Articoli

Le interviste impossibili – Leonardo Driussi

Quest’oggi intervisteremo Leonardo Driussi, terzino sinistro di casa Frosinone, di rientro nel progetto dopo un ban ad inizio stagione.

Buongiorno signor Driussi, bentornato all’interno del progetto. Quant’era la voglia di tornare attivo? Quali sensazioni ha provato in questi mesi di allontanamento forzato? Ha mai pensato di mollare definitivamente il progetto? 

Buongiorno a lei signor Ivaldi, grazie mille per il bentornato e per avermi concesso quest’intervista. La voglia di tornare attivo era tanta, ogni volta chiedevo ai miei compagni di squadra quanto mancasse al mio rientro e nell’ultima live ho fatto una sorta di countdown. Per quanto riguarda le sensazioni, innanzitutto grande delusione, ma anche tanta voglia di ripartire (con annessa determinazione). Eh sì, all’inizio ho pensato di lasciare definitivamente il progetto, anzi, ci ho pensato un bel po’ di volte, ma per fortuna ho avuto il supporto dei miei compagni al Frosinone ed anche degli ex “colleghi” della Casertana.

Non ci occuperemo delle ragioni del ban, che preferiamo rimangano private. Possiamo però dire che è stato causato dalla sua attività di mister sulla panchina del Livorno, squadra che poi non ha più potuto allenare. Vorrebbe tornare a sedersi su quella panchina, per poter riprendere il percorso interrotto, o preferirebbe buttarsi in una nuova avventura alla guida di qualche squadra differente?

Durante questa prima stagione di rientro, la S5, dovrò scontare una squalifica che durerà fino alla S6 nei ruoli di staff (allenatore e DS). La S7 è ancora molto lontana, ma sicuramente mi piacerebbe tornare ad allenare. Per quanto riguarda il Livorno, c’è prima di tutto da capire se riusciranno a tornare in Serie B (credo di meritarmi questa competizione, il poco che ho fatto non è stato male). Penso comunque che non tornerò a Livorno, temo di non essere molto accettato, ed inoltre ho notato un po’ di confusione all’interno della società. Lungi da me far polemiche, anzi, auguro a loro il meglio per il futuro, ma in caso di una nuova offerta, declinerò gentilmente (tra l’altro non credo molto nelle minestre riscaldate).

La sua squalifica ha condizionato anche la sua attività da calciatore: non potendo più essere schierato, se non da depotenziato, ha fatto mancare il suo prezioso contributo al Frosinone, la sua squadra. Ciò può aver influito sulla mancata promozione di quest’ultima, che ha perso in finale playoff contro il Benevento? Con lei in campo il mister Antonucci avrebbe sicuramente avuto una freccia in più al suo arco. Lei pensa che per l’anno prossimo la squadra sia matura per centrare la promozione diretta?

Sì, l’ho pensato molte volte, con me disponibile avremmo centrato la promozione in A, ne sono quasi sicuro. Credo di essere un ottimo giocatore ed avrei potuto fare la differenza. Inoltre, senza il mio ban, il mister Antonucci avrebbe potuto far riposare i suoi terzini titolari, senza che questi fossero costretti ogni volta a finire la partita attaccati alla bombola dell’ossigeno; di questo me ne dispiaccio. Inoltre credo che la squadra la prossima stagione debba assolutamente centrare la promozione diretta (magari con la vittoria del campionato). In caso contrario ci dovremmo fare due domande, anche perché la squadra è già ottima e con qualche innesto di livello, potremmo essere la favorita numero 1.

Quanto è stato importante per lei sapere che, una volta finita la squalifica, ci sarebbe stato di nuovo un posto assicurato in squadra? I suoi compagni l’hanno aiutata a superare questo momento difficile?

Mi ha fatto sicuramente piacere, sono molto felice di ciò. Inoltre, la squadra mi è stata sempre vicino, a partire dal presidente Cioè, passando dal DS Castagnoli, senza dimenticarci di mister Antonucci o dei miei compagni di squadra: lei, Guzzi, Generale, Sanna, Iacona e Fedeli. Ho citato solo i principali, ma dovrei citare tutta la squadra, grazie mille veramente a tutti, senza di voi probabilmente non sarei più nel progetto. In più, vi prometto che l’anno prossimo saliremo, tutti insieme, lottando come leoni. Vorrei inoltre ringraziare anche i miei ex compagni della Casertana, principalmente i presidenti: i fratelli Fulco, Maiorano e Vitolo, con una nota di merito anche a Marco Conti, il DS Moricca, Roberto Saba, Mannarella, Favenza e Bazzani. Anche qui, in generale, ringrazio tutta la squadra.

Gira voce, tra noi addetti ai lavori, di un suo interessamento ad acquistare una società di serie C per la prossima stagione; quanto c’è di vero in questa notizia? Che squadra avrebbe intenzione di comprare? Ha intenzione di appoggiarsi a dei soci per l’acquisto?

Confermo questa voce, ho l’intenzione di acquistare una società di Serie C. Preferisco non svelare la squadra, anche perché ci sono stati dei problemi, troppo lunghi da spiegare. E sì, comprerò la società con un altro socio, Alessandro Calchi. Inoltre, abbiamo già un Marketing Manager, un allenatore ed un vice-allenatore. Manca solo il DS. Magari lei sa qualcosa in più sulla questione allenatore (ammicca sorridendo, ndr).

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Oliver Mayor

Continuiamo la nostra serie di interviste con Oliver Mayor, veterano di Progetto FM presente fin dalla prima stagione. Laterale sinistro a tutta fascia in campo e presidente di diverse squadre, passerà in S5 dal Sassuolo, sua storica squadra, al Novara. 

Salve, a breve scatterà l’inizio del calciomercato, in cui verrà ufficializzato il suo trasferimento al Novara. Lascerà il Sassuolo, la squadra con cui ha iniziato la sua avventura nel progetto e di cui è diventato poi anche il presidente. Cosa l’ha portata a questa scelta che la vedrà addirittura scendere di categoria?

Un salve anche a lei e a tutti i nostri lettori. Confermo che dopo quattro anni ho dovuto prendere una decisione difficile, la più difficile finora: lasciare la mia casa, Sassuolo. Ormai era tempo di un cambiamento sia per me che per la mia carriera.

Oltre ad essere un veterano, lei ha anche il primato di essere stato il primo ad aver acquistato una squadra, il Major Livorno. Come si riesce a guidare per così tanto tempo una squadra?

Acquistai il Livorno in S2, quando venne appena promosso in Serie B dalla C. Successivamente venne promosso in A, per poi retrocedere all’ultima giornata in B e quest’anno addirittura in C, purtroppo dopo una serie di avvicendamenti in panchina. Il trucco per mantenere per tutto questo tempo una squadra è fornirsi di tanta pazienza e voglia di fare e mettersi in gioco, affidandosi alle persone giuste. Un grazie va a chi mi ha accompagnato in questi anni che, se pur, io abbia commesso degli errori non essendo molto presente, ha sempre sostenuto e dato di tutto per la mia, nostra, squadra!

Nelle stagioni successive ha acquistato anche il già citato Sassuolo e pure il Lecce. Purtroppo quest’ultima e il Livorno sono entrambe scese di categoria quest’anno, rispettivamente in serie B e C. Cosa non ha funzionato durante l’annata? Intende “lasciare” o “raddoppiare” il suo impegno alla guida di questi due club?

