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L’intervista “favolosa” a Marika Calcagno

Ciao Marika, presentati per quei pochi che ancora non ti conoscono… magari dicendoci anche cosa fai di bello nella vita (oltre a sopportare Andrea Conte).

Ciao a tutti, sono Marika, ho quasi 31 anni… anche se ne dimostro molti meno!
Nella vita, oltre a sopportare quel borbottone di Andrea, lavoro in una multinazionale che vende moto, come customer service aftersales e general assistant.
In poche parole: assistenza clientela e tutto ciò che riguarda il post vendita.
Nel tempo libero amo disegnare fumetti, ma negli ultimi anni mi son focalizzata sui ritratti realistici.

Come sei entrata nel progetto? C’è forse lo zampino di tuo marito (Andrea Conte, ndr)?

Eravamo in viaggio per andare in vacanza. Per tutto il tragitto ha insistito, dicendo che dovessi iscrivermi. Così esasperata, ho infine detto di sì. Beh, era felice come un bimbo!

Spero che poi tu non te ne sia pentita!

E’ un bell’atto d’amore (ride, ndr)! Però no, assolutamente, anzi… a saperlo mi sarei iscritta prima.

Cosa ti piace di più del progetto?

Mi piace come una o più passioni possano unire tantissime persone da ogni parte di Italia e del mondo.

Raccontaci come sono stati i tuoi primi giorni del progetto. Cosa hai pensato? Ti era tutto chiaro? Che ci racconti sul tuo trasferimento “lampo”?

I miei primi giorni del progetto li posso paragonare ad un uragano. Non capivo molto, il cellulare vibrava di notifiche in continuazione e allo stesso tempo ero spaesata. Per fortuna c’erano sia Andrea che i miei ex compagni dell’Inter che pian piano mi spiegavano le cose, perché non era molto chiaro. Sul mio trasferimento “lampo”, se ti riferisci a quello che mi ha portato all’Inter, all’inizio non capivo che stesse accadendo. Ero sola a casa, Andrea, stava lavorando, quindi mi arriva la notifica che diceva che ero stata ingaggiata.
Chiamai subito Andrea e gli chiesi: “ma in che senso sono stata ingaggiata?”. E lui mi rispose semplicemente “sto tornando a casa, poi ti spiego”.

Sembravi felicissima all’Inter. Poi cosa è cambiato?

Ero felicissima infatti, ma purtroppo ho capito che ho un modo diverso di pensare.
Ai tempi dell’Inter la pensavo diversamente rispetto ad una persona della dirigenza e uno/due giocatori. Ho una visione del gioco diversa da alcune persone. Purtroppo, viaggiando su due binari diversi è stato meglio andarmene.

Capito. Quindi il passaggio al Progetto Gaming ti sarà sembrata una specie di liberazione, anche se sei ancora in ottimi rapporti con molti ex-compagni. Come è andata?

Beh sarei bugiarda a dire il contrario. Si, è vero, mi son sentita libera, anche perché nei giorni poco prima della cessione, stavo vivendo male un po’ tutto. Avevo un po’ di magone quando entravo sul gruppo whatsapp, perché mi sentivo fuori posto, oltre che qualcosa si era spezzato. Dovevo scegliere se essere me stessa o rinunciare alla mia filosofia di gioco, per stare in squadra con quelli con cui mi ero legata. Ma sono una persona orgogliosa e ho preferito essere coerente con me stessa ed andarmene, sapendo che comunque avrei tenuto un rapporto di amicizia con i miei ex compagni di squadra e infatti come potete vedere sono molto legata con alcuni dell’Inter.

Come sta andando al Progetto Gaming? Che gruppo hai trovato?

Al Progetto Gaming ho trovato un gruppo che rispecchia il mio modo di pensare. Per non parlare dei compagni che sono fantastici e mi trovo davvero bene parlando con loro, anche di cose che non riguardano il gioco. Ho trovato una seconda famiglia che mi sostiene e mi ascolta nei momenti di difficoltà. Per non parlare del presidente che sa spronare tantissimo. Quando manda gli audio mi sento come se potessi spaccare il mondo in quattro.

(l’intervistatore gongola).
Che obiettivi hai per il tuo giocatore? Come intendi svilupparlo? A quale calciatore “fuffa” ti ispiri e come mai?


Per il mio giocatore mi voglio ispirate a Claudio Marchisio. Una volta lessi un articolo su Marchisio che lo descriveva così “forza fisica, inserimento, tiro da fuori, tocco sotto, grande intelligenza dentro e fuori dal campo”, infatti quando feci la scheda dissi ad Andrea: “voglio essere come il principino”.
Pensa che relizzai un ritratto e Marchisio me l’ha pure autografato e risposto su Instagram. Per il mio pg vorrei potenziare la velocità e sopratutto metterei in PA così da crescere da sola. Poi beh, accetto consigli dai miei dirigenti che sicuramente han più esperienza di me.

