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IlCarro intervista: Giacomo Sedda, in Sedda al Toro!

Il Torino è certamente una delle squadre più carismatiche e famose all’interno del Progetto Gaming, perciò abbiamo voluto intervistare uno dei suoi personaggi più storici, protagonista anche di una delle dualità più belle del Progetto, Giacomo Sedda.

Buonasera Giacomo, grazie per aver accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, e grazie a voi!

Bene, iniziamo subito chiedendo, chi è Giacomo Sedda fuori dal Progetto Gaming?

Sono un… quasi trentenne sardo, di Villacidro. Nella vita mi occupo di informatica, principalmente di robotica, sono un grande appassionato di calcio, motori e “nerdone”.

Prossima domanda, Sedda o Deidda? Com’è nata questa battuta sui cognomi?

Oddio… in realtà la cosa ha avuto origine perchè molto simili, anche nel modo in cui si pronunciano, e perché spesso venivo taggato in ogni post dal sopra citato Maurizio. Non aiutava di sicuro il fatto che fossimo rispettivamente allenatore e DS del Torino, cosa che aiutava alla confusione. Siamo anche compaesani, quindi con cadenza identica nel parlato. Per chi non ci ha mai visto in faccia dev’essere stato facile sia confonderci che credere fossimo la stessa persona, alcuni ancora ci confondono dopo averci conosciuto (ciao Damla!).

Chi è Sedda invece nel Progetto Gaming?

Allenatore del Torino, presidente dei Granata ma anche del Cagliari, rompicoglioni di prima categoria verso gli admin… e un decente terzino destro? Onestamente penso che Pironti, Ballarini e De Donatis siano arrivati ad odiarmi, dal numero di volte che vedono il mio nome apparire nella casella di facebook (ride ndr.)

Iniziamo dal Terzino Destro, sei qui dalla Stagione 1, puoi raccontare la tua storia da Veterano del Progetto Gaming?

Beh come giocatore, son sempre stato al Torino come DC/DD e poi anche TFD. Non mi sono mai mosso di società, né mai lo farò. La cosa piu simpatica è il modo in cui sia finito nel Toro. Son stato praticamente nei primi ad iscrivermi, quindi tutte le rose erano ancora incomplete, e in disperata ricerca di terzini. Istintivamente dissi al buon Ballarini di volermi iscrivere al Cagliari, dovendo subire l’onta di leggere che fine fu fatta fare ai gloriosi rossoblu… Scambiati di posizione per un fublet (minuscola volontaria) di cui nessuno aveva sentito parlare… Quindi, scelsi la seconda squadra (se volete posso fornire anche foto, ho le maglie da allegare) che ho sempre seguito in italia. Non ero granchè all’inizio, ma seguivo sempre le live – all’epoca le mentali erano decise dalla tua presenza in live – e potei usare gli stipendi per le doti tecniche… finendo al livello in cui sono ora. Prettamente difensivo, ma mi piace cosi, son sempre stato il primo a uscire per cartellini anche nella realtà.

Bene, si può dire quindi che hai gettato le basi del Torino insieme agli altri ragazzi, perciò hai assistito a tutte le leggende createsi nello spogliatoio. Iniziamo con una delle più recenti, iniziamo con Pauletto Killer, come è nata questa figura mitologica?

(ride ndr.) Pauletto killer. Beh, alla fine della stagione 1 ci trovavamo in una situazione che dire di merda sarebbe eufemistico. I pochi attivi erano il nucleo portante, ma erano meno degli 11 titolari. Dato che non avevamo un nome forte dovevamo crearlo, quindi iniziammo a creare dei personaggi ed un “brand” e dato che quello della squadra forte ed elegante era per noi impossibile (anche per classifica e altro), puntammo sull’ignoranza e casinismo come punto cardine per ruolare le nostre attività. Pagelloni ignoranti, sempre in mezzo alle cagnare e cosi via, dopotutto solo cosi siamo riusciti ad attrarre persone come Conte alla nostra scuderia. Il perchè fu scelto Massimo? Guardalo in faccia, era la persona ideale nel ruolo ideale.

Parlando proprio di Conte, un altro motto della squadra a quanto pare sia “Conte è Scarso”, sei per il sì o per il no?

Sì, assolutamente. Ora si sta montando la testa, ma la prima stagione passata ad allenarlo fu un incubo e LUI LO SA.

Bene, domanda finale sullo Spogliatoio, Team Vanali o Team Pusceddu? Qual è la storia dietro questo scontro?

Team Vanali. La questione è nata lo scorso anno, in quanto Paolo era, appunto, fortissimo. Al punto da essere il salvatore della patria anche in nazionale, ma Pusceddu quest’anno lo sta scavalcando nelle gerarchie, creando appunto una sorta di Guerra Santa tra il Vero Dio e il Nuovo Messia. Come dire, son due con un ego smisurato, difficile farli convivere nello stesso spogliatoio! Ovviamente team Vanali da giocatore, da presidente e da allenatore darei altre risposte.

Passiamo adesso al Sedda allenatore, qual è la storia del Ragazzone sulla panchina del Torino da Stagione 1?

Inizialmente non mi sentivo cosi bravo ad allenare da espormi in un torneo online, quindi accettai di buon grado la candidatura di Bucci, restando in disparte. Infatti la mia prima richiesta ufficiale arrivò, in realta, per allenare la Fiorentina, in quanto fu la prima piazza che si liberò. Ma ritirai la candidatura perchè il mio allenatore, all’epoca, non gradiva l’idea di avere un giocatore Mister da un altra parte. I risultati però scarseggiavano, portandolo a dimettersi alla fine. Al che, con noi in zona retrocessione rossa, decisi di provare a salvarci e presi la panchina del Toro. Da penultimi arrivammo a 3 punti dall’Europa, con una bella cavalcata terminata con un 5 a 4 nello scontro diretto col Sassuolo di Agosta (maledetto).

Apriamoci all’angolo della tattica, in questa Stagione 4 si è passati ad un cambio di Gioco, da FM17 a FM19, ciò ha comportato un grande stravolgimento di equilibri, con squadre cardine come il Genoa vicine alla zona retrocessione. Vogliamo quindi chiedere, cos’è cambiato a livello tattico su Football Manager? Statistiche? Modi di giocare?

Credo i modi di giocare, ma non solo. I grandi cambiamenti del 19 son anche rappresentati dalla coesione squadra e equilibrio spogliatoio, cose che prima non erano così importanti. il match engine, che prima favoriva molto i moduli centrali, ora sembra invece favorire i moduli che più concentrano le loro forze sulle fasce, e non tutte le società erano pronte a questo tipo di stravolgimento, sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista umano. Con la nuova versione inoltre, sembra sia cambiato parecchio il metodo di impostazione del lavoro difensivo, sulla quale alcuni allenatori devono ancora trovare una quadra. Non è strano infatti che alcune squadre sulla carta più forti siano giù. Alla fine il passaggio ad un simulatore nuovo chiede tempo per essere studiato, e alcuni allenatori piu di altri hanno potuto studiare sicuramente di più e i risultati si vedono.

