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Le simulazioni de IlCarro: Torino – Juventus

Una nefasta coincidenza aveva privato la live di questo match nel girone d’andata. Questa partita, valida adesso non solo per la supremazia cittadina, ma anche per qualcosa di più, si giocava in contemporanea durante il turno infrasettimanale con un’altra stracittadina più sentita. Stavolta invece Torino e Juventus si potranno vedere in live durante il Derby della Mole: vincere questa partita non significa solo dimostrare di essere più forti del concittadino. Da questo derby passano il fato di granata e bianconeri: i primi per una volata europea all’ultimo respiro, dove si giocherà molto all’ultima giornata; i secondi, per chiudere una volta per tutte il discorso tricolore.

Una sfida che entra anche nel merito dei cannonieri: Paudice e Pennisi sono tra i principali rivali di Tomassetti al prestigioso trofeo della Scarpa D’Oro. La rincorsa all’attaccante del Milan passa  inevitabilmente dal segnare in questa sfida al cardiopalma. Giacomo Sedda vs Alessandro D’Anteo, Maurizio Deidda vs Alessandro Gallorini, Torino vs Juventus. Chi avrà la meglio? La simulazione propone il seguente scenario.

Una partita alquanto bilanciata. I piani di gioco di entrambe le squadre si equivalgono e il pareggio è sicuramente il risultato più giusto.

Al controllo di palla degli ospiti, ben visibile dal 61% di possesso palla e dai 630 passaggi completati, si contrappone il contropiede granata, come si evidenzia dalle statistiche su possesso e passaggi molto minori. Addirittura la Juventus ha un rapporto 2:1 rispetto al Torino in questo dato.

Questo non vuol dire che il Torino non sia stato produttivo davanti. Gli schemi preparati per la partita hanno funzionato: i padroni dell’IchnusArena hanno effettuato un tiro in più, risultando anche più precisi, in quanto i due terzi hanno raggiunto lo specchio della porta. L’attuale capolista avrà da recriminare sicuramente sui 3 pali presi: è molto probabilmente imputabile alla pressione un numero così alto di legni.

Rispetto ad altre partite, Torino – Juventus non risulta essere particolarmente cattiva. 20 falli divisi quasi equamente tra le due compagini e 2 ammonizioni a testa. Per il Torino è complice un risultato del genere anche il basso numero di contrasti tentati: appena 18, uno dei valori più bassi riscontrati nelle simulazioni.

A livello di gioco aereo appena 7 colpi di testa in più a favore del Toro, ma numeri nel complesso non altissimi, dimostrando una preferenza per il gioco palla a terra.

Al termine entrambe le squadre sarebbero insoddisfatte del risultato. Il Torino si complicherebbe la lotta alla Champions League, mentre la Juventus rischia di essere riacciuffata dalla Lazio ad una partita dal termine, rendendo ancora più elettrizzante la 38^ giornata. Finirà così? La simulazione sarà smentita? Chi sarà il protagonista di questa partita? Lo scopriremo solo quando l’arbitro fischierà il calcio d’inizio.

IlCarro intervista: Alessandro D’Anteo

Siamo qui oggi con Alessandro D’Anteo, allenatore della Juventus da gennaio (in-game) subentrato ad Alberto Bifano, attualmente in testa al campionato. Oltre a questo, Alessandro è anche il presidente della Lucchese, squadra allenata da Maurizio Deidda che ha concluso il discorso salvezza in Serie B alla 41ª giornata, al primo anno assoluto nel Progetto. D’Anteo è anche portiere della Fiorentina, squadra che concluderà un campionato piuttosto tranquillo a metà classifica.

Ilcarro: Andiamo tuttavia per gradi e partiamo con questa domanda: chi è Alessandro D’Anteo al di fuori del progetto?

D’Anteo: Sono un ragazzo toscano di 33 anni che sta aspettando di avviare la propria attività di pasticceria. Mi piace il calcio (tifo Inter al di fuori del progetto), i videogiochi (manageriali, avventura, sparatutto… un po’ tutti) e i libri!

Ilcarro: E come sei venuto a conoscenza del progetto?

D’Anteo: Cercavo gruppi di Football Manager. Ho visto nella lista questo e sono entrato! All’inizio ero nella Samp ma non ero attivissimo sia perché non giocavo, sia perché non avevo ben capito il meccanismo. Poi un giorno vidi il post di Fil nel quale cercava un mister per l’Atalanta e dissi “Cavolo, ma qui si può anche allenare!”.

Ilcarro: Quindi poi ti sei proposto come allenatore a Filippo ed è arrivata anche la prima panchina, che non è stata quella dell’Atalanta, ma bensì quella della Lazio. Quali sono stati i tuoi primi pensieri all’insediamento sulla panchina biancoceleste?

D’Anteo: Esatto! Beh, non è stato facile il passo da fare riunioni di spogliatoio col computer a fare discorsi di squadra con persone reali. In più la Lazio era in una situazione di classifica pessima e con lo spogliatoio quasi del tutto assente! Fortunatamente, nel gruppo c’era anche Crippa che mi fu di supporto.

Ilcarro: Nonostante il risultato finale, che coincise con la relegazione in B all’ultima giornata, come giudicherebbe il suo operato a posteriori? Positivo, negativo e soprattutto perché lo riterrebbe tale?

D’Anteo: Io credo sia stato positivo. Quando arrivai davano la squadra già per retrocessa e invece abbiamo rimesso tutto in discussione retrocedendo solamente all’ultima giornata. In più, molti ragazzi tornarono attivi e partecipi nel progetto.

Ilcarro: E così pare averlo ritenuto anche una persona molto importante all’interno del progetto, Alessandro Pironti, che decise di assumerti come allenatore al Progetto Gaming. Con quali premesse iniziasti sulla panchina dei PGini?

D’Anteo: Inizialmente l’obiettivo era lo scudetto – o comunque lottare per un posto in Champions – e infatti fu fatto un ottimo mercato con nomi importanti come Crippa e Casalati. La stagione iniziò malissimo con 3 sconfitte, i giocatori faticavano ad imparare le tattiche, ma nonostante questo a metà stagione eravamo a lottare per un posto in Europa League… poi mi scoppiò il PC ed essendo impossibilitato ad acquistarne uno nuovo, lasciai la panchina a Pironti.

