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La Guida al Pallone d’Oro – Attaccanti

Quarta ed ultima parte della Guida al Pallone d’Oro. Ci teniamo a sottolineare che in questo manuale abbiamo voluto riportare le mere statistiche in-game di ogni singolo candidato, ma questo non significa che il fattore attività per noi non sia importante per eleggere un potenziale vincitore, anzi; chi sta scrivendo è colui che ha richiesto l’introduzione della soglia di 200K di bonus per essere inseriti in lista Pallone d’Oro.
Semplicemente abbiamo voluto impostare il lavoro in questo modo, proponendo principalmente quello che è stato il percorso di questi calciatori nel gioco, dal momento che l’attività dei vari utenti, per chi vive il gruppo, è più facilmente sotto gli occhi di tutti.

STEFANO CUCCI
Un discreto bottino di 12 reti, poi in Stagione 4 finisce completamente nel dimenticatoio dell’Atalanta, che lo manda in campo solo un paio di volte. Guardare altrove.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: NC

EMANUELE IETTO
È l’attuale miglior realizzatore del Bari con 7 goal stagionali. Sa trovare la porta ma propone anche giocate di qualità negli ultimi 25 metri. Meglio ora dell’anno scorso, i pugliesi devono sperare che continui così se vogliono assicurarsi la salvezza.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

MARCO BELLINATO
Mentalmente uno degli attaccanti più preparati in circolazione. Non gli manca nemmeno un solida ossatura tecnica, ed è vero che a volte è stato schierato sulla trequarti, ma i numeri non sono troppo dalla sua parte: 8 centri in un anno sono relativamente pochi, specialmente ora che il suo Bologna è il più attrezzato di sempre.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

ALESSANDRO MINELLI
13 Reti con la maglia del Palermo, che però non bastano a salvare i rosanero. Passa al Crotone, squadra in cui le conclusioni tendono ad arrivare più da parte delle ali che delle punte, e inizia a segnare meno. In un team che si metterebbe a sua completa disposizione dal punto di vista tattico, potrebbe tranquillamente replicare la doppia cifra.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

ANDREA PIZZI
È di fatto la riserva di Minelli e patisce questa mancanza di minuti nelle gambe. L’anno scorso aveva segnato 10 goal, alcuni anche importanti per la salvezza finale del Crotone. Peccato.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 5

VINCENZO MOSCA
Non è mai stato una punta da numeri spaventosi. È andato a segno in quattordici occasioni nell’annata solare, ma considerando la qualità delle ali del Drink Team ad un attaccante esperto come lui si può chiedere quel valore aggiunto in più.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

ALBERTO “PANOZ” SCOTTA
Spiace dirlo, ma l’attuale Panoz è il fantasma della prima versione che trascinò l’Udinese alla vittoria del primo storico Scudetto. In Stagione 4 gioca sei volte da titolare, altrettante entra dalla panchina, ma non segna mai e allo stesso tempo si rende davvero poco pericoloso. Inoltre, è sua la media voto più bassa dell’intera rosa.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 4

CLAUDIO PERÒ
Uno degli attaccanti storici del Progetto sembra essere entrato in un calo a lunghissimo, ma costante termine: nella Stagione 3 mette a segno la metà delle reti dell’anno precedente (comunque 12), nella 4 è fermo ad un solo timbro e ha collezionato tante occasioni sprecate a tu per tu col portiere. Che la principale ragione sia l’involuzione che avuto il suo Genoa? Eppure Trovato (giocando qualche volta in più come titolare) le sue sei marcature se l’è fatte. Ora è sul mercato dei prestiti, gli si augura di ritrovare tanta continuità, sia come minuti sia, soprattutto, come reti.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 5

LUCA MASO
Totalmente uguale al discorso Però: 12 reti la scorsa stagione, una sola in questa. Di mezzo c’è la soddisfazione della vittoria dell’Europeo Under 21, dove ha giocato bene. Lui che è anche trequartista e potrebbe trovare più spazio tra i rossoblù, molto dipenderà dal modo di giocare del neo-arrivato Trojer, altrimenti sarà la riserva di Trovato e dovrà sfruttare le sue occasioni al massimo.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 5

LUCA CIAMPAGLIA
Fino alla passata stagione gioca una partita ogni due e realizza comunque 11 reti, contornati da 6 assist. Con la partenza di Gallarato quest’anno diventa titolare e ha già raggiunto la doppia cifra. Nome meno considerato degli altri, ma in questo momento una punta di assoluto valore.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 8

CARLO PAUDICE
Senza ombra di dubbio il miglior giocatore della Juventus campione d’ Italia: 22 realizzazioni, 9 assist, 7 MVP e media 7.57. Attaccante tecnicamente sopraffino, se non fosse per un avvio di Stagione 4 un po’ in sordina sarebbe da considerare tra i migliori in assoluto.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 7

CARMELO CERAOLO
Oggetto misterioso che avrebbe tutto ciò che serve per far bene, ma che non è mai esploso. Per ora si limita ad essere la riserva di Bisceglie, difficile da valutare anche per quanto riguarda lo scorso anno, dal momento che giocava in B con l’Udinese (che retrocedette).
Voto Stagione 3: NC – Voto Stagione 4: 5

GIANLUCA PATTAROZZI
Probabilmente nel complesso il giocatore più continuo di tutti nell’intero anno solare, dentro e fuori dal campo. Trascina la Lazio in Champions con 18 reti, poi in Stagione 4 viene adattato principalmente sulla fascia sinistra e continua a sfornare prestazioni invidiabili. Ha già portato a casa 8 reti e 10 assist (primo in Serie A assieme a Marchi) e una media voto vicina all’8.
Inoltre è un personaggio ben voluto e apprezzato da tutti. Prestare massima attenzione per la vittoria finale.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 9

ANTONIO DI GLORIA
Periodo gennaio-giugno travagliato per lui; arriva all’Olimpico ancora frastornato dal caso Progettopoli, mette comunque a segno 8 reti, alcune importanti per sigillare la massima qualificazione europea. Poi il maxi potenziamento lo porta a diventare una macchina da goal. Sono già 20 i suoi timbri in questo girone d’andata. È il miglior giocatore del campionato per media voto ed è l’unico che abbatte la soglia dell’8 (8.15); quest’ultimo, assieme ai 7 assist vincenti finora forniti ai compagni, è un segno di come Di Gloria abbia trovato una completezza che lo porta ad essere un calciatore ben superiore all’essere un semplice finalizzatore puro.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 10

FEDERICO GALLARATO
Semplicemente il miglior marcatore di tutti in questo momento. 22 Sigilli con ancora una gara da disputarsi nel girone d’andata, la proiezione è di oltre 40 reti a fine stagione, numeri che ancora nessuno ha nemmeno sfiorato. C’è da fare i conti con una prima parte d’annata che in quel momento era stata al di sotto dei suoi standard: va in goal solo otto volte, ma il suo contributo è comunque sufficiente a portare la sua Inter in Europa League prima di salutarla definitivamente. Certo se si va a dar peso alle prestazioni recenti Gallarato è obbligatoriamente tra i favoriti per la Top 11 attaccanti, oltre che per lo stesso Pallone d’Oro.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 10

FABRIZIO LOPRESTO
Diciassette goal in tutta l’annata per un giocatore che non è mai stato una punta pura. In un momento in cui il Milan fatica a racimolare grandi numeri là davanti, lo stesso Lopresto sembra inserirsi meno negli equilibri offensivi dei rossoneri. Rimane un attaccante completo, che può giocare ovunque dalla trequarti in su. Sicuramente un bel giocatore.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

DAMIANO MATTIA
Tanta fatica con la maglia del Milan; entra in campo 17 volte ed esulta solo 2. Alla Cremonese concretizza il suo personale salto di qualità. Parte titolare in nove casi e in 15 presenze complessive trova la via del goal in 8 occasioni. Attaccante fisicamente devastante, guardando le sue caratteristiche lo si può individuare come il nuovo Gallarato.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 8

LUCA LANZA
Putroppo non c’è molto da dire su questa punta che in 5 mesi in-game non ha ancora scritto il proprio nome nel tabellino dei marcatori. Anche nella prima parte di annata, con la maglia del Lecce, non si era rivelato un mostro del goal.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 4

EMANUELE ARUTA
Arriva al Napoli a gennaio e si presenta bene, portando quasi un goal ogni due partite. Assaggia più volte la Nazionale e ad oggi è il terminale offensivo più importante dei partenopei. Forse tre reti in Stagione 4, con una squadra che sta comunque facendo molto bene, risultano scarse, ma l’attaccante ha potenzialità non indifferenti.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

PASQUALE CANARIO
È lui vero trascinatore offensivo del Progetto Gaming nella scorsa stagione: 10 realizzazioni e 13 assist. Anche lui subisce il cambio di piattaforma e i suoi numeri calano vertiginosamente in Stagione 4. Quattro reti le ha comunque portate a casa.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 6

CLAUDIO MANFREDI FRANCO
Trequartista dalle indiscusse doti tecniche, arriva a Livorno ma fa troppo poco per salvare la squadra. Lo acquista il PG e lui ha già doppiato i suoi numeri della scorsa stagione. Le prestazioni sono buone, ma ancora non da fuoriclasse.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

MIHAI PIU
Durante il suo prestito al Palermo le gioca praticamente tutte ma si ferma a sole 7 marcature, e la squadra retrocede in B. Torna al Progetto Gaming, dove sfruttando le sue doti di costanza ed il suo fisico, finora è riuscito ad incassare un discreto bottino di 4 reti e 2 passaggi chiave.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

FABIO BICOCCHI
Al Torino mantiene una media di 0.5 reti a gara. Il PG punta molto su di lui e finora Bicocchi si rivela il miglior marcatore dei cremaschi. Le sue prestazioni però risultano ancora molto altalenanti e lontane da un top di reparto.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

