Articoli

Arnaldo Figoni e Daniele Fulco sono i nuovi allenatori dell’Italia U21 e U19

Giornalista: Salve, oggi ai microfoni de “Lo Spezzino” abbiamo Arnaldo Figoni e Daniele Fulco, rispettivamente i due neo CT delle nazionali Under 21 e Under 19.

Congratulazioni per questo vostro traguardo, vi aspettavate così tanti consensi?

Daniele Fulco: Ringrazio gli amici de “Lo Spezzino” per le congratulazioni. Sinceramente non credevo di ottenere così tanto consenso né tanto meno di vincere il sondaggio. È stato un risultato eccezionale quello di ottenere così tanto consenso e farò di tutto per dimostrare di meritarlo

Arnaldo Figoni: Grazie a voi! Un po’ sì, devo ammetterlo. Anche quando mi sono candidato in S4 per la Under 19 ricevetti tanti voti, perciò avendo vinto la Serie B mi aspettavo dei numeri più alti nelle preferenze, perché in fondo, noi allenatori ci conosciamo sulle capacità, mentre i giocatori si affidano a quelli che sono i risultati. Quella è l’unica discriminante per molti utenti che non ci conoscono direttamente.

Giornalista: Perché avete scelto questa nazionale? è quella che volevate o siete dovuti andare ad esclusione?

Daniele Fulco: È la nazionale che volevo, ovviamente. Avendo vinto il sondaggio ho avuto libertà di scegliere una delle due panchine ma le mie idee erano già chiare, volevo l’U19 e l’ho ottenuta. Inoltre reputo Arnaldo molto più in grado di gestire l’U21 rispetto a me, avendo una comprovata bravura ed esperienza su FM. Non ho vergogna a dire che uno degli schemi che utilizzo alla Triestina l’ho studiato insieme a lui ma d’altronde in Progetto FM sanno chi è Arnaldo Figoni e credo questa opportunità sia un giusto riconoscimento alla sua bravura.

Arnaldo Figoni: È la nazionale che avevo scelto di allenare. Un po’ perché ero stato chiamato a gran voce a farlo, un po’ perché sono incuriosito sulle potenzialità di questa squadra. Inoltre, l’opportunità di andare a guidare la prima nazionale olimpica del progetto è un’occasione troppo ghiotta per lasciarsela scappare! Va comunque detto che se non fossi riuscito a ottenere la guida della Under-21, non avrei certamente rifiutato l’incarico dell’Under-19.

Giornalista: Quali sono le vostre idee per queste nazionali? credete di poter fare meglio dei vostri predecessori? in che modo?

Daniele Fulco: Non esiste fare meglio o peggio, esiste avere una propria filosofia di gioco come anche di gestione delle convocazioni. Vorrei dare più spazio alla Serie C per la mia U19 incentivando le società a tenere alta l’attività dei propri giocatori. È giusto in ottica di gioco dare precedenza a chi maggiormente si lascia coinvolgere dal gioco. Non starò qui a parlare di schemi, a seconda dei convocati verrà impostato lo schema più performante.

Arnaldo Figoni: La mia idea combacia con quella che è lo scopo delle nazionali giovanili: portare i giocatori a essere pronti e già competitivi per la nazionale maggiore. Non mi pongo limiti e non mi pongo termini di paragone. Il modo è quello di studiare una soluzione che possa far giocare chi merita di più al meglio di quello che è il suo potenziale attuale. Perché sono io che devo adattarmi ai giocatori che ho, e non il contrario.

Giornalista: Capisco, mi piace la vostra grinta, avete già dei traguardi che vi siete prefissati come CT delle due Under?

Daniele Fulco: Onesto, nessuno in particolare come obbiettivo. Magari portare avanti il lavoro del mio predecessore sarebbe già soddisfacente.

Arnaldo Figoni: Non ci starò a girare attorno. Voglio portare la prima medaglia Olimpica del Progetto.

Giornalista: Arnaldo, prima dicevi che vuoi fare giocare “chi merita di più” secondo quale criterio decidi chi merita più di un altro di essere convocato?

Arnaldo Figoni: Beh, la discriminante è l’attività. Farò come i miei predecessori, che hanno utilizzato l’attività in live per stilare quella che è una classifica dei più attivi. Anche perché seguire le live è forse l’attività più importante tra le tre. Perlomeno, io la credo così. Comunque mi farò aiutare da quelli che sono i miei colleghi, consultandomi con loro, con gli admin e con i ranger. Ovviamente, conterà anche l’attività di creatività e di condivisione, ma quello che voglio dire è che non mi affiderò esclusivamente a quelli che sono i bonus. Anche perché ci sono tanti ragazzi che sono molto attivi, pur essendo entrati da poco ed è giusto che anche loro possano avere una chance

Giornalista: Invece una domanda per te Daniele, preferiresti convocare un regen di qualche utente già affermato nel progetto oppure qualche utente che sta provando in ogni modo a mettersi in mostra per la convocazione?

Daniele Fulco: A parità di attività tutti partono dalla stessa linea di partenza. Vorrei far girare tutti gli utenti attivi (come bonus) in nazionale. Magari sarò soggetto diverse volte a critiche ma essendo un  gioco in primis bisogna dare a tutti le stesse possibilità.

Giornalista: Un’ultima domanda, avete qualcosa da dire a tutti i nuovi utenti che per la prima volta si affacciano al progetto e vorrebbero fare molta strada sia nei club che nelle nazionali?

