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Intervista al centrocampista del Locri Matteo Cassina: ”Sono contento di dare il mio contributo a questo club importante”

Buonasera a tutti e benvenuti nella nostra nuova redazione di Free Kick nata dalla fusione di due celebri testate di Progetto Football Manager, che ha visto i ragazzi de Lo Spezzino e quelli di Offside unirsi in questa nuova grande redazione dando vita alla nostra nuova famiglia, quella di Free Kick. Quest’oggi torniamo a Locri e qui con noi abbiamo il piacere di intervistare Matteo Cassina, centrocampista degli amaranto protagonista nel 2-2 finale di LatinaLocri.

Buonasera Matteo e benvenuto nella nostra nuova testata giornalistica Free kick, dopo un avvio non troppo esaltante la tua squadra, il Locri è stata fermata per 2-2 dal Latina. Sicuramente potevate fare qualcosa di più, come commenti questo pareggio?

Ciao Gabriele! Ovviamente non è l’avvio che speravamo di avere. Abbiamo cambiato tanto quest’anno, serve ancora un po’ di rodaggio a questa squadra ma sapremo stupirvi presto.

Cosa è mancato secondo te alla tua squadra? Quali sono i motivi di questa falsa partenza in campionato?

Come ho ripetuto prima, la nostra squadra è cambiata molto e abbiamo ancora bisogno di tempo, chiedo ai tifosi di avere ancora un po’di pazienza i risultati arriveranno presto.

Questa sera hai sfoderato una grandissima prestazione che ti è valsa la nomina di migliore in campo, sei felice di come hai giocato o pensi che potevi fare di più?

Sono contento di dare il mio contributo a questo club importante, ovviamente si può e si deve dare sempre il massimo, questa è la mia caratteristica ovvero quella di non porsi mai limiti. Provo sempre a fare qualcosa in più giorno dopo giorno, l’importante è che la squadra remi tutti insieme nella stessa direzione.

Sei uno dei profili più interessanti del campionato di serie C/C ti vedi un giorno lontano da Locri, magari in campionati più noti come la serie B o la A?

Grazie del complimento, fa molto piacere sentirselo dire, io cerco di dare sempre e solo il meglio giorno per giorno. A Locri sto bene, dopo una prima stagione passata ad ambientarmi tra le fila del Locri, ora mi sento a casa, in un gruppo siamo come una famiglia. Per adesso non voglio parlare del mio futuro, perché vivo e mi piace vivere giorno per giorno in maglia amaranto.

Ti faccio un’ultima domanda prima di chiudere, hai qualche consiglio da dare al tuo Allenatore Francesco Di Matteo e al tuo presidente Nicola Filippone?

Non voglio dar loro nessun consiglio, mi fido ciecamente del loro operato, oltre ad essere molto competenti nei loro rispettivi ruoli, sono anche delle bravissime persone e voglio cogliere questa occasione per salutarli e ringraziarli per ciò che fanno per la nostra squadra. Prima di chiudere colgo anche l’occasione di salutare tutti i ragazzi del Locri, della Sampdoria e ovviamente saluto anche nostri tifosi.

Dopo questa domanda ringraziamo il centrocampista del Locri Matteo Cassina facendogli gli auguri per il proseguimento della stagione ancora in corso. Qui da Locri è tutto, ringrazio i nostri lettori per aver dedicato un po’ del loro tempo al nostro articolo, a presto

Scritto da Gabriele Di Leo | Revisionato da Gad Hakimian

Uno sguardo al nuovo Co-Presidente di Serie C: Maurizio Deidda

Anche se la nomina di Maurizio Deidda è passata – volutamente – un po’ in sordina, noi di Offside abbiamo scelto di approfondire questo aspetto. Maurizio si è da molto tempo distinto all’interno del Progetto per la sua comprovata serietà, ma anche per quel lato più leggero che lo vede puntualmente, di stagione in stagione, diventare un meme vivente.

Anche questo è il bello di Progetto Gaming.

Abbiamo deciso di intervistarlo, per dare risalto sia a questa nuova nomina, sia per conoscere un po’ meglio questo gran personaggio del Torino PG. “Innanzitutto grazie per il tempo che mi concedi. Seguendo VAR Sport, edizione al solito BallariniPironti, è uscito il discorso sui ‘nomi di spessore‘. Non sono da molto nel Progetto, ma il tuo è sicuramente tra questi. Cosa ci puoi dire di te? Qual è il trucco per diventare “di spessore” nel progetto?”

Maurizio Deidda: “Ringrazio intanto la redazione di Offside per l’intervista intanto e saluto il Capo Redattore Collano, mio compagno di squadra al Toro. Qual è il trucco per diventare “di spessore” nel Progetto? Avere a cuore il Progetto ed aiutare a migliorarlo. L’idea di fondo è qualcosa che ha delle potenzialità enormi: sta crescendo continuamente, è un continuo work in progress, siamo ancora in una “fase beta” penso, nonostante abbia già una profondità, una vastità di contenuti eccezionale. Il fatto di avere a cuore il Progetto ti spinge a fare sempre qualcosa di più. Il tutto può ricondursi alla sfida all’inizio da DS del Toro in S1 che doveva confrontarsi con la Juve di Pizzo che prendeva i migliori solo “perché era la Juve“, e noi con una squadra rimaneggiata (a fine stagione eravamo 7 attivi), che doveva creare un brand che si distinguesse da tutti, che portasse a dire ai giocatori “mi piacerebbe andare a giocare nel Toro perché hanno un grande gruppo, non mi interessa se non è Juve, Milan o Inter“, è stato quello che mi ha fatto iniziare a diventare “di spessore” nel Progetto.”

