostri microfoni c’è Nicola Zalotov, detto lo Zar, è un grande amico nonché astro nascente dell’Akragas, chi meglio di lui per il mio battesimo del fuoco come nuova penna di Progetto X?

Ciao Nicola, presentati ai lettori.

È inutile che mi presenti, tutti sanno che è lo Zar che sta parlando, anzi per chi ancora non lo sapesse me lo dica che gli mando immediatamente l’esercito *ride* Sono un’ala, ricopro entrambe le fasce e gioco nell’Akragas, e rappresento anche la Nazionale nell’Under 21.

Negli ultimi mesi Salvatore Campagna, allenatore della Cremonese Markappa, ha più volte ribadito di volerti nella sua squadra, cosa puoi dirci?

Lo stesso che direbbe Ciccio Brienza se lo volesse il Napoli: “ma che ca…?”. Mister Campagna mi ha già allenato una volta nella mia primissima convocazione in Nazionale Under 21, è una persona disponibilissima e molto simpatica e allena la seconda della classe da neopromosso, non è proprio l’ultimo arrivato. Se dicessi che non vorrei andare alla Cremonese mentirei spudoratamente, hanno un gruppo attivissimo e chi non vorrebbe giocare in Champions, soprattutto per uno come me che ha concluso la sua prima stagione all’interno del progetto, perché mi sono iscritto durante la fine della S3, riuscendo comunque a dare il mio contributo nella vittoria dei Playoff di C. Nell’Akragas mi trovo benissimo, ho un presidente fantastico e compagni di squadra simpaticissimi, mi piacerebbe giusto un po’ più di attività da parte di tutti, con più attività sarebbe il gruppo perfetto. Con questo vorrei salutare il mio Mister della nazionale e dirgli: “Salvatore ti prego compra…ti una bella cravatta”.

Da poco hai rinnovato il contratto con l’akragas, cosa si prova ad essere il giocatore più pagato della rosa?

Eh bè, dopo un po’ che mi dava quella miseria di stipendio ho deciso di “parlargli” ed eccomi qui. *ride* Scherzi a parte, sono felice che il presidente creda così tanto in me, anche perché sa che sono attivissimo e mi vuole aiutare per potermi migliorare a fine stagione, data la mia scheda per certi versi orribile. Tra Bonus e stipendio punto a migliorarmi tanto per la prossima stagione e a non ripetere la prestazione opaca di quest’anno. Sono legato all’Akragas fino alla S9 è vero, ma col presidente ho un rapporto bellissimo e so che se gli chiedessi la cessione, per puntare a qualcosa di più, non mi terrebbe contro la mia volontà, sicuramente, però, ci vorrà guadagnare un bel gruzzoletto, per la mia attività più che altro.

Come mai parli di stagione opaca? Cosa non ha funzionato?

Sai quando sei un’ala e non segni da più di 30 partite due considerazioni te le fai, ho fatto 4 gol nelle prime 5 o 6 partite e poi solo qualche assist, non si può considerare completamente un disastro, ma sicuramente è stato un fallimento, soprattutto per gli obbiettivi che mi ero posto, cioè di andare in doppia cifra sia di gol che di assist, che dovrò a tutti i costi raggiungere nella prossima stagione.

Un’ultima domanda, con chi hai legato di più all’interno del Progetto?

Be’ sicuramente con il mio compagno di reparto Leo Vecchio, scarso come pochi ma vero e proprio bomber (magari lo fosse anche in campo), poi naturalmente anche con tutti i miei compagni dell’Akragas. È stato bello potersi anche confrontare con i miei compagni all’Under 21, soprattutto con quella mente malata di Yuri Monti, letteralmente fuori di testa, ma ha quella demenza che piace (mi ha obbligato a dirlo sennò mi perseguiterà per il resto della mia vita, non voglio mandare al cimitero tutto il mio esercito).

Grazie mille della disponibilità.

Ti ringrazio io, per questa intervista, saluto tutti i membri del progetto e sappi ti voglio bene scarsone.

Vogliamo un attaccante e puntiamo ad Adrian Nadir

Il Direttore Sportivo del Milan, Pier Gaetano Fulco, ai microfoni di Progetto X ha dichiarato, a margine della conferenza stampa sugli obiettivi stagionali del Milan: “Abbiamo presentato un’offerta economica ufficiale al Bologna per Adrian Nadir. La cifra, ritenuta alla prima offerta ( cui è seguita una seconda fatta dopo il fallimento di una trattativa fra Bologna ed Avellino per il giocatore) accettabile, è stata già inserita nel previsionale per la stagione 5.”
Il ds ha continuato dicendo: “Crediamo in lui e ci farebbe piacere averlo con noi: abbiamo un Milan che sarà rivoluzionato e il suo profilo è molto gradito alla società”

Rivoluzione Akragas: nuovo socio per Di Gaetano, cambiano allenatore e Ds

Una vera e propria rivoluzione  in terra siciliana. Dopo una stagione conclusasi per il rotto della cuffia con la salvezza in B, in casa Akragas si è voluto cambiare rotta: il presidente Paolo Di Gaetano ha chiamato a sé Davide Gismondi, che intraprenderà la doppia carriera di calciatore e socio finanziatore per progettare il futuro, che passa da Gabriele Di Leo nel ruolo di mister e Giorgio Sciubba in quello di DS. “Dopo due stagioni da amministratore unico – ci dice Di Gaetano – avevo bisogno di una mano per gestire le spese e Gismondi ha deciso di darmi una mano. L’ex DS Fumagalli ci aveva chiesto di ricoprire il suo ruolo originario di presidente del Monza, mentre mister Frunzio ha svolto bene il ruolo di traghettatore”.

Davide Gismondi sottolinea il rapporto con Di Gaetano come molla per renderlo un dirigente dell’Akragas: “Paolo è stato sempre il primo a credere in me e a darmi fiducia. L’idea nasce dal fatto di voler rappresentare questa prestigiosa Società e di volerla portare più in alto possibile, visto che per me hanno fatto molto. Parlando con Paolo, ci siamo accorti di avere molte idee e progetti in comune per il bene della squadra. Dopo due stagioni con questa maglia la sento come una seconda pelle, volevo aiutare Paolo che da due anni è l’unico investitore. L’Akragas ormai è come una famiglia”.

