Articoli

IL FROSINONE CAMBIA, ALLONTANATO ANTONUCCI. C’È GUZZI

Maretta in casa ciociara, Cioè: 《Dovevo farlo》

Fuori uno, dentro l’altro: Antonucci lascia per Guzzi [Simone Bonaldi]

Miglior squadra per bonus della scorsa serie B, con un fatturato da far impallidire molte di A. Mercato all’altezza, anche internamente con ottimi bonus. Gli ironici proclami da salvezza, con l’occhio almeno ai play-off. Ma il Frosinone non è partito come tutti si aspettavano, presidente William Cioè in primis, e a pagare non può che essere l’allenatore Gianmarco Antonucci.
Su Antonucci pesa l’inizio a dir poco mogio dei ciociari, fermi dopo quattro giornate di Serie B a 4 punti; una media di 1:1 che non si accompagna alle mire alte di preseason. Peraltro il salto in avanti è arrivato solo all’ultima giornata con il 2-3 a Vicenza, che infatti non è bastato a far calmare la maretta in società. Alcuni raccontano anche di porte sbattute, ma da ambienti vicini alla squadra negano e anzi predicano calma.

Il presidente del Frosinone, liquida brevemente i motivi del cambio: 《Sembrava non gli importasse e se non ti importa la promozione non la vedi. Ho dovuto farlo. Magari adesso mister Guzzi farà anche qualche rotazione in più


A subentrare nei gialloblù infatti è Raoul Guzzi, ormai ex mister dell’Americandy Siena. Soluzione un po’ a sorpresa che però, conoscendo il presidente William Cioè e trattandosi di soluzione “interna”, non ci lascia granché spiazzati. Soluzione interna perché si tratta di un’altra “promozione” ad allenatore di un tesserato frusinate, così come già successo con Antenucci che peraltro sembrerebbe rimanere comunque in rosa.

Di seguito le prime parole dello svizzero. 《Innanzitutto ci tenevo a ringraziare il Siena per l’opportunità offerta. Purtroppo ho capito che il mio modo di giocare non si adattava molto alla squadra, nonostante i cambi. Inoltre il nostro mister di Frosinone ha dovuto lasciare la panchina e quindi abbiamo pensato che questo cambiamento potesse essere utile per entrambe le società. Conosco già l’ambiente di Frosinone essendo giocatore della squadra ciociara da ormai una stagione e posso dire solo che mi troverò molto bene.

Massimo riserbo su tattiche e uomini del nuovo corso, così come sui collaboratori che il nuovo allenatore potrebbe richiedere con sé. La bontà o meno dell’operazione la scopriremo già questa sera in Frosinone – Akragas, sfida fondamentale addirittura in ottica salvezza.

Fm Sound #4: Giacomo Sedda

E’ uno degli admin del progetto e anche uno dei volti storici dello stesso. Presente all’interno del gioco sin dalla prima stagione, l’ospite di oggi è conosciuto per i ruoli che interpreta con passione e rigore. Una persona ben voluta dai propri amici, definiti ” travolgente ” e estremamente ” etica “, innamorata della cultura e del mondo. Impegnato nel sociale, nel gioco è l’allenatore e presidente del Torino, con cui ha raggiunto la finale di Europa League la scorsa stagione, contro ogni pronostico e ogni previsione. Uno dei più affezionati lettori di questa rubrica, alla quale ha spesso scritto per potervi partecipare. Signori e signore, ecco a voi l’intervista con Mr. Giacomo Sedda.

Benvenuto su Fm Sound Mr. Sedda, prima di partire la vorrei ringraziare per l’interesse dimostrato per la rubrica e per la sua disponibilità. Ha già pronta qualche idea da spendere per noi ?

Grazie, Grazie, è un onore essere finalmente ai vostri microfoni.  Ho inseguito a lungo il vostro ” frontman ” per questa intervista, dedicandogli anche un meme tempo fa, quindi sono molto contento. Non ho molte idee pronte, sono più persona che pensa le cose al momento, ma ti posso dire che ho una canzone da dedicarti, ovvero l’opening del film ” Catch me if you can “, con Tom Hanks e  Leonardo Di Caprio. Colgo l’occasione per  farti i miei complimenti per la rubrica, un’idea spettacolare! Sarà per me curioso vedere come la community risponderà ai miei gusti musicali, dato che variano parecchio.

AM ( Amplitude Modulation )

la vita privata

Grazie mille per i complimenti. Senta: solitamente chiedo agli intervistati di parlare di loro, di descriversi ai nostri lettori, ma nel suo caso ho preferito chiedere a delle persone a lei vicine per ricavare già qualche elemento del quale discutere. Dicono di lei che è una persona riservata ma che sa essere difficile da arginare se entra in confidenza. Si ritrova in queste parole e cos’altro aggiungerebbe rispetto a questi due fattori ?

Mi fa piacere vedere che si sia informato su di me prima di intervistarmi. Ho solo paura di cosa possano averle riferito. Si comunque, purtroppo per i miei amici è vero, sono una persona molto estroversa ma che tende a selezionare con chi essere “senza freni”. Molte delle mie amicizie, di base introverse, le ho proprio ” decise ” io. E questo si rivede nei nostri rapporti, anche se ovviamente si parla solo di aspetti superficiali e visibili: nell’intimo delle relazioni non entro nemmeno. Difficile da arginare dicono? Può essere. Son un testardo idealista in realtà, e quando faccio partire la ” Locomotiva “, come la canzone di Francesco Guccini, le stacco i freni e non trattengo idee e opinioni, anche se questo spesso mi è costato caro.

Oltre a questo le chiedo comunque di dirci cosa fa nella vita, oltre ad essere uno degli admin di progetto gaming.

Nella vita sono un programmatore, mi occupo di robotica e di analisi dei dati. Son sempre in cerca di soddisfare la mia profonda curiosità verso il mondo, coltivando mille passioni e leggendo parecchio, anche solo bignami di nozioni pratiche o teoriche. Adoro i posti aperti come il mare o le montagne, luoghi dove tendo ad andare quando voglio “staccare la spina”,cosa che mi serve spesso ahimè, perché resto una testa calda con poca pazienza.

La cosa che mi ha colpito molto, nella ricerca di informazione su di lei, è la ricorrenza di un valore specifico: l’etica. Mi viene perciò da chiederle che cosa è l’etica per Giacomo Sedda e qual è il reale valore che gli attribuisce? E se fosse una canzone, quale sceglierebbe ?

Ecco, partiamo dal presupposto che io sarei uno di quelli che persa la pazienza si lancerebbe con la ” locomotiva ” di cui sopra contro il treno dell’ingiustizia. Mi son sempre preso carico di ruoli “pesanti ”, dal volontariato per il banco alimentare allo scendere in piazza per questioni di diritti studenteschi. Riconosco di essere stato molto fortunato ad avere tutto quello che ho e le possibilità di crescita a cui posso accedere, quindi tendo a lottare contro le ingiustizie, sociali  o di qualsiasi altra natura. Così come non sopporto assolutamente la disonestà, una cosa che proprio detesto con tutto me stesso. Questo, forse, fa di me un pessimo ” giudice ” sotto alcuni punti di vista, in quanto sarei il “ gendarme ” del gruppo pronto a scattare e regalare i ban, ma per fortuna ho chi mi fa sempre vedere le cose da altri punti di vista. L’etica è qualcosa che è difficile da spiegare. Si presenta in mille forme, in mille contesti. Barare in un gioco è così diverso dal presentare delle dichiarazioni fiscali volutamente alterate? Io non credo. Si dice che l’occasione fa l’uomo Ladro, ma io ho sempre preferito intendere che sia il rifiutare l’occasione a fare del ladro un ” Uomo “. Spero che di riuscire a trasmettere bene il valore che do all’etica, anche professionale, in quello che faccio. Come canzone, avendolo citato, dico ” Un giudice “ di Fabrizio De Andrè.

Alcuni dei suoi amici mi hanno informato della sua idiosincrasia nei confronti delle Fake News, sicuramente una delle criticità del mondo dei social network e non solo. So che in merito a questo argomento ha anche prodotto un gioco da tavolo chiamato ” La macchina del fango “, che ha tra l’altro presentato al Modena Play e che porterà anche al Lucca Comics. Ce ne vuole parlare?

