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Saranno famosi: Luigi Mainiero

Terzino sinistro della Lupa Roma, 21 anni

21 Anni, di nazionalità italiana. Luigi Mainiero è il corridore pilastro del lato sinistro della Lupa Roma.

Il giovane difensore, alto 1,70, può vantare qualità mentali sopra la media. Qualità importanti che lo aiuteranno a crescere da solo all’interno del gioco investendo sul PA; da segnalare sopratutto un grande carisma (17) ed un ottimo intuito (17), il tutto arrotondato da una spiccata aggressività (16).

Luigi può farsi vanto di possedere un grande mancino, le sue qualità tecniche puramente da terzino offensivo sottolineano una forte abilità da crossatore (16), allo stesso tempo grande senso difensivo, con un contrasto elevato (16); per concludere con una particolare abilità nel gioco da fermo (16 Calci piazzati e 14 Calci d’angolo).

Mainiero brucia gli avversari senza sosta con una spiccata accelerazione (16) e velocità (16).

Questa stagione, fino ad ora, vede per il giovane terzino una media complessiva del 7,58; decisivi i 3 gol e i 9 assist, che gli hanno permesso di vincere per ben 8 volte il premio come Migliore in campo.

Luigi Mainiero, a 21 anni possiede ottime abilità in tutti i tre “settori”, non gli resta che migliorare esponenzialmente. Il futuro è nelle sue mani.

A cura di Gad Hakimian |

Revisione di Del Prete Antonio

Terzino sinistro della Lupa Roma, 21 anni

La follia nel calcio: Triestina Asylum Project

Quando è entrata a far parte del campionato di Serie C del progetto, in molti si sono domandati quale fosse lo scopo di un’iniziativa simile. Attuare un servizio di recupero sociale attraverso lo sport non rappresenta una novità, ma lo è se il contesto nel quale viene attuato è di livello professionistico. Ci stiamo ovviamente riferendo alla ” Triestina Asylum ” o ” Tristina “ come cinicamente viene chiamata nell’ambiente. La squadra, composta per lo più da criminali affetti da disturbi mentali, è attualmente penultima in classifica ed alterna buone prestazioni a cali di concentrazione clamorosi. La nuova proprietà, insediatasi a metà campionato, si dichiara ambiziosa e sta cercando attraverso il duro allenamento e al lavoro del proprio direttore sportivo, Mariano Pizzuti, detto Potter, di risollevarsi dalla posizione attualmente ottenuta.  Tanti sono i dubbi circa le modalità attuate dal management del progetto e proprio per rispondere a queste domande abbiamo deciso di contattare direttamente la presidenza, rappresentata dal dr. Yuri Monti, per poter richiedere un incontro. Con una certa sorpresa abbiamo ricevuto piena disponibilità e siamo riusciti ad ottenere un’intervista a cui hanno partecipato anche due giocatori della squadra, ovvero Valerio Giuseppini, difensore centrale della formazione e Andrea Belli, terzino sinistro. In pochi lo sapranno ma la squadra tiene i suoi allenamenti e la sua preparazione all’interno di un carcere, un luogo in cui i calciatori possiedono anche un alloggio permanente nel quale poter continuare a scontare le proprie pene. Arrivati dunque alla struttura non abbiamo potuto non notare il clima un po’ macabro della stessa; l’effetto è di base estraniante e da subito ci lascia perplessi. Veniamo invero accolti con molta cortesia da una delle guardie, che ci dà il benvenuto e ci accompagna subito verso l’ufficio nel quale si terrà tutta l’intervista. Ci ritroviamo perciò a percorrere un corridoio in disuso dove le celle che lo costeggiano sono vuote e pulite e il silenzio sembra essere irreale. L’unica cosa che riusciamo ad ascoltare sono i rintocchi dei nostri passi ed difficile non pensare a come, ogni Lunedì e Mercoledì, i soggetti internati all’interno delle mura si giochino poi i 3 punti necessari a scalare la classifica di serie c. Arrivati all’ufficio troviamo il presidente e i giocatori ad aspettarci. Il Dott. Monti ci saluta con la sua solita maschera da Clown e ci presenta uno ad uno gli intervistati. Non abbiamo purtroppo il piacere di conoscere di persona il Ds nonché seconda presidenza della società, ovvero il già citato Dott. Potter, che ci viene detto essere particolarmente impegnato nella gestione delle economie dell’azienda. Inutile nascondere una certa inquietudine iniziale; il clima infatti è degno di un horror e dalle finestre filtra molta poca luce. A questo si aggiunge un clima di tranquillità che sembra però irreale, quasi indotto. Preso dunque posto e preparata ogni cosa per poter cominciare l’intervista, partiamo proprio dal presidente della Triestina.


