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AGOST(A)O DI FUOCO

PRESENTAZIONE STAGIONE 5 JUVENTUS

TORINO E’ stata presentato in conferenza stampa, questa mattina alla Continassa, la nuova squadra manageriale della Juventus per la Stagione 5. La curiosità era tutta per l’annuncio del nuovo Mister della prima squadra Bianconera e la risposta non si è fatta attendere: Mattia Agosta è il nuovo allenatore della Juventus.

Il caos avvenuto a Reggio Emilia in casa Sassuolo negli ultimi giorni ha causato le dimissioni a valanga di gran parte della dirigenza Verde-Nera, portando a far le valige anche ad Agosta che dopo 2 stagioni lascia la guida della squadra. E’ stata rapida la società Bianconera a cogliere al balzo l’opportunità di ingaggiare uno degli allenatori più longevi ed esperti all’interno del Progetto, mettendolo sotto contratto.

Così esordisce il nuovo mister in conferenza stampa: “Voglio ringraziare la società per l’opportunità offertami e ci tengo a dire che il mio approdo alla Juventus non è il motivo per cui ho deciso di lasciare Sassuolo. Ciò non toglie che avevo una gran voglia di allenare questa piazza e ora che sono finalmente qui, darò il 100% per portare i bianconeri in Champions League e per portare un altro trofeo qui a Torino.”

Ad affiancarlo troveremo volti noti dello staff Juventino: Francesco Terlati, mister della squadra in S4, rimarrà allenatore della Pro Vercelli (squadra cadetta in serie C) e affiancherà Agosta nelle attività di analisi tecnico-tattica della squadra, cercando di sfruttare al massimo le potenzialità della Rosa che in S5 punta ad essere antagonista attiva in campionato di Lazio, Cremonese e PG (squadre decisamente favorite per l’anno venturo). Inoltre troveremo ancora anche Antonio Del Prete nella figura di supervisore delle attività dei due tecnici, responsabile del rapporto tra società, manager e spogliatoio.

Si prospetta un estate di grande lavoro per l’ambiente Bianconero, dove si respira voglia di rivalsa dopo la delusione della mancata qualificazione Champions, si attendono colpi importanti sul mercato: indiscrezioni ancora non ufficiali dicono di grandi manovre per rinforzare il reparto difensivo e il centrocampo, con innesti illustri di giovani promesse dalla Serie C.

Restate collegati su Progetto X per notizie di mercato sempre aggiornate!

Disponibile da oggi la Demo di PES 2020

Il nuovo titolo Konami, ora con la partnership della Juventus e la licenza esclusiva del campionato brasiliano, sarà di prossima uscita il 10 Settembre 2020.

Scaricabile da PlayStation Store, Xbox Store e Steam. Le dimensioni si attestano sui 5GB per ciascun dispositivo.

Conferenza Stampa: Juventus – Fiorentina

Due squadre con una situazione di classifica completamente diverse.

Da un lato la Juventus di mister Terlati cerca di confermare il terzo posto e tenere a distanza il Progetto Gaming dal prossimo posto certo per la Champions League di S5.

Dall’altro c’è la Fiorentina che tenta di rimanere a galla in una spietata lotta salvezza che vede invischiata mezza classifica.

Press Room Allianz Stadium

Arriviamo nella sala stampa dell’Allianz Stadium e partiamo con le domande a mister Torcolini:

Buongiorno mister, come Progetto X avremmo delle domande da farle, ma partiamo dalla preparazione; affronterai una squadra in buona forma e ancora impegnata in ambito europeo e nazionale per un posto in Champions League S5, mentre per voi ogni punto guadagnato è oro nella corsa salvezza. Come intendi approcciarti contro gli uomini di Terlati stasera?

La Juventus è una squadra anni luce avanti a noi. Hanno giocatori attivi e importanti che hanno giocato in competizioni importanti e prestigiose come la Nazionale o la Champions. Sono una delle squadre più forti del campionato, non è facile per noi sopratutto per la posizione e lo svantaggio dell’ultimo posto disponibile per salvarsi. Giocheremo alla morte come sempre sperando in un risultato positivo.

Se hai avuto modo di studiare la Juventus, qual è secondo te il punto debole su cui fare leva e su cosa dovrete prestare attenzione?

Attenzione su tutto. Giocano con le ali, Paudice è un giocatore che “conosco” perché l’ho allenato nel fantasy pg e mi piace molto, è un profilo forte e può crearci problemi. La Juve ha 11 uomini più i sostituti che possono entrare ed essere capaci di mettere in difficoltà chiunque. Dovremo giocare in modo perfetto, spero che le mie tattiche diano effetto positivo, con la Cremonese non è andata come speravo. Con l’Atalanta in ambe le partite sia il 2-1 crashato che il 4-1 registrato ho visto qualche sprazzo del mio calcio. Bisogna essere perfetti e sperare che loro non siano al top.

Hai giustamente fatto notare come i vostri prossimi avversari siano forti in base all’attività che svolgono da più stagioni. Tolto la stella della squadra Marchi, chi è, secondo te, un possibile uomo simbolo per il futuro dei Viola?

Stiamo valutando i profili giusti per la prossima stagione. Stiamo valutando tutto, qualsiasi persona adatta pur di portare bonus in questa squadra. Non voglio gente demotivata, voglio gente che rema dritto come tutti, che sia trainante verso i compagni! Quindi tutti sono sotto la lente, speriamo in risposte positive.

Da tempo, negli ambienti di mercato, si parla di un forte interesse della Lazio e della Cremonese per Marchi. Ha avuto modo di parlare con il giocatore e capire quali siano le sue intenzioni in vista della S5, anche in caso di retrocessione?

