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#sigiocapoveri: Alan Wake’s American Nightmare e Observer

Continua la rubrica dedicata alle occasioni da prendere al volo per continuare a giocare senza spendere un soldo. Questa settimana sull’Epic Games Store troviamo ben due titoli: Alan Wake Nightmare e Observer.

Alan Wake Nightmare

( 17/24 Ottobre ) [ Epic Games Store ]

Shooter/Thriller

Vero e proprio spin-off del gioco principale regalatoci qualche mese fa, questo gioco ci catapulta all’interno di una delle puntate di Night Springs, la trasmissione che ci ha accompagnato anche nel titolo originale, la cui puntata che andremo a giocare farà parte di una stagione scritta proprio dal protagonista, qui alle prime battute come scrittore. Ambientato in una sperduta cittadina dell’Arizona dovremo fare i conti con le mostruosità dell’oscurità, armati di una torcia a pile necessaria per indebolire le malvagie creature e tutta una serie di altri gadget ed armi rinvenibili nel corso dell’avventura. Il gioco in questo senso si pone come uno shooter in terza persona molto più dinamico e meno teso rispetto al capitolo madre, di cui però ritroveremo il gameplay e lo stile assolutamente personale. Ottimo il comparto tecnico, sia sonoro che video, che dona un bel colpo d’occhio e un’ottima caratterizzazione dei nemici. Tutta l’avventura si assesta sulle 4 ore di durata, permettendoci così di godere del titolo in breve. Insomma un’ottima occasione per tornare a gustare le ambientazioni e le tematiche di Mr. Alan Wake.

Observer

( 17/24 Ottobre ) [ Epic Games Store ]

Horror

Avete voglia di un’avventura cyberpunk a tinte horror, dove la storia risulti essere profonda e disturbante? Allora questo è decisamente il titolo per voi. Dagli autori del già importante ” Layers Of Fear “, il polacco Bloober Team, ” Observer ” ci mette nei panni di un detective Cyber-potenziato capace di interfacciarsi con le menti altrui, riuscendo così ad indagare nel loro universo interiore, con tutte le ansie, gli incubi e le paure del caso. Spinto dalla richiesta del proprio figlio scomparso, il protagonista raggiungerà un complesso residenziale in Cracovia dove incrocerà la propria strada con quella di un pericoloso serial killer collegato ad una cospirazione probabilmente più grande di ciò che sembra. Tra sezioni più stealth, alcune investigative e alcune di pura narrativa, il gioco ci accompagna tra il degrado di un mondo ormai schiavo della tecnologia, corrotto da questa e ormai in totale declino. La trama saprà catturare tutta la nostra attenzione, attraverso scelte spesso imprevedibili e per nulla scontate. Aggiungete a questa una buona realizzazione tecnica, soprattutto sul fronte dell’illuminazione, e avrete un prodotto capace di incollarvi allo schermo facendovi sobbalzare e riflettere.

#sigiocapoveri: Surving Mars e Mortal Kombat 11

Benvenuti al consueto appuntamento del #sigiocapoveri. Avete terminato anche l’ultimo gioco regalatovi durante il compleanno? Non avete i soldi per comprare la novità che attendevate da un po’? Siete in astinenza e avreste bisogno di qualche nuovo stimolo senza però poter spendere un euro? Eccoci qua: questa settimana andremo a parlare del titolo riscattabile dall’Epic Games Store e di un’importante promo di fine settimana relativa al mondo PS4 ed Xbox One.

Surviving Mars

[ 10/17 Ottobre ] ( Epic Games Store )

CityBuilder/Gestionale

” Surviving Mars “ è un city-builder fantascientifico ambientato su Marte, il pianeta rosso che già tante fantasie e storie ha stimolato nel corso degli anni. Il nostro compito nel gioco sarà quello di creare e amministrare una colonia che possa garantire la sostenibilità della vita. Armati di pazienza, strategia e un’oculata gestione delle risorse, dovremmo affrontare le asperità dovute all’ambiente e agli eventi climatici del pianeta, facendo evolvere la colonia di pari passo con le scoperte di nuove conoscenze tecniche sbloccabili nel corso della partita. Sarà necessario dunque preoccuparsi di ogni aspetto, dalla distribuzione della popolazione alla sua educazione, dalla difesa dalle meteore fino al trasporto di merci direttamente dalla terra. Nel corso della partita il gioco ci racconterà anche alcune sottotrame interessanti, quel tanto che basta per rendere il tutto più vivo e meno asettico, il tutto supportato da un gradevolissimo livello tecnico, capace di restituirci la giusta impressione circa le atmosfere e le attività svolte dai nostri cittadini.

Mortal Kombat 11

[ 11/14 Ottobre ] ( PS4/ XBOX ONE )

picchiaduro

Un titolo che non ha bisogno di grandi presentazioni, che chiunque, anche solo per il nome, conosce e almeno una volta nella vita ha giocato. Arrivata all’undicesima incarnazione, la serie, che già da qualche anno ha intrapreso un processo di innovazione e cambiamento, ritorna a noi tirata a lucido nel gameplay, che rimane sostanzialmente invariato seppur con qualche differenza che lo rendono ancora più completo e affascinante. Dotato come sempre di una massiccia dose di violenza, il gioco contiene svariate modalità nelle quali spendere il nostro tempo: con una campagna ben scritta, la Krypta, nella quale ricercare oggetti ed elementi atti ad aiutarci nella personalizzazione del nostro personaggio preferito e le consuete torri, Mortal Kombat 11 rappresenta un picchiaduro che non si ferma alla superficie ma che è dotato di longevità e profondità, capace di tenerci incollati al joypad per svariate ore. In questa settimana sarà possibile giocarci gratuitamente attraverso gli store delle relative piattaforme, in una versione completa di tutti i lottatori rilasciati attraverso i DLC finora pubblicati, compreso l’ultimo, quello con il Terminator T-800. Siete pronti per la vostra dose di gore quotidiano ?

