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Lupa Roma: anno da protagonista

Nella settimana dove si celebra la vittoria del Cagliari, bisogna fare i complimenti anche alla Lupa Roma che fino alla fine ha cercato di contrastarlo.

Per conoscere i segreti abbiamo intervistato i tre presidenti:Federico Picchi, Emanuele letto, che è anche il ds, e Ivan Benelli Torcolini, che è anche l’allenatore

Prima di iniziare volevo congratularmi per l’ottimo campionato disputato. Secondo voi perché avete avuto questo ottimo campionato?

Federico: Se vogliamo dare dei meriti, ad Emanuele Ietto che ha saputo prendere giocatori che si sono rivelati fondamentali. Ad Ivan Benelli Torcolini per le ottime scelte tattiche, ma un merito grande ai giocatori che hanno creato un bel gruppo compatto e che ci hanno resi fieri del nostro campionato.

Perché avete comprato la Lupa?

Ivan: Perché essendo romani di Roma, abbiamo deciso di comprare una squadra della nostra città e cercheremo di farla andare più in alto possibile.

Avete avuto problemi nell’allestimento della squadra? O dei problemi in generale?

Emanuele: Mah, tolta qualche trattativa saltata per aver contattato determinati giocatori con qualche (letteralmente) secondo di ritardo, problemi gravissimi non ce ne sono stati. L’unico ostacolo importante è stato il ban di un elemento importante che ci ha costretto a spese che non erano inizialmente previste, per il resto è andato tutto abbastanza bene.

Parlatemi un po’ della vostra maschera: Yuri Monti. Com’è averlo in squadra?

Federico: Yuri è un ragazzo simpaticissimo e ci ha aiutato molto nel creare un gruppo fondamentalmente di amici, perché questo siamo diventati.

Ivan: Da allenatore è bello averlo in squadra, è il nostro gioiello e ce lo teniamo stretto, ci terremo stretti tutti i nostri giocatori. Grandissimo colpo di mercato di Letto.

Essendo coinvolto nella Tristina mette in secondo piano la Lupa?

Ivan: Comunque no. Yuri è sempre attivo in tutto e per tutti nel progetto Lupa Roma.

Emanuele: La “Tristina” sicuramente è un progetto a cui tiene molto e gli sta prendendo molto tempo, ma Yuri rimane focalizzato anche sulla Lupa ed è assolutamente parte attiva del progetto.
Dietro la maschera c’è il collante/animatore del gruppo (ndr. ride).

Qual è il vostro modulo di base?

Ivan: Allora, ho utilizzato fin dagli inizi un 4231, poi, con l’arrivo in attacco di Milazzo, si è focalizzato il modulo 442 o 424 giocando con due punte, sopratutto nelle partite contro le non umane. Potrei utilizzare anche altri moduli nei playoff mai sfoderati, chi può dirlo.

Avendo un modulo fisso è più difficile ruotare i giocatori?

Ivan: Ora sto lasciando in panchina 2/3 elementi che possono giocare tranquillamente ma in tutta la stagione ho sempre ruotato tutti.

Oltre a Monti ci sono giocatori che possono diventare grandi nel progetto? Sia per i loro ruolo dentro al campo che fuori.

Emanuele: Praticamente per quasi tutti i nostri giocatori (Yuri compreso) era la prima stagione nel progetto e diversi ragazzi si sono calati ottimamente nella parte. Non escludo che, dopo un periodo di “apprendimento”, altri ragazzi possano seguire le tracce di Yuri. Tutto può essere.

Ivan: Se la squadra (i giocatori) danno il massimo nei bonus e attività, possono essere protagonisti, ma già lo sono. Abbiamo fatto un campionato oltre le aspettative

Ultima domanda. Quali sono i progetti futuri?

Federico: Bella domanda. A me piacerebbe magari prendere il patentino per allenare e ovviamente che la Lupa arrivi in serie A

Emanuele: Ci sono diverse cose a “bollire in pentola” per la prossima stagione. Intanto vediamo come finisce questa e poi penseremo al futuro. Posso già dire che, comunque finirà questa S4, per noi sarà un grande risultato e saremo ancora più carichi nella S5.

Ivan: Come ha detto il ds stiamo lavorando su delle grosse novita in s5.
Siamo carichi a pallettoni per i playoff e speriamo vada tutto bene.

Ragazzi giusto un altra cosa, che non riguarda la Lupa. Quali novità vi aspettate dal progetto?

Ivan: Su due piedi non saprei dare una risposta significativa.
Posso solo dire che questo progetto, almeno per me, rappresenta un impegno e un divertimento e quindi ringrazio tutti coloro che l hanno inventato e lo stanno portando avanti con una dedizione straordinaria.

Emanuele: Più che una cosa che mi aspetto è una cosa che mi auguro.. mi piacerebbe che altre società “fuffa” seguissero l’esempio del Crema. Il progetto ci guadagnerebbe tantissimo e anche l’esperienza di gioco degli utenti migliorerebbe.

Ringraziamo i presidenti per l’intervista concessa.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Del Prete Antonio

RegoliamoCi

A 2 settimane dalla fine del campionato di serie C la redazione di Offside ha deciso di spiegare il funzionamento dei playoff di C.
Ai playoff sono qualificate tutte le squadre che hanno concluso la stagione regolare dalla seconda alla decima posizione nei tre gironi di C per un totale di 27 squadre. Le seconde di ogni girone più le 2 migliori terze classificate, per un totale di 5 squadre, sono qualificate per il secondo turno mentre le altre 22 squadre sono qualificate per il primo turno.Il primo turno è composto da 11 accoppiamenti da disputare in incontri da andata e ritorno, il secondo turno è composto da 8 accoppiamenti sempre in andata e ritorno.
Dal 2 turno il server sorteggiato il tabellone tennistico fino alla finale(sempre andata e ritorno). In totale si svolgeranno 5 turni per decretare la 4° promossa in serie B.

Differenze con il fuffa.

Innanzitutto bisogna dire che i playoff sono molto diversi dai playoff fuffa, con l’esclusione della vincitrice della coppa Italia di C (se non già qualificata), poiché molto difficile da inserire nel server.
Un’altra differenza è il fatto che i playoff fuffa si dividono in playoff dei gironi e in playoff off nazionali, mentre i playoff pg sono nazionali (già dal primo turno si possono incontrare squadre di un girone diverso)grazie a questa differenza si perde un turno: dai 6 del fuffa (2 turni playoff girone e 4 turni playoff nazionali) ai 5 del pg. Di conseguenza le squadre dal quinto al decimo posto per essere promossi in B devono giocare un turno in meno, mentre le seconde classificate e la peggior terza devono giocare un turno in più. Altra differenza è che tutti i turni del pg sono andata e ritorno mentre nel fuffa i primi due turni sono solo andata in casa della miglior classificata. L’ultima differenza è che gli accoppiamenti del pg è totalmente random, rispetto al fuffa dove i migliori classificati giocano sempre contro i peggiori classificati.


