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Ruolo extra calciatore: vera linfa del ProgettoFM?

Tutto inizia con questo post di Andrea Conte: “Dai su, non ci credo che in mezzo a tutta questa nuova utenza non ce ne sia UNO, dico UNO, che voglia provare a gestire una squadra del progetto diventando presidente, allenatore o DS. Su su, che la parte più noiosa è proprio essere solo calciatori “

Le reazioni sono varie, alcuni utenti ridono, altri danno consensi, altri ancora si limitano solo a cliccare il like. Ma cosa ne pensano i nuovi utenti? Io stessa sono un nuovo membro, avendo iniziato da poco e molte volte mi è stato chiesto di ricoprire un ruolo come Presidente/Ds o allenatore, ma ciò che ha sempre preceduto la mia risposta classica “non ho tempo” era: la paura. La paura di non essere all’altezza, la paura di non superare l’esame orale e la paura di prendere un impegno e non portarlo a termine, deludendo una bella fetta di persone qui a Progetto FM.

Così stamattina, mentre facevo colazione, mi è venuta spontanea la domanda “cosa spinge una persona a ricoprire un ruolo così importate su Progetto FM?” Detto fatto, d’impulso e di pugno, ho messo giù la domanda, chiedendo a Presidenti, Direttori Sportivi e Allenatori (sia veterani che non) cosa li ha spinti a buttarsi a capofitto in quest’avventura.

Bene miei cari lettori, devo dire che il mio post ha suscitato l’interesse di molti ragazzi e vorrei condividere con voi le motivazioni che hanno dato uno slancio, a questi utenti, a diventare persone di un certo spessore qui dentro, e chi lo sa, leggendoli vi spronano a fare altrettanto:

Mario Torsello: “Per me FM è questo, allenare. Quando è venuta fuori l’opportunità di allenare un gruppo straordinario[…] fare l’allenatore ti avvicina di più allo scopo primario di FM. Nel nostro caso essere allenatore è una cosa molto più completa; c’è un gruppo a cui devi pensare, devi tenerlo attivo. Quindi la partecipazione di tutti diventa fondamentale “

Stefano Stranges: “Io ho scelto di diventare ds perché mi piace lavorare sul mercato per scoprire nuovi talenti da lanciare e per rinforzare al meglio la squadra per cui lavoro. All’inizio lo avevo pensato in maniera egoistica pensando di lavorare da solo, ma poi ho cambiato punto di vista e ho iniziato a pensare che il lavoro di gruppo da risultati spesso migliori e ho iniziato a collaborare da subito con l’allenatore per assecondarlo su tutto in modo da dargli ciò che gli serve per lavorare al meglio (e con franco sono stato ripagato perché ha fatto un ottimo lavoro portando il Livorno in a contro ogni pronostico)”

Spicchio Mariani: “La mia passione di gestire un gruppo mi ha portato a voler allenare… poi adoro FM da sempre […] io vivo nel progetto è non sto scherzando, non saprei dare un tempo specifico. […] Io dico non fate gli allenatori se poi dovete lasciare il gruppo a se stesso”

Fabrizio Lopresto: “Ti posso dire che il ds non é solo fare trattative e bilanci, é molto di più, le operazioni di mercato tutti le facciamo, chi bene o chi male, ma é il resto che ti differenzia da un normale ds ad un grande ds.
Alla tua domanda, se dovessi scegliere una cosa che mi piaceva del mio incarico, é che la maggior parte dei ds o altri membri del progetto, ha apprezzato il lavoro svolto da me nei tempi in cui ero in carica “

Alessandro Aiello: “Nel mio caso sono stato io che volevo ricoprire il ruolo da DS e così in 2 giorni ho ottenuto il patentino e adesso sono a Siena […] Mi piace il fatto che posso vivere un’esperienza che in tutti i giochi di calcio non ho mai fatto e poi visto che sono anche calciatore posso motivare i ragazzi. Fantastico, impegnativo, ambizioso”

Fabio Bicocchi: “L’idea iniziale era: esser in più gruppi possibile… e ad un certo punto ho anche pensato che stavo esagerando… ma invece rifarei tutto! Chissà quanto mi sarei annoiato a far solo il calciatore, rimanendo con le mani in mano a fine mercato… e senza quintuplicare i miei giri di amicizie su più gruppi! […] mi diverte, perciò cerco di continuare tutto senza trascurare le cose importanti della vita reale”

Fabio Monacelli: “Alla fine se uno ci mette passione, diciamo che praticamente non sento il peso di questo ruolo importante che ricopro. Ai nuovi vorrei lasciare una massima che mi insegnò il senpai alla prima lezione di sashimi acrobatico: benvenuto/a “

Daniele Fulco: “Sono diventato allenatore perché richiestomi ma pur essendo alla prima esperienza non porrò limiti alle ambizioni dei ragazzi! […] Quando mi hanno chiesto di allenare, la prima cosa che ho pensato è stata me cojoni! (Ride) No, non scherzo anche perché non avrei mai pensato di allenare in questa stagione. Sono rimasto abbastanza spiazzato anche per l’ambiente abbastanza agitato del quale diversi parlavano ma devo dire la verità stanno collaborando al massimo e amano FM e in particolare il Progetto Gaming come pochi.”

Francesco Siciliano: “Lo descriverei stimolante e appassionante; alla fine è il sogno di ogni appassionato di FM fare l’allenatore o il ds”

Antonio Di Gloria: “[…] Il motivo è semplice sono molto timido ma mi piace molto stringere nuove amicizie e sopratutto avere tanta gente con la quale parlare dei nostri hobby, cazzeggiare o esprimersi su alcune vicende è sempre bello poter far parte di più gruppi”

Lorenzo Tsl: “Salvatore Campagna è l’unica ragione”

Yuri Baldacci: ” […] La motivazione è la passione di gestire una squadra a tutto tondo, in tutti i suoi aspetti, per creare un ambiente piacevole e vincente. […] Vogliamo, fondamentalmente, divertirci tutti assieme, al di là di rivalità ed obbiettivi. Qui siamo tutti amici. “

Luca Amadori: “Ho scelto di fare il presidente perché mi piace l’idea di avere una responsabilità e, perché no, avere l’ultima parola in merito alle questioni economiche. […] Non vedo cosa ci sia da temere. Come tutti i ruoli ha i suoi pro e i suoi contro. Ha il bello di poter veramente essere il “capo” di una società, ma poi ovviamente sei il primo a rispondere in caso di illeciti o risultati deludenti.”

Angela Cm Iadi: ” Se credi fortemente in qualcosa, questo ti spinge a non essere solo un giocatore, ma anche qualcos’altro. […] Io ho deciso di fare la ds un pò per gioco, anzi quando dovevo fare l’esame da ds, ho pensato “ma tanto non lo supero” Ora sto imparando parecchie cose, cose che prima non sapevo, e che non trovi scritto sulle guide, ma deve essere qualcosa che apprendi sul campo […] Mentre per il ruolo da presidente, è un ruolo complicato, devi mantenere la tua professionalità, ma allo stesso tempo esserci per un giocatore, e ridere e scherzare con un giocatore.”

