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La vita reale, Gabriele Di Leo portiere per sempre

Da oggi sulle pagine del Lo Spezzino parte una nuova rubrica, che troverete sul nostro giornale una o due volte a settimana, a seconda degli articoli e degli impegni della redazione in altri pezzi.
Parliamo di Vita reale, Ovvero di cosa fanno e chi sono i giocatori del Nurvast – Spezia fuori da Progetto Gaming e dal loro giocatore su Football Manager, creato dal sapiente Filippo.

Oggi partiamo con un pezzo da novanta, perché era giusto così, Gabriele Di Leo. Come tutti sappiamo Di Leo è oramai uno dei senatori dello spogliatoio dello Spezia, del quale ha ottenuto anche i gradi di capitano in vista della nuova stagione, la S4. Il suo ruolo è quello di portiere e si è dimostrato uno dei giocatori più attivi del progetto per quanto riguarda le fila dei bianconeri, inoltre è stato evidente il fatto che sia un signor giocatore, avendo raggiunto anche la convocazione in nazionale.

Oggi però, vi diciamo chi è Gabriele Di Leo nella realtà, fuori da Progetto Gaming.

Gabriele nella realtà ha 22 anni, così come il suo pg attualmente, vive a Roma dove studia economia, frequente il terzo anno di Università. Per le sue numerose fan abbiamo una brutta notizia, Gabriele è felicemente fidanzato da più di tre anni.
Essendo “romano de Roma”, Gabriele non poteva che tifare per la “Magica”, la Roma di capitan De Rossi e compagni, che quando può segue anche allo stadio, impegni permettendo.

Gabrile nel suo piccolo è un vero giocatore di calcio anche nella vita vera. Ha sempre giocato sin dall’infanzia, ma purtroppo a causa di numerosi infortuni è stato costretto prima allo stop di un anno e poi infine all’addio intorno ai 15 – 16 anni, ovviamente il suo ruolo era quello di portiere.
La fortuna però a volte gira. Qualche tempo dopo Gabriele partecipa ad un torneo di calcetto organizzato dalla scuola, a suo dire la sua partecipazione fu quasi casuale. Alla fine della competizione due degli allenatori del Circolo sportivo che aveva ospitato il torneo gli dissero che l’avevano osservato e che lo volevano a giocare con loro. Questa partnership continua ancora oggi.

Nel tempo libero Gabriele coltiva due passioni: i film tratti dai Comics, sia della DC Comic che della Marvel, e i videogiochi sportivi, ovviamente di calcio. Sulla mensola di Gabriele infatti non manca mai FIFA, dall’edizione del 2008, così come Football Manager, che ha conosciuto ed imparato ad apprezzare più tardi, dal 2011. Di entrambi non si perde un’edizione.

Diego Spezzacatena

Tommaso Molin, un uomo impegnato…

Salve a tutti, oggi siamo insieme a Tommaso Molin, uno dei membri storici del progetto, giocatore della Roma nonché presidente, DS, Mister e chi più ne ha più ne metta, insomma una persona abbastanza impegnata nel progetto.

Ciao Tommaso, per chi non ti conosce presentati
Ciao a tutti sono Tommaso Molin attuale presidente di Roma e Venezia assieme a Dimitri Santuri oltre che ds e mister della Roma

Ci racconti un po’ la tua storia, da quanto fai parte del progetto e in quali squadre hai giocato?
Sono entrato nel progetto durante la sosta tra la stagione 1 e 2 e venni inserito nella Cremonese che era da poco stata acquistata (non era ancora la Cremonese di Campagna, lui arriverà qualche settimana più tardi)

Quando hai pensato di impegnarti di più nel progetto e di ricoprire altri ruoli oltre a quello di calciatore?
La voglia di impegnarsi maggiormente venne quando iniziai ad essere molto preso dal progetto, e di questo il merito va sicuramente al sopracitato Campagna che sarà anche un allenatore scarsissimo e che ha solo una gran fortuna (scherzo, Campagna ritengo sia uno dei migliori allenatori), ma ritengo che sia bravissimo nel coinvolgere le persone ed è una cosa che va a guadagno di tutto il progetto. Pertanto insieme a Dimitri decidemmo di comprare il Venezia, in C, dato che anche dal punto di vista economico non era un esborso esagerato e si aiutava il progetto

C’è una persona a cui sei più legata qui nel progetto?
Di persone a cui sono legato (oltre al mio socio, grande amico in real life), ho sicuramente un buon rapporto con tanti utenti, in particolare con i ragazzi della Roma, a due dei quali (Cannavale e Saladino) abbiamo poi affidato il ruolo di DS e mister a Venezia

Hai mai partecipato ai raduni?
Non ho mai partecipato a raduni anche se in futuro mi piacerebbe molto

Che progetti hanno La Roma e il Venezia per la prossima stagione?
Questa stagione con la Roma l obbiettivo principale è la promozione in A sfumata la scorsa stagione a causa di una prima parte di stagione “travagliata”, senza dimenticare che avremo l onere e l onore di giocare in Europa League. Col Venezia proveremo a puntare alla promozione anche se la concorrenza sarà moltissima

Parliamo della campagna acquisti della Roma me la commenti? D’Anteo un colpaccio?
Il colpo d’Anteo è nato quasi per caso. A fine stagione io chiesi ai vari giocatori se volevano restare o andare e almeno inizialmente tutti dissero di voler restare. Ovviamente avevamo dei ruoli da migliorare (a cc eravamo solo in 3 infatti abbiamo preso Minella, abbiamo confermato Bajrami dopo il prestito visto che si era inserito bene nel gruppo), ma non avevo intenzione di cambiare portiere. Però quando un giocatore del genere, attivissimo, tra i più “vecchi” del progetto è sul mercato un tentativo lo devi fare.. E qui devo dire grazie ai due ex portieri, che una volta spiegata con sincerità la situazione, hanno accettato la possibilità di valutare altre destinazioni (ringrazio quindi Tomasi e poi Bianconi che è tornato nella sua Ferrara). Ed ora quindi possiamo dire di avere uno dei portieri più forti e più attivi del progetto, mica male!