Ilcarro: Questo spiega in parte perché Pironti, nonostante ti sia dimesso a 6 giornate dal termine a -2 dall’Europa League, continui a ripetere in live che sulla panchina del PG non avevi fatto bene. Non credi che sia stato un po’ troppo sognatore, visto che comunque i cremaschi venivano da un piazzamento nelle parti meno nobili della classifica?

D’Anteo: Sognare non fa mai male. È vero che la squadra nella stagione precedente non aveva brillato, ma forse potevo fare qualcosa in più. Devo dire però che la stagione successiva – quella attuale praticamente – dopo alcune partite di campionato con la Lucchese mi sono accorto di una cosa. Nel creare l’allenatore avevo lasciato la spunta sull’opzione che ricalcola i valori in base alla reputazione della squadra – o una cosa simile – tenendo conto che il PG è stato creato dal Pescara i miei valori erano molto bassi rispetto ai miei colleghi (come lo erano le prime partite sulla panchina della Lucchese). Senza quella svista, forse, sarebbe stato diverso, non saprei dirlo.

Ilcarro: Ad ogni modo, le dimissioni non furono l’ultimo episodio con i pigini in quella stagione: in particolare ci riferiamo a Morelli. Con la Lucchese ufficialmente promossa in B, ha cercato il giocatore dai biancoblu. Lei e il suo ex-datore di lavoro avevano due valutazioni molto diverse sul prezzo del giocatore. Ad un certo punto, compare un post sul gruppo, cancellato subito dopo da qualcuno, in cui indispettito dalla situazione annuncia che avrebbe lasciato il progetto, cosa che ha fatto. Nel frattempo, il giocatore genera tensioni nello spogliatoio della sua squadra. Più avanti, ritornerà sui suoi passi. Tutto quello che ci chiediamo è “perché?”

D’Anteo: Effettivamente successe un po’ di confusione! Fu solamente un’incomprensione tra me ed Ale, io ebbi un reazione esagerata e sbagliai. L’unica correzione che devo fare riguarda il fatto che Morelli non generò tensione: espresse solamente la volontà di venire alla Lucchese e dopo il mio allontanamento dal Progetto, disse che avrebbe continuato tranquillamente nel PG.

Ilcarro: Mentre allenava il Progetto Gaming, era uno dei cinque presidenti in cordata alla Salernitana. Com’era nata l’idea?

D’Anteo: L’idea era partita da Pironti appena venne fuori il ruolo del presidente e la Salernitana era in B e partecipava all’Europa League grazie alla vittoria in Coppa Italia! Mancava un posto nella cordata e mi proposi io.

Ilcarro: A metà stagione siete primi in testa alla Serie B. Ad un certo punto succede la vicenda Merlo*, che ha portato al ban del giocatore della Salernitana per insulti verso di lei. Non si sente tuttavia responsabile di una cattiva gestione della situazione e del gruppo? Dopo la vicenda, la Salernitana perse pedine importanti, tra cui il mister, e colò a picco in classifica, finendo fuori dalla zona play-off. Con la cifra in ballo (1 milione) avrebbe potuto sostituirlo. L’ha rimpianto poi?

D’Anteo: Allora, all’epoca della vicenda non ero io il DS, quindi non fui io a gestire la trattativa. Parlavo spesso con Merlo perché fino a quel momento avevo un bel rapporto con lui. Il problema fu che l’offerta della Cremonese arrivò troppo a ridosso della chiusura del mercato e non avevamo possibilità di sostituirlo, ma, se non ricordo male, venne proposto di rimandare il trasferimento a fine stagione per assecondare la volontà del giocatore, senza rimetterci noi. L’intera dirigenza fu compatta nel gestire così la situazione. Devo ammettere che, nonostante tutto quello che successe, fui dispiaciuto del ban perché comunque non è mai bello dover arrivare fino a quel punto. Tuttavia, il mister si dimise perché non riusciva più a seguire la squadra a causa dei numerosi impegni universitari.

Ilcarro: Ad ogni modo qualcosa tra voi si ruppe – inteso come cordata – e il mancato accesso ai play-off, assieme al calo di risultati portano al mancato rinnovo della presidenza. Quali motivi ci furono dietro questa scelta?

D’Anteo: Non si ruppe nulla, semplicemente ognuno prese la sua strada: Sedda entrò nella cordata per l’acquisto del Torino, Pironti lasciò perché non aveva tempo per star dietro alle discussioni societarie (lasciò la sua quota ad Alves, ma lui si trovò in difficoltà per via della lingua) e io avevo la Lucchese che fu promossa in B e dovetti fare una scelta.

Ilcarro: A proposito di Lucchese, quest’anno i toscani sono al primo anno in Serie B. Dopo qualche partita, é stato deciso di affidare la panchina a Deidda, alla sua prima esperienza da allenatore. Quali fattori hanno inciso sulla scelta rispetto ad un allenatore con già delle partite sulle spalle. E perché si é deciso di affidargli la panchina solo a stagione già iniziata?

D’Anteo: Inizialmente con Casalati avevamo deciso di “fare da noi” mettendo me come allenatore e lui come DS. Dopo parecchie partite senza risultati (forse dovuti sempre a quel problema di skill a cui accennavo prima) ci siamo guardati negli occhi: non volevo che passasse il messaggio che, visto che ero presidente, potessi fare quello che mi pare nonostante i risultati negativi. Abbiamo pensato al nome del sostituto, poi dopo il torneo di Milano a Maurizio venne voglia di allenare e non abbiamo avuto alcun dubbio ad affidargli la panchina perché nonostante l’inesperienza come allenatore nel progetto, è una persona eccezionale. E la scelta si è rivelata più che azzeccata: Maurizio ha creato un gruppo fantastico e anche nel momento più buio quando i risultati non arrivavano, ha tenuto il gruppo attivo e allegro e alla fine tutto questo lo ha ripagato.

Ilcarro: Si aspettava una classifica del genere ad inizio stagione? Alla fine di questo campionato sarete la migliore delle debuttanti salite dalla Serie C.

D’Anteo: Ad inizio stagione no… Speravo la squadra potesse essere almeno a metà classifica, ma visto l’andazzo della stagione sono felicissimo di questa salvezza.

Ilcarro: Rinnoverà la presidenza della Lucchese?                                     

