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Bar IlCarro 2000: Calciomercato di riparazione S4, inizio


Buongiorno lettori, l’articolo che state per leggere necessita di due premesse, che verranno ivi presentate.

La prima premessa è molto semplice e riguarda il funzionamento di questo articolo: quattro giornalisti all’interno de IlCarro hanno deciso di esprimere la loro opinione su alcuni dei temi di questo inizio di calciomercato. Non esistono pensieri completamente giusti o sbagliati, sono solo pareri personali. Tuttavia, non è solo questo: ognuno dei presenti farà una domanda e gli altri tre risponderanno almeno una volta, ma al massimo due volte. Quindi in totale ci saranno quattro domande e un numero di risposte che può variare da 3 a 6. Si può decidere se dare la propria idea in autonomia o rispondere all’intervento di un altro. In questa occasione, sono stati Cesare Pisati (P), Lorenzo Savini (S), Gabriele Marchi (M) e Alessio Costantino (C) a porsi domande e darsi risposte come filosofi.

L’altra premessa è doverosa: quest’articolo è stato composto tra il 10 e il 12 Maggio, i giorni prima che il mercato aprisse. A causa di problemi personali, non è stata trascritta prima dell’apertura di mercato. Non si faranno dunque riferimenti alla trattativa Aperio, a quella Gallo o ad altre che sono state fatte dopo Lunedì 13. Cari lettori, vi invitiamo a tenere in considerazione il contesto in cui sono state dette le risposte, un po’ come quando a scuola dovevate studiare i poeti del Quattrocento o del Seicento. Forse le risposte sono “invecchiate” bene, un po’ come “2001: Odissea nello spazio” o “Quarto Potere”, classici della cinematografia.

Dopo questa doverosa introduzione all’articolo, possiamo iniziare con la prima domanda.

C: “È una sessione che ha visto numerosi trasferimenti. In particolare, secondo me una squadra si è distinta nelle operazioni, non per forza in bene o in male, ed è il Progetto Gaming. La squadra di Pironti ha eseguito numerose transizioni, tante per essere un mercato di gennaio.
Alla luce di tutte le trattative svolte dai Lombardi, come giudicate il mercato di Progetto Gaming? È una scossa di assestamento dovuto ai tanti cambiamenti di Giugno oppure si tratta di un’altra rivoluzione, dovuta anche al cambio di allenatore?”

S: “Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori. Dunque il Progetto Gaming si è mosso tantissimo sul mercato, sia in entrata, sia in uscita. Tutti gli acquisti a titolo definitivo effettuati hanno una chiave di lettura molto semplice: tutti gli utenti portano 300k di bonus ciascuno nelle casse della società lombarda. Il progetto a lungo termine è chiaro a tutti e condivisibile. Talvolta, tuttavia, si rinuncia a degli ottimi giocatori pur di avere utenti iperattivi in squadra. Naturalmente solo la seconda metà di stagione potrà dirci se il Progetto Gaming ha una squadra all’altezza delle alte aspettative che tutti hanno, o se dovremo attendere una o più stagioni.”

P: “Buonasera a tutti i lettori. Il mercato del PG è, per me, formidabile. Pironti aveva già annunciato le sue intenzioni: avere solo giocatori da 300k di bonus. Si preferisce rischiare investendo su giocatori che potranno ripagare alle spese solo dalla prossima stagione. Probabilmente manca ancora qualche colpo di mercato, che verrà fatto nella sessione estiva.”

M: “Come i miei colleghi, auguro una buona giornata a tutti i lettori, io a differenza loro noto un mercato utilizzato principalmente per colmare, alcuni buchi che erano stati creati in estate, per forse un eccessiva fretta nel creare una squadra con tutti i partecipanti attivi, senza però perdere troppo dal punto di vista meramente tattico.
Invece in questo inverno, a parer mio, hanno capito che Roma non si costruisce in un giorno, e hanno deciso di puntare subito tutto sull’attività, perdendo anche parecchio dal punto di vista di qualità in-game.”

S: “Già nella puntata di mercoledì 8 Maggio di VAR Sport (con Alberto De Donatis, Alessandro Pironti, Salvatore Campagna, Andrea Conte e Claudio Però) se ne è parlato abbondantemente, ma vorrei sentire una vostra opinione. Con pochi mesi di distanza, abbiamo visto il DS della Lazio, Gianluca Pattarozzi, acquistare Salvatore Campagna per 1,5M e il ds del Pordenone, Luca Bisceglie, acquisire le prestazioni di Luigi Gentile per 2,5 milioni compresi bonus.[Prezzo cambiato dopo l’apertura di mercato, N.d.R] Secondo voi, si assisterà ad un progressivo aumento dei prezzi? Cosa, secondo voi, ha dato origine a queste cifre di acquisto per questi due utenti?”

C: “Dunque, in realtà secondo me al momento non assisteremo ad un aumento dei prezzi. Durante tutta questa sessione invece, a parte per due casi limite come Zirattu e Gentile, ho visto prezzi molto più contenuti rispetto solo al mercato estivo. Secondo me, sia una maggior competenza da parte dei DS, che iniziano anche a far tesoro degli errori dei predecessori, sia anche la presenza di meccaniche come le affiliazioni, a cui sempre più società si stanno rivolgendo, hanno ridotto i prezzi.
Poi ci sono sempre casi limite. Il Pordenone penso avesse altre aspettative sul giocatore, vi ricordo che in un primo momento doveva essere l’allenatore, anche se poi non valeva comunque la cifra spesa. Credo si tratti di una scelta errata da parte dei nero-verdi e di un enorme plusvalenza dell’Atalanta.
Per Campagna stiamo parlando dello scorso mercato, ma si tratta di un errore del Livorno, che l’ha valutato poco, anche in proporzione a cosa aveva fatto il giocatore in quell’anno.”

M: “Io non sono completamente d’accordo con il mio collega, soprattutto per una questione: non è completamente vero questo “abbassamento” dei prezzi, basta vedere molte trattative recenti come 1.1M per Della Morte, quasi 3,5M per Amato, sono trattative al limite, e non credo assolutamente in un abbassamento dei prezzi. Per il resto molte trattative attuali sono andate davvero vicine al diventare realtà, dove si è parlato di addirittura offerte di 2.2M per giocatori neo creati.”

P: “Beh, sono un Maometto della politica: se io non vado dalla politica è la politica a venire da me. “Belinate” a parte, le due domande sono molto semplici, così come le loro risposte. I prezzi continueranno a salire? Sì, senza ombra di dubbio. Da questo punto di vista ci stiamo comportando come il calcio fuffa: un incredibile aumento dei prezzi. Questa crescita vede protagonisti non solo i giocatori più attivi del Progetto, ma anche gli inattivi o poco partecipi, coloro che non portano bonus.
Perché accade tutto ciò? Da buon marxista posso dire che è colpa del capitalismo e ho ragione. Ogni stagione vengono introdotti una quantità incredibile di milioni (300, circa, calcolo fatto a mente) tra bonus e premi stagionali delle squadre. In questo lasso di tempo però il numero di nuovi giocatori non aumenta allo stesso modo, portando a un aumento del valore reale dei cartellini a causa dell’inflazione. A complicare la situazione c’è anche la comparsa di nuove squadre umane che, aumentando la domanda, portano all’incremento vertiginoso dei prezzi. Questo è un circolo vizioso e penso che la domanda da fare sia “come spezzare il ciclo?”.”

P: “Allora, Milan-Ternana, Cremonese-Albese, Juve-Pro-Vercelli hanno una cosa in comune: l’affiliazione. Vi chiedo cosa pensate di questa novità, come cambierà il progetto e se, per i calciatori, giocare in una squadra che ha un’affiliata è una cosa positiva o negativa.”