Buongiorno Presidente, innanzitutto la ringrazio per la disponibilità. Passando subito alle domande, come è nata l’idea di acquisire la triestina?
 
Buongiorno a lei signor Cicchinelli asd, lei ha davvero un bel coraggio a venire qui lo sa? Non lo farebbero in molti ed io apprezzo i coraggiosi, ma stia attento che a volte il troppo coraggio è sintomo di stupidità, asdasdasd. Per rispondere alla sua fastidiosa curiosità; Trieste aveva un ex ospedale psichiatrico ormai in disuso, sito in una grossa area con padiglioni e altre cose che potevano esserci utili, abbiamo pensato di ristrutturarlo e di farci un bel campo da calcio, portando qui i peggiori criminali e psicopatici provenienti da varie parti d’italia. Così nasce l’Asylum.

Si fa un gran parlare del fatto che lei indossi costantemente una maschera da Clown, da cui deriva anche il suo soprannome, Clownz. Come mai questa scelta e perché proprio questo soggetto ?
 
Mettiamo subito in chiaro una cosa; vuole essere mio amico ? Allora non pronunci mai più la parola CLOWNZ senza la Z finale, io non sono un pagliaccio da due soldi, sono IL CLOWNZ e la cosa capisce bene che è ben diversa HAAASDasdasd. E ricordi bene una cosa, SIGNOR CICCHINELLI! Io non indosso una maschera, io sono la maschera!

Il progetto Asylum si prefissa il recupero di criminali affetti da disagio mentale, ecco, ci può spiegare in grandi linee quali sono i metodi, i percorsi e le prospettive che riservate ai vostri internati ?
 
Metodi? Percorsi? Prospettive asdasd? Li raduniamo tutti insieme, gli diamo una palla e preghiamo che nessuno ci lasci le penne, le basta ?

In questo momento la squadra gravita al penultimo posto della classifica ma avete sempre dischiarato una certa ambizione in quanto a risultati. Com’è il clima con i suoi collaboratori e come valuta il vostro operato fino a questo momento ?
 
Guardi qui tocca un tasto piuttosto dolente; forse lei non lo sa ma l’allenatore del Crema era il mio mister qui a Trieste, e per questa spiacevole vicenda io non ho ancora avuto modo di sfogare la mia rabbia, avrei voglia di spaccare un bel visino…asdasd…ma oggi sarò il Clownz buono e le risponderò. Il nostro operato fin ora è stato deludente, non siamo riusciti ancora a far capire a quella feccia che voi chiamate giocatori che questo è calcio e non una rissa da saloon, quest’ anno speriamo di arrivare almeno al quartultimo posto, ma vi posso garantire che il prossimo anno, l’ Asylum sarà nei primi posti a combattere per la promozione asdasdasd, ovviamente se i ragazzi saranno ancora tutti vivi. ringrazio comunque il Ds Pizzuti e il nuovo mister Fulco, anche detto lo sceriffo, che mi supportano e sopportano asdasdasd.
 
Passando a lei Sig. Belli, nell’ambiente la chiamano fallani, da dove viene questo soprannome?
 
Il nomignolo che oramai fieramente porto da almeno 2 decadi mi fu rifilato dal Jullare e Valerio…Trattasi di un personaggio scroccone in un doppiaggio di Ruffini ( Comico televisivo, ndr. )
 
Ci descriva un po’ le sue caratteristiche o quelle a cui pensa di essere più portato. C’è un giocatore a cui sente di ispirarsi?
 
Sportivamente parlando sono un campione olimpico di sbornie che si sta disintossicando in questa struttura.
 
Com’è il rapporto coi suoi compagni e con il mister? Sente la fiducia della squadra nei suoi confronti ?
 
Sento la fiducia maggiormente dello psicologo e dei miei compagni di cella, ma non vi dirò chi sono perché mi picchiano di notte.
 
Molto bene…e per quanto riguarda lei Sig. Gritino, anche da lei vorrei un commento sul suo soprannome se possibile?
 
Il mio soprannome è semplice, bello e simpatico da pronunciare! È d’impatto, facile da ricordare ed è un rafforzativo della parola “cretino”… In realtà è solo perché sono talmente stupido e dislessico che non riesco a dire “cretino” e mi esce fuori “Gritino”!
 
