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Giochi da Tavolo – Dominion

Un gioco un po’ vecchiotto ormai che però non perde la sua grinta. Oggi vi parliamo un po’ di Dominion, gioco di Donald X. Vaccarino, per 2-4 giocatori, dalla durata di 30-40 minuti e adatto dai 13 anni in su. Di sicuro se siete appassionati di giochi da tavolo questo nome non vi è nuovo, infatti è considerato un titolo solido e fondamentale. Capostipite del genere deck-building, vincitore di innumerevoli premi, e se non ne avete mai sentito parlare allora l’articolo in questione farà per voi.

Gioco

Dominion è un deck-building. Questa tipologia di giochi consiste nell’accumulare carte e costruirsi un proprio mazzo da utilizzare durante il gioco. Ogni giocatore partirà infatti con dieci carte: cinque monete e cinque punti dal valore di 1. Al centro del tavolo, a disposizione di tutti, vi sono dieci mazzi costruzione, tre mazzi monete e in genere tre mazzi punti. Essi saranno a disposizione di tutti i giocatori per essere comprati, avendo indicato su di loro un valore per l’acquisto.

Ogni carta applica un effetto e ha uno scopo. Le monete servono appunto per acquistare le varie carte, mentre i punti occuperanno spazio nel mazzo ma saranno necessari per la vittoria. I giocatori potranno ogni turno fare un’azione e un acquisto di base, utilizzando le carte che hanno pescato dal loro mazzo. Quando comprano, la carta acquistata va nella pila degli scarti, assieme a tutte le carte non utilizzate e rimaste in mano quel turno.

Dunque ogni turno si pescano cinque carte nuove, rimescolando gli scarti quando il mazzo finisce. Comprando le carte infatti esse saranno inserite poi quando gli scarti saranno mescolati, permettendo di utilizzarli. La partita finisce quando tre mazzi costruzione finiscono, oppure se il mazzo da 6 punti si esaurisce. A quel punto si contano i punti presenti all’interno dei propri mazzi e chi ne ha di più è il vincitore.

Caratteristiche

Si presenta come un ottimo gioco strategico, dove bisogna scegliere cosa inserire nel proprio mazzo. Analizzando gli acquisti altrui puoi anche farti un’idea di che tipo di strategia vogliono applicare, e magari comprare carte in risposta. Gli approcci che si possono avere sono tanti: riempire il mazzo di monete per poter acquistare le carte più costose, comprare subito tanti punti e far finire la partita presto, oppure rubacchiare tutte le carte di un particolare mazzo.

A mettere comunque alla prova i giocatori è la casualità della mano. Pur avendo comprato carte utili e interessanti bisognerà mescolarsi, affidandosi così alla pesca di cinque carte. I punti ovviamente occupano spazio, ma servono per vincere, ma magari avete comprato tante carte dello stesso tipo per aumentare le probabilità di ottenerle. La parte casuale del mazzo può essere controllata in parte da una buona pianificazione, comprando monete di valore maggiore invece che affidandosi sempre alle monete da 1, oppure puntare su carte il cui effetto è pescare.

Dominion si presenta anche variabile. Come detto, al centro del tavolo vengono messi dieci mazzi differenti, ma nel gioco base ce ne sono molte di più. Questo permette di scegliere a ogni partita, in modo casuale o programmato, mazzi diversi per variare lo stile di gioco e cambiarlo ogni volta. Ci sono anche tante espansioni, che possono essere unite e fuse con il gioco base, ma in alcune occasioni lo sconsigliamo. Alcune espansioni aggiungono meccaniche diverse che quindi necessitano di particolari carte per essere efficaci e “divertenti”.

Avete mai giocato a Dominion prima di leggere questo articolo? Consigliamo molto il gioco anche perché ha una meccanica molto facile. Il fatto di costruire, di accumulare e guadagnare è un piacere già di suo che può compiacere anche i giocatori meno competitivi. Anche il fatto di poter fare una lunga serie di combo nel proprio turno da un certo senso di potere, dove anche nella sconfitta ci si può divertire parecchio. Da un senso di compimento, che si sta facendo qualcosa, anche se magari non si esce vincitori. Un po’ tedioso da preparare sul tavolo, dovendo tirar fuori dieci mazzi e poi risistemarli a fine gioco, ma indubbiamente un titolo che si fa piacere molto facilmente da ogni tipo di giocatore.

