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È arrivato l’analista: 4° giornata Serie B (3/3)

Lucchese-Livorno 1-3

Partita tesa perché giocata da due squadre che, per loro sfortuna, si trovano nella parte bassa della classifica. Fattori, Michelini (Livorno) e Stefanucci (Lucchese) sono finiti nella “lista dei cattivi” ricevendo un cartellino giallo ciascuno. Il Livorno, senza più la guida di Altomare, ha ottenuto i primi tre punti con una prestazione cinica, mentre la Lucchese è sfortunata e poco lucida sotto porta. I rossoneri stanno rischiando di entrare in un circolo vizioso che potrebbe causare grandi danni e, soprattutto, deludere i tifosi. Il derby toscano ha però un risultato bugiardo: stando alle statistiche il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, non avrebbe sorpreso anche la vittoria della squadra di casa. Migliore in campo: Francesco Ricciardi (8.8) del Livorno.

Parma-Salò 0-2

Sconfitta interna dei ducali, che non si dimostrano in grado di difendersi dall’assalto dei lombardi. I verdazzurri sembrano quasi essere una squadra di un’altra categoria, dominando in ogni statistica: più controllo, più tiri totali e anche più falli effettuati. Il giallo oggi non è stato solo il colore della maglia del Parma: ben 4 ammoniti tra gli emiliani: Carlo Magnolato, Luca Di Prato, Maurizio Semeraro e Felice Di Lernia. Migliore in campo: Edoardo Rosci (8.2) del Salò.

SPAL-Vicenza 1-2

Grande rimonta del Vicenza che, dopo essere passata in svantaggio all’8’, in dieci minuti precisi ribalta la partita andando in gol al 20’ e 30’, mantenendo il risultato inalterato fino al triplice fischio dell’arbitro. I biancorossi hanno totalmente controllato il match, effettuando 16 tiri in porta, contro i 4 della squadra di Ferrara avendo anche il 61% di possesso palla. Ci sono state 6 ammonizioni: Alessandro Saracini, Manolo Tacconelli, Reiss Razahite Ali e Antonio Marino della SPAL ed Erjon Stafa e Matteo Vullo del Vicenza. La squadra di Scardace resta ferma a 0 punti, come l’Ancona, e lo spettro della retrocessione inizia a spaventare i tifosi. Migliore in campo: Giulio Nicolino (8.4) del Vicenza.

In attesa che vengano giocate le partite mancanti, ecco la classifica aggiornata: Entella 12; Novara, Foggia 9; Salò, Benevento 8; V.Akragas, Vicenza, Palermo, Chievo 7; Parma 6; Avellino, Salernitana 5; Brescia*, Spezia 4; Livorno, Cittadella*, Azeta Trapani, Frosinone, Lucchese 3; Roma** 1; SPAL, Ancona 0.

(“*”: una partita in meno, “**”: 2 partite in meno)

È arrivato l’analista: 4° giornata Serie B (2/3)

Entella-Brescia 2-1

“Audaces fortuna iuvat”. La fortuna aiuta gli audaci, scriveva Virgilio. E questa partita lo dimostra pienamente: i liguri combattono strenuamente contro le Rondinelle che, passate in svantaggio al 34’, hanno raggiunto il pareggio dopo solo un minuto. È alla fine della partita che la sorte ha premiato l’Entella e il suo entusiasmante inizio di campionato: al 91’ l’estremo difensore lombardo, Giacomo Potrecchi, ha commesso un autogol che ha “regalato” i tre punti alla squadra di Chiavari. Migliore in campo: Loris Farina (8.3) dell’Entella

Foggia-Spezia 2-0

I padroni di casa raggiungono il Novara e i nove punti in classifica, con la terza vittoria di fila, mentre lo Spezia rimane fermo a 4 punti. I pugliesi sono stati abili a sfruttare la maggior parte delle occasioni da gol che hanno creato, malgrado due sostituzioni forzate dagli infortuni di Lorenzo Cruccu e Alessio Marcuccilli. I bianconeri invece, pur avendo tirato il doppio – diciotto tiri contro i nove del Foggia – non hanno trovato il gol. La partita è stata corretta e l’arbitro ha dovuto estrarre un solo cartellino giallo, ai danni di Matteo Cassari del Foggia. Migliore in campo: Roberto Micheli, trequartista della formazione pugliese.

Frosinone-Salernitana 0-0

Partita estremamente equilibrata: i tifosi ciociari possono però essere in parte delusi poiché i giocatori della formazione di casa hanno avuto più possesso palla e hanno tirato di più in porta non riuscendo però a concretizzare le occasioni da gol e a mettere in difficoltà il portiere Guastini. L’arbitro ha mostrato due cartellini gialli, uno per parte: uno a Matteo Da Ros (Salernitana) e Francesco Valerio Tommasi (Frosinone). L’equilibrio della partita è percepibile anche dalla media complessiva dei voti (attorno al 6,5) e dalla valutazione del migliore in campo, Antonello Minervini del Frosinone, pari a 7.1.

È arrivato l’analista: 4° giornata Serie B (1/3)

Buongiorno lettori. Prima di iniziare con l’analisi delle partite della quarta giornata della Serie B, ritengo necessario darvi un paio di informazioni: è stato deciso il nome ufficiale della rubrica “È arrivato l’analista”. Inoltre, l’articolo che state per leggere, che fa parte della fu “Revisione analitica Serie B”, sarà più corto del normale e con una struttura alternata per necessità della Redazione. Si spera che questa soluzione venga usata una tantum.

Dopo questa breve introduzione, iniziamo a parlare di calcio.

Ancona-Avellino 2-4

Lo stadio Del Conero ha ospitato una delle partite più avvincenti dell’ultima giornata di Serie B: il risultato finale è dovuto più alla pessima prestazione della difesa marchigiana – sicuramente indebolita dalla presenza di giocatori non umani – che di una superiorità dei lupi campani. L’Ancona si è portato subito in vantaggio, per essere poi recuperata dalla formazione ospite. La rete del momentaneo pareggio è avvenuta al 15’ del primo tempo. La sequenza delle segnature vede i padroni di casa portarsi in vantaggio per poi farsi recuperare poco dopo. Lo stesso scenario si ripete anche alla mezz’ora fissando il risultato di metà partita sul 2-2. La ripresa ha visto l’Avellino prendere il largo e fissare, con la rete di Scarpati all’85’, il punteggio sul 2-4. Il migliore in campo per IlCarro è Giovanni Conte (8.8) dell’Avellino.