Daniele Fulco: Divertitevi, partecipate e coinvolgete. Siate voi stessi e la famiglia Progetto FM vi accoglierà a braccia aperte. D’altronde chi si sarebbe mai aspettato me CT di una nazionale? Suvvia, abbassate le mani che state sicuro mentendo! Abbiate coraggio, anche di sbagliare. Io ho sbagliato beccandomi una multa in S4 ma ho continuato ad amare il gioco e a viverlo in modo più maturo e sereno. Volete la nazionale? Prendetevela se volete, cercatela!(ride alla Gol D. Roger)

Arnaldo Figoni: Ci saranno tante occasioni per chi si impegna, io stesso sono un esempio. Come giocatore stavo per abbandonare il Progetto in S1, poi è capitata un’occasione. L’importante è non perdere la fiducia in quello che è il GDR e se sarete attivi, verrete certamente notati, non solo dalla nazionale.

Giornalista: Vi ringrazio per la disponibilità e buona fortuna per i vostri impegni futuri!

articolo di Salvo Crescimone

Spezia-Cuneo Longobarda, ai nostri microfoni il grande ex della partita, mister Francesco Avogaro

Mancano meno di ventiquattro ore al calcio d’inizio di Spezia – Cuneo Longobarda, partita speciale per il mister della squadra piemontese Francesco Avogaro che per la prima volta affronta la sua ex squadra da allenatore. Francesco infatti ha vestito la maglia bianconera per sei mesi nella S3 quando il Torino decise di cederlo in prestito agli spezzini per dargli più minutaggio in serie A. Questa sera torna davanti ai nostri microfoni Francesco Avogaro.

Buonasera Francesco e bentornato nella nostra redazione, sei appena stato assunto come nuovo allenatore della Cuneo Longobarda, ci puoi dire come è nata la trattativa?

Appena ho visto che la Cuneo Longobarda cercava un nuovo allenatore ho scritto immediatamente a Donato Sodano presentando la mia candidatura. Dopo una lunga trattativa fui il candidato principale per la panchina anche se per via della mia poca esperienza non risultavo un candidato appetibile gli feci capire subito che anche se inesperto potevo fare grandi cose per il club

Questa è la tua prima esperienza su una panchina di progetto fm, hai già qualche idea su come giocherai? Puoi svelarci qualcosa?

Ho in mente miliardi di nuovi moduli e tattiche. Il mio credo è quello di far giocare di più i giocatori attivi, non basandomi solo ed esclusivamente alla scheda ma solamente a chi se lo meriterà di più, io invece cerco sempre di motivare il gruppo squadra il più possibile

Per ironia della sorte, domani sera la tua squadra affronterà lo Spezia nella quarta giornata di serie C/A, quali emozioni si provano nel ritrovare contro la propria ex squadra?

È passato molto tempo da quando il mio calciatore giocava allo spezia in serie A. E’sempre una grande emozione giocare contro la vecchia squadra e conoscendo il valore e la qualità della rosa ho un po’ di paura. Auguro loro buona fortuna e tutto il mio apprezzamento, però questa partita la giocherò con tutto il mio impegno!

Che partita ti aspetti domani? Secondo i bookmakers lo Spezia è data per favorita, la tua squadra sarà in grado di fermare l’armata bianconera?

Per farti un esempio ad inizio stagione abbiamo perso pesantemente contro il Varese, mentre in coppa siamo riusciti ad eliminarli. I pronostici in partite del genere non contano nulla, abbiamo tutte le carte in regola per batterli e domani scenderemo in campo più motivati che mai.

Il girone di serie C/A è composto da quasi tutte squadre umane, motivo per cui è forse il più complicato e combattuto tra i tre giorni di serie C. Quali sono gli obiettivi della tua Cuneo Longobarda?

Mi aspettavo fin da subito che il girone A di serie C fosse molto complesso per via delle  grandissimi rose e grandi allenatori presenti nel campionato. Io però sono convinto che la mia rosa abbia una marcia in più, l’obbiettivo che ci siamo posti è quello di salire presto in serie B, ma anche quello di provare a vincere la coppa Italia di C

E lo Spezia? Dove credi che si classificherà a fine anno?

Come ho già detto prima spero che conducano anche loro una grandissima stagione, sono una bella squadra e meritano anche loro di giocare ad alti livelli, però oggettivamente non so dare un pronostico, Lo Spezia è sempre stata una squadra imprevedibile

Grazie per questa intervista mister Avogaro e buona fortuna per la partita di domani

Di niente, anzi, grazie a te Wao!

articolo di Gabriele Di Leo

grafica di Filippo Graziotti

Sampdoria Chievo 2-0, parla mvp della partita Michele Minopoli

La Sampdoria di Nicola Filippone inizia bene la stagione prendendosi i primi tre punti stagionali contro la neopromossa Chievo, a segno per i blucerchiati il neoacquisto Michele Minopoli e il capitano Alessio Costantino. Ai nostri microfoni abbiamo l’uomo partita Michele Minopoli

Buonasera Michele, partiamo subito dalla partita vinta dalla Sampdoria per 2-0 contro il Chievo grazie anche al tuo gol che ha permesso ai blucerchiati di sbloccare la partita. Cosa si prova ad essere il primo marcatore doriano in campionato?