Allora io sono arrivato da poco, ho parlato con la società, mi hanno informato che Marchi vuole andare via, lo sappiamo tutti è inutile nascondersi. Non ho parlato direttamente con lui, ci sarà modo e tempo. Ovviamente se dovessi riuscire a convincerlo a rimanere, sarebbe un colpo di mercato ulteriore per noi. In tal caso invece dovesse ribadire la volontà di andare via proveremo a soddisfare le sue richieste. Ma prima dare soldo e dopo vedere cammello come si suol dire. Deve arrivare una proposta in tal caso che ci faccia sorridere sopratutto a noi, perché perdiamo un giocatore importante e nel mercato di ora i giocatori forti e attivi costano.

Ha espresso eventuali preferenze su quali sono le squadre presso cui andare a giocare?

Non posso dirlo. Le questioni di spogliatoio rimangono nello spogliatoio.

Ringraziamo mister Torcolini, dall’Allianz Stadium è tutto.

Juventus – Torino: più di un derby

La pioggia sembra non voler cessare e Torino è un via vai di tram, automobili e gente vestita di cappotti grigi. Questa è la pioggia che preannuncia la primavera e da quì a qualche settimana scoppierà il caldo.

Già da qualche giorno, il buon Santoro invia video di sfottò a mia moglie per fare in modo che io li veda. Nemmeno il tempo di realizzare lo 0-1 impartito al Progetto Gaming in Europa League (con 90 minuti ancora da giocare), che c’è già il derby.

In casa Torino quest’anno ci aspettavamo che andasse meglio, ci aspettavamo di poterci affermare come realtà solida anche nel gioco, ma per vari motivi ci siamo ritrovati a condurre una prima parte di stagione “sciapita”, senza demeriti e senza onori. Da Gennaio però qualcosa è cambiato.

Magari Sedda è solo un tecnico alla Allegri, un allenatore a diesel, che partono piano e poi si ritrovano con la piena potenza di fuoco sul finale.

Già dalla mattina si parte, lo sfottò in pubblica piazza con la dirigenza juventina è parte del derby. Nei bar e nelle scuole ci si confronta su chi sia la squadra più forte, se la Juventus campione d’Italia oppure il Torino che sta facendo sognare quella parte di città romantica e nostalgica.

In casa Torino si preferisce rimanere con un profilo basso, la tensione c’è e tutti l’avvertono, ma io non posso non godermi un giorno simile.

Io, juventino sfegatato nel fuffa, da quando ho messo piede in questo progetto ho sempre voluto ruolare in un unico modo: contro le squadre blasonate e il tifo mainstream. Sì, perché parliamoci chiaramente, è facile tifare per una grande piazza e grandi squadre come Milan, Juventus, Napoli, Roma o Inter. Ma avete mai pensato cosa significhi portare in alto il blasone di squadre come Torino, Genoa, Sampdoria e tutte quelle squadre che sono additate come “fascia media”? Per me questo è uno stimolo immenso. È lo stimolo che mi ha alimentato fin da S2, quando scelsi di vestire granata e aiutare nel costruire un gruppo con determinati aspetti caratteriali e filosofia di approccio al gioco.

11 Marzo 2019 – ore 20:30.

L’Allianz Stadium è già pieno. Lo spicchio di stadio con i 2.075 tifosi granata tra la tribuna Est e la curva Nord viene sovrastato dai fischi dei bianconeri, che sono ben 39.432. Ma loro sono lì, cantano e sventolano bandiere col toro bendato sopra.

Siamo nello spogliatoio, già tutti carichi. C’è silenzio, il mister spiega le ultime indicazioni, ma alcuni di noi sanno già cosa fare. Guardo i miei compagni, vedo che alcuni fanno avanti e indietro nervosamente, mentre qualcun’altro si è immerso nella sua musica preferita.

“Ok ragazzi, ci siamo. È tempo di uscire” esorta il mister.

Ci disponiamo in fila indiana, davanti a tutti c’è Sedda, stasera capitano in assenza di Pauletto. Si guarda con aria di sfida con Agosta, capitano e fantasista della Juventus fin dalla prima stagione. I più concentrati sembrano essere Frunzio e Deidda, con Gianluca Pusceddu gasato a mille per la tensione che si respira in quel minuscolo tunnel.

20:50, si entra in campo.

Il Derby della Mole ha inizio

Inno della Serie A di rito, sguardi dritti verso la tribuna Ovest, scambio di saluti per le telecamere e poi via verso le proprie posizioni in campo.

Sedda stringe la mano ad Agosta, entrambi sono fieri della fascia che portano al braccio e sanno che sarà battaglia vera.

Noi ci disponiamo con Fagone in porta, davanti a lui ci siamo io, Avogaro, Sedda e Frunzio da sinistra verso destra. A fare da diga a centrocampo Gianluca, con Figoni e Deidda a creare occasioni in mezzo al campo. Davanti a me sulla trequarti c’è Vanali, al lato opposto sulla destra Iadicicco. In attacco il solo Pennisi.

La Juventus si schiera a specchio nell’altra metà campo, con Carrano tra i pali, Bassissi, Amadori, Gallorini e Stranges. In mediana Del Prete, regia affidata ai piedi educati di Pejcic e Agosta. Il mio diretto avversario sarà Paudice, sulla fascia opposta ad occupare Frunzio ci sarà Zirattu. Bicocchi, ex granata, unica punta.

L’arbitro osserva le due squadre, porta il fischietto alla bocca, guarda l’orologio, si parte!

Abbiamo pagato caro due svarioni difensivi del nostro portiere, purtroppo.

Entrambe le squadre hanno lottato alla pari, purtroppo la differenza l’ha fatta Carrano che è riuscito ad ipnotizzare il nostro attacco.


A malincuore mi tocca ammettere che per quest’anno il derby è bianconero, essendo l’andata conclusasi con un 1-1 e questo ritorno con un amarissimo 2-0.

