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Sulle orme del Divin Codino?

18 maggio 1990: per 25 miliardi di vecchie lire Roberto Baggio passa ufficialmente dalla Fiorentina alla Juventus
Firenze viene messa a ferro fuoco dai tifosi gigliati che chiedono la testa dell’allora presidente Pontello.
Stagione 4: la Fiorentina naviga in acque scure e la voce di una possibile cessione di Marchi, uomo simbolo della Viola, inizia ad essere più di un’ipotesi.
Come nelle peggiori aste fantacalcistiche di quest’anno, devastate dall’arrivo di CR7 in serie A, anche all’interno di PG tutte le società di A drizzano le antenne.. Spicchio sul mercato? Sarebbe un colpo fantastico.
Ma perché questo colpo sarebbe così importante? Scendiamo nel dettaglio..

UN UOMO CHE PORTA BONUS
Marchi è un membro storico, presente all’interno del progetto dalla stagione 1. La sua presenza è costante e annualmente ha portato bonus massimi (stagione 1 e stagione 2) o medio alti (200k nella stagione 3) alla sua società. La sua forza, sotto questo aspetto, è appunto la costanza nel rendimento e nella presenza.
Tuttavia Gabriele ad oggi non porterà mai 300k in quanto il suo profilo, come è noto, non può godere del bonus condivisione in quanto “fake”. Un malus, salvo cambiamenti in corsa a livello di “amici extra progetto”, da prendere in considerazione sia per lui che per la società che eventualmente penserà di acquistarlo.

CARISMA E PRESENZA: UN LEADER NELLO SPOGLIATOIO E FUORI
Come allenatore ha dimostrato, in campo, di essere molto forte e in grado di creare sempre gruppi compatti. Al Milan, al Bari ed ora al Foggia non ha inoltre mai saltato mezza partita, se non a causa dello storico esonero in Stagione 1 o del ban che l’ha colpito mentre era sulla panchina del Bari (per un errore oggettivamente veniale da parte sua e per il quale ha ammesso le sue colpe).
I giocatori da lui allenati, ed i suoi compagni di squadra, hanno sempre speso solo parole di elogio per lui, definendolo un vero e proprio leader in grado di tirare fuori il meglio da ogni giocatore.

MARKETING
Diciamocelo, Marchi è anche un colpo ad effetto. Chi, in caso di cessione, dovesse comprarlo, diventerebbe automaticamente il re del mercato. Se ci fosse del merchandising dietro al Progetto, probabilmente la maglietta di Gabriele sarebbe la più venduta, generando introiti “stile Juventus” per la squadra acquirente.
Fin da ora le voci di corridoio parlano di squadre che si stanno già attrezzando per poter pagare la cifra richiesta dalla Fiorentina che, però, potrebbe pensare anche di scatenare un’asta per il cartellino. La cifra di partenza, si dice, dovrebbe essere intorno ai 2,5M, destinata a salire.

SCHEDA
Marchi è, in campo, un giocatore di tutto rispetto. Tecnicamente ha un dribbling fulminante, tra i migliori della serie A, accompagnato da un’ottima tecnica e da un buon tiro da fuori. La sua fantasia, la sua determinazione e la sua capacità di dialogare con i compagni si traducono in campo in numeri di tutto rispetto avendo già sfornato la bellezza di 10 assist e 3 gol.
Fisicamente ha una progressione impressionante, paragonabile quasi a quella di un centometrista più che di un calciatore di serie A: nel momento in cui riesce a saltarti con il suo dribbling rincorrerlo diventa un’impresa quasi impossibile, Le sue uniche pecche, forse, le possiamo riscontrare nel gioco aereo dove non eccelle, ma resta comunque uno dei migliori trequartisti/ali del campionato.. e forse ci siamo dimenticati di dire che ha solo 19 anni..

La scheda di Gabriele Marchi

MA MARCHI, COSA DICE DI TUTTO QUESTO?
Abbiamo provato a contattare direttamente il giocatore che però si è negato. Al momento il suo unico pensiero è fare bene in maglia gigliata e non vuole assolutamente essere distratto dalle voci di mercato che stanno girando in questo periodo.
Grazie ad un colpo di fortuna, abbiamo però avuto l’opportunità di contattare il suo agente, a cui abbiamo posto alcune domande.