Davide Saladino: “Anni di passione per FM mi hanno spinto a prendere il patentino di allenatore. […] Da DS impari a conoscere il progetto, gli admin, i presidenti e ds di altre squadre e farti anche delle amicizie dentro questo gruppo. […] Anche se non si guadagna nulla e non serve a nulla, quel piccolo attimo di gioia che potrei dare ai miei giocatori è tutto ciò che conta.”

Ivan Benelli Torcolino: ” […] Allenatore vuol dire gestire 15 persone e ognuno ha una sua idea,opinioni differenti,anche dalla tua. Devi essere sempre sul pezzo diciamo e poi l’allenatore paga sempre i non risultati”

Paolo Bianchi: “Fare il Presidente non è stata una scelta, è capitato. L’allenatore non fa per me, soffro troppo la pressione… Vero, è un gioco, ma il fatto di avere 20 persone che si aspettano tanto da te comunque si fa sentire.
Ds è molto molto bello! Il problema è che può essere fatto in mille modi diversi, magari non tutti corretti.
Presidente di lega è forse il meno divertente, ma a me piace organizzare, pianificare e mettere ordine di mio, quindi il difficile è solo far rispettare le consegne… Ad ogni modo è tutto una gran figata”

Angelo De Francesco: “Io, il ds lo vorrei fare ma prima devo capire un po i meccanismi e le varie regole per quanto riguarda l’allenatore prima mi prendo il gioco e poi provo le varie tattiche”

Maikol Fabbri: “[…] Avrei voluto ricoprire un qualsiasi ruolo gestionale all’interno di una società ma sia DS che allenatore, mi avrebbero portato via molto tempo, quindi ho trovato la giusta soluzione nel diventare presidente, ruolo che mi permette di essere all’interno delle dinamiche della squadra, di prendere decisioni, do gestire, ma allo stesso tempo non mi porta via un sacco di tempo.”

Gianluca Pattarozzi: “Perchè posso autostipendiarmi”

Alfio Giuseppe Grasso: ” Sono entrato nel ProGetto neanche da una settimana, ma fin da subito ho pensato di finire ad allenare perché è questo Football Manager e l’idea finalmente, dopo anni, di mettermi alla prova “con e contro gli umani” è troppo allettante. “

Maurizio Deidda: “[…]Fare il DS è una cosa bella ma alquanto dispendiosa anche mentalmente, se giochi seriamente, e ti impegni perchè non tutti hanno il tuo stesso modo di vedere, c’è chi vuole vincere facile, usa sotterfugi, e se ti piace la giustizia queste cose ti fanno girare. Quindi anche per questo poi ho preferito fare qualcosa di apparentemente più leggero come l’allenatore.”

Pier Gaetano Fulco: “[…] Inizialmente ho scelto di fare il DS per caso poi mi sono accorto che il ruolo è molto delicato, e al contrario di quanto pensa qualcuno, è un ruolo dove la correttezza e la schiettezza ripaga, insieme ad un pochino di pianificazione.[…]A chi vorrebbe fare il DS ma pensa di non aver tempo, dico: già che vi fate lo scrupolo di non prendervi un impegno per paura di lasciarlo a metà strada, potreste essere davvero candidati per il ruolo. Organizzarsi e pianificare le cose da fare ti permette davvero di non trovarti col fiato corto e non avere il tempo di fare tutto.Ed è un ruolo che da soddisfazioni perché, più dell’allenatore, ti fa instaurare rapporti umani con chi gioca e si diverte con te. Quindi: non abbiate paura di provare a fare i DS.”

Nicola Filippone: “[…] in ogni cosa bisogna mettere il cuore, l’anima, il sorriso e prendersi le proprie responsabilità; anche se è un game, anche se siamo dietro uno schermo, vantiamo una community di quasi 2000 persone accomunate dalla stessa passione per FM, ma soprattutto dalla voglia di stare insieme e divertirci seguendo le regole e il quieto vivere; il rispetto deve essere la base di ogni rapporto umano e non che si crea qui dentro e fuori. Per il resto divertitevi e prendere il Progetto alla leggera col sorriso e gioia”

Che carica ragazzi! Non ci resta che dormirci su e pensare seriamente a ricoprire questi ruoli allettanti. Non abbiate paura di diventare Presidenti, Direttori Sportivi o Allenatori. Se avete timore o perplessità, noi tutti siamo qui per confrontarci… e poi, come è stato detto da qualcuno “è una vera figata!”.

I Signori Del Progetto – Episodio 1 – Giuseppe Tuccio

I mille colori di Giuseppe Tuccio, dal nero verde all’amaranto, passando per l’azzurro

i signori del calcio logo tuccio

Allora Giuseppe, sei uno dei membri anziani del progetto. Fai parte del gruppo dalla stagione 1, sei indubbiamente uno dei giocatori più importanti del Sassuolo, attaccante della nazionale, presidente del Livorno e, di conseguenza, punto di riferimento anche per nuovi utenti che entrano a fare parte di questa grande famiglia. Come la vivi?

Beh, innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, comunque, attaccante della nazionale non proprio! Diciamo che fin dall’inizio mi sono immerso nel progetto con tutto me stesso. Ho provato a portare gente nuova, ad aiutare a migliorarlo e far appassionare le persone a questo progetto. Non nego che ci siano stati alti e bassi, ma nonostante questo sono ancora qua con l’aiuto e l’appoggio dei miei compagni “Sassuolesi”. Anzi, la mia seconda famiglia!

Giochiamo un po’, e scindiamo tutti i tuoi ruoli. Partiamo dal giocatore. In questo momento sarebbe scontato parlare di potenziamenti, di bonus attività e della nuova stagione. Tutto questo però nasce e cresce a fronte del rapporto che appunto si crea tra compagni di squadra e dirigenza. Com’è quindi la vita all’interno dello spogliatoio? Quali sono secondo te i punti di forza e dove potreste migliorare?

Una domanda veramente difficile. Questa è una domanda che dovresti fare al mister Agosta. Io, da umile babbano, penso che i punti deboli siano stati migliorati. Però, la situazione non è facile perché ogni anno si migliora e, di conseguenza, si creano nuovi peggioramenti. Più si va avanti, più si creano delle sfide nuove da affrontare. I nostri punti di forza sono: il gruppo, la totale fiducia verso il mister e il divertimento. Anche se tutti ci danno e ci daranno per spacciati, noi punteremo sempre in alto, perché non abbiamo nulla da invidiare alle squadre.

