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Speciale calciomercato: che fine ha fatto Carlo Paudice?

Questa sera Lo Spezzino torna a parlare di calciomercato spostandosi dalla Torino granata alla Torino bianconera. La Juventus che ha da poco ufficializzato il nuovo allenatore Mattia Agosta, una nostra vecchia conoscenza, si è trovata nelle ultime settimane a gestire la cessione di un calciatore piuttosto celebre nel progetto, Carlo Paudice. Dopo ben quattro stagioni passate insieme, la Juventus ha deciso vedi intraprendere un altra strada mettendo così il giocatore in vendita, Lo Spezzino assieme al suo ospite farà chiarezza sulla questione Paudice-Juventus

Buonasera Carlo e bentornato nella nostra redazione. Siamo ormai entrati nella seconda settimana di calciomercato e ancora molte trattative devono entrare nel vivo, una tra tutte la tua. Ci puoi svelare i motivi perché la tua trattativa non riesce a decollare?

Buonasera a tutti. Onestamente non riesco a darmi spiegazioni, all’inizio ebbi interesse di molte squadre di ogni tipo come squadre di vertice in A, in b, e squadre che bazzicano tra le posizioni di Europa. Poi il nulla, anche prima della multa che ricevetti [che sicuro ha condizionato la mia posizione]. Sembra che a parte squadre che non hanno una grande disponibilità economica, non mi voglia nessuno.

Eppure un giocatore attivo come te non dovrebbe avere troppe difficoltà a trovare sistemazione. Si era parlato dell’ interessamento della Roma di Molin prima ancora dell’ apertura del calciomercato o tutto ciò era solo una voce?

Non ho raggiunto molti bonus quest’anno, ma la garanzia che non mi inattivi c’è visto che alleno il Vicenza. Quella voce era vera, la Roma mi voleva ed io volevo la Roma ma ho dato la precedenza a una squadra che a lungo andare non si è fatta più sentire. Comunque la Roma resta un mio sogno.

Hai parlato di aver ricevuto proposte anche da squadre di vertice di serie A, puoi citarcene qualcuna?

La Lazio era la squadra che io mettevo davanti a tutte, lì si ha tutto per vincere, gruppo, mister, e si è visto anche che in due anni da neopromossi hanno vinto lo scudetto. C’é stato anche un interessamento anche del Crotone che è andato in Champions League.

Quale squadra è stata più vicina ad acquistarti e dove ti vedi in futuro?

La Fiorentina fu quella più rapida e concreta, la Roma mi sembrava la più possibile perché poi conta anche la mia volontà, In futuro non mi vedo alla Juventus, mi vedo in Serie a, o al massimo l’unica eccezione di scendere in Serie b sarebbe solo per la Roma.

Facciamo un passo indietro e parliamo della Juventus, la tua attuale squadra che lascerai dopo quattro stagioni di successi, come lo scudetto dello scorso anno. La nostra domanda è perché la Juventus ha deciso di privarsi di un giocatore come te?

I motivi per cui mi hanno messo sul mercato sono legati al fatto che puntano a una squadra che porti sui 300k di bonus, e io per questioni di tempo non posso

E aggiungo una cosa, la Juventus ha ragione

Ragione, in che senso?

Se la loro filosofia è quella, è giusto che io non faccia parte della Juventus

Prima di chiudere vogliamo fare un appello a tutte le squadre che ti contatteranno, magari leggendo anche la nostra intervista, cosa può offrire un giocatore come te?

Di sicuro posso offrire una scheda forte, come dimostrano i numeri e se vogliamo anche i trofei vinti. Poi proverò a essere più attivo, magari introducendo qualche bonus che non impiega molto tempo come quello ‘condivisioni’ ma soprattutto sono un giocatore con fame di vittoria e voglia di rivalsa.

Grazie Carlo per il tempo a noi dedicato e speriamo di rivederti presto nella nostra redazione a parlarci della tua prossima squadra

Grazie a voi, giornale di fiducia

Articolo di Gabriele Di Leo

AGOST(A)O DI FUOCO

PRESENTAZIONE STAGIONE 5 JUVENTUS

TORINO E’ stata presentato in conferenza stampa, questa mattina alla Continassa, la nuova squadra manageriale della Juventus per la Stagione 5. La curiosità era tutta per l’annuncio del nuovo Mister della prima squadra Bianconera e la risposta non si è fatta attendere: Mattia Agosta è il nuovo allenatore della Juventus.