VINCENZO DE LUCIA
Una punta che nelle sue prime due stagioni aveva complessivamente sfiorato quaranta reti. In quella passata, pur entrando in campo 30 volte, si limita a lasciare il segno in 6. Ma è in ripresa; le stesse 6 realizzazioni le ha già raggiunte nel girone d’andata con la maglia del Bologna.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 7

MATTEO TREMENTOZZI
Giocatore difficile da valutare, perchè se andiamo a vedere i suoi numeri con la maglia dell’Inter, questi risultano di gran lunga insufficienti per un attaccante; questo, però, perchè per la maggior parte è stato schierato nel suo secondo ruolo, quello di centrocampista centrale. Ci viene da chiederci, dunque, se è corretto inserirlo in lista per questo ruolo. Una cosa però è certa, in Stagione 4 il suo apporto per il PG è stato praticamente nullo, tanto da essere già in partenza per La Spezia.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 4

SAMUELE TOMASSETTI
Capocannoniere della scorsa Serie A, segna 29 reti in 31 presenze. Chissà che non potremo parlare di un Top 11 di ruolo se nel passaggio alla Sampdoria avesse mantenuto questa media gol clamorosa. L’attaccante più letale della Stagione 3, che comunque in quella attuale ha già lasciato il segno in otto occasioni.
Voto Stagione 3: 10 – Voto Stagione 4: 7

MARIA MANDAGLIO
Sinceramente guardando i numeri non ci saremmo aspettati un declino di questo tipo per lei; solamente 2 goal in 21 presenze questa stagione. Lei che, arrivata a gennaio dalla Spal, aveva piazzato la sfera in rete 11 volte collaborando non poco alla qualificazione in Champions dei blucerchiati. Che il tormentone dell’anello stia pesando sempre più tra la giocatrice e mister Filippone?
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 5

GIUSEPPE TUCCIO
Quindici goal nella temporada passata per la punta del Sassuolo; se a questi aggiungiamo 10 assist, capiamo come Tuccio sia un calciatore che sa giocare molto bene anche per la squadra. Da uno degli attaccanti più completi di tutti possiamo aspettarci di più? Sì. Ma prendendola da parte, la sua rimane un’ottima stagione. E quest’anno si sta ripetendo (10 reti finora).
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 8

CHRISTIAN PENNISI
Una delle punte mentalmente più performanti. Nella Stagione 3 trova una grande continuità, che gli permette di arrivare a 25 reti. Quest’anno la media è un pochino inferiore, ma c’è da dire che il Torino in questo momento segna leggermente meno. Un gran bell’attaccante, solo 19 anni e un futuro più che roseo per lui.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 7

IL VOTO DE IL CARRO
Gallarato
Pattarozzi
Tomassetti

La Guida al Pallone d’Oro – Centrocampisti

Terza parte della Guida al Pallone d’Oro Stagione 4. Uno dei ruoli più variegati, il centrocampista.
Ecco chi sono i candidati in questa posizione e come si sono comportati in quest’annata.

IVAN TORCOLINI
Qualche rete, qualche passaggio chiave, per quello che è un buon giocatore offensivo. Può occupare un paio di posizioni, non eccelle in una caratteristica in particolare ma nel Bari ha trovato tanta titolarità e ogni tanto ha sfoggiato qualche bella prestazione.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 6

LUCA FRANCESCHI
Centrocampista di grande sostegno, quasi sempre tra le scelte dal primo minuto di mister Torsello. Le sue caratteristiche di incontrismo lo limitano dal punto di vista dell’estrosità, ma in mezzo al campo è più di una garanzia per un Bologna attualmente in piena corsa Europa.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

MAURO CATALANO
Calciatore molto simile al compagno sopracitato. Leggermente più tecnico, anche lui è una presenza importante in mezzo al campo per i felsinei, ma sa anche impostare in fase di possesso. Rendimento non clamoroso, ma solido.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

WALTER D’AURIA
Il faro del Crotone. Chiude la Stagione 3 con 7 reti e 8 assist, giocando spesso anche da trequartista. Più recentemente viene arretrato a centrocampo, è uno dei registi migliori in circolazione e anche quest’anno ha già segnato in quattro occasioni, mantenendo la media realizzativa della passata stagione; 0 assistenze finora, però.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 7

ANTONIO BOZZA
Tra le ali più interessanti di tutto il Progetto. Può giocare indipendentemente a sinistra come a destra, dove è più spesso schierato; 6 reti (8, se ne consideriamo anche un paio in Coppa Italia) e 8 assist in 16 presenze. È completo: tecnico, agile, letale nel cross, dotato di una grande lettura della gara e discretamente rapido. Non pazzesco nella Stagione 3, dove comunque i calabresi erano impegnati a raggiungere la salvezza, ma sempre più in crescita più passa il tempo.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 9

ALESSIO GEGA
18 Assist in trenta presenze l’anno scorso. Gega “Gengar” era magico, prendeva palla lì in alto a destra e sapevi che in mezzo sarebbe arrivato un pallone più che invitante per le punte arancionere. Tutto questo in un’annata pessima per il suo Drink Team. Quest’anno un crollo totale: siamo al giro di boa ed è solo una l’assistenza presente tra le sue statistiche.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 5

BRUNO D’ARTIBALE
Tolto Sirigu, probabilmente il miglior incontrista del Progetto. Difficile che il portatore di palla passi dalle sue parti mantenendo la sfera tra i piedi. Tiene una buona media del 7.13 alla fine della stagione scorsa poi, anche per lui, in tempi più recenti arriva un declino che gli concede uno scarno 6.61 e che gli ha tolto tanta sicurezza.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

UGO FRANCESCO MOLLO
Talentino della trequarti, presente più nella fase di costruzione che nell’ultimo passaggio decisivo. Annata solare un po’ arida di bonus per lui, media voto mai vicina al 7 e poca incisività negli ultimi trenta metri. Potenzialmente rimane un regista avanzato di belle prospettive.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 5

WILLIAM CIOÈ
Fino a giugno gioca nello Spezia e non sfigura, andando tre volte in goal e servendo 7 assist. Nella Stagione 4 diventa un bel jolly per la squadra di Dublino, subentra molto spesso a gara in corso e nonostante ciò ha già messo a referto tre reti e cinque assistenze.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

MATTEO CROATTI
Regista statico; tanta qualità nei piedi e grande visione di gioco. Quasi sempre presente nel mettere ordine alla manovra del Drink, ma mai nessuna prestazione da cineteca.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 6

GABRIELE MARCHI
Occhio a Marchi, 17 reti e 14 assist nell’anno solare. In questo momento guida, assieme a Pattarozzi, la classifica del maggior numero di assist serviti (10), e lo fa giocando in una Fiorentina che sguazza nelle acque più profonde della sua storia. Come calciatore gode di una stima generale che potrebbe portargli diversi voti, possibilissimo Top 11.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 9

ALBERTO DE DONATIS
Il miglior tiratore di piazzati in quest’annata porta al suo amato Genoa nove timbri e otto servizi decisivi per i compagni. Non male. Regista sopraffino, abbassa leggermente le sue prestazioni in un momento di crisi generale per i Grifoni, ma è la luce da cui parte tutto il buono che i rossoblu riescono a costruire nella metà campo avversaria.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 7

DONATO SODANO
Seconda parte di Stagione 3 abbastanza scarna per lui, ma in quella attuale è il miglior giocatore per rendimento del Genoa, l’unico che abbatte la soglia del 7 come voto complessivo. Già 6 reti e 2 assist. Sodano si è potenziato molto bene in estate ed è diventato un calciatore dalla grande efficienza, probabilmente il primo a cui i sostenitori della De Andrè Arena dovranno aggrapparsi per togliersi dalle zone calde della classifica.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 8

MARK APERIO
Fino all’inizio della Stagione 4 Aperio era l’incubo di qualsiasi difesa che lo abbia affrontato. 6 Goal, 16 passaggi chiave, 5 MVP e media del 7.29. È uno dei calciatori che ha subito di più il cambio di piattaforma; nelle sue 15 presenze ha sì piazzato un paio di reti e 5 assist, ma è sotto gli occhi di tutti come abbia drasticamente diminuito la sua incisività offensiva.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

ALESSANDRO PIRONTI
Doveva portare tanta esperienza e quantità nel centrocampo genoano, ma del suo periodo rossoblù che sta ormai volgendo al termine si ricordano più prestazioni negative che altro. Alla fine, se togliamo una manciata di gare sfortunate, il suo apporto è meno disastroso di quanto possa apparire, ma si limita ad essere sufficiente.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 6

CRISTIAN MARCHESE
L’elemento più importante del centrocampo dell’Inter. Sa come muoversi, legge bene le situazioni di gioco e nonostante i soli 18 anni si può già considerare uno degli elementi nerazzurri di maggiore esperienza. Avrebbe però le caratteristiche per stare nell’Olimpo del centrocampo, ma in questo momento al massimo si trova ai suoi piedi.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

MATTIA AGOSTA
Stagione scorsa assolutamente brillante per il regista della Juventus. Porta tanta continuità e la squadra può fare affidamento su di lui nei momenti chiave verso lo Scudetto. In Stagione 4 sembra smarrirsi inizialmente, poi l’arrivo di mister Terlati lo rigenera, arrivano 3 reti e 3 assist e una più che buona media in pagella (7.16). Un altro calciatore ammirato da molti, la Top 11 non è un utopia.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 7

PAOLO KASEMI
Guardi i numeri di Kasemi e quasi non te li aspetti: nell’anno solare 5 reti, 7 assist e praticamente mai un voto sotto al 7. Lui che fa un lavoro oscuro, importante sia in fase difensiva che in impostazione, è sicuramente una piccola rivelazione bianconera. Giocatore di sicuro affidamento.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 8

GIUSEPPE DI CACCAMO
Stagione 4 molto avara per Di Caccamo. Lui che potrebbe giocare sia attaccante esterno che trequartista centrale, in entrambe le posizioni non punge, non segna ed ha la media voto più bassa della squadra. Almeno nel finale della scorsa stagione cinque passaggi decisivi li aveva procurati.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 5