Beh sicuramente si prova una grande emozione soprattutto per aver segnato il primo gol della squadra al debutto e spero di continuare così

Non è stato un precampionato facile il tuo visto che alla tua prima partita in maglia blucerchiata hai dovuto abbandonare il terreno di gioco prima del dovuto per via di un infortunio. Parlando di amichevoli,che squadra hai trovato in queste partite?

Beh sicuramente dovevamo trovare prima di tutto la forma per iniziare al meglio il campionato e per dare il massimo in ogni partita. Le prime amichevoli hanno il compito di far aumentare anche la familiarità dei nuovi, compreso me, con il modulo e con i compagni. Peccato per quell’infortunio ma sono tornato al top in pochissimo tempo e si è visto nella prima di campionato contro un buon Chievo che la scorsa stagione ha fatto benissimo

Non è stata una partita facile quella di ieri sera, il Chievo pur essendo una neopromossa non ha assolutamente sfigurato contro questa Sampdoria. Commentando la partita appena finita secondo te quali sono gli obbiettivi della tua squadra e cosa vi manca per essere tra le prime tre di serie A?

Beh sicuramente abbiamo trovato una buona squadra come il Chievo ma giocando da grande squadra quale siamo abbiamo portato a casa i 3 punti che sono fondamentali ad inizio campionato. Siamo una grande squadra e abbiamo un potenziale molto alto, quindi possiamo e dobbiamo dare il massimo in ogni partita per andare il più in alto possibile. A parer mio non ci manca quasi niente per arrivare nelle posizioni alte ma dobbiamo tenere testa a tante altre squadre a loro volta fortissime, per ora penso che l’obiettivo principale sia arrivare almeno tra le prime sei.

Facciamo un passo indietro e parliamo della tua trattativa. Nella sessione estiva appena conclusa sei stato acquistato dalla Sampdoria per 1.9 milioni, cosa ti ha spinto a scegliere la Samp?

Iniziamo col dire che la Sampdoria ha un passato nel progetto molto florido infatti è stata quasi sempre nelle prime dieci posizioni centrando anche una qualificazione in Champions League. Sono arrivato alla Samp per fare il salto di qualità dopo la mia ottima stagione al Palermo dove sono stato nominato anche miglior giocatore, voglio cogliere l’occasione per ringraziare  la squadra rosanero per aver puntato su di me la scorsa stagione e per avermi fatto diventare un giocatore molto valido. Auguro a loro un grosso in bocca al lupo e che possano risalire al più presto in serie A!

Hai parlato della tua passata stagione tra i rosanero, parlando della stagione appena iniziata quali obbiettivi ti sei prefissato?

In questa stagione spero di essere il punto fermo della Samp e di diventare un top player, spero inoltre di superare quanto fatto al Palermo e di crescere partita dopo partita, stagione dopo stagione. La Sampdoria ha speso tanto per me e quindi voglio ripagarla a suon di gol, assist ma soprattutto con buone prestazioni in generale, aiutando la squadra che è la cosa più importante nel raggiungere alti livelli.

Grazie per questa intervista Michele, prima di chiudere vuoi salutare qualcuno?

Voglio salutare la squadra in primis e dire che abbiamo tutte le carte in regola per arrivare in alto, ringrazio la dirigenza ma soprattutto il mister per aver puntato su di me. Poi voglio salutare la squadra in cui sono Ds, il Campobasso, augurando ai ragazzi  buona fortuna per raggiungere una presta promozione in serie B  e infine voglio salutare i miei ex compagni e dirigenti del Palermo per avermi fatto crescere augurando loro il meglio.

articolo di Gabriele Di Leo

Intervista esclusiva all’ex allenatore e campione d’Europa U19 Giacomo Sedda

Giornalista: Oggi ai microfoni de “Lo Spezzino” abbiamo Giacomo Sedda ormai ex CT dell’Under 19

Salve Giacomo, allora, sono passate 24 ore dalla tua ultima partita con gli azzurrini, come è stata questa tua esperienza da allenatore?

Giacomo Sedda: Buona sera e grazie per l’occasione! Beh non male direi è stata un esperienza unica in quanto son stato preso solo come traghettatore e torno a casa con un trofeo d’eccezione, ed ho avuto modo di poter vedere chi sono i talentini in erba del progetto.

Giornalista: Beh, è tutto fuorché male sicuramente vincere questo trofeo ti avrà dato molta gioia, ma già da molto si sapeva della tua scelta di lasciare la carica di CT, ecco, ci puoi dire di più riguardo la tua scelta? sul motivo che ti ha spinto a farla?

Giacomo Sedda: Diciamo cosi: mi candidai quando avevo “le mani meno impegnate” ora ricopro altri ruoli e ritengo che sia il caso di lasciare spazio ad altri e poi, mi vedrete spesso, a breve anche con un tricolore diverso (ride ndr.)

Giornalista: Capisco, sicuramente speriamo tutti, chi più chi meno, di vederti di nuovo alla guida di una nazionale visti i recenti risultati, e se poi seguiamo quello che hanno detto in live il tricolore alla fine non è poi tanto diverso dal nostro (ride ndr.)come avevi già detto prima, in questa esperienza in nazionale minore hai avuto modo di conoscere i giovanissimi talenti del progetto, puoi dirci di più su di loro?

