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Stagione 5: L’ottovolante Torres!

È cominciata da poco la Stagione numero 5 all’interno del Progetto e la Torres, a differenza dell’anno scorso, ha subito messo le cose in chiaro.

All’inizio della scorsa stagione non era partita molto bene: 4 sconfitte in 7 partite, per poi risollevarsi e cominciare a macinare vittorie su vittorie. Il vero problema è stato la falsa partenza rispetto ai diretti avversari, rispettivamente Lupa Roma e il Cagliari (promosso in B). Nonostante ciò la squadra di Sassari è riuscita a classificarsi seconda in campionato, pronta ad affrontare i play-off.

Il sorteggio però si è rivelato beffardo e spietato, infatti ad essere estratto dall’urna è stato il Piacenza di mister  Casalati, il quale ha avuto facilmente la meglio sugli uomini del presidente Aperio, condannando i sardi ad un ulteriore anno di limbo in Serie C… un vero peccato se consideriamo che la Torres è una delle squadre che ha guadagnato di più in termini di bonus prodotti dai propri calciatori, superando persino società di Serie A.

In S5 vi sono state diverse novità: Nuovo portiere (scambio di prestiti Rusiti-Guidotti), un nuovo DS (Vincenzo Russo, che raccoglie la pesante eredità di Salvatore Grassadonia, legato all’Alessandria) e un nuovo allenatore (Fabio Arcoleo, che sostituisce Marco Guidotti). I giocatori sono praticamente gli stessi (14 elementi su 15, di cui ben 11 esistenti dalla S3), tra i quali troviamo sia il DS che l’allenatore, così come il presidente Mark Aperio che è rimasto a capo della squadra, convinto che si possa centrare l’obiettivo della promozione diretta alla serie cadetta, il capitano Riggio che sprona sempre la squadra incitandola a dare sempre di più, e soprattutto, la volontà e la partecipazione di tutti i membri della Torres, sempre attiva e puntuale sui fatti.

Gli stessi calciatori sono gli artefici del soprannome della squadra: “La Fenice”, poiché rinata dopo la famosa partita persa ai play-out contro la Vibonese (squadra fuffa) e l’inevitabile retrocessione e condanna in Serie D, anche se poi il fato ha deciso di salvarla dal suo triste destino. Sono anche gli ideatori del famoso hashtag #ÈTUTTOLATTE, nata per caso da un’idea di Castorina per trovare un motto alla squadra e portata avanti dal fido compagno Libonati, oltre che del “Muro di Malefix”, idea del difensore centrale Cognata.

Tutto ciò costituisce una grande premessa per la S5. Di fatto la squadra ad oggi non ha deluso le aspettative, anzi, è partita a razzo, collezionando una lunga striscia di vittorie, imbattuta in campionato e soprattutto, è in corsa per le due coppe nazionali (Italia e Italia Serie C), ponendosi l’obiettivo di rispettare tutte le competizioni in cui partecipa. Solo il tempo ci potrà dire se la Torres riuscirà a centrare i suoi obiettivi!

Dopo le due vittorie, entrambe finite per 5-1 contro il Locri e contro la Juve Stabia, la famosissima bestia nera della squadra sarda, la Torres dovrà affrontare un sacco di insidie, a cominciare dalla Lupa Roma, che ha totalizzato 5 vittorie ed una sola sconfitta, piazzandosi alle spalle della squadra di Sassari. Già l’anno scorso è stata una delle tre squadre (insieme a Cagliari, salita in B, e la stessa Torres) a lottare per un posto nella serie cadetta, e, come ci si aspettava, in questa stagione si sta ripetendo, totalizzando 15 punti sui 18 disponibili. Insomma, ci sono tutte le premesse per una partita in cui ci si aspetterebbe di tutto, che, in poche parole, promette fuoco e fiamme.

Sambenedettese, l’anno della conferma

Cari lettori, bentornati nella rubrica: ConosciamoCi meglio

In questa prima intervista della S5 andiamo ad analizzare una delle rivelazioni delle prime giornate: La Sambenedettese. Lo facciamo con il suo presidente Giorgio Sciubba e il suo allenatore Giovanni De Lucia.

Ciao Giorgio, Perché hai deciso di diventare presidente?

Volevo iniziare un progetto tutto mio, ed appena la C è diventata umana mi ci sono fiondato. È una bella sfida, partire da zero, con la paura di iniziare il campionato senza avere 15 giocatori e senza allenatore, ma, per fortuna, ho superato alla grande questo problema.

Perché hai scelto la Sambenedettese?

La mia prima scelta era Perugia, perché sono diventato simpatizzante della squadra da quando studio in questa bellissima città, ma era già presa. Allora ho scelto la Samb, altra squadra che simpatizzo perché ogni anno vado al mare lì vicino.

La scorsa stagione è stata al di sopra di ogni aspettativa ed è culminata con l’uscita ai Playoff proprio contro il Perugia. Mi puoi descrivere tutte le emozioni della scorsa stagione?

Il nostro obiettivo era quello di arrivare ai playoff, eravamo una delle poche squadre non affiliate, quindi partivamo svantaggiati. Siamo partiti con il freno a mano, siamo stati fuori dai playoff per la maggior parte del campionato, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La squadra era molto soddisfatta, e ha cominciato a credere alla B. Prendere il Perugia al primo turno era destino, perché è anche la squadra del mio amico ed attuale mio presidente William Cioè. Erano più forti, quindi sapevo che non avremmo superato il turno, ma ero comunque deluso.

Parliamo un po’ del mercato estivo. È stata una rivoluzione o avete trattenuto tutti i vostri giocatori?

Abbiamo preso solo 4 giocatori: Lava, Conte, Zauli e Pezzella, per sostituire: gli svincolati Constantino, Sciammetta, Ciro de Martino (in prestito dall’Udinese) e Patrick Capobianco (trasferimento al Napoli). Quest’ultimo è stata un cessione sofferta, ma quando chiama la A è difficile rifiutare. Abbiamo trattenuto tutti gli altri perché è importante avere un gruppo solido e attivo (abbiamo portato 1.5 milioni di bonus) come il nostro. Sono arrivate offerte importanti per i fratelli Scasciafratti, Tommasi, Antonuccio e Aiello ma era meglio per noi (e per loro) rimanere.

Ti aspettavi questo inizio di campionato?

Si, siamo partiti forte, dobbiamo arrivare almeno tra le prime 3. Il livello del nostro girone si è alzato, la SPAL pare imbattibile, poi ci sono tuttocuoio San Marino, Sanremese e Piacenza, ma possiamo dire la nostra, e queste tre partite lo hanno dimostrato.

Passiamo a fare alcune domande a Giovanni .

Ciao Giovanni, Giorgio mi ha accennato che ti ha lasciato carta bianca. Come la vivi questa cosa?

Mi ha fatto molto piacere la fiducia, non c’è dubbio, anche perché mi dá più responsabilità e meno spazio all’interpretazione del mio operato. Mi viene data libertà in tutto e questo metterà subito in luce le mie responsabilità in eventuali sconfitte inopportune.

Qual è la tua filosofia? Cambi modulo in base all’avversario o hai un modulo fisso? Sei un catenacciaro o uno che vuole calcio spettacolo?

La squadra è costruita per essere quadrata in campo, esprimere un gioco pulito lasciando comunque spazio alle qualitá dei singoli, che hanno qualche guizzo nei piedi e lo dimostrano ad ogni partita. Per fortuna abbiamo una rosa eterogenea quando limitata, quindi mantenendo lo stesso modulo di base riusciamo a dare un po’ di variabilità a seconda dei titolari, questo ci aiuta molto ed è anche la direzione in cui sono andati i potenziamenti. Tutto il resto lo si ottiene col giusto equilibrio tra catenaccio e attacco totale.

Avete una stella in squadra?Parlaci un po’ di lui.

Quest’anno si stanno spostando un po’ gli equilibri, ma oggettivamente il primo a raggiungere un traguardo importante è stato Federico Scasciafratti. Tuttavia la sua convocazione in nazionale non mette in secondo piano le prestazioni assurde degli altri 14, che in un modo o nell’altro contribuiscono tutti alla stessa maniera. Il bello è che il gruppo è coeso dentro e fuori dal campo.

Chi è l’utente che sia per le ottime prestazioni in campo e sia per l’attività può fare meglio nel progetto?

Ce ne sono vari in squadra, chi per creatività, chi per motivazione, chi per l’ironia… Si distinguono quasi tutti. Hanno un modo di comunicare e partecipare che in altre squadre non ho visto.

Ultima domanda per tutti e due: quali sono i progetti futuri?