Dopo aver spiegato quelle che sono state le sue difficoltà al momento del primo Torino, poi ha proseguito, preferendo marcare quali sono le sue idee sul Progetto Gaming. Interessantissima la sua battaglia per rendere l’attività di ogni singolo giocatore fondamentale per i sistemi su cui si fonda questa fantastica lega. Molti la stanno combattendo, questo è vero, ma come per ogni battaglia non si può mai essere stanchi di combatterla. Maurizio Deidda: “Poi anche il fatto di cercare di rendere più “giusto” il tutto, cioè abbinare i risultati su FM con l’attività: in questo momento questa correlazione si vede ancora in maniera parziale, perché vedo ancora il preferire le schede prima dell’attività, sopratutto quella buona, che crea valore anche al resto della squadra (poi si potrebbe aprire un capitolo intero su questo discorso). Ecco una cosa su cui mi piace vantarmi, forse l’unica: non sarò un ottimo allenatore, non sono mai stato un ottimo DS, ma mi piace cercare di coinvolgere, divertire e rendere partecipi le persone che stanno attorno a questo GDR, sopratutto insegnare il gioco, perché molti non lo conoscono, e spesso solo dopo che gli viene spiegato e/o trovano il giusto ambiente riescono anch’essi/e ad appassionarsi. Questo perché prima di tutto deve essere uno svago, un divertimento, per i giocatori principalmente: l’organizzazione dietro cerca di rendere il tutto fruibile e non sempre è divertente lavorarci su e lo capisco bene, per questo ringrazio il lavorone che fanno tutti, dagli admin ai capi di Lega. Mi piace per questo nel mio piccolo aiutare chiunque abbia bisogno, nei limiti di quello che posso, non resto insomma chiuso nel “mio circuito” Torino/Lucchese, Ascoli (affiliata della Lucchese, ndr) in breve. E poi sono un rompipalle immane, nel bene e nel male, oltre a fare la figura di merda annua in live, tra il terzo cassetto e il bestemmione in live: sono un meme vivente nel Progetto, e non mi nascondo perché sono il primo che si prende per il culo.”

Vista l’esauriente risposta su chi è Deidda e quali ruoli ha all’interno del Progetto Gaming, la domanda diventa più mirata. Il focus dell’intervista viene raggiunto. “Quello che hai detto può essere molto utile a chiunque, sia a chi si affaccia al Progetto Gaming per le prime volte, sia per chi c’è già anche da diversi anni. Il bestemmione in live per altro è diventato leggenda, ma ora che sei diventato il Co-Presidente di C forse ne lancerai di nuove! A parte gli scherzi, cosa ti ha spinto ad accettare l’incarico?”

Maurizio Deidda: “Non tutti lo sanno perchè ho ritenuto non necessario “proclamarmi” al pubblico, ma sì, sono diventato Co-Presidente di Lega di C con Collano. Mi ha proposto espressamente lui agli admin come sua spalla per aiutarlo, visto che la C ha più del doppio delle squadre da gestire rispetto alla Lega di Serie A e di Serie B e giustamente, un aiuto gli avrebbe fatto comodo nel processo di revisione. Ci ho riflettuto qualche giorno e ho accettato volentieri dopo aver ricevuto garanzie sulla non eccessiva gravosità della mansione e lo ringrazio per l’attestato di stima anche pubblicamente.” Dopo questo breve preambolo, dove spiega il come ci abbia comunque riflettuto a lungo sull’offerta che gli è arrivata dall’amico Daniele Collano, prosegue rispondendo al resto della domanda. Maurizio Deidda: “Ho accettato perchè è un modo ancora più diretto per aiutare, ma se necessario anche “bastonare“, insegnando ai Presidenti/DS di C, che spesso sono figure alle prime armi, come una programmazione minima, il rispettare le scadenze per dei compiti che richiedono spesso davvero una decina di minuti massimo, servono per snellire tutte le pratiche di revisione (bilanci, contratti, bonus attività), anche tra una stagione e l’altra e velocizzare le pause quindi, visto che capisco l’attesa spasmodica dei giocatori, dopo più di due mesi di pausa per l’inizo della S5. Gli admin sono pochi, i dirigenti sono tanti: decentralizzare e responsabilizzare un minimo in più le squadre migliorerà la macchina burocratica del Progetto. Sono certo che i risultati si vedranno già da questa stagione.”

Dato che Offside è da sempre la voce di tutti i protagonisti di Serie C e dato che di fronte abbiamo il Co-Presidente della Lega C, ci è sembrato più che doveroso dare nuovamente voce ai nostri lettori. La Serie C è da sempre infatti al centro della discussione, poiché il gran numero di giocatori milita in quella categoria. Di contro, però, è anche quella che al momento ha meno visibilità, per forza di cose. Vediamo al risposta (brillante) di Deidda al nostro quesito. “Congratulazioni per la carica da tutta la redazione di Offside (anche se siamo di parte, visto che il tuo socio Collano è uno dei boss)! Visto che, come nel calcio fuffa, della Serie C si parla tanto e niente allo stesso tempo, ti faccio una domanda che tanti giocatori si fanno: avete in programma una maggiore copertura anche dei gironi di C?”

Maurizio Deidda: “E’ un problema globale che si sta cercando di risolvere sia a livello di Lega che a livello di redazioni giornalistiche in comune. Nel mondo fuffa è nata una piattaforma streaming che da maggiore visibilità alla C. Nel Progetto purtroppo la scarsa affidabilità del server e la limitata capacità di ingressi in contemporanea (massimo 32 allenatori insieme) non permette per esempio di far allenare anche gli allenatori di C, e quindi far vedere con la stessa regolarità di B ed A, le partite di C. Vedremo se con FM20, giocare online da Google Stadia e non da Steam darà intanto maggiore robustezza al server, per far giocare anche le squadre di C in live, e se anche la SEGA/Sports Interactive decida di spingere di più ad investire sull’online, che ha sempre snobbato (e i problemi sono agli occhi di tutti).” Poi però aggiunge, svelando in parte che sì, qualcosa in bolle in pentola. Maurizio Deidda: “Si sta lavorando intanto ad un progetto tra redazioni giornalistiche, che spero riesca a dare un pò di visibilità e maggior interazione ai/alle ragazzi/e della C. Non anticipo altro. Lo vedrete se riusciremo a renderlo possibile. Ci speriamo vivamente.”