Secondo lei qual è la caratteristica principale che deve avere un buon difensore centrale? Quali sono, secondo lei, i giocatori più forti visti in questo ruolo?
 
Un buon difensore deve essere stronzo, forte, potente e deve immedesimarsi nel pensiero dell’attaccante per cercare di anticipare le sue mosse… Sin dai miei primi anni di vita non sono mai riuscito a capire il mio di cervello, ma entrare in quello degli altri mi resta decisamente più facile! Ma ci sono altre persone che fanno i difensori centrali nel progetto?! Pensano tutti a stare davanti alla porta cercando di segnare! Nelle poche partite che ho giocato, oltre ad aver già sdraiato tante persone ho segnato 2 gol, potrei dire che sono io il più forte ma non vorrei sbilanciarmi o potrei ottenere due settimane di cella d’isolamento…
 
Come centrale di difesa lei si trova spesso a fare i conti con molti bomber di razza. Cosa pensa in quei momenti, quando deve marcarli o togliere loro il tempo di reazione. Come agisce?
 
Ha mai provato a correre dietro ad un maiale impazzito pensando che ti farai il suo bello stinchetto al forno con le patate da li a poche ore?! Penso a questo! Infatti gioco sempre con una bustina di Ariosto nascosta nel calzettone!
 
Ora passiamo alle domande generiche. Saranno le stesse per tutti voi, un po’ come fosse un’intervista a tre. La prima curiosità che io ed i nostri lettori hanno è la seguente: cosa vi piace fare aldilà dello giocare a calcio? Ci sono interesse per i quali vi sentite portati o che vi aiutano magari a concentrarvi nel vostro percorso?
 
CLOWNZ: Si fidi di me, lei non vuole che io risponda a questa domanda!
 
FALLANI: Mmmhh cosa mi piace e mi aiuta oltre al calcio… 3 dosi di asdasd al di e sfogarmi maltrattando e offendendo Mr #Fulcout.
 
GRITINO: Ho tante passioni ma tante tante… Però finisco sempre per non fare niente e a dire solo cazzate… quando non sono chiuso nella cella di isolamento… Mi concentro sulle parole che mi dissero il mio Ds ed il Presidente per convincermi a giocare, “se diventi un calciatore famoso poi se scopa! “
 
Quali sono le vostre prospettive di vita? Cosa pensate di fare una volta che sarete riabilitati, ci avete già pensato ?
 
CLOWNZ: Spero di svegliarmi domattina … Asdasd.
 
FALLANI: Uscireeee??? Sono matto mica stronzo!
 
GRITINO: Voglio comprarmi uno chalet di montagna, andare a pescare nei torrenti, nei laghi, e vivere il mio isolamento, non quello dell’asylum! Voglio stare in pace, non dire più cazzate ma pensare solo a tutte quelle dette in questi anni.
 
Cosa avreste fatto se non questo? Avete ricevuto altre proposte per quanto riguarda il percorso riabilitativo o avresto voluto intraprendere un’altra carriera rispetto a quella del calciatore?
 
CLOWNZ: Sarei stato qualcosa di molto più pericoloso di quello che sono attualmente.
 
FALLANI: Mi scusi egregio Cicchinelli ma ho lottato per arrivare qui dentro! C’era una fila che manco alla posta il giorno delle pensioni! Da ex alcolista in lenta ripresa le direi cosa vuoi di più dalla vita?
 
GRITINO: Non ci ho mai pensato… sono nell’asylum da tanto tempo, non so cosa avrei potuto fare… Forse il coglione in televisione o al cinema, magari accanto a Boldi e De Sica in qualche cinepanettone!
 
Capitolo delicato: l’amore. Siete fidanzati o avete qualche anima affine che vi aspetta?
 
CLOWNZ: Lei aspetterebbe uno come me ? Signor Cicchinelli! HAAAASDASDASD
 
FALLANI: Amore? É una guerra persa…AMIR non mi vuole.

GRITINO: Ho una compagna che da anni mi è vicina e sostiene di assecondarmi ed aiutarmi… In realtà penso sia più pazza di me! E’ la classica persona che a primo impatto pensi “che carinaaaa! quanto è dolce, educata, sofisticata ma allo stesso tempo semplice!” Dopo due giorni capisci che è un potenziale serial killer, fredda e spietata come un sicario! Viso pallido e sguardo perso nel vuoto…
 
Siamo praticamente alla fine di questa intervista, a cui vi ringrazio di aver partecipato. Volevo, se fosse possibile, proporvi un piccolo e assolutamente innocuo test. Vorrei sottoporvi tra immagini prese da un test di Rorschach e chiedere ad ognuno di voi cosa vede all’interno di ognuna delle tre figure. La cosa non ha alcun fine o valore scientifico ovviamente, non essendo laureato in nessuna delle discipline inerenti a questo esame, ma ho pensato, dato il contesto, che fosse interessante potervi chiedere questo sforzo. E’ possibile  ?
 