Giovanni: Fare bene con questa squadra per quest’anno. La promozione è un obiettivo, ma ci lavoriamo con calma. In più penso che sarà la mia ultima stagione da allenatore, per vari motivi. Ma lo dicevo anche dopo Udine… su questo non so darti risposte sicure perchè non mi fido nemmeno di me.

GiorgioLa B, provare quel campionato, giocare contro le squadre storiche di quel campionato. Un obbiettivo importante è quello di diventare una squadra ancor più attiva, applicare il modello Frosinone, squadra a cui mi ispiro.

Ringrazio il presidente e l’allenatore per l’intervista concessa, e gli auguro le migliori fortune per la stagione appena cominciata.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

Inattivi di Ottobre: my two cents

Oggi è uscita la lista definitiva degli inattivi di Ottobre (la prima della S5), ero proprio curioso di vedere, dopo la mia analisi sulle performance dei bonus di fine stagione, come il popolo del progetto si muove in termini di attività mensile.

Analizzato al volo i dati, in serie A ci sono 15 squadre che hanno in rosa degli inattivi, in tutto ci sono ben 33 giocatori inattivi al momento, circa 2,2 a squadra, circa il 10% della loro rosa considerando 22 giocatori.

In serie B sono 18 le squadre ad avere inattivi con 40 giocatori in totale, che in media rappresentano circa 2,2 giocatori a squadra, rimanendo anche qui su circa il 10% della rosa.

In serie C ci sono 34 squadre ad annoverare inattivi, con ben 112 giocatori inattivati, in media circa 3,3 giocatori a squadra, che equivale grossomodo al 22% del totale rosa inattivo considerando una base di 15 giocatori (non ho contato il Mantova smembrato al draft).

Da questi dati è chiaro che la C abbia un problema di attività, ma non penso che sia solo la C ad avere un problema.

Sicuramente i primi imputati non possono che essere le dirigenze delle squadre, che devono fare di tutto per stimolare i propri giocatori a commentare almeno una volta nel gruppone o nel gruppo squadra.

È chiaro che a loro va il nostro consiglio di utilizzare maggiormente gli strumenti che il progetto ha messo su (superstaff e tutor su tutti).

Un giocatore si inattiva per le più svariate motivazioni, ma avere in media un giocatore inattivato in più rispetto a Serie A e B deve far riflettere prima di tutto chi ha a che fare ogni giorno con il proprio gruppo squadra, quindi Presidenti, DS e Allenatori è a voi che mi rivolgo per cercare di trovare una soluzione a questa emorragia di utenti.

Abbiamo assistito alla proposta di ottenere degli slot giocatore in più per le squadre di serie C che hanno, al contrario un ruolino di marcia di 15 attivi per una stagione intera, questo mi trova più che d’accordo anche se a mio avviso deve essere uno slot temporaneo, che una volta inattivato un giocatore si perde lo slot aggiuntivo. Questa proposta non può che essere legata al merito, non può riguardare chi invece “spreca” giocatori, perché quando un giocatore si inattiva il danno è fatto, prima di tutto, al progetto.

Che ne pensate cari lettori? Dite la vostra nei commenti qui sotto al post!

Bonus attività: la Serie B

Salve cari amici di Progetto X, con qualche settimana di ritardo ecco a voi l’analisi della Serie B in termini di bonus attività.

Sempre per ragioni di leggibilità ogni le squadre di B verranno divise in ordine alfabetico sempre in due tronconi.

I primi due grafici che vi mostro rappresentano l’incremento o il decremento del bonus attività totale per squadra nelle stagioni di riferimento (S3 ed S4) [figura 1 e 2]

Figura 1
Figura 2

L’incremento che impressiona di più è quello del Frosinone che passa dai 610k della S3 agli altisonanti 3,750 Milioni nella S4, un boost che la rende la squadra più attiva della Serie B, non avendo nulla da invidiare alle squadre di Serie A (COMPLIMENTI!).

Altri incrementi degni di nota sono Salernitana (+1mln), Brescia (+960k) e Novara (+850k), purtroppo c’è da sottolineare che nessuna squadra oltra al Frosinone è riuscita a sfondare il tetto dei 2mln, cosa molto preoccupante per la serie B.

A guidare la, non tanto onorevole, classifica delle peggiori performance è il Chievo con -850k seguito poi da Verona, Vicenza e Avellino.

Il dato che ci deve di più far riflettere è che 21 su 22 squadre di B non riesce a mandare sopra il tetto di 100k a giocatore il proprio organico, creando sempre più un solco tra le squadre di A e quelle di B. Le presidenze dovrebbero prendere dei provvedimenti per invertire questo trend.

La seconda coppia di grafici [figure 3 e 4] mostra la variazione di introiti divisi per categoria di Bonus (Live, Creatività e Condivisione). La loro distribuzione, questa volta è di difficile interpretazione, perché tolto il Frosinone che ha fatto un campionato a sé, il trend delle squadre non ha seguito un percorso omogeneo, ci sono state squadre che sono cresciute in maniera uniforme, altre che hanno avuto una crescita in due discipline ma un tonfo nell’altra (vedi Parma).

Frosinone a parte il testacoda che vi segnalo è formato dalla coppia Salernitana – Verona.

Figura 3
Figura 4

La prossima coppia di grafici rappresenta il conteggio dei giocatori andati a bonus e quanti sono arrivati ai 300k sia in S3 che in S4 [figura 5 e 6]:

Figura 5
Figura 6

Gli importi totali dei bonus rispecchiano anche l’andamento dei giocatori andati a bonus, il Frosinone piazza ben 9 giocatori a 300k, totalizzando solo con loro ben 2,7mln, l’Entella ne piazza 5 e poi a seguire la Salernitana e il Novara che ne presentano 4.

Lucchese e Vicenza si dividono il primo posto nella classifica del peggior decremento di giocatori a Bonus con un passivo di 6 giocatori in meno rispetto alla S3.

Si sente sempre dire che la serie C non partecipa attivamente perché non è in Live, questi freddi dati ci comunicano che, nonostante la serie B abbia spazio in live, non è un’attrattiva sufficiente a coinvolgere le persone all’interno del Progetto e a farle essere meritevoli di bonus.

Il mio pensiero è che parte tutto dalla voglia di coinvolgere e farsi coinvolgere, le soglie che determinano il conseguimento dei bonus di fine stagione non sono poi così alte, è compito delle società trovare i metodi per spiegare al meglio come vivere il progetto.

Divertitevi e guadagnate tanto da diventare i novelli Cristiano Ronaldo o Cesar Prates!

Serie C: Resoconto di Agosto

Parte una nuova rubrica, il resoconto delle squadre affiliate a Progetto X divise per Serie di appartenenza, ecco a voi la serie C:

Il Como parte a razzo nella prima giornata di Serie C girone A, corsara a casa dell’Alto Adige vincendo con un sontuoso 5 a 2 e ripetendosi in casa contro Mantova con un rotondo 4-0. Esordio sfortunato, invece, in Coppa Italia dove non riesce ad andare più in là del 2 a 3 in casa dell’Alessandria dicendo addio alla coppa. A farne le spese della voglia di rivalsa del Como è il povero Chieti strapazzato con ben 8 reti all’esordio di Coppa Italia di Serie C.

L’Alessandria parte male, anzi malissimo rimediando un 6 a 3 che fa subito preoccupare, la squadra reagisce immediatamente in casa contro la Pro Vercelli imponendosi per 3 a 0. Sono le successive vittorie contro Como e Triestina a riportare il sereno in casa dei Grigi assicurandosi il turno successivo in Coppa Italia e in Coppa Italia di C.

Oseremmo definire la Pro Vercelli bella di notte, perché in campionato rimedia 2 sconfitte a opera di Crema e Alessandria, ma in Coppa si trasforma battendo Pescara e Ravenna per poi arrendersi alla Sambenedettese. Siamo sicuri che la Pro si rialzerà presto.

Il Venezia si fa apprezzare nelle prime due giornate di Campionato battendo fuori casa una mai doma Albinoleffe e imponendosi 2 a 0 contro l’Alto Adige. Si arrende solo al Pordenone, vera pretendente al titolo del girone A, che batte i lagunari per 3 a 0.

Il Piacenza parte male, perdendo con un 2 a o secco contro il Tuttocuoio nella prima giornata della Serie C girone B per poi riprendersi subito la settimana dopo con un perentorio 4 a 0 in casa contro il Modena. E’ il turno della Coppa Italia e il Piacenza si impone 2 a 1 contro il San Marino e si ripete in Coppa Italia di C con un pirotecnico 4-2 ai danni del Carpi. L’avventura della compagine emiliana in coppa Italia si ferma al secondo turno ad opera dell’Albinoleffe che riesce a espugnare Piacenza con un roboante 4 a 3. Inizio di stagione in chiaroscuro per il Piacenza.