E, lasciatemelo dire, è per partite come queste che non ci stancheremo mai di ruolare! Onore ai rivali gobbi, anche se stamattina un tifoso mi chiedeva dove fosse Piazza Castello…

In Lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 2

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante soprattutto per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si sono ottenute cinque vittorie. Se nella prima parte siamo andati ad analizzare le partite di Torino e Progetto Gaming, oltre alla partita in Champions della Lazio, in questa parte verranno messe sotto lente d’ingrandimento le altre partite, che hanno coinvolto Inter, Juventus e Roma.

Feyenoord – Inter 2-5
La partita sicuramente più emozionante del turno di Europa League è stata quella tra la squadra di Rotterdam e quella allenata da Pietro Alaimo. L’alta intensità da ambo le parti ha portato ad uno scontro che ha visto molti errori da parte delle difese e pregevoli gesti tecnici da parte degli attacchi: nei primi 23′ sono state segnate ben quattro reti.

É stata una partita molto combattuta, come testimoniano le statistiche molto simili in Tiri in Porta (6-9) ed in possesso palla (53-47), il numero di chiare occasioni da goal (1-1) e di azioni importanti (2-2). Anche il numero di passaggi è molto simile, con l’Inter che ne porta a termine 341 e il Feyenoord 387. Le due squadre non hanno esitato a spingersi in avanti, anche a discapito di qualche goal subito di troppo. La chiave della partita che spiega un risultato così netto è l’incredibile efficacia dei giocatori nerazzurri sotto porta, tanto da rendere imbarazzante la prestazione del portiere olandese Vermeer, con 5.6 di voto. Sostituzione decisiva quella effettuata tra primo e secondo tempo da parte dell’Inter: l’ingresso di Ciampaglia al posto di Pettignelli ha ampliato il divario tecnico tra le due squadre. Non è un caso che dopo il suo ingresso, l’Inter abbia segnato le due reti che chiudono la partita senza concedere un goal agli avversari. Il premio di migliore in campo appartiene ad Antonio Seminaroti, autore di una splendida doppietta. La qualificazione per l’Inter potrebbe essere al sicuro, grazie ai cinque goal in trasferta che costringerebbero il Feyenoord a segnarne quattro a San Siro.

EXTRA: I padroni di casa presentavano in panchina due svincolati di Progetto FM. Matteo Pesco, ex-Lazio, Udinese e Sampdoria, e Alessandro Girelli, ex-terrore delle difese di A mentre era al Bari e due stagioni fa al Fublet. Se il secondo è stato splendidamente fermo in panchina, il primo ha giocato anche 12 minuti a partita in corso.

Juventus – Bayer Leverkusen 3-0
Anche l’altra squadra di Torino chiude il discorso qualificazione con un netto 3-0 al Bayer Leverkusen, squadra sicuramente meno ostica di quelle affrontate nel girone di Champions League. La partita è nettamente dominata dai bianconeri, che lasciano poco spazio alle punte tedesche.

Il pieno controllo della partita è reso evidente dal gran numero di tiri in porta, che sono undici per i padroni di casa contro i tre degli ospiti. Non proprio una gran bella giornata del portiere del Bayer, che deve ringraziare i due pali se non ha raccolto ulteriori palloni dalla porta. Bisogna tuttavia ammettere che prima dell’ingresso di Luca Santoro, autore di una doppietta, la Juventus non era riuscita a concretizzare le sue tante occasioni avute, segnando solo il goal con Theo Bassissi. Infatti, giornata molto negativa per Carlo Paudice, costretto ad uscire nel secondo tempo. In pieno controllo sono stati i terzini bianconeri: sia il già nominato Bassissi che Mattia Perfetti, hanno messo in subbuglio con le loro accelerazioni la difesa tedesca. Bene anche Igor Pejcic, autore di un assist. Tuttavia, il premio di MOTM va sicuramente a Santoro, che se lo assicura in ventisei minuti di gioco. Curiosamente, a segnare tutte le tre reti dei bianconeri, sono stati giocatori al loro debutto in Europa League: Bassissi ha giocato la prima parte di stagione alla Pro Vercelli, mentre l’uomo partita è stato al Catania.

Roma – Basaksehir 2-0
Per quanto il risultato non le garantisce il passaggio del turno senza troppi rischi, i giallorossi hanno messo un mattone fondamentale per il passaggio del turno. Infatti, nonostante il risultato reciti solo 2-0, il modo in cui è arrivato fa ben sperare per il match di ritorno.

La Roma ha approcciato la partita nel modo corretto, non lasciando nessuno spazio alla squadra turca, autore di un solo tiro nello specchio. D’altro canto, la Roma dovrebbe migliorare la precisione sotto porta: dei 27 complessivi solo 6 sono finiti a bersaglio. La partita fortunatamente si era messa in discesa sin da subito, con il goal di Giacomo Bruni al 13′, e ci ha pensato Flavio Bramucci a chiuderla al 78′. Tuttavia, è difficile capire il livello della Roma: la difesa si è comportata in maniera assolutamente solida, mentre l’attacco ha evidenti problemi in ambito europeo, visto che né Riccardo Atudosie né Paolo Leanza hanno inciso sulla gara in qualche misura. Servirà ritrovarli al meglio per poter pensare di andare ulteriormente avanti, anche se a Roma potrebbero fare qualche ragionamento di più: meglio dedicarsi completamente al campionato di Serie B, dove attualmente stai in zona playoff e più ti piazzi meglio più hai possibilità di passare, oppure sacrificare qualcosina per provare ad andare fino in fondo nella Coppa, senza la certezza però di riuscirci? In ogni caso, si può dire che la Roma, nonostante gli impegni del campionato cadetto, abbia onorato al proprio meglio la competizione. Ed è facile che entri nella top 16 della Europa League.

L’asse caliente PG-Juventus!

Mirabolante scambio tra due delle società più importati del progetto: Il duo Bisceglie-Di Caccamo approdano al Progetto Gaming in cambio di Fabio Bicocchi e 500k!

