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Recensione di Far Cry New Dawn


Ubisoft è una casa produttrice che è riuscita a ritagliarsi nel mondo videoludico una fetta importante di utenza, spesso producendo e pubblicando titoli memorabili come Assassin’s Creed e Far Cry.
In tal senso, ha contribuito la sua evoluzione alle richieste di una gran parte del mercato rispettando totalmente la sua filosofia. Con Assassin’s Creed Odyssey, titolo che viene aggiornato frequentemente e offre un moltitudine di contenuti, si è sperimentato un primo approccio in salsa GdR, più profondo rispetto a Origins, capace di fondere le meraviglie dell’Antica Grecia alle origini dei Frutti dell’Eden.
La casa produttrice francese ha tentato di ampliare la stessa metodologia in Far Cry New Dawn, seguito di Far Cry 5, ambientato nella contea di Hope County, in Montana, diciassette anni dopo le vicende del Novellino impersonificato dal videogiocatore nel conflitto contro la famiglia Seed.
Dopo il disastro nucleare, i sopravvissuti si ritrovano a dover combattere per ogni risorsa e contare sulle proprie forze per contrastare le gemelle Mickey e Lou, a capo dei Guerrieri della Strada, un gruppo che si è impossessato di gran parte degli Stati Uniti e anche di Hope County.
Il videogiocatore vestirà i panni di uno scapestrato e molto fortunato straniero che si ritroverà a dover conquistare ogni parte di Hope County con fucili a pompa, dinamite e… Sparaseghe. Verrà incaricato di proteggere Prosperity e far crescere la comunità in vista delle minacce correnti reclutando ogni aiuto possibile.

Una personalizzazione simile al predecessore, ma…

Una volta scelto il sesso e gli indumenti del personaggio in una schermata che non offre una vasta scelta per personalizzarli, al videogiocatore verranno presentati i tratti, utili per sviluppare le abilità passive del personaggio e farlo sopravvivere all’inferno nucleare proposto da Ubisoft. Se nel predecessore alcuni strumenti venivano già forniti, in questo sarà importante sbloccarli coi punti tratto attraverso le missioni secondarie, la liberazione degli avamposti, la ricerca dei materiali, la caccia e il reclutamento di specialisti come in Far Cry Primal e Far Cry 5. In totale sono venticinque tratti, contenenti il rampino, la fiamma ossidrica o il paracadute, strumenti fondamentali per avanzare nell’avventura.

… Ma coi GdR ci azzecca ben poco.

Forse imponendoselo, Ubisoft ha deciso di seguire una linea ruolistica che è stata implementata in maniera frammentaria all’interno di questa nuova produzione. Laddove un convincente sistema di shooting riesce a tenere incollato il videogiocatore, quest’ultimo si ritrova davanti a una quantità esigua di armi da utilizzare in cui sarà costretto ad aumentare di grado non migliorando le proprie caratteristiche, se non quelle del banco da lavoro e di tutta Prosperity. I gradi delle armi sono tre: base, secondo, terzo ed élite. Non cambiano né migliorano l’esperienza di gioco. Anzi, quest’ultima viene appesantita da un tentativo di emulare un gioco di ruolo, che però si ritrova a essere una scelta confusionaria all’interno di un titolo che dovrebbe ricordare la frenesia, la pazzia e un buon condensato di adrenalina. Laddove le armi venivano migliorate cacciando o cercando i materiali adatti in Primal o in Far Cry 5, con la possibilità in quest’ultimo di personalizzarle con mirini o silenziatori, in Far Cry New Dawn questa possibilità non c’è. Le armi sono tutte, noiosamente, impostate.

Stessa mappa, mondo diverso…

Ubisoft ha puntato su questa apocalissi nucleare ripresentando la medesima mappa di Far Cry 5, però cambiando alcune delle location più famose e scegliendo di presentare un mondo di gioco ormai totalmente avvolto dalla natura. Infatti questo è l’aspetto più convincente, sebbene ci siano altri titoli più ispirati. Quel che resta di Hope County è originale, diverso da un deserto sabbioso alla Mad Max o in un mondo devastato da radiazioni onnipresenti come in Fallout. Ubisoft ha puntato a offrire qualcosa di diverso, però mantenendo l’ambientazione già conosciuta al videogiocatore e all’appassionato di Far Cry 5. Non brilla, non è da lode. Ma è originale.