Da allenatore del Torino, se puoi dircelo, come ti sei adeguato con questi cambiamenti? Hai qualche chicca tattica per i nostri lettori?

Al momento, son passato temporaneamente ad un 4-4-2 per garantirci più copertura, ma sto studiando varianti tattiche che ci permettano di tornare a sfruttare tutta la rosa in pieno. Non ho grandi soluzioni nel senso di perle, però posso dire che potrebbe tornare di moda un modulo che usai nella stagione 1 particolarmente “difensivo”.

Bene, passiamo adesso al Deidda presidente del Torino, quali sono gli obbiettivi per questa stagione?

Andare piu in fondo possibile nelle tre competizioni, la finale di Coppa Italia ci è sfuggita contro le milanesi (motivi diversi) per ben due volte di fila, mi piacerebbe riuscire a giocarla. Sull’Europa League, finché non si incontra qualche umana son confidente si possa andare avanti.

Bene, come sempre, vogliamo offrire uno spazio per le squadre di C e B, da Presidente del Cagliari, descriva il suo progetto e dia un motivo per entrare in terra Sarda!

Il Cagliari è ahimè già pieno. Come motivazione avrei detto che si entra a far parte di un bel gruppo, che punta a risalire in Serie A il prima possibile per tornare a far parte dei grandi, pieno di attivi e di gente che tiene fino al midollo per i colori che porta!

Bene, arriviamo alla parte finale dell’Intervista. Appelliamoci al Sedda Persona, colui che segue le live, che commenta e che grazie a questo Progetto ha potuto fare amicizia con tanti ragazzi. Com’è il rapporto con Bicocchi? Com’è quello con Deidda, il condividere l’avventura nel Progetto ha rafforzato l’amicizia che c’era già fra voi due? Ci sono altre persone con il quale hai stretto una grande amicizia?

Prima di tutto, ciao Fabio! Allena quel cazzo di Senza Palla che sei sempre in fuorigioco (ride ndr.). Sì, grazie al progetto ho stretto molte amicizie che vanno oramai al di là. Il sopra citato Fabio, per esempio, mi farà compagnia ad una cerimonia di un altro presidente del Toro a luglio (no spoiler). Giusto per dimostrare quanto stringenti i rapporti stiano diventando. Se dovessi contare le amicizie, beh… in ordine sparso: Conte, Pauletto, D’Anteo, Franceschi con cui ci amiamo e ci odiamo, Martinelli, il buon Ballarini al quale ho quasi rotto lo scheletro a calcetto, l’ovvio Pironti (al quale è lievemente più difficile farlo senza pagarne le conseguenze…), il Pirotecnico Frunzio, l’incroyable De Donatìs e tanti altri. Benedetti, appunto, che ancora piange all’idea di essere diventato il mio ds… Deidda, beh, già mi sentiva spessissimo, ora il ritmo dei nostri scambi è quasi da stalking (ride ndr.).

Penultima domanda, quante bestemmie segna il bestemmiometro nel momento in cui stiamo scrivendo?

Ultima domanda, poi posso finalmente liberarti! Fatti una domanda e datti una risposta!

Un unico rammarico che ho da quando son al progetto, e al Toro in generale, è quello di non aver allenato sin da subito. Quindi, se mi chiedessi di cambiare qualcosa della mia carriera nel progetto, mi candiderei subito come allenatore tutto qua.

Va bene, grazie mille per l’intervista e alla prossima!

Alla prossima! Grazie ancora.

Neon Genesis FM – Episodio 2

Settimana di fuoco nel Progetto: nuove presidenze, tra chi ha colto l’appello di Ingrande e chi invece è partito dalla Serie C, e il primo Draft stagionale, con qualche prospetto interessante. Due live piene di avvenimenti, tra derby vari nelle due categorie maggiori, qualche match europeo e squadre in piena crisi. Senza dimenticare il mercato, a cui manca sempre meno.

Una live da dimenticare per Pironti

La live di mercoledì ha visto due brutti risultati per Alessandro Pironti, sia come allenatore del Progetto Gaming, che come calciatore del Genoa. La squadra lombarda, nell’impegno infrasettimanale della Champions League, è stata protagonista di una pessima prestazione contro il Porto.
Riesce difficile pensare che una squadra che è stata in grado di battere 2-1 (in terra tedesca) il Bayern Monaco ne prenda poi quattro dalla più modesta squadra lusitana. Una vera doccia gelata per le ambizioni dei pigini, che speravano di archiviare la qualificazione già in questa partita.
Neppure sul versante calciatore le cose vanno meglio: quest’anno il Genoa non riesce a ingranare il meccanismo di gioco. Nonostante le grandi aspettative, i rossoblù navigano in zona retrocessione. Le statistiche affermano che la squadra nel girone di ritorno dà il meglio, ma, nonostante ciò, quest’anno la situazione non è delle migliori.
Il 5-0 del Napoli nei confronti dei genovesi ne è la prova: la squadra di Di Stefano si è fatta surclassare da un avversario ostico, ma assolutamente alla portata.
Lo stesso Genoa che, vista la situazione, ha già agito sul mercato, acquistando dal Progetto Gaming il centrocampista Mattia Crippa, vendendo, invece, Pironti.

La Lazio è una macchina che non ha bisogno di allenatore

Nessuno aveva il dubbio che la Lazio sarebbe stata la grande protagonista di questa stagione in Serie A, neppure Michelini, che, da bravo allenatore, cercava di dirottare l’attenzione su altro.
Solo la Cremonese è riuscita a vincere contro i biancocelesti: nelle altre dieci partite la Lazio ha demolito qualsiasi avversario trovasse davanti. All’11^ giornata, escludendo la partita contro i grigiorossi, la squadra dell’allenatore ligure presenta una differenza reti di 36 gol: circa 3 reti e mezzo segnate in più dell’avversario a partita.
Queste settimane stanno dimostrando una superiorità disarmante: con l’allenatore indisponibile, la squadra è stata affidata al vice Pattarozzi o al computer stesso. Nonostante ciò, il risultato non è cambiato: le ultime vittime sono state il Torino di Giacomo Sedda e il Bari di Samuele Tomassetti.
La presenza dell’allenatore ormai è condizione sufficiente, ma non necessaria, per la vittoria: chiunque scenda in campo, non paiono esserci alternative. E la squadra gira nonostante gli impegni europei, vincendo anche in Champions League contro il Manchester City. Siamo vicini al primo triplete della storia di Progetto FM? Ancora è presto per dirlo, ma indubbiamente la suggestione adesso viene.

Nuove presidenze: come cambia il discorso.

Dopo le parole di Ingrande, il Palermo è stato acquistato. Essendo la seconda presidenza nel giro di una stagione, i rosanero non avranno a disposizione nuovi utenti, ma potrebbe essere l’inizio di un progetto serio.
La Soccer United Consulting Association, che vede tra i suoi tanti membri il DS della Torres Salvatore Grassadonia, ha già manifestato la volontà di ripartire e non c’è dubbio che si tratti di un nuovo inizio per il Palermo.
Anche la Serie C girone A accoglie due nuove squadre: i Como Pirates di Andrea Preite e il Monza City di Alessandro Fumagalli. Le due squadre si inseriscono in un campionato molto competitivo, dominato dall’Udinese e dal Venezia, ma che vede anche Juve Domo , Cuneo, Verona e Albese. Il Como partirà dall’ottava posizione, già davanti al Mantova, mentre la squadra della Brianza partirà quindicesima, a -6 dalla zona playoff.