Batman: tutta la serie gratis!

Batman Arkham Collection e la trilogia Lego sono disponibili gratuitamente per i giocatori da PC.

Si sospettava già da tempo che i titoli gratuiti messi a disposizione dallo Store Epic Games fossero legati all’ Uomo Pipistrello, ma ora ne abbiamo la conferma!

Per i giocatori da PC, infatti, sarà possibile scaricare tutti e sei i titoli in modo gratuito entro il 26 Settembre.

Inutile dire come l’ Arkham Collection meriti sempre rispetto per la profondità del gioco e di conseguenza può essere una ghiotta occasione per rivivere i capolavori di Rocksteady. Basti pensare che il titolo Batman Arkham Asylum è entrato di diritto nei Guinness World Record come videogioco di supereroi più acclamato dalla critica.

I titoli ricordiamo che sono:

  • Arkham City (2009)
  • Arkham Asylum (2011)
  • Arkham Knight (2015)

Per il pubblico più giovane, invece, la trilogia di Lego Batman è un titolo da non perdere assolutamente.

Batman Arkham Knight Xbox One
Scorcio di Gotham City in Batman Arkham Knight.

Borderlands 3: verso la recensione

Prima di addentrarci nella recensione effettiva di Borderlands 3 che uscirà su Progetto Gaming fra qualche giorno, è importante rispolverare un po’ il passato, che spesso viene dimenticato, accantonato, messo su uno scaffale. Io stesso lo faccio, spinto probabilmente dalle nuove uscite, dalla curiosità dell’ignoto.
Tuttavia, torniamo per un istante al 2009, al primo Borderlands, che si ritagliò una modesta fetta di utenza proponendo elementi mai visti prima di allora. Non soltanto un fps looter and shooter con elementi rpg, ma un gioco in grado di offrire anche un’esperienza online fino a quattro giocatori e a un’esperienza a schermo condiviso. Lì si faceva la conoscenza di Mordecai, il personaggio che utilizzai più spesso in Borderlands, tra cui Brick, Roland e Lilith, che provai poco dopo perché passavo più tempo a videogiocare e a leggere che in compagnia di qualcuno. Venni conquistato dal comparto grafico, che mi lasciò a primo impatto un po’ perplesso, dopodiché compresi il perché.
Mi dissi che poteva essere un bel titolo, uno svago, uno dei tanti. Eppure no, ne ebbi poi la conferma due anni dopo che non si trattava di uno svago. Ma torniamo al presente, per un istante, sia chiaro.

Gearbox è una software house già famosa ai tempi di Brothers in Arms, che giocai su PC nel 2006. Si concentrarono sulla Seconda Guerra Mondiale, che ai tempi di Medal of Honor Pacific Assult e Frontline (prodotti da altre case produttrici) era l’ambientazione di spicco per qualsiasi fps che voleva ritagliarsi uno spazio in uno spaccato già conquistato da Doom.
Quel periodo, almeno per me, fu indimenticabile. Brothers in Arms era divertente, appagante. Gestivi la tua squadra, la facevi muovere da una copertura all’altra, riempivi di piombo i nazisti e correvi, correvi per non essere puntellato da un MG42 verso una coperta che poteva essere un albero o un muretto. Venne pubblicato dalla Ubisoft, che a quei tempi pensava a un titolo che avrebbe, in un certo modo, cambiato il modo di approcciarsi a un open world. Quanti ricordi!
Ma, in tutto questo, Gearbox ha sempre lavorato silenziosamente proponendo titoli longevi, appaganti, di diversa caratura e giusta brutalità. Collaborò nella realizzazione di Duke Nukem Forever nel 2011, che però non ebbe il successo che 2K si sarebbe immaginata né venne apprezzato dalla critica. Divertente e sgangherato, fu notevolmente interessante tornare a vestire i panni di Duke, un eroe che il mondo meritava ma per contrastare gli alieni… Be’, aveva fortemente bisogno. Con tutte le battute a sfondo sessuale del caso, apprezzabili, puntigliose… Un deterrente per rigiocarlo, nonostante la sua pessima ottimizzazione su console.
Ma fu l’anno seguente, il 2012, a essere l’anno di Gearbox.

Borderlands 2 iniziava con un treno sparato ad alta velocità in quel di Pandora, con un comparto migliorato e un cattivo che più cattivo non poteva essere. Tutti ricordano Jack il Bello, il suo “Benvenuti su Pandora, amici”. E io lo ricordo, fin troppo bene. Nuovi personaggi, ovvero: Zero, Axton, Maya e Salvador. Un nuovo albero delle abilità, un inventario meglio strutturato e variegato rispetto al predecessore.