Tempo fa sei stata a una pizzata milanese, dove hai conosciuto moltissimi membri del progetto. Qualche aneddoto? come ti sono sembrati di persona i tuoi “compagni di progetto”?

Beh, innanzitutto ho trovato moltissima affinità con Damla, mi trovo benissimo a parlare con lei e mi sta vicina nel momento del bisogno. Idem con Veronica, che ho avuto modo di conoscere anche dopo quella serata.
Per i maschietti beh, finalmente ho avuto l’onore di conoscere Dottor Pironti e De Donatis che a primo impatto mi incutevano timore, ma poi mi hanno fatto sentire a mio agio.
Un aneddoto? Pattarozzi ibernato stile “Steve Roger di Captain America” e la musica napoletana durante l’aperitivo prepizzata.

Tra le varie cose, sei anche marketing manager al Pordenone. Come sta andando questa avventura? Sembri avere un gran feeling con Bicocchi, presidente del Pordenone ma anche tuo compagno al Progetto Gaming. Che ne pensi?

Quando arrivai da loro ero un po’ spaesata, perche era la prima volta che facevo l’addetta stampa; ma grazie a Luca Bisceglie, Luca Amadori e Fabio bicocchi, che mi hanno dato un paio di consigli su come procedere, devo dire che mi trovo da Dio.
Adoro i giocatori del Pordenone, mi fanno ridere fino alle lacrime e sono il mio gruppo di spasso e sano divertimento.
L’amicizia con Fabio è nata per caso e anche per questo la reputo molto importante.
Andiamo molto d’accordo e siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda… ecco ora mi immagino io e Bicocchi surfare in California.
Poi aggiungo inoltre che le due fanciulle del Pordenone: tanta roba, mie sorelle separate alla nascita.

Concludi pure tu l’intervista con quel che ti viene in mente, le tue sensazioni. E grazie infinite per il tempo dedicatoci.

Mi piacerebbe dire che non avrei mai e poi mai pensato che un gioco potesse farmi stare bene. Purtroppo nel calcio fuffa succede che si venga giudicati per il colore della maglia. Invece qui, indipendentemente dalla squadra in cui ti trovi, crei qualcosa che va al di là di tutto, come l’amicizia.

Poi vorrei salutare prima di tutto i miei compagni di squadra e la diregenza del PG. Siete favolosi.
Poi un saluto al Pordenone, mando un bacio grande.
Poi volevo salutare Manuel Guassone, col quale per settimane ho collaborato per realizzare alcune immagini, grazie alle nostre abilità grafiche… tagliare teste non è da tutti… lo saluto io, visto che lui non lo ha fatto nell’intevista che gli han chiesto (ride, ndr).
Infine saluto Luca Ciampaglia al quale voglio molto bene… e spero di vedervi in tanti il 20 gennaio, per il pranzo che sto organizzando!



Alessandro Pironti per Progetto X

Squadra nuova, Paparella Nuovo? L’intervista a Davide Paparella


Buonasera a tutti i nostri lettori e un particolare saluto a Davide Paparella. La ringraziamo per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista. Si presenti e ci parli dei suoi ruoli all’interno del Progetto.

Paparella: Buonasera a tutti mi presento, mi chiamo Davide Paparella, e come ben sapete sono un neo giocatore del Milan! Sono abbastanza duttile in difesa siccome sono sia terzino sinistro, sia terzino destro che difensore centrale. Nel progetto sono un personaggio abbastanza discusso, ma dopo il mio approdo al Milan , ci saranno tanti cambiamenti!


● Ecco, lei è stato appena acquistato dal Milan, perchè ha lasciato il Bari?

Paparella: Sinceramente parlando volevo una sfida molto più ambita e ambigua allo stesso tempo, come ben sappiamo il Milan ha avuto dei ban e delle multe che hanno indebolito la squadra per il fatto di serveropoli e il dover far risalire una squadra come il Milan mi ha sempre intrigato… poi parliamoci chiaro IL DIAVOLO è IL DIAVOLO

In merito al suo approccio al Milan, è girata voce che la cosa non è stata presa molto bene dai suoi nuovi compagni di squadra. Come è stato accolto in squadra?

Paparella: In squadra sono stato accolto benissimo, infatti mi sono già integrato molto bene con i miei nuovi compagni, ciò che è stato detto in passato, è passato, adesso dobbiamo pensare a lavorare tutti insieme come una grande famiglia!

Sul fatto che bisogna pensare al futuro la penso come lei. Ma le cose dette e fatte in passato, non influenzano un pò il suo presente? Come crede di far cambiare idea a chi in passato aveva detto qualcosa su di lei?