ALESSIO SCARCIOTTA
Rivelazione biancoceleste. Arriva dal Trapani in punta di piedi e giocando da centrocampista conclude la stagione con 16 reti e 6 assist. È il giocatore che in tutto l’anno ha segnato di più tra tutti i candidati presenti nel suo ruolo (21). È tra i migliori dell’Under 21 campione d’Europa. Di recente viene spostato nella posizione di esterno/trequartista di destra e mantiene un bel rendimento. Magari meno considerato dai più, meriterebbe davvero tanto per quanto fatto vedere in Stagione 3.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 7

SALVATORE CAMPAGNA
Si dice dalle stelle alle stalle, lui fa il percorso inverso. Chiude Stagione 3 facendosi carico della retrocessione del suo Livorno, anche se sicuramente non è lui quello che ha più colpe a livello tecnico. In estate passa alla Lazio e ad oggi è il centrocampista dal miglior rendimento in assoluto; giocando da regista puro ha già collezionato cinque reti (spesso decisive) e sulle tante trame di gioco c’è sempre la sua firma. Diventa anche punto di riferimento in Nazionale maggiore, sempre convocato. Se si potesse chiudere gli occhi per i primi sei mesi dell’anno, potremmo parlare di un possibile candidato per la vittoria finale.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 10

PAOLO CILANO
Giocatorino umile che si è sempre fatto trovare a disposizione. Per ora surclassato dai titolari della Lazio nel suo ruolo, ma quando chiamato in causa ha tenuto una bella media di 7.2. Sempre presente in Nazionale Under 19; da tenere d’occhio per il futuro.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 7

SALVATORE PONTICELLI
Sarà uno dei trequartisti più forti dei prossimi anni. Certo nel momento in cui scriviamo questa guida leggiamo solo 3 goal e 4 assist nella stagione passata, giocando praticamente sempre. Poco per uno come lui. Però nella Stagione 4, con metà delle gare disputate, le reti sono già 4 e la qualità fatta vedere in campo è ampia. Giocatore offensivamente più importante di un Napoli che in questo momento si trova in piena qualificazione Champions League.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 8

PAOLO PUZZER
Percorre, con qualche mese di anticipo, la stessa tratta del suo connazionale Pironti, dal Genoa al PG, e possiamo considerare il suo rendimento molto simile. È un centrocampista di assoluta esperienza, ma non riesce mai a farlo pesare nelle sue prestazioni. Troppo insipido, chissà che non possa rinascere a gennaio, quando in quel di Bari sarà un leader assoluto della squadra.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 6

MARIKA CALCAGNO
Fa il suo ambientamento in Serie A con la maglia dell’Inter, da gennaio a giugno. In estate passa al PG, si ritrova di punto in bianco in una squadra europea e non sfigura. Non aspettatevi goal e giocate (per ora), ma una buona dose di quantità in mezzo al campo non manca mai.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 6

DAVYD ANDRYIESH
Rendimento Stagione 4? Vedi Pironti/Puzzer. Nel finale di Stagione 3 non esplode, ma sicuramente aiuta la Sampdoria a confermare la qualficazione in Champions. Ultimamente è vittima di un’involuzione che portano i blucerchiati a decidere di cederlo all’Atalanta nel mercato invernale. Ma lui è giovane, ha qualità e lo rivedremo presto in questa lista.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 5

DENIS COGHI
Non male quanto fatto vedere dall’attuale centrocampista del Sassuolo. In uno Spezia straultimo in classifica colleziona 3 reti e una media vicinissima al 7. Si rende anche protagonista di belle prestazioni nella vittoria dell’Europeo Under 21. Nei neroverdi si inserisce nel migliore dei modi, già due palloni in rete e quattro passaggi chiave, interessante trequartista.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

ARNALDO FIGONI
Grande costanza; raramente vedremo una sua performance sotto il 7 in pagella. Certo per ora non è uno di quei giocatori che ti fa balzare dalla sedia, e potrebbe portare qualche bonus offensivo in più ai Granata, ma di certo mister Sedda non si può lamentare del suo apporto.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

MAURIZIO DEIDDA
Centrocampista completo e concreto. Ogni tanto non disdegna il vizio del goal, spesso calciando da fuori; un paio delle sue conclusioni vincenti di questa annata risultano tra le più spettacolari. Anche per lui c’è un 7 pieno di media; se gli manca qualcosa, forse, è la capacità di lanciare i compagni a rete. Giocatore che qualsiasi squadra vorrebbe avere in mezzo al campo.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 7

IL VOTO DE IL CARRO
Campagna
2 Marchi
3 Agosta

La Guida al Pallone d’Oro – Difensori

Prosegue il nostro manuale sul Pallone d’Oro Stagione 4.
In questa seconda parte analizzeremo i candidati della retroguardia.

PASQUALE CESARIDE
Guida da capitano la sua Atalanta verso il sogno europeo, che sfuma nel finale di stagione. Il suo è un contributo di sostanza, due reti, tre assist (relativamente pochi per un terzino), ma un’invidiabile media voto del 7.31. Quest’anno in un solo girone ha già raggiunto gli stessi numeri e continua ad essere un perno fondamentale dei bergamaschi che, grazie all’attuale terza posizione, all’Europa stavolta ci credono davvero. Occhio al Capitano per eccellenza, perchè la Top 11 per lui potrebbe non essere un miraggio.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 8

PAULO MYRONYK
Arriva a gennaio dal Lecce, ma in tutto l’anno solare colleziona solamente un assist. Le sue performance non sono da buttare, anzi, ma ci si aspetterebbe un apporto offensivo decisamente maggiore; tra lui ed il titolare del ruolo, lo stesso Cesaride, è obbligatorio preferire quest’ultimo.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

LUIGI GIGLIO
In una stagione interista di alti e bassi, lui comunque porta a casa un voto complessivo di 7.26, 6 assistenze e 3 premi come migliore in campo. Giocatore mai appariscente ma dal rendimento assicurato, come sta ampiamente dimostrando nella Stagione 4 con la maglia della Cremonese, dove è stato adattato anche a esterno di centrocampo con grande successo (media voto vicina all’8).
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 9

RICCARDO VENTURELLI
Meglio noto per le sua capacità difensive che per le sue proiezioni in avanti, è probabilmente l’elemento più importante della difesa del Crotone. L’anno scorso il suo rendimento rimane in linea con quello della squadra, che si salva a due-tre giornate dal termine. Nella Stagione 4 ha una buona media del 7 e ha messo a referto 3 assist; bel giocatore ma per ora Riccardo non è ancora un top di reparto.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

DANIELE SCALAS
Senza infamia e senza lode. Difensore che all’occorrenza può essere schierato anche con qualità da interditore davanti alla difesa, non brilla mai troppo ma allo stesso tempo raramente lo si vede protagonista di errori particolarmente gravi. Ha piazzato comunque 3 reti in tutto l’anno, grazie alle sue ottime doti di saltatore.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

CARLO VOLPES
Colonna storica del Drink Team, da troppo tempo ormai lo vediamo limitarsi a svolgere il suo compito, forse con qualche sbavatura di troppo. Più forte mentalmente che tecnicamente, ha timbrato due volte nella Stagione 4 e ha mostrato delle prestazioni leggermente migliori rispetto alla stagione passata, che è poi passata a referto come la peggiore della storia per gli arancioneri.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

GIUSEPPE GAMBARDELLA
A inizio anno arriva dal Via del Mare per vestire la maglia del Milan. Gioca poco, solo 6 presenze, ma si fa sempre trovare pronto. È uno dei terzini più completi in circolazione, ma
nel girone d’andata anche lui come altri sta pagando il rendimento generale della squadra. 4 Assist li ha comunque portati a casa.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

DANILO TROJER
Che calo per uno dei difensori di maggior prestigio della Serie A. Quest’anno si fa portatore di una media voto ai minimi storici e di tante, troppe disattenzioni difensive. Recentemente spesso rimpiazzato da Finotto, già nella Stagione 3 aveva iniziato a dare meno garanzie. Chissà che da neo-allenatore Danilo non riesca a risollevare, oltre che le sorti del Grifone, anche quelle del suo alter-ego.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 5

GIOVANNI BUSCO
Percorso molto simile a quello del suo compagno di squadra Gambardella. Arriva al Milan, e gioca bene, garantendo un ottimo bottino di 8 assist oltre che una media voto di 7.23. Al Genoa non entra per niente nei meccanismi della squadra, si rende sfortunato protagonista di clamorosi svarioni nelle retrovie e detiene, ad oggi, il voto complessivo più basso dell’intera rosa.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 4

NICOLÒ BAIARDI
Se l’Inter ha subito all’incirca una sessantina abbondante di reti nell’intero arco solare, qualche colpa dovrà probabilmente decadere anche sul suo baluardo difensivo. Nel finale di Stagione 3 fa comunque quello che deve, riuscendo a portare l’Inter al traguardo Europa League. La media della Stagione 4 invece è molto bassa, di poco superiore a quella di Busco per intenderci, e mai una rete; da lui ci si aspetta di più.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 5

LORENZO VALENTINO
Il rendimento di Stagione 3 è simile al suo compagno nerazzurro Baiardi, con la differenza che lui lo ottiene con la maglia del Lecce e, in mezzo a qualche peripezia difensiva, alla fine arriva un’importante salvezza. Giunto quest’estate in quel di Appiano Gentile, finora ha giocato meglio dell’amico Nicolò ed ha messo a segno un paio di assist da difensore centrale. La perfezione difensiva però è ancora lontana.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

SIMONE BONALDI
Arriva quasi come un rimpiazzo a Torino sponda Juve, alla fine colleziona quasi 30 gettoni, si impone come uno dei tanti leader difensivi bianconeri e porta a casa lo Scudetto, segnando anche due reti.
In quest’ultima stagione le prestazioni della squadra hanno un calo e con esse il suo rendimento diventa meno pungente. Possibile Top 11? Per quanto visto nella prima parte sì, per quella seguente meno.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 6