Timeline – Il Gioco delle Date

Rimanendo sempre in tema di giochi rapidi, semplici e intuitivi oggi vi parliamo di Timeline. Gioco prodotto dalla Asterion/Asmodee, di Frédéric Henry. La scatola di metallo di piccole dimensioni la rendono portatile e di facile trasporto, ottimo anche per piccoli viaggi. Il regolamento è uno solo, molto banale per di più, che difficilmente qualcuno non capirà. Ottime illustrazioni ad accompagnare il gioco, che fanno la loro figura. Infine una caratteristica peculiare: quello di insegnare, un uso propedeutico del gioco.

Il Gioco

Il gioco è composto da nient’altro che carte. Queste carte hanno raffigurato su ambo i lati lo stesso disegno, a rappresentare ciò che indicano. Quello che cambia è che da un lato ci sarà ciò che rappresenta la carta, dietro la sua giusta data temporale. Lo scopo del gioco è infatti collocare le proprie carte in ordine cronologico di tempo, e il primo che finisce la propria mano vince! Nulla di più rapido e semplice.

Ci sarà una carta di partenza, posto al centro del tavolo, con la sua data in bella vista. A turno i giocatori dovranno scegliere una carta dalla propria mano e collocarla là dove pensano vada. Se corretto, la carta viene piazzata e il turno passa al giocatore seguente. In caso di errore la carta viene scartata e il giocatore ne deve pescare un’altra. Più si procede col gioco e più è difficile, ma di sicuro rimane gratificante.

L’Uso Propedeutico

Come discusso il gioco parla di date. Esistono diverse varianti del gioco che trattano argomenti tutti differenti, ma sempre a livello storico. Timeline propone infatti diverse versioni: Invenzioni, Eventi Storici, Musica e Cinema, Scoperte e tante altre. Oltre a essere un gioco può essere un modo per insegnare in maniera semplice le date di determinati eventi.

Delle volte, per molti, è difficile imparare le date correttamente. Che sia un evento storico o una data della propria vita sono qualcosa di difficile da ricordare, informazioni che il cervello esclude spesso. Giocando a questo gioco più volte, dove si può riprendere in mano una carta già giocata in una scorsa partita, può incentivare il ricordo. Ricordarsi la data può infatti porterà alla vittoria, così come alla conoscenza di un fattore importante.

Timeline è dunque un gioco che viene molto spesso consigliato, anche ai neofiti del genere. Non solo per l’uso intellettuale, ma anche per il semplice divertimento senza troppe pretese. Si apre la scatola, si da una mescolata alle carte, e si può fare moltissime partite. Una partita può durare infatti anche soltanto una decina di minuti se non di meno, colmando così molti momento di pausa e svago.

Vincitore del Gioco dell’Anno: Kingdomino!

Avevamo già anticipato la notizia elencandovi i finalisti in un nostro articolo. Finalmente però è giunto il momento di annunciare, e magari anche spiegare, il vincitore di quest’edizione. A portarsi a casa il premio è Kingdomino, gioco di Bruno Cathala, edito da Blue Orange. Gioco dell’Anno ha radunato una valorosa giuria che ha decretato la vittoria di questo piccolo gioco. Non è nemmeno difficile comprendere il com’è possibile, ma ve lo spieghiamo.

Le motivazioni vengono spiegate bene nel sito stesso del concorso, e possiamo anche confermarlo. Kingdomino è un gioco davvero molto pratico e veloce che si presta bene a tutte le occasioni. Adatto per i neofiti, ottimo per le famiglie, gradito anche dai giocatori più veterani. Un regolamento ben scritto, facile da capire, veloce da spiegare e un gioco alla fine molto divertente e soddisfacente. Uno può anche contestare in quanto manca di complessità e struttura, ma alla fine bisogna ricordarsi anche il valore del gioco. Un gioco deve infatti riuscire a piacere, divertire, in qualsiasi forma viene presentato.

Per maggiori informazioni riguardo al gioco potrete leggere l’articolo che abbiamo scritto a riguardo. Un gioco che ricalca molto le regole del classico domino, da due a quattro giocatori, dove bisogna costruire il proprio regno. Facciamo dunque i nostri complimenti per la vittoria alquanto meritata, e se non avete mai provato il gioco ve lo consigliamo caldamente.

