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D’anteo: da Firenze a Roma per 2 milioni.

Alessandro D’anteo, portiere, classe 1987.

Utente storico del ProgettoFM, ex colonna portante di una Fiorentina ancora alla ricerca di una sua identità.

Sì, parliamo di “ex”, in quanto da circa una settimana ha firmato un contratto che lo legherà alla Roma per le prossime stagioni.

D’anteo, portiere di professione e leader per passione, muove i suoi primi passi come estremo difensore.

Spesso e volentieri non si limita solo al campo, ma supporta anche lo staff dirigenziale portando la sua esperienza di gioco come allenatore (ricordiamo le esperienze sulle panchine di Lazio, PG e Juventus) e la sua conoscenza delle meccaniche di gioco.

Nella Stagione 1, D’anteo, venne assegnato alla Sampdoria, per poi passare a fine stagione all’Inter di Marchese.

Quì il portierone toscano non trova subito spazio in campo, accumulando appena 3 presenze in tutto il girone d’andata. Decide quindi di accasarsi alla Fiorentina durante il mercato invernale della stagione 2.

Alla Viola trova comunque la concorrenza di Nencioni, ma l’ottimo feeling con Casalati e l’ambiente fiorentina sembrano coinvolgerlo molto positivamente, al punto da acquistare la Lucchese proprio in associazione con Casalati.

Fino a quando, su sua stessa richiesta, non viene messo sul mercato dal DS dei viola.

A quanto pare l’unica a sondare seriamente il terreno è stata la Roma, la quale ha accettato di pagare i 2 milioni richiesti dai toscani.

Non fatichiamo a pensare che, benché la caratura elevata del giocatore in termini di attività sia fuori discussione, diverse squadre si siano anche interessate, ma sentendo la base di partenza abbiano deciso di lasciar perdere.

D’altronde anche nella vita reale sono pochi i portieri pagati a peso d’oro (Buffon, Kepa, Alisson ad esempio).

Ma che calciatore è Alessandro D’anteo?

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Alessandro D’anteo stagione 3

Alleghiamo la sua scheda presa dal nostro Archivio Contratti in Home Page.

Portiere di 189 centimetri e 85 chilogrammi di peso, con 15 in agilità fa capire che la stazza è tutto fisico e spalle larghe.

I valori alti in uno contro uno e uscite fa capire quanto possa essere determinante nelle chiusure sui contropiedi avversari che si involano verso la porta, anche se leggermente penalizzato dall’accelerazione e velocità sotto il 10.

Predilige la parata a mano aperta e la respinta di pungo rispetto alla presa del pallone, motivo per cui correrà pochi rischi e concederà qualche calcio d’angolo evitabile.

Nonostante Football Manager 17 lo veda come un portiere-libero, il 4 in visione di gioco gli farà fare spesso l’impostazione sbagliata. Consigliamo, quindi, di dare istruzioni ben precise al portiere se si vuole giocare con palla a terra dalla difesa. Altrimenti rilanci e via alla vecchia maniera.

Il buon livello del controllo palla, presa, forza ed equilibrio farà stare abbastanza tranquilla la Roma, nonostante sia molto importante lavorare sull’aspetto psicologico del giocatore per farlo migliorare nelle prossime poche stagioni che rimangono prima del suo ritiro e successivo regen.

Inutile ricordare che, in quanto allenatore e membro molto attivo della community, garantisce dei bonus attività non da poco.

Cittadella: ecco cosa ci attende nella prossima stagione!

Buongiorno ragazzi! Siamo quì nella sede del Cittadella con il patron Baldacci e il suo braccio destro, Giuseppe Gambardella. Ma diteci un po’, che cos’è il Cittadella? Cosa significa per voi questa società?

Baldacci: Buongiorno Andrea. Intanto grazie per questa possibilità che ci hai concesso di esprimere un po’ le nostre idee e visioni sul Cittadella.