Serie A, un breve recap (2/2)

Ieri pomeriggio abbiamo analizzato l’andamento delle prime dieci classificate, dove abbiamo trovato non poche sorprese. Andremo ad analizzare oggi, nella seconda parte di questo recap, le restanti squadre del nostro campionato.

11° posto: Cesena, 13 punti; Rendimento: Sopra le aspettative
In molti credevano che il Cesena avrebbe dovuto lottare per non retrocedere. I romagnoli invece sono tra le prime dieci, a soli due punti di distanza dall’accesso all’Europa League. Mister Serafini aveva inizialmente sorpreso tutti, stando al passo di Cremonese e Crotone; qualche scivolone di troppo nelle ultime gare hanno fatto scendere i cesenati in decima posizione. Il campionato è ancora molto lungo, e al momento la classifica molto corta.

12° posto: Napoli, 13 punti; Rendimento: In linea con le aspettative
Dopo un’annata mozzafiato che ha visto i partenopei ottenere la salvezza con una scalata che è entrata negli annali del progetto. Tutti si aspettavano un campionato tranquillo, da metà classifica, ed è proprio qui che troviamo il Napoli alla seconda sosta per le nazionali. L’accesso all’Europa League dista solo due punti, ma la zona retrocessione è sei lunghezze più indietro: non bisogna abbassare la guardia per non rivivere l’incubo della passata stagione.

13° posto: Fublet, 12 punti; Rendimento: Sopra le aspettative
Molti avevano visto il Fublet nelle ultime tre posizioni ad inizio campionato, ma i ragazzi di Paolo Bianchi hanno sorpreso in positivo, conquistando meritatamente un 13° posto e tanta voglia di vincere. Una squadra decisamente da tenere sott’occhio e da non sottovalutare.

14° posto: Sampdoria, 12 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Una delle favorite per la vittoria del titolo si trova nella seconda metà della classifica, con un rendimento molto altalenante e altrettanto preoccupante. Ora la squadra di mister Filippone non si può più permettere errori perché le prime in classifica corrono, e non aspettano.

15° posto: Bari, 10 punti; Rendimento: In linea con le aspettative
Anche il Bari sta svolgendo un campionato piuttosto anonimo, con una quindicesima posizione che però dista solo tre punti dalla terzultima in classifica. Non ci si possono permettere più errori per non finire ancora più in basso. Mister Tomassetti dovrà cercare di far girare al meglio la squadra prima che sia troppo tardi.

16° posto: Sassuolo, 10 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
I punti sono pochi, e sono ancora di meno i punti di distacco dal diciottesimo posto. Il Sassuolo deve fare decisamente meglio, per non rischiare di ritrovarsi in piena zona retrocessione a causa di uno scivolone che alla lunga potrebbe essere fatale. Questo Sassuolo può e deve fare di più.

17° posto: Inter, 8 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Questo inizio di campionato è stato decisamente disastroso per i nerazzurri che si trovano in fondo alla classifica, mentre le previsioni dicevano ben altro all’inizio della stagione. Adesso il nuovo mister Alaimo dovrà trovare una buona tattica nel minor tempo possibile, perché l’Inter adesso non può più permettersi di lasciare punti per strada. E c’è anche una Europa League da onorare.

18° posto: Milan, 7 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Dopo lo scandalo ‘Serveropoli’ la squadra è stata rivoluzionata, tra cessioni e acquisti obbligati, forse non all’altezza dei giocatori che sono partiti. Una buona dose di l’inesperienza del primo allenatore e altri problemi possono essere una causa probabile che ha portato il Milan a iniziare la stagione nel peggiore dei modi. Sono in piena zona retrocessione e bisogna iniziare a fare punti. Sin da subito. Chissà se il 6-1 rifilato alla Juve possa dare inizio ad un nuovo campionato per i rossoneri.

19° posto: Genoa, 7 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Nessuno, e ripeto, nessuno avrebbe mai detto che dopo nove giornate, il Genoa si sarebbe trovato così in basso. Prestazioni sotto tono e sotto le aspettative, rosa che non riesce a trovare il gol in molte occasioni e che in altri casi non è aiutata dalla fortuna. Inoltre, il siparietto con il mister rivale Nicola Filippone di certo non ha aiutato a distendere un clima molto teso. Riuscirà mister Di Stefano a risollevare la squadra?

20° posto: Fiorentina, 1 punto; Rendimento: Sotto le aspettative
Una partenza horror quella della Fiorentina, che è riuscita a conquistare un solo punto in nove gare, arrivato nei minuti finali di gara contro il Progetto Gaming nell’ultima giornata disputata. Forse la squadra non è la più forte in circolazione, ma questa non è una scusante per il pessimo rendimento avuto fin’ora. Il nuovo mister De Giosa ha tanto da lavorare se vuole ottenere una difficile, ma incredibile salvezza.

Neon Genesis FM – Episodio 1

Settimana molto complessa l’ultima trascorsa nel Progetto FM, complici anche due eventi molto importanti che hanno tenuto banco: il ritorno della nazionale di Alberto De Donatis, impegnata in due importantissimi scontri di Nations League, e il primo crash collettivo di FM19, che ha sconvolto la community, alla prima esperienza con episodi del genere.

Finalmente la nazionale italiana è competitiva

Buone notizie per tutto il progetto: dopo due anni di Purgatorio, finalmente si è in grado di sconfiggere la Polonia in trasferta e competere con il Portogallo, nonostante l’impegno ufficiale giocato tre giorni prima.
Evidente il fatto che buona parte degli azzurri stia faticando più del previsto nei loro club di appartenenza: Ballarini e Roberti per il Milan, penultimo in classifica, ma soprattutto la colonia Genoa, che in Serie A si trova a pari punti con i rossoneri. Contro la Polonia risulta devastante la catena di destra: prima Aperio, siglando il goal del vantaggio, poi Iadicicco, il quale chiude definitivamente i giochi dopo il goal di Pattarozzi. La giocatrice del Torino è la grande protagonista delle due partite: mette in continua difficoltà la difesa lusitana e segna il goal del momentaneo pareggio, prima della beffa al 92° firmata CR7.
Davvero un peccato che si concluda così l’avventura in Nation League della nazionale di Progetto FM.
Tuttavia, se queste sono le premesse per l’Europeo che si svolgerà nella S5, si prospetta una competizione molto interessante, anche se l’obiettivo principale resta quello di non abbassare la concentrazione e qualificarsi.

