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“Winners don’t use drugs”

“Winners don’t use drugs”, per chi è negli “enta” e negli “anta”, come me, questa frase è mitica, ogni volta che inserivi un gettone o semplicemente stavi a guardare un attract mode di un cabinato di sala giochi negli anni 90, spuntava questa schermata blu, con il logo dell’FBI che invitava i teenager a non fare uso di droghe.

A me questa cosa è rimasta impressa, ne ho dato sempre un’accezione più vicina al gioco che alla vita reale, solo l’allenamento (un po’ come faceva Holly che girava la città sempre palla al piede) permetteva di raggiungere risultati degni ai videogiochi. Una volta imparato il pattern dei mostri si riusciva batterli, poi chiaramente se si era scarsi, si era scarsi, non c’era allenamento che teneva.

Il bello era la sfida, per carità, anche io a Doom ho digitato “IDDQD” per attivare il “God Mode”, ma se lo avessi finito senza aiutino sarebbe stato più soddisfacente, quella stessa sensazione che tutti noi abbiamo provato battendo il Maestro di Spadaä a Melee Island per la prima volta alla tenera età di 11 anni.

Poi sono arrivati i giochi di ruolo nella mia vita, il concetto di Party, dell’unione che fa la forza, della consapevolezza che mettendo la propria fantasia e intelligenza al servizio delle regole si potevano buttare giù anche i giganti. Che belle che erano le nottate con il mio party, con l’amicizia che cresceva a suon di d20 e di risate, patatine, coca-cola, birra et similia.

Adesso la scoperta del progetto (www.progettofm.it), la spinta a giocare di nuovo, nonostante lavoro,  famiglia e i numerosi impegni della vita quotidiana. Il giocatore incallito che è in me è prepotentemente uscito fuori e nel giro di poche settimane sono diventato prima marketing manager della mia squadra e adesso direttore sportivo. Leggo tutte le regole, cerco di aiutare i miei compagni, facciamo gruppo e soprattutto ci DIVERTIAMO.

Detta questa doverosa premessa, mi chiedo da sempre, che piacere c’è nel barare? A un gioco di ruolo per giunta? Quale può essere la gioia di vincere, sapendo che la tua vittoria è viziata?

Parliamoci chiaro, a chi piace perdere? A me personalmente rode tanto se dopo una settimana spesa a elaborare tattiche, a fare meme, a creare i video di presentazione per il match day prendiamo 3 pappine. Ma la risposta non e può essere non deve essere barare! Il “We lie, we cheat, we steal” andava bene come goliardata del compianto Eddie Guerrero, non si addice per nulla al gioco di ruolo, che eticamente non può contemplare il sotterfugio per la vittoria.

Mia Consalvo, docente associato della scuola di Telecomunicazioni all’Ohio University identifica quattro ragioni principali per cui i giocatori imbrogliano in un gioco: sono bloccati, vogliono giocare in “God Mode”, sono annoiati dal gioco o vogliono essere dei c…oni.

Quello che penso io è che l’unico divertimento che può scaturire dalla vittoria barando non è derivato dalla vittoria in se, ma solo dalla sopraffazione dell’avversario e voi che ne pensate?

(Articolo di Salvatore Grassadonia per Progetto X)

Non sapevo di essere in vendita, atto II.


Ancora mercato Benevento: nella vicenda della messa in vendita “a sua insaputa” di Mirko Sangiorgio, un commento (riportato nell’immagine precedente) aveva attirato l’attenzione della redazione.

La quale si è resa conto del titolo del precedente articolo forse eccessivo, pur riportando una notizia vera, e avrebbe preferito sorvolare per non dare adito ad accuse di persecuzione, ma il giocatore ha deciso liberamente di raccontarci la sua storia su una vicenda simile all’affare Sangiorgio.
Non è denunciata alcuna violazione: la redazione ha raccolto una legittima lamentela da chi si è sentito oggetto non consapevole di una trattativa in corso.

