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Un sogno da cui ripartire – Intervista a Tommaso Molin

Buongiorno, oggi siamo qui con una persona che non ha certo bisogno di presentazioni, Tommaso Molin, presidente di Roma e Venezia. A mente fredda, Tommaso, come reputi la stagione appena conclusa?
E’ stata una stagione lunga, che ci ha visto arrivare fino alla semifinale di Europa League e quindi ad un passo dal sogno di vincere un trofeo europeo. Purtroppo, ma lo sapevamo fin dal principio, il percorso europeo ha inevitabilmente compromesso il cammino in campionato, campionato concluso a pochi punti dai playoff.”

Roma, Venezia, Progetto Gaming; personaggio super impegnato insomma. Hai la sensazione che avresti potuto fare di più, o ti ritieni comunque soddisfatto dei risultati ottenuti?
“Credo che onestamente fare più di così fosse difficile. Al massimo c’è il rammarico per la Coppa Italia persa da giocatore, ma come presidente sono estremamente soddisfatto delle mie due squadre, che hanno dovuto affrontare avversari molto competitivi.”

Andando a ritroso: quale è il momento che ricordi con più piacere, e quello che invece ti è particolarmente doloroso da ricordare?
“Per il più brutto direi in assoluto la già citata finale di Coppa Italia, mentre il più bello è quello che deve ancora arrivare, e mi auguro possa farlo nella stagione che sta per iniziare.”

Cosa ti aspetti da Roma e Venezia per questa stagione?
“Dalla Roma mi aspetto la promozione in A, non abbiamo più scuse, sebbene il campionato sarà ancora più equilibrato di quello appena concluso. Per il Venezia mi auguro un campionato di alta classifica, con l’obiettivo di ripetere la scorsa stagione.”

Non temi la feroce concorrenza di compagini quali Genoa e Fiorentina, dunque.
“Le temo eccome, anzi. Penso che al momento ci siano potenzialmente una decina di squadre che possono lottare per la promozione diretta, ma noi non possiamo più sbagliare.”

Ultima domanda: se potessi prendere un qualunque giocatore da una qualunque squadra, chi sarebbe e perché? Di contro, se dovessi cedere tutti i tuoi giocatori tranne uno, chi terresti con te?
“Difficile rispondere ad entrambe le domande. Come giocatore da acquistare direi Tuccio, per il quale avevo fatto un’offerta, sia per scheda che per attività. Se potessi non cederei nessuno dei miei, ma chiaro che se qualcuno dovesse volere una nuova esperienza cercherei di accontentarlo. In particolare ho un feeling speciale con Saladino, il quale ha già ricevuto un’offerta in particolare, e D’Anteo.”

Saladino, già. L’uomo dai gol pesanti, una sorta di Bello Di Notte diciamo. Chissà che qualcuno non provi a strappartelo… (Tommaso ride, ndr).

Dalla Sardegna con furore: Pasqualino Beccu

Bene, iniziamo dal principio: facciamo una rapida presentazione per i lettori che non ti conoscono.
Salve a tutti, il mio nome è Pasqualino Beccu, provengo dalla Sardegna, esattamente da Silanus (un paese di poco più di 2300 abitanti). Ho 19 anni e sono un nuovo giocatore del neonato FM Messina.

Hai iniziato da pochissimo, eppure ti stai già dimostrando molto carico e attivo. Come sei venuto a conoscenza del progetto?
Conosco il progetto ormai da mesi grazie al mio carissimo amico Luca Siracusa, il quale ha tentato di convincermi per poi riuscirci in un secondo momento. I miei primi rifiuti son stati causa di impegni lavorativi e relativi allo studio, tuttavia sono molto felice di aver aderito a questa “piattaforma innovativa”.

Essendo un neoiscritto, avrai ricevuto decine di offerte sotto il tuo post di iscrizione: la scelta del Messina è casuale o c’è qualcosa in particolare che ti ha spinto lì?
Io ed il presidente Giuseppe Roberti abbiamo parlato tanto insieme e alla fine sono molto felice del fatto che siamo riusciti a trovare un accordo. Ho visto tanta fiducia nella dirigenza giallorossa, volevano che io giocassi qua, ho sentito fiducia nei miei confronti e questa è la motivazione principale che mi ha portato in questa fantastica casa: l’FM Messina.

C’è un giocatore del mondo fuffa a cui ti ispiri in particolare?
Sicuramente Andrea Pirlo, non a caso abbiamo un ruolo molto simile e vari punti di forza in comune. L’ispirazione nei suoi confronti è elevata e spero che, un giorno, sentirete parlare delle “maledette di Beccu”.

Ultima domanda, poi ti lascio libero di tornare agli allenamenti. Ti sei già posto obiettivi personali e di squadra per questa stagione?
Il mio principale obiettivo è quello di divenire la bandiera del Messina: sogno la fascia da capitano per questa stagione. Tuttavia non penso arriverà visto che abbiamo numerosi giocatori più meritevoli, ma sarò felice di dare il mio contributo… E magari di portare la società in Serie B a suon di assist e con qualche gol che fa sempre bene.

Il Miglio Verde – una chiacchierata con Bifano e Urbano.

Premessa doverosa: succede che qualcuno sbagli, violi le regole e che quindi venga sanzionato.
Generalmente si va da sanzioni minori come la multa sullo stipendio, con percentuali variabili a seconda della gravità dell’infrazione.
Ma nei casi più gravi, si viene bannati.

Il ban, generalmente, si ridiscute ogni fine anno e gli Admin decidono, secondo valutazioni che riguardano possibilità di recidiva, sincero pentimento e rinnovata fiducia, se riammettere un utente o meno.
L’intervista ha per protagonisti due riammessi, due utenti “celebri” non solo per la sanzione, ma anche per la loro attività nel progetto.
Si tratta di Alberto Bifano e Silvio Urbano.

Salve Alberto.
Innanzitutto bentornato nel Progetto Football Manager: qual è stata la prima sensazione che hai provato una volta rientrato in gioco?

Ciao a tutti, grazie per l’accoglienza. Sono rientrato nel gruppo semplicemente per divertirmi con chi ho stretto un buon rapporto d’amicizia. Ho notato che molti dei ragazzi che conoscevo mi han riaccolto subito, ma anche chi ha parlato male di me, dopo il ban alle spalle, ha poi fatto la bella faccia come se io non sapessi cosa hanno detto.

E’ passato un bel po’ di tempo dal tuo ban. Sei rimasto, in qualche modo, in contatto col Progetto? 