Si, il Lecce e il Sassuolo sono state acquistate quest’anno da una cordata composta da me dal mio amico e socio Denis Coghi (nel Sassuolo è presente anche Alì Namane). Nel Lecce la situazione era critica in quanto senza presidente e con una squadra di quasi tutti inattivi. Ma noi già abbiamo piazzato qualche colpo che darà una svolta ai Giallorossi. Per il Sasol la storia è ben diversa: è una squadra di quasi tutti attivi che aveva bisogno di qualche piccolo cambio a livello di gruppo. Io personalmente me ne sono andato anche perché non voglio giocare categoricamente nelle squadre delle quali sono presidente per un fattore anche di imparzialità. Un giorno forse ci tornerò da giocatore ma per ora avevo bisogno di nuova linfa…

Torniamo ora a parlare della sua carriera da giocatore: terzino sinistro con la possibilità di essere schierato a centrocampo, lei ha anche una certa dimestichezza davanti alla porta (3 gol) ed è stato tra gli assistman del Sassuolo, ben 6 assist in stagione. Vorrebbe in futuro spostare ancora più avanti la sua posizione sulla fascia?

Mi è stato già detto dal neo mister che sarò centrocampista sinistro, sperando di poter dare un’ulteriore mano offensiva alla squadra coi miei assist e magari chissà…i miei gol. Facendo così incrementare la mia valutazione!

Lei che è nel progetto da molto tempo ha sicuramente visto la sua evoluzione negli anni. Cosa è cambiato di più rispetto alle prime stagioni? Ha nostalgia di qualcosa in particolare? Qual è la sua opinione sui diversi scandali accaduti negli anni?

Sono presente dai primi giorni nel Progetto grazie a Tuccio, mio compagno al Sasol e uno dei miei migliori amici nella real life. Ne abbiamo vissute tante e tanta gente che c’era prima ora non è più nel progetto, o per ban o per abbandono o meno attiva…una cosa che rimetterei è la procura dei giocatori, molto intrigante come lavoro virtuale. Sono stato purtroppo assente per qualche mese a metà dell’anno scorso, per problemi personali, ma sto recuperando il gap per poter ritornare al top come quando risultavo ad inizio Progetto, quando proponevo nuovi ruoli, regole e idee che oggi sono la norma. Non mi manca molto quel periodo, oggi tutto è più controllato, ma mi mancano alcuni personaggi coi quali iniziai questo percorso.

Grazie per il tempo dedicatomi e da oggi forza Novara!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Alessandro Gallo

Ai nostri microfoni Alessandro Gallo, giovane centrocampista destro del Cagliari. Affianca a questa posizione anche ruoli da DS, da allenatore e da MM, ma lasciamo che sia lui a parlarcene durante l’intervista. 

Buongiorno signor Gallo, cominciamo subito parlando della sua attività da calciatore. Entrato nel progetto nella S4 si è accasato al Cagliari; una buona stagione per lei, condita da 11 reti. Si aspettava una partenza di carriera così importante da parte sua, o è riuscito a stupire anche se stesso?

Sono contento di questa stagione di esordio, sicuramente la mia giovane età in game ha aiutato a farmi migliorare velocemente ma sono sicuro che potrò fare ancora di più. Ho avuto qualche difficoltà i primi mesi, a causa di impegni scolastici (avevo una paura assurda della maturità e a ripensarci ora mi viene da ridere ahah), ma da quando ho recuperato tutte le materie che avevo sotto nel trimestre sono riuscito ad essere molto più attivo, sono da ormai diversi mesi fisso in Top10 della classifica live e per questo devo ringraziare soprattutto la mia squadra: tutti i miei compagni, mister Frunzio, il DS Benedetti, Sedda, Lupo e Conte. Il gruppo che si è creato è fantastico, siamo uniti e ci divertiamo tra di noi: credo che questo sia uno dei punti fondamentali del progetto, se inizi in un gruppo così hai la strada in discesa!

Concentriamoci adesso sugli altri ruoli che lei ha all’interno di Progetto FM: innanzitutto è DS del Livorno, che purtroppo non è riuscito ad evitare la retrocessione in C. A cosa può essere attribuita? Lei comunque rimarrà DS anche per l’anno prossimo?

Non sono arrivato a Livorno da molto tempo e non conosco bene tutte le dinamiche ma, per come intendo io il progetto, credo che una grande colpa possa essere data ad un gruppo che non è stata aiutato ad essere attivo: ho trovato molti ragazzi nuovi che non sapevano bene il funzionamento del progetto, altri che proprio non scrivevano mai ed erano stati acquistati a cifre veramente alte. 

Si, sono felice di annunciare che sarò DS a Livorno anche in S5. Credo molto in questo progetto che stiamo portando avanti con il presidente Mayor ed il mister Aloi. Stiamo incentrando la campagna acquisti sull’attività: abbiamo venduto chi voleva andar via, chi era poco attivo e svincolato quelli a cui non interessava più del progetto. Per quanto riguarda il mercato in entrata abbiamo già chiuso due colpi, uno dei quali molto importante, e continueremo fino al completamento dei 15 slot cercando gente il più attiva possibile, perché credo fortemente che la chiave per tornare in alto sia avere un gruppo attivo, che si diverta e che porti vantaggi a se stesso ed alla società.

La retrocessione del Livorno influenzerà anche la sua attività da allenatore, dato che finirà nello stesso girone del Siena, squadra da lei attualmente allenata, che sta disputando i playoff e che in campionato è arrivata seconda dietro solo allo straripante Empoli di mister Casalati. Sarà costretto quindi a lasciare la panchina, ma continuerà a far parte dello staff societario in veste di Marketing Manager?

Si, ho deciso di continuare a Livorno per non abbandonare un percorso appena iniziato. A Siena ho trovato persone stupende che sono state molto comprensive e che ci tengo a ringraziare (il presidente Fulchignoni ed il DS Aiello). Mi hanno permesso di iniziare questa mia carriera da allenatore dandomi fiducia e per questo sarò sempre legato a loro. Ho conosciuto anche un gruppo di ragazzi fantastici e sono contento di poter continuare a lavorare con loro anche se con un ruolo diverso: sono felice di annunciare infatti che rimarrò a Siena come MM, per dare una mano con la parte grafica e soprattutto per poter restare a contatto con un ambiente speciale e che avrei lasciato malvolentieri.

Se dovesse quindi lasciare il Siena, dove vorrebbe cercare un’altra squadra da allenare? È già stato contattato da qualche presidente?

Non nascondo che è una cosa a cui sto pensando seriamente, penso di aver acquisito una buona esperienza quest’anno e credo che i risultati possano confermarlo; ovviamente la cercherei in C, dato che ho già un accordo con il Bologna per la prossima stagione. No al momento non ho nessun contatto e vedremo se ne avrò qualcuno in futuro. Sicuramente, in caso, valuterò bene il progetto, anche se il mio sogno sarebbe poter allestire una squadra nuova, andando a fare scouting e trovando nuovi utenti, facendola crescere piano piano come forza e attività, insomma quella che sarebbe “una mia creazione”.