Con l’intervista ormai al termine, abbiamo sparato l’ultima cartuccia per sfoderare un po’ di quella “salsa torinese” che ogni volta notiamo nella chat, durante le live. Quale miglior modo se non mettere in mezzo il matador Andra Conte “E noi lo speriamo davvero insieme a te. L’intervista è finita, ma ti voglio lasciare con un quesito “di colore”. Da esterno ho avuto modo di leggere molte volte gli scambi di battute tra voi del Torino PG, il che fa capire che siete un gruppo non soltanto attivo, ma anche molto affiatato. Per questo motivo, ho deciso di farti odiare ancora di più da qualcuno del tuo gruppo. Andrea Conte, Giacomo Sedda e Daniele Collano: chi tra loro è il più scarso (decidi tu sotto quale punto di vista, tanto si fa per scherzare) di questo stupendo Torino?” Maurizio Deidda:Conte per forza di cose: è scarso come la merda. Lo è e lo sarà sempre. Non supererà mai Martinelli su quella fascia sinistra, anche se apparentemente pare abbia una scheda quanto meno decente. Ora, pure con Ciavarella e Terlati viene ancora più bullizzato.”

Vi lasciamo così, avendo avuto modo di presentarvi uno dei personaggi più emblematici di questo Progetto Gaming. Siamo sicuri che nella sua nuova veste di Co-Presidente della Serie C saprà dare non solo il meglio di sé, ma potrà aiutare nel dare ancora più lustro a una categoria, per forza di cose, in secondo piano. Tutti noi giocatori di C (ma in realtà non solo) siamo con lui.

Ovviamente, grazie mille per l’intervista Maurizio.

In bocca al lupo con il Torino e la Lucchese da parte di tutto Offside!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

IL NUOVO CAPO DS!

Cari lettori di PROGETTO X, oggi vogliamo presentarvi una delle nuove figure all’interno del SUPERSTAFF. Il nuovo CAPO DS di Progetto FM, Francesco Benedetti.  Francesco è uno dei quasi “veterani” del progetto, andiamo alla scoperta della sua figura e della sua storia. Grazie mille e buona lettura.

Buon pomeriggio sig. Benedetti. Progetto X ha l’onore d’intervistarla, le chiediamo cordialmente di presentarsi. Chi è Francesco Benedetti al di fuori di Progetto FM?

Salve sig. La Rosa, redazione di Progetto X e cari lettori. Francesco al di fuori del progetto è un normale studente di Giurisprudenza con la passione per il calcio, i videogiochi e le serie Tv. Una persona come tante insomma, che si diverte e cerca di far divertire chi gli sta intorno. E che odia parlare di sé in terza persona. <ride ndr>

Ci parla un po’ del suo giocatore e di come ha conosciuto Progetto FM?

Ho avuto modo di conoscere il Progetto nel gennaio 2018, circa metà S2, grazie ad un amico e da lì è stato subito amore. Al momento dell’iscrizione mi sono presentato come un Pippo Inzaghi più scarso e senza fiuto del gol, ne pago ancora le conseguenze. Sono prevalentemente un uomo d’area, con circa 150 di CA e 160 di PA, in campo però non rendo molto. Sarà colpa del calciatore o colpa di Deidda, a voi la scelta.

Sappiamo che la Lucchese detiene il suo cartellino, ma non tutti sanno che al suo ingresso nel progetto è stato vicinissimo al Torino, di cui adesso è anche Ds e presidente. Perché la trattativa non andò in porto?

In realtà fui un giocatore del Torino, dal mio ingresso nel progetto fino alla fine della S2. Stiamo però parlando di un periodo diverso, in cui molte dinamiche di gioco differivano da quelle attuali, il motivo per cui non sono rimasto in quella squadra deriva proprio da ciò. Durante la S2 le squadre indicavano una preferenza per un giocatore, da qui partiva un draft con il quale le società si assicuravano le prestazioni di un nuovo tesserato. Stava al giocatore o al suo procuratore trovare un accordo economico con la società e nel caso ciò non fosse accaduto il calciatore a fine stagione entrava a far parte degli svincolati e da li poteva scegliere una nuova squadra (regola che oggi non esiste più ndr) . Purtroppo non trovai un accordo col Torino ma ciò non incrinò i rapporti con i vari giocatori, anzi si rafforzarono sempre di più, fino a diventare il loro Ds prima e Presidente dopo.

Ha mai pensato di tornare al Toro come giocatore? O preferisce solo esser parte della dirigenza e cercare la serie A con la sua attuale squadra?

Sinceramente non ci ho mai pensato, al toro siamo messi molto bene in avanti vista la presenza di due punte di altissimo valore come Pennisi e Pascale. Alla Lucchese mi trovo molto bene e finché ne avrò la possibilità mi piacerebbe continuare lì. Ogni ipotesi di mercato verrà concordata con la società ma finché mi sopportano resto più che volentieri. Non ho ambizioni di nazionale maggiore perché sono messicano. E poi vuoi mettere avere come scusante delle tue scarse prestazioni la presenza di Deidda in panchina? O chiedere l’aumento a Gallo ogni giorno? O taggare ovunque Vitale ogni qualvolta la Roma fuffa non vinca?

Che consiglio darebbe ad un nuovo Ds e ad aspiranti tali?