M: “Assolutamente positiva! Non vedo come possa essere negativa una cosa che invogli la gente a prendere presidenze per migliorarsi e far migliorare il proprio progetto. Una cosa davvero ottima, anche se per me si sarebbe potuta gestire anche fra A e B, non soltanto tra A e C, ma va benissimo comunque. Una gran bella trovata!”

S: “Secondo me, come ha detto il collega Marchi, è una grandissima e bellissima novità. Perché per i giocatori neo-iscritti potrebbe risultare difficile arrivare ad alti livelli, con tutti i giocatori attivi di cui il progetto fortunatamente dispone, quindi è un ottimo modo per spronare i nuovi arrivati per puntare ad essere titolare in una squadra di A in poco tempo. Vedremo in futuro, con il proseguire del progetto, come e se questa mia supposizione verrà rispettata.”

C: “Assolutamente la novità delle affiliazioni è stata alquanto positiva, e ha incominciato a mostrare il motivo per cui esistono: basti pensare a Magnoni, passato dall’Albese alla Cremonese, a Terlati, da Cagliari a Torino, oppure a ben quattro giocatori che passeranno dal Perugia al Frosinone. Tutte spese molto contenute, per giocatori con un certo potenziale o che servivano in una determinata porzione del campo. Vedendo questo, anche altre società hanno incominciato a dotarsi di un’affiliata: rispetto ad inizio anno, pure Juventus, Lazio, Fublet e Sampdoria hanno deciso di usufruirne, magari per il mercato di S5.
L’unico contro è che eventuali progetti indipendenti che nasceranno avranno più difficoltà a trovare giocatori inizialmente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che le iscrizioni vanno un po’ ad ondate e che il campionato di C sia ancora in formazione.”

M: “Allora, questo mercato di gennaio, anche se non ancora ufficialmente iniziato, sembra già averci dato tante informazioni, verso gli acquisti possibili e quelli impossibili per il mercato invernale. Volevo chiedervi, Secondo voi quali sono le squadre che hanno gestito (o gestiranno) al meglio questo calciomercato? Quali invece peggio? E invece quale potrebbe essere l’acquisto del mese?”

P: “Allora, squadre che hanno gestito male il mercato non le ho viste (parleranno i risultati). Ho apprezzato molto il mercato del PG, molto coraggioso. Altri grandi colpi sono stati fatti dalla Cremonese e dalla Juve Domo. Campagna ha portato in serie A Magnoni, mentre la Domo è riuscita a non vendere i pezzi pregiati: Cipolla, Davide… I piemontesi hanno tutte le carte in tavola per essere promossi in Serie B.”

C: “Dunque, credo che al momento sia difficile stabilire chi abbia sbagliato. Alla fine, sono sempre i risultati a dire chi si sia rinforzato o chi si sia indebolito. Ci sono state alcune trattative che per il livello tecnico dei giocatori hanno rinforzato parecchio le squadre in cui approderanno: mi riferisco a Invernizzi Luca alla Casertana, Puzzer al Bari, Amato al Bologna, Mancusi al Foggia. Ecco, forse il Milan si è indebolito tanto: sono stati venduti due giocatori offensivi come Zirattu e Massessi ed il livello dei nuovi arrivati non sembra essere lo stesso. Magari però sono più funzionali per il gioco che propone ed allora meglio così per loro, questo non lo possiamo sapere.”

S: “Come hanno detto i miei colleghi, è difficile al momento dire la squadra che ha meglio agito sul mercato. Bisognerà aspettare l’arrivo dei nuovi acquisti nelle nuove squadre per vedere se il loro impatto sarà positivo o negativo. Anch’io sono rimasto sorpreso dal Milan: ha venduto giocatori a cifre importanti, come Zirattu e Massessi, e non ho visto delle manovre in grado di colmare i buchi lasciati lì davanti. Vedremo se, a mercato aperto, il Milan si muoverà per fare acquisti, fresco anche del nuovo Direttore Sportivo.”

Derby della Lanterna: le statistiche della stracittadina

Nella live di Lunedì 29 Aprile si giocherà una delle partite più calde di tutta la stagione, resa ancora più importante dalla situazione in classifica delle due compagini: stiamo parlando del Derby della Lanterna, la stracittadina di Genova.
Genoa e Sampdoria si sono sempre affrontate da quando è stato istituito Progetto FM nel lontano Giugno 2017: in palio non solo l’onore della città, ma sempre qualche obiettivo stagionale. Anche questo non è da meno: i tre punti possono essere importantissimi per la lotta salvezza, anche se le due squadre avrebbero immaginato una situazione diversa ad inizio stagione.

Nei 6 precedenti confronti, rossoblù e blucerchiati hanno segnato in totale 22 reti: poco più di 3,5 goal a partita. Infatti, in una sola occasione un portiere è riuscito a non subire reti: si tratta di Isaia Nucci, in occasione del primo storico derby durante la S1. Il capocannoniere della stracittadina è Matteo Congedo, con 7 reti, oggi al Lecce. Seguono Claudio Però a 4, Luca Maso a 3 ed Alessandro Scomparin a pari merito a 2. Hanno firmato il loro nome nel tabellino dei marcatori anche Mirko Parravicini, Mark Aperio, Luca Bartucci, Michele Sorgente, Alberto De Donatis e Francesco Siciliano.

La Sampdoria è la squadra che ha vinto più partite, ben 3 confronti, a dispetto dell’unica vittoria del Genoa. Due i pareggi. La vittoria dei grifoni coincide però con il derby più pirotecnico di sempre: un 4-3 nella partita del girone di ritorno della S1, con la Sampdoria capace di ribaltare il 2-1, ma fermata poi da un Però in grande spolvero. Partita che coincide anche con il primo confronto Filippone-Di Stefano: i due allenatori si sfideranno per la quinta volta lunedì. Gli altri allenatori che hanno giocato un match del derby sono Claudio Però e Francesco Di Matteo.

La partita è molto sentita da ambo le parti: nessun derby è finito senza un cartellino giallo sventolato a giocatori di entrambe le squadre. In particolare, la prima edizione ha visto anche due espulsi, uno a testa: Daniele Lanzi per la Sampdoria e Riccardo Finotto per il Genoa. Gli ultimi due derby hanno visto un allenatore espulso: all’andata toccò a Filippone, via regia; al ritorno toccò a Di Stefano.

Le due squadre arrivano al derby con l’umore sottoterra: le aspettative in questa stagione erano ben altre per entrambe. Le squadre vengono da un periodo di forma abbastanza diversi: la Sampdoria in campionato non trova la vittoria dal match contro il Progetto Gaming, risalente alla sesta giornata, e negli ultimi cinque incontri ha rimediato 2 pareggi e 3 sconfitte; il Genoa nello stesso periodo, ha ottenuto 8 punti, fondamentali per uscire dalla zona rossa. Si dice che i derby di solito sono capaci di invertire la tendenza di una squadra: sarà così anche questa volta? Chi avrà la meglio nella settima edizione della stracittadina? Per scoprirlo, dovremo attendere fino al 29 Aprile. E che allora vinca il migliore.

A tu per tu con Pierpaolo Palladi(n)o

Pierpaolo Palladino, attaccante del Brescia, è un piacere averla qui.
Solitamente partiremmo chiedendo chi è Pierpaolo al di fuori del Progetto, ma in questo caso ci preme più chiedere quanto del Palladino PG è presente nel Palladino della vita reale. Quali sono le principali differenze tra le due entità?

Il Palladino irl è un burlone che prende tutto alla leggera, un provocatore e forse potrebbe essere il primo caso di giocatore che ruola nel Progetto e nella vita.
Vengo da una realtà povera (Napoli), così come lo era il primo Brescia PG, ma ritengo di aver conosciuto le vere ricchezze della vita: salute, sorrisi e, permettetemi, gentil sesso.
Il Palladino in-game è un giocatore che si carica di responsabilità. Carismatico, prolifico e molto richiesto. Ambisce a scalzare i mostri sacri e a far dilettare Pironti con laute lodi nei suoi confronti.