Il Cittadella significa tanto per noi. Per noi è una filosofia di gioco, di gruppo e di vita. Concentriamo sempre tutti i nostri sforzi per dare il meglio per questo grande team di talenti.

Gambardella: Il Cittadella è una famiglia, non una società. Il mio socio è riuscito in questi anni, con la passione, a creare questa piccola realtà felice ed è per questo che ho scelto il Cittadella prima come allenatore e poi da presidente. In questa nuova stagione (la 4, ndr) affiancherò Yuri in questo progetto di famiglia e cercherò di dare il mio contributo da buon capo di famiglia, credo di avere l’esperienza giusta nel vissuto reale.

Quali sono le vostre ambizioni e i vostri obiettivi per la stagione 4?

Gambardella: L’obiettivo è la Serie A (playoff o promozione diretta) e in ogni caso fare bene, ma solo se in gruppo. Lavoreremo sull’ affiatamento totale e la valorizzazione dei giocatori. Questo da presidente, da mister metto le mani avanti e dico un campionato tranquillo e poi sognare non costa nulla.

Baldacci: Sono perfettamente d’accordo con il mister (e socio). Dobbiamo puntare alla Serie A, mantenendo i piedi per terra e valorizzando ogni giocatore a disposizione.

Chi è il giocatore simbolo di questa squadra, per attività e leadership?

Baldacci: Il giocatore simbolo è sicuramente il capitano Pardo Vizzarri. Attivo, voglioso di fare bene e soprattutto un vero leader per la squadra. Vorrei anche citare come importanza, Rosamilia e Vecchio oltre che La Rosa. Rappresentano da sempre lo zoccolo duro dei senatori della squadra.

Gambardella: Potrei dire il capitano e il suo vice, sono quelli che incarnano lo spirito di squadra, ma tutti gli sono molto vicini. Mi sento di confermare i nomi fatti da Yuri.

Avete qualche piccola anteprima che volete mostrarci in ottica della prossima stagione? Dobbiamo aspettarci grosse novità?

Baldacci: Sì, sicuramente grosse novità. Come obbiettivi abbiamo, oltre ai già citati, quello di portare il Tuttocuoio ad essere una vera e propria risorsa nell’ambito dei giovani talenti. Dal Cittadella sono usciti grandi nomi del PG e vogliamo che anche il Tuttocuoio riprenda le orme della prima squadra. Ci saranno grandi rivoluzioni anche a livello di social, comunicazione, maglie, logo e forse anche nome. Una rinfrescata per una squadra che punta in alto.

Gambardella: faremo parlere di noi con la nostra semplicità e divertimento.

Come pensate di muovervi sul mercato? Avete qualche profilo in mente per lo scacchiere del Cittadella?

Gambardella: Abbiamo una base solida, faremo solo piccoli innesti. Poi se capiterà un buon affare lo faremo sicuramente.

Baldacci: Sul mercato non ci muoveremo molto, puntiamo a valorizzare i player e a promuovere qualcuno dalla squadra satellite.

In chiusura; un consiglio che dareste ad un neo iscritto?

Gambardella: È un gioco e va affrontato come tale

Baldacci: Ad un neo-iscritto consiglio di divertirsi e di non prendere il progetto come una cosa troppo seria. È un game e ci si diverte. Ho sentito tante cose ultimamente, di utenti che se la prendono troppo sul serio. Cercate di divertirvi e voletevi bene.

Foto storiche – Dove tutto ebbe inizio

Cremona, Luglio 2017 – Alessandro Pironti e Filippo Ballarini si uniscono e danno vita ad un progetto epocale (oltre che ad un duo intramontabile).

 

Riccardo Venturelli – Redazione Progetto X

Pisa: la caduta della torre.

Ad inizio Playoff il Pisa sembrava essere tra i candidati finali per la vittoria della competizione di Serie C.