FM toglie, FM dà

Era da qualche mese che non accadeva, ma per la prima volta, da quando si è passati a FM19, è crashato il server.
L’intera giornata di Serie B è stata rigiocata, con lo stravolgimento di tanti risultati.
Qualche sintomo premonitore si era già visto nella live di Lunedì: in occasione degli anticipi di Serie A Milan-Juventus e Napoli-Lazio, si era bloccato il gioco prima che tutto iniziasse, costringendo gli admin a delle manovre di emergenza sul server.
I bug di questa stagione si erano già evidenziati nell’online: le espulsioni sono diventate il pericolo numero degli allenatori, con una fortissima possibilità di essere cacciati.
Purtroppo, il crash è avvenuto in un momento particolare della stagione, in una delle poche giornate in cui vi sono state nove partite in contemporanea. Per una squadra che ne ha beneficiato, ve n’è un’altra che ne è uscita danneggiata.
Nonostante qualche discussione iniziale, la tensione è andata scemando, mostrando il lato migliore del gruppo: diversi gli utenti che discutevano, sia a favore delle vittime, sia per dire qualcosa sul gioco della Sport Interactive che continua a mostrare perplessità nel multiplayer.
Prima volta per tante new entry: l’inesperienza ha sicuramente influito sulla reazione collettiva del gruppo, ma nel complesso si è stati in grado di esser maturi e ponderati.

Le parole Ingrande

Nella giornata di martedì, il capitano del Palermo Massimo Ingrande scrive : “La cosa che oggi mi sento in dovere di denunciare, è la completa disorganizzazione in cui ci troviamo. Non sappiamo chi sono i nostri giocatori reali e i nostri regen, (…) Non sappiamo chi vendere e chi tenere, visto che (…) ci troviamo in squadra con membri del progetto che sono spariti anche da Facebook, eliminando il profilo.
La vittoria per 1-0 contro il Trapani, dopo un’affermazione del genere, può sembrare un modo per allungare le sofferenze di un club storico del progetto, ma a detta dello stesso Ingrande, “c’è una cordata interessata all’acquisto. Al momento, però, non posso dire nessun nome “. Sfortuna vuole che il club abbia già avuto una presidenza e che non può disporre più del ricambio inattivi-attivi. Tuttavia, la situazione potrebbe sembrare più tragica di quel che è: in realtà, vi sono vari modi per ricostruire la squadra. Oltretutto, la classifica dei siciliani presenta un piccolo vantaggio sulla terzultima, senza dimenticare il blasone legato alla squadra. Chissà se dal letame nasceranno dei fiori rosanero…

IlCarro intervista Nicola Filippone, il Gattuso doriano

A seguito del grande rumore mediatico generato dal falso ingaggio al Genoa e alla cessione di Davyd Andryiesh, IlCarro si è interessato a Nicola Filippone, giocatore, allenatore e dirigente della Sampdoria sin dalla Season 1 e recentemente diventato presidente del Locri. Famoso per “Lo esci l’anello?” e le sue solite sclerate live, Nicola racconta e si racconta a tutto tondo nella realtà di Progetto FM.

Buonasera Nicola, grazie per aver accettato di parlare ai microfoni de IlCarro!
Grazie a voi per quest’occasione.

Benissimo, iniziamo con una domanda di rito: chi è Nicola Filippone fuori da Progetto FM?
Nicola Filippone Leonardo é un ragazzo Calabrese DOC DOP IGP di trent’anni, che da nove è un militare dell’Esercito Italiano. È amante fin da bambino di giochi manageriali di guerra, strategia e calcio.

Invece, chi è Nicola Filippone nel Progetto Gaming?
È il mister della Sampdoria da fine Stagione 1, difensore centrale e mediano (scarso) della Sampdoria e presidente del LOCRI 1909 insieme a Costantino in Serie C/C.

Bene, iniziamo subito… Lo esci l’anello?
Inizialmente la mia promessa era quella di uscire l’anello se l’anno scorso avessimo fatto il Triplete, poi sono sceso di pretese e sarebbe bastato vincere un trofeo. Ora sono arrivato a dire “se fai una tripletta o almeno se ti metti a segnare Maria forse forse”. Tuttavia lei, insieme a Tomassetti e a tutto lo spogliatoio, si sono coalizzati contro me e quindi non segna proprio nessuno: perciò NO, NON LO ESCO.

Ricordi in quale momento preciso, questa frase iconica è nata? Oppure, quando è esplosa? Chi l’ha resa così famosa? Chi è quello che ha chiesto di più l’anello?
Se non ricordo male è nata la stagione scorsa, mentre stavamo facendo una live e ci trovavamo come sempre tutti gli allenatori con gli Admin. Si parlava delle coppie del progetto e di come il progetto avesse cambiato o migliorato il proprio rapporto: come di consueto Maria era a seguire la live e io facevo il cazzone, quando ad un certo punto lei si inizia a lamentare che, nonostante lei segnasse tanto, io non gli facevo la proposta né gli regalavo nulla, che elogiavo solo Sentenza Congedo e che lei era sempre messa in disparte. Quindi ha deciso che sarebbe entrata in sciopero se non uscivo l’anello: appena sentito questo Pironti e Ballarini hanno fatto partite l’hasthag #escilanello, con tutta la chat di Twitch a seguirli a ruota. In più tutti i nostri ragazzi blucerchiati iniziarono a martellarmi nei nostri gruppi personali con meme, frasi e video, arrivando ai nostri giorni e ricevendo sempre la stessa risposta, “NO, NIENTE ANELLO”, nonostante il 17 agosto 2019 ci sposiamo davvero e ancora non gli ho fatto né l’anello né la proposta.

Fantastica storia e fantastico anche il fatto che lo proposta non sia ancora arrivata. Iniziamo col Filippone giocatore, qual è il suo rapporto con lo spogliatoio doriano? Incide il fatto di essere anche il Mister?
Il mio rapporto è di profondo amore, rispetto e fratellanza con tutti i ragazzi della Samp, anche con chi è andato via è rimasto un bellissimo rapporto e un ricordo indelebile. Il fatto di essere mister può incedere o no, perché è proprio il mio carattere esuberante e caloroso che coinvolge e fa animare i cuori. Pensa che il mio giocatore fa più panchina che altro perché ho sempre prediletto far giocare e far vedere gli altri ragazzi in live, prendendo sempre l’ingaggio minimo con il mio personaggio in game, per garantire ai nostri ragazzi un giusto stipendio e tributo per il loro impegno dentro e fuori il campo. Filippone è così, altruista e pensa sempre al bene degli altri andando contro il suo interesse. Dove non arrivo con la bravura tattica su FM cerco di arrivare con l’entusiasmo e il sorriso.

Hai detto di essere un medianaccio/difensore centrale, ti ispiri a qualche giocatore in particolare?
Al mio conterraneo Rino Gattuso.

Oltre te che sei dalla prima Season nella Samp, chi sono le altre colonne dello spogliatoio?
Diciamo che quasi tutta la Sampdoria è composta da gente della prima stagione come Costantino, Di Matteo, Siciliano, Nucci, Galimi, Parravicini, Scomparin, Bartucci; poi innesti venuti nella stagione 2 come Baldacci e Franceschino, gente arrivata via draft come Fragale, Di Rubba o mio fratello Simone; l’arrivo di Maria nella stagione 3 che ha portano una ventata di prese in giro e parapiglia tra me e lei. Gli innesti di Erddalane, Mengarelli, Pugnetti e Tomassetti hanno dato come una nuova linfa vitale in rosa. Senza tutti loro non ci sarebbe la Sampdoria e senza ognuno di loro non potrei essere il mister Filippone ciclista che si conosce oggi.