CLOWNZ: Lei vuole che io faccia il giochino delle immagini ? Forza giochiamo pure…

Viene mostrata la prima immagine:

CLOWNZ: In questa ci vedo una zucca di Halloween con delle orecchie asdasdasd.

FALLANI: Questo è un giullare che ride e si fa beffe di me.

GRITINO: Il simbolo della Dainese ubriaco.

Viene mostrata la seconda immagine:

CLOWNZ: In questa una donna che si guarda allo specchio.

FALLANI: Sono sicuro, sono i lividi sulla mia schiena.

GRITINO: Una fettina di emmenthal tagliata a cazzo.

Viene mostrata la terza immagine:

CLOWNZ: IO QUESTA NON LA COMMENTO ! NON È SPECULARE ! MI DA FASTIDIOOOOOO.

FALLANI: Questa è una bozza della tattica del nuovo mister.. Lui la chiama Beowulf. Ma secondo me si è solo soffiato il naso su un fazzoletto e vuole far vedere che ci capisce qualcosa..

GRITINO: Una pizza funghi e salsiccia.


Le strade del progetto 2

Il Debutto: Triestina Asylum – Crema 


” Contrasto perso per Cicchinelli,

che sembra aver perso la bussola dopo un primo tempo

tutto sommato discreto. ” 

Il debutto non era stato certo dei migliori. Aveva atteso da tanto quel momento e forse questo gli aveva tirato un brutto scherzo. L’ansia e lo stress si erano in effetti fatti sentire, e il risultato non aveva facilitato le cose. Mentre era sul campo pensava ” dobbiamo farcela, deve esserci un modo per svoltare la partita a nostro favore “, ma gli avversari sembravano in giornata ed avevano quel qualcosa in più che non si riesce a decifrare. Alla fine non era riuscito a dare il suo contributo, non come avrebbe voluto. Nel primo tempo, con la partita ferma sul pari, sentiva le gambe abbastanza sciolte, come se fossero sempre pronte per uno scatto  o una lunga cavalcata lungo la fascia ma la Triestina Asylum si era in effetti rivelata una squadra piuttosto arcigna e i suoi giocatori molto difficili da gestire. Nonostante l’impegno la squadra si era fatta schiacciare nella propria metà campo e non riusciva ad attuare il gioco richiesto dal proprio allenatore. Nel secondo tempo il copione non era cambiato e al 54′ tutto era cambiato. Espulsione per Garbati e squadra in dieci. Non ci volle molto per il goal: al 60′ azione manovrata degli avversari e palla in rete da parte di Helm Street. Ne sarebbero arrivati altri due a soli sei, con Bizzarri, e dodici minuti di distanza, con Gharaba. Improvvisamente le energie erano venute meno, sostituite da un nervosismo di fondo che gli aveva impedito di reagire con lucidità. E più il tempo passava più la rabbia montava. A nulla era valso il goal della bandiera al 94′. La sconfitta era stata netta e Valerio non era affatto contento per come aveva giocato.  


” Finisce 3 a 1 una partita dominata dalla Triestina Asylum. Passo falso del Crema invece, che dovrà probabilmente intervenire sul mercato per colmare le lacune mostrate questa sera. ” 
 

Nello spogliatoio si respirava l’aria della sconfitta, ma non c’era pessimismo. Guardandosi attorno, le facce dei compagni erano quelle di chi sa che la situazione migliorerà, che la partita appena trascorsa era solo il primo tassello di un percorso di crescita. Valerio era arrabbiato con se stesso, dalle tribune era partito qualche fischio e si era reso conto di essere stato il peggiore in campo. Il mister Alessandro prese la parola:  << Ragazzi miei non vi preoccupate. Abbiamo impostato una partita abbastanza accorta, dove fare molto pressing, in un centrocampo con una discreta densità, giocando poi sui lanci lunghi per la punta e gli esterni. Andava anche bene con la Triestina, ma dopo un primo tempo giocato alla pari, l’espulsione di Garbati ci ha messo in difficoltà. Ora pensiamo alla prossima partita con l’Alto Adige. In questi giorni dovrebbero arrivare anche altri innesti per aumentare le rotazioni. Vedrete che saremo molto più competitivi. Forza Crema! >>