Io non odio le fake news, questo sarebbe dare una fake news. Le aberro. Non tanto le notizie in se, quanto il concetto di ignoranza dal quale dipendono. Il fatto che oramai tantissime persone non riescano a filtrare ciò che gli viene messo davanti, distorcendo la realtà dei fatti, mi fa dare di matto. Uno spreco di tecnologia, intelligenza e valore umano in mano a chi, senza scrupoli, le sfrutta per piegare l’opinione pubblica. Da questo nasce il gioco “la macchina del fango”: quando ci si confronta con delle persone che non vogliono leggere e non vogliono che gli si dica che non hanno capito, o che magari non hanno gli elementi per farlo, il mezzo migliore per spiegare le cose, secondo me, è attraverso un gioco. Resta un’esperienza divertente, con tantissimi layer ( strati, ndr. ), ma permette di capire il meccanismo con cui le fake news funzionano, rendendole divertenti anche per chi ci crede. In alcuni ” playtest ” infatti, ci sono capitate persone che hanno preso per serio il tutto, convinti che portassimo avanti le ” idee alternative”. Non vi dico le risate la prima volta che una sostenitrice della terra piatta ha visto la carta “ terrapiattismo “.Comunque siamo in definizione con alcuni editori e speriamo di lanciarlo sul mercato il prima possibile, ma avrete notizie non appena ne saprò di più. A concludere alla risposta associo ” Breakthru ” dei Queen.

Capitolo passioni: ” leppe ” ( classico coltello sardo, ndr. ), barche a vela, vintage. Questo sono solo alcune delle cose uscite fuori su di lei e sarei molto curioso di sapere non solo da dove nascono, ma anche come si sono sviluppate e infine a che punto siano in questo momento. E inoltre, quale canzone assocerebbe ad ognuna di queste?

Per le passioni è facile: ho sempre adorato il mare ed ho iniziato a fare vela quando avevo 7 anni e da allora sogno di potermi permettere di vivere “in barca”. Il rapporto col mare è particolare, ci si confronta con qualcosa di molto più grande di noi, ma dalla quale abbiamo avuto origine. Si tratta quasi di un rapporto “preistorico”, qualcosa di scritto nel nostro DNA. Navigare seguendo il vento, lasciando la tecnologia dietro, poi, è un esperienza diversa; non si va veloci, si segue un ritmo naturale, ma si va lontano. Questo mi fa venire in mente ” Blowin’ in the wind ” di Bob Dylan, che credo riassuma bene il tutto. Per quanto riguarda il resto in realtà posso riassumere le passioni ” leppe” e vintage insieme. Mio nonno era un carbonaro, in miniera. Per legge i minatori non potevano portarsi coltelli “a punta”, questo per evitare risse e disordini, e quindi venne sviluppata in Sardegna la “Leppa Guspinese”, coltello a serramanico con manico d’osso d’animale o di corna di erbivoro grande, piatto in punta, con la lama generalmente tra i 20 e i 30 cm. Questo coltello ovviamente mi è arrivato in quanto la ” Guspinese ” è della zona dove son nato e cresciuto, accompagnata dalla Leppa Arburese e Villacidrese:

Come vedete si parla già di coltelli diversi nonostante i tre comuni siano distribuiti in un quadrato di circa 20 km. Se si va in giro per la Sardegna si possono trovare un numero enorme di varianti estremamente personalizzabili. Dicevo; dato che mio Nonno aveva una guspinese, l’ho ereditata come suo unico ricordo. L’altro oggetto che avrei potuto ricevere, ma che è “sparito nel tempo”, era una Vespa. Che comunque possiedo ovviamente, ma non quella che avrei dovuto avere. Da questa iniziale passione da adolescente, e dai svariati viaggi nell’Europa dell’est, dove i costi più bassi mi permisero di comprare svariati oggetti “storici”, sto iniziando a formare una piccola collezione d’antiquariato e modernariato. Tra una Vespa del ’69 e una macchina da scrivere del 1910 funzionante, si annidano foto e oggetti vintage che conservo con cura a Villacidro. Sarebbe difficile dare delle canzoni a questi oggetti, ma voglio dire ” Ghost Riders in the Sky – Johnny Cash “, dedicata ai miei due nonni, entrambi ” centauri ” , mentre per la Vespa, nonostante sia un mezzo storico, mi affiderò ad un pezzo di ” eurobeat ” che me la ricorda, più che altro per la mia tendenza a guidarla a manetta aperta, ovvero ” Manuel – Gas Gas Gas “.

So che nell’ultimo periodo ha avuto molti viaggi da fare, alcuni per questioni più istituzionali, altri più per diletto. In particolare stiamo parlando del viaggio con Andrea Conte e Fabio Bicocchi e quello a Las Vegas in occasione del TwitchCon con Filippo Ballarini, Luigi Frunzio e Gianluca Pattarozzi. Sempre associandovi alla fine dei brani, che cosa hanno rappresentato queste due occasioni? C’è qualcosa che ritiene particolarmente interessante da raccontare in merito e c’è invece un viaggio in particolare che le piacerebbe fare?

Si, due viaggi da pazzi: a Monaco per la cresima di Agostino Lupo e a San Diego per il ” Twitchcon “. Compagnie diametralmente opposte, con motivazioni profondamente diverse. Per Monaco dedico ” Haddaway – What Is Love “. Recuperate lo sketch all’ ” SNL ” se non l’avete visto ( Saturday Night Live, ndr. ) e immaginate rispettivamente Bicocchi alla guida, Conte a sinistra e me dietro. Un viaggio veloce ma particolare, dove siamo riusciti a perderci per la Germania in cerca di Agostino e della sua casa, con notizie anche abbastanza devastanti, tipo scoprire il mio essere quasi coetaneo del padre. Un break dalla monotonia estremamente divertente e da rifare, magari escludendo le due ore in chiesa di messa in tedesco. Il viaggio a San Diego invece è nato a caso in una pizzeria a Milano. Ci siamo trovati come i 4 cavalieri dell’apocalisse, ma in versione ” Eurospin”. Non abbiamo avuto praticamente idea di cosa, dove, quando e perchè per l’80% del viaggio. Tra la crociata di Patta contro l’aria condizionata e la missione divina di Frunzio di voler assaggiare qualsiasi cosa avesse l’aria di un fastfood, siamo riusciti comunque a convivere senza ammazzarci. Momento più bello? In statale. In radio danno Napoli – Cagliari, io son seduto alla guida e Luigi è alla mia destra. Gol dei Rossoblu. Trattenermi vedendo Frunzio incazzato nero è stato difficilissimo. Altro momento veramente bello è stato il giorno alla Death Valley. Non immaginavo fosse una location cosi bella e spettacolare. Bisognerebbe andarci per una settimana e dormire li in tenda, per poterla godere e visitare tutta. Per questo viaggio invece non posso che scegliere ” Born To Be Wild ” degli Steppenwolf. Il viaggio che mi piacerebbe attuare invece, consiste nel saltare su una macchina vecchia e partire da Londra per arrivare ad Ulan Bator, capitale della Mongolia.

Anche qui, ricercando qualche aneddoto circa queste due occasioni ho ricevuto un feedback molto positivo da parte dei suoi compagni di viaggio. In particolare Ballarini mi ha detto, cito testualmente: ” Giacomo è stato l’ago della bilancia tra il buon senso e la pazzia. Era quello più equilibrato e che si è sacrificato più di tutti anche a suo malgrado. Ha guidato il 90% del tempo e ha dormito per tre notti sul divano della sala perché tutti volevano dormire da soli. ” Personalmente scorgo in queste parole il ritratto di una persona che ha un forte senso di generosità e responsabilità. Sto divagando o sono davvero tratti che l’accompagnano nella sua vita?

No, ahimè non vedi male. Sono abituato a dover fare il “sacrifice play”, sia in famiglia che in altri contesti. Forse è dovuto all’essere il terzo figlio, o per il fatto che metto prima il benessere altrui del mio. Non ho idea del perché ma tendenzialmente son quello che si prende carico delle situazioni. Non a caso il ruolo del ” Capitano ” viene tendenzialmente assegnato a me, anche se io non lo chiedo. Qua mi sento di citare la ” Theme Song “ del film ” I Pirati dei Caraibi “.

Una volta, mi corregga se sbaglio, studiava medicina, ma è passato in seguito allo studio della programmazione e oggi è questo il suo percorso e il suo impiego nella vita. Ci racconti come è avvenuto questo cambiamento e quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a farlo. E inoltre, se avesse modo di descrivere i due percorsi attraverso due brani strumentali, quali sarebbero ?

Bello. Si, la medicina ancora mi affascina, e la professione ancora di più. Ma la mole di studio e il tipo di studio prevista, ahimè, non fanno per me. Son un tipo estremamente pratico, la teoria mi annoia. Sono di quelli a cui dai un set di lego per fare un grattacielo, salta le istruzioni e fa una nave. Non son adatto al modello di università italiana per quanto riguarda medicina. In informatica invece ho recuperato una grande passione che mi accompagna da sempre, e nonostante non sia ancora laureato (SIC) ho trovato subito campo e lavoro. Ho cambiato proprio per seguire questa mia inclinazione e passione. Per quanto riguarda i due brani strumentali direi ” Lost but Won ” di Hans Zimmer per medicina e ” Supermarine ” dello stesso autore.

FM ( Frequency Modulation )

le domande sul progetto

Parliamo ora della sua vita nel progetto, partendo giustamente dall’origine di tutto. Ci racconti un po’ come è entrato a far parte di questa community e i suoi primi passi.

