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Zona Michelini: come potenziare il tuo calciatore

Con gli Europei Under 19 e 21 la Stagione 3 si é ufficialmente conclusa. Questo significa principalmente una cosa: è tempo di potenziamenti. In questo articolo troverete dei consigli utili in merito, elargiti direttamente da mister Michelini, eletto Allenatore dell’anno per due anni consecutivi; insomma, qualcosa ne capirà.

Premessa: non prendete quello che leggerete qui di seguito come dei dogmi inconfutabili, fate le vostre scelte in base a ciò che credete sia meglio e ricordatevi sempre che l’ultima parola su come potenziarsi spetta al calciatore.

Il primo aspetto sul quale focalizzare la propria attenzione sono le caratteristiche fondamentali di tutti i tre grandi reparti in cui si dividono: tecniche, fisiche e mentali. Tenete bene a mente che giocatori con la stessa posizione in campo possono avere valori chiave ben diversi tra loro, in base al ruolo tattico col quale vengono schierati.

Un centrocampista centrale che fa quantità avrà bisogno di Contrasti e Marcatura quanto meno di buon livello; un regista, schierato comunque sulla stessa mattonella, può tranquillamente lasciare in secondo piano le caratteristiche sopraelencate e concentrarsi su Passaggi, Tecnica, Controllo Palla ecc.

È sempre cosa buona e giusta, quindi, chiedere al proprio mister in quale ruolo il vostro giocatore virtuale sarà maggiormente utilizzato e agire di conseguenza.

Una volta individuati i propri attributi fondamentali, vorrete puntare ad alzare quelli che presentano più lacune.

Fatto questo, o nel caso non abbiate gravi debolezze in questi campi (parliamo di un valore di almeno 13-14) si può pensare di investire nell’Abilità Potenziale. Per i neofiti ricordiamo brevemente in cosa consiste: la più comunemente detta PA è un valore base di 150 che può essere aumentato a scatti di 5 fino a raggiungere 200; molto semplicemente, più alto è questo valore, più il calciatore avrà modo di crescere in maniera naturale durante la stagione, giocando partite e allenandosi.

Perché, una volta sistemati gli aspetti più importanti, il suggerimento è di comprare Potenziale il prima possibile? Per un motivo puramente logico: prima investite in questo parametro, maggiore sarà il tempo in-game che il vostro alter-ego trascorrerà con più ampie possibilità di miglioramento.

Tenete però presenti due valori: il primo è l’età; a parità di contesto, un calciatore di 16 anni crescerà più velocemente di uno di 30. Il secondo è la Determinazione: piú sarà alta più il giocatore farà bene in allenamento, crescendo di conseguenza.

Da considerare in tal senso vi è un terzo ed ultimo aspetto, che non riguarda direttamente un attributo del giocatore; stiamo parlando delle Strutture della società. Strutture all’avanguardia offrono ai calciatori che ne usufruiscono migliori possibilità di sviluppo.

Ora, avete sistemato le debolezze più rilevanti e investito sulla vostra crescita nel tempo? Bene, il percorso è quello giusto. A questo punto potreste pensare di focalizzarvi su quegli attributi che non sono richiesti in maniera urgente dal vostro ruolo ma che comunque completerebbero sempre di più il vostro calciatore. Per esempio, un centrale di difesa non necessita di una gran Tecnica, ma ça va sans dire che un difensore con un valore molto basso (3-5) può comunque svolgere bene i suoi compiti di copertura e marcatura, ma rischia spiacevoli inconvenienti palla al piede, come regalarla all’attaccante vicino o perderla in un disimpegno infelice.
Ecco che una volta che sarete forti nei vostri compiti principali potrete affinare il resto del comparto tecnico/mentale/fisico. Anche e soprattutto in questo caso, però, è necessario una supervisione molto accurata da parte di qualcuno che conosca bene il gioco e sappia capire, anche in base allo stile di gioco attuato dalla propria squadra, dove sia meglio intervenire.

Un ulteriore consiglio può essere vendere i ruoli che il vostro giocatore può ricoprire ma che voi e il vostro allenatore sapete che non sfrutterà mai. Ogni ruolo naturale di cui vi private vi restituisce 24K, ma ricomprarlo vi costa 100K ciascuno se la posizione interessata è vicina ad una già appresa, mentre addirittura 200K in caso contrario; quindi pensateci due volte prima di fare questa scelta. Un esempio lampante che si è visto in diverse schede recenti sono i terzini che hanno anche il ruolo di difensore centrale. Potrebbero essere schierati anche in mezzo alla difesa, specialmente in casi di estrema necessità, ma poi andando ad analizzare gli attributi troviamo valori piuttosto scarsi in Colpo di testa, Forza, Equilibrio, Massima Elevazione e così via. Se ne evince che un giocatore che pecca in questi campi non potrà giocare come centrale con grandi risultati, o comunque non migliori di quelli che otterrebbe come terzino, ed è per questo che dovrebbe concentrarsi su questa posizione vendendo le altre.

Abbiate anche un occhio di riguardo per il piede debole. Se vi avanza qualche spicciolo e giocate in un ruolo che preveda il sapersi destreggiare con la sfera usando entrambi i piedi, potete considerare questo investimento; partendo dal valore più basso di 1, il costo è di 100K per alzarlo di 10 punti e di ulteriori 100K per portarlo ad un massimo di 20/20.

Ricapitoliamo, quindi, quello che potrebbe essere un bel percorso di potenziamento negli anni:
Colmare le lacune fondamentali -> investire in abilità potenziale -> affinare il resto degli attributi

Il consiglio finale che torniamo a ripetere è di confrontarsi in tutto e per tutto con l’allenatore, perchè il calciatore è il vostro, ma a FM col vostro calciatore ci gioca lui.
La decisione finale, tanto, spetta a voi.
Buon potenziamento a tutti.

Il curioso caso dell’Akragas

Nell’Akragas è successo un episodio molto particolare. Al termine della stagione il club girgentino ha avuto la richiesta di cessione da parte di cinque dei suoi elementi, che ambirebbero a giocare per squadre più blasonate del progetto. Le persone in questione sarebbero state i difensori centrali Mecozzi Gabriele e Pollo Luca, l’esterno di centrocampo Gentile Alessandro, il mediano Di Marcello Lorenzo e la punta Tranainti Valerio.

La cosa curiosa è un’altra, ovvero quello che è successo dopo la messa in vendita dei giocatori. Neanche ventiquattrore dopo, lo staff avrebbe saputo del rifiuto di offerte da parte dei trasferibili per una richiesta piuttosto singolare: avrebbero preteso di giocare tutti e cinque insieme e di non trasferirsi se non come gruppo compatto. Di conseguenza la società gestita da Paolo Di Gaetano si sarebbe ritrovata con le mani legate nel mercato per una richiesta alquanto singolare. Mai nel corso del progetto un gruppo di giocatori avrebbe avanzato una richiesta di così enorme peso, considerando anche che i siciliani, essendo squadra di C, hanno a disposizione solo 15 giocatori, anziché 22.

