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Mister X alla corte dell’Akragas

Mister X

La neo-promossa continua a far parlare di se, dopo un buon inizio di campionato, la società mette la freccia e perfeziona un colpo di mercato già a Ottobre per Gennaio.

Persone vicinissime al club ci riferiscono dell’approdo, alla corte del Villains Akragas, di un fantomatico Mister X, di cui conosciamo solo il soprannome #ilTronista e un piccolo identikit: Italiano, capelli scuri, fisico possente.

Il tronista (così chiamato dallo stesso Paolo Di Gaetano presidente della squadra), avrebbe già raggiunto l’accordo con la società.

Ai nostri microfoni il Presidente Di Gaetano si è limitato a lanciare l’hashtag per creare aspettativa nella tifoseria Akragantina.

E’ arrivato l’analista: 6° giornata di Serie B (1/3)

La Serie B si sta dimostrando, giornata dopo giornata, un campionato ricco di emozioni e sorprese: una schedina giocata sul campionato cadetto è quasi sicuramente persa. Questo articolo tratterà delle nove partite giocate nella live di lunedì sera; i posticipi e i match di Coppa Italia saranno trattati in altra sede. Ecco l’analisi delle partite.

Foggia-Salò 3-6

Una delle canzoni più famose – e controverse – dei Beatles è “Lucy in the Sky with Diamonds” che parla di un mondo immaginario creato dall’utilizzo di LSD. Questa partita è eccessiva per questo piano della realtà e probabilmente anche l’utilizzo di droghe – ovviamente sconsigliato – non permette di comprenderla totalmente. Il tecnico del Foggia, dopo la partita, ha dichiarato: “Avevo vinto e poi i miei giocatori hanno avuto un level up di autismo”. Il Salò ha comunque meritato la vittoria, avendo tirato molto di più in porta. Vitale e Guzzi hanno portato il vantaggio i verdeazzurri ma dal 12’ è iniziato il recupero dei pugliesi che, con le reti di Gatti, Micheli e Spano, hanno raggiunto il punteggio di 3-2. Il 3-3 è stato raggiunto al 47’ da parte di Rosci. Nel secondo tempo il Foggia è crollato: al 73’ è stato realizzato il secondo gol di Vitale -la tripletta si completerà al 94’- mentre al 92’ è arrivata la rete di Rosci, che ha portato il risultato sul 3-5. Migliore in campo: Dario Vitale -9.6- del Salò.

Frosinone-Vicenza 1-1

Rimonta incompleta dei veneti, che ottengono un ottimo punto in trasferta contro i ciociari. Il Frosinone non può ritenersi del tutto soddisfatto del pareggio, sia perché un solo punto non permette di allontanarsi dalla metà classifica, sia per via del controllo quasi assoluto dei padroni di casa: i sei tiri in porta non sono bastati per ottenere la vittoria che avrebbero portato il Frosinone a nove punti, a ridosso della zona playoff. Quasi trenta falli commessi – ventisette per l’esattezza – e “solo” tre ammoniti: i ciociari Manuel Sanna e Giacomo Antonucci e il veneto Francesco Carrettiero. I marcatori sono: Daniele Scriboni del Frosinone e il vicentino Dan Davenport. Migliore in campo: Antonio Gambacorta -7.4- del Frosinone.

Lucchese-V. Akragas 0-2

Sconfitta amara per i toscani che giocano bene ma soccombono contro la squadra di Agrigento, cinica finalizzatrice che ha saputo concretizzare la maggior parte delle occasioni da gol. I siciliani hanno controllato il pallone per più tempo, ma sono stati anche più fallosi; i tre ammoniti del match, tutti dell’Akragas sono: De Martino, Inghilleri e Cervini. Le reti sono state realizzate da Daniel Brancato e Nicola Zalotov, che con il suo voto -8.5- si è aggiudicato la nomina di migliore in campo.

Post Spezia – Lucchese: intervista a mister Deidda

Dopo la clamorosa vittoria per 6 a 0 della Lucchese sul campo dello Spezia, abbiamo intervistato il mister dei vincitori, Maurizio Deidda.

Buonasera mister. Allora, una vittoria rotondissima dopo un periodo non facile. Il 6 – 0 è meritato per lei? O c’è stata un po’ di fortuna?

Secondo me vittoria esagerata. Ad occasioni, nonostante il pallino del gioco fosse nostro, lo Spezia ha saputo trovare occasioni importanti ma non è stato bravo a finalizzare. Il rigore parato poi sul 2-0 ha tagliato le gambe allo Spezia e noi abbiamo dilagato. E’ capitato anche a noi le scorse due partite, quindi capisco la situazione e sarei affranto dopo una sconfitta simile. Sono felice che la squadra abbia risposto alla grande dopo due sconfitte per 3-1.