Sono entrato nel progetto al suo primo giorno di vita, quando ancora venivano formate le squadre. Avevo seguito il progetto di Ballarini e del Drink Team con attenzione mentre ero in Erasmus. Chiesi di iscrivermi al Cagliari, che purtroppo era stato buttato fuori per far spazio al Fublet. All’epoca Filippo disse: ” chi mai si iscriverebbe al Cagliari “. Scelsi quindi il Torino, dal quale non mi sono praticamente mai mosso. Se dovessi scegliere una canzone che rappresenti la mia carriera sarebbe assolutamente “ Una vita da mediano ” di Ligabue.

Andrea Conte mi ha parlato di una vostra scommessa circa il Torino in Europa League durante l’S4 ( Stagione 4, ndr. ), scommessa che mi pare di capire lei abbia vinto, nonostante il risultato finale. Ci dica un po’ com’è nata questa cosa e qual è stato il dopo ? Quale canzone userebbe per l’occasione ?

Inizio S4. Conte mi dice: “ non crederai di andare in fondo in Europa League? siamo scarsi e questi son troppo forti.” Risposi: ”Vedrai cosa ti combino”. Il rammarico è quello di aver dovuto cedere punti e match in campionato, ma da dicembre era diventato un “all-in”. Abbiamo perso solo perchè da una parte giocava Rabiot, dall’altra Pusceddu. Si Daniele, il goal mangiato non te lo perdonerò mai. Una canzone per il cammino europeo? Bhe, ” La dura legge del gol “ degli 883.

A proposito del Torino: con quali aspirazione riparte quest’anno la squadra dopo aver centrato la finale di Europa League nello scorsa stagione ? Quali gli obiettivi e quali le parole chiave che definirebbe per S5? C’è un giocatore dei suoi sul quale punta di più ?

Durante la S5 ci dobbiamo aspettare un Torino in grossa difficoltà. Nonostante il lavoro fatto sul gruppo e sul ” brand ” della squadra, non nascondo che abbiamo sempre problemi a sostituire i giocatori che partono. Abbiamo, per motivi diversi, perso Pauletto, Vanali e Frunzio. Chiunque sentirebbe la mancanza di certi valori in campo, anche se i sostituti scalpitano per dimostrare il proprio. La forbice però,  tra noi e i top, si è leggermente ampliata. Dobbiamo perciò lavorare sodo e guadagnare bene per puntare tutto alla S6. Con la finale si è chiuso un ciclo, ora sta a noi aprirne un altro. Giocatore su cui punto di più? Posso fare l’elenco dei giocatori su cui non conto, sarebbe più onesto nei confronti della rosa. Se devo fare nomi però, penso che Palmieri si farà notare e Lupo si riscatterà. Ma la novità più grande sarà Conte, che farà sempre schifo ma solo più vicino alla porta avversaria.

Da allenatore purtroppo lei vive di quella condizione per la quale se vince è un grande tattico mentre, se perde, una persona poco capace. E’ una delle leggi del tifo e forse anche del calcio, ma c’è una partita della quale si ricorda dove era sicuro di portare a casa la vittoria e invece è caduto in una bruciante sconfitta?

Nessuna. Ho la tendenza a studiare gli avversari il più possibile, quindi so perfettamente che non esiste la ricetta che mi faccia dire “grandi questa la vinciamo in ciabatte”. Il team lo sa, odio sia le dichiarazioni pre partita da “asfaltiamoli” sia le grandi dichiarazioni post partita da sfottò, in quanto il gioco rispetta sempre relativamente poco il lavoro dell’allenatore. Un esempio che mi sovviene è stata l’eliminazione della Cremonese in coppa Italia. Appena fummo buttati fuori scrissi in chat squadra di “mantenere il silenzio stampa”, in quanto una vittoria senza mister avversario in campo non è effettivamente “meritata” ma lasciata al caso. E così faccio sempre, anche per rispettare gli avversari.

Come si rapporta lei allo spogliatoio, qual è il tratto caratteristico della sua gestione e come descriverebbe il se stesso allenatore e il se stesso presidente? E tatticamente si ritiene un’integralista o sa modellare la formazione a seconda dell’avversario ?

Per me conta tantissimo il gruppo. So che potrebbe sembrare strano, ma nel momento di difficoltà in S2 si son visti quali giocatori tenessero veramente alla squadra. Da allora puntiamo sempre a profili che garantiscano più ” casino ” in chat che risultati sul campo. Se si riesce a fare entrambi è ovviamente meglio, ma non siamo ossessionati dalla vittoria. Certo fa piacere, ma se per un obiettivo in gioco devo sacrificare i rapporti personali, allora scelgo sempre i secondi. Faccio un esempio: Collano, per quanto un big in C, pagherà il salto di qualità; non si è potenziato con 800M come altri DC ( Difensore Centrale, ndr. ), ma contribuirà all’ambiente del ” Toro ” e prima o poi anche in campo, come gli altri 10.

Angela Iadi, Maurizio Deidda, Arnaldo Figoni, Andrea Conte e Daniele Pusceddu: questi sono solo alcuni dei membri del Torino, ma sono in qualche modo quelli che assieme a lei più caratterizzano la squadra granata. Una dedica musicale per ognuno di loro, valutando carattere e momenti assieme. 

Come presidente e allenatore credo di essere un integralista della filosofia, non della tattica. Gli 11 che vanno in campo cambiano, i 22 che si sentono quotidianamente in chat no. In ordine, se mi è permesso, dedicherò più delle canzoni che mi hai chiesto:

Maurizio Deidda:  Tooth Fairy – Nanowar of steel

Arnaldo Figoni: Servi della gleba – Elio e le storie tese

Andrea Conte: The best – Tina Turner

Agostino Lupo: Pazza Inter – I Boys Della Nord

Christian Pennisi: The kids aren’t alright – The Offspring

Massimo Pauletto: L’anno che verrà – Lucio Dalla

Ricardo Lamine: Peacemaker  – Sonata Artica

Alex Milone: La leva calcistica della classe ’68   – Francesco De Gregori

Angela Iadicicco:  50 Special – Lunapop

Paolo Vanali: Lux Aeterna – Clint Mansell

Nicolò Martinelli: Driving With The Top Down – Iron Man Theme

Luigi Frunzio:  Abiura di me – Caparezza

Sabrina Ferilli Fagone: Run Run Run – Junge Junge ft. Kyle Pearce

Roberto Ruggeri:  Nuvolari  – Lucio Dalla

Francesco Avogaro:  Learn To Fly  – Foo Fighters

Francesco Terlati:  Fossi Figo  – Elio e le storie tese

Daniele Collano:  Welcome to the jungle  – Guns n’ Roses

Fabio bicocchi : Big Iron – Marty Robbins

A me, perché adoro questo brano: Trinity ( da ”  Lo Chiamavano Trinità ) – Annibale

Extra Torino aggiungo:

Alessandro D’anteo e Luca Franceschi:  Il Gatto e la volpe  – Edoardo Bennato

Luca Brian Santoro: The invisible man  – Queen

Marika Calcagno: Trinity Infinity – Don Davis

Guardiamo al progetto in generale comprendendo i vari campionati che lo compongono, quali sono secondi lei le figure che ritiene possano avere un ruolo da protagonista durante questa stagione ? Riuscirebbe a descrivere ognuna di queste attraverso un brano ?

Ci sarebbero tantissime persone da nominare, dai vari mister ai ” top player ” delle rispettive serie. Citerò, a caso e per ispirazione, Michelini a cui dedico ” Don Raffaè “ di Fabrizio De Andrè, Campagna, a cui do ” ti amo campionato ” degli Elio e le storie tese, e Patta e Di Gloria, a cui associo ” per un pugno di dollari ” di Ennio Morricone.

Oltre ad essere presidente e allenatore del Torino, lei è anche admin del progetto. Come si trova a vestire questo ruolo e quali sono le sue mansioni ? Inoltre quali pensa possano essere le prospettive della community sul breve e lungo periodo ?

Essere scelto nel ruolo di admin dai ” founder ” è stato per me fonte di onore e gioia. In realtà le mansioni ci sono ma ci scambiamo spesso “ le maglie ” con gli altri in base a tempi e disponibilità. Nel breve periodo credo che la community crescerà , e di molto, mentre nel lungo periodo penso che vedremo nascere un progetto completamente diverso dall’attuale. Ai miei colleghi dedico ” Un amico come me “ dal film Aladdin, immaginando Pironti nelle vesti del genio e Ballarini in quelle di Aladdin. Singolarmente invece dico ” Il rock di Capitan Uncino “ di Edoardo Bennato per Pironti, ” Crocodile Rock “ di Elton John per Ballarini, ” Destra-Sinistra “ di Giorgio Gaber per Fulco e ” Video killed the radio star “ dei The Buggles per De Donatis.

Giunti alla conclusione di questa intervista, oltre che ringraziarla nuovamente per la disponibilità, le chiedo un consiglio musicale per tutti i nostri lettori.

