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Vi racconto il mio ESSEN, minuto per minuto!

(gio25/10/18 – ven 26/10/18)

Dopo tanti anni in cui rosico a vedere gli altri andare nel “paese dei balocchi”, mentre io mi “accontento” (per quanto sia una fiera stupenda, eh!) di Modena Play, arriva finalmente Essen Spiel 2018: il momento in cui la classica frase “andrò l’anno prossimo” non viene ripetuta, ma diventa “QUEST’ANNO!”.

Inizio quindi presentando il mio socio di viaggio: il grande amico Luca Pi (aka The Impenitent Meeple) dell’associazione In Ludo Veritas (VA), senza il quale sarebbe stato un altro “magari l’anno prossimo”.

Giovedì 25/10/18 parto da casa (Como) alle 05.20, arrivo da lui a Varese per le 05.45, volo a Malpensa 08.30 ed alle 10.00 siamo già a Dusseldorf: ritiriamo l’auto auto e ed in 25’ raggiungiamo Essen.

Ero stato in Germania a Monaco solo una volta, 15 anni fa con la scuola, perciò non ricordo molto.

Il primo impatto è stato “Wow! Che organizzazione, che strade… Treni che volano!” [La ferrovia sospesa, carrozza agganciata alla rotaia soprastante] : bè, non che avessi dubbi sulla loro efficienza.

La tabella di marcia ottima viene un attimo rallentata dal problema parcheggi: il primo parcheggio disponibile sembrava lontanissimo dalla fiera, per tutta la strada fatta in auto.

Parcheggiamo alle 11.00 e già c’era gente di ritorno all’auto, carica come muli! Non hanno i classici “carrellini da spesa” o sporte di tela: sono ben organizzati con veri e propri carrelli da pesca con sopra casse da frutta! A quell’ora, già pieni di giochi… e la fiera era iniziata da poche ore.

Ho da subito invidiato, qualora ci fosse il bisogno di ripeterlo, il loro abitare “vicini”: anche 2-3-400km è poco, rispetto a Como.

Ero in preda al panico: come farò a spedirmi tutti i metri cubi di giochi che avrei comprato?

Eravamo partiti con un bagaglio da stiva da 25 chili con dentro 2 carrelli pieghevoli, anzi, “carrellini”, siamo umili dai!

Ci eravamo organizzati eventualmente sfruttando il servizio di poste convenzionato con la fiera, tipo spedire 40 kg a 40€, nessun problema quindi.

Usciamo dal parcheggio, pensando di dover camminare ore e invece la fiera era dietro l’angolo: lì, a 5 minuti! (Gli amici con container e montacarichi non avevano quindi fatto troppa fatica)

Fila scorrevole e pronti via, siamo dentro: niente male come pianificazione, entrare alle 11.30, quando la fiera apriva alle 10.00!

Provo a descrivervi il primo impatto emotivo che ho provato facendovi dei paragoni: uno che non è mai stato in un campo da calcio ed entra a Sansiro/passi le transenne e ti ritrovi davanti le cascate del Niagara/apri il finestrino dell’aereo al tuo primo volo e vedi la Terra… insomma, ci siamo capiti, dai.

Dopo la prima scossa adrenalinica, mi trovo come dinnanzi ad un precipizio, come se le transenne del Niagara non ci fossero: quante volte mi perderò? Anche i migliori pirati cartografi si sarebbero disorientati.

Scordatevi la mappa di Modena Play: la “piantina”, se così si può chiamare, ricopre solo le ultime pagine di una rivista, tipo IoGioco.

Ma poi, come raggiungere lo stand codificato con numeri e lettere?

Fingiamo che sia un board game investigativo e proviamo a giocare assieme:

-cerchi un’uscita fisica sopra la quale trovi la disposizione dei 7 padiglioni…+”1A”, quindi 8…+”il corridoio”, quindi 9 (90.000 mq di fiera, anzi, di hunger);

-nuoti tra i fiumi di folla per raggiungere l’area corretta;

-a questo punto analizzi il codice alfanumerico: numero (es da 100 a 120) dello stand, lettera (tipo da A a K) per localizzare la fila;

-“chi trova per primo lo stand è il vincitore: in caso di pareggio, il primo che ha trovato la fila. Vince l’eventuale pareggio chi ha speso meno. In caso contrario, perdono tutti”.