Dopo una vittoria così, ha comunque qualcosa da rimproverare ai suoi, qualcosa in cui migliorare, oppure stasera è stato tutto perfetto?

Si deve sempre migliorare. La vittoria di oggi può essere anche solo casuale, come può essere stata la vostra sconfitta. Questa vittoria non vuol dire nulla. Come diceva qualcuno, in semicitazione “meglio sei vittorie 1-0 che una 6-0”.

A questo punto, qual è la vera Lucchese? Quella delle giornate difficili, o quella dell’exploit di stasera?Ultima domanda.

La vera Lucchese? La vera Lucchese punta al #RoadToSerieC, quindi questo è stato solo un caso. Scherzi a parte (più o meno): vorrei ritrovare la solidità difensiva che caratterizzava in buona parte del campionato la scorsa stagione e che ci ha permesso una sciagurata salvezza (la Presidenza mi sta ancora maledicendo). Il passaggio a FM19 è ancora una incognita per molti: io pensavo, tramite delle prove offline, di aver trovato una quadra, ma anche variabili come l’affiatamento della squadra e i meccanismi di gioco ancora da migliorare, il problema di trovare un ruolo adatto ad alcuni per trovare il giusto equilibrio, abbinato alla variabile forse snobbata del “stiamo comunque giocando contro altri umani, non il PC”, rendono questo “lavoro” ancora più difficile, ma divertente: il bello di giocare a FM contro allenatori umani è questo. Alla fine l’obiettivo è quello di riuscire a trovare una quadra quantomeno generale per la squadra e poi fare leggeri cambi di partita in partita senza stravolgere. Con lo Spezia ho stravolto qualcosa che non mi era piaciuto nelle scorse partite e in ulteriori prove fatte prima della partita. La mancanza di mister Coghi a gestire la partita sicuramente mi ha aiutato (anche se contro il Livorno ho preso schiaffi contro il PC a mostrare la mia “bravura”). Vedremo nelle prossime partite cosa sarà la Lucchese.

Cosa ne pensa dello Spezia? Dopo due giornate avevano 4 punti, con la pesante vittoria con il Parma. Adesso un periodo nero, con squadre neopromosse o meno quotate. Come l’ha visto lei stasera?

Penso che sia una buona squadra. In generale credo che la serie B sarà molto equilibrata, non penso che ci saranno squadre che spaccheranno il campionato. Forse nel girone di ritorno inizieranno ad uscire i valori delle squadre che si dimostreranno non per forza più forti sulla carta, ma con una organizzazione tattica che permette di fronteggiare al meglio più avversarie. Lo Spezia potrebbe essere una di queste. I valori tecnici e di attività ci sono tutti.

Diego Spezzacatena

Intervista post partita a mister Spicchio Mariani

Una sfida molto attesa dalla nostra redazione è stata Foggia – Spezia. Due squadre seguite dal nostro giornale, con elementi di entrambe le rose che formano la nostra redazione.

Il Foggia ha vinto 2 – 0 grazie alla doppietta di Micheli. Noi abbiamo intervistato in esclusiva nel post partita il mister rossonero, Spicchio Mariani.

Buonasera Mister, una vittoria importante arrivata a cavallo fra primo e secondo tempo. E’ soddisfatto della sua squadra? Pensava di fare meglio oppure più fatica?

Essendo l’allenatore non posso che non essere contento per questo fantastico risultato, però a livello tecnico tattico la squadra è stata cinica ma ha fatto alcuni errori facilmente evitabili soprattutto in fase di transizione. Per il resto felicissimo del risultato!

Stando andando benissimo, siete in ottima forma, dove volete arrivare?

L’unico obbiettivo è la salvezza non perché voglio fare il gufone o qualcos’altro semplicemente per il nostro livello di squadra è l’obbiettivo massimo.

Micheli ha messo a segno una doppietta, è l’uomo in più della squadra?

Micheli è importante come chiunque altro. oggi era la sua giornata la prossima sarà al giornata di qualcun’altro.

Diego Spezzacatena

IPSE DIXIT

Il calcio visto come un gioco di ruolo

Sono partito da una domanda sul nostro gruppone: “Da quel poco che avete visto, come valutate il progetto, come siete stati accolti dalla community e dalla vostra dirigenza?”
(https://www.facebook.com/groups/diventauncalciatore/permalink/2099859090050474/ )

Sono arrivate risposte dal tenore classico:  attaccamento alla maglia, gruppo fantastico, accoglienza calorosa,  ma insieme a esse sono arrivati anche svariati apprezzamenti sull’idea che sta alla base del progetto: Il calcio visto come un gioco di ruolo.

