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1347 De Nigrae Pestis Ludum – Il Gioco di Feudalesimo e Libertà

Chiunque frequenti qualsiasi social italiano è ormai consapevole dell’esistenza di una community nota col nome di Feudalesimo e Libertà (FeL), sapendo anche bene di cosa si tratta; ha ormai conquistato una fetta delle nostre vite con meme, concerti, persino con un videogioco che purtroppo non ha preso moltissimo piede. Ora però tornano più carichi che mai, per spaziare in un ambiente a noi familiare e tanto amato: i giochi da tavolo. 1347 De Nigrae Pestis Ludum è il nome di questo ambizioso progetto, che in questa giornata ha raggiunto Kickstarter. Purtroppo non sono state fornite grosse informazioni a riguardo, ma basterà seguire la pagina facebook del gruppo per rimanere sintonizzati con l’andazzo.

Quello che si dovrebbe sapere è che si tratta di un gioco gestionale, con un sistema di piazzamento lavoratori; dunque un gioco corposo per molti giocatori e una singola partita riempirà facilmente un’intera serata di gruppo. Si spera che rilasceranno altre informazioni, intanto se vi interessa il progetto e volete partecipare per finanziarlo potete trovarlo su kickstarter. Dopo il primo approccio al mondo ludico col videogioco di FeL forse potrebbe essere difficile riporre fiducia in questo gioco. Eppure chissà, magari Feudalesimo e Libertà ci regalerà di nuovo qualcosa di stupendo. Non sappiamo nemmeno se il tono sarà serio o comico, ma sappiamo già che potrebbe fornire parecchio divertimento.

Harry Potter Miniatures Adventures: Niente più Kickstarter

Il mese scorso era giunta una piacevole notizia alle orecchie di tutti gli appassionati di giochi da tavolo e Harry Potter. La Knight Models ha infatti annunciato all’epoca che avrebbe promosso su kickstarter il progetto di un loro nuovo gioco di miniature, basandosi sulle avventure dell’ormai famoso maghetto. L’hype che ha generato era di nicchia, ma molto presente e forte, e c’è gente che dunque non attendeva altro che partisse il progetto di kickstarter per donare il proprio denaro. Il progetto doveva partire proprio in questi giorni, ma ecco che giunge in realtà una triste notizia che cambia totalmente le aspettative. Non vi sarà più alcun kickstarter, e l’acquisto del gioco sarà fatto su preordine direttamente dal sito.

Questo cosa significa? L’unico modo per poter ottenere questo gioco sarà ordinarlo in prevendita dal sito della Knight Models. Non lo produrranno in serie, né in numero limitato, dunque non sarà vendibile nemmeno fisicamente nei loro store. Finito quel periodo di prevendita, con enorme probabilità, non sarà più possibile ottenere una copia. Come se non bastasse anche il prezzo è considerevole: 80€ solo per il set base. E le espansioni? C’è un pacchetto disponibile a 300€, anche questo solo per il periodo limitato.

Il set base comprende le miniature dei tre protagonisti, quattro mangiamorte e un ragno gigante. Tre mappe a doppia faccia, così come tutte le carte basilari necessarie per il gioco. Tutto il resto, come a esempio i professori di Hogwarts, Hagrid, l’Ordine della Fenice oppure Silente è nell’espansione. Da una parte è normale che un gioco di miniature costi parecchio, questa non è la notizia che più di tutti scandalizza o lascia indignati. Quello che non piace è che con il kickstarter c’era la probabilità di ridurre alcuni costi, e la promessa di un gioco più completo. Metterlo in preordine per solo un mese, dunque a tempo limitato, sembra una mossa che vuole premere molto sugli appassionati e agguantare il portafoglio.

Per chi fosse interessato però, la durata del preordine va dal 14 marzo al 15 aprile. Se dunque volete acquistare questo gioco e le sue espansioni avrete solo quel lasso di tempo per ottenerlo. Molti sono rimasti scontenti del cambio drastico e improvviso dei progetti, e capiscono che così si ritrovano con le spalle al muro. Il gioco quantomeno si preannuncia piacevole, con la modalità campagna in solitaria o cooperativa, così come la schermaglia 1v1.