” Cosa penso della partita dice ? Uno scempio! Sono delusissimo.  Tutto il progetto ci guardava e noi ci siamo fatti mettere sotto dal Crema. Loro un cartellino rosso e noi? noi? Dovrò fare un bel discorsetto ai ragazzi HAAAsdasdssd. La vittoria dice ? LEI QUESTA ME LA CHIAMA VITTORIA ? ” 
 

Su queste ultime parole il presidente della Triestina Asylum, tale Yuri Monti detto Clownz per via della maschera che usava indossare, si era voltato e aveva cominciato a ridere e a parlare da solo, come se ci fosse qualcuno nella sua testa. Valerio era incredulo. Aveva sentito delle voci circa lo strano comportamento dei membri di questa squadra, ma non aveva immaginato l’entità della cosa. Quelle dichiarazioni comunque, così folli, lo avevano in qualche modo sollevato dal senso di colpa. Sapeva in cuor suo che prima o poi si sarebbe ripresentata l’occasione per pareggiare il conto. Avrebbe speso ancora più impegno per potersi migliorare e sapeva che anche i suoi compagni lo avrebbero fatto. Glie lo aveva visto negli occhi. Anche il mister, per quanto dispiaciuto, gli aveva trasmesso questa sensazione. Aveva dato loro la netta impressione che quello sarebbe stato soltanto l’inizio, un passo falso che avrebbero sistemato, solo il primo tassello di un percorso in crescita ricco di soddisfazioni.

Le strade del progetto 1

L’inizio: l’arrivo al Crema.

” Papà, mi ha chiamato il Crema! “

Era una delle prime giornate di sole di un Gennaio confuso e grigio. Valerio era in agitazione per quella che sarebbe potuta essere la sua ” sliding door “, il passo voluto e cercato con impegno e dedizione: il calcio professionistico. Il Crema infatti si era dimostrato interessato ad acquistarlo ed il colloquio avvenuto nelle giornate precedenti si era rivelato di buon auspicio. Data la sua età lo aveva accompagnato suo padre, il suo ” agente ” come lo si potrebbe definire, il primo dei suoi tifosi e il primo dei suoi maestri. Era lui che gli aveva trasmesso la passione, lui che gli aveva insegnato a dare i primi calci al pallone, ad allenare il controllo, a calciare di collo, a non esagerare nei contrasti e a non innervosirsi troppo davanti ad un avversario più esperto e più bravo. E tutto questo lo aveva portato a quest’attesa, questo momento quasi fermo nel tempo, che adesso sembrava non scorrere più. La chiamata era stata breve o almeno così gli era parso. Il Crema aveva deciso infine di farlo entrare nel proprio organico e aveva già fissato la presentazione per il giorno dopo. Era dunque arrivato anche il primo contratto, dove oltre allo stipendio si vedeva riconosciuto tutta una serie di bonus in base alle prestazioni. Era accaduto tutto così velocemente che Valerio faceva fatica a capire se quello fosse un sogno o meno. In men che non si dica eccolo seduto al tavolo di fronte ai giornalisti del corriere locale. Di fianco tutta la società: presidente, direttore sportivo e mister. I cronisti spendevano le proprie domande cercando le motivazioni dietro l’acquisto e talvolta, maliziosamente, instillando da subito dubbi circa l’utilità del giocatore per la squadra. Era diverso dal vedere le conferenze su youtube, strano e spiazzante trovarsi al centro di tutta quell’attenzione. Ma era stato accolto nel migliore dei modi dai suoi compagni e mister e ds lo avevano tranquillizzato e fatto sentire subito a suo agio.

Ora era tempo di dimostrare che non si erano sbagliati, tempo di ripagare la fiducia da loro investita. Con ancora l’adrenalina a mille, il primo allenamento fu approcciato con la massima intensità possibile. Davanti a loro una sfida importante, la Triestina Asylum, squadra già rodata all’interno della serie C e composta da elementi esperti e determinati. I suoi compagni gli avevano accennato qualcosa circa lo spirito di questi avversari, sregolati nell’aspetto e con una sfumatura ” folle ” nel gioco. Non gli interessava: chiunque avesse trovato davanti a se, lui avrebbe dato tutto, cercando di fare bene senza mai perdere la concentrazione. Magari nel tempo sarebbe potuto divenire un leader, magari avrebbe potuto trascinare la squadra dimostrandosi un cardine della formazione. La vanità è un peccato facile da contrarre e a 16 anni si ha la sensazione che tutto sia concesso e possibile. Aveva cercato di impressionare il mister ed evidentemente ci era riuscito: avrebbe giocato titolare. Esordio dalla prima partita, una cosa che accrebbe ancora di più la sua convinzione. Non aveva potuto approfondire troppo i concetti dettati dal proprio allenatore, ma si sentiva carico e pronto alla partita.