Effettivamente, tra alti e bassi, la rosa del Sassuolo è rimasta più o meno sempre la stessa. Non si può però non notare come del gruppo storico (la triade Major-Vichi-Tuccio per esempio) solo tu sia riuscito a conseguire tutti gli obiettivi bonus che ti eri preposto. Questo come è stato visto all’interno dello spogliatoio e, soprattutto, come mai si è arrivata a questa situazione? Obiettivi sbagliati ad inizio anno oppure c’è stato un po’ di calo di attenzione ed impegno verso il progetto da parte dei senatori e, di conseguenza, degli altri membri della rosa?

È per questo che abbiamo un gruppo affiatato, giocatori importanti sono rimasti. Siamo come gli Avengers! Ci possiamo dividere per un certo periodo, ma quando c’è da combattere lo facciamo insieme! Purtroppo tra impegni personali e gli scandali che sono usciti fuori, hanno scemato molto l’interesse. Io credo che alla fine tutto ritornerà come prima. Barcolliamo, ma non molliamo!

E dal canto mio ovviamente non posso che augurarmi che sia così! Parliamo quindi del Tuccio nazionale. Le spedizioni azzurre di cui hai fatto parte non sono, sfortunatamente, andate molto bene. La CA, a quei tempi, era molto più bassa rispetto alle nazionali guidate da FM e questo sicuramente ha influito non poco nei parametri di giudizio dei giocatori che ne hanno fatto parte. Ora però si volta pagina e a livello di attività sei uno dei giocatori con le carte in regola per prenderne parte. Cosa ne pensi?

Non sono stato più convocato o se lo sono stato non ho giocato… Però, all’epoca le statistiche erano queste! Ovviamente non c’entra nulla, ma ho sempre desiderato farlo; spero di avere più fiducia. Ovviamente, non sono il miglior attaccante del progetto e ne ho di strada da fare, ma sono contento delle mie skills e se non dovessi andare in nazionale, amen! Io voglio portare il Sassuolo a vincere qualcosa, tutto il resto è noia!

Ti suona il telefono. Dall’altra parte della cornetta c’è il CT De Donatis: “Buon giorno Giuseppe. Sto contattando tutti i giocatori particolarmente attivi del progetto e i tuoi 300k di bonus ti annoverano all’interno dell’elenco dei preconvocabili. Ora però io da te voglio sapere alcune cose. Cosa potresti dare in più al nostro reparto di attacco, in quali schemi ti trovi meglio e perchè dovrei convocarti?”

Ecco come mi comporterei: “Buongiorno mister, da quanto tempo. Pensavo di fosse dimenticato di me. Innanzitutto, mi sono allenato tutta l’estate per migliorare la velocità e l’agilità, i miei più grandi fardelli essendo 1,92 cm. Ora sono sia veloce che forte fisicamente. Ho delle mentali che, a parte il carisma a 9, la più bassa è fantasia con 14 e poi so adattarmi a qualsiasi ruolo. La tattica non è importante: posso reggere il reparto offensivo da solo o con un altro compagno, posso segnare e fare assist e ultimo, ma non meno importante, ho appreso la tecnica del “tiro della tigre” di Mark Lenders. Scherzi a parte. So di non essere la prima scelta e non fa niente, ma se dovesse servire un giocatore che sa il fatto suo, io sono la persona giusta! In tal caso sarò più riposato per il mister Agosta. So che non sono favorito per nessun titolo, ma quest’anno vincerò la classifica capocannonieri e assist man. Sognare non costa nulla! Per citare Ligabue: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Non è presunzione, ma speranza! E, inoltre, la voglia di riscattare me e il Sassuolo, visto tutto quello che dicono e non dicono.

Ottima risposta! Veniamo ora al tuo ultimo ruolo, che al momento è quello più chiacchierato di tutti. Da ormai un annetto insieme al tuo compagno Major, avete preso in mano il Livorno. Non ti nego che gli ultimi avvenimento abbiano alzato un po’ di scompiglio nella community. Ma partiamo dall’inizio: la cessione di Amadori alla Juve. In quel frangente è uscita una dichiarazione di Major che diceva di non saperne nulla e, anzi, di aver chiesto il blocco del mercato prima che venissero sottoscritti gli accordi… Qual è la tua versione delle cose?

Sinceramente preferirei evitare qualsiasi tipo di polemica e quindi non parlarne.

Capisco la tua voglia di non parlare dell’argomento, ma devo anche fare il mio lavoro di giornalista e quindi mi permetto di farti un’altra domanda. Com’è al momento il clima interno della squadra? Rumors dicono che uno dei problemi potrebbe anche essere stato l’acquisto di Altomare come allenatore. Da chi è stato scelto e perchè?

Il clima non è buono. Cerco, insieme ad Oliver di migliorarlo. Altomare non l’ho trattato io, all’epoca lasciai la ricerca di un mister all’altro presidente. Vediamo come andrà.

Auguriamoci quindi che il clima possa solo migliorare. Ora però giochiamo un po’, anche solo per stemperare il clima relativo al tuo “ultimo ruolo”. Ti illustrerò una serie di situazione in cui potresti trovarti all’interno del gioco e, per ognuna, vorrei sapere la tua reazione. Partiamo? Vai! Il Sassuolo acquista un nuovo giocatore in rosa. Di seguito il suo primo post “Ciao a tutti, sono Frank Sinatra e sono qui per spaccare il culo a tutti. Diamoci una mossa perchè la posizione in cui siamo proprio non mi piace e io voglio arrivare in europa se no chiederò la cessione. Forza Sasol!” …quale sarebbe la tua risposta?

“Alessandro Pironti (taggato ovviamente) me lo banneresti per favore”

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto X Y, dice di essere il ds della squadra pippo e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

“Ciao Ali. Digli che ti appelli alla facoltà di rispondere solo alla presenza del tuo Ds e che ogni cosa che diranno sarà usato contro loro stessi.” Poi se dovessero insistere chiamerei in causa il “Giudice Pironti” l’uomo col ban più veloce del west!

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto Paolo Bianchi, dice di essere il ds della squadra Fublet e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

Non è uguale?

Non lo so, dimmelo tu!

In questi casi non si guarda in faccia nessuno, ed i rapporti interpersonali non influirebbero visto che io sono stato punito per una sciocchezza detta ad un giocatore che in seguito è stato bannato. E poi non credo che una persona del tuo calibro sia così ingenua, da fare una cosa del genere. Da altre persone me lo posso aspettare, ma da te no.

Grazie, ottima risposta comunque! Siamo alla fine della stagione 4, il mondo di FM è stato sconvolto dalle esplosioni atomiche… Gli oceani erano scomparsi e… il Sassuolo versa in cattive acque. E’ necessaria una cessione importante, e il tuo nome è in cima ai desideri di mezza serie A e B. Dove accetteresti di andare e a quali condizioni?