Majesty: For the Realm

Un gioco da tavolo che a vederlo, con tutti i suoi componenti e la sua grafica pittoresca, inganna facendo pensare di essere qualcosa di molto pesante o lungo. Quello che invece si presenta, una volta giocata e superato quel terrore, è un gioco che rientra in maniera perfetta nella tipologia di gioco da tavolo che si apprezza maggiormente. Un gioco quindi molto semplice e anche veloce volendo considerare, che però mantiene una sua aura di strategia ed è accessibile e facile da spiegare a tutti. Per 2-4 giocatori, il gioco dura in media una ventina di minuti, mezz’ora per le prime partite in cui bisogna familiarizzare con le regole.

Gioco

Ogni giocatore possiede d’innanzi a sé un regno composto da vari edifici, ognuno adibito a una tipologia di personaggio e con il suo effetto mostrato sulla carta. Al centro del tavolo un mazzo centrale di carte personaggio, dove sei vengono rivelate e messe in ordine lineare a disposizione di tutti. Il giocatore di turno quindi può scegliere di reclutare un personaggio e inserirlo nel suo regno. Per farlo, avrà a disposizione sei pedine, e andando in ordine lineare la prima carta è gratuita, mentre le altre avranno un costo crescente di uno, dovendo lasciare il meeple sulla carta saltata. Una volta ottenuto un personaggio, esso va inserito nel luogo a lui adibito (esempio il mulino per il mugnaio), attivando subito quindi l’effetto scritto sulla carta luogo.

Il gioco dura un totale di dodici turni. Durante il gioco le pedine non si rigenerano, ma quando si acquista una carta personaggio che ha la pedina di un altro giocatore la si ottiene. Alla fine di tutto si fa il calcolo dei punteggi classico come di consueto. Oltre ai punti ottenuti nel corso del gioco tramite l’attivazione delle carte luogo, si ottiene punti per aver il maggior numero di carte in ogni luogo. Bisogna quindi non solo far punti nel corso della partita cercando di attivare effetti potenti, ma anche riempire il villaggio in modo da superare l’avversario e ottenere i punti del luogo. Un altro modo di ottenere punti, seppur minuscolo, è quando si ottengono più di sei pedine, in quel caso l’eccesso si scarta e si ottiene 1 punto per ognuno.

Conclusione

Come detto nella prefazione appare come un gioco pesante e corposo, ma non lo è. Se quindi vi capita di vedere questo gioco ed essere indecisi se provarlo perché vi sembra qualcosa di complesso, vi garantisco che non lo è. Come si può dedurre dalle regole, tutto ciò che bisogna fare è soltanto prendere una carta personaggio, inserirlo nel proprio regno e prendere i punti che si ottengono da tale azione. Il fatto che bisogna fare una sola azione lo rende dannatamente semplice, lasciando l’elemento strategico nella scelta di quale personaggio ottenere per il proprio regno. Veloce, divertente, capace di dare un senso di soddisfazione anche nella sconfitta, in quanto ogni cosa che fai attiva un effetto e genera punti. Difficilmente dunque si vedrà qualcuno giocare a Majesty, perdere, e lamentarsi che non è riuscito a far nulla. Un gioco consigliato enormemente.

Hellboy – Gioco da Tavolo!

Per gli amanti di Hellboy, presto potremo vedere un gioco da tavolo ispirato alla mitica serie di fumetti. A occuparsi di questa trasposizione in gioco da tavolo sarà la collaborazione tra Mantic Games e Dark Horse Comics, che nel mese di aprile faranno partire un kickstarter dedicato al progetto. Cosa dobbiamo aspettarci dunque? Stando alle parole dei vari membri coinvolti nel progetto si tratterà di un gioco cooperativo che cercherà di rievocare l’atmosfera cupo e gotico del fumetto, permettendo agli appassionati della serie di rivivere certe avventure nei panni dei loro personaggi preferiti.