Come consigli musicali direi: cambiate radio. Non fossilizzatevi su un genere, esplorate in base al vostro stato d’animo. Se dovessi suggerire a freddo, direi un paio compilation presenti nel mio “armadio”: De Andrè e la PFM, i Queen, i Subsonica, i Foo Fighters, i Sonata Artica, gli EELS, e John Cage, tanto per tirare nomi a caso. E infine vorrei assegnare una canzone anche a te Valerio, ovvero ” che idea “ dei Flaminio Maphia.

Grazie mille Giacomo. A presto con un nuovo numero di Fm Sound!

Fm Sound #3: Angela Cm Iadi

La pausa è finita, la quinta stagione sta per cominciare e noi di Progetto X non potevamo rimanere impassibili di fronte all’evento. E cosa c’è di meglio se non ricominciare a raccontare il progetto attraverso i suoi protagonisti? Eccoci tornati con un nuovo numero di FM Sound, la rubrica che coniuga calcio e musica e vi racconta le persone che compongono il gioco attraverso i loro gusti musicali. Per l’occasione abbiamo deciso di interpellare una delle donne del gioco, una ragazza che con costanza, passione e dedizione ricopre oggi svariati ruoli all’interno del gioco. Presidente e Ds della Fiorentina e del Pescara, calciatrice di spicco del Torino e della nazionale e infine giornalista di Progetto X. Stiamo ovviamente parlando di Angela CM Iadi.


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Innanzitutto benvenuta su ” Fm Sound ” Angela. Come collega di Progetto X già conosci ogni meccanismo, ma con te terrò comunque un atteggiamento più formale se sei d’accordo, come se non condividessimo la redazione.

Cominciamo parlando proprio di lei nella vita di ogni giorno: come si descriverebbe? Chi è Angela e qual è la canzone che riuscirebbe meglio a tratteggiare la sua personalità?

Salve a tutti, sono Angela e sono di Caserta, ho più di trenta anni. Sono una persona abbastanza semplice, dolce ed affettuosa. Sono molto schietta e se devo dire una cosa non mi faccio problemi e forse per questo a volte posso risultare antipatica. Sono molto istintiva, preferisco scegliere con l’istinto piuttosto che con la ragione. Sono molto tranquilla, ma occhio a non farmi arrabbiare. Tra l’altro sono anche molto testarda. Una canzone che tratteggia la mia personalità? Io direi “Un’altra te” di Eros Ramazzotti, dato che me l’avevano dedicata parecchio tempo fa, dicendomi di trovare somiglianze con la persona di cui si parla nella canzone.

Qual è il lavoro che volge Angela tutti i giorni e qual è quello dei sogni o quello per cui sente di avere una vocazione e le piacerebbe intraprendere?

Io attualmente sto studiando scienze dell’educazione. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare psicologa, mi piace entrare nella mente della gente. Ma ho abbandonato la vocazione, quindi mi laureerò tra un anno per poi prendere la specialistica in Scienze Pedagogiche per poter insegnare storia e filosofia.

Attualmente sei impegnata in un percorso di studi che sappiamo essere quello relativo all’educazione, settore fondamentale della società. Proprio in questo senso, da studentessa ha già un’idea di cosa andrebbe a migliorare nell’organizzazione scolastica qualora ne avesse l’opportunità?

Nella scuola c’è molto da migliorare, partendo dalla A fino alla Z. Prima di tutto c’è da migliorare l’aspetto del materiale scolastico: spesso manca e docenti e genitori devono contribuire economicamente a queste spese, il che non mi sembra giusto. Poi servirebbe più personale, in quanto in tutta Italia mancano sia insegnanti che personale amministrativo. Aggiungo che bisognerebbe avere figure importanti di supporto, come per esempio degli psicologi che possano affiancare gli alunni afflitti da alcune problematiche, utili anche magari a combattere il fattore “bullismo”.

C’è qualcosa in cui Angela ricerca lo spazio per rigenerare corpo e mente? C’è un hobby in particolare che le piace sostenere per raggiungere di nuovo l’equilibrio ? Ha infine una canzone che ascolta quando sente il bisogno di questi spazi?

Solitamente mi piace vedere qualche serie tv o un film horror. Amo lo shopping, anche se finisco sempre per comprare qualcosa di diverso da quello che mi ero prefissata. Ah E mi piace molto giocare a FM, ovviamente( Football Manager, ndr. ) La canzone che sento? Quello che amo fare nel tempo libero non lo accompagno con una canzone in genere,  ma quella che mi dà la giusta carica è “We Are the Champions” dei Queen.

Innegabile nel suo caso l’amore per il calcio e per la Juventus più nello specifico. Come nasce questo rapporto e , oltre all’inno della vecchia signora, quale canzone sente possa descrivere al meglio questo legame?

Ho iniziato a seguire la Juve dal 1996, dopo l’ultima vittoria della Juve in ” Champions League ” guarda caso. Ma più che alla Juve ero interessata ad Alessandro Del Piero. Poi dopo qualche anno son diventata tifosa della squadra al 100%. Ormai è una passione, cerco di vedere tutte le partite, soffro molto quando giochiamo. Mi piacerebbe andare allo Stadium, l’unica partita che ho visto è stata solo quella tra Fiorentina e Juventus a Firenze, tra i tifosi fiorentini, ed ho pure esultato al gol di Bernardeschi. Per descrivere questo legame mi viene in mente la canzone di Eros Ramazzotti “ Più bella cosa ”, perchè in fondo più bella cosa della Juve cosa c’è?!

Juan Guillermo Cuadrado Bello: se le dico questo nome lei cosa mi racconta in merito? E se potesse dedicargli una canzone, quale sarebbe?

Juan Cuadrado è il mio giocatore preferito. Lo amo tanto quanto ho amato Del Piero, Marchisio, Buffon. Anche se a differenza di questi ultimi non viene riconosciuto come bandiera magari. A me poi già piaceva ai tempi del Lecce e della Fiorentina. Quando nell’estate del 2014 fu vicino alla Juve, mi è dispiacque parecchio il suo mancato arrivo. Poi finalmente nel 2015 eccolo: l’ho amato dal primo giorno, ancora di più dopo il suo gol nel derby contro il Torino. Ma mi è entrato nel cuore definitivamente quando, dopo la finale di Coppa Italia contro il Milan nel 2016, lui si mise a piangere chiedendo di restare alla Juve. Non avevo mai visto un giocatore che era alla Juve solo da un anno e per di più in prestito, piangere per la squadra e la cosa mi commosse. Da quel giorno è il mio giocatore preferito, infatti quando mi sono iscritta a “Progetto football Manager” mi sono inspirata a lui nella scelta del ruolo. La canzone che gli dedicherei è “ A te” di Jovanotti.

Come è avvenuto il suo approdo a Progetto Fm? Quali sono stati i passi che l’hanno portata a partecipare al gioco fino a divenire un elemento di spessore all’interno dello stesso.

Mi sono iscritta per caso; all’inizio non ci capivo nulla e infatti non sono partita molto bene a livello di attività. Il grande passo l’ho fatto quando sono arrivata al Torino. Lì ho iniziato a capire il meccanismo del gioco, l’importanza dell’attività, ma oltre agli aspetti del gioco al Torino mi hanno insegnato e trasmesso anche il valore del progetto, l’impegno, l’essere un gruppo coeso ed unito. Grazie a loro sono diventata quella che sono adesso, cioè una giocatrice attiva, presidente e ds.


FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

A proposito del progetto, rispetto a quanto fatto fino ad ora sente che avrebbe fatto qualcosa in maniera diversa con il cosiddetto senno di poi ?

Non rimpiango quasi nulla di quello che ho fatto, gioco nella squadra che amo e dove mi sento a casa, ho due presidenze e sono ds. Forse col senno di poi non avrei lasciato la presidenza del Vicenza, squadra che porterò sempre nel cuore, ma essendo una persona abbastanza filosofica ritengo che ogni cosa succeda per un motivo. Se non l’avessi lasciata ora non sarei la presidente della Fiorentina, dove mi trovo parecchio bene. E’ un po’ come quando perdi un amore: ti disperi e poi ne trovi un altro.

All’interno del progetto lei ricopre i ruoli di: presidente e Ds della Fiorentina e del Pescara, una fortissima calciatrice del Torino e della nazionale e infine giornalista di Progetto X. Come è arrivata a questi ruoli, come si trova a dividersi per ognuno di questi e quale canzone si sente di condividere con noi per descriverli?