Si sono presentati subito bene, bistrattando l’ignorante Pordenone e facendo vedere un buon calcio.

Purtroppo, però, il bello delle finali è anche questo.

Una partita secca, una singola prova di forza, una lotta da 90 minuti che può portare all’obiettivo tanto inseguito oppure farti ricadere ai piedi della montagna.

La compagine di mister Ciampaglia si è dovuta piegare alla supremazia dell’Akragas di Pietro Alaimo.

Una brutta botta che, grazie alla doppietta di Alessandro Marino, ha infranto i sogni dei toscani che già pregustavano i derby contro Lucchese e Livorno ed invece hanno dovuto subire un brutto 0-3.

Sicuri che ripartiranno più gasati che mai, ci aspettiamo un dominio della prossima Serie C da parte loro ed un nuovo tentativo di promozione in Serie B nella stagione 4 di Progetto FM.

Akragas: promozione tra le polemiche

Dopo il curioso caso dell’Akragas, sembra che la società siciliana sia riuscita ad approdare in Serie B.

Nonostante i conflitti interni e il braccio di ferro tra un terzo della rosa e la società, mister Alaimo ha dato prova della sua abilità vincendo i Playoff da outsider.

Quello che condanno, personalmente, è sicuramente la cattiva gestione della situazione.

Va contro ogni principio base del gioco quello di mettere sotto ricatto un’altra persona, presidente o giocatore che sia.

Così come va contro ogni fondamenta del gioco dire “mi muovo solo se si muovono i miei amici”. No, non ci siamo ragazzi.

Nessuno si aspetta che l’Akragas diventi la destinazione permanente di nessuno, è ovvio che tutti ambiscano a giocare per delle big che assicurino un ambiente attivo, ma soprattutto risultati ed ingaggi maggiori.

Ma, proprio come han fatto in tanti, c’è bisogno di partire dal basso, di correre sui campi meno conosciuti per farsi le ossa e crescere come calciatori.

Stesso discorso anche per i dirigenti.

La base di un dirgente di successo è il buonsenso ed il saper ponderare le cose.

L’impulsività e la mancata cura del dettaglio sono fattori che hanno fatto fallire diverse realtà.

Osservate le altre società, analizzate e prendete esempio da cosa può portare e cosa no al successo.

Le riflessioni del Conte: S.O.S. nuove generazioni

Sono trascorsi oltre 12 mesi da quando, nel Novembre del 2017, misi piede in Diventa un calciatore su Football Manager!

Ricordo ancora, quando all’epoca si era in appena 500 persone (inattivi compresi) ed ora si è ben oltre Ie 1800 persone partecipanti.

Ricordo l’entusiasmo di chi vi partecipava, un entusiasmo buono, salubre, fatto di giusta competizione.

Non esistevano simpatie o antipatie, non esistevano squadre amiche o nemiche.

Esisteva il campionato, la corsa all’attività.

E in molti volevano mettersi in gioco, diventando allenatori oppure DS.

Poi, inevitabilmente e grazie anche al supporto dei giocatori delle prime generazioni, la community è cresciuta. Con essa lo ha fatto anche Progetto Gaming, che ha raggiunto tanti bei obiettivi anche grazie a questa community.

Fortunatamente continua a farlo nonostante qualcuno abbia provato a metterci i bastoni tra le ruote e questo ci fa solo che piacere, ovviamente.

Purtroppo, però, sento che qualcosa sia cambiato, nonostante lo sforzo e l’ottimo lavoro degli admin per non far andare la community per i fatti propri.

Vedo molti meno giocatori che vogliono cimentarsi in ruoli come il DS o l’allenatore, proprio ora, che le squadre hanno seriamente bisogno di loro.

La regola del monoruolo stravolgerà un po’ di cose, a salvarsi forse saranno solo quelle realtà che vanno avanti insieme fin dall’inizio.

È mai possibile che non ci sia nessuno, in un gioco basato sul management sportivo, che non voglia gestire una società?

