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Intervista post partita a mister Spicchio Mariani

Una sfida molto attesa dalla nostra redazione è stata Foggia – Spezia. Due squadre seguite dal nostro giornale, con elementi di entrambe le rose che formano la nostra redazione.

Il Foggia ha vinto 2 – 0 grazie alla doppietta di Micheli. Noi abbiamo intervistato in esclusiva nel post partita il mister rossonero, Spicchio Mariani.

Buonasera Mister, una vittoria importante arrivata a cavallo fra primo e secondo tempo. E’ soddisfatto della sua squadra? Pensava di fare meglio oppure più fatica?

Essendo l’allenatore non posso che non essere contento per questo fantastico risultato, però a livello tecnico tattico la squadra è stata cinica ma ha fatto alcuni errori facilmente evitabili soprattutto in fase di transizione. Per il resto felicissimo del risultato!

Stando andando benissimo, siete in ottima forma, dove volete arrivare?

L’unico obbiettivo è la salvezza non perché voglio fare il gufone o qualcos’altro semplicemente per il nostro livello di squadra è l’obbiettivo massimo.

Micheli ha messo a segno una doppietta, è l’uomo in più della squadra?

Micheli è importante come chiunque altro. oggi era la sua giornata la prossima sarà al giornata di qualcun’altro.

Diego Spezzacatena

IPSE DIXIT

Il calcio visto come un gioco di ruolo

Sono partito da una domanda sul nostro gruppone: “Da quel poco che avete visto, come valutate il progetto, come siete stati accolti dalla community e dalla vostra dirigenza?”
(https://www.facebook.com/groups/diventauncalciatore/permalink/2099859090050474/ )

Sono arrivate risposte dal tenore classico:  attaccamento alla maglia, gruppo fantastico, accoglienza calorosa,  ma insieme a esse sono arrivati anche svariati apprezzamenti sull’idea che sta alla base del progetto: Il calcio visto come un gioco di ruolo.

E’ un’idea rivoluzionaria! In un Paese come il nostro, dove tutti crescono a pane e pallone, è quasi l’uovo di Colombo, applicare a un argomento che appassiona e che è largamente conosciuto, i dettami del gioco di ruolo: questa è la ricetta perfetta per ammaliare e generare attaccamento, non alla maglia ma al progetto stesso.

Ho passato anni a inerpicarmi in spiegazioni, più o meno calzanti, su cosa fosse un gioco di ruolo, facendo esempi più disparati, quando invece serviva solo un’idea semplice ma dalla portata dirompente, un’ambientazione calcistica e tutto diventa immediatamente chiaro e lampante, ognuno di noi capisce immediatamente quali siano le caratteristiche importanti dei personaggi nel vari ruoli (le classi N.d. Dungeons & Dragons), quali siano i tratti che determinano il comportamento del proprio alter-ego (l’allineamento – vedi sopra), cosa si aspira a migliorare con i potenziamenti a fine stagione e quali sono i meccanismi per farlo (i punti esperienza).

Ipse Dixit 2

Non posso che congratularmi per questa intuizione geniale!

Perfino i personaggi multi-classe trovano una spiegazione semplicissima, il mondo del calcio non è popolato solamente da calciatori, servono anche gli allenatori, i DS, i presidenti e i giornalisti ed è proprio qui che il Progetto vince… Vince nell’aver avuto l’intuizione di vedere oltre al motore di gioco di Football Manager, nell’aver capito che la partita può essere ridotta a sfide risolte con dei tiri di dado (a 20 facce), perché il vero divertimento all’interno del progetto è l’interazione che si ha con gli altri membri della community nello svolgimento delle attività di Presidente e DS.

Quando un presidente legge delle dichiarazioni come questa: “Sono stato accolto alla grande! è un gran gruppo con il quale ci si diverte e spero si possano raggiungere grandi traguardi”, ha la certezza di aver costruito un gruppo di persone che si divertono, che amano passare tempo ruolando senza che si abbia nulla in cambio.

Il progetto ti contagia e vuoi fare sempre di più, è una specie di circolo virtuoso: vedi un post che ti piace e allora provi anche tu nel realizzarlo, così il progetto acquisisce sempre nuovi giornalisti, nuovi grafici e nuovi creatori di contenuti in generale, spingendoci a  intessere relazioni sempre nuove con  persone che condividono la tua stessa passione.

Anche gli admin possono essere orgogliosi di cosa hanno creato, non solo per la paternità dell’idea del progetto ma anche di come lo stanno gestendo, a più riprese i neo iscritti mi hanno risposto così:  “La community si sta espandendo e come tale è difficile gestirla, ma a oggi il compito viene svolto molto bene dagli admin.”,  sono convinto che la community non può essere tanto dissimile da chi l’ha creata e da chi la gestisce, bravi gli admin a usare il buon senso per farci divertire.

 W IL PROGETTO!

I Signori Del Progetto – Episodio 1 – Giuseppe Tuccio

I mille colori di Giuseppe Tuccio, dal nero verde all’amaranto, passando per l’azzurro

i signori del calcio logo tuccio

Allora Giuseppe, sei uno dei membri anziani del progetto. Fai parte del gruppo dalla stagione 1, sei indubbiamente uno dei giocatori più importanti del Sassuolo, attaccante della nazionale, presidente del Livorno e, di conseguenza, punto di riferimento anche per nuovi utenti che entrano a fare parte di questa grande famiglia. Come la vivi?

