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Okay, il prezzo è giusto?

Negli ultimi giorni ha tenuto banco come discussione principale il prezzo di Alessandro Terzo, centrocampista senegalese dell’Avellino messo in vendita su richiesta. La società campana avrebbe richiesto la cifra di 2 milioni, giudicata troppo esosa da parecchie squadre interessate al cartellino.

In questo articolo non si cercherà di capire chi abbia ragione e chi torto, ma nel poter affrontare una discussione del genere è giusto poter disporre di dati corretti: un’opinione, senza una solida base conoscitiva dietro, non è un’opinione e non può essere rispettata come tale. Si ricorda come seguire live e postare contenuti interessanti sia uno dei fattori principali da tenere d’occhio, quando si fa una transizione. I bonus attività, oltre a potenziare maggiormente il giocatore, portano soldi anche alle società, permettendo di alzare stipendi e di fare nuovi acquisti. Partiamo quindi con il dare le cifre delle più importanti transizioni di mercato, a livello di cash.

L’acquisto per ora più costoso a livello di cash è quella di Samuele Tomassetti, attaccante. La scarpa d’oro della Stagione 3 è passata dal Milan alla Sampdoria per 2,65 milioni. Il Milan ha sostituito il giocatore con Luca Lanza, attaccante, dal Lecce, per 1,75 milioni. Il triangolo di attaccanti potrebbe chiudersi con l’approdo di Matteo Congedo, secondo pallone d’oro, dalla Sampdoria proprio al Lecce. Le cifre sembrano essere di 1,5 milioni.

Attaccante molto simile a Congedo è Antonio Cusumano: l’ex-Bologna è passato all’Inter per la cifra di 2,1 milioni, bonus esclusi. L’Inter ha chiuso inoltre il difensore centrale Lorenzo Valentino, per la cifra di 600 mila, e il terzino Thomas Rafaniello, per 650 mila, entrambi dal club salentino. L’Inter, tuttavia, ha ceduto Cristian Marchese, ex-colonna del centrocampo, per 1,2 milioni, all’Udinese.

Una valutazione molto simile a quella di Terzo è stata quella del cartellino di Fabio Bicocchi, attaccante. Ex-Bologna ed in prestito al Torino in quest’ultima stagione, il #DSA è stato acquistato proprio per 2 milioni dal Progetto Gaming. Altre due operazioni dei biancoblu di un certo impatto sono Marika Calcagno, centrocampista, arrivata dall’Inter per 1,2 milioni, e Claudio Manfredi Franco, trequartista, arrivato dal Livorno per 1 milione, bonus escluso.

Caso a parte merita Salvatore Campagna della Lazio, pagato 1,5 milioni dal Livorno. Il centrocampista centrale percepirà come potenziamenti possibili una cifra non inferiore a quello che è stato il costo del cartellino. Sempre Campagna è protagonista di un’altra operazione, l’attaccante Damiano Mattia della Cremonese, prelevato dal Milan per 1,1 milioni.

Non si possono citare alcune operazioni della Juventus, sempre di questa sessione di mercato: Luca Bisceglie, attaccante, approdato a Torino per 1,9 milioni dalla Spal, e Luca Amadori, acquistato dal Livorno per 2 milioni. Spuntano anche Vittorio Albertini, terzino ex-Malcantone, approdato al Cesena per il prezzo di 1 milione. Ultime segnalazioni: la prima è Lorenzo Frattoni, centrocampista, per 2.6 milioni, dal Milan al Benevento: in quest’ultimo caso il raggiungimento dei bonus è talmente scontato che possiamo già considerarli nella cifra (600k alla decima presenza, indipendentemente se titolare o subentrato), la seconda è Gaetano Cerardi, attaccante, dal Livorno al Bologna, per 1,5 milioni.

Adesso è possibile giudicare non solo il prezzo di Terzo, ma di buona parte degli acquisti delle varie società di Serie A, Serie B e anche Serie C per questo calciomercato. Alla luce di queste trattative, come si può giudicare il mercato delle varie squadre? I valori sono quelli corretti? Soltanto il futuro ce lo potrà dire.

Lucca Comics e Progetto FM: un mese dopo

Da sempre le fiere sono la miglior opportunità per dare un volto alle persone conosciute online su blog e facebook.

Questo Lucca Comics and Games 2018 è l’occasione per me di incontrare gli amici di “Diventare calciatori su fm”, un gioco di ruolo sul calcio su FB.

Il tutto parte da Jessica, la mia fidanzata, che venerdì 02 novembre mi propone di andare in Toscana… la sua prima fiera cosplay!

Spargo subito la notizia sul gruppo per offrire passaggi last minute: arruolo Filippo B. per l’intero viaggio e Paolo V. per il solo ritorno.

La giornata di sabato 03 novembre si preannuncia una di quelle sfacchinate tanto pesanti quanto avvincenti: meteo incerto e rientro in nottata.

Alle 03.30 la sveglia interrompe le poche ore di sonno: l’idea è di partire molto presto per sfruttare al meglio la giornata e non incontrare nessun tipo di inconveniente.

Partiamo da Como alle 04.00, in 40 minuti siamo da Filippo a Milano: questa l’unica deviazione. Il viaggio, infatti, scorre veloce ed alle 08.00 siamo già all’uscita autostradale Lucca, come previsto.

Come temevo, nonostante la partenza ad orario folle, si presenta comunque il problema parcheggi: la città è piena di cartelli con la grande “P”, ma sono tutti pieni.

Continuiamo a girare a vuoto fintanto che non scorgo un parcheggio privato, dentro un cortile, ovviamente a pagamento.

Prima di dare 20€ al custode ci ricorda che il cancello verrà chiuso alle 21.00 : cosa vuoi che sia, mica dobbiamo stare a Lucca fino a quell’ora…

08.40 finalmente possiamo sgranchirci le gambe e camminare: solita accortezza da ingegnere, salvo la posizione dell’auto e in 10 minuti siamo alle mura.

Per entrare in città occorre fare la fila sotto il metal detector, esibite borse e zaini, compilare il modulo Daspo ed essere vaccinati: purtroppo molti ragazzi han dovuto abbandonare pezzi dei loro cosplay per il solito abuso di potere di alcuni steward…

Ore 08.55 non c’è fila e agevolmente andiamo a ritirare il braccialetto: strumento che si rivelerà inutile, dato che per entrare negli stand chiedono comunque anche il biglietto.

Gli espositori aprono le porte alle 09.00 , ma non vogliamo essere i primi ad entrare: cogliamo così l’occasione per fermarci a rifiatare in un bar e notifichiamo la posizione al gruppo de “i sardi”.

Su 1.900 utenti del gruppo, infatti, almeno duemilatrecentocinquantuno sono di Cagliari e dintorni: perciò “i sardi” sarà la convenzione con cui chiamerò l’intero branco.