Passiamo dal Giocatore al Mister Filippone, IlCarro vorrebbe rendere anche più interessanti le interviste con gli allenatori, magari parlando di una cosa a molti sconosciuta: la tattica.
Ovviamente non vogliamo che i segreti della Doria si disperdano, ma se si può, vorremmo sapere qualche chicca tattica sulla squadra.

La nostra unione è la forza della Spogliatoio, tutti uniti per un unico e grande obbiettivo chiamato Famiglia Sampdoria. I ragazzi si applicano tanto in allenamento seguendo le mie istruzioni anche quando stravolgono tutti i piani tattici passando dal nostro cavallo di battaglia 4-3-3 spregiudicato finendo a un 4-4-2 più cauto e ragionato. Le fasce sono sempre state la nostra forza e la nostra superiorità in campo, l’applicazione tecnico-tattica dei ragazzi elogia la loro totale fiducia in me, anche se le cose ultimamente vanno male con questo FM19. Il bello di essere uniti è il poter contare su ognuno di loro a livello umano e a livello anche di conoscenze di game con consigli e aiuti nel far rendere al meglio la squadra.

Adesso arriviamo ad uno degli argomenti topici di questi ultimi giorni: Filippone-Genoa. Come è nata questa enorme trollata?
È nata subito dopo aver sentito in live che il “Presidentissimo Grifondoro” [Paolo Di Stefano, ndr] si era dimesso e si stava iniziando a trovare i profili giusti, avendo già ricevute proposte. Allora ho subito contattato il “NonCugino Potere Fortissimo” De Donatis dicendogli “facciamo uno scherzo?” e lui rispose “ti annunciamo al Genoa?” e da lì è stato un crescendo di risate e trollate: io che venivo annunciato, io che sono stato messo nel gruppo GENOA su Whatsapp tra lo stupore di tutti tranne della dirigenza che sapeva e teneva il gioco. I miei ragazzi Doriani che hanno iniziato a insultarmi, i ragazzi del Locri idem, quasi tutto il progetto incredulo e combattuto. Sono stati due giorni di panico e paura.

Chi sono i protagonisti coinvolti ne “La Grande Trollata”?
Ricordiamo che oltre ai vari post della pagina del Genoa, una cosa che aveva suscitato scalpore fu per esempio un post della Pagina Ufficiale del Locri che annunciava l’allontanamento dalla dirigenza di Alessio Costantino.

Io e De Donatis in primis, poi la dirigenza del Genoa, i collaboratori della Sampdoria e quelli del Locri.

Ricapitoliamo gli avvenimenti più importanti: dichiarazioni in live, dichiarazioni della Pagina Ufficiale del Genoa e del Locri e anche l’articolo di Andrea Conte.
Di questi eventi, chi è l’autore? C’è qualche aneddoto particolare da poter raccontare?

La dichiarazione in Live è stata presa tra De Donatis e il Presidentissimo dopo il mio pieno appoggio di far scattare una guerriglia tra tutto il progetto. La presentazione ufficiale, ovviamente, doveva essere un tramite per avere credibilità e visibilità nel progetto, e se ne sono occupati la dirigenza del Genoa coi loro grafici. Le dichiarazioni nella pagina del Locri sono state pilotate da Costantino e da chi gestisce la pagina Amaranto. L’articolo di Conte é stata la ciliegina sulla torta a cui anche io non ne ero a conoscenza e a destabilizzato ancora di più gli increduli. Trovarmi nello stesso momento nelle chat di Genoa, Sampdoria e Locri non è stato per niente facile e a tratti non sapevo nemmeno come gestire il tutto: perché poi c’erano le varie chat personali aperte con gli interessati di ogni società, più amici del progetto che volevano sapere, più giornalisti già pronti a fare interviste. Un vero macello che mi ha fatto divertire davvero molto e spero che abbia fatto passare due giorni con suspense a tutto il progetto.

Qualcuno al di fuori della vicenda ti ha scritto? Se sì, che cosa?
Si, sì, mi hanno scritto chiedendomi se era tutto vero, se non fosse una finzione, se mi ero ubriacato, se fossi diventato matto, se era successo qualcosa internamente, visto anche i comunicati stampa. Devo dire che ho dovuto mentire un bel po’ con le lacrime dalle risate e cercando di non farmi scappare nulla. Nel progetto Filippone viene accostato alla Sampdoria insieme a Costantino e quindi giustamente chi è dalle prime stagioni si è trovata spiazzata da tutto questo putiferio, rendendo il tutto ancora più particolare e bello. Chiedo scusa a tutti inoltre se ho potuto turbare o dare fastidio, chiedo venia ai NonCugini per avergli fatto prendere un colpo (uno su tuttio Truddaiu che ha abbandonato il gruppo Genoa chiedendo subito la cessione). Io ero, sono e sarò sempre un CICLISTA BLUCERCHIATO.

Riprendendo parte della risposta, Alessio Costantino viene accostato a Nicola Filippone per antonomasia, cosa ne pensa di Costantino, dentro e fuori il progetto?
Chi è per me Alessio? Alessio per me è il Progetto Sampdoria: è colui che mi ha fatto conoscere e amare questo splendido gruppo e questa unica Famiglia Blucerchiata, è il mio braccio destro in tutto e per tutto, per me è un fratello minore con cui mi sentivo più che con Maria (adesso coi suoi impegni all’università e tutto ci sentiamo di meno ma sempre in prima linea). Per me Alessio è la Sampdoria: nonostante accostano spesso solo me alla Samp, non bisogna dimenticare che Ale grazie al suo operato, nell’ombra, da DS in tutte queste stagioni ha creato una squadra attiva forte che lotta per le massime coppe Europee. A lui va ogni massimo tributo e ringraziamento per il tempo impiegato e per quello che mette nella causa Doriana, per impegni extra ha dovuto dimettersi da DS della Sampdoria – per chi non lo sapesse – lasciando spazio al nostro capitano Siciliano, suo subentrante. Per me Alessio è un amico e finché saremo insieme saremo una cosa sola e lotteremo per il bene comune dei Blucerchiati.