Non riesco nemmeno ad immaginare uno scenario del genere. Non posso dirti dove potrei andare, perché non ci ho pensato mai. Anche se non ti nascondo che tempo fa mi sentivo inutile al Sassuolo e volevo andare via, ma grazie a Pironti, il buon Pizzo è stato bannato e non mi sono mosso alla fine. Ti posso dire dove non andrò mai: Juve, Lazio e Inter. Non ho nulla contro di loro, ma visto il mio amore per la Roma fuffa, non potrei mai andare in una di queste squadre. Mi sentirei troppo a disagio.

Ultimo livello di questo gioco… siamo arrivati alla fine…e tu ormai ti reggi a fatica sulle tue gambe stanche. I difensori avversari, molto più giovani di te, non ti fanno più vedere la palla. Viene perennemente anticipato ed il tuo famoso guizzo, che ha contraddistinto la tua carriera, è ormai un lontano ricordo. Il tuo giocatore ha deciso di ritirarti. Opportunità di rinascita o abbandono del progetto?

Ti cito questa bellissima frase, che mi ha sempre accompagnato nei momenti bui: “Come una fenice, risorgerò dalle mie ceneri, tutto ciò che mi colpisce, un giorno mi fortificherà”… Passerò il testimone a Giuseppe Tuccio Junior o se preferisci una versione 2.0

…e inizierò una nuova carriera al Fublet, hai dimenticato questa parte! a parte gli scherzi. Grazie per esserti prestato a questo gioco. Per concludere, quali sono gli obiettivi del Tuccio calciatore e del Tuccio presidente per questa stagione 4?

Per quanto riguarda il giocatore è vincere il più possibile sia con Sassuolo che individualmente. Per quanto riguarda il presidente creare una squadra e un gruppo affiatato, degna della prima presidenza. Comunque grazie a te per avermi intervistato ed avermi dato la possibilità di dire ciò che pensavo.

Vuoi toglierti un sassolino dalla scarpa? (solo uno però)

No, no ho già detto tutto quello che volevo dire. Vi faremo ricredere! Il Sassuolo spenderà nell’alto dei cieli!

Grazie a Giuseppe Tuccio, bomber del Sassuolo, per la sua disponibilità e arrivederci alla prossima puntata de… I Signori del Progetto!

Welcome back, Valerio!

Campione d’Italia in carica, difensore roccioso che da sempre si ispira al “rude” Chiellini, Valerio Arnone lascia i bianconeri per accasarsi al Progetto Gaming, squadra che lo ha lanciato nel grande calcio.

Un ritorno alle origini quello di Valerio, scelto per la sua grande attività nel Progetto e per le sue doti umane.
Le skills? Ecco la sua scheda, in attesa dei potenziamenti:

Difensore essenziale, forse meno tecnico e “aggraziato” dei nuovi colleghi di reparto Papa, De Lucia e Invernizzi, Valerio ha dalla sua una grande esperienza e il potenziale per diventare a lungo colonna della squadra.
Alla Juventus vanno 2,2 milioni; il giocatore ha voluto fortemente il club di Crema, forte della sua amicizia con il presidente Pironti, ma anche con Luca e Marco Invernizzi (coi quali condivide la passione per i giochi da tavolo nella stessa associazione) e tanti altri che ha imparato a conoscere alle varie pizzate, come Marika e Damla.

Il Progetto Gaming, interpellato circa il trasferimento, dichiara: “Valerio è un top player, una persona magnifica e un grande innesto in una rosa dal grande valore umano e tecnico. Noi la Champions League l’abbiamo vista solo in TV, magari Valerio saprà prepararci psicologicamente agli impegni internazionali che ci aspettano… e magari convincere Angela Iadicicco a venire al PG!”.

Quanto sopra riportato non è un parere condiviso da chi scrive, che invece ci tiene nell’aggiungere che Giacomo Sedda, attualmente impegnato a puntarmi un coltello al collo, è un gran bell’uomo, il Torino una meravigliosa squadra e la Sardegna varie spanne meglio della Corsica. Dichiarazione spontanea.

Lazio: staffetta in attacco

Con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione 4, il calciomercato ci ha regalato delle autentiche chicche.

Trasferimenti importanti, soprattutto in casa Lazio, di cui oggi parleremo.

La Lazio, gestita ottimamente dal duo sanremese Michelini/Pattarozzi (rispettivamente allenatore e DS), ha sopreso un po’ tutti durante la stagione 3, ritagliandosi il ruolo di anti-Juventus fino ad una manciata di giornate dalla fine del campionato, vinto poi proprio dai ragazzi di D’Anteo e Gallorini.

Sfruttando l’ottima programmazione, hanno messo a segno dei colpi importanti come l’ingaggio del regista Salvatore Campagna e del portiere Ivano Di Giacobbe, chiudendo, ad oggi, con un attivo di oltre 2 milioni di euro.

Lazio, appunto, figlia di programmazione e lungimiranza.

Parliamo ad esempio dell’acquisto, con largo anticipo, di Federico Gallarato. Comprato durante la stagione 3, Gallarato è stato acquistato per 1 milione e 700 mila euro e la cessione di Matteo Montanari all’Inter.

Il che ci porta ad una domanda; come schiererà in campo tutti questi top player mister Michelini? Vediamo insieme le schede del parco attaccanti della Lazio.

Di Gloria: giocatore dalla velocità media, corporatura esile che potrebbe soffrire contro le difese rocciose, ma autentico finalizzatore. In un attacco a due, dove per compagno di reparto ha qualcuno in grado di fare a sportellate lasciandogli un minimo di spazio in cui agire, potrebbe diventare devastante. Lasciarlo da solo in mezzo all’area equivarrebbe a giocare in 10 contro 11 se dovesse essere marcato a uomo fisso.

Gallarato: fisico e tanta testa. L’attaccante torinese è un autentico tanker lì davanti. Freddezza massima anche per lui, come Di Gloria, ha un 16 in finalizzazione che potrebbe far ben sperare i tifosi laziali. L’intuito alto e la capacità di farsi trovare smarcato sopperiscono alla bassa velocità atletica. Lui non ha bisogno di muoversi, lui si fa trovare al posto giusto ben prima che gli arrivi la palla. A differenza del compagno di reparto Di Gloria, difficilmente si farà trovare in fuorigioco durante il possesso palla della Lazio. Molto determinato, non crediamo che possa essere un attaccante svogliato e che tenda ad isolarsi dal gioco.

Pattarozzi: fisico importante, con i suoi 185 centimetri per 72 chili di stazza, il giocatore sicuramente più carismatico in attacco della Lazio. Ha una progressione che i suoi compagni non hanno, sopperendo così alla vena realizzativa inferiore rispetto ai suoi colleghi. Ci aspettiamo diventi il primo creatore di gioco in attacco, grazie alla qualità tecnica e nei passaggi superiore a quella di Gallarato e Di Gloria. Molto probabilmente, se la Lazio dovesse ritrovarsi contro dei difensori in grado di arginare la fisicità di Gallarato, mister Michelini impiegherà lui per sfruttare la velocità palla a terra senza perdere troppo in centimetri, aumentando così le probabilità di creare occasioni da gol.