I fatti: giunge dalla dirigenza del Benevento la comunicata cessione allo Spezia del giocatore Alexander De Santis.

A cose fatte, il giocatore chiede spiegazioni. La società gli spiega che l’offerta giunta, di 650K, era irrinunciabile.

De Santis, pensando che l’interesse dello Spezia fosse motivato dalla visione della sua scheda e che quindi si sia mossa spontaneamente in cerca di informazioni, ha accettato la trattativa e il contratto.

Da un colloquio con l’allenatore, però, la versione diversa: De Santis sarebbe stato messo in lista trasferimenti dalla squadra, e l’interesse dell’acquirente sarebbe stato solo successivo.

Ci sarebbe di più: lo Spezia pare abbia chiesto al Benevento se il giocatore fosse consapevole della trattativa in corso.

E la risposta della società campana sarebbe stata positiva. Al contrario di ciò che ha dichiarato a noi De Santis.

In conclusione: la trattativa sarebbe stata portata avanti tenendo all’oscuro il giocatore.

Il quale ha accettato il contratto, ed accettandolo ha reso possibile il trasferimento. Quindi, nessuna regola è stata violata.

La domanda che ci si pone è: il calciatore ha il diritto di essere consapevole dell’interesse di terze squadre, prima che la trattativa fra le due società cominci?

Secondo le regole non è necessario: i Direttori Sportivi discutono, ed il giocatore viene contattato solo dopo dall’acquirente.

Rimane la domanda precedente, le conclusioni rimangono del lettore.

L’attacco dei giganti (e la difesa dei puffi)!

Parte un nuovo format, che vi porterà a scoprire i vincitori delle più improbabili sfide che il nostro progetto saprà offrirvi.
In questo primo test di esempio, abbiamo scelto di schierare i migliori giganti (il team Giraffe, solo giocatori alti almeno 1,90m) e i migliori piccoletti (team Suricati, solo giocatori max 1,70m).

Il team “Giraffe” (immagine sopra) non poteva schierare ali (no, non ce ne sono in db di così alte), quindi ho optato per un modulo che passi per vie centrali, con difesa abbastanza bassa, lanci lunghi, cross spioventi, contrasti duri.

Nessun problema “ali” per il team Suricati (foto in alto) che punta invece su una difesa alta, nessuna perdita di tempo, passaggi misti, pressing a tutto campo, mai contrasti aggressivi e sovrapposizione di terzini/ali in fase di possesso. I cross? ovviamente bassi!

Ecco il video della partita: poche azioni ma… sorprendenti  😀

Avete in mente altre sfide da proporci? Scrivete direttamente a me!

Alessandro Pironti, redazione di Progetto-X

Ciao mamma, sono in radio!!!

L’immagine potrebbe dire “hey, ogni posto è buono per ascoltarla“, oppure semplicemente “hey, provano a mettere delle belle ragazze sperando che qualcuno clicchi per leggere questo articolo“.
Non litigate, o voi che avete pensato l’una o l’altra cosa: avete entrambi ragione.

Ad ogni modo, il fascino della radio ha sempre rapito chi vi scrive, che in varie occasioni ha provato a farla, sia tramite web-radio che nella versione tradizionale; ogni volta mi sono divertito e l’esperienza, ogni singola volta, mi lasciava qualcosa di importante che ancora ricordo con piacere.

Per Progetto Gaming è stato Alberto De Donatis, uno dei volti più amati di ProgettoFM (nonché uno degli admin) a raccogliere l’onore e onere di portare in radio le vicende del nostro progetto: ogni mercoledì lo trovate live alle 19:00 su www.radiospeed.it

Ecco, Radio Speed, l’emittente hi-tech che ci ha permesso di farci sentire anche in radio: potete ascoltarla dal sito web o dalla app, fate un po’ voi ma, come indicano le bellocce asiatiche in foto, basta che la ascoltiate, ovunque siate.