Mi faresti un commento anche sulle cessioni?
Le cessioni (quelle dei portieri dovute all’acquisto di un signor n1) sono state poche, quella di Rossi che avrei volentieri tenuto dato il ruolo, è figlia della sua richiesta di essere ceduto all’Inter, richiesta che dopo una lunga trattativa siamo riusciti ad esaudire

Parliamo dei bonus attività, sei soddisfatto della “prestazione” della Roma? Si poteva fare di più e dove?
I bonus… Beh sinceramente speravo meglio.. Partiamo dal presupposto che una stagione fa eravamo quasi a zero, però sinceramente puntavo a superare il milione… Abbiamo fatto 940k (abbiamo vinto alcuni ricorsi), quindi non è andata male per carità, ma ammetto che speravo di più e mi aspetto un bel miglioramento la prossima stagione

Come si gioca al Progetto secondo te? Daresti qualche dritta ai nuovi iscritti?
Ai nuovi iscritti consiglio solo di leggere bene le tante guide presenti, che se hanno un dubbio di chiedere a loro mister, ds o presidente, ma soprattutto di divertirsi, senza possibilmente creare polemica, sottolineando che questo non è il calcio fuffa e se anche può risultare complicato bisogna lasciare da parte certe rivalità

Parlami del progetto Venezia, sono tutti nuovi iscritti? Che innesti hai fatto? Come li stai motivando? Chi ti sembra più in palla dei nuovi arrivi?
A Venezia abbiamo tutti nuovi iscritti dato che avevamo optato per tenere i fuffa ed eravamo in lotta per la promozione diretta. I nuovi sono arrivati tutti con grande entusiasmo e non vedono l’ora, come noi, che la stagione abbia inizio. Ahimè siamo ancora pochi, ma siamo anche tante squadre e per cui è difficile trovare utenti, ma per il momento mi ritengo soddisfatto di tutti coloro che hanno sposato il nostro progetto

Allora fai un appello, perché un nuovo iscritto dovrebbe scegliere Venezia come punto di partenza?
Secondo me un nuovo iscritto dovrebbe scegliere Venezia perché abbiamo un progetto importante e venire a Venezia può comunque essere un trampolino di lancio per il calcio che conta qui nel progetto. Anche avere una presidenza che alle spalle una certa esperienza nel gioco visto che questa è la terza stagione che noi avremo la presidenza del Venezia. Però in realtà il motivo più importante è che da noi a Venezia gli spritz costano poco (allora vengo io, vecchia spugna che non sono altro N.d.Salvo)

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il sogno nel cassetto è riportare la Roma dove merita, possibilmente da allenatore, ma andrebbe bene anche solo da semplice presidente. Lo stesso lo spero per il Venezia, anche se in questo momento è una sorta di academy della Roma dove andare a pescare gli utenti meritevoli che si sono contraddistinti per attività. Non ti nascondo che in futuro vorrei acquistare solo giocatori dal Venezia, d’altronde le squadre affiliate (anche se al momento ufficialmente non lo siamo) servono soprattutto a questo, quindi ragazzi del Venezia, fatevi valere

Grazie di tutto Tommaso, a presto!

Le interviste di Progetto X… Carlo Paudice ed Edoardo Bonfanti

Salve a tutti i nostri lettori, in particolar modo ai nostri ospiti: Carlo Paudice ed Edoardo Bonfanti. Vi ringraziamo per la disponibilità. Presentatevi, parlateci un po’ dei vostri ruoli all’interno del progetto e della vostra vita reale.

Carlo: Ciao a tutti, nella vita reale faccio il produttore di beat. Nel Progetto DS del Cuneo, gioco alla Juventus e alleno il Vicenza. Edoardo: Salve a tutti, sono Edoardo, nella vita studio per diventare una barzelletta vivente, cioè un architetto e un giocatore di ruolo a tempo perso. Nel PG sono un giocatore e capitano del Vicenza.

Come avete conosciuto Progetto Gaming?

Carlo: Io l’ho scoperto grazie a un amico che, a inizio Progetto, mi ha inserito nel gruppone. Edoardo: Allora sinceramente io l’ho scoperto perché un mio amico, con cui faccio altri GDR e che vorrei salutare (ciao Luca), è entrato poco prima di me e sulla bacheca mi è saltato fuori il suo post di presentazione. Da lì gli ho chiesto di cosa si trattasse e trovandola una cosa divertente e interessante ho voluto partecipare anche io… ed ora siamo qui.

Quindi dobbiamo ringraziare i vostri amici se adesso fate parte del progetto. Quali sono le vostre considerazioni su progetto gaming? E se, secondo voi, può essere migliorato ancora di più?

Carlo: È un grande Progetto. Può essere migliorato espandendosi in più campionati del mondo, magari tutti, e, solo con il proprio giocatore, non che se ne possano creare uno a campionato. Edoardo: Beh, considero il Progetto Gaming un progetto alquanto interessante e divertente, chi fin da piccolo non ha sognato di diventare un calciatore e sul campetto con gli amici non ha mai immaginato di essere sul campo di San Siro, alla Scala del Calcio, e star correndo a segnare il gol decisivo di una Finale di Champions con la maglia della tua squadra del cuore oppure di una finale dei Mondiali per la tua Nazionale. Ecco il progetto è un modo per sfiorare quelle fantasie un po’ più concretamente che nei soli sogni. Può essere migliorato? Certo, nulla è perfetto. Come? Beh, bella domanda: il gioco è già ben fatto e difficilmente potrebbe migliorarsi senza dover rinunciare a qualcosa. La prima cosa che mi salta in mente così su due piedi è ampliare i campionati di gioco quando si amplierà ancora il numero di giocatori, avere Premier, Liga, Bundes e Ligue One sarebbe interessante, ma capisco che la cosa possa comportare difficoltà logistiche ed anche nella gestione live che dovrebbero essere di più o più lunghe per gestire il tutto, quindi non saprei.

Elemento importante del progetto è l’attività.  Da calciatori PG quali sono le motivazioni che vi stimolano nell’essere attivi nel progetto?

Carlo: Assolutamente il meraviglioso… no, basta fare il leccaculo. Il gruppo di m***a che abbiamo alla Juventus e per provare a far diventare il mio giocatore, il pallone d’oro. Edoardo: Le motivazioni principali, beh non saprei dirle: diciamo che è un mix di cose, quanto mi sento coinvolto, quanto mi interessa la cosa ed anche il rispetto e la riconoscenza verso compagni, Mister e soprattutto Presidenti che alla fine sono quelli che vanno davvero a spenderci nel progetto. Poi ovviamente ci sta anche la voglia e gli impegni che si hanno, ci sono periodi in cui magari ho mille cose a cui pensare tra progetti, esami, lezioni e risulto un po’ meno attivo ed altri in cui posso concentrarmi e allora faccio di più.