Resident Evil 2: il Gioco da Tavolo

Ultimamente è divenuto popolare creare giochi da tavolo di titoli famosi di altri generi. In particolare sono i videogiochi che tendono a essere convertiti in questo formato, cercando di rievocare la sensazione. Molti sono i titoli di cui abbiamo parlato, di videogiochi che hanno ottenuto una loro versione da tavolo. Oggi parleremo di Resident Evil 2, il famoso survival horror. che otterrà un nuovo pezzo al franchise. Il gioco da tavolo è stato messo su kickstarter da Steamforged Games e ha già ricevuto il denaro necessario.

Il Gioco

Assomiglia parecchio ad altri titoli, per citarne uno Zombiecide. Varie mappe componibili che ricreano delle campagne, oggetti da recuperare e non morti da sconfiggere. Ogni giocatore vestirà i panni di uno dei personaggi della saga videoludica e avrà a disposizione quattro mosse ogni turno. Le azioni sono quelle classiche: movimento, attacco, evasione, raccolta, aprire e scambiare.

La peculiarità è che le risorse e gli oggetti sono davvero ridotti al minimo, cercando di rendere la sensazione di survival pressante. Quindi non sarà intuitivo sparare a ogni non morto che si becca, perché sarà uno spreco di munizioni, e ci saranno ostacoli che vanno affrontati di sicuro. Per determinare evasione o attacco bisogna lanciare dadi e ottenere almeno un successo. Ogni volta che viene raccolto un oggetto o c’è un fine turno si gira una carta del mazzo di spawn, dove potrebbero arrivare altri nemici.

Ogni mappa e personaggio ha le sue caratteristiche, per cercare di rendere il gioco molto vario. E come tutti i giochi simili i nemici possono muoversi, ma solo se si accorgono della presenza nemica. In questo caso, si accorgono dei giocatori soltanto se sono nella stessa stanza o fanno qualche rumore come lo sparo. Ci sono molti elementi che andrebbero spiegati, anche se il gioco è ancora in fase di costruzione. Per altri dettagli potrete vedere il video qui di seguito che mostra una stream fatta dagli sviluppatori che provano il titolo.

Kingdomino

Quando si parla di giochi vincitori di grandi premi e riconoscimenti, si pensa a un titolo bello grande e corposo. Qualcosa di elaborato, intricato, con tanti pezzi o dalla scatola enorme. Non è però questo il caso con Kingdomino, un gioco davvero molto compatto e semplice che si è fatto un nome nel mondo ludico. Tre nomination per il “Tric Trac”, “Golden Geek Best Family Board Game” e “As d’Or – Jeu de l’Année”. Infine, vincitore del “Spiel des Jahres” e “Gioco dell’Anno” nel 2017, piacendo nonostante appunto la sua semplicità.

Gioco

Kingdomino è un gioco per 2-4 giocatori con una durata di circa quindici minuti. La sua semplicità permette al gioco di essere giocato anche da bambini sopra gli otto anni, rendendolo adatto anche alla famiglia. Ogni giocatore sarà il sovrano di un castello che cercherà di ampliare il suo regno acquisendo terreni da collegare. Quando ogni giocatore ha completato un’area 5×5 di dimensioni il gioco termina e si fa il conteggio.

Regolamento

Ogni giocatore incomincia con una tessera con il proprio castello. Attorno a quel castello deve aggiungere i pezzi per costruire il proprio regno, consapevole che non può superare la dimensione 5×5. Sul tavolo vengono rivelati un numero di tessere uguale al numero di giocatori, su cui sono raffigurati appezzamenti di terreno. Pianura, mare, palude, miniera, secca, foreste e campi di grano.

A turno i giocatori sceglieranno il pezzo da prendere, dovendolo attaccare al proprio castello. Bisogna attaccare il terreno con almeno un lato che tocchi una tessera dello stesso tipo. In parole povere un domino molto semplificato, dove bisogna riuscire a prendere tasselli dello stesso tipo per unirli. Il castello vale per ogni terreno, dunque tutto può essere attaccato. La tessera può non essere piazzata, o in caso di mancata possibilità di collegare viene scartata.

Il turno successivo però non si segue lo stesso ordine. L’ordine viene dettato dalla tessera che si ha deciso di prendere. Ogni tassello è infatti numerato in base al suo valore, e ciò determina la turnazione seguente. Chi prende il tassello meno forte partirà primo, e chi ha preso quello dal valore maggiore sarà ultimo. Per fare punti bisogna recuperare i pezzi che abbiano il simbolo della corona, che fanno ottenere punti per ogni appezzamento di terreno del medesimo tipo.

