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SALERNITANA: GIOIE E DOLORI

Oggi abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’allenatore della Salernitana, Mirko Sangiorgio.

Sangiorgio, oltre ad essere allenatore della Salernitana, è anche uno dei cinque presidenti, e si occupa della direzione sportiva, in quanto in società manca il direttore sportivo. 

La Salernitana ha avuto un ottimo inizio di campionato, una partenza spettacolare, infatti si trovava al secondo posto nelle prime 15-16 partite, e in lotta per la promozione. Ma qualcosa dopo la sedicesima partita è cambiato.

Infatti, pian piano la Salernitana ha avuto un crollo pazzesco, perdendo il secondo posto, e scivolando a metà classifica. In dieci partite consecutive non è arrivata una vittoria, sancendo quindi una crisi senza fine.

Sangiorgio ci ha parlato un po’ delle motivazioni che hanno portato questo crollo, partendo dal fatto che molti utenti si siano improvvisamente inattivati per mancanza di tempo; parlando anche di un mercato insufficiente non prendendo una punta che sarebbe potuta servire alla squadra; passando dalla sue decisione di premiare giocatori attivi a discapito di una scheda superiore, facendo risentire la cosa in game; e infine si è ritrovato impreparato difronte alla tanto criticata Beowulf, tattica usata maggiormente dalle altre squadre. Ha aggiunto, inoltre, di non aver avuto tempo da dedicarsi al gioco a causa dell’università. Quindi tutto questo insieme ha portato al crollo della Salernitana.

Ora pian piano la crisi sembra rientrare, la Salernitana è tornata a vincere nelle ultime partite, perdendo solo contro il Vicenza, nonostante la bellissima partita disputata. Si trova al nono posto, a 5 punti dalla Roma, sognando i playoff. Sangiorgio e la Salernitana ci credono, e nonostante la Roma sia un’ottima squadra ben organizzata, sperano che quest’ultima possa concentrarsi sull’Europa League.

Per concludere sul discorso playoff, Sangiorgio ci ha rivelato il loro motto “Niente limiti, solo orizzonti”, motto che li accompagnerà da qui fino alla fine della stagione con la speranza e la passione che li contraddistingue. In fondo, per Sangiorgio, nel calcio il gruppo spesso riesce a rendere possibile ciò che sembrava impossibile.

Ne abbiamo approfittato per chiedere a Sangiorgio come siano riusciti a fronteggiare all’improvvisa inattività di alcuni loro giocatori, e quali siano i giocatori chiave in questa Salernitana.

A queste domande Sangiorgio ci ha risposto che, per quanto riguarda il discorso inattività, hanno approfittato del bonus presidenza mai usato ed è stato in grado di convincere (facendo il ruolo da ds nonostante il ds fosse un altro) tre giocatori (Mark Moro, Lorenzo Lazzari e Mario Ilari) a far parte della loro squadra. L’attività media della squadra è molto alta tra i vari Fulchignoni (convocato in nazionale), Da Ros, Saraceno, Sigillò, Guastini, Pelosi e gli altri, in casa Salernitana, e puntano a guadagnare molto dai bonus ed essere tra le migliori squadre in serie B.                                               

Infine per quanto riguarda il discorso “giocatore chiave”, il mister ci ha detto di non aver un giocatore chiave in particolare, dato che quasi tutti si differenziano per l’apporto diverso che danno alla squadra. Ci sono i tre presidenti Saraceno, Fulchignoni e Fabbri che sono anche giocatori della Salernitana, poi Lazzari e Pelosi che seguono tantissimo la live. Tentardini in game è fortissimo ed è uno di quelli che fa gruppo. Arcidiacono è il pazzo della squadra., e Da Ros sicuramente è uno dei pilastri su cui si basa la Salernitana. Sigillò, Belotti e La Regina sono molto presenti nel gruppo squadra. Invece come attività scarseggiano un po’ Singh, Pedalino e Reginato a causa di impegni vari.