Il Pisa parte con un 3 a 1 contro la Viterbese per arrendersi, nella giornata successiva, 1 a 0 a casa dell’Ascoli. In coppa doppio incrocio con il Crema, in coppa Italia sono i toscani ad avere la meglio con un tennistico 6-3, in coppa Italia di C è invece il Crema a battere i toscani in trasferta per 3 a 2. Nel secondo Turno di Coppa Italia deve poi arrendersi alla Torres per 3 a 0.

Il Perugia è in piena media da play-off, magari verso l’ottavo posto: 5 punti in tre partite ma ancora i nodi devono venire al pettine, ovvero che le corazzate devono essere affrontate e proprio il prossimo turno ci saranno le sfide alle prime della classe. Exploit iniziale per 7-1 alla Pistoiese, l’eliminazione dalla Coppa Italia per 3-2 a Cuneo, “vendicato” nella Coppa Italia di categoria dal 3-0 casalingo alla Juve Stabia; in mezzo due pareggi in campionato, l’ottimo 1-1 a Livorno e il deludente 0-0 con ospite la Viterbese

Tuttocuoio a punteggio pieno nel girone B imponendosi prima in casa 2 a 0 con il Piacenza e facendo dopo il corsaro in quel di Prato con un largo 4 a 0. In coppa Italia esce subito con il Varese 6-7 dopo i tempi supplementari, ma va avanti in coppa Italia di C imponendosi sulla Casertana per 9-1.

Bottino di 4 vittorie e una sconfitta in 5 partine per la Ternana che perde la prima fuori casa con un 6-1 inclemente a Sanremo contro la Sanremese poi vince con il Grosseto in campionato, con Treviso e Padova in Coppa Italia e con il Castel di Sangro in coppa Italia di C.

Andando ad analizzare la Casertana, possiamo subito notare come il suo avvio non sia stato dei migliori, mostrandosi anzi molto discontinua.

La squadra campana, infatti, parte bene, umiliando il Chieti con un tondo 0-6, che non ammette repliche. La seconda giornata di campionato, invece, la squadra rossoblù pareggia, di fronte ai propri tifosi per 2-2 contro il Locri, a cui segue una vittoria contro il Salò per 1-8.Malissimo in Coppa Italia dove viene annichilita dalla Torres con un perentorio 0-5, abbandonando così la competizione al Primo Turno e a cui fa seguito un’altra debacle, in Coppa Italia di Serie C, dalla quale esce a seguito di una sconfitta pesante, arrivata con il risultato di 9-1, contro il Tuttocuoio.

Molto bene, invece, il Catania che riesce a vincere 4 partite su 5, in questo primo mese di live: prima, supera – seppur di misura- un’agguerrita L’Aquila per 2-3, poi si tiene a punteggio pieno umiliando il Cosenza, in uno degli infiniti scontri tra la Sicilia e la Calabria, con un risultato di 7-0. Bene anche nel primo turno di Coppa Italia, dove la squadra etnea riesce a regolare il Latina per 1-0, pur uscendo al turno successivo in seguito al derby contro il Messina, allo stadio San Filippo, sconfitto per 3-2. Bene, per finire in Coppa Italia di Serie C, dove “U Liotru” esordisce domando l’Albese grazie ad un netto 2-0.

Disastroso, invece, l’avvio di stagione de L’Aquila, che in 5 partite, tra campionato e Coppe, riesce a collezionare soltanto 2 pareggi. In campionato, l’Aquila esordisce, come già accennato poc’anzi, contro il Catania, perdendo per 2-3. Alla seconda giornata di campionato, va invece in onda un pirotecnico pareggio per 5-5 tra il Potenza, squadra ospitante, e la società abruzzese; la giornata successiva, invece, termina 1-1 con Taranto e L’Aquila che si dividono la posta in palio. Se si può considerare salvabile l’avvio di campionato della società, lo stesso non si può dire in seguito ai disastri nelle due Coppe: Eliminazione al Primo Turno di Coppa Italia, in seguito alla sconfitta sul campo del Padova per 2-0 e sconfitta, in seguito ai supplementari, in Coppa Italia di Serie C contro il Rimini, che passa allo stadio Gran Sasso d’Italia per 4-5.

Senza infamia né lode, invece, l’avvio della Lupa Roma. Buona la prima, in cui la società capitolina riesce a vincere 2-0 contro il Castel di Sangro., salvo poi perdere la giornata successiva 3-2 in casa del Latina. In Coppa Italia, invece, dopo aver eliminato il Carpi (3-1 al Primo Turno), la squadra non va oltre al secondo turno, in cui becca l’eliminazione a seguito della sconfitta contro il Cagliari per 1-3. Male anche in Coppa Italia di Serie C, in cui la Lupa viene sconfitta 3-1 dal Cuneo.

Passiamo ora alla società regina di questo primo mese di live, la Torres. La società sarda conferma le aspettative che la vogliono tra le squadre che verranno promosse in B e si mostra come una vera schiacciasassi, segnando 19 gol in 4 partite giocate e subendone solamente 3. Nelle prime due giornate di campionato, la Torres incontra il Potenza prima e il Castel di Sangro poi, distruggendo le due avversarie con due pesanti 5-0 e 0-5, risultato che si ripeterà in Coppa Italia, ai danni della Casertana. In Coppa Italia di C i rischi maggiori, con la Torres che supera di misura la Sambenedettese sconfiggendola per 4 reti a 3, acui fa seguito una convincente vittoria contro il Pisa, per 0-3.

Per quanto concerne il Catanzaro, invece, buona la prima, in cui riesce a vincere 0-2 in casa del Locri, pur non riuscendosi a ripetere la settimana successiva contro il Messina, che lo sconfigge 2-3.

In Coppa Italia si sbarazza – molto facilmente – dell’Albese, travolta con un sonoro 1-8. In Coppa Italia di C, tutto facile contro la Spal, sconfitta 4-0. Per finire l’eliminazione in Coppa Italia, al Secondo Turno, a mano della rivale Reggina che, nel derby de “u classicu”, riesce a trionfare 5-0.

Fm Sound #4: Giacomo Sedda

E’ uno degli admin del progetto e anche uno dei volti storici dello stesso. Presente all’interno del gioco sin dalla prima stagione, l’ospite di oggi è conosciuto per i ruoli che interpreta con passione e rigore. Una persona ben voluta dai propri amici, definiti ” travolgente ” e estremamente ” etica “, innamorata della cultura e del mondo. Impegnato nel sociale, nel gioco è l’allenatore e presidente del Torino, con cui ha raggiunto la finale di Europa League la scorsa stagione, contro ogni pronostico e ogni previsione. Uno dei più affezionati lettori di questa rubrica, alla quale ha spesso scritto per potervi partecipare. Signori e signore, ecco a voi l’intervista con Mr. Giacomo Sedda.

Benvenuto su Fm Sound Mr. Sedda, prima di partire la vorrei ringraziare per l’interesse dimostrato per la rubrica e per la sua disponibilità. Ha già pronta qualche idea da spendere per noi ?

Grazie, Grazie, è un onore essere finalmente ai vostri microfoni.  Ho inseguito a lungo il vostro ” frontman ” per questa intervista, dedicandogli anche un meme tempo fa, quindi sono molto contento. Non ho molte idee pronte, sono più persona che pensa le cose al momento, ma ti posso dire che ho una canzone da dedicarti, ovvero l’opening del film ” Catch me if you can “, con Tom Hanks e  Leonardo Di Caprio. Colgo l’occasione per  farti i miei complimenti per la rubrica, un’idea spettacolare! Sarà per me curioso vedere come la community risponderà ai miei gusti musicali, dato che variano parecchio.

AM ( Amplitude Modulation )

la vita privata

Grazie mille per i complimenti. Senta: solitamente chiedo agli intervistati di parlare di loro, di descriversi ai nostri lettori, ma nel suo caso ho preferito chiedere a delle persone a lei vicine per ricavare già qualche elemento del quale discutere. Dicono di lei che è una persona riservata ma che sa essere difficile da arginare se entra in confidenza. Si ritrova in queste parole e cos’altro aggiungerebbe rispetto a questi due fattori ?