L’ultima domanda riguarda anche il calcio fuffa: vedo appeso al suo armadietto un poster del Gallo Belotti, centravanti del Torino, da cui deduco che la sua fede calcistica sia di colore granata. Vorrebbe un giorno vestire quella maglia e giocare allo stadio Grande Torino qui, all’interno del progetto?

L’obiettivo di vestire quella maglia è stato probabilmente il primo che mi ero posto quando entrai nel progetto. Adesso però sono in una squadra in cui mi trovo benissimo e avendo un’età molto giovane (15 anni in game) credo che gli obiettivi siano cambiati. Certo, non nascondo che in futuro comunque mi piacerebbe molto arrivare ad indossare quel numero 9 e poter dire di non avere solo più il soprannome in comune con Belotti, ma al momento non è più una priorità. Sarebbe comunque un sogno alzare la cresta all’Ichnusa Arena (purtroppo gli hanno cambiato nome grr ahah).

Articolo di Emilio Ivaldi

Serie B: focus sulla lotta salvezza

Mancano soltanto quattro giornate e il campionato di serie B potrà dirsi concluso. Il campionato ha emesso il suo primo verdetto due giorni fa con la retrocessione aritmetica del Livorno in serie C, mentre le altre squadre che si contendono la salvezza sono Salò, Akragas , Lucchese, Spezia e Spal. Lo Spezzino quest’oggi fa un analisi accurata di tutti i possibili scenari che possono verificarsi fino al termine del campionato. La classifica recita:

38 Salò

37 Akragas

33 Lucchese

25 Spezia

20 Livorno R

20 Spal *

Attualmente sarebbe salvo il Salò, con Akragas e Lucchese che disputerebbero i playout per via dei quattro punti di distanza tra quintultima e quartultima mentre andrebbero in C Spezia, Spal e Livorno. Adesso analizziamo il calendario di tutte le squadre sopracitate.

Salò: 38 punti

  • Salernitana (C)
  • Novara (T)
  • Vicenza (C)
  • Livorno (T)

Il Salò si salva se l’Akragas non fa un punto e la Lucchese non fa più di quattro punti, oppure se viene superata dall’ Akragas ma la Lucchese non fa neanche un punto. Il Salò va ai playout se Akragas e Lucchese fanno un punto a testa.

Akragas: 37 punti

  • Novara (C)
  • Vicenza (T)
  • Livorno (C)
  • Spezia (T)

l’Akragas si salva se riesce a fare un punto e se il Salò o la Lucchese non riescono a fare punti. L’Akragas va ai playout se non riesce a neanche un punto

Lucchese: 33 punti

  • Avellino (C)
  • Brescia (T)
  • Cittadella (C)
  • Chievo (T)

La Lucchese si salva se fa più di cinque punti, in questo caso sarebbero Akragas e Salò ad andare ai playout a patto che nessuna delle due riesca a fare punti. La Lucchese va ai playout se resta a -4 dall’ Akragas oppure se riesce a fare un punto e il Salò perde tutte e quattro le partite. La Lucchese retrocede se non riesce a fare punti e l’Akragas riesce a fare un punto

Spezia: 25 punti

  • Vicenza (C)
  • Livorno (T)
  • Ancona (C)
  • Akragas (C)

Lo Spezia va ai playout se riesce a fare nove punti con la Lucchese che dovrebbe perdere le restanti quattro partite

Spal: 20 punti

  • Roma (T)
  • Entella (C)
  • Avellino (T)
  • Brescia (C)
  • Cittadella (T)

La Spal disputerebbe i playout se vince tutte le partite se lo Spezia che non fa più di nove punti e se Salò e Lucchese non riescano a vincere nessuna delle quattro partite.

Articolo di Gabriele Di Leo

Intervista ad Oliver Major: “mercato virtualmente chiuso, sperando che possa portare ad una sempre più sperata salvezza”

Buongiorno cari lettori oggi qui con noi abbiamo Oliver Mayor presidente e ds del Livorno che ci parlerà della stagione degli amaranto

Buongiorno Oliver stasera per il Livorno ci sarà uno scontro importante a Ferrara con una Spal in crisi di risultati, credi che una vittoria possa dare una svolta alla stagione?

Buongiorno a te e a tutti i nostri lettori. Stasera la sfida sará tosta perché la Spal é si in crisi di risultati ma il calcio non é una scienza esatta e FM men che mai…quindi noi siamo qui, pronti a combattere su ogni pallone (come sempre), schierando i nuovi acquisti del mercato invernale, ritenuti ottimali per il modulo del mister…sperando di portare a casa il risultato!

Sono stati fatti tanti acquisti in entrata per risollevare il Livorno nella situazione in cui trovava, credi sia sufficiente per il raggiungimento della salvezza oppure manca ancora qualcosa?

Gli acquisti sono stati fatti da me (presidente e DS della squadra), stando in stretto contatto con mister Ingrassia, sempre disponibilissimo e presente per tutto, doti che io apprezzo moltissimo in un momento di crisi quale quello in cui versavamo ad inizio stagione. Ecco perchè riteniamo il mercato chiuso virtualmente per la nostra Società, sperando possa portare ad una sempre più sperata Salvezza.

Avete cambiato allenatore affidando la panchina ad Andrea Ingrassia una nostra conoscenza, come giudichi il suo operato fino ad ora?

Andrea ci è stato suggerito da Denis Coghi (GRAZIE, AMICO!). Sono stato un po scettico all’inizio viste le precedenti esperienze ma tutto mi è stato chiaro appena gli ho parlato. Sempre attento, capace, ottimo intenditore del gioco e delle meccaniche di FM, nonchè grandissimo oratore (parliamo di vocali su whatsapp da 1 minuto, 1 minuto e mezzo a botta 😂). Quello che ci voleva e che cercavo in un allenatore!

Un aspetto che ci incuriosisce è sicuramente quello di aver dato importanza alla costruzione di opere come la Redtube arena stadio che verrà ultimato a fine stagione o il centro Major altra imponente costruzione terminata pochi giorni fa. Ecco quali benefici possono portare queste strutture per il Livorno?

Queste due strutture sono e saranno negli anni a venire le strutture nevralgiche del Club. Porteranno visibilità e speriamo tanta goduria (soprattutto la Redtube Arena 😜) tra i tesserati, a noi menti pensanti del Club e ai tifosi e alla gente di Livorno. Insomma sono delle Opere per noi, delle Opere per Livorno.

Mentre per quanto riguarda i tuoi progetti futuri ?

In programma c’è una nuova avventura oltre a quella Livornese. Scendeno stavolta però verso il Sud-Italia, cercando di risollevare una squadra in crisi. Chissà…

Ora siamo ai saluti grazie Oliver e buon proseguimento di stagione

Grazie a voi.

Articolo di Gabriele Di Leo

Revisione di Andrea Ingrassia

Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi…

Stefano Stranges a tu per tu con noi di Progetto X

Ciao Stefano, è un piacere poter intervistare un membro storico del Progetto, per chi non ti conoscesse presentati in-game e off-game.

Ciao Salvatore, il piacere è mio di essere intervistato da un grande giornalista come te. Per me è un onore far parte di questo bellissimo progetto da anni, anche se c’è chi vi partecipa anche da più tempo ancora. Comunque io mi chiamo Stefano, ho 35 anni (ma ne dimostro molti meno, almeno all’interno… *ride* N.d.R.) e sono di Roma, anche se originario della Calabria (un bacio al mio compare Nicola Filippone).

