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Prende forma il PG targato Casalati: ecco Molin!

Roberto Casalati, neo allenatore del club cremasco, ha le idee chiare circa la squadra che vuole allestire.
Subito allertato lo staff, Monti, Dimartino e Pironti si sono messi al lavoro per assicurarsi le prestazioni sportive di Tommaso Molin, factotum della Roma dei miracoli, che nella scorsa stagione ha centrato la vittoria della Coppa Italia e in questa, oltre a una discreta posizione in B, fa vedere gran prestazioni in Europa League. Il calciatore è stato portato alla corte di Pironti per 2M di euro, da pagare già in questa stagione.

Ecco le parole del nuovo giocatore del PG, rilasciate durante la conferenza stampa:
“Sono entusiasta di poter entrar a far parte della squadra più rappresentativa del progetto. Farò di tutto per meritarmi un posto da titolare fin da subito, manca ancora un mese prima di poter iniziare questa avventura e non vedo l’ora! Ci tengo a ringraziare il presidente Pironti e tutto lo staff con il quale ho avuto il piacere di trattare. Forza PG!!

Felice anche Roberto Casalati, che aveva subito notato la carenza di ali nella rosa del PG:
“Servivano rinforzi sulla fascia destra e volevamo il meglio e siamo riusciti a portarlo a casa. Per me è una gioia lavorare con un professionista come lui”

Anche il nuovo DS del PG, Yuri Monti, ha detto la sua circa questo trasferimento, di certo non “economico”:
“Orgoglioso di aver potuto partecipare ad una trattativa cosí importante per la societá, Molin è davvero un gran colpo, spero continui con noi il gran lavoro che ha svolto fin ora nel progetto e che la mia vicinanza non disturbi la sua sanitá mentale”.

Parla anche il DS storico del PG, Stefano Dimartino, a chiusura della conferenza stampa:
“In qualità di DS del Progetto Gaming, sono orgogliosissimo di portare all’interno della nostra squadra un altro tassello molto importante, per accrescere maggiormente il nostro Puzzle e soprattutto perché insieme al resto della società siamo riusciti, ad accontentare le richieste e l’interesse che lo stesso Tommaso ha dichiarato di avere e questo ci fa ancora più felice, perché il Progetto Gaming cerca sempre di accontentare chi si merita di essere accontentato.”

Ora non resta che vedere come il Progetto Gaming vorrà completare la rosa e quali altri acquisti e cessioni riuscirà a fare. In bocca al lupo!

Grafica a cura di Rudy Zago per Progetto X

Rivoluzione al PG: arriva Casalati!

Fulmine a ciel sereno in casa Progetto Gaming.
Il presidente-allenatore Alessandro Pironti, decide che, dovendo continuare a fare da regia per Progetto FM, è giusto smettere di allenare.
La scelta è ricaduta su Roberto Casalati, allenatore molto apprezzato nell’ambiente PG, reduce da ottime stagioni alla Fiorentina, un inizio splendido con l’Empoli e un’ottima figura destata durante l’ultimo FMilano, in cui ha guidato ottimamente la Svizzera in semifinale.

La ragione ha battuto il cuore” ha esordito Pironti, che ha poi continuato dicendo “fosse per me avrei allenato il PG a vita, ma costringere il progetto a guardare più il PG delle altre dovendo fare regia e costringere il PG a un allenatore che a malapena entra nelle tattiche, non aveva senso. Per non parlare della pretattica a zero: tutti possono guardare come gioco, come setto ogni impostazione, a farne le spese era il PG“.

Incalzato sulla scelta di Casalati, risponde così quando gli hanno chiesto se avesse mai avuto dubbi sul tecnico romano: “nessun dubbio su Roberto; mi preoccupava il fatto che fosse già allenatore dell’Empoli e presidente della Lega di B (ruolo a cui dovrà rinunciare, ndr), per quello inizialmente sondammo Claudio Franco, che ha però cortesemente rifiutato per rispetto verso il Brescia; non avevamo dubbi sul fatto fosse un uomo dalla grande cifra morale, oltre che calciatore dalla notevole cifra tecnica. Roberto farà grandi cose al PG e siamo già al lavoro con lui e i DS Yuri Monti e Stefano Dimartino per realizzare la squadra dei suoi sogni“.

Ad altre domande sulle sue dimissioni e sul futuro mercato, Pironti chiude così: “Sì, mi sono dimesso io, non graverò sulle casse societarie. Per il mercato non ci precludiamo nulla: per prima cosa cederemo i giocatori che non potrebbero trovare spazio con Roberto o chi non ama il PG. Abbiamo una squadra molto attiva, ma serve che i giocatori siano felici di vestire i nostri colori. Non passa giorno che non ci arrivino proposte di calciatori che si offrono a noi: molto meglio il loro entusiasmo della permanenza di giocatori più forti ma scontenti, se ce ne sono. Il PG non è una tappa, deve essere vissuto come punto d’arrivo!“.

Per il neo-mister dei cremaschi non sarà facile: il PG viene da un periodo poco brillante e al tecnico romano il compito di provare a centrare la qualificazione, effettivamente ancora alla portata, al prossimo turno di Champions League.

Ufficiale: Il Novara ha una nuova presidenza!

Le indiscrezioni degli ultimi giorni corrispondevano a verità: la cordata, formata da Daniele Fulco e Valerio Tranainti, ha appena rilevato la società piemontese.

Ai nostri microfoni le prime dichiarazioni dei nuovi presidenti:

Fulco: Novara ha finalmente una proprietà e da oggi saremo Novara Outsiders! Sono felice di averci messo la faccia assieme al mio socio Valerio Tranainti col quale mi auguro un futuro radioso e ricco di soddisfazioni. In panca rimarrà Daniel El Fulcos, amatissimo dalla curva, un po’ meno dal sottoscritto e avremo DS ad interim Pier Gaetano Fulco fino a conclusione della stagione 4. Che dire? Forza Novara Outsiders e venderemo cara la pelle!

Permettetemi di ringraziare la Casertana a partire dagli ex co-presidenti Antonio Vitolo e Carlo Mariorano e tutti i giocatori. Non dimenticherò mai l’esperienza in rossoblù e mi auguro di rivederci in B perché il falco vola e volerà sempre!

Tranainti: Oggi si apre una nuova pagina qui a Novara, quando sono arrivato ho trovato una squadra senza una guida, e la mia idea è stata subito quella di prendere la presidenza. Una sfida che da solo, data la mia inesperienza all’interno del progetto, non mi sentivo di intraprendere. Ora invece grazie al mio socio Daniele Fulco sono pronto per questo viaggio. Il nome della squadra sarà Outsiders, un nome che ci rispecchia, non siamo i favoriti, non siamo sulle prime pagine dei grandi giornali, ma abbiamo voglia matta di meritarmelo. Da outsider cercheremo il nostro posto tra i grandi.