Non si tratta del primo episodio di rilievo tra la dirigenza e il gruppetto di giocatori in questione. Il mese prima, a causa di screzi dovuti agli ideali akragantini, 4 dei 5 giocatori erano già stati messi in lista cedibili. Poi ci dovrebbe essere stato un rappacificamento in occasione dei play-off, ma con l’obiettivo della Serie B sfumato, gli attriti sono ritornati fino a giungere a ciò.

La vicenda si è conclusa con il trasferimento dei cinque giocatori alla corte del Novara. L’Akragas ha ottenuto in cambio 900k e due contropartite tecniche. Per come si stava mettendo la situazione, è assolutamente un bene che si sia trovato un accordo. Tuttavia, indipendentemente dall’epilogo, questo rimarrà un caso molto curioso nella storia di questo progetto.

Un breve pensiero

Sono passate poco più di ventiquattro ore da quello che è un vero e proprio scandalo del Progetto. Uno va a pensare che dopo Progettopoli non si potesse andare più a fondo di così, ma invece ci troviamo perplessi a vedere che arriva qualcuno a scavare il terreno. Premessa che questo – neanche articolo, più un pensiero – che stiamo per scrivere non è una critica contro nessuno. Bensì è un invito a ricordare che non tutti siamo immuni dal fare cazzate. Come giustamente Alessandro Pironti ha ricordato in questa live speciale, non bisogna trattare i multati come fossero dei criminali. Anche perché molti di noi – me compreso, capo revisore per l’occasione articolista – sono stati rimproverati e puniti per le loro azioni. Una decisione non facile, dato che la regia del Progetto FM e altre iniziative sempre portate avanti da Progetto Gaming, sono state realizzate anche grazie a uno di questi ragazzi che sono stati bannati. Si era instaurato un rapporto di fiducia reciproca tra la regia e i nostri presentatori che mai avrebbe fatto immaginare quello che è effettivamente successo. Un duro colpo anche a tutta l’organizzazione, che alla luce di tutto ciò rende ancora più difficile la scelta dolorosa fatta dagli admin, comunque comprensivi nei confronti di coloro che stavano giudicando.

Nonostante ciò mi sembra quasi impossibile ciò che è successo. C’è un senso di amarezza generale nel vedere certe cose. Io – tanto avete capito chi sono – ho seguito la live in cui venivano spiegati i motivi delle sanzioni inflitte ad alcuni giocatori e alla società del Milan. Se sembrava difficile credere a me che sono una persona esterna a tutto ciò,  non posso neanche immaginare quello che hanno provato gli admin a trovarsi davanti a una cosa simile. Anche perché queste persone con cui hai lavorato, passato del tempo, riso e scherzato, mai potevi immaginare – specie dopo una multa per i casini legati a Progettopoli – che potessero cadere “nuovamente in tentazione”.

Al di là del forte sentimento di amicizia nei confronti dei diretti interessati, nonché colleghi, non possiamo comunque fare a meno di riconoscere il grave errore da loro commesso. Perché fatto con malizia o con ingenuità, sempre di errore si parla in fin dei conti. Non invidio gli admin, specialmente Filippo Ballarini, che comunque come molti del Milan PG ha sognato di vincere l’Europa League, che sarebbe stata la prima storica coppa Europea del Progetto.

Questo penalizza anche la nostra testata, e anche noi abbiamo bisogno di metabolizzare il dolore di questa botta. Perdiamo uno dei redattori più attivi, specialmente nell’ultimo mese, dove ha scritto – non vorrei dire minchiate – un buon 70% degli articoli di questa testata. Allo stesso modo, il Milan deve trovare la forza di rialzarsi. Ho letto di persone che vogliono ritirarsi, o prendersi una pausa dal progetto. Capisco il vostro sentirvi spaesati, ma è questo il momento in cui bisogna sentirsi più uniti. Comprendo pienamente che possano cadere le braccia a quei giocatori ignari di ciò che è successo, però è un sentimento simile a quando le cose non vanno per il meglio. Prendete esempio da quelli che sono stati gli eroi del Progetto: vedete i ragazzi della Malcantone, quei pochi rimasti attivi, che hanno cercato di tenere su la barca – in questo caso veliero – fino all’ultimo. Proprio le realtà minori, come gli ultimi arrivati sono state le prime a mostrare solidarietà a quella che è la situazione rossonera. Il Milan non rischia la retrocessione, e non è neanche costretta a vendere giocatori come ha dovuto fare la Juve in seguito a Progettopoli. Io stesso ho suggerito di non prendere decisioni affrettate ad alcuni che sono al Milan e dentro IlCarro. Perché comunque capita un incidente di percorso. Probabilmente non sarà neanche l’ultimo. Nonostante ciò il gioco continua a prendere tutti quanti noi. Ci ha assorbito talmente tanto che siamo andati pure a colonizzare l’Inghilterra con dei cognomi italiani storpiati. Il Progetto siamo tutti noi, compresi voi che adesso vorreste mollare. Vi prego di ripensarci. In questo caso: IlCarro IS your friend.

Ultimo sprint per la Champions League

Il campionato di Serie A è ormai in dirittura di arrivo.

Nell’ultima live, la Juventus riesce nell’impresa di conquistare il tricolore, al termine di una stagione per lei travagliata più fuori che dentro al campo.

La Lazio, d’altro canto, dopo un’intera annata nei piani alti classifica, conclude il campionato al secondo posto, indipendentemente dal risultato della 38^ giornata.

Ma è dietro alle prime due della classe che si infervora la lotta. In ballo ci sono ancora due posti per la prossima Champions League e ci sono ben quattro squadre a contenderseli: la Sampdoria di Nicola Filippone, il Progetto Gaming di Alessandro Pironti, il Milan di Alberto Bifano e il Torino di Giacomo Sedda. Tutte sono già sicure di giocare una competizione europea il prossimo anno, ma fa veramente tanta gola la possibilità di concorrere per la coppa dalle grandi orecchie.

Analizziamo quindi le possibili combinazioni per ognuna di queste squadre, tenendo presente che la Sampdoria ha una partita in più da recuperare.