E’ un’idea rivoluzionaria! In un Paese come il nostro, dove tutti crescono a pane e pallone, è quasi l’uovo di Colombo, applicare a un argomento che appassiona e che è largamente conosciuto, i dettami del gioco di ruolo: questa è la ricetta perfetta per ammaliare e generare attaccamento, non alla maglia ma al progetto stesso.

Ho passato anni a inerpicarmi in spiegazioni, più o meno calzanti, su cosa fosse un gioco di ruolo, facendo esempi più disparati, quando invece serviva solo un’idea semplice ma dalla portata dirompente, un’ambientazione calcistica e tutto diventa immediatamente chiaro e lampante, ognuno di noi capisce immediatamente quali siano le caratteristiche importanti dei personaggi nel vari ruoli (le classi N.d. Dungeons & Dragons), quali siano i tratti che determinano il comportamento del proprio alter-ego (l’allineamento – vedi sopra), cosa si aspira a migliorare con i potenziamenti a fine stagione e quali sono i meccanismi per farlo (i punti esperienza).

Ipse Dixit 2

Non posso che congratularmi per questa intuizione geniale!

Perfino i personaggi multi-classe trovano una spiegazione semplicissima, il mondo del calcio non è popolato solamente da calciatori, servono anche gli allenatori, i DS, i presidenti e i giornalisti ed è proprio qui che il Progetto vince… Vince nell’aver avuto l’intuizione di vedere oltre al motore di gioco di Football Manager, nell’aver capito che la partita può essere ridotta a sfide risolte con dei tiri di dado (a 20 facce), perché il vero divertimento all’interno del progetto è l’interazione che si ha con gli altri membri della community nello svolgimento delle attività di Presidente e DS.

Quando un presidente legge delle dichiarazioni come questa: “Sono stato accolto alla grande! è un gran gruppo con il quale ci si diverte e spero si possano raggiungere grandi traguardi”, ha la certezza di aver costruito un gruppo di persone che si divertono, che amano passare tempo ruolando senza che si abbia nulla in cambio.

Il progetto ti contagia e vuoi fare sempre di più, è una specie di circolo virtuoso: vedi un post che ti piace e allora provi anche tu nel realizzarlo, così il progetto acquisisce sempre nuovi giornalisti, nuovi grafici e nuovi creatori di contenuti in generale, spingendoci a  intessere relazioni sempre nuove con  persone che condividono la tua stessa passione.

Anche gli admin possono essere orgogliosi di cosa hanno creato, non solo per la paternità dell’idea del progetto ma anche di come lo stanno gestendo, a più riprese i neo iscritti mi hanno risposto così:  “La community si sta espandendo e come tale è difficile gestirla, ma a oggi il compito viene svolto molto bene dagli admin.”,  sono convinto che la community non può essere tanto dissimile da chi l’ha creata e da chi la gestisce, bravi gli admin a usare il buon senso per farci divertire.

 W IL PROGETTO!

I Signori Del Progetto – Episodio 1 – Giuseppe Tuccio

I mille colori di Giuseppe Tuccio, dal nero verde all’amaranto, passando per l’azzurro

i signori del calcio logo tuccio

Allora Giuseppe, sei uno dei membri anziani del progetto. Fai parte del gruppo dalla stagione 1, sei indubbiamente uno dei giocatori più importanti del Sassuolo, attaccante della nazionale, presidente del Livorno e, di conseguenza, punto di riferimento anche per nuovi utenti che entrano a fare parte di questa grande famiglia. Come la vivi?

Beh, innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, comunque, attaccante della nazionale non proprio! Diciamo che fin dall’inizio mi sono immerso nel progetto con tutto me stesso. Ho provato a portare gente nuova, ad aiutare a migliorarlo e far appassionare le persone a questo progetto. Non nego che ci siano stati alti e bassi, ma nonostante questo sono ancora qua con l’aiuto e l’appoggio dei miei compagni “Sassuolesi”. Anzi, la mia seconda famiglia!

Giochiamo un po’, e scindiamo tutti i tuoi ruoli. Partiamo dal giocatore. In questo momento sarebbe scontato parlare di potenziamenti, di bonus attività e della nuova stagione. Tutto questo però nasce e cresce a fronte del rapporto che appunto si crea tra compagni di squadra e dirigenza. Com’è quindi la vita all’interno dello spogliatoio? Quali sono secondo te i punti di forza e dove potreste migliorare?