Mi fa piacere vedere che si sia informato su di me prima di intervistarmi. Ho solo paura di cosa possano averle riferito. Si comunque, purtroppo per i miei amici è vero, sono una persona molto estroversa ma che tende a selezionare con chi essere “senza freni”. Molte delle mie amicizie, di base introverse, le ho proprio ” decise ” io. E questo si rivede nei nostri rapporti, anche se ovviamente si parla solo di aspetti superficiali e visibili: nell’intimo delle relazioni non entro nemmeno. Difficile da arginare dicono? Può essere. Son un testardo idealista in realtà, e quando faccio partire la ” Locomotiva “, come la canzone di Francesco Guccini, le stacco i freni e non trattengo idee e opinioni, anche se questo spesso mi è costato caro.

Oltre a questo le chiedo comunque di dirci cosa fa nella vita, oltre ad essere uno degli admin di progetto gaming.

Nella vita sono un programmatore, mi occupo di robotica e di analisi dei dati. Son sempre in cerca di soddisfare la mia profonda curiosità verso il mondo, coltivando mille passioni e leggendo parecchio, anche solo bignami di nozioni pratiche o teoriche. Adoro i posti aperti come il mare o le montagne, luoghi dove tendo ad andare quando voglio “staccare la spina”,cosa che mi serve spesso ahimè, perché resto una testa calda con poca pazienza.

La cosa che mi ha colpito molto, nella ricerca di informazione su di lei, è la ricorrenza di un valore specifico: l’etica. Mi viene perciò da chiederle che cosa è l’etica per Giacomo Sedda e qual è il reale valore che gli attribuisce? E se fosse una canzone, quale sceglierebbe ?

Ecco, partiamo dal presupposto che io sarei uno di quelli che persa la pazienza si lancerebbe con la ” locomotiva ” di cui sopra contro il treno dell’ingiustizia. Mi son sempre preso carico di ruoli “pesanti ”, dal volontariato per il banco alimentare allo scendere in piazza per questioni di diritti studenteschi. Riconosco di essere stato molto fortunato ad avere tutto quello che ho e le possibilità di crescita a cui posso accedere, quindi tendo a lottare contro le ingiustizie, sociali  o di qualsiasi altra natura. Così come non sopporto assolutamente la disonestà, una cosa che proprio detesto con tutto me stesso. Questo, forse, fa di me un pessimo ” giudice ” sotto alcuni punti di vista, in quanto sarei il “ gendarme ” del gruppo pronto a scattare e regalare i ban, ma per fortuna ho chi mi fa sempre vedere le cose da altri punti di vista. L’etica è qualcosa che è difficile da spiegare. Si presenta in mille forme, in mille contesti. Barare in un gioco è così diverso dal presentare delle dichiarazioni fiscali volutamente alterate? Io non credo. Si dice che l’occasione fa l’uomo Ladro, ma io ho sempre preferito intendere che sia il rifiutare l’occasione a fare del ladro un ” Uomo “. Spero che di riuscire a trasmettere bene il valore che do all’etica, anche professionale, in quello che faccio. Come canzone, avendolo citato, dico ” Un giudice “ di Fabrizio De Andrè.

Alcuni dei suoi amici mi hanno informato della sua idiosincrasia nei confronti delle Fake News, sicuramente una delle criticità del mondo dei social network e non solo. So che in merito a questo argomento ha anche prodotto un gioco da tavolo chiamato ” La macchina del fango “, che ha tra l’altro presentato al Modena Play e che porterà anche al Lucca Comics. Ce ne vuole parlare?

Io non odio le fake news, questo sarebbe dare una fake news. Le aberro. Non tanto le notizie in se, quanto il concetto di ignoranza dal quale dipendono. Il fatto che oramai tantissime persone non riescano a filtrare ciò che gli viene messo davanti, distorcendo la realtà dei fatti, mi fa dare di matto. Uno spreco di tecnologia, intelligenza e valore umano in mano a chi, senza scrupoli, le sfrutta per piegare l’opinione pubblica. Da questo nasce il gioco “la macchina del fango”: quando ci si confronta con delle persone che non vogliono leggere e non vogliono che gli si dica che non hanno capito, o che magari non hanno gli elementi per farlo, il mezzo migliore per spiegare le cose, secondo me, è attraverso un gioco. Resta un’esperienza divertente, con tantissimi layer ( strati, ndr. ), ma permette di capire il meccanismo con cui le fake news funzionano, rendendole divertenti anche per chi ci crede. In alcuni ” playtest ” infatti, ci sono capitate persone che hanno preso per serio il tutto, convinti che portassimo avanti le ” idee alternative”. Non vi dico le risate la prima volta che una sostenitrice della terra piatta ha visto la carta “ terrapiattismo “.Comunque siamo in definizione con alcuni editori e speriamo di lanciarlo sul mercato il prima possibile, ma avrete notizie non appena ne saprò di più. A concludere alla risposta associo ” Breakthru ” dei Queen.

Capitolo passioni: ” leppe ” ( classico coltello sardo, ndr. ), barche a vela, vintage. Questo sono solo alcune delle cose uscite fuori su di lei e sarei molto curioso di sapere non solo da dove nascono, ma anche come si sono sviluppate e infine a che punto siano in questo momento. E inoltre, quale canzone assocerebbe ad ognuna di queste?

Per le passioni è facile: ho sempre adorato il mare ed ho iniziato a fare vela quando avevo 7 anni e da allora sogno di potermi permettere di vivere “in barca”. Il rapporto col mare è particolare, ci si confronta con qualcosa di molto più grande di noi, ma dalla quale abbiamo avuto origine. Si tratta quasi di un rapporto “preistorico”, qualcosa di scritto nel nostro DNA. Navigare seguendo il vento, lasciando la tecnologia dietro, poi, è un esperienza diversa; non si va veloci, si segue un ritmo naturale, ma si va lontano. Questo mi fa venire in mente ” Blowin’ in the wind ” di Bob Dylan, che credo riassuma bene il tutto. Per quanto riguarda il resto in realtà posso riassumere le passioni ” leppe” e vintage insieme. Mio nonno era un carbonaro, in miniera. Per legge i minatori non potevano portarsi coltelli “a punta”, questo per evitare risse e disordini, e quindi venne sviluppata in Sardegna la “Leppa Guspinese”, coltello a serramanico con manico d’osso d’animale o di corna di erbivoro grande, piatto in punta, con la lama generalmente tra i 20 e i 30 cm. Questo coltello ovviamente mi è arrivato in quanto la ” Guspinese ” è della zona dove son nato e cresciuto, accompagnata dalla Leppa Arburese e Villacidrese:

Come vedete si parla già di coltelli diversi nonostante i tre comuni siano distribuiti in un quadrato di circa 20 km. Se si va in giro per la Sardegna si possono trovare un numero enorme di varianti estremamente personalizzabili. Dicevo; dato che mio Nonno aveva una guspinese, l’ho ereditata come suo unico ricordo. L’altro oggetto che avrei potuto ricevere, ma che è “sparito nel tempo”, era una Vespa. Che comunque possiedo ovviamente, ma non quella che avrei dovuto avere. Da questa iniziale passione da adolescente, e dai svariati viaggi nell’Europa dell’est, dove i costi più bassi mi permisero di comprare svariati oggetti “storici”, sto iniziando a formare una piccola collezione d’antiquariato e modernariato. Tra una Vespa del ’69 e una macchina da scrivere del 1910 funzionante, si annidano foto e oggetti vintage che conservo con cura a Villacidro. Sarebbe difficile dare delle canzoni a questi oggetti, ma voglio dire ” Ghost Riders in the Sky – Johnny Cash “, dedicata ai miei due nonni, entrambi ” centauri ” , mentre per la Vespa, nonostante sia un mezzo storico, mi affiderò ad un pezzo di ” eurobeat ” che me la ricorda, più che altro per la mia tendenza a guidarla a manetta aperta, ovvero ” Manuel – Gas Gas Gas “.

So che nell’ultimo periodo ha avuto molti viaggi da fare, alcuni per questioni più istituzionali, altri più per diletto. In particolare stiamo parlando del viaggio con Andrea Conte e Fabio Bicocchi e quello a Las Vegas in occasione del TwitchCon con Filippo Ballarini, Luigi Frunzio e Gianluca Pattarozzi. Sempre associandovi alla fine dei brani, che cosa hanno rappresentato queste due occasioni? C’è qualcosa che ritiene particolarmente interessante da raccontare in merito e c’è invece un viaggio in particolare che le piacerebbe fare?