Ai nostri microfoni Stefano Dimartino e Luca Amadori per dei commenti a caldo su questa incredibile operazione:

Dimartino ci da qualche dettaglio in più? Come mai avete optato per la cessione di Bicocchi, è un profilo che rientra perfettamente nel mood del PG, giocatore da 300k di bonus?

Abbiamo preso in considerazione la cessione di Bicocchi, solo per il semplice fatto che la Juve ha sondato il terreno per Fabio e considerando anche l’amicizia che lega Bicocchi ad Amadori, abbiamo valutato questa opzione anche con il calciatore stesso, che ci aveva espressamente detto che se ne fosse andato via dal PG era solo per un’unica meta. Bicocchi è un calciatore eccezionale che fa molto gruppo e porta 300k, quindi inevitabilmente la contropartita doveva essere molto molto valida

Poi con Bicocchi abbiamo (e io in particolare) un rapporto bellissimo, quindi diciamo che è stata una scelta di comune accordo con il calciatore stesso, altrimenti difficilmente sarebbe partito

E sul duo Bisceglie-Di Caccamo che ci dice?

Anche qua poco da aggiungere: giocatori eccezionali, non penso abbiano bisogno di ulteriori presentazioni, puntiamo molto su entrambi, Bisceglie è una Punta con la P maiuscola, diciamo che l’obbiettivo è di colmare la poca finalizzazione sotto porta.

Di Caccamo è un altro utente molto attivo, molto presente in live e già abbastanza formato quindi tendenzialmente speriamo di poter guadagnare ulteriormente nell’immediato.

Amadori, i nostri lettori vorranno capire come mai di uno sforzo così importante, Bisceglie e Di Caccamo non hanno nulla da invidiare a Bicocchi in termini di attività, avevate bisogno del suo essere così uomo squadra?

Ci sono varie motivazioni, per l’esattezza a noi oltre a Bicocchi arriva anche un conguaglio di 500k. I motivi che ci hanno spinti a fare questa operazione sono più di uno.

– Bicocchi è un mostro di attività, più di un normale utente che porta 300k, lui secondo noi ha anche l’abilità di coinvolgere i compagni di squadra ad essere più attivi e la società ne può solo giovare.

– le contropartite sono arrivate dopo, trattando. Bisceglie c’è entrato quasi contemporaneamente per un discorso di ruolo in campo, e anche perché ultimamente lo vedevo meno coinvolto, come se volesse cambiare aria (lo conosco bene, condividiamo la presidenza del Pordenone), quindi abbiamo pensato che una nuova avventura avrebbe potuto solo giovargli, soprattutto in una società come il PG.

– Di Caccamo è entrato nello scambio per due motivi: il primo è che Pironti giustamente ha fatto notare che Bicocchi non è un utente qualunque, l’altro è che alla Juve ha dato più di un problema nello spogliatoio, sia nella gestione Trovato, sia in quella Terlati. Grane che in presidenza facciamo volentieri a meno. Il PG è a conoscenza di tutto e sono sicuro che l’ambiente PG farà bene a Di Caccamo.

CARMELO CERAOLO, IL BOMBER CON LA VALIGIA SEMPRE IN MANO E IL CUORE LASCIATO AD UDINE

La carriera di Carmelo Ceraolo, attualmente sotto contratto con la Juventus, inizia per puro caso, quando si dice che le cose più belle avvengono quando meno te lo a spetti. È partito tutto da una semplice ricerca di pagine facebook che trattassero il famoso videogioco “Football Manager”, da anni una delle simulazioni calcistiche più amate al mondo, con centinaia di migliaia di fans sparsi in tutto l’emisfero. Al termine della ricerca, tra i risultati ottenuti, è comparso il link della pagina ufficiale di “diventa un calciatore su football manager”. Da allora ciò che era nata come una curiosità di provare questa esperienza è diventato  vero amore, con Carmelo che decide, dopo essersi iscritto, di continuare la sua avventura nel progetto. L’esordio da calciatore avviene in quella che sarebbe diventata la sua seconda casa, ovvero ad Udine, per poi passare in serie A in una grande come il Milan dove non resta a lungo, venendo ceduto al Bari. Dopo una breve parentesi in terra pugliese il ritorno  ad Udine, dove vive il clima difficile che stava attraversando la società Friulana che si è trovata a subire l’onta del fallimento, retrocedendo a fine stagione in serie C pochi anni dopo aver assaporato il primo scudetto della storia. La seconda parentesi con l’Udinese non dura molto, infatti a causa delle difficoltà finanziarie che attanagliavano la società, Carmelo viene ceduto durante il mercato di riparazione alla Juventus per fare cassa. Qui al primo tentativo assapora la gioia di festeggiare la conquista dello scudetto con i nuovi compagni. La seconda stagione però non parte nel migliore dei modi, con la Juventus che parte male con l’allenatore chiamato a sostituire D’Anteo, il quale non ottiene i risultati sperati ad inizio stagione, perdendo sempre più terreno da Lazio e Cremonese che sono partite forte mettendo diversi punti tra loro e le inseguitrici. A seguito di un problema interno il vecchio mister ha deciso di dimettersi facendo spazio a mister Terlati, chiamato nell’impresa di recuperare il terreno perso sulla coppia di testa, ma il poco spazio a disposizione ha spinto il giocatore a chiedere la cessione offrendosi al Milan senza successo, in attesa di eventuali offerte.  

Giovanni Esposito: il Cesena nel cuore ma il futuro ancora incerto

Per parlare del magic moment del Cesena e del mercato che verrà, abbiamo intervistato uno dei protagonisti della cavalcata dei romagnoli dalla serie B ai piani alti della massima serie, Giovanni Esposito.