Le strade si riempiono sempre più di colsplayers, ed ecco che finalmente, tra fiumi di ragazze vestite da Harley Quinn, spuntano i sardi!

Paolo V., Maurizio D., Arnaldo F. , Giacomo S. e, più tardi, Angelo Z. . Seguono, poi, amici dall’anagrafe meno nobile: Luca F. , Alessandro D’A. e Lucia Z.

Si sa come va a finire quando la comitiva è composta da più di una persona: il gruppo si sgretola e si passa il tempo a rincorrersi.

Il primo punto di frattura è lo stand dei giochi da tavolo: lì è facile perdermi, dato che i board games sono la mia più grande passione.

Neanche fingo di interessarmi al gruppo, che già sto percorrendo tutti gli outlet e negozi vari, sincerandomi solo di non smarrire Jessica.

La parte “Games” di Lucca non è particolarmente avvincente, messa a confronto col Modena Play. Comunque non importa quanto una fiera sia grande o piccola, se c’è modo di giocare, io gioco! Peccato solo che il poco tempo a disposizione non permette di fossilizzarsi ai tavoli.

Usciti dal padiglione iniziamo a vagare per la città, senza cartina: la città non è grande ed in poco tempo siamo in grado di orientarci perfettamente.

Tra un messaggio e l’altro per trovare un punto d’incontro con i sardi, capita spesso di interrompere la chat per scattare foto ai cosplay.

Quest’anno, dato il poco preavviso, non sono riuscito ad organizzarmi con un costume: ricordo però le emozioni che si prova quando la gente ti ferma per una foto o un apprezzamento. Ogni richiesta di fermarti è un premio al tuo impegno per quei mesi di lavoro in cui ti sei costruito la tua opera d’arte.

Sono lenti i movimenti con cui interpreti il ruolo e metti in posa il tuo personaggio: cerchi di farne apprezzare ogni dettaglio.

Ci sono due tipi di cosplay che apprezzo particolarmente: quelli ottimi e quelli super originali, fatti comunque con un minimo di impegno.

Ho sempre rispetto il lavoro di chiunque: purtroppo, però, vedere cinquecento costumi tutti uguali nasconde chi quel cosplay l’hanno fatto perfetto, facendotelo quasi evitare.

Una breve lista di cosplay che ho apprezzato: lo Zio Fester, il Gatto e la Volte Steampunk, Bender, due genitori truccati da Puffi col loro cucciolo sul passeggino col cappellino a fungo, C17 e C18, il gruppo di Hercules, il gruppo delle Principesse Disney (fantastica Mulan che si faceva i selfie!), il gruppo Peter Pan, Cappuccetto Rosso e l’Esorcista scarrozzata su un letto con ruote a una piazza e mezzo.

Dopo qualche concentrico giro sulle mura ci siamo riuniti al gruppo sardo col quale tentiamo di andare al Japan Town: un giardino chiuso accessibile solo mediante braccialetto. La lunga fila per entrare ci permette di rifiatare, senza smettere di ammirare le sfilate di cosplay.

Entrati nell’area Japan veniamo accolti da una boccata d’aria fresca: tanto spazio in cui potersi muovere liberamente, dopo ore di spalla contro spalla.

Ricordavo questa zona come una elite dei migliori costumi, con un palco per le sfilate e altre cose uniche: ritrovo, invece, solamente i negozi lungo il perimetro quadrato e lo stand Bandai.

Non ha ancora piovuto (e mai pioverà, per fortuna), la luce cala e fa posto al freddo: in tutto questo inizia a salire anche un certo languorino.

I sardi, così, prenotano in una pizzeria a mezz’oretta da Lucca, a Bagni di Lucca, ipotizzando che tutti i ristoranti in città sarebbero stati pieni.

Si sono ormai fatte le 18.00 e facciamo il punto della situazione sulle mostre e stand mancanti: anche frugando in tutte le viuzze non rimane troppo da vedere.

Forse 24 euro per il biglietto è un prezzo eccessivo rispetto a quanto offerto: ma LC&G c’è solo una volta all’anno e va vissuta senza rimpianti.

Alle 19.00 gli espositori chiudono le serrande e i sardi si congedano, dandoci appuntamento alle 20.30. Guardandoci intorno, ogni ristorante è libero, perciò non servivano tanti chilometri per mangiare.

Il cellulare notifica solo un quarto d’ora a pieni per arrivare all’auto: il traguardo è ormai vicino.

Vedendo i compagni di viaggio Filippo e Jessica convinti e decisi, li seguo e ripongo in tasca lo smartphone, disattivando navigatore.

Cammina cammina, però, sembra quasi che stiamo girando intorno. Ormai rassegnati, dinnanzi a noi si materializza un imponente negozio della Chicco mai visto prima: ci arrendiamo così all’evidenza di esserci persi.

E per fortuna che da buon ingegnere sono paranoico e mi ero salvato la posizione sul cellulare, ormai unica nostra ancora di salvezza: mancano ancora 37 minuti e 2 chilometri.

Sono le 19.40 ed abbiamo già percorso 24 km, qualche passo in più non sarà un problema: l’unica ansia ormai è di trovare il parcheggio chiuso, nonostante avessimo un buon margine di tempo.

20.20 , ecco finalmente il cancello tanto atteso… ancora aperto! “Stiamo partendo, pochi minuti e siamo lì” notifichiamo con bluff ai sardi.

Usciamo dalla città, sapendo di doverci poi tornare per prendere l’autostrada: finalmente alle 21.00 il meritato ristoro.

La pizza non è delle migliori, ma la compagnia sarda la rende comunque apprezzabilissima: tra un’Ichnusa e l’altra, però, sono già le 22.00 ed è ora di ritornare.

L’adrenalina di questa lunga giornata mi permette di guidare spedito ed essere a Milano in sole 3 ore, dove lasciamo gli amici Paolo e Filippo.

Finalmente alle 02.00 anche noi di Como rincasiamo, chi sa se i sogni saranno belli quanto la giornata appena trascorsa.

Fabio Bicocchi

Le riflessioni del Conte: caos Milan, ProgettoFM non è per tutti

Voi non meritate Progetto Gaming.

È di poche ore fa la comunicazione di Alessandro secondo cui il Milan, per buona parte della stagione, abbia barato.

A quanto pare il nostro regista principale faceva allenare e preparare le partite, al mister del Milan, con il salvataggio ufficiale.

Capirete subito che, con un vantaggio simile, qualunque allenatore avrebbe potuto raggiungere una finale di Coppa Italia e di Europa League, oltre ad essere ancora in piena lotta europea in campionato.