Ovviamente gli stand grossi tipo Days of Wonder sono facilmente identificabili, sia per dimensione, che per i grossi loghi soprastanti appesi al soffitto.

Ah, in tutto questo, il mio carrello è ancora chiuso, tenuto in spalla come uno zainetto.

Dopo qualche giro a caso, decido di tentare l’avventura e mi congedo da Luca, dandoci appuntamento alle 18.45 (chiusura alle 19.00) .

Inizio a vagare “come un’oca impazzita”, affascinato da tutto ciò che mi circonda, magari anche passando 3/4 volte davanti allo stesso stand, tanto non me ne accorgo: subito la mia attenzione viene catturata da un’idea che trovo molto originale.

Sparsi tra la gente ci sono i mercanti dei Coloni di Catan, riconoscibili da una bandiera: ti danno 5 figurine delle risorse, un opuscolo sul quale attaccarli e l’adesivo da metter sul petto per identificarti come partecipante al gioco.

L’obiettivo è riempire il mini album scambiando gli adesivi con la gente che fermi(/ti ferma) per strada: arrivi al punto che ti dimentichi di aver l’adesivo sulla maglia e vedi la gente che ti rincorre, bellissimo.

Consegno l’opuscolo completo, compilato con l’indirizzo e ricevo delle carte promo.

Ora, prendete “quell’oca pazza”, accecatela e spezzatele una zampa: questo sono io grazie alla skills delle lingue: so infatti parlare Italiano, SanMarinese, CittàDelVaticanese e Ticinese.

L’ “oca pazza, cieca e zoppa” si trasforma in animale da allevamento: ecco che per sopravvivere devo sfoderare il mio “inglese bovino”.

In realtà sono sempre riuscito a farmi capire e comprendere ciò che mi veniva detto! Perciò, non abbiate paura di affrontare quest’avventura, solo perché non vi sentite all’altezza: se ce l’ho fatta io, non avete alibi.

Ma poi, siamo sicuri che tutti quelli che parlano inglese siano così bravi? Ai miei occhi sì, ma immagino ci siano molti altri “bovini”, anche tra gli espositori.

Continuo a camminare, a perdermi, continuo a non spendere e non provare giochi, (quasi) un inferno!

Primo giorno di fiera, corridoi invivibili e tavoli pienissimi. Occorrono due condizioni per riuscire a combinare qualcosa: trovare un tavolo libero… e che parlino in inglese.

Perciò il primo giorno è letteralmente volato, accumulando partite a ignoti filler di espositori che ti raccattano per strada e giocano con te: bellissimo, tanti nuovi “new friends!”.

Ma magari uno va a Essen per fare qualcosa di più.

Ci sono momenti di panico in cui penso (solo pensato, ma non sono serio, lo giuro!) che mi manca la piccola e tranquilla Modena Play: un po’ come quando lasciai il mio nido dove ho vissuto (Ravenna) per andar a lavorare nell’immenso capoluogo lombardo. Ma poi…

Finisco sempre arginare il senso di smarrimento perché la gioia che mi da camminare tra gli stand ed i tavoli, anche senza provare e comprare niente, mi rende felice. Non credo sarei rimasto deluso ad affrontare anche il secondo giorno in questa maniera… E invece…

19.20, usciamo dalla fiera ed andiamo all’hotel a Duisburg: 20 minuti da Essen e 20 dall’aeroporto di Dusseldorf: comodissimo e strategico (considerando che ci siam mossi solo a settembre per prenotare) .

Non apro digressioni per parlare della “cena” : ognuno deve fare ciò che gli compete, gli italiani il cibo, i tedeschi i giochi.

Sveglia alle 07.00 per far colazione con calma… calma che si trasforma in ansia di non trovare niente: ci salva un bar vicino alla stazione.

Arriviamo al parcheggio della fiera alle 08.30 (apre alle 09.00) e mi sento più leggero e tranquillo, tipo secondo giorno di scuola.

