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Figoni palla… al piede – Intervista ad Arnaldo Figoni

In occasione della Vittoria della Serie B, abbiamo intervistato Arnaldo Figoni, allenatore ed uno dei Fautori della Grande Cavalcata Clivense.

Benvenuto Arnaldo e grazie per aver accettato l’intervista ai microfoni del Progetto Mk-Ultra!

Figurati! Grazie a voi!

Innanzitutto iniziamo con le presentazioni, chi è Arnaldo Figoni all’interno del Progetto?

Sono Arnaldo Figoni, allenatore del Chievo da marzo della S2 e non potevo fare scelta migliore! Sebbene all’inizio non me la sentissi proprio di allenare…

Chi è invece Arnaldo Figoni nella realtà Fuffa?

Nella realtà fuffa Arnaldo Figoni è un fancazzista, studente di lingue straniere col sogno nel cassetto di fare il giornalista sportivo. Infatti sono un grande appassionato di calcio e rugby, ma soprattutto mi piace raccontare storie. Se riuscissi a fare strada con queste caratteristiche sarei veramente felicissimo. Poi non sono solo appassionato di sport, seguo tantissime serie TV, suono chitarra e basso e nel corso degli anni mi sono innamorato di alcuni videogiochi, tra cui FM… Perlomeno prima di entrare nel Progetto, da lì FM è diventato un motivo costante di pugni sul tavolo e santi caduti dal calendario, chiedo scusa a tutta la Chiesa Cattolica.

Quindi sei un appasionato di Serie TV, associa qualcuno del tuo Chievo e i tuoi acerrimi rivali in B a dei personaggi di Serie TV!

Bella domanda, mi piace molto! Mi piacciono molte serie TV, anche se non ne ho una in particolare che vince su tutti. Una a cui sono particolarmente affezionato è The Office. E rende perfettamente l’idea di quello che è il Chievo. Il Michael Scott in questo caso sarei io, a capo della questione, che dirigo un gruppo di persone che farebbero volentieri altro, ecco. Jim e Pam sono Giunti e Cavaleri, che pure se battibeccano in realtà si vogliono bene. Poi Frisina, Muntoni e i miei carpentieri sono i ragazzi del piano di sotto della Dunder Mifflin, ragazzi che organizzano perfettamente le dinamiche del gruppo. Clerici è indubbiamente Creed Bratton, Re dei cialtroni. Fuori di testa, probabilmente fedina penale opaca, è uno che va full matto da 0-100 in 3ms. Tiberi mi ricorda un po’ Stanley Hudson, il mitico. Un genio assoluto e spirito guida personale. Dei grandi personaggi credo che quello che calza a pennello è Dwight con Di iure. Ora è diventato presidente della cordata, e chi lo ferma più! Comunque è un mito e come Dwight, serve nella nostra Dunder Mifflin. Sui nostri rivali passo un po’ a quello che è la wave Simpsoniana del progetto: io guardo ai nostri rivali come se noi fossimo di Springfield e loro di Shelbyville.

Benissimo, ora possiamo passare al tema principale di questa intervista, il Chievo, la squadra che alleni. I Clivensi sono stati i vincitori di questo campionato di Serie B. Ma prima di parlare di questo, Arnaldo, potresti parlarci della storia nel Progetto di questa squadra?