Ha parlato di mostri sacri; chi sono per lei, quali sono le caratteristiche che hanno per essere definiti tali e, soprattutto, qual è il percorso che intende intraprendere per imporsi su di loro?
Alludo ovviamente ai miei pari reparto: Gallarato e Di Gloria. In questo momento sono i migliori attaccanti in circolazione, e lo dimostrano le trentacinque reti combinate in sedici partite.
Il percorso? Semplice: gol, assist e attività. L’essenza di un ottimo attaccante parte tutto da qui. E grazie alle magnifiche capacità dell’allenatore del Brescia Claudio Franco, al DS Fazzini, passando per i presidenti De Meo e Sverze e finendo per la colonna portante della difesa Montecalvo, posso fare sogni tranquilli. Ma non troppo, perché chi dorme non piglia pesci.

Il Brescia. Società che in questo momento sembra più centrata che mai.
Non le chiederò, però, di star qui a fare i complimenti ai vari elementi della squadra, da lei sopracitati. Il discorso è il seguente: è il miglior momento delle rondinelle, che sembrano aver intrapreso il percorso giusto per la promozione, e grande merito di questo va all’avvento di mister Franco. Ad ogni modo la Serie B rimane una competizione tiratissima e salire in A è tutto tranne che scontato. Ecco, se questo non dovesse succedere, una punta del suo calibro farebbe un ennesimo anno in Serie B?

Se ciò significasse vivere in un progetto che ci crede, è probabile. Ma come tutti, l’ambizione fa parte di chi si ritiene forte, nella vita come nello sport, e nonostante abbia vinto la Scarpa d’Oro Stagione 3 e un Europeo con Di Stefano (tutto dire), potrei appunto aspirare a qualcosa di più.
Ad oggi ho rifiutato offerte importanti; l’ultima è stata quella del Milan, che personalmente non mi attira. In precedenza c’era stata la Juve della “gestione Trovato”, il team di Pironti e alcuni approcci della Cremonese, che ho davvero apprezzato in quanto unica gran bella realtà, davanti solo a quella che sto già vivendo oggi.

Esatto, lei è stato Capocannoniere nella Stagione 3.
Tuttavia, molti utenti all’epoca (e non solo) la criticarono per una “scarsa attività”, o comunque un apporto non sufficiente a premiare e giustificare i meriti per una scheda che, appunto, l’hanno portata a segnare più di tutti in quell’annata. Cosa risponde a queste persone?

Che possono lucidare i miei scarpini griffati, in quanto parte di queste persone sono poi quelle che mi hanno richiesto e non hanno ricevuto altro che rifiuti scottanti.
E aggiungo che il Palladino di Bologna a metà della Stagione 2 era un novellino che doveva introdursi al meglio, ma al Palladino di Brescia imputare una scarsa attività è segno di incompetenza e gelosia; il mio ultimo potenziamento è stato di 7/800K. Non so di cosa abbiano parlato all’epoca, ma mi dispiace che abbiano dato aria alla propria bocca inutilmente.

Ultimamente, forse più che mai, lei si sta sempre di più autoimponendo come una sorta di dio sceso in terra; un atteggiamento molto simile lo abbiamo recentemente riscontrato anche dal suo allenatore, Claudio Franco. Qual è il vostro rapporto e quanto uno influisce sull’altro e viceversa?
Il rapporto con Franco è stupendo. Per me l’allenatore più preparato del Progetto con Campagna, studia benissimo le tattiche avversarie e sa cambiare modulo risultando imprevedibile. Non ne ho conosciuti di così bravi sulla piattaforma FM.
Io essendo anche presidente lo sprono a sentirsi il più libero possibile. Dal momento del suo ingaggio gli abbiamo dato carta bianca e abbiamo eseguito ogni sua richiesta sul mercato. Per quanto riguarda l’influsso sul Palladino calciatore, posso dire che mi ha reso più completo. Gioco per la squadra, faccio molti più assist. È un dare – avere che fa bene ad entrambi.
E comunque Dio in terra deve chiedere permesso a me per scendere.

Una domanda che per un attimo potrebbe farla uscire da quel sottile limbo tra il ruolare e il non, nel quale lei spesso si culla: secondo lei come mai molti, forse troppi utenti, non capiscono che lei interpreta un personaggio, rimanendo poi perfettamente in linea con quello che è il Progetto, ovvero un GDR?
Perché in molti non vivono l’internet appieno. Non hanno le basi che potrebbero avere coloro che frequentano più realtà al di fuori di Progetto Gaming.
Fanno meme pessimi (de gustibus) a volte mal interpretando la base stessa e, a volte, sono solo dei piccoletti che credono che l’offendere sia la soluzione a blastare/dissare e/o semplicemente chiudere il becco al prossimo. Non funziona così. Vanno indirizzati. Ho avuto il piacere di essere amministratore di pagine e gruppi che andavano oltre i 12K utenti e per quanto difficile possa essere il gestire gli altri, abbiamo sempre teso la mano anziché tirarla indietro.
Il superstaff invece sa quello che fa, quindi non temo il mio ruolare.

Rimanendo in tema, potrebbe indicare degli utenti che lei ammira puramente per il loro modo di vivere il GDR del Progetto? E per quali motivi?
Sono pochi quelli che “ruolano” davvero.
Dovendo essere sincero, non mi piace il ruolare di Di Stefano, con tutto il rispetto ovviamente. Un conto è appunto ruolare, l’altro è fare Vittorio Sgarbi. E Dio santo abbassa il volume durante le Live. Sono quasi cinque anni virtuali che lo fai, NON POSSO SENTIRMI LE PUBBLICITÀ DA CASA TUA!
Mi piace il ruolare di Campagna, porta acqua al suo mulino che fermatelo!
Mi aggradano ADD, P. Fulco e Michelini che pur tirandosela un po’ agisce bene da squalo. Poi Gallarato e Staniscia (Salò): quest’ultimo ruola come piace a me, “anche se ha un po’ rotto il *****” (cit. di una famosa live).
Prendo spazio per citare anche De Meo: ranger di C, presidente di Brescia e San Marino e riserva di Damiano Mattia, che alla fine è la riserva di se stesso.

Ritorniamo ora ad un aspetto prettamente in-game. Fra non molto sarà tempo di Pallone d’Oro. Cosa ne pensa dell’inclusione, nella lista, di soli calciatori di Serie A, regola che automaticamente esclude un giocatore che potrebbe essere tenuto in considerazione come lei? E secondo lei chi dovrebbe vincerlo?
Il regolamento è giusto, se vogliamo attenerci al mondo fuffa. Anche se mi sento un po’ come Maradona e soci (i sudamericani) che pur essendo tra i migliori non potevano essere inclusi, in quanto all’epoca la premiazione era riservata ai soli europei. In un mondo con Salvini e le oppressioni avrei aperto anche ai ragazzi di B.
ITALIANI CADETTI DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI PERBACCO!
Per quanto riguarda un possibile vincitore non saprei, ho troppi nomi in mente e non conosco appieno le loro prestazioni. Seguo molto me stesso e il Brescia, salvando la pace di pochi altri.

Dove si vede il Palladino calciatore del Progetto da qui a tre stagioni?
Ai vertici massimi, mi sembra ovvio. Se poi mi si chiede di essere più preciso, ci si dimentica che sono napoletano e quindi scaramantico. Non posso pronunciarmi più di tanto. Diciamo che arrivare il più in alto possibile con il Brescia sarebbe una soddisfazione enorme.