Il gioco viene descritto come “un’esperienza cooperativa nel quale i giocatori devono affrontare alcuni dei nemici più celebri del fumetto. Fino a quattro persone potranno controllare i membri iconici della BRPD come Hellboy, Abe Sapien e Roger, esplorando località gotiche e scoprendo antichi manufatti. Il gioco mira a catturare il look e la sensazione del mondo del celebre fumetto di Mike Mignola”. Ci si aspetta quindi qualcosa di molto fedele in cui la Mantic Games metterà molto impegno, e non sarà il solito gioco creato giusto per cavalcare l’onda della popolarità per sfornare soldi facili.

 

“Hellboy ha un grande cast di personaggi, diverse località e mostri leggendari dalle pagine del folklore e della mitologia. I fumetti offrono fondamenta fantastiche sul quale costruire un gioco da tavolo cooperativo molto dinamico, divertente e immersivo che permetterà ai giocatori di provare l’esperienza di alcuni momenti favoriti della serie” sono le parole di Ronnie Renton, il CEO della Mantic, nell’annunciare il gioco al pubblico.

“Dark Horse è eccitata di lavorare con la Mantic Games su un gioco da tavolo di Hellboy. Mantic non è soltanto un leader nella categoria di giochi con miniature, ma hanno anche una comprensione approfondita su Hellboy e la BPRD e come incorporare le loro storie in un gioco. Siamo confidenti che possono offrire un gioco da tavolo che sia amanti di Hellboy che di giochi di miniatura possono apprezzare” sono invece le parole di Nick McWhorter, responsabile della Dark Horse.

Le premesse per un bel gioco sembrano esserci, così come l’ottima intesa e collaborazione tra Mantic Games e Dark Horse. Riassumendo: un gioco da tavolo cooperativo di miniature che mira a rievocare l’ambientazione e le avventure del fumetto e rivivere alcune avventure. Attendiamo dunque aprile per vedere l’inizio del kickstarter e vedere se riusciranno a raccogliere la cifra necessaria per dare il via allo sviluppo del progetto!

Organ Attack!

Parliamo di un gioco che non ha ricevuto una localizzazione italiana, ma che ha fatto comunque il suo discreto successo con kickstarter. Organ Attack è un gioco da tavolo a tema medico, basato sui fumetti di The Akward Yeti, disponibile solo tramite acquisto online in inglese. Perché ve ne sto dunque parlando se non disponibile in Italia e italiano? Quando un gioco è molto bello e divertente è giusto parlarne, perché gli appassionati comunque non temono di comprare giochi anche in lingua straniera a loro sconosciuti. Organ Attack ha molte carte che vanno lette, ma una volta tradotte anche con l’aiuto di google e imparate, si è apposto per il resto della vita.

Gioco

Ogni giocatore ha a disposizione un set di organi che gli appartengono, tratti dalle strisce fumettistiche di The Akward Yeti. Lo scopo del gioco è uccidere gli altri giocatori eliminando i loro organi, provando a rimanere in vita il più a lungo possibile. Ogni giocatore avrà in mano cinque carte, e il mazzo sarà composto da tre tipologie di carte: afflizione, wild e azione. Le afflizioni sono le varie malattie che possono attaccare gli organi in maniera mirata, eliminandola quando raggiunge quota due, oppure se la carta afflizione dice espressamente di rimuoverla. Le carte wild sono come le afflizioni, ma sono malattie che possono essere giocate su tutti gli organi in maniera generica.

Le carte azione, come in ogni gioco di carte, applicano un effetto scritto sulla carta quando giocate. Ogni turno si può giocare una sola carta, pescandone uno a fine turno. Alcune carte sono istantanee, avendo il simbolo di una fiammella, indicando che possono essere giocati in qualsiasi momento come carte extra, anche nel turno degli altri. C’è anche l’azione di poter scartare due carte per pescarne altrettante nuove, in quanto può capitare che si abbia in mano afflizioni che attaccano i propri organi.