Una domanda veramente difficile. Questa è una domanda che dovresti fare al mister Agosta. Io, da umile babbano, penso che i punti deboli siano stati migliorati. Però, la situazione non è facile perché ogni anno si migliora e, di conseguenza, si creano nuovi peggioramenti. Più si va avanti, più si creano delle sfide nuove da affrontare. I nostri punti di forza sono: il gruppo, la totale fiducia verso il mister e il divertimento. Anche se tutti ci danno e ci daranno per spacciati, noi punteremo sempre in alto, perché non abbiamo nulla da invidiare alle squadre.

Effettivamente, tra alti e bassi, la rosa del Sassuolo è rimasta più o meno sempre la stessa. Non si può però non notare come del gruppo storico (la triade Major-Vichi-Tuccio per esempio) solo tu sia riuscito a conseguire tutti gli obiettivi bonus che ti eri preposto. Questo come è stato visto all’interno dello spogliatoio e, soprattutto, come mai si è arrivata a questa situazione? Obiettivi sbagliati ad inizio anno oppure c’è stato un po’ di calo di attenzione ed impegno verso il progetto da parte dei senatori e, di conseguenza, degli altri membri della rosa?

È per questo che abbiamo un gruppo affiatato, giocatori importanti sono rimasti. Siamo come gli Avengers! Ci possiamo dividere per un certo periodo, ma quando c’è da combattere lo facciamo insieme! Purtroppo tra impegni personali e gli scandali che sono usciti fuori, hanno scemato molto l’interesse. Io credo che alla fine tutto ritornerà come prima. Barcolliamo, ma non molliamo!

E dal canto mio ovviamente non posso che augurarmi che sia così! Parliamo quindi del Tuccio nazionale. Le spedizioni azzurre di cui hai fatto parte non sono, sfortunatamente, andate molto bene. La CA, a quei tempi, era molto più bassa rispetto alle nazionali guidate da FM e questo sicuramente ha influito non poco nei parametri di giudizio dei giocatori che ne hanno fatto parte. Ora però si volta pagina e a livello di attività sei uno dei giocatori con le carte in regola per prenderne parte. Cosa ne pensi?

Non sono stato più convocato o se lo sono stato non ho giocato… Però, all’epoca le statistiche erano queste! Ovviamente non c’entra nulla, ma ho sempre desiderato farlo; spero di avere più fiducia. Ovviamente, non sono il miglior attaccante del progetto e ne ho di strada da fare, ma sono contento delle mie skills e se non dovessi andare in nazionale, amen! Io voglio portare il Sassuolo a vincere qualcosa, tutto il resto è noia!

Ti suona il telefono. Dall’altra parte della cornetta c’è il CT De Donatis: “Buon giorno Giuseppe. Sto contattando tutti i giocatori particolarmente attivi del progetto e i tuoi 300k di bonus ti annoverano all’interno dell’elenco dei preconvocabili. Ora però io da te voglio sapere alcune cose. Cosa potresti dare in più al nostro reparto di attacco, in quali schemi ti trovi meglio e perchè dovrei convocarti?”

Ecco come mi comporterei: “Buongiorno mister, da quanto tempo. Pensavo di fosse dimenticato di me. Innanzitutto, mi sono allenato tutta l’estate per migliorare la velocità e l’agilità, i miei più grandi fardelli essendo 1,92 cm. Ora sono sia veloce che forte fisicamente. Ho delle mentali che, a parte il carisma a 9, la più bassa è fantasia con 14 e poi so adattarmi a qualsiasi ruolo. La tattica non è importante: posso reggere il reparto offensivo da solo o con un altro compagno, posso segnare e fare assist e ultimo, ma non meno importante, ho appreso la tecnica del “tiro della tigre” di Mark Lenders. Scherzi a parte. So di non essere la prima scelta e non fa niente, ma se dovesse servire un giocatore che sa il fatto suo, io sono la persona giusta! In tal caso sarò più riposato per il mister Agosta. So che non sono favorito per nessun titolo, ma quest’anno vincerò la classifica capocannonieri e assist man. Sognare non costa nulla! Per citare Ligabue: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Non è presunzione, ma speranza! E, inoltre, la voglia di riscattare me e il Sassuolo, visto tutto quello che dicono e non dicono.

Ottima risposta! Veniamo ora al tuo ultimo ruolo, che al momento è quello più chiacchierato di tutti. Da ormai un annetto insieme al tuo compagno Major, avete preso in mano il Livorno. Non ti nego che gli ultimi avvenimento abbiano alzato un po’ di scompiglio nella community. Ma partiamo dall’inizio: la cessione di Amadori alla Juve. In quel frangente è uscita una dichiarazione di Major che diceva di non saperne nulla e, anzi, di aver chiesto il blocco del mercato prima che venissero sottoscritti gli accordi… Qual è la tua versione delle cose?

