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Casa Juventus: La nuova realtà

Innanzitutto benvenuti cari lettori e un caloroso benvenuto anche alla nuova presidenza della Juventus nella sede di progetto X, direi di cominciare subito con le domande, cosa vi ha spinto a rilevare la proprietà della Juventus? da chi è partito il tutto e pensate che essere in tanti possa influire sull’operato?

LUCA A. Buonasera a lei, e grazie per il tempo speso per intervistare 5 disgraziati. Io poco dopo essere diventato un giocatore bianconero, ed aver appreso che la Juve era senza una presidenza, da gobbo quale sono, ha cominciato a balenarmi in testa l’idea dell’acquisto. Un giorno decisi di fare un post nel gruppone per vedere se trovavo qualcuno interessato e che potesse darmi una mano. Il primo ad interessarsi fu Gallorini, così cominciammo a parlare e mi mise subito al corrente della situazione, in modo da essere consapevole a cosa andavo incontro (nel bene e nel male, nessuno è perfetto). Piano piano col tempo si è aggiunto Simone alla cordata, e per ultimi Marika e Brian. Dal mio punto di vista essere in tanti può aiutare molto nella gestione dei vari aspetti della squadra. Noi ci confrontiamo sempre su tutto, però ci siamo divisi le varie competenze: c’è chi si occupa più del mercato e dei contratti, chi si occupa più della gestione dello spogliatoio ecc… Se è una strategia che pagherà, solo il tempo ce lo potrà dire

BRIAN Ciao Stefano, grazie a te per l’invito, Da quando sono presidente della Juventus è la mia prima intervista e sono molto felice di essere qui, insieme ai miei colleghi; la comunicazione è alla base di tutto; Per quanto mi riguarda, mi ero messo in contatto con il presidente Gallorini ed Amadori (da lui è nata l’idea della cordata), questo perché qualora ci fosse stata la possibilità di acquistare la mia squadre del cuore non mi sarei mai tirato indietro… ed eccomi qui. Essere in molti non è un peso, anzi, visti gli impegni generali è molto d’aiuto, anche perché dopo aver acquisito la società il primo obbiettivo è stato quello di creare un organigramma ben definito, in modo tale che la dirigenza riuscisse a coprire tutti gli aspetti societari e di spogliatoio. Per ora ha ripagato abbastanza le nostre aspettative, ma siamo solo all’inizio.

SIMONE Buonasera a tutti e buonasera Stefano, grazie per averci proposto quest’intervista (ndr rido perchè ho proposto io). Come hanno già detto i miei egregi colleghi Amadori e Santoro, l’idea di comprare la società era da tempo che aleggiava nell’ambiente, soprattutto nelle menti di Luca (Amadori) e Alessandro (Gallorini). Il mio coinvolgimento nella cordata ha però ulteriori motivazioni legate alla mia esperienza all’interno del gruppo Juventus. Avendo vissuto a pieno lo scandalo Progettopoli, ho sempre avuto dentro di me la volontà di risollevare le sorti di uno spogliatoio smembrato, demotivato, disilluso da tutte le scorrettezze commesse dalle precedenti gestioni dirigenziali. Con l’opportunità dell’acquisto societario ho intravisto la possibilità di voltare definitivamente pagina, lasciandoci alle spalle tutto il male vissuto, dando nuova vita alla Squadra per provare ad elevarla ad esempio da seguire all’interno del Progetto, per toglierci una volta per tutte la nomea di “scorretti e ladri”.Essere in 5 aiuta la giusta divisione dei ruoli perché abbiamo chi si occupa della gestione finanziaria, chi del mercato, chi dei Social Media (Marketing Manager e rapporto con stampa e altre squadre), chi del rapporto con lo spogliatoio e con il mister. Tutto è equilibrato, tutti abbiamo lo stesso peso decisionale, ma ognuno ha priorità di scelta nei propri campi, per poter dedicarci al meglio in tutti gli aspetti di gestione di una società importante come la Juventus.

 ALESSANDRO Ciao a tutti i lettori e grazie Stefano per l’intervista, finalmente la prima intervista da presidente! Io personalmente avevo già provato a rilevare la Juve in seguito alle vicende di Progettopoli. Purtroppo la mancanza di soci fidati mi fece desistere anche dopo la fine del periodo di amministrazione controllata. Quando Luca ha palesato l’intenzione di comprare la Juve, la mia risposta è stata automatica. In prima battuta avrei voluto acquistare la Juve per sollevarla dal buco nero chiamato Progettopoli: diciamo che in parte quei problemi sono stati risolti e quindi la motivazione ad oggi va ricercata nel legame che ormai ho con questi ragazzi. Con questa presidenza, grazie soprattutto all’aiuto degli altri 4 presidenti vorrei cercare di mantenere inalterato questo legame, mettendo in pratica tutte quelle idee che avevo e che ho, ma che da solo non sarei mai riuscito a realizzare. Ovviamente vogliamo continuare a divertirci e diventare (finalmente) un esempio per questo progetto, così come per me sono un esempio Torino e Genoa, grandi gruppi gestiti da grandissime persone.

MARIKA Ciao a tutti, innanzitutto ti ringrazio per la possibilità di parlare ai microfoni di Progetto X. Fin dall’inizio, dopo aver capito un po’ i meccanismi di Progetto FM, volevo acquistare una squadra ma non da sola, cercavo una o più persone con cui collaborare. All’inizio mi sarebbe piaciuto diventare presidentessa dell’Inter, ma la cosa è andata un po’ a sfumare. Con il passare del tempo però non c’era una squadra determinante nella mia scelta, mi andava bene qualsiasi, l’unico requisito era che doveva essere di serie A. Poi un giorno ho letto un post di Luca Amadori dove diceva che stavano selezionando papabili presidenti per la Juventus, così mi feci avanti ed ora son qui. Sul fatto che siamo in tanti non influisce per niente sull’operato, anzi a parer mio è molto più fluido gestire la squadra e tutto ciò che ci circonda, perché ognuno di noi gestisce sezioni diverse. Siamo 5 personalità distinte e separare, che lavorando insieme, concretizzano tutto ciò che nasce come pensiero, come idea. Immagina un lavoro di un solo presidente che ha mille pensieri, diviso per 5. Molto gestibile non trovi?

Da fonti certe abbiamo appreso che alcuni calciatori, erano stati messi fuori rosa da Trovato, ci potete raccontare che ambiente avete trovato al vostro arrivo? Pensate che il nuovo mister sia all’altezza di poter bissare il successo? (Tanto sappiamo tutti che vincerà la Cremonese)

LUCA A. Il discorso “Trovato” sarebbe lungo da spiegare, di certo la sua gestione non è stata così grave come alcuni la vogliono disegnare. Diciamo che le sue dimissioni ci hanno spinto a comprare subito, perché volevamo essere noi a scegliere il nuovo allenatore. Il discorso del “fuori rosa” in realtà non c’è praticamente stato. Si è vero, c’è stato un giocatore (solo uno) che ha giocato molto meno degli altri, ma è anche vero che non ha fatto molto per evitare che ciò accadesse, nonostante fossimo in più d’uno a digli di stare tranquillo. Si può essere in disaccordo con le decisioni dell’allenatore, ma bisogna sempre mantenere un profilo basso, e soprattutto rispettare il fatto che lui allena, e lui fa la formazione. Per il discorso scudetto, sarà molto dura bissare, nonostante credo fermamente nelle grandi capacità di mister Terlati.Tuttavia abbiamo già visto che Cremonese e Lazio hanno una marcia in più (o forse due) rispetto a tutte le altre. Noi siamo comunque i campioni d’Italia, e questo ci IMPONE comunque di crederci finché sarà possibile, anche se sarà molto dura.

