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La famiglia della Pro Vercelli

Oggi parliamo di una squadra gestita da dei delinquenti e da pochi di buono, scherzo! … O forse no… Ciò non toglie che questa squadra è come una piccola famiglia chiamata Pro Vercelli.

Come detto in precedenza questa squadra è gestita da dei veri delinquenti.
I presidenti della società sono ben 5:
Luca Amodori, Marika Calcagno, Simone Bonaldi (anche Market manager), Alessandro Gallaroni(anche Direttore sportivo) e Luca Santoro (Direttore Sportivo anche lui). Per chiudere abbiamo il Mister Antonio del Prete.

La rosa è composta dal portiere Alessandro Campostrini, dai terzini Mino Ligorio e Luca Rabbia e dai difensori Paolo Rota(anche mediano), Luca Pellegrini e Miki “Garra” Dicuonzo.
A centrocampo abbiamo Haithem Bouzayane (anche mediano), Francesco Amabile(mediano anche lui) ,Vincenzo Filipelli (trequartista), Alessandro Caluri(anche ala destra), Francesco Catalano (sia ala destra che sinistra) e Avraham Hamra (ala sinistra e punta).
E per chiudere il bomber Gad Hakimian (18 gol per lui in questa stagione).

Questa squadra utilizza il modulo 4-5-1 a V (o 4-1-4-1 per i più studiati) incentrato molto sulle verticalizzazioni e sul pressing. È un modulo che il mister Del Prete ha sempre utilizzato sin da quando allenava i pulcini del Cracovia; egli è molto contento di essere riuscito a costruire una squadra con cui usare questo modulo a piena potenza. Del Prete è un allenatore che ascolta molto la sua squadra, proprio per questo è riuscito a migliorare gli schemi grazie al supporto del team soprattutto dopo una partenza piuttosto lenta.
Attualmente la squadra è 9° e stava in corsa per l’ultimo posto dei Playoff che si è deciso ieri con la sconfitta della stessa 0-1 per l’Alessandria ma, le gufate stellari del Presidente Amadori hanno permesso di farla passare lo stesso, perché il Monza ha perso a Domodossola.
La Pro Vercelli è partita malissimo in questo campionato, infatti le prime 3 partite sono state 3 sconfitte e zona playoff distante 17 punti, poi la squadra grazie al Mister e all’ottimo affiatamento dei membri del team, ha iniziato a prendere ritmo e sono arrivati a 12 vittorie in 13 partite, le ultime due le hanno pareggiate (Monza 1-1, Triestina 1-1).
L’aria nello spogliatoio è sempre molto serena, e si nota spesso come tanti di questi nuovi ragazzi (quasi tutti S4) abbiano voglia di impegnarsi per il bene della squadra e per crescere singolarmente. Nel futuro della Pro Vercelli si sono posti come obiettivo la lotta per la promozione diretta in B nella prossima stagione, hanno tanti ragazzi molto attivi e lo riteniamo un obiettivo possibile.

Di solito intervistiamo i vari dirigenti, ma visto che non piacciono a nessuno abbiamo intervistato 2 giocatori della squadra: Gad Hakimian e Alessandro Caluri. Faremo un un’intervista doppia.

Come ti trovi nella squadra?

Gad Hakimian:
“Non avrei potuto chiedere un inizio migliore nel Progetto. L’armonia all’interno dello spogliatoio è bellissima, sia perché riusciamo a trasmettere la grinta prima di ogni partita ma anche perché riusciamo a ridere e scherzare ogni momento. Inoltre sono molto felice della scelta del mister Del Prete secondo il quale solo gli attivi saranno titolari, e sento quindi che il mio “lavoro” è ripagato”

Alessandro Caluri:
“Mi trovo davvero molto bene, è un gruppo forte e unito che si è dato degli obiettivi ed è intenzionato a raggiungerli. Siamo tutti ambiziosi nella Pro Vercelli, dal primo all’ultimo, e lo dimostra la nostra conquista dei Playoff! È stata una vera e propria impresa, siamo partiti da -14 ma siamo riusciti a qualificarci. Come non ci si può trovare bene con tutte queste premesse?”


Come mai hai scelto questa squadra?”

Gad Hakimian:
“Io ero iscritto ad una community Facebook di Football Manager, e un giorno vidi questo post di Francesco Terlati (allenatore della Juventus, squadra al quale siamo affiliati) che appunto cercava nuovi membri interessati al Progetto, a quel punto iniziai a parlare un po’ con lui e decisi di unirmi alla Community di Progetto Gaming, iniziando a giocare nella Pro Vercelli

Alessandro Caluri:
“Onestamente non ho scelto io la Pro Vercelli, ma è stata la Pro Vercelli a scegliere me! Sono stato avvicinato da Luca Brian Santoro (che detta così potrebbe anche far pensare male…), uno dei presidenti e DS della squadra, che mi ha offerto un contratto e spiegato tutto nel dettaglio. Luca è subito stato chiaro, mi ha detto gli obiettivi dell’allenatore e della dirigenza, così come della affiliazione con la grande Juventus. La sua offerta era difficile da rifiutare!”


Come ti senti all’interno della squadra?

Gad Hakimian:
“All’interno della squadra mi sento molto apprezzato e tenuto in considerazione; sin dall’inizio il Mister teneva conto dei nostri consigli e mi ricordo che mi aiutava a rimanere su di morale quando le prime partite giocavo male. Anche con Brian ho legato molto, è sempre disponibile e simpatico con tutti i membri, già da subito poco dopo l’inizio mi propose un leggero aumento dal momento che la squadra aveva ottenuto soldi extra e apprezzai molto. Tutti i presidenti scrivono spesso nel gruppo e tengono su il morale, penso sia la cosa più importante per la squadra.”