Sono rimasto in contatto con gli amici, ma non parlavamo molto del progetto perché non era più una cosa che ci accomunava. Alcuni di loro facevano parte del vecchio giornale “IlCarro”, altri conosciuti all’Inter e un paio di giocatori del Milan che allenavo. Sono ancora molto legato con tutti e come ho detto prima, è soprattutto per divertirmi con loro che sono rientrato.

Al momento del tuo rientro hai trovato collocazione nella Lucchese: è stata una scelta contingente o programmata? In base a cosa hai scelto loro? 

Vi svelo un piccolo retroscena: ero rimasto in buoni rapporti anche con la Salernitana e con il mister Sangiorgio, tant’è che parlai con lui, che mi propose di andare da loro se fossi tornato. Il giorno del reintegro, non conoscevo la nuova regola riguardante lo scambio inattivi-attivi. Pensavo fosse come quando fui bannato, cioè che solo le squadre con nuova presidenza, potessero acquistare nuovi utenti in cambio di inattivi. Dunque avevo escluso la Salernitana per questo. Poi dovetti scegliere tra le squadre che mi contattarono. Tra queste c’erano molte proposte importanti e ho scelto la Lucchese. Mister Sangiorgio mi contattò subito dopo spiegandomi che potevo andare alla Salernitana e non era come pensavo io, ma ormai per la Lucchese era tutto ufficiale. Ho scelto la Lucchese tra le squadre che mi volevano perché ho fiducia nel mister Deidda e nel DS Gallo, che conosco abbastanza bene e so che potrebbe essere l’inizio di un buon percorso di reintegro. Diciamo però che ho rifiutato molti soldi offerti da altre squadre.

Il tuo rientro vuol dire che l’Amministrazione della community ha deciso di avere fiducia in te. Se dovessi dare un suggerimento ad un nuovo utente, cosa diresti? E a un utente bannato che, magari, desidera di rientrare?

Ringrazio chi ha deciso di ridarmi fiducia. Ad un utente bannato direi di pensare a ciò che ha sbagliato e di riparare agli errori per poter rientrare. Ad un nuovo utente dico di godersi il gioco e trovare qualcuno con cui si trova a proprio agio per divertirsi. Di fare domande a chi è indicato a rispondere per quanto riguarda il gioco e capire come comportarsi all’interno del gruppo. Vi ringrazio per l’intervista e ringrazio gli admin per l’opportunità.

Salve Silvio. Innanzitutto bentornato nel Progetto Football Manager: qual è stata la prima sensazione che hai provato una volta rientrato in gioco? 

Innanzitutto grazie per l’intervista, beh la sensazione principale è stata di felicità per essermi tolto questo grande peso che sarebbe il ban dal Progetto, appunto.

Al momento del tuo rientro, hai trovato già collocazione in una squadra? Come ti hanno accolto?

Allora credo che si sappia che sono tornato al Drink, avevo comunque mantenuto ottimi rapporti con tutti e con Ballarini. Appena sono tornato è stata comunque una bella accoglienza tipo Cioè che mi dice: “Magari non ti sbannano!”

Quindi il rapporto non è mai venuto meno fra te e il Progetto, o le persone che ne fanno parte. Sei parte di quelli che dimostrano che c’è sempre la possibilità di rimediare ad un errore. Nel tempo che sei stato fuori hai seguito il progetto, o le sue Live? Come hai ingannato l’attesa? 

Sì, mi sono fatto vivo a volte nelle live, e quando avevo il tempo le seguivo. Le vedevo comunque con meno frequenza, visto seguirle più attivamente che non mi avrebbe portato nessun beneficio in game, diciamo. Mi sono comunque abbastanza informato sulla vita del Progetto attraverso diversi amici lì dentro.

Per essere rientrato vuol dire che si è fatto affidamento sulla possibilità che la fiducia in te sia ben riposta. Se dovessi dare un suggerimento ad un amico che compie un errore, cosa gli diresti? 

Beh c’è da dire sicuramente una cosa, una persona se vuole rientrare lo decide a prescindere da un consiglio di una persona X. Dipende anche dal tipo di errore. Credo che comunque gli direi di non perdersi d’animo e di aspettare la fine del ban e rientrare più forte di prima. Gli direi anche di non fare più cazzate del genere, e ovviamente di comportarsi bene durante il periodo di ban e non escogitare account fake e altro.

Qui si conclude l’intervista, con una piccola riflessione da condividere: gli errori si compiono, e generalmente il ban è proprio l’ultima ratio, cui si giunge se ciò che si è fatto è grave. Ma generalmente conta molto, agli occhi di chi deve giudicare il rientro (che dopotutto è sempre possibile) che la persona dia modo di dimostrare che il suo interesse per il gioco è genuino.
Perché Progetto Football Manager è un gioco.
Una simulazione di dinamiche complesse, ma sempre un gioco: vincere è bello, soprattutto quando lo si fa regolarmente.
Divertirsi, con tutti, è vitale.

Tra Aquila e Biscione

Giovanni Gallo: Buonasera sig. Esposito, grazie per il tempo concesso.
Dunque, come ben tutti sappiamo lei ha dichiarato di voler essere ceduto dal Cesena, come mai questa scelta?

Giovanni Esposito: Buonasera a lei e grazie per il tempo che mi sta dedicando. Cesena è stata la mia casa per due stagioni e mezzo e insieme alla società ho preso la decisione di provare nuovi lidi… Nuovi stimoli.

Giovanni Gallo: Sappiamo che ci sono due squadre particolarmente interessate, Inter e Lazio. Con la prima che sembra essere stata beffata al fotofinish dai biancocelesti. Potrebbe svelarvi alcuni retroscena delle trattative?

Giovanni Esposito: Ah sapete proprio tutto insomma. Con l’Inter era quasi tutto fatto dato che sono stato personalmente a Milano per seguire le trattative legate alla mia persona. Nei giorni successivi però è arrivata la Lazio con un’offerta maggiore ed un progetto molto più ambizioso. Vedremo l’evolversi della trattativa ma siamo a buon punto e siamo sicuri che la chiusura avverrà a mercato aperto. Intanto domani mattina voleró nelle sedi della Lazio per limare alcuni dettagli.

Giovanni Gallo: E cosa l’ha convinta ha scegliere la società biancoceleste a discapito dei meneghini? Non credo si parli solo di progetto ambizioso o mi sbaglio?

Giovanni Esposito: Beh diciamo che dopo sei anni di progetto questa è stata una delle prime chance irrinunciabili. Ricordo gli anni neri del progetto e la separazione che ci fu tra me e Di Gloria (ndr attaccante Lazio). Diciamo che ha contribuito tanto anche la mia amicizia con lui dato che è stata la prima persona con cui ho fatto amicizia.