Sarà che “ormai conosco già la fiera” (minimamente), ma il secondo giorno, venerdì, mi è sembra oggettivamente molto più vivibile: passaggi pedonali non congestionati con buona viabilità e mancanza di asfissia della gente a fiatar sul collo di chi è seduto a giocare.

In questa apparente tranquillità siamo riusciti a provare qualche buon titolo che avevamo abbozzato in wish list (es: Between two Castles, Reef, Skylands, Dwar7s), senza accontentarci dei primi tavoli liberi che ci capitano dinnanzi.

In realtà sono andato a Essen totalmente spensierato, senza prefissarmi di voler provare i giochi X, Y e Z e questo spirito ha contribuito a vivere la fiera nel miglior modo possibile.

Sono anche incappato in qualcosa che mi incuriosisce (tipo The River o Azul 2) , ma con i tavoli pieni non vale la pena di “fossilizzarsi” : perciò breve spiegazione e via andare.

A fine fiera ho anche avuto l’onore di incontrare Bruno Cathala (vincitore dello Spiel des Jahres 2017 con Kingdomino) ed il mio idolo assoluto, Friedmann Friese (autore di Funkenschlag) : dall’emozione, non riesco a scattare il classico selfie, occorre chiedere a qualcuno di farci la foto.

Temporeggio aspettando le 19.00 , ora di chiusura, comprando qualche gioco che mi aveva colpito o che era in super sconto e mi sorprendo di come sia riuscito a gestire il poco spazio con il budget prefissato!

19.20 siamo fuori: tanti saluti fiera “Essen Messe Halle”.

Terminiamo la giornata con cena a Essen in compagnia di nuovi amici e cerchiamo di tornare in hotel il prima possibile (ore 23.30).

Poche ore di sonno, non tanto per le emozioni vissute, bensì causa sveglia puntata alle 04.00 di mattina: il volo Dusseldorf-Milano Malpensa delle 06.30 chiama!

Ore 08.00 siamo a Milano… e neanche un’ora sono a casa, ovviamente a defustellare.

Arrivederci, Essen Spiel.

Fabio Bicocchi

 

Recensione: Luxor

Hai mai avuto voglia di immedesimarti nel Rick O’Connel di Brendan Fraser, andando a caccia di misteri e mostruose mummie, nascoste nei cupi templi egizi?

Ecco, con LUXOR non troverai mummie, ma un labirintico tempio da esplorare sì.

REGOLAMENTO

I 2-4 giocatori interpretano un gruppo di avventurieri intenti in una corsa a chi arriva prima nella camera funeraria del Faraone.
Appena si apre il tabellone tutti esclameranno: “Ma è come il gioco dell’ oca!!?”, ed effettivamente è quello che in soldoni è Luxor: una fusione tra il gioco dell’oca
e il sempreverde Monopoli, buttandoci dentro un pochino di deck building. Unire i mostri sacri con cui tutti abbiamo iniziato a giocare è riuscito davvero bene.

Il gioco consiste nel creare il percorso che i giocatori dovranno affrontare, pescando in modo casuale le varie tessere che compongono il tabellone. Ci sono alcuni punti precisi dove andranno le tessere di Osiride (anche quelle pescate a caso) che sono i classici “avanza di tot passi”.
Ogni giocatore ha a disposizione due avventurieri da muovere, più altri tre che si “sbloccheranno” raggiungendo determinati punti del percorso (statue di Anubi), che ne faranno partire altri dall’ inizio del tempio, aumentando così le probabilità di guadagnare punti.

Far punti.
Questo è il vero obiettivo del gioco. Puoi essere anche il più veloce ad arrivare in fondo, ma se quelli dietro di te si fanno furbi a raccogliere i tesori, non sei nessuno.

I punti si accumulano in vari modi:

-raccogliendo le tessere tesoro che compongono il tabellone (quando su di esse si fermano un determinato numero di avventurieri dello stesso giocatore indicato sulla tessera);
-completando varie “collezioni” con le tessere tesoro;
-trovando altri tesori in giro;
-andando sempre più in profondità nel percorso
-e finalmente entrando nella camera funeraria del Faraone.