Invece da leader, nello specifico Carlo da allenatore ed Edoardo da capitano, quali sono gli stimoli che trasmettete ai vostri giocatori/compagni di squadra per spronarli ad essere attivi nel progetto?

Carlo: Sicuramente l’obiettivo, quello di salire in Serie a, dovrebbe essere una cosa parecchio stimolante per i ragazzi. Poi cerco sempre di scherzare con loro per trasmettere serenità e fiducia nello spogliatoio che sono cose molto importanti. Edoardo: Diciamo che questa cosa dell’essere capitano mi è arrivata addosso un po’ all’improvviso, non me l’aspettavo e sto ancora cercando di assestarmi in questo ruolo con tutto quello che comporta e di trovare il mio posto nello spogliatoio perché non voglio “impormi” sui miei compagni. Sicuramente cerco di stimolarli, di suonare la carica, di inviare foto di belle donne per tener su il morale, fare battute e lanciare hashtag (l’oramai famoso per noi #polisporFiga ad esempio).

Paudice è allenatore del Vicenza da poco, ma ha già allenato in passato, seppure per poco tempo, il Vicenza. Come è stato accolto da lei, Edoardo Bonfanti (ricordiamo che lei all’epoca ancora non era in squadra), e dalla squadra il suo arrivo/ ritorno? Mentre per lei, Carlo Paudice, come è stato ritornare ad allenare il Vicenza?

Carlo: Tornare in una squadra con un gruppo affiatato e che ha una grande voglia di vincere è sempre bello. Mettiamo, ovviamente, in primo piano il divertimento e la serenità, cosa di cui parlavo prima, e poi ogni Lunedì e Mercoledì, parliamo della partita. Voglio, assolutamente, portare questi ragazzi in serie A. Edoardo: Io ho cercato di accoglierlo al mio meglio, con simpatia e voglia di divertirci insieme per raggiungere gli obbiettivi, o almeno ci ho provato; lascio ad altri la sentenza di esserci riuscito o meno (sorride, ndr). La squadra invece devo dire che ha reagito bene, i ragazzi sembrano soddisfatti e che si siano trovati subito in sintonia con il ritorno del mister e sembrano motivati.

Parliamo del mercato del Vicenza. Come valutate i nuovi acquisti? Si sono integrati bene all’interno della squadra?

Carlo: I nuovi acquisti, a primo impatto, mi sono sembrati buoni. Come si sono integrati, non lo so benissimo, visto che prima di me c’era un altro allenatore. Posso solo dirlo per Stafa, che scherza con la squadra e questo mi fa molto piacere. Edoardo: A livello tattico mi sembra che gli acquisti siano stati fatti con cognizione di causa, andando a puntellare i ruoli in cui era necessario. A livello di coinvolgimento invece devo dire che è già difficile riconoscere chi è appena arrivato e chi era già qui, i ragazzi ridono, scherzano e si sono ben adeguati al clima caciarone e goliardico del gruppo.

Siamo alla fine dell’intervista, e ho un’ultima domanda per voi. Sicuramente il Vicenza punterà alla promozione in A. Quali sono le squadre che possono lottare per la promozione? E pronosticate le vostre tre squadre che saliranno in A.                                                                                                                     

Carlo: Le squadre che possono salire in serie A, oltre al Vicenza, sono il Chievo Verona, la Roma e per dirne una terza, dico il Parma. Queste tre, insieme a noi e qualche altra squadra come il Livorno o il Brescia, lotteranno per il salto di categoria. Sul pronostico dico Vicenza, Parma e Brescia. Edoardo: Sono d’accordo con il mister su questa, sicuramente la Roma andrà a lottare per arrivare in Serie A, dopotutto pur essendo una squadra di Serie B hanno vinto la coppa Italia lo scorso anno. Per le altre il Chievo, che ha fatto bene, l’Entella, che è arrivata in una posizione importante la scorsa stagione e forse Brescia o Parma. Riguardo a chi salirà in A vorrei essere scaramantico ma credo che la squadra possa far bene e quindi voglio dargli fiducia: Vicenza e Roma dirette, Entella ai play-off.

Edoardo Bonfanti e @Carlo Paudice vi ringraziamo per la vostra disponibilità. Vi facciamo un grosso in bocca al lupo per la nuova stagione.

Carlo: Grazie a te e Progetto X per l’intervista e forza Vicenza. Edoardo: Grazie a voi per la disponibilità e la pazienza, mi aggrego al mister, forza Vicenza.

Esprimere la propria opinione

In Diventa un calciatore su Football Manager siamo arrivati a contare un numero di iscritti che supera le 2000 unità, diventa sempre più importante, a questo punto, che le opinioni di tutti vengano rispettate e soprattutto tutelate. Cosa intendo dire?

E’ abbastanza semplice per la verità. Ho notato, e lo noto sempre più spesso, che ogni volta che le discussioni, di per sé positive, degenerano in comportamenti negativi, passibili anche di sanzioni, viene fatto abuso dell’ironia. E’ divertente prendersi in giro tra amici, o anche conoscenti su determinati argomenti, lo è molto meno quando i rapporti tra due persone sono già tesi per via di vedute diverse. Fare commenti ironici o sarcastici viene inoltre visto da una parte della community, che rispecchia assolutamente il clima nel mondo reale, come un atteggiamento prevaricatore, sintomo di una superiorità passivo aggressiva difficile da sopportare.

Vi faccio un esempio, ci sono persone che spendono ore al giorno per questo gioco e altre che spendono così tanto tempo solo in settimane di role play. Ecco, immaginate di far parte di una o dell’altra categoria, se foste nel primo gruppo è chiaro che potreste conoscere meglio il progetto dei secondi. Non è però assolutamente una condizione necessaria ne tanto meno sufficiente per guardare gli altri dall’alto in basso. L’opinione di tutti ha la stesssa importanza e come dicevo all’inizio va garantita a tutti la possibilità di esprimersi.

Non servono né paladini della giustizia, né blastatori all’interno della nostra community.

Vi starete chiedendo perché dico questo. Molti di noi tendono a non esprimere la propria opinione, timorosi che verranno poi criticati o giudicati pesantemente. Questo non significa che soffrano di una strana sindrome dell’accerchiamento.

Ci sono comportamenti che sono di difficile lettura quando si discute già nella vita reale, in cui si conosce l’interlocutore, figuratevi quando a dividerci non c’è solamente uno schermo ma anche un background culturale e sociale molto diverso, che invece dovrebbe aiutare nella costruzione di un legame di coesione sempre più forte.

