Articoli

AI RAGGI PG: Sassuolo da quarto posto?

Nemmeno i più ottimisti avrebbero puntato sul quarto posto dei neroverdi, ma secondo le quote di Football Manager (sempre da prendere con le pinze), il Sassuolo a quanto pare riuscirà a qualificarsi per la prossima Champions League. Attenzione, mancano ancora i potenziamenti, ma visto l’alto livello raggiunto, le nuove skill non capovolgeranno del tutto le posizioni.

Uno dei punti di forza o di debolezza della squadra sono sempre stati i portieri. Sulla carta fortissimi, anzi Matteo Tomaselli e’ considerato dalla stampa, il più forte nel suo ruolo. Ma in queste stagioni non ha mai dimostrato tutto il suo potenziale, tutt’altro, visto che faceva il secondo allo storico estremo difensore Ferrandino, il quale ha spesso commesso errori e non ha mai dato sicurezza la reparto difensivo. Percio’ il Sassuolo e’ a un bivio. O inizia a lavorare di più sui suoi portieri, o e’ meglio fare cassa e potenziare altri reparti.

Uno dei punti sicuramente più deboli della squadra e’ la difesa. 63, 81 e 74. Questi i gol subiti nelle ultime 3 stagioni. Per capire meglio questi numeri, il Sassuolo e’ sempre stato tra le 10 peggior difese del campionato, pur avendo raggiunto il quinto posto nella stagione 1. Questo disastro difensivo e’ probabilmente dovuto alla mancanza di terzini di ruolo, che ha spesso obbligato mister Agosta a giocare con una difesa a 3. Per l’appunto Mayor e’ più un ala che non ha mai tanta voglia di pensare alla fase difensiva, e a destra c’e un grosso buco, che ora verrà coperto dal ritorno di Maddaluna. Questo dovrebbe dare almeno più opzioni all’allenatore.

Centrocampo storico per la sua proverbiale cattiveria agonistica. Cavaliere detiene ancora il record per il maggior numero di cartellini rossi in una stagione. Ben 5 rossi e 17 gialli. Questo trend, che per molti potrebbe sembrare negativo, negli anni e’ drasticamente diminuito. Si potrebbe pensare ad una maggiore attenzione negli interventi e un gioco più pulito, ma quasi sicuramente la squadra e’ meno propensa a pressare gli avversari e attaccare qualsiasi pallone. E’ vero che coi falli non recuperi palla, ma e’ ancor più vero che senza andare in contrasto, l’avversario andrà dritto verso la porta.

Eccoci arrivati al reparto più’ completo della squadra. L’attacco e’ sempre stato il punto di forza del Sassuolo. Tuccio ovviamente e’ la punta di diamante, ma non bisogna assolutamente dimenticare Ingrassia e La Monica. Tutti e tre hanno segnato almeno 15 gol. Anzi e’ proprio lo storico attaccante Tuccio, ad aver segnato meno gol di tutti, ma compensato dai suoi 10 assist. Appunto il Sassuolo e’ stato il quarto miglior attacco di questo campionato.

Concludendo, la squadra non e’ ancora da quarto posto ma se riesce a mettere a posto i seguenti punti, potrebbe essere la rivelazione del campionato:

  • I portieri iniziano a fare quello che sulla carta dovrebbe già saper fare
  • La difesa inizia a difendere tutta insieme
  • Il centrocampo torna ad aver quell’agonismo che lo contraddistingueva
  • L’attacco continua a segnare come sempre ha fatto

Le interviste di Progetto X… Carlo Paudice ed Edoardo Bonfanti

Salve a tutti i nostri lettori, in particolar modo ai nostri ospiti: Carlo Paudice ed Edoardo Bonfanti. Vi ringraziamo per la disponibilità. Presentatevi, parlateci un po’ dei vostri ruoli all’interno del progetto e della vostra vita reale.

Carlo: Ciao a tutti, nella vita reale faccio il produttore di beat. Nel Progetto DS del Cuneo, gioco alla Juventus e alleno il Vicenza. Edoardo: Salve a tutti, sono Edoardo, nella vita studio per diventare una barzelletta vivente, cioè un architetto e un giocatore di ruolo a tempo perso. Nel PG sono un giocatore e capitano del Vicenza.

Come avete conosciuto Progetto Gaming?

Carlo: Io l’ho scoperto grazie a un amico che, a inizio Progetto, mi ha inserito nel gruppone. Edoardo: Allora sinceramente io l’ho scoperto perché un mio amico, con cui faccio altri GDR e che vorrei salutare (ciao Luca), è entrato poco prima di me e sulla bacheca mi è saltato fuori il suo post di presentazione. Da lì gli ho chiesto di cosa si trattasse e trovandola una cosa divertente e interessante ho voluto partecipare anche io… ed ora siamo qui.

Quindi dobbiamo ringraziare i vostri amici se adesso fate parte del progetto. Quali sono le vostre considerazioni su progetto gaming? E se, secondo voi, può essere migliorato ancora di più?

Carlo: È un grande Progetto. Può essere migliorato espandendosi in più campionati del mondo, magari tutti, e, solo con il proprio giocatore, non che se ne possano creare uno a campionato. Edoardo: Beh, considero il Progetto Gaming un progetto alquanto interessante e divertente, chi fin da piccolo non ha sognato di diventare un calciatore e sul campetto con gli amici non ha mai immaginato di essere sul campo di San Siro, alla Scala del Calcio, e star correndo a segnare il gol decisivo di una Finale di Champions con la maglia della tua squadra del cuore oppure di una finale dei Mondiali per la tua Nazionale. Ecco il progetto è un modo per sfiorare quelle fantasie un po’ più concretamente che nei soli sogni. Può essere migliorato? Certo, nulla è perfetto. Come? Beh, bella domanda: il gioco è già ben fatto e difficilmente potrebbe migliorarsi senza dover rinunciare a qualcosa. La prima cosa che mi salta in mente così su due piedi è ampliare i campionati di gioco quando si amplierà ancora il numero di giocatori, avere Premier, Liga, Bundes e Ligue One sarebbe interessante, ma capisco che la cosa possa comportare difficoltà logistiche ed anche nella gestione live che dovrebbero essere di più o più lunghe per gestire il tutto, quindi non saprei.

Elemento importante del progetto è l’attività.  Da calciatori PG quali sono le motivazioni che vi stimolano nell’essere attivi nel progetto?

Carlo: Assolutamente il meraviglioso… no, basta fare il leccaculo. Il gruppo di m***a che abbiamo alla Juventus e per provare a far diventare il mio giocatore, il pallone d’oro. Edoardo: Le motivazioni principali, beh non saprei dirle: diciamo che è un mix di cose, quanto mi sento coinvolto, quanto mi interessa la cosa ed anche il rispetto e la riconoscenza verso compagni, Mister e soprattutto Presidenti che alla fine sono quelli che vanno davvero a spenderci nel progetto. Poi ovviamente ci sta anche la voglia e gli impegni che si hanno, ci sono periodi in cui magari ho mille cose a cui pensare tra progetti, esami, lezioni e risulto un po’ meno attivo ed altri in cui posso concentrarmi e allora faccio di più.

Invece da leader, nello specifico Carlo da allenatore ed Edoardo da capitano, quali sono gli stimoli che trasmettete ai vostri giocatori/compagni di squadra per spronarli ad essere attivi nel progetto?

Carlo: Sicuramente l’obiettivo, quello di salire in Serie a, dovrebbe essere una cosa parecchio stimolante per i ragazzi. Poi cerco sempre di scherzare con loro per trasmettere serenità e fiducia nello spogliatoio che sono cose molto importanti. Edoardo: Diciamo che questa cosa dell’essere capitano mi è arrivata addosso un po’ all’improvviso, non me l’aspettavo e sto ancora cercando di assestarmi in questo ruolo con tutto quello che comporta e di trovare il mio posto nello spogliatoio perché non voglio “impormi” sui miei compagni. Sicuramente cerco di stimolarli, di suonare la carica, di inviare foto di belle donne per tener su il morale, fare battute e lanciare hashtag (l’oramai famoso per noi #polisporFiga ad esempio).

Paudice è allenatore del Vicenza da poco, ma ha già allenato in passato, seppure per poco tempo, il Vicenza. Come è stato accolto da lei, Edoardo Bonfanti (ricordiamo che lei all’epoca ancora non era in squadra), e dalla squadra il suo arrivo/ ritorno? Mentre per lei, Carlo Paudice, come è stato ritornare ad allenare il Vicenza?

Carlo: Tornare in una squadra con un gruppo affiatato e che ha una grande voglia di vincere è sempre bello. Mettiamo, ovviamente, in primo piano il divertimento e la serenità, cosa di cui parlavo prima, e poi ogni Lunedì e Mercoledì, parliamo della partita. Voglio, assolutamente, portare questi ragazzi in serie A. Edoardo: Io ho cercato di accoglierlo al mio meglio, con simpatia e voglia di divertirci insieme per raggiungere gli obbiettivi, o almeno ci ho provato; lascio ad altri la sentenza di esserci riuscito o meno (sorride, ndr). La squadra invece devo dire che ha reagito bene, i ragazzi sembrano soddisfatti e che si siano trovati subito in sintonia con il ritorno del mister e sembrano motivati.

Parliamo del mercato del Vicenza. Come valutate i nuovi acquisti? Si sono integrati bene all’interno della squadra?

Carlo: I nuovi acquisti, a primo impatto, mi sono sembrati buoni. Come si sono integrati, non lo so benissimo, visto che prima di me c’era un altro allenatore. Posso solo dirlo per Stafa, che scherza con la squadra e questo mi fa molto piacere. Edoardo: A livello tattico mi sembra che gli acquisti siano stati fatti con cognizione di causa, andando a puntellare i ruoli in cui era necessario. A livello di coinvolgimento invece devo dire che è già difficile riconoscere chi è appena arrivato e chi era già qui, i ragazzi ridono, scherzano e si sono ben adeguati al clima caciarone e goliardico del gruppo.

Siamo alla fine dell’intervista, e ho un’ultima domanda per voi. Sicuramente il Vicenza punterà alla promozione in A. Quali sono le squadre che possono lottare per la promozione? E pronosticate le vostre tre squadre che saliranno in A.                                                                                                                     

Carlo: Le squadre che possono salire in serie A, oltre al Vicenza, sono il Chievo Verona, la Roma e per dirne una terza, dico il Parma. Queste tre, insieme a noi e qualche altra squadra come il Livorno o il Brescia, lotteranno per il salto di categoria. Sul pronostico dico Vicenza, Parma e Brescia. Edoardo: Sono d’accordo con il mister su questa, sicuramente la Roma andrà a lottare per arrivare in Serie A, dopotutto pur essendo una squadra di Serie B hanno vinto la coppa Italia lo scorso anno. Per le altre il Chievo, che ha fatto bene, l’Entella, che è arrivata in una posizione importante la scorsa stagione e forse Brescia o Parma. Riguardo a chi salirà in A vorrei essere scaramantico ma credo che la squadra possa far bene e quindi voglio dargli fiducia: Vicenza e Roma dirette, Entella ai play-off.

Edoardo Bonfanti e @Carlo Paudice vi ringraziamo per la vostra disponibilità. Vi facciamo un grosso in bocca al lupo per la nuova stagione.

Carlo: Grazie a te e Progetto X per l’intervista e forza Vicenza. Edoardo: Grazie a voi per la disponibilità e la pazienza, mi aggrego al mister, forza Vicenza.

Esprimere la propria opinione

In Diventa un calciatore su Football Manager siamo arrivati a contare un numero di iscritti che supera le 2000 unità, diventa sempre più importante, a questo punto, che le opinioni di tutti vengano rispettate e soprattutto tutelate. Cosa intendo dire?

E’ abbastanza semplice per la verità. Ho notato, e lo noto sempre più spesso, che ogni volta che le discussioni, di per sé positive, degenerano in comportamenti negativi, passibili anche di sanzioni, viene fatto abuso dell’ironia. E’ divertente prendersi in giro tra amici, o anche conoscenti su determinati argomenti, lo è molto meno quando i rapporti tra due persone sono già tesi per via di vedute diverse. Fare commenti ironici o sarcastici viene inoltre visto da una parte della community, che rispecchia assolutamente il clima nel mondo reale, come un atteggiamento prevaricatore, sintomo di una superiorità passivo aggressiva difficile da sopportare.

Vi faccio un esempio, ci sono persone che spendono ore al giorno per questo gioco e altre che spendono così tanto tempo solo in settimane di role play. Ecco, immaginate di far parte di una o dell’altra categoria, se foste nel primo gruppo è chiaro che potreste conoscere meglio il progetto dei secondi. Non è però assolutamente una condizione necessaria ne tanto meno sufficiente per guardare gli altri dall’alto in basso. L’opinione di tutti ha la stesssa importanza e come dicevo all’inizio va garantita a tutti la possibilità di esprimersi.

Non servono né paladini della giustizia, né blastatori all’interno della nostra community.

Vi starete chiedendo perché dico questo. Molti di noi tendono a non esprimere la propria opinione, timorosi che verranno poi criticati o giudicati pesantemente. Questo non significa che soffrano di una strana sindrome dell’accerchiamento.

Ci sono comportamenti che sono di difficile lettura quando si discute già nella vita reale, in cui si conosce l’interlocutore, figuratevi quando a dividerci non c’è solamente uno schermo ma anche un background culturale e sociale molto diverso, che invece dovrebbe aiutare nella costruzione di un legame di coesione sempre più forte.

Imporsi con la dialettica non è un comportamento sano, non lo è, come già detto, neppure farlo con il sarcasmo o l’ronia, e nemmeno con l’aiuto di like o commenti a sostegno della propria tesi. 

Se vi ritrovate in alcuni di questi comportamenti, per quanto difficile, provate a pensare quanto vi farebbe arrabbiare se, parlando con un vostro amico, o ancora meglio uno sconosciuto, questo cominciasse a trattarvi come un alieno, una persona con un’opinione talmente stupida che non va nemmeno discussa ma ridicolizzata.

All’interno di Progetto Gaming FM nessuna opinione conta più delle altre, tranne ovviamente quelle dei nostri amati Admin ( :D).

Il vostro caro Tutor, Occio

IlCarro intervista Riccardo Serafini

Riccardo Serafini, membro storico del Progetto, presente dalla Stagione 1, si introduca.
Salve, quasi tutti mi conoscono all’interno del Progetto, ma mi presento lo stesso per quei pochi (fortunati) che non mi conoscono: sono lo storico mister del Cesena, colui che ha inventato la famosissima tattica a “pista di biglie” e non solo, sono anche il bomber del Parma di mister Gallarato.

Parliamo allora di questa fantomatica pista di biglie; nasce per caso? Le ha portato più gioie o più dolori e perché ha deciso di accantonarla?
Sfatiamo un tabù. La pista di biglie nasce come un normalissimo 3-4-3, utilizzato nella Stagione 1 quando ero allenatore del Fublet; lo schierai in un’unica partita, contro la Roma, per sbaglio avanzai l’esterno sinistro alto e con questo nacque la pista di biglie. Dopo quella invenzione Paolo Bianchi mi cacciò giustamente e io da lì non la utilizzai più.

Si ritiene il maggior colpevole di quella retrocessione?
Sì, ero un allenatore molto inesperto, alla mia prima panchina; nonostante tutto, ringrazio Paolo per la fiducia riposta in me durante quelle quattordici partite, sicuramente se fossi stato un pochino più accorto all’epoca sarebbe andata diversamente; probabilmente col Serafini di oggi non sarebbe finita così.

Veniamo ora a tempi più recenti. Cogliendo l’occasione per congratularci per la promozione in Serie A, l’altra faccia della medaglia vede una situazione attività non proprio florida; siete la quartultima della B e partite come ultima nel prossimo campionato di A. Sappiamo che avete presentato ricorsi ma la situazione non dovrebbe variare di molto. Cosa non ha funzionato? Pretese troppo alte nei bonus dei contratti?
In tutta sincerità noi pensavamo di aver assegnato ai nostri giocatori dei bonus raggiungibili, purtroppo molti di questi non sono stati ottenuti per diversi sfortunati motivi; per esempio alcuni giocatori sono risultati meno attivi in questa stagione rispetto alla scorsa, probabilmente pensavano di raggiungere comunque i bonus; poi onestamente non si capisce come gente come Arrigo che segue tutte le dirette su Twitch non abbia raggiunto almeno il bonus live; secondo me il bot non è assolutamente affidabile come risorsa per calcolare il bonus, poiché ho notato molta gente che ha partecipato alle live per tutta la stagione e che nonostante questo non ha raggiunto il rispettivo bonus. (Perfavore Ale e Fil non linciatemi).

Aldilà di quello che può essere un caso singolo come Arrigo, che gli admin sicuramente verificheranno, se guardiamo alle squadre che hanno avuto l’attività migliore vediamo che dietro ci sono sempre persone esperte che hanno saputo gestire al meglio i propri utenti; tu che nel Progetto sei un veterano, pensi (assieme al tuo DS Cafarella) di aver sbagliato qualcosa nel coinvolgimento dei tuoi ragazzi?
Non penso proprio, io e Andrea abbiamo fatto il massimo per i ragazzi, ora magari non saranno creativi o che altro, ma vogliono bene al Cesena e il mio obiettivo era proprio che tutti i miei giocatori avessero a cuore il Cesena; i bonus contano relativamente e da noi sono quelli che dimostrano di volere più bene al Cesena che poi avranno le ricompense maggiori; è vero i soldi hanno un loro peso, soprattutto in un gioco in cui li guadagni grazie all’attività e li usi per migliorare il tuo calciatore, ma anche quelli meno attivi hanno dimostrato di voler bene alla causa bianconera, infatti l’aspetto più bello è che nessuno vuole andare via da Cesena, poiché i giocatori amano questo gruppo e soprattutto amano il grande cavalluccio, e lo dico con un certo orgoglio in quanto romagnolo e tifosissimo del Cesena nella realtà.

Se tanti sono quelli che non vogliono andar via, pochi sono quelli che sono arrivati a Cesena di recente. Qual è l’obiettivo per la prossima stagione e pensa che le rare operazioni in entrata siano sufficienti a raggiungerlo?
L’obiettivo è senza dubbio la salvezza, il nostro scopo era mantenere l’ossatura della squadra che ha vinto i Playoff con qualche innesto per puntellare la rosa. Penso che Pistocchi e Fregosi siano due acquisti utili in due ruoli dove avevamo più necessità, poiché disponevamo solamente di due centrali e di appena un terzino; poi il resto della squadra è di buon livello, con Arrigo, Esposito e Lo Piano su tutti; li considero giocatori che farebbero gola a squadre che giocano per l’Europa che conta, quindi sì la squadra secondo me è in grado di salvarsi, ma ci sarà da soffrire parecchio.

Veniamo ora alla parte se vogliamo più leggera dell’intervista. Serafini calciatore: spieghi una volta per tutte la sua decisione di passare, a metà stagione, ad una squadra in piena lotta salvezza come il Parma, quando la cercavano club molto più illustri.
Mai stato uomo da grandi squadre, a me piace essere l’eroe delle piccole e portarle a essere grandi; destino vuole che la proposta del Parma fosse congrua con le mie aspettative di carriera: sarei stato il giocatore di punta e avrei avuto una squadra molto attiva in cui giocare, hanno creduto in me e io ho creduto nel loro progetto. Adesso non me ne voglio più andare, per questo motivo ho addirittura fatto inserire una clausola di 7 milioni nel mio contratto. Non me ne vogliano i big team che mi hanno cercato ma mi possono offrire anche stipendi da 3 milioni a stagione che io preferirò sempre le squadre piccole. È più bello rendere le piccole grandi, più che ingrandire ancora di più i club già illustri.

Una critica che le potrebbero muovere è che arrivato a questo punto della carriera non ha ancora il coraggio di prendersi le responsabilità in una grande squadra.
Farà mai, anche in un futuro molto lontano, questo ipotetico salto?
Sono già in una grande società, quindi per come la vedo io, il salto l’ho già fatto.

A proposito del Parma, alcuni esponenti della nostra redazione ritengono che per una serie di fattori l’anno prossimo potrebbe essere una grande stagione per i gialloblù, è d’accordo? E lei cosa si aspetta?
Condivido anch’io le stesse sensazioni; in mia opinione saremo la rivelazione del campionato e lotteremo come minimo per un piazzamento nei Playoff, poi se quelle davanti dovessero distrarsi…

Ci parli ora dell’ambiente Udinese, la squadra che ha lasciato prima di approdare a Parma, come ha trascorso il suo periodo coi friulani e secondo lei com’è stato possibile portare la squadra Campione d’Italia in Serie C in due stagioni consecutive.
Il primo anno nonostante l’amara retrocessione personalmente mi sono trovato bene, poi una volta arrivate le divergenze societarie l’anno seguente ho dovuto lasciare la squadra, troppe prese in giro, non si sapeva a quanto ammontasse il debito e c’era pure gente all’interno della dirigenza che continuava a sostenere che fossimo in attivo; ho preferito lasciare per l’ambiente scomodo che si era venuto a creare. Ad ogni modo penso che la causa di tutto sia stato uno staff troppo inesperto.
Comunque nonostante le annate non troppo positive, voglio fare un saluto con affetto a una tappa importante della mia carriera da giocatore, carriera che è migliorata anche grazie all’Udinese, quindi faccio loro un grande in bocca al lupo sperando che col nuovo restyling societario tornino a competere nelle categorie che più contano.

Parliamo di Nazionale. Recentemente sono stati eletti i due commissari tecnici degli Azzurrini, con Salvatore Campagna e Nicholas Michelini rispettivamente alla guida dell’Under 21 e dell’Under 19. Lei essendo un classe 2001 rientra nel bacino di quest’ultimo, quali sono le sue sensazioni a riguardo?
Tecnicamente sarei del 2002 ma Filippo mi ha creato erroneamente un anno più anziano, ma tralasciando questo piccolo dettaglio, Michelini è un grande allenatore, ha già fatto cose strepitose sulla panchina della Lazio e penso che farà altrettanto bene allenando l’Under 19. Lo stesso penso di Salvatore, è un tecnico molto preparato, ha dominato un campionato ostico come la Serie B e secondo me con lui in panchina la Cremonese lotterà per le posizioni di vertice anche nella massima serie. Difficile chiedere di meglio per le due nazionali giovanili.

Se potesse acquistare un calciatore in particolare, un pupillo che vorrebbe nella sua squadra quale sarebbe?
Se potessi prenderei Mark Aperio dal Genoa. Per quello che penso io il miglior giocatore nel complesso in questi tre anni.

Descriva con una parola le seguenti figure: Federico Gallarato, Alberto De Donatis, Paolo Bianchi, Salvatore Campagna, Andrea Conte.
Gallarato: pop-corn, De Donatis: purgatorio, Bianchi: abnegazione, Campagna: albero, Conte: pianoforte (non so se sia il termine più adatto, ma intendo dire che è uno che la tocca sempre piano il buon Andrea).

Stiamo giungendo alla conclusione, quello che ancora ci preme sapere è se nella carriera di Serafini, sia quella da calciatore sia quella da allenatore, c’è qualche rimpianto, qualcosa che cambierebbe e perchè.
L’unico rimpianto che ho è la prima esperienza di allenatore di cui parlavo a inizio intervista. Ma è un rimpianto non perchè c’è stata, ma per come è andata, dal momento che la rifarei in ogni caso, mi ha formato parecchio; come sappiamo spesso aiutano di più a farti crescere le esperienze negative piuttosto che quelle positive.

Grazie per essere stato in nostra compagnia. Le auguriamo le migliori fortune per la stagione che prenderà il via a breve.
Auguro lo stesso a voi de IlCarro, grazie davvero per l’opportunità che mi avete concesso con questa intervista, è stata lunga ma molto piacevole.

Squadra nuova, Paparella Nuovo? L’intervista a Davide Paparella


Buonasera a tutti i nostri lettori e un particolare saluto a Davide Paparella. La ringraziamo per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista. Si presenti e ci parli dei suoi ruoli all’interno del Progetto.

Paparella: Buonasera a tutti mi presento, mi chiamo Davide Paparella, e come ben sapete sono un neo giocatore del Milan! Sono abbastanza duttile in difesa siccome sono sia terzino sinistro, sia terzino destro che difensore centrale. Nel progetto sono un personaggio abbastanza discusso, ma dopo il mio approdo al Milan , ci saranno tanti cambiamenti!


● Ecco, lei è stato appena acquistato dal Milan, perchè ha lasciato il Bari?

Paparella: Sinceramente parlando volevo una sfida molto più ambita e ambigua allo stesso tempo, come ben sappiamo il Milan ha avuto dei ban e delle multe che hanno indebolito la squadra per il fatto di serveropoli e il dover far risalire una squadra come il Milan mi ha sempre intrigato… poi parliamoci chiaro IL DIAVOLO è IL DIAVOLO

In merito al suo approccio al Milan, è girata voce che la cosa non è stata presa molto bene dai suoi nuovi compagni di squadra. Come è stato accolto in squadra?

Paparella: In squadra sono stato accolto benissimo, infatti mi sono già integrato molto bene con i miei nuovi compagni, ciò che è stato detto in passato, è passato, adesso dobbiamo pensare a lavorare tutti insieme come una grande famiglia!

Sul fatto che bisogna pensare al futuro la penso come lei. Ma le cose dette e fatte in passato, non influenzano un pò il suo presente? Come crede di far cambiare idea a chi in passato aveva detto qualcosa su di lei?

Paparella: Devo esservi sincero inizialmente un pò mi infastidivano, adesso un po’ meno, sono un tipo abbastanza forte di carattere, quindi faccio scivolare un po’ tutto. Per far cambiare idea a chi in passato ha parlato male di me, ci penserà il campo, io dimostro tutto in campo, poi per il bene del Milan ci penserò mille volte prima di fare qualcosa.

Eppure lei si è descritto come un personaggio discusso , non si sente un pò una “testa calda”? Riuscirà a cambiare atteggiamento? Oppure dobbiamo aspettarci ancora di peggio?

Paparella: Si mi sento una testa calda, ma per il bene del Milan cercherò di pensarci 1001 volte prima di fare qualcosa

Quindi la sua promessa sarà quella di tenere a bada i suoi istinti e pensare al bene del Milan. Ma oltre ad essere una “testa calda”, è anche un pò l’Ibra del progetto. Come mai cambia spesso squadra?

Paparella: Sinceramente questo trasferimento al Milan l’ ho voluto fortemente… Non voglio dire niente ma mi sento in paradiso anche se sono all’inferno. Spero di rimanere al Milan per tanto tempo.

●Quindi al Milan sta trovando, o spera di trovare, qualcosa di motivante che le permetta di restare per molto tempo. Cosa che invece non ha trovato nelle altre squadre?

Paparella: Il milan è già uno stimolo per rimanerci… Come le ho già detto mi sento al paradiso qui, ho trovato la mia serenità

Quindi abbandonerà la sua fama da giocatore, se possiamo dirlo, un pò mercenario, e si dedicherà per molto tempo al Milan. Dove crede possa arrivare il Milan nella prossima stagione?

Paparella: Si si il Milan sarà casa mia per molto tempo, non voglio dire nulla, ma abbiamo un bel gruppo… Forza Milan

Siamo quasi alla fine dell’intervista. Come sa all’interno del Progetto ci sono diversi ruoli da poter ricoprire, vorrebbe provare a mettersi in gioco in uno di questi ruoli? Se si, quali? Se no, ci spiega le motivazioni.

Paparella: Per il momento preferisco concentrarmi solo come giocatore del Milan, mi basta ciò.

Non le piacerebbe un giorno diventare DS, presidente o allenatore di una squadra?

Paparella: Adesso no, in futuro potrebbe darsi.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. La ringraziamo per la sua disponibilità. Se ha qualcosa da aggiungere, le diamo possibilità di farlo. Intanto le auguriamo un grosso in bocca al lupo per la sua nuova avventura. Buonaserata.

Paparella: Grazie a voi e in bocca a lupo per il nuovo anno! #DP5

Il faraonico mercato del Bologna

Stagione 3, 38° giornata di Serie A. Il Bologna si è salvato all’ultima respiro, dopo un campionato alquanto disastroso. Era ancora vivida a inizio stagione il ricordo dell’ottavo posto, con l’Europa League sfumata soltanto nelle ultime tre partite. Certo, era partito Pasquale Canario, ma nessuno si sarebbe immaginato un calvario del genere, tra il mister Michele Ianzano dimesso, seguito dal ds Gaetano Fagone poco dopo, il sostituto dell’allenatore Matteo Trementozzi andato via anche lui e un’instabilità che poi si riversava in campo, con prestazioni altalenanti e l’ombra della retrocessione che si avvicinava sempre di più.

Nonostante tutto il Bologna – come due stagioni prima – è sopravvissuto e rimarrà in Serie A. Con grandi ambizioni di rinascita. Fabio Bicocchi si assume la responsabilità di essere il direttore sportivo dei Felsinei. Il nuovo DS, con una breve esperienza come dirigente a Crema sulle spalle, si è messo già all’opera per formare una squadra in grado di assicurare la salvezza con maggiore tranquillità ed ambire a qualcosa di più.

Il primo innesto del #DSA nella Dotta è stato il terzino doppia fascia Alessandro Galini, dal Frosinone, per la modica cifra di 600k. Sempre per il ruolo di terzino, acquisirono Saverio Provenzano, dalla Lazio, per la cifra di 1,2 milioni. Nel mentre, il Bologna cedeva Carlo Maiorano per 750 mila alla Casertana e Francesco Ricciardi per 650 mila al Livorno.

Bicocchi non ha solo puntellato la fascia, ma ha cercato di colmare al meglio la richiesta di cessione di Antonio Cusumano, desideroso di cambiare aria. Mentre l’attaccante veniva ceduto per la cifra monstre di 2,1 milioni all’Inter, il ds dei rossoblù riempiva il buco offensivo con due innesti: il primo, Gaetano Cerardi, punta del Livorno, arrivò nel capoluogo in cambio di 1,2 milioni; il secondo, più altisonante, è stato l’attaccante ex-pigino Vincenzo De Lucia, comprato per 2,0 milioni.

Venduto poi il centrocampista Michele Carminati, per 600 mila all’Atalanta. Il mercato del direttore sportivo, prima del suo approdo definitivo nello staff del Milan, si è impreziosito con l’ingaggio di Alessandro Terzo, dall’Avellino, per 2,0 milioni. Stessa direzione, ma verso opposto, è stato infine l’ultima trattativa del #DSA, con Roberto Sarcina all’Invictus per 700 mila.

Fabio Bicocchi ha poi salutato Bologna, lasciando i giocatori nelle mani del nuovo allenatore Mario Torsello. In questa stagione 4, il mercato fatto dal Bologna sarà sufficiente per renderla la squadra outsider della massima serie? Quali squadre illustri cadranno per mano dei felsinei al Renato Dall’Ara? Non ci resta che attendere l’inizio del nuovo campionato.

Okay, il prezzo è giusto?

Negli ultimi giorni ha tenuto banco come discussione principale il prezzo di Alessandro Terzo, centrocampista senegalese dell’Avellino messo in vendita su richiesta. La società campana avrebbe richiesto la cifra di 2 milioni, giudicata troppo esosa da parecchie squadre interessate al cartellino.

In questo articolo non si cercherà di capire chi abbia ragione e chi torto, ma nel poter affrontare una discussione del genere è giusto poter disporre di dati corretti: un’opinione, senza una solida base conoscitiva dietro, non è un’opinione e non può essere rispettata come tale. Si ricorda come seguire live e postare contenuti interessanti sia uno dei fattori principali da tenere d’occhio, quando si fa una transizione. I bonus attività, oltre a potenziare maggiormente il giocatore, portano soldi anche alle società, permettendo di alzare stipendi e di fare nuovi acquisti. Partiamo quindi con il dare le cifre delle più importanti transizioni di mercato, a livello di cash.

L’acquisto per ora più costoso a livello di cash è quella di Samuele Tomassetti, attaccante. La scarpa d’oro della Stagione 3 è passata dal Milan alla Sampdoria per 2,65 milioni. Il Milan ha sostituito il giocatore con Luca Lanza, attaccante, dal Lecce, per 1,75 milioni. Il triangolo di attaccanti potrebbe chiudersi con l’approdo di Matteo Congedo, secondo pallone d’oro, dalla Sampdoria proprio al Lecce. Le cifre sembrano essere di 1,5 milioni.

Attaccante molto simile a Congedo è Antonio Cusumano: l’ex-Bologna è passato all’Inter per la cifra di 2,1 milioni, bonus esclusi. L’Inter ha chiuso inoltre il difensore centrale Lorenzo Valentino, per la cifra di 600 mila, e il terzino Thomas Rafaniello, per 650 mila, entrambi dal club salentino. L’Inter, tuttavia, ha ceduto Cristian Marchese, ex-colonna del centrocampo, per 1,2 milioni, all’Udinese.

Una valutazione molto simile a quella di Terzo è stata quella del cartellino di Fabio Bicocchi, attaccante. Ex-Bologna ed in prestito al Torino in quest’ultima stagione, il #DSA è stato acquistato proprio per 2 milioni dal Progetto Gaming. Altre due operazioni dei biancoblu di un certo impatto sono Marika Calcagno, centrocampista, arrivata dall’Inter per 1,2 milioni, e Claudio Manfredi Franco, trequartista, arrivato dal Livorno per 1 milione, bonus escluso.

Caso a parte merita Salvatore Campagna della Lazio, pagato 1,5 milioni dal Livorno. Il centrocampista centrale percepirà come potenziamenti possibili una cifra non inferiore a quello che è stato il costo del cartellino. Sempre Campagna è protagonista di un’altra operazione, l’attaccante Damiano Mattia della Cremonese, prelevato dal Milan per 1,1 milioni.

Non si possono citare alcune operazioni della Juventus, sempre di questa sessione di mercato: Luca Bisceglie, attaccante, approdato a Torino per 1,9 milioni dalla Spal, e Luca Amadori, acquistato dal Livorno per 2 milioni. Spuntano anche Vittorio Albertini, terzino ex-Malcantone, approdato al Cesena per il prezzo di 1 milione. Ultime segnalazioni: la prima è Lorenzo Frattoni, centrocampista, per 2.6 milioni, dal Milan al Benevento: in quest’ultimo caso il raggiungimento dei bonus è talmente scontato che possiamo già considerarli nella cifra (600k alla decima presenza, indipendentemente se titolare o subentrato), la seconda è Gaetano Cerardi, attaccante, dal Livorno al Bologna, per 1,5 milioni.

Adesso è possibile giudicare non solo il prezzo di Terzo, ma di buona parte degli acquisti delle varie società di Serie A, Serie B e anche Serie C per questo calciomercato. Alla luce di queste trattative, come si può giudicare il mercato delle varie squadre? I valori sono quelli corretti? Soltanto il futuro ce lo potrà dire.

Lucca Comics e Progetto FM: un mese dopo

Da sempre le fiere sono la miglior opportunità per dare un volto alle persone conosciute online su blog e facebook.

Questo Lucca Comics and Games 2018 è l’occasione per me di incontrare gli amici di “Diventare calciatori su fm”, un gioco di ruolo sul calcio su FB.

Il tutto parte da Jessica, la mia fidanzata, che venerdì 02 novembre mi propone di andare in Toscana… la sua prima fiera cosplay!

Spargo subito la notizia sul gruppo per offrire passaggi last minute: arruolo Filippo B. per l’intero viaggio e Paolo V. per il solo ritorno.

La giornata di sabato 03 novembre si preannuncia una di quelle sfacchinate tanto pesanti quanto avvincenti: meteo incerto e rientro in nottata.

Alle 03.30 la sveglia interrompe le poche ore di sonno: l’idea è di partire molto presto per sfruttare al meglio la giornata e non incontrare nessun tipo di inconveniente.

Partiamo da Como alle 04.00, in 40 minuti siamo da Filippo a Milano: questa l’unica deviazione. Il viaggio, infatti, scorre veloce ed alle 08.00 siamo già all’uscita autostradale Lucca, come previsto.

Come temevo, nonostante la partenza ad orario folle, si presenta comunque il problema parcheggi: la città è piena di cartelli con la grande “P”, ma sono tutti pieni.

Continuiamo a girare a vuoto fintanto che non scorgo un parcheggio privato, dentro un cortile, ovviamente a pagamento.

Prima di dare 20€ al custode ci ricorda che il cancello verrà chiuso alle 21.00 : cosa vuoi che sia, mica dobbiamo stare a Lucca fino a quell’ora…

08.40 finalmente possiamo sgranchirci le gambe e camminare: solita accortezza da ingegnere, salvo la posizione dell’auto e in 10 minuti siamo alle mura.

Per entrare in città occorre fare la fila sotto il metal detector, esibite borse e zaini, compilare il modulo Daspo ed essere vaccinati: purtroppo molti ragazzi han dovuto abbandonare pezzi dei loro cosplay per il solito abuso di potere di alcuni steward…

Ore 08.55 non c’è fila e agevolmente andiamo a ritirare il braccialetto: strumento che si rivelerà inutile, dato che per entrare negli stand chiedono comunque anche il biglietto.

Gli espositori aprono le porte alle 09.00 , ma non vogliamo essere i primi ad entrare: cogliamo così l’occasione per fermarci a rifiatare in un bar e notifichiamo la posizione al gruppo de “i sardi”.

Su 1.900 utenti del gruppo, infatti, almeno duemilatrecentocinquantuno sono di Cagliari e dintorni: perciò “i sardi” sarà la convenzione con cui chiamerò l’intero branco.

Le strade si riempiono sempre più di colsplayers, ed ecco che finalmente, tra fiumi di ragazze vestite da Harley Quinn, spuntano i sardi!

Paolo V., Maurizio D., Arnaldo F. , Giacomo S. e, più tardi, Angelo Z. . Seguono, poi, amici dall’anagrafe meno nobile: Luca F. , Alessandro D’A. e Lucia Z.

Si sa come va a finire quando la comitiva è composta da più di una persona: il gruppo si sgretola e si passa il tempo a rincorrersi.

Il primo punto di frattura è lo stand dei giochi da tavolo: lì è facile perdermi, dato che i board games sono la mia più grande passione.

Neanche fingo di interessarmi al gruppo, che già sto percorrendo tutti gli outlet e negozi vari, sincerandomi solo di non smarrire Jessica.

La parte “Games” di Lucca non è particolarmente avvincente, messa a confronto col Modena Play. Comunque non importa quanto una fiera sia grande o piccola, se c’è modo di giocare, io gioco! Peccato solo che il poco tempo a disposizione non permette di fossilizzarsi ai tavoli.

Usciti dal padiglione iniziamo a vagare per la città, senza cartina: la città non è grande ed in poco tempo siamo in grado di orientarci perfettamente.

Tra un messaggio e l’altro per trovare un punto d’incontro con i sardi, capita spesso di interrompere la chat per scattare foto ai cosplay.

Quest’anno, dato il poco preavviso, non sono riuscito ad organizzarmi con un costume: ricordo però le emozioni che si prova quando la gente ti ferma per una foto o un apprezzamento. Ogni richiesta di fermarti è un premio al tuo impegno per quei mesi di lavoro in cui ti sei costruito la tua opera d’arte.

Sono lenti i movimenti con cui interpreti il ruolo e metti in posa il tuo personaggio: cerchi di farne apprezzare ogni dettaglio.

Ci sono due tipi di cosplay che apprezzo particolarmente: quelli ottimi e quelli super originali, fatti comunque con un minimo di impegno.

Ho sempre rispetto il lavoro di chiunque: purtroppo, però, vedere cinquecento costumi tutti uguali nasconde chi quel cosplay l’hanno fatto perfetto, facendotelo quasi evitare.

Una breve lista di cosplay che ho apprezzato: lo Zio Fester, il Gatto e la Volte Steampunk, Bender, due genitori truccati da Puffi col loro cucciolo sul passeggino col cappellino a fungo, C17 e C18, il gruppo di Hercules, il gruppo delle Principesse Disney (fantastica Mulan che si faceva i selfie!), il gruppo Peter Pan, Cappuccetto Rosso e l’Esorcista scarrozzata su un letto con ruote a una piazza e mezzo.

Dopo qualche concentrico giro sulle mura ci siamo riuniti al gruppo sardo col quale tentiamo di andare al Japan Town: un giardino chiuso accessibile solo mediante braccialetto. La lunga fila per entrare ci permette di rifiatare, senza smettere di ammirare le sfilate di cosplay.

Entrati nell’area Japan veniamo accolti da una boccata d’aria fresca: tanto spazio in cui potersi muovere liberamente, dopo ore di spalla contro spalla.

Ricordavo questa zona come una elite dei migliori costumi, con un palco per le sfilate e altre cose uniche: ritrovo, invece, solamente i negozi lungo il perimetro quadrato e lo stand Bandai.

Non ha ancora piovuto (e mai pioverà, per fortuna), la luce cala e fa posto al freddo: in tutto questo inizia a salire anche un certo languorino.

I sardi, così, prenotano in una pizzeria a mezz’oretta da Lucca, a Bagni di Lucca, ipotizzando che tutti i ristoranti in città sarebbero stati pieni.

Si sono ormai fatte le 18.00 e facciamo il punto della situazione sulle mostre e stand mancanti: anche frugando in tutte le viuzze non rimane troppo da vedere.

Forse 24 euro per il biglietto è un prezzo eccessivo rispetto a quanto offerto: ma LC&G c’è solo una volta all’anno e va vissuta senza rimpianti.

Alle 19.00 gli espositori chiudono le serrande e i sardi si congedano, dandoci appuntamento alle 20.30. Guardandoci intorno, ogni ristorante è libero, perciò non servivano tanti chilometri per mangiare.

Il cellulare notifica solo un quarto d’ora a pieni per arrivare all’auto: il traguardo è ormai vicino.

Vedendo i compagni di viaggio Filippo e Jessica convinti e decisi, li seguo e ripongo in tasca lo smartphone, disattivando navigatore.

Cammina cammina, però, sembra quasi che stiamo girando intorno. Ormai rassegnati, dinnanzi a noi si materializza un imponente negozio della Chicco mai visto prima: ci arrendiamo così all’evidenza di esserci persi.

E per fortuna che da buon ingegnere sono paranoico e mi ero salvato la posizione sul cellulare, ormai unica nostra ancora di salvezza: mancano ancora 37 minuti e 2 chilometri.

Sono le 19.40 ed abbiamo già percorso 24 km, qualche passo in più non sarà un problema: l’unica ansia ormai è di trovare il parcheggio chiuso, nonostante avessimo un buon margine di tempo.

20.20 , ecco finalmente il cancello tanto atteso… ancora aperto! “Stiamo partendo, pochi minuti e siamo lì” notifichiamo con bluff ai sardi.

Usciamo dalla città, sapendo di doverci poi tornare per prendere l’autostrada: finalmente alle 21.00 il meritato ristoro.

La pizza non è delle migliori, ma la compagnia sarda la rende comunque apprezzabilissima: tra un’Ichnusa e l’altra, però, sono già le 22.00 ed è ora di ritornare.

L’adrenalina di questa lunga giornata mi permette di guidare spedito ed essere a Milano in sole 3 ore, dove lasciamo gli amici Paolo e Filippo.

Finalmente alle 02.00 anche noi di Como rincasiamo, chi sa se i sogni saranno belli quanto la giornata appena trascorsa.

Fabio Bicocchi

Le riflessioni del Conte: caos Milan, ProgettoFM non è per tutti

Voi non meritate Progetto Gaming.

È di poche ore fa la comunicazione di Alessandro secondo cui il Milan, per buona parte della stagione, abbia barato.

A quanto pare il nostro regista principale faceva allenare e preparare le partite, al mister del Milan, con il salvataggio ufficiale.

Capirete subito che, con un vantaggio simile, qualunque allenatore avrebbe potuto raggiungere una finale di Coppa Italia e di Europa League, oltre ad essere ancora in piena lotta europea in campionato.

Non a caso, infatti, il Milan è andato in difficoltà quando l’allenatore avversario stravolgeva il suo modus operandi, come nel caso del recupero da 2-0 a 2-2 del Torino, avvenuto quando Sedda dal solito 4321 che non girava (stranamente arginato alla grande) ha virato in un inedito 4231 che solo la dirigenza granata conosceva in quanto modulo sperimentale.

Detto questo, vorrei spendere due parole verso chi è stato beccato e chi, nell’ombra, pensa di essere il più furbo.

Non meritate niente, perché siete niente.

Non meritate le ore passate sulle vostre schede da Filippo.

Non meritate la pazienza nel ponderare le dinamiche di Alberto.

Non meritate le idee e le energie, sia nervose che economiche, messe in campo da Alessandro.

Non meritate la pazienza di Damla dietro le quinte.

Non meritate lo smazzo mio e di Donato, in quanto superstaff di controllo, che passiamo al setaccio squadra per squadra, commento per commento.

Non meritate il lavoro dietro le quinte di Crippa e Paolo Bianchi nelle rispettive Leghe.

Non meritate l’inventiva di giornalisti e grafici, che dal nulla offrono un tema di dibattito.

Non meritate che un dirigente o un allenatore stia lì a scervellarsi per farvi giocare bene.

Non meritate nulla di tutto questo.

Lo merita solo chi c’è. Chi partecipa lealmente.

Lo meritano i ragazzi che ogni lunedì e mercoledì ci supportano su Twitch.

Lo merita chi quotidianamente ruola per la squadra.

Lo merita chi passa le ore a parlare con un inattivo per coinvolgerlo ed accendere nuovamente l’entusiamo in lui.

Lo merita chi ci promuove.

Ma soprattutto, lo merita chi nonostante le sconfitte e le retrocessioni, rimane perché in squadra ha trovato dei compagni di viaggio.

E fateci il favore, se vi venisse in mente di farci cattiva pubblicità, fatecelo sapere. Almeno potremo stare alla larga da chi vi crede e chi sostiene il gioco sporco.

Concludo facendo un appello ai ragazzi del Milan; lottate.

Lottate, perché siete il Diavolo. Siete un bel gruppo e potrete continuare ad essere guidati da persone come Lopresto e Filippo, che ci buttano l’anima in questa squadra e in vari aspetti del ProgettoFM.

Non fatevi sconfiggere dall’onta di chi imbroglia e dallo scoraggiamento, non ve lo meritate.

Con affetto,

un sostenitore disinteressato di questa bellissima comunità.

IlCarro intervista: Marika Calcagno

Oggi vi portiamo un’intervista a uno dei personaggi più discussi del gruppo. Il futuro giocatore del Progetto Gaming: Marika Calcagno.

IlCarro: Conosciamo tutti Marika Calcagno come calciatore nel nostro amato campionato. Chi è però veramente Marika nella vita reale? Raccontaci un po’ di te!

Marika: ciao a tutti, sono Marika, ho 30 anni, abito in provincia di Monza e sono sposata con Andrea Conte dal 19 maggio di quest’anno. Dopo il diploma, mi sono catapultata nel mondo del lavoro e per 10 anni sono stata Storemanager di una catena di negozi d’abbigliamento maschile, poi l’anno scorso ho deciso di intraprendere un altro tipo di lavoro, cambiando completamente ed ora lavoro come customer service presso una multinazionale. Amo disegnare, in particolar modo fumetti e ritratti realistici. Sono una persona timida ma dopo aver preso confidenza esce fuori il mio lato buffo. Sembrerà strano ma non ho molta autostima di me stessa, alcune volte vorrei essere più “faccia tosta” anche nella vita. Sono troppo buona e molte volte questo pregio diventa un difetto. Negli ultimi tre anni son maturata molto per problemi di salute che ho dovuto affrontare e mi hanno aiutato a vedere la vita con occhi diversi.

IlCarro: Come di consueto, ti chiediamo: cosa ne pensi della nostra testata giornalistica “IlCarro”?

Marika: Beh, la prima volta che ho scoperto la vostra testata giornalistica, mi è venuto in mente la costellazione e infatti vi dedicai un meme. A parte gli scherzi, la vostra testata giornalistica la descriverei competente, interessante e a tratti mettete quel pepe che male non fa. Mi strappate sorrisi ma altrettanto mi fate riflettere.

IlCarro: Come sei venuta a conoscenza del Progetto e del nostro campionato?

Marika: Ne sono venuta a conoscenza tramite mio marito che ormai stava più tempo con voi che con me.
Quest’estate andai con lui ad una pizzata organizzata a Milano e ho conosciuto la prima volta alcuni del progetto: Filippo Ballarini, Giacomo Sedda, Luigi Frunzio e Paolo Vanali. Non capivo molto ma era stata una piacevole serata, finita a lasergame! Dopo qualche mese in viaggio di nozze, nella strada del ritorno, Andrea mi disse: “dai vieni, per come sei fatta tu sono sicuro che ti piacerà” ed io presa dall’esasperazione dissi di si… Ora mi chiedo: “ma cosa cavolo facevo della mia vita prima del progetto?”

IlCarro: Conoscevi invece Football Manager prima di entrare nel gruppo?

Marika: Si lo conoscevo sempre tramite Andrea, perché lui ne è appassionato e molte volte mi raccontava e io alcune volte lo ascoltavo ed altre ero intenta a guardare la tv. Ormai sapevo che quando lui era a casa e lo chiamavo la prima frase era: “stai giocando a FM non è vero?”

IlCarro: Parliamo ora invece del tuo inserimento nel gruppo. Sei stata spostata da subito nella squadra detentrice dello scudetto, l’Inter. Primo impatto con la squadra?

Marika: Il terrore. Ero iscritta da due giorni? Beh, una sera ero da sola a casa, ancora non ero pratica, mi son vista un messaggio privato ed ero stata presa. E io: “che devo fare?”. In poco tempo mi sono ritrovata dentro il gruppo e ho avuto un benvenuto talmente caloroso che tutt’ora mi si stringe il cuore. Quindi se come primo impatto ero terrorizzata, dopo il loro benvenuto beh è cambiato e le è stato: “ma quanto sono teneri?”

IlCarro: Com’era il rapporto con il presidente Giglio? Come ti ha accolta in squadra?

Marika: Beh con Luigi c’è stato subito un buon rapporto, anche perché ad entrambi piacciono le moto, quindi un’altra passione che ci accomuna e poi perché mi faceva piegare in due dalle risate. Gliel’ho sempre detto ha un modo di fare che piace e sa catturare le persone.

IlCarro: Una tua opinione invece sull’operato del mister Ciampaglia, arrivato poco prima di te in squadra. Con lui che rapporto si era costruito?

Marika: Luca, beh, posso dirlo? Lo adoro e si, gli voglio anche molto bene. Ho instaurato un rapporto di amicizia e rispetto che va al di là del gioco. Non parlavamo/parliamo solo del progetto ma anche della nostra vita, con gioie e timore. Questo perché come sappiamo dietro un giocatore c’è prima di tutto la persona con sentimenti e con un cuore. Luca lo ritengo un ragazzo molto intelligente, a modo, che sa anche divertirti sparando cavolate con i suoi compagni. A tratti mi sembra timido o semplicemente lo faccio vergognare io perché glielo dico anche a voce che lo adoro. Per quanto riguarda il suo operato, per quanto posso saperne, lui per me è il mio primo Mister, quindi non ho metri di paragone. Perciò per la mia poca esperienza è un bravissimo allenatore, alcune volte però da la colpa a se stesso quando invece, se si perde la colpa non è sua ma semplicemente dobbiamo migliorare tutti.

IlCarro: Ora tocchiamo invece un tasto forse più dolente. Il rapporto con il DS Schiattareggia. Sappiamo che c’è stato un litigio tra voi due, sia nello spogliatoio che in privato. Cosa ti senti di dire su di lui? Come si è comportato nei tuoi confronti?

Marika: Lo so che volete sapere se lo odio, ma mi dispiace non disseterò la vostra voglia di gossip (ride ndr). A parte gli scherzi, da quel poco che conosco Manuel, mi sembra un ragazzo molto diretto e lo paragonerei ad un uragano perché ha un carattere molto forte. È vero, ci sono state delle discussioni, semplicemente abbiamo due modi diversi di vedere le cose.

IlCarro: Perché Conte ha chiesto la rescissione del tuo contratto dall’Inter? Si vocifera che come motivazione abbia dato “Insulti ricevuti”. Ovviamente la richiesta è stata respinta.

Marika: Chiedetelo a Conte. Non credete sempre alle voci di corridoio.

IlCarro: Aveva preso la decisione di diventare presidentessa dell’Inter. Come mai, prima di tutto, questo interessamento alla vita dirigenziale?

Marika: Si, avevo preso questa decisione e mi sarebbe piaciuto diventarlo insieme a Giglio per aiutare l’attuale dirigenza tramite alcune idee che mi stavano frullando in testa.

IlCarro: Quali erano queste idee?

Marika: Ne ho molte ma ve ne dico solo una: mi sarebbe piaciuto organizzare un giorno a settimana, anche se molto difficile, un’ora dove ci si collegava tutti su discord per parlare dell’andamento della squadra durante la settimana. Unire tutti i pareri, su cosa migliorare, i punti di vista dei giocatori, perché io sono convinta che in una squadra vincente batte con un solo cuore.

IlCarro: E come mai è arrivato il dietrofront alla scelta nel diventare presidentessa dell’Inter? Secondo il parere di alcuni giocatori, sotto la tua guida poteva cambiare qualcosa all’interno dello spogliatoio e in termini di partecipazione?

Marika: Ho fatto dietrofront perché sono ancora acerba sul progetto e ho molto da imparare, quando sarò più completa a livello di gioco, chi lo sa, un domani potrei sempre diventare presidentessa di una squadra.
Diciamo che so farmi voler bene e trascinare le persone, penso che questo sia stato recepito sia dai giocatori dell’Inter che da altri del progetto. Pensavate che dicessi “perché sono favolosa” e invece no. Ho dato un aspetto di me non veritiero, molti pensano che sia una ragazza che pensa ai glitter, unicorni, fiorellini… Per fortuna nella realtà sono diversa. Faccio la stupida per strappare sorrisi, perché c’è bisogno di sorridere nella vita.

IlCarro: Come mai hai deciso di approdare al Progetto Gaming? Ti hanno cercato altre squadre?

Marika: Beh mi è piaciuta la loro offerta e ho accettato. Per le altre squadre che io sappia no, ma penso che il DS dell’Inter sappia chi ha chiesto di me.

IlCarro: Ora invece lasciamo la vita sul campo da calcio e passiamo alle domande sulla vita all’interno del gruppo. Sai cosa vuol dire la parola “Spam”? Ti reputi un utente che effettua dello “Spam” all’interno del gruppo?

Marika: Allora, io adoro spammare, da come potete vedere e alcuni mi odiano per questo. In questa settimana sto cercando di intraprendere la via consigliata: spammare nei gruppi della squadra mentre nel gruppo principale limitarmi a scrivere post inerenti al gioco. E spero che qualcuno lo abbia recepito…

IlCarro: Appunto per questo, le chiedo cosa ne pensa di chi si lamenta dei tuoi post fuori contesto postati nel gruppo principale.

Marika: Fa bene a lamentarsi, perché oggettivamente è fastidioso e si perdono post importanti. Vedendo appunto le persone, molte persone che si lamentavano o mi bloccavano, ho detto: “ok il problema sono io, mi do una regolata”. Questo però non significa che non farò post demenziali, sto provando per la maggior parte a fare post inerenti al gioco oppure scrivere domande che possono prendere l’interesse dei giocatori. Il format “se fosse per me” non l’ho abbandonato. O meglio se prima ne facevo 3 al giorno sul gruppo principale, ho deciso di farlo una volta al mese (ride ndr).

IlCarro: Hai nominato appunto il tuo solito meme “se fosse per me”. Ti chiedo, a tal proposito, se conosci il film “Colazione da Tiffany”. Sai che la base del meme è presa da quel film?

Marika: Si ma non l’ho mai visto. Amo più i film Marvel o serie tv come The Walking Dead. I miei post “se fosse per me” prendo in giro lo stereotipo di ragazza che non capisce niente e pensa solo allo smalto e ai follower su instagram.

IlCarro: Perfetto, grazie mille per l’intervista! Come sempre, lasciamo l’intervistato con: fatti una domanda e datti una risposta!

Marika: Posso dire una cosa alla redazione de IlCarro? Siete Favolosi!