Reclutare per vincere…

Come già espresso, sarà fondamentale reclutare degli specialisti per continuare l’avventura in Far Cry New Dawn. In tal senso, il videogiocatore incontrerà personaggi vecchi e nuovi. Avrà a che fare con un cinghiale e un cecchino provetto, Hurk e Nick Rye, entrambi già conosciuti in Far Cry 5. La presenza di ogni specialista sarà fondamentale per il miglioramento di Prosperity in cui sarà possibile migliorarla dal menù raccogliendo l’etanolo, elemento fondamentale per l’intera campagna e le strutture, come il rame per il personaggio e altri vari componenti di creazione, che serviranno soprattutto per il crafting di alcuni oggetti per non essere mai carenti di esche o kit di pronto soccorso.

In sintesi…

Far Cry New Dawn è un titolo piatto e poco ispirato, forse troppo legato alla nuova filosofia di Ubisoft sui suoi marchi più importanti. Sebbene sia un’avventura che può essere conclusa in una quindicina di ore, resta comunque una grande occasione mancata per ripresentare Hope County in una chiave diversa, migliore e soprattutto in linea con quello che in molti aspettavano dopo un buonissimo lavoro con Far Cry 5. La linea ruolistica ora intrapresa da Ubisoft è riuscita a convincere con Assassin’s Creed, ma con Far Cry è un esperimento poco riuscito.

MONSTER HUNTER WORLD: recensione di una NABBA

Breve storia triste:

io (parlando al mio ragazzo): “Ho deciso di iniziare a giocare a Monster Hunter, adesso che esce quello nuovo lo provo!!”

lui: “AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAAHAHAHHAHAAHHA.”

Fine.

Per la cronaca, è ancora lì che ride.

 

Ed eccomi tornata a far quattro chiacchiere con voi  qui su Progetto Gaming! Ho intenzione di mettermi d’impegno e di scrivere almeno una volta a settimana, perciò cercherò di fare il possibile per scrivere almeno  un articolo ogni weekend.

 

In questi giorni ho raccolto un sacco di materiali per scrivere la mia recensione sul gioco del momento, e ahimè devo confessarvi un’amara verità: iononhomaigiocatoaquestogioco. Ok lo dico meglio, faccio la brava: IO NON HO MAI GIOCATO A QUESTO GIOCO.  Il motivo è perchè  semplicemente non è il mio genere ,  il che mi rende terribilmente inesperta e mi ha sempre un pò intimorito l’idea di cimentarmi un un gioco così impegnativo.

Ma con l’avvento di Monster Hunter World, e un pò anche trascinata dall’enfasi del mio compagno che è un esperto di questo RPG della Capcom , ho deciso di fare il grande passo e di iniziare la mia avventura contro i mostri, per poi raccontarvi come è andato il mio primo approccio con questo titano dell’intrattenimento.

 

La saga in generale è ambientata in un mondo fantasy dove esistono mostri enormi,terrificanti e dalle specifiche caratteristiche , voi siete un cacciatore che deve svolgere svariate missioni e ottenere ricompense e premi per potervi potenziare sia l’arma che l’armatura .Questa versione  nello specifico ruota intorno ad un avvenimento chiamato “La traversata degli anziani“, un evento particolare che avviene con cadenza decennale e che ha destato la curiosità del vostro villaggio.Spinto dalla voglia di scoprire e studiare questo fenomeno, la gilda dei cacciatori  organizza periodiche  spedizioni ( voi farete parte della quinta) per andare nel Nuovo Mondo , in cui questi “anziani” si sono diretti. Vi ritroverete in una mensa dove farete conoscenza degli altri cacciatori, e lì potrete scegliere e personalizzare il vostro personaggio e il vostro compagno : potete  personalizzare dai capelli fino alla forma della faccia, colore e forma degli occhi, naso, lunghezza del pelo del vostro amico, ecc ecc .

Questi sono i miei due personaggi, il mio compagno di sventure l’ho chiamato “Poraccio”!