Non credo che li vedremo mai tutti e tre contemporaneamente in campo, anche perché la Lazio ha sette giocatori, tra centrocampo e trequarti, da dover impiegare oltre a dover giocare ogni tre giorni per i vari impegni tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Possibile quindi un cambio di modulo che vada dal 4321 della scorsa stagione ad un 4312 che sfrutti a pieno la qualità di palleggio del centrocampo laziale e il saper giocare di Di Gloria e Pattarozzi alle spalle di Gallarato.

Esposito: se solo si potesse tornare indietro…

Ciao Giovanni, innanzitutto ti ringrazio per essere qui stasera e per dedicarci il tuo tempo prezioso in questa intervista.
Parlaci un po’ di te, da dove vieni, quanti anni hai, frequenti scuola/università o lavori?

Si Salve grazie a voi. Sono Giovanni Esposito e ho 19 anni. Abito a Napoli, frequento l’ultimo anno di liceo linguistico e svolgo volontariato nell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Bellissima Napoli! Bene Giovanni, dopo il liceo hai già in mente cosa vorresti fare? Progetti futuri?

Si probabilmente continuerò gli studi per diventare Assistente sociale che è la mia aspirazione fin da piccolo. Diciamo che ho sempre voluto aiutare le persone e spero che questa mia passione diventi un mestiere in breve termine.

È un obiettivo bellissimo e ti fa molto onore! Conosciamoci meglio, oltre il volontariato e aiutare le persone, hai altri hobby? Musica, Sport, Lettura.

Beh ovviamente quello che mi porta al progetto è sicuramente il calcio. Lo seguo fin dai miei primi anni di vita e infatti a tre anni feci la mia prima trasferta a Treviso dove il Napoli trionfó per 1-0, precisamente il 15 ottobre del 2003. Purtroppo per problemi cardiaci, non ho mai potuto praticarlo e mi pesa tantissimo la cosa. Ricordo che il medico mi disse di scendere in campo per una sola partita e appena toccai l’erba mi misi in ginocchio a piangere dalla gioia..fu un momento felicissimo.

Essendo appassionato di calcio, non potevi scegliere gdr migliore. Cos’è per te il Progetto?

Il progetto mi ha dato la possibilità di seguire un mio avatar nella sua pseudo-carriera. Fidati che è bello sapere che almeno in un gioco puoi toglierti soddisfazioni importanti. Devo ringraziare tutti gli admin per aver reso possibile questo progetto che all’inizio sembrava un qualcosa di utopico.

Come hai conosciuto il Progetto?

Diciamo che seguivo uno Youtuber (Kun Dispa) che ha una pagina con tutti i suoi fans. Un pomeriggio di giugno, lessi questo messaggio e ne fui molto colpito. All’inizio eravamo in pochi ed infatti c’era solo la Serie A. Successivamente è nato un impero.

Per chi non ha avuto la possibilità di conoscere il tuo percorso qui al progetto, com’è iniziato tutto? Che ruolo coprivi e in quale squadra giocavi?

Giovanni Esposito nasce come portiere dell’Udinese dello scudetto. Ricordo alcuni nomi come Violante e l’attuale presidente del Pisa Croatti. Il mese di Gennaio mi sconvolse la vita con la chiamata della mia squadra del cuore… Il Napoli.

Poi che cosa successe?

Beh una storia molto brutta e spiacevole che ancora oggi mi perseguita. Cambiai il mio ruolo in Centrocampista e conobbi una persona molto “famosa” nel progetto, Vito Pizzo con il quale parlavo ogni giorno. Mi portó a convincermi di cambiare squadra e di andare alla Juventus perché aveva un grande progetto e voleva vincere un triplete. Questa storia andò subito all’orecchio del mio allenatore Ponticelli e del mio Ds Roberti che pian piano iniziarono ad odiarmi. Con loro ebbi uno spogliatoio contro e fui costretto ad accettare la prima squadra che mi richiese che fu il Cesena (la mia attuale squadra).

Se potessi tornare indietro, cambieresti qualcosa per rimediare il malessere che si era creato in spogliatoio?

Beh manderei a quel paese Pizzo e mi terrei stretto il posto nella mia squadra del cuore. Diciamo che mi sento come Fabio Quagliarella attualmente.

Hai avuto più modo di chiarire o parlare con Ponticelli e Roberti?

Purtroppo no e me ne vergogno molto. Avrei tante cose da dirgli ma purtroppo non riesco per la brutta situazione che si venne a creare. Mi dispiace che pensino ancora cose brutte sul mio conto e spero di poter sistemare questa brutta faccenda un giorno. Per questa cosa mi autodenunciai perché non riuscivo a tenere il peso di aver partecipato anche inconsapevolmente a Progettopoli.

Ti auguro di poter chiarire e sistemare in futuro questa situazione.

Grazie mille ma la vedo dura.

Ora al Cesena come ti trovi?

Guarda al Cesena non ho avuto grandi aspettative inizialmente perché speravo solo di rifarmi e cambiare subito. Ebbi un colloquio con Serafini il quale mi fece capire che ero parte integrante del suo progetto. Successivamente conobbi il mio grandissimo amico e fratellino Cristian Arrigo con il quale ho legato tantissimo. Ora il pensiero di cambiare squadra mi inquieta moltissimo e probabilmente ci farei un pensierino solo per il Napoli. Cesena è stata la mia rampa di lancio e giorno dopo giorno sono migliorato come persona e come calciatore del progetto. Devo tutto al Cesena.

In vista del nuovo campionato che sta per iniziare, che progetti hai con la tua squadra?

Speriamo di far bene e di rimanerci in questa serie A anche se ci sono tante grandi squadre. Spero di non emozionarmi troppo quando rientrerò al San Paolo da avversario.

La tua esperienza da DS, invece, come sta proseguendo?

Ma guarda, Pisa è una bella realtà. Sono felice di lavorare con due splendide persone come il presidente Croatti (in Alias Max Allegri a causa della sua voce identica al mister della Juventus) e Luca Ciampaglia (ex mister dell’Inter).

In questi giorni ci sono davvero tantissimi iscritti, cosa vorresti dire? Consigli da dare?

Ragazzi godetevi questa fantastica esperienza senza farvi trasportare da nessuno. Fate le vostre scelte e siate e fieri, perché gli altri vi porteranno a fare scelte di cui potrete pentirvene.

Ok Giovanni l’intervista è terminata, vuoi salutare qualcuno in particolare? Fa sempre piacere riceverli…

Permettimi di salutare in primis Arrigo, Serafini, Cafarella e tutto il Cesena. Inoltre voglio salutare tutte le persone che mi hanno accompagnato in questa avventura: De Michele, Di Gloria, Croatti, Ciampaglia e tutti gli altri che ora non mi metto a dire altrimenti finiamo domani notte (ride).