D’Anteo: All’inizio di questa stagione io e Casalati pagammo la presidenza per due stagione, quindi teoricamente avrei un altro anno di presidenza. Tuttavia è uscita la regola del monoruolo e visto che sarebbe da bischeri (come si dice in toscana) rimuovere Maurizio dal ruolo di allenatore, in segno di gratitudine per lo splendido lavoro, regalerò a lui la mia parte di quota societaria.

Ilcarro: Casalati lascerà la Fiorentina?                                                                 

D’Anteo: Onestamente non so. Io ho comunicato la mia decisione, lui ci sta ancora pensando.

Ilcarro: Questa stagione, oltre ad allenare la Lucchese, è stato ed è tutt’ora allenatore della Juventus.
È stata una settimana molto turbolenta. Se la sente di fare una premessa prima di continuare? Cosa è successo tra i bianconeri e Ilcarro?

D’Anteo: Diciamo che da bravi giornalisti a IlCarro hanno un po’ ingigantito quello che è successo e i due “protagonisti” si sono risentiti un po’ e ovviamente si è accesa una piccola polemica.

Ilcarro: A cosa si riferisce? Può essere più specifico per i lettori?

D’Anteo: Due dei nostri giocatori, alla luce delle 3 sconfitte di fila, mi chiesero se per le ultime partite potevo evitare di fare turnover facendo giocare quelli con il rendimento migliore. Io semplicemente ho rifiutato spiegando che la mia filosofia in questo gioco è che tutti quelli attivi devono giocare alla stessa maniera. Ho detto che se in molti fossero a pensarla così, sarebbe stato meglio che io mi facessi da parte perché non avevo intenzione di cambiare filosofia. Ed è finito tutto lì perché, grazie anche al sostegno del DS che la pensa esattamente come me, abbiamo fatto capire le nostre idee e tutti andiamo nella stessa direzione.
In breve non c’è stata quella “rivolta” che è stata scritta su Ilcarro, ma semplicemente una richiesta pacifica dei giocatori che io ho declinato e loro hanno capito le mie motivazioni.

Ilcarro: Sembra che alcuni abbiano perso un po’ i nervi negli “spogliatoi” e siano volati insulti nei nostri confronti. Come commenta ciò?

D’Anteo: Gli insulti sono una brutta cosa e non si dovrebbero fare. Posso tuttavia capire un po’ i ragazzi visto tutto il casino passato e quando hanno letto una cosa riportata male (o comunque ingigantita) si sono sentiti presi di mira e a caldo hanno reagito male.

Ilcarro: Il campionato è quasi finito e sembra essere ormai in procinto di arrivare il primo trofeo bianconero. Se lo aspettava all’insediamento sulla panchina?

D’Anteo: Partiamo dal fatto che finché non me lo dice il gioco non sono tranquillo. Comunque quando sono arrivato, visti i giocatori persi per ban o ceduti per risanare il bilancio vista la multa, Io avevo pronosticato un terzo posto.

Ilcarro: Che ambiente aveva trovato al suo approdo alla Juventus? E cosa l’aveva spinta ad accettare un incarico così delicato?

D’Anteo: Ho trovato una squadra carica e vogliosa di andare avanti nonostante il “tornado” che li aveva colpiti, mi hanno da subito accolto bene e sostenuto. In realtà non ho accettato, ho presentato agli admin la mia candidatura e sono loro ad avermi accettato.

Ilcarro: Ha accennato prima che la squadra era stata privata di elementi illustri per avere il pareggio di bilancio. Tra queste trattative la più discussa é quella Angeli/Norfini-Navoni. Che idea si è fatto?

D’Anteo: Sicuramente non deve essere stato facile fare mercato in quel momento immediatamente successivo al caos Progettopoli. Forse avrei agito in maniera diversa per cercare di monetizzare maggiormente visto che non erano prezzi eccessivi per giocatori di quel calibro. Tuttavia, chi ha operato in quel momento, sicuramente ha ritenuto giusto fare in quel modo.

Ilcarro: La squadra comunque è rimasta impegnata su due dei tre fronti: come abbiamo già detto prima, si sta giocando lo scudetto, ma in Champions è stata eliminata ai quarti dal PSG in maniera dignitosa. Si aspettava di essere competitivo anche su questo fronte, nonostante tutto?

D’Anteo: Come ho già detto prima, quando sono arrivato alla Juventus non avevo grandi aspettative. Erano stati bannati 3 giocatori importanti, altri venduti per risanare il bilancio, abbiamo preso giocatori al draft che, nonostante sulla carta fossero inferiori ai precedenti, si sono rivelati fondamentali con l’avanzare della stagione, in più sia i DS precedenti che l’attuale hanno lavorato molto bene. Abbiamo avuto poi fortuna nei sorteggi e abbiamo beccato il Besiktas agli ottavi (la squadra più abbordabile).

Ilcarro: Già, fortuna. Il sorteggio di Champions pare non essere l’unico momento in cui la dea bendata vi abbia aiutato. È consapevole che nei momenti chiave di questa stagione la sorte sia stata gentile?

D’Anteo: Ne sono molto consapevole; però si dice che la fortuna aiuta gli audaci.

Ilcarro: Rimarrà alla Juventus al termine di questa stagione?

D’Anteo: La mia intenzione sarebbe quella; quindi se i giocatori lo vorranno resterò molto volentieri.

Ilcarro: Capitolo mercato: oltre a Bisceglie, su quali nomi state lavorando? In quali reparti credi di aver bisogno di rinforzi?

D’Anteo: Stiamo battendo diverse piste, purtroppo alcuni DS ci hanno chiuso la porta in faccia senza informare il giocatore dell’interesse da parte nostra. Sicuramente il reparto che ha più bisogno è il centrocampo visto la fine dei prestiti di Angeli e Lo Verde. Poi non dimentichiamoci che arriverà anche Della Morte dal PG.

Ilcarro: A volte si dimentica che anche gli allenatori sono dei giocatori all’interno del progetto. Se la sentirebbe di fare un commento su ogni allenatore che ha avuto?

