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Che succede in casa Akragas?

Squadra rivelazione della serie C nella S3, cavalcata trionfale durante i Play-off e promozione in Serie B. Dichiarazioni roboanti del Presidente ai blocchi di partenza della S4, inizio in discesa con le vittorie in campionato e in coppa e adesso, invece, impantanati a metà classifica con sole 3 vittorie all’attivo, 4 pareggi e ben 4 sconfitte.

Oggi vogliamo capire che aria tira nello spogliatoio Akragantino, intervistando un protagonista della promozione in B (Leo Vecchio) e dei nuovi arrivi alla corte di Mr. Alaimo: Fontanella, Fumagalli, Joel, Pollace.

Iniziamo con il Portiere/DS della Squadra Alessandro Fumagalli.
Fumagalli lei è uno che ha collezionato più presenze, avete subito 13 gol in 11 partite, non è certo una bella media, come mai la difesa stenta?

Sicuramente non l’inizio che avevamo in mente, siamo partiti con tante convinzioni e poi siamo venuti faccia a faccia con la verità. La serie B è una dei campionati più difficili perché tutti vogliono essere la in alto. Le tante partite ravvicinate non ci hanno aiutato. Il morale nello spogliatoio è giusto, vogliamo tutti risalire e vincere. Sicuramente ci vorranno miglioramenti in difesa per cercare di fermare gli attacchi.

Da DS, può sbottonarsi e dirci se dobbiamo aspettarci un intervento in Difesa, il mr. X è un difensore?

Mister X non è un difensore ma Mister Y si!

Fontanella è una new entry della squadra, ha collezionato tante presenze ed è, statistiche alla mano, il polmone della squadra, quello che ha corso più di tutti, è soddisfatto dalle sue prestazioni? Cosa non sta girando nella squadra?

Sono soddisfatto delle mie prestazioni, ma so che posso dare molto di più oltre la corsa ho voglia di proporre ancora più occasioni per l’attacco.

La squadra sta attraversando un momento difficile, ma per questo esiste lo spogliatoio, dobbiamo rialzarci tutti insieme e prenderci quello che vogliamo, la Serie A! Concludo dicendo che sono davvero orgoglioso di far parte e di essere addirittura uno dei punti fermi del progetto.

Joel, neo iscritto in S4, entrato in sordina e piano piano diventato titolare inamovibile prima e capitano della squadra dopo. Spicca in area con il miglior rateo di contrasti di testa vinti, ma la difesa prende lo stesso gol, cosa non va?

Sicuramente non mi aspettavo un rendimento personale iniziale di questo livello: da neo iscritto ci tenevo a fare bene anche forte della duttilità del mio ruolo (sono ambidestro e posso giocare in tutti i ruoli della difesa) ma non credevo di rientrare subito nella top 11 del campionato. Sicuramente le statistiche per adesso mi stanno premiando ma non sono affatto contento perché, se solo fosse possibile, avrei “sacrificato” qualche traguardo personale in cambio di una posizione in classifica più interessante. Ammetto che le dichiarazioni di pre-campionato in cui ci collocavamo fra le pretendenti a vincere il campionato hanno spiazzato anche me ma io credevo e credo tuttora ai playoff. Non abbiano nulla da invidiare a chi sta qualche punto sopra di noi ma nel contempo anche a chi sta un po’ più sotto. Credo che dovremmo evitare di essere risucchiati in una lotta salvezza all’ultimo sangue perché le squadre che ci stanno dietro sono tutte ben attrezzate e agguerritissime. La difesa sta attraversando un momento difficile di cui mi sento anche responsabile nonostante le mie prestazioni discrete. Probabilmente dobbiamo trovare una amalgama più forte e non sbilanciarci troppo in fase offensiva. Anche l’attacco a mio avviso è stato un po’ arido ma di queste cose se ne deve occupare il mister Alaimo che ha un cilindro dai mille conigli.

Akragas a un bivio…

Lo spogliatoio ha bisogno di una scossa, come la dai?

Io penso che sia nostro dovere adesso non abbatterci come successo ultimamente e cercare di fare spogliatoio, facendo finta che tutto ciò finora ottenuto (che a mio avviso è comunque qualcosa di encomiabile da neopromossa) non sia mai successo: adesso e dopo ogni partita, inizierà un nuovo campionato. È il discorso che ho fatto nello spogliatoio ai miei compagni la prima sera in cui la società mi ha assegnato la fascia di capitano che indosso con orgoglio e che spero di restituire al legittimo proprietario, Leo Vecchio, precedentemente eletto dallo spogliatoio. È da giovani come lui e Zalotov che si può costruire l’Akragas del futuro, forte e con prospettive di promozione. Anche se non arriverà in S4 sono sicuro che prima poi ce la faremo e proprio per questo ho rinnovato il contratto pochi giorni fa: io giocherò in A con questa maglia, ma facciamo un passo dopo l’altro. Forza Villains!

Pollace è anch’egli una new entry, che ambiente hai trovato, quale può essere la formula per uscire dalle secche?

Ho trovato un ambiente bellissimo, sono stato ben accolto e nonostante le poche e rare presenze nel rettangolo di gioco, mi trovo benissimo in questa squadra.

La formula per uscire dalle secche?