Nella vita sono un praticante avvocato, con la passione della danza (ho ripreso da pochi mesi le lezioni e a giugno farò il saggio dopo 4 anni di stop forzato), del calcio e del cinema (collaboro con una casa di produzione).

Nel gioco ricopro con orgoglio il ruolo di terzino destro nella Juventus campionessa uscente d’Italia (un abbraccio a compagni, mister e dirigenza e a tutti i tifosi), nonché di direttore sportivo nella Salernitana (in coppia con Francesco “waoooo” Avogaro) e del Catania nata da poco, con obiettivi non proprio celati di conquistare la serie A con i granata per bissare l’impresa di Livorno con il mitico Claudio Franco (che abbraccio) e la serie B con il Catania, anche perché così non mi toccherebbe scegliere in quale rimanere nel caso si trovassero a giocare entrambe nella stessa serie (ovviamente un bacione a tutti i compagni, mister, dirigenza e tifosi di entrambe). [nota della redazione: se il Catania salisse in B e la Salernitana in A, per la regola del “monoruolo” non potrebbe coprire l’incarico in entrambe comunque]

Mi hai raccontato dei tuoi giri nel progetto, sia come calciatore che come DS, faresti un piccolo excursus della tua carriera anche per i nostri lettori?

La carriera da calciatore non è molto movimentata (si fa per dire…): cresciuto nella primavera dell’Inter, sono stato ingaggiato dal Livorno neo promosso in B. Qui ho conosciuto gente fantastica, come il mister Franco che mi manca tantissimo (con tutto il rispetto per mister trovato con cui mi sto trovando molto bene), o Salvatore Campagna con il quale ho un rapporto di amore-odio (lo stimo moltissimo e gli voglio tanto bene ma ogni tanto litighiamo, ma per fortuna passa subito), nonché un grande amico come Filippo Pitorri, che è entrato poco dopo di me nel progetto. Con questo fantastico gruppo, di cui ho avuto anche l’onore di essere direttore sportivo, siamo riusciti nell’impresa di centrare la serie A, sotto l’ottima guida di mister Franco (che è riuscito sempre a tenere unito il gruppo e attivi i singoli giocatori, salvo casi eccezionali, oltre a trovare sempre la tattica e la formazione giusta per arrivare a centrare questo storico traguardo).

L’anno successivo partimmo nel migliore dei modi con un 5-0 al Napoli, ma poi entrammo in crisi, pur riuscendo nell’impresa di arrivare in semifinale di coppa Italia (peccato per l’ultimo step, perché se avessimo vinto con la Roma ora giocheremmo in Europa, ma inutile piangere sul latte versato e in bocca al lupo alla Roma per il cammino europeo).

Purtroppo alla fine siamo retrocessi all’ultima giornata non riuscendo a battere lo Spezia e da allora è scoppiato il caos, con il mister che per motivi di tempo dovette rassegnare le dimissioni, alcuni suoi fedelissimi e altri giocatori che volevano mantenere la serie A che chiesero la cessione e così via fino a quando, a seguito del nuovo caos portato da Altomare, anche io e Del Prete abbiamo deciso di migrare per altri lidi.

Ora giochiamo entrambi alla Juventus (che ringrazio ancora per aver creduto in me e avermi concesso l’onore di indossare questa storica e gloriosa maglia) dove abbiamo ritrovato anche due ex compagni di squadra ai tempi di Livorno (Perfetti e quel matto di Amadori).  Mi spiace solo di non aver trovato anche Mirco Diotto, passato da poco al Drink Team, che stimo molto.

Ho anche avuto il privilegio di essere convocato nella nazionale maggiore e addirittura di fornire un assist per uno dei gol segnati in quel periodo (contro la Croazia) – approfitto per ringraziare ancora il CT per avermi dato questa fantastica opportunità -.

La carriera da DS  è molto più movimentata. Iniziai a Livorno come già accennato nella stagione della promozione in A, poi venni esonerato e passai dopo poco all’Udinese, una nobile decaduta che puntava al pronto ritorno in A, ma per evitare conflitti in sede di mercato con l’altro DS di allora, Davyd Andryesh che saluto, decisi di farmi da parte e arrivò l’offerta del Torino, che mi diede l’occasione di lanciarmi in una piazza importante, ma per vari motivi delusi le aspettative e così decisi di lasciare spazio ad un DS migliore, che potesse portare la squadra dove meritava, ovvero in Europa se non allo scudetto.

Tornai allora al Livorno fresco di retrocessione per provare a replicare l’impresa fatta con mister Franco, ma purtroppo il caos scoppiato me lo ha impedito e sono stato nuovamente esonerato, ora ricopro l’incarico a Salerno con obiettivo serie A e a Catania con obiettivo serie B. Spero di ripagare al meglio la fiducia delle due società.

Al Torino cosa non ha funzionato? Da quel poco che ho visto del progetto il Toro è una delle realtà più coese e forti che ci sono in giro…

Al Torino c’era il problema che loro usano una Chat diversa da whatsapp, quindi spesso mi ritrovavo a leggere messaggi magari importanti anche con grande ritardo, anche perché dovevo al tempo stesso seguire la Chat del Livorno su whatsapp, così ho deciso per il bene della squadra di lasciare in modo da poter far posto ad un DS migliore che potesse portarli ad ottenere grandi successi.

Comunque confermo che il Torino è una grande famiglia oltre che grande squadra. Sono tutti molto attivi, si ride e si scherza, ci si aiuta a vicenda Etc, infatti mi mancano molto, siamo rimasti in ottimi rapporti e chissà che un giorno non potrò tornare da loro.

Qual è il segreto per rimanere attivo, da così tanto tempo, all’interno del progetto, cosa ti spinge ad andare avanti stagione dopo stagione?

Il segreto è che ogni volta che ho tempo vado subito in pagina ufficiale o nelle pagine ufficiali delle squadre dove gioco e nelle chat Whatsapp per tenermi sempre informato, commentare, dare consigli Etc.

Ad esempio per ultimo ho indetto un sondaggio nella pagina del Catania per scegliere le tre nuove maglie, per far divertire i giocatori a disegnarle e postarle in modo che così restano anche attivi. Mi spinge la passione per il calcio in generale, per football manager nello specifico, ma anche il fatto che qui sopra ho conosciuto persone speciali con cui ho legato molto, ma anche con gli altri compagni di progetto è sempre bello ridere e scherzare e scambiare pareri. Poi vuoi mettere la gioia di vedere le persone felici quando condividi con loro traguardi come ad esempio la promozione in a con il Livorno? E peccato che non esistano anche i tifosi veri perché fare felice una città come ha fatto Franco a Livorno sarebbe una gioia immensa, ma già sapere che i tuoi ragazzi, magari alcuni che hai scelto tu per la rosa o comunque che hai comprato su indicazione del mister o del presidente, sono felici per aver centrato un grande traguardo.

Ci parli meglio del tuo secondo allontanamento da Livorno? Hai qualche commento in merito?

Commenti non ce ne sono perché è passato e perché a mente lucida capisco che purtroppo sono cose che possono capitare.