Si, due viaggi da pazzi: a Monaco per la cresima di Agostino Lupo e a San Diego per il ” Twitchcon “. Compagnie diametralmente opposte, con motivazioni profondamente diverse. Per Monaco dedico ” Haddaway – What Is Love “. Recuperate lo sketch all’ ” SNL ” se non l’avete visto ( Saturday Night Live, ndr. ) e immaginate rispettivamente Bicocchi alla guida, Conte a sinistra e me dietro. Un viaggio veloce ma particolare, dove siamo riusciti a perderci per la Germania in cerca di Agostino e della sua casa, con notizie anche abbastanza devastanti, tipo scoprire il mio essere quasi coetaneo del padre. Un break dalla monotonia estremamente divertente e da rifare, magari escludendo le due ore in chiesa di messa in tedesco. Il viaggio a San Diego invece è nato a caso in una pizzeria a Milano. Ci siamo trovati come i 4 cavalieri dell’apocalisse, ma in versione ” Eurospin”. Non abbiamo avuto praticamente idea di cosa, dove, quando e perchè per l’80% del viaggio. Tra la crociata di Patta contro l’aria condizionata e la missione divina di Frunzio di voler assaggiare qualsiasi cosa avesse l’aria di un fastfood, siamo riusciti comunque a convivere senza ammazzarci. Momento più bello? In statale. In radio danno Napoli – Cagliari, io son seduto alla guida e Luigi è alla mia destra. Gol dei Rossoblu. Trattenermi vedendo Frunzio incazzato nero è stato difficilissimo. Altro momento veramente bello è stato il giorno alla Death Valley. Non immaginavo fosse una location cosi bella e spettacolare. Bisognerebbe andarci per una settimana e dormire li in tenda, per poterla godere e visitare tutta. Per questo viaggio invece non posso che scegliere ” Born To Be Wild ” degli Steppenwolf. Il viaggio che mi piacerebbe attuare invece, consiste nel saltare su una macchina vecchia e partire da Londra per arrivare ad Ulan Bator, capitale della Mongolia.

Anche qui, ricercando qualche aneddoto circa queste due occasioni ho ricevuto un feedback molto positivo da parte dei suoi compagni di viaggio. In particolare Ballarini mi ha detto, cito testualmente: ” Giacomo è stato l’ago della bilancia tra il buon senso e la pazzia. Era quello più equilibrato e che si è sacrificato più di tutti anche a suo malgrado. Ha guidato il 90% del tempo e ha dormito per tre notti sul divano della sala perché tutti volevano dormire da soli. ” Personalmente scorgo in queste parole il ritratto di una persona che ha un forte senso di generosità e responsabilità. Sto divagando o sono davvero tratti che l’accompagnano nella sua vita?

No, ahimè non vedi male. Sono abituato a dover fare il “sacrifice play”, sia in famiglia che in altri contesti. Forse è dovuto all’essere il terzo figlio, o per il fatto che metto prima il benessere altrui del mio. Non ho idea del perché ma tendenzialmente son quello che si prende carico delle situazioni. Non a caso il ruolo del ” Capitano ” viene tendenzialmente assegnato a me, anche se io non lo chiedo. Qua mi sento di citare la ” Theme Song “ del film ” I Pirati dei Caraibi “.

Una volta, mi corregga se sbaglio, studiava medicina, ma è passato in seguito allo studio della programmazione e oggi è questo il suo percorso e il suo impiego nella vita. Ci racconti come è avvenuto questo cambiamento e quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a farlo. E inoltre, se avesse modo di descrivere i due percorsi attraverso due brani strumentali, quali sarebbero ?

Bello. Si, la medicina ancora mi affascina, e la professione ancora di più. Ma la mole di studio e il tipo di studio prevista, ahimè, non fanno per me. Son un tipo estremamente pratico, la teoria mi annoia. Sono di quelli a cui dai un set di lego per fare un grattacielo, salta le istruzioni e fa una nave. Non son adatto al modello di università italiana per quanto riguarda medicina. In informatica invece ho recuperato una grande passione che mi accompagna da sempre, e nonostante non sia ancora laureato (SIC) ho trovato subito campo e lavoro. Ho cambiato proprio per seguire questa mia inclinazione e passione. Per quanto riguarda i due brani strumentali direi ” Lost but Won ” di Hans Zimmer per medicina e ” Supermarine ” dello stesso autore.

FM ( Frequency Modulation )

le domande sul progetto

Parliamo ora della sua vita nel progetto, partendo giustamente dall’origine di tutto. Ci racconti un po’ come è entrato a far parte di questa community e i suoi primi passi.

Sono entrato nel progetto al suo primo giorno di vita, quando ancora venivano formate le squadre. Avevo seguito il progetto di Ballarini e del Drink Team con attenzione mentre ero in Erasmus. Chiesi di iscrivermi al Cagliari, che purtroppo era stato buttato fuori per far spazio al Fublet. All’epoca Filippo disse: ” chi mai si iscriverebbe al Cagliari “. Scelsi quindi il Torino, dal quale non mi sono praticamente mai mosso. Se dovessi scegliere una canzone che rappresenti la mia carriera sarebbe assolutamente “ Una vita da mediano ” di Ligabue.

Andrea Conte mi ha parlato di una vostra scommessa circa il Torino in Europa League durante l’S4 ( Stagione 4, ndr. ), scommessa che mi pare di capire lei abbia vinto, nonostante il risultato finale. Ci dica un po’ com’è nata questa cosa e qual è stato il dopo ? Quale canzone userebbe per l’occasione ?

Inizio S4. Conte mi dice: “ non crederai di andare in fondo in Europa League? siamo scarsi e questi son troppo forti.” Risposi: ”Vedrai cosa ti combino”. Il rammarico è quello di aver dovuto cedere punti e match in campionato, ma da dicembre era diventato un “all-in”. Abbiamo perso solo perchè da una parte giocava Rabiot, dall’altra Pusceddu. Si Daniele, il goal mangiato non te lo perdonerò mai. Una canzone per il cammino europeo? Bhe, ” La dura legge del gol “ degli 883.

A proposito del Torino: con quali aspirazione riparte quest’anno la squadra dopo aver centrato la finale di Europa League nello scorsa stagione ? Quali gli obiettivi e quali le parole chiave che definirebbe per S5? C’è un giocatore dei suoi sul quale punta di più ?

Durante la S5 ci dobbiamo aspettare un Torino in grossa difficoltà. Nonostante il lavoro fatto sul gruppo e sul ” brand ” della squadra, non nascondo che abbiamo sempre problemi a sostituire i giocatori che partono. Abbiamo, per motivi diversi, perso Pauletto, Vanali e Frunzio. Chiunque sentirebbe la mancanza di certi valori in campo, anche se i sostituti scalpitano per dimostrare il proprio. La forbice però,  tra noi e i top, si è leggermente ampliata. Dobbiamo perciò lavorare sodo e guadagnare bene per puntare tutto alla S6. Con la finale si è chiuso un ciclo, ora sta a noi aprirne un altro. Giocatore su cui punto di più? Posso fare l’elenco dei giocatori su cui non conto, sarebbe più onesto nei confronti della rosa. Se devo fare nomi però, penso che Palmieri si farà notare e Lupo si riscatterà. Ma la novità più grande sarà Conte, che farà sempre schifo ma solo più vicino alla porta avversaria.

Da allenatore purtroppo lei vive di quella condizione per la quale se vince è un grande tattico mentre, se perde, una persona poco capace. E’ una delle leggi del tifo e forse anche del calcio, ma c’è una partita della quale si ricorda dove era sicuro di portare a casa la vittoria e invece è caduto in una bruciante sconfitta?

Nessuna. Ho la tendenza a studiare gli avversari il più possibile, quindi so perfettamente che non esiste la ricetta che mi faccia dire “grandi questa la vinciamo in ciabatte”. Il team lo sa, odio sia le dichiarazioni pre partita da “asfaltiamoli” sia le grandi dichiarazioni post partita da sfottò, in quanto il gioco rispetta sempre relativamente poco il lavoro dell’allenatore. Un esempio che mi sovviene è stata l’eliminazione della Cremonese in coppa Italia. Appena fummo buttati fuori scrissi in chat squadra di “mantenere il silenzio stampa”, in quanto una vittoria senza mister avversario in campo non è effettivamente “meritata” ma lasciata al caso. E così faccio sempre, anche per rispettare gli avversari.

Come si rapporta lei allo spogliatoio, qual è il tratto caratteristico della sua gestione e come descriverebbe il se stesso allenatore e il se stesso presidente? E tatticamente si ritiene un’integralista o sa modellare la formazione a seconda dell’avversario ?