Benissimo, arriviamo ora al Filippone dirigente, parlando dell’altro argomento discusso degli ultimi giorni: Davyd Andryesh. Il ragazzo ha detto di aver già chiesto la cessione nel prestagione a causa della poca attività della squadra, cosa ne pensa di questa considerazione del ragazzo?
Di Davyd giocatore in game non ci si può discutere nulla, né come attività – porta 300k di bonus – né come calciatore, visto che è uno dei centrocampisti centrali più forti e giovani in circolazione. Detto ciò, Davyd è anche un ragazzo giovanissimo nella vita reale con sogni, ambizioni, desideri e tante volte queste cose non vanno di pari passo con la mentalità che può avere un gruppo saldo come quello della Sampdoria PG. Il nostro gruppo è formato prevalentemente da 25-30enni, gente che lavora che ha famiglia, che ha bimbi che studia, gente che tante volte tralasciano gli impegni primari per scambiare opinioni con noi. Persone che nonostante tutto non si inattivano garantendo il minimo, che seguono le live – quando possono – anche a lavoro, utenti che per il bene della squadra non chiedono aumenti ogni 3×2, ma si abbassano gli stipendi per garantire un corretto equilibrio nel bilancio. Ragazzi e ragazze che hanno formato una famiglia che questo mese non ha avuto inattivi se per Azzetti – giocatore che ha abbandonato – e per il riattivato Nucci, assente per problemi personali gravi. Si, è vero che magari nel gruppo Whatsapp non si scrivono mille messaggi ogni giorno, non ci sono i classici buongiorno e buonasera come in qualsiasi gruppo x, ma quando si deve parlare di cose serie ci sono tutti. Chi prima chi dopo, chi più chi meno. Quando vengono interpellati dicono sempre presente, magari non saranno creatori di meme o spammatori seriali, ma sono la Sampdoria e se vedono che le cose vanno male o se la squadra non gira sono i primi a incitare e a bloccare ogni mio minimo accenno di auto-esonero. Sono i primi a dare indicazioni e sono i primi a mettersi a disposizione. Ecco per me i miei ragazzi non li cambierei per nessun altro giocatore del progetto – non me ne voglia a male nessuno – né li venderei perché sono poco attivi o perché questo o perché quello. Loro sono la Sampdoria e insieme affronteremo tutte le battaglie che si presenteranno di fronte.

Fomentiamo un po’ il mercato: avete già preso o avete in mente il sostituto di Davyd?
Mi è giunta pomeriggio la conferma del nostro DS Siciliano che abbiamo concluso la trattativa-lampo col Parma per Luca Di Prato, un ottimo prospetto giovanissimo nonché un giocatore attivo che porta bonus. La sua duttilità a centrocampo e sulla trequarti sarà una marcia in più nelle sfide che ci attendono. Sono sicuro che s’inserirà alla grande nel nostro spogliatoio e saprà darà il suo prezioso contributo in campo. Benvenuto tra noi, Luca.

Bene, chiudiamo la questione Andryiesh con una domanda generale: alla fine di tutto, che sensazione c’è con l’addio di Davyd? Amarezza o Amorevole Nostalgia?
Sarò sincero: io ci credevo tanto in Davyd. Quando l’ho preso sono andato contro tanti luoghi comuni e contro tanti “avvisi”, perché per me tutto meritano un’occasione e non ci si deve fermare alle apparenze e alle parole altrui. Col senno di poi trovo molto amarezza per questa sua voglia di “fuga”, trapelata dopo le cattive prestazioni della squadra di cui mi assumo tutte le responsabilità. Auguro tutto il bene di questo mondo a Davyd per la sua nuova avventura che possa essere la sua consacrazione, un buona fortuna a tutta la Dea lasciando un abbraccio di stima e rispetto al suo grande Mister Ciccio.

Ok, siamo alle battute finali: facciamo finta che davanti a te ci siano dei potenziali giocatori, dacci qualche motivo per interessarci al Locri!
Basta pensare che in società siamo io e Costantino, DS Siciliano e allenatore Di Matteo; quattro colonne portanti della Sampdoria, un team affiatato che sogna la serie B nonostante arrivi dalla Serie D. Una squadra composta da quindici ragazzi volenterosi, attivi, sognatori, nonostante siano dei nuovi utenti del progetto. Un gruppo che si trova in 2^ posizione nella Serie C/C a pari punti col Cagliari capolista solo per classifica avulsa. [Nel momento in cui è stata fatta l’intervista, Cagliari e Locri e Latina erano a pari punti.]

Qualche nome da tenere sott’occhio, sia nella Samp che nel Locri?
Abbiamo la fortuna di avere con noi ragazzi davvero meravigliosi e splendidi, io vi direi “non guardate troppo nel nostro orticello altrimenti sono costretto a uscire i carri armati”. Scherzi a parte, nel Locri abbiamo gente attivissima come Giamberduca (Mister del Milan), Aiello (Ds Siena), De Francesco (Ds Ancona), Torcoli sempre presente. Nella Sampdoria abbiamo Fregheil Fragale, Nick Di Rubba, il Senegalese Scomparin, ST7 Tomassetti, il Presidentissimo Baldacci, il Capitano Siciliano, lo stesso Costantino, mio fratello Simone e quella babba di Maria, blucerchiati fino all’osso che potrete magari solo osservare e sognare.

Penultima domanda, una targata IlCarro, cosa ne pensi di Salvatore Campagna?
Salvatore Campagna sta diventando un’icona e un baluardo grazie alla sua Cremonese Corsara che sta lottando per le prime posizioni della classifica nonostante sia solo una neopromossa. Questa è la dimostrazione – insieme al grande lavoro di Michelini alla Lazio – che se si sta in alto non è solo fortuna, ma è grazie alle competenze in game e grazie alle tantissime ore sul gioco. Così si riesce a trovare il giusto equilibrio della squadra creando un gruppo unito e attivo nello spogliatoio. Avrà certo i suoi modi messinesi che potrebbero farlo sembrare altezzoso e signorile, ma penso che Salvatore sia un bravo ragazzo nonostante faccia parte della scuderia V.P., un caro saluto Salvo.

Ultima domanda, così posso finalmente lasciarti in pace: fatti una domanda e datti una risposta!
Lasciarci in pace no, perché nonostante sia stata un’intervista durate ore dovuta purtroppo alla concomitanza del mio essere di servizio, mi ha molto fatto piacere poter essere qui insieme a te Damiano e alla tua professionalità. Per la domanda beh: riuscirò mai ad andare a giocare e allenare alla mia squadra del cuore ovvero la Juve? No, amo troppo la Sampdoria. Uscirò questo agognato anello a Maria? No, perché, appunto, amo di più la Sampdoria.

Grazie mille per l’intervista!
Grazie a te Damiano e grazie a IlCarro per il tempo dedicatomi. Un saluto a tutto voi della Redazione e a tutti i ragazzi e ragazze di Progetto Gaming.

Di Stefano lascia: chi è il prossimo al Genoa?

Un fulmine a ciel sereno quello che ha colpito il Genoa in questo inizio di stagione: Paolo Di Stefano, a causa dei recenti risultati al di sotto delle aspettative, ha deciso di lasciare il comando della squadra finché il campionato è ancora agli inizi. I rossoblù sono al momento in 17^ posizione, con 7 punti conquistati ed un passivo di -4 in differenza reti. Adesso il Genoa ha l’ingrato compito di scegliere il suo successore. Noi de IlCarro abbiamo analizzato i più credibili sostituti per la panchina dei Grifoni. Tuttavia, non siamo nella testa del presidente e per questo non ci sentiamo di escludere anche un allenatore debuttante vicino all’ambiente del Genoa: già durante la S3 Di Stefano aveva dato la panchina a Claudio Però, all’epoca senza esperienza come allenatore di Progetto FM.