Parere

Un gioco da tavolo il cui approccio però è come un party game. Si può giocare con una certa serietà, ma alla fine trasmette molto l’atmosfera da gioco che fai con leggerezza, giusto per divertirti e ridere con gli altri quando ti attaccano. E alla fine è molto banale: giochi una carta, peschi una carta, le istantanee puoi usarle anche nel turno degli altri e devi rimuovere gli organi altrui. Un gioco che si spiega in pochissimo tempo, e che diverte sempre nella sua semplicità. Riguardo alla lingua inglese può essere un mezzo problema quando si parla di carte azione, però le afflizioni per fortuna sono comprensibili e hanno simboli a indicare l’organo che attaccano.

Il gioco si presenta poi con meraviglia. La scatola è a forma di libro medico ben curato e divertente, giusto per rimanere a tema. E per chi segue e conosce The Akward Yeti e i suoi personaggi questo gioco ha un valore aggiunto, avendo la comicità delle strisce incorporata. Moltissime carte sono geniali nella loro idea, come il raffreddore che non può essere scartato ma solo passato ad altri giocatori, oppure il trapianto che ti permette di rubare un organo altrui. Un gioco semplice, tranquillo ma molto divertente e coinvolgente, consigliatissimo. E seguite anche i fumetti di The Akward Yeti se conoscete l’inglese, che lui è davvero molto bravo!

Rush & Bash

Delle volte è molto raro trovare giochi che possano soddisfare in egual misura grandi e piccini. Alcuni titoli sono un pelo più strategici e i bambini potrebbero perdersi, mentre altri troppo fanciulleschi e immaturi per qualcuno di più grande. Rush & Bash riesce a combinare le due cose assieme, offrendo un titolo davvero molto valido e divertente. Non è un capolavoro, non ha questa grande mole dietro di sé, ma fa quello per cui è stato concepito. Un gioco deve infatti divertire, piacere, far passare una piacevole giornata in compagnia di famiglia e amici. E cosa c’è di meglio di un gioco di corse folli dove bisogna vincere una gara lanciando missili e bombe?

Gioco

Ogni giocatore interpreta un corridore con la sua macchina. I vari personaggi sono tutti differenti in quanto hanno caratteristiche e abilità peculiari che permette anche una variabilità e diversificazione del gioco. Com’è facile intendere, lo scopo del gioco è arrivare per primo al traguardo, e lo si fa mettendo i bastoni tra le ruote degli altri concorrenti. Il gioco è molto facile: consiste nel giocare una singola carta che raffigura un’azione e un movimento. L’azione indica ciò che puoi fare, se lo desideri, attivando l’effetto come cambiare corsia, lanciare un missile o piazzare una bomba. Il numero invece indica di quanto ti muovi in linea retta, avanzando sul percorso.

Ogni corridore ha tre punti vita, e quando le ha perse tutte dovrà riprendere la corsa dall’ultimo checkpoint. La turnazione si svolge in ordine di posizione sul tracciato, venendo bilanciato col fatto che chi è davanti pesca carte più “deboli” mentre chi è indietro potrà ottenerne di più forti. I mazzi di carte infatti sono due: verdi e rossi, e vengono distribuiti in base alla posizione a fine turno sul tracciato. La pista presenta tanti ostacoli come massi che occupano il terreno, sabbie mobili che bloccano l’avanzare del giocatore, e tante altre cose. Gli ostacoli sono determinati dal tipo di tracciato che si aggiunge al gioco, potendo trovare il loro funzionamento nel regolamento del gioco.

L’altra cosa che si può fare, nel proprio turno e in aggiunta alla carta, è attivare l’abilità. Ogni volta che si muore, oppure si utilizza una stella si guadagna punti adrenalina. Questa barra indica poi quale abilità puoi attivare, arrivando a un massimo di tre. Partono da abilità leggere come “gioca due carte” oppure “lancia un missile aggiuntivo”, ad arrivare a cose tipo “Avanza di 10 caselle, investendo tutti sul tuo cammino e ignorando ostacoli”. Sappiate che si può tamponare la gente e spingere le loro macchine contro ostacoli o altri giocatori, e fare delle combo sono divertenti.