Il gioco non ha una durata prestabilita, ma saranno i giocatori stessi a farlo concludere: quando due avventurieri arrivano nella stanza del Faraone il gioco si conclude e si contano i punti.

Prima parlavo di deck building: questo aspetto del gioco si sviluppa nel movimento delle pedine. Si hanno, nella propria mano a disposizione 5 carte con indicate di quante caselle muovere un avventuriero.
per muoversi si deve scartare obbligatoriamente una delle carte o tutto a destra, o tutto a sinistra della propria mano, senza MAI mescolarle; concluso il movimento si pesca una nuova carta che andrà messa al centro delle 4 carte rimaste.
Durante gli spostamenti nel gioco, si potranno acquisire altre carte con movimenti speciali, che andranno a finire in circolo tra tutti i giocatori, visto che si scarta e si pesca tutti nello stesso mazzo.

Il sistema è divertente, perchè potresti pianificare mille mosse, ma quando un giocatore prende una tessera tesoro si crea uno “spazio vuoto”, il che significa che il movimento si deve fare da una tessera tesoro all’altra, saltando lo spazio vuoto (magari avevi in programma di prendere un bel tesoro per completare la tua collezione, ma il giocatore prima di te ti svuota una casella, facendoti superare il tuo obiettivo) .

CONCLUSIONE

La difficoltà di LUXOR è minima, rendendolo un gioco adatto anche ai più piccoli e ai novizi dei giochi in scatola.
ll fattore casuale nella creazione del tabellone è un punto a favore della rigiocabilità.
La durata delle partite è di 30/45 minuti. In una serata di gioco abbiamo: bevuto un caffé; fatto due chiacchiere; letto il regolamento e fatta una partita (ho vinto io!); fatto altre due chiacchiere; cambiato un giocatore; rispiegato il regolamento e fatta una seconda partita (non ho vinto io…); messo via il gioco e andati a nanna. Il tutto in due ore e mezza.
L’agonismo nell’ arraffare più tesori degli altri e nello stesso tempo correre per essere sempre in testa fa passare una serata in allegria, tra sfide e frecciatine di sana animosità da gioco semplice e riassante.

 

Mattia Fraccarollo

Anteprima Vast: The Crystal Caverns.

Presentato in anteprima presso varie ludoteche in giro per l’Italia, Vast ha fatto crescere bene il proprio hype.

A parlarne, in anteprima, con i ragazzi di Fantamagus Monza è Paolo Veronica, di MS Edizioni.

Il gioco si presenta ben definito e la grafica, nonostante sia abbastanza “cartoonesca”, è davvero ben curata.

Trama

Il gioco ruota intorno alla storia di un drago dormiente nelle caverne di cristallo.

Dopo oltre 100 anni il drago si risveglia e si scontra subito con dei goblin che, durante il letargo del lucertolone, hanno fatto come loro rifugio la caverna.

Allo stesso tempo, un cavaliere donna si addentra nelle profondità della caverna per affrontare il drago ed evitare la minaccia del suo risveglio.

Un ladro immortale, colpito da una maledizione, accompagna il cavaliere nella sua missione. Egli dovrà rubare ben 6 tesori oppure sarà costretto a rivivere la stessa giornata all’infinito.

A fare da contorno a tutto c’è la caverna. Essa infatti inizia a cedere e mina la vita di tutti i giocatori al suo interno.

Personaggi

Cavaliere donna: il suo obiettivo è quello di uccidere il drago e dare prova del suo coraggio.

Drago: dovrà combattere contro la sua sonnolenza da letargo e cercare di scappare dalla caverna.

Ladro: il suo obiettivo principale è quello di rubare i tesori e spezzare così la maledizione dell’immortalità che lo affligge.

Goblin: divisi in 3 clan, essi non approvano il risveglio del drago e cercano di mettere i bastoni tra le ruote al Cavaliere, per evitare di attirare troppe attenzioni sul loro mondo.

Caverna: unico personaggio non vivente della storia, ha come obiettivo quello di crescere, arricchirsi di tesori da rubare ed infine porre termine al caos che la popola crollando su se stessa.

Sistemi di gioco

I più navigati avranno già capito che il gioco è un asimmetrico allo stato puro.