Sinceramente preferirei evitare qualsiasi tipo di polemica e quindi non parlarne.

Capisco la tua voglia di non parlare dell’argomento, ma devo anche fare il mio lavoro di giornalista e quindi mi permetto di farti un’altra domanda. Com’è al momento il clima interno della squadra? Rumors dicono che uno dei problemi potrebbe anche essere stato l’acquisto di Altomare come allenatore. Da chi è stato scelto e perchè?

Il clima non è buono. Cerco, insieme ad Oliver di migliorarlo. Altomare non l’ho trattato io, all’epoca lasciai la ricerca di un mister all’altro presidente. Vediamo come andrà.

Auguriamoci quindi che il clima possa solo migliorare. Ora però giochiamo un po’, anche solo per stemperare il clima relativo al tuo “ultimo ruolo”. Ti illustrerò una serie di situazione in cui potresti trovarti all’interno del gioco e, per ognuna, vorrei sapere la tua reazione. Partiamo? Vai! Il Sassuolo acquista un nuovo giocatore in rosa. Di seguito il suo primo post “Ciao a tutti, sono Frank Sinatra e sono qui per spaccare il culo a tutti. Diamoci una mossa perchè la posizione in cui siamo proprio non mi piace e io voglio arrivare in europa se no chiederò la cessione. Forza Sasol!” …quale sarebbe la tua risposta?

“Alessandro Pironti (taggato ovviamente) me lo banneresti per favore”

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto X Y, dice di essere il ds della squadra pippo e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

“Ciao Ali. Digli che ti appelli alla facoltà di rispondere solo alla presenza del tuo Ds e che ogni cosa che diranno sarà usato contro loro stessi.” Poi se dovessero insistere chiamerei in causa il “Giudice Pironti” l’uomo col ban più veloce del west!

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto Paolo Bianchi, dice di essere il ds della squadra Fublet e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

Non è uguale?

Non lo so, dimmelo tu!

In questi casi non si guarda in faccia nessuno, ed i rapporti interpersonali non influirebbero visto che io sono stato punito per una sciocchezza detta ad un giocatore che in seguito è stato bannato. E poi non credo che una persona del tuo calibro sia così ingenua, da fare una cosa del genere. Da altre persone me lo posso aspettare, ma da te no.

Grazie, ottima risposta comunque! Siamo alla fine della stagione 4, il mondo di FM è stato sconvolto dalle esplosioni atomiche… Gli oceani erano scomparsi e… il Sassuolo versa in cattive acque. E’ necessaria una cessione importante, e il tuo nome è in cima ai desideri di mezza serie A e B. Dove accetteresti di andare e a quali condizioni?

Non riesco nemmeno ad immaginare uno scenario del genere. Non posso dirti dove potrei andare, perché non ci ho pensato mai. Anche se non ti nascondo che tempo fa mi sentivo inutile al Sassuolo e volevo andare via, ma grazie a Pironti, il buon Pizzo è stato bannato e non mi sono mosso alla fine. Ti posso dire dove non andrò mai: Juve, Lazio e Inter. Non ho nulla contro di loro, ma visto il mio amore per la Roma fuffa, non potrei mai andare in una di queste squadre. Mi sentirei troppo a disagio.

Ultimo livello di questo gioco… siamo arrivati alla fine…e tu ormai ti reggi a fatica sulle tue gambe stanche. I difensori avversari, molto più giovani di te, non ti fanno più vedere la palla. Viene perennemente anticipato ed il tuo famoso guizzo, che ha contraddistinto la tua carriera, è ormai un lontano ricordo. Il tuo giocatore ha deciso di ritirarti. Opportunità di rinascita o abbandono del progetto?

Ti cito questa bellissima frase, che mi ha sempre accompagnato nei momenti bui: “Come una fenice, risorgerò dalle mie ceneri, tutto ciò che mi colpisce, un giorno mi fortificherà”… Passerò il testimone a Giuseppe Tuccio Junior o se preferisci una versione 2.0

…e inizierò una nuova carriera al Fublet, hai dimenticato questa parte! a parte gli scherzi. Grazie per esserti prestato a questo gioco. Per concludere, quali sono gli obiettivi del Tuccio calciatore e del Tuccio presidente per questa stagione 4?

Per quanto riguarda il giocatore è vincere il più possibile sia con Sassuolo che individualmente. Per quanto riguarda il presidente creare una squadra e un gruppo affiatato, degna della prima presidenza. Comunque grazie a te per avermi intervistato ed avermi dato la possibilità di dire ciò che pensavo.

Vuoi toglierti un sassolino dalla scarpa? (solo uno però)

No, no ho già detto tutto quello che volevo dire. Vi faremo ricredere! Il Sassuolo spenderà nell’alto dei cieli!