ALESSANDRO GALLORINI
Presenza che si può considerare quasi più importante fuori dal campo che al suo interno; fa benissimo la riserva al duo Arnone – Bonaldi, non sbaglia quasi niente, mantiene una buona media del 7 e viene anche convocato in Nazionale. In questo girone d’andata segna sì due reti, ma fa calare le sue performance e qualche rete incassata dalla Juve passa dalle sue parti.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

LUCA AMADORI
Subisce suo malgrado la retrocessione con la maglia del Livorno, anche se è ormai certo di approdare alla corte dei Campioni d’Italia. Quest’anno non sbaglia molto, tolte le goleade subite da Milan, Fiorentina, Liverpool e Lazio, che dimostrano come sia tutta la squadra a staccare la spina in alcuni momenti; è un centrale completo, manca però da parte sua quella sicurezza difensiva che si pensava potesse portare ai bianconeri.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 6

STEFANO STRANGES
Altro livornese retrocesso e finito poi alla Juventus. Lui ci prova e ci crede fino alla fine, porta 6 assist e una media di 7.09, ma non basta.
In Stagione 4 gioca esattamente la metà delle partite, sia in campionato che in Europa, ma finora contribuisce con solamente un passaggio decisivo.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 6

MARCO FRANCESCO D’ANCA
Chiude la Stagione 3 come migliore Difensore dell’Anno. Un’annata passata a fare i solchi su quella fascia destra, conclusa con 9 assist, 8 premi come migliore in campo e una media di 7.61. Quest’anno le assistenze sono già 7 e la pagella mediata è ancora più alta (7.82). Da tenere d’occhio da molto vicino.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 9

DANILO FALZONE
Piccola rivelazione per i biancocelesti. Arriva a gennaio e si alterna molto bene allo stesso D’Anca, mantenendo la sua stessa media voto.
Ottimo il suo girone d’andata finora, viene schierato anche in posizione più avanzata e sfrutta bene il gioco molto offensivo della Lazio. Certo in ottica votazioni è offuscato dal suo compagno nonché compaesano di cui sopra, ma è un bel prospetto da tenere d’occhio per il futuro.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 7

SIMONE GOFFREDO
Finora ha svolto bene il suo compito, facendo da comprimario a Pompiere, subentrando spesso a gara in corso con due assist e anche due realizzazioni. Singolare che la sua media in pagella della Stagione 3 sia la sua stessa attuale (7.46). Costante, ma non esplosivo come altri.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

GIUSEPPE ROBERTI
Una garanzia della retroguardia rossonera, mai fuori posto, anche se la media dello scorso campionato poteva sembrare più alta (7.11). Nella Stagione 4 anche un pilastro come lui si ritrova a patire la posizione di retrocessione della sua squadra; fa quel che può ma di conseguenza anche le sue garanzie vengono meno.
Preso da parte, rimane comunque uno dei migliori difensori del Progetto.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

FILIPPO BALLARINI
Il più grande simbolo del Milan, l’anno scorso si alterna con l’allora terzino dal miglior rendimento (Scarfone, poi bannato) e si fa sempre trovare pronto. Giocatore di grande esperienza, rapido, attento e solido difensivamente. Per il resto vedi Roberti.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

RITO DE MICHELE
Un difensore che spesso passa in secondo piano, ma che alla fine porta a casa un buon rendimento. Certo il Napoli che si doveva salvare nella Stagione 3 dietro ha subito non poco, ma questo era da attribuire più che altro al momento complessivo della squadra. In tempi più recenti i partenopei sono tra le difese meno battute della Serie A; il merito è anche di un De Michele che ha disputato quasi tutte le gare e risulta una pedina importante sulle palle alte e non solo.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 8

ROBERTO CASALATI
Uno dei terzini più completi di tutti. La resa è garantita, anche se da uno come lui ci si aspetta molto di più rispetto ai soli tre assist che ha collezionato in un intero anno solare.
Certo non si può dire che le sue prestazioni non siano state solide, specialmente dietro; carta fondamentale nel PG di Pironti che ha raggiunto la qualificazione in Champions.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 7

GIOVANNI DE LUCIA
Dinamico difensore centrale. Segna quattro volte al termine della Stagione 3 e mantiene un rendimento alto e perseverante; centra la Champions e si rende anche protagonista nella vittoria dell’Europeo Under 21 alla corte di mister Di Stefano, che lo ha tanto voluto in quella rappresentativa. Stagione 4 però, finora, da compitino e nulla più.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 7

VALERIO ARNONE
Uno dei maggiori trascinatori, dentro e fuori dal campo, della Juventus Campione d’Italia. Da difensore centrale porta a casa anche 5 assistenze e 1 goal, contribuendo con la sua media voto di 7.33 a mantenere inviolata la porta bianconera in innumerevoli occasioni. Il Progetto Gaming lo acquista in estate, lui viene chiamato meno in causa ma conferma le sue buone prestazioni. Possibile Top 11 per quanto fatto in Stagione 3.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 7

YURI BALDACCI
Nessuna rete, nessun assist per quello che dovrebbe essere un terzino dotato di ottime caratteristiche offensive. Certo non sfigura mai, ma bisogna considerarlo all’interno del contesto della Sampdoria più bella di sempre, meritatamente qualificata per l’Europa che conta alla fine di quella stagione. Quest’anno il suo rendimento rimane piuttosto insipido. In ogni caso Filippone è sicuramente contento del suo apporto in campo, ma i terzini che spiccano in questo momento sono altri.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

ALESSIO COSTANTINO
Un gran bel difensore. Colonna portante della qualificazione blucerchiata alla Champions, chiude l’annata con un neanche troppo alto 7.06, ma con tanta sostanza nella linea difensiva doriana. Nella Stagione 4 subisce anche lui il drastico cambio che ha portato la Samp a doversi giocare la salvezza. Il vero problema però non è tanto dietro, dove Alessio continua a fare buona guardia, quanto la sterilità là davanti.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

NICOLA FILIPPONE
Roccioso, ma non insormontabile. Filippone è quel tipo di giocatore che raramente si vede spiccare sugli altri; sa come muoversi tra le retrovie e porta una buona resa, anche se sulle palle inattive potrebbe farsi valere leggermente di più. Quest’anno non è più titolare inamovibile assieme a Costantino, e quando viene chiamato in causa a volte conferma il suo essere concreto, altre volte lo è meno.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

ANDREA CONTE
Il terzino incompiuto. Tutte le caratteristiche in ordine, tutto ciò che serve al posto giusto, ma rimane un calciatore che, in una squadra ben proiettata in avanti come il Toro, nonostante si veda spesso proporsi nella trequarti avversaria, porta a referto solo 2 assist in tutta la scorsa stagione. Quest’anno potrebbe quanto meno raddoppiare quel bottino, visto che ha già raggiunto lo stesso numero, i suoi voti sono sul 7 andante, ma per lui il meglio deve ancora venire. Potenziale Top 11, ma per l’edizione dell’anno prossimo.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 7

NICOLÒ MARTINELLI
Difensore molto simile ad un Filippone. Ma nell’anno dell’Europa granata gioca la sua miglior stagione: 3 reti, 3 assist, 3 MVP e 7.16 di media. In Stagione 4 si comporta molto bene in Europa, anche se gli avversari del girone erano abbordabili, un po’ meno sicuro in campionato.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

LUIGI FRUNZIO
Scommessa pienamente vinta dal Torino. Arriva a Stagione 3 in corso, gioca poco e quando lo fa non fa la differenza. Poi, più recentemente, il salto di qualità: zitto zitto è il secondo calciatore della squadra di Sedda per media voto e ha già lo stesso numero di passaggi chiave del più blasonato Conte.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 7

GIACOMO SEDDA
Di Sedda si può dire tutto, tranne che là davanti faccia male alle difese avversarie; un solo assist su 55 presenze nell’anno solare. Nelle retrovie granata, però, è tosto da arginare e mette sempre ordine da dietro. Se migliorasse nelle sortite offensive potremmo tranquillamente parlare di uno dei migliori terzini in circolazione. Le prestazioni rimangono più che sufficienti, ma ancora troppo poco luminescenti per essere considerato tra i più forti del reparto difensivo.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

VOTO DE IL CARRO
D’Anca
Giglio
De Lucia

La Guida al Pallone d’Oro – Portieri

Settantanove giocatori in lizza per quello che è sicuramente il premio più ambito del Progetto. Quest’anno fa più che mai gola, complice l’introduzione della regola che prevede l’ingresso in lista solo per quei giocatori che hanno portato almeno 200K di bonus attività nella scorsa stagione (salvo qualche eccezione).
Insomma stavolta c’è la creme de la creme, il premio assume il valore più alto di sempre e il risultato potrebbe essere davvero in bilico.
E se sei un allenatore indeciso sul tuo voto o semplicemente un utente che vuole farsi un’idea in più, Il Carro ha la soluzione per te: la Guida al Pallone d’Oro.
Oltre a fornire una breve analisi per ogni singolo calciatore candidato, per ogni ruolo la giuria della redazione, composta da dieci elementi scelti, assegnerà il proprio voto seguendo i criteri della votazione ufficiale. Un ringraziamento particolare ad Alberto De Donatis per aver messo a disposizione il server di FM17 in modo da attingere alla maggiore completezza di dati possibile.
In questa prima (di quattro) parte, analizzeremo i portieri presenti in lista.