I giocatori di Vast, infatti, avranno obiettivi ed azioni incastrate tra loro, ma ognuno svilupperà un sistema di gioco ed una trama diversa.

Sì andrà dal classico gestionale dei goblin, che hanno perennemente problemi di sovraffollamento e mancanza di coraggio, al simbolico delle carte potere del drago che, come già detto, deve scappare e fare attenzione agli attacchi del cavaliere.

Il cavaliere potrà ridistribuire i suoi punti fisici ad ogni turno, mentre il ladro immortale, ogni volta che verrà colpito, dovrà ricominciare la sua avventura dall’ingresso della caverna.

La caverna, infine, funge da vera equilibratrice del gioco: se essa riesce a posizionare l’ultima tessera prima che ogni altro giocatore raggiunga il suo obiettivo, può crollare e porre fine alla partita.

Regolamenti

Per quanto possa sembrare quasi caotico con tutti questi giocatori e sistemi di gioco, il regolamento non è di difficile apprendimento.

Ogni personaggio ha un sistema di gioco diverso e il regolamento dedicato si impara nel giro di qualche minuto.

Il gioco è applicabile per un numero di partecipanti che va da 1 a 5. In base al numero di partecipanti si prepara il setup e l’intavolamento, con delle carte che simuleranno le giocate degli assenti.

Conclusioni

Guardando il complesso, Vast si presenta dinamico e divertente, anche se i tre ruoli chiave sono sicuramente quello del drago, cavaliere e caverna.

Se il drago mangia troppi goblin, il cavaliere potrebbe raggiungerlo subito. Se la caverna si abbellisce troppo, il ladro potrebbe chiudere facilmente la partita. Se il cavaliere s’impegna troppo nell’uccisione dei goblin, ecco che il drago scappa.

Vast infatti non è un gioco fatto per chi vuole vincere per gloria personale o chi è sempre determinante nella conduzione di una sessione di gioco.

Il fattore causa/effetto è molto forte e di conseguenza noi potremmo trovarci a dover scontare degli imprevisti causati dallo scontro tra altri due giocatori.

La vera chicca, comunque sia, è l’espansione delle carte bonus già presente nell’edizione italiana e che ci consente di avere un gioco già pronto ed aggiornato con il suo primo acquisto.

Fublet: un successo al PLAY di Modena 2018

Adulti e bambini innamorati di Fublet

Fublet, Fublet, Fublet, quanto ci piaci caro Fublet!

Sì, perché la creatura di Paolo Bianchi e Bruno Carfì targata Anonima Editori ha riscosso un enorme successo al PLAY di Modena.

Ma partiamo dall’inizio.

La giornata inizia con Alessandro, Damla, Filippo, Luigi, Paolo e Bruno che sono già a Modena da giovedì.

Ci siamo sentiti telefonicamente e li raggiungo in auto da Milano, nonostante le tangenziali milanesi non siano il prototipo di “viabilità modello” alle otto del mattino.

Metà mattinata arrivo allo stand e si inizia a dare una mano a Paolo e Bruno nell’allestimento dei tavoli da gioco e Filippo nell’allestimento della postazione di ProgettoFM.

Alessandro, Damla e Luigi saranno impegnati al PLAY Trade, insieme ad altri autori, editori e commercianti del settore, per buona parte della giornata.

Inizialmente pensavamo che quattro tavoli fossero troppi, dato che non volevamo creare un effetto di “vuoto” con un solo tavolo occupato su quattro disponibili.

Poi, ecco che arriva il primo curioso. Un espositore.

Paolo inizia a dimostrare il gioco, spiega meccaniche, l’espositore sembra abbastanza preso.

Parliamoci chiaro, presentando un gioco ad una fiera di soli giochi da tavolo, il rischio di trovare persone del settore molto critiche e che si annoino facilmente è molto alto!

Comunque, la dimostrazione va bene, l’espositore ringrazia calorosamente Bruno e Paolo e se ne va dopo quasi un oretta di gioco.

Fublet testato dal pubblico

Arrivano le 14:00, finalmente si apre al pubblico!