Giornalista: “Ciao Giovanni e grazie per il tempo concessoci. Come ti stai trovando a Cesena?”.
Esposito: “Grazie a voi, è sempre un piacere sedermi qui. Cesena è diventata la mia seconda casa e attualmente sono fiero di farne parte. Serafini mi ha dato quel piglio in più per risollevare il mio umore e fare di me il calciatore che sono adesso. Abbiamo fatto una bella cavalcata in B e attualmente stiamo facendo bene in A dove tutti ci danno per spacciati. Questi due anni sono stati intensi e mi hanno regalato emozioni che difficilmente riuscirò a trovare altrove”.
Giornalista: “Iniziamo con la promozione storica in serie A: non eravate tra le candidate eppure dopo un incredibile  recupero siete arrivati a giocarvi la serie A ai playoff, che si sono chiusi con la vittoria in finale contro il favorito Chievo. Ti va di raccontarci come hai vissuto emotivamente questa cavalcata?”.
Esposito: “Guarda, è stata una promozione sofferta. Il punto si è avuto con l’arrivo di Arrigo che ha macinato gol e di conseguenza punti. Ricordo che a poche giornate dalla fine facemmo un patto spogliatoio che ha retto e anche tanto. La cosa che ricorderò con piacere sono le lacrime che abbiamo versato alla fine di quella bellissima finale. Tante emozioni”.
Giornalista: “E ora la serie A. Eravate dati per spacciati ma avete smentito tutti macinando bel gioco e risultati fino ad arrivare ad assaporare l’aria di alta classifica. Come state vivendo questo momento?”.
Esposito: “Siamo fiduciosi. Ovviamente non ci montiamo la testa perché il campionato è lunghissimo ma sappiamo di poter fare bene. Stiamo vivendo un momento quasi magico oserei dire, ma il calcio è strano, lo sappiamo tutti! Spero di lasciare un buon ricordo nella mia Cesena”.
Giornalista: “A proposito di mercato, sei stato inserito nella lista trasferimenti per la prossima stagione, come mai questa decisione?”.
Esposito: “Guarda, è stata una scelta maturata con il tempo. Dopo due anni sento la necessità di provare qualcosa di nuovo  e rimettermi in gioco con altri ambienti. Devo ringraziare Cafarella che sta trattando la cosa con la massima trasparenza nei miei confronti. È difficile attualmente trovare un DS che ti avvisi giorno dopo giorno delle squadre che hanno chiesto informazioni per te”.
Giornalista: “Che ne pensi della Juventus? Sarebbe una destinazione gradita in caso venisse formulata un’offerta per te?”.
Esposito: “La Juventus è certamente una potenza del campionato e merita la mia profonda stima ed il mio totale rispetto. Ad oggi non penso ci siano interessamenti per la mia figura e non me la sento di esprimere una preferenza fino a che avrò un quadro più chiaro di chi ha fatto richiesta per me”.
Giornalista: “Parlaci del tuo rapporto con Ciampaglia, Croatti e la città di Pisa”.
Esposito: “Un napoletano in una terra ignota. La compagine pisana è spuntata veramente dal nulla e sono stato veramente contento di accettare l’incarico offertomi dal presidente Croatti. Lui e mister Ciampaglia sono persone aperte al dialogo e che lavorano 24h al giorno alla causa pisana. Sono convinto che prima o poi riusciremo a portare il Pisa ai livelli che merita”.
Giornalista: “Come vedi il Napoli di quest’anno? Ti piacerebbe tornare ad indossare la maglia della squadra della tua città un giorno?”.
Esposito: “Il Napoli ha veramente cominciato con il piede giusto. Lo scorso anno ricordo che ha fatto fatica a restare in A, ma fortunatamente con gli innesti giusti è riuscito a costruire una corazzata solida. Li ho lasciato molti amici tra cui il capitano De Michele e il mister Ponticelli con il quale mi sono riavvicinato da poco. Beh, chiedere ad un napoletano se vuole tornare a vestire quella maglia è come chiedere a qualcuno se vorrebbe passare una notte con la Leotta (accenna un saluto a Diletta Leotta N.D.R.).
Giornalista: “Cosa vorresti dire ai tifosi del Cesena?”.
Esposito: “Voglio ringraziarli per tutte le emozioni che mi stanno regalando e voglio rassicurarli perché sono in ottime mani. La dirigenza sta facendo un lavoro eccezionale e sono sicuro che riuscirà a fare bene nelle prossime  stagioni. Non voglio lasciarli a bocca asciutta questa stagione e lotterò per portare un risultato a casa”.
Giornalista: “Ancora grazie per la tua cortese disponibilità, ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per il futuro”.
Esposito: “Grazie a voi ragazzi”.

La magica sera dell’8 Aprile

8 Aprile 2019.

Nel freddo campo dell’Artemisio Franchi, la Fiorentina è pronta a sfidare la Juventus nell’anticipo di Serie A PG. Per i Gigliati è un periodo molto negativo: da quando è iniziato il campionato, la squadra di Firenze è riuscita ad ottenere un solo punto, nella partita contro il Progetto Gaming in cui è figurato in porta il trequartista Veronica Di Paolo.
La Juventus, invece, viene da un buon periodo a livello di prestazioni: sono mancati i punti, specie in due partite importantissime contro i concittadini del Torino e il Napoli di Salvatore Ponticelli, ma la squadra dà l’impressione di meritare la Champions League.

Gli spalti sono vuoti: chi avrebbe mai voglia di vedere una partita di una squadra ultima ad un punto?
Due beniamini del pubblico, l’allenatore Casalati Roberto e il portiere D’Anteo Alessandro, sono andati via: direzione Roma per il secondo, alla corte di Tommaso Molin; il primo si è mosso di qualche chilometro, direzione Empoli, alla presidenza di Valerio Arnone.
Come se non bastasse, il primo allenatore, Gabriele Cocco, ha deciso di dimettersi, e la squadra è stata affidata a Raffaele De Giosa.