Azeta Trapani-Chievo 0-0

Risultato che non accontenta nessuna delle due squadre in campo: la candidata alla vittoria del campionato affronta al meglio una difficile trasferta siciliana. Questo match insegna come il possesso palla non permetta di capire al meglio l’andamento di una partita. Il controllo della sfera è stato equamente distribuito tra le due formazioni, ma il numero di tiri sottolinea come i veronesi abbiano concluso verso la porta molto di più del Trapani che, a sua volta, non è stato capace di sfruttare i 20 minuti di superiorità numerica causata dall’espulsione di Tommaso Pasquale Comelli. Il migliore in campo è Roberto Ruggeri (7.5), difensore del Chievo.

Benevento-Novara 2-1

Finisce la striscia vincente dei piemontesi che perdono una difficile partita contro i campani, supportati dai tifosi che hanno riempito lo stadio Vigorito. Le due formazioni hanno effettuato lo stesso numero di tiri in porta e hanno messo in scena un match equilibrato. Solo la quantità di falli effettuati è sproporzionata: 15 beneventani contro i 7 piemontesi. Il Novara perde con onore, un segnale positivo per i tifosi piemontesi che credono nella possibilità di accedere ai Playoff. Migliore in campo: Alessandro Gentile (8.2) del Novara.

Storie in alto mare…

Il veliero è partito da tre giorni, verso terre ignote. Non sappiamo ancora dove ci porterà, ma il capitano mi sembra alquanto convinto di quello che fa. Le speranze nostre sono con lui: sono passati tempi difficili, il lavoro è tanto e il guadagno poco, ed alcuni tra i nostri migliori elementi sono andati via, in cerca di fortuna altrove.

Certo, la sua fama non è delle migliori. Tra alcuni equipaggi dei mercantili nostri concorrenti non girano belle voci. Pare che un anno abbia diviso molto male il ricavo tra i comuni, nonostante i soldi ci fossero, ed alcuni siano stati in miseria. Come se non bastasse, quando le cose si stavano mettendo malissimo, si scoprì che una delle scialuppe era stata calata ed il capitano era scomparso. Se quella nave non è affondata, è solo perché uno dei mozzi prese l’iniziativa e la fece attraccare in acque sicure. Da quel momento, quella nave è diventata una delle più temute e non è ben visto da quelle parti.

E lui dov’era andato? Secondo alcuni a meridione. Un ricco commerciante, attratto dalla possibilità di arricchirsi ulteriormente, gli affidò un buonissimo vascello, attrezzata di un punto in bianco. La dirottava in tempeste, giorni di secca e tutto sembrava filare liscio. Dopo qualche viaggio, tuttavia, il suo datore di lavoro vide che i risultati scarseggiavano, che ci fossero delle perdite a causa delle sue avventure. Decise di lasciarlo a terra, preferendo un nome nuovo, non senza qualche sorpresa. A quanto pare, fu una scelta lungimirante, perché ora ambiscono ad entrare tra le grandi. Dopo il licenziamento, si perdono le sue tracce. Si narra che per un po’ avesse lavorato sotto effigie dei quattro mori, risultando ad un certo punto uno dei proprietari di un’azienda molto fruttuosa. Era tutto tranquillo, sembrava che avesse trovato l’ambiente giusto, nonostante volesse dopo 45 secondi l’addio del suo superiore. Solo che la bandiera più prestigiosa a quei tempi aveva interesse a portarlo da loro e l’amore fosse contraccambiato dal marinaio. Così, un giorno, lasciò tutto agli altri soci e andò da loro, rimanendovi fino a quando non fu chiamato dal mio datore di lavoro.

Altre storie dicono che avesse guadagnato abbastanza da mettere in piedi una propria nave, con tanto di equipaggio e che l’avesse affidata ad un capitano, abile abbastanza da renderla per un lungo periodo una delle migliori a solcare queste acque. Poi, probabilmente per qualche traversata a vuoto, arrivò a litigarci. La vecchia guida si dimise e lui l’affidò ad un altro capo, che si limitò ad incassare quanto bastasse per sopravvivere, ma che abbandonò una volta compiuto l’ultimo viaggio della stagione propizia. All’approdo dell’imbarcazione, comunque, il nostro capitano aveva già abbandonato quel progetto. Leggende dicono che avesse un’altra nave, che mai andò al largo e rimase in porto, abbandonata a sé.

Nonostante tutto, io credo nelle capacità del mio capitano. Certo, mi sembrano pochi i viveri imbarcati per un’avventura così lunga, e la stessa sensazione mi è parsa simile anche per l’equipaggiamento per difenderci dai pirati, ma il nostro datore di lavoro gli ha dato fiducia. E io ho fede in loro. Dopotutto, non calerà l’unica scialuppa su questa nave per andarsene di punto in bianco durante una bonaccia, mentre tutti dormono, no?

L’occhio critico sulla C, 3° giornata – Parte 1/3


GIRONE A

Juve Domo-Cuneo 3-4

Si ripropone dopo pochi giorni la sfida che in Coppa Italia aveva visto trionfare la Juve Domo ai supplementari. Problemi in difesa per la squadra di casa, costretta a schierare per l’occasione un difensore temporaneo. Partita subito in discesa per gli ospiti che si trovano in vantaggio con l’autogol di Lava dopo un solo minuto di gioco. La risposta dei padroni di casa arriva poco dopo con Forte, che trova anche il raddoppio a fine primo tempo. La ripresa vede il Cuneo portarsi nuovamente in vantaggio, con Bertolotto e la Rocca abili a sfruttare gli errori della difesa avversaria. Reazione di forza della Juve Domo, che nuovamente il pareggio con Forte, autore oggi di una tripletta. A partita quasi chiusa arriva il gol di La Rocca che porta la vittoria al Cuneo, capace oggi di vendicare la sconfitta subita in coppa.

La partita, come testimonia l’equilibrio sia nel possesso palla e nei tiri effettuati, risulta combattuta ed entusiasmante, con gli ospiti più abili a sfruttare le occasioni da gol.

Migliore in campo: FORTE(JDO) 9.5

Nonostante la sconfitta dei suoi, l’esterno sforma una prestazione sublime che gli vale i tre gol sfornati.

Peggiore in campo: Iaria(JDO) 6.2

Oggi risulta assente ingiustificato, dal miglior assistman del campionato ci si aspetta di più nelle sfide di vertice.