Sangiorgio è molto contento del gruppo che si è creato, introducendo anche un memecontestSalerno in cui si mette in palio dei premi in denaro (che si aggiungeranno al contratto dell’anno successivo) o anche il posto da titolare nel match successivo. Oltre al memecontest, hanno creato anche un “Toto Salerno” in cui ogni giornata i giocatori scommettono sul risultato e sui marcatori e viene stilata una classifica a punti con i premi a fine stagione”.

E in conclusione, il mister ci dice di essersi impegnato molto per aumentare l’attività della squadra e ci è riuscito, sperando di riuscire a raccogliere i frutti dal punto di vista dei risultati”.

Ci aspetta un finale abbastanza caldo per questo fine campionato, con la Salernitana a soli cinque punti dalla Roma, e sei partite dalla fine, non dimenticando però le altre inseguitrici. Una lotta appassionante per i playoff, e noi di Progetto X invitiamo ai nostri lettori di non perdere queste ultime giornate.

Buona serata, Angela.

Pennisi: “Giocare a San Siro emozione incredibile. Tenteremo di frenare Cremonese e Lazio”

Il periodo positivo del Drink Team continua, dopo il pareggio per 1-1 con l’Inter a San Siro che lascia ancora un’enorme porta aperta sull’Europa per gli Orange. Come di consueto, il mister del Drink, Christian Pennisi, si è presentato ai nostri microfoni per parlare della gara.

Buonasera mister. Affrontare squadre come l’Inter è sempre suggestivo e affascinante. Lei che emozioni ha provato in questi giorni e stasera, quando siete scesi in campo?
E’ stata una bellissima sensazione giocare in un tempio del calcio come San siro, però a Milano solo Milan.

A fine gara ha detto ai suoi: “Va bene così, avremmo potuto vincere, ma anche perdere”. Dunque è soddisfatto del risultato, per quanto espresso in campo?
Si sono soddisfatto, l’Inter è una grande squadra e volevano riscattarsi dopo la sconfitta con l’Arsenal, abbiamo fatto una discreta partita e sono contento del risultato.

Ha qualche rammarico, cambierebbe qualcosa, tornando indietro e sapendo come è andata a finire?
Non cambierei nulla, di più non potevamo fare.

Adesso tocca a Cremonese e Lazio. Ha qualche idea su come fermare questi due carri armati?
Fermare due squadre così è quasi impossibili, ce la metteremo tutta, ci vuole molto culo.

Diego Spezzacatena


Drink-Fublet 2-1, Pennisi: “Non firmo per pareggiare con Cremonese e Lazio, c’è la giochiamo con tutte”

Terza vittoria di fila per il Drink Team di Christian Pennisi contro il Fublet per 2 a 1, con gli orange che ora volano nella corsa all’Europa. Adesso però arriva un trittico difficile: Cremonese, Inter e Lazio. Pennisi però suona la carica, sentendosi pronto a giocarsela con tutti, desideroso di conquistare quanti più punti possibili.

Il mister si dice fiducioso per il futuro, partendo dalla base dell’ultimo periodo, alla quale però vanno aggiunti dei buoni e mirati acquisti.

Buonasera mister. Terza vittoria di fila, ancora un buona prova del reparto arretrato. Questo Drink ha gettato le basi per un grande futuro?
Buonasera, speriamo di sì, con qualche acquisto l’anno prossimo potremmo toglierci molte soddisfazioni.


Dopo queste serie positiva vi aspetta un periodo ostico sulla carta con Inter, Lazio e Cremonese. Firmerebbe oggi per 4 o 5 punti a fine trittico, o sente di potersale giocare con tutti e di poter stupire dopo queste tre sfide?

Non firmerei per nulla, vogliamo giocarcela con tutti, sarà difficile, anzi complimenti ai mister per le vittorie sicurissime.


L’Europa è l’obiettivo. Cosa serve prr raggiungerlo?

Costanza e fortuna, dobbiamo fare un filetto di vittorie per raggiungere l’Europa.