Grazie mille per aver parlato con noi di Progetto X.

Ciampaglia: tra Inter e Pisa, sempre in nerazzurro.

Giocatore di prima generazione, punto di riferimento dell’Inter sia in campo che in panchina. Ma chi è, nella realtà, Luca Ciampaglia?

Salve a tutti, mi chiamo Luca Ciampaglia, ho 18 anni appena compiuti. Sono un ragazzo molto timido e riservato , nella vita oltre andare a scuola, amo passare il sabato e la domenica a vedere il calcio.

Come sei venuto a conoscenza di Diventa un calciatore su Football manager?

Avevo appena conosciuto Filippo Ballarini su Youtube, spesso annunciava un grande progetto. All’ inizio non pensavo che facesse sul serio, avevo paura ad iscrivermi; lo faccio o non lo faccio? Poi ho detto si dai, vediamo come va.

Qual è stata la tua prima squadra e chi ricordi del tuo primo gruppo di gioco?

L’Inter e mi sorprendo ancora che dopo quattro anni sia ancora quì.

In questi quattro anni, oltre lo scudetto in stagione 2, quali sono stati i momenti più bassi della squadra, a tuo avviso?

Il momenti più brutto all’Inter è stato l’addio di Marchese come allenatore. Ci rimasi malissimo, un grande allenatore che, oltre i suoi danni, ha fatto delle grandissime cose come saper mantenere la rosa attiva e sappiamo tutti che non lo è, quest’anno infatti son stato allenatore per sei mesi… beh è stata molto dura mantenere una squadra attiva come la sapeva mantenere Cristian.

Eppure all’interno dello spogliatoio ci sono alcuni elementi della redazione de IlCarro che conoscono bene le basi del gioco. Secondo te potrebbero fare di più per aiutare gli altri a seguire costantemente il progetto?

Certo, ci vorrebbe un tutor per ogni squadra per spiegar ogni singolo passo ai giocatori, soprattutto di Serie C.

Avete mai affrontato l’argomento nello spogliatoio o in dirigenza?

Diciamo che all’Inter è stato pensato poche volte, per quanto riguarda il Pisa, che alleno, è molto dura. Cerco di far capire a ogni giocatore come funziona il progetto, ma ahimè è difficile.

Chi descriveresti come uomo simbolo del Pisa? Il leader intorno cui costruire un progetto a lungo termine.

Come giocatori vedo molto bene Locatelli e Meddadri. Con il Pisa ho grande voglia di lavorare e riscattarmi, sopratutto con 2 grandi persone come Croatti ed Esposito.

Qual è, invece, il futuro della panchina interista? Si vocifera già di un possibile successore?

Essendo in dirigenza Inter (a breve sarò il numero 2 dell’Inter) per il momento è Giglio l’allenatore, spesso gli do consigli su tattiche e robe varie.

Penso tu abbia letto le recenti dichiarazioni di Valentino, vostro tesserato. Come valuti le sue parole? C’è qualcosa che ti sentiresti di consigliargli?

Mi è piaciuta l’intervista, fino a quando non ho letto certe parole, poteva risparmiarle per non crear flame, gli ho detto anche in privato che magari era meglio chiudere l’argomento. Anche perché è un amico che sento quasi sempre su Discord e dispiace si sia esposto così.

Quali sono le ragioni dietro la cessione di Altomare? Sembrava aveste progetti importanti per lui, dato anche l’acquisto importante nella scorsa stagione. Come mai ha chiesto la cessione?

Diciamo che abbiamo avuto problemi con i bonus dei giocatori. Ci sono stati problemi con i contratti, un piccolo impiccio che ha portato a tanti problemi societari. Per un errore dell’ ex DS ed ex allenatore (prima di me) non è stato comunicato a ogni giocatore il suo contratto e l’ex allenatore non ha comunicato che alzavano i bonus da medio ad alto.

Chi reputi, per te, un punto di riferimento del gioco e un elemento indispensabile per divertirti e condividere la tua avventura in Progetto Fm?

Cristian Marchese in primis; un compagno di mille avventure. Lo reputo un grande amico al di fuori del progetto, ci tengo molto a lui e spero di incontrarlo un giorno. Stesso discorso per Calcagno, Cusumano, Valentino, Croatti, Giglio e Schiattareggia che considero dei veri e propri amici.

Entella: quando il Puzzer è al comando.

Ciao Paolo, siamo qui per parlare della tua avventura come DS dell’Entella, squadra militante in Serie B. Se dovessi descrivere con degli aggettivi la tua società, come la riassumeresti?

Buongiorno, non esiste un limite di aggettivi qualificativi che potrei attribuire all’Entella.
Vorrei però descriverla, in modo sintetico per poi approfondire in un secondo momento, in questo modo: Una dirigenza attenta e una squadra motivata costituiscono una realtà “solida” che emergerà nel prossimo futuro.
Mi ritengo soddisfatto del lavoro dei ragazzi, della loro partecipazione, e sono felice che abbiano trovato due presidenti adeguati e abili nei quali credere ciecamente

Siete riusciti a coltivare talenti che, per attività, potrebbero essere titolari anche in alcune big di A. Quali sono i parametri secondo cui scegliete i giocatori da acquistare, in ordine di importanza?

In primo luogo il nostro obiettivo è quello di creare un gruppo coeso e siamo stati davvero fortunati ad avere nelle nostre fila dei calciatori che si sono rivelati essere anche delle bravissime persone. Il talento e i bonus attività sono un riflessivo di un ambiente coeso. All’interno dello spogliatoio abbiamo degli elementi in grado di fare gruppo e di creare una sana rivalità calcistica atta al miglioramento della rosa.
I parametri per l’acquisizione di nuovi calciatori passa sempre dagli osservatori, dal vaglio della dirigenza e da una analisi di mercato.
A malincuore abbiamo dovuto cedere alcuni giocatori, non tanto per un vero bisogno, ma per un surplus del ruolo stesso.
Infatti va notato che in questa sessione di mercato, abbiamo principalmente preferito fare degli scambi. Abbiamo acquistato per rafforzare e dare duttilità tattica, in pratica.
Io credo fermamente che la rosa della scorsa stagione, così come quella di quest’anno, meriterebbe davvero di trovare una collocazione nella lega maggiore. Per me, appunto, essendo che molti dei nostri giocatori potrebbero essere titolari in serie A, dovranno guadagnarsi la promozione e prendersi il posto che spetta loro.
Su questo siamo fiduciosi.