Imporsi con la dialettica non è un comportamento sano, non lo è, come già detto, neppure farlo con il sarcasmo o l’ronia, e nemmeno con l’aiuto di like o commenti a sostegno della propria tesi. 

Se vi ritrovate in alcuni di questi comportamenti, per quanto difficile, provate a pensare quanto vi farebbe arrabbiare se, parlando con un vostro amico, o ancora meglio uno sconosciuto, questo cominciasse a trattarvi come un alieno, una persona con un’opinione talmente stupida che non va nemmeno discussa ma ridicolizzata.

All’interno di Progetto Gaming FM nessuna opinione conta più delle altre, tranne ovviamente quelle dei nostri amati Admin ( :D).

Il vostro caro Tutor, Occio

Il mio nuovo ruolo da superstaff

Eccoci qui, finalmente!

Almeno per quanto mi riguarda. Oggi voglio spiegarvi qualcosa di chi sono, tra le linee, e quale sarà il mio nuovo ruolo all’interno di questo progetto. Ma sopratutto perché. 

Mi chiamo Matteo Occioni e dalla nuova stagione affiancherò gli admin con un ruolo da superstaff. 

Sono stato infatti incaricato da Ale, Fil e ADD (Pier non era ancora diventato parte della cricca al momento della decisione) di prendere la figura del Tutor, fino ad ora poco utilizzata, farla mia, e tirarne fuori qualcosa di un po’ diverso. Qualcosa che potesse aiutare il progetto a crescere nelle interazioni quotidiane.

Dopo essere stato intervistato da IlCarro qualche tempo fa mi sono ritrovato a pensare che nonostante la lunghezza della stessa avrei voluto continuare a parlare del progetto e dei miei pensieri a proposito molto più a lungo, ma che la soluzione non sarebbe potuta arrivare dall’attività giornalistica.

Volevo fare qualcosa di più per questo progetto che tanto mi e ci sta dando, qualcosa però di mio, qualcosa di personale che potesse non solo essere fruibile da tutti ma che potesse aiutare nello sviluppo più che del gioco, sopratutto della community. 

Ed eccoci alla parola chiave di questa mia prima stesura, community, la nostra comunità, la nostra grande famiglia, ricca di emozioni, amicizie, litigi, fraintendimenti, competizione e tutto ciò che se ci pensate fa parte di qualcosa di più di un semplice GDR online, proprio come nelle nostre relazioni più strette. 

Questa grande famiglia però è innegabile abbia tanto da dare se vissuta in modo sano quanto da togliere se fatto in modo opposto.

Attenzione, non parlo, e non parlerò mai, di modo corretto e scorretto, ognuno di noi ha un carattere molto diverso, e possiamo analizzare la stessa identica statistica in maniera diametralmente opposta, figuriamoci se posso permettermi di decidere arbitrariamente dove sta il torto e la ragione senza conoscere ognuno di noi.

Ci sono però atteggiamenti che fanno bene alla nostra non più tanto piccola società online e altri che fanno, purtroppo, molto meno bene.

È un lungo preambolo ma è importante capire perché ho deciso di investire il mio tempo in questa nuova figura. 

Cosa significa, vi starete chiedendo? 

No, non vuol dire ne paladino di una morale spiccia ne giudice super partes. 

Significa semplicemente che sarò una persona che fornisce assistenza ad un’altra o a più persone su di un determinato argomento, in questo caso, una mano nel gestire non solo le varie discussioni che si creano sempre più frequentemente ma anche tutte quelle piccole interazioni che possono o meno migliorare, anche leggerissimamente, la nostra vita all’interno del progetto. 

Bene, scommetto che vi starete chiedendo come ho intenzione di fare tutto questo, che sembra un proposito bellissimo ma di difficile realizzazione, ecco, credo che ci voglia un metodo, un sacco di confronto e una grandissima dose di autocritica.

Immagino sia anche importante spiegare in che cosa il mio compito sia diverso da quello del vostro Ds, del vostro allenatore o anche di un admin. Io non darò sanzioni, non mi preoccuperò dei vostri bonus o del farvi rendere il più possibile in campo o fuori, voglio che viviate la nostra community sempre più serenamente. Potrete sempre rivolgervi a queste persone ma se sceglierete di fidarvi di me sarà per avere un punto di vista diverso da quelli della vostra cerchia, che conoscete, o che deve far rispettare un regolamento. 

Vi prometto quindi il massimo della trasparenza e di disponibilità, a voi chiedo solo il massimo della vostra collaborazione, che per ognuno di noi è completamente diverso, il vostro e quindi non a tutti lo stesso.

Il mio obiettivo non è una community senza controversie, è impossibile, semplicemente mi piacerebbe che le indicazioni che vi fornirò, o vi forniremo, tramite questa rubrica, vi facciano riflettere e pensare. 

Il nostro player è importante quanto la nostra community, i nostri commenti sono importanti quanto quelli degli altri, nessuno di noi ha la verità in mano e quello che più conta è innanzitutto il rispetto. Sopratutto verso i nostri admin, e voglio specificare questo perché solo grazie a loro possiamo far parte di questa famiglia, perché prima di decidere una regola, un ban, una punizione o un premio, ci pensano mille volte, tengono a noi, ad ognuno di noi, e questo è troppo spesso sottovalutato.

Come voglio fare però effettivamente tutto questo? Con dei post loquaci come questo, più discorsivi, tramite l’analisi di vari post, più o meno divisivi che siano, delle ragioni delle persone coinvolte, tramite interviste a campione, chiedendo al più possibile di voi opinioni riguardo a tutto ciò che accade nel gruppo in maniera a volte anonima a volte no.

Più semplicemente? riflettendo in maniera iper critica su ogni cosa che crea non solo divisione, ma anche unione. 

In un gruppo di 2000 persone ormai, penso non sia possibile infatti che a parlare siano sempre le stesse persone, che le luci della ribalta non spettino a nessuno quanto spettano a tutti noi.

L’opinione di ognuno di noi conta, e che siamo più o meno in vista non rende quella di qualcun altro meno importante. 

Per fare questo ovviamente avrò bisogno dell’aiuto di tutti. 

Voglio che sia chiara un’altra cosa, non sono un admin, la mia figura spero perciò che sia di aiuto tanto a loro quanto agli altri, che ricevano 300k di bonus o 0, che condividano meme o leggano un post al mese. 