Anche in panchina, come accennato, c’è il cambio della guardia, con Gabriele Di Leo che prende il posto del traghettatore Frunzio: “Una mia scommessa – dice il presidente – . Con la Spal, squadra poco attiva, ha fatto una super stagione da quando si è seduto sulla panchina: sono certo che ripagherà la nostra fiducia. Lo avevo già individuato come sostituto di Trovato durante la stagione 4 ma guidava già la Spal. L’ho osservato durante l’anno e con la retrocessione degli spallini è diventato possibile rendere Di Leo il nostro allenatore”.  Di Leo è pronto al nuovo ruolo: “Sono felice che una squadra così importante come l’Akragas abbia scelto me come allenatore per la prossima stagione. Non mi aspettavo assolutamente questa offerta e farò di tutto per ripagare la fiducia del presidente del ds e dei giocatori. Non ho ancora avuto modo di conoscere la squadra ma lo farò appena sarà finita questa stagione. Ho avuto modo di conoscere i ragazzi soltanto come avversari in campionato e sono rimasto colpito dalla qualità di alcuni di loro ma anche dall’ attività della squadra”. A chiudere il nostro giro di interviste è il DS Sciubba, con la testa già al futuro e con il compito di costruire la squadra più competitiva possibile: “Dovrò mettermi d’accordo con il mister, presidente e squadra per come muovermi. In primis, l’obiettivo è creare un gruppo compatto e attivo, ma conoscendo il presidente, immagino che si voglia lottare subito per le zone alte di classifica. La motivazione che mi ha spinto qui? L’amicizia con Paolo. Ed essere qui, in B, è un’avventura stimolante”.

Milan, nel segno di Giamberduca

Oggi con noi il deus ex machina del Milan, colui che ha preso per mano i rossoneri e li ha portati a una grande salvezza, nonostante i pronostici lo vedessero sfavorito: Gioacchino Giamberduca. Vogliamo ripercorrere con lui le tappe che lo hanno visto prendere il Milan alla nona giornata con soli 3 punti e portarlo alla permanenza in A a tre gare dalla fine del campionato. Abbiamo posto alcune domande anche a Pier Gaetano Fulco, attuale DS dei Rossoneri.

Mister Giamberduca su chi ha basato la vostra permanenza in A?

Sulla difesa!
Il mio reparto difensivo (Ballarini, Staniscia, Roberti e Currò) è stato strepitoso

Mi diceva di avere ricevuto molte critiche per la campagna acquisti, anche la squadra mugugnava?

Quando mancano i risultati, l’ambiente si surriscalda, alla fine per fortuna abbiamo avuto la meglio.

Il campo ha dato ragione alle scelte fatte dalla società, oltre al dovuto festeggiamento ha qualche sassolino nelle scarpe da togliere?

Sassolino non direi. Molti non credevano in me, il campo ha dato un verdetto diverso, questa è la più grande delle risposte che io potessi dare.

Come mai il Milan ha avuto una stagione così tribolata anche dal punto di vista societario/staff?

Bicocchi era il DS designato dagli admin dopo “serveropoli”. Abbiamo avuto delle incomprensioni già chiarite a suo tempo. Poi è arrivato Pisati che ha avuto un problema disciplinare, non dipendente dal Milan, devo comunque dire che il mercato di Gennaio è stato esemplare.

Poi è arrivato Pier Gaetano Fulco, il DS per eccellenza, per quanto mi riguarda. Mi aspetto una stagione 5 scoppiettante!

Che impatto ha avuto Fulco nella vostra presidenza?

Molto positiva! Mi ha dato la carica che in questa stagione avevo perso. La sua professionalità mi è servita a ritrovare l’entusiasmo, lo reputo il mio braccio destro.

Voleva mollare?

La passione ad un certo punto è venuta a mancare perché è stato un anno molto difficile…

Adesso com’è il rapporto con la vecchia guardia?

Penso che molti partiranno.

Non è un rapporto recuperabile?

Con molti si, ci sta pensando il mio super Ds, che non smetto di ringraziare, come detto sopra la sua entrata in società mi ha dato la voglia di continuare.

Quando ha capito che vi sareste salvati? C’è stata una partita in particolare che gliel’ha fatto pensare?

La vittoria contro il Napoli mi ha dato questa certezza e il cambio di modulo dal 4312 al 4411, con il mio giocatore a fare il trequartista.

A chi dedica la permanenza in A?

La dedico a tutti i giocatori che hanno creduto in me. A chi a gennaio ha preferito cambiare aria. A Pier, a Daniele il mio marketing manager e a Bicocchi che mi ha aiutato a suo tempo.

Pensa che i giochi, in termini di retrocessioni, siano fatti?

Secondo me al 70 per cento si.

Passiamo adesso alle domande poste al DS Pier Gaetano Fulco:

Mi descriva Giamberduca

Gioacchino è un uomo pieno di entusiasmo, che conserva un animo sensibile che praticamente viene fuori sia nel bene che nel male. Capita, per esempio, che può rimanerci male se non vede condiviso l’entusiasmo che ha (e mette) nel fare le cose, come anche però, in positivo, si esalta se attorno a sé sente supporto.
Aldilà dell’inesperienza sulle dinamiche di gioco (e non in quelle reali: lui l’allenatore lo fa davvero, e sono mondi diversi), ha sofferto un impatto un po’ duro con questo gioco.
Ma ho visto una umiltà che non mi aspettavo, una persona perbene che se stimolata fa veramente tanto bene e mette anche allegria.
È una brava persona.

Chi è il vero artefice della salvezza del Milan?

L’allenatore è Gioacchino, e quindi la salvezza è passata per le sue scelte tattiche che lo hanno premiato nonostante abbia avuto una rosa molto valida che però è cambiata un po’ nel corso della stagione; Si poteva fare meglio, ma visti i fatti, anche peggio.

Che clima ha trovato quando è arrivato al Milan?

Il clima era teso e c’era sfiducia, oltre ad una vera spaccatura nello spogliatoio figlia di vicende che hanno fiaccato l’umore di molti.
Il mio lavoro, da quando sono entrato in poi, è quello di cucire dove si può, ed aiutare chi vuole cambiar squadra a farlo con serenità e tutto il sostegno;

Ci sono dei giocatori che vogliono andar via?

Si, non posso dire chi perché molti di loro hanno chiesto destinazioni precise e non voglio esporli al mercato “libero” finché non sono sicuro di non poter garantire loro la destinazione desiderata.
I giocatori vanno sempre tutelati, anche se in uscita.

Hai già dei colpi a sorpresa per la S5?

Qualcuno già delineato, ce ne saranno diversi da fare perché si deve recuperare rispetto ai partenti.

Anche a lei chiedo, quando ha capito che il Milan si sarebbe salvato?

Quando mi sono proposto DS. 

FM Sound #2: Filippo Scudetto Ballarini


Di Valerio Cicchinelli. Grafica a cura di Simone Bonaldi.