Comunque praticamente è successo che io e Del Prete iniziavamo a non vedere di buon occhio Altomare, perché non era mai presente, sbagliava i potenziamenti e i ruoli in campo dei giocatori, così Antonio Del Prete ha deciso di parlare con il presidente (anche lui molto poco presente, ma posso capire gli impegni extra gioco, anche se, secondo me, il presidente è una figura fondamentale in una squadra ed è sempre meglio se sia molto attivo come ad esempio i presidenti della Salernitana o quello del Catania – alla Juventus mi pare di aver capito non ci siano) per chiedere l’esonero, ma Oliver Major ritenne più giusto vederlo prima in azione per non prendere decisioni affrettate, così ho ricevuto la richiesta di cessione di Del Prete che non si rispecchiava più nel progetto Livorno, credo più o meno per lo stesso motivo mio – ovvero l’assenza del presidente e del mister, l’inattività di molti giocatori e la partenza di colonne come Campagna (che con Franco teneva unito e attivo lo spogliatoio) o Amadori (ritrovato poi a Torino).

Visto che anche Del Prete, uno dei pochi attivissimi, nonché mio amico, voleva lasciare, ho capito che non si poteva più andare avanti perché il progetto del Livorno non combaciava col mio di ripetere l’exploit dei tempi di Franco, così anche io chiesi la cessione, ma ne io ne Antonio Del Prete sapevamo che non ci si potesse vendere tra DS, ma pensavamo che solo se uno fosse stato giocatore e DS per vendersi avrebbe dovuto chiedere al mister o al presidente, così, visto anche le nuove richieste di cessione che iniziavano ad arrivare dopo la nostra cessione, il presidente ha deciso di licenziarci, peccato perché io e Antonio (Del Prete N.d.R.) avevano deciso di provare a mettere a segno qualche colpaccio per dare una mano alla rinascita del Livorno, ma non ne abbiamo avuto tempo.

Sono sicuro che il Livorno si risolleverà, soprattutto se Oliver Major avrà più tempo da dedicargli e se arriverà un allenatore valido come quello che sostituì Altomare (gli chiedo scusa se ora non mi viene in mente il nome ma penso che abbiate capito a chi mi riferisco).

Vorrei chiederti qualcosa in più sulla cessione Campagna, visto che a più riprese Pironti ha dichiarato che avrebbe speso tranquillamente 3 milioni per assicurarsi le prestazioni sportive di Salvatore, come mai non avete fatto partire un’asta che sicuramente vi avrebbe garantito un introito molto maggiore?

Io, riguardo la cessione di Campagna, posso parlare da esterno, perché al tempo ero ancora a Torino. Sinceramente rimasi basito quando lessi che era stato ceduto a quella cifra. I primi tempi i cui ero DS a Livorno gli ritoccai il contratto per convincerlo a rifiutare le offerte di top team e non indebolire la squadra che stava lottando per la promozione in serie A, gli misi anche una clausola da 7 milioni (su consiglio, altrimenti la avrei fatta anche da 10) per far cedere sul nascere ogni possibile pretendente al suo cartellino.

Poi come sapete venni licenziato dal Livorno e da allora non mi interessati più io del mercato. Il fatto di aver venduto uno dei migliori top player in circolazione – se non il migliore – a 1.5kk, fa pensare a grave incapacità di chi lo ha venduto o ad un gesto di gran magnanimità dello stesso. D’accordo che Salvatore premeva per andarsene perché non voleva perdere il treno della nazionale – e ci può stare, anche se io avrei provato a convincerlo a conquistarlo con l’attività – però si poteva gestire meglio la situazione, in modo da venderlo al giusto prezzo se non di più attraverso un’asta che sicuramente ci sarebbe stata intorno ad un giocatore di questo livello.

Mi fa ridere poi che sia stato accusato di averlo venduto ad un prezzo irrisorio, quando al tempo ero DS del Torino e che una volta capita la gaffe esce fuori che chi doveva seguire ogni minima cosa riguardante la squadra non sapeva chi avesse venduto il giocatore e alla fine era proprio lui. Quindi in base a ciò deduco che sia stata scarsa esperienza, però ormai è andata così inutile piangere sul latte versato. Importante è che il giocatore sia contento perché anche io ho sempre messo davanti la felicità dei giocatori, poiché un giocatore scontento non farà mai il bene della squadra

Come ti trovi alla Juve? Avresti mai pensato che la squadra sarebbe stata in grado dell’exploit Scudetto dopo “progettopoli”?

Mi sto trovando molto bene. Oltre agli ex compagni di Livorno ho trovato ragazzi fantastici, un grande mister e un ambiente ideale per fare bene. Mi sono ambientato subito. L’impresa post progettopoli è la conferma che nulla è impossibile. Basta credere nei propri mezzi, essere ottimisti e lavorare sodo.

E’ la prima volta che giochi in Champions, ci descrivi l’emozione che si prova?

È un’emozione indescrivibile, anche se vai in panchina, il solo sentire l’inno della champions ti fa tremare le gambe. Poi sentire centinaia di migliaia di tifosi urlare “The champions” alla fine mette i brividi. Non da meno l’emozione di poterti confrontare con realtà e campioni provenienti da tutta Europa. Peccato solo per l’inizio, avrei sperato in un risultato positivo ma la competizione è ancora lunga.

Dove arriverà la Juve quest’anno?

La Juve è una signora squadra e lo ha dimostrato anno scorso, può andare lontano

Che ambiente c’è a Salerno? Un commento sull’inizio di Stagione della Salernitana?

C’è un ambiente fantastico: i tifosi ci sostengono sempre fino al fischio finale, vengono a dare il loro supporto anche agli allenamenti. I giocatori sono molto uniti e danno sempre il 100%, fino all’ultimo, poi spesso ridiamo e scherziamo tra noi per tenere sempre alto il morale. Il mister è davvero valido, riesce a tenere attivi i giocatori, tiene unito il gruppo, è stato in grado di risolvere la falsa partenza con la sconfitta con la Lucchese e i due pareggi di fila rischiando un cambiamento tattico molto offensivo che ha portato grandi risultati. Anche i presidenti sono molto attivi e interessati all’andamento della squadra. L’inizio è stato molto sfortunato, con la Lucchese due pali, due rigori contro e un’espulsione, avremmo meritato molto di più e se avessimo vinto non avremmo rubato nulla, poi la vittoria con la Spal sudata e due pareggi di fila, ma con il cambiamento tattico messo in atto dal mister abbiamo trovato il giusto equilibrio mettendo a segno una bella serie di risultati positivi con vittorie di prestigio come il 4-2 al Parma in coppa Italia o il 5-2 alla Roma in campionato. Se continuassimo così credo che potremo andare davvero molto lontano.

Parliamo di Nazionale, la lotta è accesissima per conquistare un posto in squadra, cosa si deve fare per meritare la Maglia Azzurra?

Come dicevo sopra ho avuto l’onore di indossare la Maglia Azzurra in passato e di fornire anche un assist nella partita persa 2-1 con la Croazia. È un’emozione indescrivibile poter indossare la maglia che rappresenta il tuo paese. Ovviamente si c’è sempre una lotta senza tregua per guadagnarsi un posto in nazionale. Un consiglio che mi sento di dare è dimostrare attaccamento a squadra di appartenenza e al progetto restando molto attivi, poi bisogna dare sempre il massimo per ottenere ottimi risultati e, riguardo la nazionale maggiore, giocare in serie A, almeno in passato non venivano convocati giocatori di altre serie.

