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Drink-Fublet 2-1, Pennisi: “Non firmo per pareggiare con Cremonese e Lazio, c’è la giochiamo con tutte”

Terza vittoria di fila per il Drink Team di Christian Pennisi contro il Fublet per 2 a 1, con gli orange che ora volano nella corsa all’Europa. Adesso però arriva un trittico difficile: Cremonese, Inter e Lazio. Pennisi però suona la carica, sentendosi pronto a giocarsela con tutti, desideroso di conquistare quanti più punti possibili.

Il mister si dice fiducioso per il futuro, partendo dalla base dell’ultimo periodo, alla quale però vanno aggiunti dei buoni e mirati acquisti.

Buonasera mister. Terza vittoria di fila, ancora un buona prova del reparto arretrato. Questo Drink ha gettato le basi per un grande futuro?
Buonasera, speriamo di sì, con qualche acquisto l’anno prossimo potremmo toglierci molte soddisfazioni.


Dopo queste serie positiva vi aspetta un periodo ostico sulla carta con Inter, Lazio e Cremonese. Firmerebbe oggi per 4 o 5 punti a fine trittico, o sente di potersale giocare con tutti e di poter stupire dopo queste tre sfide?

Non firmerei per nulla, vogliamo giocarcela con tutti, sarà difficile, anzi complimenti ai mister per le vittorie sicurissime.


L’Europa è l’obiettivo. Cosa serve prr raggiungerlo?

Costanza e fortuna, dobbiamo fare un filetto di vittorie per raggiungere l’Europa.

Juventus – Torino: più di un derby

La pioggia sembra non voler cessare e Torino è un via vai di tram, automobili e gente vestita di cappotti grigi. Questa è la pioggia che preannuncia la primavera e da quì a qualche settimana scoppierà il caldo.

Già da qualche giorno, il buon Santoro invia video di sfottò a mia moglie per fare in modo che io li veda. Nemmeno il tempo di realizzare lo 0-1 impartito al Progetto Gaming in Europa League (con 90 minuti ancora da giocare), che c’è già il derby.

In casa Torino quest’anno ci aspettavamo che andasse meglio, ci aspettavamo di poterci affermare come realtà solida anche nel gioco, ma per vari motivi ci siamo ritrovati a condurre una prima parte di stagione “sciapita”, senza demeriti e senza onori. Da Gennaio però qualcosa è cambiato.

Magari Sedda è solo un tecnico alla Allegri, un allenatore a diesel, che partono piano e poi si ritrovano con la piena potenza di fuoco sul finale.

Già dalla mattina si parte, lo sfottò in pubblica piazza con la dirigenza juventina è parte del derby. Nei bar e nelle scuole ci si confronta su chi sia la squadra più forte, se la Juventus campione d’Italia oppure il Torino che sta facendo sognare quella parte di città romantica e nostalgica.

In casa Torino si preferisce rimanere con un profilo basso, la tensione c’è e tutti l’avvertono, ma io non posso non godermi un giorno simile.

Io, juventino sfegatato nel fuffa, da quando ho messo piede in questo progetto ho sempre voluto ruolare in un unico modo: contro le squadre blasonate e il tifo mainstream. Sì, perché parliamoci chiaramente, è facile tifare per una grande piazza e grandi squadre come Milan, Juventus, Napoli, Roma o Inter. Ma avete mai pensato cosa significhi portare in alto il blasone di squadre come Torino, Genoa, Sampdoria e tutte quelle squadre che sono additate come “fascia media”? Per me questo è uno stimolo immenso. È lo stimolo che mi ha alimentato fin da S2, quando scelsi di vestire granata e aiutare nel costruire un gruppo con determinati aspetti caratteriali e filosofia di approccio al gioco.

11 Marzo 2019 – ore 20:30.

L’Allianz Stadium è già pieno. Lo spicchio di stadio con i 2.075 tifosi granata tra la tribuna Est e la curva Nord viene sovrastato dai fischi dei bianconeri, che sono ben 39.432. Ma loro sono lì, cantano e sventolano bandiere col toro bendato sopra.

Siamo nello spogliatoio, già tutti carichi. C’è silenzio, il mister spiega le ultime indicazioni, ma alcuni di noi sanno già cosa fare. Guardo i miei compagni, vedo che alcuni fanno avanti e indietro nervosamente, mentre qualcun’altro si è immerso nella sua musica preferita.

“Ok ragazzi, ci siamo. È tempo di uscire” esorta il mister.

Ci disponiamo in fila indiana, davanti a tutti c’è Sedda, stasera capitano in assenza di Pauletto. Si guarda con aria di sfida con Agosta, capitano e fantasista della Juventus fin dalla prima stagione. I più concentrati sembrano essere Frunzio e Deidda, con Gianluca Pusceddu gasato a mille per la tensione che si respira in quel minuscolo tunnel.

20:50, si entra in campo.

Il Derby della Mole ha inizio

Inno della Serie A di rito, sguardi dritti verso la tribuna Ovest, scambio di saluti per le telecamere e poi via verso le proprie posizioni in campo.

Sedda stringe la mano ad Agosta, entrambi sono fieri della fascia che portano al braccio e sanno che sarà battaglia vera.

Noi ci disponiamo con Fagone in porta, davanti a lui ci siamo io, Avogaro, Sedda e Frunzio da sinistra verso destra. A fare da diga a centrocampo Gianluca, con Figoni e Deidda a creare occasioni in mezzo al campo. Davanti a me sulla trequarti c’è Vanali, al lato opposto sulla destra Iadicicco. In attacco il solo Pennisi.

La Juventus si schiera a specchio nell’altra metà campo, con Carrano tra i pali, Bassissi, Amadori, Gallorini e Stranges. In mediana Del Prete, regia affidata ai piedi educati di Pejcic e Agosta. Il mio diretto avversario sarà Paudice, sulla fascia opposta ad occupare Frunzio ci sarà Zirattu. Bicocchi, ex granata, unica punta.

L’arbitro osserva le due squadre, porta il fischietto alla bocca, guarda l’orologio, si parte!

Abbiamo pagato caro due svarioni difensivi del nostro portiere, purtroppo.

Entrambe le squadre hanno lottato alla pari, purtroppo la differenza l’ha fatta Carrano che è riuscito ad ipnotizzare il nostro attacco.


A malincuore mi tocca ammettere che per quest’anno il derby è bianconero, essendo l’andata conclusasi con un 1-1 e questo ritorno con un amarissimo 2-0.

E, lasciatemelo dire, è per partite come queste che non ci stancheremo mai di ruolare! Onore ai rivali gobbi, anche se stamattina un tifoso mi chiedeva dove fosse Piazza Castello…

Alessandro Sulsenti si racconta: dal primo giorno al Vicenza al neoruolo come giornalista

Un saluto a tutti i nostri lettori, oggi siamo in compagnia del giocatore del Vicenza Alessandro Sulsenti.

Presentati, Alessandro.  Chi è Alessandro all’interno di progetto gaming. E chi è Alessandro nella vita reale?

Buonasera a tutti.  Sono Alessandro Sulsenti, nella vita reale sono un ragazzo di 17 anni, nato a Catania, il 16/11/2001. Quest’anno inizierò il 5º anno di liceo, frequento un liceo tecnico con indirizzo turistico. Sono un ragazzo semplice, che adora giocare a calcio, sport che pratico da 4 anni. Nel progetto, sono un giocatore del Vicenza e, da qualche giorno, un giornalista della testata Progetto X

Ci tengo a farti i complimenti per il tuo nuovo ruolo e per il tuo primo articolo. Come hai conosciuto progetto gaming?

In un gruppo. Per passare le giornate estive inventai una carriera su Football Manager con alcuni utenti di quel gruppo. Uno degli utenti era anche nel progetto e me ne parlò. La curiosità, poi, fece il resto.

Cosa ne pensi del progetto? E se dovessi dare un suggerimento per renderlo ancora migliore, quale daresti?

Mi piace molto. È un ambiente sano, anche al lavoro degli admin che sono bravissimi a tenere un certo livello di disciplina. Poi, favorisce lo svilupparsi e/o rafforzarsi di amicizie. Per quanta riguarda suggerimenti non saprei che dirti, forse perché lo adoro già così com’è.

Giochi al Vicenza dal primo giorno in cui sei entrato nel progetto, oppure hai esordito in un’altra squadra?

Fui inserito nell’Accademy del Verona ad inizio stagione, dove però non collezionai alcuna presenza. Il tutto verso luglio 2018. A settembre, poi, a metà stagione, il Vicenza decise di puntare su di me e feci il mio esordio dopo qualche partita.

Ti sei ambientato subito al Vicenza? Cosa hai provato al primo gol?

Fui accolto bene dalla squadra, dove strinsi subito qualche amicizia, ma mi sfuggivano ancora alcuni aspetti del progetto. Il primo gol non arrivò presto, però mi ricordo che quando segnai ero contentissimo, feci salti di gioia da sembrare un matto, e su WhatsApp scrissi ai miei amici dicendo di aver segnato con il Vicenza. Loro ovviamente non capivano però.

Dove pensi possa arrivare il Vicenza?

Sicuramente spero nella promozione in A. Stiamo stupendo tutti, ad inizio anno avremmo dovuto essere una squadra da metà classifica ed invece adesso ci ritroviamo li, a lottare per la serie A, e questo è sicuramente fantastico. Spero che la squadra possa continuare così e togliersi molte soddisfazioni.

Se dovessi chiederti, cosa faresti se il Vicenza dovesse andare in A, e cosa saresti disposto a fare per vedere il Vicenza in A, come mi risponderesti?

Sarò sincero, non lo so. Sono un tipo piuttosto scaramantico, non mi piace fare progetti prima. Magari inventerò qualcosa nel momento stesso, non so.

Qual è il tuo ricordo più bello? E invece quello più brutto?

Beh, il ricordo più bello è stato sicuramente il primo gol. Per quanto riguarda quello più brutto, sarò sincero, non ne ho. Mi sono sempre divertito, ed ho sempre pensato al progetto come un modo per divertirmi e stringere amicizie. Forse, se proprio dovessi sceglierne uno, citerei l’attacco che ho ricevuto da parte di qualcuno del Palermo, dopo la vittoria del Vicenza in questa stagione, grazie ad un mio gol

A proposito di amicizie, con chi hai legato di più all’interno del progetto?

Sicuramente con Giulio Nicolino e Davide Saladino, oltre che con l’ex presidentessa Angela e, ultimamente, con Rudy Zago. Poi nel progetto ci sono molti miei amici che conoscevo già da prima, come Sigillò, Mattia, Bajrami. Inoltre, è da poco entrato Ceravolo, che conosco personalmente

Quali sono, oltre al Vicenza, le squadre che ammiri? Sia come gioco, che come attività o gruppo?

Le squadre che ammiro diciamo che sono tantine, inizio dal Torino ed Empoli. Spero riescano a centrare tutti i loro obiettivi. Poi ammiro molto il Pg, il Genoa, che spero riesca a salvarsi, la Fiorentina ed il Napoli anche a causa del mio tifo verso la squadra fuffa

Sei diventato da poco giornalista, cosa ti ha spinto a diventare giornalista? Quali sono state le tue motivazioni?

Sicuramente sono state decisive la mia passione per la scrittura e la curiosità di provare altri ruoli, oltre che al singolo ruolo da calciatore, senza però impegnarmi in dirigenza

Ultima domanda: ti piacerebbe, un giorno, avere un altro ruolo nel progetto? Se sì, quale in particolare?

Al momento no, soprattutto perché si avvicina l’anno degli esami e devo dare ancora di più a scuola per cercare di passare la maturità al meglio.

Un saluto Alessandro, ti ringrazio per la tua disponibilità. Ti auguro in bocca al lupo per tutto.

Grazie a voi. Buona fortuna a tutti, crepi il lupo

Extra-Offside

Buongiorno cari lettori. 

Questa mattina vorrei presentarvi una nuova rubrica dal titolo: “Extra-Offside”.

In questo nuovo format andremo ad analizzare con la lente di ingrandimento, ciò che avviene al di fuori di “Progetto Football Manager”. L’altro giorno ho fatto una chiacchierata con il buon Alessandro Pironti per saperne di più; come anche voi sapere fuori dalle quattro mura del nostro Server Online c’è un “Progetto” ancora più grande e articolato: Progetto Gaming. Chiacchierando con lui, ho potuto apprendere che Progetto Gaming è una realtà nata quattro anni fa con il nome di: 

Progetto Crema” fondata dal solo Alessandro Pironti. Solamente qualche tempo dopo fu chiamato “Progetto Gaming”, supportato da Damla Can Pironti e da Riccardo Carletti. Il progetto era incentrato sull’aiutare nel sociale le persone usufruendo di laboratori musicali e artistici, intrattenendo grandi e piccini, e aiutando gli anziani. Ma allora come sono arrivati a chiamarlo “Progetto Gaming”? 

Con l’andare del tempo, è saltata all’occhio una cosa. Il gioco era una passione che accomunava tutti gli associati. Allora perché non chiamarlo tale?

Un tratto distintivo di Progetto Gaming è che accetta tutti, senza alcuna distinzione. In aggiunta, grazie a persone qualificate, hanno la possibilità di aiutare – sempre attraverso il gioco – i ragazzi con disabilità.

Le difficoltà trovate non sono state poche: innanzitutto la questione economica. 

Per imbastire la sede attuale a Crema Alessandro ha dovuto investire molto, anche perché gli aiuti da parte del pubblico sono stati difficili. Ma questo non ha fermato il “Progetto” che, al contrario, ha aperto diversi sedi. Le si possono trovare a Crema, naturalmente, a Paullo, a Casaletto Ceredano, a Legnago e anche a Lugano. Magari conoscendo meglio questo Progetto, altre persone vorranno supportarlo nell’apertura di nuovi sedi che aiuterebbero molte persone lasciate sole nei loro Comuni.

Come ogni “Condottoriero” al suo fianco ha una persona che lo supporta, che lo aiuta e che gli da consigli. Sua moglie. Cito: << Damla è fondamentale, in ogni aspetto della mia esistenza. >>

Con queste parole terminiamo questa prima parte di “viaggio” che ci porterà a conoscere – sempre più nel dettaglio – le iniziative, gli eventi ed i programmi futuri di “Progetto Gaming”.

Dopo aver terminato Alessandro, in confidenza, mi ha detto che verrà creato un canale Twitch  dedicato al gioco di ruolo, ed ogni donazione effettuata al canale sarà devoluta interamente in beneficenza alla Lega Tumori di Milano.

Che dire, supportiamo questo progetto. Basta un gesto, che per voi può essere piccolo ma, per altri, davvero grande.

Scritto da Daniele Collano

Revisionato da Antonio Del Prete

A.C. Crema PG – Si Parte con la Rosa!

L’A.C. Crema nel Progetto Gaming è divenuta realtà da pochi giorni.
L’entusiasmo è grande, le prospettive rosee e lo staff da subito si è messo all’opera per costruire la rosa di partenza per affrontare il campionato.
Trattandosi di una società di serie C (per la precisione milita nel girone A), da regolamento dovrà tesserare 15 giocatori.

I primi cinque sono già arrivati: si tratta del portiere, ex Salernitana, Gabriele Colombi; il secondo invece è il giovanissimo Biagio Garbati, centrocampista incontrista, che si è gettato nel mondo del Progetto Football Manager con entusiasmo, pronto a dire la sua nella squadra che sarà allenata da Alessandro Pironti.

Subito dopo la società ha depositato il contratto di Valerio Cicchinelli: il Direttore Sportivo Alberto De Donatis ha ottenuto la firma, ed il ruolo del neo-tesserato sarà quello di jolly su entrambe le fasce, dove come un treno si occuperà di fare il terzino “tutta corsa”.

Gli ultimi due innesti della “prima ora” sono scaturiti da lampi di mister Pironti, che ha chiamato Antonio Pezzino e Piero De Bartolo alla corte del presidente Enrico Zucchi.
Pezzino è una punta che sa ricoprire a dovere il ruolo di ala sinistra; De Bartolo è un difensore veloce e duttile.

L’esordio del Crema non è stato dei migliori. La squadra ha affrontato infatti due società “umane”, inserite da più tempo nel Progetto FM, come il Monza e la Triestina.

Partendo da zero, con cinque tesserati e una rosa ancora in fase di creazione, era difficile fare risultato. Quindi sono stati due test che aiuteranno la società a comprendere in che mondo si è immersa, e servirà da “terapia di impatto” propedeutica per ricordarsi che il Progetto FM è un “gioco serio”.

Ma trattandosi di un gioco, l’entusiasmo sarà un carburante vitale per i risultati che sicuramente verranno.

Cambio di privacy del gruppo Facebook di Progetto Football Manager

Da qualche giorno il gruppo Facebook di Football Manager ha modificato la propria privacy passando da “pubblico” a “segreto”. La decisione è stata presa per proteggere il gruppo dalle segnalazioni che potrebbero portare alla cancellazione dello stesso.

Tutto è nato da un gruppo chiamato Indonesian Reporting Commission (IReC) che ha iniziato una sorta di “guerra” tra pagine Facebook, guerra che ha portato in primis alla cancellazione di un gruppo avversario e poi avrebbe colpito gruppi e pagine che non avevano preso parte alla vicenda e che avevano l’unica “colpa” di essere gruppi visibili e di una certa grandezza.

In virtù della vicenda, Facebook stessa ha deciso di tutelarsi avvisando gli utenti di modificare la privacy dei propri gruppi e di impostarla su “segreto” per almeno 28 giorni. Per gli utenti che sono già all’interno del gruppo cambia poco. Per chi invece non è iscritto il gruppo scompare dalla ricerca su Facebook diventando di fatto invisibile.

Questa vicenda però va a impattare il bonus per le condivisioni: per il prossimo mese conteranno solo le condivisioni dei post della pagina Facebook di Progetto Gaming. Quindi attenzione giocatori, correte sulla pagina Facebook di Progetto Gaming (e mettete “mi piace”, se non lo avete ancora fatto, ma lo avete già fatto, vero?) e condividete i post della pagina per il prossimo mese!

Il Drink cede al Bari, il commento di mister Pennisi

Buonasera mister. Difficile parlare dopo una sconfitta del genere. Secondo lei, qual è stato l’ingranaggio negativo che ha generato la serata storta?
Buonasera, probabilmente ancora dobbiamo ingranare dal punto di vista tattico, sono sicuro che col tempo miglioreremo e andrà tutto bene.

Pensa che il risultato sia giusto o avreste meritato di più?
Per come abbiamo giocato il secondo tempo abbiamo meritato la sconfitta. Primo tempo giocato bene e meglio del Bari, nel secondo tempo non siamo mai scesi in campo, quindi complimenti al Bari, che in dieci ha giocato molto meglio di noi.

La coperta forse è un po’ corta in difesa. Chiederà rinforzi precisi alla dirigenza?
È vero, in difesa siamo un po’ corti e con una squalifica o un infortunio siamo già in emergenza ma, vedremo. Lavoro con quello che mi concede la società.

Da dove ripartire in vista della prossima sfida?
Con più cattiveria e più determinazione, c’è tanto da lavorare. Sicuramente devono arrivare i goal degli attaccanti, che arriveranno già nella prossima partita, ne sono certo.
Forza drink!

Diego Spezzacatena

Trojer racconta il suo addio al Drink Team

Buongiorno mister. Allora, siamo qui per raccontare del suo addio al Drink Team, per molti inatteso ed improvviso.
La prima domanda è quasi ovvia, scontata: perché ha lasciato gli irlandesi?

Ex mister , ormai sono disoccupato (Ride NDR). Mi son sentito in dovere di farmi da parte per il poco tempo che stavo dedicando alla squadra, i ragazzi meritano il meglio ed in questo momento non ero in grado di darlo. Per loro è stato un fulmine a ciel sereno perché non ne avevo mai parlato, ma già ci riflettevo da un po’
In futuro spera di tornare sulla panchina del club di Ballarini?

Se dovessi riuscire a ritagliarmi lo spazio necessario , perché no. D’altronde mi son divertito molto, chissà. Sono sicuro che Ballarini sente la mia mancanza , quindi potrebbe succedere (Ride NDR)
A prescindere dal Drink, un giorno tornerà ad allenare un club in generale?
Cosa conserverà più gelosamente nel cuore di questa esperienza?

Il rapporto che ho instaurato con i ragazzi, sicuramente. Ce ne siamo dette di tutti i colori, Da “urbano maiale ” a “Trojerout” e tanto altro ancora. Non siamo stati una squadra, ma una piccola grande famiglia . Non posso fare altro che ringraziarli tutti
Cosa sente di dire in maniera spontanea a tifosi e giocatori?

Gli auguro di vincere finalmente lo scudetto che tanto aspettano

Diego Spezzacatena

Casa Juventus: La nuova realtà

Innanzitutto benvenuti cari lettori e un caloroso benvenuto anche alla nuova presidenza della Juventus nella sede di progetto X, direi di cominciare subito con le domande, cosa vi ha spinto a rilevare la proprietà della Juventus? da chi è partito il tutto e pensate che essere in tanti possa influire sull’operato?

LUCA A. Buonasera a lei, e grazie per il tempo speso per intervistare 5 disgraziati. Io poco dopo essere diventato un giocatore bianconero, ed aver appreso che la Juve era senza una presidenza, da gobbo quale sono, ha cominciato a balenarmi in testa l’idea dell’acquisto. Un giorno decisi di fare un post nel gruppone per vedere se trovavo qualcuno interessato e che potesse darmi una mano. Il primo ad interessarsi fu Gallorini, così cominciammo a parlare e mi mise subito al corrente della situazione, in modo da essere consapevole a cosa andavo incontro (nel bene e nel male, nessuno è perfetto). Piano piano col tempo si è aggiunto Simone alla cordata, e per ultimi Marika e Brian. Dal mio punto di vista essere in tanti può aiutare molto nella gestione dei vari aspetti della squadra. Noi ci confrontiamo sempre su tutto, però ci siamo divisi le varie competenze: c’è chi si occupa più del mercato e dei contratti, chi si occupa più della gestione dello spogliatoio ecc… Se è una strategia che pagherà, solo il tempo ce lo potrà dire

BRIAN Ciao Stefano, grazie a te per l’invito, Da quando sono presidente della Juventus è la mia prima intervista e sono molto felice di essere qui, insieme ai miei colleghi; la comunicazione è alla base di tutto; Per quanto mi riguarda, mi ero messo in contatto con il presidente Gallorini ed Amadori (da lui è nata l’idea della cordata), questo perché qualora ci fosse stata la possibilità di acquistare la mia squadre del cuore non mi sarei mai tirato indietro… ed eccomi qui. Essere in molti non è un peso, anzi, visti gli impegni generali è molto d’aiuto, anche perché dopo aver acquisito la società il primo obbiettivo è stato quello di creare un organigramma ben definito, in modo tale che la dirigenza riuscisse a coprire tutti gli aspetti societari e di spogliatoio. Per ora ha ripagato abbastanza le nostre aspettative, ma siamo solo all’inizio.

SIMONE Buonasera a tutti e buonasera Stefano, grazie per averci proposto quest’intervista (ndr rido perchè ho proposto io). Come hanno già detto i miei egregi colleghi Amadori e Santoro, l’idea di comprare la società era da tempo che aleggiava nell’ambiente, soprattutto nelle menti di Luca (Amadori) e Alessandro (Gallorini). Il mio coinvolgimento nella cordata ha però ulteriori motivazioni legate alla mia esperienza all’interno del gruppo Juventus. Avendo vissuto a pieno lo scandalo Progettopoli, ho sempre avuto dentro di me la volontà di risollevare le sorti di uno spogliatoio smembrato, demotivato, disilluso da tutte le scorrettezze commesse dalle precedenti gestioni dirigenziali. Con l’opportunità dell’acquisto societario ho intravisto la possibilità di voltare definitivamente pagina, lasciandoci alle spalle tutto il male vissuto, dando nuova vita alla Squadra per provare ad elevarla ad esempio da seguire all’interno del Progetto, per toglierci una volta per tutte la nomea di “scorretti e ladri”.Essere in 5 aiuta la giusta divisione dei ruoli perché abbiamo chi si occupa della gestione finanziaria, chi del mercato, chi dei Social Media (Marketing Manager e rapporto con stampa e altre squadre), chi del rapporto con lo spogliatoio e con il mister. Tutto è equilibrato, tutti abbiamo lo stesso peso decisionale, ma ognuno ha priorità di scelta nei propri campi, per poter dedicarci al meglio in tutti gli aspetti di gestione di una società importante come la Juventus.

 ALESSANDRO Ciao a tutti i lettori e grazie Stefano per l’intervista, finalmente la prima intervista da presidente! Io personalmente avevo già provato a rilevare la Juve in seguito alle vicende di Progettopoli. Purtroppo la mancanza di soci fidati mi fece desistere anche dopo la fine del periodo di amministrazione controllata. Quando Luca ha palesato l’intenzione di comprare la Juve, la mia risposta è stata automatica. In prima battuta avrei voluto acquistare la Juve per sollevarla dal buco nero chiamato Progettopoli: diciamo che in parte quei problemi sono stati risolti e quindi la motivazione ad oggi va ricercata nel legame che ormai ho con questi ragazzi. Con questa presidenza, grazie soprattutto all’aiuto degli altri 4 presidenti vorrei cercare di mantenere inalterato questo legame, mettendo in pratica tutte quelle idee che avevo e che ho, ma che da solo non sarei mai riuscito a realizzare. Ovviamente vogliamo continuare a divertirci e diventare (finalmente) un esempio per questo progetto, così come per me sono un esempio Torino e Genoa, grandi gruppi gestiti da grandissime persone.

MARIKA Ciao a tutti, innanzitutto ti ringrazio per la possibilità di parlare ai microfoni di Progetto X. Fin dall’inizio, dopo aver capito un po’ i meccanismi di Progetto FM, volevo acquistare una squadra ma non da sola, cercavo una o più persone con cui collaborare. All’inizio mi sarebbe piaciuto diventare presidentessa dell’Inter, ma la cosa è andata un po’ a sfumare. Con il passare del tempo però non c’era una squadra determinante nella mia scelta, mi andava bene qualsiasi, l’unico requisito era che doveva essere di serie A. Poi un giorno ho letto un post di Luca Amadori dove diceva che stavano selezionando papabili presidenti per la Juventus, così mi feci avanti ed ora son qui. Sul fatto che siamo in tanti non influisce per niente sull’operato, anzi a parer mio è molto più fluido gestire la squadra e tutto ciò che ci circonda, perché ognuno di noi gestisce sezioni diverse. Siamo 5 personalità distinte e separare, che lavorando insieme, concretizzano tutto ciò che nasce come pensiero, come idea. Immagina un lavoro di un solo presidente che ha mille pensieri, diviso per 5. Molto gestibile non trovi?

Da fonti certe abbiamo appreso che alcuni calciatori, erano stati messi fuori rosa da Trovato, ci potete raccontare che ambiente avete trovato al vostro arrivo? Pensate che il nuovo mister sia all’altezza di poter bissare il successo? (Tanto sappiamo tutti che vincerà la Cremonese)

LUCA A. Il discorso “Trovato” sarebbe lungo da spiegare, di certo la sua gestione non è stata così grave come alcuni la vogliono disegnare. Diciamo che le sue dimissioni ci hanno spinto a comprare subito, perché volevamo essere noi a scegliere il nuovo allenatore. Il discorso del “fuori rosa” in realtà non c’è praticamente stato. Si è vero, c’è stato un giocatore (solo uno) che ha giocato molto meno degli altri, ma è anche vero che non ha fatto molto per evitare che ciò accadesse, nonostante fossimo in più d’uno a digli di stare tranquillo. Si può essere in disaccordo con le decisioni dell’allenatore, ma bisogna sempre mantenere un profilo basso, e soprattutto rispettare il fatto che lui allena, e lui fa la formazione. Per il discorso scudetto, sarà molto dura bissare, nonostante credo fermamente nelle grandi capacità di mister Terlati.Tuttavia abbiamo già visto che Cremonese e Lazio hanno una marcia in più (o forse due) rispetto a tutte le altre. Noi siamo comunque i campioni d’Italia, e questo ci IMPONE comunque di crederci finché sarà possibile, anche se sarà molto dura.

BRIAN Sinceramente non mi piace e non è da me parlare di vecchie gestioni, vecchi allenatori, vicende e tutto quello che rientra tra le scelte effettuate dai nostri predecessori. La nostra idea comune, fatto su cui ci siamo sentiti tutti estremamente coesi, è stato quello di cambiare aria, idea e basi del progetto, acquistando in primis un allenatore a tutti sconosciuto, ma che ha dimostrato egregiamente di saper gestire spogliatoio e squadra. Ricordiamo la vittoria con la samp, e le partita di ieri, che ai nostri occhi, sanno di un risultato bugiardo, nonostante Torino e Napoli abbiano giocato ed approfittato (Napoli soprattutto) nel finalizzare le proprie azioni di gioco.Siamo i campioni d’Italia, ed il campionato è ancora lungo, e fino alla fine non è solo uno slogan.

SIMONE Non voglio parlare del passato, perché ormai sono questioni superate. Ora il mister è Francesco (Terlati), scelto all’unanimità da tutti noi presidenti per la sua preparazione tecnico tattica e per le sue spiccate doti di motivatore (ndr il fatto che sia Juventino sfegatato aiuta al coinvolgimento per la causa). Saprà sicuramente darci tante soddisfazioni anche quest’anno e lotterà insieme alla squadra #finoallafine per tenere alto il nome dei Campioni d’Italia, anche se lo scudetto sembra già essere una questione a due tra Lazio e Cremonese.

ALESSANDRO Si, ci sono stati dei litigi e non voglio nascondermi dietro ad un dito. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che “i panni sporchi vanno lavati in casa propria”, quindi quello che succede nello spogliatoio per me rimane lì. Oltretutto stiamo parlando di situazioni passate, con un mister dimissionario e non voglio stare a rivangare cose ormai “sepolte”. Diciamo che l’annuncio della nostra presidenza ha caricato a mille anche i giocatori più scarichi. Terlati è stata una piacevolissima sorpresa: prima che ci arrivasse la sua candidatura pensavamo già di aver trovato il nuovo mister, ma la sua conoscenza del gioco ci ha spiazzato. Alla fine abbiamo scelto lui non solo per questo, ma per far capire a tutti che non abbiamo paura di rischiare (un nuovo utente come allenatore della squadra campione d’Italia è un po’ rischioso) e perché siamo fiduciosi che con il tempo imparerà a muoversi a dovere nel progetto. Già ad inizio stagione sapevo benissimo che lo scudetto non sarebbe stato affar nostro: abbiamo rivoluzionato metà squadra (forse anche di più) per non rimanere attaccati a giocatori fortissimi ma poco attivi. Probabilmente se avessimo avuto Terlati fin dall’inizio, qualche punto in più lo avremmo conquistato sicuramente.

MARIKA Avevo sentito voci riguardanti lo spogliato con Trovato, ma non ho dato molto peso. fondamentalmente so poco. Per la mia nuova presenza in Juventus, posso dire che ho trovato una bella squadra di attivi con la passione per lo stesso obbiettivo. Arrivare in alto. La Cremonese chi? si mangia?

Chi è secondo voi il giocatore che può fare la differenza in questa Juve?

LUCA A. Non credo nell’individuo che esalta la squadra, credo nella squadra che esalta l’individuo. Il che significa che oggi magari il top player sembra Agosta, domani magari sarà Bisceglie, dopodomani magari Paudice. (I nomi usati sono solo di esempio, avrei potuto citare chiunque).

BRIANChiunque, guardando classifica,classifica marcatori e tutte le statistiche direbbe che Agosta e Bisceglie sono i nostri uomini cardine, visto le loro reti e contributo in campionato ed in Champions (Agosta 3 goal nelle ultime 4 partite), e nonostante io stesso abbia esaltato le loro qualità non sono in grado di darti una risposta precisa, un nome ed un cognome. Perché, ad esempio, Gallorini e Carrano, contro il Napoli, sono stati i nostri uomini chiave. La prossima partita lo saranno Amadori e Del prete, quella successiva Kasemi e Paudice; insomma, ogni giocatore fa la differenza, chi in una partita chi in un’altra. Se dovessi puntare una scommessa su uni di loro avrei 22 euro da spartire tra altrettanti giocatori

SIMONEFaccio un nome: lo Spogliatoio. Questo è il segreto per il successo, avere coesione sempre in qualsiasi situazione, che si vinca o si perda. Una volta che il gruppo è unito e determinato i risultati arrivano e si cresce tutti insieme diventando una squadra seria e con l’aspirazione di essere da esempio per tutti, seguendo l’esempio di squadre rinomate come Progetto Gaming, Genoa o Torino (volutamente in minuscolo l’iniziale).

ALESSANDRO La differenza la possono fare tutti, come è successo lo scorso anno. Ci sono giocatori che statistiche alla mano sono più decisi di altri (gol segnati, assist, parate) ma tutti avranno il loro momento di gloria anche in questa stagione. In un progetto come questo poi è da tenere sempre in considerazione anche il gioco fuori da FM: qui anche chi ha una scheda con skill non eccellenti risulta deciso tanto quanto un top player su FM. Per me chi fa gruppo, chi riesce a coinvolgere gli altri e in generale chi è attivo, ha lo stesso peso di chi fa 25 gol a stagione, perché magari proprio grazie al suo modo di stare nello spogliatoio riesce a mantenere la “community” Juve come un ambiente positivo e desiderato anche da altri giocatori. È una catena che si migliora di giorno in giorno. Il nostro compito da presidente è proprio questo: far continuare la catena e risolvere eventuali intoppi.

MARIKA Beh, al momento non saprei chi scegliere tra i giocatori. Li sto conoscendo ora e sopratutto con il nuovo Mister, le carte in tavola possono cambiare. Al momento non dico nulla

Pensate che i rapporti con il Torino, sono peggiorati a seguito della scelta di Marika di acquistare la Juventus? Pare che Conte stia pianificando l’avvelenamento

LUCA A. mah non saprei, per me va tutto come prima, d’altronde si sa che l’errore l’hanno fatto Conte & co. scegliendo la seconda squadra di Torino

BRIAN Perchè? Esiste un’altra squadra a Torino? Scherzi a parte, sono sicuro che in quella casa bisognerebbe installare delle telecamere durante eventi come quello del derby della Mole, ma giuro che avrei fatto di tutto per esserci quando Marika ha dato a Conte la notizia dell’acquisto della Juventus. Chissà cosa accadrà se un giorno acquistassimo Marika come giocatrice

SIMONE Penso che il Derby coniugale faccia solo che bene alla squadra perchè dà una motivazione in più per far meglio dei torelli granata che per troppo tempo hanno fatto il bello e il cattivo tempo in città spacciandosi per “gruppo da seguire” all’interno del Progetto. Torino è solo bianconera, lo dimostreremo con tutti i mezzi!

ALESSANDRO TORINO È SOLO BIANCONERA!
Dopo questa dichiarazione shock ci tengo a sottolineare gli ottimi rapporti che abbiamo con tutti i ragazzi del Toro, da Andrea a Giacomo e passando da Maurizio: per me, come già detto, sono un esempio da seguire per tutto ciò che hanno fatto di buono da quando sono presidenti. A dimostrazione di ciò basta guardare la nostra rosa per vedere che abbiamo in prestito due loro giocatori (Pepe e Perini).
Marika per noi è la Presidentessa con la P maiuscola, non la moglie di Andrea: ovviamente la rivalità con questa “mossa” da parte sua cresce ancora di più e sono sicuro che riuscirà a rubare qualche informazione per riuscire finalmente a vincere due derby in una stagione.

MARIKA Ahhh le voci quando girano, girano male ahaha. Beh, quando dissi ad Andre che avevo comprato la Juve, sorride e mi fa “Brava! Sarà un bel Derby”
Posso assicurarvi che non mi avvelena e non si è rotto nessun rapporto, anzi penso che un pochino sia fiero di me. Poi beh, mi ha parlato benissimo dei miei Soci..
Diciamo che è un modo di non tener monotone le giornate. Poi beh, dovessi mai essere acquistata dalla Juve, lì parte il video diretta sul gruppone.

IlCarro intervista: Samuele Tomassetti

Buongiorno Samuele, grazie per essere qui con noi oggi. Nel Progetto sei diventato un bomber inarrestabile, la passata stagione hai vinto la Scarpa d’Oro. Al di fuori del Progetto, però, chi è Samuele?
Uno studente, disperato dopo aver visto le materie della seconda prova (ride, ndr), grande appassionato di calcio e di sport in generale.