Albese-Trento 3-0

Ottima prestazione dell’Albese capace di imporsi tra le mura amiche. Il vantaggio arriva al trentesimo con la rete di Franciosi, seguito dopo solo due minuti dall’autogol di Kostadinovic che devia in porta una conclusione del limite. Nonostante il rigore fallito da Biotti al 43’, i piemontesi allungano ancora le distanza grazie alla rete di Magnoni sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Il risultato della partita non rispecchia in pieno il dominio della squadra di casa, che comanda la partita con il 70% di possesso palla e ben 44 tiri effettuati, di cui nello specchio della porta avversaria. Pessima prestazione dei trentini, che non riescono mai ad avvicinarsi alla porta difesa da Ricci.

Migliore in campo: Magnoni(ALB) 8.4

Praticamente impeccabile nella fase difensiva, si concede anche il lusso del goal nella rispesa

Peggiore in campo: Furlan(TRE) 6.1

La squadra soffre molto e fatica a mantenere il possesso anche per causa sua, non riesce a dare il suon contributo in mezzo al campo.

Venezia-Verona 4-0

Nel derby veneto la spunta il Venezia, che riesce a capitalizzare al meglio le occasioni da goal avute. Dopo soli 5’ arriva la prima rete siglata da Rossato, che si ripete nel finale di tempo cogliendo impreparata la difesa avversaria. Nella ripresa il Venezia aumenta le distanze con Miccinelli e la terza realizzazione di Rossato.

Risulato beffardo che non rende onore al Verona, autore di una partita discreta come testimonia un quasi equilibrio nel possesso palla e nei tiri nello specchio. Per gli ospiti da rivedere la fase difensiva, con la retroguardia autrice di diverse disattenzioni.

Migliore in campo: Rossato(VEN) 9.6

La punta si dimostra in ottima forma, vera e propria spina nel fianco per la difesa del Verona. Tripletta per lui oggi.

Peggiore in campo: Sciarra 5.8(VER)

Il terzino non riesce a contenere le scorribande della formazione avversaria, prestazione insufficiente per lui oggi.

Pro Vercelli-Pordenone 0-1

Il Pordenone conquista subito il pallino del gioco, arrivando a creare numerose occasioni da gol. La squadra di casa si arrocca in difesa già dai primi minuti, riuscendo a mantenere la propria porta inviolata per tutta la prima frazione di gioco. Nella ripresa risultano fondamentali i cambi: è infatti l’ingresso di Amato a spezzare la partita e a regalare la vittoria ai friulani a 10 minuti dalla fine. La Pro Vercelli non riesce a reagire, e deve arrendersi agli avversari senza concludere in porta nemmeno una volta.

Migliore in campo: Bindi(POR) 7.6

Il terzino sinistro riesce a dare un grande contributo in fase offensiva, senza però concedere niente agli avversari nella propria metà campo.

Peggiore in campo: Carosso(VER)

Stessa posizione di Bindi, partita completamente opposta: disattento in difesa, mai propositivo in fase di possesso.

Classifica: Udinese, Cuneo Longobarda, Venezia, Albese, Como 9 punti. Mantova, Verona, Juve Domo, Alessandria, Pordenone, Padova 6 punti. Trento 4 punti. Monza 3 punti. Crema 1 punto. Albinoleffe, Pro Vercelli, Alto Adige, Varese, Triestina, Treviso 0 punti.

Marcatori: P. Rossato(VEN) 7, D. Cherchi(UDI) 6, P. Dal Tio(JDO) 5

Assist: A. Iaria(JDO) 5, U. Basciano(ALB) 3, L. Brugni(ALE) 3

Media voto: P. Rossano(VEN) 9.10, A. De Serra(UDI) 8.95, L. Magnoni(ALB) 8.73

IlCarro intervista: Samuele Tomassetti

Buongiorno Samuele, grazie per essere qui con noi oggi. Nel Progetto sei diventato un bomber inarrestabile, la passata stagione hai vinto la Scarpa d’Oro. Al di fuori del Progetto, però, chi è Samuele?
Uno studente, disperato dopo aver visto le materie della seconda prova (ride, ndr), grande appassionato di calcio e di sport in generale.

Partiamo dalla tua carriera da calciatore. L’ultima stagione al Milan è terminata in un modo un po’ inaspettato per tutti. Quali sono i tuoi pensieri a riguardo?
Prima di Serveropoli si poteva tranquillamente parlare di una stagione fantastica; ci sono rimasto veramente male per quello che hanno fatto Bifano e Scarfone, sopratutto da quest’ultimo con cui avevo un ottimo rapporto mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Magari non erano ben consci delle conseguenze, ma così facendo hanno danneggiato tutti, anche chi, come me, non c’entrava nulla.

La precedente dirigenza del Milan era composta da tanti elementi, come ti trovavi con loro? Come sono cambiati i rapporti dopo Serveropoli?
Con i dirigenti ho mantenuto un buon rapporto anche dopo le faccende di Serveropoli; discorso a parte per quanto riguarda Bifano e Scarfone, non ci siamo più sentiti molto comunque.

Ti chiederei di specificare meglio. Avete avuto delle discussioni dopo lo scandalo?
Con Bifano non ho proprio più parlato e non avevo interesse nel farlo, d’altronde ormai il danno era fatto e anche se fossi rimasto al Milan lui non sarebbe più stato il mio allenatore. Con Scarfone ebbi una discussione appena dopo lo scandalo.

Durante l’ultima finestra di mercato sei passato dal Milan alla Sampdoria: cosa ti ha convinto a sposare la causa blucerchiata?
Cercavo nuovi stimoli e la Samp mi ha sempre intrigato come società; inoltre ritengo Filippone un ottimo allenatore (ehi, lo dico solo perché altrimenti non mi fa giocare) e mi ha sempre appassionato molto il simpatico sketch che ormai va avanti da tanto tempo all’interno del gruppo, il quale spinge per farle uscire l’anello (ride, ndr).

Una punta viene e una punta va: arrivi alla Sampdoria e il pallone d’oro Matteo Congedo parte da Genova. Eredità pesante, pensi di essere all’altezza?
Ovviamente raccolgo un testimone importante; sarà difficile eguagliare quello che ha fatto con la maglia della Sampdoria, ma credo nelle mie capacità e sono sicuro di essere all’altezza.

Secondo te, questa Sampdoria, dove può arrivare?
Penso che sarebbe già un traguardo importante riconfermare gli obiettivi della scorsa annata e se tutto dovesse andare per il verso giusto perché non provare a vincere lo Scudetto?

William Cioè è il suo presidente al Bari, da poco ha recentemente acquistato il Perugia ma l’ha affiliata alla sua seconda società, il Frosinone. Come ci si sente ad essere sotto di lui ma a non poter disporre del bacino del Perugia?
Sollevato. Da buon ternano non scorre buon sangue con il Perugia, sia nel fuffa come nel Progetto. No dai, a parte gli scherzi, nell’ambito del Progetto sarebbe stato utile ma è uscito che il presidente Cioè abbia dato priorità in questa scelta alla società che per forza di cose poteva beneficiarne di più.