Essendo ormai molto legato alla maglia viola, diventandone di fatto un uomo immagine, la sua cessione è stata effettivamente richiesta dal giocatore in caso di retrocessione o dalla società per monetizzare?
Onestamente, reputo semi impossibile una scelta societaria con l’obbiettivo di vendere il mio assistito, o quanto meno anche in caso di retrocessione, cosa che comunque non succederà, se fossi nella dirigenza della Fiorentina non venderei il membro più attivo, e quello che è sempre stato fedele alla maglia.
Poi chissà magari domani arriva un email con scritto che Marchi è in vendita e allora valuteremo, però lo vedo molto utopico come futuro.

Se dovesse lasciare la Fiorentina, cosa cercherebbe il Marchi giocatore dalla nuova società? Una squadra in lotta per il vertice? Uno spogliatoio compatto? Una outsider con cui crescere? Quali preferenze avrebbe?
In ogni contrattazione, Marchi non ha mai cercato soldi, vittorie e trofei, e mai lo farà. Preferisce perdere divertendosi con degli amici che vincere da solo. Ad ogni modo so per certo che in questo momento non ha in mente nessuna squadra, perché fino a fine stagione i suoi pensieri sono solo alla Viola! E probabilmente anche in futuro sarà così.

Chiunque dovesse partecipare all’acquisto si troverà ad affrontare una spesa notevole. Potrà Marchi ripagare, in termine di impegno e bonus, l’investimento dell’acquirente?
Il ragazzo ha sempre dato tutto in questo progetto dal giorno uno, anzi, da molto prima della storica creazioni di questo gruppo. Come guadagni stiamo analizzando la possibilità di raggiungere il massimo possibile visti i numerosi amici extra progetto che il mio assistito si è fatto; vediamo, noi siamo molto ottimisti!!

Vi siete stupiti di tutta l’attenzione mediatica a cui siete stati sottoposti in quella che, a tutti gli effetti, è diventata una vera e propria “caccia a Marchi”, oppure ve lo aspettavate?
Più che stupiti reputiamo esagerata l’attenzione che è stata creata dopo un semplice post di Ciancolini… ma evidentemente questo è il mercato.

QUALE FUTURO QUINDI PER MARCHI?
Se il giocatore, come si evince dalle parole del suo manager, non ha mai chiesto la cessione, è stato tutto un gioco? Oppure la Fiorentina ha seriamente intenzione di monetizzare? Marchi sarà il nuovo Baggio od il nuovo Antognoni? Ai posteri l’ardua sentenza..

Rivoluzione Lucchese, cambi di presidenza e novità all’orizzonte

Nel giro di poche ore a Lucca c’è stata una vera e propria rivoluzione, che proseguirà nei prossimi giorni. L’obiettivo finale della Lucchese è la realizzazione di un progetto ambizioso e vincente, che verrà rivelato nel corso delle prossime settimane. Ma andiamo a vedere nel dettaglio quello che è successo fino ad ora.

Roberto Casalati ha dovuto lasciare la presidenza toscana, dopo l’approdo sulla panchina del Progetto Gaming, vista la regola del monoruolo. Casalati saluta Lucca dopo quasi due stagioni di gioco, visto che acquistò la società due stagioni fa, in coppia con l’ex presidente D’Anteo.
Con il presente la società della Lucchese desidera anche ringraziare Roberto, per il lavoro svolto e il supporto dato all’attuale mister Maurizio Deidda e al Direttore Sportivo Mario Carotenuto.

Il ruolo di presidente della società non è però rimasto scoperto, visto che nella notte è stato definito l’accordo che rende Christian Vitale il nuovo patron della Lucchese, insieme con Maurizio Deidda. La redazione de Lo Spezzino e la società toscana augurano a Christian un buon lavoro ed una lunga permanenza a Lucca.

L’avvicendamento Casalati-Vitale non è però l’unica novità. Dietro questi cambiamenti c’è, come dicevamo all’inizio, la volontà di realizzare un grande e nuovo progetto, che verrà dispiegato in parte il prossimo lunedì.
Ad oggi l’unica indiscrezione ulteriore che possiamo fornire è che al duo Vitale-Deidda si affiancherà probabilmente un terzo socio, del quale per ora non è possibile rilevare il nome.

A presto per ulteriori aggiornamenti.