A.C. Crema PG – Si Parte con la Rosa!

L’A.C. Crema nel Progetto Gaming è divenuta realtà da pochi giorni.
L’entusiasmo è grande, le prospettive rosee e lo staff da subito si è messo all’opera per costruire la rosa di partenza per affrontare il campionato.
Trattandosi di una società di serie C (per la precisione milita nel girone A), da regolamento dovrà tesserare 15 giocatori.

I primi cinque sono già arrivati: si tratta del portiere, ex Salernitana, Gabriele Colombi; il secondo invece è il giovanissimo Biagio Garbati, centrocampista incontrista, che si è gettato nel mondo del Progetto Football Manager con entusiasmo, pronto a dire la sua nella squadra che sarà allenata da Alessandro Pironti.

Subito dopo la società ha depositato il contratto di Valerio Cicchinelli: il Direttore Sportivo Alberto De Donatis ha ottenuto la firma, ed il ruolo del neo-tesserato sarà quello di jolly su entrambe le fasce, dove come un treno si occuperà di fare il terzino “tutta corsa”.

Gli ultimi due innesti della “prima ora” sono scaturiti da lampi di mister Pironti, che ha chiamato Antonio Pezzino e Piero De Bartolo alla corte del presidente Enrico Zucchi.
Pezzino è una punta che sa ricoprire a dovere il ruolo di ala sinistra; De Bartolo è un difensore veloce e duttile.

L’esordio del Crema non è stato dei migliori. La squadra ha affrontato infatti due società “umane”, inserite da più tempo nel Progetto FM, come il Monza e la Triestina.

Partendo da zero, con cinque tesserati e una rosa ancora in fase di creazione, era difficile fare risultato. Quindi sono stati due test che aiuteranno la società a comprendere in che mondo si è immersa, e servirà da “terapia di impatto” propedeutica per ricordarsi che il Progetto FM è un “gioco serio”.

Ma trattandosi di un gioco, l’entusiasmo sarà un carburante vitale per i risultati che sicuramente verranno.

Milan; meriti ancora questo inferno?

Ore di fuoco quelle che avvolgono il Milan in questi giorni.

Di qualche ora fa la notizia secondo cui Fabio Bicocchi, il DS incaricato dagli admin di ricostruire e compattare un gruppo sfasciato dagli effetti di “Serveropoli“, abbia lasciato il suo ruolo di comune accordo con la presidenza ad una manciata di giornate dall’apertura del mercato invernale S4.

Finora il mercato del Milan, gestito dal presidente/allenatore Giamberduca e supportato da Bicocchi, ha generato un profitto di €2.050.000,00, grazie alle cessioni di Zirattu alla Juventus €3.000.000,00 e di Massessi al Progetto Gaming per 2.000.000,00. Con un re-investimento nel mercato di €2.950.00,00 per l’acquisto di Giamberduca giocatore, Godino e Di Gaetano. Da non dimenticare il prestito al Locri di Bonanno, personalità forte ed ex capitano del Milan fino ad S3.

Si vocifera di parte dello spogliatoio spaccato e che non abbia preso bene le dimissioni di Bicocchi, con alcuni elementi importanti della squadra che indichino l’attuale dirigenza rossonera di mancanza di rispetto per il lavoro svolto dal Direttore Sportivo ravennate.

Qualcuno lamenta la tossicità del clima presente a Milanello, con alcuni giocatori che potrebbero covare l’idea di lasciare l’ombra della Madonnina per accasarsi in squadre più tranquille e che vivano il gioco come tale e non con pesantezza.

L’impressione che si ha dall’esterno è di un atteggiamento da “sergente di ferro” del patron Giamberduca, che per riportare il Milan dove merita non si fa scrupoli di inemicarsi qualche colonna portante della squadra.

Considerando però che un insieme di persone non è sempre considerabile una “squadra” e che se su 20 giocatori passa la voglia di giocare a 15, la strada intrapresa è palesemente errata. Un giocatore scontento, che non crea contenuti di sua spontanea iniziativa, ci mette un attimo ad inattivarsi, crollare nelle mentali e di conseguenza diventare un “fantasma” in campo. Senza contare che sul lungo termine potrebbe aumentare il divario con le società “sane” che accumulano stagione dopo stagione premi attività dalle classifiche live e dai bonus attività di fine stagione.