Ma perché ascoltare ADD su Radio Speed? Allora, oggi avrà ospiti due brutti ceffi: uno è Paolo Di Stefano, presidentissimo del Genoa, che presenterà la sua nuova rubrica “io sono io e voi… vi piacerebbe”, con la quale risponderà a tutte le domande che gli faranno pervenire gli utenti di www.progettofm.it

Poi ci sarà quel cretino che sta scrivendo l’articolo, ovvero Alessandro Pironti, che parlerà del caos Spezia, del caso Udinese (basta invertire due lettere e resta il concetto senza che ti accusino di ripetizioni: amo la lingua italiana) e presenterà un nuovo progettino in grado di farvi leccare le orecchie (ma se li avete, van bene i baffi, è pure più pratico).

Insomma, tutti on alle 19:00 su www.radiospeed.it e, a partire dalle 20:30, su www.twitch.tv/progettogaming

Io sono io e voi… la nuova rubrica del presidentissimo!

Il nome sarà “io sono io e voi… vi piacerebbe” e la mail alla quale mandare le domande è ringraziatemi@gmail.com

Non so voi, ma io ho già un po’ capito il tono che assumerà la nuova rubrica del presidentissimo Paolo Di Stefano, veterano del progetto e attualmente presidente del Genoa e allenatore del Malcantone.

Chi ha domande per il presidente, potrà farle via e-mail e lui, a suon di cinque per volta, pubblicherà le risposte per “erudirvi” e “insegnare calcio… beh, non ancora agli angeli” (anche se pare che Campagna chiami “angelo” Serafini, ma lì pare esserci sotto qualcosa che… beh, indagheremo e vi faremo sapere).

E’ nato prima l’uovo o il pallone da calcio?
Quanto costa la pizza nei locali dove non pagano il Pizzo?
Meglio essere il marchese del grillo o il Marchese dell’Inter?
Chi preferite come allenatore tra Pironti e Serafini e perché proprio Pironti?

Queste e altre domande troveranno risposta, grazie a voi e alla infinita saggezza del pres!

Solo su… Progetto-X!

Spezia: in bilico tra DS e DK

Oggi vi raccontiamo la storia di Dunning Kruger, un nome che fece la storia nel mondo del calcio e ispirò generazioni di calciatori. Dunning-Kruger (d’ora in poi lo chiameremo “DK”), un giorno diventò un direttore sportivo di una squadra di serie A. Una squadra poco blasonata a dire il vero e da subito iniziò una drastica rivoluzione: per prima cosa ingaggiò dei parametro zero e fu in grado di riattivarli, creando un vero e proprio tesoretto; poi ottenne delle plusvalenze incredibili che gli permisero di ingaggiare altri giocatori (ah, sempre grandi affari, ben inteso); infine si assicurò ben tre giocatori in prestito, tutti a titolo gratuito, sfruttando i suoi contatti e il credito che vantava nel mondo del calcio di PG.

E vissero tutti felici e contenti, con una squadra in volo verso la vetta, l’invidia crescente dei team avversari e un bilancio talmente ricco, da far sembrare Lopresto e Marchi dei veri barboni.

Ma anche quanto tutto va per il meglio, l’incognita è in agguato e le malelingue sono pronte a rovinare tutto.
Non immaginate lo stupore che provò lo staff della sopracitata squadra, quando all’improvviso qualcuno si permise di dire che non tutto quel luccichio era di aurea provenienza… iniziarono ore buie, fatte di velenose accuse e rancore, ma per farvi comprendere come si arrivò a quello, bisogna fare un passo indietro…