Quando abbiamo cominciato a pensare a chi intervistare nel secondo numero di Fm Sound, ci è venuto spontaneo immaginarci qualcuno che fosse legato a De Donatis, ma che potesse esprimere delle preferenze differenti se non addirittura contrastanti. Ragionando sul possibile nome che avrebbe risposto a questa esigenza, siamo quasi da subito giunti ad una scelta: Filippo Scudetto Ballarini.  Filippo, oltre ad essere il fondatore di ProgettoFM e un grande appassionato di calcio, è anche il partner di Di Donatis in ogni live che ci accompagna ai risultati di FM ( Football Manager, ndr. ). La coppia, inutile dirlo, risulta sempre vincente, capace di donare agli utenti una divertentissima cronaca di ogni partita e dei siparietti che rimangono ben fissi nella testa, anche a giorni di distanza. L’alchimia è sempre molto naturale e mai ci si ritrova a fare i conti con qualcosa di forzato. I due insomma rappresentano l’anima più ” viva ” del gioco, ed era corretto andare a conoscere la visione e le sensazioni dell’altra parte che compone questo affiatato duo.  Il meccanismo rimane lo stesso: andremo ad effettuare delle domande divise in AM ( Amplitude Modulation, ndr. ), ovvero le domande più strettamente legate alla realtà, e quelle FM ( Frequency Modulation, ndr. ), ovvero quelle legate invece al ProgettoFm. 

Cominciamo dunque: 

Benvenuto a Fm Sound sig. Ballarini, la ringraziamo per aver accettato la nostra proposta e per essersi dimostrato da subito ben disposto a questa intervista. Cos’ha pensato quando l’abbiamo contattata? Se lo aspettava? 

Buongiorno. Si me lo aspettavo, perché Alberto mi aveva fatto intuire che sarebbe toccato a me ad un certo punto, ma non credevo che mi avreste fatto le stesse domande visto che io di musica non ci capisco nulla. 


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Direi dunque di cominciare con il motivo principale per il quale siamo qui, ovvero le domande AM e FM che poniamo a tutti i nostri ospiti. Partendo proprio dalla vita privata, chi è Filippo Ballarini, cosa può raccontarci di lei, del suo privato? Lavoro, amore, insomma la parte più concreta della sua persona. E quale canzone la rispecchia di più, o quantomeno quale sceglierebbe per dare una visione musicale di se stesso? 

Come anticipato prima, per fare un confronto con il calcio, io e la musica siamo come il tipo che segue solo il mondiale perché lo vede in tv sulla Rai. Quindi magari conosco tutte le canzoni più importanti ma non saprei assolutamente dirne il titolo o il cantante. Tuttavia sono un grande fan delle sigle dei cartoni animati, quindi essendo anche quella musica, utilizzerò quei titoli pur deludendo Alberto. Probabilmente la canzone che riassume la mia persona potrebbe essere ” Darkwing Duck “ e un pizzico di ” Scuola di polizia “. Quindi una persona inizialmente solitaria che però, quando prende confidenza con le altre persone, diventa esageratamente scherzosa. In amore probabile che io sia come il tipo in ” Rossana “, che da fuori sembra che abbia pochi sentimenti e se ne frega abbastanza di un po’ di tutto, ma poi alla fine la tipa la conquista.  

Facendo qualche ricerca su di lei abbiamo saputo dei suoi anni di studio presso lo Johan Cruyff Institute ad Amsterdam e presso il Martin College a Brisbane. Ci può dire qualcosa in più su questi due percorsi, sulle rispettive esperienze estere e del perché di queste due scelte? E quali brani o musiche assocerebbe ad ognuna di queste? 

Ho scelto di andare a studiare all’estero perché semplicemente col metodo di studio italiano sono una capra totale. E’ uno studio basato esclusivamente sulla teoria e sul leggere libri su libri. In Australia e anche in Olanda invece sono molto più orientati verso uno studio pratico, dove contano soprattutto la tua creatività e intelligenza. E appunto lì non ho avuto alcun problema a superare gli esami. Come musica prenderei la sigla dei ” Pokemon “, dove un protagonista, Ash Ketchum, per nulla bravo nella pre-battaglia, poi sa trovare in campo sempre la soluzione migliore per battere il suo avversario. Inoltre viaggia di continuo e si confronta con diverse culture.

Sappiamo del suo profondo amore per il calcio, cosa che l’ha portata ad appassionarsi a Football Manager fino a partecipare a dei tornei e a fondare ProgettoFM, ma su questo torneremo dopo. Quello che ci interessa conoscere è quale altro sport attira l’attenzione di Filippo Ballarini.  

Mi piacciono più o meno tutti gli sport, ovviamente nessuno al livello maniacale del calcio, però mi piace molto la Formula 1 che seguo fin da piccolo. Anche la Moto GP, sebbene la segua molto meno rispetto a prima. Ho anche giocato a basket fino ai 16 anni, ma non l’ho mai seguito veramente, giusto un pochino di NBA. Solitamente comunque seguo molto di più gli sport del luogo dove mi trovo in quel momento. Ad esempio quando stavo a Miami seguivo molto di più il baseball e il football americano, così come in Australia il rugby. In Olanda invece mi sono rifiutato di seguire l’hockey sul prato.

Parliamo proprio del torneo di Football Manager che si è tenuto a Londra e al quale lei ha partecipato raggiungendo i sedicesimi di finale. Quali sono state le sensazioni che l’hanno accompagnata verso questo traguardo? Ha mai usato una musica o un brano per concentrarsi prima di una partita o per scaricare lo stress subito dopo ? E Come è stata invece l’esperienza Greca. Saprebbe associarvi una canzone? 

È stata una bella esperienza, l’unica sfortuna è stata quella di capitare nel girone più difficile perché per l’appunto i due giocatori arrivati davanti a me hanno poi raggiunto la semifinale e l’altro addirittura ha vinto il torneo. Ma comunque è stato molto bello, anche perché non c’era quella voglia di vincere ma più di partecipare insieme e soprattutto di divertirci e confrontarci. Non ascolto nessuna musica in particolare prima o dopo una partita, solitamente mi guardo un video o un film per distarmi. Per quanto riguarda l’esperienza in Grecia, posso dire che è stata molto positiva, peccato essere uscito agli ottavi dopo aver fatto punteggio pieno ai gironi, ma capita se ti va storta una partita. Per il resto belle spiagge, bella musica, belle ragazze. Unica nota il negativo il cibo. Riassumendo con una canzone, direi “Pollon combina guai”

Abbiamo saputo di un suo prossimo viaggio in California, organizzato con altre persone legate al gioco. Abbiamo già parlato delle sue altre esperienze estere, perciò ci viene da chiederle cosa rappresenti per lei il ” viaggiare “. E’ solo il modo di evadere da una quotidianità o c’è una voglia di scoperta e conoscenza più profonda che l’accompagna? E come immagina che andrà questo viaggio ? Ha qualche idea in mente? 