Alessandro Caluri:
“Mi sento benissimo. Sono un ragazzo ambizioso, all’interno di un gruppo che condivide questa mia volontà a puntare sempre più in alto. I compagni di squadra sono tutti attivissimi, tanto da dare vita ad un gruppo affiatato che non vede l’ora di prendere d’assalto le live. Oltre che ai compagni di squadra devo però fare una menzione d’onore alla dirigenza, in particolare a Santoro, Amadori e Bonaldi, costantemente in contatto con noi, pronti a motivarci anche nelle sconfitte più dolorose. Infine, se mi trovo così bene, gran parte del merito va anche (e soprattutto) all’allenatore Antonio Del Prete. Non so come abbia avuto tutta la pazienza dimostrata nel seguire un gruppo composto soltanto da nuovi giocatori, ma c’è riuscito. Quindi sì, mi trovo davvero incredibilmente bene alla Pro.”


Cosa pensi di fare nel prossimo futuro?

Gad Hakimian:
“Quando iniziamo la nostra carriera alla Pro Vercelli, l’obiettivo che ci prefissano è di un giorno andare a giocare nella Juventus. Io per adesso mi trovo benissimo qua, nel gioco ho 17 anni e penso che giocare bene in C mi metta in risalto e aiuti molto la mia crescita ed il mio sviluppo. Vorrei assolutamente rimanere con la dirigenza attuale, non mi cambia molto se alla Pro Vercelli oppure addirittura alla Juventus.”

Alessandro Caluri:
“Quando guardo al futuro vedo il bianco, il colore principale della maglia della Pro Vercelli. Ad ora il pensiero principale è ai playoff, anche se sappiamo essere durissima a causa di un piazzamento in decima posizione. Se dovessi guardare ancora più avanti, vedrei ancora un bel po’ di stagioni con questo gruppo. Anche se sognare non è proibito, e perché no… un giorno potrei arrivare a giocare fianco a fianco con alcuni dei miei presidenti nella Juventus. Per ora, però, la testa è tutta e solo per la Pro Vercelli!”


Che dire questi ragazzi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda! Facciamo un “in bocca al lupo” a questi ragazzi e a questa squadra!


Scritto da Daniele Pusceddu

Revisionatoo da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Alessandro Scotti

Juve Stabia, 19 anni, ala sinistra e destra.

Alessandro Scotti è colui che si può definire il jolly della squadra, grazie ai due ruoli che è in grado di interpretare sul campo. Nonostante sia soltanto destro, è infatti capace di giocare sia  nel versante destro che sinistro del rettangolo di gioco. Questa sua capacità tattica lo rende preziosissimo agli occhi di ogni mister, poiché possono scegliere di volta in volta la posizione in cui schierarlo. Anche se la parte destra del campo sembra essere la sua posizione più naturale, in virtù del suo piede forte, può essere posizionato a sinistra per dare maggiore imprevedibilità al sistema offensivo delle Vespe.

Passando in rassegna i suoi punti forti, possiamo facilmente notare come le qualità fisiche e tecniche siano molto sviluppate. La sua abilità principale è quella dei passaggi (16), rafforzata da una tecnica pari a 15 che lo aiuta a dominare sul campo ed a servire palloni interessanti non solo per la punta, ma anche per la trequarti.

Scotti è un’ala molto rapida ed imprevedibile, con una velocità di 16 e una accelerazione pari a 15. Gli altri vanti che possiamo accennare sono relativi alle qualità mentali che, per avere soltanto 19 anni, sono mostruose. La fantasia, l’impegno e l’intuito, tutte con un punteggio di 16, sono una base solida e perfetta per una crescita esponenziale.

Cosa possiamo prevedere allora nello sviluppo di Alessandro Scotti? Oltre ovviamente un incremento alla PA, doverosa vista la piccola età per diventare ancora più determinante, un miglioramento di due qualità fisiche importanti per il ruolo che è chiamato a eseguire in campo: controllo palla e resistenza. La resistenza, che conta solo 6 punti, lo rende facilmente vittima della stanchezza in campo. Visto che è chiamato a macinare chilometri, si tratta di un attributo importante.

Non ci resta che augurare ad Alessandro il meglio per il suo sviluppo e soprattutto per la sua carriera. Le Vespe hanno bisogno di tutto il suo talento.

Saranno Famosi: Giusy Puccio

Torres, 18 anni, difensore sinistro e centrale.

Giusy Puccio è principalmente un terzino sinistro, capace però di svolgere egregiamente anche il ruolo di baluardo centrale difensivo. La vera forza di Giusy risiede nelle capacità tecniche, con valori davvero molto alti che la rendono difficile da superare. Il primo grande scoglio che un attaccante si trova ad affrontare è relativo ai contrasti (16) e soprattutto alla marcatura. Con 17 punti in marcatura, infatti, Giusy è in grado di rendere invulnerabile praticamente ogni attaccante o trequartista, impedendogli di giocare al meglio e/o mettere in mezzo cross pericolosi.

Come già detto, però, il ruolo principale della Puccio è terzino sinistro, infatti l’altra sua più grande caratteristica sono i cross. Con un valore pari a 16, è in grado di scodellare in area di rigore importanti palloni per la punta. Grazie a questa caratteristica riesce a valorizzare al meglio le tattiche basate sulla imbucata, sovrapponendosi al trequartista per servirlo una volta lanciato.

Oltre ai cross, anche i passaggi sono molto alti (16), rendendola di fatto interessante anche come interprete di gioco, ad impostare da dietro la manovra. Una sorta di Bonucci del calcio fuffa.

Attualmente Giusy Puccio gioca nel Torres e per lei vediamo un immenso futuro. Tra le abilità da migliorare, oltre ovviamente alla santissima PA (a 18 anni e con queste qualità è quasi d’obbligo), due valori importanti soprattutto per un probabile ruolo da difensore centrale, ossia la massima elevazione e i colpi di testa.

Per diventare uno dei migliori difensori in circolazione manco poco, soprattutto perché non sono tantissimi i terzini sinistri che hanno anche, come piede forte, proprio il sinistro. Auguriamo quindi a Giusy Puccio il meglio, consapevoli di avere davanti un futuro campione.

Il Giovane Pescara.

Il Pescara è una delle più piccole squadre di Serie C ad avere una presidenza.