Ricordo il mio personaggio, Zero, uno dei quattro. Su Borderlands 2 il mondo di gioco si espandeva, esagerava, mostrava un level design di tutto rispetto e mirava concretamente su un’esperienza in grado di colmare totalmente alcune mancanze del predecessore. Tutto per aprire la cripta prima di Jack il Bello, che era sempre un passo più avanti rispetto a ogni azione che il nostro personaggio compiva. Indimenticabili le risate, le battute di Jack e Claptrap, del resto dei personaggi, da Roland a Lilith, da Tannis a Sir Hammerlock, da Zed a Marcus. Vinse il GOTY, come il primo Borderlands. Venne riempito di DLC con l’aggiunta di nuove zone dedicate ai due personaggi che proposero successivamente, uno Phsyco e Tina.
Arrivò poco dopo Borderlands: The Pre-Sequel, un intermezzo tra il primo Borderlands e Borderlands 2 ambientato su Elpis, la Luna di Pandora, in cui veniva raccontato da Athena, un nuovo personaggio, di come Jack il Bello divenne lo spietato assassino scapestrato che abbiamo conosciuto. Anche in questo titolo, nuovi personaggi, aggiunte interessanti, trovate divertenti, battute però non al livello del secondo capitolo del brand di Borderlands.

Poi, grazie al lavoro di Telltale Games, arrivò Tales from the Borderlands, un’avventura grafica prodotta con la collaborazione di Gearbox, ambientata anni dopo la sconfitta di Jack il Bello da parte del Cacciatore della Cripta. Diviso in cinque episodi, Tales from the Borderlands si concentra su due personaggi diversi fra loro ma che si troveranno a collaborare: Rhys e Fiona.

Il primo è un dipendente della Hyperion, la seconda una ladra e attaccabrighe. La vicenda raccontata è una miscela di emozioni diverse fra loro, quali meraviglia per l’ottima dote recitativa degli attori scelti per interpretare Rhys e Fiona. La regia, che aumenta a ogni dialogo e scena, è fra le più riuscite in un’avventura grafica proposte da Telltale Games.

La lore in Borderlands è presente. La serie non n’è sprovvista. Non si tratta soltanto di una serie di giochi in grado di offrire delle ore di svago, ma mira a essere originale, caratterizzante in ogni sua scelta, innovativa rispetto ad altre. Borderlands non è un titolo che si prende sul serio ma deve essere trattato con serietà: offre una miriade di ore di gioco, una trama ben sviluppata seppur semplice, si esprime soprattutto nel suo comparto cooperativo. 
Il bottino in Borderlands è importante: la ricerca dell’arma giusta per ogni nemico, che ha le sue vulnerabilità e i propri punti di forza, spinge a migliorarsi. Non è tanto raggiungere il livello 50 la grande sfida, seppure sia appagante; ma saper come aggiornare il proprio armamentario durante il combattimento.
Borderlands non è solo battute, o un comparto grafico cartoonesco. Non è un titolo come gli altri né cerca di esserlo, non ha questa pretesa. Borderlands spinge a divertire, invita a farlo, ti mette nel suo piatto il contenuto su cui puoi approcciarti in qualsiasi modo. Borderlands è libertà, Gearbox lo rilancia e lo fa sottintendere. Borderlands spiega i suoi personaggi, delinea le loro diverse libertà che si collegano alle loro abilità. Il giocatore deve solo scegliere. Chi è per quell’istante, chi può essere in una seconda partita. Chi, perché, come, quando: Gearbox ha risposto, in passato. 

Il quesito che allora mi pongo, alla luce della recensione che uscirà a breve, è una sola: Borderlands 3 risponderà nuovamente a tutte queste domande? Lo farà bene, a sprazzi, o per niente?

Sea of Thieves: set del mercenario a tempo limitato!

Con una nota sulla pagina ufficiale Facebook di Sea of Thieves, il team di Rare ha fatto sapere che manca una sola settimana prima del prossimo update.

Fino all’ 11 Settembre sarà possibile sbloccare timone, argano e cannoni del mercenario.

Il prossimo dlc, infatti, toglierà la possibilità di acquistare queste cosmetiche ed introdurrà in nuovo capitolo che vedrà come protagonisti i pirati di Sea of Thieves!

Cosa state aspettando? Correte in taverna da Duke e completate le sue missioni!

#sigiocapoveri: ” For Honor ” e ” Alan Wake ” gratuiti su Epic Games Store

Nuovo appuntamento con i giochi gratis dell’Epic Games Store, con una settimana molto ricca per qualità e varietà dei titoli scelti . Agosto infatti si apre nel migliore dei modi, dandoci l’oppurtunità di cimentarci nelle ore più calde della giornata, e non solo, rispettivamente con ” For Honor ” e  ” Alan Wake “, due titoli molto diversi tra loro ma dalle produzioni piuttosto importanti. Analizziamoli insieme nel dettaglio:

For Honor

Uscito nel Febbraio 2017, il titolo prodotto da Ubisoft è un ” picchiaduro ” hack & slash che vi permetterà di giocare sia in modalità singola che multiplayer. Impersonando uno  degli storici guerrieri, che siano essi samurai, cavalieri o vichinghi, avremo modo di affrontare i nostri avversari in un tripudio di combattimenti all’ultimo sangue, assaltando questo o quel castello, uccidendo questo o quel nemico, ma soprattutto dando sfogo a tutte le nostre tecniche combattive. La campagna è divisa in 3 capitoli e composta complessivamente da 18 livelli, in una trama che ci racconterà di guerra e sopravvivenza in un mondo segnato da un cataclisma che non riesce a trovare una pace duratura. Il tutto giocabile anche in modalità co-op. Ma è nella modalità multiplayer che il gioco da il meglio di se: in una delle 7 modalità differenti presenti nella parte online, avremo modo di schierarci con la nostra fazione preferita, di scegliere un personaggio con una classe specifica e di combattere per la gloria della parte che abbiamo deciso di sostenere, aumentando  così le nostre capacità e il nostro equipaggiamento.