La partita sembra incanalarsi verso una facile vittoria della Juventus: al secondo minuto, il rapace della Juventus Luca Bisceglie, insacca la rete dell’1-0.
Lo sconforto già dilaga, ma ecco poi l’inverosimile: l’uomo di casa, l’acculturato Gabriele Marchi, si fa finalmente ispirare dagli Uffizi ed esegue la prestazione della vita. Tuttavia, da solo ciò non basta: serve qualcuno che capisca l’arte scritta dall’ala di Prato. In area si trova Walter Maltese: una stagione passata alla corte di Alessandro Pironti, senza mai incidere, e poi la cessione alla Fiorentina. Lo spirito di Batigol si impossessa dell’attaccante e la Fiorentina segna l’incredibile goal dell’1-1.

Potrebbe finire così, ma questa sarà una notte particolare.
Maltese si trova di nuovo a tu per tu contro Carrano e segna il 2-1. Il poco pubblico è in delirio: la Fiorentina passa in vantaggio, ma ancora nessuno si vuole illudere. Troppe le rimonte quest’anno, troppi i goal entrati nella porta di Nencioni. Eppure, i Viola continuano e poco dopo arriva anche il 3-1. Sembra di vedere il Barcellona di Guardiola, la Juventus scomparsa, volatizzata.
Al termine dei 90 minuti, i padroni di casa vincono 6-1 contro i campioni d’Italia.
Come andrà a finire questa stagione non importa: quella di questa sera rimarrà una partita indimenticabile in questa stagione, nella storia della Viola.

Casa Juventus: La nuova realtà

Innanzitutto benvenuti cari lettori e un caloroso benvenuto anche alla nuova presidenza della Juventus nella sede di progetto X, direi di cominciare subito con le domande, cosa vi ha spinto a rilevare la proprietà della Juventus? da chi è partito il tutto e pensate che essere in tanti possa influire sull’operato?

LUCA A. Buonasera a lei, e grazie per il tempo speso per intervistare 5 disgraziati. Io poco dopo essere diventato un giocatore bianconero, ed aver appreso che la Juve era senza una presidenza, da gobbo quale sono, ha cominciato a balenarmi in testa l’idea dell’acquisto. Un giorno decisi di fare un post nel gruppone per vedere se trovavo qualcuno interessato e che potesse darmi una mano. Il primo ad interessarsi fu Gallorini, così cominciammo a parlare e mi mise subito al corrente della situazione, in modo da essere consapevole a cosa andavo incontro (nel bene e nel male, nessuno è perfetto). Piano piano col tempo si è aggiunto Simone alla cordata, e per ultimi Marika e Brian. Dal mio punto di vista essere in tanti può aiutare molto nella gestione dei vari aspetti della squadra. Noi ci confrontiamo sempre su tutto, però ci siamo divisi le varie competenze: c’è chi si occupa più del mercato e dei contratti, chi si occupa più della gestione dello spogliatoio ecc… Se è una strategia che pagherà, solo il tempo ce lo potrà dire

BRIAN Ciao Stefano, grazie a te per l’invito, Da quando sono presidente della Juventus è la mia prima intervista e sono molto felice di essere qui, insieme ai miei colleghi; la comunicazione è alla base di tutto; Per quanto mi riguarda, mi ero messo in contatto con il presidente Gallorini ed Amadori (da lui è nata l’idea della cordata), questo perché qualora ci fosse stata la possibilità di acquistare la mia squadre del cuore non mi sarei mai tirato indietro… ed eccomi qui. Essere in molti non è un peso, anzi, visti gli impegni generali è molto d’aiuto, anche perché dopo aver acquisito la società il primo obbiettivo è stato quello di creare un organigramma ben definito, in modo tale che la dirigenza riuscisse a coprire tutti gli aspetti societari e di spogliatoio. Per ora ha ripagato abbastanza le nostre aspettative, ma siamo solo all’inizio.

SIMONE Buonasera a tutti e buonasera Stefano, grazie per averci proposto quest’intervista (ndr rido perchè ho proposto io). Come hanno già detto i miei egregi colleghi Amadori e Santoro, l’idea di comprare la società era da tempo che aleggiava nell’ambiente, soprattutto nelle menti di Luca (Amadori) e Alessandro (Gallorini). Il mio coinvolgimento nella cordata ha però ulteriori motivazioni legate alla mia esperienza all’interno del gruppo Juventus. Avendo vissuto a pieno lo scandalo Progettopoli, ho sempre avuto dentro di me la volontà di risollevare le sorti di uno spogliatoio smembrato, demotivato, disilluso da tutte le scorrettezze commesse dalle precedenti gestioni dirigenziali. Con l’opportunità dell’acquisto societario ho intravisto la possibilità di voltare definitivamente pagina, lasciandoci alle spalle tutto il male vissuto, dando nuova vita alla Squadra per provare ad elevarla ad esempio da seguire all’interno del Progetto, per toglierci una volta per tutte la nomea di “scorretti e ladri”.Essere in 5 aiuta la giusta divisione dei ruoli perché abbiamo chi si occupa della gestione finanziaria, chi del mercato, chi dei Social Media (Marketing Manager e rapporto con stampa e altre squadre), chi del rapporto con lo spogliatoio e con il mister. Tutto è equilibrato, tutti abbiamo lo stesso peso decisionale, ma ognuno ha priorità di scelta nei propri campi, per poter dedicarci al meglio in tutti gli aspetti di gestione di una società importante come la Juventus.