La dirigenza è composta dai Presidenti: Daniele Pusceddu e la Lady Angela Iadicicco nonché Dirigente Sportivo della stessa società. Come Mister invece è in carica: Christian Pennisi.

Come annunciato in precedenza la squadra è composta da poco giocatori:
In porta abbiamo Massimiliano Guerra detto “il Guardiano” per via della sua difesa impenetrabile.
Come terzino destro Gianluigi Santaluna detto “il Rabbioso” è capacissimo di passare la palla al proprio avversario per potergli entrare in dropkick sulle rotule.
A centrocampo abbiamo Luca De Santisil Prestigiatore” colui che fa partire delle grandiose azioni.
Come ala sinistra Giovanni Ambrossino, “Imprevedibile”, colui che riesce a confondere le difese avversarie.

Il Campionato non è stato uno dei migliori, la mancanza di giocatori ha fatto collezionare una grossa serie di sconfitte. Dopo l’arrivo del Mister Pennisi la situazione si è ribaltata – infatti – grazie al suo modulo 4-4-2, su 6 partite se ne sono vinte 4. Attualmente la squadra è 17.

Abbiamo fatto alcune domande alla Dirigenza.

Alla domanda “Come mai avete voluto acquistare una squadra così piccola ed in una situazione così difficile?”.

Il Presidente Pusceddu ha risposto:
“Diciamo che a noi della dirigenza piacciono le sfide, e ci consideriamo dei buoni samaritani. Vogliamo far crescere le squadre in difficoltà per far progredire questo progetto”.

Alla domanda “ci sono giocatori di spicco?”.

Il Mister Pennisi ha risposto:
“Sono tutti ottimi giocatori, anche se sono pochi; si sta formando un bel gruppo, infatti l’aria dello spogliatoio è ottima”.

Alla domanda “Quali sono gli obiettivi della società?”

La Presidentessa Iadicicco ha risposto:
“Vogliamo creare un gruppo solido, e completare la rosa. L’anno prossimo puntiamo alla B, o almeno ai playoff.
Abbiamo bei giocatori, manca solo completare la rosa per ritenerla una squadra a 360 gradi“.

In sostanza è una squadra che potrebbe essere molto competitiva avendo il numero giusto di giocatori, Quindi aiutiamoli a crescere.

Scritto da Daniele Pusceddu. | Revisionato da Gad Hakimian

Saranno Famosi: Giuliano Magliulo

Attaccante del Pescara, 18 anni.

Giuliano Magliulo è un centravanti giovanissimo, capace di combinare qualità tecniche e mentali alla perfezione. Ci troviamo davanti ad uno dei giocatori forse più equilibrati della Serie C/C di Progetto Gaming, con nessun valore eccessivamente alto o basso. Questa uniformità è senza ombra di dubbio imputabile ad una caratteristica che fa gola a moltissimi allenatori, ossia l’ambidestria. Giuliano – infatti – è in grado di utilizzare alla perfezione tanto il piede destro quanto il sinistro, rendendolo di fatto imprevedibile. I difensori avversari fanno fatica a leggere in anticipo le sue giocate, ed è per questo motivo che il suo score stagionale è incredibile.
Nelle sole 8 presenze disputate con la maglia del Pescara, sono ben 10 i gol realizzati, guadagnandosi per ben tre volte il titolo di Migliore in Campo ed una mediavoto pari a 7,66. In Coppa Italia i risultati sono ugualmente sorprendenti, con tre reti segnate nei due match disputati (mediavoto di 8,25).

Magliulo è così un vero e proprio bomber, nonostante le sue qualità tecniche evidenzino per lui una predisposizione maggiore per il ruolo di seconda punta, piuttosto che come centravanti. Per essere un centravanti puro gli mancano soprattutto due attributi chiave: il dribbling (soltanto 6) ed i tiri da lontano (solo 4). A discapito di questi due valori, Giuliano mostra un gran feeling con il gol, grazie soprattutto all’attributo finalizzazione (14) ed alla sua grandissima ed invidiabile freddezza sotto-porta (addirittura 16).

Nonostante abbia soltanto 18 anni, le qualità mentali della punta pescarese sono incredibili, mostrando così un margine sorprendente di miglioramento. Dal momento che a fine stagione arriveranno i famosi soldi da destinare ai potenziamenti, noi di Offside ci siamo divertiti ad immaginare quali potrebbero essere gli attributi che Giuliano potrebbe poter scegliere. Oltre alla PA, che innalzare a 18 anni è sacrosanta, bersaglio dei miglioramenti potrebbero essere essenzialmente tre valori: tiri da lontano, dribbling e determinazione. Un incremento alla determinazione, infatti, potrebbe garantire a Magliulo l’innalzamento gratuito di qualche abilità aggiuntiva, visto che il valore di adesso (7) non è proprio il massimo.

All’Adriatico di Pescara non vediamo l’ora di poter assistere all’ennesimo match disputato da Magliulo. Sta incantando tifosi e dirigenza con le sue giocate e, soprattutto, i suoi moltissimi gol. L’intera squadra conta su di lui, soprattutto adesso che il finale di stagione si sta avvicinando ed i traguardi di squadra si fanno sempre più vicini. Forza, Giuliano!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giuliano Magliulo. Attaccante del Pescara, 18 anni.

Saranno Famosi: Giovanni Ambrossino

Centrocampista del Pescara, 19 anni.

Sono soltanto due le gare disputate dal promettentissimo Giovani Ambrossino nel Pescara della Serie C/C di Progetto Gaming. Due gare comunque importanti, che hanno contribuito a metterlo in luce, con prestazioni solide che gli sono valse una mediavoto di 7,70.
Scendendo più nel dettaglio, Giovanni è un centrocampista molto versatile in grado di giocare come terzino fluidificante, centrocampista e trequartista, tutto rigorosamente nel versante sinistro del terreno di gioco. Le qualità che contraddistinguono Ambrossino sono in effetti indiscutibili, specialmente quelle tecniche e fisiche.
Tra le qualità tecniche fondamentali per il ruolo spiccano i cross ed i dribbling, entrambe con un valore di 16, che lo rendono perfetto per saltare l’uomo e mettere in mezzo palloni velenosi per la difesa avversaria. Non è un caso che, in quelle sole due presenze già accennate, il nostro Ambrossino abbia già portato a +1 il conto dei suoi assist. La pericolosità dell’ala sinistra pescarese è evidenziata anche da altri due aspetti fondamentali: l’accelerazione (16) e la velocità (14).