Bastano una manciata di minuti e già i primi due visitatori sono incuriositi dal gioco.

Vogliono provarlo.

Paolo gli mette a disposizione un tavolo ed inizia ad arbitrare la dimostrazione.

Dopo poco, ecco che arrivano due bambini, affascinati da questo gioco sul calcio.

Secondo tavolo occupato, con Bruno intento a spiegare ed arbitrare la partita.

I bambini prendono il gioco con curiosità, mentre l’autore spiega loro dinamiche e regole di gioco.

Dopo un paio di turni incerti per capire come girano le dinamiche del gioco, i bambini iniziano a giocare con gusto.

Finita la partita, chiedono alla mamma di acquistarne una copia. E non saranno gli unici.

Man mano che il tempo passa, sempre più persone si fermano a guardare le partite gestite da Paolo e Bruno, mentre io e Filippo continuiamo a promuovere il gioco e il ProgettoFM.

Si chiacchiera, qualcuno si iscrive al ProgettoFM, qualcun’altro attende qualche minuto prima di provare Fublet.

Alla fine, fortunatamente, i tavoli sono sempre pieni.

Il Feedback

Giocando a Fublet si capisce che è un gioco facile da imparare e mai scontato.

Sì, perché nonostante il gioco si strutturi in sole cinque fasi per giocatore, le variabili di sviluppo

In serata, infatti, lo abbiamo provato anche io e Luigi e, nonostante io sia un tipo di giocatore abbastanza negato alle troppe regole ed un neofita dei giochi da tavolo, l’ho trovato abbastanza fluido ed intuitivo.

Stessa cosa confermata da vari giocatori adulti e, soprattutto, dai bambini.

Sì, perché vedere bambini tra i dieci e quattordici anni appassionarsi così tanto ad un gioco strategico è un qualcosa di stupefacente.

Complimenti quindi ai ragazzi di Fublet, sperando che questo sia solo un piccolo passo verso una scalata di successo.

Ah, quasi dimenticavo, non perdetevi il lancio di Fublet anche su Kickstarter.

Lancio che avrà luogo a breve, molto breve.

 

Venerdì 6 Aprile saremo al PlayTrade!

PlayTrade è un evento che si terrà a Modena di tipo Business to Business, dedicato ai vari operatori del mondo ludico italiano.
Al suo interno editori, negozianti, autori di giochi e professionisti dell’informazione ludica trovano uno spazio dedicato al conoscersi, ad approfondire e consolidare la propria professionalità.
Progetto Gaming sarà al Play Trade, per tante buone ragioni: ad esempio perché durante il 6 Aprile ci sarà un’area business dedicata agli editori, ma anche quattro sale per le conferenze, per non parlare di uno “speed date” in cui game designer ed editori potranno conoscersi e valutare i prototipi portati.
Ma chi dovrebbe partecipare al Play Trade? Proviamo a vedere assieme che vantaggi può dare questo evento.
Se siete editori, avrete occasione per promuovere il vostro brand, parlare dei vostri prodotti presso distributori o negozianti, presentare a stampa e addetti il vostro catalogo e le attività, aggiornarvi sulle normative… beh, qui lo spazio è sold out, quindi speriamo vi siate già iscritti!!!
Notizie ancora migliori se siete giornalisti o blogger: avrete la possibilità di individuare momenti di incontro, accreditarvi, professionalizzare la vostra attività, aumentare i momenti di relazione con gli editori, gli operatori e gli altri addetti.
Siete negozianti? conoscerete novità, individuerete fornitori e operatori, acquisirete competenze sui prodotti.
Gli autori e i game designer si presenteranno per cercare opportunità, crescere nella loro professione e incontrare distributori!
Cosa state aspettando, quindi? E’ possibile iscriversi seguendo il link entro il 26/03:  www.play-modena.it/playtrade
Let’s Play (Trade)!