 ALESSANDRO Ciao a tutti i lettori e grazie Stefano per l’intervista, finalmente la prima intervista da presidente! Io personalmente avevo già provato a rilevare la Juve in seguito alle vicende di Progettopoli. Purtroppo la mancanza di soci fidati mi fece desistere anche dopo la fine del periodo di amministrazione controllata. Quando Luca ha palesato l’intenzione di comprare la Juve, la mia risposta è stata automatica. In prima battuta avrei voluto acquistare la Juve per sollevarla dal buco nero chiamato Progettopoli: diciamo che in parte quei problemi sono stati risolti e quindi la motivazione ad oggi va ricercata nel legame che ormai ho con questi ragazzi. Con questa presidenza, grazie soprattutto all’aiuto degli altri 4 presidenti vorrei cercare di mantenere inalterato questo legame, mettendo in pratica tutte quelle idee che avevo e che ho, ma che da solo non sarei mai riuscito a realizzare. Ovviamente vogliamo continuare a divertirci e diventare (finalmente) un esempio per questo progetto, così come per me sono un esempio Torino e Genoa, grandi gruppi gestiti da grandissime persone.

MARIKA Ciao a tutti, innanzitutto ti ringrazio per la possibilità di parlare ai microfoni di Progetto X. Fin dall’inizio, dopo aver capito un po’ i meccanismi di Progetto FM, volevo acquistare una squadra ma non da sola, cercavo una o più persone con cui collaborare. All’inizio mi sarebbe piaciuto diventare presidentessa dell’Inter, ma la cosa è andata un po’ a sfumare. Con il passare del tempo però non c’era una squadra determinante nella mia scelta, mi andava bene qualsiasi, l’unico requisito era che doveva essere di serie A. Poi un giorno ho letto un post di Luca Amadori dove diceva che stavano selezionando papabili presidenti per la Juventus, così mi feci avanti ed ora son qui. Sul fatto che siamo in tanti non influisce per niente sull’operato, anzi a parer mio è molto più fluido gestire la squadra e tutto ciò che ci circonda, perché ognuno di noi gestisce sezioni diverse. Siamo 5 personalità distinte e separare, che lavorando insieme, concretizzano tutto ciò che nasce come pensiero, come idea. Immagina un lavoro di un solo presidente che ha mille pensieri, diviso per 5. Molto gestibile non trovi?

Da fonti certe abbiamo appreso che alcuni calciatori, erano stati messi fuori rosa da Trovato, ci potete raccontare che ambiente avete trovato al vostro arrivo? Pensate che il nuovo mister sia all’altezza di poter bissare il successo? (Tanto sappiamo tutti che vincerà la Cremonese)

LUCA A. Il discorso “Trovato” sarebbe lungo da spiegare, di certo la sua gestione non è stata così grave come alcuni la vogliono disegnare. Diciamo che le sue dimissioni ci hanno spinto a comprare subito, perché volevamo essere noi a scegliere il nuovo allenatore. Il discorso del “fuori rosa” in realtà non c’è praticamente stato. Si è vero, c’è stato un giocatore (solo uno) che ha giocato molto meno degli altri, ma è anche vero che non ha fatto molto per evitare che ciò accadesse, nonostante fossimo in più d’uno a digli di stare tranquillo. Si può essere in disaccordo con le decisioni dell’allenatore, ma bisogna sempre mantenere un profilo basso, e soprattutto rispettare il fatto che lui allena, e lui fa la formazione. Per il discorso scudetto, sarà molto dura bissare, nonostante credo fermamente nelle grandi capacità di mister Terlati.Tuttavia abbiamo già visto che Cremonese e Lazio hanno una marcia in più (o forse due) rispetto a tutte le altre. Noi siamo comunque i campioni d’Italia, e questo ci IMPONE comunque di crederci finché sarà possibile, anche se sarà molto dura.

BRIAN Sinceramente non mi piace e non è da me parlare di vecchie gestioni, vecchi allenatori, vicende e tutto quello che rientra tra le scelte effettuate dai nostri predecessori. La nostra idea comune, fatto su cui ci siamo sentiti tutti estremamente coesi, è stato quello di cambiare aria, idea e basi del progetto, acquistando in primis un allenatore a tutti sconosciuto, ma che ha dimostrato egregiamente di saper gestire spogliatoio e squadra. Ricordiamo la vittoria con la samp, e le partita di ieri, che ai nostri occhi, sanno di un risultato bugiardo, nonostante Torino e Napoli abbiano giocato ed approfittato (Napoli soprattutto) nel finalizzare le proprie azioni di gioco.Siamo i campioni d’Italia, ed il campionato è ancora lungo, e fino alla fine non è solo uno slogan.

SIMONE Non voglio parlare del passato, perché ormai sono questioni superate. Ora il mister è Francesco (Terlati), scelto all’unanimità da tutti noi presidenti per la sua preparazione tecnico tattica e per le sue spiccate doti di motivatore (ndr il fatto che sia Juventino sfegatato aiuta al coinvolgimento per la causa). Saprà sicuramente darci tante soddisfazioni anche quest’anno e lotterà insieme alla squadra #finoallafine per tenere alto il nome dei Campioni d’Italia, anche se lo scudetto sembra già essere una questione a due tra Lazio e Cremonese.

ALESSANDRO Si, ci sono stati dei litigi e non voglio nascondermi dietro ad un dito. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che “i panni sporchi vanno lavati in casa propria”, quindi quello che succede nello spogliatoio per me rimane lì. Oltretutto stiamo parlando di situazioni passate, con un mister dimissionario e non voglio stare a rivangare cose ormai “sepolte”. Diciamo che l’annuncio della nostra presidenza ha caricato a mille anche i giocatori più scarichi. Terlati è stata una piacevolissima sorpresa: prima che ci arrivasse la sua candidatura pensavamo già di aver trovato il nuovo mister, ma la sua conoscenza del gioco ci ha spiazzato. Alla fine abbiamo scelto lui non solo per questo, ma per far capire a tutti che non abbiamo paura di rischiare (un nuovo utente come allenatore della squadra campione d’Italia è un po’ rischioso) e perché siamo fiduciosi che con il tempo imparerà a muoversi a dovere nel progetto. Già ad inizio stagione sapevo benissimo che lo scudetto non sarebbe stato affar nostro: abbiamo rivoluzionato metà squadra (forse anche di più) per non rimanere attaccati a giocatori fortissimi ma poco attivi. Probabilmente se avessimo avuto Terlati fin dall’inizio, qualche punto in più lo avremmo conquistato sicuramente.