Giovanni Gallo: Bene, come crede che questo trasferimento possa influenzare le scelte di calciomercato della sua attuale squadra e delle società coinvolte?

Giovanni Esposito: Sa penso che a Cesena possano fare un grande mercato perché il DS Cafarella è una persona con la quale non si scherza sulle trattative. L’Inter con la nuova gestione De Donatis penso possa dar fastidio sul mercato perché dopo la delusione con Il Genoa ha voglia di riscatto con i nerazzurri. La Lazio penso chiuderà qualche colpo per completare la rosa anche se penso sia già bella pronta.

Giovanni Gallo: Perfetto, credo sia tutto. Se vuole aggiungere qualcosa o salutare qualcuno faccia pure.

Giovanni Esposito: Mi permetto di salutare tutto il Cesena e tutta la redazione di Offside alla quale sono molto legato per i testi delle canzoni di Serafini.

Giovanni Gallo: Ancora grazie per l’intervista un saluto ed in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera.

Giovanni Esposito: Grazie a voi! Quando volete io ci sono.

Scritto da Giovanni Esposito

Revisionato da Del Prete Antonio

Mister Alfredo Aloi si racconta

Brian: “Buonasera sono Luca Brian Santoro, presidente e direttore sportivo di Juventus e Pro Vercelli, e giornalista del Devil Project.
Questa sera siamo con il signor Alfredo Aloi, anzi, vista la sua nuova carica all’interno del Progetto, mi permetta di chiamarLa mister Alfredo Aloi. Buonasera Mister!
La ringrazio per avermi concesso questa intervista, è un vero piacere per me essere il primo ad intervistarLa, sia successivamente al conseguimento del patentino da allenatore, sia come prima intervista da quando è all’interno del progetto ed anche, a quanto pare, per dare a tutto il progetto una lieta notizia.”

Alfredo: “Grazie a Lei per l’opportunità, il piacere è tutto mio.”

Brian: Prima di cominciare con le domande, chi è Alfredo Aloi nel progetto? Come sei arrivato nel nostro campionato e cosa l’ha “spinta” a farne parte, attivamente?”
Alfredo: “Sono appena diventato allenatore del Livorno, ma sono anche portiere de L’Aquila e giornalista di Devil Project. Mi sento molto attivo e voglioso di far parte di questo brillante progetto perché penso che sia un’idea molto bella e che riunisce migliaia di appassionati di fm e di calcio in generale. Il mio arrivo nel progetto è stato abbastanza casuale, ho visto un post di una squadra del progetto che cercava giocatori, allora mi sono informato e mi sono iscritto, tutto qui.”

Brian: “Congratulazioni per il suo nuovo incarico mister Aloi, conosciamo le vicende del Livorno e devo ammettere che è molto brutto vederlo in quella posizione in classifica. Crede riuscirà a dare alla sua squadra quella marcia in più per raggiungere la salvezza?”
Alfredo: “Grazie mille! Io sono una persona realista e molto autocritica e riconosco che sarà veramente dura salvarsi. Questo però non vuol dire che ci arrenderemo, sputeremo sangue fino a quando la matematica ci salverà!”

Brian: “Queste sono proprio le dichiarazioni che un giornalista vorrebbe ricevere durante un’intervista.
Quindi mi conferma un Livorno agguerrito, che non si è lasciato andare alla depressione da ultima in classifica ma che ha voglia di esprimere il proprio gioco fino all’ultimo minuto di questo sorprendente campionato di serie B Progetto Gaming, a testa alta. Questo le fa molto onore.
Parliamo di tattiche, di visione di gioco, ha già avuto la possibilità di realizzare quali saranno le strategie per tentare la salvezza? Ha già avuto la possibilità di parlare con la squadra ed i suoi senatori?”

Alfredo: “Ho avuto qualche discussione con il presidente e parlato un po’ con la squadra sugli obiettivi e le sensazioni generali e devo dire che non mi aspettavo un ambiente così “vivo” in una squadra condannata alla retrocessione. Ancora devo conoscere bene i giocatori sul campo di allenamento ma ho già qualche idea in mente su qualche formazione da applicare!”

Brian: “La ringrazio per il tempo dedicatomi, e Le auguro di raggiungere gli obiettivi prefissati.”
Alfredo: “Grazie a Lei per l’intervista, è stato un immenso piacere.”

Articolo di Luca Brian Santoro

IlCarro intervista Lorenzo Savini

Lorenzo Savini, benvenuto. Ci parli di lei nel Progetto e al di fuori di esso.
Allora, innanzitutto un caloroso benvenuto a tutti i lettori che hanno deciso di perdere tempo leggendo le mie dichiarazioni. All’interno del Progetto sono un centrocampista dell’Avellino. Altri ruoli, al momento, non ne ho.
Al di fuori del Progetto sono uno studente universitario che vive tra Rimini, città dove risiede la mia famiglia, e Forlì, città dove studio.

Prima di parlare dell’Avellino, è noto che ultimamente è stato piuttosto vicino agli admin dando loro una mano nell’organizzazione di Progetto Gaming, non solo per quanto riguarda FM. Vuoi parlarci di questa esperienza e magari far capire ai lettori il grande dietro alle quinte di PG?
Sì, sicuramente i più attivi e i più presenti si saranno accorti che non sono un utente “nullafacente”. Da qualche mese a questa parte è nata una grande amicizia soprattutto con Alessandro, con il quale ho un gran bel rapporto. Naturalmente vado d’amore e d’accordo con tutti gli admin, ma sento quotidianamente Alessandro per i più svariati motivi, ed è per questo che ci fidiamo l’uno dell’altro (almeno dal mio punto di vista).
Comunque, mi sono accorto di una cosa “lavorando” dietro le quinte e dando una mano: Progetto Gaming ha un enorme potenziale, sotto tutti i punti di vista. L’entrata della società Crema all’interno di Progetto Football Manager è solo l’inizio di ciò che accadrà. Bisogna continuare a crederci e lavorarci tutti i giorni, perché Progetto Gaming si può togliere tante soddisfazioni. Forse è proprio questo il miglior pregio di Alessandro: la costanza.

Un suo pensierò più sviluppato sull’ingresso del Crema Calcio?
È un grandissimo passo in avanti per Progetto Gaming. A mio parere entrare anche nel mondo del calcio reale o fuffa che dir si voglia è un ottimo modo per farsi conoscere. Chissà, magari un giorno potrò dire “ho giocato con Javier Zanetti”…
A parte gli scherzi, ora bisogna saper gestire bene tutto il gruppo, ancora di più di come non si sia già fatto: bisogna far cogliere a tutti l’importanza di quanto accaduto e al tempo stesso non tralasciare gli altri 2300 utenti che ci sono. È un lavoro molto difficile, ma a farlo ci sono delle persone in gamba, quindi sono molto fiducioso.
Detto ciò, forza Crema!