Il DS è un ruolo molto divertente, ti permette di avere a che fare con molte persone del progetto, come vivi questo ruolo? Ci sveli qualche trucchetto del mestiere?

Divertente ma molto duro e di grande responsabilità, non è per tutti. Devi tenere sempre sotto controllo il bilancio, aggiornarlo ad ogni piccola modifica, passare copia al presidente, devi trattare con i colleghi in fase di mercato per comprare al meno possibile o vendere al più possibile, devi redigere i contratti e depositarli dopo averli trattati Etc. Io lo vivo bene perché mi è sempre piaciuto, nonostante le tante difficoltà che si incontrano lungo il percorso. Ho ottimi rapporti con tutti i componenti delle squadre per cui lavoro. Trucchetto del mestiere è tenere tutto in ordine a portata di mano, controllare sempre che sia tutto in regola, avere un filo diretto col mister per capire le sue necessità in sede di mercato, mantenere ottimi rapporti anche coi giocatori e cercare di tenerli attivi, ci sono tanti altri consigli che potrei dare, però sappiate che se vorrete intraprendere questa carriera è tosta, ma ne vale la pena, soprattutto quando il tuo lavoro porta vantaggi alla squadra

Il Catania sta volando, come hai costruito la squadra? Hai seguito la tua esperienza o la scelta dei giocatori è stata collegiale insieme alla dirigenza?

Lavoro di concerto, anche alcuni giocatori presenti in rosa mi hanno segnalato qualche nuovo iscritto. ci siamo concentrati molto sulle caratteristiche per prendere il meglio e finora lo abbiamo fatto

Come invogli le nuove leve a rimanere attivi? E’ più difficile mantenere l’attività delle nuove leve o dei giocatori di vecchia data?

Cerco di dare il buon esempio essendo tra i più attivi della squadra, mi informo sulle loro giornate e qualsiasi cosa li faccia trovare bene in squadra e sul progetto, poi cerco di organizzare eventi come contest, come quello per le tre maglie nuove del Catania. Poi ovviamente ci saranno motivi vari per cui alcuni non lo resteranno, però noi faremo di tutto per renderli attivi. In teoria è più difficile per le lunghe leve restare attivi perché può capitare che sopraggiunga la noia dopo tanto tempo, mentre magari le nuove leve viaggiano sulle ali del l’entusiasmo per l’ebrezza della nuova esperienza.

Come convinceresti un tuo giocatore a intraprendere la carriera di DS o di Presidente? Io noto che troppi elementi attivi nel progetto non vogliono fare il grande salto, come li sproneresti?

Potrei dire che mettersi in gioco in ruoli come questi ti aiuta a crescere. Direi quantomeno di provare perché soprattutto il lavoro da DS è tosto ma bellissimo da svolgere

Essendo nel progetto da tanto tempo, avrai sicuramente stretto amicizia con tantissime persone, a chi ti sei legato di più? Ci racconti un aneddoto divertente che lo/la riguarda?

Sono talmente tanti che per non dimenticare nessuno, non mi sento di citare un nome.

Il tuo momento di gloria nel progetto qual è stato? E la tua più grande delusione?

La convocazione in nazionale come singolo e la promozione in A con il Livorno come gruppo.
La mia più grande delusione è la retrocessione con il Livorno arrivata in modo beffardo.

E l’altrettanto beffarda mancata qualificazione alla Champions con il Torino.

Qual è l’obiettivo di Stefano per quest’anno?

Centrare tutti gli obiettivi con le squadre in cui gioco: scudetto e Champions con la Juve, promozione in A con la Salernitana e promozione in B con il Catania, poi magari trovare il mio primo gol in campionato e ritrovare la convocazione in nazionale

Stefano, grazie del tempo che ci hai dedicato e alla prossima

Grazie a voi. Un abbraccio a tutti

Il nuovo calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con riscatto

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento del calciomercato nell’ambito del progetto. Se agli inizi c’era la possibilità di prendere giocatori in prestito con diritto di riscatto o di ingaggiarli a titolo definitivo con pagamento rateale, in seguito a varie eventi che hanno minato la credibilità di questi movimenti – con squadre che prendevano giocatori che non potevano permettersi aggrappandosi alla possibilità di pagarli anche l’anno successivo, dopo aver incassato i vari bonus di fine stagione e il bilancio di inizio stagione successiva, altre squadre che prendevano giocatori in prestito gratuito con il diritto di riscatto in modo da poter evitare di pagare anche solo lo stipendio semplicemente rinunciando al riscatto a fine stagione- si è deciso di cambiare il regolamento, abolendo queste due possibilità. Da quel momento il mercato è drasticamente cambiato, con meno trattative e più oculate per non rischiare di andare incontro a sanzioni anche gravi. Si è passati ai prestiti onerosi senza diritto di riscatto, ma con la possibilità una volta scaduto il prestito di comprare a titolo definitivo il calciatore qualora avesse fortemente convinto mister e società, i prezzi hanno iniziato a variare verso il basso, non essendoci più la possibilità di comprare un giocatore ad una certa cifra pagandolo in parte con i soldi disponibili nel bilancio attuale, e il resto con le rate successive una volta recuperati i soldi necessari. Vero è che resta in auge il solito “gioco” dei d.s., che ovviamente continuano a fare il loro mestiere cercando di vendere alla cifra più alta possibile e di acquistare alla cifra più bassa possibile per il bene della società, chi in buona fede facendo il suo lavoro, chi facendo il furbetto, anche se a  dire il vero non si è assistito ad una truffa in sede di calciomercato dai tempi di Vito Pizzo, tristemente passato agli onori della cronaca per aver trasportato l’altrettanto tristemente nota calciopoli sul progetto. Fortunatamente non sono più capitati spiacevoli avvenimenti come quelli in cui Pizzo truffava altri d.s. meno esperti, portandosi a casa giocatori di gran valore a pochissimo attraverso vari stratagemmi, questo grazie soprattutto ai costanti controlli dell’amministrazione, che una volta bannato l’ex d.s. della Juventus ha fatto si che non ricapitasse nulla di simile con altri utenti.

A riguardo abbiamo intervistato due personaggi di grande spicco del progetto, ovvero Filippo Ballarini e Alessandro Pironti, amministratori del progetto, che ringrazio vivamente per la squisita disponibilità.