Non posso che non ringraziare il nostro Ds provvisorio Pier Gaetano Fulco, che fino al termine della gestione ci aiuterà con la sua esperienza. Paolo di Gaetano che mi ha fatto conoscere il progetto. E tutti i miei compagni di squadra che mi hanno appoggiato.

Casa Juventus: La nuova realtà

Innanzitutto benvenuti cari lettori e un caloroso benvenuto anche alla nuova presidenza della Juventus nella sede di progetto X, direi di cominciare subito con le domande, cosa vi ha spinto a rilevare la proprietà della Juventus? da chi è partito il tutto e pensate che essere in tanti possa influire sull’operato?

LUCA A. Buonasera a lei, e grazie per il tempo speso per intervistare 5 disgraziati. Io poco dopo essere diventato un giocatore bianconero, ed aver appreso che la Juve era senza una presidenza, da gobbo quale sono, ha cominciato a balenarmi in testa l’idea dell’acquisto. Un giorno decisi di fare un post nel gruppone per vedere se trovavo qualcuno interessato e che potesse darmi una mano. Il primo ad interessarsi fu Gallorini, così cominciammo a parlare e mi mise subito al corrente della situazione, in modo da essere consapevole a cosa andavo incontro (nel bene e nel male, nessuno è perfetto). Piano piano col tempo si è aggiunto Simone alla cordata, e per ultimi Marika e Brian. Dal mio punto di vista essere in tanti può aiutare molto nella gestione dei vari aspetti della squadra. Noi ci confrontiamo sempre su tutto, però ci siamo divisi le varie competenze: c’è chi si occupa più del mercato e dei contratti, chi si occupa più della gestione dello spogliatoio ecc… Se è una strategia che pagherà, solo il tempo ce lo potrà dire

BRIAN Ciao Stefano, grazie a te per l’invito, Da quando sono presidente della Juventus è la mia prima intervista e sono molto felice di essere qui, insieme ai miei colleghi; la comunicazione è alla base di tutto; Per quanto mi riguarda, mi ero messo in contatto con il presidente Gallorini ed Amadori (da lui è nata l’idea della cordata), questo perché qualora ci fosse stata la possibilità di acquistare la mia squadre del cuore non mi sarei mai tirato indietro… ed eccomi qui. Essere in molti non è un peso, anzi, visti gli impegni generali è molto d’aiuto, anche perché dopo aver acquisito la società il primo obbiettivo è stato quello di creare un organigramma ben definito, in modo tale che la dirigenza riuscisse a coprire tutti gli aspetti societari e di spogliatoio. Per ora ha ripagato abbastanza le nostre aspettative, ma siamo solo all’inizio.

SIMONE Buonasera a tutti e buonasera Stefano, grazie per averci proposto quest’intervista (ndr rido perchè ho proposto io). Come hanno già detto i miei egregi colleghi Amadori e Santoro, l’idea di comprare la società era da tempo che aleggiava nell’ambiente, soprattutto nelle menti di Luca (Amadori) e Alessandro (Gallorini). Il mio coinvolgimento nella cordata ha però ulteriori motivazioni legate alla mia esperienza all’interno del gruppo Juventus. Avendo vissuto a pieno lo scandalo Progettopoli, ho sempre avuto dentro di me la volontà di risollevare le sorti di uno spogliatoio smembrato, demotivato, disilluso da tutte le scorrettezze commesse dalle precedenti gestioni dirigenziali. Con l’opportunità dell’acquisto societario ho intravisto la possibilità di voltare definitivamente pagina, lasciandoci alle spalle tutto il male vissuto, dando nuova vita alla Squadra per provare ad elevarla ad esempio da seguire all’interno del Progetto, per toglierci una volta per tutte la nomea di “scorretti e ladri”.Essere in 5 aiuta la giusta divisione dei ruoli perché abbiamo chi si occupa della gestione finanziaria, chi del mercato, chi dei Social Media (Marketing Manager e rapporto con stampa e altre squadre), chi del rapporto con lo spogliatoio e con il mister. Tutto è equilibrato, tutti abbiamo lo stesso peso decisionale, ma ognuno ha priorità di scelta nei propri campi, per poter dedicarci al meglio in tutti gli aspetti di gestione di una società importante come la Juventus.

 ALESSANDRO Ciao a tutti i lettori e grazie Stefano per l’intervista, finalmente la prima intervista da presidente! Io personalmente avevo già provato a rilevare la Juve in seguito alle vicende di Progettopoli. Purtroppo la mancanza di soci fidati mi fece desistere anche dopo la fine del periodo di amministrazione controllata. Quando Luca ha palesato l’intenzione di comprare la Juve, la mia risposta è stata automatica. In prima battuta avrei voluto acquistare la Juve per sollevarla dal buco nero chiamato Progettopoli: diciamo che in parte quei problemi sono stati risolti e quindi la motivazione ad oggi va ricercata nel legame che ormai ho con questi ragazzi. Con questa presidenza, grazie soprattutto all’aiuto degli altri 4 presidenti vorrei cercare di mantenere inalterato questo legame, mettendo in pratica tutte quelle idee che avevo e che ho, ma che da solo non sarei mai riuscito a realizzare. Ovviamente vogliamo continuare a divertirci e diventare (finalmente) un esempio per questo progetto, così come per me sono un esempio Torino e Genoa, grandi gruppi gestiti da grandissime persone.

MARIKA Ciao a tutti, innanzitutto ti ringrazio per la possibilità di parlare ai microfoni di Progetto X. Fin dall’inizio, dopo aver capito un po’ i meccanismi di Progetto FM, volevo acquistare una squadra ma non da sola, cercavo una o più persone con cui collaborare. All’inizio mi sarebbe piaciuto diventare presidentessa dell’Inter, ma la cosa è andata un po’ a sfumare. Con il passare del tempo però non c’era una squadra determinante nella mia scelta, mi andava bene qualsiasi, l’unico requisito era che doveva essere di serie A. Poi un giorno ho letto un post di Luca Amadori dove diceva che stavano selezionando papabili presidenti per la Juventus, così mi feci avanti ed ora son qui. Sul fatto che siamo in tanti non influisce per niente sull’operato, anzi a parer mio è molto più fluido gestire la squadra e tutto ciò che ci circonda, perché ognuno di noi gestisce sezioni diverse. Siamo 5 personalità distinte e separare, che lavorando insieme, concretizzano tutto ciò che nasce come pensiero, come idea. Immagina un lavoro di un solo presidente che ha mille pensieri, diviso per 5. Molto gestibile non trovi?