Sono uno che ha viaggiato tantissimo nella vita, che ha visitato tutti i vari continenti e le principali città del mondo, ma non sono uno a cui piace osservare e soprattutto, paradossalmente, odio il viaggio. Con viaggio intendo proprio letteralmente arrivare da un punto all’altro del mondo. Soffro molto la nave e un po’ la macchina, quindi può capitare che mi venga la nausea. E come detto non sono un grande scopritore, preferisco rimanere nello stesso luogo più che continuare a muovermi. La cosa che mi piace del viaggiare è quella di fare cose che a casa non fai mai o raramente, tipo banalmente andare in spiaggia, stare fuori tutta la notte, conoscere nuove persone e vivere il posto in pieno. Se ogni giorno cambi località alla fine è come vedere poco o nulla. 

San Diego sicuro sarà una grande esperienza, tutti i viaggi del genere che ho fatto mi hanno sempre lasciato bellissimi ricordi e aneddoti. Quindi immagino che pure questa mi porterà storie da raccontare. 

Signor Ballarini, una domanda forse un po’ azzardata, ma cosa l’ha spinta a cantare in diretta mondiale ” The Pretender ” dei Foo Fighters durante il TwitchCon ?  

Io nemmeno volevo farlo; cioè più che altro non sapevo dove mi stavo infilando. Inizialmente non avevo idea che fosse live su twitch e non ho di certo scelto io la canzone. Ho solo seguito il branco come una pecora e ho fatto quello che ho potuto. 

La domanda alla quale abbiamo girato attorno ma che è giunto il momento di fare: come nasce l’idea per il ProgettoFM, e come nasce la scelta delle persone con le quali creare da zero una cosa così ambiziosa e che tanto bene sta facendo soprattutto nel creare una community coesa, come visto ultimamente nella ” 24 ore per la vita “.  

L’idea originale nasce come un semplice modo di divertirsi con gli amici e con gli appassionati di FM. Ero ad Amsterdam a studiare e abitando distante dal centro e avendo periodi con tanto tempo libero, mi era venuta la classica idea di creare una squadra su FM coi miei amici. Solo che non avevo tanti amici che giocavano a FM e quindi ho proposto la cosa nei vari gruppi del gioco. Ha avuto decisamente successo, anche perché trasmettevo le partite su YouTube e Facebook. Alla fine avevo dovuto creare il Drink Team A e Drink Team B e chi si dimostrava molto attivo nel B veniva portato in prima squadra. Pochi mesi dopo Alessandro ( Pironti, ndr. ) si accorge della mia idea e mi propone di estenderla a tutta la Serie A, così ho accettato e tutto ha avuto inizio. 

Una piccola chicca: il gruppo che ora è chiamato Progetto FM prima lo usavo solo per il Drink Team B, infatti andando indietro nella cronologia c’è gente che si iscrive per quello. 



FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

Passando alle domande inerenti al progetto, è impossibile non cominciare chiedendole di raccontarci il suo rapporto con Alberto De Donatis, suo compagno di live con il quale durante le live, vi punzecchiate e vi divertite a farci la cronaca di ogni partita. Come abbiamo potuto leggere nel numero 1 inoltre, De Donatis non sembra avere particolare affinità coi suoi gusti musicali. Lei come risponde a questa opinione e soprattutto, quale canzone userebbe per descrivere De Donatis? 

Ha perfettamente ragione, non capisco nulla di musica, o almeno non la conosco. Poi magari ci piacciono anche le stesse canzoni, ma non saprei mai dire nome o cantante. Ma anche con queste differenze concludo con un “Ti voglio bene Denver “. 

 Se dovessi chiederle di gettare lo sguardo ” oltre la siepe “, quali aspettative o idee si è fatto sul futuro del progetto? E quest’ultimo che musica avrebbe? 

Il Progetto ha un potenziale enorme; solo a pensare di portare lo stesso format in altri paesi e quindi sbloccare i trasferimenti internazionali e ritrovarsi in un altro paese con un’altra lingua e magari l’arrivo dei traduttori nelle società. O mille altre cose possibili. La canzone direi ” Jeeg Robot D’Acciaio”

Oltre ai ruoli già citati lei è anche il direttore sportivo del Drink Team, il cui motto recita testualmente: ” coma etilico, fame chimica, acqua, sobrietà, ubriachezza molesta “. Partendo da questi principi ci racconti un po’ di questa esperienza e magari un aneddoto relativo, ovviamente corredato da una canzone che simboleggi al meglio la formazione di questa squadra. 

Non ho mai ben capito perché abbia scelto Drink Team. Ovvio c’è l’assonanza Drink con Dream, ma non era solo quello. Credo che nel mio inconscio abbia scelto quel nome perché la mia ragazza di quel periodo viveva a Dublino e lì è famosa la birra. Poi essendo uno a cui piace bere alcolici in generale mi è sembrata la scelta più ovvia. Inoltre ho messo come sponsor lo Jegermeister perché è il mio amaro preferito. Qua per la prima volta non metto una sigla dei cartoni animati, perché effettivamente il Drink Team ha un inno chiamato ” Another Irish Drinking “. E il ritornello fa: “Then we’ll throw up, pass out, wake up, and then go drinking once again. ” 

Con il Crema si è di fatto inaugurata una nuova evoluzione del Progetto, un passo sicuramente importante e che si spera possa coinvolgere anche altre società nel fare lo stesso. Come ” Marketing Manager ” della squadra che opinione ha della situazione di classifica e delle prospettive della stessa, e c’è un brano che userebbe per definire ciò? 

Nel Crema ci crediamo molto perché potrebbe essere la prima di tante. Come su Fifa esistono già le squadre e-sport ufficiali, vorremmo fosse cosi anche su FM direttamente nel nostro Progetto. Ormai nel campionato pensiamo al prossimo anno e si punta ovviamente alla B. La canzone è ” E’ Quasi magia Johnny. ” 

Come fatto con De Donatis le chiediamo gentilmente di associare una canzone per i campionati e le nazionali del progetto. Quelle che reputa possa descriverle al meglio. 

La sigle di ” Holly e benji “:  1, 2 e forever. Potete mischiarle come volete per campionati e nazionali, non cambia nulla. 

Nella stagione corrente quali pensa siano i giocatori, dirigenti o comunque personalità più interessanti da citare e quali brani o musiche sceglierebbe per loro ? 

Tolti gli admin direi Conte e Campagna, che sono quelli più innovativi ed esperti in termini di idee creative per il Progetto. A Campagna dedico ” Lupin, L’incorreggibile Lupin” , mentre a  Conte ” L’ispettore gadget “.

Ultimamente siamo stati testimoni di un’interessante sfida avvenuta tra lei e Scardace, un duello nato, così sembra, per la ” mano ” di una ragazza. C’è stata una intensa competizione tra voi due, ci potrebbe dire qualcosa in più su questo episodio e quale canzone secondo lei potrebbe narrare al meglio l’epica della vicenda? 