Non a caso, infatti, il Milan è andato in difficoltà quando l’allenatore avversario stravolgeva il suo modus operandi, come nel caso del recupero da 2-0 a 2-2 del Torino, avvenuto quando Sedda dal solito 4321 che non girava (stranamente arginato alla grande) ha virato in un inedito 4231 che solo la dirigenza granata conosceva in quanto modulo sperimentale.

Detto questo, vorrei spendere due parole verso chi è stato beccato e chi, nell’ombra, pensa di essere il più furbo.

Non meritate niente, perché siete niente.

Non meritate le ore passate sulle vostre schede da Filippo.

Non meritate la pazienza nel ponderare le dinamiche di Alberto.

Non meritate le idee e le energie, sia nervose che economiche, messe in campo da Alessandro.

Non meritate la pazienza di Damla dietro le quinte.

Non meritate lo smazzo mio e di Donato, in quanto superstaff di controllo, che passiamo al setaccio squadra per squadra, commento per commento.

Non meritate il lavoro dietro le quinte di Crippa e Paolo Bianchi nelle rispettive Leghe.

Non meritate l’inventiva di giornalisti e grafici, che dal nulla offrono un tema di dibattito.

Non meritate che un dirigente o un allenatore stia lì a scervellarsi per farvi giocare bene.

Non meritate nulla di tutto questo.

Lo merita solo chi c’è. Chi partecipa lealmente.

Lo meritano i ragazzi che ogni lunedì e mercoledì ci supportano su Twitch.

Lo merita chi quotidianamente ruola per la squadra.

Lo merita chi passa le ore a parlare con un inattivo per coinvolgerlo ed accendere nuovamente l’entusiamo in lui.

Lo merita chi ci promuove.

Ma soprattutto, lo merita chi nonostante le sconfitte e le retrocessioni, rimane perché in squadra ha trovato dei compagni di viaggio.

E fateci il favore, se vi venisse in mente di farci cattiva pubblicità, fatecelo sapere. Almeno potremo stare alla larga da chi vi crede e chi sostiene il gioco sporco.

Concludo facendo un appello ai ragazzi del Milan; lottate.

Lottate, perché siete il Diavolo. Siete un bel gruppo e potrete continuare ad essere guidati da persone come Lopresto e Filippo, che ci buttano l’anima in questa squadra e in vari aspetti del ProgettoFM.

Non fatevi sconfiggere dall’onta di chi imbroglia e dallo scoraggiamento, non ve lo meritate.

Con affetto,

un sostenitore disinteressato di questa bellissima comunità.

IlCarro intervista: Marika Calcagno

Oggi vi portiamo un’intervista a uno dei personaggi più discussi del gruppo. Il futuro giocatore del Progetto Gaming: Marika Calcagno.

IlCarro: Conosciamo tutti Marika Calcagno come calciatore nel nostro amato campionato. Chi è però veramente Marika nella vita reale? Raccontaci un po’ di te!

Marika: ciao a tutti, sono Marika, ho 30 anni, abito in provincia di Monza e sono sposata con Andrea Conte dal 19 maggio di quest’anno. Dopo il diploma, mi sono catapultata nel mondo del lavoro e per 10 anni sono stata Storemanager di una catena di negozi d’abbigliamento maschile, poi l’anno scorso ho deciso di intraprendere un altro tipo di lavoro, cambiando completamente ed ora lavoro come customer service presso una multinazionale. Amo disegnare, in particolar modo fumetti e ritratti realistici. Sono una persona timida ma dopo aver preso confidenza esce fuori il mio lato buffo. Sembrerà strano ma non ho molta autostima di me stessa, alcune volte vorrei essere più “faccia tosta” anche nella vita. Sono troppo buona e molte volte questo pregio diventa un difetto. Negli ultimi tre anni son maturata molto per problemi di salute che ho dovuto affrontare e mi hanno aiutato a vedere la vita con occhi diversi.

IlCarro: Come di consueto, ti chiediamo: cosa ne pensi della nostra testata giornalistica “IlCarro”?

Marika: Beh, la prima volta che ho scoperto la vostra testata giornalistica, mi è venuto in mente la costellazione e infatti vi dedicai un meme. A parte gli scherzi, la vostra testata giornalistica la descriverei competente, interessante e a tratti mettete quel pepe che male non fa. Mi strappate sorrisi ma altrettanto mi fate riflettere.

IlCarro: Come sei venuta a conoscenza del Progetto e del nostro campionato?

Marika: Ne sono venuta a conoscenza tramite mio marito che ormai stava più tempo con voi che con me.
Quest’estate andai con lui ad una pizzata organizzata a Milano e ho conosciuto la prima volta alcuni del progetto: Filippo Ballarini, Giacomo Sedda, Luigi Frunzio e Paolo Vanali. Non capivo molto ma era stata una piacevole serata, finita a lasergame! Dopo qualche mese in viaggio di nozze, nella strada del ritorno, Andrea mi disse: “dai vieni, per come sei fatta tu sono sicuro che ti piacerà” ed io presa dall’esasperazione dissi di si… Ora mi chiedo: “ma cosa cavolo facevo della mia vita prima del progetto?”

IlCarro: Conoscevi invece Football Manager prima di entrare nel gruppo?

Marika: Si lo conoscevo sempre tramite Andrea, perché lui ne è appassionato e molte volte mi raccontava e io alcune volte lo ascoltavo ed altre ero intenta a guardare la tv. Ormai sapevo che quando lui era a casa e lo chiamavo la prima frase era: “stai giocando a FM non è vero?”

IlCarro: Parliamo ora invece del tuo inserimento nel gruppo. Sei stata spostata da subito nella squadra detentrice dello scudetto, l’Inter. Primo impatto con la squadra?

Marika: Il terrore. Ero iscritta da due giorni? Beh, una sera ero da sola a casa, ancora non ero pratica, mi son vista un messaggio privato ed ero stata presa. E io: “che devo fare?”. In poco tempo mi sono ritrovata dentro il gruppo e ho avuto un benvenuto talmente caloroso che tutt’ora mi si stringe il cuore. Quindi se come primo impatto ero terrorizzata, dopo il loro benvenuto beh è cambiato e le è stato: “ma quanto sono teneri?”

IlCarro: Com’era il rapporto con il presidente Giglio? Come ti ha accolta in squadra?

Marika: Beh con Luigi c’è stato subito un buon rapporto, anche perché ad entrambi piacciono le moto, quindi un’altra passione che ci accomuna e poi perché mi faceva piegare in due dalle risate. Gliel’ho sempre detto ha un modo di fare che piace e sa catturare le persone.

IlCarro: Una tua opinione invece sull’operato del mister Ciampaglia, arrivato poco prima di te in squadra. Con lui che rapporto si era costruito?