Beh, tutte le squadre hanno dei periodo dove i risultati non sono soddisfacenti e di certo il livello morale scende un po’… Ma non dobbiamo mollare e torneremo a vincere con tutta tranquillità

Leonardo Vecchio è stato uno degli artefici della galoppata trionfale della formazione Siciliana in serie C, uno dei membri più attivi della squadra, sempre in campo durante questo inizio di stagione, autore di varie reti ma la squadra ha pareggiato troppo, hai una spiegazione per questa “pareggite”?

È vero, quest’anno abbiamo pareggiato parecchie volte ma penso che sia solo questione di tempo e ritorneremo a vincere. La squadra è unita e la stagione è iniziata da poco, abbiamo ancora tutto il campionato per recuperare posizioni e ritornare nei posti che più ci si addicono.

Dobbiamo essere più concreti sotto porta e più decisi in difesa tutto qua.

Voglio chiudere con una domanda a mister Alaimo, al di là della sfortuna e degli episodi, la squadra c’è, vorrei capire come vuole disporla in campo per un cambio di marcia che ancora non c’è stato.

Il lavoro del Presidente e dei Dirigenti è stato immenso e hanno costruito una buonissima squadra. I presupposti per far bene c’erano e ci sono. Poi i risultati di recente sono venuti a mancare ed ora siamo tutti in discussione, son cose che capitano. Momenti “no” nella stagione ci possono essere e la Serie B è uno di quei campionati dove difficilmente vedi una squadra vincerle tutte. La classifica nonostante tutto è molto corta e siamo ancora tutti in ballo per poter andare in Serie A. Le prestazioni recenti a parte le sconfitte mi sono piaciute quindi vedo buone possibilità di ripresa.

Così parlò la squadra (semi-cit) in relazione a questo calo di prestazioni, la sensazione è l’errore dei Villains sia stato quello di porre l’asticella in alto sin da subito, come se la doppia promozione fosse una passeggiata, invece il campo ha ribadito che la serie Cadetta è agguerrita e piena di squadre attrezzate per lottare per un posto in A (come la classifica corta testimonia).

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi…

Stefano Stranges a tu per tu con noi di Progetto X

Ciao Stefano, è un piacere poter intervistare un membro storico del Progetto, per chi non ti conoscesse presentati in-game e off-game.

Ciao Salvatore, il piacere è mio di essere intervistato da un grande giornalista come te. Per me è un onore far parte di questo bellissimo progetto da anni, anche se c’è chi vi partecipa anche da più tempo ancora. Comunque io mi chiamo Stefano, ho 35 anni (ma ne dimostro molti meno, almeno all’interno… *ride* N.d.R.) e sono di Roma, anche se originario della Calabria (un bacio al mio compare Nicola Filippone).

Nella vita sono un praticante avvocato, con la passione della danza (ho ripreso da pochi mesi le lezioni e a giugno farò il saggio dopo 4 anni di stop forzato), del calcio e del cinema (collaboro con una casa di produzione).

Nel gioco ricopro con orgoglio il ruolo di terzino destro nella Juventus campionessa uscente d’Italia (un abbraccio a compagni, mister e dirigenza e a tutti i tifosi), nonché di direttore sportivo nella Salernitana (in coppia con Francesco “waoooo” Avogaro) e del Catania nata da poco, con obiettivi non proprio celati di conquistare la serie A con i granata per bissare l’impresa di Livorno con il mitico Claudio Franco (che abbraccio) e la serie B con il Catania, anche perché così non mi toccherebbe scegliere in quale rimanere nel caso si trovassero a giocare entrambe nella stessa serie (ovviamente un bacione a tutti i compagni, mister, dirigenza e tifosi di entrambe). [nota della redazione: se il Catania salisse in B e la Salernitana in A, per la regola del “monoruolo” non potrebbe coprire l’incarico in entrambe comunque]

Mi hai raccontato dei tuoi giri nel progetto, sia come calciatore che come DS, faresti un piccolo excursus della tua carriera anche per i nostri lettori?

La carriera da calciatore non è molto movimentata (si fa per dire…): cresciuto nella primavera dell’Inter, sono stato ingaggiato dal Livorno neo promosso in B. Qui ho conosciuto gente fantastica, come il mister Franco che mi manca tantissimo (con tutto il rispetto per mister trovato con cui mi sto trovando molto bene), o Salvatore Campagna con il quale ho un rapporto di amore-odio (lo stimo moltissimo e gli voglio tanto bene ma ogni tanto litighiamo, ma per fortuna passa subito), nonché un grande amico come Filippo Pitorri, che è entrato poco dopo di me nel progetto. Con questo fantastico gruppo, di cui ho avuto anche l’onore di essere direttore sportivo, siamo riusciti nell’impresa di centrare la serie A, sotto l’ottima guida di mister Franco (che è riuscito sempre a tenere unito il gruppo e attivi i singoli giocatori, salvo casi eccezionali, oltre a trovare sempre la tattica e la formazione giusta per arrivare a centrare questo storico traguardo).

L’anno successivo partimmo nel migliore dei modi con un 5-0 al Napoli, ma poi entrammo in crisi, pur riuscendo nell’impresa di arrivare in semifinale di coppa Italia (peccato per l’ultimo step, perché se avessimo vinto con la Roma ora giocheremmo in Europa, ma inutile piangere sul latte versato e in bocca al lupo alla Roma per il cammino europeo).

Purtroppo alla fine siamo retrocessi all’ultima giornata non riuscendo a battere lo Spezia e da allora è scoppiato il caos, con il mister che per motivi di tempo dovette rassegnare le dimissioni, alcuni suoi fedelissimi e altri giocatori che volevano mantenere la serie A che chiesero la cessione e così via fino a quando, a seguito del nuovo caos portato da Altomare, anche io e Del Prete abbiamo deciso di migrare per altri lidi.