BRIAN Sinceramente non mi piace e non è da me parlare di vecchie gestioni, vecchi allenatori, vicende e tutto quello che rientra tra le scelte effettuate dai nostri predecessori. La nostra idea comune, fatto su cui ci siamo sentiti tutti estremamente coesi, è stato quello di cambiare aria, idea e basi del progetto, acquistando in primis un allenatore a tutti sconosciuto, ma che ha dimostrato egregiamente di saper gestire spogliatoio e squadra. Ricordiamo la vittoria con la samp, e le partita di ieri, che ai nostri occhi, sanno di un risultato bugiardo, nonostante Torino e Napoli abbiano giocato ed approfittato (Napoli soprattutto) nel finalizzare le proprie azioni di gioco.Siamo i campioni d’Italia, ed il campionato è ancora lungo, e fino alla fine non è solo uno slogan.

SIMONE Non voglio parlare del passato, perché ormai sono questioni superate. Ora il mister è Francesco (Terlati), scelto all’unanimità da tutti noi presidenti per la sua preparazione tecnico tattica e per le sue spiccate doti di motivatore (ndr il fatto che sia Juventino sfegatato aiuta al coinvolgimento per la causa). Saprà sicuramente darci tante soddisfazioni anche quest’anno e lotterà insieme alla squadra #finoallafine per tenere alto il nome dei Campioni d’Italia, anche se lo scudetto sembra già essere una questione a due tra Lazio e Cremonese.

ALESSANDRO Si, ci sono stati dei litigi e non voglio nascondermi dietro ad un dito. Ma se c’è una cosa che ho imparato è che “i panni sporchi vanno lavati in casa propria”, quindi quello che succede nello spogliatoio per me rimane lì. Oltretutto stiamo parlando di situazioni passate, con un mister dimissionario e non voglio stare a rivangare cose ormai “sepolte”. Diciamo che l’annuncio della nostra presidenza ha caricato a mille anche i giocatori più scarichi. Terlati è stata una piacevolissima sorpresa: prima che ci arrivasse la sua candidatura pensavamo già di aver trovato il nuovo mister, ma la sua conoscenza del gioco ci ha spiazzato. Alla fine abbiamo scelto lui non solo per questo, ma per far capire a tutti che non abbiamo paura di rischiare (un nuovo utente come allenatore della squadra campione d’Italia è un po’ rischioso) e perché siamo fiduciosi che con il tempo imparerà a muoversi a dovere nel progetto. Già ad inizio stagione sapevo benissimo che lo scudetto non sarebbe stato affar nostro: abbiamo rivoluzionato metà squadra (forse anche di più) per non rimanere attaccati a giocatori fortissimi ma poco attivi. Probabilmente se avessimo avuto Terlati fin dall’inizio, qualche punto in più lo avremmo conquistato sicuramente.

MARIKA Avevo sentito voci riguardanti lo spogliato con Trovato, ma non ho dato molto peso. fondamentalmente so poco. Per la mia nuova presenza in Juventus, posso dire che ho trovato una bella squadra di attivi con la passione per lo stesso obbiettivo. Arrivare in alto. La Cremonese chi? si mangia?

Chi è secondo voi il giocatore che può fare la differenza in questa Juve?

LUCA A. Non credo nell’individuo che esalta la squadra, credo nella squadra che esalta l’individuo. Il che significa che oggi magari il top player sembra Agosta, domani magari sarà Bisceglie, dopodomani magari Paudice. (I nomi usati sono solo di esempio, avrei potuto citare chiunque).

BRIANChiunque, guardando classifica,classifica marcatori e tutte le statistiche direbbe che Agosta e Bisceglie sono i nostri uomini cardine, visto le loro reti e contributo in campionato ed in Champions (Agosta 3 goal nelle ultime 4 partite), e nonostante io stesso abbia esaltato le loro qualità non sono in grado di darti una risposta precisa, un nome ed un cognome. Perché, ad esempio, Gallorini e Carrano, contro il Napoli, sono stati i nostri uomini chiave. La prossima partita lo saranno Amadori e Del prete, quella successiva Kasemi e Paudice; insomma, ogni giocatore fa la differenza, chi in una partita chi in un’altra. Se dovessi puntare una scommessa su uni di loro avrei 22 euro da spartire tra altrettanti giocatori

SIMONEFaccio un nome: lo Spogliatoio. Questo è il segreto per il successo, avere coesione sempre in qualsiasi situazione, che si vinca o si perda. Una volta che il gruppo è unito e determinato i risultati arrivano e si cresce tutti insieme diventando una squadra seria e con l’aspirazione di essere da esempio per tutti, seguendo l’esempio di squadre rinomate come Progetto Gaming, Genoa o Torino (volutamente in minuscolo l’iniziale).

ALESSANDRO La differenza la possono fare tutti, come è successo lo scorso anno. Ci sono giocatori che statistiche alla mano sono più decisi di altri (gol segnati, assist, parate) ma tutti avranno il loro momento di gloria anche in questa stagione. In un progetto come questo poi è da tenere sempre in considerazione anche il gioco fuori da FM: qui anche chi ha una scheda con skill non eccellenti risulta deciso tanto quanto un top player su FM. Per me chi fa gruppo, chi riesce a coinvolgere gli altri e in generale chi è attivo, ha lo stesso peso di chi fa 25 gol a stagione, perché magari proprio grazie al suo modo di stare nello spogliatoio riesce a mantenere la “community” Juve come un ambiente positivo e desiderato anche da altri giocatori. È una catena che si migliora di giorno in giorno. Il nostro compito da presidente è proprio questo: far continuare la catena e risolvere eventuali intoppi.

MARIKA Beh, al momento non saprei chi scegliere tra i giocatori. Li sto conoscendo ora e sopratutto con il nuovo Mister, le carte in tavola possono cambiare. Al momento non dico nulla

Pensate che i rapporti con il Torino, sono peggiorati a seguito della scelta di Marika di acquistare la Juventus? Pare che Conte stia pianificando l’avvelenamento

LUCA A. mah non saprei, per me va tutto come prima, d’altronde si sa che l’errore l’hanno fatto Conte & co. scegliendo la seconda squadra di Torino

BRIAN Perchè? Esiste un’altra squadra a Torino? Scherzi a parte, sono sicuro che in quella casa bisognerebbe installare delle telecamere durante eventi come quello del derby della Mole, ma giuro che avrei fatto di tutto per esserci quando Marika ha dato a Conte la notizia dell’acquisto della Juventus. Chissà cosa accadrà se un giorno acquistassimo Marika come giocatrice

SIMONE Penso che il Derby coniugale faccia solo che bene alla squadra perchè dà una motivazione in più per far meglio dei torelli granata che per troppo tempo hanno fatto il bello e il cattivo tempo in città spacciandosi per “gruppo da seguire” all’interno del Progetto. Torino è solo bianconera, lo dimostreremo con tutti i mezzi!

ALESSANDRO TORINO È SOLO BIANCONERA!
Dopo questa dichiarazione shock ci tengo a sottolineare gli ottimi rapporti che abbiamo con tutti i ragazzi del Toro, da Andrea a Giacomo e passando da Maurizio: per me, come già detto, sono un esempio da seguire per tutto ciò che hanno fatto di buono da quando sono presidenti. A dimostrazione di ciò basta guardare la nostra rosa per vedere che abbiamo in prestito due loro giocatori (Pepe e Perini).
Marika per noi è la Presidentessa con la P maiuscola, non la moglie di Andrea: ovviamente la rivalità con questa “mossa” da parte sua cresce ancora di più e sono sicuro che riuscirà a rubare qualche informazione per riuscire finalmente a vincere due derby in una stagione.

MARIKA Ahhh le voci quando girano, girano male ahaha. Beh, quando dissi ad Andre che avevo comprato la Juve, sorride e mi fa “Brava! Sarà un bel Derby”
Posso assicurarvi che non mi avvelena e non si è rotto nessun rapporto, anzi penso che un pochino sia fiero di me. Poi beh, mi ha parlato benissimo dei miei Soci..
Diciamo che è un modo di non tener monotone le giornate. Poi beh, dovessi mai essere acquistata dalla Juve, lì parte il video diretta sul gruppone.