Farò affidamento non solo sulla mia esperienza all’interno del progetto con varie squadre e ruoli, ma anche l’ultimo mese mi sarà di fondamentale importanza, ho deciso infatti di postare e commentare il meno possibile per riflettere e provare a vedere le cose da una prospettiva il più distaccata possibile da simpatie e amicizie, per quanto umanamente possibile.

Perciò criticatemi, chiedetemi, proponetemi temi e dibattiti, idee, taggatemi in tutto ciò che vi crea un dubbio e tenterò di aiutarvi o farci aiutare da chi ne sa più di me. 

Vorrei, infine, che mi vedeste come un amico con cui parlare, un fratello maggiore dal quale ricevere consigli e con cui confrontarvi, qualcuno insomma che vi vuole bene e che non vuole cambiarvi, ma solamente farvi stare bene, farvi vivere sempre meglio l’esperienza della community, della famiglia. 

Per intanto, se siete arrivati fin qui, posso solo ringraziarvi. 

L’intervista “favolosa” a Marika Calcagno

Ciao Marika, presentati per quei pochi che ancora non ti conoscono… magari dicendoci anche cosa fai di bello nella vita (oltre a sopportare Andrea Conte).

Ciao a tutti, sono Marika, ho quasi 31 anni… anche se ne dimostro molti meno!
Nella vita, oltre a sopportare quel borbottone di Andrea, lavoro in una multinazionale che vende moto, come customer service aftersales e general assistant.
In poche parole: assistenza clientela e tutto ciò che riguarda il post vendita.
Nel tempo libero amo disegnare fumetti, ma negli ultimi anni mi son focalizzata sui ritratti realistici.

Come sei entrata nel progetto? C’è forse lo zampino di tuo marito (Andrea Conte, ndr)?

Eravamo in viaggio per andare in vacanza. Per tutto il tragitto ha insistito, dicendo che dovessi iscrivermi. Così esasperata, ho infine detto di sì. Beh, era felice come un bimbo!

Spero che poi tu non te ne sia pentita!

E’ un bell’atto d’amore (ride, ndr)! Però no, assolutamente, anzi… a saperlo mi sarei iscritta prima.

Cosa ti piace di più del progetto?

Mi piace come una o più passioni possano unire tantissime persone da ogni parte di Italia e del mondo.

Raccontaci come sono stati i tuoi primi giorni del progetto. Cosa hai pensato? Ti era tutto chiaro? Che ci racconti sul tuo trasferimento “lampo”?

I miei primi giorni del progetto li posso paragonare ad un uragano. Non capivo molto, il cellulare vibrava di notifiche in continuazione e allo stesso tempo ero spaesata. Per fortuna c’erano sia Andrea che i miei ex compagni dell’Inter che pian piano mi spiegavano le cose, perché non era molto chiaro. Sul mio trasferimento “lampo”, se ti riferisci a quello che mi ha portato all’Inter, all’inizio non capivo che stesse accadendo. Ero sola a casa, Andrea, stava lavorando, quindi mi arriva la notifica che diceva che ero stata ingaggiata.
Chiamai subito Andrea e gli chiesi: “ma in che senso sono stata ingaggiata?”. E lui mi rispose semplicemente “sto tornando a casa, poi ti spiego”.

Sembravi felicissima all’Inter. Poi cosa è cambiato?

Ero felicissima infatti, ma purtroppo ho capito che ho un modo diverso di pensare.
Ai tempi dell’Inter la pensavo diversamente rispetto ad una persona della dirigenza e uno/due giocatori. Ho una visione del gioco diversa da alcune persone. Purtroppo, viaggiando su due binari diversi è stato meglio andarmene.

Capito. Quindi il passaggio al Progetto Gaming ti sarà sembrata una specie di liberazione, anche se sei ancora in ottimi rapporti con molti ex-compagni. Come è andata?

Beh sarei bugiarda a dire il contrario. Si, è vero, mi son sentita libera, anche perché nei giorni poco prima della cessione, stavo vivendo male un po’ tutto. Avevo un po’ di magone quando entravo sul gruppo whatsapp, perché mi sentivo fuori posto, oltre che qualcosa si era spezzato. Dovevo scegliere se essere me stessa o rinunciare alla mia filosofia di gioco, per stare in squadra con quelli con cui mi ero legata. Ma sono una persona orgogliosa e ho preferito essere coerente con me stessa ed andarmene, sapendo che comunque avrei tenuto un rapporto di amicizia con i miei ex compagni di squadra e infatti come potete vedere sono molto legata con alcuni dell’Inter.

Come sta andando al Progetto Gaming? Che gruppo hai trovato?

Al Progetto Gaming ho trovato un gruppo che rispecchia il mio modo di pensare. Per non parlare dei compagni che sono fantastici e mi trovo davvero bene parlando con loro, anche di cose che non riguardano il gioco. Ho trovato una seconda famiglia che mi sostiene e mi ascolta nei momenti di difficoltà. Per non parlare del presidente che sa spronare tantissimo. Quando manda gli audio mi sento come se potessi spaccare il mondo in quattro.

(l’intervistatore gongola).
Che obiettivi hai per il tuo giocatore? Come intendi svilupparlo? A quale calciatore “fuffa” ti ispiri e come mai?


Per il mio giocatore mi voglio ispirate a Claudio Marchisio. Una volta lessi un articolo su Marchisio che lo descriveva così “forza fisica, inserimento, tiro da fuori, tocco sotto, grande intelligenza dentro e fuori dal campo”, infatti quando feci la scheda dissi ad Andrea: “voglio essere come il principino”.
Pensa che relizzai un ritratto e Marchisio me l’ha pure autografato e risposto su Instagram. Per il mio pg vorrei potenziare la velocità e sopratutto metterei in PA così da crescere da sola. Poi beh, accetto consigli dai miei dirigenti che sicuramente han più esperienza di me.

Tempo fa sei stata a una pizzata milanese, dove hai conosciuto moltissimi membri del progetto. Qualche aneddoto? come ti sono sembrati di persona i tuoi “compagni di progetto”?

Beh, innanzitutto ho trovato moltissima affinità con Damla, mi trovo benissimo a parlare con lei e mi sta vicina nel momento del bisogno. Idem con Veronica, che ho avuto modo di conoscere anche dopo quella serata.
Per i maschietti beh, finalmente ho avuto l’onore di conoscere Dottor Pironti e De Donatis che a primo impatto mi incutevano timore, ma poi mi hanno fatto sentire a mio agio.
Un aneddoto? Pattarozzi ibernato stile “Steve Roger di Captain America” e la musica napoletana durante l’aperitivo prepizzata.