Giornalista: “Buongiorno Filippo, volevo avere un tuo parere sul cambiamento del mercato con le abolizioni delle rate e dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto. Come mai avete deciso di toglierli, se siete soddisfatti del risultato ottenuto e se avete in mente qualche altra modifica”.
Ballarini: “Abbiamo sempre voluto rimanere più vicino possibile alle regole del calcio fuffa, ma alcune cose non sono ancora applicabili. Tra cui le rate, per il fatto che non avendo un programma automatizzato per fare i calcoli e tenere tutto a memoria, le rate a lungo andare sarebbero state impossibili da controllare e gestire. Inoltre è stato fatto anche per non rischiare che molte società facessero tante rate per poi non essere in grado in futuro di pagarle, visto che molti sono ancora adolescenti e giustamente  non possono sapere molto di economia”.
Giornalista: “Se tornaste indietro confermereste la scelta, la annullereste o modifichereste qualcosa di essa?”
Ballarini: “Se parli delle rate no, eliminarle era l’unica soluzione. Ha solo reso le cose più semplici e ridotto i prezzi”.
Giornalista: “Infatti sembra proprio che le cose vadano alla grande. Pensi che a questo punto si potranno mettere in atto altre modifiche per rendere la situazione ancora migliore o la ritenete già positiva così come sta andando?”
Ballarini: “Sono già in fase di sviluppo delle applicazioni per rendere più facile la gestione delle finanze”.
Giornalista:” Buono a sapersi. Vi stimo perché state facendo un ottimo lavoro, con tanto sacrificio ma che porta a grandi risultati. La crescita esponenziale dei nuovi iscritti penso sia una dimostrazione lampante di quel che dico. Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro una splendida giornata”.
Ballarini: “Grazie mille, a presto!”

Giornalista: “Buonasera Alessandro, un parere sul cambiamento del calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con obbligo/diritto di riscatto?”
Pironti: “Quando abbiamo abolito le rate – perché i prestiti non li abbiamo mai aboliti, li abbiamo solo regolamentati come numero –la situazione è un po’ più chiara, più limpida, anche perché i d.s. saltano e quando arriva uno nuovo non è facile ottenere tutte le informazioni dal precedente, quindi poi non è sempre così scontato comprendere se ci sono dei pagamenti magari da fare in futuro che erano già previsti ma magari non scritti a bilancio…insomma non è sempre tutto così facile e non sempre i d.s. sono molto capaci, questo c’è da dirlo, quindi diciamo che togliere le rate ha semplificato moltissimo la scrittura e la lettura dei bilanci. Poi come sai abbiamo il superstaff per il controllo del fair-play finanziario, ma ora con l’arrivo della serie C umana – e considera che nei tre gironi di C si possono avere  fino a sessanta allenatori umani, noi potremmo arrivare ad avere un centinaio di allenatori nel progetto, quindi un centinaio di squadre con un centinaio di bilanci, per questa ragione è fondamentale rendere tutto il più lineare possibile. Secondo me quella scelta è stata molto molto giusta e non ha portato particolari problemi”.
Giornalista: “Ma quindi la questione dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto sono solo regolamentati, non sono stati aboliti?”
Pironti: “Perdonami Stefano, la domanda non era ben chiara. Se parli di diritto/obbligo di riscatto è stato abolito proprio per evitare che qualcuno prenda la situazione che non gli è chiara, perché ci sono delle pendenze, no?, qualcosa che magari non gli risulta chiaro. I prestiti si fanno ancora, semplicemente gli acquisti sono secchi, quindi tu dici “io acquisto tizio, pago tot…” e paghi tutto in quel bilancio; anche negli ingaggi si può mettere “tizio prende 500k più la metà dei bonus che porta” quello si può fare, importante è che non si spalmi in più bilanci…”.
Giornalista: “Un tuo ultimo parere: la situazione ti piace così come sta andando o ritieni necessario apportare qualche altra modifica?”.
Pironti: “E’ possibile che inseriremo un’opzione secondo la quale il presidente può decidere se lasciare la delega completa ai d.s. o dover personalmente approvare acquisti e cessioni. Come ben sai è capitato che dei d.s. si cedessero a vicenda”.

A modesto parere dello scrivente,  la scelta presa dagli amministratori di abolire le rate ed i prestiti con obbligo e diritto di riscatto è stata la mossa giusta per dare uno scossone all’ambiente, perché ha portato ad una gestione più oculata del mercato da parte dei d.s., nonché all’abbassamento dei prezzi di mercato, che erano arrivati alle stelle, nonchè alla scomparsa  di eventuali “furbetti”, ovvero quei d.s. che in passato utilizzavano questi stratagemmi per potersi accaparrare un determinato giocatore che non attraverso queste forme di pagamento, tutto questo spesso a svantaggio di altri d.s. che erano interessati magari allo stesso giocatore ma neanche provavano ad aprire una trattativa, ben consci del fatto che se fosse andata in porto avrebbero rischiato un passivo di bilancio se non il fallimento della squadra in cui lavorano, qualora non fossero riusciti a mettere da parte abbastanza soldi per pagare le rate allo scadere dei termini o il riscatto a fine prestito. Vedremo se ci saranno in futuro nuove modifiche sul mercato per portare ad una gestione sempre più oculata e parsimoniosa che non avvantaggi e non danneggi nessuno, in modo da avere campionati sempre più belli, combattuti ma soprattutto corretti.
 

E’ arrivato l’analista: 7° giornata Serie B (3/3)

Terza ed ultima parte delle partite della 7^ giornata del campionato cadetto.

Akragas – SPAL 0-0
Pareggio interno per i siciliani, incapaci di sfruttare le varie occasioni da gol create durante la partita. Un punto d’oro per la squadra di Ferrara che, pur soffrendo per 90’, fa un passo importante per rimanere in corsa per la salvezza. Il match dell’Akragas parte in salita, con l’infortunio di Davide Gismondi. Al 65’ Angelo Guarneri della SPAL riceve il cartellino giallo. Migliore in campo: Gian Piero Joel (7.4), difensore centrale agrigentino.

Palermo – Ancona 2-3
Ottima vittoria esterna dei Dorici, che raggiungono il 19° posto, arrivando a sei punti. La partita è stata equilibrata, ma il successo dei marchigiani è meritato e dovuto all’imprecisione dei rosanero. L’arbitro ha mostrato a sette giocatori il cartellino giallo: Ingrande, Carafa, Brucia, Pernarella, Gargia, Papaleo e Terzino Temporaneo. Il trionfo dell’Ancona risulta ancora più sorprendente per il fatto che si tratti di una rimonta: al 13’ il Palermo passa in vantaggio, grazie a Gentile. Al 18’ Papaleo firma il pareggio ma, otto minuti dopo, è Graziano a riportare avanti i padroni di casa. Le reti di Pernarella e Escalona completato la rimonta entro il 53’. Migliore in campo: Di Cicco (8.5) dell’Ancona

Novara – Roma 1-1
Punto con poche pretese per entrambe le squadre, lontane dai propri obiettivi stagionali. La Roma domina per tutti i 90’ ma paga un inizio disattento che ha permesso a Valerio Tranainti di andare in gol al minuto due. I giallorossi hanno tirato dieci volte nello specchio della porta riuscendo a superare il portiere Pisati solo in occasione della rete di Riccardo Dadydady al 73’. Migliore in campo: Giancarlo Di Cicco (8.5) dei giallorossi.

Livorno – Frosinone 0-2
Giusta vittoria del Frosinone, che a Livorno si diverte e domina senza difficoltà. Sarebbe sbagliato dire che i toscani non abbiano creato nulla, ma non sono riusciti a sfruttare le occasioni da gol create. Partita “maschia”: ventidue falli e quattro ammonizioni. Le marcature sono state realizzate da Generale al 19’ e da Scriboni al 56’, con un assist di Amendola. Migliore in campo: Manuel Sanna (7.6) del Frosinone.