Juventus – Torino: più di un derby

La pioggia sembra non voler cessare e Torino è un via vai di tram, automobili e gente vestita di cappotti grigi. Questa è la pioggia che preannuncia la primavera e da quì a qualche settimana scoppierà il caldo.

Già da qualche giorno, il buon Santoro invia video di sfottò a mia moglie per fare in modo che io li veda. Nemmeno il tempo di realizzare lo 0-1 impartito al Progetto Gaming in Europa League (con 90 minuti ancora da giocare), che c’è già il derby.

In casa Torino quest’anno ci aspettavamo che andasse meglio, ci aspettavamo di poterci affermare come realtà solida anche nel gioco, ma per vari motivi ci siamo ritrovati a condurre una prima parte di stagione “sciapita”, senza demeriti e senza onori. Da Gennaio però qualcosa è cambiato.

Magari Sedda è solo un tecnico alla Allegri, un allenatore a diesel, che partono piano e poi si ritrovano con la piena potenza di fuoco sul finale.

Già dalla mattina si parte, lo sfottò in pubblica piazza con la dirigenza juventina è parte del derby. Nei bar e nelle scuole ci si confronta su chi sia la squadra più forte, se la Juventus campione d’Italia oppure il Torino che sta facendo sognare quella parte di città romantica e nostalgica.

In casa Torino si preferisce rimanere con un profilo basso, la tensione c’è e tutti l’avvertono, ma io non posso non godermi un giorno simile.

Io, juventino sfegatato nel fuffa, da quando ho messo piede in questo progetto ho sempre voluto ruolare in un unico modo: contro le squadre blasonate e il tifo mainstream. Sì, perché parliamoci chiaramente, è facile tifare per una grande piazza e grandi squadre come Milan, Juventus, Napoli, Roma o Inter. Ma avete mai pensato cosa significhi portare in alto il blasone di squadre come Torino, Genoa, Sampdoria e tutte quelle squadre che sono additate come “fascia media”? Per me questo è uno stimolo immenso. È lo stimolo che mi ha alimentato fin da S2, quando scelsi di vestire granata e aiutare nel costruire un gruppo con determinati aspetti caratteriali e filosofia di approccio al gioco.

11 Marzo 2019 – ore 20:30.

L’Allianz Stadium è già pieno. Lo spicchio di stadio con i 2.075 tifosi granata tra la tribuna Est e la curva Nord viene sovrastato dai fischi dei bianconeri, che sono ben 39.432. Ma loro sono lì, cantano e sventolano bandiere col toro bendato sopra.

Siamo nello spogliatoio, già tutti carichi. C’è silenzio, il mister spiega le ultime indicazioni, ma alcuni di noi sanno già cosa fare. Guardo i miei compagni, vedo che alcuni fanno avanti e indietro nervosamente, mentre qualcun’altro si è immerso nella sua musica preferita.

“Ok ragazzi, ci siamo. È tempo di uscire” esorta il mister.

Ci disponiamo in fila indiana, davanti a tutti c’è Sedda, stasera capitano in assenza di Pauletto. Si guarda con aria di sfida con Agosta, capitano e fantasista della Juventus fin dalla prima stagione. I più concentrati sembrano essere Frunzio e Deidda, con Gianluca Pusceddu gasato a mille per la tensione che si respira in quel minuscolo tunnel.

20:50, si entra in campo.

Il Derby della Mole ha inizio

Inno della Serie A di rito, sguardi dritti verso la tribuna Ovest, scambio di saluti per le telecamere e poi via verso le proprie posizioni in campo.

Sedda stringe la mano ad Agosta, entrambi sono fieri della fascia che portano al braccio e sanno che sarà battaglia vera.

Noi ci disponiamo con Fagone in porta, davanti a lui ci siamo io, Avogaro, Sedda e Frunzio da sinistra verso destra. A fare da diga a centrocampo Gianluca, con Figoni e Deidda a creare occasioni in mezzo al campo. Davanti a me sulla trequarti c’è Vanali, al lato opposto sulla destra Iadicicco. In attacco il solo Pennisi.