La storia del Chievo è lunghissima e travagliata. La S1 è stata veramente una cosa che è difficile da replicare. Non auguro a nessuno di vivere una combo di allenatori incompetenti come l’abbiamo vissuta noi. Inizialmente c’era Bencar, allenatore che aveva anche belle idee ma che praticamente ha fatto giocare solo gli stessi undici fino a quando non è stato sollevato dall’incarico. Sì non è manco stato licenziato, è proprio sparito. Hai presente la classica scena del marito che dice: “Cara, vado a comprare le sigarette!”. Uguale. È andato via e nel frattempo molte persone si sono inattivate. Basti vedere che in squadra avevamo Fusco e non giocava. Adesso sappiamo tutti cos’è diventato come giocatore… Tra queste persone al Chievo che non vedevano mai il campo, c’ero anche io. È vero che avevo una scheda di merda, diciamo, però vuoi fare anche un minimo di turnover? Sempre gli stessi undici alla fine escono spompati. Ed è esattamente quello che è successo. Io stavo pensando di abbandonare, però mi dava fastidio, perché sapevo che l’idea del Progetto in sé era molto valida. Cercai in tutte le maniere di tenermi attivo, andai anche ad allenare per la prima volta, per comunque stare sempre nel gruppo e non grattarmi la panza, insomma… Una volta andato via Bencar è arrivato Altomare, e per quanto ci tenesse a fare una cosa fatta come si deve, fece un macello. Lì per lì non capii cosa succedeva, ma ho realizzato tutto una volta arrivato da DS. Perciò come ho avuto la prima occasione buona di andare via dalla squadra – come molti peraltro – ho mollato e sono andato alla Juve. La squadra era già scesa in B quando sono andato via, e la prima parte di campionato la fece Altomare. Tra l’altro quell’anno i ragazzi non ricevettero bonus, banalmente perché non vennero depositata una lista di quanto gli sarebbe spettato da contratto… Poi Giunti mi chiese di tornare ad affiancarlo come DS. Allenava lui inizialmente, poi mi disse, devi sostituirmi che io non posso allenare oggi. Era un Chievo Brescia, la squadra avversaria era fuffa. Il primo gol, manco a dirlo, Belluscio. Vincemmo quella partita 2-1 e il nostro portiere parò un rigore all’89’. A un certo punto Giunti decise di farsi da parte e sono diventato a tutti gli effetti l’allenatore della squadra. Piano piano abbiamo cominciato a costruire una squadra partendo dagli acquisti del calciomercato invernale. Tiberi, Muntoni, Riva, Piccirillo, sono arrivati tutti quando abbiamo deciso di sistemare la squadra, preservando il potenziale che c’era già.

Qual è invece la storia del Figoni allenatore del Chievo?

La storia di Figoni allenatore parte dalla Sampdoria. Per evitare di inattivarmi, ho pensato: “Se divento allenatore ritirano il mio giocatore che tanto è inutile”. L’amara verità invece era che se avessi ritirato il giocatore non avrei potuto allenare di conseguenza. Perciò un giorno quando Fil disse che la Samp cercava un allenatore, chiesi di allenare. Provo anche una certa simpatia nel fuffa per i colori blucerchiati, quindi per me sarebbe stato veramente bello. Arrivai in un gruppo che mi accolse come fossi il salvatore della patria. Iniziai a parlare subito con Costantino, anche perché c’era uno dei primi grandi draft, ricordo che selezionai giocatori e alla fine prendemmo Bartucci che ha fatto le fortune della Samp nelle stagioni precedenti. In realtà però come allenatore ho fatto abbastanza schifo. Ricordo che la prima partita che giocai era una in live tra Sampdoria e PG. Vincevo 3-1 a fine primo tempo, poi il server decise di buttarmi fuori, pareggiammo 3-3. Realizzai subito che era colpa della mia linea internet, anche perché venni buttato fuori le due partite successive, dove presi delle sonore mazzate da Fiorentina e Torino. Ricordo un 8-2 o un 8-3 per loro. Alla fine decidetti di abbandonare la squadra dopo a malapena tre giornate. Al Chievo già era diverso, avevo masticato un po’ di più FM17, giocavo la carriera offline e capivo già quello che poteva essere il nostro gioco. Abbiamo fatto grandi partite anche in S2. Soprattutto perché siamo riusciti a salvare la squadra che a un certo punto sarebbe stata retrocessa direttamente. Solo che la Serie C non esisteva, e si sarebbe proceduto allo smantellamento della società. La partita perfetta credo sia stata Chievo-Trapani. Quella che ha sancito la nostra salvezza matematica. Una partita che abbiamo giocato benissimo, ordinati in difesa e velenosi in attacco. Nella S3 siamo partiti a bomba, con Chievo Udinese e la vittoria interna per 7-1. Sei gol di Belluscio. In nessuna carriera di FM un giocatore mi ha fatto 6 gol in partita ufficiale, mai successo. Però avevamo diversi problemi di modulo, prendevamo tanti gol e non capivamo perché. Nel frattempo ho conosciuto Maurizio Deidda, che anche lui studia a Pisa e abbiamo iniziato a scambiare diverse idee. Ho capito tante cose che non conoscevo all’interno del Progetto, come ad esempio il funzionamento di FM Touch. Non avevo idea che si potesse esportare la rosa per giocare 1v1. Iniziammo ad aiutarci a vicenda. Io col Chievo, lui con la Lucchese. Così è nato il celebre modulo “BELLUSCIO SCOPAMI COL 442 ROMBO”. Modulo che ha fatto le fortune della nostra squadra in S3. Abbiamo fatto una striscia di risultati positivi di più di venti partite. Soprattutto siamo riusciti a giocarcela con la Cremonese, senza fare catenaccio. È vero che abbiamo finito in dieci, però fino a quel momento ce la stavamo giocando colpo su colpo. Sapevo di avere qualcosa di molto buono tra le mani, e sapevo che questo potenziale andava valorizzato.

Arriviamo al Momento Clou: sapresti raccontarci come hai vissuto il vincere la Serie B? Dagli inizi del Campionato, passando dalle sconfitte che hanno ostacolato la squadra, fino ad arrivare alla reazione tua e della squadra per la conquista matematica della A e la vittoria dello scidetto?

Il campionato di B l’ho vissuto abbastanza male. Sentivo molto la pressione di dover fare qualcosa di buono. Allo stesso tempo però sapevo che FM19 mi avrebbe posto delle incognite che non conoscevo. Alcune cose inizialmente non le capivo, però bene o male siamo riusciti a capire come funzionasse in tempo per salvare la stagione. Sconfitte in realtà poche. La seconda a Benevento è stata abbastanza isolata, anche perché comunque avevo schierato una squadra diversa per capire come avrebbero reagito i miei giocatori. Non facemmo effettivamente schifo, diciamo. Con Vicenza e Avellino la questione è un po’ diversa. La prima è risultato della regola non scritta del “se il server crasha e hai vinto, sicuro perdi”. E perdemmo al ’93. Presi a testate il portatile dal nervoso. Pensare che avevamo vinto 3-1… Da lì è iniziato un momento “no”. Risultati altalenanti, pareggi subiti in extremis. La sconfitta in Coppa Italia contro l’Udinese, per poi passare alla partita con la Roma dove le abbiamo prese sonoramente. Con l’Avellino ci rimasi particolarmente male perché tre gol sicuri erano causati da un bug alle rimesse lunghe mai sistemato a dovere da Sports Interactive. La reazione nostra è stata rabbiosa, specialmente da parte mia. Perchè avevamo bisogno di cercare un qualcosa che ci restituisse forza e fiducia nei nostri mezzi. Da qui nascono dei sistemi di gioco intitolati a grandi romanzi della letteratura inglese. Anche ADD ha votato uno dei nostri moduli!

Adesso parliamo del futuro del Chievo! Quali sono gli obbiettivi per il prossimo anno?

Innazitutto salvarsi, possibilmente facendo bella figura! Non pretendo di fare un exploit stile Lazio e Cremonese, anche perché la mia rosa è più modesta! Però allo stesso tempo credo che si possa fare molto bene qui. Il gruppo è molto unito e non potrei chiedere più di quello che i ragazzi fanno già per la causa. Vogliamo toglierci tante soddisfazioni, e siamo molto curiosi di confrontarci con le squadre della Serie A!

Cosa bolle invece nel Calderone del Mercato Clivense?

Nel calderone del mercato ci sono due colpi in entrata e uno in uscita confermati, e un terzo che come ho raccontato ad alcuni è il classico colpo che come leggi ti fa dire: “MINCHIA!”. (Il terzo colpo è in entrata)

Hai finalmente vinto questa Serie B, lo avevamo detto tutti ma, ora che è finito tutto, cosa ne pensi delle Gufate di Inizio Stagione?

Che avevano ragione! Ringrazio loro per averci creduto fino alla fine! Senza di loro non ce l’avrei mai fatta.

I migliori e i peggiori 5 momenti di questo campionato?

I cinque peggiori:
5°, Benevento – Chievo, traversa di Amato quasi a tempo scaduto, sarebbe potuto valere un pareggio insperato
4°, Roma – Chievo, partita partita male e finita peggio. De Fanti viene espulso per condotta violenta, vista solo dal computer e mi salta tre giornate. Ed era subentrato a Graziotti infortunato. Piove sul bagnato.
3°, Udinese – Chievo, perdiamo una partita che sulla carta avremmo dovuto dominare. Non sapevamo più che pesci prendere, onestamente.
2°, Avellino – Chievo, 7-3 pesantissimo e condizionato dalle rimesse lunghe. Non volevo crederci. Sensazione di essere diventati pippe di colpo.
1°, Vicenza – Chievo, partita vinta 3-1 e rigiocata perdendo 2-1 al 93′. Basta e avanza.
I cinque migliori:
5°, Chievo – Frosinone, L’assist di Giunti in rovesciata per Riva è stato sublime. Una giocata così non l’avevo mai vista.
4°, Chievo – Roma, gol di Clerici da fuori area. Partita serratissima, aperta da lui e chiusa da Amato pochi minuti dopo.
3°, Livorno – Chievo, Eurogol di Giunti che da trenta metri tira una sassata sul secondo palo. Vinciamo una partita incredibile, essendo in dieci e io buttato fuori dal server.
2°, Chievo – Palermo, il centesimo gol di squadra che ci porta in vantaggio. Una sassata micidiale da dentro l’area e torniamo in vantaggio. In quella partita abbiamo conquistato ufficialmente la Serie A.
1°, Akragas – Chievo, Belluscio segna il 4-3 per noi e con quella vittoria ritorniamo in testa al campionato. Credo che tutto passi da lì. Se avessimo perso punti ad Agrigento stavamo raccontando una storia diversa.

Domanda finale, un pregio e un difetto di questa Serie B!

Un pregio è che la Serie B è sentitissima e combattuta. Non è mai banale. Un difetto? Troppa letteratura inglese! Esistono anche opere provenienti da altre culture, un po’ di inventiva, dai…

Grazie mille per l’intervista Arnaldo, speriamo di rivederci!

A presto! Grazie a voi!

Saranno Famosi: Francesco Appierto

Punta centrale della Reggina, 19 anni.

Alto 187 cm, per un totale di 83 kg di peso, Francesco Appierto si candida a pieni voti per diventare uno dei migliori riferimenti offensivi. Il suo stato di forma con la Reggina è in continuo aumento, le ultime cinque partite disputate da titolare lo vedono infatti migliorato moltissimo rispetto ai nastri di partenza.

Le più grandi qualità di Francesco risiedono nel gioco fisico, potendo vantare Equilibrio e Forza a 16. Spicca però, sempre in quella categoria, la Massima elevazione a 17, che lo rende davvero insidioso sulle palle alte e sui cross serviti dai suoi compagni di gioco. Un gioco aereo rafforzato dalla sua buona capacità sui Colpi di testa (13).

Appierto è un attaccante abbastanza atipico. La sua finalizzazione è invidiabile, così come la sua grandissima abilità dal dischetto (rigori 16 e freddezza 15), ma a sorprendere sono senza dubbio le qualità mentali. Non c’è una qualità mentale fuori posto in Francesco Appierto, al punto da renderlo affidabilissimo tanto sotto-porta, quanto a smistare i vari palloni in area di rigore. La sua visione di gioco (16) è infatti a dir poco incredibile.

Con la Reggina la punta centrale sta vivendo un buon momento, anche se le statistiche non sembrano (almeno per il momento) premiare queste grandissime qualità. Su venti presenze, infatti, Appierto ha timbrato il cartellino soltanto 9 volte, sfornando un assist.

Con un posto nei playoff ormai certo per la Reggina, Francesco sarà chiamato a migliorare notevolmente il suo score. Con le sue capacità tecniche e mentali noi non ci stupiremmo affatto se ci riuscisse. Il destino della Reggina nei playoff grava sulle tue spalle!

Scritto da Alessandro Caluri

Revisionato da Del Prete Antonio

Omelia del Prete: Locri-Reggina

Marcatori: V.Molinari(L) 20″, F.Appierto(R) 37″, Senatore(L) 43″, F.Appierto(R) 45″, Senatore(L) 54″, F.Appierto (R) 58″, Landolfi(L) 83″.

Locri-Reggina, partita valida per la 35° giornata del campionato di Serie C/C, si è conclusa con il risultato scoppiettante di 4-3 per i padroni di casa.

Il Locri al 20″ passa in vantaggio grazie ad un preciso tiro ad incrociare di V. Molinari, ben servito da un preciso filtrante di Landolfi.

Reggina che trova il pari al 37″ con un ottima azione corale di contropiede: Aprile riceve palla e serve in sovrapposizione Lapi che dopo aver tagliato da sinistra a destra serve un solissimo F.Appierto che non sbaglia il rasoterra.

Match che diventa incandescente tra fine primo tempo e inizio secondo tempo: il Locri al 43″ torna in vantaggio da calcio d’angolo, V. Molinari batte corto per Landolfi che mette un ottimo cross sulla testa di Senatore; due minuti dopo (45″) punizione per la Reggina, Gjetaj mette un cross teso in area di rigore su cui si avventa F. Appierto che sigla il 2-2; sono passati 9 minuti dall’inizio del secondo tempo (54″), altro angolo per il Locri, stesso schema e stesso risultato, 3-2, ma la Reggina non ci sta e dopo 4 minuti ritrova il pareggio, sempre lui, bomber Appierto si fa trovare presente sul bel cross di Wagner, fondamentale il tentennamento del portiere del Locri (Torcoli) sull’uscita.