In generale ho deciso di intraprendere il ruolo di presidente perché amo molto il progetto e lo trovo un qualcosa di indescrivibile. La scelta sulla Fiorentina è ricaduta quasi per caso, dopo le dimissioni dalla presidenza del Vicenza avevo un po’ perso gli stimoli, e Giacomo Sedda mi suggerì di acquisire la Fiorentina in quanto si trovava in una situazione particolare. E così, insieme Daniele Pusceddu, decisi di buttarmi in questa avventura. Poi nacque l’idea di affiliare la squadra con quella satellite, cioè il Pescara. Per quanto riguarda il ruolo da ds, alla Fiorentina avevamo un direttore sportivo che non aveva svolto bene il suo lavoro, così decisi di provare a ricoprire io stessa quella carica, in modo da risollevare la squadra dalla situazione in cui si trovava. Per quanto riguarda il lavoro da giornalista io amo scrivere, e inoltre così ho l’occasione di interfacciarmi con gli altri tramite le interviste, riuscendo a conoscere meglio chi fa parte del progetto. Ringrazio molto Alessandro Pironti che mi ha dato questa possibilità. Dividersi tra ds, presidente, e giornalista, aggiungendo anche il ruolo da giocatrice è un po’ difficile, ma non impossibile. Partendo dal fatto che sia una bella cosa intraprendere questi ruoli, se hai persone giuste al tuo fianco riesci a gestire la cosa. Poi io sono una persona che vuole avere tutto sotto controllo, altrimenti ho l’ansia. Nel complesso riesco a gestire tutto: ad esempio quest’estate ero in vacanza e facevo contratti e trattative sotto il sole. La canzone che mi viene in mente per descrivere questi ruoli è la canzone “Non mollare mai “ di Gigi D’Alessio, perché quando intraprendi ruoli così importanti capita di incontrare difficoltà e ostacoli e quindi devi trovare motivazione e voglia per non mollare mai.

Momento curiosità: com’è trovarsi nella condizione di essere una tifosa Juventina e allo stesso tempo giocare per il Torino? Escludendo ogni possibile maliziosa speculazione, come vive questa dualità e che canzone descrive al meglio la sua carriera nel Torino ?

Le cose sono completamente diverse, sono due realtà diverse. Sin dal mio sono arrivo al Toro, ho sempre cercato di scindere le due cose e ci sono riuscita. Non ho problemi a farmi fotomontaggi con la maglia del Torino, ho la maglia di quest’ultima che mi regalò Andrea Conte, che voglio ringraziare, assieme a quelle della Juventus. Non nascondo che all’inizio io mi sia iscritta al progetto con l’ambizionedi giocare nella Juve, ma alla fine sono diventata la Cuadrado del Torino Progetto Gaming e di questo sono molto contenta. Una canzone che possa racchiudere la mia carriera al Toro è “Notte prima degli esami” di Venditti e ora vi spiego il perché: prima che iniziassero i gironi di “Europa Laegue”, presi spunto da questa canzone e la modificai in modo che parlasse della nostra notte prima dei gironi. Stessa cosa feci il giorno prima della finale della stessa, modificandola in “Notte prima della finale”, solo che non l’ho potuta condividere con i miei compagni perché il nostro DS, Francesco Bendetti, non voleva che parlassimo della finale.

Come giocatrice della nazionale lei si è sempre contraddistinta per il grande impegno e le grandi prestazioni ogni volta prodotte. Raramente però si riesce a capire quanto un calciatore possa essere o meno soddisfatto di quanto effettuato in campo, perciò le chiedo, c’è una partita in particolare che l’ha fatta sentire contenta e che magari ha celebrato con particolare felicità? C’è una canzone che glie la riporta alla mente o una che userebbe per tale scopo ?

Innanzitutto dico che sono felice e orgogliosa di giocare In Nazionale, e per questo ringrazio immensamente Alberto De Donatis. La Partita che ho celebrato con maggior felicità è stata quella contro il Portogallo, dove ho segnato. Mi viene in mente la canzone di Gianna Nannini “ Un’estate italiana ( Notti magiche )”. Magari chi lo sa, questa canzone può ritornare in mente anche in un possibile Mondiale.

Quali sono i suoi obiettivi futuri? Ha in mente una ” mappa ” di ciò che vuol raggiungere nei suoi rispettivi ruoli ?

I miei obiettivi sono tanti: spero di riportare presto la Fiorentina in A, di vedere il Pescara in B, ma soprattutto spero di riuscire a creare sempre di più un gruppo unito e attivo. Per quanto riguarda il ruolo da calciatrice spero di restare sempre al Torino, spero di contribuire sempre di più alla crescita della squadra e di dare il mio contributo in campo. Infine sogno di diventare allenatore, anche se la strada è in salita, ma pian piano riuscirò, magari come Maurizio Deidda e Arnando Figoni.

In questa rubrica c’è sempre almeno una domanda ricorrente e riguarda le altre personalità all’interno del progetto. Chi si sente di mettere in evidenza e quale canzone userebbe per rappresentarla?

Allora metterei in evidenza Fabio Bicocchi; è un elemento di spicco e gli dedicherei “Un amico è così” di Laura Pausini  visto che è sempre disponibile e amico di tutti. E poi sento una forte amicizia per lui. Poi citerei anche Giacomo Sedda, persona abbastanza seria e leale: ama il suo lavoro di allenatore e quindi gli dedico “l’allenatore” di Morandi.

Ultimo ma non ultimo direi Figoni. A lui dedicherei la canzone “Urlando sopra il cielo” di Ligabue: lui urla parecchio quando allena e in chat, e ogni tanto nomina qualcosa che è per l’appunto, in Cielo.

Siamo dunque giunti alla fine di questa intervista. E’ stato un vero piacere e la ringraziamo ancora per la disponibilità. In ultimo dunque, c’è un’artista che consiglierebbe di ascoltare a tutti i nostri lettori?

E’ stato un piacere anche per me essere in vostra compagnia, un saluto a tutti. Per quanto riguarda l’artista direi Ramazzotti. A me piace molto, perciò.


Infine ecco a voi la la playlist ricavata dalle preferenze dell’intervistata. Buon ascolto!

FM Sound #2: Filippo Scudetto Ballarini


Di Valerio Cicchinelli. Grafica a cura di Simone Bonaldi.


Quando abbiamo cominciato a pensare a chi intervistare nel secondo numero di Fm Sound, ci è venuto spontaneo immaginarci qualcuno che fosse legato a De Donatis, ma che potesse esprimere delle preferenze differenti se non addirittura contrastanti. Ragionando sul possibile nome che avrebbe risposto a questa esigenza, siamo quasi da subito giunti ad una scelta: Filippo Scudetto Ballarini.  Filippo, oltre ad essere il fondatore di ProgettoFM e un grande appassionato di calcio, è anche il partner di Di Donatis in ogni live che ci accompagna ai risultati di FM ( Football Manager, ndr. ). La coppia, inutile dirlo, risulta sempre vincente, capace di donare agli utenti una divertentissima cronaca di ogni partita e dei siparietti che rimangono ben fissi nella testa, anche a giorni di distanza. L’alchimia è sempre molto naturale e mai ci si ritrova a fare i conti con qualcosa di forzato. I due insomma rappresentano l’anima più ” viva ” del gioco, ed era corretto andare a conoscere la visione e le sensazioni dell’altra parte che compone questo affiatato duo.  Il meccanismo rimane lo stesso: andremo ad effettuare delle domande divise in AM ( Amplitude Modulation, ndr. ), ovvero le domande più strettamente legate alla realtà, e quelle FM ( Frequency Modulation, ndr. ), ovvero quelle legate invece al ProgettoFm. 

Cominciamo dunque: 

Benvenuto a Fm Sound sig. Ballarini, la ringraziamo per aver accettato la nostra proposta e per essersi dimostrato da subito ben disposto a questa intervista. Cos’ha pensato quando l’abbiamo contattata? Se lo aspettava? 

Buongiorno. Si me lo aspettavo, perché Alberto mi aveva fatto intuire che sarebbe toccato a me ad un certo punto, ma non credevo che mi avreste fatto le stesse domande visto che io di musica non ci capisco nulla. 


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Direi dunque di cominciare con il motivo principale per il quale siamo qui, ovvero le domande AM e FM che poniamo a tutti i nostri ospiti. Partendo proprio dalla vita privata, chi è Filippo Ballarini, cosa può raccontarci di lei, del suo privato? Lavoro, amore, insomma la parte più concreta della sua persona. E quale canzone la rispecchia di più, o quantomeno quale sceglierebbe per dare una visione musicale di se stesso? 

Come anticipato prima, per fare un confronto con il calcio, io e la musica siamo come il tipo che segue solo il mondiale perché lo vede in tv sulla Rai. Quindi magari conosco tutte le canzoni più importanti ma non saprei assolutamente dirne il titolo o il cantante. Tuttavia sono un grande fan delle sigle dei cartoni animati, quindi essendo anche quella musica, utilizzerò quei titoli pur deludendo Alberto. Probabilmente la canzone che riassume la mia persona potrebbe essere ” Darkwing Duck “ e un pizzico di ” Scuola di polizia “. Quindi una persona inizialmente solitaria che però, quando prende confidenza con le altre persone, diventa esageratamente scherzosa. In amore probabile che io sia come il tipo in ” Rossana “, che da fuori sembra che abbia pochi sentimenti e se ne frega abbastanza di un po’ di tutto, ma poi alla fine la tipa la conquista.  