Da fonti certe abbiamo appreso che alcuni calciatori, erano stati messi fuori rosa da Trovato, ci potete raccontare che ambiente avete trovato al vostro arrivo? Pensate che il nuovo mister sia all’altezza di poter bissare il successo? (Tanto sappiamo tutti che vincerà la Cremonese)

LUCA A. Il discorso “Trovato” sarebbe lungo da spiegare, di certo la sua gestione non è stata così grave come alcuni la vogliono disegnare. Diciamo che le sue dimissioni ci hanno spinto a comprare subito, perché volevamo essere noi a scegliere il nuovo allenatore. Il discorso del “fuori rosa” in realtà non c’è praticamente stato. Si è vero, c’è stato un giocatore (solo uno) che ha giocato molto meno degli altri, ma è anche vero che non ha fatto molto per evitare che ciò accadesse, nonostante fossimo in più d’uno a digli di stare tranquillo. Si può essere in disaccordo con le decisioni dell’allenatore, ma bisogna sempre mantenere un profilo basso, e soprattutto rispettare il fatto che lui allena, e lui fa la formazione. Per il discorso scudetto, sarà molto dura bissare, nonostante credo fermamente nelle grandi capacità di mister Terlati.Tuttavia abbiamo già visto che Cremonese e Lazio hanno una marcia in più (o forse due) rispetto a tutte le altre. Noi siamo comunque i campioni d’Italia, e questo ci IMPONE comunque di crederci finché sarà possibile, anche se sarà molto dura.

BRIAN Sinceramente non mi piace e non è da me parlare di vecchie gestioni, vecchi allenatori, vicende e tutto quello che rientra tra le scelte effettuate dai nostri predecessori. La nostra idea comune, fatto su cui ci siamo sentiti tutti estremamente coesi, è stato quello di cambiare aria, idea e basi del progetto, acquistando in primis un allenatore a tutti sconosciuto, ma che ha dimostrato egregiamente di saper gestire spogliatoio e squadra. Ricordiamo la vittoria con la samp, e le partita di ieri, che ai nostri occhi, sanno di un risultato bugiardo, nonostante Torino e Napoli abbiano giocato ed approfittato (Napoli soprattutto) nel finalizzare le proprie azioni di gioco.Siamo i campioni d’Italia, ed il campionato è ancora lungo, e fino alla fine non è solo uno slogan.

SIMONE Non voglio parlare del passato, perché ormai sono questioni superate. Ora il mister è Francesco (Terlati), scelto all’unanimità da tutti noi presidenti per la sua preparazione tecnico tattica e per le sue spiccate doti di motivatore (ndr il fatto che sia Juventino sfegatato aiuta al coinvolgimento per la causa). Saprà sicuramente darci tante soddisfazioni anche quest’anno e lotterà insieme alla squadra #finoallafine per tenere alto il nome dei Campioni d’Italia, anche se lo scudetto sembra già essere una questione a due tra Lazio e Cremonese.

ALESSANDRO Si, ci sono stati dei litigi e non voglio nascondermi dietro ad un dito. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che “i panni sporchi vanno lavati in casa propria”, quindi quello che succede nello spogliatoio per me rimane lì. Oltretutto stiamo parlando di situazioni passate, con un mister dimissionario e non voglio stare a rivangare cose ormai “sepolte”. Diciamo che l’annuncio della nostra presidenza ha caricato a mille anche i giocatori più scarichi. Terlati è stata una piacevolissima sorpresa: prima che ci arrivasse la sua candidatura pensavamo già di aver trovato il nuovo mister, ma la sua conoscenza del gioco ci ha spiazzato. Alla fine abbiamo scelto lui non solo per questo, ma per far capire a tutti che non abbiamo paura di rischiare (un nuovo utente come allenatore della squadra campione d’Italia è un po’ rischioso) e perché siamo fiduciosi che con il tempo imparerà a muoversi a dovere nel progetto. Già ad inizio stagione sapevo benissimo che lo scudetto non sarebbe stato affar nostro: abbiamo rivoluzionato metà squadra (forse anche di più) per non rimanere attaccati a giocatori fortissimi ma poco attivi. Probabilmente se avessimo avuto Terlati fin dall’inizio, qualche punto in più lo avremmo conquistato sicuramente.

MARIKA Avevo sentito voci riguardanti lo spogliato con Trovato, ma non ho dato molto peso. fondamentalmente so poco. Per la mia nuova presenza in Juventus, posso dire che ho trovato una bella squadra di attivi con la passione per lo stesso obbiettivo. Arrivare in alto. La Cremonese chi? si mangia?

Chi è secondo voi il giocatore che può fare la differenza in questa Juve?

LUCA A. Non credo nell’individuo che esalta la squadra, credo nella squadra che esalta l’individuo. Il che significa che oggi magari il top player sembra Agosta, domani magari sarà Bisceglie, dopodomani magari Paudice. (I nomi usati sono solo di esempio, avrei potuto citare chiunque).

BRIANChiunque, guardando classifica,classifica marcatori e tutte le statistiche direbbe che Agosta e Bisceglie sono i nostri uomini cardine, visto le loro reti e contributo in campionato ed in Champions (Agosta 3 goal nelle ultime 4 partite), e nonostante io stesso abbia esaltato le loro qualità non sono in grado di darti una risposta precisa, un nome ed un cognome. Perché, ad esempio, Gallorini e Carrano, contro il Napoli, sono stati i nostri uomini chiave. La prossima partita lo saranno Amadori e Del prete, quella successiva Kasemi e Paudice; insomma, ogni giocatore fa la differenza, chi in una partita chi in un’altra. Se dovessi puntare una scommessa su uni di loro avrei 22 euro da spartire tra altrettanti giocatori

SIMONEFaccio un nome: lo Spogliatoio. Questo è il segreto per il successo, avere coesione sempre in qualsiasi situazione, che si vinca o si perda. Una volta che il gruppo è unito e determinato i risultati arrivano e si cresce tutti insieme diventando una squadra seria e con l’aspirazione di essere da esempio per tutti, seguendo l’esempio di squadre rinomate come Progetto Gaming, Genoa o Torino (volutamente in minuscolo l’iniziale).

ALESSANDRO La differenza la possono fare tutti, come è successo lo scorso anno. Ci sono giocatori che statistiche alla mano sono più decisi di altri (gol segnati, assist, parate) ma tutti avranno il loro momento di gloria anche in questa stagione. In un progetto come questo poi è da tenere sempre in considerazione anche il gioco fuori da FM: qui anche chi ha una scheda con skill non eccellenti risulta deciso tanto quanto un top player su FM. Per me chi fa gruppo, chi riesce a coinvolgere gli altri e in generale chi è attivo, ha lo stesso peso di chi fa 25 gol a stagione, perché magari proprio grazie al suo modo di stare nello spogliatoio riesce a mantenere la “community” Juve come un ambiente positivo e desiderato anche da altri giocatori. È una catena che si migliora di giorno in giorno. Il nostro compito da presidente è proprio questo: far continuare la catena e risolvere eventuali intoppi.