Beh, innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, comunque, attaccante della nazionale non proprio! Diciamo che fin dall’inizio mi sono immerso nel progetto con tutto me stesso. Ho provato a portare gente nuova, ad aiutare a migliorarlo e far appassionare le persone a questo progetto. Non nego che ci siano stati alti e bassi, ma nonostante questo sono ancora qua con l’aiuto e l’appoggio dei miei compagni “Sassuolesi”. Anzi, la mia seconda famiglia!

Giochiamo un po’, e scindiamo tutti i tuoi ruoli. Partiamo dal giocatore. In questo momento sarebbe scontato parlare di potenziamenti, di bonus attività e della nuova stagione. Tutto questo però nasce e cresce a fronte del rapporto che appunto si crea tra compagni di squadra e dirigenza. Com’è quindi la vita all’interno dello spogliatoio? Quali sono secondo te i punti di forza e dove potreste migliorare?

Una domanda veramente difficile. Questa è una domanda che dovresti fare al mister Agosta. Io, da umile babbano, penso che i punti deboli siano stati migliorati. Però, la situazione non è facile perché ogni anno si migliora e, di conseguenza, si creano nuovi peggioramenti. Più si va avanti, più si creano delle sfide nuove da affrontare. I nostri punti di forza sono: il gruppo, la totale fiducia verso il mister e il divertimento. Anche se tutti ci danno e ci daranno per spacciati, noi punteremo sempre in alto, perché non abbiamo nulla da invidiare alle squadre.

Effettivamente, tra alti e bassi, la rosa del Sassuolo è rimasta più o meno sempre la stessa. Non si può però non notare come del gruppo storico (la triade Major-Vichi-Tuccio per esempio) solo tu sia riuscito a conseguire tutti gli obiettivi bonus che ti eri preposto. Questo come è stato visto all’interno dello spogliatoio e, soprattutto, come mai si è arrivata a questa situazione? Obiettivi sbagliati ad inizio anno oppure c’è stato un po’ di calo di attenzione ed impegno verso il progetto da parte dei senatori e, di conseguenza, degli altri membri della rosa?

È per questo che abbiamo un gruppo affiatato, giocatori importanti sono rimasti. Siamo come gli Avengers! Ci possiamo dividere per un certo periodo, ma quando c’è da combattere lo facciamo insieme! Purtroppo tra impegni personali e gli scandali che sono usciti fuori, hanno scemato molto l’interesse. Io credo che alla fine tutto ritornerà come prima. Barcolliamo, ma non molliamo!

E dal canto mio ovviamente non posso che augurarmi che sia così! Parliamo quindi del Tuccio nazionale. Le spedizioni azzurre di cui hai fatto parte non sono, sfortunatamente, andate molto bene. La CA, a quei tempi, era molto più bassa rispetto alle nazionali guidate da FM e questo sicuramente ha influito non poco nei parametri di giudizio dei giocatori che ne hanno fatto parte. Ora però si volta pagina e a livello di attività sei uno dei giocatori con le carte in regola per prenderne parte. Cosa ne pensi?

Non sono stato più convocato o se lo sono stato non ho giocato… Però, all’epoca le statistiche erano queste! Ovviamente non c’entra nulla, ma ho sempre desiderato farlo; spero di avere più fiducia. Ovviamente, non sono il miglior attaccante del progetto e ne ho di strada da fare, ma sono contento delle mie skills e se non dovessi andare in nazionale, amen! Io voglio portare il Sassuolo a vincere qualcosa, tutto il resto è noia!

Ti suona il telefono. Dall’altra parte della cornetta c’è il CT De Donatis: “Buon giorno Giuseppe. Sto contattando tutti i giocatori particolarmente attivi del progetto e i tuoi 300k di bonus ti annoverano all’interno dell’elenco dei preconvocabili. Ora però io da te voglio sapere alcune cose. Cosa potresti dare in più al nostro reparto di attacco, in quali schemi ti trovi meglio e perchè dovrei convocarti?”

Ecco come mi comporterei: “Buongiorno mister, da quanto tempo. Pensavo di fosse dimenticato di me. Innanzitutto, mi sono allenato tutta l’estate per migliorare la velocità e l’agilità, i miei più grandi fardelli essendo 1,92 cm. Ora sono sia veloce che forte fisicamente. Ho delle mentali che, a parte il carisma a 9, la più bassa è fantasia con 14 e poi so adattarmi a qualsiasi ruolo. La tattica non è importante: posso reggere il reparto offensivo da solo o con un altro compagno, posso segnare e fare assist e ultimo, ma non meno importante, ho appreso la tecnica del “tiro della tigre” di Mark Lenders. Scherzi a parte. So di non essere la prima scelta e non fa niente, ma se dovesse servire un giocatore che sa il fatto suo, io sono la persona giusta! In tal caso sarò più riposato per il mister Agosta. So che non sono favorito per nessun titolo, ma quest’anno vincerò la classifica capocannonieri e assist man. Sognare non costa nulla! Per citare Ligabue: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Non è presunzione, ma speranza! E, inoltre, la voglia di riscattare me e il Sassuolo, visto tutto quello che dicono e non dicono.

Ottima risposta! Veniamo ora al tuo ultimo ruolo, che al momento è quello più chiacchierato di tutti. Da ormai un annetto insieme al tuo compagno Major, avete preso in mano il Livorno. Non ti nego che gli ultimi avvenimento abbiano alzato un po’ di scompiglio nella community. Ma partiamo dall’inizio: la cessione di Amadori alla Juve. In quel frangente è uscita una dichiarazione di Major che diceva di non saperne nulla e, anzi, di aver chiesto il blocco del mercato prima che venissero sottoscritti gli accordi… Qual è la tua versione delle cose?

Sinceramente preferirei evitare qualsiasi tipo di polemica e quindi non parlarne.