Le cinque partite che varranno la Champions
Genoa – Sampdoria (recupero 37a giornata)
Progetto Gaming – Genoa
Milan – Bari
Palermo – Torino
Fiorentina – Sampdoria

Sampdoria (70 punti, una gara in meno): Per i blucerchiati bastano tre punti nelle prossime due partite per qualificarsi. Anche se finisse a pari punti con PG e Milan, la classifica avulsa premierebbe la squadra genovese (che ha vinto tre dei quattro scontri diretti con le due squadre lombarde). Con due punti e la vittoria del Torino con il Palermo, la squadra di Filippone starebbe davanti ai granata grazie agli scontri diretti (un pareggio ed una vittoria per i primi). In quest’ultimo caso, però, servirebbe che almeno una tra Milan e Progetto Gaming non vinca.

I tre punti non paiono del tutto scontati, in realtà: c’è un derby da giocare, contro un Genoa che è una delle squadre più in forma di questo finale di stagione, e il risultato sembra alquanto incerto; l’impegno successivo vede la Fiorentina, già capace di imporsi all’andata tra le mura del Ferraris. Vero altresì che i viola non hanno più nulla da chiedere al campionato, se non giusto quel decimo posto che potrebbe fruttare 500K di premio stagionale in più, ma le motivazioni saranno alquanto inferiori.

Progetto Gaming (70 punti):

Anche la qualificazione dei PGini passa per una squadra in formissima come il Genoa. Certo, i rossoblu sono principalmente focalizzati sulla partita con la Sampdoria, ma i 500k di budget di cui sopra e la minima speranza di terminare nelle prime otto per saltare un paio di turni di Coppa Italia dovrebbero essere un incentivo sufficiente per dare il massimo anche in quest’ultimo appuntamento.

I cremaschi hanno le seguenti possibilità: vincendo contro la squadra di Però, è necessario che la Sampdoria faccia al massimo gli stessi punti dei biancoblu nelle due partite che deve giocare o che il Milan non vinca. Gli scontri diretti sono sfavorevoli al PG se si considera il solo Milan, ma con l‘eventuale presenza dei blucerchiati entrerebbe in gioco la classifica avulsa che premierebbe la squadra di Pironti a discapito di Lopresto e compagni.
In caso di pareggio il discorso è analogo, ma si aggiungerebbe anche il Torino che sorpasserebbe Progetto Gaming in caso di vittoria in quel di Palermo.

Milan (70 punti):

Escludiamo il jolly della finale di Europa League. La sfida con il Bari non pare una partita impegnativa, ma il dover giocare poco dopo l’ultimo atto della competizione europea non aiuta, e la sorpresa è in agguato.

Vincendo contro i pugliesi, il Milan deve sperare che la Sampdoria o faccia al massimo due punti o almeno quattro. Anche la mancata vittoria del Progetto Gaming è condizione sufficiente per la qualificazione.

Pareggiandoci, il discorso è assolutamente analogo, includendo sempre la solita clausola di non-vittoria dei granata: in sostanza, i diavoli devono racimolare almeno gli stessi punti del PG e sperare che la Sampdoria non finisca a pari punti con loro.

Torino (69 punti): Sulla carta la partita più facile. Il Palermo è già retrocesso e non ha nulla per cui lottare se non l’onore. Tuttavia, sempre sulla carta, serve una serie di incastri al limite del miracoloso.
Serve che la Sampdoria faccia al massimo un punto e che almeno una tra Milan e Progetto non vinca.
Non ci sono altri risultati possibili: granata obbligati a vincere e a tifare Bari, Genoa e Fiorentina.

Come andrà a finire quest’ultimo, entusiasmante sprint europeo? Chi si aggiudicherà i posti più ambiti? Per quale squadra tiferete? Mettetevi comodi, l’ultima giornata di campionato sta per iniziare.

In blu la squadra si qualifica in Champions.   In arancio si qualifica in Europa League. Caso 3: Milan in Europa League, non in Champions.

 

Le simulazioni de IlCarro: Torino – Juventus

Una nefasta coincidenza aveva privato la live di questo match nel girone d’andata. Questa partita, valida adesso non solo per la supremazia cittadina, ma anche per qualcosa di più, si giocava in contemporanea durante il turno infrasettimanale con un’altra stracittadina più sentita. Stavolta invece Torino e Juventus si potranno vedere in live durante il Derby della Mole: vincere questa partita non significa solo dimostrare di essere più forti del concittadino. Da questo derby passano il fato di granata e bianconeri: i primi per una volata europea all’ultimo respiro, dove si giocherà molto all’ultima giornata; i secondi, per chiudere una volta per tutte il discorso tricolore.

Una sfida che entra anche nel merito dei cannonieri: Paudice e Pennisi sono tra i principali rivali di Tomassetti al prestigioso trofeo della Scarpa D’Oro. La rincorsa all’attaccante del Milan passa  inevitabilmente dal segnare in questa sfida al cardiopalma. Giacomo Sedda vs Alessandro D’Anteo, Maurizio Deidda vs Alessandro Gallorini, Torino vs Juventus. Chi avrà la meglio? La simulazione propone il seguente scenario.

Una partita alquanto bilanciata. I piani di gioco di entrambe le squadre si equivalgono e il pareggio è sicuramente il risultato più giusto.

Al controllo di palla degli ospiti, ben visibile dal 61% di possesso palla e dai 630 passaggi completati, si contrappone il contropiede granata, come si evidenzia dalle statistiche su possesso e passaggi molto minori. Addirittura la Juventus ha un rapporto 2:1 rispetto al Torino in questo dato.

Questo non vuol dire che il Torino non sia stato produttivo davanti. Gli schemi preparati per la partita hanno funzionato: i padroni dell’IchnusArena hanno effettuato un tiro in più, risultando anche più precisi, in quanto i due terzi hanno raggiunto lo specchio della porta. L’attuale capolista avrà da recriminare sicuramente sui 3 pali presi: è molto probabilmente imputabile alla pressione un numero così alto di legni.

Rispetto ad altre partite, Torino – Juventus non risulta essere particolarmente cattiva. 20 falli divisi quasi equamente tra le due compagini e 2 ammonizioni a testa. Per il Torino è complice un risultato del genere anche il basso numero di contrasti tentati: appena 18, uno dei valori più bassi riscontrati nelle simulazioni.

A livello di gioco aereo appena 7 colpi di testa in più a favore del Toro, ma numeri nel complesso non altissimi, dimostrando una preferenza per il gioco palla a terra.

Al termine entrambe le squadre sarebbero insoddisfatte del risultato. Il Torino si complicherebbe la lotta alla Champions League, mentre la Juventus rischia di essere riacciuffata dalla Lazio ad una partita dal termine, rendendo ancora più elettrizzante la 38^ giornata. Finirà così? La simulazione sarà smentita? Chi sarà il protagonista di questa partita? Lo scopriremo solo quando l’arbitro fischierà il calcio d’inizio.