All’Avellino invece come sta andando?
Molto bene. Ad essere sinceri all’inizio ero parecchio titubante: aspettai molto prima di ascoltare l’offerta del DS Damiano Mattia, insieme ad uno degli ex presidenti Nicolò Baiardi. Proprio per questo motivo scelsi di inserire una clausola all’interno del mio contratto, di modo tale che un club fosse libero di pagare quella cifra e comprarmi senza problemi.
Inizialmente anche in-game la situazione non era rosea: la squadra era un tantino altalenante, sbagliavamo partite molto semplici. Ultimamente però abbiamo iniziato a vincere tanto e giocare bene, con conseguente miglior attacco del campionato e quarto posto a -4 punti dal Vicenza capolista. L’obiettivo è sicuramente quello di centrare la promozione diretta, ma le avversarie sono molto forti. Staremo a vedere.

Per quale motivo ha deciso di lasciare il Milan per andare comunque in Serie B?
Inizialmente, dopo lo scandalo Serveropoli avevo intenzione di rimanere. Ci sono stati alcuni fatti, che non starò qui a citare, che mi hanno fatto cambiare idea e chiedere la cessione all’allora DS Bicocchi. Le uniche due squadre interessate erano Inter e Avellino, ma la prima non formulò mai ufficialmente un’offerta. Ecco quindi come sono arrivato all’Avellino.

Ci parli dell’atmosfera dello spogliatoio dell’Avellino. Ci sono dei leader o qualcuno che tira le fila in particolare?
Diciamo che, essendo uno dei membri più attivi nel Progetto e aiutando anche gli admin quando necessario, sono diventato per tutti un punto di riferimento. Anche il mio mister e il mio DS ogni tanto mi chiedono qualcosa, ma l’atmosfera è molto bella… si ride, si scherza insieme. Come in molti spogliatoi c’è chi è più presente e chi meno, ma siamo tutti in armonia, uniti per centrare la promozione. Una menzione in particolare la vorrei fare per Damiano Mattia: sta svolgendo il ruolo di direttore sportivo in maniera impeccabile, fa i salti mortali per tenere attivo tutto il gruppo (finora in questa stagione non abbiamo avuto malus inattività se non per un giocatore che ha abbandonato il Progetto). Quindi vorrei fargli i miei più sentiti complimenti, perché dal mio punto di vista, sta svolgendo un ottimo lavoro.

E Scarpati, invece, che tipo di allenatore è? Alcuni dicono sottovalutato.
Mi metto in prima fila ad urlarlo: Scarpati secondo me è uno degli allenatori più sottovalutati all’interno del Progetto. Mette grande voglia, prepara ogni gara al meglio. È anche un ragazzo molto simpatico, si sta bene con lui. È proprio il prototipo di allenatore che secondo me si dovrebbe sedere sulla panchina di ogni squadra di questo GDR.

Alla luce delle belle parole spese finora, se non dovesse essere Serie A a fine stagione, resterebbe ad Avellino?
Tutti vogliono che io rimanga, ma non ne sono così sicuro. Ho due clausole diverse, in base alla categoria nella quale l’Avellino giocherà la prossima stagione. Penso che faremo fede alle clausole per vendermi, perché sono dei prezzi ragionati e giusti per il mio cartellino.
Traendo le somme, non penso di rimanere ad Avellino se non dovessimo salire in A. Ma manca ancora qualche mese, quindi staremo a vedere cosa accadrà.
Tengo a precisare che adesso, il primo obiettivo, è arrivare in Serie A. Al mercato ci si penserà a tempo debito.

Lei stesso ha ricordato la sua forte presenza all’interno del Progetto. Ma è vero che sta pensando di cimentarsi anche come allenatore, magari a partire dalla prossima stagione?
Si, è proprio così. Ho organizzato e partecipato al Fantasy PG, dove sono arrivato agli ottavi e ho perso contro un grandissimo allenatore come Fabrizio Lopresto. Al torneo di FM Milano ho fatto una figuraccia, ma lasciamo perdere. Voglio mettermi in gioco, soprattutto nella gestione dello spogliatoio: voglio essere protagonista di Progetto Football Manager, in tutti i suoi aspetti.

E da dove le piacerebbe partire?
Domanda molto interessante. Sicuramente la Serie C sarà la mia ultima scelta. Non perché sia meno attraente o meno competitiva, ma perché vorrei allenare in tempo reale la mia squadra. Quindi sceglierei la Serie A perché ho notato che la Serie B è molto più competitiva: non c’è un divario tecnico enorme tra le squadre di B nelle prime 15 posizioni, ogni gara è sofferta. In Serie A invece non è proprio così secondo me. Mi proposi come allenatore del Drink Team per la prossima stagione, quando Trojer diede le dimissioni. Filippo non mi scartò a priori: sarebbe una bella sfida con la quale iniziare.

E questa Serie B così competitiva secondo lei chi la vince?
Chi la vince non saprei dirlo, ma so dire che Chievo e (spero) Avellino saranno le due squadre che otterranno la promozione diretta. Per i play-off vedo bene il Frosinone o il Benevento: Frattoni è un grande allenatore, si toglierà delle soddisfazioni.

Tornando a Progetto Gaming in tutte le sue sfaccettature, ci può svelare qualche anticipazione su qualche novità che arriverà da qui a breve?
Il canale Twitch di Progetto Gaming sta crescendo sempre di più, grazie anche alla forte community di Progetto Football Manager che segue le live anche al di fuori del Progetto Calcio. Prossimamente arriveranno altri streamers per arricchire ulteriormente la programmazione giornaliera di live sul canale e molto altro è in cantiere!

Bene, grazie per il suo tempo, concludiamo pure con un suo pensiero libero a piacere.
Spero vivamente di incontrare il Genoa in Serie A il prossimo anno. Grazie a voi per l’intervista!





Apperò! IlCarro intervista Claudio Però

Claudio Peró, un piacere averla qui con noi. Solitamente iniziamo così: ci racconti di lei dentro e fuori dal Progetto.
Ciao Nicholas, il piacere è tutto mio. Diciamo che non sono il tipico “role player” con una seconda identità, sono esattamente come molti mi conoscono… un tenero e coccoloso bestemmiatore, no battute a parte sono uno a cui piace divertirsi e fare un po lo scemo tra amici, cosi da rendere la giornata più serena, quindi diciamo che chi mi ha conosciuto sa che non ci sono differenze tra i “due profili”, infatti quando presi la panchina dell’Entella feci un discorso a tutti i ragazzi spiegando proprio questo.