Per quanto riguarda le qualità mentali, per avere soltanto 19 anni Ambrossino non se la cava affatto male. Importantissimo è il 16 sul carisma, che lo rende un ottimo candidato per la fascia da capitano, specialmente se si unisce ad un buon valore nel gioco di squadra (13). Un po’ inferiore alla media la determinazione – solo 9 punti – compensata in minima parte dal 12 in impegno. Quei due valori, se fossero stati un po’ più alti, avrebbero potuto garantirgli qualche miglioramento gratuito in più nelle sue qualità.

In ottica di potenziamenti, spicca allo sguardo una tecnica che conta soltanto 11 punti. Oltre alla PA da alzare, potrebbe essere proprio la tecnica ad essere migliorata.

Davanti a Giovanni Ambrossino vediamo quindi un futuro importante, grazie a tutte queste qualità elevate. Con qualche accortezza nella fase di miglioramento di fine stagione, il Pescara potrebbe trovarsi in casa un vero e proprio campione. Noi di Offside ci crediamo.

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giovanni Ambrossino. Centrocampista del Pescara, 19 anni.

FM Sound #2: Filippo Scudetto Ballarini


Di Valerio Cicchinelli. Grafica a cura di Simone Bonaldi.


Quando abbiamo cominciato a pensare a chi intervistare nel secondo numero di Fm Sound, ci è venuto spontaneo immaginarci qualcuno che fosse legato a De Donatis, ma che potesse esprimere delle preferenze differenti se non addirittura contrastanti. Ragionando sul possibile nome che avrebbe risposto a questa esigenza, siamo quasi da subito giunti ad una scelta: Filippo Scudetto Ballarini.  Filippo, oltre ad essere il fondatore di ProgettoFM e un grande appassionato di calcio, è anche il partner di Di Donatis in ogni live che ci accompagna ai risultati di FM ( Football Manager, ndr. ). La coppia, inutile dirlo, risulta sempre vincente, capace di donare agli utenti una divertentissima cronaca di ogni partita e dei siparietti che rimangono ben fissi nella testa, anche a giorni di distanza. L’alchimia è sempre molto naturale e mai ci si ritrova a fare i conti con qualcosa di forzato. I due insomma rappresentano l’anima più ” viva ” del gioco, ed era corretto andare a conoscere la visione e le sensazioni dell’altra parte che compone questo affiatato duo.  Il meccanismo rimane lo stesso: andremo ad effettuare delle domande divise in AM ( Amplitude Modulation, ndr. ), ovvero le domande più strettamente legate alla realtà, e quelle FM ( Frequency Modulation, ndr. ), ovvero quelle legate invece al ProgettoFm. 

Cominciamo dunque: 

Benvenuto a Fm Sound sig. Ballarini, la ringraziamo per aver accettato la nostra proposta e per essersi dimostrato da subito ben disposto a questa intervista. Cos’ha pensato quando l’abbiamo contattata? Se lo aspettava? 

Buongiorno. Si me lo aspettavo, perché Alberto mi aveva fatto intuire che sarebbe toccato a me ad un certo punto, ma non credevo che mi avreste fatto le stesse domande visto che io di musica non ci capisco nulla. 


AM ( Amplitude Modulation ): la vita privata.

Direi dunque di cominciare con il motivo principale per il quale siamo qui, ovvero le domande AM e FM che poniamo a tutti i nostri ospiti. Partendo proprio dalla vita privata, chi è Filippo Ballarini, cosa può raccontarci di lei, del suo privato? Lavoro, amore, insomma la parte più concreta della sua persona. E quale canzone la rispecchia di più, o quantomeno quale sceglierebbe per dare una visione musicale di se stesso? 

Come anticipato prima, per fare un confronto con il calcio, io e la musica siamo come il tipo che segue solo il mondiale perché lo vede in tv sulla Rai. Quindi magari conosco tutte le canzoni più importanti ma non saprei assolutamente dirne il titolo o il cantante. Tuttavia sono un grande fan delle sigle dei cartoni animati, quindi essendo anche quella musica, utilizzerò quei titoli pur deludendo Alberto. Probabilmente la canzone che riassume la mia persona potrebbe essere ” Darkwing Duck “ e un pizzico di ” Scuola di polizia “. Quindi una persona inizialmente solitaria che però, quando prende confidenza con le altre persone, diventa esageratamente scherzosa. In amore probabile che io sia come il tipo in ” Rossana “, che da fuori sembra che abbia pochi sentimenti e se ne frega abbastanza di un po’ di tutto, ma poi alla fine la tipa la conquista.  

Facendo qualche ricerca su di lei abbiamo saputo dei suoi anni di studio presso lo Johan Cruyff Institute ad Amsterdam e presso il Martin College a Brisbane. Ci può dire qualcosa in più su questi due percorsi, sulle rispettive esperienze estere e del perché di queste due scelte? E quali brani o musiche assocerebbe ad ognuna di queste? 

Ho scelto di andare a studiare all’estero perché semplicemente col metodo di studio italiano sono una capra totale. E’ uno studio basato esclusivamente sulla teoria e sul leggere libri su libri. In Australia e anche in Olanda invece sono molto più orientati verso uno studio pratico, dove contano soprattutto la tua creatività e intelligenza. E appunto lì non ho avuto alcun problema a superare gli esami. Come musica prenderei la sigla dei ” Pokemon “, dove un protagonista, Ash Ketchum, per nulla bravo nella pre-battaglia, poi sa trovare in campo sempre la soluzione migliore per battere il suo avversario. Inoltre viaggia di continuo e si confronta con diverse culture.