IlCarro intervista: Alessandro D’Anteo

Siamo qui oggi con Alessandro D’Anteo, allenatore della Juventus da gennaio (in-game) subentrato ad Alberto Bifano, attualmente in testa al campionato. Oltre a questo, Alessandro è anche il presidente della Lucchese, squadra allenata da Maurizio Deidda che ha concluso il discorso salvezza in Serie B alla 41ª giornata, al primo anno assoluto nel Progetto. D’Anteo è anche portiere della Fiorentina, squadra che concluderà un campionato piuttosto tranquillo a metà classifica.

Ilcarro: Andiamo tuttavia per gradi e partiamo con questa domanda: chi è Alessandro D’Anteo al di fuori del progetto?

D’Anteo: Sono un ragazzo toscano di 33 anni che sta aspettando di avviare la propria attività di pasticceria. Mi piace il calcio (tifo Inter al di fuori del progetto), i videogiochi (manageriali, avventura, sparatutto… un po’ tutti) e i libri!

Ilcarro: E come sei venuto a conoscenza del progetto?

D’Anteo: Cercavo gruppi di Football Manager. Ho visto nella lista questo e sono entrato! All’inizio ero nella Samp ma non ero attivissimo sia perché non giocavo, sia perché non avevo ben capito il meccanismo. Poi un giorno vidi il post di Fil nel quale cercava un mister per l’Atalanta e dissi “Cavolo, ma qui si può anche allenare!”.

Ilcarro: Quindi poi ti sei proposto come allenatore a Filippo ed è arrivata anche la prima panchina, che non è stata quella dell’Atalanta, ma bensì quella della Lazio. Quali sono stati i tuoi primi pensieri all’insediamento sulla panchina biancoceleste?

D’Anteo: Esatto! Beh, non è stato facile il passo da fare riunioni di spogliatoio col computer a fare discorsi di squadra con persone reali. In più la Lazio era in una situazione di classifica pessima e con lo spogliatoio quasi del tutto assente! Fortunatamente, nel gruppo c’era anche Crippa che mi fu di supporto.

Ilcarro: Nonostante il risultato finale, che coincise con la relegazione in B all’ultima giornata, come giudicherebbe il suo operato a posteriori? Positivo, negativo e soprattutto perché lo riterrebbe tale?

D’Anteo: Io credo sia stato positivo. Quando arrivai davano la squadra già per retrocessa e invece abbiamo rimesso tutto in discussione retrocedendo solamente all’ultima giornata. In più, molti ragazzi tornarono attivi e partecipi nel progetto.

Ilcarro: E così pare averlo ritenuto anche una persona molto importante all’interno del progetto, Alessandro Pironti, che decise di assumerti come allenatore al Progetto Gaming. Con quali premesse iniziasti sulla panchina dei PGini?

D’Anteo: Inizialmente l’obiettivo era lo scudetto – o comunque lottare per un posto in Champions – e infatti fu fatto un ottimo mercato con nomi importanti come Crippa e Casalati. La stagione iniziò malissimo con 3 sconfitte, i giocatori faticavano ad imparare le tattiche, ma nonostante questo a metà stagione eravamo a lottare per un posto in Europa League… poi mi scoppiò il PC ed essendo impossibilitato ad acquistarne uno nuovo, lasciai la panchina a Pironti.

Ilcarro: Questo spiega in parte perché Pironti, nonostante ti sia dimesso a 6 giornate dal termine a -2 dall’Europa League, continui a ripetere in live che sulla panchina del PG non avevi fatto bene. Non credi che sia stato un po’ troppo sognatore, visto che comunque i cremaschi venivano da un piazzamento nelle parti meno nobili della classifica?

D’Anteo: Sognare non fa mai male. È vero che la squadra nella stagione precedente non aveva brillato, ma forse potevo fare qualcosa in più. Devo dire però che la stagione successiva – quella attuale praticamente – dopo alcune partite di campionato con la Lucchese mi sono accorto di una cosa. Nel creare l’allenatore avevo lasciato la spunta sull’opzione che ricalcola i valori in base alla reputazione della squadra – o una cosa simile – tenendo conto che il PG è stato creato dal Pescara i miei valori erano molto bassi rispetto ai miei colleghi (come lo erano le prime partite sulla panchina della Lucchese). Senza quella svista, forse, sarebbe stato diverso, non saprei dirlo.

Ilcarro: Ad ogni modo, le dimissioni non furono l’ultimo episodio con i pigini in quella stagione: in particolare ci riferiamo a Morelli. Con la Lucchese ufficialmente promossa in B, ha cercato il giocatore dai biancoblu. Lei e il suo ex-datore di lavoro avevano due valutazioni molto diverse sul prezzo del giocatore. Ad un certo punto, compare un post sul gruppo, cancellato subito dopo da qualcuno, in cui indispettito dalla situazione annuncia che avrebbe lasciato il progetto, cosa che ha fatto. Nel frattempo, il giocatore genera tensioni nello spogliatoio della sua squadra. Più avanti, ritornerà sui suoi passi. Tutto quello che ci chiediamo è “perché?”

D’Anteo: Effettivamente successe un po’ di confusione! Fu solamente un’incomprensione tra me ed Ale, io ebbi un reazione esagerata e sbagliai. L’unica correzione che devo fare riguarda il fatto che Morelli non generò tensione: espresse solamente la volontà di venire alla Lucchese e dopo il mio allontanamento dal Progetto, disse che avrebbe continuato tranquillamente nel PG.

Ilcarro: Mentre allenava il Progetto Gaming, era uno dei cinque presidenti in cordata alla Salernitana. Com’era nata l’idea?

D’Anteo: L’idea era partita da Pironti appena venne fuori il ruolo del presidente e la Salernitana era in B e partecipava all’Europa League grazie alla vittoria in Coppa Italia! Mancava un posto nella cordata e mi proposi io.

Ilcarro: A metà stagione siete primi in testa alla Serie B. Ad un certo punto succede la vicenda Merlo*, che ha portato al ban del giocatore della Salernitana per insulti verso di lei. Non si sente tuttavia responsabile di una cattiva gestione della situazione e del gruppo? Dopo la vicenda, la Salernitana perse pedine importanti, tra cui il mister, e colò a picco in classifica, finendo fuori dalla zona play-off. Con la cifra in ballo (1 milione) avrebbe potuto sostituirlo. L’ha rimpianto poi?