Il caos avvenuto a Reggio Emilia in casa Sassuolo negli ultimi giorni ha causato le dimissioni a valanga di gran parte della dirigenza Verde-Nera, portando a far le valige anche ad Agosta che dopo 2 stagioni lascia la guida della squadra. E’ stata rapida la società Bianconera a cogliere al balzo l’opportunità di ingaggiare uno degli allenatori più longevi ed esperti all’interno del Progetto, mettendolo sotto contratto.

Così esordisce il nuovo mister in conferenza stampa: “Voglio ringraziare la società per l’opportunità offertami e ci tengo a dire che il mio approdo alla Juventus non è il motivo per cui ho deciso di lasciare Sassuolo. Ciò non toglie che avevo una gran voglia di allenare questa piazza e ora che sono finalmente qui, darò il 100% per portare i bianconeri in Champions League e per portare un altro trofeo qui a Torino.”

Ad affiancarlo troveremo volti noti dello staff Juventino: Francesco Terlati, mister della squadra in S4, rimarrà allenatore della Pro Vercelli (squadra cadetta in serie C) e affiancherà Agosta nelle attività di analisi tecnico-tattica della squadra, cercando di sfruttare al massimo le potenzialità della Rosa che in S5 punta ad essere antagonista attiva in campionato di Lazio, Cremonese e PG (squadre decisamente favorite per l’anno venturo). Inoltre troveremo ancora anche Antonio Del Prete nella figura di supervisore delle attività dei due tecnici, responsabile del rapporto tra società, manager e spogliatoio.

Si prospetta un estate di grande lavoro per l’ambiente Bianconero, dove si respira voglia di rivalsa dopo la delusione della mancata qualificazione Champions, si attendono colpi importanti sul mercato: indiscrezioni ancora non ufficiali dicono di grandi manovre per rinforzare il reparto difensivo e il centrocampo, con innesti illustri di giovani promesse dalla Serie C.

Restate collegati su Progetto X per notizie di mercato sempre aggiornate!

Disponibile da oggi la Demo di PES 2020

Il nuovo titolo Konami, ora con la partnership della Juventus e la licenza esclusiva del campionato brasiliano, sarà di prossima uscita il 10 Settembre 2020.

Scaricabile da PlayStation Store, Xbox Store e Steam. Le dimensioni si attestano sui 5GB per ciascun dispositivo.

Conferenza Stampa: Juventus – Fiorentina

Due squadre con una situazione di classifica completamente diverse.

Da un lato la Juventus di mister Terlati cerca di confermare il terzo posto e tenere a distanza il Progetto Gaming dal prossimo posto certo per la Champions League di S5.

Dall’altro c’è la Fiorentina che tenta di rimanere a galla in una spietata lotta salvezza che vede invischiata mezza classifica.

Press Room Allianz Stadium

Arriviamo nella sala stampa dell’Allianz Stadium e partiamo con le domande a mister Torcolini:

Buongiorno mister, come Progetto X avremmo delle domande da farle, ma partiamo dalla preparazione; affronterai una squadra in buona forma e ancora impegnata in ambito europeo e nazionale per un posto in Champions League S5, mentre per voi ogni punto guadagnato è oro nella corsa salvezza. Come intendi approcciarti contro gli uomini di Terlati stasera?

La Juventus è una squadra anni luce avanti a noi. Hanno giocatori attivi e importanti che hanno giocato in competizioni importanti e prestigiose come la Nazionale o la Champions. Sono una delle squadre più forti del campionato, non è facile per noi sopratutto per la posizione e lo svantaggio dell’ultimo posto disponibile per salvarsi. Giocheremo alla morte come sempre sperando in un risultato positivo.

Se hai avuto modo di studiare la Juventus, qual è secondo te il punto debole su cui fare leva e su cosa dovrete prestare attenzione?

Attenzione su tutto. Giocano con le ali, Paudice è un giocatore che “conosco” perché l’ho allenato nel fantasy pg e mi piace molto, è un profilo forte e può crearci problemi. La Juve ha 11 uomini più i sostituti che possono entrare ed essere capaci di mettere in difficoltà chiunque. Dovremo giocare in modo perfetto, spero che le mie tattiche diano effetto positivo, con la Cremonese non è andata come speravo. Con l’Atalanta in ambe le partite sia il 2-1 crashato che il 4-1 registrato ho visto qualche sprazzo del mio calcio. Bisogna essere perfetti e sperare che loro non siano al top.