Diego Spezzacatena

Drink Team vincente in Coppa Italia, Ballarini: “Vittoria in Coppa più importante di quella in Campionato”

Buongiorno mister. Dopo la pesante sconfitta contro la Cremonese è stato importante tornare subito in campo per la Coppa?
Sapevo che con la Cremonese sarebbe stato difficile, ma, se dovevo scegliere, era meglio perdere in campionato e poi vincere in coppa, e così è andata.

È stato complicato gestire le assenze per via della Nazionale?
È stato difficile, ma nello stesso tempo facile, perché avevo pochi dubbi per la formazione, visto i pochi giocatori a disposizione.

La sfida è stato più difficile del previsto contro la Fiorentina?
L’abbiamo gestita quasi sempre noi, potevamo andare sul doppio vantaggio più volte. Panoz ha preso un palo e il loro portiere ha fatto un paio di parare importanti. Quindi sono felice così del risultato.

Possiamo dire che l’intuizione di D’Artibale in difesa è stata azzeccata, visto il gol e il premio di MVP? Riproporrà l’esperimento, anche senza emergenze?
Magari qualche allenatore avrebbe preferito mettere un terzino come centrale, ma sapevo che D’Artibale aveva l’esperienza per poter far bene anche in un ruolo non suo. Il gol poi è stata la ciliegina, ma avendo 3 centrali fortissimi non verrà più riproposto se non per emergenza.

Diego Spezzacatena

Vicenza-Spezia 2-0, Paudice: “Siamo stati bravi a gestire. Ho visto segnali positivi nello Spezia”

Buonasera mister. Una bella vittoria per il suo Vicenza. Quali sono state le chiavi della vittoria secondo lei? Buonasera, in questa partita abbiamo giocato a ritmi alti e siamo stati molto bravi nel gestire il pallone. Potevamo e dovevamo fare di più in alcune occasioni davanti la porta. La chiave, principalmente, è stata il saper gestire bene il pallone.

Da migliorare, quindi, la finalizzazione? Esatto.

Un suo pensiero sullo Spezia, prima di chiudere? Credo abbia un problema di inattivi, se così dovesse essere, è un problema ostico che, quando risolto, darà i suoi frutti. In partita mi è sembrata una squadra difensivamente fragile e che offensivamente ha dato qualche segnale. Vi auguro buona fortuna e di riprendervi.

Diego Spezzacatena

Cremonese-Drink Team 4-0, Trojer: “Fa male perdere così, ci hanno surclassato”

Buonasera mister. Allora, come si digerisce a caldo una serata così?Non si digerisce . Ci hanno messo surclassato in tutte le zone del campo, fa male perdere così.

Questa sera ha scelto il 4-3-3. Cambio di modulo dettato da questioni tattiche per cercare di fermare questa straripante Cremonese, oppure dalla rosa ridotta?
Entrambe le cose . Paradossalmente siamo andati meglio con questo modulo a noi inedito che con il solito 4-2-3-1

Debutto di Grimaldi, cosa ne pensa?
Sono felice per il ragazzo , meritava l’occasione che ha avuto . Mi spiace solo che il debutto coincida con una partita così negativa.

Secondo lei questa Cremonese è davvero da scudetto?
Si, spero che il mio amico campagna continui così. Gli auguro di vincerle tutte…tranne il ritorno contro di noi

Diego Spezzacatena

Il Carro intervista Pietro Alaimo

Oggi, IlCarro, è andato nel Centro Sportivo Suning per intervistare il nuovissimo allenatore del Biscione Pietro Alaimo.

IlCarro: Salve Pietro,
Per iniziare l’intervista, ci parli velocemente di chi è Pietro Alaimo al di fuori dal progetto.

Salve a tutti! Al di fuori del progetto rimango un ragazzo appassionatissimo di Football Manager e di calcio in generale. Vivo con passione e con annessa ansia le partite della mia squadra del cuore, ma penso che potrei seguire volentieri anche una partita di un campionato sconosciuto.

IlCarro: Come è venuto a conoscenza di questo Progetto?

Sono venuto a conoscenza del Progetto grazie ad alcuni ragazzi che mi seguono su YouTube. Ci ho messo un po’ a decidere ma alla fine, grazie anche ai loro continui messaggi, ho dato una possibilità al Progetto e devo dire che non ho rimpianti della scelta. Grazie Anto, Luca, Christian, Andrea e Gabri.