Marika: Luca, beh, posso dirlo? Lo adoro e si, gli voglio anche molto bene. Ho instaurato un rapporto di amicizia e rispetto che va al di là del gioco. Non parlavamo/parliamo solo del progetto ma anche della nostra vita, con gioie e timore. Questo perché come sappiamo dietro un giocatore c’è prima di tutto la persona con sentimenti e con un cuore. Luca lo ritengo un ragazzo molto intelligente, a modo, che sa anche divertirti sparando cavolate con i suoi compagni. A tratti mi sembra timido o semplicemente lo faccio vergognare io perché glielo dico anche a voce che lo adoro. Per quanto riguarda il suo operato, per quanto posso saperne, lui per me è il mio primo Mister, quindi non ho metri di paragone. Perciò per la mia poca esperienza è un bravissimo allenatore, alcune volte però da la colpa a se stesso quando invece, se si perde la colpa non è sua ma semplicemente dobbiamo migliorare tutti.

IlCarro: Ora tocchiamo invece un tasto forse più dolente. Il rapporto con il DS Schiattareggia. Sappiamo che c’è stato un litigio tra voi due, sia nello spogliatoio che in privato. Cosa ti senti di dire su di lui? Come si è comportato nei tuoi confronti?

Marika: Lo so che volete sapere se lo odio, ma mi dispiace non disseterò la vostra voglia di gossip (ride ndr). A parte gli scherzi, da quel poco che conosco Manuel, mi sembra un ragazzo molto diretto e lo paragonerei ad un uragano perché ha un carattere molto forte. È vero, ci sono state delle discussioni, semplicemente abbiamo due modi diversi di vedere le cose.

IlCarro: Perché Conte ha chiesto la rescissione del tuo contratto dall’Inter? Si vocifera che come motivazione abbia dato “Insulti ricevuti”. Ovviamente la richiesta è stata respinta.

Marika: Chiedetelo a Conte. Non credete sempre alle voci di corridoio.

IlCarro: Aveva preso la decisione di diventare presidentessa dell’Inter. Come mai, prima di tutto, questo interessamento alla vita dirigenziale?

Marika: Si, avevo preso questa decisione e mi sarebbe piaciuto diventarlo insieme a Giglio per aiutare l’attuale dirigenza tramite alcune idee che mi stavano frullando in testa.

IlCarro: Quali erano queste idee?

Marika: Ne ho molte ma ve ne dico solo una: mi sarebbe piaciuto organizzare un giorno a settimana, anche se molto difficile, un’ora dove ci si collegava tutti su discord per parlare dell’andamento della squadra durante la settimana. Unire tutti i pareri, su cosa migliorare, i punti di vista dei giocatori, perché io sono convinta che in una squadra vincente batte con un solo cuore.

IlCarro: E come mai è arrivato il dietrofront alla scelta nel diventare presidentessa dell’Inter? Secondo il parere di alcuni giocatori, sotto la tua guida poteva cambiare qualcosa all’interno dello spogliatoio e in termini di partecipazione?

Marika: Ho fatto dietrofront perché sono ancora acerba sul progetto e ho molto da imparare, quando sarò più completa a livello di gioco, chi lo sa, un domani potrei sempre diventare presidentessa di una squadra.
Diciamo che so farmi voler bene e trascinare le persone, penso che questo sia stato recepito sia dai giocatori dell’Inter che da altri del progetto. Pensavate che dicessi “perché sono favolosa” e invece no. Ho dato un aspetto di me non veritiero, molti pensano che sia una ragazza che pensa ai glitter, unicorni, fiorellini… Per fortuna nella realtà sono diversa. Faccio la stupida per strappare sorrisi, perché c’è bisogno di sorridere nella vita.

IlCarro: Come mai hai deciso di approdare al Progetto Gaming? Ti hanno cercato altre squadre?

Marika: Beh mi è piaciuta la loro offerta e ho accettato. Per le altre squadre che io sappia no, ma penso che il DS dell’Inter sappia chi ha chiesto di me.

IlCarro: Ora invece lasciamo la vita sul campo da calcio e passiamo alle domande sulla vita all’interno del gruppo. Sai cosa vuol dire la parola “Spam”? Ti reputi un utente che effettua dello “Spam” all’interno del gruppo?

Marika: Allora, io adoro spammare, da come potete vedere e alcuni mi odiano per questo. In questa settimana sto cercando di intraprendere la via consigliata: spammare nei gruppi della squadra mentre nel gruppo principale limitarmi a scrivere post inerenti al gioco. E spero che qualcuno lo abbia recepito…

IlCarro: Appunto per questo, le chiedo cosa ne pensa di chi si lamenta dei tuoi post fuori contesto postati nel gruppo principale.

Marika: Fa bene a lamentarsi, perché oggettivamente è fastidioso e si perdono post importanti. Vedendo appunto le persone, molte persone che si lamentavano o mi bloccavano, ho detto: “ok il problema sono io, mi do una regolata”. Questo però non significa che non farò post demenziali, sto provando per la maggior parte a fare post inerenti al gioco oppure scrivere domande che possono prendere l’interesse dei giocatori. Il format “se fosse per me” non l’ho abbandonato. O meglio se prima ne facevo 3 al giorno sul gruppo principale, ho deciso di farlo una volta al mese (ride ndr).

IlCarro: Hai nominato appunto il tuo solito meme “se fosse per me”. Ti chiedo, a tal proposito, se conosci il film “Colazione da Tiffany”. Sai che la base del meme è presa da quel film?

Marika: Si ma non l’ho mai visto. Amo più i film Marvel o serie tv come The Walking Dead. I miei post “se fosse per me” prendo in giro lo stereotipo di ragazza che non capisce niente e pensa solo allo smalto e ai follower su instagram.

IlCarro: Perfetto, grazie mille per l’intervista! Come sempre, lasciamo l’intervistato con: fatti una domanda e datti una risposta!

Marika: Posso dire una cosa alla redazione de IlCarro? Siete Favolosi!

Il Marchesiano Racconta: Che confusione! Sarà perché… Ti amo!(?)

Un salve Salvini a voi carissimi estimatori de IlCarro. Il vostro, unico ed inimitabile Cristian Marchese ritorna a scrivere in questa rubrica dopo tanto ma tanto tempo. Assenza un po’ dovuta ad un altro periodaccio e un po’ ai tanti impegni scolastici. Torniamo a noi però, al mondo “quasi” virtuale di Progetto Gaming, il campionato per eccellenza in ambito calcistico.

Vorrei dedicarmi ad una squadra in particolare, che nell’ultimo periodo non si è comportata nei migliore dei modi. Ed è strano, strano perché nel complesso non è mai stata una società in grado di crearsi delle antipatie. Sto parlando dell’Inter.

“POTA MARCHESE! MA COM’È CHE PARLI SOLO DELLA TUA SQUADRA DEL CUORE?! EH!?! SEI PAGATO DAI POTERY FORTY?!!”

Suvvia sciocchini, datemi tregua e tempo e il prossimo articolo sarà sui cugini dell’Inter, ecco, anticipazione fatta, contenti ora?