Una volta scelto il vostro aspetto, la storia va avanti, e verrete colpiti da quella che sembra essere un’isola emersa all’improvviso che vi catapulta sul suo terreno vulcanico e vi costringe a scappare da lapilli ed esplosioni vulcaniche finchè non riuscite a scamparla per scoprire di non trovarci affatto su un’isola, bensì su un’enorme mostro.Il gioco quindi si apre così, con noi che dobbiamo trovare il nostro villaggio per poi iniziare le svariate missioni che ci attendono, guidati da una ragazza che ci farà da assistente e il nostro piccolo e adorabilissimo amico peloso.

 

Personaggi

Interagendo con i vari protagonisti della storia scopriremo nuove missioni sempre più difficili, che (udite udite) potranno essere giocate in cooperativa con altri giocatori online:

Lei è la tua assistente, che oltre a mangiare quantità industriali di carne ti guiderà nelle spedizioni e ti seguirà in ogni zona tu vada per farti accettare le missioni o farti tornare alla base, e spesso si caccia in guai da cui tu poi la devi tirare fuori.E’ dotata di un  eccessivo entusiasmo (tipo quello da animatore turistico), con il quale ti accoglierà sempre, ma fastidioso  dopo che sarai morto per la terza volta per via dell’Anjanath che mannaggialamiseria non vuole morire neanche a pagarlo.Per questo motivo  ti farà un pò venire la voglia di  buttarla dalla finestra,ma purtroppo non esistono finestre in quel mondo, quindi la maledetta se la scampa.

 

 

 

Il comandante dirige tutte  le operazioni della commissione di ricerca nel Nuovo Mondo, e dovrai spesso parlare con lui per andare avanti nella storia, ma tranquilli, gli siete simpatici e non farà altro che decantare le vostre qualità da cacciatore, quindi state apposto. Lui è stato il primo a mettere piede nel Nuovo Mondo circa 40 anni fa,perciò non stupitevi se a volte ha l’aria da “uomo vissuto”: 40 anni in un posto pieno di mostri a quanto pare ti cambiano.

 

 

 

Questo bel giovanotto è invece il Il capo della squadra operativa, nipote del comandante, nato e cresciuto nel Nuovo Mondo e  fonte di conoscenza ineguagliabile riguardo i pericoli che vi insidieranno.

 

 

 

 

 

Loro tre sono i  personaggi principali che ti accompagneranno per tutta la storia, ma ovviamente dovrete interagire anche con  tutti i personaggi secondari  del villaggio e delle varie basi di ricerca per ottenere pozioni, amuleti, mantelli speciali ecc.

 

La forgia

è una fucina dove potrai far forgiare dal tuo logorroico e entusiastissimo amico  nuove armi e armature, nonché migliorare o modificare armature già in vostro possesso.
Le armature forniscono delle abilità particolari ,che  presentano dei requisiti diversi per l’attivazione e hanno delle particolarità diverse elencate e descritte sotto ogni pezzo.

 

 

La mensa

Prima di ogni missione, potete fermarvi qui per degustare ottimi piatti preparati dal muscoloso chef e il suo

adorabile team peloso, che a seconda di ciò che chiederete vi aumenterà vita, resistenza, ecc.

Ci sono missioni in cui dovrete portar loro degli ingredienti per far preparare loro nuovi piatti per voi, e a mio modesto (e gattaro) parere solo l’animazione in cui i gattini cucinano per voi vale il costo di tutto il gioco.

 

 

Si sa che i gatti odiano l’acqua, no? 

Questa è solo la punta dell’iceberg dell’immenso mondo che aspetta solo di essere esplorato da voi, e sono solo alcuni esempi di ciò che troverete sul vostro cammino. Personalmente vi parlo da estrema inesperta del settore, e vi dico che purtroppo ho impiegato un pò persino a capire come funzionasse il menù di gioco (son messa male, lo so) , ma vi assicuro che passati i primi momenti di smarrimento, se seguite per bene le indicazioni che vi daranno,e soprattutto imparate a seguire gli insetti guida per le mappe, poi vi potrete immergere completamente in questo meraviglioso gioco, esplorare le varie zone che presentano scorci mozzafiato, e raccoglierete i vari materiali che troverete nel vostro cammino.Anche per quanto riguarda il combattimento contro i mostri, vi daranno parecchio filo da torcere, dovrete studiare ogni loro mossa e abitudine , ma non potrete fare a meno di ammirare la magnificenza di questi possenti animali e di provare quell’enorme soddisfazione di averli sconfitti dopo un’estenuante caccia.