GIORGIO LAURENDI
Da sempre uno degli estremi difensori più solidi in circolazione. Chiude la Stagione 3 con la media voto del 7 ma, complice anche la difesa non sempre perfetta del suo Crotone, in questa prima parte di annata subisce 23 reti in 14 gare (33 in 20 nella scorsa). Recentemente per lui è arrivata la soddisfazione della chiamata in Nazionale.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

PAOLO DI STEFANO
Portiere di grande esperienza, al quale però lo stesso Di Stefano, in qualità di allenatore, ha quasi sempre preferito Parisi. Tre goal subiti a partita tondi tondi (15 in 5) sono tanti, anche se la maggior parte di questi sono da ricollegarsi ad un inizio dei Grifoni tutt’altro che esaltante. Stagione 3 sufficiente.
Voto Stagione 3: 6 – Voto Stagione 4: 5

TONYNO PARISI
Nonostante quanto detto sopra sul Genoa, lui che di fatto è il titolare dei rossoblù riesce a tenere una discreta media del 6.91 e la porta inviolata in quattro occasioni. Sono comunque 25 le volte in cui è stato battuto, in 13 partite. Leggermente meglio l’annata precedente, chiusa con un 7.04 di media in pagella.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

FABIO COMUNALE
Portiere da non sottovalutare a livello individuale. Nel complesso, però, paga anche lui un andamento della sua Inter finora troppo altalenante. Con l’arrivo di Mister Alaimo, tolti un paio di 4-4 con Fublet e Zenith, ha iniziato a subire meno. Si è reso protagonista di grandi prestazioni, tanto da mantenere una media del 7.01; è anche il giocatore con più palloni respinti del campionato (52), ma ciò che più gli manca è tanta continuità.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 7

DAVIDE COSTARELLA
Probabilmente il portiere più indicato a finire nella Top 11. Forte di una straordinaria Stagione 3, trascina la neopromossa Lazio in Champions League a suon di interventi decisivi, lasciando il campo da imbattuto per ben 18 volte e prendendo solo 27 goal in 36 partite (0.75 di media); in questo girone d’andata della Stagione 4 detiene il maggior numero di imbattibilità personali (6) e ha mantenuto un rendimento molto alto, aiutato anche dal sempre più affidabile sistema dei biancocelesti. Titolare nell’Europeo Under 21 conquistato dall’Italia a giugno.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 8

MARCO LANZA
Portiere comunque affidabile, raggiunge quasi la media del 7 ma finora solo in un’occasione su otto ha mantenuto inviolata la porta rossonera. Meglio nella Stagione 3, con poco più di una rete incassata a partita, complice soprattutto un momento del Milan di gran lunga migliore di quello attuale (prima dell’avvento di Serveropoli). Non era la primissima scelta, ma lo è diventata dopo l’esclusione dal Progetto per motivi disciplinari del suo compagno di reparto.
Voto Stagione 3: 7 – Voto Stagione 4: 6

ALESSANDRO VENEZIANI
Solo 17 anni per il titolare del Napoli, uno dei prospetti più interessanti davanti alla porta. Quest’anno subisce poco più di una rete a partita ed il suo è un contributo importante che finora ha assestato i partenopei in zona Champions League. Nella temporada precedente paga un po’ di inesperienza e con la squadra allora alla disperata ricerca della salvezza, ne subisce 43 in 23.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 7

FRANCESCO FUSCO
Da ormai due stagioni la difesa del Progetto Gaming è una garanzia e qualche merito lo ha anche colui che di fatto ora è diventato il titolare dei cremaschi. L’anno scorso mantiene la sua porta inviolata per 7 partite su 15, nelle quali viene battuto solamente in 12 casi. Quest’anno Fusco ha raccolto la sfera dalla rete esattamente una volta a partita (11 in 11), con una media del 6.96.
Voto Stagione 3: 9 – Voto Stagione 4: 8

LUCA INVERNIZZI
Si alterna parecchio al suo di cui sopra compagno di squadra; 10 imbattibilità nella passata stagione, in quella attuale ha giocato meno in campionato (subendo più del suo compagno), mentre in Champions le ha disputate praticamente tutte, incassando 9 goal in quello che era comunque un girone piuttosto arduo. Tra lui e Fusco dati alla mano sceglieremmo il primo.
Voto Stagione 3: 8 – Voto Stagione 4: 6

SALVATORE FERRANDINO
Sicuramente uno dei portieri più eclettici del Progetto. Il gioco molto votato all’attacco del Sassuolo lascia parecchi spazi dietro e gli permette di mettersi in mostra con interventi talvolta spettacolari, ma ad oggi sono comunque 26 le volte in cui è stato trafitto, in 14 presenze. Da sempre considerato un talento della porta, anche per lui manca il salto di continuità. Da capire quanto questo sia legato alla squadra in cui milita, dal momento che anche durante il prestito al Torino aveva visto passare il pallone alle sue spalle in troppe occasioni. Addirittura 47 reti subite in 21 uscite nella Stagione 3, chiusa da imbattuto una volta sola; è chiaro come in parte i demeriti siano anche suoi.
Voto Stagione 3: 5 – Voto Stagione 4: 5

IL VOTO DE IL CARRO
Davide Costarella
Giorgio Laurendi
3 Francesco Fusco

Derby della Lanterna: le statistiche della stracittadina

Nella live di Lunedì 29 Aprile si giocherà una delle partite più calde di tutta la stagione, resa ancora più importante dalla situazione in classifica delle due compagini: stiamo parlando del Derby della Lanterna, la stracittadina di Genova.
Genoa e Sampdoria si sono sempre affrontate da quando è stato istituito Progetto FM nel lontano Giugno 2017: in palio non solo l’onore della città, ma sempre qualche obiettivo stagionale. Anche questo non è da meno: i tre punti possono essere importantissimi per la lotta salvezza, anche se le due squadre avrebbero immaginato una situazione diversa ad inizio stagione.

Nei 6 precedenti confronti, rossoblù e blucerchiati hanno segnato in totale 22 reti: poco più di 3,5 goal a partita. Infatti, in una sola occasione un portiere è riuscito a non subire reti: si tratta di Isaia Nucci, in occasione del primo storico derby durante la S1. Il capocannoniere della stracittadina è Matteo Congedo, con 7 reti, oggi al Lecce. Seguono Claudio Però a 4, Luca Maso a 3 ed Alessandro Scomparin a pari merito a 2. Hanno firmato il loro nome nel tabellino dei marcatori anche Mirko Parravicini, Mark Aperio, Luca Bartucci, Michele Sorgente, Alberto De Donatis e Francesco Siciliano.

La Sampdoria è la squadra che ha vinto più partite, ben 3 confronti, a dispetto dell’unica vittoria del Genoa. Due i pareggi. La vittoria dei grifoni coincide però con il derby più pirotecnico di sempre: un 4-3 nella partita del girone di ritorno della S1, con la Sampdoria capace di ribaltare il 2-1, ma fermata poi da un Però in grande spolvero. Partita che coincide anche con il primo confronto Filippone-Di Stefano: i due allenatori si sfideranno per la quinta volta lunedì. Gli altri allenatori che hanno giocato un match del derby sono Claudio Però e Francesco Di Matteo.

La partita è molto sentita da ambo le parti: nessun derby è finito senza un cartellino giallo sventolato a giocatori di entrambe le squadre. In particolare, la prima edizione ha visto anche due espulsi, uno a testa: Daniele Lanzi per la Sampdoria e Riccardo Finotto per il Genoa. Gli ultimi due derby hanno visto un allenatore espulso: all’andata toccò a Filippone, via regia; al ritorno toccò a Di Stefano.

Le due squadre arrivano al derby con l’umore sottoterra: le aspettative in questa stagione erano ben altre per entrambe. Le squadre vengono da un periodo di forma abbastanza diversi: la Sampdoria in campionato non trova la vittoria dal match contro il Progetto Gaming, risalente alla sesta giornata, e negli ultimi cinque incontri ha rimediato 2 pareggi e 3 sconfitte; il Genoa nello stesso periodo, ha ottenuto 8 punti, fondamentali per uscire dalla zona rossa. Si dice che i derby di solito sono capaci di invertire la tendenza di una squadra: sarà così anche questa volta? Chi avrà la meglio nella settima edizione della stracittadina? Per scoprirlo, dovremo attendere fino al 29 Aprile. E che allora vinca il migliore.

A tu per tu con Pierpaolo Palladi(n)o

Pierpaolo Palladino, attaccante del Brescia, è un piacere averla qui.
Solitamente partiremmo chiedendo chi è Pierpaolo al di fuori del Progetto, ma in questo caso ci preme più chiedere quanto del Palladino PG è presente nel Palladino della vita reale. Quali sono le principali differenze tra le due entità?

Il Palladino irl è un burlone che prende tutto alla leggera, un provocatore e forse potrebbe essere il primo caso di giocatore che ruola nel Progetto e nella vita.
Vengo da una realtà povera (Napoli), così come lo era il primo Brescia PG, ma ritengo di aver conosciuto le vere ricchezze della vita: salute, sorrisi e, permettetemi, gentil sesso.
Il Palladino in-game è un giocatore che si carica di responsabilità. Carismatico, prolifico e molto richiesto. Ambisce a scalzare i mostri sacri e a far dilettare Pironti con laute lodi nei suoi confronti.

Ha parlato di mostri sacri; chi sono per lei, quali sono le caratteristiche che hanno per essere definiti tali e, soprattutto, qual è il percorso che intende intraprendere per imporsi su di loro?
Alludo ovviamente ai miei pari reparto: Gallarato e Di Gloria. In questo momento sono i migliori attaccanti in circolazione, e lo dimostrano le trentacinque reti combinate in sedici partite.
Il percorso? Semplice: gol, assist e attività. L’essenza di un ottimo attaccante parte tutto da qui. E grazie alle magnifiche capacità dell’allenatore del Brescia Claudio Franco, al DS Fazzini, passando per i presidenti De Meo e Sverze e finendo per la colonna portante della difesa Montecalvo, posso fare sogni tranquilli. Ma non troppo, perché chi dorme non piglia pesci.

Il Brescia. Società che in questo momento sembra più centrata che mai.
Non le chiederò, però, di star qui a fare i complimenti ai vari elementi della squadra, da lei sopracitati. Il discorso è il seguente: è il miglior momento delle rondinelle, che sembrano aver intrapreso il percorso giusto per la promozione, e grande merito di questo va all’avvento di mister Franco. Ad ogni modo la Serie B rimane una competizione tiratissima e salire in A è tutto tranne che scontato. Ecco, se questo non dovesse succedere, una punta del suo calibro farebbe un ennesimo anno in Serie B?

