Articoli

Le interviste impossibili – Oliver Mayor

Continuiamo la nostra serie di interviste con Oliver Mayor, veterano di Progetto FM presente fin dalla prima stagione. Laterale sinistro a tutta fascia in campo e presidente di diverse squadre, passerà in S5 dal Sassuolo, sua storica squadra, al Novara. 

Salve, a breve scatterà l’inizio del calciomercato, in cui verrà ufficializzato il suo trasferimento al Novara. Lascerà il Sassuolo, la squadra con cui ha iniziato la sua avventura nel progetto e di cui è diventato poi anche il presidente. Cosa l’ha portata a questa scelta che la vedrà addirittura scendere di categoria?

Un salve anche a lei e a tutti i nostri lettori. Confermo che dopo quattro anni ho dovuto prendere una decisione difficile, la più difficile finora: lasciare la mia casa, Sassuolo. Ormai era tempo di un cambiamento sia per me che per la mia carriera.

Oltre ad essere un veterano, lei ha anche il primato di essere stato il primo ad aver acquistato una squadra, il Major Livorno. Come si riesce a guidare per così tanto tempo una squadra?

Acquistai il Livorno in S2, quando venne appena promosso in Serie B dalla C. Successivamente venne promosso in A, per poi retrocedere all’ultima giornata in B e quest’anno addirittura in C, purtroppo dopo una serie di avvicendamenti in panchina. Il trucco per mantenere per tutto questo tempo una squadra è fornirsi di tanta pazienza e voglia di fare e mettersi in gioco, affidandosi alle persone giuste. Un grazie va a chi mi ha accompagnato in questi anni che, se pur, io abbia commesso degli errori non essendo molto presente, ha sempre sostenuto e dato di tutto per la mia, nostra, squadra!

Nelle stagioni successive ha acquistato anche il già citato Sassuolo e pure il Lecce. Purtroppo quest’ultima e il Livorno sono entrambe scese di categoria quest’anno, rispettivamente in serie B e C. Cosa non ha funzionato durante l’annata? Intende “lasciare” o “raddoppiare” il suo impegno alla guida di questi due club?

Si, il Lecce e il Sassuolo sono state acquistate quest’anno da una cordata composta da me dal mio amico e socio Denis Coghi (nel Sassuolo è presente anche Alì Namane). Nel Lecce la situazione era critica in quanto senza presidente e con una squadra di quasi tutti inattivi. Ma noi già abbiamo piazzato qualche colpo che darà una svolta ai Giallorossi. Per il Sasol la storia è ben diversa: è una squadra di quasi tutti attivi che aveva bisogno di qualche piccolo cambio a livello di gruppo. Io personalmente me ne sono andato anche perché non voglio giocare categoricamente nelle squadre delle quali sono presidente per un fattore anche di imparzialità. Un giorno forse ci tornerò da giocatore ma per ora avevo bisogno di nuova linfa…

Torniamo ora a parlare della sua carriera da giocatore: terzino sinistro con la possibilità di essere schierato a centrocampo, lei ha anche una certa dimestichezza davanti alla porta (3 gol) ed è stato tra gli assistman del Sassuolo, ben 6 assist in stagione. Vorrebbe in futuro spostare ancora più avanti la sua posizione sulla fascia?

Mi è stato già detto dal neo mister che sarò centrocampista sinistro, sperando di poter dare un’ulteriore mano offensiva alla squadra coi miei assist e magari chissà…i miei gol. Facendo così incrementare la mia valutazione!

Lei che è nel progetto da molto tempo ha sicuramente visto la sua evoluzione negli anni. Cosa è cambiato di più rispetto alle prime stagioni? Ha nostalgia di qualcosa in particolare? Qual è la sua opinione sui diversi scandali accaduti negli anni?

Sono presente dai primi giorni nel Progetto grazie a Tuccio, mio compagno al Sasol e uno dei miei migliori amici nella real life. Ne abbiamo vissute tante e tanta gente che c’era prima ora non è più nel progetto, o per ban o per abbandono o meno attiva…una cosa che rimetterei è la procura dei giocatori, molto intrigante come lavoro virtuale. Sono stato purtroppo assente per qualche mese a metà dell’anno scorso, per problemi personali, ma sto recuperando il gap per poter ritornare al top come quando risultavo ad inizio Progetto, quando proponevo nuovi ruoli, regole e idee che oggi sono la norma. Non mi manca molto quel periodo, oggi tutto è più controllato, ma mi mancano alcuni personaggi coi quali iniziai questo percorso.