Facendo qualche ricerca su di lei abbiamo saputo dei suoi anni di studio presso lo Johan Cruyff Institute ad Amsterdam e presso il Martin College a Brisbane. Ci può dire qualcosa in più su questi due percorsi, sulle rispettive esperienze estere e del perché di queste due scelte? E quali brani o musiche assocerebbe ad ognuna di queste? 

Ho scelto di andare a studiare all’estero perché semplicemente col metodo di studio italiano sono una capra totale. E’ uno studio basato esclusivamente sulla teoria e sul leggere libri su libri. In Australia e anche in Olanda invece sono molto più orientati verso uno studio pratico, dove contano soprattutto la tua creatività e intelligenza. E appunto lì non ho avuto alcun problema a superare gli esami. Come musica prenderei la sigla dei ” Pokemon “, dove un protagonista, Ash Ketchum, per nulla bravo nella pre-battaglia, poi sa trovare in campo sempre la soluzione migliore per battere il suo avversario. Inoltre viaggia di continuo e si confronta con diverse culture.

Sappiamo del suo profondo amore per il calcio, cosa che l’ha portata ad appassionarsi a Football Manager fino a partecipare a dei tornei e a fondare ProgettoFM, ma su questo torneremo dopo. Quello che ci interessa conoscere è quale altro sport attira l’attenzione di Filippo Ballarini.  

Mi piacciono più o meno tutti gli sport, ovviamente nessuno al livello maniacale del calcio, però mi piace molto la Formula 1 che seguo fin da piccolo. Anche la Moto GP, sebbene la segua molto meno rispetto a prima. Ho anche giocato a basket fino ai 16 anni, ma non l’ho mai seguito veramente, giusto un pochino di NBA. Solitamente comunque seguo molto di più gli sport del luogo dove mi trovo in quel momento. Ad esempio quando stavo a Miami seguivo molto di più il baseball e il football americano, così come in Australia il rugby. In Olanda invece mi sono rifiutato di seguire l’hockey sul prato.

Parliamo proprio del torneo di Football Manager che si è tenuto a Londra e al quale lei ha partecipato raggiungendo i sedicesimi di finale. Quali sono state le sensazioni che l’hanno accompagnata verso questo traguardo? Ha mai usato una musica o un brano per concentrarsi prima di una partita o per scaricare lo stress subito dopo ? E Come è stata invece l’esperienza Greca. Saprebbe associarvi una canzone? 

È stata una bella esperienza, l’unica sfortuna è stata quella di capitare nel girone più difficile perché per l’appunto i due giocatori arrivati davanti a me hanno poi raggiunto la semifinale e l’altro addirittura ha vinto il torneo. Ma comunque è stato molto bello, anche perché non c’era quella voglia di vincere ma più di partecipare insieme e soprattutto di divertirci e confrontarci. Non ascolto nessuna musica in particolare prima o dopo una partita, solitamente mi guardo un video o un film per distarmi. Per quanto riguarda l’esperienza in Grecia, posso dire che è stata molto positiva, peccato essere uscito agli ottavi dopo aver fatto punteggio pieno ai gironi, ma capita se ti va storta una partita. Per il resto belle spiagge, bella musica, belle ragazze. Unica nota il negativo il cibo. Riassumendo con una canzone, direi “Pollon combina guai”

Abbiamo saputo di un suo prossimo viaggio in California, organizzato con altre persone legate al gioco. Abbiamo già parlato delle sue altre esperienze estere, perciò ci viene da chiederle cosa rappresenti per lei il ” viaggiare “. E’ solo il modo di evadere da una quotidianità o c’è una voglia di scoperta e conoscenza più profonda che l’accompagna? E come immagina che andrà questo viaggio ? Ha qualche idea in mente? 

Sono uno che ha viaggiato tantissimo nella vita, che ha visitato tutti i vari continenti e le principali città del mondo, ma non sono uno a cui piace osservare e soprattutto, paradossalmente, odio il viaggio. Con viaggio intendo proprio letteralmente arrivare da un punto all’altro del mondo. Soffro molto la nave e un po’ la macchina, quindi può capitare che mi venga la nausea. E come detto non sono un grande scopritore, preferisco rimanere nello stesso luogo più che continuare a muovermi. La cosa che mi piace del viaggiare è quella di fare cose che a casa non fai mai o raramente, tipo banalmente andare in spiaggia, stare fuori tutta la notte, conoscere nuove persone e vivere il posto in pieno. Se ogni giorno cambi località alla fine è come vedere poco o nulla. 

San Diego sicuro sarà una grande esperienza, tutti i viaggi del genere che ho fatto mi hanno sempre lasciato bellissimi ricordi e aneddoti. Quindi immagino che pure questa mi porterà storie da raccontare. 

Signor Ballarini, una domanda forse un po’ azzardata, ma cosa l’ha spinta a cantare in diretta mondiale ” The Pretender ” dei Foo Fighters durante il TwitchCon ?  

Io nemmeno volevo farlo; cioè più che altro non sapevo dove mi stavo infilando. Inizialmente non avevo idea che fosse live su twitch e non ho di certo scelto io la canzone. Ho solo seguito il branco come una pecora e ho fatto quello che ho potuto. 

La domanda alla quale abbiamo girato attorno ma che è giunto il momento di fare: come nasce l’idea per il ProgettoFM, e come nasce la scelta delle persone con le quali creare da zero una cosa così ambiziosa e che tanto bene sta facendo soprattutto nel creare una community coesa, come visto ultimamente nella ” 24 ore per la vita “.  

L’idea originale nasce come un semplice modo di divertirsi con gli amici e con gli appassionati di FM. Ero ad Amsterdam a studiare e abitando distante dal centro e avendo periodi con tanto tempo libero, mi era venuta la classica idea di creare una squadra su FM coi miei amici. Solo che non avevo tanti amici che giocavano a FM e quindi ho proposto la cosa nei vari gruppi del gioco. Ha avuto decisamente successo, anche perché trasmettevo le partite su YouTube e Facebook. Alla fine avevo dovuto creare il Drink Team A e Drink Team B e chi si dimostrava molto attivo nel B veniva portato in prima squadra. Pochi mesi dopo Alessandro ( Pironti, ndr. ) si accorge della mia idea e mi propone di estenderla a tutta la Serie A, così ho accettato e tutto ha avuto inizio. 

Una piccola chicca: il gruppo che ora è chiamato Progetto FM prima lo usavo solo per il Drink Team B, infatti andando indietro nella cronologia c’è gente che si iscrive per quello. 



FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

Passando alle domande inerenti al progetto, è impossibile non cominciare chiedendole di raccontarci il suo rapporto con Alberto De Donatis, suo compagno di live con il quale durante le live, vi punzecchiate e vi divertite a farci la cronaca di ogni partita. Come abbiamo potuto leggere nel numero 1 inoltre, De Donatis non sembra avere particolare affinità coi suoi gusti musicali. Lei come risponde a questa opinione e soprattutto, quale canzone userebbe per descrivere De Donatis? 

Ha perfettamente ragione, non capisco nulla di musica, o almeno non la conosco. Poi magari ci piacciono anche le stesse canzoni, ma non saprei mai dire nome o cantante. Ma anche con queste differenze concludo con un “Ti voglio bene Denver “. 

 Se dovessi chiederle di gettare lo sguardo ” oltre la siepe “, quali aspettative o idee si è fatto sul futuro del progetto? E quest’ultimo che musica avrebbe? 

Il Progetto ha un potenziale enorme; solo a pensare di portare lo stesso format in altri paesi e quindi sbloccare i trasferimenti internazionali e ritrovarsi in un altro paese con un’altra lingua e magari l’arrivo dei traduttori nelle società. O mille altre cose possibili. La canzone direi ” Jeeg Robot D’Acciaio”

Oltre ai ruoli già citati lei è anche il direttore sportivo del Drink Team, il cui motto recita testualmente: ” coma etilico, fame chimica, acqua, sobrietà, ubriachezza molesta “. Partendo da questi principi ci racconti un po’ di questa esperienza e magari un aneddoto relativo, ovviamente corredato da una canzone che simboleggi al meglio la formazione di questa squadra. 

Non ho mai ben capito perché abbia scelto Drink Team. Ovvio c’è l’assonanza Drink con Dream, ma non era solo quello. Credo che nel mio inconscio abbia scelto quel nome perché la mia ragazza di quel periodo viveva a Dublino e lì è famosa la birra. Poi essendo uno a cui piace bere alcolici in generale mi è sembrata la scelta più ovvia. Inoltre ho messo come sponsor lo Jegermeister perché è il mio amaro preferito. Qua per la prima volta non metto una sigla dei cartoni animati, perché effettivamente il Drink Team ha un inno chiamato ” Another Irish Drinking “. E il ritornello fa: “Then we’ll throw up, pass out, wake up, and then go drinking once again. ” 

Con il Crema si è di fatto inaugurata una nuova evoluzione del Progetto, un passo sicuramente importante e che si spera possa coinvolgere anche altre società nel fare lo stesso. Come ” Marketing Manager ” della squadra che opinione ha della situazione di classifica e delle prospettive della stessa, e c’è un brano che userebbe per definire ciò? 