Alan Wake

Remedy Entertainment nel 2010 porta alla luce un’avventura horror uscita ufficialmente solo su Pc e Xbox360, ma che da subito è riuscita ad imprimere il proprio marchio nel mondo videoludico, grazie ad una trama ben congeniata, una messa in scena efficace ed un protagonista carismatico ed iconico. Alan è uno scritture di successo bloccato da fortissima crisi creativa, che in cerca di un po’ di relax sceglie Bright Falls come meta di una vacanza con sua moglie. Tra monti, foreste e scorci ricca di natura e bellezza però, il protagonista comincerà ad essere tormentato da delle visioni notturne che sembrano uscite dai suoi romanzi, trascinando il giocatore in un thriller-horror diviso ricco di spunti e tematiche interessanti, adatto per chiunque voglia immergersi in un’atmosfera cinematografica.

Considerando dunque il valore dei due titoli proposti non possiamo far altro che consigliarveli e attendere le vostre opinioni in merito.

Al prossimo appuntamento!

Il ritorno a Midgar: Final Fantasy 7 Remake

Inutile girarci attorno: quando nel 2017 fu annunciato il remake di questo straordinario gioco uscito nel lontano 1997 su Playstation 1, tutto il mondo videoludico ha avuto un sussulto. Dopo anni di voci e teorie su quanto sarebbe stato bello rivivere le avventure di Cloud e compagni in una veste moderna, finalmente Square-Enix toglie i veli ad un progetto rimasto a lungo segreto, scatenando da subito eccitazione e timore. Il titolo in questione d’altronde, è stato un vero e proprio simbolo generazionale, qualcosa che ha contribuito al successo della prima console di casa Sony e che ha dato vita a tutta una serie di mitologie e capitoli aggiuntivi negli anni successivi. Dopo due anni da quell’evento e dopo tutto il silenzio che ha circondato il progetto fino a questo momento, finalmente Square ci ha dato un assaggio di cosa ci aspetterà il 03.03.2020, in esclusiva temporanea PS4, attraverso un nuovo trailer e un video di gameplay che ci hanno lasciato incuriositi e fiduciosi.

Gameplay 

Proprio quest’ultimo aspetto è stato quello che ha avuto il maggior impatto sulla platea fisica e virtuale presente alla conferenza. In barba a tutte le speculazioni su una possibile deriva eccessivamente action del titolo, Square ci ha presentato un sistema che ha sì una componente molto dinamica, ma anche una buona dose di strategia e tattica che sembra, almeno dalle dichiarazioni successive del team, necessaria per il proseguo dell’avventura. Partendo da una visuale in terza persona simile a quella vista nella serie Kingdom Hearts, i giocatori potranno controllare ogni personaggio del party, selezionabile attraverso i tasti posteriori, che potranno eseguire con il  tasto quadrato un proprio attacco fisico diretto. Questo però non basterà a mettere k.o. i nostri avversari ma avrà la funzione di ricaricare più velocemente una barra, detta ATB, posta sotto l’indicatore degli H.P.. Una volta completata la ricarica di una delle due tacche disponibili si potrà dunque accedere a tutte le abilità e le tecniche a disposizione del nostro alter-ego, attivando tra l’altro una comodissima pausa tattica  visualizzata su schermo attraverso una sorta di bullet-time davvero spettacolare, in cui pianificare con accortezza tutta la nostra strategia. Non sarà necessario comunque passare ogni volta in rassegna tutti i personaggi; potremo infatti assegnare i comandi ai nostri compagni anche rimanendo in controllo di un solo personaggio, il che ci permetterà di seseguire anche delle combo incrociate. La sensazione è quella di trovarsi finalmente davanti ad un ibrido in grado di dare completa soddisfazione tanto al nuovo giocatore, quanto al fan di vecchia data. Confermata la presenza del ” Materia System “, una delle componenti più importanti del capitolo originale e che dunque torna anche nella nuova incarnazione. Non abbiamo ancora informazioni circa la sua articolazione, ma sappiamo che l’installazione di queste ” gemme ” sul nostro equipaggiamento sarà visibile e darà la possibilità, proprio come fu in passato, di abilitare tecniche e magie specifiche per il personaggio che le avrà in uso.  La demo gameplay vista sul palco di Los Angeles terminava infine mostrando il primo boss del gioco, uno scorpione robotico che si affronta con Barret e Cloud proprio all’inizio dell’avventura. Attraverso questo filmato abbiamo potuto vedere nel concreto l’applicazione del sistema sopra citato, constatando come la scelta degli attacchi e dei personaggi da utilizzare debba seguire l’evoluzione di tutto il combattimento, allontanando perciò il pericolo di uno ” smash-button ” costante. In alcuni punti per esempio, potremmo aver necessità di utilizzare Barrett, il personaggio dotato di una mitragliatrice montata sul braccio, per attaccare il nemico sulla distanza o in punti in cui sia irraggiungibile per la spada di Cloud. Oppure avremo bisogno di cercare delle vere e proprie coperture per evitare degli attacchi di particolare potenza, il tutto in una messa in scena altamente spettacolare e cinematografica, con dei veri e propri intermezzi che doneranno ancora maggior profondità al tutto.  