Bene, spieghiamo in breve quello che è successo attraverso una piccolo racconto fiabesco:

Era una fredda giornata del 23 novembre. Un giovane e sfavillante cavaliere di nome Sir. Giglio di Lecce, chiese al suo fido schiavo Schiattarellum di andare dal governante del Bologna Sir Bigoggu per chiedere la mano della principessa più bella di quel reame, la principessa Antonella Cusu di Mano.

Schiattarellum chiese informazioni ma Sir Bigoggu non ne voleva sapere e con le risposte tentennava assai. A quel punto Schiattarellum, preso da forti pressioni causate da Sir Giglio di Lecce, decise di pronunciare le frasi fatidiche: “Oh Sir Bigoggu! Quanta indolenza in questo reame! Datemi la mano della vostra principessa o il mio Signore scaglierà su di Voi e sul vostro reame la furia funesta degli Dei!”. Sir Bigoggu, dopo questa minaccia, non potè far altro che controbattere e non credendo a tali frasi pronunciate da quel piccolo e insignificante schiavo, gli rispose: “Schiattarellum! Ho deciso: se il tuo Sir la mano della principessa Cusu di Mano vorrà, 6 milioni di monete d’oro sborserà! E ora fuori di qui!”. Schiattarellum riferì tutto a Sir Giglio di Lecce, che oltraggiato e furibondo non ci pensò due volte a consegnare tale materiale a noi de IlCarro. Ora, dopo avervi raccontato tutta la faccenda in un modo molto fiabesco si ritorna un attimo seri, perché il modo in cui è stata intavolata questa trattativa ha dell’allucinante.

Allucinante perché non è proprio il massimo intavolare trattative mettendo tali dosi di pressione a chi, come te, sta facendo il tuo stesso lavoro. Si può e si deve fare assolutamente calciomercato cercando di comprare i migliori per rinforzarsi ulteriormente. Ci sono modi e modi però. E un determinato giocatore non deve essere un ossessione, ma un semplice obbiettivo di mercato, se riesci a comprarlo, bene, altrimenti si vira su altri obbiettivi.

Lettera d’amore, per te, FC Internazionale:

Cara Inter, lo sai quanto ti amo e quanto ti voglio vedere lì in cima alla classifica. Lo sai, io per te darei la vita, la mia vita (cit.). Però se non c’è collaborazione, un rispetto reciproco verso chi ci sta attorno e chiarezza… Allora prima o poi quel momento arriverà e non sarà piacevole per nessuno dei due. Inter, ti prego, cambia! Cambia atteggiamento! Cambia il tuo modo di relazionarti con direttori sportivi e non. Ritorniamo Famiglia! Ritorniamo Amici! Ritorniamo Inter! Quella diritta via che hai smarrito era la cosa che ti caratterizzava di più: l’Interismo. Che cos’è? Spero tu non l’abbia dimenticato, ma te lo scrivo comunque: È quando sai di poter far qualcosa di buono per qualcuno e hai l’obbligo morale di provarle tutte. Questa però non è una scelta, è una responsabilità, uno stile di vita. È il saper soffrire nei momenti peggiori e il saper gioire nei momenti migliori. Ricordati chi sei Inter, ricorda le tue radici, ritrova il tuo albero genealogico. Devi provare a ritornare dentro la tua storia, e inoltre, ricordati che non deve essere l’amore folle a far prevalere l’ossessione. Perché è tutto l’esatto contrario, deve essere l’amore cortese – quell’amore però più vicino allo stilnovismo – a far prevalere il desiderio di vivere e concretizzare i propri sogni, tramutando i propri ideali in speranza.

Per sempre tuo, Cristian Marchese.

Marchese, out.

IlCarro intervista: Filippo Ballarini

IlCarro: Buonasera signor Ballarini! Iniziamo con la prima domanda: cosa lo ha spinto a creare il Progetto?

Ballarini: Il progetto si è creato man mano da solo. Non c’è stata una vera e propria spinta, perché non sapevamo ancora il potenziale di questa idea. Diciamo che la prima mattonella è stata quando ho creato il Drink Team. La seconda è stata quando Alessandro Pironti, vedendo la mia idea, ha suggerito di ampliarla anche alla Serie A.

IlCarro: Cosa ne pensa di Alessandro Pironti? Lo conosceva prima di creare il Progetto?

Ballarini: L’ho conosciuto perche voleva fare un mini campionato online di Serie A – con squadre fuffa – e visto che avevo molto tempo quando studiavo in Olanda, mi ero proposto per una squadra. Però con la bassa connessione che aveva non potevo giocare, quindi non partecipai. Siamo amministratori e fondatori del Progetto, ma cosa piu importante amici. La miglior cosa di questo rapporto è la totale fiducia che rende tutto più facile, visto che sappiamo entrambi che mettiamo al primo posto il progetto che il nostro guadagno personale.

IlCarro: Cosa ne pensa di Alberto De Donatis? Lo conosceva prima di creare il Progetto?

Ballarini: Alberto l’ho conosciuto durante il Progetto. Non ricordo inizialmente il rapporto che avevamo. Penso semplice giocatore e amministratore, non ci scrivevamo molto, se non per il mercato e le solite cose legate alla sua squadra. Poi piano piano si è sempre piu appassionato al Progetto e voleva contribuire in maniera più diretta. Visto poi il suo grande aiuto e avendolo conosciuto anche di persona, abbiamo capito che poteva essere una persona di cui fidarsi. C’erano anche altri utenti che sicuramente potevano meritare di diventare admin, ma fortunatamente o sfortunatamente per lui, Alberto aveva anche molto più tempo libero.

IlCarro: Cosa ne pensa di Andrea Conte? Lo conosceva prima di creare il Progetto?

Ballarini: Anche Andrea l’ho conociuto durante il progetto, ma a differenza di Alberto, ci ha messo molto meno a diventare parte molto attiva del progetto, pur arrivando solo alla seconda stagione. Ovviamente anche lui ha un ruolo fondamentale, visto che si occupa del controllo dei bilanci di tutte le squadre. Inoltre non si è fermato solo al mondo di FM. Spesso e volentieri l’associazione Progetto Gaming. Crede molto in quello che facciamo e quello fa lui e quindi siamo tutti ben felici di averlo in squadra, anche se è un rompicazzo.

IlCarro: Quanti errori pensa di aver fatto? Quali sono i più gravi?

Ballarini: Gravi errori nel progetto non penso ancora di averli fatti. Sicuro fatto un sacco di errori di valutazione, ma quasi sempre dovuti al fatto che essendo la prima volta, molte regole dovevano essere ancora testate, quindi era impossibile prevedere l’andamento. Comunque quando ho sbagliato, l’ho sempre ammesso come nel caso del draft Juventus, dove non avevo specificato una importante regola sugli stipendi. Il mio piu grande difetto è paradossalmente che sono troppo buono e penso sempre che ci sia un motivo logico per alcuni comportamenti. Fortuna che c’è Alessandro che bilancia tutto e Alberto che fa quello di mezzo.