MARIKA Avevo sentito voci riguardanti lo spogliato con Trovato, ma non ho dato molto peso. fondamentalmente so poco. Per la mia nuova presenza in Juventus, posso dire che ho trovato una bella squadra di attivi con la passione per lo stesso obbiettivo. Arrivare in alto. La Cremonese chi? si mangia?

Chi è secondo voi il giocatore che può fare la differenza in questa Juve?

LUCA A. Non credo nell’individuo che esalta la squadra, credo nella squadra che esalta l’individuo. Il che significa che oggi magari il top player sembra Agosta, domani magari sarà Bisceglie, dopodomani magari Paudice. (I nomi usati sono solo di esempio, avrei potuto citare chiunque).

BRIANChiunque, guardando classifica,classifica marcatori e tutte le statistiche direbbe che Agosta e Bisceglie sono i nostri uomini cardine, visto le loro reti e contributo in campionato ed in Champions (Agosta 3 goal nelle ultime 4 partite), e nonostante io stesso abbia esaltato le loro qualità non sono in grado di darti una risposta precisa, un nome ed un cognome. Perché, ad esempio, Gallorini e Carrano, contro il Napoli, sono stati i nostri uomini chiave. La prossima partita lo saranno Amadori e Del prete, quella successiva Kasemi e Paudice; insomma, ogni giocatore fa la differenza, chi in una partita chi in un’altra. Se dovessi puntare una scommessa su uni di loro avrei 22 euro da spartire tra altrettanti giocatori

SIMONEFaccio un nome: lo Spogliatoio. Questo è il segreto per il successo, avere coesione sempre in qualsiasi situazione, che si vinca o si perda. Una volta che il gruppo è unito e determinato i risultati arrivano e si cresce tutti insieme diventando una squadra seria e con l’aspirazione di essere da esempio per tutti, seguendo l’esempio di squadre rinomate come Progetto Gaming, Genoa o Torino (volutamente in minuscolo l’iniziale).

ALESSANDRO La differenza la possono fare tutti, come è successo lo scorso anno. Ci sono giocatori che statistiche alla mano sono più decisi di altri (gol segnati, assist, parate) ma tutti avranno il loro momento di gloria anche in questa stagione. In un progetto come questo poi è da tenere sempre in considerazione anche il gioco fuori da FM: qui anche chi ha una scheda con skill non eccellenti risulta deciso tanto quanto un top player su FM. Per me chi fa gruppo, chi riesce a coinvolgere gli altri e in generale chi è attivo, ha lo stesso peso di chi fa 25 gol a stagione, perché magari proprio grazie al suo modo di stare nello spogliatoio riesce a mantenere la “community” Juve come un ambiente positivo e desiderato anche da altri giocatori. È una catena che si migliora di giorno in giorno. Il nostro compito da presidente è proprio questo: far continuare la catena e risolvere eventuali intoppi.

MARIKA Beh, al momento non saprei chi scegliere tra i giocatori. Li sto conoscendo ora e sopratutto con il nuovo Mister, le carte in tavola possono cambiare. Al momento non dico nulla

Pensate che i rapporti con il Torino, sono peggiorati a seguito della scelta di Marika di acquistare la Juventus? Pare che Conte stia pianificando l’avvelenamento

LUCA A. mah non saprei, per me va tutto come prima, d’altronde si sa che l’errore l’hanno fatto Conte & co. scegliendo la seconda squadra di Torino

BRIAN Perchè? Esiste un’altra squadra a Torino? Scherzi a parte, sono sicuro che in quella casa bisognerebbe installare delle telecamere durante eventi come quello del derby della Mole, ma giuro che avrei fatto di tutto per esserci quando Marika ha dato a Conte la notizia dell’acquisto della Juventus. Chissà cosa accadrà se un giorno acquistassimo Marika come giocatrice

SIMONE Penso che il Derby coniugale faccia solo che bene alla squadra perchè dà una motivazione in più per far meglio dei torelli granata che per troppo tempo hanno fatto il bello e il cattivo tempo in città spacciandosi per “gruppo da seguire” all’interno del Progetto. Torino è solo bianconera, lo dimostreremo con tutti i mezzi!

ALESSANDRO TORINO È SOLO BIANCONERA!
Dopo questa dichiarazione shock ci tengo a sottolineare gli ottimi rapporti che abbiamo con tutti i ragazzi del Toro, da Andrea a Giacomo e passando da Maurizio: per me, come già detto, sono un esempio da seguire per tutto ciò che hanno fatto di buono da quando sono presidenti. A dimostrazione di ciò basta guardare la nostra rosa per vedere che abbiamo in prestito due loro giocatori (Pepe e Perini).
Marika per noi è la Presidentessa con la P maiuscola, non la moglie di Andrea: ovviamente la rivalità con questa “mossa” da parte sua cresce ancora di più e sono sicuro che riuscirà a rubare qualche informazione per riuscire finalmente a vincere due derby in una stagione.

MARIKA Ahhh le voci quando girano, girano male ahaha. Beh, quando dissi ad Andre che avevo comprato la Juve, sorride e mi fa “Brava! Sarà un bel Derby”
Posso assicurarvi che non mi avvelena e non si è rotto nessun rapporto, anzi penso che un pochino sia fiero di me. Poi beh, mi ha parlato benissimo dei miei Soci..
Diciamo che è un modo di non tener monotone le giornate. Poi beh, dovessi mai essere acquistata dalla Juve, lì parte il video diretta sul gruppone.