IlCarro intervista: Samuele Tomassetti

Buongiorno Samuele, grazie per essere qui con noi oggi. Nel Progetto sei diventato un bomber inarrestabile, la passata stagione hai vinto la Scarpa d’Oro. Al di fuori del Progetto, però, chi è Samuele?
Uno studente, disperato dopo aver visto le materie della seconda prova (ride, ndr), grande appassionato di calcio e di sport in generale.

Partiamo dalla tua carriera da calciatore. L’ultima stagione al Milan è terminata in un modo un po’ inaspettato per tutti. Quali sono i tuoi pensieri a riguardo?
Prima di Serveropoli si poteva tranquillamente parlare di una stagione fantastica; ci sono rimasto veramente male per quello che hanno fatto Bifano e Scarfone, sopratutto da quest’ultimo con cui avevo un ottimo rapporto mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Magari non erano ben consci delle conseguenze, ma così facendo hanno danneggiato tutti, anche chi, come me, non c’entrava nulla.

La precedente dirigenza del Milan era composta da tanti elementi, come ti trovavi con loro? Come sono cambiati i rapporti dopo Serveropoli?
Con i dirigenti ho mantenuto un buon rapporto anche dopo le faccende di Serveropoli; discorso a parte per quanto riguarda Bifano e Scarfone, non ci siamo più sentiti molto comunque.

Ti chiederei di specificare meglio. Avete avuto delle discussioni dopo lo scandalo?
Con Bifano non ho proprio più parlato e non avevo interesse nel farlo, d’altronde ormai il danno era fatto e anche se fossi rimasto al Milan lui non sarebbe più stato il mio allenatore. Con Scarfone ebbi una discussione appena dopo lo scandalo.

Durante l’ultima finestra di mercato sei passato dal Milan alla Sampdoria: cosa ti ha convinto a sposare la causa blucerchiata?
Cercavo nuovi stimoli e la Samp mi ha sempre intrigato come società; inoltre ritengo Filippone un ottimo allenatore (ehi, lo dico solo perché altrimenti non mi fa giocare) e mi ha sempre appassionato molto il simpatico sketch che ormai va avanti da tanto tempo all’interno del gruppo, il quale spinge per farle uscire l’anello (ride, ndr).

Una punta viene e una punta va: arrivi alla Sampdoria e il pallone d’oro Matteo Congedo parte da Genova. Eredità pesante, pensi di essere all’altezza?
Ovviamente raccolgo un testimone importante; sarà difficile eguagliare quello che ha fatto con la maglia della Sampdoria, ma credo nelle mie capacità e sono sicuro di essere all’altezza.

Secondo te, questa Sampdoria, dove può arrivare?
Penso che sarebbe già un traguardo importante riconfermare gli obiettivi della scorsa annata e se tutto dovesse andare per il verso giusto perché non provare a vincere lo Scudetto?

William Cioè è il suo presidente al Bari, da poco ha recentemente acquistato il Perugia ma l’ha affiliata alla sua seconda società, il Frosinone. Come ci si sente ad essere sotto di lui ma a non poter disporre del bacino del Perugia?
Sollevato. Da buon ternano non scorre buon sangue con il Perugia, sia nel fuffa come nel Progetto. No dai, a parte gli scherzi, nell’ambito del Progetto sarebbe stato utile ma è uscito che il presidente Cioè abbia dato priorità in questa scelta alla società che per forza di cose poteva beneficiarne di più.

Passiamo dalla tua carriera da giocatore alla tua esperienza da allenatore con questa domanda. Paparella dal tuo Bari al non più tuo Milan. Esprimi un pensiero sul calciatore.
Mi è abbastanza dispiaciuto che se ne sia voluto andare a tutti i costi, soprattutto perché al suo arrivo a gennaio della Stagione 3 dichiarava di voler diventare una bandiera del Bari; personalmente avevo puntato molto su di lui nella seconda parte della stagione, dove comunque non ha mai sfigurato. Non ci aspettavamo, nè io io nè la squadra, di ricevere la sua richiesta di trasferimento visto il suo amore per il Bari, da lui proclamato fino all’ultimo Non gli serbo rancore, ma anzi gli auguro il meglio per la sua nuova avventura.

Bari che ha perso un tassello importante come Paparella, ma contemporaneamente si è rinforzata con il nuovo attaccante Danilo Bencar. Secondo te, come finirà la stagione dei Galletti? A cosa ambite?
Sicuramente a riconfermare quanto fatto la scorsa stagione; non sarà per niente facile ma l’idea sarebbe anche quella di puntare a qualcosa di più, il mercato comunque è stato soddisfacente e abbiamo potuto rimuovere diversi inattivi ed inserire giocatori che porteranno bonus attività come Bencar e Torcolini.

Si vocifera che Marco Scarfone ti aiutasse con le tattiche, su come impostarle e su come approcciare la partita. È vero?
È successo un paio di volte, ma non per quanto riguarda la base della tattica, perchè quella era farina del mio sacco, ma in quei pochi frangenti mi ha dato un consiglio su eventuali marcatura o piccoli accorgimenti (che poi alla fine settavo come ritenevo più opportuno). E devo dire che questa voce mi da abbastanza fastidio; sembra quasi che Scarfone mi preparasse le partite quando invece facevo e faccio tutt’ora di testa mia.

IlCarro è una testata giornalistica che, nel bene o nel male, fa sempre parlare e discutere, tu cosa ne pensi de IlCarro?
Un’ottima testata, formata da persone che svolgono il loro compito con estrema professionalità, leggo sempre con molto piacere i loro pezzi.

Fatti una domanda e datti una risposta
Drink Team o Progetto Gaming, quale sceglieresti? Difficile da decidere così su due piedi; sono entrambe due belle società, direi Drink Team solo perchè contro di loro ho segnato uno dei miei goal più belli (ride, ndr)

Grazie per l’intervista e buona fortuna!
Grazie a voi, è stato un piacere.

Progetto FM, le sensazioni di un nuovo utente

“Mamma mia, che hanno creato”. Credetemi, in napoletano ha più senso e più efficacia, ma anche in italiano ha la sua parte. Questa è stata la mia prima esclamazione appena sono entrato nel gruppo Diventa un calciatore su Football Manager. Avevo l’opportunità di fare qualcosa di “vero” nel mio gioco preferito, nel gioco con il quale ho passato (e passo ancora) tante ore al giorno, un gioco che mi è entrato dentro e mi accompagna da almeno 15-16 anni, da quando l’ho conosciuto grazie a mio fratello maggiore all’età di 12-13 anni e non mi sono staccato più.

In tutti questi anni ho provato parecchie squadre, giocato innumerevoli stagioni, ma è ben diverso giocarci da solo come allenatore, prendendo i giocatori che ti piacciono, spesso sempre quegli stessi nomi, rispetto ad essere un vero protagonista, ad essere davvero parte del gioco. Con Progetto FM si può e non pensavo che esistesse una cosa simile. Una community, un gruppo dove ci sono oltre duemila persone che non solo condividono la mia passione, ma riescono a ricrearci, a farci diventare protagonisti e immergerci al 100% nel gioco di ruolo sul calcio più grande del mondo.

Per uno nuovo, che come me si trova da pochi giorni in questo gruppo, sembra tutto difficile da comprendere, ma piano piano, anche grazie all’aiuto degli altri, posso ben capire cosa si vive in questa, chiamiamola così, situazione. La possibilità di acquisire una società con soldi veri per gestirla come presidente, l’opportunità di crescere come utente e da semplice giocatore passare anche a direttore sportivo, giornalisti che hanno creato testate che trattano il gioco e quindi, oltre a FM, scrivere, altra mia passione da anni che è diventata anche il mio secondo mestiere nella vita reale.

Non ci credevo quando, quasi per caso, in uno dei tanti gruppi di appassionati del genere ho letto “Ragazzi, volete diventare protagonisti in Football Manager?”. Ho colto subito la palla al balzo, cosa che non feci un anno fa quando ero ancora più impegnato con il lavoro. Sarà un’esperienza, sarà un occasione, ma non voglio perderla. Piano piano so che capirò tutto, entrerò sempre meglio nei meccanismi e mi appassionerò ancora di più.