Per me conta tantissimo il gruppo. So che potrebbe sembrare strano, ma nel momento di difficoltà in S2 si son visti quali giocatori tenessero veramente alla squadra. Da allora puntiamo sempre a profili che garantiscano più ” casino ” in chat che risultati sul campo. Se si riesce a fare entrambi è ovviamente meglio, ma non siamo ossessionati dalla vittoria. Certo fa piacere, ma se per un obiettivo in gioco devo sacrificare i rapporti personali, allora scelgo sempre i secondi. Faccio un esempio: Collano, per quanto un big in C, pagherà il salto di qualità; non si è potenziato con 800M come altri DC ( Difensore Centrale, ndr. ), ma contribuirà all’ambiente del ” Toro ” e prima o poi anche in campo, come gli altri 10.

Angela Iadi, Maurizio Deidda, Arnaldo Figoni, Andrea Conte e Daniele Pusceddu: questi sono solo alcuni dei membri del Torino, ma sono in qualche modo quelli che assieme a lei più caratterizzano la squadra granata. Una dedica musicale per ognuno di loro, valutando carattere e momenti assieme. 

Come presidente e allenatore credo di essere un integralista della filosofia, non della tattica. Gli 11 che vanno in campo cambiano, i 22 che si sentono quotidianamente in chat no. In ordine, se mi è permesso, dedicherò più delle canzoni che mi hai chiesto:

Maurizio Deidda:  Tooth Fairy – Nanowar of steel

Arnaldo Figoni: Servi della gleba – Elio e le storie tese

Andrea Conte: The best – Tina Turner

Agostino Lupo: Pazza Inter – I Boys Della Nord

Christian Pennisi: The kids aren’t alright – The Offspring

Massimo Pauletto: L’anno che verrà – Lucio Dalla

Ricardo Lamine: Peacemaker  – Sonata Artica

Alex Milone: La leva calcistica della classe ’68   – Francesco De Gregori

Angela Iadicicco:  50 Special – Lunapop

Paolo Vanali: Lux Aeterna – Clint Mansell

Nicolò Martinelli: Driving With The Top Down – Iron Man Theme

Luigi Frunzio:  Abiura di me – Caparezza

Sabrina Ferilli Fagone: Run Run Run – Junge Junge ft. Kyle Pearce

Roberto Ruggeri:  Nuvolari  – Lucio Dalla

Francesco Avogaro:  Learn To Fly  – Foo Fighters

Francesco Terlati:  Fossi Figo  – Elio e le storie tese

Daniele Collano:  Welcome to the jungle  – Guns n’ Roses

Fabio bicocchi : Big Iron – Marty Robbins

A me, perché adoro questo brano: Trinity ( da ”  Lo Chiamavano Trinità ) – Annibale

Extra Torino aggiungo:

Alessandro D’anteo e Luca Franceschi:  Il Gatto e la volpe  – Edoardo Bennato

Luca Brian Santoro: The invisible man  – Queen

Marika Calcagno: Trinity Infinity – Don Davis

Guardiamo al progetto in generale comprendendo i vari campionati che lo compongono, quali sono secondi lei le figure che ritiene possano avere un ruolo da protagonista durante questa stagione ? Riuscirebbe a descrivere ognuna di queste attraverso un brano ?

Ci sarebbero tantissime persone da nominare, dai vari mister ai ” top player ” delle rispettive serie. Citerò, a caso e per ispirazione, Michelini a cui dedico ” Don Raffaè “ di Fabrizio De Andrè, Campagna, a cui do ” ti amo campionato ” degli Elio e le storie tese, e Patta e Di Gloria, a cui associo ” per un pugno di dollari ” di Ennio Morricone.

Oltre ad essere presidente e allenatore del Torino, lei è anche admin del progetto. Come si trova a vestire questo ruolo e quali sono le sue mansioni ? Inoltre quali pensa possano essere le prospettive della community sul breve e lungo periodo ?

Essere scelto nel ruolo di admin dai ” founder ” è stato per me fonte di onore e gioia. In realtà le mansioni ci sono ma ci scambiamo spesso “ le maglie ” con gli altri in base a tempi e disponibilità. Nel breve periodo credo che la community crescerà , e di molto, mentre nel lungo periodo penso che vedremo nascere un progetto completamente diverso dall’attuale. Ai miei colleghi dedico ” Un amico come me “ dal film Aladdin, immaginando Pironti nelle vesti del genio e Ballarini in quelle di Aladdin. Singolarmente invece dico ” Il rock di Capitan Uncino “ di Edoardo Bennato per Pironti, ” Crocodile Rock “ di Elton John per Ballarini, ” Destra-Sinistra “ di Giorgio Gaber per Fulco e ” Video killed the radio star “ dei The Buggles per De Donatis.

Giunti alla conclusione di questa intervista, oltre che ringraziarla nuovamente per la disponibilità, le chiedo un consiglio musicale per tutti i nostri lettori.

Come consigli musicali direi: cambiate radio. Non fossilizzatevi su un genere, esplorate in base al vostro stato d’animo. Se dovessi suggerire a freddo, direi un paio compilation presenti nel mio “armadio”: De Andrè e la PFM, i Queen, i Subsonica, i Foo Fighters, i Sonata Artica, gli EELS, e John Cage, tanto per tirare nomi a caso. E infine vorrei assegnare una canzone anche a te Valerio, ovvero ” che idea “ dei Flaminio Maphia.

Grazie mille Giacomo. A presto con un nuovo numero di Fm Sound!

IL NUOVO CAPO DS!

Cari lettori di PROGETTO X, oggi vogliamo presentarvi una delle nuove figure all’interno del SUPERSTAFF. Il nuovo CAPO DS di Progetto FM, Francesco Benedetti.  Francesco è uno dei quasi “veterani” del progetto, andiamo alla scoperta della sua figura e della sua storia. Grazie mille e buona lettura.

Buon pomeriggio sig. Benedetti. Progetto X ha l’onore d’intervistarla, le chiediamo cordialmente di presentarsi. Chi è Francesco Benedetti al di fuori di Progetto FM?

Salve sig. La Rosa, redazione di Progetto X e cari lettori. Francesco al di fuori del progetto è un normale studente di Giurisprudenza con la passione per il calcio, i videogiochi e le serie Tv. Una persona come tante insomma, che si diverte e cerca di far divertire chi gli sta intorno. E che odia parlare di sé in terza persona. <ride ndr>

Ci parla un po’ del suo giocatore e di come ha conosciuto Progetto FM?

Ho avuto modo di conoscere il Progetto nel gennaio 2018, circa metà S2, grazie ad un amico e da lì è stato subito amore. Al momento dell’iscrizione mi sono presentato come un Pippo Inzaghi più scarso e senza fiuto del gol, ne pago ancora le conseguenze. Sono prevalentemente un uomo d’area, con circa 150 di CA e 160 di PA, in campo però non rendo molto. Sarà colpa del calciatore o colpa di Deidda, a voi la scelta.

Sappiamo che la Lucchese detiene il suo cartellino, ma non tutti sanno che al suo ingresso nel progetto è stato vicinissimo al Torino, di cui adesso è anche Ds e presidente. Perché la trattativa non andò in porto?

In realtà fui un giocatore del Torino, dal mio ingresso nel progetto fino alla fine della S2. Stiamo però parlando di un periodo diverso, in cui molte dinamiche di gioco differivano da quelle attuali, il motivo per cui non sono rimasto in quella squadra deriva proprio da ciò. Durante la S2 le squadre indicavano una preferenza per un giocatore, da qui partiva un draft con il quale le società si assicuravano le prestazioni di un nuovo tesserato. Stava al giocatore o al suo procuratore trovare un accordo economico con la società e nel caso ciò non fosse accaduto il calciatore a fine stagione entrava a far parte degli svincolati e da li poteva scegliere una nuova squadra (regola che oggi non esiste più ndr) . Purtroppo non trovai un accordo col Torino ma ciò non incrinò i rapporti con i vari giocatori, anzi si rafforzarono sempre di più, fino a diventare il loro Ds prima e Presidente dopo.

Ha mai pensato di tornare al Toro come giocatore? O preferisce solo esser parte della dirigenza e cercare la serie A con la sua attuale squadra?

Sinceramente non ci ho mai pensato, al toro siamo messi molto bene in avanti vista la presenza di due punte di altissimo valore come Pennisi e Pascale. Alla Lucchese mi trovo molto bene e finché ne avrò la possibilità mi piacerebbe continuare lì. Ogni ipotesi di mercato verrà concordata con la società ma finché mi sopportano resto più che volentieri. Non ho ambizioni di nazionale maggiore perché sono messicano. E poi vuoi mettere avere come scusante delle tue scarse prestazioni la presenza di Deidda in panchina? O chiedere l’aumento a Gallo ogni giorno? O taggare ovunque Vitale ogni qualvolta la Roma fuffa non vinca?