Grazie per il tempo dedicatomi e da oggi forza Novara!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Il nuovo calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con riscatto

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento del calciomercato nell’ambito del progetto. Se agli inizi c’era la possibilità di prendere giocatori in prestito con diritto di riscatto o di ingaggiarli a titolo definitivo con pagamento rateale, in seguito a varie eventi che hanno minato la credibilità di questi movimenti – con squadre che prendevano giocatori che non potevano permettersi aggrappandosi alla possibilità di pagarli anche l’anno successivo, dopo aver incassato i vari bonus di fine stagione e il bilancio di inizio stagione successiva, altre squadre che prendevano giocatori in prestito gratuito con il diritto di riscatto in modo da poter evitare di pagare anche solo lo stipendio semplicemente rinunciando al riscatto a fine stagione- si è deciso di cambiare il regolamento, abolendo queste due possibilità. Da quel momento il mercato è drasticamente cambiato, con meno trattative e più oculate per non rischiare di andare incontro a sanzioni anche gravi. Si è passati ai prestiti onerosi senza diritto di riscatto, ma con la possibilità una volta scaduto il prestito di comprare a titolo definitivo il calciatore qualora avesse fortemente convinto mister e società, i prezzi hanno iniziato a variare verso il basso, non essendoci più la possibilità di comprare un giocatore ad una certa cifra pagandolo in parte con i soldi disponibili nel bilancio attuale, e il resto con le rate successive una volta recuperati i soldi necessari. Vero è che resta in auge il solito “gioco” dei d.s., che ovviamente continuano a fare il loro mestiere cercando di vendere alla cifra più alta possibile e di acquistare alla cifra più bassa possibile per il bene della società, chi in buona fede facendo il suo lavoro, chi facendo il furbetto, anche se a  dire il vero non si è assistito ad una truffa in sede di calciomercato dai tempi di Vito Pizzo, tristemente passato agli onori della cronaca per aver trasportato l’altrettanto tristemente nota calciopoli sul progetto. Fortunatamente non sono più capitati spiacevoli avvenimenti come quelli in cui Pizzo truffava altri d.s. meno esperti, portandosi a casa giocatori di gran valore a pochissimo attraverso vari stratagemmi, questo grazie soprattutto ai costanti controlli dell’amministrazione, che una volta bannato l’ex d.s. della Juventus ha fatto si che non ricapitasse nulla di simile con altri utenti.

A riguardo abbiamo intervistato un personaggio di grande spicco del progetto, ovvero Filippo Ballarini, uno degli amministratori del progetto, che ringrazio vivamente per la squisita disponibilità.

Giornalista: “Buongiorno Filippo, volevo avere un tuo parere sul cambiamento del mercato con le abolizioni delle rate e dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto. Come mai avete deciso di toglierli, se siete soddisfatti del risultato ottenuto e se avete in mente qualche altra modifica”.
Ballarini: “Abbiamo sempre voluto rimanere più vicino possibile alle regole del calcio fuffa, ma alcune cose non sono ancora applicabili. Tra cui le rate, per il fatto che non avendo un programma automatizzato per fare i calcoli e tenere tutto a memoria, le rate a lungo andare sarebbero state impossibili da controllare e gestire. Inoltre è stato fatto anche per non rischiare che molte società facessero tante rate per poi non essere in grado in futuro di pagarle, visto che molti sono ancora adolescenti e giustamente  non possono sapere molto di economia”.
Giornalista: “Se tornaste indietro confermereste la scelta, la annullereste o modifichereste qualcosa di essa?”
Ballarini: “Se parli delle rate no, eliminarle era l’unica soluzione. Ha solo reso le cose più semplici e ridotto i prezzi”.
Giornalista: “Infatti sembra proprio che le cose vadano alla grande. Pensi che a questo punto si potranno mettere in atto altre modifiche per rendere la situazione ancora migliore o la ritenete già positiva così come sta andando?”
Ballarini: “Sono già in fase di sviluppo delle applicazioni per rendere più facile la gestione delle finanze”.
Giornalista:” Buono a sapersi. Vi stimo perché state facendo un ottimo lavoro, con tanto sacrificio ma che porta a grandi risultati. La crescita esponenziale dei nuovi iscritti penso sia una dimostrazione lampante di quel che dico. Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro una splendida giornata”.
Ballarini: “Grazie mille, a presto!”