Partiamo dalla tua carriera da calciatore. L’ultima stagione al Milan è terminata in un modo un po’ inaspettato per tutti. Quali sono i tuoi pensieri a riguardo?
Prima di Serveropoli si poteva tranquillamente parlare di una stagione fantastica; ci sono rimasto veramente male per quello che hanno fatto Bifano e Scarfone, sopratutto da quest’ultimo con cui avevo un ottimo rapporto mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Magari non erano ben consci delle conseguenze, ma così facendo hanno danneggiato tutti, anche chi, come me, non c’entrava nulla.

La precedente dirigenza del Milan era composta da tanti elementi, come ti trovavi con loro? Come sono cambiati i rapporti dopo Serveropoli?
Con i dirigenti ho mantenuto un buon rapporto anche dopo le faccende di Serveropoli; discorso a parte per quanto riguarda Bifano e Scarfone, non ci siamo più sentiti molto comunque.

Ti chiederei di specificare meglio. Avete avuto delle discussioni dopo lo scandalo?
Con Bifano non ho proprio più parlato e non avevo interesse nel farlo, d’altronde ormai il danno era fatto e anche se fossi rimasto al Milan lui non sarebbe più stato il mio allenatore. Con Scarfone ebbi una discussione appena dopo lo scandalo.

Durante l’ultima finestra di mercato sei passato dal Milan alla Sampdoria: cosa ti ha convinto a sposare la causa blucerchiata?
Cercavo nuovi stimoli e la Samp mi ha sempre intrigato come società; inoltre ritengo Filippone un ottimo allenatore (ehi, lo dico solo perché altrimenti non mi fa giocare) e mi ha sempre appassionato molto il simpatico sketch che ormai va avanti da tanto tempo all’interno del gruppo, il quale spinge per farle uscire l’anello (ride, ndr).

Una punta viene e una punta va: arrivi alla Sampdoria e il pallone d’oro Matteo Congedo parte da Genova. Eredità pesante, pensi di essere all’altezza?
Ovviamente raccolgo un testimone importante; sarà difficile eguagliare quello che ha fatto con la maglia della Sampdoria, ma credo nelle mie capacità e sono sicuro di essere all’altezza.

Secondo te, questa Sampdoria, dove può arrivare?
Penso che sarebbe già un traguardo importante riconfermare gli obiettivi della scorsa annata e se tutto dovesse andare per il verso giusto perché non provare a vincere lo Scudetto?

William Cioè è il suo presidente al Bari, da poco ha recentemente acquistato il Perugia ma l’ha affiliata alla sua seconda società, il Frosinone. Come ci si sente ad essere sotto di lui ma a non poter disporre del bacino del Perugia?
Sollevato. Da buon ternano non scorre buon sangue con il Perugia, sia nel fuffa come nel Progetto. No dai, a parte gli scherzi, nell’ambito del Progetto sarebbe stato utile ma è uscito che il presidente Cioè abbia dato priorità in questa scelta alla società che per forza di cose poteva beneficiarne di più.

Passiamo dalla tua carriera da giocatore alla tua esperienza da allenatore con questa domanda. Paparella dal tuo Bari al non più tuo Milan. Esprimi un pensiero sul calciatore.
Mi è abbastanza dispiaciuto che se ne sia voluto andare a tutti i costi, soprattutto perché al suo arrivo a gennaio della Stagione 3 dichiarava di voler diventare una bandiera del Bari; personalmente avevo puntato molto su di lui nella seconda parte della stagione, dove comunque non ha mai sfigurato. Non ci aspettavamo, nè io io nè la squadra, di ricevere la sua richiesta di trasferimento visto il suo amore per il Bari, da lui proclamato fino all’ultimo Non gli serbo rancore, ma anzi gli auguro il meglio per la sua nuova avventura.

Bari che ha perso un tassello importante come Paparella, ma contemporaneamente si è rinforzata con il nuovo attaccante Danilo Bencar. Secondo te, come finirà la stagione dei Galletti? A cosa ambite?
Sicuramente a riconfermare quanto fatto la scorsa stagione; non sarà per niente facile ma l’idea sarebbe anche quella di puntare a qualcosa di più, il mercato comunque è stato soddisfacente e abbiamo potuto rimuovere diversi inattivi ed inserire giocatori che porteranno bonus attività come Bencar e Torcolini.

Si vocifera che Marco Scarfone ti aiutasse con le tattiche, su come impostarle e su come approcciare la partita. È vero?
È successo un paio di volte, ma non per quanto riguarda la base della tattica, perchè quella era farina del mio sacco, ma in quei pochi frangenti mi ha dato un consiglio su eventuali marcatura o piccoli accorgimenti (che poi alla fine settavo come ritenevo più opportuno). E devo dire che questa voce mi da abbastanza fastidio; sembra quasi che Scarfone mi preparasse le partite quando invece facevo e faccio tutt’ora di testa mia.

IlCarro è una testata giornalistica che, nel bene o nel male, fa sempre parlare e discutere, tu cosa ne pensi de IlCarro?
Un’ottima testata, formata da persone che svolgono il loro compito con estrema professionalità, leggo sempre con molto piacere i loro pezzi.

Fatti una domanda e datti una risposta
Drink Team o Progetto Gaming, quale sceglieresti? Difficile da decidere così su due piedi; sono entrambe due belle società, direi Drink Team solo perchè contro di loro ho segnato uno dei miei goal più belli (ride, ndr)

Grazie per l’intervista e buona fortuna!
Grazie a voi, è stato un piacere.