Passiamo dalla tua carriera da giocatore alla tua esperienza da allenatore con questa domanda. Paparella dal tuo Bari al non più tuo Milan. Esprimi un pensiero sul calciatore.
Mi è abbastanza dispiaciuto che se ne sia voluto andare a tutti i costi, soprattutto perché al suo arrivo a gennaio della Stagione 3 dichiarava di voler diventare una bandiera del Bari; personalmente avevo puntato molto su di lui nella seconda parte della stagione, dove comunque non ha mai sfigurato. Non ci aspettavamo, nè io io nè la squadra, di ricevere la sua richiesta di trasferimento visto il suo amore per il Bari, da lui proclamato fino all’ultimo Non gli serbo rancore, ma anzi gli auguro il meglio per la sua nuova avventura.

Bari che ha perso un tassello importante come Paparella, ma contemporaneamente si è rinforzata con il nuovo attaccante Danilo Bencar. Secondo te, come finirà la stagione dei Galletti? A cosa ambite?
Sicuramente a riconfermare quanto fatto la scorsa stagione; non sarà per niente facile ma l’idea sarebbe anche quella di puntare a qualcosa di più, il mercato comunque è stato soddisfacente e abbiamo potuto rimuovere diversi inattivi ed inserire giocatori che porteranno bonus attività come Bencar e Torcolini.

Si vocifera che Marco Scarfone ti aiutasse con le tattiche, su come impostarle e su come approcciare la partita. È vero?
È successo un paio di volte, ma non per quanto riguarda la base della tattica, perchè quella era farina del mio sacco, ma in quei pochi frangenti mi ha dato un consiglio su eventuali marcatura o piccoli accorgimenti (che poi alla fine settavo come ritenevo più opportuno). E devo dire che questa voce mi da abbastanza fastidio; sembra quasi che Scarfone mi preparasse le partite quando invece facevo e faccio tutt’ora di testa mia.

IlCarro è una testata giornalistica che, nel bene o nel male, fa sempre parlare e discutere, tu cosa ne pensi de IlCarro?
Un’ottima testata, formata da persone che svolgono il loro compito con estrema professionalità, leggo sempre con molto piacere i loro pezzi.

Fatti una domanda e datti una risposta
Drink Team o Progetto Gaming, quale sceglieresti? Difficile da decidere così su due piedi; sono entrambe due belle società, direi Drink Team solo perchè contro di loro ho segnato uno dei miei goal più belli (ride, ndr)

Grazie per l’intervista e buona fortuna!
Grazie a voi, è stato un piacere.

Ben Trovato, Giuseppe! IlCarro intervista il nuovo mister della Juventus



Giuseppe grazie per aver accettato questa intervista. Iniziamo dalle basi: chi è Giuseppe Trovato nel Progetto? E chi è invece nella vita?
Nel Progetto sono un nuovo giocatore del Genoa e il nuovo allenatore della Juventus, squadra per cui tifo da sempre nel calcio fuffa grazie ad un solo nome: Alessandro Del Piero.
Nella vita sono invece attualmente senza occupazione, spero ancora per poco, fidanzato da 7 anni in attesa di stabilità per sposarsi.

Le auguro di poter realizzare questo importante proposito al più presto. Parliamo prima del Trovato calciatore. Ci racconti la sua carriera e ci spieghi perché ha recentemente scelto di unirsi al Genoa.
Ho esordito al Redbull Trapani, nella seconda metà della Stagione 2.
Sono stato accolto con grande entusiasmo tanto da diventare subito il capitano all’inizio della stagione successiva; in seguito ci sono stati un po’ di problemi col mister perché preferiva giocare in un altro modo, dandomi poco spazio ed ho quindi chiesto la cessione.
Mi ha comprato il Progetto Gaming, una squadra blasonata, importante;così ho iniziato la mia terza stagione in serie A a lottare per l’Europa ma purtroppo è durato poco, anche lì, a causa del sovraffollamento nel mio ruolo (sette prime punte in rosa); sono stato mandato in prestito all’Udinese in B in mezzo al caos, se così possiamo chiamarlo, e così tra cambi di allenatore e scelte più o meno discutibili ho giocato le mie partite segnando praticamente sempre quando chiamato in causa.
Adesso De Donatis e Di Stefano mi hanno portato a Genoa dove tutti mi hanno accolto con entusiasmo e mi hanno fatto inserire nel gruppo fin da subito nel migliore dei modi.
Scalpito all’idea di iniziare questa nuova stagione da protagonista.

Una carriera molto travagliata, se non altro per il diverso numero di casacche che ha indossato in così poco tempo. Al Genoa pensa di trovare la giusta stabilità? I piani di mister Di Stefano prevedono Maso titolare con l’alternanza tra lei e Peró, la preoccupa il fatto di non essere la prima scelta?
Spero proprio di trovare la stabilità al Genoa, soprattutto perché, ripeto, è un bellissimo gruppo. Non mi preoccupa il fatto di non essere la prima scelta perché ho piena fiducia in mister Di Stefano e nella società tutta.

Mi sembra un’ottima mentalità. Veniamo ora al suo ruolo di allenatore, tutti vogliono sapere le sue impressioni da nuovo tecnico della Juventus, ma andiamo per gradi: l’anno scorso al Novara stava facendo un ottimo lavoro, poi a diversi giocatori è spiaciuto che causa impegni personali per parecchie partite ha dovuto lasciare le sorti della squadra alla IA che non ha fatto altrettanto bene. Sia chiaro che i calciatori non le vogliono imputare niente, prima viene la vita privata e poi il gioco, anzi pare che lei abbia lasciato loro un bel ricordo, però è stato un peccato perché inizialmente eravate a ridosso della zona Playoff, non trova?
L’avventura al Novara la scorsa stagione era partita nel migliore dei modi; eravamo arrivati a ridosso della zona play-off nonostante fossimo una squadra totalmente nuova. Purtroppo, come ha detto, impegni personali mi hanno impedito di continuare il cammino iniziato con uno splendido gruppo. Adesso alcuni di loro hanno lasciato Novara e saranno già protagonisti in Serie A, significa che potevamo già essere all’altezza di fare qualcosa di grande; un peccato sì, indubbiamente.