Com’è sarebbero i playoff oggi? Chi gioca il primo turno? Chi è classificato al secondo turno?


Nel girone A, il girone più equilibrato per la promozione diretta, parteciperanno ai playoff 2 squadre tra Venezia(84) Juve Domo(83) e Udinese(81), che si giocano il primo posti, gli altri sicuri sono: Pordenone, Cuneo Longobarda, Albese, Verona e Mantova. Gli altri 2 posti usciranno tra Cuneo (58), Pro Vercelli (57) e Monza (54), con la prossima sfida decisiva che vede contro Pro Vercelli e Monza.


Nel girone B, 8 posizioni sono già matematiche, manca solo chi sale, con l’Empoli che ha 5 punti di vantaggio sull’Americacandy Siena, e chi arriverà al terzo posto con il Tuttocuoio che ha 2 punti di vantaggio sul Perugia e sul San Marino. Ricordo con il terzo posto non si è sicuri al 100% di disputare direttamente il secondo turno. Le altre 5 squadre che sono già sicure di disputare il primo turno sono: Sanremese, Reggiana, Piacenza, Pisa e Sambenedettese.


Nel gruppo C, con il Cagliari già promosso, sono 5 le squadre che sperano di saltare il primo turno, La Lupa Roma(83), il Torres(82), la Casertana(79), il Locri(78) e il Catania(78). La Reggina e il Latina sono qualificate mentre ci sono 2 posti per l’Aquila(51), Fidelis Andria(49) e il Messina(47).

Facendo un riepilogo già 20 squadre sono sicuramente ai playoff, 5 squadre stanno lottando per la promozione, altre 6 squadre stanno lottando per la conquista dei playoff e solo una, il Cagliari, è matematicamente prima e sicura di andare in B direttamente.
Un altro aspetto da analizzare è capire chi sarà la peggior terza, in questo momento è nel girone A, che però ha anche possibilità di salire in B.
Gli ultimi 180 minuti toglieranno ogni dubbio. A tutte le squadre che sono qualificate o che lo faranno in seguito facciamo un grande in bocca al lupo, sperando che i playoff potranno dare visibilità ai giocatori e alle società che meritano grandi palcoscenici

Articolo scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Del Prete Antonio

Saranno Famosi: Francesco Appierto

Punta centrale della Reggina, 19 anni.

Alto 187 cm, per un totale di 83 kg di peso, Francesco Appierto si candida a pieni voti per diventare uno dei migliori riferimenti offensivi. Il suo stato di forma con la Reggina è in continuo aumento, le ultime cinque partite disputate da titolare lo vedono infatti migliorato moltissimo rispetto ai nastri di partenza.

Le più grandi qualità di Francesco risiedono nel gioco fisico, potendo vantare Equilibrio e Forza a 16. Spicca però, sempre in quella categoria, la Massima elevazione a 17, che lo rende davvero insidioso sulle palle alte e sui cross serviti dai suoi compagni di gioco. Un gioco aereo rafforzato dalla sua buona capacità sui Colpi di testa (13).

Appierto è un attaccante abbastanza atipico. La sua finalizzazione è invidiabile, così come la sua grandissima abilità dal dischetto (rigori 16 e freddezza 15), ma a sorprendere sono senza dubbio le qualità mentali. Non c’è una qualità mentale fuori posto in Francesco Appierto, al punto da renderlo affidabilissimo tanto sotto-porta, quanto a smistare i vari palloni in area di rigore. La sua visione di gioco (16) è infatti a dir poco incredibile.

Con la Reggina la punta centrale sta vivendo un buon momento, anche se le statistiche non sembrano (almeno per il momento) premiare queste grandissime qualità. Su venti presenze, infatti, Appierto ha timbrato il cartellino soltanto 9 volte, sfornando un assist.

Con un posto nei playoff ormai certo per la Reggina, Francesco sarà chiamato a migliorare notevolmente il suo score. Con le sue capacità tecniche e mentali noi non ci stupiremmo affatto se ci riuscisse. Il destino della Reggina nei playoff grava sulle tue spalle!

Scritto da Alessandro Caluri

Revisionato da Del Prete Antonio

Omelia del Prete: Locri-Reggina

Marcatori: V.Molinari(L) 20″, F.Appierto(R) 37″, Senatore(L) 43″, F.Appierto(R) 45″, Senatore(L) 54″, F.Appierto (R) 58″, Landolfi(L) 83″.

Locri-Reggina, partita valida per la 35° giornata del campionato di Serie C/C, si è conclusa con il risultato scoppiettante di 4-3 per i padroni di casa.

Il Locri al 20″ passa in vantaggio grazie ad un preciso tiro ad incrociare di V. Molinari, ben servito da un preciso filtrante di Landolfi.

Reggina che trova il pari al 37″ con un ottima azione corale di contropiede: Aprile riceve palla e serve in sovrapposizione Lapi che dopo aver tagliato da sinistra a destra serve un solissimo F.Appierto che non sbaglia il rasoterra.

Match che diventa incandescente tra fine primo tempo e inizio secondo tempo: il Locri al 43″ torna in vantaggio da calcio d’angolo, V. Molinari batte corto per Landolfi che mette un ottimo cross sulla testa di Senatore; due minuti dopo (45″) punizione per la Reggina, Gjetaj mette un cross teso in area di rigore su cui si avventa F. Appierto che sigla il 2-2; sono passati 9 minuti dall’inizio del secondo tempo (54″), altro angolo per il Locri, stesso schema e stesso risultato, 3-2, ma la Reggina non ci sta e dopo 4 minuti ritrova il pareggio, sempre lui, bomber Appierto si fa trovare presente sul bel cross di Wagner, fondamentale il tentennamento del portiere del Locri (Torcoli) sull’uscita.

All’83″ i sogni della Reggina si infrangono, Galimi dalla propria metà campo serve A. Molinari che si ritrova solo davanti al portiere, con grandissima freddezza decide di appoggiarla per l’accorrente Landolfi che non deve far altro che toccarla in rete, 4-3 per il Locri. Un goal che spezza le gambe, e le speranze, della Reggina, per il Locri sarà solo sempllice amministrazione nel finale.

Guardando le statistiche della partita si darebbe per scontato un dominio da parte del Locri che domina su tutte le statistiche, eppure abbiamo visto insieme come la partita si sia sbloccata solo nei minuti finali. Ottimo cinismo sotto porta da parte della Reggina che trasforma in rete la metà dei tiri in porta.