Hai giustamente fatto notare come i vostri prossimi avversari siano forti in base all’attività che svolgono da più stagioni. Tolto la stella della squadra Marchi, chi è, secondo te, un possibile uomo simbolo per il futuro dei Viola?

Stiamo valutando i profili giusti per la prossima stagione. Stiamo valutando tutto, qualsiasi persona adatta pur di portare bonus in questa squadra. Non voglio gente demotivata, voglio gente che rema dritto come tutti, che sia trainante verso i compagni! Quindi tutti sono sotto la lente, speriamo in risposte positive.

Da tempo, negli ambienti di mercato, si parla di un forte interesse della Lazio e della Cremonese per Marchi. Ha avuto modo di parlare con il giocatore e capire quali siano le sue intenzioni in vista della S5, anche in caso di retrocessione?

Allora io sono arrivato da poco, ho parlato con la società, mi hanno informato che Marchi vuole andare via, lo sappiamo tutti è inutile nascondersi. Non ho parlato direttamente con lui, ci sarà modo e tempo. Ovviamente se dovessi riuscire a convincerlo a rimanere, sarebbe un colpo di mercato ulteriore per noi. In tal caso invece dovesse ribadire la volontà di andare via proveremo a soddisfare le sue richieste. Ma prima dare soldo e dopo vedere cammello come si suol dire. Deve arrivare una proposta in tal caso che ci faccia sorridere sopratutto a noi, perché perdiamo un giocatore importante e nel mercato di ora i giocatori forti e attivi costano.

Ha espresso eventuali preferenze su quali sono le squadre presso cui andare a giocare?

Non posso dirlo. Le questioni di spogliatoio rimangono nello spogliatoio.

Ringraziamo mister Torcolini, dall’Allianz Stadium è tutto.

Juventus – Torino: più di un derby

La pioggia sembra non voler cessare e Torino è un via vai di tram, automobili e gente vestita di cappotti grigi. Questa è la pioggia che preannuncia la primavera e da quì a qualche settimana scoppierà il caldo.

Già da qualche giorno, il buon Santoro invia video di sfottò a mia moglie per fare in modo che io li veda. Nemmeno il tempo di realizzare lo 0-1 impartito al Progetto Gaming in Europa League (con 90 minuti ancora da giocare), che c’è già il derby.

In casa Torino quest’anno ci aspettavamo che andasse meglio, ci aspettavamo di poterci affermare come realtà solida anche nel gioco, ma per vari motivi ci siamo ritrovati a condurre una prima parte di stagione “sciapita”, senza demeriti e senza onori. Da Gennaio però qualcosa è cambiato.

Magari Sedda è solo un tecnico alla Allegri, un allenatore a diesel, che partono piano e poi si ritrovano con la piena potenza di fuoco sul finale.

Già dalla mattina si parte, lo sfottò in pubblica piazza con la dirigenza juventina è parte del derby. Nei bar e nelle scuole ci si confronta su chi sia la squadra più forte, se la Juventus campione d’Italia oppure il Torino che sta facendo sognare quella parte di città romantica e nostalgica.

In casa Torino si preferisce rimanere con un profilo basso, la tensione c’è e tutti l’avvertono, ma io non posso non godermi un giorno simile.

Io, juventino sfegatato nel fuffa, da quando ho messo piede in questo progetto ho sempre voluto ruolare in un unico modo: contro le squadre blasonate e il tifo mainstream. Sì, perché parliamoci chiaramente, è facile tifare per una grande piazza e grandi squadre come Milan, Juventus, Napoli, Roma o Inter. Ma avete mai pensato cosa significhi portare in alto il blasone di squadre come Torino, Genoa, Sampdoria e tutte quelle squadre che sono additate come “fascia media”? Per me questo è uno stimolo immenso. È lo stimolo che mi ha alimentato fin da S2, quando scelsi di vestire granata e aiutare nel costruire un gruppo con determinati aspetti caratteriali e filosofia di approccio al gioco.

11 Marzo 2019 – ore 20:30.

L’Allianz Stadium è già pieno. Lo spicchio di stadio con i 2.075 tifosi granata tra la tribuna Est e la curva Nord viene sovrastato dai fischi dei bianconeri, che sono ben 39.432. Ma loro sono lì, cantano e sventolano bandiere col toro bendato sopra.