Capisco la tua voglia di non parlare dell’argomento, ma devo anche fare il mio lavoro di giornalista e quindi mi permetto di farti un’altra domanda. Com’è al momento il clima interno della squadra? Rumors dicono che uno dei problemi potrebbe anche essere stato l’acquisto di Altomare come allenatore. Da chi è stato scelto e perchè?

Il clima non è buono. Cerco, insieme ad Oliver di migliorarlo. Altomare non l’ho trattato io, all’epoca lasciai la ricerca di un mister all’altro presidente. Vediamo come andrà.

Auguriamoci quindi che il clima possa solo migliorare. Ora però giochiamo un po’, anche solo per stemperare il clima relativo al tuo “ultimo ruolo”. Ti illustrerò una serie di situazione in cui potresti trovarti all’interno del gioco e, per ognuna, vorrei sapere la tua reazione. Partiamo? Vai! Il Sassuolo acquista un nuovo giocatore in rosa. Di seguito il suo primo post “Ciao a tutti, sono Frank Sinatra e sono qui per spaccare il culo a tutti. Diamoci una mossa perchè la posizione in cui siamo proprio non mi piace e io voglio arrivare in europa se no chiederò la cessione. Forza Sasol!” …quale sarebbe la tua risposta?

“Alessandro Pironti (taggato ovviamente) me lo banneresti per favore”

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto X Y, dice di essere il ds della squadra pippo e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

“Ciao Ali. Digli che ti appelli alla facoltà di rispondere solo alla presenza del tuo Ds e che ogni cosa che diranno sarà usato contro loro stessi.” Poi se dovessero insistere chiamerei in causa il “Giudice Pironti” l’uomo col ban più veloce del west!

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto Paolo Bianchi, dice di essere il ds della squadra Fublet e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

Non è uguale?

Non lo so, dimmelo tu!

In questi casi non si guarda in faccia nessuno, ed i rapporti interpersonali non influirebbero visto che io sono stato punito per una sciocchezza detta ad un giocatore che in seguito è stato bannato. E poi non credo che una persona del tuo calibro sia così ingenua, da fare una cosa del genere. Da altre persone me lo posso aspettare, ma da te no.

Grazie, ottima risposta comunque! Siamo alla fine della stagione 4, il mondo di FM è stato sconvolto dalle esplosioni atomiche… Gli oceani erano scomparsi e… il Sassuolo versa in cattive acque. E’ necessaria una cessione importante, e il tuo nome è in cima ai desideri di mezza serie A e B. Dove accetteresti di andare e a quali condizioni?

Non riesco nemmeno ad immaginare uno scenario del genere. Non posso dirti dove potrei andare, perché non ci ho pensato mai. Anche se non ti nascondo che tempo fa mi sentivo inutile al Sassuolo e volevo andare via, ma grazie a Pironti, il buon Pizzo è stato bannato e non mi sono mosso alla fine. Ti posso dire dove non andrò mai: Juve, Lazio e Inter. Non ho nulla contro di loro, ma visto il mio amore per la Roma fuffa, non potrei mai andare in una di queste squadre. Mi sentirei troppo a disagio.

Ultimo livello di questo gioco… siamo arrivati alla fine…e tu ormai ti reggi a fatica sulle tue gambe stanche. I difensori avversari, molto più giovani di te, non ti fanno più vedere la palla. Viene perennemente anticipato ed il tuo famoso guizzo, che ha contraddistinto la tua carriera, è ormai un lontano ricordo. Il tuo giocatore ha deciso di ritirarti. Opportunità di rinascita o abbandono del progetto?

Ti cito questa bellissima frase, che mi ha sempre accompagnato nei momenti bui: “Come una fenice, risorgerò dalle mie ceneri, tutto ciò che mi colpisce, un giorno mi fortificherà”… Passerò il testimone a Giuseppe Tuccio Junior o se preferisci una versione 2.0

…e inizierò una nuova carriera al Fublet, hai dimenticato questa parte! a parte gli scherzi. Grazie per esserti prestato a questo gioco. Per concludere, quali sono gli obiettivi del Tuccio calciatore e del Tuccio presidente per questa stagione 4?

Per quanto riguarda il giocatore è vincere il più possibile sia con Sassuolo che individualmente. Per quanto riguarda il presidente creare una squadra e un gruppo affiatato, degna della prima presidenza. Comunque grazie a te per avermi intervistato ed avermi dato la possibilità di dire ciò che pensavo.

Vuoi toglierti un sassolino dalla scarpa? (solo uno però)

No, no ho già detto tutto quello che volevo dire. Vi faremo ricredere! Il Sassuolo spenderà nell’alto dei cieli!

Grazie a Giuseppe Tuccio, bomber del Sassuolo, per la sua disponibilità e arrivederci alla prossima puntata de… I Signori del Progetto!

Vita Reale: Loris Marino, una vita intensa tra infortuni e ragazze

Cari lettori torniamo oggi con la seconda puntata della nostra rubrica Vita Reale, per raccontarvi chi è nella realtà Loris Marino. Marino è il terzino destro del Nurvast Spezia, che all’occorrenza può giocare su entrambe le fasce pur non essendo ambidestro. Come numero di maglia ha scelto il 2 ed oggi con Di Leo è uno dei principali veterani dei liguri.

Ma chi è nella realtà Loris Marino? Cercheremo di spiegarvelo nelle prossime righe.