Storia 

Oltre a presentarci finalmente il gameplay del titolo e averci permesso di dare un primo sguardo alla bellissima Tifa e all’inconico Sephiroth, Square-enix ci ha fornito ulteriori informazioni circa la divisione del titolo. Per mesi  infatti si sono rincorse voci sul suo essere diviso in Episodi, come similmente visto in altre produzioni videoludiche. La strada intrapresa però non sembra essere questa; la storia di FF7 sarà effettivamente divisa in più giochi, ma ognuno di essi sarà da intendere come un prodotto stand-alone, con una mole di contenuti ampia e complessa. La scelta è dovuta alla volontà di espandere ulteriormente un universo che già all’epoca si presentava complesso e ricco di intrecci. La prima parte perciò coprirà tutto l’arco narrativo ambientato a Midgar, fino alla fuga dalla stessa, e sarà distribuita su ben due blu-ray, cosa che fa ben sperare sul lato dei contenuti. La capitale sarà interamente esplorabile e ci saranno numerose attività da poter svolgere oltre alla linea principale e infatti nel trailer mostrato in apertura di conferenza ci venivano infatti presentate delle parti non presenti nella sceneggiatura originale. Yoshinori Kitase, padre della serie, non ha saputo fornire ulteriori informazioni circa il numero di giochi che andrà a completare e coprire tutta la narrativa, ma ha tenuto a specificare quanto il team sia concentrato su questo prima parte e quanto tutti i progressi fatti in questo senso saranno utili a sviluppare con maggior velocità anche quelli successivi. Il progetto è senza dubbio impegnativo, ma da quanto abbiamo potuto vedere anche sul lato tecnico, sembra che tutte le risorse migliori della società siano effettivamente convogliate su FF7 Remake per poter consegnare ai giocatori qualcosa che abbia un’impronta forte e definita. 

Lato tecnico 

Sul lato tecnico della produzione FF7 Remake si presenta benissimo, con un Unreal Engine 4 spinto al suo massimo e con i modelli poligonali dei personaggi che risultano ricchi di personalità. Tutto l’impianto scenico potuto osservare fino ad ora sembra suggerire una cura maniacale ad ogni singolo dettaglio grafico,  favorendo così l’immersione in un mondo di gioco che conosce pochi eguali in quanto a stile e profondità. La direzione artistica vista durante le sessioni di combattimento promette faville e gli effetti luci e particellari potuti osservare durante lo scontro ci hanno lasciato con una certa acquolina in bocca. L’esempio migliore lo si ha con la pausa tattica, funzione che siamo sicuri attiveremo anche solo per godere dell’effetto scenico del tutto, ovviamente sperando che quella vista non sia una demo tutta muscoli soggetta ad un forte downgrade poco prima dell’uscita.  

Conclusioni 

Insomma Square-Enix ha finalmente tolto i veli sulla nuova incarnazione di FF7, dando modo a tutti gli appassionati e non della sua settima creatura di poter rispondere a molte delle domande che da tempo aleggiavano intorno a questa nuova uscita. Le premesse ci sono sembrate molto buone, con un team davvero concentrato sulla sua ultima produzione e intenzionato ad espandere ancora di più un universo tra i più prolifici della storia videoludica. Dal sistema di combattimento alla messa in scena, tutto sembra puntare verso una realizzazione in cui nulla è lasciato al caso, ma che anzi si ponga l’obiettivo di modernizzare un’opera gigantesca senza mancare di rispetto al suo importante passato. Molti sono i mesi che ci separano dalla pubblicazione e non vediamo l’ora di poter osservare meglio il lavoro svolto Kitase e Nomura, nella speranza che questo remake ci incolli di nuovo allo schermo come ben 22 anni fa.  