Paparella: Devo esservi sincero inizialmente un pò mi infastidivano, adesso un po’ meno, sono un tipo abbastanza forte di carattere, quindi faccio scivolare un po’ tutto. Per far cambiare idea a chi in passato ha parlato male di me, ci penserà il campo, io dimostro tutto in campo, poi per il bene del Milan ci penserò mille volte prima di fare qualcosa.

Eppure lei si è descritto come un personaggio discusso , non si sente un pò una “testa calda”? Riuscirà a cambiare atteggiamento? Oppure dobbiamo aspettarci ancora di peggio?

Paparella: Si mi sento una testa calda, ma per il bene del Milan cercherò di pensarci 1001 volte prima di fare qualcosa

Quindi la sua promessa sarà quella di tenere a bada i suoi istinti e pensare al bene del Milan. Ma oltre ad essere una “testa calda”, è anche un pò l’Ibra del progetto. Come mai cambia spesso squadra?

Paparella: Sinceramente questo trasferimento al Milan l’ ho voluto fortemente… Non voglio dire niente ma mi sento in paradiso anche se sono all’inferno. Spero di rimanere al Milan per tanto tempo.

●Quindi al Milan sta trovando, o spera di trovare, qualcosa di motivante che le permetta di restare per molto tempo. Cosa che invece non ha trovato nelle altre squadre?

Paparella: Il milan è già uno stimolo per rimanerci… Come le ho già detto mi sento al paradiso qui, ho trovato la mia serenità

Quindi abbandonerà la sua fama da giocatore, se possiamo dirlo, un pò mercenario, e si dedicherà per molto tempo al Milan. Dove crede possa arrivare il Milan nella prossima stagione?

Paparella: Si si il Milan sarà casa mia per molto tempo, non voglio dire nulla, ma abbiamo un bel gruppo… Forza Milan

Siamo quasi alla fine dell’intervista. Come sa all’interno del Progetto ci sono diversi ruoli da poter ricoprire, vorrebbe provare a mettersi in gioco in uno di questi ruoli? Se si, quali? Se no, ci spiega le motivazioni.

Paparella: Per il momento preferisco concentrarmi solo come giocatore del Milan, mi basta ciò.

Non le piacerebbe un giorno diventare DS, presidente o allenatore di una squadra?

Paparella: Adesso no, in futuro potrebbe darsi.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. La ringraziamo per la sua disponibilità. Se ha qualcosa da aggiungere, le diamo possibilità di farlo. Intanto le auguriamo un grosso in bocca al lupo per la sua nuova avventura. Buonaserata.

Paparella: Grazie a voi e in bocca a lupo per il nuovo anno! #DP5

Paolo VS Presidentissimo: l’intervista

Buongiorno, grazie per aver dismesso i panni del Presidentissimo per concederci un’intervista genuina con Paolo.
Per prima cosa: chi sei nella vita di tutti i giorni e come hai conosciuto il progetto?


Un nerd di vecchia data, videogiocatore e collezionista di fumetti e action figures . Faccio parte della storica squadra del Drink Team prima che partisse il progetto. Trovai un post di quel matto di Ballarini e sai tra matti ci si intende.

Mi pare giusto. Nel progetto reciti il personaggio del Presidentissimo, ovvero di un tizio piuttosto presuntuoso e al di sopra di tutto e tutti, che vive con fastidio la mediocrità altrui. Quanto c’è di te in questo personaggio e quanto vorresti ci fosse?

Nulla al quadrato. Sono proprio l’opposto del Presidentissimo. Il lavoro nella vita reale mi impone di confrontarmi con la gente, se fossi come il Presidentissimo sarebbe una guerra continua.

Ripercorriamo alcune tappe importanti, nel bene e nel male, del progetto. Su ognuna ti chiederò cosa pensasti allora, che sentimenti hai vissuto. Partiamo con l’inizio della stagione 1: parte il progetto e la prima live su Twitch.

Come si installa Twitch? Te l’ho detto che sono uno di vecchia data… A parte questo mi getto nelle avventure con tutto me stesso e in questo caso ho fatto bene. Ti ricordi i primi interventi telefonici? Li facevo da lavoro…

Poi l’Udinese vince il campionato, ma il Genoa consolida il suo gruppo. Che pensi a fine S1? come vedi il progetto?

Comincio a realizzare di essere fortunato, nell’aver trovato il gruppo perfetto a livello umano e avevo ragione. Ho trovato nuovi cari amici: Alberto De Donatis, Francesco Truddaiu, Mark Aperio, Claudio Però, Alessandro Pironti, ma anche quei due impertinenti di Paolo Puzzer e Veronica Di Paolo, ma pure quel gran bucatore di colombe di Danilo Trojer.

A proposito di Veronica e Paolo: è evidente ci sia stima tra voi, ma allora perché sono stati ceduti?

Questione tecnica nulla più , non potevo garantir loro un “tot” di partite da titolari. Sarebbe stato un spreco tenerli così…

Torniamo ai momenti del progetto. Cosa pensi se ti dico… Pizzo.
Ai tartufi… e a tanta amarezza.