IlCarro: Cosa o chi l’ha convinta ad andare in una piazza così complicata?

Se non è complicato non mi piace. Ho iniziato con una SPAL che veniva da tante sconfitte consecutive; ho allenato poi l’Akragas in C con la medesima situazione, questa scelta è stata fatta principalmente col cuore. C’erano anche altre offerte molto interessanti e colgo l’occasione per ringraziare le persone che hanno pensato a me come loro allenatore. Ma bisogna dar soprattutto merito a Ciampaglia, è soprattutto grazie a lui se oggi sono qui.

IlCarro: Lei arriva in un Inter con problemi seri di risultati e uno spogliatoio non molto compatto. È convinto di avere le capacità per cambiare tutto ciò?

Bisogna vedere prima di tutto come si comporterà la squadra nelle prime partite. Oggi ho avuto modo di conoscere alcuni elementi e mi sembra un gruppo unito con grande voglia di dare una svolta alla stagione. La situazione non mi sembra poi così tragica: il campionato è appena iniziato e ci sono ancora tanti punti a disposizione. Di problemi con lo spogliatoio non ne sono a conoscenza ma, se anche ci fossero, non devono essere elemento di scusa o di mancanza di risultati.

IlCarro: Quali sono – se ci sono – i giocatori con cui ha legato maggiormente in queste prime ore?

Ne conosco diversi: Ciampaglia, Cusumano e Marchese. Diciamo che con loro è stato più facile ma anche gli altri giocatori sono stati subito cortesi.

IlCarro: Ha intenzione di continuare con i suoi moduli già testati ai tempi dell’Akragas oppure ha intenzione di cambiare del tutto la sua visione di calcio per adattarsi alla nuova squadra?

Naturalmente mi adatterò a quello che offrirà l’Inter. Nei prossimi giorni parlerò coi giocatori e con la dirigenza e studieremo insieme un modulo adatto sin da subito per la squadra. Non mi sembra il caso di sperimentare in una situazione del genere.

IlCarro: Ci sono dei giocatori cardini per la sua visione del gioco o non esistono gerarchie in questa Inter?

Ci deve essere voglia di Inter. Questa è la cosa più importante. Poi chiaramente abbiamo il capitano, il vice, il veterano ma prima viene l’Inter.

IlCarro: Quali sono i suoi obbiettivi nel breve e nel lungo termine?

Prima di tutto la squadra deve ritrovare la fiducia nei propri mezzi. Siamo l’Inter, una squadra che che ha scritto pagine importanti di questo sport. Quindi anche i giocatori devono essere consapevoli di poter e dover far meglio. Poi vedremo, la stagione come ho detto prima è appena iniziata.

IlCarro: Lei arriva a Milano dopo due avventure terminate anticipatamente, nonostante due ottimi inizi con entrambe le società.
Malgrado ciò lei ha continuato a stupire tutti, e rimane ancora uno dei migliori allenatori sul mercato.
Come mai tutta questa ammirazione verso la sua persona?

Con la SPAL abbiamo iniziato alla grande con un bel gruppo e con Bisceglie. Poi purtroppo ci siamo fatti prendere dallo sconforto: il mercato ci ha sicuramente penalizzato ed alla fine il Presidente è stato costretto a mandarmi via. Con l’Akragas è stata una lunga e bella avventura: abbiamo vinto la C quando nessuno se lo aspettava. Forse è stato quel risultato ad averci montato troppo la testa e ci siamo posti un obiettivo difficile per la serie B. I risultati negativi sembravano non aver fine e per rispetto di quel bellissimo gruppo ho deciso di fare un passo indietro.
Son contento che le persone abbiano fiducia nelle mie capacità. Apprezzare un allenatore che non è mai stato in A ed ha ottenuto più sconfitte che vittorie è sicuramente particolare ma piacevole.

IlCarro: Prenderà esempio dal precedente allenatore seguendo il suo precedente Progetto oppure punterà su un gioco completamente diverso?

Guarderò sicuramente le precedenti partite dell’Inter e cercherò di capire e valutare cosa bisogna modificare. Ho parlato di modifica, non di rivoluzione. La squadra per ora non ha bisogno di altri scossoni.

IlCarro: Ci sono dei giocatori che vorrebbe portare all’Inter o è soddisfatto del gruppo attuale?