Nel Crema ci crediamo molto perché potrebbe essere la prima di tante. Come su Fifa esistono già le squadre e-sport ufficiali, vorremmo fosse cosi anche su FM direttamente nel nostro Progetto. Ormai nel campionato pensiamo al prossimo anno e si punta ovviamente alla B. La canzone è ” E’ Quasi magia Johnny. ” 

Come fatto con De Donatis le chiediamo gentilmente di associare una canzone per i campionati e le nazionali del progetto. Quelle che reputa possa descriverle al meglio. 

La sigle di ” Holly e benji “:  1, 2 e forever. Potete mischiarle come volete per campionati e nazionali, non cambia nulla. 

Nella stagione corrente quali pensa siano i giocatori, dirigenti o comunque personalità più interessanti da citare e quali brani o musiche sceglierebbe per loro ? 

Tolti gli admin direi Conte e Campagna, che sono quelli più innovativi ed esperti in termini di idee creative per il Progetto. A Campagna dedico ” Lupin, L’incorreggibile Lupin” , mentre a  Conte ” L’ispettore gadget “.

Ultimamente siamo stati testimoni di un’interessante sfida avvenuta tra lei e Scardace, un duello nato, così sembra, per la ” mano ” di una ragazza. C’è stata una intensa competizione tra voi due, ci potrebbe dire qualcosa in più su questo episodio e quale canzone secondo lei potrebbe narrare al meglio l’epica della vicenda? 

Da quel che ricordo, ma magari mi sbaglio, tutto nacque perché in molti scrivevano a questa ragazza che si chiamava Carlotta per tentare un approccio. Forse cercando un modo simpatico far ingelosire tutti i pretendenti ha iniziato a fare post ironici dove diceva che fosse innamorata di me. Scardace ovviamente l’ha presa come sfida personale e mi ha appunto sfidato per la mano della dama. Alla fine ho vinto battendolo a F1 in live. Pure qua niente sigla, ma ” The neverending story “.

Un’ultima domanda prima della conclusione: in molte live lei si è lasciato andare a delle previsione che si sono poi puntualmente avverate, quasi fosse un ” orologio svizzero “, tanto da creare un vero e proprio culto dietro questa caratteristica, cosa che le permetterebbe di entrare di diritto in qualche puntata di Mai Dire Goal. E’ frutto del puro caso o ha davvero qualche superpotere a noi sconosciuto ? E ha già qualche sensazione su chi sentirà le ” Hell’s Bells ” ( brano degli AC/DC, ndr. ), la prossima volta? 

È solo un normalissimo calcolo delle probabilità: ogni partita io dico il risultato attuale, dicendo chi sta giocando meglio o peggio. Quando tutto va come deve andare passa inosservato, ma quelle volte in cui capita l’impossibile, ovviamente sembra che io abbia gufato. Magari capita subito dopo averlo detto e li sì che la cosa sembra una gufata colossale. Comunque il Torino vince la EL ( Europa League, ndr. ). 

In conclusione, avrebbe una canzone, un album, una colonna sonora che ci consiglia di ascoltare ? 

No, è già stata una fatica della vita a trovare delle canzoni, maledetti voi. Ascoltatevi l’inno del Milan: ce ne sono due, siete fortunati. 


Come sempre ecco a voi la la playlist ricavata dalle preferenze dell’intervistato. Buon ascolto!

Alcuni brani potrebbero essere assenti perché non reperibili su Spotify.

RegoliamoCi

A 2 settimane dalla fine del campionato di serie C la redazione di Offside ha deciso di spiegare il funzionamento dei playoff di C.
Ai playoff sono qualificate tutte le squadre che hanno concluso la stagione regolare dalla seconda alla decima posizione nei tre gironi di C per un totale di 27 squadre. Le seconde di ogni girone più le 2 migliori terze classificate, per un totale di 5 squadre, sono qualificate per il secondo turno mentre le altre 22 squadre sono qualificate per il primo turno.Il primo turno è composto da 11 accoppiamenti da disputare in incontri da andata e ritorno, il secondo turno è composto da 8 accoppiamenti sempre in andata e ritorno.
Dal 2 turno il server sorteggiato il tabellone tennistico fino alla finale(sempre andata e ritorno). In totale si svolgeranno 5 turni per decretare la 4° promossa in serie B.

Differenze con il fuffa.

Innanzitutto bisogna dire che i playoff sono molto diversi dai playoff fuffa, con l’esclusione della vincitrice della coppa Italia di C (se non già qualificata), poiché molto difficile da inserire nel server.
Un’altra differenza è il fatto che i playoff fuffa si dividono in playoff dei gironi e in playoff off nazionali, mentre i playoff pg sono nazionali (già dal primo turno si possono incontrare squadre di un girone diverso)grazie a questa differenza si perde un turno: dai 6 del fuffa (2 turni playoff girone e 4 turni playoff nazionali) ai 5 del pg. Di conseguenza le squadre dal quinto al decimo posto per essere promossi in B devono giocare un turno in meno, mentre le seconde classificate e la peggior terza devono giocare un turno in più. Altra differenza è che tutti i turni del pg sono andata e ritorno mentre nel fuffa i primi due turni sono solo andata in casa della miglior classificata. L’ultima differenza è che gli accoppiamenti del pg è totalmente random, rispetto al fuffa dove i migliori classificati giocano sempre contro i peggiori classificati.


Com’è sarebbero i playoff oggi? Chi gioca il primo turno? Chi è classificato al secondo turno?


Nel girone A, il girone più equilibrato per la promozione diretta, parteciperanno ai playoff 2 squadre tra Venezia(84) Juve Domo(83) e Udinese(81), che si giocano il primo posti, gli altri sicuri sono: Pordenone, Cuneo Longobarda, Albese, Verona e Mantova. Gli altri 2 posti usciranno tra Cuneo (58), Pro Vercelli (57) e Monza (54), con la prossima sfida decisiva che vede contro Pro Vercelli e Monza.


Nel girone B, 8 posizioni sono già matematiche, manca solo chi sale, con l’Empoli che ha 5 punti di vantaggio sull’Americacandy Siena, e chi arriverà al terzo posto con il Tuttocuoio che ha 2 punti di vantaggio sul Perugia e sul San Marino. Ricordo con il terzo posto non si è sicuri al 100% di disputare direttamente il secondo turno. Le altre 5 squadre che sono già sicure di disputare il primo turno sono: Sanremese, Reggiana, Piacenza, Pisa e Sambenedettese.


Nel gruppo C, con il Cagliari già promosso, sono 5 le squadre che sperano di saltare il primo turno, La Lupa Roma(83), il Torres(82), la Casertana(79), il Locri(78) e il Catania(78). La Reggina e il Latina sono qualificate mentre ci sono 2 posti per l’Aquila(51), Fidelis Andria(49) e il Messina(47).

Facendo un riepilogo già 20 squadre sono sicuramente ai playoff, 5 squadre stanno lottando per la promozione, altre 6 squadre stanno lottando per la conquista dei playoff e solo una, il Cagliari, è matematicamente prima e sicura di andare in B direttamente.
Un altro aspetto da analizzare è capire chi sarà la peggior terza, in questo momento è nel girone A, che però ha anche possibilità di salire in B.
Gli ultimi 180 minuti toglieranno ogni dubbio. A tutte le squadre che sono qualificate o che lo faranno in seguito facciamo un grande in bocca al lupo, sperando che i playoff potranno dare visibilità ai giocatori e alle società che meritano grandi palcoscenici

Articolo scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Del Prete Antonio

Messina: Una nuova ma brillante realtà

Buonasera presidente Roberti , per iniziare la nostra intervista ti volevo chiedere perché avete scelto di avere una squadra affiliata?

Noi abbiamo scelto di avere una squadra affiliata perchè crediamo che sia molto utile avere una cantera dove far crescere, sia in termini tecnici che di attività, i neo iscritti al Progetto.

E perché avete scelto proprio il Messina?

Quando si è presentata l’occasione di scegliere, abbiamo dato un occhiata al Girone C di Serie C, in modo da non allontanarci troppo, in termini geografici, dalla squadra principale. Abbiamo scelto il Messina ricollegando un pò le nostre radici storiche che accomunano Napoli con la Sicilia.

Chi è il ds e l’allenatore? Presentali.

L’Allenatore è Salvatore Ponticelli, lo stesso Allenatore che guida la prima squadra, riteniamo sia abbastanza importante affidare gli stessi schemi, e moduli, alla squadra affiliata, in modo da far abituare e a far assimilare tutte le indicazioni ai canterani che il Mister usa in prima squadra. Il DS invece è Marco Auritano, come da regolamento, lo stesso Direttore Sportivo della prima squadra.

Parlami del vostro giocatore,Luongo:com’è e che ruolo potrà avere nel progetto.