MARIKA Beh, al momento non saprei chi scegliere tra i giocatori. Li sto conoscendo ora e sopratutto con il nuovo Mister, le carte in tavola possono cambiare. Al momento non dico nulla

Pensate che i rapporti con il Torino, sono peggiorati a seguito della scelta di Marika di acquistare la Juventus? Pare che Conte stia pianificando l’avvelenamento

LUCA A. mah non saprei, per me va tutto come prima, d’altronde si sa che l’errore l’hanno fatto Conte & co. scegliendo la seconda squadra di Torino

BRIAN Perchè? Esiste un’altra squadra a Torino? Scherzi a parte, sono sicuro che in quella casa bisognerebbe installare delle telecamere durante eventi come quello del derby della Mole, ma giuro che avrei fatto di tutto per esserci quando Marika ha dato a Conte la notizia dell’acquisto della Juventus. Chissà cosa accadrà se un giorno acquistassimo Marika come giocatrice

SIMONE Penso che il Derby coniugale faccia solo che bene alla squadra perchè dà una motivazione in più per far meglio dei torelli granata che per troppo tempo hanno fatto il bello e il cattivo tempo in città spacciandosi per “gruppo da seguire” all’interno del Progetto. Torino è solo bianconera, lo dimostreremo con tutti i mezzi!

ALESSANDRO TORINO È SOLO BIANCONERA!
Dopo questa dichiarazione shock ci tengo a sottolineare gli ottimi rapporti che abbiamo con tutti i ragazzi del Toro, da Andrea a Giacomo e passando da Maurizio: per me, come già detto, sono un esempio da seguire per tutto ciò che hanno fatto di buono da quando sono presidenti. A dimostrazione di ciò basta guardare la nostra rosa per vedere che abbiamo in prestito due loro giocatori (Pepe e Perini).
Marika per noi è la Presidentessa con la P maiuscola, non la moglie di Andrea: ovviamente la rivalità con questa “mossa” da parte sua cresce ancora di più e sono sicuro che riuscirà a rubare qualche informazione per riuscire finalmente a vincere due derby in una stagione.

MARIKA Ahhh le voci quando girano, girano male ahaha. Beh, quando dissi ad Andre che avevo comprato la Juve, sorride e mi fa “Brava! Sarà un bel Derby”
Posso assicurarvi che non mi avvelena e non si è rotto nessun rapporto, anzi penso che un pochino sia fiero di me. Poi beh, mi ha parlato benissimo dei miei Soci..
Diciamo che è un modo di non tener monotone le giornate. Poi beh, dovessi mai essere acquistata dalla Juve, lì parte il video diretta sul gruppone.

Walzer delle punte: scambio tra Omar Degl’Innocenti e Alberto Locatelli

Omar Degl’Innocenti con la maglia del Pisa

Anconetani sarebbe fiero di lui… Omar Degl’Innocenti, tifoso del Pisa, sceglie di scendere di categoria pur di indossare la maglia della sua città.

L’operazione porterà Alberto Locatelli (punta pisana con 7 gol all’attivo e 3 assist in questa stagione) nelle Marche, alla corte dell’Ancona, che dopo un inizio di campionato un po’ turbolento sta iniziando a macinare gioco e risultati.

L’accordo economico tra le società vedrà il Pisa versare la somma massima di € 500.000 nelle casse dell’Ancona, così ripartite: € 350.000 alla firma a gennaio e € 150.000 in caso che la squadra Marchigiana riesca a raggiungere la promozione o i play-off.

Degl’Innocenti così ai nostri microfoni: “Sono venuto al Pisa per portarlo in serie B,  sono a disposizione del mister e di tutti i miei compagni di squadra. Il Pisa deve ambire in alto ringrazio tutti per questa opportunità, cercherò di dare sempre il 110%, forza Pisa!

La Soccer United Consulting Association “800A” acquista il Palermo PG!

Eng version:
Soccer United Consulting Association 800A ltd, an Anglo-American business company listed on the London Stock Exchange Group, announces to have established an investment fund made up of shareholders who invests their economic capital in markets concerning the figancial advisory and sports attorney sector, to take over the company’s shares in the company Palermo calcio P.G. currently militant in the second division Italian national championship.

The undersigned company, with operational headquarters in Minnesota and registered office in Minneapolis, in the persons of the new test ee umma, Mr. Suock, Mr. Phort, Mr. Kamuomp and Mr. Kiu Fuort (an Anglo-Korean magnate) with the approval of Mr. Apple House Claps, undertake to realize as soon as possible an investment fund in order to allows the Soccer United Consulting Association 800A to bring strong wheelies and rises in the bag with the prospect to involve new and large interested members.

Our strong interest is the inclusion of our members in the current budget holes to allow a lasting and satisfactory distribution of the liquids to be able to allow to come against the various corporate needs. As test of meench of real interest, an Italian investment, Sif Fredy, fund was opened today with the deposit of the first tranche. In the hope that the deal will end as soon as possible, with extreme enthusiasm and pleasure, Avv. Geom. Oreste from the Keddca Meencha legal office, 3 Teste – London – UK –

The Soccer United Consulting Association 800A

Versione Italiana:
La Soccer United Consulting Association “800A”, società anglo-americana quotata presso il London Stock Exchange Group, annuncia di avere instituito un fondo di investimento costituito da soci, che investono i propri capitali economici presso mercati inerenti il settore della consulenza finanziaria e della procura sportiva, per rilevare le quote societarie della società Palermo calcio P.G., che attualmente milita nel campionato Nazionale Italiano di seconda divisione.

La scrivente società, con sede operativa nel Minnesota e sede legale a Minneapolis, nelle persone dei neo soci, gli ingegneri Mr. Suock, Mr. Phort, mr. Kamuomp e Mr. Kiu Fuort (magnate anglo coreano) con il benestare di Mr. Apple House Claps, si impegnano nel realizzare al più presto un fondo di investimento che consenta alla Soccer United Consulting Association 800A di portare forti impennamenti e rialzi nella borsa, con la prospettiva di coinvolgere nuovi e grossi membri interessati.

Il forte interesse è proprio l’inserimento dei membri nei buchi di bilancio attuali per consentire una distribuzione dei liquidi, duratura e soddisfacente, per poter consentire di venire in contro alle svariate esigenze societarie. Come prova di interesse reale si apre in data odierna il fondo d’investimento italiano Sif Fredy con il deposito della prima tranche. Nella speranza che l’affare si concluda quanto prima, con estremo entusiasmo e piacere, Avv. Geom. Oreste dell’ufficio legale Keddca Meencha, 3 Teste – London – UK –

La Soccer United Consulting Association 800A

ALESSANDRO PAPALEO ai Villains Akragas

ALESSANDRO PAPALEO ai Villains Akragas, il sogno è diventato realtà. Nel pomeriggio è arrivato il comunicato ufficiale del club siciliano.

“Villains Akragas – PG ha raggiunto l’accordo con l’Ancona per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Alessandro Papaleo a fronte di un corrispettivo di 800k più 300k di bonus alla decima presenza in maglia akragantina e ulteriori 250k in caso di approdo dei siciliani ai playoff di serie B.”