Giacomo Sedda: Beh, alcuni si son stupiti del loro rendimento, vedi Arcoleo scarpa d’oro nonostante un sonoro 7 in finalizzazione. Altri erano comunque campioni già affermati, vedi Tirelli, il buon Veneziani, diciamo che il gruppo era composto dai giovanissimi che nulla hanno da invidiare a molti veterani, se non l’età adatta a rappresentare il progetto in nazionale! Alla fine anche la formazione era quasi obbligata, data la grande proiezione offensiva della rosa.

Giornalista: Nel corso della stagione abbiamo visto che i convocati sono cambiati molte volte, probabilmente per sperimentare bene la rosa, abbiamo visto anche che hai preferito convocare i giocatori per l’attività più che per le statistiche, ti è dispiaciuto magari non aver potuto convocare qualcuno perché non è stato abbastanza attivo anche se aveva una buonissima scheda?

Giacomo Sedda: in realtà si e no, nel senso, sarò onesto alle schede ho badato il tanto del “mi serve almeno un difensore sinistro” e cosi alle statistiche in game. Ho preferito dare tantissimo spazio all’attività, anche appunto correndo il rischio di dover adattare qualche formazione in corsa! sui nomi sacrificati quindi non ho molto da dire, non ci son stati giocatori che mi sarei voluto portare dietro “per partito preso” ne preferiti o cocchi del mister ecco

Giornalista: Mi sembra il modo giusto per gestire una nazionale, maggiore o minore che sia, ho un ultima domanda, in questi giorni si sono aperte le candidature come CT delle due nazionali minori, puoi darci qualche anticipazione su quelle che saranno le candidature finali? tra quelle che ti sono già arrivate secondo te c’è già chi può prendere perfettamente il tuo posto o addirittura fare meglio di te?

Giacomo Sedda: Ho ricevuto tantissimi candidati ( e anche qualcuno che non ha letto bene il post) e si,già ci sono nomi altisonanti che mi aspetto possano fare meglio di me e Campagna

Giornalista: Speriamo bene allora, per concludere, vuoi dire qualcosa ai giovani utenti e non che cercano di fare di tutto per approdare in nazionale?

Giacomo Sedda: Ragazzi,il bello del progetto è la partecipazione. Mettetevi in mostra nei grupponi che la concorrenza sarà sempre feroce,ma chi sarà sempre presente e costante verrà premiato!
Chiudo con una chiosa per chi si siederà sulle panchine:
In bocca al lupo e portateci a grandi successi!

Giornalista: Grazie per il tempo che ci ha concesso e buona fortuna per i suoi prossimi incarichi

Giacomo Sedda: grazie a voi, alla prossima

Articolo di Salvo Crescimone

Ferrandino tra passato, presente e futuro.

Ringraziando la squadra Progetto Gaming, nella persona di Alessandro Pironti nello specifico per tale concessione, oggi a nome di tutta la redazione de Lo Spezzino, ho ed abbiamo il piacere di intervistare uno dei “personaggi” più vivi, simpatici e molto in gamba. Permettetemi prima di ringraziarlo pubblicamente per la squisitezza, gentilezza e simpatia che ha sempre mostrato anche e soprattutto durante queste quattro chiacchere.

Eccoci a noi Salvo; ti prego di essere breve…so che ti riuscirà difficile ma provaci; sei appena arrivato ma in tanti si chiedono perchè lasciare Sassuolo e perchè approdare al PG?

Ferrandino – “Ciao Marco, è un vero onore poter essere intervistato da te. Ci sono diversi motivi che mi hanno portato a prendere questa decisione, ma questa non è la sede adatta per discuterne. Essi sono interni all’ex spogliatoio del Sassuolo e, sebbene facciano parte del passato, non voglio che se ne parli in pubblico.”

Cos’ hai lasciato Ferrandino al Sassuolo e cos’ ha lasciato il Sassuolo in te?

Ferrandino –“Sicuramente posso essere considerato il paziente zero della “paperite acuta” e aver trasmesso tale malattia a un fido successore come Antonio Violante mi rende ancora più fiero. (Ah, a proposito…ciao, Antonio sempre Forza Lecce, mi raccomando!). Tuttavia, è il Sassuolo ad avermi lasciato un grandissimo ricordo; un ambiente in cui condividevamo tutto, in cui la simpatia era sicuramente la prima di questo mare magnum che, per quanto grande, doveva pur esaurirsi.”

Che aria si respira e dove può arrivare il PG e che obiettivi personali stagionali ti sei prefissato?

Ferrandino –“Si respira sicuramente un’aria diversa qui a Crema. C’è molta determinazione, tanta voglia di fare e di crescere per puntare, tutti insieme, allo Scudetto e alla Coppa dalle Grandi Orecchie. Sì, sembra strano ascoltare uno juventino parlare di Champions League, ma doveva pur succedere (e, adesso che ne abbiamo parlato, non potremo più vincerla). Se la Champions può sembrare un obiettivo ancora distante, lo Scudetto non lo è affatto, e noi siamo pronti a dimostrarlo a tutto il Progetto; inoltre vorrei dimostrare a Campagna di essere meritevole di un posto in Nazionale Under-21 giocando bene in campionato e in Europa. Però ripeto, in questo momento, la testa è rivolta esclusivamente a Crema e al PG.”

Hai lasciato un vuoto nello spogliatoio neroverde; hai qualche momento particolare che vuoi ricordare?

Ferrandino –“Più che un momento, vorrei ricordare una situazione: quando arrivai a Sassuolo ero un ragazzo molto timido, sempre sulle mie, in apprensione per qualsiasi cosa facessi. Sassuolo, però, mi ha cambiato molto, anche umanamente parlando…quindi, se adesso sono arrivato a fare vocali da dieci minuti, è tutta colpa dei ragazzi del Sassuolo.”