Analisi

Il gioco è banale e facile, ma divertente. Ogni turno giochi una carta e svolgi quell’azione, nulla più nulla meno. Sembra una cosa banale, e lo è, ma è capace di divertirti con il suo tema molto folle e la giusta compagnia. Le risate che si fanno quando si lancia un missile contro qualcuno, oppure quando si accende la competitività tra due contendenti. Un gioco che anche molti bambini possono capire e intuire, divertendosi giocando anche senza una strategia particolare. Per un adulto invece ci può essere comunque della strategia: bisogna giocare bene le proprie carte, conservare magari quelle più succose per la fine, oppure rimanere indietro proprio per pescare quelle più forti.

Quando si pensa al gioco si pensa al divertimento, e Rush & Bash è un gioco. Ci si diverte, giocando seriamente oppure pensando solo a dar fastidio agli altri giocatori. Un gioco dove la vittoria molto spesso passa in ultimo piano, e ci si diverte anche solo vedendo le idiozie che vengono svolte sul campo. Avviso che ogni giocatore può trovare certi ostacoli frustranti, ma il gioco ha la fortuna che la pista si può comporre come più si desidera, quindi se a qualcuno da fastidio un certo elemento basterà non piazzarlo. Io a esempio detesto le sabbie mobili, trovo che non siano per nulla divertenti ma anzi abbastanza frustranti, per cui tendo a toglierli dalle mie partite.

Lorenzo il Magnifico

Un genere di gioco da tavolo che si fa rispettare con fermezza è il piazzamento lavoratori. Sono il simbolo del gioco da tavolo, quello strategico e calcolatore, colmo di pedine e pezzi da utilizzare. E in questi tempi c’è stato un titolo che si è fatto strada in mezzo a questi colossi del gioco, riuscendo a far risuonare il proprio nome. Parliamo di Lorenzo il Magnifico, gioco edito dalla Cranio Creations, che ricalca in maniera piacevole il rinascimento italiano. Un gioco che, come dicevo, nell’ultimo periodo si sente parlare parecchio ed è diventato un titolo che è piaciuto parecchio, ma sarà davvero degno di tale onorificenza?

Regole

Ogni giocatore è il capo di una famiglia nobile dell’epoca, e il suo compito è sfruttare al meglio i propri famigliari per ottenere ricchezza e fama. Lo scopo del gioco è ottenere punti vittoria tramite prestigio e successo, acquistando terreni, investendo nel militare, oppure concordandosi col papato. A ogni giocatore viene dunque dato una famiglia composta da quattro elementi: tre di valore variabile, il quarto zero. Sulla plancia di gioco è possibile vedere diverse aree in cui si possono piazzare i propri servitori per compiere azioni.

Le torri offrono la possibilità di comprare nuovi terreni e proprietà, così come stringere alleanze con personaggi noti e di rilievo, dando così un guadagno. Una zona di lavoro, dove sarà possibile attivare gli effetti di alcuni degli edifici acquistati. Un mercato, dove saranno messi a disposizione beni subito acquistabili e utilizzabili. La piazza centrale, che offre dei beni così come aiuta a decidere la turnazione del turno seguente. Ognuna di queste aree ha raffigurato in maniera molto chiara e concisa un numero di dado, che indica il valore minimo necessario che deve possedere un servitore.

All’inizio di ogni turno infatti vengono tirati tre dadi, del colore associato alle tre pedine famigliari. Il risultato che esce su ogni dado rappresenta quindi il loro valore, e di conseguenza dove e come possono essere impiegati. Il gioco si suddivide in tre ere, ognuna suddivisa in due turni, dove bisognerà quindi costruire il proprio impero per guadagnare prestigio. Bisognerà però tenere d’occhio il papa: se non si hanno favori religiosi alla fine del turno è possibile incappare in penitenze e punizioni, che permangono poi fino alla fine della partita.

Le risorse disponibili sono quattro: monete, pietra, legname e servitori minori. Le prime tre sono necessarie per la fase di acquisto, in quanto molte carte le richiedono. Il servitore minore invece può essere utilizzato come accompagnatore di un famigliare, aumentando di uno il suo valore per ogni pedina usata. Ed ecco come può essere utilizzato la pedina di valore zero, che avrà dunque sempre bisogno di un accompagnatore. Inutile dire che ogni area ha spazi limitati, dunque se un giocatore ha già piazzato la sua pedina lì non sarà possibile aggregarsi.