Ora giochiamo entrambi alla Juventus (che ringrazio ancora per aver creduto in me e avermi concesso l’onore di indossare questa storica e gloriosa maglia) dove abbiamo ritrovato anche due ex compagni di squadra ai tempi di Livorno (Perfetti e quel matto di Amadori).  Mi spiace solo di non aver trovato anche Mirco Diotto, passato da poco al Drink Team, che stimo molto.

Ho anche avuto il privilegio di essere convocato nella nazionale maggiore e addirittura di fornire un assist per uno dei gol segnati in quel periodo (contro la Croazia) – approfitto per ringraziare ancora il CT per avermi dato questa fantastica opportunità -.

La carriera da DS  è molto più movimentata. Iniziai a Livorno come già accennato nella stagione della promozione in A, poi venni esonerato e passai dopo poco all’Udinese, una nobile decaduta che puntava al pronto ritorno in A, ma per evitare conflitti in sede di mercato con l’altro DS di allora, Davyd Andryesh che saluto, decisi di farmi da parte e arrivò l’offerta del Torino, che mi diede l’occasione di lanciarmi in una piazza importante, ma per vari motivi delusi le aspettative e così decisi di lasciare spazio ad un DS migliore, che potesse portare la squadra dove meritava, ovvero in Europa se non allo scudetto.

Tornai allora al Livorno fresco di retrocessione per provare a replicare l’impresa fatta con mister Franco, ma purtroppo il caos scoppiato me lo ha impedito e sono stato nuovamente esonerato, ora ricopro l’incarico a Salerno con obiettivo serie A e a Catania con obiettivo serie B. Spero di ripagare al meglio la fiducia delle due società.

Al Torino cosa non ha funzionato? Da quel poco che ho visto del progetto il Toro è una delle realtà più coese e forti che ci sono in giro…

Al Torino c’era il problema che loro usano una Chat diversa da whatsapp, quindi spesso mi ritrovavo a leggere messaggi magari importanti anche con grande ritardo, anche perché dovevo al tempo stesso seguire la Chat del Livorno su whatsapp, così ho deciso per il bene della squadra di lasciare in modo da poter far posto ad un DS migliore che potesse portarli ad ottenere grandi successi.

Comunque confermo che il Torino è una grande famiglia oltre che grande squadra. Sono tutti molto attivi, si ride e si scherza, ci si aiuta a vicenda Etc, infatti mi mancano molto, siamo rimasti in ottimi rapporti e chissà che un giorno non potrò tornare da loro.

Qual è il segreto per rimanere attivo, da così tanto tempo, all’interno del progetto, cosa ti spinge ad andare avanti stagione dopo stagione?

Il segreto è che ogni volta che ho tempo vado subito in pagina ufficiale o nelle pagine ufficiali delle squadre dove gioco e nelle chat Whatsapp per tenermi sempre informato, commentare, dare consigli Etc.

Ad esempio per ultimo ho indetto un sondaggio nella pagina del Catania per scegliere le tre nuove maglie, per far divertire i giocatori a disegnarle e postarle in modo che così restano anche attivi. Mi spinge la passione per il calcio in generale, per football manager nello specifico, ma anche il fatto che qui sopra ho conosciuto persone speciali con cui ho legato molto, ma anche con gli altri compagni di progetto è sempre bello ridere e scherzare e scambiare pareri. Poi vuoi mettere la gioia di vedere le persone felici quando condividi con loro traguardi come ad esempio la promozione in a con il Livorno? E peccato che non esistano anche i tifosi veri perché fare felice una città come ha fatto Franco a Livorno sarebbe una gioia immensa, ma già sapere che i tuoi ragazzi, magari alcuni che hai scelto tu per la rosa o comunque che hai comprato su indicazione del mister o del presidente, sono felici per aver centrato un grande traguardo.

Ci parli meglio del tuo secondo allontanamento da Livorno? Hai qualche commento in merito?

Commenti non ce ne sono perché è passato e perché a mente lucida capisco che purtroppo sono cose che possono capitare.

Comunque praticamente è successo che io e Del Prete iniziavamo a non vedere di buon occhio Altomare, perché non era mai presente, sbagliava i potenziamenti e i ruoli in campo dei giocatori, così Antonio Del Prete ha deciso di parlare con il presidente (anche lui molto poco presente, ma posso capire gli impegni extra gioco, anche se, secondo me, il presidente è una figura fondamentale in una squadra ed è sempre meglio se sia molto attivo come ad esempio i presidenti della Salernitana o quello del Catania – alla Juventus mi pare di aver capito non ci siano) per chiedere l’esonero, ma Oliver Major ritenne più giusto vederlo prima in azione per non prendere decisioni affrettate, così ho ricevuto la richiesta di cessione di Del Prete che non si rispecchiava più nel progetto Livorno, credo più o meno per lo stesso motivo mio – ovvero l’assenza del presidente e del mister, l’inattività di molti giocatori e la partenza di colonne come Campagna (che con Franco teneva unito e attivo lo spogliatoio) o Amadori (ritrovato poi a Torino).