A modesto parere dello scrivente,  la scelta presa dagli amministratori di abolire le rate ed i prestiti con obbligo e diritto di riscatto è stata la mossa giusta per dare uno scossone all’ambiente, perché ha portato ad una gestione più oculata del mercato da parte dei d.s., nonché all’abbassamento dei prezzi di mercato, che erano arrivati alle stelle, nonchè alla scomparsa  di eventuali “furbetti”, ovvero quei d.s. che in passato utilizzavano questi stratagemmi per potersi accaparrare un determinato giocatore che non attraverso queste forme di pagamento, tutto questo spesso a svantaggio di altri d.s. che erano interessati magari allo stesso giocatore ma neanche provavano ad aprire una trattativa, ben consci del fatto che se fosse andata in porto avrebbero rischiato un passivo di bilancio se non il fallimento della squadra in cui lavorano, qualora non fossero riusciti a mettere da parte abbastanza soldi per pagare le rate allo scadere dei termini o il riscatto a fine prestito. Vedremo se ci saranno in futuro nuove modifiche sul mercato per portare ad una gestione sempre più oculata e parsimoniosa che non avvantaggi e non danneggi nessuno, in modo da avere campionati sempre più belli, combattuti ma soprattutto corretti.
 

Intervista esclusiva a Michele Minopoli, seconda parte: “Ho quasi sempre risposto ai messaggi degli Admin, però si, qualcosa può ovviamente sfuggire. Non esiste solo il progetto nella vita”

La sua verità sullo Spezia

Care lettrici e cari lettori, benvenuti al secondo appuntamento con la nostra intervista a Michele Minopoli. Oggi giocatore e Direttore Sportivo del Palermo, ma soprattutto in passato Direttore Sportivo dello Spezia. Un’esperienza iniziata col botto, ma finita con una squalifica e una società sull’orlo del baratro.

Il pezzo si presenta come una sorta di conclusione di una trilogia. Quest’ultima è iniziata con il pezzo Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli. Che fu firmato dal nostro Direttore Diego Spezzacatena ed è proseguita ieri, con la prima parte dell’intervista esclusiva, Minpoli si confessa: “Mi sento in colpa per quello che ho fatto” , curata dal nostro Vice Direttore Andrea Ingrassia.

Di seguito vi proponiamo le domande proposte dal Direttore Diego Spezzacatena e le risposte di Minopoli.

Ciao Michele. Allora, ho studiato un po’ la storia dello Spezia, compreso il post in cui veniva annunciato il tuo licenziamento. Inoltre, sono andato a leggere più volte l’articolo di Pironti del giorno dopo. E’ vero che gli amministratori ti hanno più volte cercato tra il sabato e la domenica (quando poi avvenne il licenziamento) ma tu preferivi “non rispondere”? Pironti la chiamò simpaticamente nel suo articolo “tattica accucciati e rotola”?

Beh sinceramente non ricordo, ma per quanto riguarda io ho quasi sempre risposto ai messaggi che arrivavano dagli admin (si prende una breve pausa ndr). Però si, qualcosa ovviamente può sfuggire perché, putroppo (ride ndr), non esiste solo il progetto nella vita.

Quando io e te ci siamo sentiti la prima volta, io ti dissi che avevo sentito parlare di te, per “I casini fatti allo Spezia”. Tu però mi dicesti, ridendo, che in realtà di casini allo Spezia già ce n’erano. Puoi raccontarci che situazioni trovasti e quali erano questi “casini”?

Eh si, di “casini” già ce n’erano molti. Il più grave, a parer mio, è stato quello del Bilancio che praticamente era a 0 (successivamente, risolvendo, si scoprii che avevamo oltre 2 Milioni).
Infatti, il Direttore Sportivo precedente non aveva consegnato il bilancio della Stagione 2 e così facendo sono nati molti problemi per quanto riguarda il mercato, i contratti e così via (si concede una seconda pausa breve). Costringendoci anche a vendere giocatori molto validi.

Ho una domanda che mi sorge spontanea dalle tue risposte. Hai detto di aver trovato errori fatti dal Direttore Sportivo precedente, ma, da quello che so, prima di te non c’è stato un altro Direttore Sportivo allo Spezia. Ma potrei essere io poco informato. 

Beh si in effetti non c’era, perché il “Direttore Sportivo” precedente era anche allenatore, quindi faceva entrambe le cose .

Capiscoo. Parliamo di Accardo, giusto?