Consigli Natalizi di Giochi da Tavolo

Siamo giunti a uno dei momenti più magici dell’anno: il natale. Quant’è bello riunirsi in famiglia, fare e ricevere doni, divertirsi tutti assieme con qualche attività di gruppo. Sorge sempre però un problema: che regali comprare? Un dilemma che molti comprendono, non sapendo mai cosa potrebbe piacere o essere buono, ma noi di Progetto Gaming proveremo a darvi qualche consiglio. Ovviamente parliamo di giochi da tavolo, un qualcosa di molto bello e che ha il suo valore. Giochi divertenti, da fare tutti insieme, magari proprio sotto alle feste. Qui di seguito vi consigliamo, suddiviso in fasce d’età, alcuni titoli che potrebbero piacervi e sono ideali per dei regali di natale.

Sotto gli 8 anni

  • Il Labirinto Magico – Editore Devir Italia. 2-4 Giocatori. 15 Minuti circa di gioco. Un gioco di memoria dove bisogna superare un labirinto invisibile e ricordarsi dove si trovano i muri!
  • Ticket to Ride Primo Viaggio – Editore Asmodee/Asterion. 2-4 Giocatori. 15-30 Minuti circa di gioco. Versione semplificata del grande classico, costruendo con gioia i treni!
  • Rhino Hero – Editore Haba. 2-5 Giocatori. 5-15 Minuti circa di gioco. Riuscirete a costruire il grattacielo più robusto per accogliere il peso dell’Eroe Rinoceronte?
  • Stone Age Junior – Editore Giochi Uniti. 2-4 Giocatori. 15 Minuti circa di gioco. Esplora l’era della pietra e costruisci la tua piccola civiltà con Jonon e Jada!

Dagli 8 anni in su

  • Vudhulu – Editore Red Glove. 3-5 Giocatori. 30 Minuti circa di gioco. Lanciatevi penitenze a tema Lovecraft e giocate come adorabili scemi gorgogliando o fingo di avere tentacoli!
  • Pozioni Esplosive – Editore Ghenos. 2-4 Giocatori. 30 Minuti circa di Gioco. Raccogliete biglie colorate per completare le vostre pozioni, creando reazioni a catena!
  • Looney Quest – Editore Asmodee/Asterion. 2-5 Giocatori. 20-30 Minuti circa di gioco. Osservate il tracciato, disegnate a occhio il percorso, e guardate se avete buon occhio!
  • Mice & Mystics – Editore Raven. 1-4 Giocatori. 120 Minuti di gioco circa. Vivete un’avventura fantastica nei panni di piccoli topi e salvate il regno dalla terribile Vanestra!
  • Kingdomino – Editore Blue Orange. 2-4 Giocatori. 15 Minuti circa di gioco. Collegate le tessere tipo domino ed espandete il vostro regno collezionando preziose corone!
  • Dungeon Fighter – Editore Cranio. 1-6 Giocatori. 45 Minuti circa di gioco. Lanciate dadi sul bersaglio nelle maniere più strambe e assurde per sconfiggere i vari mostri sulla via!
  • Bang la Pallottola – Editore Dv Giochi. 3-8 Giocatori. 20-40 Minuti circa di gioco. La criminalità nel far west si fa sentire, e il povero sceriffo deve capire chi gli è amico e chi invece nemico!
  • Dixit – Editore Asmodee/Asterion. 3-6 Giocatori. 20 Minuti circa di gioco. Descrivete le carte con fantasia e gli altri dovranno indovinare qual è la vostra!

Dai 12 anni in su

  • La Caccia all’Anello – Editore Devir. 2-5 Giocatori. 90 Minuti circa di gioco. Un giocatore nei panni di Frodo e compagnia, gli altri come Nazgul: chi prenderà possesso dell’unico anello?
  • Time Stories – Editore Asmodee/Asterion. 2-4 Giocatori. 90-240 Minuti circa di gioco. Viaggiate nel tempo, investigate ed esplorate, e cercate di evitare la formazione di falle temporali.
  • Lorenzo il Magnifico – Editore Cranio. 2-4 Giocatori. 90-120 Minuti circa di gioco. Gestite la vostra famiglia e cercate di guadagnare fama e ricchezze più degli altri!
  • Attack on Titans – Cosmic Games. 2-5 Giocatori. 30 Minuti circa di gioco. Rivivete la storia del famoso manga/anime e provate a sconfiggere il giocatore che interpreta il titano!