I poteri forti avevano deciso che l’idillio non poteva continuare e si palesarono un sabato alle 13:11, con le sembianze di un ligure ipotricotico, ma di indubbio fascino, di nome Alberto.
Lo Spezia ha 29 giocatori, di cui 5 in prestito” incalzò Alberto e a nulla servì per il DS far presente che questo sarebbe stato permesso “come aveva scritto Filippo” perché, che ci crediate o no, un milanese ciuffomunito, anche lui di indubbio fascino, il sopracitato Filippo, smentì tutto.
Il DS, giustamente convinto della sua opera, decise quindi di far presente che la situazione creatasi e la difficoltà di piazzare questi “famigerati giocatori di troppo”, sarebbe stata colpa dell’aver abolito le rate.
Giusta osservazione, direi io, ma la mia parola nulla può contro quella di un terzo “bravo”, stavolta codinomunito e dalla provenienza poco chiara, che rincarò la dose dicendo “non è colpa nostra se non sai interpretare le regole“.
Con questa vergognosa sfacciataggine, i poteri forti del calcio si palesarono e provarono a ridurre a nulla lustri di onorevole gestione, vittorie internazionali e attenzione rigorosa ai regolamenti di tutto il mondo (anche quelli scritti piccoli piccoli piccoli che serve un monaco amanuense superdotato ex-membro degli Avengers che mio Dio un figo, cioè ecco cosa ti sto dicendo, Madonnna levati proprio! Sì, pure lei!).

Dapprima pensò fu solo un incubo. Il DS non disse nulla, lasciò correre e sperò che dopo un sonno ristoratore e portatore di consiglio, anche le malevole intenzioni dei poteri forti si sarebbero dissolte. Magari arrese al “buono” che lo Spezia rappresentava, come unico vero baluardo contro l’oscurità.
Vorrei potervi dire che il DS fu accontentato, ma questo mondo non è perfetto e non vi stupirà più di tanto sapere che alle ore 10:40 quel maledetto ligure tornò alla carica, pretenendo una lista di 22, al fine di svincolare tutti gli altri.
Blaterava qualcosa circa le “regole”, di un “turno di campionato in arrivo”, insomma di cose senza senso.
Il DS era però forte e capì che la tattica “accucciati e rotola” lo avrebbe salvato anche questa volta, così decise di non rispondere.

Stesso giorno, ore 19:06. Mentre ancora accucciato, vide con la coda dell’occhio un gruppo di persone minacciose in avvicinamento: dapprima vide l’allenatore e non si spaventò troppo, poi il presidente di lega con il suo viso rassicurante, ma tutto ciò era solo il preludio ai volti del terrore, i tre dell’Ave o malia, i cavalieri dell’apocalypto.
Subito parlò il primo, un barbone codinomunito noto per odiare la flora, la fauna e amare i lunedì, che annunciò l’irreparabile: “vi comunico che lo Spezia ha due nuovi presidenti; hanno deciso di sollevare il DS e confermare l’allenatore” disse lui; parole all’apparenza sensate, ponderate, ma in realtà un vile trucco per accanirsi contro il DS spezzino. Loro avevano forse il codino, il ciuffo e la luccicanza, ma il DS aveva il coraggio di chi sapeva accucciarsi e rotolare e ancora non proferì parola.

Ore 19:22. La malvagità del ligure si mostra senza fine quando decide di comunicare all’intero mondo del calcio della nuova presidenza e la scelta di questi due scellerati (forse pure terroni, ndr) di sollevare il DS dal suo incarico.
Certo! – pensò il professionista delle compravendite, che Mastrota levati tu e le pentole con fondo fuso altro un centimetro – adesso viene fuori che i presidenti scelgono lo staff, olè!“.
Sapevamo tutti come avesse ragione e non tardarono i messaggi di solidarietà all’eroe di tante battaglie via gruppo di squadra, whatsapp, post nel gruppone, piccione viaggiatore, telefono senza fili e anche tramite un complesso sistema di leve e carrucole inventato da Tesla, che decise infine di accantonare l’idea quando morirono i gerbilli portanti. Codardo! Tesla infame, per te solo voltame! così amperi!