D’Anteo: Ne ho avuti tre principalmente: Di Matteo, Marchese e Casalati. Gli altri non li considero, visto che li ho avuti per brevissimi periodi. Di Matteo è stato il primo che ho avuto alla Samp: forse eravamo ancora agli inizi del progetto quindi non si sapeva ancora come funzionasse, fatto sta che stavo per smettere di seguire il progetto visto che ogni partita ero puntualmente in panchina. Con Marchese successe una cosa simile: dopo un girone d’andata quasi sempre in panchina chiesi la cessione. Con Casalati il rapporto invece è diverso: oltre ad essere un amico è anche un allenatore che stimo per la sua filosofia di far giocare tutti ed è per questo che mi trovo bene alla Fiorentina con lui.

Ilcarro: Questo campionato di Serie A vede la Juventus prima e la Lazio seconda. Oltre ai biancocelesti che da neopromossi stanno battagliando con voi per lo scudetto, quale altra squadra l’ha sorpresa in questa stagione?

D’Anteo: Direi Sampdoria e Torino! Anche se diciamo che sono sorprese relative visto che comunque Filippone e Sedda sono due ottimi allenatori.

Ilcarro: Quali squadre secondo te hanno invece deluso le aspettative?

D’Anteo: Secondo me Drink Team e Genoa: mi aspettavo molto di più da entrambe.

Ilcarro: Certamente una sorpresa é stata la Roma in Coppa Italia, capace di battere club più blasonati, e arrivare in finale. Cosa ne pensa dei giallorossi? E in una finale che si preannuncia essere “Davide contro Golia”, quante possibilità hanno di battere il Milan?

D’Anteo: Sicuramente sono una piacevole sorpresa, ma credo che i giallorossi abbiano una rosa abbastanza competitiva. Sicuramente il Milan parte super favorito, ma una finale è sempre imprevedibile.

Ilcarro: In relazione a questo ultimo commento, quali squadre quindi si qualificheranno in Champions e quali in Europa League?

D’Anteo: Credo Juventus, Lazio, Sampdoria, e Torino in Champions, PG e Milan in Europa League. L’ultimo posto è una bella incognita; mettendo il caso che la Roma perda la finale di Coppa Italia credo che l’Atalanta sia leggermente favorita sull’Inter.

Ilcarro: L’anno prossimo dalla Serie B saliranno due squadre che fanno parlare molto di sé: la prima è la Cremonese, una schiacciasassi nel campionato cadetto. Cosa pensa del percorso dei grigiorossi? Quali ambizioni può avere nella massima serie?

D’Anteo: Credo abbiano fatto un cammino eccezionale. Hanno un ottimo allenatore molto attento ai dettagli e in più hanno la fortuna di esser dovuti intervenire poco sul mercato e di avere quindi la possibilità di dare dei buoni stipendi con la conseguenza che la prossima stagione si potenzieranno bene. Credo quindi che non avranno problemi a stazionare nella parte alta della classifica.

Ilcarro: L’altra già promossa è il Fublet. Stesse domande anche per i biancoverdi.

D’Anteo: Anche loro sono un’ottima squadra con un grande allenatore e si son meritati di tornare in serie A dopo due anni di B. Già la stagione scorsa erano vicini a tornare, finalmente ci sono riusciti.

Ilcarro: Capitolo nazionale. Dopo i pessimi risultati, Crippa é stato privato dell’incarico ed é stato selezionato De Donatis al suo posto. Cosa pensi del nuovo CT? Darà una svolta alla nazionale maggiore?

D’Anteo: Ho visto Alberto all’opera al torneo di Milano e l’ho trovato molto scrupoloso e preparato, purtroppo ha avuto la sfiga di incontrare me ed è stato eliminato (ride ndr). Credo comunque che possa essere garante della meritocrazia per quanto riguarda le convocazioni.

Ilcarro: Per quanto riguarda l’under 21, Di Stefano ha già annunciato il suo addio. Chi pensi sia meritevole di sostituirlo e perché?

D’Anteo: Il primo che mi viene in mente è Casalati sia perché, a parer mio, è un bravissimo allenatore sia perché, come De Donatis, sarebbe garante della meritocrazia.

Ilcarro: E altri?

D’Anteo: Mi vengono in mente Sedda e Filippone perché entrambi hanno dimostrato grandi capacità e, nelle loro squadre, di far giocare tutti gli attivi a rotazione.

Ilcarro: Cosa ne pensa dell’Under 19 guidata da Mattia Agosta? In particolare, come giudica il fatto che abbia convocato dei giocatori che non sono stati tanto presenti a discapito di altri?

D’Anteo: Credo che sia difficilissimo fare le convocazioni e accontentare tutti. soprattutto in Under 19 dove ci sono tanti giocatori disponibili. A volte anche i CT possono sbagliare a fare le convocazioni. Non sempre chi è più attivo viene chiamato, basti pensare che io in nazionale italiana ho collezionato 1 convocazione e ben 0 presenze.

Ilcarro: Non crede che però, visto il livello dei nostri U-19 rispetto a quello delle altre nazionali nel gioco, fosse necessario essere più accorto e convocare soprattutto per attività?

D’Anteo: Io sono sempre a favore per le convocazioni basandosi sull’attività, ma questo discorso vale non solo per l’U19, ma anche per l’U21 e la Nazionale Maggiore.

Ilcarro: Quindi ritiene che ci stato più di un episodio del genere, anche agli altri livelli della nazionale?

D’Anteo: Come ho già detto, è difficilissimo fare convocazioni e far contenti tutti; tuttavia ho visto alcuni ragazzi attivi non essere presi in considerazione.

Ilcarro: Tipo? Se la sente di fare un esempio?

D’Anteo: Un nome che mi viene in mente è quello di Arnone. È un ragazzo molto attivo perché segue le live, crea meme, commenta, segue tutto quello che succede nel progetto. Eppure difficilmente è stato preso in considerazione.

Ilcarro: Si faccia una domanda e si dia una risposta

D’Anteo: Credo sia la cosa più difficile che mi sia stata chiesta fino ad ora. Vediamo…
D: Cosa le ha dato fino adesso questo progetto?
R: Bella domanda, complimenti! Allora questo progetto mi ha dato tanti grattacapi (trattative lunghe, situazioni fastidiose di cui abbiamo parlato), ma mi ha fatto trovare tante persone con cui poter giocare e parlare di tutto; soprattutto, mi ha fatto trovare alcune persone che posso mettere sotto la categoria AMICI.

Ilcarro: Cosa ne pensa de “Ilcarro”?