IlCarro: Cosa ne pensa della situazione del Drink Team?

Ballarini: L’unica cosa che posso rimproverare veramente alla squadra sono i risultati, per il resto poco da dire. Con Danilo magari non sembra dalla live o dai commenti su fb, ma ci parliamo molto e cerco sempre di sostenerlo dando consigli o anche critiche ma sempre costruttive.

IlCarro: Cosa ne pensa di Trojer?

Ballarini: Il lato umano, ancor di più in questo progetto, è fondamentale. E in quello ha fatto sempre un buon lavoro. E pur non avendo raggiunto ottimi risultati, la squadra lo ha sempre sostenuto, spaventandosi di un suo esonero anche dopo 7 sconfitte consecutive. Questo fa capire che è fondamentale per il Drink.

IlCarro: Cosa ne pensa di chi fa post inutili per soddisfare i requisiti di attività presenti nel contratto?

Ballarini: Per soddisfare i requisiti basta un commento al mese. Ogni altra roba o è creativa o per quel determinato bonus non vale nulla. Ovvio che incoraggio i commenti sotto i post dei risultati o degli altri utenti, questo rende tutti più partecipi e tutto più coinvolgente, però per prendere il bonus massimo servono cose veramente creative.

IlCarro: La carriera irlandese in qualche modo continuerà o è abbandonata?

Ballarini: Probabilmente abbandonata, perche oltre il poco tempo, ha poco senso visto che il Drink gia fa una carriera simile, ma in Italia.

IlCarro: Cosa ne pensa dei player di prima generazione che hanno potuto aumentare le caratteristiche ad un prezzo più basso?

Ballarini: È un progetto nato da un anno, da zero e senza esempi di nessun genere. È in continua evoluzione e per forza di cose non ti puoi aspettare di avere sempre le stesse cose. Buon per quelli di prima generazione. Vedetelo come un bonus di anzianità.

IlCarro: Cosa ne pensa di Vito Pizzo?

Ballarini: Una persona che non merita attenzione.

IlCarro: Cosa ne pensa dei vari giornali del Progetto? Qual è il suo preferito?

Ballarini: I giornali rendono il progetto più realistico e coinvolgente. Il mio preferito è IlCarro, ma per il motivo che è quello che secondo me si sta impegnando di piu. Ha una frequenza di pubblicazione continua e fissa e gli articoli sono comunque scritti bene.

IlCarro: Secondo lei il miglior giocatore del progetto chi è?

Ballarini: Non so su quale base dovrei giudicarlo. Se sulla base del CA è uno tra Papa del PG, Puzzer del Genoa o Tuccio del Sassuolo. Come PA credo D’Artibale e altri che non ricordo. Se invece lo vediamo solo da un punto di vista del suo gioco, mi piacciono tanto Baseggio, D’Artibale e Paudice.

IlCarro: Qual è il giocatore più costoso del Drink Team? 

Ballarini: D’Artibale e Gega i più costosi senza dubbio.

IlCarro: Come mai partecipa a campionati europei e mondiali di FM? Da quanto tempo ci partecipa?

Ballarini: Allora letteralmente solo in uno ho effettivamente mandato una candidatura. Ed è quello fatto a Birmingham lo scorso marzo con 64 partecipanti, dove sono arrivato tra i primi 8. Gli altri che ancora devo partecipare sono una conseguenza di quel torneo e del lavoro che faccio per FM. La cosa buona quindi che forse la SI ci noterà nei prossimi mesi.

IlCarro: Da quanto tempo gioca ad FM?

Ballarini: Gioco da Scudetto 3 o Championship Manager 2002/2003, quando avevo quindi 12 anni. Poi ho sempre continuato a prenderli, tranne FM16 perche in quel periodo studiavo in Australia e vivevo con la ragazza, quindi non avevo così tanto tempo e voglia.

IlCarro: Ha mai ricevuto offerte per l’acquisto del Drink Team?

Ballarini: No nessuna seria almeno.

IlCarro: È vero che frequenta persone transessuali?

Ballarini: No e nemmeno ne conosco direttamente o indirettamente. Al massimo un transessuale mi ha spruzzato in faccia lo spray al peperoncino perche lo/la prendevo in giro mentre lavorava.

IlCarro: Il posto di Trojer è al sicuro? Affidereste ad altri la sua panchina?

Ballarini: Se rimane in A è confermato per la prossima stagione. Se per qualche arcano motivo si dimette, al momento di allenatori liberi adeguati al valore del Drink Team non ci sono. Anzi potenzialmente uno semilibero esiste, ma non dirò il nome.

IlCarro: Chi sono secondo lei i candidati per le varie nazionali under? Secondo lei quali metodi si devono usare per convocare i player?

Ballarini: Chiunque sia rimasto almeno per una stagione intera su una panchina, potrebbe già avere abbastanza esperienza per allenare una nazionale under. I metodi sono sempre i soliti, i più attivi in generale e di quel periodo specifico vengono convocati, specialmente per le under, dove il nostro livello è così alto che non serve convocare per forza i più forti.

IlCarro: Grazie mille per aver concesso quest’intervista e buon lavoro!

IlCarro intervista: Mirko Ambrosi – Il Cobra del Libertà

IlCarro: Buonasera signor Ambrosi, iniziamo con le domande di rito, cosa ne pensa de IlCarro?

Ambrosi: È appassionante. Pungente al punto giusto. Polemico, quando serve. Mi capita spesso di leggere gli articoli, scritti con criterio ed imparzialità. Complimenti!

IlCarro: Grazie mille da parte di tutta la testata! Adesso passiamo alle presentazioni, chi è Mirko Ambrosi dentro e fuori il Progetto Gaming?

Ambrosi: È sempre la stessa persona. Ironico, divertente, rompiscatole al punto giusto. Che poi fuori diventa un tenerone con il proprio figlioletto. Chiamalo figlioletto… 8 anni ed è 1.40!

IlCarro: Attaccante e Capitano del Bari, cosa si prova a indossare la fascia della squadra della propria città?

Ambrosi: Innanzitutto orgoglio. Non solo perché rappresento la città e la squadra che tifo sin da quando ero nella pancia materna, ma perché è vero che forse senti il peso sulle tue spalle, il mister, I compagni si aspettano tanto da me, essendo barese purosangue. Ed io faccio di tutto per ripagare la loro fiducia.

IlCarro: Parlando di compagni, com’è lo spogliatoio del Bari? Cosa da’ la forte presenza di baresi in squadra al morale, alla coesione del gruppo?