Cittadella – Brescia 0-1
Ogni risultato sarebbe stato adatto per questa partita: equilibrio pressoché perfetto. Il cittadella ha commesso sei falli in più, ma ha anche calciato più angoli. Le rondinelle sono state sicuramente aiutate dall’infortunio di Gianluca Zillante della formazione veneta. Pierpaolo Palladino al 30’ ha portato in vantaggio i lombardi e ha portato alla vittoria la sua squadra. Migliore in campo: Pierpaolo Palladino (8.2) del Brescia.

Classifica: Chievo 16; Salò 15; Salernitana 14; Entella 13; Parma, Benevento, Akragas 12; Avellino 11; Frosinone, Foggia, Novara, Vicenza, Palermo 10; Spezia 8; Brescia, Lucchese, Trapani 7; Livorno, Ancona 6; Cittadella 4; Roma, SPAL 2.

Foggia, vittoria netta a Livorno

di Giovanni Nisi

Si parla del Foggia, una neopromossa, eppure l’inizio di stagione dei ragazzi di mister Marchi lascia intendere ben altro. Dopo ben 2 partite vissute sul filo di lana culminate rispettivamente con una sconfitta ed una vittoria, entrambe nei minuti finali, il Foggia affronta il Livorno. Il Foggia si schiera con un 4-2-3-1 con Gigantino in porta, Carbutti e Resina laterali con coppia di centrali Giovannelli/Marcuccilli. Mezz’ali Tonelli/Zaffuto con Micheli trequartista affiancato dagli esterni alti Cruccu e Baffa e Gatti punta centrale.

LA PARTITA

La partita si è praticamente giocata da una sola metà campo, con i pugliesi nettamente avanti per quanto riguarda la quantità di tiri, 25 contro i 7 del Livorno, di cui ben 14 nello specchio della porta. Foggia che vanta anche di un possesso palla maggiore, forte del suo 55%. Particolarmente ispirato il centrocampista Tonelli che totalizza ben 51 passaggi convertendone il 98%, una cifra a dir poco assurda. Partita giocata molto bene e con tanta sostanza quella dei due terzini Carbutti e Resina. Il primo si guadagna il titolo di migliore in campo con un pieno 8,6 e la bellezza di 18 cross mandati in area, il secondo è una vera e propria saracinesca e aiuta la propria squadra con 50 passaggi mandati a segno. Ottime prestazioni anche per gli autori dei due gol, Baffa(7,6) e Zaffuto(7,3), che si dimostra molto cinico andando a segno con l’unico tiro in porta della sua partita.

Il prossimo impegno vedrà i ragazzi di coach Marchi ospitare lo Spezia per la 4° giornata di Serie B PG.

Che Lazio! Michelini re del mercato non solo di Sanremo?

Questa sessione di calciomercato si sta rivelando molto entusiasmante e ricca di sorprese: recentemente noi de IlCarro abbiamo trattato del curioso caso dei cinque giocatori passati in blocco dall’Akragas al Novara; ma è giunto il momento di parlare di cose più rinomate, di quegli acquisti che lasciano a bocca aperta.

Sicuramente chi segue bene le trattative (e chi ha letto il titolo) avrà già capito, si sta parlando della sponda biancoceleste di Roma: la Lazio. Il club con sede a Formello ha iniziato a costruire le basi per una stagione con obiettivi ambiziosi fin dalla sessione di mercato invernale della temporada appena trascorsa: Federico Gallarato è stato infatti acquistato dall’Inter grazie a un pagamento di 1,7 milioni di euro unita alla cessione a titolo definitivo di Matteo Montanari; malgrado sia una trattativa “vecchia”, è tornata al centro dell’attenzione in questi giorni perché il centravanti di origini piemontesi è finalmente giunto a Roma, dopo aver terminato la stagione in neroazzurro. Il bomber, uno dei più prolifici nel Progetto con circa una sessantina di reti messe a segno, riceverà uno stipendio di 700.000€.

La società laziale però ha deciso di fare un ulteriore regalo ai propri tifosi, forse anche per poter puntare al titolo e mettere le basi per un lungo percorso in Champions League – magari con il sogno del Triplete – e ha ufficializzato in data 10 dicembre l’arrivo del centrocampista centrale Salvatore Campagna. La trattativa è avvenuta in gran segreto e ha portato al passaggio del regista dal neoretrocesso Livorno grazie ad un pagamento di 1.5 milioni di euro, un prezzo un po’ al di sotto del suo valore stimato dagli esperti di calciomercato, considerato anche il bottino non indifferente che il calciatore potrà utilizzare per potenziarsi. Questa cifra é comunque oro colato nelle casse dei toscani che puntano a ritornare in Serie A da subito. Campagna sarà il secondo calciatore più ricco del progetto, il suo stipendio in biancoceleste sarà di 900.000€. E il primo, pensate, è Antonio Di Gloria, anch’egli laziale, il quale percepisce la cifra record di 2.608M€, legata alle dinamiche del Draft dal quale è stato acquistato.

Ma se Gallarato e Campagna sono i nomi più illustri, non bisogna dimenticarsi anche di Pino Pompiere, uno dei terzini di ultima generazione più promettenti, arrivato dal Verona in giorni recenti; lo hanno seguito un altro fluidificante molto interessante, Alex Stojanovic, preso dal Mantova e già girato al Brescia per farlo crescere e Andrea Troccoli, difensore dai piedi buoni strappato all’Atalanta come parametro zero.

Idee chiare per un mercato mirato, costruito anche in uscita grazie alle cessioni di giocatori che comunque finora avevano fatto le fortune dell’armata di Michelini; Provenzano e Ascia hanno infatti lasciato Formello per approdare rispettivamente al Bologna e all’Avellino.

La Lazio questa stagione è arrivata seconda e, guardando i movimenti di mercato, traspare una certa ambizione da parte della dirigenza; non si pensi che calciatori e soprattutto utenti come Gallarato e Campagna accettino di giocare nella prima società che capita; sicuramente non si può negare che il prestigio della squadra sia cresciuto in maniera esponenziale nelle ultime due stagioni. Parliamo di una società che al termine della Stagione 1 era retrocessa in B e, non essendo in quel momento gestita da nessuno, era stata oggetto di razzia di quei pochi pezzi (molto) pregiati che le erano rimasti, tra cui D’Artibale, Crippa e Cifariello, tutti portati via per due spicci.

Poi l’avvento del duo Conte – Michelini all’inizio della Stagione 2 ha fatto risorgere l’intero movimento laziale, ma momenti altrettanto importanti sono stati la presidenza Giglio e il più recente ingaggio di Pattarozzi come DS, utente di spicco che con i piedi per terra ha svolto fin da subito un ottimo lavoro.

Un ultimo aspetto da analizzare ci dice che la Lazio non ha mai avuto paura di elargire cospicui stipendi ai suoi calciatori più meritevoli; lo testimonia il primato nella classifica del monte ingaggi, con Di Gloria, Campagna, Gallarato e Pattarozzi che sono quattro dei primi cinque giocatori più pagati attualmente.

Sulla carta quello laziale è stato uno dei mercati migliori, sicuramente il più scoppiettante, ma siamo certi che questa sessione estiva ci riserverà movimenti altrettanto interessanti.

Ah, chi non avesse capito il titolo può chiedere al dottor De Donatis.