A Settembre avete acquistato l’attaccante Di Gaetano e lo avete ceduto a Dicembre, creando una plusvalenza di 200.000€ sul cartellino. Calcolando che il passaggio a FM19 non da certezze sui moduli da utilizzare, sei d’accordo sul motivo dell’eccesso di attaccanti nel ruolo oppure lo avresti tenuto ancora in rosa per avere, appunto, una maggiore duttilità tattica?

Personalmente avrei preferito tenerlo in rosa, ma la volontà del giocatore di andarsene ha prevalso. La plusvalenza è stata una casualità dettata dal mercato e dalla situazione. Non è nostra politica acquistare giocatori per puntare a rivenderli dopo pochi mesi: ci focalizziamo su progetti a medio/lungo termine. Di Gaetano è un ragazzo in gamba, quando scende in campo gioca per la squadra come fulcro del gioco, per questo è stato difficile lasciarlo partire.
Ovviamente abbiamo rafforzato il nostro reparto di attacco con i nuovi acquisti: due ali molto offensive e un centrocampista di sostanza in grado di accompagnare e sostenere l’azione.

Parliamo invece dell’altro neo-acquisto: Claudio Però. Lo hai avuto come mister al Genoa in cui eravate anche compagni di squadra. Chiavari è la piazza giusta per un allenatore emergente come lui?

Claudio è un allenatore affidabile, non dimentichiamo che ha pure esperienza europea. Quante altre squadre cadette possono vantare, senza nulla togliere a chi le allena, di aver sulla panchina qualcuno con il suo palmares?
E poi Claudio è già qui all’Entella dalla stagione scorsa come collaboratore addetto al marketing, quindi ha già avuto modo di conoscere l’ambiente.
L’Entella è la piazza giusta per lui? Non gli chiediamo dei risultati immediati e siamo certi che con la sua dedizione otterrà consensi e ci sbalordirà con dell’ottimo calcio.

Parliamo un po’ del Progetto invece: come vedi lo sbarco verso FM19? Hai qualche timore nel cambio della piattaforma?

Nessun timore, anzi, sono entusiasta del cambio di piattaforma e non vedo l’ora di vedere come i vari team approcceranno e si adatteranno ai cambiamenti.

Meglio chi crea meme o chi crea racconti in GDR?

Entrambi. Ognuno, a livello espressivo e artistico, deve poter utilizzare la forma comunicativa che sente di padroneggiare meglio, o che vorrebbe coltivare.

Sondaggio: cosa pensa un neo-iscritto del Progetto?

Un giorno mi son svegliato ed ho pensato: “quando sono entrato nel progetto non sapevo cosa mi aspettasse, non capivo molto le dinamiche eppure doveva ancora iniziare la prima stagione, non c’erano gli stipendi, i presidenti, i giornalisti e tante altre cose; chi si iscrive adesso e viene catapultato in questa realtà, cosa penserà? Quale sarà la prima impressione?”
E così ho iniziato ad intervistare tutti quelli che facevano il post di presentazione e dopo diverse testimonianze, questo è il risultato

1) Come hai conosciuto il gruppo “Diventa un calciatore su Football Manager”?
Me ne ha parlato un amico (57%)
Ho visto un amico seguire il progetto e mi ha incuriosito (29%)
Facebook (14%)

Ho formulato questa prima domanda per capire un po’ cosa veramente faccia crescere il progetto portando persone nuove all’interno di esso. Dalle risposte che mi hanno dato gli intervistati si può vedere quanto siano influenti ed importanti le amicizie per coinvolgere le persone e proprio per questo ho voluto dividere chi è entrato perché un amico gli ha parlato del progetto (più della metà degli intervistati) e chi invece è entrato incuriosito da un amico che seguiva il progetto, mentre è molto bassa la percentuale di ragazzi che si sono iscritti grazie a facebook ed è sorprendentemente nulla quella invece di ragazzi iscritti perché hanno visto le nostre live su twitch.

2) Nel post di presentazione hai dovuto mettere i dati e le caratteristiche del tuo calciatore; rispecchiano la realtà o hai semplicemente creato “il calciatore che avrei voluto essere”?
Realtà (64%)
Metà e Metà (22%)
Inventato (14%)

Questa domanda è più che altro una curiosità mia, ma come mi aspettavo la grande maggioranza ha messo le caratteristiche che ha nella realtà quando gioca a calcio. Un altro motivo per il quale ho fatto questa domanda era per vedere se ci fosse qualche ragazzo che per un motivo o per un altro fosse impossibilitato a giocare a calcio e grazie al progetto avesse la possibilità di vedersi in campo e uno l’ho trovato! Credo che per chi ha organizzato tutto questo, sia molto bello poter dare ad un ragazzo che non può giocare a calcio per un problema fisico o di salute la possibilità di vedere il suo “alter ego” in campo.

3) In passato alcune squadre “piccole” si son lamentate perché molti ragazzi seguivano la fede calcistica e quindi preferivano le big, adesso questo fenomeno sembra aver cambiato rotta e molti preferiscono il gruppo alla squadra del cuore; pensi che la tua fede calcistica influrià nelle decisioni future che dovrai prendere in sede di mercato?
No (43%)
Vorrei andare nella squadra del cuore (22%)
Preferisco guardare al gruppo squadra (14%)
Non lo so ancora (14%)
Andrò dove giocherò di più (7%)

Questa domanda qui ci voleva! Ricordo ancora in passato quando le squadre con meno tifosi si lamentavano perché quando i DS provano ad intavolare una trattativa per un giocatore, questo preferiva andare in una big o comunque nella sua squadra del cuore. A differenza di quanto si possa pensare sui nuovi iscritti che ancora non familiarizzano col gioco di ruolo e con l’appartenenza ad un gruppo, questa tendenza è passata, soprattutto per noi “vecchi” del progetto; ormai si sono formati i vari gruppi squadra che sono diventati molto più importati del tifo calcistico e quindi possiamo vedere ad esempio tifosi della Juventus giocare nel Torino. A vedere dalle risposte direi che questa tendenza continuerà (fatta eccezione per alcuni casi) perché la maggior parte degli intervistati ha detto che non seguirà il cuore calcistico! Se così fosse andremo ancora di più verso il “Gioco di Ruolo” vero e proprio dove ognuno interpreterà il ruolo del calciatore professionista che non guarda al tifo.

4) Alcuni sono entrati nel progetto solo per curiosità poi hanno mollato quasi subito, altri sono rimasti ma in maniera molto anonima (qualche commento ogni tanto nel gruppo di squadra), altri si fanno vedere spesso con commenti anche nel gruppo principale poi ci sono quelli che si son buttati in questo progetto a capofitto iniziando fin da subito a creare meme, seguire live ed informarsi per un secondo ruolo oltre a quello di calciatore; tu a quale di queste categorie pensi di appartenere?
Sarò super attivo (36%)
Commenterò nel gruppo principale (22%)
Seguirò le live quando posso (21%)
Resterò anonimo (14%)
Non lo so ancora (7%)

Ovvio che appena iscritto non sai benissimo cosa ti aspetta quindi non puoi sapere quanto ti “impegnerai nel progetto”, però questa domanda era per capire l’animo con cui uno si fosse iscritto e mi ha piacevolmente sorpreso il fatto che la maggior parte degli intervistati si sono iscritti con le buone intenzioni di essere attivi o comunque molto partecipi alla vita nella community.