Grazie a Giuseppe Tuccio, bomber del Sassuolo, per la sua disponibilità e arrivederci alla prossima puntata de… I Signori del Progetto!

Vita Reale: Loris Marino, una vita intensa tra infortuni e ragazze

Cari lettori torniamo oggi con la seconda puntata della nostra rubrica Vita Reale, per raccontarvi chi è nella realtà Loris Marino. Marino è il terzino destro del Nurvast Spezia, che all’occorrenza può giocare su entrambe le fasce pur non essendo ambidestro. Come numero di maglia ha scelto il 2 ed oggi con Di Leo è uno dei principali veterani dei liguri.

Ma chi è nella realtà Loris Marino? Cercheremo di spiegarvelo nelle prossime righe.

Loris è nato in quel di Catanzaro, dove tutt’ora vive, nel maggio del 1996. A 23 anni ha una vita piena e vissuto mille esperienze. Nella realtà fa il magazziniere ed è attualmente fidanzato, seppur da pochi mesi. In passato è stato un vero e proprio playboy, potendo annoverare almeno 7 precedenti relazioni, la più longeva di 2 anni e mezzo. Loris ci assicura, non svelandoci però il suo segreto, che è in ottimi rapporti ancora oggi con quasi tutte le sue precedenti compagne. In particolare, considera la sorella della ragazza con cui ha avuto la relazione più lunga la sua migliore amica e frequenta ancora entrambe.

Ma nella vita di Loris ci sono anche 2 grandi amori, che non ha mai lasciato, la Juventus e il Catanzaro.

Ha una lunghissima esperienza da calciatore, avendo giocato a calcio per circa 18 anni. I primi 6 li ha vissuti,, così come in gioco da terzino, trasformandosi poi nei successivi 12 in attaccante.
Questa lunga carriera sportiva è stata purtroppo costellata da numerosi infortuni, dai quali Loris ha sempre saputo riprendersi. Il punto debole è stata sicuramente la caviglia destra, infortunata due volte. Poi è toccato al ginocchio destro, il gomito destro e la spalla sinistra. A questi va aggiunto anche un intervento per appendicite.

Oggi giocare a calcio rientra tra le sue principali passioni, un hobby da fare nel tempo libero. A questo unisce il piacere di uscire con gli amici e con la sua attuale fidanzata e il guardare Serie TV.

Marrucci sottoscrive un contratto con Lo Spezzino come grafico

In aggiunta al comunicato di oggi sulla redazione del Lo Spezzino, comunichiamo la sottoscrizione di un contratto stagionale con la redazione da parte di Antonello Marrucci.

L’accordo prevede un pagamento del 3.33% dei ricavi totali conseguiti dal nostro giornale al termine della stagione.

Marrucci si unirà al team grafico capitanato da Gabriele Di Leo. L’onere di dover creare almeno 2 immagini a settimana a sua scelta e di gestire l’account Instagram.

Una delle sue iniziative più belle sarà “L’album di figurine” dove elaborerà per ogni giocatore del Nurvast Spezia una figurina in pieno stile Album Panini. Sottolineiamo che l’idea è tutta frutto della mente creativa di Antonello Marrucci.

Diego Spezzacatena

Welcome back, Valerio!

Campione d’Italia in carica, difensore roccioso che da sempre si ispira al “rude” Chiellini, Valerio Arnone lascia i bianconeri per accasarsi al Progetto Gaming, squadra che lo ha lanciato nel grande calcio.

Un ritorno alle origini quello di Valerio, scelto per la sua grande attività nel Progetto e per le sue doti umane.
Le skills? Ecco la sua scheda, in attesa dei potenziamenti:

Difensore essenziale, forse meno tecnico e “aggraziato” dei nuovi colleghi di reparto Papa, De Lucia e Invernizzi, Valerio ha dalla sua una grande esperienza e il potenziale per diventare a lungo colonna della squadra.
Alla Juventus vanno 2,2 milioni; il giocatore ha voluto fortemente il club di Crema, forte della sua amicizia con il presidente Pironti, ma anche con Luca e Marco Invernizzi (coi quali condivide la passione per i giochi da tavolo nella stessa associazione) e tanti altri che ha imparato a conoscere alle varie pizzate, come Marika e Damla.

Il Progetto Gaming, interpellato circa il trasferimento, dichiara: “Valerio è un top player, una persona magnifica e un grande innesto in una rosa dal grande valore umano e tecnico. Noi la Champions League l’abbiamo vista solo in TV, magari Valerio saprà prepararci psicologicamente agli impegni internazionali che ci aspettano… e magari convincere Angela Iadicicco a venire al PG!”.