Visto che l’ha citata, partiamo proprio dall’Entella. Un resoconto di quanto fatto finora dal suo arrivo a Chiavari a oggi? Tiri un po’ le somme.
Prima di tirare le somme calcistiche voglio parlare del gruppo; era un gruppo non dico di inattivi, ma diciamo semi-attivi e non avevano chiarissimo l’idea del Progetto, non erano inseriti del tutto. Il risultato più bello che posso raggiungere è stato proprio questo: tirare su un gruppo vero, un gruppo unito, un gruppo forte.
Per molti che lo vedono da fuori potrebbe risultare una banda di pazzi, che parlano di trash, figa, bestemmiano e si insultano dalla mattina alla sera, ma appena uno dei ragazzi dice che c’è un problema c’è la fila per dargli sostegno in ogni momento del giorno o della notte; ciò che abbiamo creato è una vera famiglia, e questa è la cosa credimi che mi rende in assoluto più orgoglioso della squadra.
Per quanto riguarda i meriti sportivi è una bella sfida questa, siamo ancora in lotta per i playoff, purtroppo abbiamo buttato via parecchi punti per strada, ma siamo ancora li nel gruppone, tutti rincorrono tutti e perdono punti preziosi. Ovviamente speriamo di arrivare tra le prime due, in caso contrario sono sicuro che la prossima stagione saremo ancora qui a parlare del medesimo obbiettivo, perché i ragazzi meritano la massima serie sia per attività che per come e quanto si sono avvicinati al Progetto.

Quale è stata la chiave nel realizzare questo processo? Oltre sicuramente al fatto che lei è un utente della prima ora e quindi risulta di per sé ben predisposto nel trasmettere il senso del Progetto.
L’aiuto di tutti, devo essere sincero. Poi grazie ai Fulco, che erano una parte molto importante della vecchia guardia dell’Entella, sono stato accolto benissimo; penso anche il fatto di aver messo le cose in chiaro sin dal primo giorno abbia aiutato a creare questo tipo di rapporto all’interno, poi ovviamente quando arriva un nuovo allenatore non lo si conosce si è diciamo un po’ più tutti motivati a far meglio, un po’ come nella realtà. Infatti molti dei miei ragazzi sono passati da 0/100K di bonus a raddoppiare se non a triplicare questa cifra, quindi è questo quello che intendo; fortunatamente è stato un gruppo aperto a questo tipo di esperienza, alcuni meno di altri ovviamente, però purtroppo succede, non tutte le ciambelle escono col buco (ride, ndr).
Per fare un bellissimo esempio, ho parlato bene o male con tutti i ragazzi in privato: ce n’era uno fomentatissimo dalla possibile lotta per i playoff, dopo cinque partite di campionato dove effettivamente avevamo fatto bene se ne esce dal nulla dicendo “Mi sono rotto, addio”. Sono cose che destabilizzano, ma alla fine siamo sopravvissuti fino a gennaio con due difensori centrali di ruolo (ride ancora, ndr).

Veniamo ora al Genoa. Stagione da incubo finora, inutile negarlo, specialmente rispetto a quelle che erano le aspettative.
È esclusivamente un aspetto tattico, oltre a parecchia malasorte, che vi condanna attualmente in zona retrocessione? O c’è dell’altro secondo lei?

Beh, la Serie A, essendo la massima serie, è un sogno ambito da molti. Tutti, chi più chi meno, lavorano sodo dietro alla propria squadra al fine di portare le situazioni a loro vantaggio; è ovvio che in una competizione cosi accanita paghi ogni punto perso, ed è ancora più scontato che l’inizio non proprio prolifico dell’attacco, soprattutto il mio (una sola rete in tutto il girone di andata) ha pesato molto; però abbiamo le carte in regola per stare in Serie A, lavoriamo ogni giorno per dimostrarlo e guadagnarci quel posto che ci spetta.
Non voglio parlare di fortuna o sfortuna, la fortuna la si crea.

Era stato momentaneamente messo in lista prestito per il mercato di gennaio. Lo avevano cercato anche squadre importanti, per esempio la Lazio che voleva un’alternativa di livello alle sue due punte; poi sembrava dovesse andare a fare il titolare inamovibile in Serie B, ma non se ne fece più nulla. Ci racconti.
Fui messo tra i partenti ma con molta controvoglia da parte di Alberto De Donatis, ma ho sempre insistito per andare esclusivamente in Serie B, perché a me personalmente pesava moltissimo questa astinenza dal gol, volevo fermarmi, fare un passo indietro e dire “Ok Claudio, ricominciamo tutto.”
Cosa non necessaria: sono riuscito a ritrovare la porta, non come un tempo, ma piano piano sto tornando; devo davvero ringraziare il Mister Danilo Trojer per aver insistito nel tenermi e lo stesso Alberto che ha sempre detto di non volersi privare di un giocatore come me.

A proposito di gente che rimane a Genova e gente che va: come ha preso la partenza di Mark Aperio?
Malissimo personalmente, ma era una cosa che serviva a lui; poi siamo molto amici anche fuori dal campo, quindi ho capito il suo punto di vista e l’ho appoggiato (prima insultato per una settimana, e poi appoggiato). Alla fine il nostro rapporto di amicizia non era legato solo al campo, spero che al Progetto Gaming possa ritrovarsi l’Aperio che tutti conoscevamo, daghe Mark!

Cosa ne pensa invece di questa semi-utopia di De Donatis, che fra un numero indefinito di stagioni vorrebbe acquistare l’Inter per poi comporla di soli interisti. Lei che è nerazzurro lo seguirebbe?
Certamente, sarebbe diciamo il coronamento di un sogno. Quando iniziai tutto questo era finalizzato ad andare a giocare in nerazzurro, è sempre stato quello l’obiettivo finale; fui cercato dall’Inter tra la Stagione 2 e 3, ma il gruppo Genoa per quanto mi riguarda è molto difficile da abbandonare, sono stato molto fortunato da questo punto di vista, ovunque sono andato ho sempre trovato persone splendide. Poi ovviamente spero che Albe saprà chi indicare come allenatore per questa eventuale Inter… coff coff.

Ci tolga una curiosità: lei non ha mai acquistato una squadra da presidente, come mai?
Diciamo che per ora su questo non posso dire nulla! Sto ancora valutando diverse possibilità, quindi per ora so che ci sarà anche un Però presidente, ma non so dire dove potrà avere la scrivania; a seconda di come si concluderà la stagione, potrebbe anche essere in Serie A.