Il gioco continua così, rapido e semplice, fino a che non si arriva al limite del proprio territorio 5×5. Oltre alle corone, si ottengono punti bonus se si riesce a fare un terreno 5×5 perfetto senza buchi o vuoti, così come se il proprio castello si trovi al centro. Infatti il castello non dev’essere per forza al centro del regno, ma se è possibile, meglio, in quanto si fanno punti extra.

Conclusione

Il gioco ha una componentistica molto buona e solida. Oltre che essere dunque bella, con raffigurazioni colorate, è qualcosa che sembra per perdurare nel tempo. La scatola è molto piccola ed è un gioco di soli 15 minuti, adatto dunque a moltissime situazioni. Lo si può portare con sé in viaggio, uscendo con gli amici, oppure per riempire alcuni tempi vuoti d’attesa.

Quello che colpisce è proprio la sua semplicità. Il gioco infatti è semplicemente un domino ma con uno stile colorato e vivace. Si presta bene a diversi tipi di giocatori e anche bambini di una certa età. Strategico senza però bisogno di troppo tempo per formulare ragionamenti, e bilanciato benissimo con il sistema dei turni tramite la scelta delle carte di valore maggiore.

In Arrivo il Gioco in Scatola di “Dark Crystal”!

Correva l’anno 1982. Nelle sale cinematografiche uscì un film particolare, anche se offuscato dalla concorrenza. Una piccola perla che con gli anni è stato riscoperto e ha acquisito sempre più ammiratori. “The Dark Crystal” è il film di Jim Henson e Frank Oz, da molti apprezzato e considerato un film nerd di nicchia. Un fantasy molto cupo e bizzarro, girato con la splendida maestria di Henson nell’uso di pupazzi reali.

Riverhorse ha annunciato e già messo in prevendita il gioco in scatola dedicato a questo vecchio film. Dopo aver fatto il gioco in scatola del film “Labyrinth” ora si cimenta a realizzare anche questo film classico. Esiste già un gioco in scatola dedicato a Dark Crystal, eppure il desiderio di far ritornare questo film sembra essere incombente. Dopotutto pure Netflix lo sta facendo risorgere con un suo telefilm sulla sua piattaforma.

Il gioco dovrebbe ricreare la trama principale del film che verrà vissuta dai giocatori. Da due a quattro giocatori si potrà rivestire i panni di due gelflings (Jen & Kira) e due skeksis (skekSil & skekUng). Ognuno di essi avrà una sua scheda personaggio dotato di capacità e abilità, variando di poco il gioco. Altri dettagli purtroppo non sono noti riguardo alle dinamiche del gameplay, ma si può già ammirare la componentistica.

Ci sarà infatti una plancia di gioco illustrata in maniera elegante a ritrarre le varie ambientazioni presenti nel film. Miniature di cartone sorretti per i vari png che si incontreranno durante l’avventura così come vari tokken. Un set di dadi poliedrici tipici del gioco di ruolo classico, un mazzo di carte composto da: 25 carte mondo, 9 carte mistiche, 7 carte skeksis e 15 carte seguace.

Il gioco è già ordinabile per un prezzo di 50$. Dettagli sulla versione italiana purtroppo in questo momento non sembrano essere noti. Per quel poco che è stato mostrato è più una questione di fiducia e speranza, puntando più sui nostalgici o appassionati del film. Non sembra essere dunque un pezzo particolarmente ghiotto, ma chissà che sorprese riserverà questo titolo.

Annunciati i Finalisti del “Gioco e GDR dell’Anno”!

Anche il gioco dell’anno del 2017 ha i suoi finalisti! Gioco dell’Anno si occupa di valutare su territorio italiano quello che sarà il gioco da tavolo più bello dell’anno. Un compito non molto facile, e molti di sicuro non saranno d’accordo con certe scelte. Senza però mentire o litigare, bisogna ammettere che tutti i giochi ammessi alla finale sono degni di nota, divertenti e ben costruiti. Sono uscite anche i nomi dei finalisti per la sezione Gioco di Ruolo, anch’esso parte della valutazione. Ecco i seguenti finalisti per categoria:

Giochi da Tavolo:

  • Kingdomino – Un gioco da 2 a 4 giocatori. Ogni giocatore incomincia con un castello e dovrà costruire il regno attorno a esso. Le tessere sono come il domino, composto da due tasselli, che si collegano alla stessa maniera. Collegate le zone uguali, raccogliete corone, e dimostrate di essere il sovrano con il regno più proficuo! Gioco di Bruno Cathala, edito da Blue Orange, distribuito da Oliphante.
  • La Casa dei Sogni – Gioco da 2 a 4 giocatori. Rivestendo il ruolo di un architetto e arredatore, bisognerà creare la propria casa dei sogni. Un gioco molto semplice e intuitivo dal regolamento facile e rapido. Gioco di Klemens Klick, edito da Rebel e distribuito da Asmodee Italia.
  • Magic Maze – Un gioco da 1 a 8 giocatori, rimanendo però piccolo e veloce. Quattro avventurieri sono intrappolati all’interno di un centro commerciale, dovendo recuperare le loro armi e trovare l’uscita, il tutto in perfetto silenzio. Gioco di Kasper Lapp, edito da Sit Down! e distribuito da Ghenos Games.
  • Topiary – Gioco da 2 a 4 giocatori. Uno strategico molto rapido in cui bisognerà essere delle guide turistiche capaci di mostrare ai propri ospiti delle siepi meravigliose. Lo scopo del gioco infatti sarà riuscire a combinare le varie siepi di vario valore in modo che si possa fare il maggior numero di punti, evitando che quelle grosse coprano quelle più piccole. Gioco di Danny Devine, edito da Fever Games e distribuito da Raven Distribution.
  • Unlock! – Gioco da 2 a 6 giocatori. Un escape room formato gioco da tavolo, colmo di enigmi da risolvere per poter riuscire a fuggire e salvare il mondo. Un’avventura molto coinvolgente a tempo, che vi spingerà a spremere le vostre menti al massimo. Gioco di Cyril Demaegd, edito da Space Cowboys e distribuito da Asmodee Italia.

Giochi di Ruolo:

  • 7th Sea– Ambientato nel mondo di Théah potrete vivere avventure degne del più temibile dei pirati. Gioco di ruolo dall’impostazione classica che sfrutta la regola degli incrementi. Gioco di John Wick, prodotto da John Wick Presents e distribuito in Italia da Need Games.
  • L’Ultima Torcia– Ambientato nella regione di “Baronia del Grifone” con un’ambientazione tipica fantasy. Un GDR della vecchia scuola che sa però essere innovativo e accattivante. Il manuale è un ottimo supporto che accompagna il giocatore lungo tutto il gioco, risultando perfetto per neofiti del genere. Gioco di Matteo Cortini e Leonardo Moretti, prodotto da Serpentarium e distribuito in Italia da Asmodee/Asterion Press.
  • Omen– Ambientato in un mondo horror pieno di esoterismi e occultismo, ricordando molto i Miti di Cthulhu. La particolarità di questo gioco è l’avere due metodi di gioco, uno dove il master si fa condurre dai giocatori nella direzione che preferirebbero, e uno dove i giocatori fanno il master a rotazione. Il ruolo del master (chiamato Oracolo) sarà dunque in mano ai giocatori. Gioco di Alberto Tronchi e Daniel Comerci, prodotto da Dreamlord Press e distribuito da Manicomix in Italia.
  • Symbaroum– Ambientato nel regno di Ambria e con un’ambientazione fantasy molto dark. Lo stile di gioco è molto classico, dunque adatto ai giocatori che hanno già parecchia esperienza e vogliono provare qualcosa di nuovo. Gioco di Mattias Johnsson, prodotto da Jamringen e GG Studio, distribuito in Italia dalla Devir.
  • Undying– Un altro GDR dall’ambientazione gotica, ruotando principalmente attorno alle figure dei vampiri. Un gioco di ruolo particolare, in quanto non sfrutta alcun dado per giocare. Si focalizza infatti sull’interazione e le relazioni dei giocatori, e saranno questi elementi che aiuteranno il master e i giocatori a portarlo avanti. Creado da Paul Riddle, prodotto da Enigma Machination e distribuito in Italia da Narrattiva.

E questi sono le nomination. Alla fine di settembre si saprà dunque chi avrà vinto ogni categoria e si conquisterà il titolo. A vostro parere quale di questi titoli e giochi dovrebbero ottenere il famigerato trofeo? Fatecelo sapere!