Quanto sopra riportato non è un parere condiviso da chi scrive, che invece ci tiene nell’aggiungere che Giacomo Sedda, attualmente impegnato a puntarmi un coltello al collo, è un gran bell’uomo, il Torino una meravigliosa squadra e la Sardegna varie spanne meglio della Corsica. Dichiarazione spontanea.

Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli

Gli errori e le irregolarità commesse dalla dirigenza nella S3 ricadono ancora sull’inizio S4 e su giocatori che non hanno mai avuto a che fare con quella gestione

Sicuramente questo è il primo pezzo “tosto” della nostra redazione, una sorta di “inchiesta” o meglio un racconto, dall’interno, per fare il punto della situazione in casa Spezia. Perché fare il punto sul Nurvast? Perché, come molti ricorderanno, la società ligure ha avuto numerosi problemi  a partire dall’estate 2018, a cavallo fra la Stagione 2 e la Stagione 3, e poi per tutta la terza annata di Progetto Gaming FM, che hanno portato ad un’inevitabile retrocessione. Ma non solo, quelle malsane gestioni, una in particolare, hanno creato indirettamente problemi anche alla nuova società in vista della Stagione 4 e a molti giocatori che sono arrivati dopo. Per spiegare meglio il tutto sarà necessario ripercorre, velocemente, la storia dello Spezia.

Facciamo un passo indietro all’estate 2018.  E’ il 13 giugno. Sul gruppo della squadra parte un sondaggio per decidere il destino dell’allenatore Antonio Accardo, gestore unico della squadra nella Stagione 2 e artefice, insieme ai giocatori, della sofferta salvezza. Accardo è pronto ad iniziare anche la Stagione 3, ma a seguito del sondaggio decide di dimettersi. Il problema? Il nuovo campionato comincia quattro giorni dopo!

Il 14 giugno l’amministrazione annuncia l’arrivo in bianconero di Pasquale Canario come nuovo allenatore e di Michele Minopoli come Direttore Sportivo, sino a quel momento figura assente allo Spezia.

Il 21 luglio arrivano i primi problemi. L’amministrazione fa partire un sondaggio all’interno dello spogliatoio per decidere il futuro di Canario, spesso assente durante le partite. Il Mister viene trattenuto dai suoi.
Arriviamo al 24 luglio, quando arriva il primo problema serio. Lo Spezia riceve una multa di 600.000 € per aver presentato in ritardo la documentazione utile per il Fair Play Finanziario.
Passa un mese e ritorna il sondaggio sul destino di Canario in bianconero. Anche questa volta i giocatori decidono di trattenere il loro tecnico. Nel frattempo parte il mercato di riparazione, con l’arrivo di molti nuovi giocatori, tra i quali un certo Denis Coghi.
Il vero terremoto, però, è dietro l’angolo. La prima scossa arriva il 13 settembre, quando Pasquale Canario decide di dimettersi evitando l’ennesimo sondaggio all’intero dello spogliatoio. Nella stessa giornata viene annunciato Gabriele Cocco come nuovo tecnico.

La vera bomba scoppia tre giorni dopo. E’ la sera del 16 settembre, siamo oramai a metà della Stagione 3, con lo Spezia pienamente invischiato nella lotta per non retrocedere. Nel gruppo Facebook principale appare un annuncio dell’amministrazione. Lo Spezia ha una nuova proprietà, Antonio Vitolo e Carlo Maiorano. Contestualmente la nuova presidenza decide di sollevare Michele Minopoli dal ruolo di Direttore Sportivo. Il nuovo DS ad Interim sarà Alessandro Pironti.
Il post scatena nel giro di pochissimi secondi più di due decine di commenti, senza contare i commenti ai commenti. La stragrande maggioranza degli autori si schiera pienamente dalla parte del DS, che appartengano allo spogliatoio spezzino o meno. Agli occhi di tutti, infatti, Minopoli ha fatto un ottimo lavoro, mettendo in piedi una squadra quasi da zero dopo la gestione Accardo, in poco tempo e con il bilancio in rosso.
Solo qualcuno nota una particolarità strana, Pironti DS. Perché un amministratore del gioco dovrebbe diventare DS ad Interim di una squadra? Forse qualcosa che non va c’è. Subito, per stemperare gli animi sulla polemica che ne sta nascendo, viene spiegato nei commenti che lo Spezia ha una rosa di 29 giocatori, contro il limite massimo di 22, con 5 prestiti contro la regola dei 3. Il problema quindi c’era, e come se non bastasse, stando alle nostre fonti, molti dei giocatori non avevano mai nemmeno ricevuto ufficialmente il contratto e non erano nemmeno state passate le copie dei giocatori a Filippo Ballarin. Stando alle nostre informazioni, su 29 giocatori di proprietà dello Spezia solo 10 erano da considerarsi attivi, di cui 4 in prestito. Il tutto avendo un bilancio ancora sanguinante, con il budget dei bonus sperperato tra inattivi e prestiti onerosi.
Va precisato un fatto, molto importante, Maiorano e Vitolo non arrivarono allo Spezia per la gestione Minopoli, avevano semplicemente intenzione di comprare una squadra di Serie A e lo Spezia era la più appetibile, sia per il basso costo, sia per la possibilità di ripartire da zero sfruttando la regola degli attivi che vanno a sostituire gli inattivi. Dunque non fu un acquisto forzato o spinto dall’amministrazione del gioco, come qualche maligno potrebbe pensare, per far fuori Minopoli. Ovviamente i due, venuti a conoscenza insieme agli amministratori del progetto della grave situazione presente , decisero di rimuovere il DS.