Come sei stato accolto nello spogliatoio dai tuoi nuovi compagni e con quali hai legato subito al PG?

Ferrandino – “Devo dire che c’ era un clima molto festoso qui a Crema il giorno del mio arrivo. Sembravo una sorta di figliol prodigo ritornato a casa dopo tanti anni. In effetti, Alessandro Pironti ha sottolineato più e più volte quest’idea, e ciò mi rende molto felice. Sicuramente quel finto compagno di reparto di Francesco Fusco(ti vogliamo bene) e la mente creativa del Progetto, Alessandro Pironti, sono le persone con cui ho iniziato a parlare più facilmente. Spero che anche con gli altri miei nuovi compagni possa raggiungere un notevole grado di intesa.”

Con quali compagni hai invece legato ai tempi del Sassuolo?

Ferrandino – “Ho legato con moltissimi ragazzi quando ero al Sassuolo, e tu sicuramente sei uno di questi. Senza dimenticare persone come Mattia Agosta, Gerardo Montuori, Antonio Violante, Nello Falcone, Giuseppe Tuccio… Eh, volevi che dicessi Vito e Alberto, ma no, non te li dico di certo!!.”

Cosa auguri ed auspichi al Ferrandino calciatore, al PG ed infine alla tua ex squadra Sassuolo?

Ferrandino – “A me auguro di paperare sempre di più e di alzare più trofei. Alle due squadre auguro di cuore di potersi affrontare in una finale di Coppa Italia o, perché no, di uno Scudetto o di una Champions, senza che io la possa giocare. Sarei la persona più felice del mondo.”

Concludiamo l’ intervista lasciandoti un po di spazio per qualche tua riflessione e/o pensiero…

Ferrandino – “Ne approfitto per ringraziare te e tutti gli ex compagni di squadra del Sassuolo per avermi accompagnato per quattro stagioni in un’avventura indimenticabile, nonché per avermi fatto crescere calcisticamente e interiormente. Oltretutto, è mio dovere ringraziare anche Alessandro e tutti i miei nuovi compagni di squadra per la loro accoglienza, sperando che sia solo il primo passo verso qualcosa di più importante. Ah, ovviamente, altri due ringraziamenti speciali ad Ale vanno sia per il nulla osta per questa fantastica intervista, sia per aver creato l’universo di Progetto FM. Grazie anche a te per l’intervista, e… Forza Sas… Cioè, Forza Progetto Gaming!.”

Articolo & Grafica realizzati da Marco Ternullo.

Sampdoria: tempo di S5

Sta per ripartire la stagione 5 e quest’oggi vi parleremo della Sampdoria di Nicola Filippone presidente e allenatore blucerchiato. Dopo una straordinaria cavalcata nella stagione 3 che ha portato la Doria alla conquista del terzo posto in campionato, nella stagione 4 qualcosa è andato storto, complice anche una rosa non pronta nell’affrontare al meglio tre competizioni, la Samp si è dovuta accontentare di un misero undicesimo posto. Sebbene Nicola abbia ammesso in una nostra precedente intervista di avere avuto diverse colpe nella gestione della stagione 4, ha avuto il merito di saper gestire alla perfezione una situazione complicata di classifica grazie anche alla sua squadra che lo ha sostenuto fino alla fine. Quest’anno però la musica è ben diversa e Nicola assieme al DS Francesco Siciliano si è messo subito al lavoro per riportare la squadra blucerchiata in una situazione di classifica ben diversa da quella della stagione appena passata. Adesso andiamo a vedere dettagliatamente come si è mossa la Sampdoria nel calciomercato estivo

Capitolo cessioni: Quando ci si vuole rinforzare la prima cosa da fare è quella di non cedere i propri gioielli, tante offerte ricevute sono state rispedite al mittente e tanti giocatori sono stati blindati vedi Tomassetti e Costantino. L’unica cessione registrata è stata quella di Yuri Baldacci esterno di sinistra ceduto per la cifra record di 3.3M al Livorno di Mayor. Per il resto segnaliamo i prestiti alla affiliata Locri del portiere Gulizzi, di Ribezzo, Galimi, Mengarelli e Giuntini con l’obbiettivo di rendere competitiva anche la propria squadra satellite, ma anche per far crescere al meglio i propri giocatori in ottica stagione 6.

Capitolo acquisti: Anche qui pochi acquisti ma di livello, tutti incentrati sull’attività, vengono acquistati così per 2.5M il portiere Gabriele Di Leo dallo Spezia, l’ala Michele Minopoli dal Palermo per 1.9M e viene preso dall’affiliata Locri Alessandro Aiello per la cifra di 500k. Segnaliamo anche l’acquisto di Dennis Morabito terzino destro prelevato dall’Ancona per 600k e per concludere il prestito di Nico Pomelari terzino sinistro proveniente dall’affiliata Locri.

Previsione FM2019: Come tutti voi sapete Football Manager a inizio campionato fa una previsione sul piazzamento finale di tutte le squadre del campionato, previsioni che talvolta risultano inesatte e totalmente sballate. La Sampdoria, fresca di potenziamenti appena svolti, viene stimata dal gioco come futura ottava classificata in campionato, posizione che soddisfa seppur parzialmente gli obbiettivi che i ragazzi blucerchiati hanno per l’imminente stagione 5. Basterà tutto questo per centrare un piazzamento europeo?

articolo di Gabriele Di Leo

Intervista esclusiva ai fratelli Matteucci della Lucchese

Questa Questa sera Lo Spezzino vi porta a Lucca,gli ospiti di questa sera sono i fratelli Matteucci Omar e Mattia, ascoltiamoli subito.