Di non sottovalutare il ruolo e prenderlo alla leggera perché in vari casi la cattiva gestione da parte di un Ds ha portato la squadra a navigare in pessime acque. Studiare la guida generale, controllare le comunicazioni degli admin e di chiedere chiarimenti (in caso di dubbi) a chi ricopre il ruolo da più tempo. A livello tecnico è quello di aggiornare il bilancio ad ogni operazione svolta, in modo da rispettare le scadenze e non arrivare con l’acqua alla gola. E per ultima cosa ma non per importanza, stimolare l’attività dei propri tesserati. Da questa passa la crescita di squadra e del progetto.

Tra le figure del progetto ha ricevuto tanti attestati di stima, uno dei tanti è proprio Andrea Conte che si è dimesso ed ha lasciato a lei il posto da capo Ds. Come ha reagito alla scelta di Conte?

La notizia mi è stata data da Pironti in persona, mi ha spiegato che Andrea ha lasciato il ruolo per motivi di tempo e per dedicarsi maggiormente alla redazione di PG in ambiti extra FM. Mi dispiace visto il nostro legame, ma le necessità erano queste e ci si adatta. La decisione di puntare su di me in questo ruolo mi ha invece riempito d’orgoglio e spero di non far rimpiangere Andrea, al quale auguro un buon lavoro.

Non tutti sanno di cosa si occupa il CAPO DS. Quali saranno le sue mansioni?

Il ruolo di Capo Ds consiste nel gestire l’abilitazione al ruolo di Ds stesso, nell’importunarli <ride ndr>, controllare il loro operato, chiarire eventuali dubbi e aiutarli in caso di problemi. Infine aiutare a far rispettare le scadenze per quanto riguarda i bilanci. In sostanza è un ruolo, come tutti i SuperStaff, volto a snellire l’operato degli admin.

Pensa che il suo ruolo da Ds possa interferire con quello da Capo Ds e/o viceversa?

Penso proprio di no. Anzi, l’aver ricoperto questo ruolo e ricoprirlo tutt’ora la reputo una base molto importante perché mi permette di sapere già dove un nuovo Ds può riscontrare delle difficoltà ed anche come consigliarlo, perché alla fine sono le stesse che ho affrontato io.

Un’ultima domanda. Come può un nuovo Ds iniziare la propria carriera al meglio?

Come dicevo pocanzi, il modo migliore è consultare la guida, in caso di dubbi chiedere a chi ha più esperienza o direttamente a me. Sono qui anche e soprattutto per questo.

Grazie mille per la disponibilità sig. Benedetti. Ci vediamo in campo e buon lavoro.

Grazie a voi per l’intervista e mi raccomando RISPETTATE LE SCADENZE che Pizzuti si arrabbia altrimenti.

La giornata tipo del giocatore di Progetto FM

Ore 07:30 – Davanti ad un cornetto carico di zucchero e rancore, il nostro eroe chiede subito in chat le probabili formazioni al mister. Gli viene risposto che per ora non è deciso ancora nulla.

Ore 10:20 – Fa un giro nella home del gruppo e legge sette post di nuovi arrivati. Parte il festival dei “Benvenuto!” e anche per questo mese ha evitato l’inattività.

Ore 12:00 – Esce il post di Filippo con il calendario della giornata. Mi piace, “Daje <inserire nome squadra>!” e, soprattutto, vai di condivisione!

Ore 13:30 – La madre lo vede da 30 minuti incollato allo schermo del cellulare. Non ha ancora toccato il piatto. Alla domanda “Cosa stai facendo?” della madre, lui risponde seccato che è impegnato a studiare tutte le squadre per azzeccare la schedina del totocalcio. La madre, nel dubbio, ha pronto il nome di un ospedale psichiatrico.

Ore 15:00 – Ma i bonus della C?

Ore 17:30 – Il mister pubblica su Whatsapp la formazione che scenderà in campo nella live della sera. Lui ovviamente non gioca manco per sbaglio dato che ha speso il suo stipendio in cose totalmente inutili. Partono insulti, minacce e sospetti di possibili complotti nei confronti del mister… Il tutto condito da delle bestemmie usate come intercalare.

Ore 18:00 – Arriva una notifica di un nuovo post sul gruppone. Lui non lo guarda nemmeno, ma commenta “Ma i bonus della C?”. Farà lo stesso nei seguenti quattro post.

Ore 18:01 – Al venticinquesimo commento sui bonus della C, il nostro eroe scopre un qualcosa chiamato “Chat Admin”. Per la prima volta nel Progetto scopre cos’è realmente la paura.

Ore 20:00 – A sorpresa il mister annuncia che giocherà titolare causa infortunio dei 3 giocatori che gli erano davanti nelle gerarchie. Le sentenze hanno funzionato.

Ore 20:30 – La live inizierà a momenti. Un messaggio, però, rompe il silenzio: “Ehi indovina un po’, stasera ho casa libera”. Una situazione disperata, ma lui poi sceglierà con il cuore: !fan <nome squadra> e vai di live. Non c’è tempo per le cose futili.

Ore 22:45 – Siamo ormai a live inoltrata. Il nostro eroe ha risposto a tutte le domande in tempi record e si candida prepotentemente ai 300k di bonus. Nella speranza che prima o poi li sappia spendere bene.

Ore 23:00 – La sua squadra del cuore ha perso, il suo fantacalcio ormai gli ha fatto perdere tutta la dignità possibile, la sua ragazza lo ha minacciato di lasciarlo se non avesse chiuso con Progetto FM e la madre è pronta a chiamare uno psichiatra… Ma lui ha un grande sorriso stampato in faccia perché ha appena realizzato un gol in amichevole pre-campionato di S5 contro gli scappati di casa del Real Moncenisio.