Siamo nello spogliatoio, già tutti carichi. C’è silenzio, il mister spiega le ultime indicazioni, ma alcuni di noi sanno già cosa fare. Guardo i miei compagni, vedo che alcuni fanno avanti e indietro nervosamente, mentre qualcun’altro si è immerso nella sua musica preferita.

“Ok ragazzi, ci siamo. È tempo di uscire” esorta il mister.

Ci disponiamo in fila indiana, davanti a tutti c’è Sedda, stasera capitano in assenza di Pauletto. Si guarda con aria di sfida con Agosta, capitano e fantasista della Juventus fin dalla prima stagione. I più concentrati sembrano essere Frunzio e Deidda, con Gianluca Pusceddu gasato a mille per la tensione che si respira in quel minuscolo tunnel.

20:50, si entra in campo.

Il Derby della Mole ha inizio

Inno della Serie A di rito, sguardi dritti verso la tribuna Ovest, scambio di saluti per le telecamere e poi via verso le proprie posizioni in campo.

Sedda stringe la mano ad Agosta, entrambi sono fieri della fascia che portano al braccio e sanno che sarà battaglia vera.

Noi ci disponiamo con Fagone in porta, davanti a lui ci siamo io, Avogaro, Sedda e Frunzio da sinistra verso destra. A fare da diga a centrocampo Gianluca, con Figoni e Deidda a creare occasioni in mezzo al campo. Davanti a me sulla trequarti c’è Vanali, al lato opposto sulla destra Iadicicco. In attacco il solo Pennisi.

La Juventus si schiera a specchio nell’altra metà campo, con Carrano tra i pali, Bassissi, Amadori, Gallorini e Stranges. In mediana Del Prete, regia affidata ai piedi educati di Pejcic e Agosta. Il mio diretto avversario sarà Paudice, sulla fascia opposta ad occupare Frunzio ci sarà Zirattu. Bicocchi, ex granata, unica punta.

L’arbitro osserva le due squadre, porta il fischietto alla bocca, guarda l’orologio, si parte!

Abbiamo pagato caro due svarioni difensivi del nostro portiere, purtroppo.

Entrambe le squadre hanno lottato alla pari, purtroppo la differenza l’ha fatta Carrano che è riuscito ad ipnotizzare il nostro attacco.


A malincuore mi tocca ammettere che per quest’anno il derby è bianconero, essendo l’andata conclusasi con un 1-1 e questo ritorno con un amarissimo 2-0.

E, lasciatemelo dire, è per partite come queste che non ci stancheremo mai di ruolare! Onore ai rivali gobbi, anche se stamattina un tifoso mi chiedeva dove fosse Piazza Castello…

In Lotta per l’Europa – Analisi 10 Giugno – Parte 2

Nella live del 10 Giugno 2019 sono ripartite le competizioni europee in Progetto FM. Un inizio alquanto incoraggiante soprattutto per le squadre italiane coinvolte nell’Europa League, dove su cinque scontri si sono ottenute cinque vittorie. Se nella prima parte siamo andati ad analizzare le partite di Torino e Progetto Gaming, oltre alla partita in Champions della Lazio, in questa parte verranno messe sotto lente d’ingrandimento le altre partite, che hanno coinvolto Inter, Juventus e Roma.

Feyenoord – Inter 2-5
La partita sicuramente più emozionante del turno di Europa League è stata quella tra la squadra di Rotterdam e quella allenata da Pietro Alaimo. L’alta intensità da ambo le parti ha portato ad uno scontro che ha visto molti errori da parte delle difese e pregevoli gesti tecnici da parte degli attacchi: nei primi 23′ sono state segnate ben quattro reti.

É stata una partita molto combattuta, come testimoniano le statistiche molto simili in Tiri in Porta (6-9) ed in possesso palla (53-47), il numero di chiare occasioni da goal (1-1) e di azioni importanti (2-2). Anche il numero di passaggi è molto simile, con l’Inter che ne porta a termine 341 e il Feyenoord 387. Le due squadre non hanno esitato a spingersi in avanti, anche a discapito di qualche goal subito di troppo. La chiave della partita che spiega un risultato così netto è l’incredibile efficacia dei giocatori nerazzurri sotto porta, tanto da rendere imbarazzante la prestazione del portiere olandese Vermeer, con 5.6 di voto. Sostituzione decisiva quella effettuata tra primo e secondo tempo da parte dell’Inter: l’ingresso di Ciampaglia al posto di Pettignelli ha ampliato il divario tecnico tra le due squadre. Non è un caso che dopo il suo ingresso, l’Inter abbia segnato le due reti che chiudono la partita senza concedere un goal agli avversari. Il premio di migliore in campo appartiene ad Antonio Seminaroti, autore di una splendida doppietta. La qualificazione per l’Inter potrebbe essere al sicuro, grazie ai cinque goal in trasferta che costringerebbero il Feyenoord a segnarne quattro a San Siro.