D’Anteo: Allora, all’epoca della vicenda non ero io il DS, quindi non fui io a gestire la trattativa. Parlavo spesso con Merlo perché fino a quel momento avevo un bel rapporto con lui. Il problema fu che l’offerta della Cremonese arrivò troppo a ridosso della chiusura del mercato e non avevamo possibilità di sostituirlo, ma, se non ricordo male, venne proposto di rimandare il trasferimento a fine stagione per assecondare la volontà del giocatore, senza rimetterci noi. L’intera dirigenza fu compatta nel gestire così la situazione. Devo ammettere che, nonostante tutto quello che successe, fui dispiaciuto del ban perché comunque non è mai bello dover arrivare fino a quel punto. Tuttavia, il mister si dimise perché non riusciva più a seguire la squadra a causa dei numerosi impegni universitari.

Ilcarro: Ad ogni modo qualcosa tra voi si ruppe – inteso come cordata – e il mancato accesso ai play-off, assieme al calo di risultati portano al mancato rinnovo della presidenza. Quali motivi ci furono dietro questa scelta?

D’Anteo: Non si ruppe nulla, semplicemente ognuno prese la sua strada: Sedda entrò nella cordata per l’acquisto del Torino, Pironti lasciò perché non aveva tempo per star dietro alle discussioni societarie (lasciò la sua quota ad Alves, ma lui si trovò in difficoltà per via della lingua) e io avevo la Lucchese che fu promossa in B e dovetti fare una scelta.

Ilcarro: A proposito di Lucchese, quest’anno i toscani sono al primo anno in Serie B. Dopo qualche partita, é stato deciso di affidare la panchina a Deidda, alla sua prima esperienza da allenatore. Quali fattori hanno inciso sulla scelta rispetto ad un allenatore con già delle partite sulle spalle. E perché si é deciso di affidargli la panchina solo a stagione già iniziata?

D’Anteo: Inizialmente con Casalati avevamo deciso di “fare da noi” mettendo me come allenatore e lui come DS. Dopo parecchie partite senza risultati (forse dovuti sempre a quel problema di skill a cui accennavo prima) ci siamo guardati negli occhi: non volevo che passasse il messaggio che, visto che ero presidente, potessi fare quello che mi pare nonostante i risultati negativi. Abbiamo pensato al nome del sostituto, poi dopo il torneo di Milano a Maurizio venne voglia di allenare e non abbiamo avuto alcun dubbio ad affidargli la panchina perché nonostante l’inesperienza come allenatore nel progetto, è una persona eccezionale. E la scelta si è rivelata più che azzeccata: Maurizio ha creato un gruppo fantastico e anche nel momento più buio quando i risultati non arrivavano, ha tenuto il gruppo attivo e allegro e alla fine tutto questo lo ha ripagato.

Ilcarro: Si aspettava una classifica del genere ad inizio stagione? Alla fine di questo campionato sarete la migliore delle debuttanti salite dalla Serie C.

D’Anteo: Ad inizio stagione no… Speravo la squadra potesse essere almeno a metà classifica, ma visto l’andazzo della stagione sono felicissimo di questa salvezza.

Ilcarro: Rinnoverà la presidenza della Lucchese?                                     

D’Anteo: All’inizio di questa stagione io e Casalati pagammo la presidenza per due stagione, quindi teoricamente avrei un altro anno di presidenza. Tuttavia è uscita la regola del monoruolo e visto che sarebbe da bischeri (come si dice in toscana) rimuovere Maurizio dal ruolo di allenatore, in segno di gratitudine per lo splendido lavoro, regalerò a lui la mia parte di quota societaria.

Ilcarro: Casalati lascerà la Fiorentina?                                                                 

D’Anteo: Onestamente non so. Io ho comunicato la mia decisione, lui ci sta ancora pensando.

Ilcarro: Questa stagione, oltre ad allenare la Lucchese, è stato ed è tutt’ora allenatore della Juventus.
È stata una settimana molto turbolenta. Se la sente di fare una premessa prima di continuare? Cosa è successo tra i bianconeri e Ilcarro?

D’Anteo: Diciamo che da bravi giornalisti a IlCarro hanno un po’ ingigantito quello che è successo e i due “protagonisti” si sono risentiti un po’ e ovviamente si è accesa una piccola polemica.

Ilcarro: A cosa si riferisce? Può essere più specifico per i lettori?

D’Anteo: Due dei nostri giocatori, alla luce delle 3 sconfitte di fila, mi chiesero se per le ultime partite potevo evitare di fare turnover facendo giocare quelli con il rendimento migliore. Io semplicemente ho rifiutato spiegando che la mia filosofia in questo gioco è che tutti quelli attivi devono giocare alla stessa maniera. Ho detto che se in molti fossero a pensarla così, sarebbe stato meglio che io mi facessi da parte perché non avevo intenzione di cambiare filosofia. Ed è finito tutto lì perché, grazie anche al sostegno del DS che la pensa esattamente come me, abbiamo fatto capire le nostre idee e tutti andiamo nella stessa direzione.
In breve non c’è stata quella “rivolta” che è stata scritta su Ilcarro, ma semplicemente una richiesta pacifica dei giocatori che io ho declinato e loro hanno capito le mie motivazioni.

Ilcarro: Sembra che alcuni abbiano perso un po’ i nervi negli “spogliatoi” e siano volati insulti nei nostri confronti. Come commenta ciò?

D’Anteo: Gli insulti sono una brutta cosa e non si dovrebbero fare. Posso tuttavia capire un po’ i ragazzi visto tutto il casino passato e quando hanno letto una cosa riportata male (o comunque ingigantita) si sono sentiti presi di mira e a caldo hanno reagito male.

Ilcarro: Il campionato è quasi finito e sembra essere ormai in procinto di arrivare il primo trofeo bianconero. Se lo aspettava all’insediamento sulla panchina?

D’Anteo: Partiamo dal fatto che finché non me lo dice il gioco non sono tranquillo. Comunque quando sono arrivato, visti i giocatori persi per ban o ceduti per risanare il bilancio vista la multa, Io avevo pronosticato un terzo posto.

Ilcarro: Che ambiente aveva trovato al suo approdo alla Juventus? E cosa l’aveva spinta ad accettare un incarico così delicato?

D’Anteo: Ho trovato una squadra carica e vogliosa di andare avanti nonostante il “tornado” che li aveva colpiti, mi hanno da subito accolto bene e sostenuto. In realtà non ho accettato, ho presentato agli admin la mia candidatura e sono loro ad avermi accettato.

Ilcarro: Ha accennato prima che la squadra era stata privata di elementi illustri per avere il pareggio di bilancio. Tra queste trattative la più discussa é quella Angeli/Norfini-Navoni. Che idea si è fatto?

D’Anteo: Sicuramente non deve essere stato facile fare mercato in quel momento immediatamente successivo al caos Progettopoli. Forse avrei agito in maniera diversa per cercare di monetizzare maggiormente visto che non erano prezzi eccessivi per giocatori di quel calibro. Tuttavia, chi ha operato in quel momento, sicuramente ha ritenuto giusto fare in quel modo.