L’attuale capocannoniere della serie B, si legge in una nota del club siciliano, ha sottoscritto un contratto di prestazione sportiva quadriennale fino alla stagione 8.

Americandy Siena nuovo partner di Progetto X

L’Americandy Siena ha scelto Progetto X come Social Media Partner, in occasione della presentazione ufficiale abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con il DS del Siena, Alessandro Aiello.

Alessandro ci parli dello staff del Siena e degli obiettivi stagionali che i Coloni si prefiggono?

Lo Staff è composto da me nel ruolo di DS e il presidente/allenatore Salvatore Fulchignoni abbiamo anche un gemellaggio con il Palermo, per quanto riguarda gli obiettivi stagionali uno è stato già raggiunto ovvero il quinto turno di qualificazione della Coppa Italia e l’altro è ancora in corso visto che come squadra di C puntiamo alla promozione nella serie della seconda lettera dell’alfabeto che non pronuncio per scaramanzia!

Però non potete nascondervi 11 vittorie in 11 partite, 52 gol fatti solo 6 subiti, state dominando il vostro girone, l’innominabile serie superiore sembra proprio alla vostra portata, no?

Per quanto riguarda la promozione in effetti è alla nostra portata ma nel calcio la palla è tonda e quindi mai dire mai.

Qual è stata la vostra alchimia? Come si raggiungono questi numeri?

Per l’alchimia beh il segreto è prendere i giocatori giusti e adattare il modulo alle caratteristiche dei giocatori e poi basta avere il gruppo unito.

Grazie Alessandro e grazie all’Americandy Siena per averci scelto!

Grazie a voi!

Che succede in casa Akragas?

Squadra rivelazione della serie C nella S3, cavalcata trionfale durante i Play-off e promozione in Serie B. Dichiarazioni roboanti del Presidente ai blocchi di partenza della S4, inizio in discesa con le vittorie in campionato e in coppa e adesso, invece, impantanati a metà classifica con sole 3 vittorie all’attivo, 4 pareggi e ben 4 sconfitte.

Oggi vogliamo capire che aria tira nello spogliatoio Akragantino, intervistando un protagonista della promozione in B (Leo Vecchio) e dei nuovi arrivi alla corte di Mr. Alaimo: Fontanella, Fumagalli, Joel, Pollace.

Iniziamo con il Portiere/DS della Squadra Alessandro Fumagalli.
Fumagalli lei è uno che ha collezionato più presenze, avete subito 13 gol in 11 partite, non è certo una bella media, come mai la difesa stenta?

Sicuramente non l’inizio che avevamo in mente, siamo partiti con tante convinzioni e poi siamo venuti faccia a faccia con la verità. La serie B è una dei campionati più difficili perché tutti vogliono essere la in alto. Le tante partite ravvicinate non ci hanno aiutato. Il morale nello spogliatoio è giusto, vogliamo tutti risalire e vincere. Sicuramente ci vorranno miglioramenti in difesa per cercare di fermare gli attacchi.

Da DS, può sbottonarsi e dirci se dobbiamo aspettarci un intervento in Difesa, il mr. X è un difensore?

Mister X non è un difensore ma Mister Y si!

Fontanella è una new entry della squadra, ha collezionato tante presenze ed è, statistiche alla mano, il polmone della squadra, quello che ha corso più di tutti, è soddisfatto dalle sue prestazioni? Cosa non sta girando nella squadra?

Sono soddisfatto delle mie prestazioni, ma so che posso dare molto di più oltre la corsa ho voglia di proporre ancora più occasioni per l’attacco.

La squadra sta attraversando un momento difficile, ma per questo esiste lo spogliatoio, dobbiamo rialzarci tutti insieme e prenderci quello che vogliamo, la Serie A! Concludo dicendo che sono davvero orgoglioso di far parte e di essere addirittura uno dei punti fermi del progetto.

Joel, neo iscritto in S4, entrato in sordina e piano piano diventato titolare inamovibile prima e capitano della squadra dopo. Spicca in area con il miglior rateo di contrasti di testa vinti, ma la difesa prende lo stesso gol, cosa non va?

Sicuramente non mi aspettavo un rendimento personale iniziale di questo livello: da neo iscritto ci tenevo a fare bene anche forte della duttilità del mio ruolo (sono ambidestro e posso giocare in tutti i ruoli della difesa) ma non credevo di rientrare subito nella top 11 del campionato. Sicuramente le statistiche per adesso mi stanno premiando ma non sono affatto contento perché, se solo fosse possibile, avrei “sacrificato” qualche traguardo personale in cambio di una posizione in classifica più interessante. Ammetto che le dichiarazioni di pre-campionato in cui ci collocavamo fra le pretendenti a vincere il campionato hanno spiazzato anche me ma io credevo e credo tuttora ai playoff. Non abbiano nulla da invidiare a chi sta qualche punto sopra di noi ma nel contempo anche a chi sta un po’ più sotto. Credo che dovremmo evitare di essere risucchiati in una lotta salvezza all’ultimo sangue perché le squadre che ci stanno dietro sono tutte ben attrezzate e agguerritissime. La difesa sta attraversando un momento difficile di cui mi sento anche responsabile nonostante le mie prestazioni discrete. Probabilmente dobbiamo trovare una amalgama più forte e non sbilanciarci troppo in fase offensiva. Anche l’attacco a mio avviso è stato un po’ arido ma di queste cose se ne deve occupare il mister Alaimo che ha un cilindro dai mille conigli.

Akragas a un bivio…

Lo spogliatoio ha bisogno di una scossa, come la dai?

Io penso che sia nostro dovere adesso non abbatterci come successo ultimamente e cercare di fare spogliatoio, facendo finta che tutto ciò finora ottenuto (che a mio avviso è comunque qualcosa di encomiabile da neopromossa) non sia mai successo: adesso e dopo ogni partita, inizierà un nuovo campionato. È il discorso che ho fatto nello spogliatoio ai miei compagni la prima sera in cui la società mi ha assegnato la fascia di capitano che indosso con orgoglio e che spero di restituire al legittimo proprietario, Leo Vecchio, precedentemente eletto dallo spogliatoio. È da giovani come lui e Zalotov che si può costruire l’Akragas del futuro, forte e con prospettive di promozione. Anche se non arriverà in S4 sono sicuro che prima poi ce la faremo e proprio per questo ho rinnovato il contratto pochi giorni fa: io giocherò in A con questa maglia, ma facciamo un passo dopo l’altro. Forza Villains!

Pollace è anch’egli una new entry, che ambiente hai trovato, quale può essere la formula per uscire dalle secche?

Ho trovato un ambiente bellissimo, sono stato ben accolto e nonostante le poche e rare presenze nel rettangolo di gioco, mi trovo benissimo in questa squadra.

La formula per uscire dalle secche?