Tra le varie cose, sei anche marketing manager al Pordenone. Come sta andando questa avventura? Sembri avere un gran feeling con Bicocchi, presidente del Pordenone ma anche tuo compagno al Progetto Gaming. Che ne pensi?

Quando arrivai da loro ero un po’ spaesata, perche era la prima volta che facevo l’addetta stampa; ma grazie a Luca Bisceglie, Luca Amadori e Fabio bicocchi, che mi hanno dato un paio di consigli su come procedere, devo dire che mi trovo da Dio.
Adoro i giocatori del Pordenone, mi fanno ridere fino alle lacrime e sono il mio gruppo di spasso e sano divertimento.
L’amicizia con Fabio è nata per caso e anche per questo la reputo molto importante.
Andiamo molto d’accordo e siamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda… ecco ora mi immagino io e Bicocchi surfare in California.
Poi aggiungo inoltre che le due fanciulle del Pordenone: tanta roba, mie sorelle separate alla nascita.

Concludi pure tu l’intervista con quel che ti viene in mente, le tue sensazioni. E grazie infinite per il tempo dedicatoci.

Mi piacerebbe dire che non avrei mai e poi mai pensato che un gioco potesse farmi stare bene. Purtroppo nel calcio fuffa succede che si venga giudicati per il colore della maglia. Invece qui, indipendentemente dalla squadra in cui ti trovi, crei qualcosa che va al di là di tutto, come l’amicizia.

Poi vorrei salutare prima di tutto i miei compagni di squadra e la diregenza del PG. Siete favolosi.
Poi un saluto al Pordenone, mando un bacio grande.
Poi volevo salutare Manuel Guassone, col quale per settimane ho collaborato per realizzare alcune immagini, grazie alle nostre abilità grafiche… tagliare teste non è da tutti… lo saluto io, visto che lui non lo ha fatto nell’intevista che gli han chiesto (ride, ndr).
Infine saluto Luca Ciampaglia al quale voglio molto bene… e spero di vedervi in tanti il 20 gennaio, per il pranzo che sto organizzando!



Alessandro Pironti per Progetto X

Squadra nuova, Paparella Nuovo? L’intervista a Davide Paparella


Buonasera a tutti i nostri lettori e un particolare saluto a Davide Paparella. La ringraziamo per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista. Si presenti e ci parli dei suoi ruoli all’interno del Progetto.

Paparella: Buonasera a tutti mi presento, mi chiamo Davide Paparella, e come ben sapete sono un neo giocatore del Milan! Sono abbastanza duttile in difesa siccome sono sia terzino sinistro, sia terzino destro che difensore centrale. Nel progetto sono un personaggio abbastanza discusso, ma dopo il mio approdo al Milan , ci saranno tanti cambiamenti!


● Ecco, lei è stato appena acquistato dal Milan, perchè ha lasciato il Bari?

Paparella: Sinceramente parlando volevo una sfida molto più ambita e ambigua allo stesso tempo, come ben sappiamo il Milan ha avuto dei ban e delle multe che hanno indebolito la squadra per il fatto di serveropoli e il dover far risalire una squadra come il Milan mi ha sempre intrigato… poi parliamoci chiaro IL DIAVOLO è IL DIAVOLO

In merito al suo approccio al Milan, è girata voce che la cosa non è stata presa molto bene dai suoi nuovi compagni di squadra. Come è stato accolto in squadra?

Paparella: In squadra sono stato accolto benissimo, infatti mi sono già integrato molto bene con i miei nuovi compagni, ciò che è stato detto in passato, è passato, adesso dobbiamo pensare a lavorare tutti insieme come una grande famiglia!

Sul fatto che bisogna pensare al futuro la penso come lei. Ma le cose dette e fatte in passato, non influenzano un pò il suo presente? Come crede di far cambiare idea a chi in passato aveva detto qualcosa su di lei?

Paparella: Devo esservi sincero inizialmente un pò mi infastidivano, adesso un po’ meno, sono un tipo abbastanza forte di carattere, quindi faccio scivolare un po’ tutto. Per far cambiare idea a chi in passato ha parlato male di me, ci penserà il campo, io dimostro tutto in campo, poi per il bene del Milan ci penserò mille volte prima di fare qualcosa.

Eppure lei si è descritto come un personaggio discusso , non si sente un pò una “testa calda”? Riuscirà a cambiare atteggiamento? Oppure dobbiamo aspettarci ancora di peggio?

Paparella: Si mi sento una testa calda, ma per il bene del Milan cercherò di pensarci 1001 volte prima di fare qualcosa

Quindi la sua promessa sarà quella di tenere a bada i suoi istinti e pensare al bene del Milan. Ma oltre ad essere una “testa calda”, è anche un pò l’Ibra del progetto. Come mai cambia spesso squadra?

Paparella: Sinceramente questo trasferimento al Milan l’ ho voluto fortemente… Non voglio dire niente ma mi sento in paradiso anche se sono all’inferno. Spero di rimanere al Milan per tanto tempo.

●Quindi al Milan sta trovando, o spera di trovare, qualcosa di motivante che le permetta di restare per molto tempo. Cosa che invece non ha trovato nelle altre squadre?

Paparella: Il milan è già uno stimolo per rimanerci… Come le ho già detto mi sento al paradiso qui, ho trovato la mia serenità

Quindi abbandonerà la sua fama da giocatore, se possiamo dirlo, un pò mercenario, e si dedicherà per molto tempo al Milan. Dove crede possa arrivare il Milan nella prossima stagione?

Paparella: Si si il Milan sarà casa mia per molto tempo, non voglio dire nulla, ma abbiamo un bel gruppo… Forza Milan

Siamo quasi alla fine dell’intervista. Come sa all’interno del Progetto ci sono diversi ruoli da poter ricoprire, vorrebbe provare a mettersi in gioco in uno di questi ruoli? Se si, quali? Se no, ci spiega le motivazioni.

Paparella: Per il momento preferisco concentrarmi solo come giocatore del Milan, mi basta ciò.

Non le piacerebbe un giorno diventare DS, presidente o allenatore di una squadra?

Paparella: Adesso no, in futuro potrebbe darsi.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. La ringraziamo per la sua disponibilità. Se ha qualcosa da aggiungere, le diamo possibilità di farlo. Intanto le auguriamo un grosso in bocca al lupo per la sua nuova avventura. Buonaserata.