Da quel che ricordo, ma magari mi sbaglio, tutto nacque perché in molti scrivevano a questa ragazza che si chiamava Carlotta per tentare un approccio. Forse cercando un modo simpatico far ingelosire tutti i pretendenti ha iniziato a fare post ironici dove diceva che fosse innamorata di me. Scardace ovviamente l’ha presa come sfida personale e mi ha appunto sfidato per la mano della dama. Alla fine ho vinto battendolo a F1 in live. Pure qua niente sigla, ma ” The neverending story “.

Un’ultima domanda prima della conclusione: in molte live lei si è lasciato andare a delle previsione che si sono poi puntualmente avverate, quasi fosse un ” orologio svizzero “, tanto da creare un vero e proprio culto dietro questa caratteristica, cosa che le permetterebbe di entrare di diritto in qualche puntata di Mai Dire Goal. E’ frutto del puro caso o ha davvero qualche superpotere a noi sconosciuto ? E ha già qualche sensazione su chi sentirà le ” Hell’s Bells ” ( brano degli AC/DC, ndr. ), la prossima volta? 

È solo un normalissimo calcolo delle probabilità: ogni partita io dico il risultato attuale, dicendo chi sta giocando meglio o peggio. Quando tutto va come deve andare passa inosservato, ma quelle volte in cui capita l’impossibile, ovviamente sembra che io abbia gufato. Magari capita subito dopo averlo detto e li sì che la cosa sembra una gufata colossale. Comunque il Torino vince la EL ( Europa League, ndr. ). 

In conclusione, avrebbe una canzone, un album, una colonna sonora che ci consiglia di ascoltare ? 

No, è già stata una fatica della vita a trovare delle canzoni, maledetti voi. Ascoltatevi l’inno del Milan: ce ne sono due, siete fortunati. 


Come sempre ecco a voi la la playlist ricavata dalle preferenze dell’intervistato. Buon ascolto!

Alcuni brani potrebbero essere assenti perché non reperibili su Spotify.

Palermo, un viaggio verso la A

Rangers: non gli eroi che meritiamo…

…ma quelli di cui abbiamo bisogno

Buongiorno care lettrici e cari lettori di Progetto X, oggi abbiamo deciso di puntare i riflettori su un team di giocatori che fa un lavoro difficile ma fondamentale per il corretto svolgimento del nostro campionato, oggi con noi ci sono i Ranger del Progetto: Donato Sodano, Alessandro de Meo, Alessio Gega e Veronica De Pasquale!

Buongiorno ragazzi, vorrei che vi presentaste

Donato: sono Donato Sodano sono un giocatore del Genoa (dalla stagione 1), sin dalla stagione 2 presidente del Cuneo e da quest’anno pure DS.

Nella vita reale sono un O.s.s ho 34 anni sposato con due figli e nel tempo libero mi diverto a fare l’allenatore di calcio (esordienti).

Alessandro: Fuori dal progetto sono uno studente che ha appena finito il 4° anno del liceo delle scienze applicate, ama giocare ai videogames e tormentare Salvatore Campagna. Nel progetto invece sono una promettente punta della Cremonese Markappa, faccio parte della dirigenza del Brescia e dell’affiliata San Marino. Infine, da due mesi a questa parte sono diventato SuperStaff in qualità di Ranger.

Veronica: Mi chiamo Veronica De Pasquale, ho 20 anni e sono siciliana, sono nel progetto da circa un anno e da poco sono anche ranger, poiché mi fa piacere sentirmi più parte di questo progetto e dare una mano.

Alessio: Salve, io sono Alessio Gega, ala destra del Drink Team dalla prima stagione e uno dei ranger del progetto.

Donato Sodano tu sei il membro storico dei ranger? Da quanto lo sei? E’ un lavoro che facevano gli admin? Quando si è reso necessario l’istituzione dei Ranger?

D: Sono Ranger dalla stagione scorsa, anche se avevo già provato a fare dei controlli nella stagione 2.

Era un lavoro che facevano gli admin saltuariamente e la voglia di provare era nata da uno “sfogo” in live di Alessandro Pironti, a proposito di varie lamentele che aveva ricevuto riguardo questo argomento. Dal momento la situazione era poco chiara (anche io avevo rischiato un depotenziamento per una inattività presunta) mi proposi a Filippo per dare una mano.

Poi dalla stagione successiva si ripropose il problema e quando gli admin proposero un compenso per svolgere quest’attività, annunciai la mia candidatura con la voglia di dare una mano e di migliorare la mia scheda.

Esattamente in cosa consiste il vostro lavoro?

D: Il lavoro del ranger è di prelevare le liste dei giocatori per ogni squadra su Fm e controllare se essi effettuino almeno un commento al mese, perché in passato gente che si disinteressava del progetto risultata determinante (avendo un’ottima scheda) in campo a discapito di persone molto attive ma con una scheda inferiore.

Una volta che un giocatore viene dichiarato inattivo per quel mese perde 10 punti su un attributo sulle mentali e 10 punti sul potenziale (PA). Perdita che se perpetrata nel tempo determina una perdita di 10 PUNTI al mese.

In caso di ritorno in attività (il ranger deve farlo presente) egli recupera 10 punti al mese di attività.

ADM: Il nostro lavoro, essendo questo un GDR che si basa tutto sull’attività, consiste nel verificare l’attività mensile di ogni singolo utente del progetto e stilare una lista di coloro i quali non hanno commentato/postato nulla nell’arco di tempo che andiamo a controllare. Questo permetterà poi a Filippo di depotenziare i loro attributi mentali.

V: Il nostro lavoro consiste nell’accertare l’attività dei membri all’interno dei vari campionati, in modo tale da garantire alla squadra membri attivi e un buon funzionamento dell’iniziativa; in concreto dobbiamo “skimmare” il gruppo attraverso la ricerca e “acchiappare” i commenti dei giocatori delle varie squadre, che testimoniano l’attività di questi

AG: Il nostro lavoro consiste semplicemente nel controllare ogni giocatore del progetto se abbia commentato o meno in uno specifico mese. Come già dovreste sapere, i giocatori che non hanno commentato in un intero mese passano nello status di “inattivo” e verranno depotenziati dagli admin.

I Rangers nell’interpretazione di Mariano Rizzuti

Come si diventa ranger?

D: La necessità di trovare altri ranger è nata dal fatto che controllare 2200 nomi iniziava a diventare faticoso per il tempo a disposizione che ho e aprendo anche alla Serie C ho capito che dovevo trovare un aiuto.

A chi si propone di diventare Ranger chiedo se hanno il computer (fare il ranger sul telefono sarebbe sicuramente più difficile) e soprattutto se sanno usare i filtri di fb, non si deve avere obbligatoriamente il gioco perché le liste le passo io. Una volta che ho i nomi li giro agli admin chiedendo un loro parere e poi decido. Sicuramente quello di cui c’è bisogno è impegno e costanza.