EXTRA: I padroni di casa presentavano in panchina due svincolati di Progetto FM. Matteo Pesco, ex-Lazio, Udinese e Sampdoria, e Alessandro Girelli, ex-terrore delle difese di A mentre era al Bari e due stagioni fa al Fublet. Se il secondo è stato splendidamente fermo in panchina, il primo ha giocato anche 12 minuti a partita in corso.

Juventus – Bayer Leverkusen 3-0
Anche l’altra squadra di Torino chiude il discorso qualificazione con un netto 3-0 al Bayer Leverkusen, squadra sicuramente meno ostica di quelle affrontate nel girone di Champions League. La partita è nettamente dominata dai bianconeri, che lasciano poco spazio alle punte tedesche.

Il pieno controllo della partita è reso evidente dal gran numero di tiri in porta, che sono undici per i padroni di casa contro i tre degli ospiti. Non proprio una gran bella giornata del portiere del Bayer, che deve ringraziare i due pali se non ha raccolto ulteriori palloni dalla porta. Bisogna tuttavia ammettere che prima dell’ingresso di Luca Santoro, autore di una doppietta, la Juventus non era riuscita a concretizzare le sue tante occasioni avute, segnando solo il goal con Theo Bassissi. Infatti, giornata molto negativa per Carlo Paudice, costretto ad uscire nel secondo tempo. In pieno controllo sono stati i terzini bianconeri: sia il già nominato Bassissi che Mattia Perfetti, hanno messo in subbuglio con le loro accelerazioni la difesa tedesca. Bene anche Igor Pejcic, autore di un assist. Tuttavia, il premio di MOTM va sicuramente a Santoro, che se lo assicura in ventisei minuti di gioco. Curiosamente, a segnare tutte le tre reti dei bianconeri, sono stati giocatori al loro debutto in Europa League: Bassissi ha giocato la prima parte di stagione alla Pro Vercelli, mentre l’uomo partita è stato al Catania.

Roma – Basaksehir 2-0
Per quanto il risultato non le garantisce il passaggio del turno senza troppi rischi, i giallorossi hanno messo un mattone fondamentale per il passaggio del turno. Infatti, nonostante il risultato reciti solo 2-0, il modo in cui è arrivato fa ben sperare per il match di ritorno.

La Roma ha approcciato la partita nel modo corretto, non lasciando nessuno spazio alla squadra turca, autore di un solo tiro nello specchio. D’altro canto, la Roma dovrebbe migliorare la precisione sotto porta: dei 27 complessivi solo 6 sono finiti a bersaglio. La partita fortunatamente si era messa in discesa sin da subito, con il goal di Giacomo Bruni al 13′, e ci ha pensato Flavio Bramucci a chiuderla al 78′. Tuttavia, è difficile capire il livello della Roma: la difesa si è comportata in maniera assolutamente solida, mentre l’attacco ha evidenti problemi in ambito europeo, visto che né Riccardo Atudosie né Paolo Leanza hanno inciso sulla gara in qualche misura. Servirà ritrovarli al meglio per poter pensare di andare ulteriormente avanti, anche se a Roma potrebbero fare qualche ragionamento di più: meglio dedicarsi completamente al campionato di Serie B, dove attualmente stai in zona playoff e più ti piazzi meglio più hai possibilità di passare, oppure sacrificare qualcosina per provare ad andare fino in fondo nella Coppa, senza la certezza però di riuscirci? In ogni caso, si può dire che la Roma, nonostante gli impegni del campionato cadetto, abbia onorato al proprio meglio la competizione. Ed è facile che entri nella top 16 della Europa League.

L’asse caliente PG-Juventus!

Mirabolante scambio tra due delle società più importati del progetto: Il duo Bisceglie-Di Caccamo approdano al Progetto Gaming in cambio di Fabio Bicocchi e 500k!