D’Anteo: Penso sia un buon giornale che ha aggiunto un qualcosa al progetto. Fa molti articoli utili, interessanti e divertenti… qualche volta però vengono pubblicati articoli che si potrebbero evitare, ma va beh! Fa parte del gioco.

Ilcarro: Grazie mille Alessandro per questa intervista, la lascio preparare la prossima partita

D’Anteo: Grazie a te! Un saluto a tutta la redazione de Ilcarro.

*= Per chi non la sapesse, ricordiamo i dettagli: il giocatore desiderava finire in un’altra squadra(la Cremonese, ndr) e tra il suo approdo in grigiorosso e voi ballavano cifre molto altre per il periodo. Andò contro la volontà del giocatore, che sarebbe l’abc di questo gdr, e tra una cosa e l’altra Merlo fu bannato, in maniera corretta visti gli insulti nei suoi confronti.

Le simulazioni de IlCarro: Juventus – Inter

Il Derby d’Italia. La partita più giocata nel panorama calcistico fuffa, è uno dei due recuperi della 34^ giornata. Juventus ed Inter vengono entrambe da una vittoria nell’ultima giornata dopo un periodo di flessione: per i bianconeri è stato rimesso in dubbio il tricolore, che sembrava essere abbastanza saldo fino a 3 giornate fa; mentre per i nerazzurri, le sconfitte sono coincise con un allontanamento abbastanza consistente dalle zone europee. Periodo che coincide con il peggior rendimento tra le 7 in lotta per i 6 posti rimanenti.

Come già detto prima, l’ultima partita potrebbe significare riaprire un filotto di partite per partire poi con lo sprint finale: la Juventus ha battuto 2-0 il Progetto Gaming e ha mantenuto il distacco di +3 sulla Lazio; l’Inter ha invece battuto 3-1 il Livorno in rimonta, accorciando a -1 dall’Atalanta – anche lei con una partita in meno – e da quel settimo posto che non è certo possa significare Europa League. Una partita dal fascino così forte, sarà crocevia di un’intera stagione. Chi avrà la meglio? Noi de IlCarro abbiamo simulato questa partita.

Sembrava ripetersi il copione di una partita già finita male per la Juventus. Ampio dominio in tutti gli aspetti, ma poi gli ospiti vincono facendo catenaccio e ripartendo in contropiede. In questo scenario, tuttavia, i padroni di casa riescono a difendere bene e ad impedire che l’Inter possa beffare nuovamete la Juve. Dopotutto, qualsiasi altro risultato sarebbe menzognero: l’Inter non c’è mai stata in partita, con un tiro in porta su sei, il 33% di possesso palla, il 60% di passaggi completati e il 44% di colpi di testa vinti.

D’altro canto, i leader del campionato sembrano avere problemi a concretizzare: sono 23 i tiri, ma solo 6 finiscono in porta. E ben 3 occasioni nitide, di cui almeno 2 malamente sfruttate. Neppure aver avuto 10 calci d’angolo ha aiutato a chiudere la partita in maniera più netta, come le statistiche farebbero presupporre. I piemontesi prenderebbero alla fine i tre punti, avvicinandosi di più all’ambito trofeo, mentre l’Inter si ritroverebbe in una situazione delicata, sperando che la Lazio faccia bottino pieno con l’Atalanta nell’altra partita del recupero.

Si ripeterà questo scenario? Oppure questo è il risultato di una partita che non appartiene a questo universo del progetto? Si saprà staserà, dopo che i fari dello stadio si saranno accessi. Il pubblico prenda posto, i giocatori scenderanno in campo, e inizia il Derby d’Italia.

Le simulazioni de IlCarro: Juventus – Genoa

La 31^ giornata è già agli archivi. La vittoria della Lazio sulla Juventus è ormai un ricordo del passato.  I torinesi, dopo lo scontro contro il Paris Saint-Germain valido per l’accesso alle semifinali, dovranno recuperare psicologicamente dalla sconfitta contro i biancocelesti per affrontare al meglio i loro prossimi avversari: un redivivo Genoa, squadra lontana dalle posizioni che contano, ma che già l’anno scorso ha dimostrato di poter fare un finale di stagione di grandissimo livello.

A 7 giornate dalla fine e a 7 punti di vantaggio dai secondi, gli attuali leader riusciranno a dare l’ultimo affondo in un campionato travagliato come il loro? Oppure l’ultima scoccata tarderà ad arrivare, con la resistenza firmata da Però e compagni, dando la possibilità di riaprire il campionato? Secondo la simulazione, questa partita finirà così:

Nel dizionario, sotto la voce “sfangata”, c’è il risultato di questa simulazione. La Juventus fa due errori di troppo e il Genoa ne approfitta da bravo cinico. La Juventus domina ampiamente le statistiche: 17 tiri, di cui 6 in porta e 1 palo, 9 calci d’angolo, 569 passaggi completati e 62% di possesso palla.
Un po’ come contro il Milan, il Genoa punta sul contropiede: lo si vede da un basso numero di passaggi(249) e del possesso palla. Ad ogni modo, a differenza della partita contro i rossoneri, è molto più implacabile sotto la porta: 2 tiri in porta, 2 reti.

Contropiede, ma senza scadere in falli cattivi: gli ospiti ottengono 15 falli, ma solo due sanzioni. Numeri molto simili ai padroni di casa: solo 2 ammonizioni su 16 interventi dell’arbitro.
Oltre ad un scarso posizionamento in difesa, i bianconeri devono tenere conto di una bassa percentuale di colpi di testa vinti, che rende vani anche i calci d’angolo a favore.

La stanchezza, dovuta anche alla Champions League, si è fatta sentire e adesso i piemontesi hanno il fiato corto per chiudere il campionato? Oppure questo scenario è destinato a non replicarsi? Stasera, un ulteriore tassello di questa Serie A andrà al suo posto.

Le simulazioni de IlCarro: Progetto Gaming – Drink Team

La 31^ giornata presenta uno dei match simbolo di tutto il progetto: il derby tra due delle tre sorelle, ovvero Progetto Gaming – Drink Team. Due stagioni fa i Pigini costarono agli irlandesi il loro primo tricolore, vincendo il match e dando così la possibilità all’Udinese di stare davanti in classifica. Ai tempi, la squadra di Crema era quella più in difficoltà, mentre i Dubliners lottavano per le posizioni di vertice. Oggi, la situazione sembra essersi invertita: i padroni di casa si giocano un posto per le competizioni di vertice, mentre gli ospiti devono archiviare al più presto la pratica salvezza, prima di ritrovarsi amare sorprese.