Se ciò significasse vivere in un progetto che ci crede, è probabile. Ma come tutti, l’ambizione fa parte di chi si ritiene forte, nella vita come nello sport, e nonostante abbia vinto la Scarpa d’Oro Stagione 3 e un Europeo con Di Stefano (tutto dire), potrei appunto aspirare a qualcosa di più.
Ad oggi ho rifiutato offerte importanti; l’ultima è stata quella del Milan, che personalmente non mi attira. In precedenza c’era stata la Juve della “gestione Trovato”, il team di Pironti e alcuni approcci della Cremonese, che ho davvero apprezzato in quanto unica gran bella realtà, davanti solo a quella che sto già vivendo oggi.

Esatto, lei è stato Capocannoniere nella Stagione 3.
Tuttavia, molti utenti all’epoca (e non solo) la criticarono per una “scarsa attività”, o comunque un apporto non sufficiente a premiare e giustificare i meriti per una scheda che, appunto, l’hanno portata a segnare più di tutti in quell’annata. Cosa risponde a queste persone?

Che possono lucidare i miei scarpini griffati, in quanto parte di queste persone sono poi quelle che mi hanno richiesto e non hanno ricevuto altro che rifiuti scottanti.
E aggiungo che il Palladino di Bologna a metà della Stagione 2 era un novellino che doveva introdursi al meglio, ma al Palladino di Brescia imputare una scarsa attività è segno di incompetenza e gelosia; il mio ultimo potenziamento è stato di 7/800K. Non so di cosa abbiano parlato all’epoca, ma mi dispiace che abbiano dato aria alla propria bocca inutilmente.

Ultimamente, forse più che mai, lei si sta sempre di più autoimponendo come una sorta di dio sceso in terra; un atteggiamento molto simile lo abbiamo recentemente riscontrato anche dal suo allenatore, Claudio Franco. Qual è il vostro rapporto e quanto uno influisce sull’altro e viceversa?
Il rapporto con Franco è stupendo. Per me l’allenatore più preparato del Progetto con Campagna, studia benissimo le tattiche avversarie e sa cambiare modulo risultando imprevedibile. Non ne ho conosciuti di così bravi sulla piattaforma FM.
Io essendo anche presidente lo sprono a sentirsi il più libero possibile. Dal momento del suo ingaggio gli abbiamo dato carta bianca e abbiamo eseguito ogni sua richiesta sul mercato. Per quanto riguarda l’influsso sul Palladino calciatore, posso dire che mi ha reso più completo. Gioco per la squadra, faccio molti più assist. È un dare – avere che fa bene ad entrambi.
E comunque Dio in terra deve chiedere permesso a me per scendere.

Una domanda che per un attimo potrebbe farla uscire da quel sottile limbo tra il ruolare e il non, nel quale lei spesso si culla: secondo lei come mai molti, forse troppi utenti, non capiscono che lei interpreta un personaggio, rimanendo poi perfettamente in linea con quello che è il Progetto, ovvero un GDR?
Perché in molti non vivono l’internet appieno. Non hanno le basi che potrebbero avere coloro che frequentano più realtà al di fuori di Progetto Gaming.
Fanno meme pessimi (de gustibus) a volte mal interpretando la base stessa e, a volte, sono solo dei piccoletti che credono che l’offendere sia la soluzione a blastare/dissare e/o semplicemente chiudere il becco al prossimo. Non funziona così. Vanno indirizzati. Ho avuto il piacere di essere amministratore di pagine e gruppi che andavano oltre i 12K utenti e per quanto difficile possa essere il gestire gli altri, abbiamo sempre teso la mano anziché tirarla indietro.
Il superstaff invece sa quello che fa, quindi non temo il mio ruolare.

Rimanendo in tema, potrebbe indicare degli utenti che lei ammira puramente per il loro modo di vivere il GDR del Progetto? E per quali motivi?
Sono pochi quelli che “ruolano” davvero.
Dovendo essere sincero, non mi piace il ruolare di Di Stefano, con tutto il rispetto ovviamente. Un conto è appunto ruolare, l’altro è fare Vittorio Sgarbi. E Dio santo abbassa il volume durante le Live. Sono quasi cinque anni virtuali che lo fai, NON POSSO SENTIRMI LE PUBBLICITÀ DA CASA TUA!
Mi piace il ruolare di Campagna, porta acqua al suo mulino che fermatelo!
Mi aggradano ADD, P. Fulco e Michelini che pur tirandosela un po’ agisce bene da squalo. Poi Gallarato e Staniscia (Salò): quest’ultimo ruola come piace a me, “anche se ha un po’ rotto il *****” (cit. di una famosa live).
Prendo spazio per citare anche De Meo: ranger di C, presidente di Brescia e San Marino e riserva di Damiano Mattia, che alla fine è la riserva di se stesso.

Ritorniamo ora ad un aspetto prettamente in-game. Fra non molto sarà tempo di Pallone d’Oro. Cosa ne pensa dell’inclusione, nella lista, di soli calciatori di Serie A, regola che automaticamente esclude un giocatore che potrebbe essere tenuto in considerazione come lei? E secondo lei chi dovrebbe vincerlo?
Il regolamento è giusto, se vogliamo attenerci al mondo fuffa. Anche se mi sento un po’ come Maradona e soci (i sudamericani) che pur essendo tra i migliori non potevano essere inclusi, in quanto all’epoca la premiazione era riservata ai soli europei. In un mondo con Salvini e le oppressioni avrei aperto anche ai ragazzi di B.
ITALIANI CADETTI DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI PERBACCO!
Per quanto riguarda un possibile vincitore non saprei, ho troppi nomi in mente e non conosco appieno le loro prestazioni. Seguo molto me stesso e il Brescia, salvando la pace di pochi altri.

Dove si vede il Palladino calciatore del Progetto da qui a tre stagioni?
Ai vertici massimi, mi sembra ovvio. Se poi mi si chiede di essere più preciso, ci si dimentica che sono napoletano e quindi scaramantico. Non posso pronunciarmi più di tanto. Diciamo che arrivare il più in alto possibile con il Brescia sarebbe una soddisfazione enorme.

Ora un inevitabile botta e risposta riguardo alcuni personaggi. Ci dica cosa ne pensa di Yuri Monti, Giuseppe Staniscia, Federico Gallarato ed altri due utenti che lasciamo scegliere a lei.
Yuri Monti non pervenuto. Chi non ci mette la faccia non ha la mia attenzione;
Staniscia è un mio grande amico in real life da cinque anni;
Gallarato è il mio studente barman (la mia professione irl) preferito;
Cito quindi Fazzini, mio co-presidente al Brescia, un bravissimo e simpaticissimo ragazzo.
Infine mettiamoci Campagna, ovviamente altro amico di lunghissima data come Stan, a cui voglio un gran bene. Ad entrambi s’intende.

Ringraziandola in anticipo per il suo tempo, chiudiamo con qualcosa che Palladino ha voglia di dire a tutto il Progetto. Un consiglio, una dichiarazione, un annuncio, insomma quello che più le preme esplicitare in questo momento.
Quando il vento dei soprusi sarà finito, le vele si spiegheranno verso la felicità. Un saluto agli amici di Secondigliano.
E grazie per quest’intervista, mi sono divertito assai.



Uno sguardo all’Italia che verrà

Sono passati ormai cinque mesi (in-game) dall’insediamento dei nuovi CT delle rappresentative giovanili italiane. Si potrebbe dire che l’Under 21 e l’Under 19 siano in buone mani solamente guardando la classifica di Serie A, dal momento che sono guidate rispettivamente da Mister Campagna e Mister Michelini, i quali stanno per ora portando avanti un campionato a parte nella nostra massima serie.
Andiamo a vedere più da vicino il loro percorso finora.

UNDER 19
Sono già sette le gare disputate dall’Under 19. Il computo vede sei vittorie ed un pareggio per i ragazzi di Michelini.
Le gare ufficiali sono quelle che hanno fatto registrare le vittorie migliori e fanno riferimento al primo dei due gironi di Qualificazione previsti per Euro 2019.
Spicca il roboante 11-0 contro la Georgia, ben accompagnato dal 7-0 alla Slovenia e dal 5-0 rifilato al Portogallo in apertura di torneo.
Sono inevitabilmente tanti i giocatori che hanno scritto il loro nome tra i marcatori; tra questi i più prolifici sono stati Riccardo Serafini (Parma), Gianluca Badalamenti (Torres), Cristian Arrigo (Cesena) e Alessandro De Meo (Cremonese), tutti a referto con quattro reti a testa. Esclusi quest’ultimi, tra i migliori per rendimento troviamo anche Luigi Pepe (Juventus), Yuri Monti (Lupa Roma) e Francesco Giannetti (Piacenza).
Il modulo principale è un 4-2-3-1 che, come dimostrano i numeri, valorizza davvero molto il reparto offensivo. Sono infatti 36 i gol realizzati (oltre 5 a partita di media), a fronte di sole tre realizzazioni concesse. Menzione particolare va fatta per Gianluca Pattarozzi, il quale ha sostituito Michelini guidando la nazionale in alcune delle ultime uscite.
Il prossimo impegno dell’Under 19 sarà l’ultimo girone che dà l’accesso all’Europeo. Francia, Finlandia e Kazakistan saranno le avversarie. Il sorteggio potrebbe essere leggermente insidioso, specialmente per la presenza dei transalpini, dal momento che solo la prima classificata avanza alla competizione finale.