È come se un amante dei motori non abbia voglia di guidare un auto o una moto. Un po’ paradossale come cosa.

Ho letto di chi si da per sconfitto già in partenza, dicendo di non avere tempo a disposizione, di non sapere come si costruisce una rosa e cose che, credetemi, mi fanno sorridere.

Mi fanno sorridere perché anche gli allenatori e i DS più bravi prendono cantonate, spendendo magari cifre folli per un giocatore dalla bassa attività, ma fa parte del gioco.

È un gioco e come tale va affrontato. Per cui, lasciate da parte i dubbi e prendete le abilitazioni che vi servono.

Cosa aspettate? Contattate Filippo Ballarini e mettetevi in gioco!

Le società hanno bisogno di voi.

Foto storiche – La Nazionale

Qatar, 18 Dicembre 2022 – La Nazionale di De Donatis vince il Mondiale e diventa così la più vincente di sempre. Migliori giocatori Laurendi con 10 rigori parati e Ballarini con 5 gol e 12 assist.

Riccardo Venturelli – Redazione Progetto X

DS: grattacapi di fine stagione

Con l’avvicinarsi del finale di stagione 3 e conseguente chiusura dei giochi, iniziano i primi movimenti in quel losco e nebuloso mondo dove vivono DS e presidenti.

Ciò, inevitabilmente, comporta anche un maggiore rigore e raddrizzamento delle antenne degli admin, come testimoniano le recenti sanzioni che hanno colpito Brescia e Atalanta per un episodio che, a pensarci bene, poteva essere gestito meglio da tutte e tre le parti (Squadre e giocatore interessato).

Ma come fa un DS a costruire una squadra?

Partiamo dal presupposto che non è semplice e più si andrà avanti, più difficilmente ci si priverà di quei calciatori che “camminano da soli” in termini di attività.

Spesso conviene buttarsi verso la C, dove ci sono delle cadute eccellenti dalla B, oppure, molto più semplicemente, investire in casa propria.

Sì, perché chi ambisce a grandi traguardi non ha bisogno di stravolgere e conviene che riconosca ai propri tesserati i meriti guadagnati sul campo e nello spogliatoio.

Oltretutto conviene capire come strutturare la rosa.

Se si compete su 3 fronti, ha senso avere una rosa da 22 giocatori.

Se il vostro obiettivo è solo il campionato, valutate una rosa da 15 elementi.

Sette giocatori in meno equivale a quasi 1kk di ingaggi risparmiato che può essere ripartito agli altri elementi della rosa.

Ovviamente tendete a trattenere chi assicura i bonus più alti e chi sa fare da collante umano, ricordando che in questo gioco gli Ibrahimovic e gli egocentrici in generale non hanno mai avuto lunga vita.

Le riflessioni del Conte: caos Milan, ProgettoFM non è per tutti

Voi non meritate Progetto Gaming.

È di poche ore fa la comunicazione di Alessandro secondo cui il Milan, per buona parte della stagione, abbia barato.

A quanto pare il nostro regista principale faceva allenare e preparare le partite, al mister del Milan, con il salvataggio ufficiale.

Capirete subito che, con un vantaggio simile, qualunque allenatore avrebbe potuto raggiungere una finale di Coppa Italia e di Europa League, oltre ad essere ancora in piena lotta europea in campionato.

Non a caso, infatti, il Milan è andato in difficoltà quando l’allenatore avversario stravolgeva il suo modus operandi, come nel caso del recupero da 2-0 a 2-2 del Torino, avvenuto quando Sedda dal solito 4321 che non girava (stranamente arginato alla grande) ha virato in un inedito 4231 che solo la dirigenza granata conosceva in quanto modulo sperimentale.

Detto questo, vorrei spendere due parole verso chi è stato beccato e chi, nell’ombra, pensa di essere il più furbo.

Non meritate niente, perché siete niente.