Ora un inevitabile botta e risposta riguardo alcuni personaggi. Ci dica cosa ne pensa di Yuri Monti, Giuseppe Staniscia, Federico Gallarato ed altri due utenti che lasciamo scegliere a lei.
Yuri Monti non pervenuto. Chi non ci mette la faccia non ha la mia attenzione;
Staniscia è un mio grande amico in real life da cinque anni;
Gallarato è il mio studente barman (la mia professione irl) preferito;
Cito quindi Fazzini, mio co-presidente al Brescia, un bravissimo e simpaticissimo ragazzo.
Infine mettiamoci Campagna, ovviamente altro amico di lunghissima data come Stan, a cui voglio un gran bene. Ad entrambi s’intende.

Ringraziandola in anticipo per il suo tempo, chiudiamo con qualcosa che Palladino ha voglia di dire a tutto il Progetto. Un consiglio, una dichiarazione, un annuncio, insomma quello che più le preme esplicitare in questo momento.
Quando il vento dei soprusi sarà finito, le vele si spiegheranno verso la felicità. Un saluto agli amici di Secondigliano.
E grazie per quest’intervista, mi sono divertito assai.



Uno sguardo all’Italia che verrà

Sono passati ormai cinque mesi (in-game) dall’insediamento dei nuovi CT delle rappresentative giovanili italiane. Si potrebbe dire che l’Under 21 e l’Under 19 siano in buone mani solamente guardando la classifica di Serie A, dal momento che sono guidate rispettivamente da Mister Campagna e Mister Michelini, i quali stanno per ora portando avanti un campionato a parte nella nostra massima serie.
Andiamo a vedere più da vicino il loro percorso finora.

UNDER 19
Sono già sette le gare disputate dall’Under 19. Il computo vede sei vittorie ed un pareggio per i ragazzi di Michelini.
Le gare ufficiali sono quelle che hanno fatto registrare le vittorie migliori e fanno riferimento al primo dei due gironi di Qualificazione previsti per Euro 2019.
Spicca il roboante 11-0 contro la Georgia, ben accompagnato dal 7-0 alla Slovenia e dal 5-0 rifilato al Portogallo in apertura di torneo.
Sono inevitabilmente tanti i giocatori che hanno scritto il loro nome tra i marcatori; tra questi i più prolifici sono stati Riccardo Serafini (Parma), Gianluca Badalamenti (Torres), Cristian Arrigo (Cesena) e Alessandro De Meo (Cremonese), tutti a referto con quattro reti a testa. Esclusi quest’ultimi, tra i migliori per rendimento troviamo anche Luigi Pepe (Juventus), Yuri Monti (Lupa Roma) e Francesco Giannetti (Piacenza).
Il modulo principale è un 4-2-3-1 che, come dimostrano i numeri, valorizza davvero molto il reparto offensivo. Sono infatti 36 i gol realizzati (oltre 5 a partita di media), a fronte di sole tre realizzazioni concesse. Menzione particolare va fatta per Gianluca Pattarozzi, il quale ha sostituito Michelini guidando la nazionale in alcune delle ultime uscite.
Il prossimo impegno dell’Under 19 sarà l’ultimo girone che dà l’accesso all’Europeo. Francia, Finlandia e Kazakistan saranno le avversarie. Il sorteggio potrebbe essere leggermente insidioso, specialmente per la presenza dei transalpini, dal momento che solo la prima classificata avanza alla competizione finale.

UNDER 21
Situazione leggermente diversa per la compagine di Salvatore Campagna. Meno partite disputate fino ad ora e, dal momento che l’Italia sarà nazione ospitante dell’Europeo Under 21, ancora zero gare ufficiali. Di queste non è tanto da tenere in considerazione la prima, dal momento che per un problema di FM non furono convocati i giocatori scelti da Salvatore, ma piuttosto diversi fuffa (Cutrone, Pellegri ecc.).
Il primo impegno “veritiero” è quello vinto agilmente per 10-0 contro i pari età della Repubblica Centroafricana.
Nelle ultime due uscite il mister ha poi deciso di basare le proprie convocazioni principalmente sull’attività live più recente. Una sorta di esperimento, che ha portato una grande quantità di volti nuovi in rosa e ha comunque permesso di conseguire risultati positivi come la vittoria per 2-1 in Danimarca e soprattutto il netto 9-0 rifilato alla Grecia.
I migliori realizzatori fino ad ora sono stati Lorenzo Giubbi (Parma) e Gabriele Ingrassia (Sassuolo). Bene anche Andryesh (Sampdoria), Maini (Fublet), Sverze (Milan) e Di Gloria (Lazio). Anche in questo caso lo schema prediletto è stato un 4-2-3-1, ma si è virato anche su un 4-4-2 nel momento in cui il vice, in assenza dell’allenatore umano, ha deciso di fare di testa sua.
Come accennato, bisognerà aspettare l’Europeo a fine stagione per vedere finalmente l’Under 21 in azione in partite che contano. Nel frattempo ci sarà un lento cammino di avvicinamento alla competizione, puntellato da qualche amichevole qua e là, che permetterà a Campagna di individuare al meglio i giocatori e soprattutto gli utenti che più in assoluto avranno meritato di esserci.

Racchiudendo le due rappresentative in un discorso generale, si può dire che entrambe abbiano dimostrato solide basi finora, a partire dalla gestione delle convocazioni (sulle quali davvero pochi finora hanno avuto da ridire) fino ad arrivare ai risultati sul campo. È chiaro come gli obiettivi fondamentali restino i due Europei del 2019, ma le premesse per portarli a casa entrambi per ora ci sono tutte.

Coppa Italia – Gli accoppiamenti per gli ottavi

Nella live del 10 Aprile, mentre la Nazionale italiana e il Senegal hanno convocato i propri giocatori e si sono distinte affrontando altre nazioni, i club continuavano a giocare. Niente Serie B però: la competizione in corso era la Coppa Italia. Il trofeo detenuto dalla Roma cambierà sicuramente proprietario: infatti i giallorossi sono stati eliminati. Altro verdetto importante quello proveniente da Cremonese – Udinese, con i gialloneri che passano il turno fra lo stupore generale.

Adesso entrano nella competizione le prime otto qualificate della Serie A della Stagione 3. Nonostante Salò – Crotone non si sia ancora giocata, sono usciti comunque gli accoppiamenti per gli ottavi. Ad aggiungere tensione, il fatto che non esistessero teste di serie: le squadre entranti potevano anche affrontarsi tra di loro.
Vediamo quindi qual è stato il responso delle urne.

Atalanta – Vincente tra Salò e Crotone
In attesa di capire chi passerà tra la squadra di D’Auria e quella di Staniscia, sappiamo già che la sua prossima avversaria saranno i bergamaschi. Sorteggio benevolo per gli uomini di Pellegrino, che potranno disporre del Fattore Azzurri d’Italia. I nerazzurri dovranno stare attenti, perché in entrambe le squadre ci sono aspetti positivi e negativi. Il Salò ha già dimostrato di poter competere contro squadre più anziane all’interno del progetto, mentre il Crotone rimane comunque una squadra difficile da affrontare e conosce già gli orobici. Tuttavia, visti i due campionati piuttosto competitivi, molto dipenderà anche da quanta attenzione riceverà l’incontro: giocheranno le riserve o i titolari?
Passa il turno: Atalanta

Progetto Gaming – Drink Team
Il derby di Progetto FM si disputerà una terza volta in questa stagione. I Dubliners affronteranno i Pigini in uno scontro molto delicato. Questo aggiungerà interesse nella competizione, e convincerà i due mister a rischiare qualcosa di più. Di certo non sarà più un confronto tra allenatori di casa Genoa: mister Pironti si è dimesso e al suo posto arriva Casalati. Il cambio di panchina, specie tra due allenatori che usavano moduli parecchio diversi le scorse stagioni, potrebbe favorire gli ospiti. Tuttavia, questo rimane un derby e quindi le sorprese non mancheranno. Per la legge dei grandi numeri, potrebbe spuntarla il Progetto Gaming, dotato inoltre di maggiori alternative e che potrebbe arrivare più riposato all’impegno, giocato comunque in un periodo in cui le competizioni europee saranno ferme e ancora lontane dal riprendere.
Passa il turno: Progetto Gaming