La Juventus si schiera a specchio nell’altra metà campo, con Carrano tra i pali, Bassissi, Amadori, Gallorini e Stranges. In mediana Del Prete, regia affidata ai piedi educati di Pejcic e Agosta. Il mio diretto avversario sarà Paudice, sulla fascia opposta ad occupare Frunzio ci sarà Zirattu. Bicocchi, ex granata, unica punta.

L’arbitro osserva le due squadre, porta il fischietto alla bocca, guarda l’orologio, si parte!

Abbiamo pagato caro due svarioni difensivi del nostro portiere, purtroppo.

Entrambe le squadre hanno lottato alla pari, purtroppo la differenza l’ha fatta Carrano che è riuscito ad ipnotizzare il nostro attacco.


A malincuore mi tocca ammettere che per quest’anno il derby è bianconero, essendo l’andata conclusasi con un 1-1 e questo ritorno con un amarissimo 2-0.

E, lasciatemelo dire, è per partite come queste che non ci stancheremo mai di ruolare! Onore ai rivali gobbi, anche se stamattina un tifoso mi chiedeva dove fosse Piazza Castello…

Alessandro Sulsenti si racconta: dal primo giorno al Vicenza al neoruolo come giornalista

Un saluto a tutti i nostri lettori, oggi siamo in compagnia del giocatore del Vicenza Alessandro Sulsenti.

Presentati, Alessandro.  Chi è Alessandro all’interno di progetto gaming. E chi è Alessandro nella vita reale?

Buonasera a tutti.  Sono Alessandro Sulsenti, nella vita reale sono un ragazzo di 17 anni, nato a Catania, il 16/11/2001. Quest’anno inizierò il 5º anno di liceo, frequento un liceo tecnico con indirizzo turistico. Sono un ragazzo semplice, che adora giocare a calcio, sport che pratico da 4 anni. Nel progetto, sono un giocatore del Vicenza e, da qualche giorno, un giornalista della testata Progetto X

Ci tengo a farti i complimenti per il tuo nuovo ruolo e per il tuo primo articolo. Come hai conosciuto progetto gaming?

In un gruppo. Per passare le giornate estive inventai una carriera su Football Manager con alcuni utenti di quel gruppo. Uno degli utenti era anche nel progetto e me ne parlò. La curiosità, poi, fece il resto.

Cosa ne pensi del progetto? E se dovessi dare un suggerimento per renderlo ancora migliore, quale daresti?

Mi piace molto. È un ambiente sano, anche al lavoro degli admin che sono bravissimi a tenere un certo livello di disciplina. Poi, favorisce lo svilupparsi e/o rafforzarsi di amicizie. Per quanta riguarda suggerimenti non saprei che dirti, forse perché lo adoro già così com’è.

Giochi al Vicenza dal primo giorno in cui sei entrato nel progetto, oppure hai esordito in un’altra squadra?

Fui inserito nell’Accademy del Verona ad inizio stagione, dove però non collezionai alcuna presenza. Il tutto verso luglio 2018. A settembre, poi, a metà stagione, il Vicenza decise di puntare su di me e feci il mio esordio dopo qualche partita.

Ti sei ambientato subito al Vicenza? Cosa hai provato al primo gol?

Fui accolto bene dalla squadra, dove strinsi subito qualche amicizia, ma mi sfuggivano ancora alcuni aspetti del progetto. Il primo gol non arrivò presto, però mi ricordo che quando segnai ero contentissimo, feci salti di gioia da sembrare un matto, e su WhatsApp scrissi ai miei amici dicendo di aver segnato con il Vicenza. Loro ovviamente non capivano però.

Dove pensi possa arrivare il Vicenza?

Sicuramente spero nella promozione in A. Stiamo stupendo tutti, ad inizio anno avremmo dovuto essere una squadra da metà classifica ed invece adesso ci ritroviamo li, a lottare per la serie A, e questo è sicuramente fantastico. Spero che la squadra possa continuare così e togliersi molte soddisfazioni.