Visto che anche Del Prete, uno dei pochi attivissimi, nonché mio amico, voleva lasciare, ho capito che non si poteva più andare avanti perché il progetto del Livorno non combaciava col mio di ripetere l’exploit dei tempi di Franco, così anche io chiesi la cessione, ma ne io ne Antonio Del Prete sapevamo che non ci si potesse vendere tra DS, ma pensavamo che solo se uno fosse stato giocatore e DS per vendersi avrebbe dovuto chiedere al mister o al presidente, così, visto anche le nuove richieste di cessione che iniziavano ad arrivare dopo la nostra cessione, il presidente ha deciso di licenziarci, peccato perché io e Antonio (Del Prete N.d.R.) avevano deciso di provare a mettere a segno qualche colpaccio per dare una mano alla rinascita del Livorno, ma non ne abbiamo avuto tempo.

Sono sicuro che il Livorno si risolleverà, soprattutto se Oliver Major avrà più tempo da dedicargli e se arriverà un allenatore valido come quello che sostituì Altomare (gli chiedo scusa se ora non mi viene in mente il nome ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco).

Vorrei chiederti qualcosa in più sulla cessione Campagna, visto che a più riprese Pironti ha dichiarato che avrebbe speso tranquillamente 3 milioni per assicurarsi le prestazioni sportive di Salvatore, come mai non avete fatto partire un’asta che sicuramente vi avrebbe garantito un introito molto maggiore?

Io, riguardo la cessione di Campagna, posso parlare da esterno, perché al tempo ero ancora a Torino. Sinceramente rimasi basito quando lessi che era stato ceduto a quella cifra. I primi tempi i cui ero DS a Livorno gli ritoccai il contratto per convincerlo a rifiutare le offerte di top team e non indebolire la squadra che stava lottando per la promozione in serie A, gli misi anche una clausola da 7 milioni (su consiglio, altrimenti la avrei fatta anche da 10) per far cedere sul nascere ogni possibile pretendente al suo cartellino.

Poi come sapete venni licenziato dal Livorno e da allora non mi interessati più io del mercato. Il fatto di aver venduto uno dei migliori top player in circolazione – se non il migliore – a 1.5kk, fa pensare a grave incapacità di chi lo ha venduto o ad un gesto di gran magnanimità dello stesso. D’accordo che Salvatore premeva per andarsene perché non voleva perdere il treno della nazionale – e ci può stare, anche se io avrei provato a convincerlo a conquistarlo con l’attività – però si poteva gestire meglio la situazione, in modo da venderlo al giusto prezzo se non di più attraverso un’asta che sicuramente ci sarebbe stata intorno ad un giocatore di questo livello.

Mi fa ridere poi che sia stato accusato di averlo venduto ad un prezzo irrisorio, quando al tempo ero DS del Torino e che una volta capita la gaffe esce fuori che chi doveva seguire ogni minima cosa riguardante la squadra non sapeva chi avesse venduto il giocatore e alla fine era proprio lui. Quindi in base a ciò deduco che sia stata scarsa esperienza, però ormai è andata così inutile piangere sul latte versato. Importante è che il giocatore sia contento perché anche io ho sempre messo davanti la felicità dei giocatori, poiché un giocatore scontento non farà mai il bene della squadra

Come ti trovi alla Juve? Avresti mai pensato che la squadra sarebbe stata in grado dell’exploit Scudetto dopo “progettopoli”?

Mi sto trovando molto bene. Oltre agli ex compagni di Livorno ho trovato ragazzi fantastici, un grande mister e un ambiente ideale per fare bene. Mi sono ambientato subito. L’impresa post progettopoli è la conferma che nulla è impossibile. Basta credere nei propri mezzi, essere ottimisti e lavorare sodo.

E’ la prima volta che giochi in Champions, ci descrivi l’emozione che si prova?

È un’emozione indescrivibile, anche se vai in panchina, il solo sentire l’inno della champions ti fa tremare le gambe. Poi sentire centinaia di migliaia di tifosi urlare “The champions” alla fine mette i brividi. Non da meno l’emozione di poterti confrontare con realtà e campioni provenienti da tutta Europa. Peccato solo per l’inizio, avrei sperato in un risultato positivo ma la competizione è ancora lunga.

Dove arriverà la Juve quest’anno?

La Juve è una signora squadra e lo ha dimostrato anno scorso, può andare lontano

Che ambiente c’è a Salerno? Un commento sull’inizio di Stagione della Salernitana?

C’è un ambiente fantastico: i tifosi ci sostengono sempre fino al fischio finale, vengono a dare il loro supporto anche agli allenamenti. I giocatori sono molto uniti e danno sempre il 100%, fino all’ultimo, poi spesso ridiamo e scherziamo tra noi per tenere sempre alto il morale. Il mister è davvero valido, riesce a tenere attivi i giocatori, tiene unito il gruppo, è stato in grado di risolvere la falsa partenza con la sconfitta con la Lucchese e i due pareggi di fila rischiando un cambiamento tattico molto offensivo che ha portato grandi risultati. Anche i presidenti sono molto attivi e interessati all’andamento della squadra. L’inizio è stato molto sfortunato, con la Lucchese due pali, due rigori contro e un’espulsione, avremmo meritato molto di più e se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, poi la vittoria con la Spal sudata e due pareggi di fila, ma con il cambiamento tattico messo in atto dal mister abbiamo trovato il giusto equilibrio mettendo a segno una bella serie di risultati positivi con vittorie di prestigio come il 4-2 al Parma in coppa Italia o il 5-2 alla Roma in campionato. Se continuassimo così credo che potremo andare davvero molto lontano.

Parliamo di Nazionale, la lotta è accesissima per conquistare un posto in squadra, cosa si deve fare per meritare la Maglia Azzurra?