ADM: Per caso! Basti pensare che hanno scelto me! (ride n.d.R.) No, scherzi a parte, prima di tutto bisogna essere super attivi perché altrimenti sarebbe quasi paradossale non credete? Sicuramente altri aspetti essenziali sono affidabilità e puntualità. Infine, una buona raccomandazione non fa sicuramente male, vero Campagna?

V: Io mi sono rivolta a Donato incuriosita, quando ha fatto un appello perché necessitava una mano per questi controlli.

Come siete organizzati, vi dividete i campionati? Non siete sommersi dalle notifiche dei gruppi squadra?

D: Per rendere il lavoro più “leggero” ci siamo organizzati così: Alessio Gega controlla la serie A, io la B, Veronica la c/c e metà C/B, Alessandro la c/a e metà del girone b.

Alla fine della loro verifica mi passano le liste e io le carico sul programma (che Giacomo Sedda mi ha aiutato a fare) e infine controllo che gli admin modifichino le schede correttamente. Le notifiche, di certo, non mancano (ride n.d.R.) ma ci si fa l’abitudine dopo un po’

ADM: Sì, ci siamo divisi per campionati e io controllo la maggior parte delle squadre militanti nella serie C. Per quanto riguarda le notifiche invece no, basta disattivarle dall’impostazioni del gruppo e poi se devo essere sincero a volte mi diverto a vedere alcuni meme postati nei gruppi squadra.

V: Al momento sì, ci siamo divisi i compiti, Alessio controlla la serie A, Donato la serie B e io e Alessandro la serie C che è continuamente in evoluzione. Per quanto riguarda le notifiche, ho imparato a gestirle e a silenziarle perché son davvero troppe.

AG: Come organizzazione, ognuno si prende cura di un certo campionato, io per esempio controllo la Serie A e una squadra di Serie C per certi motivi. Personalmente le notifiche dei gruppi una volta “silenziati” non danno molto fastidio, visto anche che noi dobbiamo controllare questo gruppi soltanto 1 volta ogni fine mese.

Alessandro de Meo, Veronica De Pasquale, Alessio Gega come e quando siete diventati ranger?

ADM: Sono diventato ufficialmente un Ranger circa tre mesi fa, ma in realtà svolgo questo tipo di controllo, in modo più approfondito per tutti i giocatori della Cremonese (so quanti post fanno, quanti ne condividono e quante volte vanno al cesso in un mese). Non a caso la Cremonese sarà tra le squadre che prenderà più bonus attività tra tutte le squadre, tutto grazie alla lungimiranza di Campagna che tra i primi ha capito l’importanza di poter monitorare costantemente l’attività della propria rosa. Ora voi vi chiederete come mai mi paga così poco per svolgere questi resoconti?

V:Non ricordo il giorno preciso ma per puro caso, come dicevo prima, avevo voglia di sentirmi integrata e dare una mano e poi diciamocelo, qualcosa in più nello stipendio non fa mai male!

AG: Sono diventato ranger verso dicembre 2018, Donato, il capo-ranger, aveva postato un post nel gruppo principale dove diceva di voler reclutare persone e io mi sono proposto. Dopo una serie di test sono diventato uno dei primi ranger a supporto di Donato.

Siete voi, in primis, a scontrarvi con il classico “Benvenuto!”, cosa spinge, secondo voi, gli utenti a tenersi attivi solo con il commentino, hanno capito lo spirito del progetto?

D: A me, sinceramente, non dà fastidio chi fa il “solo” commento mensile, perché penso che ognuno debba seguire il progetto in base alle proprie voglie e al proprio tempo, è corretto che ci sia la regola del commento mensile ma non tutti siamo portati a essere attivi sui social.

Io ad esempio nella prima stagione ero interessato solo alcuni aspetti del progetto, pian piano mi sono appassionato a tutte le dinamiche.

I vari “benvenuto”, “daje”, “ciao” o simboli per me sta a dire che il progetto mi interessa e voglio esserci, il come non mi interessa.

ADM: Secondo me, la “colpa” non è neanche Dei ragazzi che si tengono attivi solamente in questo modo in sé, secondo me la “colpa” è dei dirigenti delle squadre che non riescono a far passare appieno lo spirito del progetto e coinvolgere i propri ragazzi.

V: A mio parere per alcuni è semplicemente un meccanismo ormai automatizzato, giusto per farsi ben vedere dagli admin, però credo che nella massa dei commenti di benvenuto ci sia anche una percentuale di utenti realmente interessata a veder crescere il progetto.

Tra chi accoglie i nuovi utenti, c’è chi è più ferrato e chi lo fa solo per i bonus, ad ogni modo, commentino o meno, stanno contribuendo al progetto e quindi ben venga!

Siete mai stati intervistati a proposito del vostro compito? O il lavoro sporco è sempre sottotraccia, una vita da mediano docet?

D: Non siamo mai stati intervistati, specialmente gli altri ragazzi sono molto poco citati, ma fanno un gran lavoro ogni mese e li ringrazio per tutto quello che fanno, per la disponibilità nel sopportare le mie pressioni e i miei modi, senza di loro tutto sarebbe più difficile.

ADM: No, mai. Bah più che un mediano la figura del Ranger la rivedo più in Batman. Non l’eroe che meritiamo ma quello di cui abbiamo bisogno.

V: No, questa è la prima volta. È un lavoro sporco, sì, però ci vediamo riconosciuto tutto, riceviamo diversi elogi e ringraziamenti, alcune squadre fanno addirittura dei post dove raccolgono tutti i membri per agevolarci nel nostro lavoro. Per quanto svolgiamo a mio parere una funzione di Panopticon, non possiamo lamentarci!

AG: Intervistato come ranger mai, agiamo sempre in ombra, qualche volta allenatori o presidenti sono confusi su perché io sia nei loro gruppi squadra. Quindi si, siamo il “mediano” per eccellenza!

Chi è il più veloce a svolgere il lavoro mensile?

D: Il più veloce? Alessio e Alessandro sono i più puntuali, Veronica devo starci più dietro ma preziosa anche lei.

ADM: Dovreste chiederlo a Donato, è lui che coordina tutto.

V: Non saprei, andiamo quasi sempre allo stesso ritmo, giorno più, giorno meno. Donato direbbe che non sono io (infatti lo ha detto n.d.R.)

AG: Dipende sempre dal tempo libero di tutti, ma quasi sempre è Donato quello che ha pronto tutto, forse lo aiuta anche la grande esperienza che possiede.

L’aneddoto più divertente che vi è capitato? C’è mai stato qualcuno che ha fatto ricorso sapendo di mentire?