Siamo in conclusione, ci lasci un suo pensiero personale per chiudere.
Quello che sto per dire non lo dice il Claudio Però allenatore o giocatore, ma lo dice la persona che c’è dietro ad entrambi. Non avrei mai immaginato di trovare così tanta gente fantastica in questo gruppo, ho stretto un sacco di nuove amicizie; quando iniziammo io e Mark penso che l’unica motivazione per non giocare nella stessa squadra fosse perché lui sarebbe andato al Milan e io all’Inter, le nostre squadre fuffa; dopo due anni reali dalla creazione del personaggio posso dire che ci sono davvero poche società con un gruppo a me totalmente sconosciuto dove io andrei, e questa è una cosa bellissima. Poi come ho già detto sono stato fortunato con il Genoa e l’Entella, poiché c’erano i presupposti per far sì che entrambe le squadre fossero più di un semplice gruppo di gioco, quindi voglio davvero ringraziare Filippo e Alessandro per l’impegno e le ore di lavoro che hanno speso dietro al Progetto, sperando che un giorno la gente possa davvero capire quanto abbiano lavorato per far si che fosse quello che è oggi.

IlCarro intervista: Gabriele Marchi


Oggi IlCarro ha deciso di intervistare Gabriele Marchi, giocatore della Fiorentina e allenatore di Foggia e Varese.

Tu sei uno dei giocatori più attivi del progetto. Come lo hai scoperto? Cosa ti ha dato fino a ora? Ci sono persone a cui ti sei legato?

Innanzitutto vi ringrazio per avermi invitato. La questione è semplice: conoscevo entrambi i creatori del Progetto da molto prima della sua nascita. Filippo tramite Pavoni Ingrifati e Alessandro grazie a Progetto Gaming. Beh, difficile rispondere all’ultima domanda, sicuramente è il mio “svago” principale da quasi 2 anni a questa parte, ed è già tantissimo. Con chi più e chi meno mi sono legato a davvero tante persone.

Hai giocato fin da subito nella Fiorentina. La scelta è dovuta al tuo amore per la Viola fuffa. Ti sei mai pentito di questa scelta? O sei fiero di aver giocato 3 stagioni e mezzo nella stessa squadra?

Assolutamente no, se mi fossi pentito me ne sarei tranquillamente andato. Sono fierissimo della mia scelta, ho deciso di passare fino ad oggi il mio tempo nella Fiore e per il prossimo futuro, poi si vedrà, ma non sono affatto deluso di aver giocato a Firenze per tutto questo tempo.

Sei anche un allenatore. Cosa ti ha spinto a intraprendere anche questa carriera? Ti sei sempre trovato bene con i tuoi giocatori?

Non saprei perfettamente. Al tempo credo l’interesse verso il progetto mi spinse ad allenare e gestire una squadra. Per il resto, non ho sempre avuto rapporti idilliaci. Ho avuto i miei rapporti più personali, e quelli che si sono limitati ad un rapporto tranquillo

A quale allenatore fuffa fai riferimento? Chi consideri il tuo “mentore”?

Sinceramente? A nessuno. Mi ispiro a me stesso, perché non ho mai “coltivato” fino in fondo un idea di gioco di un allenatore. Non riesco a trovare nessuno al quale io possa essermi ispirato o somigliare… Lascio a chi starà leggendo questo articolo una domanda… Secondo voi, quale allenatore può essere simile a me medesimo? Per qualsiasi motivo.

Una domanda più generale: delle squadre di A e B quale ha fatto la sessione di mercato migliore? E quale la peggiore?

Beh mi sembra anche stupido rispondere a questa domanda: per budget, per palmares e per “visibilità” chiunque preferirebbe giocare in A. Quindi consegno il mio voto, che non interesserà a nessuno, alle società di A.

Ultima domanda: Se dovessi andare via dalla Fiorentina, dove vorresti andare?

Boh! Visto che moltissimi sono certi di sapere già la risposta, lascio rispondere a loro. Vi dico solo una cosa, nulla è scontato.

Alla scoperta della Torres

Buonasera cari lettori e lettrici di Progetto X, oggi siamo qua per conoscere un pò meglio la realtà Torres, una delle tante nuove realtà all’interno del Progetto, in particolare con noi oggi ci sarà sia l’ex presidente e allenatore della Torres Alberto De Donatis e sia i nuovi dirigenti il presidente Aperio(ex DS della squadra), il DS Grassadonia e il Mr. Guidotti tutti alla loro prima esperienza nei rispettivi ruoli, cominciamo subito con qualche domanda ad Alberto, da dove è derivata la volontà di acquistare la presidenza della Torres?

Alberto: Buondì. Appena aperta la possibilità di acquistare squadre di Serie C, mi sono fatto prendere dalla frenesia. Non mi interessava prendere una squadra in alta classifica o con aspirazioni di playoff. Ho cercato una squadra che avesse una storia e un legame con me. Io sono sardo della provincia di Sassari per un quarto (mio nonno materno), e quindi la Torres mi ha attirato in maniera quasi naturale.

Come reputi la stagione appena conclusa della Torres? Ti senti soddisfato delle prestazione in campo o ti aspettavi qualcosa in più?

Alberto: Essere soddisfatti di una retrocessione non credo sia possibile. Ma cerchiamo di valutare anche come sia maturata. La squadra, nella simulazione fuffa, era molto in basso in classifica. Le partite vengono simulate – e non allenate – e ci siamo trovati ad affrontare squadroni fuffa di altissimo livello, oltre alle classiche concorrenti di Serie C. Una volta ai playout, era una lotteria, che abbiamo perso. Per cui per le prestazioni in campo non posso essere soddisfatto, ma sono contentissimo e orgoglioso del gruppo che si è venuto a creare. Infatti quest’anno la Torres parte con basi molto solide e un gruppo cementato anche dalle difficoltà della Stagione 3.

Questo senz’altro a mio parere aiuterà la nuova dirigenza a puntare fin da subito alla parte alta della classifica. Un ultima domanda prima di passare alle domande per la prima dirigenza, da cosa deriva la scelta di lasciare la Presidenza? Pensi di aver lasciato in buone mani la Torres?

Alberto: Tempo. Maledetto Crono. Il ruolo di Admin, da DS del Genoa, l’imminente sbarco in Inghilterra, il lavoro vero… a qualcosa dovevo rinunciare. Si era pensato anche ad un’affiliazione col Genoa, ma per ragioni di opportunità la cosa non è stata portata avanti, e quindi, anche per evitare possibili conflitti d’interesse, mi sono defilato. L’ho fatto anche perchè so che Mark Aperio sarà un ottimo dirigente: ha svolto un lavoro egregio come ds della squadra, si è legato molto all’ambiente e ai giocatori e ha a sua volta scelto la persona perfetta come DS. Grassadonia ha tutti gli elementi per diventare un big del Progetto. So che faranno bene.