Il più probabile candidato è l’ex-allenatore del Palermo Giuseppe Di Caccamo. Nonostante si sapesse da un po’ che Nico Scardace avrebbe allenato il Palermo – ed ufficiosamente lo stava già facendo – Di Caccamo ha comunicato solo nella giornata di oggi le sue dimissioni ufficiali. Proprio per questo sembra essere il nome designato per sostituire il precedente mister. Giuseppe Di Caccamo, oltre ad essere stato allenatore del Palermo, nel corso della sua esperienza nel progetto ha anche ricoperto il ruolo di Direttore Sportivo al Benevento, prima di dimettersi per candidarsi alla panchina della Juventus.

Tuttavia, il Genoa ci ha abituato a preferire spesso le soluzioni interne alla squadra. Per questo motivo non è da escludere, che uno dei tanti allenatori all’interno della squadra decida di assumersi questa responsabilità. Solo che ognuno di questi allenatori dovrebbe lasciare la panchina su cui siede già, rendendo meno credibile la loro candidatura. Un potenziale nome potrebbe essere il già citato Però, che sta facendo bene all’Entella, portando i liguri a -2 dal secondo posto. Altro candidato è Luca Maso, attualmente al Trapani. La squadra siciliana è al momento undicesima in campionato, nonostante delle premesse poco incoraggianti.

Più difficili i nomi di Gabriele Cocco e Giuseppe Gambardella. Il primo è attualmente alla Fiorentina, e ha già ricoperto il ruolo di mister alla Roma e allo Spezia. L’attuale allenatore dei toscani lascerebbe l’attuale squadra ultima a zero punti, dopo un mercato molto negativo ed una partenza ancora peggiore. Il secondo, al momento allena il Cittadella: la squadra è 18^ in Serie B, con nove punti ed una sola vittoria, ottenuta contro il Novara.

Improbabili i nomi di Giuseppe Trovato, che sta facendo molto bene con la Juventus, terza in Serie A a 16 punti, e Danilo Trojer, allenatore del Drink Team, nono a 11 punti, ma con l’ottava partita ancora da giocare.

Chi sarà il nuovo allenatore del Genoa? E riuscirà a portare i rossoblù nella parte alta della classifica? Solo il tempo lo dirà.

L’occhio critico sulla C, 7° giornata (parte 3/3)

Reggina – Casertana 3-4

All’Oreste Granillo di Reggio Calabria va in scena un match molto spettacolare e combattuto. Al 32’ l’incontro pare già concluso, con gli ospiti avanti per tre a zero grazie a Mannarella -due reti- e Patrone. I calabresi però non sembrano arrendersi e vanno in gol con Appierto, ma Saba ristabilisce il triplo vantaggio. Nel finale i padroni di casa provano il tutto per tutto, ma le realizzazioni di Appierto e Gjetaj danno solo l’illusione della rimonta non bastano a raggiungere il pareggio.

Migliore in campo: Mannarella (CAS) 8.9

Letteralmente imprendibile per la difesa avversaria, mette a referto due gol e un assist.

Peggiori in campo: Wagner, Vincenti, Tropea (REG) 6.4

La scelta oggi risulta molto ardua e quindi la redazione ha deciso di nominare tre giocatori, autori oggi di molti errori in fase di copertura.

Catania – Locri 0-1

Ottima prestazione dei calabresi che si impongono sul campo della capolista. La partita risulta molto combattuta, con le due squadre che si sfidano a viso aperto lasciando spazio allo spettacolo; la mancanza di cinismo giustifica la sola rete del match. Il Catania oggi paga l’imprecisione dei suoi attaccanti, mentre Molinari regala alla sua squadra 3 punti fondamentali per la lotta playoff.

Migliore in campo: Molinari (LOC) 7.6

Decide l’incontro con un’ottima prestazione, la squadra si affida alle sue giocate.

Peggiore in campo: Lucente (CAT) 5.7

Dopo l’ottima prestazione della scorsa settimana la stellina del Catania non si conferma, prestazione opaca condita da molti errori per lui oggi.

Lupa Roma – Latina 1-1

I romani mancano l’aggancio alla vetta ottenendo solo un pareggio nel derby laziale. Gli ospiti passano subito in vantaggio con Speranza, ma non riescono a mantenere il controllo della partita a causa del pressing a tutto campo degli avversari. Il pareggio viene raggiunto al 41’ da Stefanelli. Nella ripresa i romani potrebbero passare in vantaggio, ma vengono frenati dai molti errori sottoporta: su ventuno tiri solo quattro rientrano nello specchio della porta.

Migliore in campo: Mainiero (ROM) 7.7

Dà una grossa mano ai suoi in avanti e confeziona l’assist per la rete di Stefanelli.

Peggiore in campo: Masini (LAT) 6.3

Partita sottotono, spreca un paio di ripartenze che avrebbero potuto essere decisive.

Classifica: Catania 18 punti; Potenza, Lupa Roma 16 punti; L’Aquila 15; Cagliari, Locri, Latina 14 punti; Casertana, Fidelis Andria 13 punti; Messina, Castel di Sangro 12 punti; Reggina, Catanzaro 10 punti; Torres 7 punti; Pescara 5 punti; Cosenza 4 punti; Taranto 3 punti; Campobasso 1 punti; Juve stabia, Chieti 0 punti.

Marcatori: Aprile (REG) 8, Molinari (LOC) 7, Puddu (CAG) 7.

Assist: Petruccelli (AND) 6, Bergonzini (REG) 4, Tarantino (REG) 4.

Media voto: Terzino Temporaneo (CAG) 7.98, Terzino Temporaneo (CAT) 7.96, Gallo (CAG) 7.90.

L’occhio critico sulla C, 7° giornata (parte 2/3)

Pisa – Pistoiese 2-1

Il risultato farebbe pensare a una partita equilibrata, ma così non è stato: il Pisa ha infatti dominato l’incontro per tutti i novanta minuti, creando molto e lasciando pochi spazi agli avversari. Al 3’ sono però gli ospiti a passare in vantaggio con l’unico tiro della partita. I padroni di casa pareggiano poco dopo con Locatelli, ma faticano a concretizzare il gioco creato. Il gol vittoria arriva solo nella seconda frazione con Castelli che regala ai suoi tre punti preziosi per sperare ancora nei playoff.

Migliore in campo: Castelli (PIS) 8.2

Ottima prestazione del centrocampo neroazzurro in cui spicca Castelli con una rete e un assist.

Peggiore in campo: Cauterucci (PST) 6.3

Dovrebbe prendere per mano la squadra, ma rimane troppo fuori dal gioco.

Empoli – Piacenza 3-0

Incontro più equilibrato di quanto lasci intendere il risultato. I lombardi provano a giocarsela a viso aperto conquistando un discreto possesso della sfera, ma faticando a creare pericoli dalle parti di Pezzillo. La prima rete della partita porta la firma di Lava, mentre nella ripresa segnano anche Marcuccilli e Ala Temporanea. Incontro piuttosto fisico con molti falli commessi e cinque ammonizioni.

Migliore in campo: Marcuccilli (EMP) 9.0

Un gol e un assist per lui, illumina la partita con giocate di qualità.

Peggiore in campo: Stevanato (PIA) 6.0

Il trequartista non entra ma in partita e l’attacco piacentino fatica molto.