 

Spero che questa mia piccola recensione settimanale vi sia piaciuta, ho cercato di elencare solo le cose più importanti del gioco perchè altrimenti ci sarebbe tantissimo da dire e da elencare, l’unico consiglio che vi posso dare è: giocateci.Assolutamente. 

in giro per il Nuovo mondo, troverete anche graffiti strani su cui dovrete indagare

E se ce l’ho fatta io, ce la possono fare tutti.

Alla prossima settimana!

Roberta

 

 

 

 

 

 

 

Razer Phone – Partner con Netflix

Il nome Razer di norma è associato a dispositivi con la funzione di gaming, e lo è ancora. Quello che però ha proposto nell’ultima conferenza CES è l’arrivo di un dispositivo mobile targato Razer, un telefono con eccellenti qualità grafiche e sonore. La Razer Phone propone infatti un servizio come nessun altro, con un sistema HDR10 e Dolby Digital Plus 5.1 all’interno del suo dispositivo. Sarebbe il primo telefono in assoluto a usufruire di entrambi i sistemi, garantendo così una visione di video e suono senza paragoni precedenti. Per l’occasione Razer collabora dunque con Netflix, che diviene accessibile tramite il dispositivo mobile, offrendo un’esperienza unica dei suoi film e telefilm.

Coloro che saranno appassionati di cinema e serie televisive possono dunque ammirare questo telefono. Il sistema che viene offerto infatti è quello di pressoché tutti i film cinematografici odierni, dunque di una qualità eccellente. Razer vuole garantire al suo pubblico la visione migliore possibile per il nuovo partner Netflix, ma allo stesso tempo offrire un cellulare eccelso anche per il gaming telefonico. La compagnia infatti preme molto sull’idea che possa essere il cellulare per videogiocatori, affinché possano giocare a titoli per telefono con l’esperienza migliore possibile, includendo ovviamente altri servizi.

“Abbiamo progettato Razer Phone per sopportare HDR video e suono come nessun altro telefono sul mercato. Siamo incredibilmente eccitato di offrire l’intrattenimento Netflix su uno smartphone come nessun altro prima, permettendoci di usufruire appieno del display HDR10, delle casse frontali a doppia uscita ottimizzati per Dolby, e una connettività cuffie certificato THX” afferma Min-Liang Tan, CEO e co fondatore della Razer durante un’intervista. Stanno cercando dunque in tutti i modi di inserirsi in un mercato già abbastanza solido dominato dalla Apple e dalla Samsung, ma se puntano molto in alto con molta probabilità potrebbero riuscire a farsi sentire.

 

RecensiAMO 001 – Insoliti sospetti

Progetto Gaming lancia un nuovo format: RecensiAMO.

Alex e Charly, da grandi amanti dei board games quali sono, vi guideranno ogni settimana alla scoperta di un nuovo gioco, con unboxing, recensione, valutazione e la loro innata vena ironico-demenziale  😀

Il primo episodio è dedicato a Insoliti sospetti, titolo Cranio Creations che ha entusiasmato i nostri ragazzi e li ha spinti a premiarlo con un voto di tutto rispetto (8/10).

Abbiamo chiesto a uno dei due autori del video cosa lo abbia colpito particolarmente del gioco e cosa dobbiamo aspettarci dalle video-recensioni del duo “Alex & Charly”.

Insoliti sospetti ci è piaciuto molto, sia per la semplicità con la quale si è lasciato apprendere, sia per averci fornito uno svago intenso e di breve durata. Abbiamo premiato il titolo con un alto punteggio per via di tante caratteristiche (grafica, componenti, meccanica) che lo rendono un party game di altissimo livello (da 3 a 18 giocatori, ben diciotto!!!).

Ma oltre ai doverosi complimenti per l’ennesima fatica della celebrata Cranio Creations, mi va di spendere due parole sul nostro nuovo format: il titolo “RecensiAMO” è provvisorio, ma rende bene l’idea di ciò che vogliamo fare e che amiamo da veri appassionati; la nostra speranza è quella di coniugare delle spiegazioni esaustive a un unboxing intrigante e un intrattenimento con poco pretese ma, speriamo, efficace.