Quello che in molti non capiscono è lo spirito su cui si fondano le società “modello”. Squadre come Torino, Genoa, Napoli, Lazio, Cremonese sono dirigenze nate dalla complicità dei suoi componenti. Pensiamo ad esempio all’affinità delle coppie Di Stefano-De Donatis, Sedda-Deidda, Michelini-Pattarozzi, Campagna-Guillaro, Ponticelli-Roberti-De Michele. Sono tutte persone che una volta conosciutesi in gioco hanno cercato di fare un passo in più non per vincere ad ogni costo, ma per allargare l’esperienza del divertimento, cementando le fondamenta delle dirigenze sulla leggerezza della filosofia di gioco.

Ognuno di noi ha già i suoi problemi nella vita, da chi non arriva a fine mese, a chi combatte con disabilità che ci condizionano il quotidiano, a chi è appena uscito per miracolo da un percorso che avrebbe potuto portarlo ad una dipartita prematura. Ma il Progetto Football Manager serve a questo; a divertirci, svagarci, farci interpretare un ruolo che amiamo e che ci appassiona. Se la passione viene meno, allora, avremmo perso. Avremmo perso perché saremmo stati capaci di inondare con superbia ed egoismo un gruppo che si basa sul gioco di squadra e il piacere di vincere di gruppo.

LUCA INVERNIZZI: UN LEADER ALLA CORTE DELLA CASERTANA

Non mancano soprese per il calciomercato invernale, che è quasi alle porte: una di questa è il passaggio del portiere Luca Invernizzi dal Pg alla Casertana.

Invernizzi è un volto storico, sia del progetto che della squadra, e dopo tanto tempo ha deciso di lasciare la squadra di Alessandro Pironti.

Ai nostri microfoni ha parlato della sua scelta: “Beh, principalmente mi piaceva l’idea di caratterizzare il personaggio, che ormai inizia ad avere 30 anni suonati, e fargli fare una scelta di fine carriera. Una piazza in cui può essere leader, dei giovani a cui fare da mentore e una nuova sfida. Una scelta di caratterizzazione, prima di tutto. Per farlo serviva una persona che sapesse gestire la cosa con serietà e propormi un gruppo divertente come quello del Pg. E qui penso di aver trovato entrambi”.Per Luca la sua esperienza, sia al Pg che nel gruppo in generale, è stata positiva. Come possiamo dedurre dalle sue parole: “Tanto divertimento, prima di tutto. E poi. in termini del mio giocatore, una carriera di successo. Con la soddisfazione di aver visto crescere la squadra dagli ultimi posti in classifica fino alle vette”. Faccio parte del gruppo iniziale del gioco, ne ho visto tutte le fasi. All’inizio c’era la voglia di fare di Ale e Filippo e poco altro. Han fatto un lavoro enorme. Siam passati da 3 memini in croce a una organizzazione veramente enorme, che fa divertire tantissime persone. E io posso dire di essermi divertito sempre. Sia nel gruppo sia poi quando ci si è trovati dal vivo. Una gran bella realtà.”

Abbiamo avuto anche la possibilità di parlare con il presidente della Casertana, Pier Gaetano Fulco, al quale abbiamo chiesto il motivo per cui abbia puntato su Luca, ecco le sue parole: “Diciamo che “L’appetito vien mangiando”: in una chiacchierata davanti ad un caffè (in chiusura di un’abbuffata pantagruelica fatta dal sottoscritto, con Alessandro che fissava perché pare sia a dieta) si è parlato di mercato, ed il buon Alessandro mi ha detto di voler dare una buona collocazione a Luca Invernizzi in vista di altri movimenti di mercato. Trovandomi nella condizione di voler cedere Antonio Genchi, il nostro portiere storico, che da buon appassionato del Bari l’ho mandato a trovare nuovi stimoli proprio in Puglia, nel vedere il profilo di Luca ho capito che sarebbe stato buono.E quindi in cambio della cessione di un nostro gioiello (Andrea Bazzani, centrocampista) che così si gioca l’occasione di militare in A col Progetto Gaming, mi sono assicurato un portiere esperto, capace e di categoria superiore, per blindare un reparto e lottare per raggiungere la serie B. Di Luca mi han convinto non solo le caratteristiche tecniche e la sua storia nel progetto, ma anche una telefonata di dieci minuti in cui mi è sembrato un giocatore sano e simpatico. Ed è importante, per l’ambiente, che sia così”.