Sappiamo del suo profondo amore per il calcio, cosa che l’ha portata ad appassionarsi a Football Manager fino a partecipare a dei tornei e a fondare ProgettoFM, ma su questo torneremo dopo. Quello che ci interessa conoscere è quale altro sport attira l’attenzione di Filippo Ballarini.  

Mi piacciono più o meno tutti gli sport, ovviamente nessuno al livello maniacale del calcio, però mi piace molto la Formula 1 che seguo fin da piccolo. Anche la Moto GP, sebbene la segua molto meno rispetto a prima. Ho anche giocato a basket fino ai 16 anni, ma non l’ho mai seguito veramente, giusto un pochino di NBA. Solitamente comunque seguo molto di più gli sport del luogo dove mi trovo in quel momento. Ad esempio quando stavo a Miami seguivo molto di più il baseball e il football americano, così come in Australia il rugby. In Olanda invece mi sono rifiutato di seguire l’hockey sul prato.

Parliamo proprio del torneo di Football Manager che si è tenuto a Londra e al quale lei ha partecipato raggiungendo i sedicesimi di finale. Quali sono state le sensazioni che l’hanno accompagnata verso questo traguardo? Ha mai usato una musica o un brano per concentrarsi prima di una partita o per scaricare lo stress subito dopo ? E Come è stata invece l’esperienza Greca. Saprebbe associarvi una canzone? 

È stata una bella esperienza, l’unica sfortuna è stata quella di capitare nel girone più difficile perché per l’appunto i due giocatori arrivati davanti a me hanno poi raggiunto la semifinale e l’altro addirittura ha vinto il torneo. Ma comunque è stato molto bello, anche perché non c’era quella voglia di vincere ma più di partecipare insieme e soprattutto di divertirci e confrontarci. Non ascolto nessuna musica in particolare prima o dopo una partita, solitamente mi guardo un video o un film per distarmi. Per quanto riguarda l’esperienza in Grecia, posso dire che è stata molto positiva, peccato essere uscito agli ottavi dopo aver fatto punteggio pieno ai gironi, ma capita se ti va storta una partita. Per il resto belle spiagge, bella musica, belle ragazze. Unica nota il negativo il cibo. Riassumendo con una canzone, direi “Pollon combina guai”

Abbiamo saputo di un suo prossimo viaggio in California, organizzato con altre persone legate al gioco. Abbiamo già parlato delle sue altre esperienze estere, perciò ci viene da chiederle cosa rappresenti per lei il ” viaggiare “. E’ solo il modo di evadere da una quotidianità o c’è una voglia di scoperta e conoscenza più profonda che l’accompagna? E come immagina che andrà questo viaggio ? Ha qualche idea in mente? 

Sono uno che ha viaggiato tantissimo nella vita, che ha visitato tutti i vari continenti e le principali città del mondo, ma non sono uno a cui piace osservare e soprattutto, paradossalmente, odio il viaggio. Con viaggio intendo proprio letteralmente arrivare da un punto all’altro del mondo. Soffro molto la nave e un po’ la macchina, quindi può capitare che mi venga la nausea. E come detto non sono un grande scopritore, preferisco rimanere nello stesso luogo più che continuare a muovermi. La cosa che mi piace del viaggiare è quella di fare cose che a casa non fai mai o raramente, tipo banalmente andare in spiaggia, stare fuori tutta la notte, conoscere nuove persone e vivere il posto in pieno. Se ogni giorno cambi località alla fine è come vedere poco o nulla. 

San Diego sicuro sarà una grande esperienza, tutti i viaggi del genere che ho fatto mi hanno sempre lasciato bellissimi ricordi e aneddoti. Quindi immagino che pure questa mi porterà storie da raccontare. 

Signor Ballarini, una domanda forse un po’ azzardata, ma cosa l’ha spinta a cantare in diretta mondiale ” The Pretender ” dei Foo Fighters durante il TwitchCon ?  

Io nemmeno volevo farlo; cioè più che altro non sapevo dove mi stavo infilando. Inizialmente non avevo idea che fosse live su twitch e non ho di certo scelto io la canzone. Ho solo seguito il branco come una pecora e ho fatto quello che ho potuto. 

La domanda alla quale abbiamo girato attorno ma che è giunto il momento di fare: come nasce l’idea per il ProgettoFM, e come nasce la scelta delle persone con le quali creare da zero una cosa così ambiziosa e che tanto bene sta facendo soprattutto nel creare una community coesa, come visto ultimamente nella ” 24 ore per la vita “.  

L’idea originale nasce come un semplice modo di divertirsi con gli amici e con gli appassionati di FM. Ero ad Amsterdam a studiare e abitando distante dal centro e avendo periodi con tanto tempo libero, mi era venuta la classica idea di creare una squadra su FM coi miei amici. Solo che non avevo tanti amici che giocavano a FM e quindi ho proposto la cosa nei vari gruppi del gioco. Ha avuto decisamente successo, anche perché trasmettevo le partite su YouTube e Facebook. Alla fine avevo dovuto creare il Drink Team A e Drink Team B e chi si dimostrava molto attivo nel B veniva portato in prima squadra. Pochi mesi dopo Alessandro ( Pironti, ndr. ) si accorge della mia idea e mi propone di estenderla a tutta la Serie A, così ho accettato e tutto ha avuto inizio. 

Una piccola chicca: il gruppo che ora è chiamato Progetto FM prima lo usavo solo per il Drink Team B, infatti andando indietro nella cronologia c’è gente che si iscrive per quello. 



FM ( Frequency Modulation ): Le domande sul progetto!

Passando alle domande inerenti al progetto, è impossibile non cominciare chiedendole di raccontarci il suo rapporto con Alberto De Donatis, suo compagno di live con il quale durante le live, vi punzecchiate e vi divertite a farci la cronaca di ogni partita. Come abbiamo potuto leggere nel numero 1 inoltre, De Donatis non sembra avere particolare affinità coi suoi gusti musicali. Lei come risponde a questa opinione e soprattutto, quale canzone userebbe per descrivere De Donatis? 