Loris è nato in quel di Catanzaro, dove tutt’ora vive, nel maggio del 1996. A 23 anni ha una vita piena e vissuto mille esperienze. Nella realtà fa il magazziniere ed è attualmente fidanzato, seppur da pochi mesi. In passato è stato un vero e proprio playboy, potendo annoverare almeno 7 precedenti relazioni, la più longeva di 2 anni e mezzo. Loris ci assicura, non svelandoci però il suo segreto, che è in ottimi rapporti ancora oggi con quasi tutte le sue precedenti compagne. In particolare, considera la sorella della ragazza con cui ha avuto la relazione più lunga la sua migliore amica e frequenta ancora entrambe.

Ma nella vita di Loris ci sono anche 2 grandi amori, che non ha mai lasciato, la Juventus e il Catanzaro.

Ha una lunghissima esperienza da calciatore, avendo giocato a calcio per circa 18 anni. I primi 6 li ha vissuti,, così come in gioco da terzino, trasformandosi poi nei successivi 12 in attaccante.
Questa lunga carriera sportiva è stata purtroppo costellata da numerosi infortuni, dai quali Loris ha sempre saputo riprendersi. Il punto debole è stata sicuramente la caviglia destra, infortunata due volte. Poi è toccato al ginocchio destro, il gomito destro e la spalla sinistra. A questi va aggiunto anche un intervento per appendicite.

Oggi giocare a calcio rientra tra le sue principali passioni, un hobby da fare nel tempo libero. A questo unisce il piacere di uscire con gli amici e con la sua attuale fidanzata e il guardare Serie TV.

Marrucci sottoscrive un contratto con Lo Spezzino come grafico

In aggiunta al comunicato di oggi sulla redazione del Lo Spezzino, comunichiamo la sottoscrizione di un contratto stagionale con la redazione da parte di Antonello Marrucci.

L’accordo prevede un pagamento del 3.33% dei ricavi totali conseguiti dal nostro giornale al termine della stagione.

Marrucci si unirà al team grafico capitanato da Gabriele Di Leo. L’onere di dover creare almeno 2 immagini a settimana a sua scelta e di gestire l’account Instagram.

Una delle sue iniziative più belle sarà “L’album di figurine” dove elaborerà per ogni giocatore del Nurvast Spezia una figurina in pieno stile Album Panini. Sottolineiamo che l’idea è tutta frutto della mente creativa di Antonello Marrucci.

Diego Spezzacatena

Welcome back, Valerio!

Campione d’Italia in carica, difensore roccioso che da sempre si ispira al “rude” Chiellini, Valerio Arnone lascia i bianconeri per accasarsi al Progetto Gaming, squadra che lo ha lanciato nel grande calcio.

Un ritorno alle origini quello di Valerio, scelto per la sua grande attività nel Progetto e per le sue doti umane.
Le skills? Ecco la sua scheda, in attesa dei potenziamenti:

Difensore essenziale, forse meno tecnico e “aggraziato” dei nuovi colleghi di reparto Papa, De Lucia e Invernizzi, Valerio ha dalla sua una grande esperienza e il potenziale per diventare a lungo colonna della squadra.
Alla Juventus vanno 2,2 milioni; il giocatore ha voluto fortemente il club di Crema, forte della sua amicizia con il presidente Pironti, ma anche con Luca e Marco Invernizzi (coi quali condivide la passione per i giochi da tavolo nella stessa associazione) e tanti altri che ha imparato a conoscere alle varie pizzate, come Marika e Damla.

Il Progetto Gaming, interpellato circa il trasferimento, dichiara: “Valerio è un top player, una persona magnifica e un grande innesto in una rosa dal grande valore umano e tecnico. Noi la Champions League l’abbiamo vista solo in TV, magari Valerio saprà prepararci psicologicamente agli impegni internazionali che ci aspettano… e magari convincere Angela Iadicicco a venire al PG!”.

Quanto sopra riportato non è un parere condiviso da chi scrive, che invece ci tiene nell’aggiungere che Giacomo Sedda, attualmente impegnato a puntarmi un coltello al collo, è un gran bell’uomo, il Torino una meravigliosa squadra e la Sardegna varie spanne meglio della Corsica. Dichiarazione spontanea.

Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli

Gli errori e le irregolarità commesse dalla dirigenza nella S3 ricadono ancora sull’inizio S4 e su giocatori che non hanno mai avuto a che fare con quella gestione

Sicuramente questo è il primo pezzo “tosto” della nostra redazione, una sorta di “inchiesta” o meglio un racconto, dall’interno, per fare il punto della situazione in casa Spezia. Perché fare il punto sul Nurvast? Perché, come molti ricorderanno, la società ligure ha avuto numerosi problemi  a partire dall’estate 2018, a cavallo fra la Stagione 2 e la Stagione 3, e poi per tutta la terza annata di Progetto Gaming FM, che hanno portato ad un’inevitabile retrocessione. Ma non solo, quelle malsane gestioni, una in particolare, hanno creato indirettamente problemi anche alla nuova società in vista della Stagione 4 e a molti giocatori che sono arrivati dopo. Per spiegare meglio il tutto sarà necessario ripercorre, velocemente, la storia dello Spezia.

Facciamo un passo indietro all’estate 2018.  E’ il 13 giugno. Sul gruppo della squadra parte un sondaggio per decidere il destino dell’allenatore Antonio Accardo, gestore unico della squadra nella Stagione 2 e artefice, insieme ai giocatori, della sofferta salvezza. Accardo è pronto ad iniziare anche la Stagione 3, ma a seguito del sondaggio decide di dimettersi. Il problema? Il nuovo campionato comincia quattro giorni dopo!

Il 14 giugno l’amministrazione annuncia l’arrivo in bianconero di Pasquale Canario come nuovo allenatore e di Michele Minopoli come Direttore Sportivo, sino a quel momento figura assente allo Spezia.