Il gruppo attuale è di altissimo livello! Ma è palese che siamo in pochi, abbiamo la rosa corta -anzi cortissima-, quindi cercheremo sicuramente di muoverci sul mercato. Lo faremo con attenzione ma siamo obbligati a farlo. Vorrei portare i migliori talenti all’Inter, ne ho qualcuno in mente ma non posso fare nomi.

IlCarro: Ora, descriva velocemente i 5 membri più vicini a lei attualmente nel Progetto.

Sono tutti ragazzi con i quali mi sento praticamente ogni giorno su Telegram. Aggiungerei un altro membro del Progetto Raffaele -nuovo allenatore della Fiorentina, N.d.R-, che ho avuto modo di conoscere dal vivo insieme ad Andrea e Christian. Sono ragazzi in gamba, simpatici e non Juventini.

IlCarro: Grazie mille per la disponibilità e buona fortuna alla sua Inter, vuole lasciare un ultimo messaggio al gruppo?

Grazie, speriamo di poter regalare delle emozioni importanti al nostro pubblico che ci segue sempre nonostante i cattivi risultati. L’Inter, c’è solo l’Inter. AMALA

Gabriele Di Leo: “Sono il nuovo allenatore della SPAL”

Buonasera Gabriele, c’è una grande novità che ti riguarda. Vuoi dirci tu qual è?

La grande novità è l’essere diventato il nuovo allenatore della Spal

Questa esperienza alla SPAL sarà la tua prima da allenatore nel progetto, come ti senti a riguardo?

Molto emozionato non vedo l’ora che incominci. Ma se posso aggiungere avverto un po’ di tensione

Come mai ha scelto di fare l’allenatore? Cosa ti affascina del ruolo?

Mi è sempre piaciuto ricoprire questo ruolo, l’ho fatto per diverso tempo offline poi quando ho visto che una squadra importante come la Spal fosse alla ricerca di un allenatore non ci ho pensato un attimo e mi sono candidato

Che tipo di allenatore vuoi essere? Più spettacolare (Zeman, Guardiola, Sacchi, Sarri) o più pragmatico/carismatico (Mourinho, Conte, Simeone)?

Questo sarà il campo a dircelo

C’è un modulo che pensi di prediligere o uno che pensi sarà più adatto ai tuoi ragazzi?

Di solito il mio modulo preferito è il 433 o una sua variante il 4231. Sto organizzando molte amichevoli per capire quale modulo adottare prendendo spunto anche quelli utilizzati nelle precedenti partite

Pensi di fare grandi rivoluzioni a Ferrara rispetto alla precedente gestione tecnica?

Grandi rivoluzioni penso non ce ne sia bisogno. Mi trovo in una squadra importante che non merita assolutamente di trovarsi ultima in classifica. Probabilmente qualcosa verrà cambiata vista la situazione da me o dal presidente per cercare di risollevare la squadra

Qual è l’obiettivo che ti sei fissato?

L’obbiettivo è salvezza e speriamo di raggiungerla il più presto possibile

Diego Spezzacatena

Spezia-Entella 3-3, Però: “Non abbiamo mai subito lo Spezia”

Buonasera mister, questa sera abbiamo assistito ad una partita emozionante e rocambolesca. Cosa si prova a subire questo pari al 92′?

Eh, non è la prima volta purtroppo, diciamo che in un modo o nell’altro lo manderemo giù questo boccone amaro.

Per quanto riguarda l’Entella cosa salva e cosa boccia di questo 3-3?

Salvo tutta la partita, siamo stati sfortunati, 2 dei 3 gol nati da due prodezze, quindi non posso dire nulla.

All’inizio sembra che abbiate sofferto molto di più, poi eravate riusciti a rimontare fino al gol clamoroso al 92′. Ha cambiato qualcosa in corsa per ribaltarla?

Come ho detto poca fa, non abbiamo mai subito durante la partita. Lo Spezia ha trovato due volte il vantaggio con due perle bellissime, poi siamo andati in vantaggio abbiamo provato a chiuderla ma Di Leo ha tenuto a galla la squadra, assolutamente no, avevo fiducia nel modulo e nella squadra.

Quali sono adesso gli obiettivi futuri della sua squadra?

Gli obbiettivi sono quelli soliti da inizio stagione, piazzarci il più in alto possibile, e cercare restare in corsa per la massima divisione.