La follia nel calcio: Triestina Asylum Project

Quando è entrata a far parte del campionato di Serie C del progetto, in molti si sono domandati quale fosse lo scopo di un’iniziativa simile. Attuare un servizio di recupero sociale attraverso lo sport non rappresenta una novità, ma lo è se il contesto nel quale viene attuato è di livello professionistico. Ci stiamo ovviamente riferendo alla ” Triestina Asylum ” o ” Tristina “ come cinicamente viene chiamata nell’ambiente. La squadra, composta per lo più da criminali affetti da disturbi mentali, è attualmente penultima in classifica ed alterna buone prestazioni a cali di concentrazione clamorosi. La nuova proprietà, insediatasi a metà campionato, si dichiara ambiziosa e sta cercando attraverso il duro allenamento e al lavoro del proprio direttore sportivo, Mariano Pizzuti, detto Potter, di risollevarsi dalla posizione attualmente ottenuta.  Tanti sono i dubbi circa le modalità attuate dal management del progetto e proprio per rispondere a queste domande abbiamo deciso di contattare direttamente la presidenza, rappresentata dal dr. Yuri Monti, per poter richiedere un incontro. Con una certa sorpresa abbiamo ricevuto piena disponibilità e siamo riusciti ad ottenere un’intervista a cui hanno partecipato anche due giocatori della squadra, ovvero Valerio Giuseppini, difensore centrale della formazione e Andrea Belli, terzino sinistro. In pochi lo sapranno ma la squadra tiene i suoi allenamenti e la sua preparazione all’interno di un carcere, un luogo in cui i calciatori possiedono anche un alloggio permanente nel quale poter continuare a scontare le proprie pene. Arrivati dunque alla struttura non abbiamo potuto non notare il clima un po’ macabro della stessa; l’effetto è di base estraniante e da subito ci lascia perplessi. Veniamo invero accolti con molta cortesia da una delle guardie, che ci dà il benvenuto e ci accompagna subito verso l’ufficio nel quale si terrà tutta l’intervista. Ci ritroviamo perciò a percorrere un corridoio in disuso dove le celle che lo costeggiano sono vuote e pulite e il silenzio sembra essere irreale. L’unica cosa che riusciamo ad ascoltare sono i rintocchi dei nostri passi ed difficile non pensare a come, ogni Lunedì e Mercoledì, i soggetti internati all’interno delle mura si giochino poi i 3 punti necessari a scalare la classifica di serie c. Arrivati all’ufficio troviamo il presidente e i giocatori ad aspettarci. Il Dott. Monti ci saluta con la sua solita maschera da Clown e ci presenta uno ad uno gli intervistati. Non abbiamo purtroppo il piacere di conoscere di persona il Ds nonché seconda presidenza della società, ovvero il già citato Dott. Potter, che ci viene detto essere particolarmente impegnato nella gestione delle economie dell’azienda. Inutile nascondere una certa inquietudine iniziale; il clima infatti è degno di un horror e dalle finestre filtra molta poca luce. A questo si aggiunge un clima di tranquillità che sembra però irreale, quasi indotto. Preso dunque posto e preparata ogni cosa per poter cominciare l’intervista, partiamo proprio dal presidente della Triestina.


Buongiorno Presidente, innanzitutto la ringrazio per la disponibilità. Passando subito alle domande, come è nata l’idea di acquisire la triestina?
 
Buongiorno a lei signor Cicchinelli asd, lei ha davvero un bel coraggio a venire qui lo sa? Non lo farebbero in molti ed io apprezzo i coraggiosi, ma stia attento che a volte il troppo coraggio è sintomo di stupidità, asdasdasd. Per rispondere alla sua fastidiosa curiosità; Trieste aveva un ex ospedale psichiatrico ormai in disuso, sito in una grossa area con padiglioni e altre cose che potevano esserci utili, abbiamo pensato di ristrutturarlo e di farci un bel campo da calcio, portando qui i peggiori criminali e psicopatici provenienti da varie parti d’italia. Così nasce l’Asylum.

Si fa un gran parlare del fatto che lei indossi costantemente una maschera da Clown, da cui deriva anche il suo soprannome, Clownz. Come mai questa scelta e perché proprio questo soggetto ?
 
Mettiamo subito in chiaro una cosa; vuole essere mio amico ? Allora non pronunci mai più la parola CLOWNZ senza la Z finale, io non sono un pagliaccio da due soldi, sono IL CLOWNZ e la cosa capisce bene che è ben diversa HAAASDasdasd. E ricordi bene una cosa, SIGNOR CICCHINELLI! Io non indosso una maschera, io sono la maschera!

Il progetto Asylum si prefissa il recupero di criminali affetti da disagio mentale, ecco, ci può spiegare in grandi linee quali sono i metodi, i percorsi e le prospettive che riservate ai vostri internati ?
 
Metodi? Percorsi? Prospettive asdasd? Li raduniamo tutti insieme, gli diamo una palla e preghiamo che nessuno ci lasci le penne, le basta ?

In questo momento la squadra gravita al penultimo posto della classifica ma avete sempre dischiarato una certa ambizione in quanto a risultati. Com’è il clima con i suoi collaboratori e come valuta il vostro operato fino a questo momento ?
 
Guardi qui tocca un tasto piuttosto dolente; forse lei non lo sa ma l’allenatore del Crema era il mio mister qui a Trieste, e per questa spiacevole vicenda io non ho ancora avuto modo di sfogare la mia rabbia, avrei voglia di spaccare un bel visino…asdasd…ma oggi sarò il Clownz buono e le risponderò. Il nostro operato fin ora è stato deludente, non siamo riusciti ancora a far capire a quella feccia che voi chiamate giocatori che questo è calcio e non una rissa da saloon, quest’ anno speriamo di arrivare almeno al quartultimo posto, ma vi posso garantire che il prossimo anno, l’ Asylum sarà nei primi posti a combattere per la promozione asdasdasd, ovviamente se i ragazzi saranno ancora tutti vivi. ringrazio comunque il Ds Pizzuti e il nuovo mister Fulco, anche detto lo sceriffo, che mi supportano e sopportano asdasdasd.
 
Passando a lei Sig. Belli, nell’ambiente la chiamano fallani, da dove viene questo soprannome?
 
Il nomignolo che oramai fieramente porto da almeno 2 decadi mi fu rifilato dal Jullare e Valerio…Trattasi di un personaggio scroccone in un doppiaggio di Ruffini ( Comico televisivo, ndr. )
 
Ci descriva un po’ le sue caratteristiche o quelle a cui pensa di essere più portato. C’è un giocatore a cui sente di ispirarsi?
 
Sportivamente parlando sono un campione olimpico di sbornie che si sta disintossicando in questa struttura.
 
Com’è il rapporto coi suoi compagni e con il mister? Sente la fiducia della squadra nei suoi confronti ?
 
Sento la fiducia maggiormente dello psicologo e dei miei compagni di cella, ma non vi dirò chi sono perché mi picchiano di notte.
 