Il 21 luglio arrivano i primi problemi. L’amministrazione fa partire un sondaggio all’interno dello spogliatoio per decidere il futuro di Canario, spesso assente durante le partite. Il Mister viene trattenuto dai suoi.
Arriviamo al 24 luglio, quando arriva il primo problema serio. Lo Spezia riceve una multa di 600.000 € per aver presentato in ritardo la documentazione utile per il Fair Play Finanziario.
Passa un mese e ritorna il sondaggio sul destino di Canario in bianconero. Anche questa volta i giocatori decidono di trattenere il loro tecnico. Nel frattempo parte il mercato di riparazione, con l’arrivo di molti nuovi giocatori, tra i quali un certo Denis Coghi.
Il vero terremoto, però, è dietro l’angolo. La prima scossa arriva il 13 settembre, quando Pasquale Canario decide di dimettersi evitando l’ennesimo sondaggio all’intero dello spogliatoio. Nella stessa giornata viene annunciato Gabriele Cocco come nuovo tecnico.

La vera bomba scoppia tre giorni dopo. E’ la sera del 16 settembre, siamo oramai a metà della Stagione 3, con lo Spezia pienamente invischiato nella lotta per non retrocedere. Nel gruppo Facebook principale appare un annuncio dell’amministrazione. Lo Spezia ha una nuova proprietà, Antonio Vitolo e Carlo Maiorano. Contestualmente la nuova presidenza decide di sollevare Michele Minopoli dal ruolo di Direttore Sportivo. Il nuovo DS ad Interim sarà Alessandro Pironti.
Il post scatena nel giro di pochissimi secondi più di due decine di commenti, senza contare i commenti ai commenti. La stragrande maggioranza degli autori si schiera pienamente dalla parte del DS, che appartengano allo spogliatoio spezzino o meno. Agli occhi di tutti, infatti, Minopoli ha fatto un ottimo lavoro, mettendo in piedi una squadra quasi da zero dopo la gestione Accardo, in poco tempo e con il bilancio in rosso.
Solo qualcuno nota una particolarità strana, Pironti DS. Perché un amministratore del gioco dovrebbe diventare DS ad Interim di una squadra? Forse qualcosa che non va c’è. Subito, per stemperare gli animi sulla polemica che ne sta nascendo, viene spiegato nei commenti che lo Spezia ha una rosa di 29 giocatori, contro il limite massimo di 22, con 5 prestiti contro la regola dei 3. Il problema quindi c’era, e come se non bastasse, stando alle nostre fonti, molti dei giocatori non avevano mai nemmeno ricevuto ufficialmente il contratto e non erano nemmeno state passate le copie dei giocatori a Filippo Ballarin. Stando alle nostre informazioni, su 29 giocatori di proprietà dello Spezia solo 10 erano da considerarsi attivi, di cui 4 in prestito. Il tutto avendo un bilancio ancora sanguinante, con il budget dei bonus sperperato tra inattivi e prestiti onerosi.
Va precisato un fatto, molto importante, Maiorano e Vitolo non arrivarono allo Spezia per la gestione Minopoli, avevano semplicemente intenzione di comprare una squadra di Serie A e lo Spezia era la più appetibile, sia per il basso costo, sia per la possibilità di ripartire da zero sfruttando la regola degli attivi che vanno a sostituire gli inattivi. Dunque non fu un acquisto forzato o spinto dall’amministrazione del gioco, come qualche maligno potrebbe pensare, per far fuori Minopoli. Ovviamente i due, venuti a conoscenza insieme agli amministratori del progetto della grave situazione presente , decisero di rimuovere il DS.

Il giorno dopo, per illustrare meglio la situazione, viene pubblicato un articolo dello stesso Alessandro Pironti sul portale di Progetto Gaming, in cui viene spiegata nel dettaglio la situazione e viene anche mostrato il comportamento poco maturo e responsabile del DS Minopoli, che continuava a non ritenersi responsabile di nulla o comunque autore di un problema minore. Anzi, riteneva una scorrettezza l’aver ricevuto l’annuncio del licenziamento direttamente sul gruppo Facebook principale, dimenticando, però, di non aver risposto alle chiamate dell’amministrazione in privato.

Infine, il 18 settembre, sfruttando la regola che consente di sostituire gli inattivi con dei nuovi attivi liberi, lo Spezia viene rimpolpato di nuovi giocatori. Questo non basta, però, ad evitare la retrocessione.
Infine, l’11 dicembre arriva l’annuncio dell’acquisto da parte del giocatore Denis Coghi della squadra, che vedrà come sua affiliata il Verona, entrambe sotto la stessa presidenza e con Salvo Crescimone a fare da DS.

Dobbiamo dire, ad onor del vero, che dopo le nostre analisi e ricerche, è stato evidente come anche la gestione, seppur breve, di Maiorano e Vitolo non è stata spettacolare. In primis non si è mai provveduto ad introdurre un nuovo DS, dopo il lavoro svolto in via preliminare da Pironti, inoltre ai nuovi giocatori, arrivati con la regola dell’inattivo per l’attivo o con il calciomercato, non fu mai fatto siglare un contratto, ne furono pattuiti stipendi e bonus, né ai nuovi né ai vecchi presi da Minopoli, dei quali la stragrande maggioranza non ha mai ricevuto un vero contratto con ingaggio e parametri bonus.