Juventus – Genoa
Unico scontro tra presunte teste di serie nella competizione. Il morale con cui arrivano entrambe le squadre è differente, ma solo per ragioni di classifica. Rossoblù che avevano tutt’altre ambizioni e si ritrovano in fondo, mentre la Juventus si trova ancora nella parte alta, nonostante qualche inciampo di troppo. Proprio per questo, potrebbe essere una gara dalle molte incognite: alcune coinvolgono l’ambientamento di Crippa, altre riguardano l’attenzione che riceverà il match. Considerando anche come si sta evolvendo il loro campionato, molto della stagione delle due squadre passerà da qui.
Passa il turno: Juventus

Juve Domo – Torino
La cenerentola di quest’edizione, capace di battere nel turno precedente la detentrice del trofeo, affronterà una delle squadre più forti della competizione, capace di arrivare per due anni consecutivi fino alla semifinale. Il divario tecnico sembra evidente: la squadra di casa non dispone né delle individualità degli ospiti né soprattutto dello stesso numero di giocatori. Quest’ultimo dettaglio potrebbe risultare decisivo: avere soli quindici uomini significa averli più affaticati nel corso della stagione, e già a gennaio potrebbe esserci un calo fisico. Tuttavia, se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi giorni, è che non bisogna sottovalutare le insidie che vengono da Verbano – Cusio – Ossola.
Passa il turno: Torino

Napoli – Inter
Se parlassimo di Serie A, questo sarebbe assolutamente un incontro scoppiettante. Invece, siamo nella Coppa Italia Progetto Gaming e l’Inter sta vivendo una stagione quantomeno ostica. Difficile quindi pensare che chi esca vincente da questo scontro possa poi arrivare fino in fondo.
I nerazzurri hanno già cambiato allenatore, affidando la squadra a Pietro Alaimo, che ha il compito di portarla il più velocemente possibile fuori dalle sabbie mobili della lotta per la salvezza. Il Napoli, al contrario, quest’anno è molto in forma: coinvolto nel gruppone che lotta per la Champions League, ha una rosa molto equilibrata. Considerando anche il fattore campo, i partenopei sembrano favoriti per il passaggio del turno.
Passa il turno: Napoli

Fublet – Sampdoria
Si potrebbe fare un discorso molto simile a Napoli – Inter: il Fublet è ben centrato, coinvolto in una situazione di classifica medio-alta, mentre la Sampdoria quest’anno è impegnata nella lotta salvezza. Cosa cambia però rispetto allo scontro precedente? Proprio le individualità: i blucerchiati dispongono di giocatori sulla carta più forti rispetto all’avversario, tanto che le aspettative iniziali dei genovesi erano completamente diverse. Inoltre, lo scontro tra le due compagini in campionato è terminato 1-1. È la partita più equilibrata del turno: potrebbe uscire un match divertente come uno scontro bloccato. Si potrebbe facilmente risolvere oltre i tempi regolamentari.
Passa il turno: Fublet

Lazio – Benevento
Con l’eliminazione della Cremonese, i biancocelesti sono i grandi favoriti per la conquista del trofeo. Le squadre di A non riescono ancora ad adottare delle contromisure efficaci alla corazzata romana. Inoltre, il fattore campo aiuta proprio i padroni di casa. Tuttavia, la Lazio sa che il Benevento è avversario ostico e poteva pescare di meglio: i campani dispongono di una fortissima punta e di un pacchetto di centrocampo ben organizzato ed invidiabile. Tuttavia, a meno che Michelini non sorprenda tutti e faccia un turnover gigantesco, la favorita è una soltanto.
Passa il turno: Lazio

Udinese – Chievo
Se Juve – Genoa è lo scontro che ha riguardato le prime 8 dello scorso campionato, allo stesso modo ne esiste un altro che non coinvolge nessuna partecipante della scorsa Serie A. Stiamo parlando dell’incontro tra l’attuale leader della Serie B, il Chievo, e l’attuale leader della Serie C/A, l’Udinese. Per quest’ultimi, la competizione ha già tolto una bella soddisfazione contro la squadra di Campagna, e vista anche l’apparente tranquillità con cui sono in testa nel proprio girone, proveranno anche a battere i veneti. Dall’altro lato, per Belluscio e compagni questa è una ghiotta opportunità per arrivare ai quarti, visto che hanno comunque evitato tutte le squadre più blasonate di loro. Incontro molto interessante da vedere, dal verdetto non scontato.
Passa il turno: Chievo

La magica sera dell’8 Aprile

8 Aprile 2019.

Nel freddo campo dell’Artemisio Franchi, la Fiorentina è pronta a sfidare la Juventus nell’anticipo di Serie A PG. Per i Gigliati è un periodo molto negativo: da quando è iniziato il campionato, la squadra di Firenze è riuscita ad ottenere un solo punto, nella partita contro il Progetto Gaming in cui è figurato in porta il trequartista Veronica Di Paolo.
La Juventus, invece, viene da un buon periodo a livello di prestazioni: sono mancati i punti, specie in due partite importantissime contro i concittadini del Torino e il Napoli di Salvatore Ponticelli, ma la squadra dà l’impressione di meritare la Champions League.

Gli spalti sono vuoti: chi avrebbe mai voglia di vedere una partita di una squadra ultima ad un punto?
Due beniamini del pubblico, l’allenatore Casalati Roberto e il portiere D’Anteo Alessandro, sono andati via: direzione Roma per il secondo, alla corte di Tommaso Molin; il primo si è mosso di qualche chilometro, direzione Empoli, alla presidenza di Valerio Arnone.
Come se non bastasse, il primo allenatore, Gabriele Cocco, ha deciso di dimettersi, e la squadra è stata affidata a Raffaele De Giosa.

La partita sembra incanalarsi verso una facile vittoria della Juventus: al secondo minuto, il rapace della Juventus Luca Bisceglie, insacca la rete dell’1-0.
Lo sconforto già dilaga, ma ecco poi l’inverosimile: l’uomo di casa, l’acculturato Gabriele Marchi, si fa finalmente ispirare dagli Uffizi ed esegue la prestazione della vita. Tuttavia, da solo ciò non basta: serve qualcuno che capisca l’arte scritta dall’ala di Prato. In area si trova Walter Maltese: una stagione passata alla corte di Alessandro Pironti, senza mai incidere, e poi la cessione alla Fiorentina. Lo spirito di Batigol si impossessa dell’attaccante e la Fiorentina segna l’incredibile goal dell’1-1.

Potrebbe finire così, ma questa sarà una notte particolare.
Maltese si trova di nuovo a tu per tu contro Carrano e segna il 2-1. Il poco pubblico è in delirio: la Fiorentina passa in vantaggio, ma ancora nessuno si vuole illudere. Troppe le rimonte quest’anno, troppi i goal entrati nella porta di Nencioni. Eppure, i Viola continuano e poco dopo arriva anche il 3-1. Sembra di vedere il Barcellona di Guardiola, la Juventus scomparsa, volatizzata.
Al termine dei 90 minuti, i padroni di casa vincono 6-1 contro i campioni d’Italia.
Come andrà a finire questa stagione non importa: quella di questa sera rimarrà una partita indimenticabile in questa stagione, nella storia della Viola.

IlCarro intervista: Giacomo Sedda, in Sedda al Toro!