Veniamo ora alla Juve. Innanzitutto congratulazioni per il nuovo incarico. Cosa significa per lei approdare nella squadra campione d’Italia e come approccerà il suo compito?
È per me un onore essere l’allenatore dei campioni d’Italia. Sicuramente innanzitutto cercherò di colmare alcuni buchi presenti nella rosa, a causa di recenti ban, dopodiché possiamo concentrarci a pieno sulla stagione e su quello che sarà il nostro obbiettivo; ovviamente tutti hanno gran voglia di ripetersi, è quello che vogliamo ed è quello a cui puntiamo, anche se sappiamo che è un campionato dove vige l’equilibrio e sarà molto difficile.

Ha già avuto modo di parlare con Gallorini, che cosa vi siete detti? Interverrete sul mercato last minute?
Sì, ci ho già parlato e abbiamo la stessa idea di squadra, più o meno. Siamo quasi obbligati ad intervenire sul mercato in questi ultimi giorni rimasti per evitare di trovarci con la rosa corta durante la stagione.

Qualche anticipazione sui profili che state seguendo in tal senso? Ci può fare un paio di nomi?
Un nome posso farvelo: Alfredo Fiore, terzino in forza al Brescia. Al momento lui è la mia priorità ma non penso sarà facile portarlo via da lì.

Aldilá degli interventi dell’ultima ora che proverete a fare, la squadra era stata plasmata sotto le direttive del dimissionario D’Anteo. Lei approccerà l’aspetto tattico partendo da quella idea o ricomincerà da zero con la sua impronta?
Devo ancora studiare per bene la rosa per poterlo dire, mi ci dedicherò in questi giorni; questo perché, sarò sincero, avevo chiesto di allenare la Juve ma questo incarico è arrivato in modo inaspettato: l’altro candidato era il favorito principale ad occupare il posto che poi invece è stato affidato a me.

Immagino che però conosca i nomi più noti dei bianconeri, quali le possono sembrare, di primo impatto, quelli su cui fare più affidamento?
Tutti saranno utili alla causa Juventus. Nessuno avrà più importanza di altri o sarà messo sul piedistallo, ma ognuno avrà le sue possibilità di far bene ovviamente.

Ultima di campionato: Juventus – Genoa, scontro diretto per lo Scudetto. Segna Trovato, 0-1 e Genoa Campione d’Italia, in cuor suo preferirebbe il risultato opposto?
Se devo essere sincero no, significherebbe raggiungere gli obiettivi prefissati e coronare il sogno di una carriera.

IlCarro apprezza molto la schiettezza, grazie. Se invece le chiedessi di nominarci le tre compagini che ritiene più pericolose al vertice della Serie A?
Sicuramente Lazio e Genoa. Occhio però alla Cremonese di Campagna, secondo me il miglior tecnico del Progetto.

Campagna che, come pochi sapranno, ha introdotto lei stesso nel Progetto. Come si sente ad aver portato un utente di spicco all’interno del gioco?
Sicuramente sono contento, perché a sua volta Salvatore ha fatto entrare tantissima gente, ciò significa aver fatto crescere il Progetto in un momento in cui era ancora in fase di sviluppo e assestamento; pochi se ne rendono conto, ma aver introdotto Campagna nel Progetto è stato davvero importante per lo sviluppo dello stesso.

Qual è invece il giocatore che, avendo a disposizione tutti i soldi del mondo, porterebbe a tutti i costi a Torino?
Per quanto mi riguarda sono 2: Sirigu e Palladino.

Ha fatto due nomi dalle caratteristiche tecniche incredibilmente forti, piuttosto attivi si, certo, ma non clamorosamente (hanno portato 240K di bonus in due, non pochi ma i “superattivi” ne portano 300 da soli).
Come pesa lei l’attività e la forza complessiva del calciatore?
L’attività è importante sì, ma è altrettanto fondamentale mantenere il giocatore attivo e spronarlo a far bene in quella direzione. Palladino nella prossima stagione sarà sicuramente più attivo della scorsa, durante la quale io che lo conosco so che ha avuto problemi personali.
Sirigu è il classico giocatore sul quale fare un’eccezione e schierarlo sempre e comunque, a prescindere dall’attività, perchè è un centrocampista straordinario.

Facciamo ora il solito gioco che proponiamo ai nostri intervistati. Descriva in poche parole le seguenti persone: Alessandro D’Anteo, Giovanni Esposito (suo ex procuratore), Alessandro Pironti (come mister) e un giocatore del Genoa a sua scelta.
D’Anteo grande professionista, niente da aggiungere. Pironti un buon mister, sfortunato, basta vedere come l’anno scorso si ritrovava sempre con la rosa cortissima a causa degli infortuni. Esposito è stato sì il mio procuratore ma non saprei come definirlo, in tutta sincerità.
Infine posso far altro che parlare di Claudio (Però ndr) del Genoa, colui con cui mi giocherò il posto quest’anno, diciamo che posso definirlo un rivale-amico, abbiamo legato bene fin dal principio.

Grazie mille per la sua disponibilità, le auguriamo il meglio, non solo all’interno del Progetto.
Grazie a voi, è stato un piacere.

Le previsioni de IlCarro: Serie A Stagione 4 (seconda parte)

Nella scorsa parte delle previsioni abbiamo analizzato quelle che saranno le protagoniste della lotta salvezza. In questo articolo parleremo delle squadre che staranno a metà classifica, sia possibili outsider per le posizioni di vertice, sia potenziali delusioni e combattenti per la salvezza. Prima di farlo, tuttavia, dobbiamo fare un’errata corrige. Per problemi tecnici si era persa la parte sulla Fiorentina, che doveva uscire nell’articolo precedente: riportiamo quindi il nostro pensiero sui viola.

Fiorentina
Gabriele Cocco è l’allenatore designato per riportare nelle posizioni che contano i gigliati. A livello di gioco, la squadra dovrà affidarsi all’estro e alla buona forma di Gabriele Marchi e alle geometrie di Giuseppe Trovato, ma da sole non basteranno. I fiorentini sembrano aver perso parecchio appeal, tanto da causare le partenze di Federico Giannotta e soprattutto Alessandro D’Anteo. Servirà anche il miglior Matteo Nencioni, essendo l’unico portiere di riferimento. Il resto della rosa, tuttavia, non pare all’altezza della categoria, anche se, con una disposizione tattica che sfrutti quei suoi pochi uomini di punta, i viola potrebbero scampare alla retrocessione.