Inoltre il presidente Fulco, ha avuto l’occasione di parlarci anche della sua acquisizione della Casertana: “Sono Presidente della Casertana dalla stagione 3, quando siamo state una delle prime società di C a passare dai giocatori fuffa a quelli seguiti da utenti iscritti. Essendo di Caserta, vedendola libera, ho accettato la proposta di altri due amici (miei concittadini) e l’abbiamo acquisita.  E’ capitato quasi per caso”.

Tra non molto Luca conoscerà i suoi nuovi compagni, e noi dello staff gli auguriamo un grandissimo in bocca al lupo.

Il Drink cede al Bari, il commento di mister Pennisi

Buonasera mister. Difficile parlare dopo una sconfitta del genere. Secondo lei, qual è stato l’ingranaggio negativo che ha generato la serata storta?
Buonasera, probabilmente ancora dobbiamo ingranare dal punto di vista tattico, sono sicuro che col tempo miglioreremo e andrà tutto bene.

Pensa che il risultato sia giusto o avreste meritato di più?
Per come abbiamo giocato il secondo tempo abbiamo meritato la sconfitta. Primo tempo giocato bene e meglio del Bari, nel secondo tempo non siamo mai scesi in campo, quindi complimenti al Bari, che in dieci ha giocato molto meglio di noi.

La coperta forse è un po’ corta in difesa. Chiederà rinforzi precisi alla dirigenza?
È vero, in difesa siamo un po’ corti e con una squalifica o un infortunio siamo già in emergenza ma, vedremo. Lavoro con quello che mi concede la società.

Da dove ripartire in vista della prossima sfida?
Con più cattiveria e più determinazione, c’è tanto da lavorare. Sicuramente devono arrivare i goal degli attaccanti, che arriveranno già nella prossima partita, ne sono certo.
Forza drink!

Diego Spezzacatena

Pennisi si presenta: “Dimostrerò di essere l’uomo giusto per il Drink”

Buongiorno mister e benvenuto al Drink Team. Che emozioni prova in questo momento?
Buongiorno, la ringrazio. Sono molto emozionato di allenare uno dei club più vecchi del progetto.

Perché pensa di essere stato scelto lei tra tanti?
Probabilmente hanno pensato che io sono la persona giusta per questa squadra e voglio dimostrare a tutti che lo sono.

Cosa vuole dare a questa squadra di suo?
Voglio portare allegria, grinta e determinazione. In campo dobbiamo divertirci e far divertire.

Che stile tattico assumerà?
Sono tanti i moduli che potrei utilizzare, sicuramente vogliamo giocarcela sempre e vogliamo giocar bene.

Cosa vuole dire ai suoi nuovi tifosi? Spero solo ci sostengano sempre perché noi in campo daremo sempre il massimo.

Diego Spezzacatena

Trojer racconta il suo addio al Drink Team

Buongiorno mister. Allora, siamo qui per raccontare del suo addio al Drink Team, per molti inatteso ed improvviso.
La prima domanda è quasi ovvia, scontata: perché ha lasciato gli irlandesi?

Ex mister , ormai sono disoccupato (Ride NDR). Mi son sentito in dovere di farmi da parte per il poco tempo che stavo dedicando alla squadra, i ragazzi meritano il meglio ed in questo momento non ero in grado di darlo. Per loro è stato un fulmine a ciel sereno perché non ne avevo mai parlato, ma già ci riflettevo da un po’
In futuro spera di tornare sulla panchina del club di Ballarini?

Se dovessi riuscire a ritagliarmi lo spazio necessario , perché no. D’altronde mi son divertito molto, chissà. Sono sicuro che Ballarini sente la mia mancanza , quindi potrebbe succedere (Ride NDR)
A prescindere dal Drink, un giorno tornerà ad allenare un club in generale?
Cosa conserverà più gelosamente nel cuore di questa esperienza?

Il rapporto che ho instaurato con i ragazzi, sicuramente. Ce ne siamo dette di tutti i colori, Da “urbano maiale ” a “Trojerout” e tanto altro ancora. Non siamo stati una squadra, ma una piccola grande famiglia . Non posso fare altro che ringraziarli tutti
Cosa sente di dire in maniera spontanea a tifosi e giocatori?

Gli auguro di vincere finalmente lo scudetto che tanto aspettano

Diego Spezzacatena