D: Gli aneddoti più divertenti? Io e Alessio abbiamo due croci che facciamo sempre fatica a trovare (io Davenport, lui Trovato) puntualmente li mettiamo inattivi…

Furbi no, non ci sono mai stati, magari non avevano capito il “modo” in cui si risulta inattivi ma non mi hanno mai dato l l’impressione che volessero fregarmi.

Concludo ringraziando anche gli admin per la loro pazienza, visto che in certi momenti sono stato pretenzioso e li ringrazio anche di avermi dato fiducia affidandomi questo compito.

ADM: Personalmente no, anche perché è Donato che si occupa dei ricorsi.

V: Non saprei, non mi viene in mente nulla, a parte i nomi strani che non riuscivo a trovare di tanto in tanto (vd. Profili fake).

AG: Quasi ogni mese un giocatore mi risulta inattivo, ma quando Donato fa un veloce recap di sicurezza, lui ha commentato. È l’unico giocatore che mi dà “problemi” e questo succede quasi ogni mese, ma davvero, non saprei dirvi il perché.

Il Vecchio del Cittadella…

Progetto X ha l’onore di intervistare un grande giocatore di Serie B, nonché il Vice Capitano del Cittadella, Pietro Vecchio.

Salve sig. Vecchio, sono Alessio di PROGETTO X.  Le chiedo cordialmente di presentarsi.

P.V: Salve, mi chiamo Pietro Vecchio, ho 22 anni, vengo da Cassino e gioco nel Cittadella, di cui sono anche vice capitano.

Come si trova a Cittadella? C’è qualcuno con cui ha legato maggiormente?

P.V: Mi sento a casa, è la mia seconda famiglia.

Ho legato in primis con i presidenti, Yuri Baldacci e Giuseppe Gambardella. Per quanto riguarda i compagni ho legato davvero con tutti, ma soprattutto con Vizzarri, La Rosa e Rosamilia, coloro con cui ho iniziato la mia avventura. Dei “nuovi” non posso non citare Galota, il ragazzo più attivo di squadra. Ragazzi, vorrei citarvi tutti, ma non posso.

Il Cittadella si trova in 11esima posizione in serie B. Eravate tra le favorite per la promozione diretta. Cos’è successo?

P.V: Sicuramente ad inizio anno ci ha fatto piacere essere tra le favorite, ma la nostra giovane età ha giocato un brutto scherzo. Sinceramente? Non molliamo fin quando la matematica non ci condanna. Lotteremo con le unghie e con i denti. La speranza è l’ultima a morire d’altronde.

Mi dica, come mai ebbe un ban momentaneo su twitch e poco dopo si inattivò?

P.V: E’ arrivato il momento di far chiarezza (chiedo ancora una volta scusa ai miei compagni). Una sera durante una live ero parecchio nervoso e subendo una sconfitta immeritata mi lasciai trasportare dalla rabbia. Ricevetti un ban momentaneo su Twitch e da lì in poi mi allontanai dal progetto. Poi un giorno il mister Gambardella mi disse: “Vecchio, in squadra abbiamo bisogno di te”. Mi riattivai e da lì in poi non abbandonai più né il progetto né il Cittadella. Ovviamente la dirigenza si scusò a nome mio e lo feci anch’io.

Ammira qualche altra squadra del progetto?

P.V: Seguo molto le vicende relative al progetto e mi tengo aggiornato, ma principalmente mi dedico alla mia squadra, che secondo me è pronta al grande passo.

Se la sua squadra del cuore bussasse alla porta della dirigenza, quale sarebbe la sua reazione?

P.V: Sicuramente darei un secco NO, resto qui, ho già detto no ad alcune grandi squadre di A e B.

Ammirevole… mi dica, cosa ne pensa del lavoro svolto dal DS?

P.V: Sta facendo un grandissimo lavoro e gestisce al meglio LA ROSA, non entro nei dettagli perché non è una mia competenza, ma se un giorno la dirigenza avesse bisogno di una mano, mi troverebbero sicuramente pronto.

Dicevamo… lei è molto presente nel gruppo squadra, cosa fa per rendere partecipi anche gli altri membri?

P.V: Cerco sempre di tenere alto il morale della squadra tramite note vocali, pronostici su altre partite e ogni tanto porgo qualche quesito alla squadra.

Le piacerebbe avere altri ruoli nel progetto?

P.V: Il ruolo che mi piace di più è quello dell’allenatore, ma per questioni universitarie al momento non potrei svolgerlo a pieno.

Si immagina come “PRESIDENTE”?

P.V: No. Sono uomo da campo, avrei poca pazienza per fare il presidente.

Come vive il progetto al di fuori del Cittadella?

P.V: Ho qualche amico sparso per la serie C, ma mi diverto a commentare i post di tutti, anche di persone a me sconosciute. Fortunatamente riesco a scherzare con tutti.

Progetto X è a conoscenza delle “rivalità” sportive con l’omonimo Leo Vecchio e con il suo ex compagno Mirco Diotto. Ce ne vuole parlare?

P.V: Leo non lo conosco, ma un giorno trovai la sua presentazione sul gruppo e cercai (ovviamente scherzando) di fargli capire chi è il VERO VECCHIO del gruppone. Ci siamo anche sfidati sul campo una volta ma non ci siamo mai incrociati giocando in due ruoli molto distanti. Per quanto riguarda Mirco abbiamo passato un bel periodo al Cittadella, ma resterà sempre il mio sostituto nonostante adesso giochi in serie A. Spero di incontrarlo da avversario.

Giocatore più forte del progetto?

P.V: Da difensore direi qualcuno della mia categoria, Ballarini, Baldacci e Gambardella su tutti.

Chi porteresti al Cittadella?

P.V: Adoro i miei compagni, quindi nessuno. Se poi vi dicessi un attaccante o un mediano, chi li sente Vizzarri e La Rosa?

Non puó restare al Cittadella e deve obbligatoriamente cambiare squadra. Dove andrebbe?

P.V: Sicuramente nella squadra che tifo sin da quando sono bambino. Vi dò un indizio: J…..

Si ispira a qualche giocatore fuffa?

P.V: Sono un mix tra Montero, Licthsteiner e Srna.

In che parte del campo il Cittadella dovrebbe rinforzarsi?

P.V: Non faccio mercato, ma al momento direi un innesto in ogni parte del campo tranne che in difesa. L’importante è che siano giocatori ultra-competitivi (cit.).

Un’ ultima domanda, cosa ne pensa dell’affiliata TUTTOCUOIO?

P.V: Una squadra in crescita, playoff e successi decisamente meritati.

Grazie della disponibilità sig. Vecchio. In bocca al lupo per la fine del campionato. Vuole fare un saluto ai nostri lettori?

P.V: Grazie a lei, un saluto a tutti i lettori, spero non vi siate annoiati. FORZA CITTADELLA SEMPRE.

Conferenza Stampa: Juventus – Fiorentina

Due squadre con una situazione di classifica completamente diverse.