E qui sta il punto. La nuova società, in vista della Stagione 4, ha avuto prima problemi a recuperare il bilancio reale della squadra, per capire come muoversi sul mercato, ma soprattutto, insieme ai giocatori, si è vista fortemente penalizzata dalla situazione dei contratti assenti. Infatti, della rosa dello Spezia che ha terminato la Stagione 3, solo di 7 giocatori sono stati recuperati i contratti, dei quali solo 2 rimasti in rosa. Sicuramente avevano un contratto ufficiale Nasi, Avogaro, Cifariello, Sverze e Trivisani, inoltre sono stati recuperati quelli di Marino e Di Leo, anche se quest’ultimo è risultato incompleto (manca la parte dei bonus). Infine, tutti gli altri hanno ricevuto uno stipendio simbolico di 90.000 €, di gran lunga inferiore a quello che probabilmente avevano o avrebbero pattuito, e non avendo mai messo nero su bianco le clausole dei bonus, l’amministrazione si è vista costretta a calcolare di tutti in quale parametro si sarebbero collocati, basso – medio – alto, per poi ridurre del 50% l’importo, per evitare elargizioni eccessive. Questo è andato a penalizzare sia la proprietà, che sta facendo di tutto per sistemare le cose (campagna acquisti oculata, chiarezza e trasparenza sui contratti, l’aspetto comunicativo e dell’attività) ma anche giocatori che, arrivati a fine Stagione 3 e catapultati in bianconero quasi per caso, si sono visti senza contratto, senza ingaggio e senza bonus, o comunque con delle cifre quasi “simboliche” attribuitegli.
Insomma, problemi nati alla fine della Stagione 2 vanno a ricadere ancora sulla Stagione 4, almeno all’inizio, e saranno definitivamente superati solo grazie ad un grande lavoro del duo Coghi – Crescimone e dell’amministrazione del progetto.

Diego Spezzacatena

Bicocchi: uno, nessuno e centomila… L’intervista a Fabio Bicocchi

Salve a tutti i nostri lettori e un saluto speciale a Fabio Bicocchi. La ringraziamo per averci concesso questa intervista. Si presenti e ci parli dei suoi ruoli all’interno del Progetto, e se vuole, cosa fa nella vita reale

Fabio: Ciao Angela, anzi Lady Angela, e grazie per l’invito. Basterebbe ripercorrere un attimo la mia vita reale per capire che il casino che BicoccU fa nel gioco… è coerente col BicoccHI reale! Nato e vissuto a Ravenna, diplomato come geometra, laureato in ingegneria elettronica, trasferito a Como per la Governo (fidanzata n.d.r.) e lavoro a Milano… arbitro di calcio, tifoso dell’Inter, attore teatrale (per troppo poco tempo), amante dei giochi da tavolo… devo continuare? Ecco come nasce il personaggio BicoccU super poliedrico: giocatore del PG, presidente del Pordenone, DS uscente del Bologna ed entrante del Milan, marketing manager del Bologna e del Vicenza, ambasciatore del consolato sardo… spero di non essermi dimenticato altro

È un persona super impegnata allora, sia nella vita che nel progetto. Partiamo dal principio. Come ha conosciuto il progetto?

Fabio: A Modena Play 2017 sono stato attirato dallo stand progetto gaming – Fublet, da buon amante dei giochi da tavolo e del calcio, il board game del Fublet di Paolo Bianchi e Bruno Carfì mi ha da subito appassionato… poi ho visto i bei capelli di Pironti… e mi sono innamorato del progetto

Quindi è rimasto colpito più dalla bella chioma di Pironti, piuttosto che dal progetto… Ci parli un pò del suo esordio. Con quale squadra ha debuttato?

Fabio: Pironti è una persona fantastica, basterebbe in effetti anche solo la sua presenza per spostare gli equilibri… Comunque, da buon ingegnere rompiscatole quale sono, prima di accettare il progetto volevo ben capire che nesso ci fosse tra il Fublet e il gruppo…. siamo persone difficili, noi ingegneri. Alla fine ci siamo arresi un po’ tutti nel dare e ricevere spiegazioni e mi sono iscritto. Per il mio impatto mediatico fin dalle prime ore, il buon Luca Franceschi venne più volte a cercarmi allo stand… e fu proprio lui ad accaparrarsi il mio cartellino, per il Bologna. Lui e tutta Torino (Conte, Sedda, Deidda e Pauletto) mi fecero la corte e mi innamorai dei granata. Da qui nasce la mia storia del gioco di ruolo.

È stato preso dal Toro in prestito la scorsa stagione. Qual è stato l’impatto appena arrivato in squadra?

Fabio: Arrivare al Torino è stato tanto bello quanto “scontato”, nel senso che l’ho vissuta come una di quelle cose che prima o poi sai che devono succedere… anche se per poco. Caroselli, launeddas che suonavano tipo vuvusela, pecore che belavano in ogni strada e tavolate bandite di porcheddu e pane carasau (se ho scritto male qualche termine, chiedo scusa, sto ancora studiando). Ruolando ON GAME ho sempre dato contro ai ds del bologna per l’alta valutazione che facevano di me, ma, ripeto, OFF GAME li adoro tutti (Bicoccu sa solo dare amore alla gente). Poi c’è stata la convocazione nel Senegal, di cui comprai la nazionalità proprio perchè sapevo allenava il mio adorato Luca Franceschi… e da lì il Bicoccu attaccante granata iniziò a far prestazioni obbrobriose, perdendo la forma fisica e trovando molte panchine, quando invece prima aveva trovato continuità e qualche goal. La panchina è stato comunque un modo per far più chiacchiere con lady granata ed aumentare la complicità

Come tutti sappiamo, e come ha scritto lei stesso, è nato questo amore granata, ma purtroppo finita la stagione, ha dovuto lasciare la squadra. Come ha vissuto l’addio al Toro?