M.V.P. della partita è Francesco Appierto (9.5), autore di una tripletta, che ha tenuto in piedi la Reggina fino alla fine. Meritano una menzione anche Valerio Molinari (9.0) 3 Gianluca Senatore (9.1): il primo autore di un goal e di due assist, il secondo autore di due goal.

Deludono invece, per il Locri, Alessandro Aiello e i restanti difensori, il primo resta fuori dalle 4 azioni goal della sua squadra, gli altri 3 spesso colpevoli di disattenzioni difensive; per la Reggina voto negativo per tutto il reparto difensivo, soprattutto il terzino Perisetti che riceve il voto più basso dell’incontro (6.2).

Scritto da Del Prete Antonio

Revisionato da Daniele Collano

Omelia del Prete: Juve Stabia-Cagliari

Marcatori: Alessandro Gallo(C) 39″

Sono le 12:30 del 6 Aprile 2019, una Domenica come tante altre all’interno all’interno della Realtà Virtuale del Progetto, ma non per il popolo cagliaritano. Si gioca la 36° giornata della Serie C/C, si gioca Juve Stabia-Cagliari.

Il Cagliari è primo in classifica con 87 punti, la Lupa Roma seconda con 82. Mancano poche giornate alla fine del campionato (3), la promozione in B è ad un passo ma nulla è dato per scontato, come si suol dire, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

12:30, Castellamare di Stabia, palla al centro e fischio d’inizio, iniziano 90″ di apnea per il popolo cagliaritano.

Una partita sulla carta facile direbbero molti, ma così non è. La Juve Stabia attacca dal primo minuto, il Cagliari sembra soffrire il peso della gara, la Juve Stabia attacca e il Cagliari riparte. Padroni di casa che sembrano tenere meglio il campo ma così non è. Scocca il 39″, Alessandro Gallo viene servito da Arcadio e la insacca magistralmente, un grido si eleva dagli spalti settore ospiti, un grido si eleva dalla Sardegna e riecheggia per tutta la penisola italiana.

La Juve Stabia non ci sta, non vuole perdere in casa, non vuole regalare una vittoria così facilmente agli avversari e attacca, attacca e concede spazi che il Cagliari non riesce a sfruttare a dovere. Ogni tiro in porta dei padroni di casa è un battito perso per i tifosi cagliaritani.

Triplice fischio, partita che finisce sullo 0-1 per il Cagliari, un’occhio agli altri risultati, la Lupa Roma pareggia in casa col Campobasso. I Lupi fermano la Lupa e parte la festa in Sardegna, +7 dalla seconda a meno due dalla fine, promozione diretta in B e vittoria del Campionato.

Come si evidenzia dalle statistiche è stata una partita combattuta ad armi pari. Juve Stabia con maggior possesso palla (54%), con più tiri nello specchio (7 a 6) e con un’ottima percentuale di contrasti vinti (90%). Cagliari che dal canto suo tira (26 tiri a 17) anche se la maggior parte vanno fuori.

Partita spigolosa con ben 4 ammonizioni (1 per la Juve Stabia e 3 per il Cagliari).

Juve Stabia che sbaglia anche una chiara occasione da goal. Se fosse entrata avremmo parlato di tutt’altra partita.

M.V.P. del match Stefano Cotta del Cagliari ma una menziona d’onore va fatta anche a Alessandro Gallo (autore del goal che vale la B diretta) e a Davide Gualtieri che prende 7.3 in pagella, a riprova di quanto il match sia stato sofferta. Per la Juve Stabia i migliori in campo sono Ferrari e Borrelli, rispettivamente 7.2 e 7.0.

Peggior in campo per il Cagliari bomber Puddu capocannoniere di questa squadra ma fantasma durante questa partita. Per la Juve Stabia brutta prova da parte di Bucciero, anche lui attaccante e anche lui in ombra per tutto il match.

Messina: Una nuova ma brillante realtà

Buonasera presidente Roberti , per iniziare la nostra intervista ti volevo chiedere perché avete scelto di avere una squadra affiliata?

Noi abbiamo scelto di avere una squadra affiliata perchè crediamo che sia molto utile avere una cantera dove far crescere, sia in termini tecnici che di attività, i neo iscritti al Progetto.

E perché avete scelto proprio il Messina?

Quando si è presentata l’occasione di scegliere, abbiamo dato un occhiata al Girone C di Serie C, in modo da non allontanarci troppo, in termini geografici, dalla squadra principale. Abbiamo scelto il Messina ricollegando un pò le nostre radici storiche che accomunano Napoli con la Sicilia.

Chi è il ds e l’allenatore? Presentali.

L’Allenatore è Salvatore Ponticelli, lo stesso Allenatore che guida la prima squadra, riteniamo sia abbastanza importante affidare gli stessi schemi, e moduli, alla squadra affiliata, in modo da far abituare e a far assimilare tutte le indicazioni ai canterani che il Mister usa in prima squadra. Il DS invece è Marco Auritano, come da regolamento, lo stesso Direttore Sportivo della prima squadra.

Parlami del vostro giocatore,Luongo:com’è e che ruolo potrà avere nel progetto.

È un profilo molto interessante, è un attaccante che ha già totalizzato 13 goal in 12 partite, pecca un pò fisicamente ma lo trovo bello carico ed attivo, voglioso di raggiungere i propri bonus attività, se continua così ha le possibilità di salire in prima squadra.

Facciamo un passo indietro.
Secondo te per le neo-squadre perché è difficile trovare giocatori? È un fatto legato ai pochi nuovi membri o un fatto di poca pubblicità?

Credo sia difficile aggiudicarsi un neo iscritto vista la tanta concorrenze di squadre che cercano di costruire la propria rosa, è un gruppo sempre in piena espansione non credo che il problema principale sia il poco numero di iscritti visti i numeri. Purtroppo molti gruppi non consentono lo spam e quindi questo penalizza molto la pubblicità.

Secondo te chi sale e chi va ai playoff nel girone c?

Per me sale il Cagliari, per i Playoff tutte le squadre attualmente dentro sono abbastanza tranquille e quasi certe di disputarlo, l’unica posizione a rischio è proprio la nostra dove ci sono altre 2-3 squadre in lotta con noi per l’ultima posizione disponibile.

Un ultima domanda, quali sono i vostri progetti futuri?

Sicuramente in primis quello di arruolare neo-iscritti, sotto questo aspetto siamo molto indietro, ci sono molte squadre già abbastanza formate e dunque questo ci penalizza sull’appeal di essere scelti, la concorrenza è tanta. L’obiettivo principale è comunque quello di far crescere e formare i neo-iscritti e cercare di far fare il grande salto a coloro che si rivelano molto attivi ed interessati.

Un in bocca al lupo al Messina, che possa raggiungere la tanto agognata promozione, e al Napoli sua squadra madre.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Antonio Del Prete

Saranno Famosi: Fiore Gabriele Giordano

Terzino sinistro della Juve Stabia, 17 anni.

Dopo Davide Velluso ci troviamo a parlare di un altro talento cristallino della Juve Stabia, ossia Fiore Gabriele Giordano. Il terzino sinistro ha qualità tecniche e fisiche di grandissimo livello, su cui spiccano i contrasti a 16 ed i cross (anch’essi a 16), che lo rendono perfetto non solo per la fase difensiva, ma anche quella nella trequarti avversaria. Capace di sovrapporsi eventualmente al trequartista (o centrocampista) sinistro, può mettere in mezzo dei cross velenosissimi per la retroguardia avversaria. Il suo senso della Posizione, a 16, lo aiuta anche in questo.

Nonostante i soli 17 anni d’età, Giordano possiede delle qualità mentali davvero molto buone, che possono migliorare incredibilmente in futuro. Proprio per questo, nell’ottica di un suo potenziamento, un innalzamento della PA potrebbe fare proprio al caso suo. La Determinazione a 16, infatti, potrebbe garantirgli un miglioramento “gratuito” di alcune skill utili soltanto scendendo in campo e allenandosi.

Le sue grandi qualità tecniche, unite alle ottime prestazioni sfoderate con le Vespe in prima squadra, gli sono valse la convocazione nell’under 19 italiana allenata da Giacomo Sedda. Una convocazione che è arrivata alla luce, anche, della sua grandissima attività nel Progetto.
Con la maglia giallo-blu della Juve Stabia Giordano ha giocato un totale di 14 partite, collezionando finora un gol, due assist (di cui 1 nelle ultime cinque partite) e 5 ammonizioni, con una media voto molto alta pari a 7.29.

Fiore Gabriele Giordano ha già ora, di per sé, delle qualità tecniche e fisiche incredibilmente alte. Nel suo futuro, grazie ai potenziamenti che arriveranno a fine stagione, non possiamo che vedere una marea di successi. Non ci resta che augurargli il più roseo dei futuri.
Perché no, anche ringraziarlo per partecipare al nostro Offside.

Scritto da Alessandro Caluri

Revisionato da Antonio Del Prete

FM Sound #1: Alberto De Donatis


Di Valerio Cicchinelli. Grafica a cura di Simone Bonaldi


Il calcio è un sport universale. Quest’affermazione per quanto possa sembrare troppo netta, ha in se più di un fondo di verità. Aldilà dei numeri e della grandezza di questo fenomeno sportivo infatti, c’è tutto un affresco di storie ed episodi che vanno a legarsi con le varie fasi della vita della società e delle persone in generale. Dalle tradizioni orali dei nostri nonni, vecchi tifosi ancora legati ad una visione romantica del gioco, agli eventi politici legati a doppio filo con i delicati equilibri internazionali, tanti sono gli aneddoti che è possibile ritrovare nella cultura di massa, che nutre e si nutre di quelle che sono le emozioni e le vicende espresse da questa attività sportiva. Tra i tanti campi interconnessi con questa è innegabile come la musica occupi una grande fetta della scena. Ogni squadra ha il suo inno, ogni competizione la sua sigla, ogni tifoseria la sua canzone e ogni giocatore il suo coro. Tanti i momenti accompagnati da una colonna sonora che diventa simbolo e impalcatura di un ricordo indelebile. Pensiamo a ” Seven Nation Army ” dei Whitestripes per esempio, trasformatasi da canzone simbolo di certo Alternative/Rock a vera e propria mania dopo la vittoria dei mondiali del 2006. Oppure alla bellissima ” Grazie Roma ” di Antonello Venditti, scritta da un cantautore innamorato del calcio e della propria squadra, la Roma per l’appunto, capace così di legare ancora di più una tifoseria forte ed orgogliosa come quella romanista. E ancora gli show per gli eventi più grandi, l’inno della champions, i brividi allo stadio quando sentiamo un coro cantato da 40000 anime unite da una sola passione. Insomma la musica, che è già elemento fondamentale della nostra comunicazione, è decisamente legata a doppio filo con il calcio e le sue storie. Per questo motivo abbiamo deciso di aprire questa rubrica dove andremo ad intervistare gli elementi del campionato di FM proponendo loro di raccontarci attraverso le loro preferenze musicali, opinioni e sensazioni legati ad un giocatore, una partita o all’anima stessa del progetto. Un nuovo e inedito punto di vista dunque, attraversato da note e liriche che potranno dirci qualcosa di più su come viviamo questa passione e su quanto sia forte il legame tra musica e pallone.

Per l’occasione abbiamo deciso di invitare a questa prima intervista uno dei volti più noti del nostro progetto, la persona che ad ogni live ci dona perle su perle con la sua ironia, le sue espressioni e anche con la sua cultura. Stiamo parlando ovviamente di Alberto De Donatis, admin di Progetto Gaming e già Ct della Nazionale Italiana, capitano e Ds del Genoa e Ds del Crema. De Donatis ha più e più volte dimostrato il suo grande amore per la musica e dato il ruolo abbiamo pensato che fosse giusto partire proprio con lui per quella che speriamo possa divenire una rubrica di confronto, scambio e divertimento. Nell’intervista effettueremo sia delle domande relative al progetto, le domande in FM, sia sulla vita privata, quelle AM.  Mettetevi dunque comodi, si parte con la intervista di FM SOUND.


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Buonasera Sig. De Donatis, “Progetto X”  innanzitutto la ringraziamo per averci concesso quest’intervista. Sappiamo della sua grande passione e ci è sembrato naturale cominciare questo percorso partendo proprio da lei e dal suo punto di vista. Prima di passare però alle domande specifiche le chiederei di raccontarci il suo amore per la musica, quella che sente più adatta a se e le band che hanno influito maggiormente sulla sua crescita personale.

Buonasera Progetto X, che piacere! Il mio amore per la musica, eh, quanto tempo avete? Sono cresciuto ascoltando un po’ passivamente Queen e Michael Jackson e un po’ di britpop, causa sorella maggiore. Negli anni del liceo ho cominciato a virare verso un approccio più personale, ma è stato il primo anno di università ad aprirmi le orecchie. Avevo tanto tempo a disposizione, ero per la maggior parte del tempo solo e con finalmente una buona connessione internet. Ricordo ancora adesso il momento in cui ho ascoltato per la prima volta, a luci spente, ” Interstellar Overdrive ” dei Pink Floyd: mi ha trapassato il cervello. Da lì i gusti si sono ampliati ed evoluti; dovessi indicare due generi preferiti andrei sul post-punk/new wave di Joy Division, The Cure e simili da un lato, e sull’alternative rock anni 90 dall’altro. Band che hanno influito ce ne sono parecchie: HIM e Queen agli inizi, Pink Floyd in maniera enorme, Beatles a carrettate, ancora Joy Division, vissuti come una malattia, Cure, Oasis, Smashing Pumpkins come una bella passione, David Bowie a corrente alternata, Nirvana e Pearl Jam per testa e cuore, Ministri da fanboy. Chi mi ha portato a suonare la batteria invece sono stati probabilmente i System of a Down.

Volendo parlare di lei nella vita di ogni giorno, cosa può dirci circa la sua professione? Qual è il lavoro di Alberto e quale canzone pensa possa descrivere il ruolo e il suo impiego?

La mia professione? Insegnante di inglese. Cerco sempre di infilare citazioni di canzoni o di far rapportare i ragazzi ad una musica che, nella quasi totalità dei casi, è percepita come “vecchia” o “troppo difficile”. Per descrivere il mio lavoro userei “A Day in the Life” dei Beatles: la straordinarietà della vita quotidiana, elevata a livelli lirici e musicali incredibili.

A proposito di scuola, ci interesserebbe il suo punto di vista circa lo stato della stessa, la sua condizione e la colonna sonora che potrebbe raccontare al meglio l’attuale condizione di questo elemento culturale così fondamentale per la società.

Lo stato della scuola non è positivo. Servirebbero più risorse, e si parla di tagli. Servirebbe più chiarezza, e aumenta la burocrazia. Ultimamente sono rimasto scottato e decisamente amareggiato dalla mancanza di etica e di responsabilità di alcuni miei colleghi. Non sono un ottimista di mio, ma per alla scuola dedico “Day of the Lords” dei Joy Division: “There’s no room for the weak, where will it end?”.

Ultimamente sappiamo che è stato alle prese con un trasloco e con la sistemazione di una nuova casa. Conoscendo la fatica e l’impegno che questo comporta, qual è, se c’è stata, la musica che ha accompagnato questo spostamento e con quali brani identificherebbe le due abitazioni, sia quella nuova che quella vecchia?

Che bellissima domanda, non ci avevo pensato. C’è stata tanta musica in questa piccola casa sul mare in questi 6 anni, e spero ce ne sarà altrettanta in quella nuova in collina, vicini permettendo. Ci sono stati momenti bellissimi e pagine terribili che mi rimarranno per sempre cucite addosso. Direi “Here is the House” dei Depeche Mode per quella che sto per lasciare e “Brand New Start” degli Alter Bridge per quella nuova.

Capitolo vita privata: senza voler essere indiscreti ciò che ci intriga sapere è se c’è un autore che sente più vicino a quella che è la sua storia personale. L’artista insomma che attraverso le sue liriche e i suoi testi riesce sempre a farle ritrovare un paragone o ricordo rispetto a quello che è il suo presente.

Come tutti ho la sensazione che delle volte le canzoni parlino proprio a te, che siano state scritte spiandoti dal buco della serratura. Nei periodi più bui ho avuto un legame fortissimo con Ian Curtis dei Joy Division e Roger Waters dei Pink Floyd. Ma se dovessi scegliere una canzone che mi centri perfettamente, “Release” dei Pearl Jam. Parla del rapporto di Eddie Vedder con suo padre, figura fondamentale che non c’è più. Quando al loro concerto dell’anno scorso, hanno aperto proprio con quella canzone, sono scoppiato in un pianto a dirotto. “Dear Dad, can you see me now? I am myself, like you somehow”.

Cercando qualche informazione in più su di lei, abbiamo scoperto dei trascorsi radiofonici avuti qualche tempo fa. Sappiamo anche che questa rappresenta una sua grande passione. Nell’ambito di quest’ultima come è arrivato a fare questa esperienza e come si poneva Alberto De Donatis verso i propri ascoltatori?

La radio si. In realtà era la prima volta che mi cimentavo con questo medium. Avevo già presentato manifestazioni qui nel Ponente ligure, soprattutto di stampo musicale, ma il coinvolgimento diretto, cieco ma profondissimo, della radiofonia mi ha conquistato. Progetto Gaming aveva intenzione di aprire una collaborazione con la webradio ” RadioSpeed “, e così Filippo Ballarini mi ha proposto la cosa, questo prima che diventassi admin di Progetto FM nel Maggio 2018. Sarà per la musica, sarà per la voce magari, non saprei. In ogni caso mi sono molto divertito ;era bello sapere che diverse persone da tutta Italia si ritagliavano un piccolo spazio per ascoltare me, i miei ospiti o le mie scelte musicali. Intimo, ma splendido.

C’è un brano legato alla sua squadra del cuore, un inno o comunque qualcosa che le riporta alla mente dei bei ricordi relativi al calcio giocato ?

Sono interista, quindi i bei ricordi scarseggiano! Scherzi a parte, sarebbe facile citare gli inni della squadra. E allora vi dico “You Get What You Give” dei New Radicals; oltre al titolo che racchiude bene l’essenza dell’Inter, mi riporta alla mente al 1998, a Ronaldo, a quell’Inter adolescente, piena di sogni e amarezze.

FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

Passiamo al progetto FM dunque. La prima cosa che mi viene da chiederle è di assegnare un testo o una citazione, ovviamente corredata della relativa musica, al rapporto che ha con il suo compagno di live, ovvero Filippo Scudetto Ballarini.

Mamma mia, dovrei assegnargli qualcosa di orribile, visto che Fil è musicalmente un unno! In realtà in live ci troviamo bene. Così come mi trovavo bene con Ale ( Alessandro Pironti , ndr. ), e sono felice di assegnargli “The Pretender” dei Foo Fighters. Non che lui faccia finta, ma in fondo quando andiamo in live un po’ di cinema lo dobbiamo fare. E in ogni caso ha scelto lui questa traccia come protagonista della sua umiliazione canora al TwitchCon di Berlino!

Se dovessi io chiederle di esprimere attraverso uno strumentale o un accompagnamento orchestrale quello che per lei rappresenta tutto il progetto gaming ed FM, quale sarebbe la sua risposta e quale sensazione in particolare le restituisce la partecipazione della community.

Un misto tra ” Comfortably Numb ” dei Pink Floyd e ” Tubthumping ” dei Chumbawamba. Ovvero, costruzione di qualcosa di semplice, ma potente ed emotivo, mischiato con un casino inverecondo. Proviamo a mixarle insieme! Anzi no vi prego, non fatelo.

Ct della Nazionale, DS del Crema, Ds e capitano del Genova. Per ognuno di questi ruoli ci può suggerire una canzone o un album che le viene in mente pensando ad ogni singola esperienza e ruolo da lei assunto ?

Ci proviamo!

Ct della Nazionale: ” Stairway to Heaven ” dei Led Zeppelin. Che altro posso sperare di raggiungere?

DS del Crema: qualcosa dei Cream, per ovvie ragioni, “Sunshine of Your Love”!

DS e Capitano del Genoa, spesso inscindibili: ” Silverfuck ” degli Smashing Pumpkins, che saliscendi!

Al Crema la panchina è affidata ad un altro volto noto del campionato, cioè Alessandro Pironti. Qual è il rapporto con il suo allenatore e quale musica, secondo lei, sarebbe più adatta a descrivere quest’ultimo.

Ale è molto più del mio allenatore al Crema, è una figura fondamentale nel gioco e un amico, oltre che un grande intenditore di musica. Mi viene, non so perchè, “All the Young Dudes”, scritta da Bowie per i Mott the Hoople, da dedicare a noi due ragazzini ultratrentenni.

Campionati e nazionali: per ognuna di queste competizioni una colonna sonora. Quale?

Serie A: ” Princes of the Universe ” dei Queen, da dedicare a Lazio e Cremonese e ai rispettivi mister che hanno ucciso il campionato.

Serie B: ” My Favourite Game “, The Cardigans. Musica da auto se ce n’è una, con tutti che scappano, rallentano, si sorpassano.

Serie C: ” Anarchy in the UK ” dei Sex Pistols. E chi ci capisce qualcosa? Disordine organizzato.

La mia nazionale è una superband, ma non alla “We are the World”, bensì più alla Audioslave. Andiamo con “Cochise”. Le under sono qualcosa di giovane e minaccioso, tipo “Violence” dei Blink-182. Il Senegal? ” Sex On Fire ” dei Kings of Leon.

In questa intervista abbiamo voluto indagare un po’ sulla sua persona e i suoi punti di vista. Ci sembra però interessante sapere quale associazione le viene in mente rispetto a noi, cioè a ” Progetto X “.

Progetto X in una canzone, vediamo.: direi ” Informer “, di MC Snow.

Ci nomina gentilmente dei giocatori che per lei sono da considerare dei top del progetto e quelli che considera possano essere degli astri nascenti delle varie competizioni? Nemmeno a dirlo, con una canzone, ovviamente..

Calciatori fortunatamente ne abbiamo tanti, è una community molto positiva. Purtroppo a livello musicale andiamo male, specialmente nel mio povero Genoa. Dai, faccio un elenco, ma di utenti in generale.

Salvatore Campagna: ” Master of Puppets ” – Metallica. Non devo spiegare, vero?

Federico Gallarato:  ” Everlong “- Foo Fighters. Giganti del suono, ma con dolcezza qui.

Paolo Di Stefano: ” Noi Fuori ” – Ministri

Paolo Puzzer & Veronica Di Paolo: ” Old School Hollywood ” dei SOAD (System of a down, ndr. ). Semplicemente me li ricordano.

Nicholas Michelini: ” Beautiful Disaster ” dei 311

Danilo Trojer: Direi ” La Crisi ” dei Bluvertigo.

Paolo Bianchi: qualcosa di figo e di acchiappafighe, tipo ” Sweet Child O’ Mine ” dei Guns n’ Roses.

Nicola Filippone: ” Genova per noi ” di Paolo Conte

Mark Aperio: ” Johnny Come Home ” – FYC ( Fine Young Cannibal, ndr. ). Torna a casa!

Claudio Però: ” Blasphemous Rumours ” dei Depeche Mode

Yuri Monti: qualcosa degli Slipknot, data la maschera. ” Duality” dai.

Piergaetano Fulco: REM con ” The One I Love “. ( Qui DeDonatis ci mima il gesto del cuore, ndr. )

Giacomo Sedda: John Lennon con ” Working Class Hero “

Angela Iadicicco: Lady – ” Modjo “

Salvatore Grassadonia: Lynyrd Skynyd con la loro ” Freebird “. Parte lenta, ma ti travolge.

Mariano Pizzuti: ” Foxey Lady ” di Jimi Hendrix

Luca Franceschi: Zero Assoluto. No scherzo, non posso. Non ce la faccio. Andiamo con qualcosa di irlandese, ” New Year’s Day ” degli U2.

Davide D’Alessandro: The Cure e la loro ” Close to me “.

Daniele Collano: ” Money ” dei Pink Floyd.

Pippo Gambardella: ” I Will Follow ” degli U2.

Donato Sodano: ” Painkiller ” dei Judas Priest. In realtà non c’entra niente con lui, ma era abbastanza minacciosa per il suo ruolo da ranger.

Luca Maso: tutto l’album ” Songs for the Deaf ” dei Queens Of The Stone Age. Gli si addice il titolo.

Luigi Frunzio: ” White Riot ” dei The Clash.

Andrea Conte: ” Monkeywrench ” dei Foo Fighters.

Giovanni Minnicelli: “From Me To You ” dei Beatles. Easter egg!

Gabriele Marchi: ” Teen age Riot ” dei Sonic Youth.

Riccardo Serafini: ” Learn to Fly ” dei Foo Fighters.

Gioacchino Giamberduca: ” Thunderstruck ” degli AC/DC.

Gianluca Pattarozzi: ovviamente il mio coro per lui in inglese.

Nico Scardace: ” Black ” dei Pearl Jam. Povero cuore spezzato.

Claudio Franco: qualcosa di alto livello, tipo Battiato. Facciamo ” Prospettiva Nevskij ” .

Luca Brian Santoro: faccio scegliere a lui, immagino qualcosa di Brutal.

Angelo Giraldi: ” Polaroid #25 ” dei Kill Kenny, lui sa.

Dovesse decidere una colonna sonora ufficiale di questa intervista, quale sarebbe ? E quella dell’intero progetto FM?

Colonna sonora per questa intervista? Abbiamo citato così tanta musica e così diversa che mi viene in mente solo ” London Calling ” dei Clash, un mix geniale di stili e generi.

In conclusione, ci consiglia a noi e ai nostri lettori, qualcosa da mettere in cuffia e ascoltare con voglia e curiosità?

Consigli per gli ascolti, dunque; Come avrete capito sono legato ad un certo tipo di musica “passata”, quindi consigliare qualcosa diventa difficile. Potrei dire Zen Circus o Sunny Day Real Estate, ma in realtà mettete su un bell’album, ascoltatelo tutto dall’inizio alla fine e cercate di capire cosa vi lascia, in quanto a musica e parole. Unknown Pleasures dei Joy Division, The Wall dei Pink Floyd, Low di David Bowie, Revolver dei Beatles, Ten dei Pearl Jam. Ascoltate musica, tanta, col cervello e col cuore. Poi scegliete.

Grazie ancora per la disponibilità, il tempo e le bellissime risposte che ci ha dedicato. E’ stato un vero piacere poter parlare con lei di musica.

Che intervista meravigliosa, è stata una delle cose più stimolanti che abbia mai fatto, grazie di cuore.


A conclusione di questa prima intervista, così come di tutte quelle che verranno, vi lasciamo con un’ultima una piccola sorpresa: alla fine di ogni articolo infatti, troverete di volta in volta una playlist Spotify dove saranno raccolte tutte le canzoni scelte, in modo da poterle ascoltare e poter comprendere ancora meglio le intenzioni delle varie personalità facenti parte del progetto. Non ci resta che augurarvi un buon ascolto.



Alcuni brani potrebbero essere assenti perché non reperibili su Spotify.

Last day of June: gratis su Epic Games

Sviluppato da Ovosonico, una casa sviluppatrice nostrana che merita attenzione, è da oggi gratuito fino al 4 Luglio Last day of June, una storia profonda che spinge a domandarsi sull’amore, un’avventura grafica a enigmi accompagnata dalla colonna sonora di Steven Wilson dei Porcupine Tree, in grado di emozionare il videogiocatore.

Link al gioco:
https://www.epicgames.com/store/it/product/last-day-of-june/home?lang=it&fbclid=IwAR1BxavlHe47vC501g1MAIzMK5qfet4n7tX51VpdlxsGGlZL4IjYjrg4eXs

Progetto Gaming – Torino, un derby storico

Intervista con gli allenatori delle due squadre che si fronteggeranno per i quarti di EL.

L’Europa League approda agli ottavi di finale e, con tutte le italiane vittoriose nel turno precedente, per la prima volta le urne ci regalano uno scontro diretto tra due squadre di Serie A per il passaggio del turno.

Almeno un’italiana giocherà i quarti di finale, sarà quella che emergerà dalla sfida tra il Progetto Gaming, di mister Casalati,e il Torino dai sapori sardi, di Giacomo Sedda.

La prima è una società storica, nata all’inizio del progetto, e presieduta da Alessandro Pironti. Proprio lui, che inizialmente ricopriva anche l’incarico di allenatore, ricorda di una prima stagione non proprio brillante e di una coppia d’attacco formata, all’epoca, da Giroletti e dall’ancora attivo Borriello del Bologna, il quale avrebbe segnato la prima, storica rete del Progetto Gaming.

Il Torino ha avuto una genesi più travagliata, come ci racconta lo stesso Sedda, all’epoca giocatore, inizialmente aggregatosi alla rosa per ragioni di tifo in mancanza del suo Cagliari. La prima stagione inizia però col piede sbagliato, così Sedda prende posto sulla panchina della squadra, in piena zona retrocessione, e nomina Maurizio Deidda come DS. Con loro alla guida, il Toro manca la qualificazione europea per un soffio. Una cordata di imprenditori darà poi origine alla società attuale, di cui fanno ancora parte giocatori storici come il già citato Deidda e Pennisi.

Stiamo dunque parlando di due squadre con una storia consolidata e che nell’ultima stagione hanno dimostrato di meritare un posto tra le grandi, non solo del nostro campionato, ma – come testimonia la sfida che li attende – anche a livello europeo. Per celebrare questo inedito derby e capire il clima che aleggia nei due spogliatoi, abbiamo cercato di fotografare il momento di entrambe le squadre coi rispettivi allenatori.

Casalati, congratulazioni per questa qualificazione: dopo un’ottima vittoria a Zagabria, il 2-0 in casa ha messo il punto esclamativo sul passaggio del turno. Siete anche reduci da una roboante vittoria sulla Fiorentina: ritiene che la squadra stia attraversando un particolare momento di forma o è merito di una buona preparazione tattica?

(Cas.) “Grazie mille. Secondo me tutte e due le cose. Diciamo che aver inanellato qualche vittoria consecutiva ci ha ridato grande morale e questo aiuta molto. In più, il fatto che continuiamo a essere una delle migliori difese del campionato, ma abbiamo aumentato il numero di gol fatti, è chiaramente sintomo sia di ottima forma fisica e mentale che di solidità tattica, oltre che di una rosa eccellente e fortemente competitiva”.

Di contro, il Torino ha ben figurato con una netta vittoria in casa dello Zenith. Anche contro di voi disputeranno l’andata fuori casa, siete preoccupato di cosa metterà in campo mister Sedda per cogliervi impreparati?

(Cas.) “Ogni avversario preoccupa, deve farlo. Non avere un minimo di timore nei confronti dell’avversario porta inevitabilmente alla sconfitta. Detto questo andremo a giocarcela a viso aperto come facciamo sempre, anche contro una delle squadre più in forma e pericolose del nostro campionato”.

Mister Sedda, complimenti anche a voi per la qualificazione, ipotecata fin dall’andata in Russia e che, come sottolineato da Casalati, vi proietta come una delle squadre più in forma del momento. Ritenete di arrivare alla sfida coi favori del pronostico?

(Sed.) “Metto un 50/50. Non ho ancora avuto modo di studiare come giochi il Casalati nazionale, quindi dipenderà da quanto tempo potrò dedicare allo studio della tattica del PG. Al momento confido di potercela fare, ma vedo le nostre chance come eguali”.

Vi giocherete l’andata in trasferta, avete già un’idea di come impostare il match per replicare il risultato di San Pietroburgo?

(Sed.) “Sicuramente cercherò di replicare la goleada nel primo tempo, che ultimamente sta diventando un “marchio di fabbrica” del Toro, segnare subito per amministrare. Segnalo che Fagone è al momento il portiere con più cleansheet della serie A”.

Dove credete possiate colpire il Progetto Gaming, squadra solida che ha dimostrato, anche con la sonante vittoria in campionato con la Fiorentina, di attraversare un buon momento di forma?

(Sed.) “Penso di colpire sul mister, impedendogli di connettersi al server”.

Casalati, ritiene che affrontare una squadra di Serie A, contro cui siete abituati a giocare durante la stagione, rappresenti un pericolo o un vantaggio?

(Cas.) “Entrambe le cose, perché se da una parte è vero che affrontare una squadra che si conosce e si è già affrontata può dare un vantaggio, è altrettanto vero che gli allenatori del nostro campionato sono molto meno prevedibili di quelli dei campionati esteri. Sicuramente sarà più divertente, questo sì”.

Ha intenzione di cambiare qualcosa rispetto ai titolari che stanno facendo così bene, per mischiare un po’ le carte in tavola e confondere gli avversari?

(Cas.) “Io sono un grande amante delle rotazioni della rosa. Sono dell’idea che la nostra sia una rosa di ventuno giocatori che sarebbero tranquillamente titolari in tutte le altre squadre di A, quindi faremo come sempre: tra andata e ritorno giocheranno tutti, nel limite del possibile ovviamente”.

Sedda, il ritorno si disputerà in un’infuocata Torino e i vostri tifosi, notoriamente fedeli, si aspetteranno di poterci arrivare con la qualificazione già a portata di mano. Sarà così? Se la sente di far sognare i fan, promettendo una finale Europea?

(Sed.) “All’inizio del cammino europeo un dirigente del Toro mi ha, diciamo, canzonato quando ho detto che scommettevo molto sull’Europa League. Ora che siamo molto vicini al risultato ci tengo a salutare il Conte che non si fidava delle mie capacità! Sì, spero di vincerla, onestamente. So che sarà difficile perchè ora inizieranno tutti i derby umani…”.

Quali erano le vostre ambizioni a inizio stagione, mister? Come valuta questa qualificazione agli ottavi di EL?

(Sed.) “Confermarci, nel vero senso del termine. Molti dei nostri giocatori sono giovani in senso progetto, ci serviva confermare l’ossatura, migliorare in attività (cosa che stiamo facendo) e cercare di iniziare a puntare più in alto. L’obiettivo minimo era riqualificarsi in Europa ed iniziare a rompere le palle alle squadre più forti”.

Direi che state procedendo sulla strada giusta! Una vittoria rotonda contro la Lazio e 3 punti preziosi contro il Genoa nelle ultime due partite, ma l’Atalanta continua a stupire e il Napoli non molla, pur non convincendo del tutto: col Crotone saldamente al 5° posto, quanto sarà difficile qualificarsi in EL anche per la prossima stagione e cosa dovrà cambiare in casa Toro per non farsi scappare l’obiettivo? Siete delusi fin qui dal percorso in campionato?

(Sed.) “Son deluso, ma perché avremmo potuto avere meno problemi. Col Crotone alle prime di campionato sono stato buttato fuori, quindi ho perso una partita non giocandola, ahimé. Ma il campionato è ancora lungo, ci sono ancora molte partite da giocare e noi speriamo di poter recuperare i punti persi con questo sprint finale”.

Mister Casalati, con Lazio e Cremonese ad ammazzare il campionato nostrano, il PG si ritrova a lottare per un terzo posto ancora non scontato, contro una Juventus a sua volta attesa a Lione per una difficile trasferta. Ritenete che gli impegni europei debbano avere la priorità su un piazzamento che ha ormai un significato relativo o che, viceversa, sia importante onorare un campionato ancora lungo, per non rischiare di rovinare l’intera stagione?

(Cas.) “Ovviamente la prima cosa che passa per la testa a tutti noi, a partire dagli allenatori fino ad arrivare ai giocatori, è quella di lottare su tutti i fronti e provare a vincere tutto quello che si può. Ovviamente anche noi ci proveremo, ma senza dare per scontato che questo terzo posto ormai sia nostro di diritto. La priorità resta comunque arrivare in Champions il prossimo anno, ma finché avremo modo di lottare per qualche trofeo continueremo a farlo”.

Guardando anche al futuro, quali crede siano i punti forti della rosa a sua disposizione e dove, invece, è necessario migliorare per ambire a risultati più importanti?

(Cas.) “I nostri punti di forza sono senza dubbio la solidità del gruppo e la grande passione e attenzione che i nostri ragazzi hanno nei riguardi della squadra. Siamo tutti in sintonia e in grandi rapporti di amicizia, senza contare che anche a livello tecnico vantiamo elementi di ottimo livello e altri che lo saranno molto presto. Inoltre a fine anno avremo anche Bazzani che arriverà dalla Casertana e sarà una freccia in più al nostro arco. Forse potremmo pensare di cercare un terzino sinistro in più, giusto per avere maggior copertura nel ruolo, ma al momento pensiamo a fare bene quest’anno, il prossimo si vedrà”.

Posso chiederle se la vedremo ancora sulla panchina del PG per la prossima stagione, o ritiene che la sua conferma passi necessariamente attraverso i risultati in Europa?

(Cas.) “Io e il presidente (Pironti, N.d.R.) siamo sempre andati d’accordo sul fatto che se c’è bisogno di muoversi sul mercato si debba farlo solo per giocatori veramente di grande livello o potenzialmente tali. Quindi il metodo sarà quello. Cosi come siamo d’accordo che non centrare l’Europa che conta con una rosa del genere sarebbe da considerarsi un po’ una sconfitta, e io stesso sarei il primo a mettermi in discussione in caso non succeda. Comunque spero di poter restare su questa panchina a lungo e di regalare più di qualche trofeo alla società, che sicuramente merita di vincere il più possibile”.

Per quanto riguarda il Torino, pensando al futuro questa qualificazione porta ossigeno alle casse societarie, immaginiamo: reinvestirete le entrate in miglioramenti della rosa?

(Sed.) “Non credo.La maggior parte (90%) dei giocatori sono attivi e forti, abbiamo un buon numero di prestiti in giro che stanno facendo bene. Sarebbe forse più corretto dire che investiremo in stipendi, ma sul mercato ci muoveremo veramente poco, salvo occasioni spettacolari”.

Vuole farci un nome di una “occasione spettacolare”, un suo pupillo che prenderebbe ad occhi chiusi se si presentasse l’opportunità?

(Sed.) “Il pupillo lo sa, potrebbe arrabbiarsi la squadra forse. Ne nomino due: Luca Franceschi del Bologna e Riccardo Serafini, ora al Parma”.

Naturalmente li prendiamo come semplici attestati di stima ai giocatori e di conseguenza agli allenatori e ai DS che hanno fatto un buon lavoro con loro. Vorrei lasciarla chiedendole un pronostico sulla sfida di Europa League: chi la spunterà e chi sarà il giocatore decisivo?

(Sed.) “Torino ed il Totano”.

Casalati?

(Cas.) “Fare un pronostico su una partita del genere sarebbe come fare 6 al SuperEnalotto senza giocare la schedina, a mio avviso. Però di una cosa sono certo: saranno due scontri pieni di emozioni, che saranno decisi quasi sicuramente da un’invenzione tattica di uno tra me e il caro Sedda”.

Non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo ad entrambi gli allenatori, augurandoci che la sfida sia divertente e tesa come entrambi sembrano presagire e magari, chissà, vedremo proprio una di queste compagini giocarsi la finalissima.