Da un lato la Juventus di mister Terlati cerca di confermare il terzo posto e tenere a distanza il Progetto Gaming dal prossimo posto certo per la Champions League di S5.

Dall’altro c’è la Fiorentina che tenta di rimanere a galla in una spietata lotta salvezza che vede invischiata mezza classifica.

Press Room Allianz Stadium

Arriviamo nella sala stampa dell’Allianz Stadium e partiamo con le domande a mister Torcolini:

Buongiorno mister, come Progetto X avremmo delle domande da farle, ma partiamo dalla preparazione; affronterai una squadra in buona forma e ancora impegnata in ambito europeo e nazionale per un posto in Champions League S5, mentre per voi ogni punto guadagnato è oro nella corsa salvezza. Come intendi approcciarti contro gli uomini di Terlati stasera?

La Juventus è una squadra anni luce avanti a noi. Hanno giocatori attivi e importanti che hanno giocato in competizioni importanti e prestigiose come la Nazionale o la Champions. Sono una delle squadre più forti del campionato, non è facile per noi sopratutto per la posizione e lo svantaggio dell’ultimo posto disponibile per salvarsi. Giocheremo alla morte come sempre sperando in un risultato positivo.

Se hai avuto modo di studiare la Juventus, qual è secondo te il punto debole su cui fare leva e su cosa dovrete prestare attenzione?

Attenzione su tutto. Giocano con le ali, Paudice è un giocatore che “conosco” perché l’ho allenato nel fantasy pg e mi piace molto, è un profilo forte e può crearci problemi. La Juve ha 11 uomini più i sostituti che possono entrare ed essere capaci di mettere in difficoltà chiunque. Dovremo giocare in modo perfetto, spero che le mie tattiche diano effetto positivo, con la Cremonese non è andata come speravo. Con l’Atalanta in ambe le partite sia il 2-1 crashato che il 4-1 registrato ho visto qualche sprazzo del mio calcio. Bisogna essere perfetti e sperare che loro non siano al top.

Hai giustamente fatto notare come i vostri prossimi avversari siano forti in base all’attività che svolgono da più stagioni. Tolto la stella della squadra Marchi, chi è, secondo te, un possibile uomo simbolo per il futuro dei Viola?

Stiamo valutando i profili giusti per la prossima stagione. Stiamo valutando tutto, qualsiasi persona adatta pur di portare bonus in questa squadra. Non voglio gente demotivata, voglio gente che rema dritto come tutti, che sia trainante verso i compagni! Quindi tutti sono sotto la lente, speriamo in risposte positive.

Da tempo, negli ambienti di mercato, si parla di un forte interesse della Lazio e della Cremonese per Marchi. Ha avuto modo di parlare con il giocatore e capire quali siano le sue intenzioni in vista della S5, anche in caso di retrocessione?

Allora io sono arrivato da poco, ho parlato con la società, mi hanno informato che Marchi vuole andare via, lo sappiamo tutti è inutile nascondersi. Non ho parlato direttamente con lui, ci sarà modo e tempo. Ovviamente se dovessi riuscire a convincerlo a rimanere, sarebbe un colpo di mercato ulteriore per noi. In tal caso invece dovesse ribadire la volontà di andare via proveremo a soddisfare le sue richieste. Ma prima dare soldo e dopo vedere cammello come si suol dire. Deve arrivare una proposta in tal caso che ci faccia sorridere sopratutto a noi, perché perdiamo un giocatore importante e nel mercato di ora i giocatori forti e attivi costano.

Ha espresso eventuali preferenze su quali sono le squadre presso cui andare a giocare?

Non posso dirlo. Le questioni di spogliatoio rimangono nello spogliatoio.

Ringraziamo mister Torcolini, dall’Allianz Stadium è tutto.

Luigi Frunzio, eroe dei due mondi: la lotta per la promozione a Cagliari, per la salvezza con l’Akragas

Promozione e salvezza, allo stesso tempo e da allenatore di due differenti squadre. No, non siamo in un videogioco (o forse sì, essendo FM), ma l’allenatore è in carne ed ossa: Luigi Frunzio sta riuscendo in una vera e propria impresa. Affascinati dal suo Cagliari che sta facendo furore in serie C/C, approfittando della mancanza di unicità di ruolo nelle serie minori la dirigenza dell’Akragas gli ha chiesto di portare a termine una complicata missione: portare i siciliani alla salvezza in serie B. E Frunzio non ha sentito il peso del ruolo, mettendo lo sgambetto a due nobili della categoria come Brescia e Virtus Entella. “Col Cagliari abbiamo solo sfruttato le occasioni che ci sono capitate e la Lupa Roma, nostra bestia nera (entrambe le partite perse con loro) è ancora in lizza per il primo posto: il girone C di C è più aperto che mai. Sul perché ho accettato l’Akragas – ci dice Frunzio – la risposta è semplice: mi sono messo in gioco perché me lo hanno chiesto (ride, NDR)”. Gestire due differenti squadre di due diverse categorie potrebbe creare dei problemi, ma Frunzio ha la risposta pronta: “Le prospettive a livello mentali non cambiano: con entrambe le squadre lottiamo per raggiungere l’obiettivo predefinito. Sono fortunato che sia con il Cagliari – squadra di nuovi giocatori molto promettenti e attivi-, che con l’Akragas – squadra di giocatori veramente forti che meritavano molto di più quest’anno per le loro caratteristiche – ho una rosa competitiva che mi lascia poter giostrare tra vari sistemi di gioco in maniera molto tranquilla. Con il Cagliari abbiamo iniziato ad inizio stagione per cui conoscono benissimo le formazioni e hanno molto affiatamento, con l’Akragas stiamo ancora sperimentando un po’, ma le cose sembrano andar bene. L’approccio tattico, nei limiti del gioco, è abbastanza diverso sia come formazione che come modi, anche perché i giocatori non sono gli stessi e bisogna adattarsi. Sicuramente il fatto che non si ha possibilità di interagire nelle partite in corso di C è una bella differenza, ma alla fine puntiamo sempre a far punti e a vincere, quindi non cambia molto sotto l’aspetto di pre partita. Gestire due squadre può sembrare complicato, ma se riesci a suddividere bene gli impegni il doppio lavoro riesce bene. Lavorando bene in queste ultime partite saranno raggiungibili entrambi gli obiettivi, sia la promozione dalla C che la salvezza in B”. E per il futuro, cosa aspetta Frunzio? Sarà difficile scegliere solo uno dei due gruppi che ha allenato in stagione: “Purtroppo non è possibile andar con entrambe. Per adesso gli accordi con entrambe le società prevedono che continuerò ad allenare il Cagliari: se però per motivi mistici non potrò più allenare il Cagliari certamente mi farà piacere continuare ad allenare l’Akragas”.