Paparella: Grazie a voi e in bocca a lupo per il nuovo anno! #DP5

Paolo VS Presidentissimo: l’intervista

Buongiorno, grazie per aver dismesso i panni del Presidentissimo per concederci un’intervista genuina con Paolo.
Per prima cosa: chi sei nella vita di tutti i giorni e come hai conosciuto il progetto?


Un nerd di vecchia data, videogiocatore e collezionista di fumetti e action figures . Faccio parte della storica squadra del Drink Team prima che partisse il progetto. Trovai un post di quel matto di Ballarini e sai tra matti ci si intende.

Mi pare giusto. Nel progetto reciti il personaggio del Presidentissimo, ovvero di un tizio piuttosto presuntuoso e al di sopra di tutto e tutti, che vive con fastidio la mediocrità altrui. Quanto c’è di te in questo personaggio e quanto vorresti ci fosse?

Nulla al quadrato. Sono proprio l’opposto del Presidentissimo. Il lavoro nella vita reale mi impone di confrontarmi con la gente, se fossi come il Presidentissimo sarebbe una guerra continua.

Ripercorriamo alcune tappe importanti, nel bene e nel male, del progetto. Su ognuna ti chiederò cosa pensasti allora, che sentimenti hai vissuto. Partiamo con l’inizio della stagione 1: parte il progetto e la prima live su Twitch.

Come si installa Twitch? Te l’ho detto che sono uno di vecchia data… A parte questo mi getto nelle avventure con tutto me stesso e in questo caso ho fatto bene. Ti ricordi i primi interventi telefonici? Li facevo da lavoro…

Poi l’Udinese vince il campionato, ma il Genoa consolida il suo gruppo. Che pensi a fine S1? come vedi il progetto?

Comincio a realizzare di essere fortunato, nell’aver trovato il gruppo perfetto a livello umano e avevo ragione. Ho trovato nuovi cari amici: Alberto De Donatis, Francesco Truddaiu, Mark Aperio, Claudio Però, Alessandro Pironti, ma anche quei due impertinenti di Paolo Puzzer e Veronica Di Paolo, ma pure quel gran bucatore di colombe di Danilo Trojer.

A proposito di Veronica e Paolo: è evidente ci sia stima tra voi, ma allora perché sono stati ceduti?

Questione tecnica nulla più , non potevo garantir loro un “tot” di partite da titolari. Sarebbe stato un spreco tenerli così…

Torniamo ai momenti del progetto. Cosa pensi se ti dico… Pizzo.
Ai tartufi… e a tanta amarezza.

Alberto De Donatis.
Un amico caro, un regalo di questo splendido progetto.

Pier Gaetano Fulco.
Chi?
Sei tornato a fare il presidentissimo o davvero non conosci l’admin aggiunto?
Eheh, se è admin è una persona degna di stima e fiducia, soprattutto con l’attenzione che c’è ora.

Proseguiamo con i nomi: Davide Paparella.
In questo momento mi sento Bruce Banner: sto cercando di non fare uscire il Presidentissimo. Che dire…
Ti aiuto? Diciamo che è molto giovane (beato lui)?
Esatto.

Visto che parliamo di giovani, parliamo di inesperienza, dato che le cose vanno spesso inevitabilmente a braccetto. Il progetto ha utenti con età media molto bassa e anche chi fa da staff, è spesso giovanissimo. Abbiamo vissuto molte gestioni “allegre” da parte di presidenti e DS: cosa ne pensi? hai qualche consiglio per chi si avvicina a un ruolo nel progetto?

Chiedete, non vergognatevi, è sempre meglio arrossire prima che sbiancare dopo. Magari non chiedete al Presidentissimo….cercate degli admin o al massimo chiedete di Paolo.

Il Genoa è andato maluccio in questa stagione e molti indicano in Claudio Però, ragazzo intelligente e benvoluto ma con poca esperienza di FM, una delle cause degli scarsi risultati. Mentre facciamo un “in bocca al lupo” a Claudio per la prossima stagione all’Entella, vuoi dirci come mai scegliesti Claudio e come mai sei ora tornato allenatore dei rossoblù?

Perché mi fido di Claudio e causa lavoro reale dovevo staccarmi. Allora ho affidato la squadra ad uno di noi e non me ne pento. Claudio farà benissimo. Per Claudio è meglio cominciare dalla B ma sempre in famiglia, Paolo Puzzer (DS Entella) lo guiderà. Però poi la nostalgia da allenatore si e fatta sentire subito e allora mi sono proposto per la Malcantone (un ringraziamento a tutti i ragazzi e al presidente). Il Malcantone è un grande rammarico: ci saremmo salvati in condizioni meno complicate.

Malcantone, capitolo sicuramente negativo del progetto e non certo per colpa tua. Ricardo Lamine comprò la società, volle cambiarle il nome e, sebbene gli proponessimo nuovi giocatori gratis (come si fa sempre per le nuove squadre ingaggiate e senza giocatori) decise di far entrare amici non interessati al progetto, ritrovando il club pieno di inattivi. Poi, al momento di fare il mercato, fu fregato con mille bidoni. Qualcosa da aggiungere? Come hai vissuto il tutto?

Con passione e tutto me stesso, per rispetto di chi era attivo. Sono contento che i ragazzi vadano a giocare in serie A o in B. Ho cercato di onorare il campionato per rispetto di tutti.

Ma Lamine non ti ha mai spiegato come mai abbia gestito tutto così?
Si è fatto prendere dalla voglia di fare ed è stato affrettato a volte, ma è indubbiamente stato turlupinato.

Da chi e come? Possiamo dirlo?
Non entro nei particolari, ma faccio un nome solo : il giocatore De Pieri.

Indagheremo sulla questione, allora. Avete appena ingaggiato Busco, che immagino molto amico del DS De Donatis. Quanto c’è del tuo in queste trattative e quanto invece deleghi al tuo DS?

È decisione di concerto, io do una indicazione e Alberto (De Donatis, ndr) fa tutto alla perfezione, cercando addirittura di meglio di quello che indico.

E nel caso dell’acquisto di Pironti? Un uccellino mi ha detto che fu il solo Alberto a essere convinto della trattativa. Confermi? E ora, a distanza di tempo, rifaresti tutto?