Se dovessi chiederti, cosa faresti se il Vicenza dovesse andare in A, e cosa saresti disposto a fare per vedere il Vicenza in A, come mi risponderesti?

Sarò sincero, non lo so. Sono un tipo piuttosto scaramantico, non mi piace fare progetti prima. Magari inventerò qualcosa nel momento stesso, non so.

Qual è il tuo ricordo più bello? E invece quello più brutto?

Beh, il ricordo più bello è stato sicuramente il primo gol. Per quanto riguarda quello più brutto, sarò sincero, non ne ho. Mi sono sempre divertito, ed ho sempre pensato al progetto come un modo per divertirmi e stringere amicizie. Forse, se proprio dovessi sceglierne uno, citerei l’attacco che ho ricevuto da parte di qualcuno del Palermo, dopo la vittoria del Vicenza in questa stagione, grazie ad un mio gol

A proposito di amicizie, con chi hai legato di più all’interno del progetto?

Sicuramente con Giulio Nicolino e Davide Saladino, oltre che con l’ex presidentessa Angela e, ultimamente, con Rudy Zago. Poi nel progetto ci sono molti miei amici che conoscevo già da prima, come Sigillò, Mattia, Bajrami. Inoltre, è da poco entrato Ceravolo, che conosco personalmente

Quali sono, oltre al Vicenza, le squadre che ammiri? Sia come gioco, che come attività o gruppo?

Le squadre che ammiro diciamo che sono tantine, inizio dal Torino ed Empoli. Spero riescano a centrare tutti i loro obiettivi. Poi ammiro molto il Pg, il Genoa, che spero riesca a salvarsi, la Fiorentina ed il Napoli anche a causa del mio tifo verso la squadra fuffa

Sei diventato da poco giornalista, cosa ti ha spinto a diventare giornalista? Quali sono state le tue motivazioni?

Sicuramente sono state decisive la mia passione per la scrittura e la curiosità di provare altri ruoli, oltre che al singolo ruolo da calciatore, senza però impegnarmi in dirigenza

Ultima domanda: ti piacerebbe, un giorno, avere un altro ruolo nel progetto? Se sì, quale in particolare?

Al momento no, soprattutto perché si avvicina l’anno degli esami e devo dare ancora di più a scuola per cercare di passare la maturità al meglio.

Un saluto Alessandro, ti ringrazio per la tua disponibilità. Ti auguro in bocca al lupo per tutto.

Grazie a voi. Buona fortuna a tutti, crepi il lupo

Extra-Offside

Buongiorno cari lettori. 

Questa mattina vorrei presentarvi una nuova rubrica dal titolo: “Extra-Offside”.

In questo nuovo format andremo ad analizzare con la lente di ingrandimento, ciò che avviene al di fuori di “Progetto Football Manager”. L’altro giorno ho fatto una chiacchierata con il buon Alessandro Pironti per saperne di più; come anche voi sapere fuori dalle quattro mura del nostro Server Online c’è un “Progetto” ancora più grande e articolato: Progetto Gaming. Chiacchierando con lui, ho potuto apprendere che Progetto Gaming è una realtà nata quattro anni fa con il nome di: 

Progetto Crema” fondata dal solo Alessandro Pironti. Solamente qualche tempo dopo fu chiamato “Progetto Gaming”, supportato da Damla Can Pironti e da Riccardo Carletti. Il progetto era incentrato sull’aiutare nel sociale le persone usufruendo di laboratori musicali e artistici, intrattenendo grandi e piccini, e aiutando gli anziani. Ma allora come sono arrivati a chiamarlo “Progetto Gaming”? 

Con l’andare del tempo, è saltata all’occhio una cosa. Il gioco era una passione che accomunava tutti gli associati. Allora perché non chiamarlo tale?