Ha perfettamente ragione, non capisco nulla di musica, o almeno non la conosco. Poi magari ci piacciono anche le stesse canzoni, ma non saprei mai dire nome o cantante. Ma anche con queste differenze concludo con un “Ti voglio bene Denver “. 

 Se dovessi chiederle di gettare lo sguardo ” oltre la siepe “, quali aspettative o idee si è fatto sul futuro del progetto? E quest’ultimo che musica avrebbe? 

Il Progetto ha un potenziale enorme; solo a pensare di portare lo stesso format in altri paesi e quindi sbloccare i trasferimenti internazionali e ritrovarsi in un altro paese con un’altra lingua e magari l’arrivo dei traduttori nelle società. O mille altre cose possibili. La canzone direi ” Jeeg Robot D’Acciaio”

Oltre ai ruoli già citati lei è anche il direttore sportivo del Drink Team, il cui motto recita testualmente: ” coma etilico, fame chimica, acqua, sobrietà, ubriachezza molesta “. Partendo da questi principi ci racconti un po’ di questa esperienza e magari un aneddoto relativo, ovviamente corredato da una canzone che simboleggi al meglio la formazione di questa squadra. 

Non ho mai ben capito perché abbia scelto Drink Team. Ovvio c’è l’assonanza Drink con Dream, ma non era solo quello. Credo che nel mio inconscio abbia scelto quel nome perché la mia ragazza di quel periodo viveva a Dublino e lì è famosa la birra. Poi essendo uno a cui piace bere alcolici in generale mi è sembrata la scelta più ovvia. Inoltre ho messo come sponsor lo Jegermeister perché è il mio amaro preferito. Qua per la prima volta non metto una sigla dei cartoni animati, perché effettivamente il Drink Team ha un inno chiamato ” Another Irish Drinking “. E il ritornello fa: “Then we’ll throw up, pass out, wake up, and then go drinking once again. ” 

Con il Crema si è di fatto inaugurata una nuova evoluzione del Progetto, un passo sicuramente importante e che si spera possa coinvolgere anche altre società nel fare lo stesso. Come ” Marketing Manager ” della squadra che opinione ha della situazione di classifica e delle prospettive della stessa, e c’è un brano che userebbe per definire ciò? 

Nel Crema ci crediamo molto perché potrebbe essere la prima di tante. Come su Fifa esistono già le squadre e-sport ufficiali, vorremmo fosse cosi anche su FM direttamente nel nostro Progetto. Ormai nel campionato pensiamo al prossimo anno e si punta ovviamente alla B. La canzone è ” E’ Quasi magia Johnny. ” 

Come fatto con De Donatis le chiediamo gentilmente di associare una canzone per i campionati e le nazionali del progetto. Quelle che reputa possa descriverle al meglio. 

La sigle di ” Holly e benji “:  1, 2 e forever. Potete mischiarle come volete per campionati e nazionali, non cambia nulla. 

Nella stagione corrente quali pensa siano i giocatori, dirigenti o comunque personalità più interessanti da citare e quali brani o musiche sceglierebbe per loro ? 

Tolti gli admin direi Conte e Campagna, che sono quelli più innovativi ed esperti in termini di idee creative per il Progetto. A Campagna dedico ” Lupin, L’incorreggibile Lupin” , mentre a  Conte ” L’ispettore gadget “.

Ultimamente siamo stati testimoni di un’interessante sfida avvenuta tra lei e Scardace, un duello nato, così sembra, per la ” mano ” di una ragazza. C’è stata una intensa competizione tra voi due, ci potrebbe dire qualcosa in più su questo episodio e quale canzone secondo lei potrebbe narrare al meglio l’epica della vicenda? 

Da quel che ricordo, ma magari mi sbaglio, tutto nacque perché in molti scrivevano a questa ragazza che si chiamava Carlotta per tentare un approccio. Forse cercando un modo simpatico far ingelosire tutti i pretendenti ha iniziato a fare post ironici dove diceva che fosse innamorata di me. Scardace ovviamente l’ha presa come sfida personale e mi ha appunto sfidato per la mano della dama. Alla fine ho vinto battendolo a F1 in live. Pure qua niente sigla, ma ” The neverending story “.

Un’ultima domanda prima della conclusione: in molte live lei si è lasciato andare a delle previsione che si sono poi puntualmente avverate, quasi fosse un ” orologio svizzero “, tanto da creare un vero e proprio culto dietro questa caratteristica, cosa che le permetterebbe di entrare di diritto in qualche puntata di Mai Dire Goal. E’ frutto del puro caso o ha davvero qualche superpotere a noi sconosciuto ? E ha già qualche sensazione su chi sentirà le ” Hell’s Bells ” ( brano degli AC/DC, ndr. ), la prossima volta? 

È solo un normalissimo calcolo delle probabilità: ogni partita io dico il risultato attuale, dicendo chi sta giocando meglio o peggio. Quando tutto va come deve andare passa inosservato, ma quelle volte in cui capita l’impossibile, ovviamente sembra che io abbia gufato. Magari capita subito dopo averlo detto e li sì che la cosa sembra una gufata colossale. Comunque il Torino vince la EL ( Europa League, ndr. ). 

In conclusione, avrebbe una canzone, un album, una colonna sonora che ci consiglia di ascoltare ? 

No, è già stata una fatica della vita a trovare delle canzoni, maledetti voi. Ascoltatevi l’inno del Milan: ce ne sono due, siete fortunati. 


Come sempre ecco a voi la la playlist ricavata dalle preferenze dell’intervistato. Buon ascolto!

Alcuni brani potrebbero essere assenti perché non reperibili su Spotify.

Lupa Roma: anno da protagonista

Nella settimana dove si celebra la vittoria del Cagliari, bisogna fare i complimenti anche alla Lupa Roma che fino alla fine ha cercato di contrastarlo.