Alberto De Donatis.
Un amico caro, un regalo di questo splendido progetto.

Pier Gaetano Fulco.
Chi?
Sei tornato a fare il presidentissimo o davvero non conosci l’admin aggiunto?
Eheh, se è admin è una persona degna di stima e fiducia, soprattutto con l’attenzione che c’è ora.

Proseguiamo con i nomi: Davide Paparella.
In questo momento mi sento Bruce Banner: sto cercando di non fare uscire il Presidentissimo. Che dire…
Ti aiuto? Diciamo che è molto giovane (beato lui)?
Esatto.

Visto che parliamo di giovani, parliamo di inesperienza, dato che le cose vanno spesso inevitabilmente a braccetto. Il progetto ha utenti con età media molto bassa e anche chi fa da staff, è spesso giovanissimo. Abbiamo vissuto molte gestioni “allegre” da parte di presidenti e DS: cosa ne pensi? hai qualche consiglio per chi si avvicina a un ruolo nel progetto?

Chiedete, non vergognatevi, è sempre meglio arrossire prima che sbiancare dopo. Magari non chiedete al Presidentissimo….cercate degli admin o al massimo chiedete di Paolo.

Il Genoa è andato maluccio in questa stagione e molti indicano in Claudio Però, ragazzo intelligente e benvoluto ma con poca esperienza di FM, una delle cause degli scarsi risultati. Mentre facciamo un “in bocca al lupo” a Claudio per la prossima stagione all’Entella, vuoi dirci come mai scegliesti Claudio e come mai sei ora tornato allenatore dei rossoblù?

Perché mi fido di Claudio e causa lavoro reale dovevo staccarmi. Allora ho affidato la squadra ad uno di noi e non me ne pento. Claudio farà benissimo. Per Claudio è meglio cominciare dalla B ma sempre in famiglia, Paolo Puzzer (DS Entella) lo guiderà. Però poi la nostalgia da allenatore si e fatta sentire subito e allora mi sono proposto per la Malcantone (un ringraziamento a tutti i ragazzi e al presidente). Il Malcantone è un grande rammarico: ci saremmo salvati in condizioni meno complicate.

Malcantone, capitolo sicuramente negativo del progetto e non certo per colpa tua. Ricardo Lamine comprò la società, volle cambiarle il nome e, sebbene gli proponessimo nuovi giocatori gratis (come si fa sempre per le nuove squadre ingaggiate e senza giocatori) decise di far entrare amici non interessati al progetto, ritrovando il club pieno di inattivi. Poi, al momento di fare il mercato, fu fregato con mille bidoni. Qualcosa da aggiungere? Come hai vissuto il tutto?

Con passione e tutto me stesso, per rispetto di chi era attivo. Sono contento che i ragazzi vadano a giocare in serie A o in B. Ho cercato di onorare il campionato per rispetto di tutti.

Ma Lamine non ti ha mai spiegato come mai abbia gestito tutto così?
Si è fatto prendere dalla voglia di fare ed è stato affrettato a volte, ma è indubbiamente stato turlupinato.

Da chi e come? Possiamo dirlo?
Non entro nei particolari, ma faccio un nome solo : il giocatore De Pieri.

Indagheremo sulla questione, allora. Avete appena ingaggiato Busco, che immagino molto amico del DS De Donatis. Quanto c’è del tuo in queste trattative e quanto invece deleghi al tuo DS?

È decisione di concerto, io do una indicazione e Alberto (De Donatis, ndr) fa tutto alla perfezione, cercando addirittura di meglio di quello che indico.

E nel caso dell’acquisto di Pironti? Un uccellino mi ha detto che fu il solo Alberto a essere convinto della trattativa. Confermi? E ora, a distanza di tempo, rifaresti tutto?

Le mie rimostranze sono affettive: faccio molta fatica a cedere giocatori e nell’ acquisto sono cauto perché chi arriva deve avere certi requisiti morali. Nel caso di questo Pironti non c’erano dubbi.

E rifaresti la trattativa, a distanza di tempo?

La rifarei, ovviamente: ho trovato un amico.

Vuoi svelarci una possibile cessione o un possibile acquisto del Genoa?

Mercato chiuso. E’ ufficiale. Lo giuro.

Chiudiamo l’intervista con una domanda su di te, Paolo, così permettiamo a tutti di conoscerti meglio. So che sei un grande conoscitore di birre: ce n’è qualcuna che hai apprezzato molto (ma che è magari poco conosciuta) e vorresti consigliarci?

Sull’ esotico direi birrificio omnipollo: birre al cioccolato al marshmallow. In Italia direi birrificio mc77. Se amate le birre dolci, consiglio l’ape regina.

Grazie mille per la disponibilità Paolo. Vuoi concludere con un messaggio al progetto?

Divertitevi, giocate ma soprattutto non fate arrabbiare gli admin e il Presidentissimo.