RecensiAMO 007 – Micio Mao

Alex e Charly ci parlano di Micio Mao (RAVEN)

00:40 Unboxing 03:50 Recensione 10:49 Valutazioni 14:23 Backstage

Pensieri in ordine sparso: i gattini danno dipendenza, quindi per i prossimi giochi vedremo di virare su altri generi 😀 Il mio gatto Frejia, dopo averci visto girare la intro, ci ha fatto i complimenti per la nostra conoscenza delle lingue: “siete felini quasi decenti”, ci ha detto. Penso fosse un complimento.

Feelin Good di Kevin MacLeod è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https://creativecommons.org/licenses/…) Fonte: http://incompetech.com/music/royalty-… Artista: http://incompetech.com/

 

Dungeon Fighter – Il Gioco dei Tiri di Dadi Assurdi

Delle volte vogliamo un gioco che ci faccia divertire e spegnere il cervello, e non il solito strategico complesso ed enigmatico. Per questo esistono i così detti “party-game”, che non hanno una struttura complessa ma si focalizzano interamente sull’aspetto più puro del divertimento. Una serata tra amici con birretta e patatine, e via con uno di questi giochi a ridere e scherzare in allegra compagnia. Dungeon Fighter è uno di questi giochi che si mostra adatto a ogni situazione, sapendo coinvolgere i giocatori di ogni età. Da 1 a 6 giocatori massimo, per un’età consigliata +14 (ma secondo noi anche meno) e una durata di circa 45 minuti. Non ha nessun regolamento complesso, e l’unica qualità ponderante del gioco è il lancio di un dado, dunque cos’è che ci offre veramente questo titolo?

Regolamento

Dungeon Fighter è un cooperativo dove lo scopo è arrivare alla fine di un labirinto e sconfiggere il boss finale. Per farlo bisognerà attraversare diverse stanze, ognuno dei quali nasconde un mostro al suo interno che è pronto a bloccarvi la strada e uccidervi. Alla squadra vengono dati tre dadi di colore diverso: blu, verde e rosso, che vengono divisi tra i tre giocatori che devono agire. Per sconfiggere il mostro dunque, bisognerà lanciare questi dadi all’interno di un bersaglio, e in base a dove atterra si causano determinati danni.

La regola è che il dado deve rimbalzare almeno una volta fuori dal bersaglio prima di finirci dentro, e nel caso di mancamento i danni li subisce il giocatore corrente. Sconfiggendo mostri si possono ottenere monete con cui si potranno comprare equipaggiamenti che permettono di dare una mano, così come arricchire il gioco in maniera assurda. Una volta tirati i tre dadi, se il mostro non è morto si hanno due scelte: rigenerare i dadi e far subire a tutti un certo danno, oppure utilizzare dadi bianchi dalla propria scorta. Ci sono infatti anche dadi bianchi che si possono acquistare oppure ottenere durante il gioco, che valgono come qualsiasi colore nel caso si attivi il potere del personaggio.

Tiri di Dado

La peculiarità di Dungeon Fighter e il fulcro del suo divertimento. Come già detto bisogna lanciare il dado sul bersaglio, facendolo rimbalzare prima sul tavolo almeno una volta sola. Dopo un po’ di maestria e pratica diviene una cosa davvero molto facile, che rischia anzi di rendere il gioco fin troppo noioso e monotono, ma c’è ovviamente la soluzione. Difatti alcuni mostri obbligano il giocatore a tirare il dado in una maniera particolare e differente, così come certi equipaggiamenti che aumentano i danni.

Avete mai provato a lanciare il dado con gli occhi chiusi? Oppure lanciarlo usando la mano di un altro giocatore? Il gioco offre una varietà così larga e vasta di tiri possibili che non diviene mai noioso, e anche nei tiri fallimentari le risate e il divertimento sono l’ordine del giorno. Ovviamente si possono unire più effetti, nel caso si voglia usare più equipaggiamenti assieme e magari c’è l’obbligo di un mostro. Ed ecco come tirerai girato di spalle, all’altezza del tavolo, dovendo però anche saltare! È chiaramente possibile annunciare delle prove prima di fare il tiro giusto, in modo da calibrare la mano e trovare il metodo giusto.

Personaggi

Ogni giocatore può scegliere un eroe, ognuno con dieci punti vita ma abilità e capacità uniche. Le abilità sono tre e sono associate a un colore di dado che ne permette l’attivazione qualora cade sul verso dell’occhio. In base al personaggio ci sono determinati oggetti ed equipaggiamenti che possono essere portati, rendendo la scelta dell’eroe già qualcosa di vagamente strategico.