Si, parliamo di Antonio Accardo. Ovviamente non sto scaricando la colpa su di lui eh, anzi, mi ha anche aiutato a recuperare il tutto.

Certo. Tra l’altro, se ricordo bene, tu come Direttore Sportivo e Canario come allenatore siete subentrati ad Accardo a pochissimi giorni dall’inizio del Stagione 3.

Sì, proprio così. Quindi non abbiamo avuto tanto tempo, ecco.

Perfetto. Volevo chiarire tutti i miei dubbi.

Dopo quel licenziamento “forzato” e i contrasti con l’amministrazione, hai mai pensato di lasciare il Progetto?

No, devo dire di non aver mai pensato di abbandonare il progetto. Cavolo! Ho sbagliato di nuovo. (ride ndr).

In che senso hai sbagliato di nuovo?

Vabbè (non prosegue la risposta ndr).

Oggi cosa fa il Direttore Sportivo Michele Minopoli? E’ tornato a fare il dirigente? Ha trovato qualcuno pronto a dargli fiducia, dopo quelle vicende?

Oggi, Michele Minopoli è tornato a dirigere. Prima il Lecce e poi il Palermo, dove sono anche giocatore. Quindi è un doppio onore essere nei Rosanero. Ovviamente voglio assicurare ai miei ragazzi che gli errori fatti in passato non si ripeteranno e, se non saprò qualcosa, chiederò sempre prima di agire.

Non so se hai mai letto questo mio pezzo Spezia, si pagano ancora gli errori delle gestioni precedenti, non solo Minopoli. Se vuoi dire qualcosa in merito, puntualizzare qualcosa, correggere qualcosa, smentire qualcosa, ovviamente puoi farlo.

Michele Minopoli non ha aggiunto altro, non dicendo nulla in merito all’articolo propostogli. La redazione del Lo Spezzino tutta, in particolare nella mia persona, il Direttore del giornale, lo ringrazia davvero moltissimo per la disponibilità e la sincerità nelle risposte. Da oggi al Nurvast Spezia potranno davvero ritenere chiuso questo capitolo, o almeno lo speriamo, così come auguriamo al Direttore Sportivo Minopoli di riscattarsi al Palermo.

Diego Spezzacatena.

La notte porta consiglio

A chi non è mai capitato di passare una nottata in bianco a pensare – in questo caso a mangiarsi le mani è certamente appropriato – e ripensare a ciò che si è fatto durante il giorno? Discorso uguale per due nostri allenatori del Progetto. Nottata difficile. Una serata interminabile che potrebbe essere l’ultima per due allenatori del progetto. La live di ieri sera ha lasciato parecchio l’amaro in bocca a Claudio Però e Luigi Giglio, rispettivamente allenatori di Genoa e Lecce. Situazioni completamente opposte, ma in un certo senso molto simili: i due mister sembrano aver perso quella pazienza necessaria per sopportare la pressione – ma soprattutto gli imprevisti – che recano i server del gioco a cui siamo tanto affezionati. Ad esempio, il grifone di Però visto ieri sera in quel di Siviglia è stato capace di costruire e distruggere tutto il buono che aveva fatto nel giro di pochi minuti. Sebbene la situazione sia ampiamente rimediabile – un 3-2 in trasferta non è un risultato da buttare, tutt’altro – pare che sia proprio il tecnico a voler dire basta. Lo stesso Però, infatti, aveva manifestato nella chat la volontà di lasciare la panchina. Cosa può esserci dietro questa decisione certamente affrettata da parte di Però? La risposta si cela in una serie di risultati non proprio esaltanti della squadra, che nonostante il mercato stellare non riesce ancora a trovare una certa continuità: la vittoria manca ormai da un po’ di tempo. D’altra parte invece, la dirigenza del Genoa lo difende a spada tratta e vuole tenere il proprio mister al comando dei Grifoni, spingendo sulla volontà di mettere il tecnico al centro del progetto. Un discorso completamente diverso quello che riguarda Luigi Giglio, allenatore del Lecce che sembra aver già deciso cosa fare della sua carriera. Il tecnico dei giallorossi sarebbe molto vicino a presentare le dimissioni dal ruolo di tecnico dei Salentini: la motivazione dietro tale decisione sarebbe il rapporto non proprio idilliaco con la dirigenza. A questo addio manca solo una data certa, che sarà definita non appena Giglio avrà sistemato alcune questioni che premono sul bilancio di squadra.