Il Torino è certamente una delle squadre più carismatiche e famose all’interno del Progetto Gaming, perciò abbiamo voluto intervistare uno dei suoi personaggi più storici, protagonista anche di una delle dualità più belle del Progetto, Giacomo Sedda.

Buonasera Giacomo, grazie per aver accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, e grazie a voi!

Bene, iniziamo subito chiedendo, chi è Giacomo Sedda fuori dal Progetto Gaming?

Sono un… quasi trentenne sardo, di Villacidro. Nella vita mi occupo di informatica, principalmente di robotica, sono un grande appassionato di calcio, motori e “nerdone”.

Prossima domanda, Sedda o Deidda? Com’è nata questa battuta sui cognomi?

Oddio… in realtà la cosa ha avuto origine perchè molto simili, anche nel modo in cui si pronunciano, e perché spesso venivo taggato in ogni post dal sopra citato Maurizio. Non aiutava di sicuro il fatto che fossimo rispettivamente allenatore e DS del Torino, cosa che aiutava alla confusione. Siamo anche compaesani, quindi con cadenza identica nel parlato. Per chi non ci ha mai visto in faccia dev’essere stato facile sia confonderci che credere fossimo la stessa persona, alcuni ancora ci confondono dopo averci conosciuto (ciao Damla!).

Chi è Sedda invece nel Progetto Gaming?

Allenatore del Torino, presidente dei Granata ma anche del Cagliari, rompicoglioni di prima categoria verso gli admin… e un decente terzino destro? Onestamente penso che Pironti, Ballarini e De Donatis siano arrivati ad odiarmi, dal numero di volte che vedono il mio nome apparire nella casella di facebook (ride ndr.)

Iniziamo dal Terzino Destro, sei qui dalla Stagione 1, puoi raccontare la tua storia da Veterano del Progetto Gaming?

Beh come giocatore, son sempre stato al Torino come DC/DD e poi anche TFD. Non mi sono mai mosso di società, né mai lo farò. La cosa piu simpatica è il modo in cui sia finito nel Toro. Son stato praticamente nei primi ad iscrivermi, quindi tutte le rose erano ancora incomplete, e in disperata ricerca di terzini. Istintivamente dissi al buon Ballarini di volermi iscrivere al Cagliari, dovendo subire l’onta di leggere che fine fu fatta fare ai gloriosi rossoblu… Scambiati di posizione per un fublet (minuscola volontaria) di cui nessuno aveva sentito parlare… Quindi, scelsi la seconda squadra (se volete posso fornire anche foto, ho le maglie da allegare) che ho sempre seguito in italia. Non ero granchè all’inizio, ma seguivo sempre le live – all’epoca le mentali erano decise dalla tua presenza in live – e potei usare gli stipendi per le doti tecniche… finendo al livello in cui sono ora. Prettamente difensivo, ma mi piace cosi, son sempre stato il primo a uscire per cartellini anche nella realtà.

Bene, si può dire quindi che hai gettato le basi del Torino insieme agli altri ragazzi, perciò hai assistito a tutte le leggende createsi nello spogliatoio. Iniziamo con una delle più recenti, iniziamo con Pauletto Killer, come è nata questa figura mitologica?

(ride ndr.) Pauletto killer. Beh, alla fine della stagione 1 ci trovavamo in una situazione che dire di merda sarebbe eufemistico. I pochi attivi erano il nucleo portante, ma erano meno degli 11 titolari. Dato che non avevamo un nome forte dovevamo crearlo, quindi iniziammo a creare dei personaggi ed un “brand” e dato che quello della squadra forte ed elegante era per noi impossibile (anche per classifica e altro), puntammo sull’ignoranza e casinismo come punto cardine per ruolare le nostre attività. Pagelloni ignoranti, sempre in mezzo alle cagnare e cosi via, dopotutto solo cosi siamo riusciti ad attrarre persone come Conte alla nostra scuderia. Il perchè fu scelto Massimo? Guardalo in faccia, era la persona ideale nel ruolo ideale.

Parlando proprio di Conte, un altro motto della squadra a quanto pare sia “Conte è Scarso”, sei per il sì o per il no?

Sì, assolutamente. Ora si sta montando la testa, ma la prima stagione passata ad allenarlo fu un incubo e LUI LO SA.

Bene, domanda finale sullo Spogliatoio, Team Vanali o Team Pusceddu? Qual è la storia dietro questo scontro?

Team Vanali. La questione è nata lo scorso anno, in quanto Paolo era, appunto, fortissimo. Al punto da essere il salvatore della patria anche in nazionale, ma Pusceddu quest’anno lo sta scavalcando nelle gerarchie, creando appunto una sorta di Guerra Santa tra il Vero Dio e il Nuovo Messia. Come dire, son due con un ego smisurato, difficile farli convivere nello stesso spogliatoio! Ovviamente team Vanali da giocatore, da presidente e da allenatore darei altre risposte.

Passiamo adesso al Sedda allenatore, qual è la storia del Ragazzone sulla panchina del Torino da Stagione 1?

Inizialmente non mi sentivo cosi bravo ad allenare da espormi in un torneo online, quindi accettai di buon grado la candidatura di Bucci, restando in disparte. Infatti la mia prima richiesta ufficiale arrivò, in realta, per allenare la Fiorentina, in quanto fu la prima piazza che si liberò. Ma ritirai la candidatura perchè il mio allenatore, all’epoca, non gradiva l’idea di avere un giocatore Mister da un altra parte. I risultati però scarseggiavano, portandolo a dimettersi alla fine. Al che, con noi in zona retrocessione rossa, decisi di provare a salvarci e presi la panchina del Toro. Da penultimi arrivammo a 3 punti dall’Europa, con una bella cavalcata terminata con un 5 a 4 nello scontro diretto col Sassuolo di Agosta (maledetto).

Apriamoci all’angolo della tattica, in questa Stagione 4 si è passati ad un cambio di Gioco, da FM17 a FM19, ciò ha comportato un grande stravolgimento di equilibri, con squadre cardine come il Genoa vicine alla zona retrocessione. Vogliamo quindi chiedere, cos’è cambiato a livello tattico su Football Manager? Statistiche? Modi di giocare?

Credo i modi di giocare, ma non solo. I grandi cambiamenti del 19 son anche rappresentati dalla coesione squadra e equilibrio spogliatoio, cose che prima non erano così importanti. il match engine, che prima favoriva molto i moduli centrali, ora sembra invece favorire i moduli che più concentrano le loro forze sulle fasce, e non tutte le società erano pronte a questo tipo di stravolgimento, sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista umano. Con la nuova versione inoltre, sembra sia cambiato parecchio il metodo di impostazione del lavoro difensivo, sulla quale alcuni allenatori devono ancora trovare una quadra. Non è strano infatti che alcune squadre sulla carta più forti siano giù. Alla fine il passaggio ad un simulatore nuovo chiede tempo per essere studiato, e alcuni allenatori piu di altri hanno potuto studiare sicuramente di più e i risultati si vedono.

Da allenatore del Torino, se puoi dircelo, come ti sei adeguato con questi cambiamenti? Hai qualche chicca tattica per i nostri lettori?

Al momento, son passato temporaneamente ad un 4-4-2 per garantirci più copertura, ma sto studiando varianti tattiche che ci permettano di tornare a sfruttare tutta la rosa in pieno. Non ho grandi soluzioni nel senso di perle, però posso dire che potrebbe tornare di moda un modulo che usai nella stagione 1 particolarmente “difensivo”.

Bene, passiamo adesso al Deidda presidente del Torino, quali sono gli obbiettivi per questa stagione?

Andare piu in fondo possibile nelle tre competizioni, la finale di Coppa Italia ci è sfuggita contro le milanesi (motivi diversi) per ben due volte di fila, mi piacerebbe riuscire a giocarla. Sull’Europa League, finché non si incontra qualche umana son confidente si possa andare avanti.