Alessandro Pironti per Progetto X

“Winners don’t use drugs”

“Winners don’t use drugs”, per chi è negli “enta” e negli “anta”, come me, questa frase è mitica, ogni volta che inserivi un gettone o semplicemente stavi a guardare un attract mode di un cabinato di sala giochi negli anni 90, spuntava questa schermata blu, con il logo dell’FBI che invitava i teenager a non fare uso di droghe.

A me questa cosa è rimasta impressa, ne ho dato sempre un’accezione più vicina al gioco che alla vita reale, solo l’allenamento (un po’ come faceva Holly che girava la città sempre palla al piede) permetteva di raggiungere risultati degni ai videogiochi. Una volta imparato il pattern dei mostri si riusciva batterli, poi chiaramente se si era scarsi, si era scarsi, non c’era allenamento che teneva.

Il bello era la sfida, per carità, anche io a Doom ho digitato “IDDQD” per attivare il “God Mode”, ma se lo avessi finito senza aiutino sarebbe stato più soddisfacente, quella stessa sensazione che tutti noi abbiamo provato battendo il Maestro di Spadaä a Melee Island per la prima volta alla tenera età di 11 anni.

Poi sono arrivati i giochi di ruolo nella mia vita, il concetto di Party, dell’unione che fa la forza, della consapevolezza che mettendo la propria fantasia e intelligenza al servizio delle regole si potevano buttare giù anche i giganti. Che belle che erano le nottate con il mio party, con l’amicizia che cresceva a suon di d20 e di risate, patatine, coca-cola, birra et similia.

Adesso la scoperta del progetto (www.progettofm.it), la spinta a giocare di nuovo, nonostante lavoro,  famiglia e i numerosi impegni della vita quotidiana. Il giocatore incallito che è in me è prepotentemente uscito fuori e nel giro di poche settimane sono diventato prima marketing manager della mia squadra e adesso direttore sportivo. Leggo tutte le regole, cerco di aiutare i miei compagni, facciamo gruppo e soprattutto ci DIVERTIAMO.

Detta questa doverosa premessa, mi chiedo da sempre, che piacere c’è nel barare? A un gioco di ruolo per giunta? Quale può essere la gioia di vincere, sapendo che la tua vittoria è viziata?

Parliamoci chiaro, a chi piace perdere? A me personalmente rode tanto se dopo una settimana spesa a elaborare tattiche, a fare meme, a creare i video di presentazione per il match day prendiamo 3 pappine. Ma la risposta non e può essere non deve essere barare! Il “We lie, we cheat, we steal” andava bene come goliardata del compianto Eddie Guerrero, non si addice per nulla al gioco di ruolo, che eticamente non può contemplare il sotterfugio per la vittoria.

Mia Consalvo, docente associato della scuola di Telecomunicazioni all’Ohio University identifica quattro ragioni principali per cui i giocatori imbrogliano in un gioco: sono bloccati, vogliono giocare in “God Mode”, sono annoiati dal gioco o vogliono essere dei c…oni.

Quello che penso io è che l’unico divertimento che può scaturire dalla vittoria barando non è derivato dalla vittoria in se, ma solo dalla sopraffazione dell’avversario e voi che ne pensate?

(Articolo di Salvatore Grassadonia per Progetto X)

Non sapevo di essere in vendita, atto II.


Ancora mercato Benevento: nella vicenda della messa in vendita “a sua insaputa” di Mirko Sangiorgio, un commento (riportato nell’immagine precedente) aveva attirato l’attenzione della redazione.

La quale si è resa conto del titolo del precedente articolo forse eccessivo, pur riportando una notizia vera, e avrebbe preferito sorvolare per non dare adito ad accuse di persecuzione, ma il giocatore ha deciso liberamente di raccontarci la sua storia su una vicenda simile all’affare Sangiorgio.
Non è denunciata alcuna violazione: la redazione ha raccolto una legittima lamentela da chi si è sentito oggetto non consapevole di una trattativa in corso.

I fatti: giunge dalla dirigenza del Benevento la comunicata cessione allo Spezia del giocatore Alexander De Santis.

A cose fatte, il giocatore chiede spiegazioni. La società gli spiega che l’offerta giunta, di 650K, era irrinunciabile.

De Santis, pensando che l’interesse dello Spezia fosse motivato dalla visione della sua scheda e che quindi si sia mossa spontaneamente in cerca di informazioni, ha accettato la trattativa e il contratto.

Da un colloquio con l’allenatore, però, la versione diversa: De Santis sarebbe stato messo in lista trasferimenti dalla squadra, e l’interesse dell’acquirente sarebbe stato solo successivo.

Ci sarebbe di più: lo Spezia pare abbia chiesto al Benevento se il giocatore fosse consapevole della trattativa in corso.