Diego Spezzacatena

Spezia-Entella, intervista a Michele Balor

Ciao Michele, grazie per averci concesso questa intervista

Ciao anche a voi e grazie per quest’opportunità, sono uno di poche parole ma risponderò il meglio possibile!

È un ottimo periodo per te, stai facendo bene all’Entella ed hai avuto la prima convocazione in U19, cosa provi in questo periodo?

Sì, ultimamente sono in splendida forma spero di continuare a questi ritmi, perché ho voglia di spaccare la porta sia in campionato, che con l’under 19. Fino ad ora non ho ancora avuto la fortuna di scendere in campo con la maglia della nazionale, ma appena succederà, farò un goal, stanne certo.

Oggi affronterai il tuo ex allenatore ai tempi del Verona, Denis Coghi, ti senti pronto?

Sì, oggi affronterò Denis. mi sento emozionato, al Verona con lui non ho trovato tanto spazio poiché ero ancora alle prime esperienze, ma il mister mi ha dato fiducia fin dall’inizio e quando sono sceso in campo ho fatto il possibile per ripagarlo. Non vedo l’ora di affrontarlo, ma mi spiace per lui perché io darò comunque il massimo!

C’è qualche altra squadra in cui vorresti giocare oltre all’Entella?

Attualmente sono al Keylass Entella, quindi penso soltanto a fare bene con questa maglia, contro qualsiasi avversario che si metta sulla nostra strada. Dobbiamo vincere e vincere, ad ogni costo, vogliamo salire in A e lo faremo sputando sangue partita dopo partita! Quindi, se mi chiedi se c’è qualche altra squadra dove vorrei giocare, beh…non c’è! Però, come in molti sanno, sono milanista

Ti ringrazio per la disponibilità, vuoi dire un ultima cosa a chi ci segue?

Grazie a te per l’intervista, saluto le persone a me care e tutti i miei compagni di squadra. Prenderemo quello che ci spetta, pane e morta entella, para siempre!

Salvo Crescimone

Crotone-Drink Team 3-3: Ballarini: “Un punto che accontenta tutti. Meglio 3-3 che 0-0”

Gara emozionante ieri all’Ezio Scida di Crotone. I padroni di casa affrontavano il blasonato Drink Team, allenato per l’occasione dallo storico presidente Filippo Ballarini.
La gara era ricca di incroci affascinanti con l’ex Walter D’Auria a fare sia da allenatore che da giocatore dei calabresi, che avevano tra le fila avversarie il loro DS Vincenzo Mosca.

La sfida parte subito forte, con i padroni di casa che si portano in vantaggio con Minelli al 8′ su calcio di rigore. Subito gli incroci del destino si mettono in moto. Al 14′ è proprio Vincenzo Mosca a pareggiare per il Drink, una sorta di beffa per il suo Crotone, visto che Mosca non avrebbe dovuto nemmeno giocare dall’inizio. I calabresi, però rispondono subito, con Granata immediatamente sugli sviluppi dell’azione nata dalla ripresa del gioco.

E qui entriamo in una fase calda del match. Al Drink viene prima annullato un gol con VAR e poi non assegnato uno con la gol line technology, protagonista sempre Mosca, autore del gol in offside. Ma al 21′, i drinkers, in pieno controllo, pareggiano ancora con Mosca. Siamo sul 2-2.

Come in occasione del primo pareggio, però, gli ospiti si distraggano subito e al 25′ è il grande ex Walter D’auria a riportare il Crotone in vantaggio. Infine ci pensa Dotti a ristabilire la parità, per il 3-3 finale.

A fine gara abbiamo intervistato il mister di turno, per quanto riguarda il Drink Team, Filippo Ballarini.

Buonasera mister Ballarini. Allora, stasera ritornava in panchina lei. Che emozioni ha provato? 3-3 rocambolesco, con il Drink quasi sempre ad inseguire. 2 punti persi o 1 punto guadagnato, vista la prestazione?

Credo che anche il Crotone sara’ d’accordo, e’ un punto che accontenta tutti.

Bene in attacco, male dietro. Come si può trovare maggior equilibrio?

Difficile dire, al momento, quali siano i problemi difensivi, perché fino a prima della partita avevamo subito pochi gol. Anzi, il vero problema era che non ne facevamo. Quindi, come spesso si dice, molto meglio pareggiare 3-3 che 0-0.

Diego Spezzacatena