È un profilo molto interessante, è un attaccante che ha già totalizzato 13 goal in 12 partite, pecca un pò fisicamente ma lo trovo bello carico ed attivo, voglioso di raggiungere i propri bonus attività, se continua così ha le possibilità di salire in prima squadra.

Facciamo un passo indietro.
Secondo te per le neo-squadre perché è difficile trovare giocatori? È un fatto legato ai pochi nuovi membri o un fatto di poca pubblicità?

Credo sia difficile aggiudicarsi un neo iscritto vista la tanta concorrenze di squadre che cercano di costruire la propria rosa, è un gruppo sempre in piena espansione non credo che il problema principale sia il poco numero di iscritti visti i numeri. Purtroppo molti gruppi non consentono lo spam e quindi questo penalizza molto la pubblicità.

Secondo te chi sale e chi va ai playoff nel girone c?

Per me sale il Cagliari, per i Playoff tutte le squadre attualmente dentro sono abbastanza tranquille e quasi certe di disputarlo, l’unica posizione a rischio è proprio la nostra dove ci sono altre 2-3 squadre in lotta con noi per l’ultima posizione disponibile.

Un ultima domanda, quali sono i vostri progetti futuri?

Sicuramente in primis quello di arruolare neo-iscritti, sotto questo aspetto siamo molto indietro, ci sono molte squadre già abbastanza formate e dunque questo ci penalizza sull’appeal di essere scelti, la concorrenza è tanta. L’obiettivo principale è comunque quello di far crescere e formare i neo-iscritti e cercare di far fare il grande salto a coloro che si rivelano molto attivi ed interessati.

Un in bocca al lupo al Messina, che possa raggiungere la tanto agognata promozione, e al Napoli sua squadra madre.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Antonio Del Prete

Saranno Famosi: Yuri Monti

Difensore centrale della Lupa Roma, 18 anni.

Senza ombra di dubbio ci troviamo davanti ad una delle migliori promesse del girone C della serie C, ma anche dell’intero panorama italiano. Monti è un difensore centrale molto forte che fa della tecnica la sua maggiore virtù. A soli 18 anni, infatti, possiede alcune caratteristiche davvero mostruose per il ruolo, come contrasti e marcatura, entrambi a 16. Come se non bastasse, Yuri ha anche un fortissimo senso della posizione (17), che lo porta ad essere quasi sempre al posto giusto nel momento giusto. Un giocatore con queste caratteristiche non può passare inosservato, ed infatti è arrivata pochi giorni fa la sua convocazione nell’Italia under 21.

Altre punti di forza di Monti si riscontrano indubbiamente tra le qualità fisiche, dove spunta una accelerazione a 16 ed una velocità a 17. Questi valori rendono Yuri uno dei difensori più veloci, capace di rientrare velocemente in una situazione di contropiede. Per questo, è il candidato ideale a rimanere come ultimo baluardo in caso di calci d’angolo o punizioni avanzate.

Da difensore centrale puro con compiti puramente difensivi, Yuri Monti è insuperabile. Se proprio volessimo trovare qualcosa in cui potrebbe migliorare, senza dubbio sarebbe la massima elevazione (per rendersi ancora più insuperabile nel gioco aereo) e la freddezza, con quest’ultima in realtà un po’ bassa (9). Alzando un po’ il valore della freddezza, Yuri Monti potrebbe davvero ambire ad eliminare le poche sbavature in quelle partite di per sé già perfette.

La Lupa Roma ha trovato in Monti un vero e proprio diamante, non solo per le sue abilità ma anche per i risultati che sta conseguendo sul campo. Su 31 presenze, infatti, il nostro Yuri è riuscito a mantenere una grandissima media di 7.21, con prestazioni coronate da un assist ed un goal.

Monti è un giocatore di cui sentiremo parlare sicuramente nel progetto, grazie anche ad una attività invidiabile che lo porta ad essere sempre al centro dell’attenzione. Con la sua maschera, le sue prestazioni sul campo ed il suo “progetto” nell’Asylum, Yuri Monti ha ancora molto da dire nel Progetto; ed Il campionato non vede l’ora di poterlo continuare ad ascoltare.

Scitto da Alessandro Caluri

Revisionato da Antonio Del Prete

Saranno Famosi: Fiore Gabriele Giordano

Terzino sinistro della Juve Stabia, 17 anni.

Dopo Davide Velluso ci troviamo a parlare di un altro talento cristallino della Juve Stabia, ossia Fiore Gabriele Giordano. Il terzino sinistro ha qualità tecniche e fisiche di grandissimo livello, su cui spiccano i contrasti a 16 ed i cross (anch’essi a 16), che lo rendono perfetto non solo per la fase difensiva, ma anche quella nella trequarti avversaria. Capace di sovrapporsi eventualmente al trequartista (o centrocampista) sinistro, può mettere in mezzo dei cross velenosissimi per la retroguardia avversaria. Il suo senso della Posizione, a 16, lo aiuta anche in questo.

Nonostante i soli 17 anni d’età, Giordano possiede delle qualità mentali davvero molto buone, che possono migliorare incredibilmente in futuro. Proprio per questo, nell’ottica di un suo potenziamento, un innalzamento della PA potrebbe fare proprio al caso suo. La Determinazione a 16, infatti, potrebbe garantirgli un miglioramento “gratuito” di alcune skill utili soltanto scendendo in campo e allenandosi.

Le sue grandi qualità tecniche, unite alle ottime prestazioni sfoderate con le Vespe in prima squadra, gli sono valse la convocazione nell’under 19 italiana allenata da Giacomo Sedda. Una convocazione che è arrivata alla luce, anche, della sua grandissima attività nel Progetto.
Con la maglia giallo-blu della Juve Stabia Giordano ha giocato un totale di 14 partite, collezionando finora un gol, due assist (di cui 1 nelle ultime cinque partite) e 5 ammonizioni, con una media voto molto alta pari a 7.29.

Fiore Gabriele Giordano ha già ora, di per sé, delle qualità tecniche e fisiche incredibilmente alte. Nel suo futuro, grazie ai potenziamenti che arriveranno a fine stagione, non possiamo che vedere una marea di successi. Non ci resta che augurargli il più roseo dei futuri.
Perché no, anche ringraziarlo per partecipare al nostro Offside.

Scritto da Alessandro Caluri

Revisionato da Antonio Del Prete

Pennisi: “Giocare a San Siro emozione incredibile. Tenteremo di frenare Cremonese e Lazio”

Il periodo positivo del Drink Team continua, dopo il pareggio per 1-1 con l’Inter a San Siro che lascia ancora un’enorme porta aperta sull’Europa per gli Orange. Come di consueto, il mister del Drink, Christian Pennisi, si è presentato ai nostri microfoni per parlare della gara.

Buonasera mister. Affrontare squadre come l’Inter è sempre suggestivo e affascinante. Lei che emozioni ha provato in questi giorni e stasera, quando siete scesi in campo?
E’ stata una bellissima sensazione giocare in un tempio del calcio come San siro, però a Milano solo Milan.

A fine gara ha detto ai suoi: “Va bene così, avremmo potuto vincere, ma anche perdere”. Dunque è soddisfatto del risultato, per quanto espresso in campo?
Si sono soddisfatto, l’Inter è una grande squadra e volevano riscattarsi dopo la sconfitta con l’Arsenal, abbiamo fatto una discreta partita e sono contento del risultato.

Ha qualche rammarico, cambierebbe qualcosa, tornando indietro e sapendo come è andata a finire?
Non cambierei nulla, di più non potevamo fare.

Adesso tocca a Cremonese e Lazio. Ha qualche idea su come fermare questi due carri armati?
Fermare due squadre così è quasi impossibili, ce la metteremo tutta, ci vuole molto culo.

Diego Spezzacatena


Il Drink cede al Bari, il commento di mister Pennisi

Buonasera mister. Difficile parlare dopo una sconfitta del genere. Secondo lei, qual è stato l’ingranaggio negativo che ha generato la serata storta?
Buonasera, probabilmente ancora dobbiamo ingranare dal punto di vista tattico, sono sicuro che col tempo miglioreremo e andrà tutto bene.

Pensa che il risultato sia giusto o avreste meritato di più?
Per come abbiamo giocato il secondo tempo abbiamo meritato la sconfitta. Primo tempo giocato bene e meglio del Bari, nel secondo tempo non siamo mai scesi in campo, quindi complimenti al Bari, che in dieci ha giocato molto meglio di noi.

La coperta forse è un po’ corta in difesa. Chiederà rinforzi precisi alla dirigenza?
È vero, in difesa siamo un po’ corti e con una squalifica o un infortunio siamo già in emergenza ma, vedremo. Lavoro con quello che mi concede la società.

Da dove ripartire in vista della prossima sfida?
Con più cattiveria e più determinazione, c’è tanto da lavorare. Sicuramente devono arrivare i goal degli attaccanti, che arriveranno già nella prossima partita, ne sono certo.
Forza drink!

Diego Spezzacatena