Questo è soltanto un veloce e rapido sommario delle regole, che sono molto più profonde ed espanse.

Analisi

Il gioco si presenta davvero molto bene. Un regolamento molto corposo come ogni piazzamento lavoratori che si rispetta, ma in confronto a molti altri si spiega piuttosto bene. A dare man forte alla spiegazione c’è il tabellone di gioco, che oltre a essere raffigurato piuttosto bene ha varie icone a simboleggiare il regolamento. Ogni area ha infatti il simbolo del dado per ricordare quale valore è necessario, e simboli che invece hanno un significato riguardo a ciò che offrono e danno.

La strategia rimane poi molto fresca grazie alla variazione delle partite. Ogni partita infatti ha delle costruzioni differenti in partenza acquistabili, così come le punizioni del papato sono variabili. Questo significa il poter fare diverse partite senza vederlo ripetuto, oppure evitare che qualcuno memorizzi una strategia di base eccellente. Uno potrebbe dunque mirare a ignorare il papa e puntare molto sugli edifici verdi, ma una partita può avere malus che influiscono proprio su quelle carte.

L’altra variabile, che spinge a ragionare molto e gli da un tocco particolare, è la variabilità del valore delle pedine tramite i dadi. Ogni turno tu non sai quale valore possono avere le tue pedine, per cui ti soffermi a ragionare e pensare, cercando di decidere dove piazzarli. L’unico malus è proprio su questo aspetto, che per quanto bello, è demoralizzante per tutto il tavolo quando escono soltanto esiti bassi e davvero ridicoli, cose che nessuno al tavolo si diverte in quanto si passa un turno a fare poco o nulla, senza soddisfazioni.

Lord of the Rings Living Card Game arriva su PC

Ci ritroviamo nell’era dove è possibile trovare il gioco da tavolo anche sulle console elettroniche. Tolgono la magia dello stare fisicamente assieme attorno a un tavolo, ma consentono di poter giocare anche in solitaria o contro giocatori da tutto il mondo. Un modo anche facile per reperire un gioco a un prezzo di norma più basso del normale, giocarlo e provarlo, per poi magari espandersi alla versione fisica. A ogni modo, il nuovo gioco che verrà reso in formato digitale sembrerà essere Lord of the Rings Living Card Game della Fantasy Flight Games. Il popolarissimo gioco di carte a tema signore degli anelli potrà essere dunque giocato su pc tramite steam.

Il gioco è un classico gioco di carte, dove però non vi sono acquisti di carte o mazzi casuali. Il termine “living card game” indica la presenza di mazzi composti di cui sai già cosa esserci presente al suo interno. Ogni acquisto dunque è molto mirato, sapendo cosa otterrai e come potrai andare a lavorare sul tuo mazzo, invece di comprare le classiche bustine con carte casuali. E il gioco sarà il primo porting per pc che utilizzerà questo metodo di acquisto delle carte, magari permettendosi di spiccare e attirare l’attenzione di molti giocatori. Il gioco uscirà nel 2018 su steam come free to play, con sicuramente transazioni in gioco per espandere le proprie carte.

La versione digitale sarà prodotto da Tim Gerritsen, programmatore d’esperienza, ma soprattutto grande appassionato di giochi da tavolo. Afferma che la versione digitale del gioco non sarà un semplice porting, ma che subirà delle migliorie grazie al comparto tecnico. Il personaggio di Sauron a esempio non sarà gestito più da un mazzo casuale, ma da un’intelligenza artificiale che cercherà di rendere l’esperienza più forte e adatta a ogni tipo di giocatore. La statistica dell’armatura invece è stata cambiata e trasformata in una tipologia di carta chiamato “attachment”. Migliorie che però cercono di mantenere la sensazione del gioco originale, stando alle dichiarazioni di Gerritsen.