Come dicevo sopra ho avuto l’onore di indossare la Maglia Azzurra in passato e di fornire anche un assist nella partita persa 2-1 con la Croazia. È un’emozione indescrivibile poter indossare la maglia che rappresenta il tuo paese. Ovviamente si c’è sempre una lotta senza tregua per guadagnarsi un posto in nazionale. Un consiglio che mi sento di dare è dimostrare attaccamento a squadra di appartenenza e al progetto restando molto attivi, poi bisogna dare sempre il massimo per ottenere ottimi risultati e, riguardo la nazionale maggiore, giocare in serie A, almeno in passato non venivano convocati giocatori di altre serie.

Il DS è un ruolo molto divertente, ti permette di avere a che fare con molte persone del progetto, come vivi questo ruolo? Ci sveli qualche trucchetto del mestiere?

Divertente ma molto duro e di grande responsabilità, non è per tutti. Devi tenere sempre sotto controllo il bilancio, aggiornarlo ad ogni piccola modifica, passare copia al presidente, devi trattare con i colleghi in fase di mercato per comprare al meno possibile o vendere al più possibile, devi redigere i contratti e depositarli dopo averli trattati Etc. Io lo vivo bene perché mi è sempre piaciuto, nonostante le tante difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Ho ottimi rapporti con tutti i componenti delle squadre per cui lavoro. Trucchetto del mestiere è tenere tutto in ordine a portata di mano, controllare sempre che sia tutto in regola, avere un filo diretto col mister per capire le sue necessità in sede di mercato, mantenere ottimi rapporti anche coi giocatori e cercare di tenerli attivi, ci sono tanti altri consigli che potrei dare, però sappiate che se vorrete intraprendere questa carriera è tosta, ma ne vale la pena, soprattutto quando il tuo lavoro porta vantaggi alla squadra

Il Catania sta volando, come hai costruito la squadra? Hai seguito la tua esperienza o la scelta dei giocatori è stata collegiale insieme alla dirigenza?

Lavoro di concerto, anche alcuni giocatori presenti in rosa mi hanno segnalato qualche nuovo iscritto. ci siamo concentrati molto sulle caratteristiche per prendere il meglio e finora lo abbiamo fatto

Come invogli le nuove leve a rimanere attivi? E’ più difficile mantenere l’attività delle nuove leve o dei giocatori di vecchia data?

Cerco di dare il buon esempio essendo tra i più attivi della squadra, mi informo sulle loro giornate e qualsiasi cosa li faccia trovare bene in squadra e sul progetto, poi cerco di organizzare eventi come contest, come quello per le tre maglie nuove del Catania. Poi ovviamente ci saranno motivi vari per cui alcuni non lo resteranno, però noi faremo di tutto per renderli attivi. In teoria è più difficile per le lunghe leve restare attivi perché può capitare che sopraggiunga la noia dopo tanto tempo, mentre magari le nuove leve viaggiano sulle ali del l’entusiasmo per l’ebrezza della nuova esperienza.

Come convinceresti un tuo giocatore a intraprendere la carriera di DS o di Presidente? Io noto che troppi elementi attivi nel progetto non vogliono fare il grande salto, come li sproneresti?

Potrei dire che mettersi in gioco in ruoli come questi ti aiuta a crescere. Direi quantomeno di provare perché soprattutto il lavoro da DS è tosto ma bellissimo da svolgere

Essendo nel progetto da tanto tempo, avrai sicuramente stretto amicizia con tantissime persone, a chi ti sei legato di più? Ci racconti un aneddoto divertente che lo/la riguarda?

Sono talmente tanti che per non dimenticare nessuno, non mi sento di citare un nome.

Il tuo momento di gloria nel progetto qual è stato? E la tua più grande delusione?

La convocazione in nazionale come singolo e la promozione in A con il Livorno come gruppo.
La mia più grande delusione è la retrocessione con il Livorno arrivata in modo beffardo.

E l’altrettanto beffarda mancata qualificazione alla Champions con il Torino.

Qual è l’obiettivo di Stefano per quest’anno?

Centrare tutti gli obiettivi con le squadre in cui gioco: scudetto e Champions con la Juve, promozione in A con la Salernitana e promozione in B con il Catania, poi magari trovare il mio primo gol in campionato e ritrovare la convocazione in nazionale

Stefano, grazie del tempo che ci hai dedicato e alla prossima

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti

Crotone-Drink Team, l’MVP Mosca: “Voglio portare il Drink ai livelli della prima stagione”

Vincenzo, complimenti. Stasera hai vinto il premio di MVP. Come ti senti?

Non so come sentirmi perché ho giocato con la squadra in cui faccio il ds e ho un rapporto stupendo con loro.

Sei stato l’assoluto protagonista della gara, per quanto riguarda le fila del Drink Team con due gol. Sei soddisfatto o avresti voluto fare di più?

Sono contento per i due gol, ma ormai col mio Crotone è quasi una routine. Sicuramente risultato giusto e bello perché per me questa sfida vuol dire molto più di una semplice partita.

Come vedi il tuo futuro e quello del Drink? I tifosi possono contare sul fatto che ci saranno altre serate così per Mosca?

Spero di fare altri gol e portare il Drink team ai livelli della prima stagione, cioè a lottare per lo scudetto o quanto meno per la zona Champions. Voglio fare i miei complimenti ai miei ragazzi del Crotone per come affrontano le partite ogni sera.