 

Ore 19:28. La storia sta per volgere alla sua terrificante conclusione. Il DS non ci sta e mostra a tutti il suo sdegno, attaccando i nuovi presidenti, gli admin e due muratori troppo osè, che prendevano il sole a Villa Stuart.
Il calcio, però, non lo puoi fermare certo con un colpo di “burocrazia” e così il nostro eroe decide subito di candidarsi a DS in una nuova società: si stava già formando la fila fuori dall’ufficio e, proprio mentre la segretaria Tiffany urlava “mio bellissimo datore di lavoro! io sono venuta a lavorare qui nella speranza di possederla carnalmente! ma qui squillano troppi telefoni, sto impazzendo!“, ecco arrivare l’ennesimo, definitivo, schiaffo alla decenza.
Mister codino, un imbecille dalla rara arroganza, decide di comunicargli, con un fare che solo all’apparenza pare conciliante, che sarebbe meglio si prendesse una pausa dal fare il DS fino a fine stagione.
Pausa io? – pensò Luigi Delle Bicocche – io che ho inventato il trasferimento all’italiana e la cambiale anglosassone con nodo scorsoio? ma sono pazzi?“, i pensieri si affollarono nella sua mente e lo fecero vacillare, quando con le ultime forze riuscì a dire “ma non è giusto; ho fatto solo un piccolo errore; c’è chi ha fatto peggio; ciò che mi fate non è bello“.

Potremmo continuare a narrarvi questa storia dicendovi di come non sia finita lì, di come le recriminazioni del DS continuarono nel gruppone principale senza successo; potremmo citarvi tutti quelli che, pur non sapendo nulla delle motivazioni dei brutti ceffi, continuarono a sostenere il DS perché… beh, perché sembrava così bravo, salutava sempre.
Potremmo… ma forse potremmo diventare seri per un attimo e dire la prima e unica cosa sensata sulla vicenda

Questo è un gioco di ruolo sul calcio, un gioco complicato da padroneggiare fino in fondo, dove i singoli utenti sono così importanti e impattanti, che bisogna davvero dedicarci molto tempo per poter svolgere uno dei ruoli primari (allenatore o DS, per esempio) per essere certi di fare un buon lavoro.
Non è casuale che esistano varie guide e che spesso un utente debba leggerne diverse per capire come muoversi nel suo ambito di competenza.
Quindi non deve stupire che molti non si rivelino all’altezza di svolgere un ruolo e chi si trova nella condizione di non fare bene l’allenatore, il DS il presidente o quel che vi pare, non deve sentirsi una nullità per questo: è come non essere bravi nel giocare ad Alchimisti (un board game di gestione risorse dove vince sempre Damla), non è la fine del mondo e si può comunque sempre migliorare con la pratica e con il tempo, se si ha l’umiltà di mettersi in discussione.
Gli admin si sono spesso imbattuti in situazioni dove il loro intervento si era reso necessario per salvare capra e cavoli: amministrazioni controllate, cambi di staff, gestioni temporanee come quella attualmente portata avanti allo Spezia… tutte cose di cui loro, già oberati, farebbero a meno. Ogni volta degli utenti, senza sapere nulla del “perché” e del “per come” prendono una posizione sulla vicenda, convinti di aver ragione. Noi potremmo benissimo perdere ore a spiegare come mai abbiano torto in quella specifica vicenda, ma al DK non hai nulla da insegnare, al massimo lui insegna a te.

La cosa importante da ricordare è che certi ruoli incidono sul divertimento di decine di utenti; se fatti male possono portare un team a retrocedere malamente o fallire, quindi non vanno presi alla leggera. Se poi, in un week-end di fine estate, tre admin stronzi avranno qualcosa da ridire, allora forse varrà la pena dargli retta… che le tattiche “accucciati e rotola” o “reagisci e millanta” solitamente non funzionano. Con buona pace dei DS di tutto il mondo.