Squadre di metà classifica

Crotone
La scorsa stagione per i rossoblù è stata una stagione da dimenticare. Partiti con ambizioni di gloria, anche in virtù di un ottimo campionato precedente, i calabresi si sono ritrovati invischiati nelle parti basse della classifica. Nonostante questo, la Stagione 3 non è da buttare: parecchi bonus attività e consolidamento di una rosa che vede tra i nomi di spicco un centrocampista come Walter D’Auria e il portiere Giorgio Laurendi. Il destino degli squali dipenderà molto dalla velocità di adattamento a FM19 dello staff, ma a parer nostro la loro rosa si presta molto a questo passaggio: replicare la S2 o la S3 è questione di un attimo.

Napoli
Prima metà da incubo, poi l’impresa. A Napoli l’entusiasmo è alto dopo la scorsa stagione e il mercato sembra poterlo confermare: a differenza della S3, nessun big è stato ceduto. Salvatore Ponticelli, Emanuele Aruta, Marco Auritano e Rito De Michele sono tutti rimasti all’ombra del Vesuvio. Inoltre, Luca Siracusa è un prospetto interessante del campionato, considerando anche gli 800k di stipendio a disposizione per i potenziamenti. Tuttavia, la croce e la delizia dei partenopei sarà l’allenatore: quarta stagione alla guida, ma il Napoli non è mai riuscito a fare il salto di qualità. Potrebbe essere l’anno buono?

Cremonese
Non inganni Salvatore Campagna: pensare che la Cremonese possa fare lo stesso exploit della Lazio è poco probabile. La rosa comprende giocatori di alto profilo come Salvatore Sirigu, Alessandro De Meo e Philip Irle. Inoltre, Damiano Mattia è sicuramente un giocatore che può sfruttare alla grande il momentum giusto, mentre Luigi Giglio puó essere il nome giusto per completare la profondità della rosa. Tuttavia, la Lazio della Stagione 3 dovrebbe essere l’eccezione che conferma la regola, ovvero il cambio di categoria solitamente si paga. Inoltre, le squadre davanti hanno tanti giocatori di prima generazione, che ancora possono far sentire la loro anzianità, mentre i grigiorossi ne hanno a malapena un paio. Ma statene pur certi, diversi club illustri cadranno a Cremona e con un trend positivo l’Europa, magari anche solo quella minore, potrebbe non essere un miraggio.

Bologna
Del mercato del Bologna abbiamo già parlato. A disposizione di mister Mario Torsello ci sono due innesti del calibro di Vincenzo De Lucia e Alessandro Terzo. Inoltre, è praticamente rimasta l’ossatura degli emiliani: Luca Franceschi, lo stesso Torsello giocatore, Lenny Cazzamalli e Marco Bellinato. Cosa manca? Probabilmente qualche livello di strutture in più. Essendo il mister debuttante, il Bologna avrà strutture standard. Inoltre con la partenza pesante di Cusumano è forte l’incognita di un bomber che garantisca almeno venti reti. Anche se la rosa qualitivamente sembra piú forte dell’anno scorso e per evitare disastri basterebbe che l’allenatore non si dimetta come di recente tanti hanno fatto. Se trova la quadra giusta fin da subito, potrebbe essere davvero l’outsider meno attesa.

Atalanta
I bergamaschi hanno una rosa molto competitiva. Arrivati settimi l’anno scorso, la squadra di Francesco Pellegrino vanta ottimi elementi: i terzini Pasquale Cesaride e Paulo Myronyk, il difensore/incontrista Daniele Rothen, i centrocampisti Dylan Falco e Erik Baseggio e la punta Stefano Cucci. Tuttavia, i pochi bonus presi lasciano molte perplessità su previsioni di altissima classifica: lo stesso Baseggio, qualitativamente il miglior giocatore, ha “preso” 0. I bergamaschi non hanno inoltre rinforzato particolarmente la rosa, essendo arrivato come nome di rilievo solamente il giocatore del terzo DS, Thomas Battiata. D’altro canto, l’arrivo di una nuova presidenza ha portato qualche nuovo utente con molto entusiasmo: laDea vacillerà o si confermerà?

Milan
Se n’è parlato in lungo e in largo. Il principale dubbio dei rossoneri non sarà la presenza di qualche scoria da Serveropoli, ma piuttosto la capacità di Antonio di Gloria di poter concretizzare il mercato fatto da Fabio Bicocchi. Come nel caso del Bologna, le strutture saranno standard, ma il livello dei giocatori è indubbiamente più alto. C’è uno dei difensori più forti di tutto il torneo come Giuseppe Roberti, un attaccante del calibro di Fabrizio Lopresto, un centrocampo che vanta ancora Francesco Indiveri e Alberto Navoni. In tutto questo, non dimentichiamo il rendimento garantito del Filippo Ballarini. Tuttavia, se come detto per tutte le squadre si presentano diverse incognite, per i rossoneri ce ne sono ancora di più. Visto la solidità con la quale i top club si presentano al via, inserire il Milan tra le sicure squadre europee risulta difficile.

Inter
La squadra di Luigi Giglio e Daniele Broccolo ha grandi ambizioni per questa stagione. Il mercato ha puntellato un po’ tutte le zone del campo, ma ha regalato ai nerazzurri solo due acquisti di spessore: il difensore Lorenzo Valentino e la punta Antonio Cusumano. Inoltre, sulla carta, i nerazzurri sembrano essere usciti indeboliti, con cessioni eccellenti a centrocampo, come Marika Calcagno, Matteo Ercole e Tommaso Altomare e, tra i sostituti, solo l’ex Cremonese Kevin Trazza risulta davvero interessante. Occhio anche a Manduci, talento in prestito dalla Lazio che se trova continuità può sbocciare cristallino. Doveroso ricordare come l’Inter non abbia più Federico Gallarato, una delle punte più forti di tutto il Progetto; aggiungiamoci che nel discorso dei bonus attività c‘è stata un po’ di confusione e quindi non ne è conseguito un bottino da top, e capiamo come le premesse siano mediamente incoraggianti, ma non troppo.

Juventus
Azzardiamo i campioni in carica in questa tranche. L’organico è superiore a quello delle avversarie presenti in questo gruppo: davanti c’è Carlo Paudice, punta che dà ottime garanzie, e Luca Bisceglie, prospetto interessantissimo. A centrocampo giocatori come Mattia Agosta e Paolo Kasemi, mentre il reparto di punta è la difesa con il duo Arnone – Gallorini e anche l’ottimo neo-acquisto Luca Amadori. Nonostante ció non si può non riconsiderare la posizione della Juventus a fine campionato a causa delle fresche dimissioni dell’allenatore Alessandro D’Anteo. La squadra è stata disegnata secondo le sue direttive, per il modulo che poteva venire più congeniale al mister campione d’Italia. Nel momento in cui questo articolo viene scritto, non pare neanche esserci ancora una scelta sul suo successore, anche se il nome più caldo sembra essere quello di Giuseppe Trovato, ex Novara. Per questa serie di fattori, la Juventus si potrebbe trovare ad inseguire più squadre.