Diego Spezzacatena

Europa: 2 vittorie e 2 sconfitte in Champions. Europa League dominata

E’ iniziata ufficialmente la campagna europea della squadre italiane nella Stagione 4 di Progetto Gaming. Inizio in salita per le nostre, con 2 sconfitte subito contro 2 squadre inglesi. Nella prima giornata, infatti, Sampdoria e Juventus vengono sconfitte duramente da Manchester United e Liverpool. Vincono invece Lazio e Progetto Gaming il mercoledì sera, contro Viktoria Plzen e Bayern Monaco.

La Sampdoria perde 2-0 all’Old Trafford. Non male i doriani, che sfiorano il gol ad inizio gara, decisivo De Gea. La Samp poi subisce 2 reti, soprattutto grazie allo strapotere fisico di Lukaku, che fa quello che vuole in area blucerchiata, soprattutto sui palloni alti. Da sottolineare il dominio dei Red Devils per quasi tutta la gara.

La Juventus perde in modo fragoroso contro il Liverpool. Firmino è il vero mattatore della gara, con 3 gol realizzati nei primi 42′. Alla fine finisce addirittura 5-0. Un inizio pesante per i Campioni d’Italia in carica, che hanno oggettivamente subito un sorteggio sfortunato.

Va benissimo la Lazio contro il Viktoria Plzen. I biancocelesti vincono in scioltezza 2-0 graie a Pompiere e Gallarato. Da dire che i biancocelesti erano quelli con la sfida più semplice di tutte le italiane impegnate in Champions.

Gara molto emozionante quella del Progetto Gaming. I ragazzi di Pironti finiscono sotto subito grazie ad un gol di Lewandowski. Azione folle della difesa del PG, che fa segnare il bomber polacco, lasciato colpevolmente solo, con una scivolata con la quale anticipa Invernizzi. La squadra italiana, però, recupera nella ripresa. Prima c’è un lancio con il contagiri di Piu, che pesca Bicocchi in area, che di prima realizza in volet. Nel finale poi è arriva un bellissimo gol da fuori.

Dominio italiano in Europa League. Sorprendente la Roma, che dalla Serie B italiana va a vincere contro il Marsiglia per 3-2. I giallorossi dominano in lungo e in largo, rischiando però di farsi rimontare nel finale.

L’Inter vince invece facilmente con il Qarabag, mentre il Torino batte il Ludogorets per 3-2. I granata dominano la gara per gran parte della sfida, ma nel finale rischiano la rimonta, soprattutto per un terribile errore di Fagone al 79′ che provoca il 2-3 dei padroni di casa. Per il Toro segnano Vanali, D. Pusceddu e Pascale.

Diego Spezzacatena

Spezia-Trapani 0-1: Analisi partita e intervista post partita a mister Maso

Lo Spezia perde di nuovo, 1-0 in casa contro il Trapani. Gara molto sfortunata per i liguri, influenzata subito dalla formazione rimaneggiata all’ultimo momento dal gioco. In campo c’è un Tomeo, in precarie condizioni fisiche. La gara è però comunque molto equilibrata. Ad inizio ripresa però il Trapani sblocca con Bertolini sugli sviluppi di un angolo. Intorno al 70′ Riva salva tutto su Ambrosecchia, blindando il risultato per i suoi.

Buonasera mister. Allora, per l’Azeta Trapani una vittoria da grande squadra, capace di sfruttare le poche occasioni create e di saper soffrire nel finale. E’ d’accordo con questa disamina?

La prestazione poteva essere sicuramente migliore, soprattutto sul piano offensivo dove abbiamo sì capitalizzato al meglio ma si poteva fare di più.

Spesso ai mister non piace parlare dei singoli, ma sicuramente stasera il vostro portiere è stato decisivo, è d’accordo?

Invece ottima prestazione della difesa che è riuscita a rimanere solida e grazie anche alla paratona di Riva è riuscita a mantenere la porta inviolata.

Quali sono gli obiettivi futuri del Trapani?

Come detto, il piano è rimanere a galla fino al mercato, poi penseremo a tappare qualche buco qua e la per inseguire il gruppo della promozione.

Diego Spezzacatena

Mister X alla corte dell’Akragas

Mister X

La neo-promossa continua a far parlare di se, dopo un buon inizio di campionato, la società mette la freccia e perfeziona un colpo di mercato già a Ottobre per Gennaio.

Persone vicinissime al club ci riferiscono dell’approdo, alla corte del Villains Akragas, di un fantomatico Mister X, di cui conosciamo solo il soprannome #ilTronista e un piccolo identikit: Italiano, capelli scuri, fisico possente.

Il tronista (così chiamato dallo stesso Paolo Di Gaetano presidente della squadra), avrebbe già raggiunto l’accordo con la società.

Ai nostri microfoni il Presidente Di Gaetano si è limitato a lanciare l’hashtag per creare aspettativa nella tifoseria Akragantina.

E’ arrivato l’analista: 6° giornata di Serie B (1/3)

La Serie B si sta dimostrando, giornata dopo giornata, un campionato ricco di emozioni e sorprese: una schedina giocata sul campionato cadetto è quasi sicuramente persa. Questo articolo tratterà delle nove partite giocate nella live di lunedì sera; i posticipi e i match di Coppa Italia saranno trattati in altra sede. Ecco l’analisi delle partite.