Beh, tutte le squadre hanno dei periodo dove i risultati non sono soddisfacenti e di certo il livello morale scende un po’… Ma non dobbiamo mollare e torneremo a vincere con tutta tranquillità

Leonardo Vecchio è stato uno degli artefici della galoppata trionfale della formazione Siciliana in serie C, uno dei membri più attivi della squadra, sempre in campo durante questo inizio di stagione, autore di varie reti ma la squadra ha pareggiato troppo, hai una spiegazione per questa “pareggite”?

È vero, quest’anno abbiamo pareggiato parecchie volte ma penso che sia solo questione di tempo e ritorneremo a vincere. La squadra è unita e la stagione è iniziata da poco, abbiamo ancora tutto il campionato per recuperare posizioni e ritornare nei posti che più ci si addicono.

Dobbiamo essere più concreti sotto porta e più decisi in difesa tutto qua.

Voglio chiudere con una domanda a mister Alaimo, al di là della sfortuna e degli episodi, la squadra c’è, vorrei capire come vuole disporla in campo per un cambio di marcia che ancora non c’è stato.

Il lavoro del Presidente e dei Dirigenti è stato immenso e hanno costruito una buonissima squadra. I presupposti per far bene c’erano e ci sono. Poi i risultati di recente sono venuti a mancare ed ora siamo tutti in discussione, son cose che capitano. Momenti “no” nella stagione ci possono essere e la Serie B è uno di quei campionati dove difficilmente vedi una squadra vincerle tutte. La classifica nonostante tutto è molto corta e siamo ancora tutti in ballo per poter andare in Serie A. Le prestazioni recenti a parte le sconfitte mi sono piaciute quindi vedo buone possibilità di ripresa.

Così parlò la squadra (semi-cit) in relazione a questo calo di prestazioni, la sensazione è l’errore dei Villains sia stato quello di porre l’asticella in alto sin da subito, come se la doppia promozione fosse una passeggiata, invece il campo ha ribadito che la serie Cadetta è agguerrita e piena di squadre attrezzate per lottare per un posto in A (come la classifica corta testimonia).

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi…

Stefano Stranges a tu per tu con noi di Progetto X

Ciao Stefano, è un piacere poter intervistare un membro storico del Progetto, per chi non ti conoscesse presentati in-game e off-game.

Ciao Salvatore, il piacere è mio di essere intervistato da un grande giornalista come te. Per me è un onore far parte di questo bellissimo progetto da anni, anche se c’è chi vi partecipa anche da più tempo ancora. Comunque io mi chiamo Stefano, ho 35 anni (ma ne dimostro molti meno, almeno all’interno… *ride* N.d.R.) e sono di Roma, anche se originario della Calabria (un bacio al mio compare Nicola Filippone).

Nella vita sono un praticante avvocato, con la passione della danza (ho ripreso da pochi mesi le lezioni e a giugno farò il saggio dopo 4 anni di stop forzato), del calcio e del cinema (collaboro con una casa di produzione).

Nel gioco ricopro con orgoglio il ruolo di terzino destro nella Juventus campionessa uscente d’Italia (un abbraccio a compagni, mister e dirigenza e a tutti i tifosi), nonché di direttore sportivo nella Salernitana (in coppia con Francesco “waoooo” Avogaro) e del Catania nata da poco, con obiettivi non proprio celati di conquistare la serie A con i granata per bissare l’impresa di Livorno con il mitico Claudio Franco (che abbraccio) e la serie B con il Catania, anche perché così non mi toccherebbe scegliere in quale rimanere nel caso si trovassero a giocare entrambe nella stessa serie (ovviamente un bacione a tutti i compagni, mister, dirigenza e tifosi di entrambe). [nota della redazione: se il Catania salisse in B e la Salernitana in A, per la regola del “monoruolo” non potrebbe coprire l’incarico in entrambe comunque]

Mi hai raccontato dei tuoi giri nel progetto, sia come calciatore che come DS, faresti un piccolo excursus della tua carriera anche per i nostri lettori?

La carriera da calciatore non è molto movimentata (si fa per dire…): cresciuto nella primavera dell’Inter, sono stato ingaggiato dal Livorno neo promosso in B. Qui ho conosciuto gente fantastica, come il mister Franco che mi manca tantissimo (con tutto il rispetto per mister trovato con cui mi sto trovando molto bene), o Salvatore Campagna con il quale ho un rapporto di amore-odio (lo stimo moltissimo e gli voglio tanto bene ma ogni tanto litighiamo, ma per fortuna passa subito), nonché un grande amico come Filippo Pitorri, che è entrato poco dopo di me nel progetto. Con questo fantastico gruppo, di cui ho avuto anche l’onore di essere direttore sportivo, siamo riusciti nell’impresa di centrare la serie A, sotto l’ottima guida di mister Franco (che è riuscito sempre a tenere unito il gruppo e attivi i singoli giocatori, salvo casi eccezionali, oltre a trovare sempre la tattica e la formazione giusta per arrivare a centrare questo storico traguardo).

L’anno successivo partimmo nel migliore dei modi con un 5-0 al Napoli, ma poi entrammo in crisi, pur riuscendo nell’impresa di arrivare in semifinale di coppa Italia (peccato per l’ultimo step, perché se avessimo vinto con la Roma ora giocheremmo in Europa, ma inutile piangere sul latte versato e in bocca al lupo alla Roma per il cammino europeo).

Purtroppo alla fine siamo retrocessi all’ultima giornata non riuscendo a battere lo Spezia e da allora è scoppiato il caos, con il mister che per motivi di tempo dovette rassegnare le dimissioni, alcuni suoi fedelissimi e altri giocatori che volevano mantenere la serie A che chiesero la cessione e così via fino a quando, a seguito del nuovo caos portato da Altomare, anche io e Del Prete abbiamo deciso di migrare per altri lidi.

Ora giochiamo entrambi alla Juventus (che ringrazio ancora per aver creduto in me e avermi concesso l’onore di indossare questa storica e gloriosa maglia) dove abbiamo ritrovato anche due ex compagni di squadra ai tempi di Livorno (Perfetti e quel matto di Amadori).  Mi spiace solo di non aver trovato anche Mirco Diotto, passato da poco al Drink Team, che stimo molto.

Ho anche avuto il privilegio di essere convocato nella nazionale maggiore e addirittura di fornire un assist per uno dei gol segnati in quel periodo (contro la Croazia) – approfitto per ringraziare ancora il CT per avermi dato questa fantastica opportunità -.

La carriera da DS  è molto più movimentata. Iniziai a Livorno come già accennato nella stagione della promozione in A, poi venni esonerato e passai dopo poco all’Udinese, una nobile decaduta che puntava al pronto ritorno in A, ma per evitare conflitti in sede di mercato con l’altro DS di allora, Davyd Andryesh che saluto, decisi di farmi da parte e arrivò l’offerta del Torino, che mi diede l’occasione di lanciarmi in una piazza importante, ma per vari motivi delusi le aspettative e così decisi di lasciare spazio ad un DS migliore, che potesse portare la squadra dove meritava, ovvero in Europa se non allo scudetto.