Ambrosi: Una banda di scriteriati. Ecco cosa siamo, ma nel senso positivo più assoluto. C’è coesione, il gruppo è unitissimo e vuole restare così ancora per molto tempo. Sui baresi che dire? Uno su tutti, è nu trmon, ma gli voglio bene perché é il futuro di questo progetto.

IlCarro: Obbiettivi, sogni per il futuro? Oltre il Bari vorresti vestire la casacca di qualche altra squadra?

Ambrosi: Il Bari è la mia seconda pelle. Non vestirei mai la casacca di nessun’altra squadra. E poi, chi mi piglia! Scherzi a parte, il mio obiettivo è migliorare lo score dell’anno scorso, sono a un passo dall’eguagliare i 12 gol dell’anno scorso. Posso e voglio fare di più, anche e soprattutto in ottica nazionale, sempre se il C.T. mi vede… In più dico questo: se nel caso il Bari volesse cedermi, senza problemi levo il disturbo e prendo una decisione drastica. Il ritiro.

IlCarro: Dichiarazione pesante questa, che esprime al meglio l’amore che prova per i propri colori. Passiamo allora alla Nazionale, cosa ne pensi delle Convocazioni dei vari CT? Dimmi chi vorresti convocare nelle varie nazionali, se hai qualche nome.

Ambrosi: Ambrosi senza dubbio (ride ndr.). No vabbè, io non sono un CT e non riuscirei a dire così a volo chi merita e chi no. Se i CT hanno deciso questi calciatori, la decisione è da rispettare assolutamente, perché convoca chi ritiene valido. Se dovessi dire due nomi così, a bruciapelo direi Paparella che sta dimostrando un gran potenziale e Bisceglie, che non a caso è stato preso da una big come la Juventus. Un altro è senza dubbio Mattia che si sta dimostrando all’altezza di una società blasonata come il Milan.

IlCarro: In questa stagione la situazione a Bari è stata molto frenetica, per esempio con il mini ban di Marchi e l’arrivo di Tomassetti al suo posto, cosa ne pensa dei due? Cosa ne pensa dell’approdo di Marchi sulla panchina del Foggia, rivale storica del Bari?

Ambrosi: Sarò schietto e sincero come sempre: non me l’aspettavo. Quando ho letto che Marchi sarà il nuovo mister del Foggia sono rimasto di sasso, ma nonostante ciò, rispetto la sua scelta perché si è voluto rimettere in discussione in una piazza calda come quella foggiana. Poi sarò sempre grato a lui che mi ha inserito in questo progetto. Come sono e sarò grato a mister Tomassetti che mi sta rivalutando come calciatore e come uomo. Da quel che deduco, sono imprescindibile per lui, perché a lui piacciono giocatori che hanno, come dicono in Uruguay, la Garra Charrùa. E io, quando indosso la maglia della mia città, ho il fuoco dentro. Sempre.

IlCarro: Questa situazione però, ha riguardato anche la Presidenza. Il Bari ha attraversato la prima parte con Leanza, in solitudine con il suo ban e infine Cioè ha annunciato l’acquisto della squadra biancorossa. Opinioni sui due Presidenti? Cosa ne pensa del Ban di Leanza?

Ambrosi: Su Leanza no comment. Non posso sbilanciarmi più di tanto, non l’abbiamo molto. Sembravano rose e fiori all’inizio, ma evidentemente era un fuoco di paglia. Più di questo non posso dire. Su Cioè che dire? Ha fatto un lavoro egregio a Frosinone nonostante varie difficoltà, ed ora ha preso il nostro timone. È una persona corretta ed ambiziosa, ne vedremo delle belle…

IlCarro: Andiamo adesso su un lato più “costruttivo” dell’intervista, ha da presentare critiche, opinioni e idee per il Campionato o le Live?

Ambrosi: Assolutamente. I ragazzi del progetto ci mettono anima e corpo per far sì che tutto sia regolare e si fanno quindi “un mazzo tanto”, perciò non posso fare altro che complimentarmi con tutti.

IlCarro: Siamo arrivati alla fine e come di consueto chiedo: si faccia una domanda e si dia una risposta.

Ambrosi: Verrò convocato in Nazionale? Mah…

Corsa alla Scarpa D’oro 2019

La stagione 2018/19 – terza totale del Pg – giunge al termine. Mancano ormai una manciata di minuti ed ancora tutto – o quasi – è ancora in gioco. In questa edizione de IlCarro ci focalizzeremo su un premio tanto ambito quanto difficile da raggiungere: La Scarpa d’Oro. Ci concentreremo su entrambi i campionati e faremo un sondaggio sul papabile vincitore di questo premio, subito dopo aver analizzato la situazione attuale che vede coinvolti i principali candidati. In più verrà aggiunta una quota finale frutto di svariate riflessioni. Andiamo con ordine

In serie A mancano ancora 3 partite – 4 al Milan che deve recuperare un turno – e abbiamo in lizza:

  • Samuele Tomassetti con 25 gol in 25 (3) presenze. Il Bomber rossonero ha ancora 4 partite da giocare e a dirla tutta appare come il giocatore favorito per la vittoria finale della Scarpa d’Oro. Il Milan però dal canto suo deve concentrare le proprie forze su 3 fronti. Ha una finale di Coppa Italia da giocare ed un ritorno di semifinale di Europa League con il Manchester City da non sottovalutare. In ottica triplo impegno il mister Bifano potrebbe far riposare il suo gioiello lasciando spazio al turnover. Specialmente dopo un’eventuale vittoria della coppa Italia che garantirebbe l’accesso in Europa League.
    Tomassetti Scarpa D’oro quota 1.70
  • Christian Pennisi del Torino con 22 gol in 21(11) presenze. Da notare 1/3 delle presenze da subentrato che potrebbero aver influito nelle statistiche finali. Il mister Sedda ha ancora in gioco una qualificazione in Europa e potrebbe evitare di fare ampio turnover concentrando tutti gli sforzi e il peso sulle spalle di Pennisi. Il Torino è una squadra che tira tantissimo in porta. Difatti sono 73 i tiri nello specchio per la punta granata, seconda solo a Cusumano del Bologna che la supera di una lunghezza.
    Pennisi Scarpa D’oro quota 6.50
  • Antonio Cusumano 22 gol in 29 (5) presenze. Tra i candidati è quello con la media Min/Gol più alta 112,73 ed è rientrato in questa particolare classifica solo dopo l’ultimo rocambolesco match contro il Milan finito 4-4 con un suo Poker. Il Bologna lotta per non retrocedere e dovrà essere Cusumano a trascinare i rossoblù verso una difficile salvezza.
    Cusumano Scarpa D’oro quota 9.00
  • Carlo Paudice 21 gol in 23 (6) presenze. Ai Bianconeri manca una sola vittoria per la conquista del loro primo titolo PG. Una volta arrivata, mister D’Anteo potrebbe concentrarsi su altri obiettivi, come quello di far vincere la scarpa d’oro alla sua punta. L’ultima partita con il Sassuolo potrebbe essere una passerella e  vetrina per i bianconeri. I due allenatori potrebbero anche pensare a divertirsi e a far divertire i propri giocatori non badando alla fase difensiva. La punta però è in svantaggio di 4 gol rispetto a Tomassetti, con il rossonero che deve disputare una partita in più, quindi non sarà per nulla semplice per Paudice raggiungerlo e superarlo in classifica
    Paudice Scarpa d’Oro quota 7.50

Seguono a ruota Congedo con 19 reti, La Monica 17 ed una manciata di giocatori a 16.
Quota altri giocatori di serie A: 35.00

In serie B la situazione è ben diversa. Sembrano infatti 2 i principali candidati che potrebbero impensierire il favorito Tomassetti, seguiti da tanti nomi con ottime statistiche.