Che consiglio darebbe ad un nuovo Ds e ad aspiranti tali?

Di non sottovalutare il ruolo e prenderlo alla leggera perché in vari casi la cattiva gestione da parte di un Ds ha portato la squadra a navigare in pessime acque. Studiare la guida generale, controllare le comunicazioni degli admin e di chiedere chiarimenti (in caso di dubbi) a chi ricopre il ruolo da più tempo. A livello tecnico è quello di aggiornare il bilancio ad ogni operazione svolta, in modo da rispettare le scadenze e non arrivare con l’acqua alla gola. E per ultima cosa ma non per importanza, stimolare l’attività dei propri tesserati. Da questa passa la crescita di squadra e del progetto.

Tra le figure del progetto ha ricevuto tanti attestati di stima, uno dei tanti è proprio Andrea Conte che si è dimesso ed ha lasciato a lei il posto da capo Ds. Come ha reagito alla scelta di Conte?

La notizia mi è stata data da Pironti in persona, mi ha spiegato che Andrea ha lasciato il ruolo per motivi di tempo e per dedicarsi maggiormente alla redazione di PG in ambiti extra FM. Mi dispiace visto il nostro legame, ma le necessità erano queste e ci si adatta. La decisione di puntare su di me in questo ruolo mi ha invece riempito d’orgoglio e spero di non far rimpiangere Andrea, al quale auguro un buon lavoro.

Non tutti sanno di cosa si occupa il CAPO DS. Quali saranno le sue mansioni?

Il ruolo di Capo Ds consiste nel gestire l’abilitazione al ruolo di Ds stesso, nell’importunarli <ride ndr>, controllare il loro operato, chiarire eventuali dubbi e aiutarli in caso di problemi. Infine aiutare a far rispettare le scadenze per quanto riguarda i bilanci. In sostanza è un ruolo, come tutti i SuperStaff, volto a snellire l’operato degli admin.

Pensa che il suo ruolo da Ds possa interferire con quello da Capo Ds e/o viceversa?

Penso proprio di no. Anzi, l’aver ricoperto questo ruolo e ricoprirlo tutt’ora la reputo una base molto importante perché mi permette di sapere già dove un nuovo Ds può riscontrare delle difficoltà ed anche come consigliarlo, perché alla fine sono le stesse che ho affrontato io.

Un’ultima domanda. Come può un nuovo Ds iniziare la propria carriera al meglio?

Come dicevo pocanzi, il modo migliore è consultare la guida, in caso di dubbi chiedere a chi ha più esperienza o direttamente a me. Sono qui anche e soprattutto per questo.

Grazie mille per la disponibilità sig. Benedetti. Ci vediamo in campo e buon lavoro.

Grazie a voi per l’intervista e mi raccomando RISPETTATE LE SCADENZE che Pizzuti si arrabbia altrimenti.

Bonus Attività: La Serie A

Amici lettori di Progetto X, come promesso torno a concentrarmi ancora sui numeri generati dai bonus attività, ed essendo questo un argomento molto complesso, meritevole perciò di un approfondimento e di un’analisi fatta squadra per squadra, riguardante l’andamento dei bonus in S3 e S4, voglio partire proponendovi l’analisi innanzitutto della Serie A.

I risultati che ho rilevato sembrerebbero rispecchiare il leitmotiv dell’aumento di attività con la promozione, e la diminuzione della stessa con la retrocessione. Ma queste due equazioni non sono sempre verificate; ci sono infatti vari casi di squadre che sono rimaste nella massima serie e hanno avuto una performance negativa, così come possiamo trovarne altri di squadre retrocesse che hanno avuto invece un’inversione di tendenza.

Per comodità di lettura riporterò i dati sempre in due grafici, divisi in ordine alfabetico (cliccate sulle immagini per ingrandirle).

Andamento del Bonus a totale – squadra per squadra
Andamento del Bonus a totale – squadra per squadra

Nei primi due grafici sto analizzando il bonus totale conseguito dalle squadre di A, anche di quelle militate una sola stagione. Apprezzabilissime sono state le performance in positivo di Atalanta (+1,08Mln), Bologna (+1,445Mln), Cremonese (+1,340Mln), Progetto Gaming (+1,580Mln) e Torino (+915k).

Nella classifica meno gloriosa, ovvero quella dell’inversione di tendenza, troviamo il Livorno, che registra un saldo negativo di 1,820Mln in meno, passando da 1,9Mln della S3 ai soli 80k della S4. Le ragioni di questa debacle sono le più disparate e non le analizzeremo in questa sede.

Sorprendentemente, in questa classifica la squadra toscana è tallonata dall’Inter, che registra un passivo di ben 1,550Mln in meno pur essendo rimasta in Serie A. Sono sicuro che la squadra Meneghina farà registrare ben altro risultato nell’attuale stagione, potendo contare adesso sulla gestione De Donatis, una gestione il cui motto, lo ricordo, è “l’Inter agli Interisti”.

Altri saldi passivi da segnalare sono Spezia, Milan, Drink Team e Genoa.

Ho anche analizzato come siano composti questi totali, prendendo nota di tutti i Bonus Live, Condivisione e Creatività delle squadre. I risultati rispecchiano l’andamento generale verificato nella precedente puntata della mia analisi:

Differenze nelle tre categorie (Live, Creatività, Condivisione) – squadra per squadra
Differenze nelle tre categorie (Live, Creatività, Condivisione) – squadra per squadra

A farla da padrone sono sempre i bonus creatività, nel bene o nel male. Sono loro infatti a determinare l’incremento o la disfatta della prestazione delle squadre. Le maggiori crescite, in questo senso, le registrano Atalanta, Bologna, Juventus e Progetto Gaming. Molto indietro invece troviamo sempre loro: Inter e Livorno.

Per quanto riguarda il bonus Live, la migliore performance è del Torino, seguita da PG, Lazio e Cremonese.

I peggiori, invece, sono stati Livorno, Inter, Milan e Spezia.

Per quanto riguarda la condivisione, gli incrementi maggiori sono stati registrati da PG, Cremonese e Bari, a testimonianza di quanto questo bonus stia divenendo il prossimo obiettivo delle squadre del progetto, necessario, se si vorrà davvero fare il salto di qualità in futuro.

L’ultimo dato infine riguarda i giocatori che hanno conquistato il bonus, ovvero quanti hanno totalizzato il massimo e quanti invece non ne hanno preso alcuno.

Da questi due ultimi grafici possiamo vedere che la differenza negativa dei bonus coincide con la differenza di giocatori a bonus per squadra. Troviamo infatti l’Inter e il Fublet con 5 giocatori in meno, il Genoa con 2, il Drink Team a 4, Spezia e Milan a 8 e Livorno a 7.

Chi stupisce è senz’altro il Progetto Gaming con ben 9 giocatori a 300k in S4.

Ottimo risultato la Cremonese, che guida la classifica di giocatori a bonus in S4 con ben 19 elementi, seguita dal Toro a 18 e PG a 17.

Analisi giocatori a Bonus – squadra per squadra
Analisi giocatori a Bonus – squadra per squadra

Ivan Torcolini: Un amore giallorosso

Buongiorno a tutti i nostri lettori. La nuova stagione è cominciata ed anche se Serie A e Serie B sono già partite col botto, con alcuni risultati attesi ed altri clamorosi, quest’oggi parleremo della guerriglia di Serie C girone C e nello specifico di Lupa Roma con il suo allenatore Ivan Benelli Torcolini.


Ciao Ivan e benvenuto. Prima di parlare di Progetto Gaming volevo chiederti: Chi è Ivan nel quotidiano? Lavori? Studi? Hobby?

Ciao Fabio, intanto grazie per l’intervista! Allora io lavoro, studiare non era il mio forte e mi sono fermato al diploma. I miei hobby sono tanti: Amo il calcio, lo pratico a livello amatoriale due volte a settimana, amo i giochi manageriali, ad esempio football manager e adoro la musica, specialmente quella rock anni 70/80/90


Immagino che l’amore per i giochi manageriali ti abbia condotto tra le braccia del Progetto, quando e come hai conosciuto la Community? Prova a farci un resoconto di quello che è stato il tuo percorso all’interno del Progetto fino ad oggi

Le braccia del progetto si sono aperte un giorno di Giugno, quando sulla mia bacheca di Facebook compare un annuncio di come creare un giocatore… Premetto che questo annuncio era di Ietto, il mio DS e migliore amico e mi sono incuriosito. L’ho presa come un gioco ed eccomi qui.
Ho passato S3 allo Spezia, poi sono andato al Bari e ringrazio Samuele per aver fatto crescere il mio personaggio ed ora sono arrivato nella mia amata Inter.
Per quanto riguarda i ruoli manageriali e dirigenziali: Sono stato allenatore della Fiorentina fino a martedì mattina e sono presidente/allenatore della Lupa Roma, oltre ad essere moderatore del gruppone, occhio che vi segnalo i post *ride*
Ringrazio soprattutto chi mi sopporta per le mie paranoie.