Fabio: Lasciare i granata è stata difficile, ma le amicizie nate lì continuano a prescindere dalla squadra in cui si sta: Angela, Agostino, Vanali, Sedda, Deidda, Figoni, Conte etc… ringrazio per questo prestito che me li ha fatti conoscere

Ora invece è stato ingaggiato dal Pg. Quali sono i suoi obiettivi nella nuova squadra? E come si trova all’interno del gruppo?

Fabio: Mi piace dar nomi differenti alle cose, come “prezzemolo” al Bologna… rinominai il Pg in PsG , appunto perché al buon emiro Pironti bastò un rene per comprarmi (sua cit). Essere corteggiati dalla squadra di uno degli admin è fantastico, specialmente se è quello con i capelli più belli del gruppo. Non ho preteso niente, è già tutto bello così: certo, sapere di esser titolare come cosa non dispiace! Qui ritrovo Bulbasaur, Fagone, la favolosa Marika (anzi, è lei che ha raggiunto me!), il dottor avvocato Fusco, Stefano Dimartino (o Martino Di Stefano, prima o poi inizierò a fargli venire dubbi!) e…. il cucciolosissimo Pasquale Canario. Con tutto il resto del gruppo avrò modo di consolidare amicizia e discorsi, per ora li conosco “per fama”, dato che ognuno di noi qui è iperattivo!

Lei è molto attivo nel progetto, anzi secondo me uno dei più attivi. Oltre a questo è anche coinvolgente e sa farsi stimare e voler bene. Come reputi questa cosa? E soprattutto perchè è così amato del gruppo?

 Fabio: Son qui per divertirmi, che per me vuol dir “esser sinceri”. Se fossi falso e forzassi questo mio atteggiamento, mi annoierei e smetterei di partecipare. Qui come nella realtà, mi piace non aver problemi con nessuno: se trovo poi riscontro dall’altra parte, anche esser amico con le persone! Spesso mi capita di dar subito confidenza, dimenticandomi che non tutti hanno il mio carattere: se il mio atteggiamento sta sulle scatole basta dirmelo e lo accetto col sorriso. Come successe i primi tempi col maestro Campagna che mi bloccò per un meme, a cui chiedo ancora scusa (ora che mi ha sbloccato “credo/spero” di non esser nel suo death note). Anche se è un gioco, metto sempre impegno in tutto ciò che faccio: ricordo, per esempio, le vacanze natalizie nascosto col pc a far mercato per il Milan, cercando di sfuggire agli insulti dei familiari in casa.

Lei è una persona sempre disponibile e si vede, infatti. Ha deciso di ricoprire il ruolo di Mm sia nel Bologna (la sua prima squadra oltretutto), sia nel Vicenza. Lo ha fatto solo per una questione lavorativa, o c’è qualcos’altro che l’ha spinta?

Fabio: Bologna è stata la mia prima squadra da giocatore, l’ho poi cullata da DS … e ci torno da mm: certe storie di amore non finiscono mai! Rimanere in mezzo ai ragazzi sarà un piacere prima di tutto per il supporto e coinvolgimento che creo, anche a livello di attività. In secondo luogo aiuterò il nuovo DS che sto formando personalmente ad ambientarsi e crescere nel ruolo, come fece il buon irlandese con me.  Con il Vicenza il discorso è simile, sono lì più per amicizia che capacità tecnico/grafiche: a entrambe ho palesato i miei limiti e incompetenza con photoshop e simili, ma mi vogliono così bene che ci passano anche sopra! (poi magari è un format che piace realmente). Peccato solo che da quest’anno i soldi del mm non si possano usare per potenziare il calciatore

Un altro importante ruolo che svolge è appunto il ds. Da questa stagione è ds del Milan, e la cosa sta andando benissimo. Come è il ruolo da ds? E qual è il segreto per riuscirci alla grande?

Fabio: Metto passione in tutto quello che faccio, specialmente, se ci sta dietro della matematica o investimento: da buon ingegnere e giocatore di board games, quale sono. Prime esperienze all’Avellino (Angela, ero il tuo ds!) e al Pg per aiutare Pironti a tener vivo l’ambiente. Fu lui stesso a suggerirmi di andare al Bologna a farmi le ossa, dove c’era una situazione disastrosa che ha penalizzato anche i giocatori, ma non voglio scendere nei dettagli. Essere affiancati da persone competenti… ED AMICI, come Franceschi, Conte, Sedda e Deidda può solo farti amare ciò che fai (peccato poi, non averli potuti raggiungere nel medesimo ruolo al Torino). Da una sfida all’altra, ecco che approdo al Milan come ennesima sfida personale per cercare di dar tranquillità all’ambiente e unirmi agli amici Zirattu, Lopresto, Massessi etc… Piano piano sto conoscendo anche il resto del gruppo, come il buon Giuseppe Roberti con cui ho legato particolarmente (non sto a scrivere tutti i nomi, sapete che voglio bene a tutti!). “Non sarò il migliore, ma ho avuto il coraggio di buttarmici”, mi dico sempre: sostituire uno dei migliori DS come Lopresto non è mai facile, ma sono qui con grinta, voglia e determinazione. Spero di aver dato al gruppo la miglior squadra che le situazioni permetteva: comunque andrà, ho la coscienza pulita di averci messo tutto me stesso, ed eventualmente ne pagherò le conseguenze mettendoci la faccia.