  • Alessandro De Meo 26 gol in 30(6) presenze con 86 tiri in porta e media Min/gol giocati di 102,38.
    La punta della Cremonese Markappa ha saltato la scorsa partita a causa di un malinteso con le convocazioni. Questo disguido potrebbe avergli fatto perdere terreno nella corsa al trofeo ma ha ancora ottime possibilità specialmente grazie ai tanti impegni del Milan da qui fino a fine stagione. Ai Grigiorossi mancano 2 partite e Campagna schiererà De Meo titolare fisso proprio per cercare di fargli vincere la classifica marcatori. Gli impegni sulla carta sono tutto fuorché impossibili. Un Entella che viene da risultati altalenanti e un Udinese in zona rossa. Da non sottovalutare i Bianconeri che giocheranno con il coltello tra i denti per evitare il baratro della retrocessione. La Cremonese però ha il miglior attacco della serie B e questo pare quasi una garanzia per le speranze della punta.
    De Meo Scarpa d’Oro quota 3.00
  • Pierpaolo “èilsuoanno” Palladino 25 gol in 39 partite tutte da titolare, mai da subentrato. Il faro del Brescia e il cannoniere di una squadra ormai salva. Il ragazzo nato a Napoli appare come il principale “disturbatore” di Tomassetti. Ha gli stessi gol della punta rossonera che – ripetiamo ad nauseam – dovrà giocare su 3 fronti. Palladino ha 2 partite in meno da disputare ma una di queste sarà la passeggiata con la Cavese. Con solo questa partita potrebbe allungare su Tomassetti se solo giocasse come ha sempre fatto. Stasera si prevede un “passatela a Pallagol” come tattica principale dei Qweqwers. Se non fosse che il mister è proprio – ironia della sorte – Alessandro De Meo!
    Vedremo Pallagol terzino?
    Palladino Scarpa D’Oro quota 1.65
  • La Regina, Serafini, Belluscio, Bisceglie, Irle 5 punte con 22 gol. Statistiche simili tra di loro spiccano Bisceglie e Irle con rispettivamente 74 e 75 tiri in porta con la punta grigiorossa che con 26(13) ha il minor numero di presenze da titolare e il maggiore da subentrato, probabilmente per far spazio a De Meo. Irle Inoltre ha la media Min/Gol più bassa 110,32. La Salernitana ha dei playoff da conquistare – Avellino permettendo – e un attacco che appare il più in forma. Serafini dovrà trascinare il Parma alla salvezze mentre Bisceglie giocherà esclusivamente per vincere questo titolo, avendo visto matematicamente sfumare la conquista dei playoff. Belluscio appare in gran forma, vero trascinatore dei Clivensi che non possono sbagliare un colpo pena la promozione diretta dell’Avellino.
    Belluscio quota 10.00
    Bisceglie quota 10.50
    Irle quota 11.00
    La Regina quota 12.50
    Serafini quota 13.00
    Altro giocatore di B Quota 55.00

Chi vincerà questa scarpa d’oro 2018/19? Fate la vostra scelta nel nostro sondaggio. Per votare clicca qui!

Il Carro intervista: Carmelo Antonino Ceraolo

Oggi abbiamo intervisto uno dei elementi più eclettici del progetto Carmelo Ceraolo.

IlCarro: Salve, e grazie per aver concesso questa intervista a IlCarro. Prima domanda, cosa ne pensi della nostra testata giornalistica?

Ceraolo: Non la conosco molto bene però mi sembra una buona testata giornalistica

IlCarro: Cos’è per te Progetto Gaming?

Ceraolo: Un progetto dove ho trovato tanti amici.

IlCarro: Sei un po’ il Marco Borriello del progetto! Cosa ti porta ad essere così “mercenario”?

Ceraolo: La voglia di giocare in tutte le squadre! Scherzo, non lo so quando vedo che le cose non vanno penso che cambiando squadre le cose cambieranno.

IlCarro: Perché hai questa quasi ossessione nel giocare nel Milan?

Ceraolo: Il Milan è la mia squadra del cuore è stato un mio sbaglio aver fatto marcia indietro quando indossavo quella casacca.

IlCarro: Cosa ti ha portato a cambiare idea sul tuo trasferimento alla Roma?

Ceraolo: La mia testardaggine pensavo che magari quella volta c’era ancora una speranza di andar al Milan ma non è stato così.

IlCarro: Cosa ti ha portato a tornare a Udine e lasciare Bari?

Ceraolo: Ehm, qui è una domanda difficile. Il cuore, ma poi non so che dirti. Potevo restare a Bari forse ma la mia voglia di tornare di tornare a giocare al Udinese ha prevalso.

IlCarro: Adesso invece vuoi di nuovo cambiare squadra dove vorresti andare a giocare?

Ceraolo: Vorrei andare in una squadra che creda nel mio giocatore e lo faccia rinascere piano piano. Spero anche che una delle trattative che riguardano il mio cartellino vada in porto.

IlCarro: Cosa non ha funzionato tra te e l’ambiente Udinese?

Ceraolo: Non te lo so dire con chiarezza. Forse il caos creatosi dopo l’esonero di Sandro Graziotti.

IlCarro: Com’è stato il tuo rapporto con Tommaso Altomare?

Ceraolo: Mi sono trovato molto bene con Tommaso. È un buon presidente che dire ha scelto il bene del Lecce quando mi ha esonerato.

IlCarro: Come ti sei trovato con Violante? E con Tomasello come allenatori?

Ceraolo: Con Violante bene, invece Tomassello è uno dei motivi per cui sono andato via da Udine.

IlCarro: Grazie per il tempo dedicatoci. Le auguro una carriere con molti altri successi!

 

 

Come vedere tutte le schede complete di tutti i giocatori.

Clicca qui per il video che spiega come vedere le schede complete di tutti i giocatori da allenatore dentro il server.