Mi sembra di capire che tu sia interista nel mondo fuffa: posso ipotizzare che sarà la tua ultima squadra nel Progetto da calciatore? O pensi che in futuro ci potranno essere sorprese in tal senso?

Nel mondo del calcio, anzi nella vita in generale è tutto un mai dire mai, però la speranza è quella di rimanere a vita nella squadra che ami e non puoi far altro che provarci.


Lupa Roma: Esordio con 3 punti e poi subito uno stop contro il Latina. Inizio di stagione a singhiozzo in quello che probabilmente è il girone più complesso della Serie C. Che aria si respira all’interno del Club? Quali sono gli obiettivi del club a breve e lungo termine?

Anche l’ anno scorso siamo partiti male Con un 7-1 e poi una vittoria, siamo abituati. Diciamo che è dura, ci sono tante squadre, tante outsider che possono mettersi in mezzo. Nel club tira un vento di freschezza grazie ai nuovi arrivati e i vecchi che si sono uniti e si va dritti per la stessa direzione, siamo concentrati e compatti, si parla di tutto nel gruppo spogliatoio!
L’obbiettivo è la Serie B, l’abbiamo dichiarato e non ci tiriamo indietro. Penso e spero che con il Latina sia stato un passo falso, anche perché la prestazione è stata ottima, abbiamo creato 6/7 occasioni nitide e in un campo così difficile non è facile anzi. Ci siamo rifatti in parte con il Carpi in coppa Italia ma il mese di Agosto è ricco di partite e dovrò gestire tutto al meglio per il bene della squadra nel game.


Intendi fare del sano turnover a scapito delle coppe? O tenete anche a fare bene in Coppa Italia e Coppa di Serie C?

Sto riflettendo, valuterò fino all’ultimo se schierare giocatori affaticati e rischiare oppure no, anche in base al fatto se giocheremo una o due partite. Teniamo a tutto! Il morale fa tantissimo nello spogliatoio e nel game.


Tornando alla sconfitta contro il Latina: Cos’è andato storto secondo te?

Parlando della partita in generale, nulla. Abbiamo creato moltissime occasioni in un campo ostico. Fosse finita in parità non avremmo rubato nulla anzi, purtroppo molte cose non hanno funzionato, soffriamo parecchio le palle inattive e dovremo lavorare su questo, inoltre facciamo fatica a segnare. Nel collettivo dobbiamo allenarci, siamo alle battute iniziali ma se perdi punti ora non li ritrovi dopo..


Capitolo Fiorentina: Hai presentato ufficialmente le dimissioni da allenatore dopo una sola partita di campionato finita in pareggio a pochi istanti dalla fine. Cos’è successo?

Sono successe delle problematiche al di fuori del progetto che mi hanno spinto a dare le dimissioni.
Mi è dispiaciuto molto ma poteva capitare che non fossi sempre presente in live e che quindi non potessi allenare ne il lunedì ne mercoledì. Invece di lasciar fare ai piani di gioco ho deciso di dimettermi.


Semplici impegni extra Progetto quindi, possiamo escludere totalmente dei problemi con la Dirigenza o con lo spogliatoio?

Guarda semmai avessi problemi con dirigenti o spogliatoio rimarrebbe nello spogliatoio, mi dispiace ma il codice etico del calcio dice questo: Ciò che succede nello spogliatoio rimane lì e non sarò io a violarlo.

Ringraziamo Ivan per il tempo che ci ha dedicato ed auguriamo a lui ed alla Lupa Roma un grosso in bocca al lupo! A presto

Fabio Arcoleo
Giornalista/Grafico per ProgettoX






























Bonus attività: l’analisi definitiva

In questo momento siamo tutti concentrati sull’inizio di stagione, la tanto agognata S5 sta per iniziare (nel giorno che avevo pronosticato in tempi non sospetti n.d.r.), sono però sempre stato attratto dai numeri che il progetto genera con il sistema dei bonus attività. Ho cercato, prendendo solamente i macro-dati delle squadre di Serie A, B e C in termini di bonus percepiti in S3 e in S4, di capire come la community si muove rispetto ai bonus dividendo prima il totale dei bonus per Serie e poi analizzando le tre aree: Live, Creatività e Condivisione. Spero di non annoiarvi troppo…

I risultati rispecchiano il crescere del progetto, sia in termini di numero di iscritti che di crescita di attività, crescita che ha portato gli admin ad attuare dei correttivi che tutti conosciamo (es: maggiore impiego di utenti superstaff e moderazione del gruppone su tutti).

La composizione totale dei 56 milioni di Euro elargiti dagli Admin in S3 è così ripartita:

In S4 possiamo apprezzare un aumento del 36% pari a quasi 32 milioni in più (di cui 23 milioni attribuibili alla Serie C in ascesa in S4) e si è divisa così:

Cosa succulenta da sottolineare è che la Serie C è riuscita quasi ad uguagliare la Serie B in termini di bonus ma con molte più squadre, infatti, la Serie B conta 22 squadre mentre la C ben 43, con una media bonus per squadra di 1.549k in B, contro di 558k per la C, da questo possiamo ipotizzare che la crescita della Serie C sia ancora embrionale, mi aspetto che esploda in S5.

Come possiamo vedere dal grafico n.3 la Serie A in S3 ha totalizzato tot 34M, mentre in S4 ha sfondato il muro dei 40M, la Serie B dal canto suo ha generato 18M in S3 e ben 24M in S4. Da questo grafico ho escluso volontariamente la Serie C che in S3 ha raccolto solo 3,2M.

Con un incremento dei bonus di A del 14% e ben il 25% per quanto riguarda la B. Un grande successo per le due Serie maggiori, che però non deve far pensare che nelle Serie vi sia distribuzione lineare dell’attività, almeno non nella Serie cadetta.

Se da un lato la Serie A può vantare ben 16 squadre su 20 ad andare sopra il milione sia in S3 che in S4, cosa confermata anche se alziamo l’asticella a sopra i due milioni (9 in S3 squadre e 10 in S4). La Serie B, invece, conta solo 6 in S3 e 12 in S4 sopra il milione, alzando l’asticella a 2M troviamo solamente una squadra in S3 e una in s4 (Cremonese e Frosinone rispettivamente). [grafici 4 e 5]

Proviamo a scendere ancora più a fondo nell’analisi, scorporando adesso i bonus Live, Creatività e Condivisione come riportavo all’inizio dell’articolo. Possiamo notare che sia in S3 che in S4 i bonus Live e Creatività si equivalgono (il bonus Live prevale leggermente in S3 cedendo il passo al bonus Creatività in S4), mentre il fanalino di coda è sempre il bonus condivisione, anche se in S4 possiamo vedere che ha recuperato un po’ di punti percentuale. Evidentemente la nostra community non ha ancora ben compreso la natura e la forza che questo bonus ha, perché a mio avviso è il più semplice da prendere ed è anche quello che permette al Progetto di crescere in maniera spontanea. [Grafici 6 e 7]

Scendendo ancora più nel dettaglio possiamo notare che nella stagione 3 la Serie A ha seguito maggiormente la Live a sfavore della Creatività, mentre la Serie B si è dedicata di più alla seconda tralasciando le Live e molto più sensibilmente le condivisioni.

In S4 la A e la B hanno avuto una inversione di tendenza incrociata, la A ha preferito la Creatività, la B la Live (forse a causa del calendario spezzatino della S4 che ha visto le partite di B sia il sabato che la domenica?), la Serie C, sostanzialmente, in S4 ha equamente distribuito i bonus. La sola Serie A ha fatto pendere l’ago della bilancia verso i bonus live e creatività a discapito del bonus condivisione, staccato di più di 5M rispetto alla Creatività e quasi 4M rispetto alla Live.

Questo studio ha portato alla luce due fatti importanti, a mio avviso, il primo è che la Serie C, che scalpita tanto per la visibilità, deve cercare di rimboccarsi le maniche per competere con gli altri utenti in termini di attività; il secondo è che il bonus condivisione deve essere considerato di più da tutta la community, perché è facile da ottenere e aiuta il progetto che tanto ci fa divertire. Il prossimo articolo verterà sull’andamento delle squadre.