UNDER 21
Situazione leggermente diversa per la compagine di Salvatore Campagna. Meno partite disputate fino ad ora e, dal momento che l’Italia sarà nazione ospitante dell’Europeo Under 21, ancora zero gare ufficiali. Di queste non è tanto da tenere in considerazione la prima, dal momento che per un problema di FM non furono convocati i giocatori scelti da Salvatore, ma piuttosto diversi fuffa (Cutrone, Pellegri ecc.).
Il primo impegno “veritiero” è quello vinto agilmente per 10-0 contro i pari età della Repubblica Centroafricana.
Nelle ultime due uscite il mister ha poi deciso di basare le proprie convocazioni principalmente sull’attività live più recente. Una sorta di esperimento, che ha portato una grande quantità di volti nuovi in rosa e ha comunque permesso di conseguire risultati positivi come la vittoria per 2-1 in Danimarca e soprattutto il netto 9-0 rifilato alla Grecia.
I migliori realizzatori fino ad ora sono stati Lorenzo Giubbi (Parma) e Gabriele Ingrassia (Sassuolo). Bene anche Andryesh (Sampdoria), Maini (Fublet), Sverze (Milan) e Di Gloria (Lazio). Anche in questo caso lo schema prediletto è stato un 4-2-3-1, ma si è virato anche su un 4-4-2 nel momento in cui il vice, in assenza dell’allenatore umano, ha deciso di fare di testa sua.
Come accennato, bisognerà aspettare l’Europeo a fine stagione per vedere finalmente l’Under 21 in azione in partite che contano. Nel frattempo ci sarà un lento cammino di avvicinamento alla competizione, puntellato da qualche amichevole qua e là, che permetterà a Campagna di individuare al meglio i giocatori e soprattutto gli utenti che più in assoluto avranno meritato di esserci.

Racchiudendo le due rappresentative in un discorso generale, si può dire che entrambe abbiano dimostrato solide basi finora, a partire dalla gestione delle convocazioni (sulle quali davvero pochi finora hanno avuto da ridire) fino ad arrivare ai risultati sul campo. È chiaro come gli obiettivi fondamentali restino i due Europei del 2019, ma le premesse per portarli a casa entrambi per ora ci sono tutte.

Coppa Italia – Gli accoppiamenti per gli ottavi

Nella live del 10 Aprile, mentre la Nazionale italiana e il Senegal hanno convocato i propri giocatori e si sono distinte affrontando altre nazioni, i club continuavano a giocare. Niente Serie B però: la competizione in corso era la Coppa Italia. Il trofeo detenuto dalla Roma cambierà sicuramente proprietario: infatti i giallorossi sono stati eliminati. Altro verdetto importante quello proveniente da Cremonese – Udinese, con i gialloneri che passano il turno fra lo stupore generale.

Adesso entrano nella competizione le prime otto qualificate della Serie A della Stagione 3. Nonostante Salò – Crotone non si sia ancora giocata, sono usciti comunque gli accoppiamenti per gli ottavi. Ad aggiungere tensione, il fatto che non esistessero teste di serie: le squadre entranti potevano anche affrontarsi tra di loro.
Vediamo quindi qual è stato il responso delle urne.

Atalanta – Vincente tra Salò e Crotone
In attesa di capire chi passerà tra la squadra di D’Auria e quella di Staniscia, sappiamo già che la sua prossima avversaria saranno i bergamaschi. Sorteggio benevolo per gli uomini di Pellegrino, che potranno disporre del Fattore Azzurri d’Italia. I nerazzurri dovranno stare attenti, perché in entrambe le squadre ci sono aspetti positivi e negativi. Il Salò ha già dimostrato di poter competere contro squadre più anziane all’interno del progetto, mentre il Crotone rimane comunque una squadra difficile da affrontare e conosce già gli orobici. Tuttavia, visti i due campionati piuttosto competitivi, molto dipenderà anche da quanta attenzione riceverà l’incontro: giocheranno le riserve o i titolari?
Passa il turno: Atalanta

Progetto Gaming – Drink Team
Il derby di Progetto FM si disputerà una terza volta in questa stagione. I Dubliners affronteranno i Pigini in uno scontro molto delicato. Questo aggiungerà interesse nella competizione, e convincerà i due mister a rischiare qualcosa di più. Di certo non sarà più un confronto tra allenatori di casa Genoa: mister Pironti si è dimesso e al suo posto arriva Casalati. Il cambio di panchina, specie tra due allenatori che usavano moduli parecchio diversi le scorse stagioni, potrebbe favorire gli ospiti. Tuttavia, questo rimane un derby e quindi le sorprese non mancheranno. Per la legge dei grandi numeri, potrebbe spuntarla il Progetto Gaming, dotato inoltre di maggiori alternative e che potrebbe arrivare più riposato all’impegno, giocato comunque in un periodo in cui le competizioni europee saranno ferme e ancora lontane dal riprendere.
Passa il turno: Progetto Gaming

Juventus – Genoa
Unico scontro tra presunte teste di serie nella competizione. Il morale con cui arrivano entrambe le squadre è differente, ma solo per ragioni di classifica. Rossoblù che avevano tutt’altre ambizioni e si ritrovano in fondo, mentre la Juventus si trova ancora nella parte alta, nonostante qualche inciampo di troppo. Proprio per questo, potrebbe essere una gara dalle molte incognite: alcune coinvolgono l’ambientamento di Crippa, altre riguardano l’attenzione che riceverà il match. Considerando anche come si sta evolvendo il loro campionato, molto della stagione delle due squadre passerà da qui.
Passa il turno: Juventus

Juve Domo – Torino
La cenerentola di quest’edizione, capace di battere nel turno precedente la detentrice del trofeo, affronterà una delle squadre più forti della competizione, capace di arrivare per due anni consecutivi fino alla semifinale. Il divario tecnico sembra evidente: la squadra di casa non dispone né delle individualità degli ospiti né soprattutto dello stesso numero di giocatori. Quest’ultimo dettaglio potrebbe risultare decisivo: avere soli quindici uomini significa averli più affaticati nel corso della stagione, e già a gennaio potrebbe esserci un calo fisico. Tuttavia, se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi giorni, è che non bisogna sottovalutare le insidie che vengono da Verbano – Cusio – Ossola.
Passa il turno: Torino

Napoli – Inter
Se parlassimo di Serie A, questo sarebbe assolutamente un incontro scoppiettante. Invece, siamo nella Coppa Italia Progetto Gaming e l’Inter sta vivendo una stagione quantomeno ostica. Difficile quindi pensare che chi esca vincente da questo scontro possa poi arrivare fino in fondo.
I nerazzurri hanno già cambiato allenatore, affidando la squadra a Pietro Alaimo, che ha il compito di portarla il più velocemente possibile fuori dalle sabbie mobili della lotta per la salvezza. Il Napoli, al contrario, quest’anno è molto in forma: coinvolto nel gruppone che lotta per la Champions League, ha una rosa molto equilibrata. Considerando anche il fattore campo, i partenopei sembrano favoriti per il passaggio del turno.
Passa il turno: Napoli

Fublet – Sampdoria
Si potrebbe fare un discorso molto simile a Napoli – Inter: il Fublet è ben centrato, coinvolto in una situazione di classifica medio-alta, mentre la Sampdoria quest’anno è impegnata nella lotta salvezza. Cosa cambia però rispetto allo scontro precedente? Proprio le individualità: i blucerchiati dispongono di giocatori sulla carta più forti rispetto all’avversario, tanto che le aspettative iniziali dei genovesi erano completamente diverse. Inoltre, lo scontro tra le due compagini in campionato è terminato 1-1. È la partita più equilibrata del turno: potrebbe uscire un match divertente come uno scontro bloccato. Si potrebbe facilmente risolvere oltre i tempi regolamentari.
Passa il turno: Fublet

Lazio – Benevento
Con l’eliminazione della Cremonese, i biancocelesti sono i grandi favoriti per la conquista del trofeo. Le squadre di A non riescono ancora ad adottare delle contromisure efficaci alla corazzata romana. Inoltre, il fattore campo aiuta proprio i padroni di casa. Tuttavia, la Lazio sa che il Benevento è avversario ostico e poteva pescare di meglio: i campani dispongono di una fortissima punta e di un pacchetto di centrocampo ben organizzato ed invidiabile. Tuttavia, a meno che Michelini non sorprenda tutti e faccia un turnover gigantesco, la favorita è una soltanto.
Passa il turno: Lazio

Udinese – Chievo
Se Juve – Genoa è lo scontro che ha riguardato le prime 8 dello scorso campionato, allo stesso modo ne esiste un altro che non coinvolge nessuna partecipante della scorsa Serie A. Stiamo parlando dell’incontro tra l’attuale leader della Serie B, il Chievo, e l’attuale leader della Serie C/A, l’Udinese. Per quest’ultimi, la competizione ha già tolto una bella soddisfazione contro la squadra di Campagna, e vista anche l’apparente tranquillità con cui sono in testa nel proprio girone, proveranno anche a battere i veneti. Dall’altro lato, per Belluscio e compagni questa è una ghiotta opportunità per arrivare ai quarti, visto che hanno comunque evitato tutte le squadre più blasonate di loro. Incontro molto interessante da vedere, dal verdetto non scontato.
Passa il turno: Chievo

IlCarro intervista: Claudio Manfredi Franco, il Dittatore del Brescia.

Buongiorno Claudio, grazie per accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, è sempre un piacere.

Iniziamo subito chiedendo, chi è Claudio Manfredi Franco al di fuori del Progetto Gaming?

Sono un classico studente fuori sede, che lavoricchia quando può. Studio psicologia.

Sappiamo anche che sei un grande appassionato di Film, Serie TV e Anime, perciò vorrei farti una particolare richiesta, potresti paragonare i seguenti ragazzi: Campagna, De Donatis, Gallarato, Michelini e Trojer insieme ad altre persone conosciute al Progetto, a dei personaggi di opere che hai visto?

Come lo sapete? Dai simpatica sta cosa. Trojer, direi Marshall Eriksen. Bravo ragazzo, solare e amico di tutti, ogni tanto un po’ sfigato. Gallarato sembra un po’ Gohan, potenzialmente una bomba, ma troppo insicuro per incidere realmente. Michelotto, direi DitoCorto. Organizzato, con un fine e sempre sorridente con tutti. Add, Saitama. Campagna ha il disturbo narcisistico di Don Draper, e gli uccellini di Varys. Io sono un Bojack Horseman, con la cazzutaggine dei protagonisti degli Shonen Jappo. Per gli altri, beh, perderei tempo che vorrei spendere per parlare di Me e del Brescia.