Non meritate le ore passate sulle vostre schede da Filippo.

Non meritate la pazienza nel ponderare le dinamiche di Alberto.

Non meritate le idee e le energie, sia nervose che economiche, messe in campo da Alessandro.

Non meritate la pazienza di Damla dietro le quinte.

Non meritate lo smazzo mio e di Donato, in quanto superstaff di controllo, che passiamo al setaccio squadra per squadra, commento per commento.

Non meritate il lavoro dietro le quinte di Crippa e Paolo Bianchi nelle rispettive Leghe.

Non meritate l’inventiva di giornalisti e grafici, che dal nulla offrono un tema di dibattito.

Non meritate che un dirigente o un allenatore stia lì a scervellarsi per farvi giocare bene.

Non meritate nulla di tutto questo.

Lo merita solo chi c’è. Chi partecipa lealmente.

Lo meritano i ragazzi che ogni lunedì e mercoledì ci supportano su Twitch.

Lo merita chi quotidianamente ruola per la squadra.

Lo merita chi passa le ore a parlare con un inattivo per coinvolgerlo ed accendere nuovamente l’entusiamo in lui.

Lo merita chi ci promuove.

Ma soprattutto, lo merita chi nonostante le sconfitte e le retrocessioni, rimane perché in squadra ha trovato dei compagni di viaggio.

E fateci il favore, se vi venisse in mente di farci cattiva pubblicità, fatecelo sapere. Almeno potremo stare alla larga da chi vi crede e chi sostiene il gioco sporco.

Concludo facendo un appello ai ragazzi del Milan; lottate.

Lottate, perché siete il Diavolo. Siete un bel gruppo e potrete continuare ad essere guidati da persone come Lopresto e Filippo, che ci buttano l’anima in questa squadra e in vari aspetti del ProgettoFM.

Non fatevi sconfiggere dall’onta di chi imbroglia e dallo scoraggiamento, non ve lo meritate.

Con affetto,

un sostenitore disinteressato di questa bellissima comunità.

Verso Juventus – Inter

Quella che andrà in onda stasera alle 20:30 su ProgettoFM sarà una delle partite più sentite della stagione.

A sfidarsi sono i concorrenti allo scudetto della Juventus e la sempre imprevedibile Inter, campione in carica che ha deluso le aspettative di protagonista della stagione a favore della neopromossa Lazio.

Il pareggio non servirebbe a nessuna delle due.

La Juventus cercherà l’allungo sulla Lazio, impegnata in casa con un’arrembante Atalanta che si sta inserendo di prepotenza nella lotta per l’Europa.

L’Inter, d’altro canto, spera nei 3 punti dei biancocelesti per provare il sorpasso sugli orobici e portarsi a -1 dal 6° posto.

Attualmente occupato dai rivali del Milan, usciti vincitori poche domeniche fa con un sonoro 4-0 dal derby.

juve-inter

Entrambe le rose non stanno passando un periodo roseo;

La Juventus viene da un periodo difficile sia in campo che fuori dal campo, con le polemiche che hanno infuocato l’ultima settimana di Diventa un calciatore su football manager! e che hanno avuto come bersaglio giocatori e staff bianconero.

L’Inter sembra irriconoscibile rispetto lo scorso anno.

Voci di corridoio sembrano confermare che qualcosa si sia rotto all’interno dello spogliatoio e della società stessa.

Da non dimenticare un aspetto molto affascinante: il ritorno all’Allianz Stadium di Bifano (giocatore).

D’Anteo, allenatore molto stimato all’interno del progetto che però non è mai riuscito a metter le mani su nulla di concreto, sta cercando di portare la Juventus a questo storico e simbolico scudetto.

Juventus che a metà stagione è stata abbandonata proprio da Bifano (allenatore), che ha preferito accomodarsi sulla panchina del Milan nell’immediato post Progettopoli.

Quì potete trovare un resoconto generale.