Come già detto sarà disponibile su steam in accesso anticipato e gratuito per tutti. Incomincerà con la presenza solo del giocatore singolo, ma verrà di sicuro introdotto la modalità cooperativa come nel gioco da tavolo. Le carte e le varie espansioni saranno acquistabili tramite microtransizioni, ma anche tramite l’uso di punti “valore” che si dovrebbero poter ottenere durante il gioco. La regola e il concetto del Living Card Game comunque, come discusso, è di comprare un pacchetto che sai cosa contiene. Gerritsen si sta dando parecchio da fare e sembra essere anche molto emozionato di lavorare al progetto. Voi invece siete entusiasti della notizia? Pensate di provare il gioco se non lo avete mai toccato?

Super Mario: Level Up! Il gioco da Tavolo

La tradizione vuole ormai che un franchise molto popolare venga riprodotto in mille modi differenti. Un tentativo di incassare molto più denaro da un nome più che creare con serie intenzioni dei contenuti solidi e piacevoli. Appare abbastanza ovvio che l’arrivo di Super Mario: Level Up! possa esser visto come un modo di cavalcare l’onda, di coinvolgere appassionati nintendo, e di vendere facilmente un prodotto. Parliamo di un gran bel videogioco, ma può essere anche un bel gioco da tavolo? Vediamolo assieme.

Gioco

Il gioco è composto da una piattaforma suddivisa su vari livelli crescenti, dove andranno piazzati i vari personaggi. Ogni giocatore pesca una carta obbiettivo, che segnerà quali dei tanti personaggi presenti sono quelli di suo particolare interesse, senza mostrarlo a nessuno. A turno i giocatori piazzeranno un personaggio a loro scelta sulla piattaforma, su uno dei livelli da 1 a 4, con un limite di 4 personaggi a livello. Quando tutti avranno messo due personaggi a testa si aggiungono i blocchi negli spazi dall’1 al 5 rimasti vuoti e senza personaggi. Lo scopo del gioco è portare tutti i personaggi della propria lista il più in alto possibile, avendo ogni turno la possibilità di muovere di uno verso l’alto un personaggio solo.

Quando un giocatore porta un personaggio sul livello più alto della piattaforma si passa alla fase di votazione. Ogni giocatore disporrà di due voti no e un voto sì, e dovranno decidere se quel personaggio scelto a loro piace come campione (dando 10 punti se quel personaggio è tra le proprie). Basta un singolo voto negativo per compromettere tutto, buttando fuori dal gioco quel personaggio per il resto del turno (tranne se accadono poteri particolari). Ogni voto negativo viene scartato però, in modo che dopo due voti negativi si è poi costretti a usare quello positivo. E quando viene eletto un campione all’unanimità il turno finisce, si segnano i livelli su cui i personaggi si trovano dando i relativi punti, e si passa al turno successivo.

Si giocano un totale di tre turni, e chi totalizza il massimo punteggio vince. I vari blocchi offrono poteri e malus casuali che possono influire, come giocare due turni di fila oppure far scendere il personaggio appena mosso. Alcune vanno utilizzate subito, altre è possibile tenere per utilizzarli quando più si pensa sia appropriato, permettendo quindi manipolare un minimo il gioco. Ed è solo tramite i power up che sarà possibile recuperare personaggi espulsi, che purtroppo danno zero punti.

Considerazioni

Il gioco è ok. Ha qualche elemento strategico volendo, come muovere un personaggio non proprio, avendo intuito che è d’interesse dell’avversario, per portarli in cima e poi votare negativamente per buttarlo fuori, oppure spingere altri a sprecare le loro carte negative. Portare subito un personaggio al 10 non aiuta affatto, perché verrà subito eliminato, specie se si gioca in un gruppo alto dove la probabilità di condivisione è bassa. Ed è tutto lì: muovere i personaggi di uno, usare i poteri se si accumulano, e scegliere quando portarlo al 10 votando. Non è un gioco brutto, però è molto semplice, veloce e banale tutto sommato.

Se siete grandissimi fan nintendo questo potrebbe essere un bel pezzo da collezione che potrete in ogni caso giocare con entusiasmo. La semplicità di questo gioco però lo metterà nell’ombra di altri titoli per chi, invece, è un grande appassionato di giochi da tavolo. Nel caso vi capiti di provarlo dategli pure una chance, ma se amate i giochi complessi questo non è proprio al caso vostro.