Ai nostri microfoni Stefano Dimartino e Luca Amadori per dei commenti a caldo su questa incredibile operazione:

Dimartino ci da qualche dettaglio in più? Come mai avete optato per la cessione di Bicocchi, è un profilo che rientra perfettamente nel mood del PG, giocatore da 300k di bonus?

Abbiamo preso in considerazione la cessione di Bicocchi, solo per il semplice fatto che la Juve ha sondato il terreno per Fabio e considerando anche l’amicizia che lega Bicocchi ad Amadori, abbiamo valutato questa opzione anche con il calciatore stesso, che ci aveva espressamente detto che se ne fosse andato via dal PG era solo per un’unica meta. Bicocchi è un calciatore eccezionale che fa molto gruppo e porta 300k, quindi inevitabilmente la contropartita doveva essere molto molto valida

Poi con Bicocchi abbiamo (e io in particolare) un rapporto bellissimo, quindi diciamo che è stata una scelta di comune accordo con il calciatore stesso, altrimenti difficilmente sarebbe partito

E sul duo Bisceglie-Di Caccamo che ci dice?

Anche qua poco da aggiungere: giocatori eccezionali, non penso abbiano bisogno di ulteriori presentazioni, puntiamo molto su entrambi, Bisceglie è una Punta con la P maiuscola, diciamo che l’obbiettivo è di colmare la poca finalizzazione sotto porta.

Di Caccamo è un altro utente molto attivo, molto presente in live e già abbastanza formato quindi tendenzialmente speriamo di poter guadagnare ulteriormente nell’immediato.

Amadori, i nostri lettori vorranno capire come mai di uno sforzo così importante, Bisceglie e Di Caccamo non hanno nulla da invidiare a Bicocchi in termini di attività, avevate bisogno del suo essere così uomo squadra?

Ci sono varie motivazioni, per l’esattezza a noi oltre a Bicocchi arriva anche un conguaglio di 500k. I motivi che ci hanno spinti a fare questa operazione sono più di uno.

– Bicocchi è un mostro di attività, più di un normale utente che porta 300k, lui secondo noi ha anche l’abilità di coinvolgere i compagni di squadra ad essere più attivi e la società ne può solo giovare.

– le contropartite sono arrivate dopo, trattando. Bisceglie c’è entrato quasi contemporaneamente per un discorso di ruolo in campo, e anche perché ultimamente lo vedevo meno coinvolto, come se volesse cambiare aria (lo conosco bene, condividiamo la presidenza del Pordenone), quindi abbiamo pensato che una nuova avventura avrebbe potuto solo giovargli, soprattutto in una società come il PG.

– Di Caccamo è entrato nello scambio per due motivi: il primo è che Pironti giustamente ha fatto notare che Bicocchi non è un utente qualunque, l’altro è che alla Juve ha dato più di un problema nello spogliatoio, sia nella gestione Trovato, sia in quella Terlati. Grane che in presidenza facciamo volentieri a meno. Il PG è a conoscenza di tutto e sono sicuro che l’ambiente PG farà bene a Di Caccamo.

CARMELO CERAOLO, IL BOMBER CON LA VALIGIA SEMPRE IN MANO E IL CUORE LASCIATO AD UDINE

La carriera di Carmelo Ceraolo, attualmente sotto contratto con la Juventus, inizia per puro caso, quando si dice che le cose più belle avvengono quando meno te lo a spetti. È partito tutto da una semplice ricerca di pagine facebook che trattassero il famoso videogioco “Football Manager”, da anni una delle simulazioni calcistiche più amate al mondo, con centinaia di migliaia di fans sparsi in tutto l’emisfero. Al termine della ricerca, tra i risultati ottenuti, è comparso il link della pagina ufficiale di “diventa un calciatore su football manager”. Da allora ciò che era nata come una curiosità di provare questa esperienza è diventato  vero amore, con Carmelo che decide, dopo essersi iscritto, di continuare la sua avventura nel progetto. L’esordio da calciatore avviene in quella che sarebbe diventata la sua seconda casa, ovvero ad Udine, per poi passare in serie A in una grande come il Milan dove non resta a lungo, venendo ceduto al Bari. Dopo una breve parentesi in terra pugliese il ritorno  ad Udine, dove vive il clima difficile che stava attraversando la società Friulana che si è trovata a subire l’onta del fallimento, retrocedendo a fine stagione in serie C pochi anni dopo aver assaporato il primo scudetto della storia. La seconda parentesi con l’Udinese non dura molto, infatti a causa delle difficoltà finanziarie che attanagliavano la società, Carmelo viene ceduto durante il mercato di riparazione alla Juventus per fare cassa. Qui al primo tentativo assapora la gioia di festeggiare la conquista dello scudetto con i nuovi compagni. La seconda stagione però non parte nel migliore dei modi, con la Juventus che parte male con l’allenatore chiamato a sostituire D’Anteo, il quale non ottiene i risultati sperati ad inizio stagione, perdendo sempre più terreno da Lazio e Cremonese che sono partite forte mettendo diversi punti tra loro e le inseguitrici. A seguito di un problema interno il vecchio mister ha deciso di dimettersi facendo spazio a mister Terlati, chiamato nell’impresa di recuperare il terreno perso sulla coppia di testa, ma il poco spazio a disposizione ha spinto il giocatore a chiedere la cessione offrendosi al Milan senza successo, in attesa di eventuali offerte.  