Foggia-Salò 3-6

Una delle canzoni più famose – e controverse – dei Beatles è “Lucy in the Sky with Diamonds” che parla di un mondo immaginario creato dall’utilizzo di LSD. Questa partita è eccessiva per questo piano della realtà e probabilmente anche l’utilizzo di droghe – ovviamente sconsigliato – non permette di comprenderla totalmente. Il tecnico del Foggia, dopo la partita, ha dichiarato: “Avevo vinto e poi i miei giocatori hanno avuto un level up di autismo”. Il Salò ha comunque meritato la vittoria, avendo tirato molto di più in porta. Vitale e Guzzi hanno portato il vantaggio i verdeazzurri ma dal 12’ è iniziato il recupero dei pugliesi che, con le reti di Gatti, Micheli e Spano, hanno raggiunto il punteggio di 3-2. Il 3-3 è stato raggiunto al 47’ da parte di Rosci. Nel secondo tempo il Foggia è crollato: al 73’ è stato realizzato il secondo gol di Vitale -la tripletta si completerà al 94’- mentre al 92’ è arrivata la rete di Rosci, che ha portato il risultato sul 3-5. Migliore in campo: Dario Vitale -9.6- del Salò.

Frosinone-Vicenza 1-1

Rimonta incompleta dei veneti, che ottengono un ottimo punto in trasferta contro i ciociari. Il Frosinone non può ritenersi del tutto soddisfatto del pareggio, sia perché un solo punto non permette di allontanarsi dalla metà classifica, sia per via del controllo quasi assoluto dei padroni di casa: i sei tiri in porta non sono bastati per ottenere la vittoria che avrebbero portato il Frosinone a nove punti, a ridosso della zona playoff. Quasi trenta falli commessi – ventisette per l’esattezza – e “solo” tre ammoniti: i ciociari Manuel Sanna e Giacomo Antonucci e il veneto Francesco Carrettiero. I marcatori sono: Daniele Scriboni del Frosinone e il vicentino Dan Davenport. Migliore in campo: Antonio Gambacorta -7.4- del Frosinone.

Lucchese-V. Akragas 0-2

Sconfitta amara per i toscani che giocano bene ma soccombono contro la squadra di Agrigento, cinica finalizzatrice che ha saputo concretizzare la maggior parte delle occasioni da gol. I siciliani hanno controllato il pallone per più tempo, ma sono stati anche più fallosi; i tre ammoniti del match, tutti dell’Akragas sono: De Martino, Inghilleri e Cervini. Le reti sono state realizzate da Daniel Brancato e Nicola Zalotov, che con il suo voto -8.5- si è aggiudicato la nomina di migliore in campo.

Post Spezia – Lucchese: intervista a mister Deidda

Dopo la clamorosa vittoria per 6 a 0 della Lucchese sul campo dello Spezia, abbiamo intervistato il mister dei vincitori, Maurizio Deidda.

Buonasera mister. Allora, una vittoria rotondissima dopo un periodo non facile. Il 6 – 0 è meritato per lei? O c’è stata un po’ di fortuna?

Secondo me vittoria esagerata. Ad occasioni, nonostante il pallino del gioco fosse nostro, lo Spezia ha saputo trovare occasioni importanti ma non è stato bravo a finalizzare. Il rigore parato poi sul 2-0 ha tagliato le gambe allo Spezia e noi abbiamo dilagato. E’ capitato anche a noi le scorse due partite, quindi capisco la situazione e sarei affranto dopo una sconfitta simile. Sono felice che la squadra abbia risposto alla grande dopo due sconfitte per 3-1.

Dopo una vittoria così, ha comunque qualcosa da rimproverare ai suoi, qualcosa in cui migliorare, oppure stasera è stato tutto perfetto?

Si deve sempre migliorare. La vittoria di oggi può essere anche solo casuale, come può essere stata la vostra sconfitta. Questa vittoria non vuol dire nulla. Come diceva qualcuno, in semicitazione “meglio sei vittorie 1-0 che una 6-0”.

A questo punto, qual è la vera Lucchese? Quella delle giornate difficili, o quella dell’exploit di stasera?Ultima domanda.

La vera Lucchese? La vera Lucchese punta al #RoadToSerieC, quindi questo è stato solo un caso. Scherzi a parte (più o meno): vorrei ritrovare la solidità difensiva che caratterizzava in buona parte del campionato la scorsa stagione e che ci ha permesso una sciagurata salvezza (la Presidenza mi sta ancora maledicendo). Il passaggio a FM19 è ancora una incognita per molti: io pensavo, tramite delle prove offline, di aver trovato una quadra, ma anche variabili come l’affiatamento della squadra e i meccanismi di gioco ancora da migliorare, il problema di trovare un ruolo adatto ad alcuni per trovare il giusto equilibrio, abbinato alla variabile forse snobbata del “stiamo comunque giocando contro altri umani, non il PC”, rendono questo “lavoro” ancora più difficile, ma divertente: il bello di giocare a FM contro allenatori umani è questo. Alla fine l’obiettivo è quello di riuscire a trovare una quadra quantomeno generale per la squadra e poi fare leggeri cambi di partita in partita senza stravolgere. Con lo Spezia ho stravolto qualcosa che non mi era piaciuto nelle scorse partite e in ulteriori prove fatte prima della partita. La mancanza di mister Coghi a gestire la partita sicuramente mi ha aiutato (anche se contro il Livorno ho preso schiaffi contro il PC a mostrare la mia “bravura”). Vedremo nelle prossime partite cosa sarà la Lucchese.