IlCarro intervista Riccardo Serafini

Riccardo Serafini, membro storico del Progetto, presente dalla Stagione 1, si introduca.
Salve, quasi tutti mi conoscono all’interno del Progetto, ma mi presento lo stesso per quei pochi (fortunati) che non mi conoscono: sono lo storico mister del Cesena, colui che ha inventato la famosissima tattica a “pista di biglie” e non solo, sono anche il bomber del Parma di mister Gallarato.

Parliamo allora di questa fantomatica pista di biglie; nasce per caso? Le ha portato più gioie o più dolori e perché ha deciso di accantonarla?
Sfatiamo un tabù. La pista di biglie nasce come un normalissimo 3-4-3, utilizzato nella Stagione 1 quando ero allenatore del Fublet; lo schierai in un’unica partita, contro la Roma, per sbaglio avanzai l’esterno sinistro alto e con questo nacque la pista di biglie. Dopo quella invenzione Paolo Bianchi mi cacciò giustamente e io da lì non la utilizzai più.

Si ritiene il maggior colpevole di quella retrocessione?
Sì, ero un allenatore molto inesperto, alla mia prima panchina; nonostante tutto, ringrazio Paolo per la fiducia riposta in me durante quelle quattordici partite, sicuramente se fossi stato un pochino più accorto all’epoca sarebbe andata diversamente; probabilmente col Serafini di oggi non sarebbe finita così.

Veniamo ora a tempi più recenti. Cogliendo l’occasione per congratularci per la promozione in Serie A, l’altra faccia della medaglia vede una situazione attività non proprio florida; siete la quartultima della B e partite come ultima nel prossimo campionato di A. Sappiamo che avete presentato ricorsi ma la situazione non dovrebbe variare di molto. Cosa non ha funzionato? Pretese troppo alte nei bonus dei contratti?
In tutta sincerità noi pensavamo di aver assegnato ai nostri giocatori dei bonus raggiungibili, purtroppo molti di questi non sono stati ottenuti per diversi sfortunati motivi; per esempio alcuni giocatori sono risultati meno attivi in questa stagione rispetto alla scorsa, probabilmente pensavano di raggiungere comunque i bonus; poi onestamente non si capisce come gente come Arrigo che segue tutte le dirette su Twitch non abbia raggiunto almeno il bonus live; secondo me il bot non è assolutamente affidabile come risorsa per calcolare il bonus, poiché ho notato molta gente che ha partecipato alle live per tutta la stagione e che nonostante questo non ha raggiunto il rispettivo bonus. (Perfavore Ale e Fil non linciatemi).

Aldilà di quello che può essere un caso singolo come Arrigo, che gli admin sicuramente verificheranno, se guardiamo alle squadre che hanno avuto l’attività migliore vediamo che dietro ci sono sempre persone esperte che hanno saputo gestire al meglio i propri utenti; tu che nel Progetto sei un veterano, pensi (assieme al tuo DS Cafarella) di aver sbagliato qualcosa nel coinvolgimento dei tuoi ragazzi?
Non penso proprio, io e Andrea abbiamo fatto il massimo per i ragazzi, ora magari non saranno creativi o che altro, ma vogliono bene al Cesena e il mio obiettivo era proprio che tutti i miei giocatori avessero a cuore il Cesena; i bonus contano relativamente e da noi sono quelli che dimostrano di volere più bene al Cesena che poi avranno le ricompense maggiori; è vero i soldi hanno un loro peso, soprattutto in un gioco in cui li guadagni grazie all’attività e li usi per migliorare il tuo calciatore, ma anche quelli meno attivi hanno dimostrato di voler bene alla causa bianconera, infatti l’aspetto più bello è che nessuno vuole andare via da Cesena, poiché i giocatori amano questo gruppo e soprattutto amano il grande cavalluccio, e lo dico con un certo orgoglio in quanto romagnolo e tifosissimo del Cesena nella realtà.

Se tanti sono quelli che non vogliono andar via, pochi sono quelli che sono arrivati a Cesena di recente. Qual è l’obiettivo per la prossima stagione e pensa che le rare operazioni in entrata siano sufficienti a raggiungerlo?
L’obiettivo è senza dubbio la salvezza, il nostro scopo era mantenere l’ossatura della squadra che ha vinto i Playoff con qualche innesto per puntellare la rosa. Penso che Pistocchi e Fregosi siano due acquisti utili in due ruoli dove avevamo più necessità, poiché disponevamo solamente di due centrali e di appena un terzino; poi il resto della squadra è di buon livello, con Arrigo, Esposito e Lo Piano su tutti; li considero giocatori che farebbero gola a squadre che giocano per l’Europa che conta, quindi sì la squadra secondo me è in grado di salvarsi, ma ci sarà da soffrire parecchio.

Veniamo ora alla parte se vogliamo più leggera dell’intervista. Serafini calciatore: spieghi una volta per tutte la sua decisione di passare, a metà stagione, ad una squadra in piena lotta salvezza come il Parma, quando la cercavano club molto più illustri.
Mai stato uomo da grandi squadre, a me piace essere l’eroe delle piccole e portarle a essere grandi; destino vuole che la proposta del Parma fosse congrua con le mie aspettative di carriera: sarei stato il giocatore di punta e avrei avuto una squadra molto attiva in cui giocare, hanno creduto in me e io ho creduto nel loro progetto. Adesso non me ne voglio più andare, per questo motivo ho addirittura fatto inserire una clausola di 7 milioni nel mio contratto. Non me ne vogliano i big team che mi hanno cercato ma mi possono offrire anche stipendi da 3 milioni a stagione che io preferirò sempre le squadre piccole. È più bello rendere le piccole grandi, più che ingrandire ancora di più i club già illustri.

Una critica che le potrebbero muovere è che arrivato a questo punto della carriera non ha ancora il coraggio di prendersi le responsabilità in una grande squadra.
Farà mai, anche in un futuro molto lontano, questo ipotetico salto?
Sono già in una grande società, quindi per come la vedo io, il salto l’ho già fatto.