Molto bene…e per quanto riguarda lei Sig. Gritino, anche da lei vorrei un commento sul suo soprannome se possibile?
 
Il mio soprannome è semplice, bello e simpatico da pronunciare! È d’impatto, facile da ricordare ed è un rafforzativo della parola “cretino”… In realtà è solo perché sono talmente stupido e dislessico che non riesco a dire “cretino” e mi esce fuori “Gritino”!
 
Secondo lei qual è la caratteristica principale che deve avere un buon difensore centrale? Quali sono, secondo lei, i giocatori più forti visti in questo ruolo?
 
Un buon difensore deve essere stronzo, forte, potente e deve immedesimarsi nel pensiero dell’attaccante per cercare di anticipare le sue mosse… Sin dai miei primi anni di vita non sono mai riuscito a capire il mio di cervello, ma entrare in quello degli altri mi resta decisamente più facile! Ma ci sono altre persone che fanno i difensori centrali nel progetto?! Pensano tutti a stare davanti alla porta cercando di segnare! Nelle poche partite che ho giocato, oltre ad aver già sdraiato tante persone ho segnato 2 gol, potrei dire che sono io il più forte ma non vorrei sbilanciarmi o potrei ottenere due settimane di cella d’isolamento…
 
Come centrale di difesa lei si trova spesso a fare i conti con molti bomber di razza. Cosa pensa in quei momenti, quando deve marcarli o togliere loro il tempo di reazione. Come agisce?
 
Ha mai provato a correre dietro ad un maiale impazzito pensando che ti farai il suo bello stinchetto al forno con le patate da li a poche ore?! Penso a questo! Infatti gioco sempre con una bustina di Ariosto nascosta nel calzettone!
 
Ora passiamo alle domande generiche. Saranno le stesse per tutti voi, un po’ come fosse un’intervista a tre. La prima curiosità che io ed i nostri lettori hanno è la seguente: cosa vi piace fare aldilà dello giocare a calcio? Ci sono interesse per i quali vi sentite portati o che vi aiutano magari a concentrarvi nel vostro percorso?
 
CLOWNZ: Si fidi di me, lei non vuole che io risponda a questa domanda!
 
FALLANI: Mmmhh cosa mi piace e mi aiuta oltre al calcio… 3 dosi di asdasd al di e sfogarmi maltrattando e offendendo Mr #Fulcout.
 
GRITINO: Ho tante passioni ma tante tante… Però finisco sempre per non fare niente e a dire solo cazzate… quando non sono chiuso nella cella di isolamento… Mi concentro sulle parole che mi dissero il mio Ds ed il Presidente per convincermi a giocare, “se diventi un calciatore famoso poi se scopa! “
 
Quali sono le vostre prospettive di vita? Cosa pensate di fare una volta che sarete riabilitati, ci avete già pensato ?
 
CLOWNZ: Spero di svegliarmi domattina … Asdasd.
 
FALLANI: Uscireeee??? Sono matto mica stronzo!
 
GRITINO: Voglio comprarmi uno chalet di montagna, andare a pescare nei torrenti, nei laghi, e vivere il mio isolamento, non quello dell’asylum! Voglio stare in pace, non dire più cazzate ma pensare solo a tutte quelle dette in questi anni.
 
Cosa avreste fatto se non questo? Avete ricevuto altre proposte per quanto riguarda il percorso riabilitativo o avresto voluto intraprendere un’altra carriera rispetto a quella del calciatore?
 
CLOWNZ: Sarei stato qualcosa di molto più pericoloso di quello che sono attualmente.
 
FALLANI: Mi scusi egregio Cicchinelli ma ho lottato per arrivare qui dentro! C’era una fila che manco alla posta il giorno delle pensioni! Da ex alcolista in lenta ripresa le direi cosa vuoi di più dalla vita?
 
GRITINO: Non ci ho mai pensato… sono nell’asylum da tanto tempo, non so cosa avrei potuto fare… Forse il coglione in televisione o al cinema, magari accanto a Boldi e De Sica in qualche cinepanettone!
 
Capitolo delicato: l’amore. Siete fidanzati o avete qualche anima affine che vi aspetta?
 
CLOWNZ: Lei aspetterebbe uno come me ? Signor Cicchinelli! HAAAASDASDASD
 
FALLANI: Amore? É una guerra persa…AMIR non mi vuole.

GRITINO: Ho una compagna che da anni mi è vicina e sostiene di assecondarmi ed aiutarmi… In realtà penso sia più pazza di me! E’ la classica persona che a primo impatto pensi “che carinaaaa! quanto è dolce, educata, sofisticata ma allo stesso tempo semplice!” Dopo due giorni capisci che è un potenziale serial killer, fredda e spietata come un sicario! Viso pallido e sguardo perso nel vuoto…
 
Siamo praticamente alla fine di questa intervista, a cui vi ringrazio di aver partecipato. Volevo, se fosse possibile, proporvi un piccolo e assolutamente innocuo test. Vorrei sottoporvi tra immagini prese da un test di Rorschach e chiedere ad ognuno di voi cosa vede all’interno di ognuna delle tre figure. La cosa non ha alcun fine o valore scientifico ovviamente, non essendo laureato in nessuna delle discipline inerenti a questo esame, ma ho pensato, dato il contesto, che fosse interessante potervi chiedere questo sforzo. E’ possibile  ?
 