Il Derby del Progetto giunge alla sua sesta edizione: le altre quattro sono state vinte dalla squadra di Ballarini, tra cui il match di andata, finito 3-1, con doppietta di Mazzeo e gol di Mosca e a nulla servì la marcatura di Canario. La squadra di Pironti riuscirà a invertire il trend e a vincere il derby, approfittando del vantaggio del campo? Oppure il Drink Team sottometterà i cremaschi di nuovo? Ecco cosa dice la nostra simulazione.

Non basterà avere come arbitro un proprio giocatore: il Drink Team perderà 2-1, in una partita che vede i padroni di casa essere poco precisi in porta. Infatti sono 11 tiri fatti dai padroni di casa, ma ben 3 finiscono sul palo. Non che il Drink Team sia da meno: su 5 tentativi lo centra una volta. I tiri in porta risultano quindi pari: 4-4. Tuttavia, il Progetto Gaming produce anche 2 occasioni nitide, non demeritando la vittoria. Per il resto la partita è molto equilibrata: il possesso palla è 53 a 47 per la squadra di Pironti, la percentuale di passaggi riusciti è molto simile, anche se i biancoblu ne effettuano 423, contro i 316 degli arancioneri.
Un dato assolutamente preoccupante per gli ospiti è la percentuale di colpi di testa: solo il 44% viene vinto dai propri giocatori. Questo vanifica anche i 5 calci d’angolo assegnati agli irlandesi.

Tanti contrasti: sono 32 quelli vinti dai Pigini, 27 quelli dei Dubliners. Solo che tanti contrasti vogliono dire anche buone possibilità di far fallo: infatti sono 21 i falli complessivi, spartiti equamente tra le due compagini. 7 invece le ammonizioni, con i vincitori che si contengono un po’ e sono solo sanzionati 4 volte. Al termine della partita il Progetto Gaming può continuare la sua corsa per le coppe europee, mentre al Drink Team continua l’ansia per la salvezza. Tuttavia, questo è solo uno scenario possibile. I tifosi attendono impazienti di entrare. E allora che il Derby del Progetto inizi.

Le simulazioni de IlCarro: Italia-Grecia

Il calcio non si ferma mai.

Pausa per la Serie A, ma giocano le nazionali, impegnate in partite valide per le qualificazioni all’europeo. O meglio, così dovrebbe essere, se non fosse che l’anno prossimo si cambia gioco e quindi i progressi europei potrebbero diventare polvere.

Tuttavia, ciò non implica che queste partite siano inutili: sono innanzitutto test di un certo spessore per vedere se la nazionale è in grado di competere con i giocatori “fuffa”. Inoltre, daranno maggiori spunti sulla permanenza di Mattia Crippa come commissario tecnico per la prossima stagione; infine, sono sempre partite dell’Italia, con quel fascino in grado di richiamare il giocatore più diffidente, con la divisa azzurra ambita da tanti e che solo pochi possono avere l’onore di indossare.

Dopo aver superato con fatica la probante Lituania 1-0, i 23 convocati della nazionale maggiore dovranno affrontare una squadra ben più ostica e che darà maggiori indicazioni rispetto ai baltici: la Grecia. Gli azzurri riusciranno a superare gli ellenici in maniera convincente? Oppure i campioni europei del 2004 risulteranno ancora distanti per i nostri giocatori?

Italia troppo rinunciataria e Grecia ampiamente in controllo. Gli ospiti avrebbero controllato la partita senza troppi problemi: 66% del possesso palla, 855 passaggi riusciti e un solo tiro in porta concesso agli avversari.
Per gli azzurri gravi problemi in entrambi i reparti: quello difensivo non riuscirebbe a conquistare il pallone con grande efficacia: solo 8 falli, ma anche il numero esiguo di 12 contrasti vinti su 20. Il reparto offensivo non produrrebbe le occasioni necessarie: solo 1 nitida, ma che con molta probabilità coincide con l’unico tiro in porta realizzato. Anche i calci piazzati non diventerebbero un’opportunità: solo il 51% dei 31 colpi di testa viene vinto, vanificando così i 3 calci d’angolo e le eventuali punizioni conquistate, visti i 12 falli commessi e le 2 ammonizioni dei greci.

Questa partita mostrerebbe come per i giocatori umani ci sia ancora tanto da lavorare per raggiungere livelli in grado di impensierire nazionali anche più blasonate come Francia e Germania. Inoltre, potrebbe sorgere il dubbio se non sia meglio che l’attuale C.T. inizi a preparare le valige e cercare una nuova destinazione. Ma questa, come sempre, è solo una simulazione; il vero verdetto lo avremo questa sera, come sempre in live su Twitch (questa sera eccezionalmente a partire dalle ore 21).

Le simulazioni de IlCarro: Sampdoria-Torino

In Serie A ci si prepara all’ultima giornata prima della pausa nazionale. E non si fa neanche in tempo a pensare agli azzurri che il campionato offre una delle partite più importanti per i suoi sviluppi. La Sampdoria di Nicola Filippone, fresca di qualificazione ai quarti di Europa League, in una partita tiratissima contro il CSKA Mosca, affronta al Luigi Ferraris il Torino di Giacomo Sedda. In palio c’è uno dei posti per qualificarsi alla prossima Champions League: i blucerchiati sono sul gradino più basso del podio con 49 punti, ma i granata inseguono a 48 punti. Se i padroni di casa vincessero, potrebbero allungare su una  contendente, forse estromettendola dai giochi. Al contrario, per gli ospiti, c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, l’ennesimo di questa stagione fra le due compagini.

Una partita che vede anche i premi individuali in palio: Christian Pennisi dei piemontesi è il secondo cannoniere della Serie A con 16 reti e viene inseguito subito dal campione uscente, punta dei genovesi, Matteo Congedo con 15.
All’andata, tuttavia, non segnò nessuno dei due e finì 1-1. Al goal del toro di Maurizio Deidda rispose immediatamente Mirko Parravicini, in una partita combattuta da ambo le parti. Finirà così anche stavolta? Sedda recriminerà le statistiche? O sarà Filippone a farlo?