5) Hai letto la guida per i nuovi utenti? Se si, come l’hai trovata? C’è qualcosa che dovrebbero specificare maggiormente? Se no, https://www.facebook.com/groups/1390140837688973/permalink/1527347447301644/ ti converrebbe leggerla così puoi avere le idee più chiare sul progetto, toglierti eventuali dubbi e rispondermi alla domanda.
L’ho letta e mi è chiara (57%)
Non l’ho ancora letta (36%)
L’ho letta ma mi ha lasciato dubbi (7%)

Questa domanda aveva un doppio fine: il primo era scoprire se i nuovi utenti avessero letto la guida, il secondo era mettere comunque in evidenza il link della guida nel post. Devo ammettere che sono rimasto sorpreso dalle risposte (sperando sempre nella sincerità degli intervistati) visto che mi aspettavo una percentuale minore di ragazzi che avevano letto la guida

6) Cosa ti aspetti da questo progetto?
Divertirmi e fare nuove amicizie (69%)
Non so ancora (16%)
Veder crescere il mio calciatore (15%)

L’ultima domanda non poteva che essere sulle aspettative dei neoiscritti! Come si può vedere la grande maggioranza si aspetta di divertirsi e di conoscere nuove persone che poi, come è successo per molti di noi, possono diventare anche grandi amici.

Juventus: crollo d’attività o maggiore attenzione degli Admin?

Annunciazione… annunciaziò! Tu Marì Marì farai il figlio di Salvatore. Ma non è della Smorfia del grande Massimo Troisi che vogliamo parlarvi oggi.

È di recente annuncio, invece, la distribuzione dei primi bonus attività per la Serie A, a cura del buon De Donatis (per gli amici, che lo odiano, ADD).

Ricordiamo a tutti i partecipanti di Diventa un calciatore su Football Manager! che, i bonus attività, vengono guadagnati in parti uguali sia dai calciatori (che possono utilizzarli per potenziarsi), che dalle società di appartenenza.

Ricordiamo, inoltre, che vanno inseriti nel bilancio della Stagione 4. Quindi, cari DS, adoperatevi e non fate disperare quel pover’uomo addetto al controllo dei vostri libri contabili!

Fatta questa rapida premessa, andiamo ad analizzare la situazione. Nello specifico, porgiamo la nostra lente d’ingrandimento sulla Juventus.

La Juventus, come ben sapete, fino alla Stagione 3 aveva un altro tipo di gestione.

Dopo lo scandalo di Progettopoli, i bianconeri hanno confermato comunque la loro supremazia sul campo, andando a conquistarsi l’ambito tricolore.

Ma in termini di attività, c’è stato veramente un passo in avanti? Vediamolo insieme.

Differenze di attività

Attività Juventus stagione 3

La Juventus durante la stagione 3 accumula un bel tesoretto, aggiudicandosi il titolo di squadra più attiva del torneo con ben 3.040.000€ d’incasso. Cifre importanti, se pensiamo che con 3 milioni, all’epoca, ci si poteva permettere almeno un paio di top player.

Di seguito, invece, quanto guadagnato dai bianconeri nel post Progettopoli.

Quello che balza subito all’occhio è come, da 19 attivi “dichiarati” dall’ex DS della Juventus si sia passati a 13.

Alcuni giocatori di spicco sono stati venduti/draftati altrove come Michelini, Scardace e Zirattu. Altri bannati, come Pizzo e Cecchetti. Altri invece hanno subito un notevole ridimensionamento.

Guardiamo ad esempio Accardo: dai 300k dichiarati nella stagione 3, si è passati ad una inattività tale da giustificare lo svincolo. Può succedere a chiunque di inattivarsi nel giro della stagione, ma è davvero difficile vedere un involuzione simile.

Altro caso è quello di Norfini, che dai 100k incassati la scorsa stagione è passato a 0, per la felicità del Milan che lo ha acquistato, insieme a Navoni, per oltre 1 milione di euro.

Anche Sciuto, da 100k è passato a 0.

Facciamo i complimenti, però, a chi come Gallorini, Agosta, Colaleo e Paudice rimangono sullo stesso trend, se non migliorandolo.

Ma come mai questa differenza di attività nel giro di una sola stagione?

La risposta è semplice; maggiori controlli.

Sì, perché se prima qualcuno dichiarava che “Tizio ha preso tutti i bonus”, gli admin, fidandosi del principio secondo cui “Chi mai potrebbe pensare di barare in un gioco così genuino”, tendevano ad andare un pò più sulla fiducia.

Ora, essendoci stati alcuni casi di “furbate”, non è più così.

Abbiamo dovuto attendere, infatti, che gli admin controllassero uno ad uno ogni utente, constatando se effettivamente avesse creato contenuti, partecipato alle live e condiviso post di Progetto Gaming o della community.

A seguito di ciò, nonostante ci sia sempre una fila di pretendenti per accasarsi alla Juventus (complice il blasone del calcio reale), le prime 3 posizioni per attività sono ad appannaggio delle realtà più presenti in gioco. In ordine di arrivo Genoa, Milan e Torino.

Meglio della Juventus anche Lazio e Progetto Gaming.

Quindi ora vi chiediamo; si sono rimesse in gioco bene le altre, oppure c’è maggiore meritocrazia adesso?

Noi tendiamo a pensare che sia più la seconda opzione.

Cittadella: tempo di cessioni

Il mercato non dorme mai, nemmeno a ridosso delle festività invernali.

È di pochi minuti fa l’annuncio del presidente del Cittadella, Baldacci, che comunica l’inserimento tra i cedibili di Nicolò Gigli.

gigli cittadella
Nicolò Gigli stagione 3

Il ragazzo si presenta come un buon prospetto, molto tecnico e con un discreto spunto nell’uno contro uno.

Scarso colpitore di testa, la sua scarsa concentrazione e senso della posizione potrebbero farlo trovare spesso in fuorigioco.

Motivo per il quale, nonostante il gioco lo veda come un attaccante promettente, credo valga la pena impiegarlo in fascia, dove non deve fare a sportellate con mediani e difensori e può diventare un validissimo assist-man.

Dal punto di vista dell’attività ha ancora molto da dimostrare, tanto che il Cittadella ha deciso di cederlo per poter far cassa e promuovere un giocatore dalla squadra satellite Tuttocuoio.

Consigliamo di tenerlo d’occhio e valutare seriamente le intenzioni di coinvolgimento del ragazzo, dopo averne discusso con il DS dei veneti Alessio La Rosa.