Ilcarro: La squadra comunque è rimasta impegnata su due dei tre fronti: come abbiamo già detto prima, si sta giocando lo scudetto, ma in Champions è stata eliminata ai quarti dal PSG in maniera dignitosa. Si aspettava di essere competitivo anche su questo fronte, nonostante tutto?

D’Anteo: Come ho già detto prima, quando sono arrivato alla Juventus non avevo grandi aspettative. Erano stati bannati 3 giocatori importanti, altri venduti per risanare il bilancio, abbiamo preso giocatori al draft che, nonostante sulla carta fossero inferiori ai precedenti, si sono rivelati fondamentali con l’avanzare della stagione, in più sia i DS precedenti che l’attuale hanno lavorato molto bene. Abbiamo avuto poi fortuna nei sorteggi e abbiamo beccato il Besiktas agli ottavi (la squadra più abbordabile).

Ilcarro: Già, fortuna. Il sorteggio di Champions pare non essere l’unico momento in cui la dea bendata vi abbia aiutato. È consapevole che nei momenti chiave di questa stagione la sorte sia stata gentile?

D’Anteo: Ne sono molto consapevole; però si dice che la fortuna aiuta gli audaci.

Ilcarro: Rimarrà alla Juventus al termine di questa stagione?

D’Anteo: La mia intenzione sarebbe quella; quindi se i giocatori lo vorranno resterò molto volentieri.

Ilcarro: Capitolo mercato: oltre a Bisceglie, su quali nomi state lavorando? In quali reparti credi di aver bisogno di rinforzi?

D’Anteo: Stiamo battendo diverse piste, purtroppo alcuni DS ci hanno chiuso la porta in faccia senza informare il giocatore dell’interesse da parte nostra. Sicuramente il reparto che ha più bisogno è il centrocampo visto la fine dei prestiti di Angeli e Lo Verde. Poi non dimentichiamoci che arriverà anche Della Morte dal PG.

Ilcarro: A volte si dimentica che anche gli allenatori sono dei giocatori all’interno del progetto. Se la sentirebbe di fare un commento su ogni allenatore che ha avuto?

D’Anteo: Ne ho avuti tre principalmente: Di Matteo, Marchese e Casalati. Gli altri non li considero, visto che li ho avuti per brevissimi periodi. Di Matteo è stato il primo che ho avuto alla Samp: forse eravamo ancora agli inizi del progetto quindi non si sapeva ancora come funzionasse, fatto sta che stavo per smettere di seguire il progetto visto che ogni partita ero puntualmente in panchina. Con Marchese successe una cosa simile: dopo un girone d’andata quasi sempre in panchina chiesi la cessione. Con Casalati il rapporto invece è diverso: oltre ad essere un amico è anche un allenatore che stimo per la sua filosofia di far giocare tutti ed è per questo che mi trovo bene alla Fiorentina con lui.

Ilcarro: Questo campionato di Serie A vede la Juventus prima e la Lazio seconda. Oltre ai biancocelesti che da neopromossi stanno battagliando con voi per lo scudetto, quale altra squadra l’ha sorpresa in questa stagione?

D’Anteo: Direi Sampdoria e Torino! Anche se diciamo che sono sorprese relative visto che comunque Filippone e Sedda sono due ottimi allenatori.

Ilcarro: Quali squadre secondo te hanno invece deluso le aspettative?

D’Anteo: Secondo me Drink Team e Genoa: mi aspettavo molto di più da entrambe.

Ilcarro: Certamente una sorpresa é stata la Roma in Coppa Italia, capace di battere club più blasonati, e arrivare in finale. Cosa ne pensa dei giallorossi? E in una finale che si preannuncia essere “Davide contro Golia”, quante possibilità hanno di battere il Milan?

D’Anteo: Sicuramente sono una piacevole sorpresa, ma credo che i giallorossi abbiano una rosa abbastanza competitiva. Sicuramente il Milan parte super favorito, ma una finale è sempre imprevedibile.

Ilcarro: In relazione a questo ultimo commento, quali squadre quindi si qualificheranno in Champions e quali in Europa League?

D’Anteo: Credo Juventus, Lazio, Sampdoria, e Torino in Champions, PG e Milan in Europa League. L’ultimo posto è una bella incognita; mettendo il caso che la Roma perda la finale di Coppa Italia credo che l’Atalanta sia leggermente favorita sull’Inter.

Ilcarro: L’anno prossimo dalla Serie B saliranno due squadre che fanno parlare molto di sé: la prima è la Cremonese, una schiacciasassi nel campionato cadetto. Cosa pensa del percorso dei grigiorossi? Quali ambizioni può avere nella massima serie?

D’Anteo: Credo abbiano fatto un cammino eccezionale. Hanno un ottimo allenatore molto attento ai dettagli e in più hanno la fortuna di esser dovuti intervenire poco sul mercato e di avere quindi la possibilità di dare dei buoni stipendi con la conseguenza che la prossima stagione si potenzieranno bene. Credo quindi che non avranno problemi a stazionare nella parte alta della classifica.

Ilcarro: L’altra già promossa è il Fublet. Stesse domande anche per i biancoverdi.

D’Anteo: Anche loro sono un’ottima squadra con un grande allenatore e si son meritati di tornare in serie A dopo due anni di B. Già la stagione scorsa erano vicini a tornare, finalmente ci sono riusciti.

Ilcarro: Capitolo nazionale. Dopo i pessimi risultati, Crippa é stato privato dell’incarico ed é stato selezionato De Donatis al suo posto. Cosa pensi del nuovo CT? Darà una svolta alla nazionale maggiore?

D’Anteo: Ho visto Alberto all’opera al torneo di Milano e l’ho trovato molto scrupoloso e preparato, purtroppo ha avuto la sfiga di incontrare me ed è stato eliminato (ride ndr). Credo comunque che possa essere garante della meritocrazia per quanto riguarda le convocazioni.

Ilcarro: Per quanto riguarda l’under 21, Di Stefano ha già annunciato il suo addio. Chi pensi sia meritevole di sostituirlo e perché?

D’Anteo: Il primo che mi viene in mente è Casalati sia perché, a parer mio, è un bravissimo allenatore sia perché, come De Donatis, sarebbe garante della meritocrazia.

Ilcarro: E altri?

D’Anteo: Mi vengono in mente Sedda e Filippone perché entrambi hanno dimostrato grandi capacità e, nelle loro squadre, di far giocare tutti gli attivi a rotazione.