A proposito del Parma, alcuni esponenti della nostra redazione ritengono che per una serie di fattori l’anno prossimo potrebbe essere una grande stagione per i gialloblù, è d’accordo? E lei cosa si aspetta?
Condivido anch’io le stesse sensazioni; in mia opinione saremo la rivelazione del campionato e lotteremo come minimo per un piazzamento nei Playoff, poi se quelle davanti dovessero distrarsi…

Ci parli ora dell’ambiente Udinese, la squadra che ha lasciato prima di approdare a Parma, come ha trascorso il suo periodo coi friulani e secondo lei com’è stato possibile portare la squadra Campione d’Italia in Serie C in due stagioni consecutive.
Il primo anno nonostante l’amara retrocessione personalmente mi sono trovato bene, poi una volta arrivate le divergenze societarie l’anno seguente ho dovuto lasciare la squadra, troppe prese in giro, non si sapeva a quanto ammontasse il debito e c’era pure gente all’interno della dirigenza che continuava a sostenere che fossimo in attivo; ho preferito lasciare per l’ambiente scomodo che si era venuto a creare. Ad ogni modo penso che la causa di tutto sia stato uno staff troppo inesperto.
Comunque nonostante le annate non troppo positive, voglio fare un saluto con affetto a una tappa importante della mia carriera da giocatore, carriera che è migliorata anche grazie all’Udinese, quindi faccio loro un grande in bocca al lupo sperando che col nuovo restyling societario tornino a competere nelle categorie che più contano.

Parliamo di Nazionale. Recentemente sono stati eletti i due commissari tecnici degli Azzurrini, con Salvatore Campagna e Nicholas Michelini rispettivamente alla guida dell’Under 21 e dell’Under 19. Lei essendo un classe 2001 rientra nel bacino di quest’ultimo, quali sono le sue sensazioni a riguardo?
Tecnicamente sarei del 2002 ma Filippo mi ha creato erroneamente un anno più anziano, ma tralasciando questo piccolo dettaglio, Michelini è un grande allenatore, ha già fatto cose strepitose sulla panchina della Lazio e penso che farà altrettanto bene allenando l’Under 19. Lo stesso penso di Salvatore, è un tecnico molto preparato, ha dominato un campionato ostico come la Serie B e secondo me con lui in panchina la Cremonese lotterà per le posizioni di vertice anche nella massima serie. Difficile chiedere di meglio per le due nazionali giovanili.

Se potesse acquistare un calciatore in particolare, un pupillo che vorrebbe nella sua squadra quale sarebbe?
Se potessi prenderei Mark Aperio dal Genoa. Per quello che penso io il miglior giocatore nel complesso in questi tre anni.

Descriva con una parola le seguenti figure: Federico Gallarato, Alberto De Donatis, Paolo Bianchi, Salvatore Campagna, Andrea Conte.
Gallarato: pop-corn, De Donatis: purgatorio, Bianchi: abnegazione, Campagna: albero, Conte: pianoforte (non so se sia il termine più adatto, ma intendo dire che è uno che la tocca sempre piano il buon Andrea).

Stiamo giungendo alla conclusione, quello che ancora ci preme sapere è se nella carriera di Serafini, sia quella da calciatore sia quella da allenatore, c’è qualche rimpianto, qualcosa che cambierebbe e perchè.
L’unico rimpianto che ho è la prima esperienza di allenatore di cui parlavo a inizio intervista. Ma è un rimpianto non perchè c’è stata, ma per come è andata, dal momento che la rifarei in ogni caso, mi ha formato parecchio; come sappiamo spesso aiutano di più a farti crescere le esperienze negative piuttosto che quelle positive.

Grazie per essere stato in nostra compagnia. Le auguriamo le migliori fortune per la stagione che prenderà il via a breve.
Auguro lo stesso a voi de IlCarro, grazie davvero per l’opportunità che mi avete concesso con questa intervista, è stata lunga ma molto piacevole.

Il faraonico mercato del Bologna

Stagione 3, 38° giornata di Serie A. Il Bologna si è salvato all’ultima respiro, dopo un campionato alquanto disastroso. Era ancora vivida a inizio stagione il ricordo dell’ottavo posto, con l’Europa League sfumata soltanto nelle ultime tre partite. Certo, era partito Pasquale Canario, ma nessuno si sarebbe immaginato un calvario del genere, tra il mister Michele Ianzano dimesso, seguito dal ds Gaetano Fagone poco dopo, il sostituto dell’allenatore Matteo Trementozzi andato via anche lui e un’instabilità che poi si riversava in campo, con prestazioni altalenanti e l’ombra della retrocessione che si avvicinava sempre di più.

Nonostante tutto il Bologna – come due stagioni prima – è sopravvissuto e rimarrà in Serie A. Con grandi ambizioni di rinascita. Fabio Bicocchi si assume la responsabilità di essere il direttore sportivo dei Felsinei. Il nuovo DS, con una breve esperienza come dirigente a Crema sulle spalle, si è messo già all’opera per formare una squadra in grado di assicurare la salvezza con maggiore tranquillità ed ambire a qualcosa di più.

Il primo innesto del #DSA nella Dotta è stato il terzino doppia fascia Alessandro Galini, dal Frosinone, per la modica cifra di 600k. Sempre per il ruolo di terzino, acquisirono Saverio Provenzano, dalla Lazio, per la cifra di 1,2 milioni. Nel mentre, il Bologna cedeva Carlo Maiorano per 750 mila alla Casertana e Francesco Ricciardi per 650 mila al Livorno.

Bicocchi non ha solo puntellato la fascia, ma ha cercato di colmare al meglio la richiesta di cessione di Antonio Cusumano, desideroso di cambiare aria. Mentre l’attaccante veniva ceduto per la cifra monstre di 2,1 milioni all’Inter, il ds dei rossoblù riempiva il buco offensivo con due innesti: il primo, Gaetano Cerardi, punta del Livorno, arrivò nel capoluogo in cambio di 1,2 milioni; il secondo, più altisonante, è stato l’attaccante ex-pigino Vincenzo De Lucia, comprato per 2,0 milioni.

Venduto poi il centrocampista Michele Carminati, per 600 mila all’Atalanta. Il mercato del direttore sportivo, prima del suo approdo definitivo nello staff del Milan, si è impreziosito con l’ingaggio di Alessandro Terzo, dall’Avellino, per 2,0 milioni. Stessa direzione, ma verso opposto, è stato infine l’ultima trattativa del #DSA, con Roberto Sarcina all’Invictus per 700 mila.

Fabio Bicocchi ha poi salutato Bologna, lasciando i giocatori nelle mani del nuovo allenatore Mario Torsello. In questa stagione 4, il mercato fatto dal Bologna sarà sufficiente per renderla la squadra outsider della massima serie? Quali squadre illustri cadranno per mano dei felsinei al Renato Dall’Ara? Non ci resta che attendere l’inizio del nuovo campionato.