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Nuovo DS per Fiorentina e Pescara

La Fiore fucina di nuovi DS

Quando la Fiorentina deve affidarsi a un nuovo DS, sceglie sempre di lanciare dei novizi per favorirne l’affermazione, di questa scelta e di molto altro ne abbiamo parlato con i presidenti Angela Iadicicco e Daniele Pusceddu e con il neo-DS Alessio Rossiello.

Angela Iadicicco e Daniele Pusceddu cosa vi spinge a investire sui nuovi DS?

Angela: Io penso che bisogna sempre dare un’opportunità a tutti: è giusto formare persone nuove in modo che queste entrino nel meccanismo del progetto al 100%. Così crescerà anche il progetto stesso. Mi piace trasmettere quello che io stesso ho imparato, avendo come esempio Deidda, Conte, Benedetti.

Daniele: Investiamo sui nuovi ragazzi soprattutto per farli appassionare al progetto e per crescere all’interno di esso.

Rifareste tutte le scelte societarie che avete fatto o cambiereste qualcosa della vostra esperienza alla Fiorentina?

Angela: Io non sono pentita delle scelte fatte, perché sia quelle positive che negative hanno insegnato qualcosa. Le cose negative aiutano più di quelle positive. Magari cercare Terzo, sempre se fosse stato libero, per la panchina della Fiorentina, dopo le dimissioni di De Giosa nella stagione 4, ma non è stato così, ed è giusto che le cose abbiano fatto il loro corso.

Daniele: Penso che mi muoverei con più calma adesso che ho immagazzinato una buona esperienza ho una visione più ampia nel progetto.

Cosa deve saper fare un DS per essere considerato un BUON DS?

Angela: Fare il DS non è facile, ma non è neanche difficile. Devi impegnarti, ma ciò non vuol dire che ti ruberà tempo. Con il nuovo bilancio ci sono delle scadenze, ma se fai le cose come si deve, non arrivi al giorno della scadenza che devi compilare tutto. Devi avere stima e rispetto verso gli altri DS, senza provare a fregarli. Devi avere attenzione per la squadra, esserci per essa, motivarla e controllare se c’è qualcosa che non va. Insomma non è solo vendere un giocatore a 4 Milioni o comprare il top player. Siamo una community e il fattore umano conta parecchio.

Daniele: Per me un buon Ds deve avere in primis la voglia di mettersi in gioco, socializzare, saper contrattare, avere spirito di iniziativa e avere l’ambizione di far crescere la propria squadra.

Cosa vi ha fatto scegliere Alessio? Cosa spicca in lui?

Angela: In realtà lui già si propose la prima volta che cercavamo un DS, ma alla fine la spuntò Aruta, anche perché Rossiello non aveva ancora il patentino. Adesso abbiamo puntato su Alessio perché mi sembra una persona intraprendente e che si impegna tanto. L’ho visto coinvolto e pronto a buttarsi in questa nuova avventura

Daniele: Quando uno si propone come DS è già una cosa positiva, perché essendo uno dei ruoli più difficili del progetto bisogna in primis aver voglia di farlo, poi avere come detto prima spirito d’iniziativa. Lui ha avuto entrambe le cose.

Io sono sempre stato dell’idea che nel Progetto ti diverti se ti impegni nel Progetto, Alessio Rossiello la pensi anche tu così?

Alessio: Sono d’accordissimo sulla cosa, anche perché la trovo una cosa abbastanza inutile essere utenti passivi. Una volta che si è nel gruppo, uno deve sempre cercare di dare il meglio, che hai uno o più ruoli, magari si possono trovare nuove amicizie e allargare anche il modo di vedere una cosa, confrontandoti con altre persone. Quindi sì: uno più si impegna, più si diverte (ovviamente impegni in real life permettendo, a mio avviso il progetto non toglie tempo, quindi si riesce a far conciliare perfettamente le cose)

Alessio Rossiello mi parli di te, del tuo rapporto con il progetto?

Alessio: Tutto iniziò quando non c’era ancora tutta la competizione ed i vari campionati, vedendo il buon Filippo che simulava le partite col Drink Team.

Un giorno, incuriosito, gli chiesi se sarei potuto entrare nella squadra. Venne creata così prima l’Entella e poi il Nac come squadre satellite; da quel momento ci fu il passaggio a Progetto Gaming e quindi la creazione della serie A e il Progetto come lo conosciamo adesso. Sono stato prima portiere della Roma e poi, grazie a Franceschi, portiere del Bologna (colgo l’occasione per salutare tutto il gruppo), e ora mi ritrovo nelle vesti di DS della viola.

Il me nella vita reale rispecchia il me nel progetto:  sono stato portiere di calcio a 11 arrivando in D (quindi con i ruoli ci troviamo perfettamente), la scheda tecnica iniziale combaciava con il mio stile di portiere (ottimo nello specchio della porta, pessimo nelle uscite) e soprattutto altezza e peso sono perfettamente uguali, quindi mi sono ritrovato davvero me stesso nei panni di un giocatore di serie A.

Oltre al calcio ho come passione le varie tecnologie in generale, i computer, fare lunghe passeggiate e lunghi tratti con l’auto… Beh, diciamo le cose che piacciono a tutti i ragazzi.

Inizialmente nel progetto entrai in punta di piedi, poi pian piano feci amicizia con  Trementozzi (primo allenatore avuto), poi con Franceschi (che ho avuto il piacere di incontrare più di una volta dal vivo) e man mano ho visto anche persone della mia città e limitrofe (Terzo è quello con cui ho “legato” di più in quanto ci siam visti in più di un’occasione, poi andando a Milano incontrai Pironti e Ballarini, al raduno a Napoli incontrai Torsello, Aruta, lady Angela, Maiorano, Gambardella, i Fulco’s ed altre persone. Al secondo raduno ho avuto il piacere di rivedere Terzo, Angela, Aruta, Gambardella (e consorte), quindi diciamo che il progetto mi ha fatto scoprire ed incontrare persone splendide che ormai posso definire amici.

Su cosa ti baserai nel momento in cui dovrai scegliere che stipendio dare a un giocatore? Hai già pensato a delle clausole in particolare?

Alessio: Su ciò mi trovi impreparato a dir la verità, ma non mi preoccupo affatto: come prima cosa parlerò con i giocatori per capire che intenzioni avranno, ossia se vogliono essere partecipi di questa avventura o essere semplici spettatori. In base alle loro risposte mi adeguerò di conseguenza.

Sono una persona a cui non piacciono i giri di parole e arrivo dritto al sodo, quindi se un giocatore garantisce attività e la si nota, non vedo il perché non adeguargli in futuro il contratto.

Ovviamente, ci metterò il mio per tenerli attivi e mi metterò a disposizione su eventuali richieste od altro, parlandone anche con i 2 presidenti.

Se c’è dialogo, confronto e serietà da parte di tutti, si potrà andare avanti su tutti i fronti e far crescere la società e conseguentemente la squadra.

Rivolgendoci al Progetto e non solo alla Fiorentina, avete qualcosa da dire alle nuove leve?

Angela: Inviterei chi magari ha intenzione di buttarsi nel ruolo da DS (aggiungo anche presidente, allenatore, MM, giornalista), ma ancora non lo ha fatto, di non preoccuparsi, molto si impara strada facendo. “Nessuno nasce imparato”, recitava un vecchio detto.

Daniele: vorrei motivare soprattutto i nuovi a intraprendere cariche, perché non solo ci si diverte di più ma si dà al progetto modo per crescere. A noi della Fiorentina piace motivare i nuovi (e i vecchi) utenti.