Ilcarro: Cosa ne pensa dell’Under 19 guidata da Mattia Agosta? In particolare, come giudica il fatto che abbia convocato dei giocatori che non sono stati tanto presenti a discapito di altri?

D’Anteo: Credo che sia difficilissimo fare le convocazioni e accontentare tutti. soprattutto in Under 19 dove ci sono tanti giocatori disponibili. A volte anche i CT possono sbagliare a fare le convocazioni. Non sempre chi è più attivo viene chiamato, basti pensare che io in nazionale italiana ho collezionato 1 convocazione e ben 0 presenze.

Ilcarro: Non crede che però, visto il livello dei nostri U-19 rispetto a quello delle altre nazionali nel gioco, fosse necessario essere più accorto e convocare soprattutto per attività?

D’Anteo: Io sono sempre a favore per le convocazioni basandosi sull’attività, ma questo discorso vale non solo per l’U19, ma anche per l’U21 e la Nazionale Maggiore.

Ilcarro: Quindi ritiene che ci stato più di un episodio del genere, anche agli altri livelli della nazionale?

D’Anteo: Come ho già detto, è difficilissimo fare convocazioni e far contenti tutti; tuttavia ho visto alcuni ragazzi attivi non essere presi in considerazione.

Ilcarro: Tipo? Se la sente di fare un esempio?

D’Anteo: Un nome che mi viene in mente è quello di Arnone. È un ragazzo molto attivo perché segue le live, crea meme, commenta, segue tutto quello che succede nel progetto. Eppure difficilmente è stato preso in considerazione.

Ilcarro: Si faccia una domanda e si dia una risposta

D’Anteo: Credo sia la cosa più difficile che mi sia stata chiesta fino ad ora. Vediamo…
D: Cosa le ha dato fino adesso questo progetto?
R: Bella domanda, complimenti! Allora questo progetto mi ha dato tanti grattacapi (trattative lunghe, situazioni fastidiose di cui abbiamo parlato), ma mi ha fatto trovare tante persone con cui poter giocare e parlare di tutto; soprattutto, mi ha fatto trovare alcune persone che posso mettere sotto la categoria AMICI.

Ilcarro: Cosa ne pensa de “Ilcarro”?

D’Anteo: Penso sia un buon giornale che ha aggiunto un qualcosa al progetto. Fa molti articoli utili, interessanti e divertenti… qualche volta però vengono pubblicati articoli che si potrebbero evitare, ma va beh! Fa parte del gioco.

Ilcarro: Grazie mille Alessandro per questa intervista, la lascio preparare la prossima partita

D’Anteo: Grazie a te! Un saluto a tutta la redazione de Ilcarro.

*= Per chi non la sapesse, ricordiamo i dettagli: il giocatore desiderava finire in un’altra squadra(la Cremonese, ndr) e tra il suo approdo in grigiorosso e voi ballavano cifre molto altre per il periodo. Andò contro la volontà del giocatore, che sarebbe l’abc di questo gdr, e tra una cosa e l’altra Merlo fu bannato, in maniera corretta visti gli insulti nei suoi confronti.

Le simulazioni de IlCarro: Juventus – Inter

Il Derby d’Italia. La partita più giocata nel panorama calcistico fuffa, è uno dei due recuperi della 34^ giornata. Juventus ed Inter vengono entrambe da una vittoria nell’ultima giornata dopo un periodo di flessione: per i bianconeri è stato rimesso in dubbio il tricolore, che sembrava essere abbastanza saldo fino a 3 giornate fa; mentre per i nerazzurri, le sconfitte sono coincise con un allontanamento abbastanza consistente dalle zone europee. Periodo che coincide con il peggior rendimento tra le 7 in lotta per i 6 posti rimanenti.

Come già detto prima, l’ultima partita potrebbe significare riaprire un filotto di partite per partire poi con lo sprint finale: la Juventus ha battuto 2-0 il Progetto Gaming e ha mantenuto il distacco di +3 sulla Lazio; l’Inter ha invece battuto 3-1 il Livorno in rimonta, accorciando a -1 dall’Atalanta – anche lei con una partita in meno – e da quel settimo posto che non è certo possa significare Europa League. Una partita dal fascino così forte, sarà crocevia di un’intera stagione. Chi avrà la meglio? Noi de IlCarro abbiamo simulato questa partita.

Sembrava ripetersi il copione di una partita già finita male per la Juventus. Ampio dominio in tutti gli aspetti, ma poi gli ospiti vincono facendo catenaccio e ripartendo in contropiede. In questo scenario, tuttavia, i padroni di casa riescono a difendere bene e ad impedire che l’Inter possa beffare nuovamete la Juve. Dopotutto, qualsiasi altro risultato sarebbe menzognero: l’Inter non c’è mai stata in partita, con un tiro in porta su sei, il 33% di possesso palla, il 60% di passaggi completati e il 44% di colpi di testa vinti.

D’altro canto, i leader del campionato sembrano avere problemi a concretizzare: sono 23 i tiri, ma solo 6 finiscono in porta. E ben 3 occasioni nitide, di cui almeno 2 malamente sfruttate. Neppure aver avuto 10 calci d’angolo ha aiutato a chiudere la partita in maniera più netta, come le statistiche farebbero presupporre. I piemontesi prenderebbero alla fine i tre punti, avvicinandosi di più all’ambito trofeo, mentre l’Inter si ritroverebbe in una situazione delicata, sperando che la Lazio faccia bottino pieno con l’Atalanta nell’altra partita del recupero.

Si ripeterà questo scenario? Oppure questo è il risultato di una partita che non appartiene a questo universo del progetto? Si saprà staserà, dopo che i fari dello stadio si saranno accessi. Il pubblico prenda posto, i giocatori scenderanno in campo, e inizia il Derby d’Italia.

Le simulazioni de IlCarro: Juventus – Genoa

La 31^ giornata è già agli archivi. La vittoria della Lazio sulla Juventus è ormai un ricordo del passato.  I torinesi, dopo lo scontro contro il Paris Saint-Germain valido per l’accesso alle semifinali, dovranno recuperare psicologicamente dalla sconfitta contro i biancocelesti per affrontare al meglio i loro prossimi avversari: un redivivo Genoa, squadra lontana dalle posizioni che contano, ma che già l’anno scorso ha dimostrato di poter fare un finale di stagione di grandissimo livello.