E la risposta della società campana sarebbe stata positiva. Al contrario di ciò che ha dichiarato a noi De Santis.

In conclusione: la trattativa sarebbe stata portata avanti tenendo all’oscuro il giocatore.

Il quale ha accettato il contratto, ed accettandolo ha reso possibile il trasferimento. Quindi, nessuna regola è stata violata.

La domanda che ci si pone è: il calciatore ha il diritto di essere consapevole dell’interesse di terze squadre, prima che la trattativa fra le due società cominci?

Secondo le regole non è necessario: i Direttori Sportivi discutono, ed il giocatore viene contattato solo dopo dall’acquirente.

Rimane la domanda precedente, le conclusioni rimangono del lettore.

L’attacco dei giganti (e la difesa dei puffi)!

Parte un nuovo format, che vi porterà a scoprire i vincitori delle più improbabili sfide che il nostro progetto saprà offrirvi.
In questo primo test di esempio, abbiamo scelto di schierare i migliori giganti (il team Giraffe, solo giocatori alti almeno 1,90m) e i migliori piccoletti (team Suricati, solo giocatori max 1,70m).

Il team “Giraffe” (immagine sopra) non poteva schierare ali (no, non ce ne sono in db di così alte), quindi ho optato per un modulo che passi per vie centrali, con difesa abbastanza bassa, lanci lunghi, cross spioventi, contrasti duri.

Nessun problema “ali” per il team Suricati (foto in alto) che punta invece su una difesa alta, nessuna perdita di tempo, passaggi misti, pressing a tutto campo, mai contrasti aggressivi e sovrapposizione di terzini/ali in fase di possesso. I cross? ovviamente bassi!

Ecco il video della partita: poche azioni ma… sorprendenti  😀

Avete in mente altre sfide da proporci? Scrivete direttamente a me!

Alessandro Pironti, redazione di Progetto-X

Ciao mamma, sono in radio!!!

L’immagine potrebbe dire “hey, ogni posto è buono per ascoltarla“, oppure semplicemente “hey, provano a mettere delle belle ragazze sperando che qualcuno clicchi per leggere questo articolo“.
Non litigate, o voi che avete pensato l’una o l’altra cosa: avete entrambi ragione.

Ad ogni modo, il fascino della radio ha sempre rapito chi vi scrive, che in varie occasioni ha provato a farla, sia tramite web-radio che nella versione tradizionale; ogni volta mi sono divertito e l’esperienza, ogni singola volta, mi lasciava qualcosa di importante che ancora ricordo con piacere.

Per Progetto Gaming è stato Alberto De Donatis, uno dei volti più amati di ProgettoFM (nonché uno degli admin) a raccogliere l’onore e onere di portare in radio le vicende del nostro progetto: ogni mercoledì lo trovate live alle 19:00 su www.radiospeed.it

Ecco, Radio Speed, l’emittente hi-tech che ci ha permesso di farci sentire anche in radio: potete ascoltarla dal sito web o dalla app, fate un po’ voi ma, come indicano le bellocce asiatiche in foto, basta che la ascoltiate, ovunque siate.

Ma perché ascoltare ADD su Radio Speed? Allora, oggi avrà ospiti due brutti ceffi: uno è Paolo Di Stefano, presidentissimo del Genoa, che presenterà la sua nuova rubrica “io sono io e voi… vi piacerebbe”, con la quale risponderà a tutte le domande che gli faranno pervenire gli utenti di www.progettofm.it

Poi ci sarà quel cretino che sta scrivendo l’articolo, ovvero Alessandro Pironti, che parlerà del caos Spezia, del caso Udinese (basta invertire due lettere e resta il concetto senza che ti accusino di ripetizioni: amo la lingua italiana) e presenterà un nuovo progettino in grado di farvi leccare le orecchie (ma se li avete, van bene i baffi, è pure più pratico).

Insomma, tutti on alle 19:00 su www.radiospeed.it e, a partire dalle 20:30, su www.twitch.tv/progettogaming

Io sono io e voi… la nuova rubrica del presidentissimo!

Il nome sarà “io sono io e voi… vi piacerebbe” e la mail alla quale mandare le domande è ringraziatemi@gmail.com

Non so voi, ma io ho già un po’ capito il tono che assumerà la nuova rubrica del presidentissimo Paolo Di Stefano, veterano del progetto e attualmente presidente del Genoa e allenatore del Malcantone.

Chi ha domande per il presidente, potrà farle via e-mail e lui, a suon di cinque per volta, pubblicherà le risposte per “erudirvi” e “insegnare calcio… beh, non ancora agli angeli” (anche se pare che Campagna chiami “angelo” Serafini, ma lì pare esserci sotto qualcosa che… beh, indagheremo e vi faremo sapere).

E’ nato prima l’uovo o il pallone da calcio?
Quanto costa la pizza nei locali dove non pagano il Pizzo?
Meglio essere il marchese del grillo o il Marchese dell’Inter?
Chi preferite come allenatore tra Pironti e Serafini e perché proprio Pironti?