Per conoscere i segreti abbiamo intervistato i tre presidenti:Federico Picchi, Emanuele letto, che è anche il ds, e Ivan Benelli Torcolini, che è anche l’allenatore

Prima di iniziare volevo congratularmi per l’ottimo campionato disputato. Secondo voi perché avete avuto questo ottimo campionato?

Federico: Se vogliamo dare dei meriti, ad Emanuele Ietto che ha saputo prendere giocatori che si sono rivelati fondamentali. Ad Ivan Benelli Torcolini per le ottime scelte tattiche, ma un merito grande ai giocatori che hanno creato un bel gruppo compatto e che ci hanno resi fieri del nostro campionato.

Perché avete comprato la Lupa?

Ivan: Perché essendo romani di Roma, abbiamo deciso di comprare una squadra della nostra città e cercheremo di farla andare più in alto possibile.

Avete avuto problemi nell’allestimento della squadra? O dei problemi in generale?

Emanuele: Mah, tolta qualche trattativa saltata per aver contattato determinati giocatori con qualche (letteralmente) secondo di ritardo, problemi gravissimi non ce ne sono stati. L’unico ostacolo importante è stato il ban di un elemento importante che ci ha costretto a spese che non erano inizialmente previste, per il resto è andato tutto abbastanza bene.

Parlatemi un po’ della vostra maschera: Yuri Monti. Com’è averlo in squadra?

Federico: Yuri è un ragazzo simpaticissimo e ci ha aiutato molto nel creare un gruppo fondamentalmente di amici, perché questo siamo diventati.

Ivan: Da allenatore è bello averlo in squadra, è il nostro gioiello e ce lo teniamo stretto, ci terremo stretti tutti i nostri giocatori. Grandissimo colpo di mercato di Letto.

Essendo coinvolto nella Tristina mette in secondo piano la Lupa?

Ivan: Comunque no. Yuri è sempre attivo in tutto e per tutti nel progetto Lupa Roma.

Emanuele: La “Tristina” sicuramente è un progetto a cui tiene molto e gli sta prendendo molto tempo, ma Yuri rimane focalizzato anche sulla Lupa ed è assolutamente parte attiva del progetto.
Dietro la maschera c’è il collante/animatore del gruppo (ndr. ride).

Qual è il vostro modulo di base?

Ivan: Allora, ho utilizzato fin dagli inizi un 4231, poi, con l’arrivo in attacco di Milazzo, si è focalizzato il modulo 442 o 424 giocando con due punte, sopratutto nelle partite contro le non umane. Potrei utilizzare anche altri moduli nei playoff mai sfoderati, chi può dirlo.

Avendo un modulo fisso è più difficile ruotare i giocatori?

Ivan: Ora sto lasciando in panchina 2/3 elementi che possono giocare tranquillamente ma in tutta la stagione ho sempre ruotato tutti.

Oltre a Monti ci sono giocatori che possono diventare grandi nel progetto? Sia per i loro ruolo dentro al campo che fuori.

Emanuele: Praticamente per quasi tutti i nostri giocatori (Yuri compreso) era la prima stagione nel progetto e diversi ragazzi si sono calati ottimamente nella parte. Non escludo che, dopo un periodo di “apprendimento”, altri ragazzi possano seguire le tracce di Yuri. Tutto può essere.

Ivan: Se la squadra (i giocatori) danno il massimo nei bonus e attività, possono essere protagonisti, ma già lo sono. Abbiamo fatto un campionato oltre le aspettative

Ultima domanda. Quali sono i progetti futuri?

Federico: Bella domanda. A me piacerebbe magari prendere il patentino per allenare e ovviamente che la Lupa arrivi in serie A

Emanuele: Ci sono diverse cose a “bollire in pentola” per la prossima stagione. Intanto vediamo come finisce questa e poi penseremo al futuro. Posso già dire che, comunque finirà questa S4, per noi sarà un grande risultato e saremo ancora più carichi nella S5.

Ivan: Come ha detto il ds stiamo lavorando su delle grosse novita in s5.
Siamo carichi a pallettoni per i playoff e speriamo vada tutto bene.

Ragazzi giusto un altra cosa, che non riguarda la Lupa. Quali novità vi aspettate dal progetto?

Ivan: Su due piedi non saprei dare una risposta significativa.
Posso solo dire che questo progetto, almeno per me, rappresenta un impegno e un divertimento e quindi ringrazio tutti coloro che l hanno inventato e lo stanno portando avanti con una dedizione straordinaria.

Emanuele: Più che una cosa che mi aspetto è una cosa che mi auguro.. mi piacerebbe che altre società “fuffa” seguissero l’esempio del Crema. Il progetto ci guadagnerebbe tantissimo e anche l’esperienza di gioco degli utenti migliorerebbe.

Ringraziamo i presidenti per l’intervista concessa.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Del Prete Antonio

RegoliamoCi

A 2 settimane dalla fine del campionato di serie C la redazione di Offside ha deciso di spiegare il funzionamento dei playoff di C.
Ai playoff sono qualificate tutte le squadre che hanno concluso la stagione regolare dalla seconda alla decima posizione nei tre gironi di C per un totale di 27 squadre. Le seconde di ogni girone più le 2 migliori terze classificate, per un totale di 5 squadre, sono qualificate per il secondo turno mentre le altre 22 squadre sono qualificate per il primo turno.Il primo turno è composto da 11 accoppiamenti da disputare in incontri da andata e ritorno, il secondo turno è composto da 8 accoppiamenti sempre in andata e ritorno.
Dal 2 turno il server sorteggiato il tabellone tennistico fino alla finale(sempre andata e ritorno). In totale si svolgeranno 5 turni per decretare la 4° promossa in serie B.

Differenze con il fuffa.