Bene, come sempre, vogliamo offrire uno spazio per le squadre di C e B, da Presidente del Cagliari, descriva il suo progetto e dia un motivo per entrare in terra Sarda!

Il Cagliari è ahimè già pieno. Come motivazione avrei detto che si entra a far parte di un bel gruppo, che punta a risalire in Serie A il prima possibile per tornare a far parte dei grandi, pieno di attivi e di gente che tiene fino al midollo per i colori che porta!

Bene, arriviamo alla parte finale dell’Intervista. Appelliamoci al Sedda Persona, colui che segue le live, che commenta e che grazie a questo Progetto ha potuto fare amicizia con tanti ragazzi. Com’è il rapporto con Bicocchi? Com’è quello con Deidda, il condividere l’avventura nel Progetto ha rafforzato l’amicizia che c’era già fra voi due? Ci sono altre persone con il quale hai stretto una grande amicizia?

Prima di tutto, ciao Fabio! Allena quel cazzo di Senza Palla che sei sempre in fuorigioco (ride ndr.). Sì, grazie al progetto ho stretto molte amicizie che vanno oramai al di là. Il sopra citato Fabio, per esempio, mi farà compagnia ad una cerimonia di un altro presidente del Toro a luglio (no spoiler). Giusto per dimostrare quanto stringenti i rapporti stiano diventando. Se dovessi contare le amicizie, beh… in ordine sparso: Conte, Pauletto, D’Anteo, Franceschi con cui ci amiamo e ci odiamo, Martinelli, il buon Ballarini al quale ho quasi rotto lo scheletro a calcetto, l’ovvio Pironti (al quale è lievemente più difficile farlo senza pagarne le conseguenze…), il Pirotecnico Frunzio, l’incroyable De Donatìs e tanti altri. Benedetti, appunto, che ancora piange all’idea di essere diventato il mio ds… Deidda, beh, già mi sentiva spessissimo, ora il ritmo dei nostri scambi è quasi da stalking (ride ndr.).

Penultima domanda, quante bestemmie segna il bestemmiometro nel momento in cui stiamo scrivendo?

Ultima domanda, poi posso finalmente liberarti! Fatti una domanda e datti una risposta!

Un unico rammarico che ho da quando son al progetto, e al Toro in generale, è quello di non aver allenato sin da subito. Quindi, se mi chiedessi di cambiare qualcosa della mia carriera nel progetto, mi candiderei subito come allenatore tutto qua.

Va bene, grazie mille per l’intervista e alla prossima!

Alla prossima! Grazie ancora.

Neon Genesis FM – Episodio 2

Settimana di fuoco nel Progetto: nuove presidenze, tra chi ha colto l’appello di Ingrande e chi invece è partito dalla Serie C, e il primo Draft stagionale, con qualche prospetto interessante. Due live piene di avvenimenti, tra derby vari nelle due categorie maggiori, qualche match europeo e squadre in piena crisi. Senza dimenticare il mercato, a cui manca sempre meno.

Una live da dimenticare per Pironti

La live di mercoledì ha visto due brutti risultati per Alessandro Pironti, sia come allenatore del Progetto Gaming, che come calciatore del Genoa. La squadra lombarda, nell’impegno infrasettimanale della Champions League, è stata protagonista di una pessima prestazione contro il Porto.
Riesce difficile pensare che una squadra che è stata in grado di battere 2-1 (in terra tedesca) il Bayern Monaco ne prenda poi quattro dalla più modesta squadra lusitana. Una vera doccia gelata per le ambizioni dei pigini, che speravano di archiviare la qualificazione già in questa partita.
Neppure sul versante calciatore le cose vanno meglio: quest’anno il Genoa non riesce a ingranare il meccanismo di gioco. Nonostante le grandi aspettative, i rossoblù navigano in zona retrocessione. Le statistiche affermano che la squadra nel girone di ritorno dà il meglio, ma, nonostante ciò, quest’anno la situazione non è delle migliori.
Il 5-0 del Napoli nei confronti dei genovesi ne è la prova: la squadra di Di Stefano si è fatta surclassare da un avversario ostico, ma assolutamente alla portata.
Lo stesso Genoa che, vista la situazione, ha già agito sul mercato, acquistando dal Progetto Gaming il centrocampista Mattia Crippa, vendendo, invece, Pironti.

La Lazio è una macchina che non ha bisogno di allenatore

Nessuno aveva il dubbio che la Lazio sarebbe stata la grande protagonista di questa stagione in Serie A, neppure Michelini, che, da bravo allenatore, cercava di dirottare l’attenzione su altro.
Solo la Cremonese è riuscita a vincere contro i biancocelesti: nelle altre dieci partite la Lazio ha demolito qualsiasi avversario trovasse davanti. All’11^ giornata, escludendo la partita contro i grigiorossi, la squadra dell’allenatore ligure presenta una differenza reti di 36 gol: circa 3 reti e mezzo segnate in più dell’avversario a partita.
Queste settimane stanno dimostrando una superiorità disarmante: con l’allenatore indisponibile, la squadra è stata affidata al vice Pattarozzi o al computer stesso. Nonostante ciò, il risultato non è cambiato: le ultime vittime sono state il Torino di Giacomo Sedda e il Bari di Samuele Tomassetti.
La presenza dell’allenatore ormai è condizione sufficiente, ma non necessaria, per la vittoria: chiunque scenda in campo, non paiono esserci alternative. E la squadra gira nonostante gli impegni europei, vincendo anche in Champions League contro il Manchester City. Siamo vicini al primo triplete della storia di Progetto FM? Ancora è presto per dirlo, ma indubbiamente la suggestione adesso viene.

Nuove presidenze: come cambia il discorso.

Dopo le parole di Ingrande, il Palermo è stato acquistato. Essendo la seconda presidenza nel giro di una stagione, i rosanero non avranno a disposizione nuovi utenti, ma potrebbe essere l’inizio di un progetto serio.
La Soccer United Consulting Association, che vede tra i suoi tanti membri il DS della Torres Salvatore Grassadonia, ha già manifestato la volontà di ripartire e non c’è dubbio che si tratti di un nuovo inizio per il Palermo.
Anche la Serie C girone A accoglie due nuove squadre: i Como Pirates di Andrea Preite e il Monza City di Alessandro Fumagalli. Le due squadre si inseriscono in un campionato molto competitivo, dominato dall’Udinese e dal Venezia, ma che vede anche Juve Domo , Cuneo, Verona e Albese. Il Como partirà dall’ottava posizione, già davanti al Mantova, mentre la squadra della Brianza partirà quindicesima, a -6 dalla zona playoff.

Serie A, un breve recap (2/2)

Ieri pomeriggio abbiamo analizzato l’andamento delle prime dieci classificate, dove abbiamo trovato non poche sorprese. Andremo ad analizzare oggi, nella seconda parte di questo recap, le restanti squadre del nostro campionato.

11° posto: Cesena, 13 punti; Rendimento: Sopra le aspettative
In molti credevano che il Cesena avrebbe dovuto lottare per non retrocedere. I romagnoli invece sono tra le prime dieci, a soli due punti di distanza dall’accesso all’Europa League. Mister Serafini aveva inizialmente sorpreso tutti, stando al passo di Cremonese e Crotone; qualche scivolone di troppo nelle ultime gare hanno fatto scendere i cesenati in decima posizione. Il campionato è ancora molto lungo, e al momento la classifica molto corta.

12° posto: Napoli, 13 punti; Rendimento: In linea con le aspettative
Dopo un’annata mozzafiato che ha visto i partenopei ottenere la salvezza con una scalata che è entrata negli annali del progetto. Tutti si aspettavano un campionato tranquillo, da metà classifica, ed è proprio qui che troviamo il Napoli alla seconda sosta per le nazionali. L’accesso all’Europa League dista solo due punti, ma la zona retrocessione è sei lunghezze più indietro: non bisogna abbassare la guardia per non rivivere l’incubo della passata stagione.