Queste e altre domande troveranno risposta, grazie a voi e alla infinita saggezza del pres!

Solo su… Progetto-X!

Spezia: in bilico tra DS e DK

Oggi vi raccontiamo la storia di Dunning Kruger, un nome che fece la storia nel mondo del calcio e ispirò generazioni di calciatori. Dunning-Kruger (d’ora in poi lo chiameremo “DK”), un giorno diventò un direttore sportivo di una squadra di serie A. Una squadra poco blasonata a dire il vero e da subito iniziò una drastica rivoluzione: per prima cosa ingaggiò dei parametro zero e fu in grado di riattivarli, creando un vero e proprio tesoretto; poi ottenne delle plusvalenze incredibili che gli permisero di ingaggiare altri giocatori (ah, sempre grandi affari, ben inteso); infine si assicurò ben tre giocatori in prestito, tutti a titolo gratuito, sfruttando i suoi contatti e il credito che vantava nel mondo del calcio di PG.

E vissero tutti felici e contenti, con una squadra in volo verso la vetta, l’invidia crescente dei team avversari e un bilancio talmente ricco, da far sembrare Lopresto e Marchi dei veri barboni.

Ma anche quanto tutto va per il meglio, l’incognita è in agguato e le malelingue sono pronte a rovinare tutto.
Non immaginate lo stupore che provò lo staff della sopracitata squadra, quando all’improvviso qualcuno si permise di dire che non tutto quel luccichio era di aurea provenienza… iniziarono ore buie, fatte di velenose accuse e rancore, ma per farvi comprendere come si arrivò a quello, bisogna fare un passo indietro…

I poteri forti avevano deciso che l’idillio non poteva continuare e si palesarono un sabato alle 13:11, con le sembianze di un ligure ipotricotico, ma di indubbio fascino, di nome Alberto.
Lo Spezia ha 29 giocatori, di cui 5 in prestito” incalzò Alberto e a nulla servì per il DS far presente che questo sarebbe stato permesso “come aveva scritto Filippo” perché, che ci crediate o no, un milanese ciuffomunito, anche lui di indubbio fascino, il sopracitato Filippo, smentì tutto.
Il DS, giustamente convinto della sua opera, decise quindi di far presente che la situazione creatasi e la difficoltà di piazzare questi “famigerati giocatori di troppo”, sarebbe stata colpa dell’aver abolito le rate.
Giusta osservazione, direi io, ma la mia parola nulla può contro quella di un terzo “bravo”, stavolta codinomunito e dalla provenienza poco chiara, che rincarò la dose dicendo “non è colpa nostra se non sai interpretare le regole“.
Con questa vergognosa sfacciataggine, i poteri forti del calcio si palesarono e provarono a ridurre a nulla lustri di onorevole gestione, vittorie internazionali e attenzione rigorosa ai regolamenti di tutto il mondo (anche quelli scritti piccoli piccoli piccoli che serve un monaco amanuense superdotato ex-membro degli Avengers che mio Dio un figo, cioè ecco cosa ti sto dicendo, Madonnna levati proprio! Sì, pure lei!).

Dapprima pensò fu solo un incubo. Il DS non disse nulla, lasciò correre e sperò che dopo un sonno ristoratore e portatore di consiglio, anche le malevole intenzioni dei poteri forti si sarebbero dissolte. Magari arrese al “buono” che lo Spezia rappresentava, come unico vero baluardo contro l’oscurità.
Vorrei potervi dire che il DS fu accontentato, ma questo mondo non è perfetto e non vi stupirà più di tanto sapere che alle ore 10:40 quel maledetto ligure tornò alla carica, pretenendo una lista di 22, al fine di svincolare tutti gli altri.
Blaterava qualcosa circa le “regole”, di un “turno di campionato in arrivo”, insomma di cose senza senso.
Il DS era però forte e capì che la tattica “accucciati e rotola” lo avrebbe salvato anche questa volta, così decise di non rispondere.

Stesso giorno, ore 19:06. Mentre ancora accucciato, vide con la coda dell’occhio un gruppo di persone minacciose in avvicinamento: dapprima vide l’allenatore e non si spaventò troppo, poi il presidente di lega con il suo viso rassicurante, ma tutto ciò era solo il preludio ai volti del terrore, i tre dell’Ave o malia, i cavalieri dell’apocalypto.
Subito parlò il primo, un barbone codinomunito noto per odiare la flora, la fauna e amare i lunedì, che annunciò l’irreparabile: “vi comunico che lo Spezia ha due nuovi presidenti; hanno deciso di sollevare il DS e confermare l’allenatore” disse lui; parole all’apparenza sensate, ponderate, ma in realtà un vile trucco per accanirsi contro il DS spezzino. Loro avevano forse il codino, il ciuffo e la luccicanza, ma il DS aveva il coraggio di chi sapeva accucciarsi e rotolare e ancora non proferì parola.