Tornai allora al Livorno fresco di retrocessione per provare a replicare l’impresa fatta con mister Franco, ma purtroppo il caos scoppiato me lo ha impedito e sono stato nuovamente esonerato, ora ricopro l’incarico a Salerno con obiettivo serie A e a Catania con obiettivo serie B. Spero di ripagare al meglio la fiducia delle due società.

Al Torino cosa non ha funzionato? Da quel poco che ho visto del progetto il Toro è una delle realtà più coese e forti che ci sono in giro…

Al Torino c’era il problema che loro usano una Chat diversa da whatsapp, quindi spesso mi ritrovavo a leggere messaggi magari importanti anche con grande ritardo, anche perché dovevo al tempo stesso seguire la Chat del Livorno su whatsapp, così ho deciso per il bene della squadra di lasciare in modo da poter far posto ad un DS migliore che potesse portarli ad ottenere grandi successi.

Comunque confermo che il Torino è una grande famiglia oltre che grande squadra. Sono tutti molto attivi, si ride e si scherza, ci si aiuta a vicenda Etc, infatti mi mancano molto, siamo rimasti in ottimi rapporti e chissà che un giorno non potrò tornare da loro.

Qual è il segreto per rimanere attivo, da così tanto tempo, all’interno del progetto, cosa ti spinge ad andare avanti stagione dopo stagione?

Il segreto è che ogni volta che ho tempo vado subito in pagina ufficiale o nelle pagine ufficiali delle squadre dove gioco e nelle chat Whatsapp per tenermi sempre informato, commentare, dare consigli Etc.

Ad esempio per ultimo ho indetto un sondaggio nella pagina del Catania per scegliere le tre nuove maglie, per far divertire i giocatori a disegnarle e postarle in modo che così restano anche attivi. Mi spinge la passione per il calcio in generale, per football manager nello specifico, ma anche il fatto che qui sopra ho conosciuto persone speciali con cui ho legato molto, ma anche con gli altri compagni di progetto è sempre bello ridere e scherzare e scambiare pareri. Poi vuoi mettere la gioia di vedere le persone felici quando condividi con loro traguardi come ad esempio la promozione in a con il Livorno? E peccato che non esistano anche i tifosi veri perché fare felice una città come ha fatto Franco a Livorno sarebbe una gioia immensa, ma già sapere che i tuoi ragazzi, magari alcuni che hai scelto tu per la rosa o comunque che hai comprato su indicazione del mister o del presidente, sono felici per aver centrato un grande traguardo.

Ci parli meglio del tuo secondo allontanamento da Livorno? Hai qualche commento in merito?

Commenti non ce ne sono perché è passato e perché a mente lucida capisco che purtroppo sono cose che possono capitare.

Comunque praticamente è successo che io e Del Prete iniziavamo a non vedere di buon occhio Altomare, perché non era mai presente, sbagliava i potenziamenti e i ruoli in campo dei giocatori, così Antonio Del Prete ha deciso di parlare con il presidente (anche lui molto poco presente, ma posso capire gli impegni extra gioco, anche se, secondo me, il presidente è una figura fondamentale in una squadra ed è sempre meglio se sia molto attivo come ad esempio i presidenti della Salernitana o quello del Catania – alla Juventus mi pare di aver capito non ci siano) per chiedere l’esonero, ma Oliver Major ritenne più giusto vederlo prima in azione per non prendere decisioni affrettate, così ho ricevuto la richiesta di cessione di Del Prete che non si rispecchiava più nel progetto Livorno, credo più o meno per lo stesso motivo mio – ovvero l’assenza del presidente e del mister, l’inattività di molti giocatori e la partenza di colonne come Campagna (che con Franco teneva unito e attivo lo spogliatoio) o Amadori (ritrovato poi a Torino).

Visto che anche Del Prete, uno dei pochi attivissimi, nonché mio amico, voleva lasciare, ho capito che non si poteva più andare avanti perché il progetto del Livorno non combaciava col mio di ripetere l’exploit dei tempi di Franco, così anche io chiesi la cessione, ma ne io ne Antonio Del Prete sapevamo che non ci si potesse vendere tra DS, ma pensavamo che solo se uno fosse stato giocatore e DS per vendersi avrebbe dovuto chiedere al mister o al presidente, così, visto anche le nuove richieste di cessione che iniziavano ad arrivare dopo la nostra cessione, il presidente ha deciso di licenziarci, peccato perché io e Antonio (Del Prete N.d.R.) avevano deciso di provare a mettere a segno qualche colpaccio per dare una mano alla rinascita del Livorno, ma non ne abbiamo avuto tempo.

Sono sicuro che il Livorno si risolleverà, soprattutto se Oliver Major avrà più tempo da dedicargli e se arriverà un allenatore valido come quello che sostituì Altomare (gli chiedo scusa se ora non mi viene in mente il nome ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco).

Vorrei chiederti qualcosa in più sulla cessione Campagna, visto che a più riprese Pironti ha dichiarato che avrebbe speso tranquillamente 3 milioni per assicurarsi le prestazioni sportive di Salvatore, come mai non avete fatto partire un’asta che sicuramente vi avrebbe garantito un introito molto maggiore?

Io, riguardo la cessione di Campagna, posso parlare da esterno, perché al tempo ero ancora a Torino. Sinceramente rimasi basito quando lessi che era stato ceduto a quella cifra. I primi tempi i cui ero DS a Livorno gli ritoccai il contratto per convincerlo a rifiutare le offerte di top team e non indebolire la squadra che stava lottando per la promozione in serie A, gli misi anche una clausola da 7 milioni (su consiglio, altrimenti la avrei fatta anche da 10) per far cedere sul nascere ogni possibile pretendente al suo cartellino.

Poi come sapete venni licenziato dal Livorno e da allora non mi interessati più io del mercato. Il fatto di aver venduto uno dei migliori top player in circolazione – se non il migliore – a 1.5kk, fa pensare a grave incapacità di chi lo ha venduto o ad un gesto di gran magnanimità dello stesso. D’accordo che Salvatore premeva per andarsene perché non voleva perdere il treno della nazionale – e ci può stare, anche se io avrei provato a convincerlo a conquistarlo con l’attività – però si poteva gestire meglio la situazione, in modo da venderlo al giusto prezzo se non di più attraverso un’asta che sicuramente ci sarebbe stata intorno ad un giocatore di questo livello.

Mi fa ridere poi che sia stato accusato di averlo venduto ad un prezzo irrisorio, quando al tempo ero DS del Torino e che una volta capita la gaffe esce fuori che chi doveva seguire ogni minima cosa riguardante la squadra non sapeva chi avesse venduto il giocatore e alla fine era proprio lui. Quindi in base a ciò deduco che sia stata scarsa esperienza, però ormai è andata così inutile piangere sul latte versato. Importante è che il giocatore sia contento perché anche io ho sempre messo davanti la felicità dei giocatori, poiché un giocatore scontento non farà mai il bene della squadra

Come ti trovi alla Juve? Avresti mai pensato che la squadra sarebbe stata in grado dell’exploit Scudetto dopo “progettopoli”?