Avrò una vita parallela, si può dire. E se in questi anni mi sono sentito dire “Ma che ci giochi a fare?”, “Ma come ti appassiona un gioco così?”, ora potrebbero davvero prendermi per pazzo e dire “Ma tu davvero credi di essere un calciatore?”. I pazzi sono loro, non possono capire le emozioni che si prova a giocare a FM, ma soprattutto non possono capire cosa significhi, per chi ama questo sport e da piccolo sognava di diventare un calciatore, diventarlo davvero all’interno di una splendida community.

E quindi, se stai leggendo e ancora non fai parte di Diventa un calciatore su Football Manager, entra nel gruppo Facebook e provaci anche tu, non te ne pentirai!

Emanuele, nuovo centrocampista offensivo dell’Ancona.

Migliorare il piede debole su Football manager conviene?

Uno delle skill più discusse di sempre e’ il “piede” del giocatore, cioè la capacita di poter utilizzare uno o entrambi i piedi per gestire il pallone. Logicamente se un giocatore e’ ambidestro ha sicuramente più chance di sfruttare al massimo le sue skill e avere diverse opzioni sul campo. Tuttavia, quando si prova ad aumentare l’abilita’ del piede debole, la CA (abilita’ attuale) aumenta drasticamente. Questo potrebbe far intuire che si tratta di una skill fondamentale secondo Football Manager, ma essendo la grafica del gioco ancora poco dettagliata, e’ difficile notare il cambiamento durante la partita. Quindi rimane ancora un mistero se effettivamente e’ un grande vantaggio.

Quello che e’ certo e’ che se si vuole aumentare immediatamente il CA con un prezzo decisamente abbordabile e’ la miglior soluzione. Ma attenzione, pur avendo un CA alto devi essere capace ad usarlo.

La domanda che ho trovato su vari forum e’ sempre la stessa: “E’ meglio essere solo destri, ma avere 19 in finalizzazione o essere ambidestri e avere 15 in finalizzazione?“. Secondo il CA di FM e’ meglio la seconda opzione, ma molto probabilmente dipende anche da come gioca la squadra e soprattutto dal ruolo che ricopri.

Se guardiamo le statistiche dello scorso anno, chi ha fatto più gol o assist sono sempre stati i mono-piede, come Tomassetti (solo destro), Cusumano (solo destro), Pennisi (solo destro), Gega (destro), Vanali (solo sinistro), Aperio (solo destro). E’ anche vero che gli ambidestri sono abbastanza rari, pero’ l’unico ambidestro presente tra i primi 20 capicannonieri e’ Pattarozzi. Questo potrebbe significare che alla fin fine il gioco non fa incidere cosi tanto il piede dei giocatori, anzi gli svantaggi potrebbero essere diversi.

Guardando il campo di gioco, un giocatore poco propenso ad usare entrambi i piedi, lo costringerebbe ad eseguire sempre la stessa mossa, che paradossalmente e’ stata un po’ la fortuna di Aperio, il quale faceva sempre la stessa cosa. Se avesse saputo usare anche il piede sinistro, avrebbe tentato anche di tagliare per il campo e cercare il tiro, skill che assolutamente non ha. Ma questo dipende sempre dalle tattiche e idee del mister, quindi se serve un giocatore che non da punti di riferimento, e’ di certo meglio un ambidestro. In aggiunta giocatori che hanno basse mentali, potrebbero sempre tentare di usare il piede debole e quindi aumentare le possibilità di errori.

Un punto invece di chiaro svantaggio, e’ l’aumento repentino del CA, cosa che ti obbliga quindi ad aumentare il PA (abilita’ potenziale) o peggio avere un giocatore che non potrà crescere di molto, causa la vicinanza tra CA e PA. Quindi grosso consiglio, aumentare il piede debole solo ai giocatori che effettivamente possono aver bisogno di dover usare entrambi i piedi. Quindi registi, esterni d’attacco e punte complete. Se avete paura dei vostri difensori centrali, perché spesso li vedete sbagliare passaggi o controllo palla, aumentate prima di tutto la freddezza e concentrazione e ovviamente le due skill citate. Se sono cosi scarsi, il costo sara’ inferiore a 100K.

In conclusione, anche leggendo diverse discussioni, non si e’ trovata una risposta concreta. Io sono più dell’idea che l’aumento del piede e’ simile all’aggiunta di un nuovo ruolo. In FM più ruoli differenti hai, più il CA aumenta, perché semplicemente il gioco deve calcolare tutte le skill importanti per i tuoi ruoli, quindi quando prima eri solo un attaccante, marcatura non valeva nulla, ma se ora sei un attaccante/difensore, marcatura vale come una skill fondamentale e l’aumento obbligato del CA.

Il piede probabilmente funziona un po’ cosi, sei solo destro, il moltiplicatore del CA e’ più basso, sei ambidestro, il moltiplicatore del CA e’ più alto.

Discussione sul piede: https://community.sigames.com/topic/375447-two-footed-player-experiment/

Tommaso Molin, un uomo impegnato…

Salve a tutti, oggi siamo insieme a Tommaso Molin, uno dei membri storici del progetto, giocatore della Roma nonché presidente, DS, Mister e chi più ne ha più ne metta, insomma una persona abbastanza impegnata nel progetto.

Ciao Tommaso, per chi non ti conosce presentati
Ciao a tutti sono Tommaso Molin attuale presidente di Roma e Venezia assieme a Dimitri Santuri oltre che ds e mister della Roma

Ci racconti un po’ la tua storia, da quanto fai parte del progetto e in quali squadre hai giocato?
Sono entrato nel progetto durante la sosta tra la stagione 1 e 2 e venni inserito nella Cremonese che era da poco stata acquistata (non era ancora la Cremonese di Campagna, lui arriverà qualche settimana più tardi)

Quando hai pensato di impegnarti di più nel progetto e di ricoprire altri ruoli oltre a quello di calciatore?
La voglia di impegnarsi maggiormente venne quando iniziai ad essere molto preso dal progetto, e di questo il merito va sicuramente al sopracitato Campagna che sarà anche un allenatore scarsissimo e che ha solo una gran fortuna (scherzo, Campagna ritengo sia uno dei migliori allenatori), ma ritengo che sia bravissimo nel coinvolgere le persone ed è una cosa che va a guadagno di tutto il progetto. Pertanto insieme a Dimitri decidemmo di comprare il Venezia, in C, dato che anche dal punto di vista economico non era un esborso esagerato e si aiutava il progetto

C’è una persona a cui sei più legata qui nel progetto?
Di persone a cui sono legato (oltre al mio socio, grande amico in real life), ho sicuramente un buon rapporto con tanti utenti, in particolare con i ragazzi della Roma, a due dei quali (Cannavale e Saladino) abbiamo poi affidato il ruolo di DS e mister a Venezia

Hai mai partecipato ai raduni?
Non ho mai partecipato a raduni anche se in futuro mi piacerebbe molto

Che progetti hanno La Roma e il Venezia per la prossima stagione?
Questa stagione con la Roma l obbiettivo principale è la promozione in A sfumata la scorsa stagione a causa di una prima parte di stagione “travagliata”, senza dimenticare che avremo l onere e l onore di giocare in Europa League. Col Venezia proveremo a puntare alla promozione anche se la concorrenza sarà moltissima

Parliamo della campagna acquisti della Roma me la commenti? D’Anteo un colpaccio?
Il colpo d’Anteo è nato quasi per caso. A fine stagione io chiesi ai vari giocatori se volevano restare o andare e almeno inizialmente tutti dissero di voler restare. Ovviamente avevamo dei ruoli da migliorare (a cc eravamo solo in 3 infatti abbiamo preso Minella, abbiamo confermato Bajrami dopo il prestito visto che si era inserito bene nel gruppo), ma non avevo intenzione di cambiare portiere. Però quando un giocatore del genere, attivissimo, tra i più “vecchi” del progetto è sul mercato un tentativo lo devi fare.. E qui devo dire grazie ai due ex portieri, che una volta spiegata con sincerità la situazione, hanno accettato la possibilità di valutare altre destinazioni (ringrazio quindi Tomasi e poi Bianconi che è tornato nella sua Ferrara). Ed ora quindi possiamo dire di avere uno dei portieri più forti e più attivi del progetto, mica male!

Mi faresti un commento anche sulle cessioni?
Le cessioni (quelle dei portieri dovute all’acquisto di un signor n1) sono state poche, quella di Rossi che avrei volentieri tenuto dato il ruolo, è figlia della sua richiesta di essere ceduto all’Inter, richiesta che dopo una lunga trattativa siamo riusciti ad esaudire

Parliamo dei bonus attività, sei soddisfatto della “prestazione” della Roma? Si poteva fare di più e dove?
I bonus… Beh sinceramente speravo meglio.. Partiamo dal presupposto che una stagione fa eravamo quasi a zero, però sinceramente puntavo a superare il milione… Abbiamo fatto 940k (abbiamo vinto alcuni ricorsi), quindi non è andata male per carità, ma ammetto che speravo di più e mi aspetto un bel miglioramento la prossima stagione

Come si gioca al Progetto secondo te? Daresti qualche dritta ai nuovi iscritti?
Ai nuovi iscritti consiglio solo di leggere bene le tante guide presenti, che se hanno un dubbio di chiedere a loro mister, ds o presidente, ma soprattutto di divertirsi, senza possibilmente creare polemica, sottolineando che questo non è il calcio fuffa e se anche può risultare complicato bisogna lasciare da parte certe rivalità

Parlami del progetto Venezia, sono tutti nuovi iscritti? Che innesti hai fatto? Come li stai motivando? Chi ti sembra più in palla dei nuovi arrivi?
A Venezia abbiamo tutti nuovi iscritti dato che avevamo optato per tenere i fuffa ed eravamo in lotta per la promozione diretta. I nuovi sono arrivati tutti con grande entusiasmo e non vedono l’ora, come noi, che la stagione abbia inizio. Ahimè siamo ancora pochi, ma siamo anche tante squadre e per cui è difficile trovare utenti, ma per il momento mi ritengo soddisfatto di tutti coloro che hanno sposato il nostro progetto

Allora fai un appello, perché un nuovo iscritto dovrebbe scegliere Venezia come punto di partenza?
Secondo me un nuovo iscritto dovrebbe scegliere Venezia perché abbiamo un progetto importante e venire a Venezia può comunque essere un trampolino di lancio per il calcio che conta qui nel progetto. Anche avere una presidenza che alle spalle una certa esperienza nel gioco visto che questa è la terza stagione che noi avremo la presidenza del Venezia. Però in realtà il motivo più importante è che da noi a Venezia gli spritz costano poco (allora vengo io, vecchia spugna che non sono altro N.d.Salvo)

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il sogno nel cassetto è riportare la Roma dove merita, possibilmente da allenatore, ma andrebbe bene anche solo da semplice presidente. Lo stesso lo spero per il Venezia, anche se in questo momento è una sorta di academy della Roma dove andare a pescare gli utenti meritevoli che si sono contraddistinti per attività. Non ti nascondo che in futuro vorrei acquistare solo giocatori dal Venezia, d’altronde le squadre affiliate (anche se al momento ufficialmente non lo siamo) servono soprattutto a questo, quindi ragazzi del Venezia, fatevi valere

Grazie di tutto Tommaso, a presto!

AI RAGGI PG: Sassuolo da quarto posto?

Nemmeno i più ottimisti avrebbero puntato sul quarto posto dei neroverdi, ma secondo le quote di Football Manager (sempre da prendere con le pinze), il Sassuolo a quanto pare riuscirà a qualificarsi per la prossima Champions League. Attenzione, mancano ancora i potenziamenti, ma visto l’alto livello raggiunto, le nuove skill non capovolgeranno del tutto le posizioni.

Uno dei punti di forza o di debolezza della squadra sono sempre stati i portieri. Sulla carta fortissimi, anzi Matteo Tomaselli e’ considerato dalla stampa, il più forte nel suo ruolo. Ma in queste stagioni non ha mai dimostrato tutto il suo potenziale, tutt’altro, visto che faceva il secondo allo storico estremo difensore Ferrandino, il quale ha spesso commesso errori e non ha mai dato sicurezza la reparto difensivo. Percio’ il Sassuolo e’ a un bivio. O inizia a lavorare di più sui suoi portieri, o e’ meglio fare cassa e potenziare altri reparti.

Uno dei punti sicuramente più deboli della squadra e’ la difesa. 63, 81 e 74. Questi i gol subiti nelle ultime 3 stagioni. Per capire meglio questi numeri, il Sassuolo e’ sempre stato tra le 10 peggior difese del campionato, pur avendo raggiunto il quinto posto nella stagione 1. Questo disastro difensivo e’ probabilmente dovuto alla mancanza di terzini di ruolo, che ha spesso obbligato mister Agosta a giocare con una difesa a 3. Per l’appunto Mayor e’ più un ala che non ha mai tanta voglia di pensare alla fase difensiva, e a destra c’e un grosso buco, che ora verrà coperto dal ritorno di Maddaluna. Questo dovrebbe dare almeno più opzioni all’allenatore.

Centrocampo storico per la sua proverbiale cattiveria agonistica. Cavaliere detiene ancora il record per il maggior numero di cartellini rossi in una stagione. Ben 5 rossi e 17 gialli. Questo trend, che per molti potrebbe sembrare negativo, negli anni e’ drasticamente diminuito. Si potrebbe pensare ad una maggiore attenzione negli interventi e un gioco più pulito, ma quasi sicuramente la squadra e’ meno propensa a pressare gli avversari e attaccare qualsiasi pallone. E’ vero che coi falli non recuperi palla, ma e’ ancor più vero che senza andare in contrasto, l’avversario andrà dritto verso la porta.

Eccoci arrivati al reparto più’ completo della squadra. L’attacco e’ sempre stato il punto di forza del Sassuolo. Tuccio ovviamente e’ la punta di diamante, ma non bisogna assolutamente dimenticare Ingrassia e La Monica. Tutti e tre hanno segnato almeno 15 gol. Anzi e’ proprio lo storico attaccante Tuccio, ad aver segnato meno gol di tutti, ma compensato dai suoi 10 assist. Appunto il Sassuolo e’ stato il quarto miglior attacco di questo campionato.

Concludendo, la squadra non e’ ancora da quarto posto ma se riesce a mettere a posto i seguenti punti, potrebbe essere la rivelazione del campionato:

  • I portieri iniziano a fare quello che sulla carta dovrebbe già saper fare
  • La difesa inizia a difendere tutta insieme
  • Il centrocampo torna ad aver quell’agonismo che lo contraddistingueva
  • L’attacco continua a segnare come sempre ha fatto

Le interviste di Progetto X… Carlo Paudice ed Edoardo Bonfanti

Salve a tutti i nostri lettori, in particolar modo ai nostri ospiti: Carlo Paudice ed Edoardo Bonfanti. Vi ringraziamo per la disponibilità. Presentatevi, parlateci un po’ dei vostri ruoli all’interno del progetto e della vostra vita reale.

Carlo: Ciao a tutti, nella vita reale faccio il produttore di beat. Nel Progetto DS del Cuneo, gioco alla Juventus e alleno il Vicenza. Edoardo: Salve a tutti, sono Edoardo, nella vita studio per diventare una barzelletta vivente, cioè un architetto e un giocatore di ruolo a tempo perso. Nel PG sono un giocatore e capitano del Vicenza.

Come avete conosciuto Progetto Gaming?

Carlo: Io l’ho scoperto grazie a un amico che, a inizio Progetto, mi ha inserito nel gruppone. Edoardo: Allora sinceramente io l’ho scoperto perché un mio amico, con cui faccio altri GDR e che vorrei salutare (ciao Luca), è entrato poco prima di me e sulla bacheca mi è saltato fuori il suo post di presentazione. Da lì gli ho chiesto di cosa si trattasse e trovandola una cosa divertente e interessante ho voluto partecipare anche io… ed ora siamo qui.

Quindi dobbiamo ringraziare i vostri amici se adesso fate parte del progetto. Quali sono le vostre considerazioni su progetto gaming? E se, secondo voi, può essere migliorato ancora di più?

Carlo: È un grande Progetto. Può essere migliorato espandendosi in più campionati del mondo, magari tutti, e, solo con il proprio giocatore, non che se ne possano creare uno a campionato. Edoardo: Beh, considero il Progetto Gaming un progetto alquanto interessante e divertente, chi fin da piccolo non ha sognato di diventare un calciatore e sul campetto con gli amici non ha mai immaginato di essere sul campo di San Siro, alla Scala del Calcio, e star correndo a segnare il gol decisivo di una Finale di Champions con la maglia della tua squadra del cuore oppure di una finale dei Mondiali per la tua Nazionale. Ecco il progetto è un modo per sfiorare quelle fantasie un po’ più concretamente che nei soli sogni. Può essere migliorato? Certo, nulla è perfetto. Come? Beh, bella domanda: il gioco è già ben fatto e difficilmente potrebbe migliorarsi senza dover rinunciare a qualcosa. La prima cosa che mi salta in mente così su due piedi è ampliare i campionati di gioco quando si amplierà ancora il numero di giocatori, avere Premier, Liga, Bundes e Ligue One sarebbe interessante, ma capisco che la cosa possa comportare difficoltà logistiche ed anche nella gestione live che dovrebbero essere di più o più lunghe per gestire il tutto, quindi non saprei.

Elemento importante del progetto è l’attività.  Da calciatori PG quali sono le motivazioni che vi stimolano nell’essere attivi nel progetto?

Carlo: Assolutamente il meraviglioso… no, basta fare il leccaculo. Il gruppo di m***a che abbiamo alla Juventus e per provare a far diventare il mio giocatore, il pallone d’oro. Edoardo: Le motivazioni principali, beh non saprei dirle: diciamo che è un mix di cose, quanto mi sento coinvolto, quanto mi interessa la cosa ed anche il rispetto e la riconoscenza verso compagni, Mister e soprattutto Presidenti che alla fine sono quelli che vanno davvero a spenderci nel progetto. Poi ovviamente ci sta anche la voglia e gli impegni che si hanno, ci sono periodi in cui magari ho mille cose a cui pensare tra progetti, esami, lezioni e risulto un po’ meno attivo ed altri in cui posso concentrarmi e allora faccio di più.

Invece da leader, nello specifico Carlo da allenatore ed Edoardo da capitano, quali sono gli stimoli che trasmettete ai vostri giocatori/compagni di squadra per spronarli ad essere attivi nel progetto?

Carlo: Sicuramente l’obiettivo, quello di salire in Serie a, dovrebbe essere una cosa parecchio stimolante per i ragazzi. Poi cerco sempre di scherzare con loro per trasmettere serenità e fiducia nello spogliatoio che sono cose molto importanti. Edoardo: Diciamo che questa cosa dell’essere capitano mi è arrivata addosso un po’ all’improvviso, non me l’aspettavo e sto ancora cercando di assestarmi in questo ruolo con tutto quello che comporta e di trovare il mio posto nello spogliatoio perché non voglio “impormi” sui miei compagni. Sicuramente cerco di stimolarli, di suonare la carica, di inviare foto di belle donne per tener su il morale, fare battute e lanciare hashtag (l’oramai famoso per noi #polisporFiga ad esempio).

Paudice è allenatore del Vicenza da poco, ma ha già allenato in passato, seppure per poco tempo, il Vicenza. Come è stato accolto da lei, Edoardo Bonfanti (ricordiamo che lei all’epoca ancora non era in squadra), e dalla squadra il suo arrivo/ ritorno? Mentre per lei, Carlo Paudice, come è stato ritornare ad allenare il Vicenza?

Carlo: Tornare in una squadra con un gruppo affiatato e che ha una grande voglia di vincere è sempre bello. Mettiamo, ovviamente, in primo piano il divertimento e la serenità, cosa di cui parlavo prima, e poi ogni Lunedì e Mercoledì, parliamo della partita. Voglio, assolutamente, portare questi ragazzi in serie A. Edoardo: Io ho cercato di accoglierlo al mio meglio, con simpatia e voglia di divertirci insieme per raggiungere gli obbiettivi, o almeno ci ho provato; lascio ad altri la sentenza di esserci riuscito o meno (sorride, ndr). La squadra invece devo dire che ha reagito bene, i ragazzi sembrano soddisfatti e che si siano trovati subito in sintonia con il ritorno del mister e sembrano motivati.

Parliamo del mercato del Vicenza. Come valutate i nuovi acquisti? Si sono integrati bene all’interno della squadra?

Carlo: I nuovi acquisti, a primo impatto, mi sono sembrati buoni. Come si sono integrati, non lo so benissimo, visto che prima di me c’era un altro allenatore. Posso solo dirlo per Stafa, che scherza con la squadra e questo mi fa molto piacere. Edoardo: A livello tattico mi sembra che gli acquisti siano stati fatti con cognizione di causa, andando a puntellare i ruoli in cui era necessario. A livello di coinvolgimento invece devo dire che è già difficile riconoscere chi è appena arrivato e chi era già qui, i ragazzi ridono, scherzano e si sono ben adeguati al clima caciarone e goliardico del gruppo.

Siamo alla fine dell’intervista, e ho un’ultima domanda per voi. Sicuramente il Vicenza punterà alla promozione in A. Quali sono le squadre che possono lottare per la promozione? E pronosticate le vostre tre squadre che saliranno in A.                                                                                                                     

Carlo: Le squadre che possono salire in serie A, oltre al Vicenza, sono il Chievo Verona, la Roma e per dirne una terza, dico il Parma. Queste tre, insieme a noi e qualche altra squadra come il Livorno o il Brescia, lotteranno per il salto di categoria. Sul pronostico dico Vicenza, Parma e Brescia. Edoardo: Sono d’accordo con il mister su questa, sicuramente la Roma andrà a lottare per arrivare in Serie A, dopotutto pur essendo una squadra di Serie B hanno vinto la coppa Italia lo scorso anno. Per le altre il Chievo, che ha fatto bene, l’Entella, che è arrivata in una posizione importante la scorsa stagione e forse Brescia o Parma. Riguardo a chi salirà in A vorrei essere scaramantico ma credo che la squadra possa far bene e quindi voglio dargli fiducia: Vicenza e Roma dirette, Entella ai play-off.

Edoardo Bonfanti e @Carlo Paudice vi ringraziamo per la vostra disponibilità. Vi facciamo un grosso in bocca al lupo per la nuova stagione.

Carlo: Grazie a te e Progetto X per l’intervista e forza Vicenza. Edoardo: Grazie a voi per la disponibilità e la pazienza, mi aggrego al mister, forza Vicenza.

Esprimere la propria opinione

In Diventa un calciatore su Football Manager siamo arrivati a contare un numero di iscritti che supera le 2000 unità, diventa sempre più importante, a questo punto, che le opinioni di tutti vengano rispettate e soprattutto tutelate. Cosa intendo dire?

E’ abbastanza semplice per la verità. Ho notato, e lo noto sempre più spesso, che ogni volta che le discussioni, di per sé positive, degenerano in comportamenti negativi, passibili anche di sanzioni, viene fatto abuso dell’ironia. E’ divertente prendersi in giro tra amici, o anche conoscenti su determinati argomenti, lo è molto meno quando i rapporti tra due persone sono già tesi per via di vedute diverse. Fare commenti ironici o sarcastici viene inoltre visto da una parte della community, che rispecchia assolutamente il clima nel mondo reale, come un atteggiamento prevaricatore, sintomo di una superiorità passivo aggressiva difficile da sopportare.

Vi faccio un esempio, ci sono persone che spendono ore al giorno per questo gioco e altre che spendono così tanto tempo solo in settimane di role play. Ecco, immaginate di far parte di una o dell’altra categoria, se foste nel primo gruppo è chiaro che potreste conoscere meglio il progetto dei secondi. Non è però assolutamente una condizione necessaria ne tanto meno sufficiente per guardare gli altri dall’alto in basso. L’opinione di tutti ha la stesssa importanza e come dicevo all’inizio va garantita a tutti la possibilità di esprimersi.

Non servono né paladini della giustizia, né blastatori all’interno della nostra community.

Vi starete chiedendo perché dico questo. Molti di noi tendono a non esprimere la propria opinione, timorosi che verranno poi criticati o giudicati pesantemente. Questo non significa che soffrano di una strana sindrome dell’accerchiamento.

Ci sono comportamenti che sono di difficile lettura quando si discute già nella vita reale, in cui si conosce l’interlocutore, figuratevi quando a dividerci non c’è solamente uno schermo ma anche un background culturale e sociale molto diverso, che invece dovrebbe aiutare nella costruzione di un legame di coesione sempre più forte.

Imporsi con la dialettica non è un comportamento sano, non lo è, come già detto, neppure farlo con il sarcasmo o l’ronia, e nemmeno con l’aiuto di like o commenti a sostegno della propria tesi. 

Se vi ritrovate in alcuni di questi comportamenti, per quanto difficile, provate a pensare quanto vi farebbe arrabbiare se, parlando con un vostro amico, o ancora meglio uno sconosciuto, questo cominciasse a trattarvi come un alieno, una persona con un’opinione talmente stupida che non va nemmeno discussa ma ridicolizzata.

All’interno di Progetto Gaming FM nessuna opinione conta più delle altre, tranne ovviamente quelle dei nostri amati Admin ( :D).

Il vostro caro Tutor, Occio

IlCarro intervista Riccardo Serafini

Riccardo Serafini, membro storico del Progetto, presente dalla Stagione 1, si introduca.
Salve, quasi tutti mi conoscono all’interno del Progetto, ma mi presento lo stesso per quei pochi (fortunati) che non mi conoscono: sono lo storico mister del Cesena, colui che ha inventato la famosissima tattica a “pista di biglie” e non solo, sono anche il bomber del Parma di mister Gallarato.

Parliamo allora di questa fantomatica pista di biglie; nasce per caso? Le ha portato più gioie o più dolori e perché ha deciso di accantonarla?
Sfatiamo un tabù. La pista di biglie nasce come un normalissimo 3-4-3, utilizzato nella Stagione 1 quando ero allenatore del Fublet; lo schierai in un’unica partita, contro la Roma, per sbaglio avanzai l’esterno sinistro alto e con questo nacque la pista di biglie. Dopo quella invenzione Paolo Bianchi mi cacciò giustamente e io da lì non la utilizzai più.

Si ritiene il maggior colpevole di quella retrocessione?
Sì, ero un allenatore molto inesperto, alla mia prima panchina; nonostante tutto, ringrazio Paolo per la fiducia riposta in me durante quelle quattordici partite, sicuramente se fossi stato un pochino più accorto all’epoca sarebbe andata diversamente; probabilmente col Serafini di oggi non sarebbe finita così.

Veniamo ora a tempi più recenti. Cogliendo l’occasione per congratularci per la promozione in Serie A, l’altra faccia della medaglia vede una situazione attività non proprio florida; siete la quartultima della B e partite come ultima nel prossimo campionato di A. Sappiamo che avete presentato ricorsi ma la situazione non dovrebbe variare di molto. Cosa non ha funzionato? Pretese troppo alte nei bonus dei contratti?
In tutta sincerità noi pensavamo di aver assegnato ai nostri giocatori dei bonus raggiungibili, purtroppo molti di questi non sono stati ottenuti per diversi sfortunati motivi; per esempio alcuni giocatori sono risultati meno attivi in questa stagione rispetto alla scorsa, probabilmente pensavano di raggiungere comunque i bonus; poi onestamente non si capisce come gente come Arrigo che segue tutte le dirette su Twitch non abbia raggiunto almeno il bonus live; secondo me il bot non è assolutamente affidabile come risorsa per calcolare il bonus, poiché ho notato molta gente che ha partecipato alle live per tutta la stagione e che nonostante questo non ha raggiunto il rispettivo bonus. (Perfavore Ale e Fil non linciatemi).

Aldilà di quello che può essere un caso singolo come Arrigo, che gli admin sicuramente verificheranno, se guardiamo alle squadre che hanno avuto l’attività migliore vediamo che dietro ci sono sempre persone esperte che hanno saputo gestire al meglio i propri utenti; tu che nel Progetto sei un veterano, pensi (assieme al tuo DS Cafarella) di aver sbagliato qualcosa nel coinvolgimento dei tuoi ragazzi?
Non penso proprio, io e Andrea abbiamo fatto il massimo per i ragazzi, ora magari non saranno creativi o che altro, ma vogliono bene al Cesena e il mio obiettivo era proprio che tutti i miei giocatori avessero a cuore il Cesena; i bonus contano relativamente e da noi sono quelli che dimostrano di volere più bene al Cesena che poi avranno le ricompense maggiori; è vero i soldi hanno un loro peso, soprattutto in un gioco in cui li guadagni grazie all’attività e li usi per migliorare il tuo calciatore, ma anche quelli meno attivi hanno dimostrato di voler bene alla causa bianconera, infatti l’aspetto più bello è che nessuno vuole andare via da Cesena, poiché i giocatori amano questo gruppo e soprattutto amano il grande cavalluccio, e lo dico con un certo orgoglio in quanto romagnolo e tifosissimo del Cesena nella realtà.

Se tanti sono quelli che non vogliono andar via, pochi sono quelli che sono arrivati a Cesena di recente. Qual è l’obiettivo per la prossima stagione e pensa che le rare operazioni in entrata siano sufficienti a raggiungerlo?
L’obiettivo è senza dubbio la salvezza, il nostro scopo era mantenere l’ossatura della squadra che ha vinto i Playoff con qualche innesto per puntellare la rosa. Penso che Pistocchi e Fregosi siano due acquisti utili in due ruoli dove avevamo più necessità, poiché disponevamo solamente di due centrali e di appena un terzino; poi il resto della squadra è di buon livello, con Arrigo, Esposito e Lo Piano su tutti; li considero giocatori che farebbero gola a squadre che giocano per l’Europa che conta, quindi sì la squadra secondo me è in grado di salvarsi, ma ci sarà da soffrire parecchio.

Veniamo ora alla parte se vogliamo più leggera dell’intervista. Serafini calciatore: spieghi una volta per tutte la sua decisione di passare, a metà stagione, ad una squadra in piena lotta salvezza come il Parma, quando la cercavano club molto più illustri.
Mai stato uomo da grandi squadre, a me piace essere l’eroe delle piccole e portarle a essere grandi; destino vuole che la proposta del Parma fosse congrua con le mie aspettative di carriera: sarei stato il giocatore di punta e avrei avuto una squadra molto attiva in cui giocare, hanno creduto in me e io ho creduto nel loro progetto. Adesso non me ne voglio più andare, per questo motivo ho addirittura fatto inserire una clausola di 7 milioni nel mio contratto. Non me ne vogliano i big team che mi hanno cercato ma mi possono offrire anche stipendi da 3 milioni a stagione che io preferirò sempre le squadre piccole. È più bello rendere le piccole grandi, più che ingrandire ancora di più i club già illustri.

Una critica che le potrebbero muovere è che arrivato a questo punto della carriera non ha ancora il coraggio di prendersi le responsabilità in una grande squadra.
Farà mai, anche in un futuro molto lontano, questo ipotetico salto?
Sono già in una grande società, quindi per come la vedo io, il salto l’ho già fatto.

A proposito del Parma, alcuni esponenti della nostra redazione ritengono che per una serie di fattori l’anno prossimo potrebbe essere una grande stagione per i gialloblù, è d’accordo? E lei cosa si aspetta?
Condivido anch’io le stesse sensazioni; in mia opinione saremo la rivelazione del campionato e lotteremo come minimo per un piazzamento nei Playoff, poi se quelle davanti dovessero distrarsi…

Ci parli ora dell’ambiente Udinese, la squadra che ha lasciato prima di approdare a Parma, come ha trascorso il suo periodo coi friulani e secondo lei com’è stato possibile portare la squadra Campione d’Italia in Serie C in due stagioni consecutive.
Il primo anno nonostante l’amara retrocessione personalmente mi sono trovato bene, poi una volta arrivate le divergenze societarie l’anno seguente ho dovuto lasciare la squadra, troppe prese in giro, non si sapeva a quanto ammontasse il debito e c’era pure gente all’interno della dirigenza che continuava a sostenere che fossimo in attivo; ho preferito lasciare per l’ambiente scomodo che si era venuto a creare. Ad ogni modo penso che la causa di tutto sia stato uno staff troppo inesperto.
Comunque nonostante le annate non troppo positive, voglio fare un saluto con affetto a una tappa importante della mia carriera da giocatore, carriera che è migliorata anche grazie all’Udinese, quindi faccio loro un grande in bocca al lupo sperando che col nuovo restyling societario tornino a competere nelle categorie che più contano.

Parliamo di Nazionale. Recentemente sono stati eletti i due commissari tecnici degli Azzurrini, con Salvatore Campagna e Nicholas Michelini rispettivamente alla guida dell’Under 21 e dell’Under 19. Lei essendo un classe 2001 rientra nel bacino di quest’ultimo, quali sono le sue sensazioni a riguardo?
Tecnicamente sarei del 2002 ma Filippo mi ha creato erroneamente un anno più anziano, ma tralasciando questo piccolo dettaglio, Michelini è un grande allenatore, ha già fatto cose strepitose sulla panchina della Lazio e penso che farà altrettanto bene allenando l’Under 19. Lo stesso penso di Salvatore, è un tecnico molto preparato, ha dominato un campionato ostico come la Serie B e secondo me con lui in panchina la Cremonese lotterà per le posizioni di vertice anche nella massima serie. Difficile chiedere di meglio per le due nazionali giovanili.

Se potesse acquistare un calciatore in particolare, un pupillo che vorrebbe nella sua squadra quale sarebbe?
Se potessi prenderei Mark Aperio dal Genoa. Per quello che penso io il miglior giocatore nel complesso in questi tre anni.

Descriva con una parola le seguenti figure: Federico Gallarato, Alberto De Donatis, Paolo Bianchi, Salvatore Campagna, Andrea Conte.
Gallarato: pop-corn, De Donatis: purgatorio, Bianchi: abnegazione, Campagna: albero, Conte: pianoforte (non so se sia il termine più adatto, ma intendo dire che è uno che la tocca sempre piano il buon Andrea).

Stiamo giungendo alla conclusione, quello che ancora ci preme sapere è se nella carriera di Serafini, sia quella da calciatore sia quella da allenatore, c’è qualche rimpianto, qualcosa che cambierebbe e perchè.
L’unico rimpianto che ho è la prima esperienza di allenatore di cui parlavo a inizio intervista. Ma è un rimpianto non perchè c’è stata, ma per come è andata, dal momento che la rifarei in ogni caso, mi ha formato parecchio; come sappiamo spesso aiutano di più a farti crescere le esperienze negative piuttosto che quelle positive.

Grazie per essere stato in nostra compagnia. Le auguriamo le migliori fortune per la stagione che prenderà il via a breve.
Auguro lo stesso a voi de IlCarro, grazie davvero per l’opportunità che mi avete concesso con questa intervista, è stata lunga ma molto piacevole.

Squadra nuova, Paparella Nuovo? L’intervista a Davide Paparella


Buonasera a tutti i nostri lettori e un particolare saluto a Davide Paparella. La ringraziamo per la sua disponibilità a rilasciare questa intervista. Si presenti e ci parli dei suoi ruoli all’interno del Progetto.

Paparella: Buonasera a tutti mi presento, mi chiamo Davide Paparella, e come ben sapete sono un neo giocatore del Milan! Sono abbastanza duttile in difesa siccome sono sia terzino sinistro, sia terzino destro che difensore centrale. Nel progetto sono un personaggio abbastanza discusso, ma dopo il mio approdo al Milan , ci saranno tanti cambiamenti!


● Ecco, lei è stato appena acquistato dal Milan, perchè ha lasciato il Bari?

Paparella: Sinceramente parlando volevo una sfida molto più ambita e ambigua allo stesso tempo, come ben sappiamo il Milan ha avuto dei ban e delle multe che hanno indebolito la squadra per il fatto di serveropoli e il dover far risalire una squadra come il Milan mi ha sempre intrigato… poi parliamoci chiaro IL DIAVOLO è IL DIAVOLO

In merito al suo approccio al Milan, è girata voce che la cosa non è stata presa molto bene dai suoi nuovi compagni di squadra. Come è stato accolto in squadra?

Paparella: In squadra sono stato accolto benissimo, infatti mi sono già integrato molto bene con i miei nuovi compagni, ciò che è stato detto in passato, è passato, adesso dobbiamo pensare a lavorare tutti insieme come una grande famiglia!

Sul fatto che bisogna pensare al futuro la penso come lei. Ma le cose dette e fatte in passato, non influenzano un pò il suo presente? Come crede di far cambiare idea a chi in passato aveva detto qualcosa su di lei?

Paparella: Devo esservi sincero inizialmente un pò mi infastidivano, adesso un po’ meno, sono un tipo abbastanza forte di carattere, quindi faccio scivolare un po’ tutto. Per far cambiare idea a chi in passato ha parlato male di me, ci penserà il campo, io dimostro tutto in campo, poi per il bene del Milan ci penserò mille volte prima di fare qualcosa.

Eppure lei si è descritto come un personaggio discusso , non si sente un pò una “testa calda”? Riuscirà a cambiare atteggiamento? Oppure dobbiamo aspettarci ancora di peggio?

Paparella: Si mi sento una testa calda, ma per il bene del Milan cercherò di pensarci 1001 volte prima di fare qualcosa

Quindi la sua promessa sarà quella di tenere a bada i suoi istinti e pensare al bene del Milan. Ma oltre ad essere una “testa calda”, è anche un pò l’Ibra del progetto. Come mai cambia spesso squadra?

Paparella: Sinceramente questo trasferimento al Milan l’ ho voluto fortemente… Non voglio dire niente ma mi sento in paradiso anche se sono all’inferno. Spero di rimanere al Milan per tanto tempo.

●Quindi al Milan sta trovando, o spera di trovare, qualcosa di motivante che le permetta di restare per molto tempo. Cosa che invece non ha trovato nelle altre squadre?

Paparella: Il milan è già uno stimolo per rimanerci… Come le ho già detto mi sento al paradiso qui, ho trovato la mia serenità

Quindi abbandonerà la sua fama da giocatore, se possiamo dirlo, un pò mercenario, e si dedicherà per molto tempo al Milan. Dove crede possa arrivare il Milan nella prossima stagione?

Paparella: Si si il Milan sarà casa mia per molto tempo, non voglio dire nulla, ma abbiamo un bel gruppo… Forza Milan

Siamo quasi alla fine dell’intervista. Come sa all’interno del Progetto ci sono diversi ruoli da poter ricoprire, vorrebbe provare a mettersi in gioco in uno di questi ruoli? Se si, quali? Se no, ci spiega le motivazioni.

Paparella: Per il momento preferisco concentrarmi solo come giocatore del Milan, mi basta ciò.

Non le piacerebbe un giorno diventare DS, presidente o allenatore di una squadra?

Paparella: Adesso no, in futuro potrebbe darsi.

Siamo giunti alla fine dell’intervista. La ringraziamo per la sua disponibilità. Se ha qualcosa da aggiungere, le diamo possibilità di farlo. Intanto le auguriamo un grosso in bocca al lupo per la sua nuova avventura. Buonaserata.

Paparella: Grazie a voi e in bocca a lupo per il nuovo anno! #DP5