Innanzitutto bisogna dire che i playoff sono molto diversi dai playoff fuffa, con l’esclusione della vincitrice della coppa Italia di C (se non già qualificata), poiché molto difficile da inserire nel server.
Un’altra differenza è il fatto che i playoff fuffa si dividono in playoff dei gironi e in playoff off nazionali, mentre i playoff pg sono nazionali (già dal primo turno si possono incontrare squadre di un girone diverso)grazie a questa differenza si perde un turno: dai 6 del fuffa (2 turni playoff girone e 4 turni playoff nazionali) ai 5 del pg. Di conseguenza le squadre dal quinto al decimo posto per essere promossi in B devono giocare un turno in meno, mentre le seconde classificate e la peggior terza devono giocare un turno in più. Altra differenza è che tutti i turni del pg sono andata e ritorno mentre nel fuffa i primi due turni sono solo andata in casa della miglior classificata. L’ultima differenza è che gli accoppiamenti del pg è totalmente random, rispetto al fuffa dove i migliori classificati giocano sempre contro i peggiori classificati.


Com’è sarebbero i playoff oggi? Chi gioca il primo turno? Chi è classificato al secondo turno?


Nel girone A, il girone più equilibrato per la promozione diretta, parteciperanno ai playoff 2 squadre tra Venezia(84) Juve Domo(83) e Udinese(81), che si giocano il primo posti, gli altri sicuri sono: Pordenone, Cuneo Longobarda, Albese, Verona e Mantova. Gli altri 2 posti usciranno tra Cuneo (58), Pro Vercelli (57) e Monza (54), con la prossima sfida decisiva che vede contro Pro Vercelli e Monza.


Nel girone B, 8 posizioni sono già matematiche, manca solo chi sale, con l’Empoli che ha 5 punti di vantaggio sull’Americacandy Siena, e chi arriverà al terzo posto con il Tuttocuoio che ha 2 punti di vantaggio sul Perugia e sul San Marino. Ricordo con il terzo posto non si è sicuri al 100% di disputare direttamente il secondo turno. Le altre 5 squadre che sono già sicure di disputare il primo turno sono: Sanremese, Reggiana, Piacenza, Pisa e Sambenedettese.


Nel gruppo C, con il Cagliari già promosso, sono 5 le squadre che sperano di saltare il primo turno, La Lupa Roma(83), il Torres(82), la Casertana(79), il Locri(78) e il Catania(78). La Reggina e il Latina sono qualificate mentre ci sono 2 posti per l’Aquila(51), Fidelis Andria(49) e il Messina(47).

Facendo un riepilogo già 20 squadre sono sicuramente ai playoff, 5 squadre stanno lottando per la promozione, altre 6 squadre stanno lottando per la conquista dei playoff e solo una, il Cagliari, è matematicamente prima e sicura di andare in B direttamente.
Un altro aspetto da analizzare è capire chi sarà la peggior terza, in questo momento è nel girone A, che però ha anche possibilità di salire in B.
Gli ultimi 180 minuti toglieranno ogni dubbio. A tutte le squadre che sono qualificate o che lo faranno in seguito facciamo un grande in bocca al lupo, sperando che i playoff potranno dare visibilità ai giocatori e alle società che meritano grandi palcoscenici

Articolo scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Del Prete Antonio

Omelia del Prete: Locri-Reggina

Marcatori: V.Molinari(L) 20″, F.Appierto(R) 37″, Senatore(L) 43″, F.Appierto(R) 45″, Senatore(L) 54″, F.Appierto (R) 58″, Landolfi(L) 83″.

Locri-Reggina, partita valida per la 35° giornata del campionato di Serie C/C, si è conclusa con il risultato scoppiettante di 4-3 per i padroni di casa.

Il Locri al 20″ passa in vantaggio grazie ad un preciso tiro ad incrociare di V. Molinari, ben servito da un preciso filtrante di Landolfi.

Reggina che trova il pari al 37″ con un ottima azione corale di contropiede: Aprile riceve palla e serve in sovrapposizione Lapi che dopo aver tagliato da sinistra a destra serve un solissimo F.Appierto che non sbaglia il rasoterra.

Match che diventa incandescente tra fine primo tempo e inizio secondo tempo: il Locri al 43″ torna in vantaggio da calcio d’angolo, V. Molinari batte corto per Landolfi che mette un ottimo cross sulla testa di Senatore; due minuti dopo (45″) punizione per la Reggina, Gjetaj mette un cross teso in area di rigore su cui si avventa F. Appierto che sigla il 2-2; sono passati 9 minuti dall’inizio del secondo tempo (54″), altro angolo per il Locri, stesso schema e stesso risultato, 3-2, ma la Reggina non ci sta e dopo 4 minuti ritrova il pareggio, sempre lui, bomber Appierto si fa trovare presente sul bel cross di Wagner, fondamentale il tentennamento del portiere del Locri (Torcoli) sull’uscita.

All’83″ i sogni della Reggina si infrangono, Galimi dalla propria metà campo serve A. Molinari che si ritrova solo davanti al portiere, con grandissima freddezza decide di appoggiarla per l’accorrente Landolfi che non deve far altro che toccarla in rete, 4-3 per il Locri. Un goal che spezza le gambe, e le speranze, della Reggina, per il Locri sarà solo sempllice amministrazione nel finale.

Guardando le statistiche della partita si darebbe per scontato un dominio da parte del Locri che domina su tutte le statistiche, eppure abbiamo visto insieme come la partita si sia sbloccata solo nei minuti finali. Ottimo cinismo sotto porta da parte della Reggina che trasforma in rete la metà dei tiri in porta.

M.V.P. della partita è Francesco Appierto (9.5), autore di una tripletta, che ha tenuto in piedi la Reggina fino alla fine. Meritano una menzione anche Valerio Molinari (9.0) 3 Gianluca Senatore (9.1): il primo autore di un goal e di due assist, il secondo autore di due goal.

Deludono invece, per il Locri, Alessandro Aiello e i restanti difensori, il primo resta fuori dalle 4 azioni goal della sua squadra, gli altri 3 spesso colpevoli di disattenzioni difensive; per la Reggina voto negativo per tutto il reparto difensivo, soprattutto il terzino Perisetti che riceve il voto più basso dell’incontro (6.2).

Scritto da Del Prete Antonio

Revisionato da Daniele Collano