Comporre un buon team, assicurandosi dunque di avere un picchiatore, uno di supporto, un guaritore e altro può essere rilevante per la buona riuscita della missione stessa. Quando un personaggio muore esso ritorna in battaglia con una ferita, ovvero perdendo tre punti e una delle sue abilità a scelta del giocatore (la più inutilizzata o debole per intenderci). Se si muore tre volte alla fine si è fuori dal gioco, ma essendo un cooperativo non c’è bisogno di essere vivi per vincere, se i compagni riescono a sconfiggere il boss finale. Dopotutto sei morto, ma il tuo contributo è stato di certo importante.

Conclusione

Dungeon Fighter è un party-game davvero molto divertente che si adatta a molte situazioni. Non è complesso e le regole sono facili da capire, perfetto per quelle serate tra amici oppure per i ragazzi giovani. Anche se consigliato dai 14 anni in su secondo noi è possibile farlo giocare anche a bambini un po’ grandicelli, non essendo troppo difficile e dato che ci sarà anche un adulto che magari gestisce la parte più tecnica del gioco.

Una bella cosa di Dungeon Fighter è che non importa nemmeno la vittoria o la sconfitta, perché il divertimento sta nel tirare dadi, e di farlo nella maniera più stupida immaginabile. Non si fa prendere sul serio ed è il suo punto di forza, riuscendo così a divertire in ogni occasione e unire i giocatori al tavolo nelle risate. L’unico problema che il gioco porta con sé è la necessità di avere un tavolo grande e uno spazio leggermente largo per giocare, essendoci tiri che richiedono di stare in piedi o allontanarsi di un passo.

Hanabi – Il Gioco da Tavolo

Risulta spesso difficile trovare un gioco che possa occupare poco tempo, essere portabile, ma saper allo stesso tempo sfidare. Questo è il caso di Hanabi, gioco di carte da due fino a cinque giocatori, creato da Antoine Bauza, distribuito dalla Asmodee. Si presenta come un gioco di piccole dimensioni con una pratica scatola portatile in molte delle sue versioni. Conoscendo le regole una partita può rubare anche solo una decina di minuti, e non è nemmeno difficile da spiegare. Hanabi si presenta quindi fin da subito come un gioco molto versatile, capace di divertire in diverse occasioni se con il gruppo giusto.

Carte e Struttura

Il gioco è composto da un mazzo di carte che raffigurano fuochi d’artificio di vari colori. In totale ci sono cinque colori di base, a loro volta numerate dall’uno al cinque. Lo scopo del gioco consiste nel riuscire a giocare tutte le carte dei cinque colori nell’ordine numero corretto. Detto così sembrerebbe che il gioco sia banale, tutti sanno riconoscere i colori e contare fino a cinque. La peculiarità di questo gioco è che le carte vengono tenute in mano al contrario, rivolte verso gli altri giocatori.

Il giocatore sarà a conoscenza delle carte in mano ai suoi compagni, ma sarà ignaro delle sue. La difficoltà, e la sfida, consiste nel riuscire a giocare la carta giusta dandosi una mano tra giocatori. Infatti è un cooperativo, dove tutti devono aiutarsi per sconfiggere il gioco, condividendo assieme il punteggio finale. Trovato un buon gruppo con cui giocare il gioco si renderà davvero piacevole e divertente. Per ogni colore, nel mazzo, vi sono tre carte di valore uno, due di ogni altro valore, e un solo cinque. Fate dunque attenzione alle carte e tenete d’occhio gli scarti.

Azioni e Gioco

Seguendo una turnazione oraria, i giocatori potranno scegliere una delle seguenti azioni da compiere:

  • Dare un Indizio – Oltre alla carte vi sono alcuni gettoni che rappresentano il numero di indizi che si possono dare. Un giocatore può quindi rimuovere dal vassoio un gettone e dare suggerimenti a un suo compagno riguardo le carte che ha in mano. Come consiglio si può dire il colore o il numero di alcune carte, dovendo però seguire un obbligo particolare. Bisognerà infatti indicare tutte le carte che rientrano nell’indizio dato.
  • Scartare – Un ottimo modo per riciclare indizi e muovere le carte del mazzo. L’azione di scartare infatti permette di rigenerare uno degli indizi, rimettendolo nel vassoio comune. Bisogna cercare di scartare carte che non servono, tipo i vari doppioni presenti nel mazzo, stando attenti a non perdere i cinque.
  • Giocare – L’azione standard. Basterà annunciare di voler giocare una carta e piazzarla sul tavolo, posizionandolo nella sua posizione corretta. Dando gli indizi bisognerà capire che carte si ha in mano e riuscire a completare il gioco. In caso di errore però, la partita non finisce subito: vi sono tre gettoni errore, dunque tre possibilità di sbagliare.