Dai 14 anni in su

  • Progetto Gaia – Editore Cranio. 1-4 Giocatori. 60-150 Minuti circa di gioco. Esplorate l’universo e colonizzatela per espandere il vostro regno spaziale!
  • Dead of Winter – Editore Raven. 2-5 Giocatori. 45-210 Minuti circa di gioco. Imparate a lavorare in gruppo e sopravvivere ai pericoli esterni ma anche interni della squadra!
  • Le Case della Follia – Editore Asmodee/Asterion. 1-5 Giocatori. 120-180 Minuti circa di gioco. Riuscirete a sopravvivere e rimanere sani di mente nella casa della follia?
  • Descent – Editore Giochi Uniti. 2-5 Giocatori. 240 Minuti circa di gioco. Tanti avventurieri e un signore del male, chi ne uscirà vincitore in quest’avventura epica?

Le foto dell’evento: Crema Comics & Games 2017

8 luglio a Crema (CR)-  la prima edizione del “Crema Comics & Games”.

Coloni di Catan VR – Virtual Reality

Per gli amanti dei giochi da tavolo ecco un annuncio parecchio interessante. Favorevoli o meno all’introduzione della tecnologia all’interno dei giochi da tavolo bisogna comunque ammettere il suo impatto e l’evoluzione che esso può portare ai giocatori. Dopo vent’anni di divertimenti tramite i Coloni di Catan e le sue varie distribuzioni ecco che viene annunciato un nuovo passo per il famoso gioco da tavolo: la realtà virtuale.

Experiment 7 sta così collaborando con Catan Studio e Asmodee Digital per realizzare una versione digitale del grande classico che ha fatto partire l’era d’oro dei giochi da tavolo. Sarà un gioco in realtà virtuale, che immergerà il giocatore in maniera diretta all’interno del gioco tramite oculus, ma purtroppo altro non c’è dato sapere.

Il video che si può vedere non offre nessuna prospettiva riguardo il gioco in sé. Si tratta di un semplice annuncio della trasposizione del gioco nella sua versione digitale, lasciando i vari fan in attesa di vedere cos’è che la realtà virtuale ha da offrire. Nel video dell’annuncio si può vedere una piacevole interazione tra il creatore del gioco, Klaus Teuber, e suo figlio Benny. Teuber racconta di come il suo gioco si sia evoluto nel tempo, e la sua emozione nel riuscire a vedere la sua creazione raggiungere un nuovo orizzonte con la realtà virtuale.

“La prima volta ho visto Catan sul Magic Table ero affascinato da ciò che la Realtà Virtuale ha da offrire. Il gioco che creai nel nostro salotto con la mia famiglia venticinque anni fa in realtà virtuale? È davvero incredibile. Non avrei mai immaginato metter piede all’interno del mondo di Catan dove abbiamo incominciato per la prima volta a sognare di esplorare nuove lande”

Queste sono le parole del creatore riguardo al progetto, avendo già visto il lavoro in corso. Per quanto riguarda il gioco in sé, non offrirà assolutamente nulla di nuovo per far fremere vari appassionati del titolo. Quello che significa questo evento è cambiare l’esperienza di gioco, di coinvolgere e di appassionare, oltre che raggiungere un nuovo traguardo ludico e tecnologico. Si può supporre che con la realtà virtuale si potrà finalmente godere nel vedere le proprie città crescere e le creazioni prendere vita. Dovrebbe poter essere disponibile una versione multiplayer, ma non è un dato garantito. Di certo, per chi sarà molto curioso, potrebbe rivelarsi un’esperienza nuova e curiosa.

RecensiAmo 004 – Karuba

Pensieri in ordine sparso: da amanti dei primi tre capitoli di Indiana Jones, non potevamo che prendere in giro il quarto (che non esiste). Se esistesse un quarto film, comunque, ci avrebbe insegnato che si può risolvere ogni problema entrando in un frigorifero. Nessun apparecchio elettrico è stato maltrattato durante le riprese di questo video.

Le foto dell’evento: Garben Fantasy

8-9 aprile a Garbagnate Milanese (MI)-  la seconda edizione del “Garben Fantasy”.