Le mie rimostranze sono affettive: faccio molta fatica a cedere giocatori e nell’ acquisto sono cauto perché chi arriva deve avere certi requisiti morali. Nel caso di questo Pironti non c’erano dubbi.

E rifaresti la trattativa, a distanza di tempo?

La rifarei, ovviamente: ho trovato un amico.

Vuoi svelarci una possibile cessione o un possibile acquisto del Genoa?

Mercato chiuso. E’ ufficiale. Lo giuro.

Chiudiamo l’intervista con una domanda su di te, Paolo, così permettiamo a tutti di conoscerti meglio. So che sei un grande conoscitore di birre: ce n’è qualcuna che hai apprezzato molto (ma che è magari poco conosciuta) e vorresti consigliarci?

Sull’ esotico direi birrificio omnipollo: birre al cioccolato al marshmallow. In Italia direi birrificio mc77. Se amate le birre dolci, consiglio l’ape regina.

Grazie mille per la disponibilità Paolo. Vuoi concludere con un messaggio al progetto?

Divertitevi, giocate ma soprattutto non fate arrabbiare gli admin e il Presidentissimo.


Alessandro Pironti per Progetto X

“Winners don’t use drugs”

“Winners don’t use drugs”, per chi è negli “enta” e negli “anta”, come me, questa frase è mitica, ogni volta che inserivi un gettone o semplicemente stavi a guardare un attract mode di un cabinato di sala giochi negli anni 90, spuntava questa schermata blu, con il logo dell’FBI che invitava i teenager a non fare uso di droghe.

A me questa cosa è rimasta impressa, ne ho dato sempre un’accezione più vicina al gioco che alla vita reale, solo l’allenamento (un po’ come faceva Holly che girava la città sempre palla al piede) permetteva di raggiungere risultati degni ai videogiochi. Una volta imparato il pattern dei mostri si riusciva batterli, poi chiaramente se si era scarsi, si era scarsi, non c’era allenamento che teneva.

Il bello era la sfida, per carità, anche io a Doom ho digitato “IDDQD” per attivare il “God Mode”, ma se lo avessi finito senza aiutino sarebbe stato più soddisfacente, quella stessa sensazione che tutti noi abbiamo provato battendo il Maestro di Spadaä a Melee Island per la prima volta alla tenera età di 11 anni.

Poi sono arrivati i giochi di ruolo nella mia vita, il concetto di Party, dell’unione che fa la forza, della consapevolezza che mettendo la propria fantasia e intelligenza al servizio delle regole si potevano buttare giù anche i giganti. Che belle che erano le nottate con il mio party, con l’amicizia che cresceva a suon di d20 e di risate, patatine, coca-cola, birra et similia.

Adesso la scoperta del progetto (www.progettofm.it), la spinta a giocare di nuovo, nonostante lavoro,  famiglia e i numerosi impegni della vita quotidiana. Il giocatore incallito che è in me è prepotentemente uscito fuori e nel giro di poche settimane sono diventato prima marketing manager della mia squadra e adesso direttore sportivo. Leggo tutte le regole, cerco di aiutare i miei compagni, facciamo gruppo e soprattutto ci DIVERTIAMO.

Detta questa doverosa premessa, mi chiedo da sempre, che piacere c’è nel barare? A un gioco di ruolo per giunta? Quale può essere la gioia di vincere, sapendo che la tua vittoria è viziata?

Parliamoci chiaro, a chi piace perdere? A me personalmente rode tanto se dopo una settimana spesa a elaborare tattiche, a fare meme, a creare i video di presentazione per il match day prendiamo 3 pappine. Ma la risposta non e può essere non deve essere barare! Il “We lie, we cheat, we steal” andava bene come goliardata del compianto Eddie Guerrero, non si addice per nulla al gioco di ruolo, che eticamente non può contemplare il sotterfugio per la vittoria.

Mia Consalvo, docente associato della scuola di Telecomunicazioni all’Ohio University identifica quattro ragioni principali per cui i giocatori imbrogliano in un gioco: sono bloccati, vogliono giocare in “God Mode”, sono annoiati dal gioco o vogliono essere dei c…oni.

Quello che penso io è che l’unico divertimento che può scaturire dalla vittoria barando non è derivato dalla vittoria in se, ma solo dalla sopraffazione dell’avversario e voi che ne pensate?

(Articolo di Salvatore Grassadonia per Progetto X)

Non sapevo di essere in vendita, atto II.


Ancora mercato Benevento: nella vicenda della messa in vendita “a sua insaputa” di Mirko Sangiorgio, un commento (riportato nell’immagine precedente) aveva attirato l’attenzione della redazione.

La quale si è resa conto del titolo del precedente articolo forse eccessivo, pur riportando una notizia vera, e avrebbe preferito sorvolare per non dare adito ad accuse di persecuzione, ma il giocatore ha deciso liberamente di raccontarci la sua storia su una vicenda simile all’affare Sangiorgio.
Non è denunciata alcuna violazione: la redazione ha raccolto una legittima lamentela da chi si è sentito oggetto non consapevole di una trattativa in corso.

I fatti: giunge dalla dirigenza del Benevento la comunicata cessione allo Spezia del giocatore Alexander De Santis.

A cose fatte, il giocatore chiede spiegazioni. La società gli spiega che l’offerta giunta, di 650K, era irrinunciabile.

De Santis, pensando che l’interesse dello Spezia fosse motivato dalla visione della sua scheda e che quindi si sia mossa spontaneamente in cerca di informazioni, ha accettato la trattativa e il contratto.

Da un colloquio con l’allenatore, però, la versione diversa: De Santis sarebbe stato messo in lista trasferimenti dalla squadra, e l’interesse dell’acquirente sarebbe stato solo successivo.

Ci sarebbe di più: lo Spezia pare abbia chiesto al Benevento se il giocatore fosse consapevole della trattativa in corso.

E la risposta della società campana sarebbe stata positiva. Al contrario di ciò che ha dichiarato a noi De Santis.

In conclusione: la trattativa sarebbe stata portata avanti tenendo all’oscuro il giocatore.

Il quale ha accettato il contratto, ed accettandolo ha reso possibile il trasferimento. Quindi, nessuna regola è stata violata.

La domanda che ci si pone è: il calciatore ha il diritto di essere consapevole dell’interesse di terze squadre, prima che la trattativa fra le due società cominci?

Secondo le regole non è necessario: i Direttori Sportivi discutono, ed il giocatore viene contattato solo dopo dall’acquirente.

Rimane la domanda precedente, le conclusioni rimangono del lettore.