Oltre a buttarsi nel ruolo di ds, si è buttato anche in quello di presidente. Infatti lei è presidente del Pordenone. Ci racconti brevemente come è nata questa idea e la scelta dei suoi soci

Fabio: Il Pordenone lo conoscevo da anni, grazie al loro coro ignorante “rutti e scoregge, noi siam di Pordenon”. Poi mi innamorai definitivamente di loro quando arrivarono agli ottavi di coppa Italia a San Siro e la loro pagina fb iniziò a far meme assurdi, da cui si poteva solo imparare. Ci tengo comunque a precisare (come in una canzone che scrissi per loro) che “noi ci siamo sempre stati, anche prima del Meazza”: è facile salire sul treno dei vincitori, noi li abbiam sempre tifati. Da qui ho subito colto la palla al balzo appena c’è stata l’opportunità di comprare una squadra umanizzabile: un’occasione per finanziare il progetto, come offrire qualche birra a Fil e vivere il gruppo assieme agli amici…anche reali! La cordata presidenziale composta dall’amicissimo Luca Amadori che io ho portato nel progetto allo stand a Modena Play, il neo melodico Salvatore Faber Diana che ci dà testimonianza dell’esistenza di via Brombeis e Luca Bisceglie uno dei migliori amici baresi, assieme a Paparella che non siam riusciti ad inglobare nel progetto pordenonese. I bonus attività presi dalla squadra rendono da subito onore al nostro lavoro, per quanto, spesso, criticato per spam e esultanze “maleducate” ritenute fuori luogo: noi presidenti esperti, con l’aiuto di Marika che abbiam voluto fortemente come addetta stampa, stiamo insegnando a tutti come vivere al meglio il progetto, tenendo le cose che agli altri non piacciono, solo per noi. Per l’impegno da subito dimostrato, faccio i complimenti ai neo iscritti: capitan Caputo, portierone Mike Luciano, Michael “lagerman” (che rivedrete al mio fianco sotto altre vesti) e la governo Lucia, amica real mia e di Amadori.                                            

Siamo arrivati alla fine di questa bella e simpatica intervista. La ringraziamo per la disponibilità. Le auguriamo un grosso in bocca al lupo per tutto.

Fabio: Ringrazio per la pazienza nell’avermi intervistato: lady Angela, l’unica che abbia avuto il coraggio di farlo

Lo Spezzino sbarca su Instagram

La redazione del Lo Spezzino è lieta di annunciare il suo sbarco su uno dei social network più famosi degli ultimi anni, Instagram.

L’applicazione di photo and picture sharing si aggiunge così alla nostra invasione social, partita con Facebook, gmail e YouTube.

Potrete trovarci all’account lospezzino.it, nel video in alto troverete anche il nametag.

Aggiungeteci per restare sempre in contatto con noi, poter vedere le nostre foto e in formato sintetico i nostri video.

I responsabili del account saranno il nostro Direttore Diego Spezzacatena, il Responsabile dell’area grafica e delle fotografica Gabriele Di Leo e il collaboratore esterno Antonello Marrucci.

Lo Spezzino, in picchiata sulla notizia!

Diego Spezzacatena

La vita reale, Gabriele Di Leo portiere per sempre

Da oggi sulle pagine del Lo Spezzino parte una nuova rubrica, che troverete sul nostro giornale una o due volte a settimana, a seconda degli articoli e degli impegni della redazione in altri pezzi.
Parliamo di Vita reale, Ovvero di cosa fanno e chi sono i giocatori del Nurvast – Spezia fuori da Progetto Gaming e dal loro giocatore su Football Manager, creato dal sapiente Filippo.

Oggi partiamo con un pezzo da novanta, perché era giusto così, Gabriele Di Leo. Come tutti sappiamo Di Leo è oramai uno dei senatori dello spogliatoio dello Spezia, del quale ha ottenuto anche i gradi di capitano in vista della nuova stagione, la S4. Il suo ruolo è quello di portiere e si è dimostrato uno dei giocatori più attivi del progetto per quanto riguarda le fila dei bianconeri, inoltre è stato evidente il fatto che sia un signor giocatore, avendo raggiunto anche la convocazione in nazionale.

Oggi però, vi diciamo chi è Gabriele Di Leo nella realtà, fuori da Progetto Gaming.

Gabriele nella realtà ha 22 anni, così come il suo pg attualmente, vive a Roma dove studia economia, frequente il terzo anno di Università. Per le sue numerose fan abbiamo una brutta notizia, Gabriele è felicemente fidanzato da più di tre anni.
Essendo “romano de Roma”, Gabriele non poteva che tifare per la “Magica”, la Roma di capitan De Rossi e compagni, che quando può segue anche allo stadio, impegni permettendo.

Gabrile nel suo piccolo è un vero giocatore di calcio anche nella vita vera. Ha sempre giocato sin dall’infanzia, ma purtroppo a causa di numerosi infortuni è stato costretto prima allo stop di un anno e poi infine all’addio intorno ai 15 – 16 anni, ovviamente il suo ruolo era quello di portiere.
La fortuna però a volte gira. Qualche tempo dopo Gabriele partecipa ad un torneo di calcetto organizzato dalla scuola, a suo dire la sua partecipazione fu quasi casuale. Alla fine della competizione due degli allenatori del Circolo sportivo che aveva ospitato il torneo gli dissero che l’avevano osservato e che lo volevano a giocare con loro. Questa partnership continua ancora oggi.

Nel tempo libero Gabriele coltiva due passioni: i film tratti dai Comics, sia della DC Comic che della Marvel, e i videogiochi sportivi, ovviamente di calcio. Sulla mensola di Gabriele infatti non manca mai FIFA, dall’edizione del 2008, così come Football Manager, che ha conosciuto ed imparato ad apprezzare più tardi, dal 2011. Di entrambi non si perde un’edizione.

Diego Spezzacatena