Bene ringraziamo Alberto per questo intervento e passiamo ai nuovi dirigenti: presentatevi pure a chi non vi conoscesse

Salvatore: Ciao a tutti, sono Salvatore Grassadonia, centrocampista, DS e MM della Torres, ho 37 anni, vivo e lavoro a Palermo, sono un incallito videogiocatore e giocatore di gdr.

Mark:Ciao! Sono Mark Aperio, per chi gioca da tempo mi conoscerà per le mie sgroppate sulla fascia destra con il Genoa, mentre ora sono anche proprietario della Torres!

Marco:Sono Marco Guidotti allenatore e portiere della Torres faccio parte del progetto da pochissimo tempo

Una nuova realtà alla Torres e tre ruoli inediti, come pensate di affrontare questa stagione? Vi sentiti pronti per questa avventura?

Salvatore:Sono felice che Mark abbia scelto me come DS, ho contribuito l’anno scorso come Marketing Manager a cementificare il gruppo, tutti si sentono protagonisti del progetto Torres e questo fa bene all’ambiente. La stagione sarà tosta perché siamo tutti dei novellini, non c’è nessuno di esperienza se non Mark. La C, si sa, è difficile da scalere per l’impossibilità di giocare le partite in live, ma siamo pieni di “Sarda Charrùa” e quindi pronti a tutto! Io sto cercando di dare il meglio di me come DS, a fine anno tireremo le somme.

Mark: Be prima di tutto devo ringraziare Salvatore per la mia scelta di acquistare la squadra, è riuscito subito a creare un bel gruppo ed è stato molto propositivo. Questa cosa mi ha convinto a prendere in mano la società.


Marco: Per questa stagione per quanto mi riguarda puntiamo ai playoff, io personalmente mi sento molto carico e pronto ad assumere questo importantissimo incarico all’interno di questa società.

Avete qualcosa da recriminare a De Donatis? O ritenete che abbia svolto un ottimo lavoro da Presidente e Allenatore?

Salvatore:“Lei ci ha fatto prendere 4 pappine, sia gentile…” (semi-cit.)
Alberto De Donatis è veramente un ragazzo d’oro, ci ha sempre guidati al meglio, mi spiace che non abbia più un ruolo nella società, ma io me ne frego e continuo a rompergli le balle, infatti fino a ieri (30/12) eravamo al telefono per parlare delle regole del gioco etc etc… Non vedo l’ora di bere una birra con lui e tutti voi del progetto.

Mark: Per me Alberto è come un fratello, ha avuto fiducia in me nominandomi DS della Torres e questo è solo il risultato di un bellissimo rapporto che si è creato durante tutto il tempo passato insieme al Genoa, se sono qui ora è solo merito suo e del presidentissimo.

Marco:: Io ad Alberto dico grazie che mi ha accolto in questa famiglia chiamata Torres e ritengo che abbia svolto un buon lavoro come Presidente e allenatore.

Quali sono gli obbiettivi per questa stagione? Avete qualche nome in mente da portare alla Torres?

Salvatore:Qua mi sento chiamato in causa, ho portato una nutrita truppa Palermitana qui alla Torres, in questo momento siamo ancora alla ricerca di una pedina e anche se non dovesse arrivare penso che siamo abbastanza coperti comunque in tutti i ruoli. La Torres è fucina di ottimi giocatori, Rena è andato a giocare in serie A al Lecce e abbiamo avuto anche altre offerte da squadre di A per altri giocatori.

Mark:Ho detto più volte a Salvatore che ci serve un uomo di esperienza, qualcuno che sia disposto a rimettersi in gioco dopo qualche stagione negativa nelle serie maggiori…avevamo già un accordo con una squadra di A con tanto di conferma del giocatore interessato, poi però gli si è presentata un’offerta che non poteva rifiutare e ora siamo alla ricerca dell’ultimo tassello…un paio di nomi li abbiamo ma stiamo ancora valutando.

Marco: Per quanto riguarda il mercato dovete chiedere a Mark e Salvo, io non so nulla. A parte gli scherzi speriamo di portare in rosa grandi futuri campioni.

Ringraziamo tutti i partecipanti a questa intervista augurando il meglio sia alla Torres e sia ad Alberto come giocatore del Genoa

Stefano Dimartino per Progetto X

Graphic by Mauro Carfì



Un Messaggio per i DS e non solo

INTERVISTA A CURA DI STEFANO DIMARTINO

 

Buonasera cari lettori e lettrici, visti gli ultimi articoli in riferimento a Rito de Michele e alla gestione Beneventiana, oggi è venuto gentilmente nella nostra sede il DS Giuseppe Di Caccamo, per parlare un pò con noi e spiegare alcune cose in riferimento a tale questione, intanto ti ringraziamo per la tua presenza e ti chiediamo gentilmente di presentarti per chi non ti conoscesse.

Giuseppe: Salve a tutti, sono Giuseppe Di Caccamo, trequartista della Juventus e DS del Benevento

Abbiamo letto degli ultimi avvenimenti in casa Benevento e del tuo post in riferimento alle eventuali notizie sul Benevento, innanzitutto ti chiedo di rispiegare per chi non lo sapesse cosa è accaduto con De Santis, un vostro giocatore che dice di essere stato messo sul mercato a sua insaputa.

Giuseppe: È scoppiato un caso riguardo la vendita di un tesserato del Benevento, che ad avviso di alcuni è stato venduto senza essere a conoscenza della cosa, per questo motivo sono qui a chiarirvi un po’ il lavoro di mercato Beneventiano, come prima cosa vorrei precisare che non è possibile essere venduti senza essere stati messi a conoscenza della cosa, infatti il suddetto giocatore ha accettato un contratto ed è stato allertato della trattativa, al fine di poter parlare con il ds dell’altra squadra.