A 7 giornate dalla fine e a 7 punti di vantaggio dai secondi, gli attuali leader riusciranno a dare l’ultimo affondo in un campionato travagliato come il loro? Oppure l’ultima scoccata tarderà ad arrivare, con la resistenza firmata da Però e compagni, dando la possibilità di riaprire il campionato? Secondo la simulazione, questa partita finirà così:

Nel dizionario, sotto la voce “sfangata”, c’è il risultato di questa simulazione. La Juventus fa due errori di troppo e il Genoa ne approfitta da bravo cinico. La Juventus domina ampiamente le statistiche: 17 tiri, di cui 6 in porta e 1 palo, 9 calci d’angolo, 569 passaggi completati e 62% di possesso palla.
Un po’ come contro il Milan, il Genoa punta sul contropiede: lo si vede da un basso numero di passaggi(249) e del possesso palla. Ad ogni modo, a differenza della partita contro i rossoneri, è molto più implacabile sotto la porta: 2 tiri in porta, 2 reti.

Contropiede, ma senza scadere in falli cattivi: gli ospiti ottengono 15 falli, ma solo due sanzioni. Numeri molto simili ai padroni di casa: solo 2 ammonizioni su 16 interventi dell’arbitro.
Oltre ad un scarso posizionamento in difesa, i bianconeri devono tenere conto di una bassa percentuale di colpi di testa vinti, che rende vani anche i calci d’angolo a favore.

La stanchezza, dovuta anche alla Champions League, si è fatta sentire e adesso i piemontesi hanno il fiato corto per chiudere il campionato? Oppure questo scenario è destinato a non replicarsi? Stasera, un ulteriore tassello di questa Serie A andrà al suo posto.

Le simulazioni de IlCarro: Progetto Gaming – Drink Team

La 31^ giornata presenta uno dei match simbolo di tutto il progetto: il derby tra due delle tre sorelle, ovvero Progetto Gaming – Drink Team. Due stagioni fa i Pigini costarono agli irlandesi il loro primo tricolore, vincendo il match e dando così la possibilità all’Udinese di stare davanti in classifica. Ai tempi, la squadra di Crema era quella più in difficoltà, mentre i Dubliners lottavano per le posizioni di vertice. Oggi, la situazione sembra essersi invertita: i padroni di casa si giocano un posto per le competizioni di vertice, mentre gli ospiti devono archiviare al più presto la pratica salvezza, prima di ritrovarsi amare sorprese.

Il Derby del Progetto giunge alla sua sesta edizione: le altre quattro sono state vinte dalla squadra di Ballarini, tra cui il match di andata, finito 3-1, con doppietta di Mazzeo e gol di Mosca e a nulla servì la marcatura di Canario. La squadra di Pironti riuscirà a invertire il trend e a vincere il derby, approfittando del vantaggio del campo? Oppure il Drink Team sottometterà i cremaschi di nuovo? Ecco cosa dice la nostra simulazione.

Non basterà avere come arbitro un proprio giocatore: il Drink Team perderà 2-1, in una partita che vede i padroni di casa essere poco precisi in porta. Infatti sono 11 tiri fatti dai padroni di casa, ma ben 3 finiscono sul palo. Non che il Drink Team sia da meno: su 5 tentativi lo centra una volta. I tiri in porta risultano quindi pari: 4-4. Tuttavia, il Progetto Gaming produce anche 2 occasioni nitide, non demeritando la vittoria. Per il resto la partita è molto equilibrata: il possesso palla è 53 a 47 per la squadra di Pironti, la percentuale di passaggi riusciti è molto simile, anche se i biancoblu ne effettuano 423, contro i 316 degli arancioneri.
Un dato assolutamente preoccupante per gli ospiti è la percentuale di colpi di testa: solo il 44% viene vinto dai propri giocatori. Questo vanifica anche i 5 calci d’angolo assegnati agli irlandesi.

Tanti contrasti: sono 32 quelli vinti dai Pigini, 27 quelli dei Dubliners. Solo che tanti contrasti vogliono dire anche buone possibilità di far fallo: infatti sono 21 i falli complessivi, spartiti equamente tra le due compagini. 7 invece le ammonizioni, con i vincitori che si contengono un po’ e sono solo sanzionati 4 volte. Al termine della partita il Progetto Gaming può continuare la sua corsa per le coppe europee, mentre al Drink Team continua l’ansia per la salvezza. Tuttavia, questo è solo uno scenario possibile. I tifosi attendono impazienti di entrare. E allora che il Derby del Progetto inizi.

Le simulazioni de IlCarro: Italia-Grecia

Il calcio non si ferma mai.

Pausa per la Serie A, ma giocano le nazionali, impegnate in partite valide per le qualificazioni all’europeo. O meglio, così dovrebbe essere, se non fosse che l’anno prossimo si cambia gioco e quindi i progressi europei potrebbero diventare polvere.

Tuttavia, ciò non implica che queste partite siano inutili: sono innanzitutto test di un certo spessore per vedere se la nazionale è in grado di competere con i giocatori “fuffa”. Inoltre, daranno maggiori spunti sulla permanenza di Mattia Crippa come commissario tecnico per la prossima stagione; infine, sono sempre partite dell’Italia, con quel fascino in grado di richiamare il giocatore più diffidente, con la divisa azzurra ambita da tanti e che solo pochi possono avere l’onore di indossare.

Dopo aver superato con fatica la probante Lituania 1-0, i 23 convocati della nazionale maggiore dovranno affrontare una squadra ben più ostica e che darà maggiori indicazioni rispetto ai baltici: la Grecia. Gli azzurri riusciranno a superare gli ellenici in maniera convincente? Oppure i campioni europei del 2004 risulteranno ancora distanti per i nostri giocatori?

Italia troppo rinunciataria e Grecia ampiamente in controllo. Gli ospiti avrebbero controllato la partita senza troppi problemi: 66% del possesso palla, 855 passaggi riusciti e un solo tiro in porta concesso agli avversari.
Per gli azzurri gravi problemi in entrambi i reparti: quello difensivo non riuscirebbe a conquistare il pallone con grande efficacia: solo 8 falli, ma anche il numero esiguo di 12 contrasti vinti su 20. Il reparto offensivo non produrrebbe le occasioni necessarie: solo 1 nitida, ma che con molta probabilità coincide con l’unico tiro in porta realizzato. Anche i calci piazzati non diventerebbero un’opportunità: solo il 51% dei 31 colpi di testa viene vinto, vanificando così i 3 calci d’angolo e le eventuali punizioni conquistate, visti i 12 falli commessi e le 2 ammonizioni dei greci.

Questa partita mostrerebbe come per i giocatori umani ci sia ancora tanto da lavorare per raggiungere livelli in grado di impensierire nazionali anche più blasonate come Francia e Germania. Inoltre, potrebbe sorgere il dubbio se non sia meglio che l’attuale C.T. inizi a preparare le valige e cercare una nuova destinazione. Ma questa, come sempre, è solo una simulazione; il vero verdetto lo avremo questa sera, come sempre in live su Twitch (questa sera eccezionalmente a partire dalle ore 21).