Giovanni Esposito: il Cesena nel cuore ma il futuro ancora incerto

Per parlare del magic moment del Cesena e del mercato che verrà, abbiamo intervistato uno dei protagonisti della cavalcata dei romagnoli dalla serie B ai piani alti della massima serie, Giovanni Esposito.

Giornalista: “Ciao Giovanni e grazie per il tempo concessoci. Come ti stai trovando a Cesena?”.
Esposito: “Grazie a voi, è sempre un piacere sedermi qui. Cesena è diventata la mia seconda casa e attualmente sono fiero di farne parte. Serafini mi ha dato quel piglio in più per risollevare il mio umore e fare di me il calciatore che sono adesso. Abbiamo fatto una bella cavalcata in B e attualmente stiamo facendo bene in A dove tutti ci danno per spacciati. Questi due anni sono stati intensi e mi hanno regalato emozioni che difficilmente riuscirò a trovare altrove”.
Giornalista: “Iniziamo con la promozione storica in serie A: non eravate tra le candidate eppure dopo un incredibile  recupero siete arrivati a giocarvi la serie A ai playoff, che si sono chiusi con la vittoria in finale contro il favorito Chievo. Ti va di raccontarci come hai vissuto emotivamente questa cavalcata?”.
Esposito: “Guarda, è stata una promozione sofferta. Il punto si è avuto con l’arrivo di Arrigo che ha macinato gol e di conseguenza punti. Ricordo che a poche giornate dalla fine facemmo un patto spogliatoio che ha retto e anche tanto. La cosa che ricorderò con piacere sono le lacrime che abbiamo versato alla fine di quella bellissima finale. Tante emozioni”.
Giornalista: “E ora la serie A. Eravate dati per spacciati ma avete smentito tutti macinando bel gioco e risultati fino ad arrivare ad assaporare l’aria di alta classifica. Come state vivendo questo momento?”.
Esposito: “Siamo fiduciosi. Ovviamente non ci montiamo la testa perché il campionato è lunghissimo ma sappiamo di poter fare bene. Stiamo vivendo un momento quasi magico oserei dire, ma il calcio è strano, lo sappiamo tutti! Spero di lasciare un buon ricordo nella mia Cesena”.
Giornalista: “A proposito di mercato, sei stato inserito nella lista trasferimenti per la prossima stagione, come mai questa decisione?”.
Esposito: “Guarda, è stata una scelta maturata con il tempo. Dopo due anni sento la necessità di provare qualcosa di nuovo  e rimettermi in gioco con altri ambienti. Devo ringraziare Cafarella che sta trattando la cosa con la massima trasparenza nei miei confronti. È difficile attualmente trovare un DS che ti avvisi giorno dopo giorno delle squadre che hanno chiesto informazioni per te”.
Giornalista: “Che ne pensi della Juventus? Sarebbe una destinazione gradita in caso venisse formulata un’offerta per te?”.
Esposito: “La Juventus è certamente una potenza del campionato e merita la mia profonda stima ed il mio totale rispetto. Ad oggi non penso ci siano interessamenti per la mia figura e non me la sento di esprimere una preferenza fino a che avrò un quadro più chiaro di chi ha fatto richiesta per me”.
Giornalista: “Parlaci del tuo rapporto con Ciampaglia, Croatti e la città di Pisa”.
Esposito: “Un napoletano in una terra ignota. La compagine pisana è spuntata veramente dal nulla e sono stato veramente contento di accettare l’incarico offertomi dal presidente Croatti. Lui e mister Ciampaglia sono persone aperte al dialogo e che lavorano 24h al giorno alla causa pisana. Sono convinto che prima o poi riusciremo a portare il Pisa ai livelli che merita”.
Giornalista: “Come vedi il Napoli di quest’anno? Ti piacerebbe tornare ad indossare la maglia della squadra della tua città un giorno?”.
Esposito: “Il Napoli ha veramente cominciato con il piede giusto. Lo scorso anno ricordo che ha fatto fatica a restare in A, ma fortunatamente con gli innesti giusti è riuscito a costruire una corazzata solida. Li ho lasciato molti amici tra cui il capitano De Michele e il mister Ponticelli con il quale mi sono riavvicinato da poco. Beh, chiedere ad un napoletano se vuole tornare a vestire quella maglia è come chiedere a qualcuno se vorrebbe passare una notte con la Leotta (accenna un saluto a Diletta Leotta N.D.R.).
Giornalista: “Cosa vorresti dire ai tifosi del Cesena?”.
Esposito: “Voglio ringraziarli per tutte le emozioni che mi stanno regalando e voglio rassicurarli perché sono in ottime mani. La dirigenza sta facendo un lavoro eccezionale e sono sicuro che riuscirà a fare bene nelle prossime  stagioni. Non voglio lasciarli a bocca asciutta questa stagione e lotterò per portare un risultato a casa”.
Giornalista: “Ancora grazie per la tua cortese disponibilità, ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per il futuro”.
Esposito: “Grazie a voi ragazzi”.