Il gioco finisce quando si completano i cinque colori numerati, oppure finisce il mazzo. In quest’ultimo caso vien fatto fare un ultimo giro a tutti i giocatori, partendo dall’ultimo che ha pescato. Giocando un cinque, come premio, il gioco rigenera anche un indizio, rendendoli ancora più preziosi di quanto già non siano.

Se vengono scartate tutte le carte dello stesso numero colorato, esempio il tre giallo, i numeri a seguire non potranno essere giocati. Alla fine ogni carta giocata vale un punto, per un massimo di venticinque, ottenendo così un risultato in base alla performance. In teoria, la regola implica anche che non bisognerebbe parlare se non dando gli indizi, ma come gioco consigliamo di goderlo anche in chiacchiera e allegria.

Suggerimenti e Consigli

Di base, quando si trova un gruppo fisso con cui giocare, si possono elaborare le strategie migliori per battere il gioco. Si tratta dunque di elaborare consigli mirati oppure metodi di gioco che possano dare una mano, senza infrangere le regole. Ecco alcuni consigli che possono essere applicati per facilitare una partita e mirare al punteggio massimo:

  • Un primo consiglio facile e intuitivo è quello di spostare e ruotare le carte. Se vi viene indicato una carta potete senza problemi spostarla e magari girarla, per ricordarvi che è quella. Volendo si può anche mettere sul tavolo se è una carta da tenere da parte, ma meglio tenerle tutte in mano.
  • Dare consigli per giocare. Giocatori alle prime armi tendono a dare consigli con calma in modo che il compagno sappia con precisione che carte ha in mano. Il problema è che i gettoni sono a numero limitato, e si arriverà a un punto che si è costretti a scartare. Dopo un po’ si comprende che l’indizio è un elemento importante, e lo si darà con più motivazione, ovvero giocarla. Per esempio, dire che una carta è gialla può essere un modo per dire che bisogna giocarla, perché sapere il colore non da di per sé un grosso vantaggio. Consigliare per scartare invece va bene, ma se possibile evitare. L’eccezione al consiglio è per indicare i cinque o carte di cui è rimasta soltanto uno, per evitare che vadano persi.
  • Tenere le carte in modo ordinato, mettendo sempre quelle nuove dallo stesso lato. Questa strategia serve per quando ci sarà la fase di scarto obbligato, oppure per aiutare a recuperare tempo prezioso. Se si segue il consiglio precedente, ovvero di dare consigli per giocare, si può dare per scontato quali sono le carte da scartare. In questo caso, quelle più vecchie che non hanno ricevuto indizi. Così facendo, se i compagni di squadra sanno da che lato scarti e tieni le carte più vecchie, potranno evitare che si scarti una carta preziosa.
  • Tenere d’occhio le carte degli altri e prestare attenzione. Banale come consiglio, ma in realtà guardando le mani degli altri si può capire molte cose della propria. Esempio, se sai di avere un cinque in mano e vedi le altre quattro, per esclusione sai di che colore è il tuo.

Questo è Hanabi. Come moltissimi dei giochi cooperativi l’elemento chiave per saperlo apprezzare è trovare il gruppo ideale. Quando si è con le persone giuste, in perfetta sintonia e armonia, allora questo gioco si rende più che perfetto. Come già annunciato è portatile, rapido e molto coinvolgente. Difficile da capire nella prima partita, dove non solo ci saranno le incertezze nonostante le buone spiegazioni ma anche un pizzico d’ansia.

Fatto però una o due partite di prova diventa limpido e chiaro come regolamento. A quel punto diventa anche un gioco molto più coinvolgente, dato che si realizza la situazione e la si tiene sotto mano. E diviene anche un gioco rapido e molto piacevole, che mette alla prova la mente e offre anche momenti di eccitante tensione. Qui potrete vedere un video di Progetto Gaming che prova il gioco.