Sambenedettese – Grosseto 5-1

Incontro ricco di reti che vede i toscani passare in vantaggio al minuto undici. La reazione dei padroni di casa non si fa attendere, con Gandin che al 20’ ristabilisce la parità. Gli ospiti subiscono il contraccolpo e vengono schiacciati dalla maggiore qualità degli avversari. I marchigiani nel resto della partita segneranno altre quattro reti, con Tommasi e Pinzone che mettono la palla in rete due volte ciascuno.

Migliore in campo: Tommasi 9.4 (SAM) 9.4

L’uomo più atteso dell’incontro non fa mancare il suo contributo con due gol degni di nota.

Peggiore in campo: Boccardi (GRO) 6.2

Troppo impreciso, perde molti palloni che non permettono ai suoi di alzare il baricentro.

Classifica: Americandy Siena 21 punti; Empoli 18 punti; Reggiana, Piacenza, Sanremese, Tuttocuoio, Perugia, Ternana 15 punti; Pisa 13 punti; Modena, San Marino 12 punti. Sambenedettese 11 punti; Ascoli, Viterbese, Carpi 6 punti; Rimini, Prato 4 punti; Grosseto 3 punti; Ravenna 1 punto; Pistoiese 0 punti.

Marcatori: Parini Dadde (SIE) 6, Costantini (SIE) 6, Marcuccilli (EMP) 6.

Assist: Mezzadri (PIS) 6, Santoro (PER) 5, Liviero (SAM) 4.

Media voto: Vesentini (SIE) 8.71, Esposito (SIE) 8.40, Vitale (SIE) 8.38 iviero (S

L’occhio critico sulla C, 7° giornata (parte 1/3)

Venezia – Mantova 3-0

Partita a senso unico con i lombardi che non riescono a frenare la corsa della capolista. I lagunari creano molto già dai primi minuti e al 30’ passano in vantaggio grazie a Corbelli. La secondo rete viene siglata da Ramadani al 43’, mentre, a inizio ripresa, Silvestri chiude definitivamente la partita. Gli ospiti faticano molto a mantenere il possesso lasciando spesso isolate in avanti le punte.

Migliore in campo: Ramadani (VEN) 8.5

Crea continuamente superiorità numerica sulla fascia inserendosi spesso in avanti.

Peggiore in campo: Mottola (MAN) 6.0

Partita opposta rispetto al terzino avversario: va molte volte in affanno.

Juve Domo – Crema 2-0

I domesi dominano l’incontro senza concedere nemmeno un tiro in porta agli avversari. Inizio convincente dei piemontesi che al 7’ aprono le marcature con Guercio. I lombardi non riescono a reagire e rimangono schiacciati nella propria metà campo per tutta la partita. Al 51’ arriva l’espulsione di Kassé che lascia il Crema in ulteriore difficoltà. Al 73’ arriva anche la rete di Dal Tio.

Migliore in campo: Mora (JDO) 8.7

Assist illuminate che permette ai piemontesi di portare a casa i tre punti.

Peggiore in campo: Kassé (CRE) 6.4

La sua espulsione impedisce ai suoi di tentare la rimonta.

Verona – Pro Vercelli 2-0

I veneti continuano la cavalcata verso playoff con una prestazione eccezionale: cinquantatré tiri -dei quali ventuno in porta- e il 60% di possesso palla portano i padroni di casa alla vittoria. Le reti della partita vengono segnate da Colonna e Reino rispettivamente al 23’ e 81’. Il risultato avrebbe potuto essere più ampio, ma i gialloblu pagano molto l’imprecisione delle punte e l’ottima prestazione di Vero, portiere del Crema.

Migliore in campo: Colonna (VER) 8.2

Pieno controllo del centrocampo per tutta la partita, segna la rete del vantaggio dei veneti

Peggiore in campo: Panizzi (PVE) 6.3

Va molto a sprazzi oggi, a volte tende a scomparire dalla partita.

Classifica: Venezia, Udinese 21 punti. Albese, Verona, Como, Cuneo Longobarda 18 punti. Juve Domo, Mantova 15 punti. Pordenone 12 punti. Padova 9 punti. Alessandria, Albinoleffe 7 punti. Monza, Varese 6 punti. Trento 5 punti. Crema 4 punti. Pro Vercelli, Treviso 3 punti. Alto Adige 1 punto. Triestina 0 punti.

Marcatori: Chiaro (VER) 9, Gualdi (MAN) 8, Cherchi (UDI) 7.

Assist: Basciano (ALBE) 5, Trivisani (POR) 5, Miccinili (VEN) 5.

Media voto: Ramadani (VEN) 8.74, Corbelli (VEN) 8.58, Rossato (VEN) 8.49.

E’ arrivato l’analista: 8° giornata Serie B (3/3)

Azeta Trapani – Livorno 3-0

Risultato che rispecchia in pieno le statistiche e la qualità del gioco espressa dalle due squadre. Il Livorno resta fermo a sei punti e perciò a ridosso della zona retrocessione. Il portiere Ierardi, migliore dei suoi, non è riuscito a evitare la goleada. Il Trapani ha dominato per tutti e novanta i minuti, permettendo ai toscani solamente di fare falli e prendere cartellini gialli. Sul bilancio della partita pesano l’infortunio di Pizziol e l’espulsione di Nicholas Michelini tra le fila del Livorno. Le reti sono state realizzate da Di Domenico, La Cava e Popolo rispettivamente al 39’, al 46’ e al 69’. Migliore in campo: Michele Popolo (8.2) del Trapani.

Benevento – Akragas 2-0

Facile vittoria dei campani sugli agrigentini. I campani, come il Trapani, sono padroni incontrastati del gioco e probabilmente hanno segnato meno di quanto avrebbero potuto. Diciannove falli commessi e due cartellini gialli mostrati dall’arbitro a Menchi e Di Buccio. Le reti sono state realizzate al 22’ e all’87’ da Amato e Pascutti. Migliore in campo: Giuseppe Amato (8.2) del Benevento.

Brescia – Chievo 1-7

Partita che ricorda in tutto e per tutto la famosa semifinale Germania – Brasile del 2014: il Chievo era dato come favorito, ma il Brescia avrebbe potuto fare una sorpresa… Non è stato così, con i veneti che sono andati a caccia di rondinelle e hanno avuto successo! Belluscio, Giunti e Giuda sono i marcatori dei clivensi, il bresciano Stojanovic ha realizzato il gol della bandiera, mentre il suo compagno di squadra Romano effettua un autogol. Mai come oggi è difficile decretare il migliore in campo -la media voto del Chievo è 8.76-. La redazione ha deciso di premiare Giorgio Belluscio (9.5) autore di una magica tripletta.

Classifica aggiornata: Chievo 19, Salò 18, Salernitana 17, Entella 16, Parma, Benevento 15, Foggia, Frosinone, Vicenza 13, Akragas 12, Avellino 11, Trapani, Brescia, Palermo, Novara 10, Spezia 8, Lucchese, Ancona 7, Livorno 6, Cittadella* 5, Roma*, SPAL 2.

*Una partita in meno

Capocannoniere: Dario Vitale, Salò, 8 gol.

Assistman: De Fanti, Chievo, 4 assist.