La magica sera dell’8 Aprile

8 Aprile 2019.

Nel freddo campo dell’Artemisio Franchi, la Fiorentina è pronta a sfidare la Juventus nell’anticipo di Serie A PG. Per i Gigliati è un periodo molto negativo: da quando è iniziato il campionato, la squadra di Firenze è riuscita ad ottenere un solo punto, nella partita contro il Progetto Gaming in cui è figurato in porta il trequartista Veronica Di Paolo.
La Juventus, invece, viene da un buon periodo a livello di prestazioni: sono mancati i punti, specie in due partite importantissime contro i concittadini del Torino e il Napoli di Salvatore Ponticelli, ma la squadra dà l’impressione di meritare la Champions League.

Gli spalti sono vuoti: chi avrebbe mai voglia di vedere una partita di una squadra ultima ad un punto?
Due beniamini del pubblico, l’allenatore Casalati Roberto e il portiere D’Anteo Alessandro, sono andati via: direzione Roma per il secondo, alla corte di Tommaso Molin; il primo si è mosso di qualche chilometro, direzione Empoli, alla presidenza di Valerio Arnone.
Come se non bastasse, il primo allenatore, Gabriele Cocco, ha deciso di dimettersi, e la squadra è stata affidata a Raffaele De Giosa.

La partita sembra incanalarsi verso una facile vittoria della Juventus: al secondo minuto, il rapace della Juventus Luca Bisceglie, insacca la rete dell’1-0.
Lo sconforto già dilaga, ma ecco poi l’inverosimile: l’uomo di casa, l’acculturato Gabriele Marchi, si fa finalmente ispirare dagli Uffizi ed esegue la prestazione della vita. Tuttavia, da solo ciò non basta: serve qualcuno che capisca l’arte scritta dall’ala di Prato. In area si trova Walter Maltese: una stagione passata alla corte di Alessandro Pironti, senza mai incidere, e poi la cessione alla Fiorentina. Lo spirito di Batigol si impossessa dell’attaccante e la Fiorentina segna l’incredibile goal dell’1-1.

Potrebbe finire così, ma questa sarà una notte particolare.
Maltese si trova di nuovo a tu per tu contro Carrano e segna il 2-1. Il poco pubblico è in delirio: la Fiorentina passa in vantaggio, ma ancora nessuno si vuole illudere. Troppe le rimonte quest’anno, troppi i goal entrati nella porta di Nencioni. Eppure, i Viola continuano e poco dopo arriva anche il 3-1. Sembra di vedere il Barcellona di Guardiola, la Juventus scomparsa, volatizzata.
Al termine dei 90 minuti, i padroni di casa vincono 6-1 contro i campioni d’Italia.
Come andrà a finire questa stagione non importa: quella di questa sera rimarrà una partita indimenticabile in questa stagione, nella storia della Viola.