Chi sei invece all’interno del Progetto?

Mister del Brescia, fantasista del ProgettoGaming.

Puoi raccontarci la tua storia? Come sono state le tue esperienze al Lecce, al Livorno e ora al Progetto Gaming come calciatore?

A Lecce è andato tutto bene, promozione diretta ma gruppo non presentissimo. A Livorno non ho espresso al massimo le mie capacità, giocando con poca costanza. Nel PG ho trovato un bel gruppo e un gran Mister. Mi diverto e non sono presenti elementi nocivi.

Parliamo di elementi “nocivi”, a un certo punto della tua carriera la tua strada si è incrociata con quella di Tommaso Altomare, potresti raccontarci la storia del “Dissing”?

Non ho dissato nessuno. Non parlo mai male a vuoto. Ho elencato dei fatti, dei comportamenti scorretti, oltre ad aver giustamente sottolineato una scarsezza fuori dal normale in termini di competenze in game. Il tempo mi ha dato ragione. Ripeto, non parlo mai a vuoto.

Passiamo finalmente al Claudio allenatore, sempre per l’angolo della Tattica, hai delle Chicche Tattiche da poter illustrare ai nostri lettori? Consigli per il Cambio da FM17 a FM19?

Certamente, sono pieno di chicche tattiche. Se volete lezioni, vi faccio un prezzo di favore. I soldi li devolverei interamente in beneficenza, nelle mie tasche. Aggratisse, mi limito a dire che se non sapete allenare, non proponetevi alle squadre. I presidenti mettono soldi anche per avere risultati, non c’è tempo e spazio per i presuntuosi. Skillatevi un po’ offline prima, e quando dico un po’, intendo qualche mese.

Prima di arrivare alla Corte del Brescia, hai allenato il Livorno che è sceso in B nella Scorsa Stagione, ricordi positivi e negativi di quella esperienza?

Prima parte di campionato ottima, purtroppo ho perso ambizioni e tempo verso la fine. I ricordi belli li associo agli elementi più attivi della rosa, bravi ragazzi. Quelli brutti, direi le ultime quattro-cinque giornate. Tanta sfiga. Ovviamente la giornata più emozionante fu la vittoria dei playoff, da assoluti sfavoriti.

Bene, adesso è il momento di arrivare a parlare del Brescia, cosa ti ha portato alla Leonessa?

Ho rifiutato panchine in precedenza, non avevo tempo. Ho finito la sessione invernale e mi è scaduto il contratto lavorativo. Avendo tempo da perdere, ho iniziato a guardarmi intorno in cerca di panchine. Campagna mi ha fatto il nome del Brescia, squadra in evidente difficoltà. Mi ha messo in contatto con De Meo, ho visto le schede dei giocatori, c’era molto potenziale inespresso. Ho accettato subito, anche in virtù della competenza della presidenza stessa.

Hai qualche nome in particolare per il potenziale inespresso? Nel Brescia c’è qualche Golden Boy? C’è qualche mancanza in qualche ruolo del Campo? Avete bisogno di qualcosa?

La rosa era corta, ho dovuto inventarmi qualcosa con quello che mi son trovato tra le mani. I buchi dei ruoli li abbiamo coperti col mercato, arriveranno a gennaio. Mezzadri dall’Albese, gran bel prospetto, Giordano dal Livorno, colpo low cost che ci permetterà di fa rifiatare il buon Palladino. Abbiamo altri colpi in canna per renderci ancor più competitivi. Pensa, abbiamo vinto quasi tutte le partite con la rosa incompleta, figurati con i nuovi arrivi. Dei ragazzi già a disposizione, oltre a Palladino che tutti conoscono, segnalo Montecalvo e Martellucci in difesa e Colombo. Colombo farà grandi cose, fidati.

Con la rosa a disposizione a Gennaio, a cosa può aspirare il Brescia in questa Stagione?

Passi falsi del Chievo permettendo, il primo posto è quasi sicuro. L’obbiettivo è massimizzare i punti in queste undici partite prima di gennaio. Sarà difficile, ma non troppo.

Hai promesso la Champions entro 3 anni al Brescia, cosa ti porta a fare una tale promessa? Lucida follia o qualche asso nella manica?

Non capisco perchè tutte ste sorprese, Lazio e Cremonese da neo promosse sono lassù. Sono un mister migliore di Salvo e Nicholas. Piazzando i colpi giusti, il Brescia inizierà a far quel che vuole. Fidatevi. Tutti bravi con sti 4-4-2, 4-2-4. Sono moduli che conosco e che so contrastare. Anche troppo mainstream. Il Brescia arriva in A e inizia a fare quel che vuole.

Hai detto che la competenza della Dirigenza del Brescia ti ha convinto a firmare per loro, cosa ne pensi dei Presidenti allora? Hanno promesso qualche progetto per farti firmare? Nel cantiere Brescia c’è qualcosa?

Sono tutti degli stakanovisti, sempre presenti e attivi nel muoversi per il bene della squadra. Parlavo di De Meo, ma anche Fazzini e Sverze sono altrettanto preparati. Sverze è sempre il primo a mettersi a disposizione, ne ho visti pochi nel progetto essere così attrezzati. Palladino invece è un gran motivatore, oltre che anima del gruppo. Il cantiere Brescia è stato riaperto da quando sono arrivato. Sta piano piano crescendo e maturando. Visioniamo giornalmente profili e stiamo puntando a migliorare l’attività complessiva. Entro una stagione diventeremo una realtà che farà gola a molti utenti. Serietà e lavoro, oltre al divertimento sono il nostro punto fermo.

Da Allenatore, cosa ne pensi di Campagna, Gallarato, Michelini e Scardace, dopo averci giocato contro?

Gallarato l’ho detto prima, Campagna bravo bravissimo, ma quando ha bisogno viene a chiedermi consigli. Michelini vince, l’importante è quello. Il suo modo di allenare però non mi diverte, mette sempre lo stesso modulo. Non ha bisogno di cambiare perché è l’avversario che deve adattarsi a lui, considerando anche la rosa che ha a disposizione, peró così mi annoierei. Il 90% del divertimento nasce dallo studiare gli avversari, cambiando assetto e particolari. Parlo per me, eh. Scardace ha tanta grinta e voglia, gli consiglio di ripartire dal primo tempo di Palermo-Brescia.

Top Allenatori di A e B?

Campagna e Franco.

Sappiamo che hai avuto anche un’esperienza da Presidente nella Scorsa Stagione, ovvero quando sei stato uno dei Dirigenti del Parma, cosa ricordi di più di quell’esperienza?

Facevo fare tutto a Campagna e Michelinho. Era divertente far gruppo, tutti bravi ragazzi. A livello pratico ero totalmente inutile (ride ndr.)

Domanda finale, poi posso finalmente liberarti, fatti una domanda e datti una risposta!

Sta chiusa è tremenda. Non perdo tempo a farmi domande. Se vi manca la fantasia per far domande, non scrivete nel giornale. Ciao.

Grazie per aver risposto ai Microfoni de IlCarro!

La magica sera dell’8 Aprile

8 Aprile 2019.

Nel freddo campo dell’Artemisio Franchi, la Fiorentina è pronta a sfidare la Juventus nell’anticipo di Serie A PG. Per i Gigliati è un periodo molto negativo: da quando è iniziato il campionato, la squadra di Firenze è riuscita ad ottenere un solo punto, nella partita contro il Progetto Gaming in cui è figurato in porta il trequartista Veronica Di Paolo.
La Juventus, invece, viene da un buon periodo a livello di prestazioni: sono mancati i punti, specie in due partite importantissime contro i concittadini del Torino e il Napoli di Salvatore Ponticelli, ma la squadra dà l’impressione di meritare la Champions League.

Gli spalti sono vuoti: chi avrebbe mai voglia di vedere una partita di una squadra ultima ad un punto?
Due beniamini del pubblico, l’allenatore Casalati Roberto e il portiere D’Anteo Alessandro, sono andati via: direzione Roma per il secondo, alla corte di Tommaso Molin; il primo si è mosso di qualche chilometro, direzione Empoli, alla presidenza di Valerio Arnone.
Come se non bastasse, il primo allenatore, Gabriele Cocco, ha deciso di dimettersi, e la squadra è stata affidata a Raffaele De Giosa.

La partita sembra incanalarsi verso una facile vittoria della Juventus: al secondo minuto, il rapace della Juventus Luca Bisceglie, insacca la rete dell’1-0.
Lo sconforto già dilaga, ma ecco poi l’inverosimile: l’uomo di casa, l’acculturato Gabriele Marchi, si fa finalmente ispirare dagli Uffizi ed esegue la prestazione della vita. Tuttavia, da solo ciò non basta: serve qualcuno che capisca l’arte scritta dall’ala di Prato. In area si trova Walter Maltese: una stagione passata alla corte di Alessandro Pironti, senza mai incidere, e poi la cessione alla Fiorentina. Lo spirito di Batigol si impossessa dell’attaccante e la Fiorentina segna l’incredibile goal dell’1-1.

Potrebbe finire così, ma questa sarà una notte particolare.
Maltese si trova di nuovo a tu per tu contro Carrano e segna il 2-1. Il poco pubblico è in delirio: la Fiorentina passa in vantaggio, ma ancora nessuno si vuole illudere. Troppe le rimonte quest’anno, troppi i goal entrati nella porta di Nencioni. Eppure, i Viola continuano e poco dopo arriva anche il 3-1. Sembra di vedere il Barcellona di Guardiola, la Juventus scomparsa, volatizzata.
Al termine dei 90 minuti, i padroni di casa vincono 6-1 contro i campioni d’Italia.
Come andrà a finire questa stagione non importa: quella di questa sera rimarrà una partita indimenticabile in questa stagione, nella storia della Viola.