Cosa ne pensa dello Spezia? Dopo due giornate avevano 4 punti, con la pesante vittoria con il Parma. Adesso un periodo nero, con squadre neopromosse o meno quotate. Come l’ha visto lei stasera?

Penso che sia una buona squadra. In generale credo che la serie B sarà molto equilibrata, non penso che ci saranno squadre che spaccheranno il campionato. Forse nel girone di ritorno inizieranno ad uscire i valori delle squadre che si dimostreranno non per forza più forti sulla carta, ma con una organizzazione tattica che permette di fronteggiare al meglio più avversarie. Lo Spezia potrebbe essere una di queste. I valori tecnici e di attività ci sono tutti.

Diego Spezzacatena

Intervista post partita a mister Spicchio Mariani

Una sfida molto attesa dalla nostra redazione è stata Foggia – Spezia. Due squadre seguite dal nostro giornale, con elementi di entrambe le rose che formano la nostra redazione.

Il Foggia ha vinto 2 – 0 grazie alla doppietta di Micheli. Noi abbiamo intervistato in esclusiva nel post partita il mister rossonero, Spicchio Mariani.

Buonasera Mister, una vittoria importante arrivata a cavallo fra primo e secondo tempo. E’ soddisfatto della sua squadra? Pensava di fare meglio oppure più fatica?

Essendo l’allenatore non posso che non essere contento per questo fantastico risultato, però a livello tecnico tattico la squadra è stata cinica ma ha fatto alcuni errori facilmente evitabili soprattutto in fase di transizione. Per il resto felicissimo del risultato!

Stando andando benissimo, siete in ottima forma, dove volete arrivare?

L’unico obbiettivo è la salvezza non perché voglio fare il gufone o qualcos’altro semplicemente per il nostro livello di squadra è l’obbiettivo massimo.

Micheli ha messo a segno una doppietta, è l’uomo in più della squadra?

Micheli è importante come chiunque altro. oggi era la sua giornata la prossima sarà al giornata di qualcun’altro.

Diego Spezzacatena

IPSE DIXIT

Il calcio visto come un gioco di ruolo

Sono partito da una domanda sul nostro gruppone: “Da quel poco che avete visto, come valutate il progetto, come siete stati accolti dalla community e dalla vostra dirigenza?”
(https://www.facebook.com/groups/diventauncalciatore/permalink/2099859090050474/ )

Sono arrivate risposte dal tenore classico:  attaccamento alla maglia, gruppo fantastico, accoglienza calorosa,  ma insieme a esse sono arrivati anche svariati apprezzamenti sull’idea che sta alla base del progetto: Il calcio visto come un gioco di ruolo.

E’ un’idea rivoluzionaria! In un Paese come il nostro, dove tutti crescono a pane e pallone, è quasi l’uovo di Colombo, applicare a un argomento che appassiona e che è largamente conosciuto, i dettami del gioco di ruolo: questa è la ricetta perfetta per ammaliare e generare attaccamento, non alla maglia ma al progetto stesso.

Ho passato anni a inerpicarmi in spiegazioni, più o meno calzanti, su cosa fosse un gioco di ruolo, facendo esempi più disparati, quando invece serviva solo un’idea semplice ma dalla portata dirompente, un’ambientazione calcistica e tutto diventa immediatamente chiaro e lampante, ognuno di noi capisce immediatamente quali siano le caratteristiche importanti dei personaggi nel vari ruoli (le classi N.d. Dungeons & Dragons), quali siano i tratti che determinano il comportamento del proprio alter-ego (l’allineamento – vedi sopra), cosa si aspira a migliorare con i potenziamenti a fine stagione e quali sono i meccanismi per farlo (i punti esperienza).

Ipse Dixit 2

Non posso che congratularmi per questa intuizione geniale!

Perfino i personaggi multi-classe trovano una spiegazione semplicissima, il mondo del calcio non è popolato solamente da calciatori, servono anche gli allenatori, i DS, i presidenti e i giornalisti ed è proprio qui che il Progetto vince… Vince nell’aver avuto l’intuizione di vedere oltre al motore di gioco di Football Manager, nell’aver capito che la partita può essere ridotta a sfide risolte con dei tiri di dado (a 20 facce), perché il vero divertimento all’interno del progetto è l’interazione che si ha con gli altri membri della community nello svolgimento delle attività di Presidente e DS.

Quando un presidente legge delle dichiarazioni come questa: “Sono stato accolto alla grande! è un gran gruppo con il quale ci si diverte e spero si possano raggiungere grandi traguardi”, ha la certezza di aver costruito un gruppo di persone che si divertono, che amano passare tempo ruolando senza che si abbia nulla in cambio.

Il progetto ti contagia e vuoi fare sempre di più, è una specie di circolo virtuoso: vedi un post che ti piace e allora provi anche tu nel realizzarlo, così il progetto acquisisce sempre nuovi giornalisti, nuovi grafici e nuovi creatori di contenuti in generale, spingendoci a  intessere relazioni sempre nuove con  persone che condividono la tua stessa passione.

Anche gli admin possono essere orgogliosi di cosa hanno creato, non solo per la paternità dell’idea del progetto ma anche di come lo stanno gestendo, a più riprese i neo iscritti mi hanno risposto così:  “La community si sta espandendo e come tale è difficile gestirla, ma a oggi il compito viene svolto molto bene dagli admin.”,  sono convinto che la community non può essere tanto dissimile da chi l’ha creata e da chi la gestisce, bravi gli admin a usare il buon senso per farci divertire.

 W IL PROGETTO!