CLOWNZ: Lei vuole che io faccia il giochino delle immagini ? Forza giochiamo pure…

Viene mostrata la prima immagine:

CLOWNZ: In questa ci vedo una zucca di Halloween con delle orecchie asdasdasd.

FALLANI: Questo è un giullare che ride e si fa beffe di me.

GRITINO: Il simbolo della Dainese ubriaco.

Viene mostrata la seconda immagine:

CLOWNZ: In questa una donna che si guarda allo specchio.

FALLANI: Sono sicuro, sono i lividi sulla mia schiena.

GRITINO: Una fettina di emmenthal tagliata a cazzo.

Viene mostrata la terza immagine:

CLOWNZ: IO QUESTA NON LA COMMENTO ! NON È SPECULARE ! MI DA FASTIDIOOOOOO.

FALLANI: Questa è una bozza della tattica del nuovo mister.. Lui la chiama Beowulf. Ma secondo me si è solo soffiato il naso su un fazzoletto e vuole far vedere che ci capisce qualcosa..

GRITINO: Una pizza funghi e salsiccia.


Le strade del progetto 1

L’inizio: l’arrivo al Crema.

” Papà, mi ha chiamato il Crema! “

Era una delle prime giornate di sole di un Gennaio confuso e grigio. Valerio era in agitazione per quella che sarebbe potuta essere la sua ” sliding door “, il passo voluto e cercato con impegno e dedizione: il calcio professionistico. Il Crema infatti si era dimostrato interessato ad acquistarlo ed il colloquio avvenuto nelle giornate precedenti si era rivelato di buon auspicio. Data la sua età lo aveva accompagnato suo padre, il suo ” agente ” come lo si potrebbe definire, il primo dei suoi tifosi e il primo dei suoi maestri. Era lui che gli aveva trasmesso la passione, lui che gli aveva insegnato a dare i primi calci al pallone, ad allenare il controllo, a calciare di collo, a non esagerare nei contrasti e a non innervosirsi troppo davanti ad un avversario più esperto e più bravo. E tutto questo lo aveva portato a quest’attesa, questo momento quasi fermo nel tempo, che adesso sembrava non scorrere più. La chiamata era stata breve o almeno così gli era parso. Il Crema aveva deciso infine di farlo entrare nel proprio organico e aveva già fissato la presentazione per il giorno dopo. Era dunque arrivato anche il primo contratto, dove oltre allo stipendio si vedeva riconosciuto tutta una serie di bonus in base alle prestazioni. Era accaduto tutto così velocemente che Valerio faceva fatica a capire se quello fosse un sogno o meno. In men che non si dica eccolo seduto al tavolo di fronte ai giornalisti del corriere locale. Di fianco tutta la società: presidente, direttore sportivo e mister. I cronisti spendevano le proprie domande cercando le motivazioni dietro l’acquisto e talvolta, maliziosamente, instillando da subito dubbi circa l’utilità del giocatore per la squadra. Era diverso dal vedere le conferenze su youtube, strano e spiazzante trovarsi al centro di tutta quell’attenzione. Ma era stato accolto nel migliore dei modi dai suoi compagni e mister e ds lo avevano tranquillizzato e fatto sentire subito a suo agio.

Ora era tempo di dimostrare che non si erano sbagliati, tempo di ripagare la fiducia da loro investita. Con ancora l’adrenalina a mille, il primo allenamento fu approcciato con la massima intensità possibile. Davanti a loro una sfida importante, la Triestina Asylum, squadra già rodata all’interno della serie C e composta da elementi esperti e determinati. I suoi compagni gli avevano accennato qualcosa circa lo spirito di questi avversari, sregolati nell’aspetto e con una sfumatura ” folle ” nel gioco. Non gli interessava: chiunque avesse trovato davanti a se, lui avrebbe dato tutto, cercando di fare bene senza mai perdere la concentrazione. Magari nel tempo sarebbe potuto divenire un leader, magari avrebbe potuto trascinare la squadra dimostrandosi un cardine della formazione. La vanità è un peccato facile da contrarre e a 16 anni si ha la sensazione che tutto sia concesso e possibile. Aveva cercato di impressionare il mister ed evidentemente ci era riuscito: avrebbe giocato titolare. Esordio dalla prima partita, una cosa che accrebbe ancora di più la sua convinzione. Non aveva potuto approfondire troppo i concetti dettati dal proprio allenatore, ma si sentiva carico e pronto alla partita.

Fiorentina: la dura via per il rinascimento

Con la chiusura della terza stagione di ProgettoFM molte squadre hanno iniziato, già da qualche giorno, a porre le basi per la stagione 4. La Fiorentina è tra queste.

Una società che ha sempre avuto fascino, attualmente senza presidenza, ma che sta navigando in acque non proprio tranquille.

Nonostante la presenza in rosa di elementi di spicco come Marchi e D’Anteo, la Fiorentina fatica a trovare la strada verso il successo.

Alcuni pensano che la colpa sia dell’attuale DS Trovato, altri della poca presenza del mister Casalati, uscente per dedicarsi completamente alla Lucchese.

Quel che pare prevedibile è che, forse, sarà una delle società di Serie A che riceveranno meno bonus attività.

Una brutta batosta, se ci aggiungiamo anche un campionato a tratti anonimo.

Insomma, se ci aggiungiamo le altre società in cerca di allenatori, diremmo che quella fiorentina potrebbe essere un bel banco di prova per chi intende cercare delle valide sfide nella prossima stagione.