Il giorno dopo, per illustrare meglio la situazione, viene pubblicato un articolo dello stesso Alessandro Pironti sul portale di Progetto Gaming, in cui viene spiegata nel dettaglio la situazione e viene anche mostrato il comportamento poco maturo e responsabile del DS Minopoli, che continuava a non ritenersi responsabile di nulla o comunque autore di un problema minore. Anzi, riteneva una scorrettezza l’aver ricevuto l’annuncio del licenziamento direttamente sul gruppo Facebook principale, dimenticando, però, di non aver risposto alle chiamate dell’amministrazione in privato.

Infine, il 18 settembre, sfruttando la regola che consente di sostituire gli inattivi con dei nuovi attivi liberi, lo Spezia viene rimpolpato di nuovi giocatori. Questo non basta, però, ad evitare la retrocessione.
Infine, l’11 dicembre arriva l’annuncio dell’acquisto da parte del giocatore Denis Coghi della squadra, che vedrà come sua affiliata il Verona, entrambe sotto la stessa presidenza e con Salvo Crescimone a fare da DS.

Dobbiamo dire, ad onor del vero, che dopo le nostre analisi e ricerche, è stato evidente come anche la gestione, seppur breve, di Maiorano e Vitolo non è stata spettacolare. In primis non si è mai provveduto ad introdurre un nuovo DS, dopo il lavoro svolto in via preliminare da Pironti, inoltre ai nuovi giocatori, arrivati con la regola dell’inattivo per l’attivo o con il calciomercato, non fu mai fatto siglare un contratto, ne furono pattuiti stipendi e bonus, né ai nuovi né ai vecchi presi da Minopoli, dei quali la stragrande maggioranza non ha mai ricevuto un vero contratto con ingaggio e parametri bonus.

E qui sta il punto. La nuova società, in vista della Stagione 4, ha avuto prima problemi a recuperare il bilancio reale della squadra, per capire come muoversi sul mercato, ma soprattutto, insieme ai giocatori, si è vista fortemente penalizzata dalla situazione dei contratti assenti. Infatti, della rosa dello Spezia che ha terminato la Stagione 3, solo di 7 giocatori sono stati recuperati i contratti, dei quali solo 2 rimasti in rosa. Sicuramente avevano un contratto ufficiale Nasi, Avogaro, Cifariello, Sverze e Trivisani, inoltre sono stati recuperati quelli di Marino e Di Leo, anche se quest’ultimo è risultato incompleto (manca la parte dei bonus). Infine, tutti gli altri hanno ricevuto uno stipendio simbolico di 90.000 €, di gran lunga inferiore a quello che probabilmente avevano o avrebbero pattuito, e non avendo mai messo nero su bianco le clausole dei bonus, l’amministrazione si è vista costretta a calcolare di tutti in quale parametro si sarebbero collocati, basso – medio – alto, per poi ridurre del 50% l’importo, per evitare elargizioni eccessive. Questo è andato a penalizzare sia la proprietà, che sta facendo di tutto per sistemare le cose (campagna acquisti oculata, chiarezza e trasparenza sui contratti, l’aspetto comunicativo e dell’attività) ma anche giocatori che, arrivati a fine Stagione 3 e catapultati in bianconero quasi per caso, si sono visti senza contratto, senza ingaggio e senza bonus, o comunque con delle cifre quasi “simboliche” attribuitegli.
Insomma, problemi nati alla fine della Stagione 2 vanno a ricadere ancora sulla Stagione 4, almeno all’inizio, e saranno definitivamente superati solo grazie ad un grande lavoro del duo Coghi – Crescimone e dell’amministrazione del progetto.

Diego Spezzacatena