Ore 23:30 – La live ormai sta per finire. Lui, all’ultimo respiro, digita il suo ultimo “!points”, da la buonanotte a tutti e aspetta che tutti vadano offline prima di chiudere. Dopo spegne il pc e si rende conto che domani dovrà ritornare a quel triste mondo chiamato “realtà” o, come noi lo conosciamo meglio, il mondo “fuffa”.

Football Manager 2020: primo video ufficiale

La pagina facebook ufficiale del noto videogame ha rilasciato poco fa il primo video del nuovo capitolo della serie manageriale sul calcio più famosa al mondo, Football Manager, targata Sports Interactive.

Football Manager ha molti ammiratori ed è tra i titoli più venduti in Italia ogni anno.

Noi ci abbiamo perfino creato il gioco di ruolo sul calcio più grande d’Italia, Progetto Football Manager.

Primo Video Football Manager 2020

Figoni palla… al piede – Intervista ad Arnaldo Figoni

In occasione della Vittoria della Serie B, abbiamo intervistato Arnaldo Figoni, allenatore ed uno dei Fautori della Grande Cavalcata Clivense.

Benvenuto Arnaldo e grazie per aver accettato l’intervista ai microfoni del Progetto Mk-Ultra!

Figurati! Grazie a voi!

Innanzitutto iniziamo con le presentazioni, chi è Arnaldo Figoni all’interno del Progetto?

Sono Arnaldo Figoni, allenatore del Chievo da marzo della S2 e non potevo fare scelta migliore! Sebbene all’inizio non me la sentissi proprio di allenare…

Chi è invece Arnaldo Figoni nella realtà Fuffa?

Nella realtà fuffa Arnaldo Figoni è un fancazzista, studente di lingue straniere col sogno nel cassetto di fare il giornalista sportivo. Infatti sono un grande appassionato di calcio e rugby, ma soprattutto mi piace raccontare storie. Se riuscissi a fare strada con queste caratteristiche sarei veramente felicissimo. Poi non sono solo appassionato di sport, seguo tantissime serie TV, suono chitarra e basso e nel corso degli anni mi sono innamorato di alcuni videogiochi, tra cui FM… Perlomeno prima di entrare nel Progetto, da lì FM è diventato un motivo costante di pugni sul tavolo e santi caduti dal calendario, chiedo scusa a tutta la Chiesa Cattolica.

Quindi sei un appasionato di Serie TV, associa qualcuno del tuo Chievo e i tuoi acerrimi rivali in B a dei personaggi di Serie TV!

Bella domanda, mi piace molto! Mi piacciono molte serie TV, anche se non ne ho una in particolare che vince su tutti. Una a cui sono particolarmente affezionato è The Office. E rende perfettamente l’idea di quello che è il Chievo. Il Michael Scott in questo caso sarei io, a capo della questione, che dirigo un gruppo di persone che farebbero volentieri altro, ecco. Jim e Pam sono Giunti e Cavaleri, che pure se battibeccano in realtà si vogliono bene. Poi Frisina, Muntoni e i miei carpentieri sono i ragazzi del piano di sotto della Dunder Mifflin, ragazzi che organizzano perfettamente le dinamiche del gruppo. Clerici è indubbiamente Creed Bratton, Re dei cialtroni. Fuori di testa, probabilmente fedina penale opaca, è uno che va full matto da 0-100 in 3ms. Tiberi mi ricorda un po’ Stanley Hudson, il mitico. Un genio assoluto e spirito guida personale. Dei grandi personaggi credo che quello che calza a pennello è Dwight con Di iure. Ora è diventato presidente della cordata, e chi lo ferma più! Comunque è un mito e come Dwight, serve nella nostra Dunder Mifflin. Sui nostri rivali passo un po’ a quello che è la wave Simpsoniana del progetto: io guardo ai nostri rivali come se noi fossimo di Springfield e loro di Shelbyville.

Benissimo, ora possiamo passare al tema principale di questa intervista, il Chievo, la squadra che alleni. I Clivensi sono stati i vincitori di questo campionato di Serie B. Ma prima di parlare di questo, Arnaldo, potresti parlarci della storia nel Progetto di questa squadra?

La storia del Chievo è lunghissima e travagliata. La S1 è stata veramente una cosa che è difficile da replicare. Non auguro a nessuno di vivere una combo di allenatori incompetenti come l’abbiamo vissuta noi. Inizialmente c’era Bencar, allenatore che aveva anche belle idee ma che praticamente ha fatto giocare solo gli stessi undici fino a quando non è stato sollevato dall’incarico. Sì non è manco stato licenziato, è proprio sparito. Hai presente la classica scena del marito che dice: “Cara, vado a comprare le sigarette!”. Uguale. È andato via e nel frattempo molte persone si sono inattivate. Basti vedere che in squadra avevamo Fusco e non giocava. Adesso sappiamo tutti cos’è diventato come giocatore… Tra queste persone al Chievo che non vedevano mai il campo, c’ero anche io. È vero che avevo una scheda di merda, diciamo, però vuoi fare anche un minimo di turnover? Sempre gli stessi undici alla fine escono spompati. Ed è esattamente quello che è successo. Io stavo pensando di abbandonare, però mi dava fastidio, perché sapevo che l’idea del Progetto in sé era molto valida. Cercai in tutte le maniere di tenermi attivo, andai anche ad allenare per la prima volta, per comunque stare sempre nel gruppo e non grattarmi la panza, insomma… Una volta andato via Bencar è arrivato Altomare, e per quanto ci tenesse a fare una cosa fatta come si deve, fece un macello. Lì per lì non capii cosa succedeva, ma ho realizzato tutto una volta arrivato da DS. Perciò come ho avuto la prima occasione buona di andare via dalla squadra – come molti peraltro – ho mollato e sono andato alla Juve. La squadra era già scesa in B quando sono andato via, e la prima parte di campionato la fece Altomare. Tra l’altro quell’anno i ragazzi non ricevettero bonus, banalmente perché non vennero depositata una lista di quanto gli sarebbe spettato da contratto… Poi Giunti mi chiese di tornare ad affiancarlo come DS. Allenava lui inizialmente, poi mi disse, devi sostituirmi che io non posso allenare oggi. Era un Chievo Brescia, la squadra avversaria era fuffa. Il primo gol, manco a dirlo, Belluscio. Vincemmo quella partita 2-1 e il nostro portiere parò un rigore all’89’. A un certo punto Giunti decise di farsi da parte e sono diventato a tutti gli effetti l’allenatore della squadra. Piano piano abbiamo cominciato a costruire una squadra partendo dagli acquisti del calciomercato invernale. Tiberi, Muntoni, Riva, Piccirillo, sono arrivati tutti quando abbiamo deciso di sistemare la squadra, preservando il potenziale che c’era già.