Un tratto distintivo di Progetto Gaming è che accetta tutti, senza alcuna distinzione. In aggiunta, grazie a persone qualificate, hanno la possibilità di aiutare – sempre attraverso il gioco – i ragazzi con disabilità.

Le difficoltà trovate non sono state poche: innanzitutto la questione economica. 

Per imbastire la sede attuale a Crema Alessandro ha dovuto investire molto, anche perché gli aiuti da parte del pubblico sono stati difficili. Ma questo non ha fermato il “Progetto” che, al contrario, ha aperto diversi sedi. Le si possono trovare a Crema, naturalmente, a Paullo, a Casaletto Ceredano, a Legnago e anche a Lugano. Magari conoscendo meglio questo Progetto, altre persone vorranno supportarlo nell’apertura di nuovi sedi che aiuterebbero molte persone lasciate sole nei loro Comuni.

Come ogni “Condottoriero” al suo fianco ha una persona che lo supporta, che lo aiuta e che gli da consigli. Sua moglie. Cito: << Damla è fondamentale, in ogni aspetto della mia esistenza. >>

Con queste parole terminiamo questa prima parte di “viaggio” che ci porterà a conoscere – sempre più nel dettaglio – le iniziative, gli eventi ed i programmi futuri di “Progetto Gaming”.

Dopo aver terminato Alessandro, in confidenza, mi ha detto che verrà creato un canale Twitch  dedicato al gioco di ruolo, ed ogni donazione effettuata al canale sarà devoluta interamente in beneficenza alla Lega Tumori di Milano.

Che dire, supportiamo questo progetto. Basta un gesto, che per voi può essere piccolo ma, per altri, davvero grande.

Scritto da Daniele Collano

Revisionato da Antonio Del Prete

A.C. Crema PG – Si Parte con la Rosa!

L’A.C. Crema nel Progetto Gaming è divenuta realtà da pochi giorni.
L’entusiasmo è grande, le prospettive rosee e lo staff da subito si è messo all’opera per costruire la rosa di partenza per affrontare il campionato.
Trattandosi di una società di serie C (per la precisione milita nel girone A), da regolamento dovrà tesserare 15 giocatori.

I primi cinque sono già arrivati: si tratta del portiere, ex Salernitana, Gabriele Colombi; il secondo invece è il giovanissimo Biagio Garbati, centrocampista incontrista, che si è gettato nel mondo del Progetto Football Manager con entusiasmo, pronto a dire la sua nella squadra che sarà allenata da Alessandro Pironti.

Subito dopo la società ha depositato il contratto di Valerio Cicchinelli: il Direttore Sportivo Alberto De Donatis ha ottenuto la firma, ed il ruolo del neo-tesserato sarà quello di jolly su entrambe le fasce, dove come un treno si occuperà di fare il terzino “tutta corsa”.

Gli ultimi due innesti della “prima ora” sono scaturiti da lampi di mister Pironti, che ha chiamato Antonio Pezzino e Piero De Bartolo alla corte del presidente Enrico Zucchi.
Pezzino è una punta che sa ricoprire a dovere il ruolo di ala sinistra; De Bartolo è un difensore veloce e duttile.

L’esordio del Crema non è stato dei migliori. La squadra ha affrontato infatti due società “umane”, inserite da più tempo nel Progetto FM, come il Monza e la Triestina.

Partendo da zero, con cinque tesserati e una rosa ancora in fase di creazione, era difficile fare risultato. Quindi sono stati due test che aiuteranno la società a comprendere in che mondo si è immersa, e servirà da “terapia di impatto” propedeutica per ricordarsi che il Progetto FM è un “gioco serio”.

Ma trattandosi di un gioco, l’entusiasmo sarà un carburante vitale per i risultati che sicuramente verranno.

Cambio di privacy del gruppo Facebook di Progetto Football Manager

Da qualche giorno il gruppo Facebook di Football Manager ha modificato la propria privacy passando da “pubblico” a “segreto”. La decisione è stata presa per proteggere il gruppo dalle segnalazioni che potrebbero portare alla cancellazione dello stesso.