Mi sto trovando molto bene. Oltre agli ex compagni di Livorno ho trovato ragazzi fantastici, un grande mister e un ambiente ideale per fare bene. Mi sono ambientato subito. L’impresa post progettopoli è la conferma che nulla è impossibile. Basta credere nei propri mezzi, essere ottimisti e lavorare sodo.

E’ la prima volta che giochi in Champions, ci descrivi l’emozione che si prova?

È un’emozione indescrivibile, anche se vai in panchina, il solo sentire l’inno della champions ti fa tremare le gambe. Poi sentire centinaia di migliaia di tifosi urlare “The champions” alla fine mette i brividi. Non da meno l’emozione di poterti confrontare con realtà e campioni provenienti da tutta Europa. Peccato solo per l’inizio, avrei sperato in un risultato positivo ma la competizione è ancora lunga.

Dove arriverà la Juve quest’anno?

La Juve è una signora squadra e lo ha dimostrato anno scorso, può andare lontano

Che ambiente c’è a Salerno? Un commento sull’inizio di Stagione della Salernitana?

C’è un ambiente fantastico: i tifosi ci sostengono sempre fino al fischio finale, vengono a dare il loro supporto anche agli allenamenti. I giocatori sono molto uniti e danno sempre il 100%, fino all’ultimo, poi spesso ridiamo e scherziamo tra noi per tenere sempre alto il morale. Il mister è davvero valido, riesce a tenere attivi i giocatori, tiene unito il gruppo, è stato in grado di risolvere la falsa partenza con la sconfitta con la Lucchese e i due pareggi di fila rischiando un cambiamento tattico molto offensivo che ha portato grandi risultati. Anche i presidenti sono molto attivi e interessati all’andamento della squadra. L’inizio è stato molto sfortunato, con la Lucchese due pali, due rigori contro e un’espulsione, avremmo meritato molto di più e se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, poi la vittoria con la Spal sudata e due pareggi di fila, ma con il cambiamento tattico messo in atto dal mister abbiamo trovato il giusto equilibrio mettendo a segno una bella serie di risultati positivi con vittorie di prestigio come il 4-2 al Parma in coppa Italia o il 5-2 alla Roma in campionato. Se continuassimo così credo che potremo andare davvero molto lontano.

Parliamo di Nazionale, la lotta è accesissima per conquistare un posto in squadra, cosa si deve fare per meritare la Maglia Azzurra?

Come dicevo sopra ho avuto l’onore di indossare la Maglia Azzurra in passato e di fornire anche un assist nella partita persa 2-1 con la Croazia. È un’emozione indescrivibile poter indossare la maglia che rappresenta il tuo paese. Ovviamente si c’è sempre una lotta senza tregua per guadagnarsi un posto in nazionale. Un consiglio che mi sento di dare è dimostrare attaccamento a squadra di appartenenza e al progetto restando molto attivi, poi bisogna dare sempre il massimo per ottenere ottimi risultati e, riguardo la nazionale maggiore, giocare in serie A, almeno in passato non venivano convocati giocatori di altre serie.

Il DS è un ruolo molto divertente, ti permette di avere a che fare con molte persone del progetto, come vivi questo ruolo? Ci sveli qualche trucchetto del mestiere?

Divertente ma molto duro e di grande responsabilità, non è per tutti. Devi tenere sempre sotto controllo il bilancio, aggiornarlo ad ogni piccola modifica, passare copia al presidente, devi trattare con i colleghi in fase di mercato per comprare al meno possibile o vendere al più possibile, devi redigere i contratti e depositarli dopo averli trattati Etc. Io lo vivo bene perché mi è sempre piaciuto, nonostante le tante difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Ho ottimi rapporti con tutti i componenti delle squadre per cui lavoro. Trucchetto del mestiere è tenere tutto in ordine a portata di mano, controllare sempre che sia tutto in regola, avere un filo diretto col mister per capire le sue necessità in sede di mercato, mantenere ottimi rapporti anche coi giocatori e cercare di tenerli attivi, ci sono tanti altri consigli che potrei dare, però sappiate che se vorrete intraprendere questa carriera è tosta, ma ne vale la pena, soprattutto quando il tuo lavoro porta vantaggi alla squadra

Il Catania sta volando, come hai costruito la squadra? Hai seguito la tua esperienza o la scelta dei giocatori è stata collegiale insieme alla dirigenza?

Lavoro di concerto, anche alcuni giocatori presenti in rosa mi hanno segnalato qualche nuovo iscritto. ci siamo concentrati molto sulle caratteristiche per prendere il meglio e finora lo abbiamo fatto

Come invogli le nuove leve a rimanere attivi? E’ più difficile mantenere l’attività delle nuove leve o dei giocatori di vecchia data?

Cerco di dare il buon esempio essendo tra i più attivi della squadra, mi informo sulle loro giornate e qualsiasi cosa li faccia trovare bene in squadra e sul progetto, poi cerco di organizzare eventi come contest, come quello per le tre maglie nuove del Catania. Poi ovviamente ci saranno motivi vari per cui alcuni non lo resteranno, però noi faremo di tutto per renderli attivi. In teoria è più difficile per le lunghe leve restare attivi perché può capitare che sopraggiunga la noia dopo tanto tempo, mentre magari le nuove leve viaggiano sulle ali del l’entusiasmo per l’ebrezza della nuova esperienza.

Come convinceresti un tuo giocatore a intraprendere la carriera di DS o di Presidente? Io noto che troppi elementi attivi nel progetto non vogliono fare il grande salto, come li sproneresti?

Potrei dire che mettersi in gioco in ruoli come questi ti aiuta a crescere. Direi quantomeno di provare perché soprattutto il lavoro da DS è tosto ma bellissimo da svolgere

Essendo nel progetto da tanto tempo, avrai sicuramente stretto amicizia con tantissime persone, a chi ti sei legato di più? Ci racconti un aneddoto divertente che lo/la riguarda?

Sono talmente tanti che per non dimenticare nessuno, non mi sento di citare un nome.

Il tuo momento di gloria nel progetto qual è stato? E la tua più grande delusione?

La convocazione in nazionale come singolo e la promozione in A con il Livorno come gruppo.
La mia più grande delusione è la retrocessione con il Livorno arrivata in modo beffardo.

E l’altrettanto beffarda mancata qualificazione alla Champions con il Torino.

Qual è l’obiettivo di Stefano per quest’anno?

Centrare tutti gli obiettivi con le squadre in cui gioco: scudetto e Champions con la Juve, promozione in A con la Salernitana e promozione in B con il Catania, poi magari trovare il mio primo gol in campionato e ritrovare la convocazione in nazionale

Stefano, grazie del tempo che ci hai dedicato e alla prossima

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti