Articoli

La famiglia della Pro Vercelli

Oggi parliamo di una squadra gestita da dei delinquenti e da pochi di buono, scherzo! … O forse no… Ciò non toglie che questa squadra è come una piccola famiglia chiamata Pro Vercelli.

Come detto in precedenza questa squadra è gestita da dei veri delinquenti.
I presidenti della società sono ben 5:
Luca Amodori, Marika Calcagno, Simone Bonaldi (anche Market manager), Alessandro Gallaroni(anche Direttore sportivo) e Luca Santoro (Direttore Sportivo anche lui). Per chiudere abbiamo il Mister Antonio del Prete.

La rosa è composta dal portiere Alessandro Campostrini, dai terzini Mino Ligorio e Luca Rabbia e dai difensori Paolo Rota(anche mediano), Luca Pellegrini e Miki “Garra” Dicuonzo.
A centrocampo abbiamo Haithem Bouzayane (anche mediano), Francesco Amabile(mediano anche lui) ,Vincenzo Filipelli (trequartista), Alessandro Caluri(anche ala destra), Francesco Catalano (sia ala destra che sinistra) e Avraham Hamra (ala sinistra e punta).
E per chiudere il bomber Gad Hakimian (18 gol per lui in questa stagione).

Questa squadra utilizza il modulo 4-5-1 a V (o 4-1-4-1 per i più studiati) incentrato molto sulle verticalizzazioni e sul pressing. È un modulo che il mister Del Prete ha sempre utilizzato sin da quando allenava i pulcini del Cracovia; egli è molto contento di essere riuscito a costruire una squadra con cui usare questo modulo a piena potenza. Del Prete è un allenatore che ascolta molto la sua squadra, proprio per questo è riuscito a migliorare gli schemi grazie al supporto del team soprattutto dopo una partenza piuttosto lenta.
Attualmente la squadra è 9° e stava in corsa per l’ultimo posto dei Playoff che si è deciso ieri con la sconfitta della stessa 0-1 per l’Alessandria ma, le gufate stellari del Presidente Amadori hanno permesso di farla passare lo stesso, perché il Monza ha perso a Domodossola.
La Pro Vercelli è partita malissimo in questo campionato, infatti le prime 3 partite sono state 3 sconfitte e zona playoff distante 17 punti, poi la squadra grazie al Mister e all’ottimo affiatamento dei membri del team, ha iniziato a prendere ritmo e sono arrivati a 12 vittorie in 13 partite, le ultime due le hanno pareggiate (Monza 1-1, Triestina 1-1).
L’aria nello spogliatoio è sempre molto serena, e si nota spesso come tanti di questi nuovi ragazzi (quasi tutti S4) abbiano voglia di impegnarsi per il bene della squadra e per crescere singolarmente. Nel futuro della Pro Vercelli si sono posti come obiettivo la lotta per la promozione diretta in B nella prossima stagione, hanno tanti ragazzi molto attivi e lo riteniamo un obiettivo possibile.

Di solito intervistiamo i vari dirigenti, ma visto che non piacciono a nessuno abbiamo intervistato 2 giocatori della squadra: Gad Hakimian e Alessandro Caluri. Faremo un un’intervista doppia.

Come ti trovi nella squadra?

Gad Hakimian:
“Non avrei potuto chiedere un inizio migliore nel Progetto. L’armonia all’interno dello spogliatoio è bellissima, sia perché riusciamo a trasmettere la grinta prima di ogni partita ma anche perché riusciamo a ridere e scherzare ogni momento. Inoltre sono molto felice della scelta del mister Del Prete secondo il quale solo gli attivi saranno titolari, e sento quindi che il mio “lavoro” è ripagato”

Alessandro Caluri:
“Mi trovo davvero molto bene, è un gruppo forte e unito che si è dato degli obiettivi ed è intenzionato a raggiungerli. Siamo tutti ambiziosi nella Pro Vercelli, dal primo all’ultimo, e lo dimostra la nostra conquista dei Playoff! È stata una vera e propria impresa, siamo partiti da -14 ma siamo riusciti a qualificarci. Come non ci si può trovare bene con tutte queste premesse?”


Come mai hai scelto questa squadra?”

Gad Hakimian:
“Io ero iscritto ad una community Facebook di Football Manager, e un giorno vidi questo post di Francesco Terlati (allenatore della Juventus, squadra al quale siamo affiliati) che appunto cercava nuovi membri interessati al Progetto, a quel punto iniziai a parlare un po’ con lui e decisi di unirmi alla Community di Progetto Gaming, iniziando a giocare nella Pro Vercelli

Alessandro Caluri:
“Onestamente non ho scelto io la Pro Vercelli, ma è stata la Pro Vercelli a scegliere me! Sono stato avvicinato da Luca Brian Santoro (che detta così potrebbe anche far pensare male…), uno dei presidenti e DS della squadra, che mi ha offerto un contratto e spiegato tutto nel dettaglio. Luca è subito stato chiaro, mi ha detto gli obiettivi dell’allenatore e della dirigenza, così come della affiliazione con la grande Juventus. La sua offerta era difficile da rifiutare!”


Come ti senti all’interno della squadra?

Gad Hakimian:
“All’interno della squadra mi sento molto apprezzato e tenuto in considerazione; sin dall’inizio il Mister teneva conto dei nostri consigli e mi ricordo che mi aiutava a rimanere su di morale quando le prime partite giocavo male. Anche con Brian ho legato molto, è sempre disponibile e simpatico con tutti i membri, già da subito poco dopo l’inizio mi propose un leggero aumento dal momento che la squadra aveva ottenuto soldi extra e apprezzai molto. Tutti i presidenti scrivono spesso nel gruppo e tengono su il morale, penso sia la cosa più importante per la squadra.”

Alessandro Caluri:
“Mi sento benissimo. Sono un ragazzo ambizioso, all’interno di un gruppo che condivide questa mia volontà a puntare sempre più in alto. I compagni di squadra sono tutti attivissimi, tanto da dare vita ad un gruppo affiatato che non vede l’ora di prendere d’assalto le live. Oltre che ai compagni di squadra devo però fare una menzione d’onore alla dirigenza, in particolare a Santoro, Amadori e Bonaldi, costantemente in contatto con noi, pronti a motivarci anche nelle sconfitte più dolorose. Infine, se mi trovo così bene, gran parte del merito va anche (e soprattutto) all’allenatore Antonio Del Prete. Non so come abbia avuto tutta la pazienza dimostrata nel seguire un gruppo composto soltanto da nuovi giocatori, ma c’è riuscito. Quindi sì, mi trovo davvero incredibilmente bene alla Pro.”


Cosa pensi di fare nel prossimo futuro?

Gad Hakimian:
“Quando iniziamo la nostra carriera alla Pro Vercelli, l’obiettivo che ci prefissano è di un giorno andare a giocare nella Juventus. Io per adesso mi trovo benissimo qua, nel gioco ho 17 anni e penso che giocare bene in C mi metta in risalto e aiuti molto la mia crescita ed il mio sviluppo. Vorrei assolutamente rimanere con la dirigenza attuale, non mi cambia molto se alla Pro Vercelli oppure addirittura alla Juventus.”

Alessandro Caluri:
“Quando guardo al futuro vedo il bianco, il colore principale della maglia della Pro Vercelli. Ad ora il pensiero principale è ai playoff, anche se sappiamo essere durissima a causa di un piazzamento in decima posizione. Se dovessi guardare ancora più avanti, vedrei ancora un bel po’ di stagioni con questo gruppo. Anche se sognare non è proibito, e perché no… un giorno potrei arrivare a giocare fianco a fianco con alcuni dei miei presidenti nella Juventus. Per ora, però, la testa è tutta e solo per la Pro Vercelli!”


Che dire questi ragazzi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda! Facciamo un “in bocca al lupo” a questi ragazzi e a questa squadra!


Scritto da Daniele Pusceddu

Revisionatoo da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Alessandro Scotti

Juve Stabia, 19 anni, ala sinistra e destra.

Alessandro Scotti è colui che si può definire il jolly della squadra, grazie ai due ruoli che è in grado di interpretare sul campo. Nonostante sia soltanto destro, è infatti capace di giocare sia  nel versante destro che sinistro del rettangolo di gioco. Questa sua capacità tattica lo rende preziosissimo agli occhi di ogni mister, poiché possono scegliere di volta in volta la posizione in cui schierarlo. Anche se la parte destra del campo sembra essere la sua posizione più naturale, in virtù del suo piede forte, può essere posizionato a sinistra per dare maggiore imprevedibilità al sistema offensivo delle Vespe.

Passando in rassegna i suoi punti forti, possiamo facilmente notare come le qualità fisiche e tecniche siano molto sviluppate. La sua abilità principale è quella dei passaggi (16), rafforzata da una tecnica pari a 15 che lo aiuta a dominare sul campo ed a servire palloni interessanti non solo per la punta, ma anche per la trequarti.

Scotti è un’ala molto rapida ed imprevedibile, con una velocità di 16 e una accelerazione pari a 15. Gli altri vanti che possiamo accennare sono relativi alle qualità mentali che, per avere soltanto 19 anni, sono mostruose. La fantasia, l’impegno e l’intuito, tutte con un punteggio di 16, sono una base solida e perfetta per una crescita esponenziale.

Cosa possiamo prevedere allora nello sviluppo di Alessandro Scotti? Oltre ovviamente un incremento alla PA, doverosa vista la piccola età per diventare ancora più determinante, un miglioramento di due qualità fisiche importanti per il ruolo che è chiamato a eseguire in campo: controllo palla e resistenza. La resistenza, che conta solo 6 punti, lo rende facilmente vittima della stanchezza in campo. Visto che è chiamato a macinare chilometri, si tratta di un attributo importante.

Non ci resta che augurare ad Alessandro il meglio per il suo sviluppo e soprattutto per la sua carriera. Le Vespe hanno bisogno di tutto il suo talento.

Saranno Famosi: Giusy Puccio

Torres, 18 anni, difensore sinistro e centrale.

Giusy Puccio è principalmente un terzino sinistro, capace però di svolgere egregiamente anche il ruolo di baluardo centrale difensivo. La vera forza di Giusy risiede nelle capacità tecniche, con valori davvero molto alti che la rendono difficile da superare. Il primo grande scoglio che un attaccante si trova ad affrontare è relativo ai contrasti (16) e soprattutto alla marcatura. Con 17 punti in marcatura, infatti, Giusy è in grado di rendere invulnerabile praticamente ogni attaccante o trequartista, impedendogli di giocare al meglio e/o mettere in mezzo cross pericolosi.

Come già detto, però, il ruolo principale della Puccio è terzino sinistro, infatti l’altra sua più grande caratteristica sono i cross. Con un valore pari a 16, è in grado di scodellare in area di rigore importanti palloni per la punta. Grazie a questa caratteristica riesce a valorizzare al meglio le tattiche basate sulla imbucata, sovrapponendosi al trequartista per servirlo una volta lanciato.

Oltre ai cross, anche i passaggi sono molto alti (16), rendendola di fatto interessante anche come interprete di gioco, ad impostare da dietro la manovra. Una sorta di Bonucci del calcio fuffa.

Attualmente Giusy Puccio gioca nel Torres e per lei vediamo un immenso futuro. Tra le abilità da migliorare, oltre ovviamente alla santissima PA (a 18 anni e con queste qualità è quasi d’obbligo), due valori importanti soprattutto per un probabile ruolo da difensore centrale, ossia la massima elevazione e i colpi di testa.

Per diventare uno dei migliori difensori in circolazione manco poco, soprattutto perché non sono tantissimi i terzini sinistri che hanno anche, come piede forte, proprio il sinistro. Auguriamo quindi a Giusy Puccio il meglio, consapevoli di avere davanti un futuro campione.

Il Giovane Pescara.

Il Pescara è una delle più piccole squadre di Serie C ad avere una presidenza.

La dirigenza è composta dai Presidenti: Daniele Pusceddu e la Lady Angela Iadicicco nonché Dirigente Sportivo della stessa società. Come Mister invece è in carica: Christian Pennisi.

Come annunciato in precedenza la squadra è composta da poco giocatori:
In porta abbiamo Massimiliano Guerra detto “il Guardiano” per via della sua difesa impenetrabile.
Come terzino destro Gianluigi Santaluna detto “il Rabbioso” è capacissimo di passare la palla al proprio avversario per potergli entrare in dropkick sulle rotule.
A centrocampo abbiamo Luca De Santisil Prestigiatore” colui che fa partire delle grandiose azioni.
Come ala sinistra Giovanni Ambrossino, “Imprevedibile”, colui che riesce a confondere le difese avversarie.

Il Campionato non è stato uno dei migliori, la mancanza di giocatori ha fatto collezionare una grossa serie di sconfitte. Dopo l’arrivo del Mister Pennisi la situazione si è ribaltata – infatti – grazie al suo modulo 4-4-2, su 6 partite se ne sono vinte 4. Attualmente la squadra è 17.

Abbiamo fatto alcune domande alla Dirigenza.

Alla domanda “Come mai avete voluto acquistare una squadra così piccola ed in una situazione così difficile?”.

Il Presidente Pusceddu ha risposto:
“Diciamo che a noi della dirigenza piacciono le sfide, e ci consideriamo dei buoni samaritani. Vogliamo far crescere le squadre in difficoltà per far progredire questo progetto”.

Alla domanda “ci sono giocatori di spicco?”.

Il Mister Pennisi ha risposto:
“Sono tutti ottimi giocatori, anche se sono pochi; si sta formando un bel gruppo, infatti l’aria dello spogliatoio è ottima”.

Alla domanda “Quali sono gli obiettivi della società?”

La Presidentessa Iadicicco ha risposto:
“Vogliamo creare un gruppo solido, e completare la rosa. L’anno prossimo puntiamo alla B, o almeno ai playoff.
Abbiamo bei giocatori, manca solo completare la rosa per ritenerla una squadra a 360 gradi“.

In sostanza è una squadra che potrebbe essere molto competitiva avendo il numero giusto di giocatori, Quindi aiutiamoli a crescere.

Scritto da Daniele Pusceddu. | Revisionato da Gad Hakimian

Catania: dalla bocca dell’Etna al ventre della C

Nel nuovo numero di “ConosciamoCi meglio” andiamo a scoprire il Catania del presidente Walter D’Auria

Walter perché hai deciso di diventare presidente? E perché hai scelto il Catania?

Giorgio: “Non so dal nulla mi è preso di intraprendere questa esperienza, ho scelto il Catania perche da buon siciliano voglio portarlo in Serie A“.

Avete fatto un campionato al di sopra delle aspettative. Qual è il vostro segreto e così ti aspetti dai playoff?

Il gruppo che tutto sommato è sempre unito e un buon staff. Nei Playoff proveremo con tutte le forze a salire in B e mi aspetto di arrivare almeno in finale e giocarcela.

Avete avute delle problematiche in rosa? Tipo giocatori che avevano dato l’ok per trasferirsi da voi ma poi hanno scelto qualcun altro, bannati?

L’unica problematica che abbiamo avuto e stata che un giocatore si è iscritto noi l’abbiamo preso al draft ma poi è scomparso senza rispondere nemmeno. Non è stato mai attivo.

Passiamo al nuovo ds Riccardo Venturelli, com’è stato l’impatto con il gruppo? Facile o difficile?

Direi che non è stato troppo complicato, i ragazzi si sono dimostrati subito entusiasti del mio arrivo e mi hanno accolto in modo positivo. Spero di ripagare la loro fiducia e di valorizzarli al massimo. Sono davvero felice di essere qui a Catania e di lavorare accanto ai miei amici Laurendi e D’Auria

Parliamo del prossimo mercato: se salite in B la squadra subirà un forte cambiamento o ne cambierete pochi?

Cosa ti aspetti da questi Playoff di C? Fin dove potete arrivare?

Questo è ancora tutto da vedere, a fine stagione parlerò con i miei ragazzi e chiederò a ciascuno di loro se sono motivati a rimanere e a dare tutto per questa maglia. Non voglio tenere eventuali scontenti e voglio provare a costruire una rosa competitiva che possa sempre dire la sua. Di sicuro uno dei miei parametri di valutazione sarà l’attività quindi non escludo 1-2 colpi di livello (anche se dovessimo rimanere in Serie C)

Ci sono tante squadre forti ma speriamo di poter dire la nostra. Fino ad ora abbiamo fatto un bel percorso dimostrando di potercela giocare contro tutti. Chiaramente la promozione è ciò a cui si ambisce, ma se non dovesse arrivare saremo pronti a riprovarci il prossimo anno ancora più determinati.

Per finire alcune domande all’allenatore Giorgio Laurendi.

Quando sei stato contattato per diventare l’allenatore del Catania quali idee e emozioni hai provato?

Quando Walter mi ha detto che avrebbe avuto il piacere che potessi diventare il suo allenatore mi ha trasmesso subito una grandissima carica per poter far bene.

Passiamo al campo: che modulo utilizzi?

Non ho un modulo preferito, in base al materiale umano tendo a modellare la mia idea di gioco, un calcio basato sul controllo e aperture improvvise per trovare la giusta imbucata. Ora stiamo giocando con un 4231

Giocando con diversi moduli è più difficile creari malumori nel gruppo?

No, i giocatori sono dei professionisti, io non adatto nessuno non mi invento di sicuro ali che vanno a fare i difensori centrali.

Puoi parlarci di Pasquale Grieco, uno dei tuoi calciatori più interessanti.

Pasquale è prima di tutto una persona fantastica e vorrei sottolineare come il progetto faccia conoscere anche concittadini che non si erano mai visti prima!
È un ottimo terzino destro mi ha fatto togliere molte soddisfazioni.

Chi dei tuoi giocatori può arrivare ad alti livelli?

Ti direi tutti e nessuno, nel mondo del calcio quello che conta è la testa, se si riesce ad essere costanti si vedranno i risultati.

Un ultima domanda per tutti e tre.Quali sono i progetti futuri?

Walter: “Cercare di salire gia ques’anno in B e diventare succursale del Crotone.”

Riccardo: “Per la prossima stagione mi aspetto sicuramente di poter lottare di nuovo per la promozione (nel caso in cui dovessimo rimanere in Serie C) o di raggiungere almeno una tranquilla salvezza (nel caso di Serie B). Più a lungo termine vorrei riuscire a costruire una squadra completamente attiva e che porta molti bonus, ciò mi renderebbe molto felice davvero.

Giorgio: “Vediamo come andranno i Playoff, spero di continuare come fatto in campionato.”

Ringraziamo la dirigenza del Catania, augurandole degli ottimi playoff.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano | Revisionato da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Giuliano Magliulo

Attaccante del Pescara, 18 anni.

Giuliano Magliulo è un centravanti giovanissimo, capace di combinare qualità tecniche e mentali alla perfezione. Ci troviamo davanti ad uno dei giocatori forse più equilibrati della Serie C/C di Progetto Gaming, con nessun valore eccessivamente alto o basso. Questa uniformità è senza ombra di dubbio imputabile ad una caratteristica che fa gola a moltissimi allenatori, ossia l’ambidestria. Giuliano – infatti – è in grado di utilizzare alla perfezione tanto il piede destro quanto il sinistro, rendendolo di fatto imprevedibile. I difensori avversari fanno fatica a leggere in anticipo le sue giocate, ed è per questo motivo che il suo score stagionale è incredibile.
Nelle sole 8 presenze disputate con la maglia del Pescara, sono ben 10 i gol realizzati, guadagnandosi per ben tre volte il titolo di Migliore in Campo ed una mediavoto pari a 7,66. In Coppa Italia i risultati sono ugualmente sorprendenti, con tre reti segnate nei due match disputati (mediavoto di 8,25).

Magliulo è così un vero e proprio bomber, nonostante le sue qualità tecniche evidenzino per lui una predisposizione maggiore per il ruolo di seconda punta, piuttosto che come centravanti. Per essere un centravanti puro gli mancano soprattutto due attributi chiave: il dribbling (soltanto 6) ed i tiri da lontano (solo 4). A discapito di questi due valori, Giuliano mostra un gran feeling con il gol, grazie soprattutto all’attributo finalizzazione (14) ed alla sua grandissima ed invidiabile freddezza sotto-porta (addirittura 16).

Nonostante abbia soltanto 18 anni, le qualità mentali della punta pescarese sono incredibili, mostrando così un margine sorprendente di miglioramento. Dal momento che a fine stagione arriveranno i famosi soldi da destinare ai potenziamenti, noi di Offside ci siamo divertiti ad immaginare quali potrebbero essere gli attributi che Giuliano potrebbe poter scegliere. Oltre alla PA, che innalzare a 18 anni è sacrosanta, bersaglio dei miglioramenti potrebbero essere essenzialmente tre valori: tiri da lontano, dribbling e determinazione. Un incremento alla determinazione, infatti, potrebbe garantire a Magliulo l’innalzamento gratuito di qualche abilità aggiuntiva, visto che il valore di adesso (7) non è proprio il massimo.

All’Adriatico di Pescara non vediamo l’ora di poter assistere all’ennesimo match disputato da Magliulo. Sta incantando tifosi e dirigenza con le sue giocate e, soprattutto, i suoi moltissimi gol. L’intera squadra conta su di lui, soprattutto adesso che il finale di stagione si sta avvicinando ed i traguardi di squadra si fanno sempre più vicini. Forza, Giuliano!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giuliano Magliulo. Attaccante del Pescara, 18 anni.

Saranno Famosi: Giovanni Ambrossino

Centrocampista del Pescara, 19 anni.

Sono soltanto due le gare disputate dal promettentissimo Giovani Ambrossino nel Pescara della Serie C/C di Progetto Gaming. Due gare comunque importanti, che hanno contribuito a metterlo in luce, con prestazioni solide che gli sono valse una mediavoto di 7,70.
Scendendo più nel dettaglio, Giovanni è un centrocampista molto versatile in grado di giocare come terzino fluidificante, centrocampista e trequartista, tutto rigorosamente nel versante sinistro del terreno di gioco. Le qualità che contraddistinguono Ambrossino sono in effetti indiscutibili, specialmente quelle tecniche e fisiche.
Tra le qualità tecniche fondamentali per il ruolo spiccano i cross ed i dribbling, entrambe con un valore di 16, che lo rendono perfetto per saltare l’uomo e mettere in mezzo palloni velenosi per la difesa avversaria. Non è un caso che, in quelle sole due presenze già accennate, il nostro Ambrossino abbia già portato a +1 il conto dei suoi assist. La pericolosità dell’ala sinistra pescarese è evidenziata anche da altri due aspetti fondamentali: l’accelerazione (16) e la velocità (14).

Per quanto riguarda le qualità mentali, per avere soltanto 19 anni Ambrossino non se la cava affatto male. Importantissimo è il 16 sul carisma, che lo rende un ottimo candidato per la fascia da capitano, specialmente se si unisce ad un buon valore nel gioco di squadra (13). Un po’ inferiore alla media la determinazione – solo 9 punti – compensata in minima parte dal 12 in impegno. Quei due valori, se fossero stati un po’ più alti, avrebbero potuto garantirgli qualche miglioramento gratuito in più nelle sue qualità.

In ottica di potenziamenti, spicca allo sguardo una tecnica che conta soltanto 11 punti. Oltre alla PA da alzare, potrebbe essere proprio la tecnica ad essere migliorata.

Davanti a Giovanni Ambrossino vediamo quindi un futuro importante, grazie a tutte queste qualità elevate. Con qualche accortezza nella fase di miglioramento di fine stagione, il Pescara potrebbe trovarsi in casa un vero e proprio campione. Noi di Offside ci crediamo.

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giovanni Ambrossino. Centrocampista del Pescara, 19 anni.

Tanti Auguri Alessandro, anima del Progetto Gaming.

Le persone si incontrano per caso, sia singolarmente che declinate nella moltitudine di una community.
Spesso accade nei momenti in cui si ha davvero bisogno, e perciò diventano parte della propria vita, a prescindere da quanto è lungo il periodo che va dalla semplice conoscenza, all’amicizia.
Parlerò di me per un piccolo paragrafo: chiedo perdono ma è necessario per far capire molte cose.
Il 31 Agosto del 2018 io ho approcciato il mondo del Progetto Gaming attraverso la pagina “Diventa un Calciatore di Football Manager!”, ora “Progetto Football Manager”. Sono passati nemmeno undici mesi, dopotutto. Questo passo lo facevo nel bisogno che avevo (che è antico) di una valvola di sfogo che mi isolasse un po’ da una quotidianità difficile, piena di ferite ancora aperte che io ( di carattere son fatto così) cercavo di mettere da parte.
A prescindere dalla fortuna che ho di avere persone che frequento quotidianamente, e che rendono la mia vita speciale, io ho sempre avuto la necessità di nascondermi, quando la misura emotiva era colma.
Amo Football Manager, amo il calcio, amo il gioco di ruolo: era il luogo perfetto per chiudermici a fine giornata.
L’ultima volta che l’ho fatto era tanti anni fa e non è stato un periodo sano: ho tanti bei ricordi delle mie esperienze ruolistiche (quasi una ventina d’anni) ma erano diventate un mondo parallelo in cui essere, per un po’, ciò che non ero. Così potevo scappare.

I presupposti per approcciare una realtà di roling e ripetere certi errori c’erano tutti.
Invece mi sono ritrovato in un mondo dove la necessità di divertirsi, svagarsi e vivere ore di distacco dalla realtà si intrecciava a meraviglia con l’inclusione in gruppi di amicizia, e col coltivarsi amicizie, vere, con persone fantastiche.

Progetto Gaming è questo, mi sono appassionato tanto da entrarci profondamente, come Admin di una delle varie realtà che lo compongono, adoperandomi come meglio potevo per aiutare questo fantastico mondo a crescere, e trovandoci praticamente casa.
Una casa aperta dove il rispetto dei rapporti umani e dell’individualità si coniuga alla perfezione con il senso di comunità: ti senti, pur nei distinguo naturali del tempo di frequentazione, compagno di gioco di altre duemila persone.

Ora, arrivati fin qui, uno dirà:“Ma che c’entra Alessandro Pironti? Ti stai facendo una suonata di violino da solo, che noia…”

Alessandro c’entra: lui incarna quanto ho appena descritto, e Progetto Gaming, come comunità ludica, è il tentativo di mettere in pratica ciò che lui è.

Una persona generosa, aperta, che gratuitamente e senza che ci siano dietro altri fini se non coinvolgerti in un progetto in cui crede come e più che in se stesso, ti tende la mano e ti porta con se, ad affiancarlo.
Spesso sembra severo, e lo è: ma prima di tutto con se stesso.
Lavora, spesso sacrificando il sonno, ore intere, e non si fa sconti.

Lui è presente anche aldilà del semplice rapporto fra “colleghi”, e ne ho avuto la conferma in una chiacchierata lunga, a pranzo, quando mi son trovato a passare per Milano.

Ha una mente vulcanica ed un’emotività che va di pari passo, bene incardinate in regole di etica sulle quali non transige: ma quando sbaglia lo ammette, e permette agli altri di recuperare il rapporto umano e di fiducia se si accorge che tale persona, seppur sbagliando, l’ha fatto in buona fede.

Insomma Alessandro, ora che leggerai magari aprirai la chat Messenger e mi prenderai a “schiaffoni” fraterni perché fai tanto il cattivone ma in realtà sei una mammola.

Però io ti ringrazio perché in undici mesi appena di Progetto Gaming ho potuto tastare la persona che sei, e ciò che costruisci attorno a te.
Siamo tutti parte di qualcosa di meraviglioso perché, dopotutto, c’è meraviglia in ogni persona.

In te una goccia in più.

Tanti Auguri, amico.

Sperando che siano condivise, queste parole, da tante altre persone, le quali non mi arrogo il diritto di rappresentare.
Ma sono sicuro che ce ne siano tante che la pensano come me.

Serie A, la Battle Royale per la salvezza: sei squadre a contendersi la massima serie

La quarta stagione del Progetto Gaming sta arrivando alle battute conclusive. La serie A di quest’anno è stata dominata da una strepitosa Lazio, già campione d’Italia a quattro giornate dal termine. Guardando le venti squadre dalla solita prospettiva, i giochi per l’Europa vedono una lotta per il sesto posto molto aperta, ma con le posizioni che vanno dalla prima alla quinta abbastanza delineate; ma capovolgendo la classifica possiamo ascoltare nuove vibrazioni e sensazioni, di squadre che vogliono mantenere la massima categoria. Con 360 minuti da disputare, non abbiamo ancora una retrocessa in B, ma tutto potrebbe cambiare durante la trentacinquesima giornata; la prima a salutare la categoria sarà con tutta probabilità la Fiorentina, ultima a 24 punti e a 12 punti dalla zona salvezza, che affronterà il Drink Team, impegnato a confermare il proprio posto in Europa League. Ma i viola, nonostante la delusione potrebbero diventare gli ‘arbitri’ delle retrocessioni dovendo affrontare due squadre ancora coinvolte nelle sabbie mobili come Milan (36), Bologna (37) e Fublet (38), e con la testa sgombra potrebbero accadere cose impensabili proprio come vuole il Progetto. Milan e Bologna sono al momento al di fuori della zona rossa, ma la prossima giornata vedrà uno scontro fratricida tra di loro: chi vince lascerebbe l’altra al palo, con Lecce (27) e Genoa (30) pronte ad approfittarne. Il numero 35 non è però fortunato per pugliesi e liguri, che affronteranno rispettivamente il Torino, ancora speranzoso di un posto in Europa, e la Lazio campione d’Italia, che di contro potrebbe avere la testa già in vacanza. Per i giallorossi un ko con i granata sarebbe la pietra tombale per le ambizioni di salvezza, rendendo le ultime tre gare una passerella; tra queste partite c’è anche il Fublet, quindicesimo a 38 punti, che con il giusto incastro di risultati potrebbe guadagnare la salvezza già la prossima giornata; in caso contrario potrebbe ritrovarsi risucchiata nella lotta e giocarsi tutto con Lecce e Fiorentina nelle due gare successive. Oramai tranquille Sassuolo e Cesena, a 40 e 41 punti. Insomma, la lotta salvezza è ancora tutta da scrivere. Per scoprire chi lascerà la firma sul prossimo annuario della serie A, dobbiamo solo aspettare…

Lupa Roma: anno da protagonista

Nella settimana dove si celebra la vittoria del Cagliari, bisogna fare i complimenti anche alla Lupa Roma che fino alla fine ha cercato di contrastarlo.

Per conoscere i segreti abbiamo intervistato i tre presidenti:Federico Picchi, Emanuele letto, che è anche il ds, e Ivan Benelli Torcolini, che è anche l’allenatore

Prima di iniziare volevo congratularmi per l’ottimo campionato disputato. Secondo voi perché avete avuto questo ottimo campionato?

Federico: Se vogliamo dare dei meriti, ad Emanuele Ietto che ha saputo prendere giocatori che si sono rivelati fondamentali. Ad Ivan Benelli Torcolini per le ottime scelte tattiche, ma un merito grande ai giocatori che hanno creato un bel gruppo compatto e che ci hanno resi fieri del nostro campionato.

Perché avete comprato la Lupa?

Ivan: Perché essendo romani di Roma, abbiamo deciso di comprare una squadra della nostra città e cercheremo di farla andare più in alto possibile.

Avete avuto problemi nell’allestimento della squadra? O dei problemi in generale?

Emanuele: Mah, tolta qualche trattativa saltata per aver contattato determinati giocatori con qualche (letteralmente) secondo di ritardo, problemi gravissimi non ce ne sono stati. L’unico ostacolo importante è stato il ban di un elemento importante che ci ha costretto a spese che non erano inizialmente previste, per il resto è andato tutto abbastanza bene.

Parlatemi un po’ della vostra maschera: Yuri Monti. Com’è averlo in squadra?

Federico: Yuri è un ragazzo simpaticissimo e ci ha aiutato molto nel creare un gruppo fondamentalmente di amici, perché questo siamo diventati.

Ivan: Da allenatore è bello averlo in squadra, è il nostro gioiello e ce lo teniamo stretto, ci terremo stretti tutti i nostri giocatori. Grandissimo colpo di mercato di Letto.

Essendo coinvolto nella Tristina mette in secondo piano la Lupa?

Ivan: Comunque no. Yuri è sempre attivo in tutto e per tutti nel progetto Lupa Roma.

Emanuele: La “Tristina” sicuramente è un progetto a cui tiene molto e gli sta prendendo molto tempo, ma Yuri rimane focalizzato anche sulla Lupa ed è assolutamente parte attiva del progetto.
Dietro la maschera c’è il collante/animatore del gruppo (ndr. ride).

Qual è il vostro modulo di base?

Ivan: Allora, ho utilizzato fin dagli inizi un 4231, poi, con l’arrivo in attacco di Milazzo, si è focalizzato il modulo 442 o 424 giocando con due punte, sopratutto nelle partite contro le non umane. Potrei utilizzare anche altri moduli nei playoff mai sfoderati, chi può dirlo.

Avendo un modulo fisso è più difficile ruotare i giocatori?

Ivan: Ora sto lasciando in panchina 2/3 elementi che possono giocare tranquillamente ma in tutta la stagione ho sempre ruotato tutti.

Oltre a Monti ci sono giocatori che possono diventare grandi nel progetto? Sia per i loro ruolo dentro al campo che fuori.

Emanuele: Praticamente per quasi tutti i nostri giocatori (Yuri compreso) era la prima stagione nel progetto e diversi ragazzi si sono calati ottimamente nella parte. Non escludo che, dopo un periodo di “apprendimento”, altri ragazzi possano seguire le tracce di Yuri. Tutto può essere.

Ivan: Se la squadra (i giocatori) danno il massimo nei bonus e attività, possono essere protagonisti, ma già lo sono. Abbiamo fatto un campionato oltre le aspettative

Ultima domanda. Quali sono i progetti futuri?

Federico: Bella domanda. A me piacerebbe magari prendere il patentino per allenare e ovviamente che la Lupa arrivi in serie A

Emanuele: Ci sono diverse cose a “bollire in pentola” per la prossima stagione. Intanto vediamo come finisce questa e poi penseremo al futuro. Posso già dire che, comunque finirà questa S4, per noi sarà un grande risultato e saremo ancora più carichi nella S5.

Ivan: Come ha detto il ds stiamo lavorando su delle grosse novita in s5.
Siamo carichi a pallettoni per i playoff e speriamo vada tutto bene.

Ragazzi giusto un altra cosa, che non riguarda la Lupa. Quali novità vi aspettate dal progetto?

Ivan: Su due piedi non saprei dare una risposta significativa.
Posso solo dire che questo progetto, almeno per me, rappresenta un impegno e un divertimento e quindi ringrazio tutti coloro che l hanno inventato e lo stanno portando avanti con una dedizione straordinaria.

Emanuele: Più che una cosa che mi aspetto è una cosa che mi auguro.. mi piacerebbe che altre società “fuffa” seguissero l’esempio del Crema. Il progetto ci guadagnerebbe tantissimo e anche l’esperienza di gioco degli utenti migliorerebbe.

Ringraziamo i presidenti per l’intervista concessa.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Del Prete Antonio