Su questo personalmente mi trovo d’accordo, nel senso che senza una volontà del giocatore stesso ad accettare il contratto non si va da nessuna parte, tutt’al più quello che abbiamo potuto capire è che il giocatore è stato avvisato della trattativa solo in un secondo momento, ovvero quando voi avevate già accettato l’offerta dell’altra società e non prima giusto?
Giuseppe: A quanto pare il passaggio recriminato è proprio questo, ma qui ti chiedo: dove sta scritto che una società debba informare necessariamente che un tesserato venga messo in vendita?
Il Benevento non ha mica costretto nessun tesserato a trasferirsi, potevano benissimo rifiutare l’offerta e rimanere, magari garantendo una migliore attività di quella data perché diciamoci seriamente, chi venderebbe mai un giocatore che fa parte attivamente del progetto. Io sono per l’informare il giocatore delle trattative quando arrivano e non di altro.
Vista la tua domanda ti rispondo, con un parere personale, se in parte è vero che non sta scritto da nessuna parte questo passaggio di dover avvisare il calciatore, però personalmente  ritengo che sia un dovere morale e di rispetto verso l’utente  e a tal proposito ti porto esempi concreti.
Il  DS del palermo bussa alla mia porta chiedendomi per Erika Parisi, in questo caso ci formula già una base economica che noi abbiamo ritenuto accettabile, ma in altri casi ciò non è avvenuto per esempio un altro caso simile e quello di De Lucia, però quello che abbiamo fatto in entrambi i casi  è stato informare il giocatore e dire “a noi ci hanno chiesto per te”, cosa vuoi fare? vuoi partire o no?  lasciando piena libertà al calciatore di decidere cosa fosse meglio per lui, in entrambi i casi la risposta è stata positiva e quindi siamo andati avanti con la trattativa e in entrambi casi si è trovato l’accordo per la cessione, ma bastava un no da parte loro e avremmo bloccato tutto sul nascere,  non credi che ciò sia una forma più corretta di porsi nei confronti dell’utente? 
Aggiungo inoltre che potrei anche  essere d’accordo, che se un utente a sua volta è inattivo/poco attivo, senza avviso,  la possiamo considerare anche un ulteriore forma di mancanza di rispetto nei confronti di Presidenza/Ds e Allenatore, però visto che ciò è imprevedibile, perchè possono esserci mille casi diversi per la quale un’utente si inattivi, ciò a mio modo di vedere comunque non può giustificare la mancanza di un eventuale avviso di messa in vendita da parte della società, ovviamente questo è un parere  personale.
Giuseppe: Guarda non stiamo parlando di avvisare il giocatore dell’offerta in arrivo, parliamo proprio del processo di messa in vendita del giocatore.
Secondo le lamentele ricevute, la società dovrebbe spiegare perché un giocatore viene messo in lista trasferimenti. Ovviamente è una decisione della dirigenza.
Se mi arrivano delle offerte, per prima cosa avverto la dirigenza, se l’offerta è irrinunciabile avviso il giocatore di essa e gli dico che per noi se vuole può partire.
Ovviamente sta al giocatore manifestare il desiderio di rimanere o meno.
Però anche qua nel caso di inserimento nella lista trasferimenti, personalmente ritengo che sia necessario anche avvisare il giocatore per rispetto, anche se la scelta resta comunque della dirigenza, però oggettivamente parlando, se un giocatore di punto in bianco si ritrova messo sul mercato, vorrebbe anche avere delle spiegazioni, noi per esempio abbiamo sempre avvisato il giocatore prima di metterlo in vendità, però tutti hanno una propria visione e un proprio modo di fare e quello che vorrei fosse chiaro un pò a tutti e che non per forza deve essere condivisa un idea, ma semplicemente si può non condividerla e stare in silenzio e non bisogna necessariamente andare contro determinati modus operandi, per partito preso e leggendo anche il tuo comunicato, penso che ciò nei vostri confronti sia venuto meno, vuoi dire qualcosa al riguardo?
Giuseppe: Il mio comunicato non ha bisogno di grandi spiegazioni, abbiamo limitato la fuga di notizie dal nostro spogliatoio e abbiamo informato che il Benevento fornirà dichiarazioni solo tramite dirigenza.

La richiesta di “limitare” alcune dichiarazioni non è minimamente una richiesta di censura, ma una richiesta di evitare di colpire uno spogliatoio già sotto quadro.  Non ho visto nulla di strano nel dichiarare certe cose così come anche il precedente comunicato di Rito, a parer mio non aveva nulla di strano.

Il precedente comunicato di Rito, abbiamo già avuto modo di esaminarlo e li ho già spiegato come la pensavo, però limitare lo spogliatoio e non consentirgli di parlare liberamente,  ti dico la verità ammetto  che anche io stesso la vedo come una sorta di censura, anche perchè siamo pur sempre all’interno di un ” gioco” dove ognuno è libero di operare come meglio crede,  purchè si rispettino le regole, analizzando la cosa oggettivamente non si ha alcun motivo di limitare i giocatori del Benevento sul parlare o meno con persone esterne, anche perchè se si respira una buona realtà all’interno dello spogliatoio, difficilmente verrà stabilizzata da fattori esterni,  aggiungo un altra cosa, visto che tutto è partito da due articoli del Carro, sappiamo tutti che è un giornale, che tendenzialmente opera proprio ai fini di far scoppiare polemiche(su tutti ricordo il caso Udinese oltre al vostro caso e molti altri esempi) è il loro modus operandi, come molti non condividono il tuo modus operandi, ma lo rispettano me in primis.
Non credi che limitare alcuni commenti, solo perchè magari si ha paura di destabilizzare ulteriormente un ambiente già destabilizzato sia eccessivo? per me è esagerato perchè ripeto a mio modo di vedere, non saranno di certo notizie esterne a far crescere la volontà di andarsene, ripeto se si conosce l’ambiente dall’interno difficilmente si lascia influenzare dall’esterno.
Giuseppe: Sto parlando di ragazzi che raccontano di problemi interni alla società al carro… cerco di limitare questi di problemi.
Abbiamo già i nostri da risolvere
Lo capisco, però è un modus operandi del giocatore, come può essere non condiviso il vostro, ma accettato , concordi con me, che non si possono usare due pesi e due misure, quindi bisogna permettere al giocatore di comportarsi comunque come meglio crede, alla fine è un modo di vedere le cose in maniera diversa, ma non per questo bisogna limitarle.
Giuseppe: Capisco, ma in dirigenza abbiamo scelto per questa misura, che nel comunicato è stata meno criticata di altre.
Assolutamente non vogliamo dire che dovete togliere questa misura, però personalmente la ritengo eccessiva, quello che vorrei fosse chiaro un pò a tutti è sempre di riflettere bene su ciò che si dice e come ci si pone e sopratutto se non ci si trova d’accordo con alcune scelte o alcune parole, se ne può parlare tranquillamente, purchè ciò avvenga in  maniera civile  e un altro messaggio che vi rivolgo a voi e non solo,  è che nessuno si deve sentire preso di mira perchè un giorno tocca a voi, un giorno è toccato al Milan, all’Udinese e un domani potrebbe toccare a qualcun’altro.
In conclusione al termine di questa sorta di Intervista dialogata ti ringraziamo per la tua presenza e ti lasciamo lo spazio se vuoi aggiungere altro 
Giuseppe:Tranquillo, ti ringrazio delle domande poste e spero che la situazione si tranquillizzi per tutto il progetto Beneventiano.