Buonasera Mattia e Omar e benvenuti su lo Spezzino. Iniziamo subito parlando di voi: siete fratelli e giocate nella stessa squadra la Lucchese, cosa si prova a giocare assieme al proprio fratello?

Omar e Mattia: Buonasera a tutti.
Prego per averti concesso il nostro (prezioso) tempo per quest’intervista. 🙂

Mattia: Quando mio fratello mi ha parlato della possibilità di poter giocare insieme alla Lucchese, non ci ho pensato un solo attimo in più ed ho subito accettato e sposato il progetto!

Omar: Giocare insieme è ‘eccezionale vèraménte (cit.) perché già dal 30’ (momento in cui sono già in procinto di collasso) so che posso contare sui polmoni del mio fratellino, la gazzella di casa…è sbirro! (ridono).

Come ne parlate in famiglia del progetto?
O. e M.: Ancora oggi i nostri genitori non hanno capito di cosa stiamo parlando, però apprezzano che condividiamo insieme un qualcosa, seppur siano ignari della natura di questa cosa.
“Ma quand’è che avete giocato, che non vi vedo mai uscire col borsone??!” “Cosa vuol dire che avete perso?!” “Ma con chi giocate?” “Ma chi è ‘sto Maurizio che insultate ogni volta?! Poverino…” 😛 (se la ridono!)

Come giudicate l’operato del vostro allenatore Maurizio Deidda?
O. e M.: Leggi sopra… (ridono della grossa)
O: No, dai, seriamente. Dopo tanti anni di gioco ad FM, ognuno sviluppa il proprio metodo/tattica/pensiero/stile di gioco.
Quindi il 4-5-1 non è proprio la formazione che preferisco…anzi… 😉 Però da buon capitano accetto ed appoggio con fiducia ogni scelta che il nostro mister ha fatto e che farà, anche perché è lui ad avere il quadro completo della situazione.
M: Io nella mia ignoranza posso solo dire che, visto che la squadra è composta da capre, è giusto avere un Sardo come mister!

Cosa vorreste consigliare al vostro allenatore?
O. e M.: Di cambiare mestiere! (ridono)
Come già detto ci fidiamo ciecamente delle scelte che il nostro mister fa, per il bene della squadra e forte della sua esperienza maturata nel Progetto… (si guardano ed una voce dalla fonte ignota sibila: “però, c@$$o…giocare con il 4-5-1…” Semicit. Omar Zeman)

Secondo voi chi è il più forte della vostra squadra?
O.: Sicuramente non Vitale, dato che è il mio compagno di reparto! 😀
M.: Io parlo da esterno (in tutti i sensi) e, anche se non lo ammetterà mai, a nome di mio fratello: Vitale…e mi dispiace per gli altri (semiti.). Doverosa menzione particolare per il bomber Benedetti: auguri per l’esperienza in Nazionale!

Siete a -1 dalla zona playout contro il Salò ma avete di fronte quattro partite difficilissime come Avellino, Brescia, Cittadella e Chievo. Credete in questa salvezza?
O. e M.: Certo! Si, cazzo! Siamo una squadra fortissimi (cit. Zalone). Dobbiamo solo crederci, come in fondo stiamo facendo da inizio stagione.
“Se puoi sognarlo, puoi farlo” (Cit. Walter Elias Disney).

Avete qualche progetto per il prossimo anno o pensate di restare alla Lucchese?
M: Abbiamo un solo progetto: restare alla Lucchese per (continuare a non) vincere! (‘sto non ride nessuno…)
O: Da capitano: Lucchese a vita! D’altronde, il moto della famiglia Matteucci è: “Io ho un sogno: avere un sogno!” (cit. George da Scary Movie 3)

Chiudiamo l’intervista salutando il pubblico che ci segue, volete salutare qualcuno?
O. e M.: Sicuramente Lo Spezzino, per il tempo e la pazienza che ci ha dedicato (soprattutto la pazienza!), tutti i fan di Lucca, che pur di vederci giocare snobbano il Lucca Comics: grazie di cuore, ragazzi, i nostri compagni di squadra (come si dice dalle nostre parti: “Tenete bôtta” – trad.: tenete duro!), il direttivo, la mamma, il babbo, il cugino (di Campagna), cognati e nuore, gli U.F.O. (per non averci ancora mai rapiti!) e, ultimo ma non ultimo (ma in zona Play-out!) mister Deidda, per la classe e l’eleganza con cui porta a casa una media di almeno almeno mezzo punto a partita! Tanta roba!!!

  • – – – – fine – – – – –

Grazie mille, ci sentiamo a presto!!! 😉

ciao ciao!

Tommaso Altomare: ”Voglio diventare una bandiera di questa squadra”

Ciao Tommaso e benvenuto qui nella nostra redazione de Lo Spezzino, come prima domanda parlaci un po’di te ci puoi dire dove sei nato e in quali squadre sei stato?