Le prime reazioni del pubblico sono state molto buone e non possiamo che ringraziare tutti per la fiducia che ci stanno dando: giuriamo di migliorare in quanto a recitazione e montaggio (perché recitare peggio di così è impossibile e fare montaggi peggiori è difficile). W Progetto Gaming!
(Alessandro Pironti)

Alex & Charly parlano di insoliti sospetti, gioco Cranio Creations.

Charly al confronto all’americana, per la recensione di insoliti sospetti

Insoliti sospetti: numero di giocatori, durata ed età consigliata

Diamo un’occhiata alle carte del gioco “insoliti sospetti” della Cranio Creations.

 

Noi giochiamo… e tu? :-)

“Chi sono io? Non ho un ruolo importante nel villaggio, sono un semplice contadino…”. “Bah, contadino! tutti i lupi mannari sostengono di essere dei contadini! al rogo!” Gli sguardi corrono di viso in viso, cercando di carpire un’emozione che possa far cadere in trappola l’avversario, o solo cercando appigli ai quali aggrapparsi per scagionare sé stessi, mentre un moderatore cammina tra i tavoli, in attesa di chiamare tutti al voto e decidere chi dovrà essere eliminato dal gioco. Stiamo giocando a Wherewolf: possiamo essere in 8 o anche in 54, ci basta un mazzo di carte e voglia di stare insieme e divertirci in maniera complessa ma alla portata di tutti, siamo tutti accomunati solo da una cosa, la voglia di giocare e restare giovani, mentalmente e nell’animo. Il gioco è cosa antica e componente essenziale della vita di un individuo. Col gioco rafforziamo le nostre abilità cognitive, sociali, razionali, mnemoniche, fisiche e chi più ne ha, più ne metta. Il gioco non smette mai di essere entusiasmante, perché sono i giochi stessi a evolversi, con un’offerta sempre più articolata, per tutti i gusti, le età, il numero di giocatori e il tempo che pensiamo di dedicare alla sessione ludica. A un certo punto, però, moltissimi smettono di giocare, sostenendo che “sono ormai grandi per queste cose”. Grandi? E che diamine vuol dire “esser grandi”? Farà forse buon gioco a chi produce balocchi per bambini, far credere che gli svaghi sono per i piccoli, che gli adulti “sono seri” e altre castronerie simili, ma lasciatevi servire: forse agli adulti il gioco serve anche di più, per evadere da realtà complesse e spesso grigie, per riscattare una giornata piena di bocconi amari da mandare giù e quando, più in generale, sentiamo il rischio che i rimpianti crescano, lasciando i sogni al palo, a ridursi come una stanca fiamma sotto gocce di pioggia. Forse un giorno, da padre di famiglia, tornerò a casa dopo una giornata d’ufficio, stanco e con tanti “vaffa” non recapitati ai meritevoli destinatari e avrò la forza, dopo cena, di posizionare la mappa al centro del tavolo, riprendere le schede della volta prima e chiamare a raccolta la famiglia: “Damlaaaaaaa, Danielaaaaa, Davideeeee (sì, tutto con la D…), è ora di ammazzar draghi, impugnate le vostre matite, controllate le schede, si parte per il mondo di Dungeons & Dragons” (edizione 3.5 o 5, ovviamente). Ecco perché ora esiste Progetto Gaming, in poche e sconclusionate righe: noi vogliamo vivere… quindi vogliamo giocare; noi vogliamo stare assieme, felici… quindi vogliamo giocare; noi vogliamo che chiunque possa sedersi al nostro tavolo e condividere il viaggio… quindi vogliamo giocare. Vorremmo che la magia del gioco, che sa essere svago, allenamento, sessione educativa, sogno, libertà, riscatto, raggiunga tutti, dandogli nuova linfa. Quando ci ritroviamo, fisicamente o virtualmente, siamo tutti amici (anche chi incontriamo per la prima volta è un nostro grande amico), sappiamo di essere in luoghi sicuri al riparo dallo scherno e giochiamo liberi, al più banale dei card game o al più elaborato dei giochi da tavolo, con l’intimo e inconfessabile (oops!) sogno che la sessione non finisca mai. Dai, un altro turno, uno ancora soltanto…