Dixit – Un Gioco con Valore

Giocare serve per divertirsi e spendere il proprio tempo con serenità. La maggior parte dei giochi viene sviluppato e creato seguendo questo semplice concetto del ludico, ed è giusto così. Noi di Progetto Gaming però continuiamo a credere che il gioco possa essere uno strumento per aiutare e migliorare anche la vita. Questo è il caso di Dixit, che per quanto banale e semplice possa essere, è nato da un concetto davvero particolare. Molti dicono di non divertirsi a giocare a questo titolo, che non ha nulla di emozionante oppure di dinamico e avvincente. Hanno ragione, è un gioco molto semplice, eppure a molti diverte, e ha un significato molto più profondo.

Jean-Louis Roubira è uno psicologo infantile, lavorando coi bambini che soffrono di diversi disturbi e problemi. Ha cercato diversi modi per aiutarli a esprimersi e rappresentare i loro stati d’animo, ed è così che è caduto sull’uso delle figure. Immagini e illustrazioni che sono capaci di esprimere tutto e niente, di comunicare sensazioni differenti per ogni persona. Queste sono le basi su cui è costruito il gioco di Dixit, fatto dallo stesso Roubira, inizialmente concepito per uso psicologico. Da un concetto così semplice e un bisogno così banale si è riusciti a creare un gioco capace di divertire, così come aiutare molti a esprimersi e comunicare.

Gioco

Ogni giocatore riceve sei carte. Queste carte raffigurano illustrazioni molto particolari che sono difficili da associare a un singolo elemento. Una bambina che suona il suo corpo di violoncello, oppure una ballerina la cui ombra raffigura il demonio. Immagini che confondono, ma che spinge il giocatore a vederci qualcosa, un significato, una sensazione, un’emozione. A turno i giocatori svolgeranno il ruolo del “narratore”, che sceglierà una delle carte nella sua mano e la descriverà. Può descriverla come gli interessa: una parola, una frase, un nome o una citazione. Qualsiasi cosa è permessa fin quando si descrive la carta nel modo in cui è stato interpretato.

Gli altri giocatori scelgono una carta dalla loro mano che secondo loro può avvicinarsi di più alla descrizione. Le carte vengono mescolate, rivelate, e bisogna indovinare quale carta era quello del narratore. A scopo ludico vince il primo che arriva a 30 punti, e bisogna riuscire a far comprendere a uno ma non a tutti la propria carta. Facile rivelare che carta si aveva per farla indovinare e guadagnare punti, ma allo stesso modo bisogna comunicare con gli altri. Dire qualcosa che forse un amico potrebbe sapere mentre un altro no, qualcosa che secondo te dovrebbe avere un significato per quella persona.

Considerazioni

Dixit è un gioco meraviglioso. Comprensibile come mai alcuni pensano che non sia divertente oppure che non abbia nessuna componente ludica, dopotutto non ha nulla di emozionante di per sé. Si sceglie una carta, la si descrive, gli altri giocano, rivelazione e scelta finale. Nulla di dinamico e avventuroso, e quindi se qualcuno dice che non apprezza Dixit è più che comprensibile. Il titolo non è per tutti, è per coloro che apprezzano l’astratto anche nel gioco, il dover comunicare e trasmettere idee e pensieri tramite una carta fantasiosa. Sapere inoltre il come ha avuto origine non può che renderlo speciale, e dargli quel valore aggiuntivo.

A livello ludico comunque, risulta anche un gioco abbastanza elaborato. Molti giocano comunque facendo citazioni e referenze, più che comunicare emozioni o pensieri, ma va benissimo così. Sono state provate alcune partite dove si è deciso di giocare sfruttando solo l’immaginario e sì, rende davvero meglio, ma non bisogna imporlo. Il gioco migliora ovviamente con una squadra che si conosce, di gente con cui si ha un legame, con gli altri diviene una banale descrizione e fortuna. Ci sono diverse varianti e versioni del gioco che lo arricchiscono, ma già la versione base e il concetto che ha è parecchio forte e d’impatto.