Tutto è nato da un gruppo chiamato Indonesian Reporting Commission (IReC) che ha iniziato una sorta di “guerra” tra pagine Facebook, guerra che ha portato in primis alla cancellazione di un gruppo avversario e poi avrebbe colpito gruppi e pagine che non avevano preso parte alla vicenda e che avevano l’unica “colpa” di essere gruppi visibili e di una certa grandezza.

In virtù della vicenda, Facebook stessa ha deciso di tutelarsi avvisando gli utenti di modificare la privacy dei propri gruppi e di impostarla su “segreto” per almeno 28 giorni. Per gli utenti che sono già all’interno del gruppo cambia poco. Per chi invece non è iscritto il gruppo scompare dalla ricerca su Facebook diventando di fatto invisibile.

Questa vicenda però va a impattare il bonus per le condivisioni: per il prossimo mese conteranno solo le condivisioni dei post della pagina Facebook di Progetto Gaming. Quindi attenzione giocatori, correte sulla pagina Facebook di Progetto Gaming (e mettete “mi piace”, se non lo avete ancora fatto, ma lo avete già fatto, vero?) e condividete i post della pagina per il prossimo mese!

Il Drink cede al Bari, il commento di mister Pennisi

Buonasera mister. Difficile parlare dopo una sconfitta del genere. Secondo lei, qual è stato l’ingranaggio negativo che ha generato la serata storta?
Buonasera, probabilmente ancora dobbiamo ingranare dal punto di vista tattico, sono sicuro che col tempo miglioreremo e andrà tutto bene.

Pensa che il risultato sia giusto o avreste meritato di più?
Per come abbiamo giocato il secondo tempo abbiamo meritato la sconfitta. Primo tempo giocato bene e meglio del Bari, nel secondo tempo non siamo mai scesi in campo, quindi complimenti al Bari, che in dieci ha giocato molto meglio di noi.

La coperta forse è un po’ corta in difesa. Chiederà rinforzi precisi alla dirigenza?
È vero, in difesa siamo un po’ corti e con una squalifica o un infortunio siamo già in emergenza ma, vedremo. Lavoro con quello che mi concede la società.

Da dove ripartire in vista della prossima sfida?
Con più cattiveria e più determinazione, c’è tanto da lavorare. Sicuramente devono arrivare i goal degli attaccanti, che arriveranno già nella prossima partita, ne sono certo.
Forza drink!

Diego Spezzacatena

Trojer racconta il suo addio al Drink Team

Buongiorno mister. Allora, siamo qui per raccontare del suo addio al Drink Team, per molti inatteso ed improvviso.
La prima domanda è quasi ovvia, scontata: perché ha lasciato gli irlandesi?

Ex mister , ormai sono disoccupato (Ride NDR). Mi son sentito in dovere di farmi da parte per il poco tempo che stavo dedicando alla squadra, i ragazzi meritano il meglio ed in questo momento non ero in grado di darlo. Per loro è stato un fulmine a ciel sereno perché non ne avevo mai parlato, ma già ci riflettevo da un po’
In futuro spera di tornare sulla panchina del club di Ballarini?

Se dovessi riuscire a ritagliarmi lo spazio necessario , perché no. D’altronde mi son divertito molto, chissà. Sono sicuro che Ballarini sente la mia mancanza , quindi potrebbe succedere (Ride NDR)
A prescindere dal Drink, un giorno tornerà ad allenare un club in generale?
Cosa conserverà più gelosamente nel cuore di questa esperienza?

Il rapporto che ho instaurato con i ragazzi, sicuramente. Ce ne siamo dette di tutti i colori, Da “urbano maiale ” a “Trojerout” e tanto altro ancora. Non siamo stati una squadra, ma una piccola grande famiglia . Non posso fare altro che ringraziarli tutti
Cosa sente di dire in maniera spontanea a tifosi e giocatori?

Gli auguro di vincere finalmente lo scudetto che tanto aspettano

Diego Spezzacatena