Qual è invece la storia del Figoni allenatore del Chievo?

La storia di Figoni allenatore parte dalla Sampdoria. Per evitare di inattivarmi, ho pensato: “Se divento allenatore ritirano il mio giocatore che tanto è inutile”. L’amara verità invece era che se avessi ritirato il giocatore non avrei potuto allenare di conseguenza. Perciò un giorno quando Fil disse che la Samp cercava un allenatore, chiesi di allenare. Provo anche una certa simpatia nel fuffa per i colori blucerchiati, quindi per me sarebbe stato veramente bello. Arrivai in un gruppo che mi accolse come fossi il salvatore della patria. Iniziai a parlare subito con Costantino, anche perché c’era uno dei primi grandi draft, ricordo che selezionai giocatori e alla fine prendemmo Bartucci che ha fatto le fortune della Samp nelle stagioni precedenti. In realtà però come allenatore ho fatto abbastanza schifo. Ricordo che la prima partita che giocai era una in live tra Sampdoria e PG. Vincevo 3-1 a fine primo tempo, poi il server decise di buttarmi fuori, pareggiammo 3-3. Realizzai subito che era colpa della mia linea internet, anche perché venni buttato fuori le due partite successive, dove presi delle sonore mazzate da Fiorentina e Torino. Ricordo un 8-2 o un 8-3 per loro. Alla fine decidetti di abbandonare la squadra dopo a malapena tre giornate. Al Chievo già era diverso, avevo masticato un po’ di più FM17, giocavo la carriera offline e capivo già quello che poteva essere il nostro gioco. Abbiamo fatto grandi partite anche in S2. Soprattutto perché siamo riusciti a salvare la squadra che a un certo punto sarebbe stata retrocessa direttamente. Solo che la Serie C non esisteva, e si sarebbe proceduto allo smantellamento della società. La partita perfetta credo sia stata Chievo-Trapani. Quella che ha sancito la nostra salvezza matematica. Una partita che abbiamo giocato benissimo, ordinati in difesa e velenosi in attacco. Nella S3 siamo partiti a bomba, con Chievo Udinese e la vittoria interna per 7-1. Sei gol di Belluscio. In nessuna carriera di FM un giocatore mi ha fatto 6 gol in partita ufficiale, mai successo. Però avevamo diversi problemi di modulo, prendevamo tanti gol e non capivamo perché. Nel frattempo ho conosciuto Maurizio Deidda, che anche lui studia a Pisa e abbiamo iniziato a scambiare diverse idee. Ho capito tante cose che non conoscevo all’interno del Progetto, come ad esempio il funzionamento di FM Touch. Non avevo idea che si potesse esportare la rosa per giocare 1v1. Iniziammo ad aiutarci a vicenda. Io col Chievo, lui con la Lucchese. Così è nato il celebre modulo “BELLUSCIO SCOPAMI COL 442 ROMBO”. Modulo che ha fatto le fortune della nostra squadra in S3. Abbiamo fatto una striscia di risultati positivi di più di venti partite. Soprattutto siamo riusciti a giocarcela con la Cremonese, senza fare catenaccio. È vero che abbiamo finito in dieci, però fino a quel momento ce la stavamo giocando colpo su colpo. Sapevo di avere qualcosa di molto buono tra le mani, e sapevo che questo potenziale andava valorizzato.

Arriviamo al Momento Clou: sapresti raccontarci come hai vissuto il vincere la Serie B? Dagli inizi del Campionato, passando dalle sconfitte che hanno ostacolato la squadra, fino ad arrivare alla reazione tua e della squadra per la conquista matematica della A e la vittoria dello scidetto?

Il campionato di B l’ho vissuto abbastanza male. Sentivo molto la pressione di dover fare qualcosa di buono. Allo stesso tempo però sapevo che FM19 mi avrebbe posto delle incognite che non conoscevo. Alcune cose inizialmente non le capivo, però bene o male siamo riusciti a capire come funzionasse in tempo per salvare la stagione. Sconfitte in realtà poche. La seconda a Benevento è stata abbastanza isolata, anche perché comunque avevo schierato una squadra diversa per capire come avrebbero reagito i miei giocatori. Non facemmo effettivamente schifo, diciamo. Con Vicenza e Avellino la questione è un po’ diversa. La prima è risultato della regola non scritta del “se il server crasha e hai vinto, sicuro perdi”. E perdemmo al ’93. Presi a testate il portatile dal nervoso. Pensare che avevamo vinto 3-1… Da lì è iniziato un momento “no”. Risultati altalenanti, pareggi subiti in extremis. La sconfitta in Coppa Italia contro l’Udinese, per poi passare alla partita con la Roma dove le abbiamo prese sonoramente. Con l’Avellino ci rimasi particolarmente male perché tre gol sicuri erano causati da un bug alle rimesse lunghe mai sistemato a dovere da Sports Interactive. La reazione nostra è stata rabbiosa, specialmente da parte mia. Perchè avevamo bisogno di cercare un qualcosa che ci restituisse forza e fiducia nei nostri mezzi. Da qui nascono dei sistemi di gioco intitolati a grandi romanzi della letteratura inglese. Anche ADD ha votato uno dei nostri moduli!