Ciao a te, allora sono nato a Cosenza e nel progetto ho giocato per diverse squadre, ho iniziato la mia carriera nel Chievo per poi passare all’Inter squadra che tifo anche nella realtà. Poi sono passato al Livorno, mentre ora sono allo Spezia al quale sono legato per l’ottimo rapporto con il Presidente e con i miei nuovi compagni di squadra

Cosa ti ha spinto a scegliere lo Spezia?

Ho scelto lo Spezia per il progetto proposto che ho condiviso sin dal primo momento con il Presidente Coghi. Sono stato acquistato dal Livorno come inattivo, ma grazie a lui sono ritornato in campo per giocare, per dare supporto ma soprattutto per dare il mio contributo a questa squadra. Ho visto nello Spezia una squadra capace di lottare e con la voglia di conquistare tutti gli obbiettivi indicati dal presidente,  sono qui per fare bene e anche se quest’anno giochiamo in serie C voglio fare la differenza.

Sei stato voluto fortemente dal presidente Denis Coghi che ti ha preso da svincolato per poi farti tornare attivo, quale è il rapporto che hai con lui?

Beh con il Presidente Denis ci siamo trovati subito, abbiamo un rapporto di stima e fiducia. Appena conosciuto gli ho dato la mia disponibilità a ritornare attivo per dare una mano alla squadra e prenderla sulle spalle per raggiungere insieme la Promozione in B.  Spero che questa fiducia non venga mai a mancare cosi da portare avanti questo bellissimo rapporto

Parlando di promozione, credi che quest’anno lo Spezia possa veramente puntare a vincere il campionato di C?

Credo che con la rosa che abbiamo possiamo puntare a grandi traguardi e possiamo portare avanti il progetto iniziato tempo fa. Siamo una squadra con grandi potenzialità e sicuramente siamo lì tra le migliori squadre del campionato il nostro obbiettivo è puntare con tutte le nostre forze alla promozione in serie B lottando partita dopo partita per cercar di portare a casa sempre i 3 punti utili alla classifica.

Quali sono i tuoi obbiettivi personali quest’anno?

Io non mi pongo obbiettivi, sono sempre pronto a tutto e voglio quest’anno dare una grande mano alla squadra al fine di portarla il più lontano possibile. Sono qui e il mio unico obbiettivo è quello di essere sempre pronto ogni volta che il mister mi chiamerà in causa.

Mentre per quanto riguarda il futuro, ti immagini un giorno lontano dallo Spezia con un’altra maglia addosso?

Spero di rimanere qui, salire in A e diventare bandiera di questa squadra. Ora penso solo ed esclusivamente a questi colori, il futuro ora non voglio programmarlo, voglio pensare al presente e il mio presente si chiama Spezia e farò di tutto per vincere e convincere con questa squadra.

Adesso passiamo ai saluti ma prima di chiudere cosa vuoi dire a nostri lettori e tifosi?

Voglio solo dire di supportarci partita dopo partita, di essere sempre presenti e insieme ci toglieremo grandi soddisfazioni. Insieme possiamo portare questi colori anche su grandi palcoscenici ben più grandi della serie C attuale, Speriamo e vogliamo intraprendere un grande cammino. Forza Spezia

articolo di Gabriele Di Leo

grafica di Filippo Graziotti

La “prima” di Capitan Salce.



Non sarà la prima stagione, nè tantomeno la prima con la fascia del Sassuolo sul braccio; ma semplicemente la primissima intervista a cui Domenico Salce verrà sottoposto.

Grande esperienza e permanenza nel Progetto per cui ormai possiamo definirlo un vero e proprio “veterano” nonché una delle colonne portanti del Sassuolo dove alcuni tesserati hanno preferito lasciare; altri invece, come lui, hanno deciso di continuare a sposare questa causa.

Cosa ti ha spinto a restare e perchè hai deciso di restare e continuare a vestire la maglia neroverde?

Salce – Ciao Marco, per me è un grandissimo onore poter parlare con te. Sono rimasto al Sassuolo perchè mi sento a casa, sono qui dal primo giorno del Progetto e non avevo motivo di andare via. Sono il capitano da ormai tre stagioni dopo l’addio di Panoz e mi sento importante per la squadra. Quando ti trovi bene in un determinato posto con determinate persone cambiare aria, se non ci sono dei validi motivi, non ha senso secondo il mio punto di vista e poi come dice il proverbio “Chi lascia la strada vecchia per la nuova…”.

E’ arrivata finalmente una presidenza formata dalla coppia Coghi-Namane, anche loro tesserati e compagni di squadra tuoi, che rapporto hai con loro ma soprattutto cosa ne pensi di quest’ avvento presidenziale?

Salce – La presidenza è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Non ce l’aspettavamo anche perchè eravamo rimasti nel novero delle poche squadre senza una proprietà dall’ inizio del Progetto e per noi è stata la svolta. Come ben sai i vantaggi di averla sono tanti, sia per quanto riguarda il calciomercato sia per quanto riguarda la gestione dei calciatori ed è una cosa importantissima. E poi cosa dire su Coghi-Namane…due ragazzi splendidi con cui ho legato subito in squadra e che da quando hanno preso questo impegno si stanno facendo in quattro per creare un grande Sassuolo.

Tra i nomi che hanno lasciato vi è quello del mister Mattia Agosta, approdato alla Juventus, come hai preso la sua decisione e qual’ è stato il rapporto con il tuo ex mister?