Seguendo la simulazione,la partita finirebbe 2-2.
Fase difensiva di entrambe le squadre traballante: sono 29 i falli commessi, conditi da 7 ammonizioni, e i padroni di casa vantano anche solo 15 contrasti vinti e appena la metà dei colpi di testa.
Probabilmente avrebbe ricevuto un monumento il portiere dei blucerchiati: sono 18 i tiri del Torino, di cui solo 10 in porta e 8 fuori (neanche un tiro respinto dai giocatori di movimento), ma di cui escono solo due reti. Più precisi in proporzione i tiri della Sampdoria, ma sono meno della metà degli avversari: 8 totali, di cui 5 in porta.
Il possesso palla sarebbe molto simile tra due squadre che fanno girare molto il pallone in cerca di aprire spazi promettenti: 406 passaggi per i genovesi, mentre soli 50 passaggi in più per i piemontesi.

Al termine gli ospiti recriminerebbero probabilmente l’aver concretizzato poco, mentre la squadra in casa sicuramente dovrebbero rivedere qualcosa dal punto di vista difensivo. Ed entrambe le compagini guarderebbero con apprensione la classifica, sperando in risultati favorevoli dagli altri campi.

IlCarro intervista: Luca Bisceglie

Oggi vi presentiamo un nuovo tipo di intervista: la videointervista! La prima intervista sarà fatta a Luca Bisceglie, ex-Cavese e attuale giocatore della Spal. Uno dei membri più attivi del gruppo.

Ecco a voi il link per vedere il video: https://www.youtube.com/watch?v=v6kcjmU9pis

Il Marchesiano Racconta: Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Oh, ma buon salve cari lettori. Come va? Spero tutto bene. Avete notato il titolo? La legge di conservazione della massa di Lavoisier “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma“. Vi starete chiedendo effettivamente che senso abbia questo titolo, ebbene ci arriviamo subito. Vedete, questo non è un articolo di giornale come altri. Non è il solito “Marchesiano racconta” che esprime un idea, un opinione o si diletta in racconti shōnen riguardante il mondo di Progetto Gaming. No, è differente. Vorrei solo far capire che a volte non tutto viene per nuocere – parlo della vita reale – anche definita “non canonica” nel mondo di Progetto Gaming.

MA QUINDI È UNA PILLOLA DELLA TUA INSULSA VITA PRIVATA?!1!1!

Per carità, non voglio fare la morale, ma voglio trasmettere un messaggio chiaro e importante, oltre a far capire il come mai arriva questo distacco da Progetto Gaming. Sarà capitato sicuramente a qualche membro di questa community – parlo della bocciatura – durante la propria carriera scolastica o comunque da studente. Cosa c’è di “anormale”? Beh, qui, signore e signori, avete un raro esemplare di chi è stato bocciato a settembre – avete capito bene -Durante gli esami di recupero! Avevo l’accoppiata perfetta: rimandato in Inglese e Matematica. Insomma, voi direte:

Sì ma bastava semplicemente studiare!1!1!1!1

Non lo metto assolutamente in dubbio, peccato che prima di tutto non avrei dovuto proprio esserci come rimandato a settembre, mentre nella seconda da metà febbraio fino a fine anno, in ogni verifica, avevo l’appuntamento fisso con il 3. Poi, provate a tenere anche in considerazione che recuperare un intero anno di studio in queste due materie in soli 3 mesi… Beh, non è facile, fattibile per carità, ma se non hai una dovuta preparazione mentale e passi le tue intere giornate a dormire, mangiare, giocare ai videogiochi e piangere per la propria vita sociale che fa schifo… Ecco, non ne esci più. Sono stato un menefreghista? Una via di mezzo tra si e no, più che altro non ho avuto gli stimoli adatti, sembrava tutto così lento, angosciante e pesante. Certo, potevo anche farmi aiutare, ma la testardaggine e la paura di essere “messi da parte” mi ha portato a non chiedere alcun tipo di aiuto a nessuno. Il giorno dopo gli esami ero terrorizzato, sapevo bene quello che avevo fatto e quello che non avevo fatto durante le prove orali e scritte, un vero schifo. Sentivo dentro di me che qualcosa non quadrava, perché la bocciatura era legittima, ma nonostante ciò mi illudevo.

Ma si dai, tanto ce la faccio e passo per fortuna

Certo, una favola che si chiude con il più classico dei “e vissero tutto felici e contenti“, povero ingenuo…
Scattarono le 12:30, vado sul registro elettronico per controllare nella sezione “Pagella” e noto una strana scritta in rosso Lo/a studente/ssa non è STATO/A AMMESSO/A per l’anno successivo. Rimasi impietrito, fermo, immobile. Me lo aspettavo, ma non potevo comunque crederci. Non era concepibile, uno come me… che era sempre andato bene a scuola, viene bocciato in una scuola in cui sono usciti con il 70 i peggio scappati di casa. Una lacerazione all’animo, un disonore, una vera e propria tragedia non solo per me, ma anche per i miei genitori. Decisi così, anche su richiesta dei miei genitori, di annunciare le mie dimissioni come allenatore dell’Inter, incarico che mi ha reso l’allenatore più vincente di sempre (fino ad adesso, ma è comunque un grandissimo risultato). Morto dentro, sconfitto, senza energie, zero voglia di lottare… Quando ad un tratto, mi scrive una persona. Una r-ragazza? C-compagna di classe? Ah! Ma la conosco! È A. – la chiamerò in questo modo per la privacy- beh, cosa vorrà mai?

U-un m-messaggio di conforto?! PER ME?! SONO RIENTRATO NEI PENSIERI DI UNA RAGAZZA?