13° posto: Fublet, 12 punti; Rendimento: Sopra le aspettative
Molti avevano visto il Fublet nelle ultime tre posizioni ad inizio campionato, ma i ragazzi di Paolo Bianchi hanno sorpreso in positivo, conquistando meritatamente un 13° posto e tanta voglia di vincere. Una squadra decisamente da tenere sott’occhio e da non sottovalutare.

14° posto: Sampdoria, 12 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Una delle favorite per la vittoria del titolo si trova nella seconda metà della classifica, con un rendimento molto altalenante e altrettanto preoccupante. Ora la squadra di mister Filippone non si può più permettere errori perché le prime in classifica corrono, e non aspettano.

15° posto: Bari, 10 punti; Rendimento: In linea con le aspettative
Anche il Bari sta svolgendo un campionato piuttosto anonimo, con una quindicesima posizione che però dista solo tre punti dalla terzultima in classifica. Non ci si possono permettere più errori per non finire ancora più in basso. Mister Tomassetti dovrà cercare di far girare al meglio la squadra prima che sia troppo tardi.

16° posto: Sassuolo, 10 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
I punti sono pochi, e sono ancora di meno i punti di distacco dal diciottesimo posto. Il Sassuolo deve fare decisamente meglio, per non rischiare di ritrovarsi in piena zona retrocessione a causa di uno scivolone che alla lunga potrebbe essere fatale. Questo Sassuolo può e deve fare di più.

17° posto: Inter, 8 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Questo inizio di campionato è stato decisamente disastroso per i nerazzurri che si trovano in fondo alla classifica, mentre le previsioni dicevano ben altro all’inizio della stagione. Adesso il nuovo mister Alaimo dovrà trovare una buona tattica nel minor tempo possibile, perché l’Inter adesso non può più permettersi di lasciare punti per strada. E c’è anche una Europa League da onorare.

18° posto: Milan, 7 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Dopo lo scandalo ‘Serveropoli’ la squadra è stata rivoluzionata, tra cessioni e acquisti obbligati, forse non all’altezza dei giocatori che sono partiti. Una buona dose di l’inesperienza del primo allenatore e altri problemi possono essere una causa probabile che ha portato il Milan a iniziare la stagione nel peggiore dei modi. Sono in piena zona retrocessione e bisogna iniziare a fare punti. Sin da subito. Chissà se il 6-1 rifilato alla Juve possa dare inizio ad un nuovo campionato per i rossoneri.

19° posto: Genoa, 7 punti; Rendimento: Sotto le aspettative
Nessuno, e ripeto, nessuno avrebbe mai detto che dopo nove giornate, il Genoa si sarebbe trovato così in basso. Prestazioni sotto tono e sotto le aspettative, rosa che non riesce a trovare il gol in molte occasioni e che in altri casi non è aiutata dalla fortuna. Inoltre, il siparietto con il mister rivale Nicola Filippone di certo non ha aiutato a distendere un clima molto teso. Riuscirà mister Di Stefano a risollevare la squadra?

20° posto: Fiorentina, 1 punto; Rendimento: Sotto le aspettative
Una partenza horror quella della Fiorentina, che è riuscita a conquistare un solo punto in nove gare, arrivato nei minuti finali di gara contro il Progetto Gaming nell’ultima giornata disputata. Forse la squadra non è la più forte in circolazione, ma questa non è una scusante per il pessimo rendimento avuto fin’ora. Il nuovo mister De Giosa ha tanto da lavorare se vuole ottenere una difficile, ma incredibile salvezza.

Neon Genesis FM – Episodio 1

Settimana molto complessa l’ultima trascorsa nel Progetto FM, complici anche due eventi molto importanti che hanno tenuto banco: il ritorno della nazionale di Alberto De Donatis, impegnata in due importantissimi scontri di Nations League, e il primo crash collettivo di FM19, che ha sconvolto la community, alla prima esperienza con episodi del genere.

Finalmente la nazionale italiana è competitiva

Buone notizie per tutto il progetto: dopo due anni di Purgatorio, finalmente si è in grado di sconfiggere la Polonia in trasferta e competere con il Portogallo, nonostante l’impegno ufficiale giocato tre giorni prima.
Evidente il fatto che buona parte degli azzurri stia faticando più del previsto nei loro club di appartenenza: Ballarini e Roberti per il Milan, penultimo in classifica, ma soprattutto la colonia Genoa, che in Serie A si trova a pari punti con i rossoneri. Contro la Polonia risulta devastante la catena di destra: prima Aperio, siglando il goal del vantaggio, poi Iadicicco, il quale chiude definitivamente i giochi dopo il goal di Pattarozzi. La giocatrice del Torino è la grande protagonista delle due partite: mette in continua difficoltà la difesa lusitana e segna il goal del momentaneo pareggio, prima della beffa al 92° firmata CR7.
Davvero un peccato che si concluda così l’avventura in Nation League della nazionale di Progetto FM.
Tuttavia, se queste sono le premesse per l’Europeo che si svolgerà nella S5, si prospetta una competizione molto interessante, anche se l’obiettivo principale resta quello di non abbassare la concentrazione e qualificarsi.

FM toglie, FM dà

Era da qualche mese che non accadeva, ma per la prima volta, da quando si è passati a FM19, è crashato il server.
L’intera giornata di Serie B è stata rigiocata, con lo stravolgimento di tanti risultati.
Qualche sintomo premonitore si era già visto nella live di Lunedì: in occasione degli anticipi di Serie A Milan-Juventus e Napoli-Lazio, si era bloccato il gioco prima che tutto iniziasse, costringendo gli admin a delle manovre di emergenza sul server.
I bug di questa stagione si erano già evidenziati nell’online: le espulsioni sono diventate il pericolo numero degli allenatori, con una fortissima possibilità di essere cacciati.
Purtroppo, il crash è avvenuto in un momento particolare della stagione, in una delle poche giornate in cui vi sono state nove partite in contemporanea. Per una squadra che ne ha beneficiato, ve n’è un’altra che ne è uscita danneggiata.
Nonostante qualche discussione iniziale, la tensione è andata scemando, mostrando il lato migliore del gruppo: diversi gli utenti che discutevano, sia a favore delle vittime, sia per dire qualcosa sul gioco della Sport Interactive che continua a mostrare perplessità nel multiplayer.
Prima volta per tante new entry: l’inesperienza ha sicuramente influito sulla reazione collettiva del gruppo, ma nel complesso si è stati in grado di esser maturi e ponderati.

Le parole Ingrande

Nella giornata di martedì, il capitano del Palermo Massimo Ingrande scrive : “La cosa che oggi mi sento in dovere di denunciare, è la completa disorganizzazione in cui ci troviamo. Non sappiamo chi sono i nostri giocatori reali e i nostri regen, (…) Non sappiamo chi vendere e chi tenere, visto che (…) ci troviamo in squadra con membri del progetto che sono spariti anche da Facebook, eliminando il profilo.
La vittoria per 1-0 contro il Trapani, dopo un’affermazione del genere, può sembrare un modo per allungare le sofferenze di un club storico del progetto, ma a detta dello stesso Ingrande, “c’è una cordata interessata all’acquisto. Al momento, però, non posso dire nessun nome “. Sfortuna vuole che il club abbia già avuto una presidenza e che non può disporre più del ricambio inattivi-attivi. Tuttavia, la situazione potrebbe sembrare più tragica di quel che è: in realtà, vi sono vari modi per ricostruire la squadra. Oltretutto, la classifica dei siciliani presenta un piccolo vantaggio sulla terzultima, senza dimenticare il blasone legato alla squadra. Chissà se dal letame nasceranno dei fiori rosanero…