Adesso parliamo del futuro del Chievo! Quali sono gli obbiettivi per il prossimo anno?

Innazitutto salvarsi, possibilmente facendo bella figura! Non pretendo di fare un exploit stile Lazio e Cremonese, anche perché la mia rosa è più modesta! Però allo stesso tempo credo che si possa fare molto bene qui. Il gruppo è molto unito e non potrei chiedere più di quello che i ragazzi fanno già per la causa. Vogliamo toglierci tante soddisfazioni, e siamo molto curiosi di confrontarci con le squadre della Serie A!

Cosa bolle invece nel Calderone del Mercato Clivense?

Nel calderone del mercato ci sono due colpi in entrata e uno in uscita confermati, e un terzo che come ho raccontato ad alcuni è il classico colpo che come leggi ti fa dire: “MINCHIA!”. (Il terzo colpo è in entrata)

Hai finalmente vinto questa Serie B, lo avevamo detto tutti ma, ora che è finito tutto, cosa ne pensi delle Gufate di Inizio Stagione?

Che avevano ragione! Ringrazio loro per averci creduto fino alla fine! Senza di loro non ce l’avrei mai fatta.

I migliori e i peggiori 5 momenti di questo campionato?

I cinque peggiori:
5°, Benevento – Chievo, traversa di Amato quasi a tempo scaduto, sarebbe potuto valere un pareggio insperato
4°, Roma – Chievo, partita partita male e finita peggio. De Fanti viene espulso per condotta violenta, vista solo dal computer e mi salta tre giornate. Ed era subentrato a Graziotti infortunato. Piove sul bagnato.
3°, Udinese – Chievo, perdiamo una partita che sulla carta avremmo dovuto dominare. Non sapevamo più che pesci prendere, onestamente.
2°, Avellino – Chievo, 7-3 pesantissimo e condizionato dalle rimesse lunghe. Non volevo crederci. Sensazione di essere diventati pippe di colpo.
1°, Vicenza – Chievo, partita vinta 3-1 e rigiocata perdendo 2-1 al 93′. Basta e avanza.
I cinque migliori:
5°, Chievo – Frosinone, L’assist di Giunti in rovesciata per Riva è stato sublime. Una giocata così non l’avevo mai vista.
4°, Chievo – Roma, gol di Clerici da fuori area. Partita serratissima, aperta da lui e chiusa da Amato pochi minuti dopo.
3°, Livorno – Chievo, Eurogol di Giunti che da trenta metri tira una sassata sul secondo palo. Vinciamo una partita incredibile, essendo in dieci e io buttato fuori dal server.
2°, Chievo – Palermo, il centesimo gol di squadra che ci porta in vantaggio. Una sassata micidiale da dentro l’area e torniamo in vantaggio. In quella partita abbiamo conquistato ufficialmente la Serie A.
1°, Akragas – Chievo, Belluscio segna il 4-3 per noi e con quella vittoria ritorniamo in testa al campionato. Credo che tutto passi da lì. Se avessimo perso punti ad Agrigento stavamo raccontando una storia diversa.

Domanda finale, un pregio e un difetto di questa Serie B!

Un pregio è che la Serie B è sentitissima e combattuta. Non è mai banale. Un difetto? Troppa letteratura inglese! Esistono anche opere provenienti da altre culture, un po’ di inventiva, dai…

Grazie mille per l’intervista Arnaldo, speriamo di rivederci!

A presto! Grazie a voi!

Saranno Famosi: Francesco Appierto

Punta centrale della Reggina, 19 anni.

Alto 187 cm, per un totale di 83 kg di peso, Francesco Appierto si candida a pieni voti per diventare uno dei migliori riferimenti offensivi. Il suo stato di forma con la Reggina è in continuo aumento, le ultime cinque partite disputate da titolare lo vedono infatti migliorato moltissimo rispetto ai nastri di partenza.

Le più grandi qualità di Francesco risiedono nel gioco fisico, potendo vantare Equilibrio e Forza a 16. Spicca però, sempre in quella categoria, la Massima elevazione a 17, che lo rende davvero insidioso sulle palle alte e sui cross serviti dai suoi compagni di gioco. Un gioco aereo rafforzato dalla sua buona capacità sui Colpi di testa (13).

Appierto è un attaccante abbastanza atipico. La sua finalizzazione è invidiabile, così come la sua grandissima abilità dal dischetto (rigori 16 e freddezza 15), ma a sorprendere sono senza dubbio le qualità mentali. Non c’è una qualità mentale fuori posto in Francesco Appierto, al punto da renderlo affidabilissimo tanto sotto-porta, quanto a smistare i vari palloni in area di rigore. La sua visione di gioco (16) è infatti a dir poco incredibile.

Con la Reggina la punta centrale sta vivendo un buon momento, anche se le statistiche non sembrano (almeno per il momento) premiare queste grandissime qualità. Su venti presenze, infatti, Appierto ha timbrato il cartellino soltanto 9 volte, sfornando un assist.

Con un posto nei playoff ormai certo per la Reggina, Francesco sarà chiamato a migliorare notevolmente il suo score. Con le sue capacità tecniche e mentali noi non ci stupiremmo affatto se ci riuscisse. Il destino della Reggina nei playoff grava sulle tue spalle!

Scritto da Alessandro Caluri

Revisionato da Del Prete Antonio

Omelia del Prete: Locri-Reggina

Marcatori: V.Molinari(L) 20″, F.Appierto(R) 37″, Senatore(L) 43″, F.Appierto(R) 45″, Senatore(L) 54″, F.Appierto (R) 58″, Landolfi(L) 83″.

Locri-Reggina, partita valida per la 35° giornata del campionato di Serie C/C, si è conclusa con il risultato scoppiettante di 4-3 per i padroni di casa.

Il Locri al 20″ passa in vantaggio grazie ad un preciso tiro ad incrociare di V. Molinari, ben servito da un preciso filtrante di Landolfi.

Reggina che trova il pari al 37″ con un ottima azione corale di contropiede: Aprile riceve palla e serve in sovrapposizione Lapi che dopo aver tagliato da sinistra a destra serve un solissimo F.Appierto che non sbaglia il rasoterra.

Match che diventa incandescente tra fine primo tempo e inizio secondo tempo: il Locri al 43″ torna in vantaggio da calcio d’angolo, V. Molinari batte corto per Landolfi che mette un ottimo cross sulla testa di Senatore; due minuti dopo (45″) punizione per la Reggina, Gjetaj mette un cross teso in area di rigore su cui si avventa F. Appierto che sigla il 2-2; sono passati 9 minuti dall’inizio del secondo tempo (54″), altro angolo per il Locri, stesso schema e stesso risultato, 3-2, ma la Reggina non ci sta e dopo 4 minuti ritrova il pareggio, sempre lui, bomber Appierto si fa trovare presente sul bel cross di Wagner, fondamentale il tentennamento del portiere del Locri (Torcoli) sull’uscita.

All’83″ i sogni della Reggina si infrangono, Galimi dalla propria metà campo serve A. Molinari che si ritrova solo davanti al portiere, con grandissima freddezza decide di appoggiarla per l’accorrente Landolfi che non deve far altro che toccarla in rete, 4-3 per il Locri. Un goal che spezza le gambe, e le speranze, della Reggina, per il Locri sarà solo sempllice amministrazione nel finale.

Guardando le statistiche della partita si darebbe per scontato un dominio da parte del Locri che domina su tutte le statistiche, eppure abbiamo visto insieme come la partita si sia sbloccata solo nei minuti finali. Ottimo cinismo sotto porta da parte della Reggina che trasforma in rete la metà dei tiri in porta.

M.V.P. della partita è Francesco Appierto (9.5), autore di una tripletta, che ha tenuto in piedi la Reggina fino alla fine. Meritano una menzione anche Valerio Molinari (9.0) 3 Gianluca Senatore (9.1): il primo autore di un goal e di due assist, il secondo autore di due goal.

Deludono invece, per il Locri, Alessandro Aiello e i restanti difensori, il primo resta fuori dalle 4 azioni goal della sua squadra, gli altri 3 spesso colpevoli di disattenzioni difensive; per la Reggina voto negativo per tutto il reparto difensivo, soprattutto il terzino Perisetti che riceve il voto più basso dell’incontro (6.2).

Scritto da Del Prete Antonio

Revisionato da Daniele Collano

Messina: Una nuova ma brillante realtà

Buonasera presidente Roberti , per iniziare la nostra intervista ti volevo chiedere perché avete scelto di avere una squadra affiliata?

Noi abbiamo scelto di avere una squadra affiliata perchè crediamo che sia molto utile avere una cantera dove far crescere, sia in termini tecnici che di attività, i neo iscritti al Progetto.

E perché avete scelto proprio il Messina?

Quando si è presentata l’occasione di scegliere, abbiamo dato un occhiata al Girone C di Serie C, in modo da non allontanarci troppo, in termini geografici, dalla squadra principale. Abbiamo scelto il Messina ricollegando un pò le nostre radici storiche che accomunano Napoli con la Sicilia.

Chi è il ds e l’allenatore? Presentali.

L’Allenatore è Salvatore Ponticelli, lo stesso Allenatore che guida la prima squadra, riteniamo sia abbastanza importante affidare gli stessi schemi, e moduli, alla squadra affiliata, in modo da far abituare e a far assimilare tutte le indicazioni ai canterani che il Mister usa in prima squadra. Il DS invece è Marco Auritano, come da regolamento, lo stesso Direttore Sportivo della prima squadra.

Parlami del vostro giocatore,Luongo:com’è e che ruolo potrà avere nel progetto.

È un profilo molto interessante, è un attaccante che ha già totalizzato 13 goal in 12 partite, pecca un pò fisicamente ma lo trovo bello carico ed attivo, voglioso di raggiungere i propri bonus attività, se continua così ha le possibilità di salire in prima squadra.

Facciamo un passo indietro.
Secondo te per le neo-squadre perché è difficile trovare giocatori? È un fatto legato ai pochi nuovi membri o un fatto di poca pubblicità?

Credo sia difficile aggiudicarsi un neo iscritto vista la tanta concorrenze di squadre che cercano di costruire la propria rosa, è un gruppo sempre in piena espansione non credo che il problema principale sia il poco numero di iscritti visti i numeri. Purtroppo molti gruppi non consentono lo spam e quindi questo penalizza molto la pubblicità.

Secondo te chi sale e chi va ai playoff nel girone c?

Per me sale il Cagliari, per i Playoff tutte le squadre attualmente dentro sono abbastanza tranquille e quasi certe di disputarlo, l’unica posizione a rischio è proprio la nostra dove ci sono altre 2-3 squadre in lotta con noi per l’ultima posizione disponibile.

Un ultima domanda, quali sono i vostri progetti futuri?

Sicuramente in primis quello di arruolare neo-iscritti, sotto questo aspetto siamo molto indietro, ci sono molte squadre già abbastanza formate e dunque questo ci penalizza sull’appeal di essere scelti, la concorrenza è tanta. L’obiettivo principale è comunque quello di far crescere e formare i neo-iscritti e cercare di far fare il grande salto a coloro che si rivelano molto attivi ed interessati.

Un in bocca al lupo al Messina, che possa raggiungere la tanto agognata promozione, e al Napoli sua squadra madre.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Antonio Del Prete