Fermo ragazzo, non volare troppo con la fantasia. Devo ammettere che ero visibilmente emozionato, fino a quel momento nessuno si era preoccupato per me, nessuno tranne lei. Certo, poi mi ha scritto anche qualcun’altro, ma la primissima fu proprio A. Doveva aver sentito la voce del mio trasferimento in una nuova scuola e si sarà… p-preoccupata? Passai gli ultimi 3 giorni di vacanza a riflettere sul da farsi, appunto se cambiare scuola o continuare in quella topaia. Arrivai ad una conclusione: “Beh, è stata solo una bocciatura, posso ripartire da zero e dedicarmi alle persone che in quel momento si sono preoccupate per me. È ora di rimettere le basi per il futuro, in questa scuola, perché se abbandono gliela darei vinta, non può e non deve essere così.”Caratterialmente, dentro di me mi sentii rinato, con una nuova forza. Inarrestabile. Invincibile. Non ero più lo smidollato senza vita sociale di un anno fa, era arrivato l’upgrade, ero passato ad un livello superiore. Nuovo carattere, nuove amicizie, nuove conoscenze, nuove zone esplorate, nuove emozioni, nuove esperienze. Tutto bello, tutto fantastico, ma ancora qualcosa non andava. Sentivo che mancava qualcosa, che mi apparteneva, in cui avevo messo le radici, un passato che non potevo – e non posso tutt’ora – dimenticare. I miei amici di Progetto Gaming, la mia Inter. Come ho potuto trascurarli così tanto? Soprattutto nell’ultimo periodo, dove mi hanno cercato per tantissimo tempo e io stesso, in mezzo alla marea di novità che stavano circondando la mia vita privata, non ho potuto seguire. Per un momento ho pensato di essere anche un peso, insomma… Niente post, pochissimi commenti, poche live seguite e nessuna condivisione. Avevo promesso i 300k di bonus totali, e con questo andamento può diventare fattibile? No. Non è così che si comporta una bandiera di una squadra importantissima e vincente come l’Inter. Non è in questo modo che si aiuta una società che giorno dopo giorno lavora con fatica per costruire un arsenale degna delle tre competizioni. Sono Cristian Marchese, colui che nell’Inter ha sempre incarnato l’interismo, e ha fatto capire cosa voglia dire far parte della famiglia Inter. Ho un debito enorme con questa società e verso questi colori. Anche qui deve arrivare una svolta.

“E quindi vorresti dire che ritornerai ad allenare?”

No, non intendo questo. Prima devo vincere e diventare un vincente nella vita privata, poi si passa al vincere e convincere come allenatore su Progetto Gaming. Tornerò più attivo, questo è certo – non subito dopo questo articolo – ma cercherò in tutti i modi di conquistare quei dannati 300k di attività. È una promessa, che voglio e che devo mantenere. “Nulla si crea, nulla si distrugge… Tutto si trasforma.” E si ritorna sempre su questa frase, su questa legge chimico-fisica ideata da quel geniaccio di Lavoisier, non avete ancora capito? Non esiste un ingrediente segreto, perché lo siamo già noi. Non possiamo creare o distruggere quello che siamo, ma ci possiamo evolvere, trasformare, migliorarci come meglio crediamo. A volte la vita ci metterà davanti a tantissime situazioni scomode – e fidatevi, la bocciatura è soltanto una molecola di H2O in mezzo ad un oceano – ma starà sempre a noi sapersi rialzare e trovare nuovi stimoli per tornare a vincere, altrimenti saranno sconfitte eterne, che danneggeranno il nostro modo di essere. E ora, dato che sono scontato come Serafini, vi lascio con queste frasi fattissime – suvvia, non in senso letterario – di celebri personaggi calcistici e non:

“Non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta.” – Enzo Maresca
“Vincere, non è importante, ma è l’unica cosa che conta.” – Giampiero Boniperti
“Meglio perdere una partita 6-0 che perdere 6 partite per 1-0” – Vujadin Boskov
“La negatività del momento e il tuo Io è il punto di incontro per la tua svolta.” – Cristian Marchese

Marchese, out.

Le simulazioni de IlCarro: Cesena-Cremonese

La Serie B sembra procedere a senso unico: la Cremonese è imbattuta da 20 partite. La squadra di Salvatore Campagna macina punti su punti e allunga progressivamente il vantaggio sulle inseguitrici. Dopo 29 giornate sono 9 i punti di distacco sul Fublet secondo, mentre sono addirittura 14 sull’Avellino terzo in campionato.

Tuttavia, la 30a giornata di Serie B, nasconde per i lombardi una delle insidie più grandi di questo campionato, o almeno la più dolorosa alla sua memoria: il Cesena di Serafini. I bianconeri sono quarti in campionato a -16 dai grigiorossi, ma hanno portato a casa lo scalpo del Fublet nell’ultima giornata con un sonoro 4-0.

All’andata finì 1-0 per i romagnoli, con un catenaccio creato ad hoc dal Cesena che ha impedito alle trame del gioco della squadra presieduta da Markappa di essere efficaci, per poi punire con un goal di Marzà al 65°. Una partita che pesa tantissimo alla capolista, non tanto per la classifica in sé, ma perché coincide con l’unica sconfitta in campionato. Un girone dopo, Cesena e Cremonese sono pronte a riaffrontarsi. Si ripeterà lo scenario dell’andata, con la squadra di Serafini che vincerà e riuscirà nell’impresa di interrompere la striscia della prima in campionato? Oppure i grigiorossi prenderanno la loro vendetta, espugnando la casa dei bianconeri? Noi de “Il Carro” abbiamo simulato la partita.

La Cremonese attuerebbe la sua vendetta con una vittoria di misura per 1-0, ma con un risultato che pare mentire sull’andamento della partita.
La squadra di casa sarebbe stata sopraffatta dal controllo degli ospiti, che arriverebbero ad un 63% di possesso palla, 640 passaggi riusciti e non concederebbero neanche un tiro in porta, solo un palo.
Tuttavia ai grigiorossi sarebbe mancata un po’ di fortuna. Su 17 tiri tentati, solo un terzo raggiungerebbe lo specchio della porta.

Entrambe le squadre dovrebbero riflettere sui colpi di testa: percentuali intorno al 55% su quelli riusciti rispetto a quelli tentati. Molto probabilmente un’incapacità di concretizzare i calci d’angolo: 3 per il Cesena, 6 per la Cremonese.

Una partita, nonostante il controllo della palla della squadra di Campagna, caratterizzata dalle numerose interruzioni di gioco. I bianconeri convertono con successo il 73% dei 41 contrasti tentati, ma effettuano 13 falli senza essere sanzionati. Per la squadra ospite, è riuscito il 66% dei 27 contrasti, ma commettono ben 10 scorrettezze, di cui una sola punita con il giallo.

Con questo eventuale risultato l’attuale capolista consoliderebbe la sua prima posizione, procedendo spedita verso la promozione, mentre per i padroni di casa ci sarebbe una brusca interruzione alla corsa per la Serie A e perderebbero certamente il treno per l’assegnazione della Coppa Ali della Vittoria.