Salce – Per me è stato veramente un colpo al cuore. Con mister Agosta avevo un bellissimo rapporto, lui ha sempre creduto in me e mi ha sempre spronato ad essere un calciatore migliore. L’ultima è stata la mia miglior stagione con tanti gol e tanti assist e il ringraziamento va tutto a lui che mi ha dato la possibilità di rendere al meglio. Se me lo permetti vorrei salutare e ringraziare anche un altro giocatore molto importante per me e per il Sassuolo che è andato via che è Giuseppe Tuccio. E’ stato lui a portarmi al Sassuolo il giorno in cui Filippo aprì le iscrizioni al Progetto ed è una grande persona e ammetto che sarà dura nello spogliatoio senza di lui. Ad entrambi faccio un grandissimo in bocca al lupo per la nuova stagione!

Il dopo Agosta porta il nome di Antonio VIolante, portiere e manager di questo “nuovo” Sassuolo; quale impressioni e sensazioni ti da e hai, visto che adesso lo avrai anche come mister oltre che come compagno di squadra e soprattutto cosa ti aspetti?

Salce – Posso dirti al 100% che non ci poteva esser scelta migliore di Antonio Violante come nuovo mister del Sassuolo. Parto dal presupposto che è già un nostro compagno di squadra e nonostante non fosse il nostro portiere titolare ha sempre dato il sostegno ai compagni e tifato per la squadra come nessun altro e già questo fa capire che tipo di persona è, sempre la parola giusta al momento giusto. Poi il suo curriculum parla chiaro, è stato il primo mister Campione D’Italia del Progetto con l’Udinese…penso non ci sia altro da aggiungere. E’ un vincente ed è quello che serviva al Sassuolo.

Una nuova stagione è alle porte, da capitano della compagine neroverde quali sono i tuoi obiettivi personali e quali pensi e/o ti auspichi che siano quelli di questa squadra?

Salce – L’avvento della presidenza ci ha dato nuovo entusiasmo e posso affermare che questo Sassuolo è una squadra che vuole stupire, nonostante ai blocchi di partenza ci danno per spacciati. A livello personale spero di far meglio della stagione scorsa anche se sarà difficile. Il mio sogno è quello di vestire almeno per una volta la maglia Azzurra e cercherò di dare il massimo per realizzarlo.

Articolo & Grafica realizzati da Marco Ternullo.



Spezia: mercato in entrata/uscita

La stagione 5 è ormai alle porte e lo Spezia si appresta ad affrontare il nuovo campionato di serie C/gir A con l’obbiettivo di ritornare già questa stagione in serie B. quest’oggi Lo Spezzino farà un’accurata analisi sui movimenti in entrata ed uscita dei bianconeri. La retrocessione in serie C ha portato qualche dolorosa cessione in casa Spezia come quella del portiere Gabriele Di Leo passato alla Sampdoria per la cifra di 2.5M ma anche quella dell’ala Andrea Ingrassia ceduto alla Roma per 1.1M. Hanno lasciato lo Spezia anche altri giocatori chiave come Simone Paone che ha scelto di giocare per la sua squadra del cuore l’Inter per 800K, Francesco Miscio che è passato al Trapani per 850K e Nicolò Gigli ceduto al Pordenone per 100K più il cartellino del terzino multiruolo Valerio Maniccia. Come ultimi movimenti troviamo le cessioni di Nico Ambrosecchia e Dino Spene entrambi ceduti al Verona per un totale di 850K. Tra gli svincoli troviamo ben cinque giocatori che per motivi familiari o altro hanno abbandonato il progetto e la squadra, citiamo i nomi di Giuseppe Pizzimenti, Eugenio Nasi, Vincenzo Giannattasio, Gianluca De La Torre e Antonio Cifariello. Gente che va gente che viene, per rinforzare la rosa quest’anno il presidente Coghi non ha badato a spese regalando ai suoi tifosi nomi importanti e riuscendo a chiudere il mercato realizzando il pareggio di bilancio  tra entrate ed uscite. In attesa delle loro presentazioni facciamo i nomi dei nuovi acquisti bianconeri

Alessio Reino: Attaccante acquistato per 400K dal Verona, il giocatore è stato voluto fortemente dal mister che ha avuto già l’occasione di conoscere Alessio visto i due anni trascorsi nel Verona.

Giuseppe Mancuso: Centrocampista roccioso anche lui prelevato dal Verona per 300K

Filippo Graziotti: Terzino multiruolo preso dal Chievo per 1M, giocatore attivissimo che ha sposato subito il progetto Spezia, farà anche il grafico per la nostra testata.

Valerio Maniccia: Terzino multiruolo e difensore centrale arrivato nell’operazione che ha portato Gigli al Pordenone, giocatore anche lui molto attivo e molto ambizioso

Lorenzo Lanno: ala destra presa dal Napoli per 1.1M con l’obbiettivo di far dimenticare le giocate e le accelerazioni di Ingrassia, abilissimo nei cross e nei tiri da fuori area

Stefano Carrara: ala destra acquistata dal Foggia per 1.2M, si giocherà il posto con Lanno, giocatore molto veloce e molto tecnico

Pietro Bertuzzi: centrocampista centrale acquistato per 600K dall’Akragas, abilissimo in fase di impostazione, sarà l’arma in più

Vincenzo De Lucia: attaccante preso in prestito dal Bologna per 500K, non ha bisogno di presentazioni visto che si è fatto apprezzare per le sue giocate in serie A, sarà lui il trascinatore della squadra

articolo di Gabriele Di Leo

grafica di Filippo Graziotti