Ore 19:22. La malvagità del ligure si mostra senza fine quando decide di comunicare all’intero mondo del calcio della nuova presidenza e la scelta di questi due scellerati (forse pure terroni, ndr) di sollevare il DS dal suo incarico.
Certo! – pensò il professionista delle compravendite, che Mastrota levati tu e le pentole con fondo fuso altro un centimetro – adesso viene fuori che i presidenti scelgono lo staff, olè!“.
Sapevamo tutti come avesse ragione e non tardarono i messaggi di solidarietà all’eroe di tante battaglie via gruppo di squadra, whatsapp, post nel gruppone, piccione viaggiatore, telefono senza fili e anche tramite un complesso sistema di leve e carrucole inventato da Tesla, che decise infine di accantonare l’idea quando morirono i gerbilli portanti. Codardo! Tesla infame, per te solo voltame! così amperi!

 

Ore 19:28. La storia sta per volgere alla sua terrificante conclusione. Il DS non ci sta e mostra a tutti il suo sdegno, attaccando i nuovi presidenti, gli admin e due muratori troppo osè, che prendevano il sole a Villa Stuart.
Il calcio, però, non lo puoi fermare certo con un colpo di “burocrazia” e così il nostro eroe decide subito di candidarsi a DS in una nuova società: si stava già formando la fila fuori dall’ufficio e, proprio mentre la segretaria Tiffany urlava “mio bellissimo datore di lavoro! io sono venuta a lavorare qui nella speranza di possederla carnalmente! ma qui squillano troppi telefoni, sto impazzendo!“, ecco arrivare l’ennesimo, definitivo, schiaffo alla decenza.
Mister codino, un imbecille dalla rara arroganza, decide di comunicargli, con un fare che solo all’apparenza pare conciliante, che sarebbe meglio si prendesse una pausa dal fare il DS fino a fine stagione.
Pausa io? – pensò Luigi Delle Bicocche – io che ho inventato il trasferimento all’italiana e la cambiale anglosassone con nodo scorsoio? ma sono pazzi?“, i pensieri si affollarono nella sua mente e lo fecero vacillare, quando con le ultime forze riuscì a dire “ma non è giusto; ho fatto solo un piccolo errore; c’è chi ha fatto peggio; ciò che mi fate non è bello“.

Potremmo continuare a narrarvi questa storia dicendovi di come non sia finita lì, di come le recriminazioni del DS continuarono nel gruppone principale senza successo; potremmo citarvi tutti quelli che, pur non sapendo nulla delle motivazioni dei brutti ceffi, continuarono a sostenere il DS perché… beh, perché sembrava così bravo, salutava sempre.
Potremmo… ma forse potremmo diventare seri per un attimo e dire la prima e unica cosa sensata sulla vicenda

Questo è un gioco di ruolo sul calcio, un gioco complicato da padroneggiare fino in fondo, dove i singoli utenti sono così importanti e impattanti, che bisogna davvero dedicarci molto tempo per poter svolgere uno dei ruoli primari (allenatore o DS, per esempio) per essere certi di fare un buon lavoro.
Non è casuale che esistano varie guide e che spesso un utente debba leggerne diverse per capire come muoversi nel suo ambito di competenza.
Quindi non deve stupire che molti non si rivelino all’altezza di svolgere un ruolo e chi si trova nella condizione di non fare bene l’allenatore, il DS il presidente o quel che vi pare, non deve sentirsi una nullità per questo: è come non essere bravi nel giocare ad Alchimisti (un board game di gestione risorse dove vince sempre Damla), non è la fine del mondo e si può comunque sempre migliorare con la pratica e con il tempo, se si ha l’umiltà di mettersi in discussione.
Gli admin si sono spesso imbattuti in situazioni dove il loro intervento si era reso necessario per salvare capra e cavoli: amministrazioni controllate, cambi di staff, gestioni temporanee come quella attualmente portata avanti allo Spezia… tutte cose di cui loro, già oberati, farebbero a meno. Ogni volta degli utenti, senza sapere nulla del “perché” e del “per come” prendono una posizione sulla vicenda, convinti di aver ragione. Noi potremmo benissimo perdere ore a spiegare come mai abbiano torto in quella specifica vicenda, ma al DK non hai nulla da insegnare, al massimo lui insegna a te.

La cosa importante da ricordare è che certi ruoli incidono sul divertimento di decine di utenti; se fatti male possono portare un team a retrocedere malamente o fallire, quindi non vanno presi alla leggera. Se poi, in un week-end di fine estate, tre admin stronzi avranno qualcosa da ridire, allora forse varrà la pena dargli retta… che le tattiche “accucciati e rotola” o “reagisci e millanta” solitamente non funzionano. Con buona pace dei DS di tutto il mondo.