All’83″ i sogni della Reggina si infrangono, Galimi dalla propria metà campo serve A. Molinari che si ritrova solo davanti al portiere, con grandissima freddezza decide di appoggiarla per l’accorrente Landolfi che non deve far altro che toccarla in rete, 4-3 per il Locri. Un goal che spezza le gambe, e le speranze, della Reggina, per il Locri sarà solo sempllice amministrazione nel finale.

Guardando le statistiche della partita si darebbe per scontato un dominio da parte del Locri che domina su tutte le statistiche, eppure abbiamo visto insieme come la partita si sia sbloccata solo nei minuti finali. Ottimo cinismo sotto porta da parte della Reggina che trasforma in rete la metà dei tiri in porta.

M.V.P. della partita è Francesco Appierto (9.5), autore di una tripletta, che ha tenuto in piedi la Reggina fino alla fine. Meritano una menzione anche Valerio Molinari (9.0) 3 Gianluca Senatore (9.1): il primo autore di un goal e di due assist, il secondo autore di due goal.

Deludono invece, per il Locri, Alessandro Aiello e i restanti difensori, il primo resta fuori dalle 4 azioni goal della sua squadra, gli altri 3 spesso colpevoli di disattenzioni difensive; per la Reggina voto negativo per tutto il reparto difensivo, soprattutto il terzino Perisetti che riceve il voto più basso dell’incontro (6.2).

Scritto da Del Prete Antonio

Revisionato da Daniele Collano

Messina: Una nuova ma brillante realtà

Buonasera presidente Roberti , per iniziare la nostra intervista ti volevo chiedere perché avete scelto di avere una squadra affiliata?

Noi abbiamo scelto di avere una squadra affiliata perchè crediamo che sia molto utile avere una cantera dove far crescere, sia in termini tecnici che di attività, i neo iscritti al Progetto.

E perché avete scelto proprio il Messina?

Quando si è presentata l’occasione di scegliere, abbiamo dato un occhiata al Girone C di Serie C, in modo da non allontanarci troppo, in termini geografici, dalla squadra principale. Abbiamo scelto il Messina ricollegando un pò le nostre radici storiche che accomunano Napoli con la Sicilia.

Chi è il ds e l’allenatore? Presentali.

L’Allenatore è Salvatore Ponticelli, lo stesso Allenatore che guida la prima squadra, riteniamo sia abbastanza importante affidare gli stessi schemi, e moduli, alla squadra affiliata, in modo da far abituare e a far assimilare tutte le indicazioni ai canterani che il Mister usa in prima squadra. Il DS invece è Marco Auritano, come da regolamento, lo stesso Direttore Sportivo della prima squadra.

Parlami del vostro giocatore,Luongo:com’è e che ruolo potrà avere nel progetto.

È un profilo molto interessante, è un attaccante che ha già totalizzato 13 goal in 12 partite, pecca un pò fisicamente ma lo trovo bello carico ed attivo, voglioso di raggiungere i propri bonus attività, se continua così ha le possibilità di salire in prima squadra.

Facciamo un passo indietro.
Secondo te per le neo-squadre perché è difficile trovare giocatori? È un fatto legato ai pochi nuovi membri o un fatto di poca pubblicità?

Credo sia difficile aggiudicarsi un neo iscritto vista la tanta concorrenze di squadre che cercano di costruire la propria rosa, è un gruppo sempre in piena espansione non credo che il problema principale sia il poco numero di iscritti visti i numeri. Purtroppo molti gruppi non consentono lo spam e quindi questo penalizza molto la pubblicità.

Secondo te chi sale e chi va ai playoff nel girone c?

Per me sale il Cagliari, per i Playoff tutte le squadre attualmente dentro sono abbastanza tranquille e quasi certe di disputarlo, l’unica posizione a rischio è proprio la nostra dove ci sono altre 2-3 squadre in lotta con noi per l’ultima posizione disponibile.

Un ultima domanda, quali sono i vostri progetti futuri?

Sicuramente in primis quello di arruolare neo-iscritti, sotto questo aspetto siamo molto indietro, ci sono molte squadre già abbastanza formate e dunque questo ci penalizza sull’appeal di essere scelti, la concorrenza è tanta. L’obiettivo principale è comunque quello di far crescere e formare i neo-iscritti e cercare di far fare il grande salto a coloro che si rivelano molto attivi ed interessati.

Un in bocca al lupo al Messina, che possa raggiungere la tanto agognata promozione, e al Napoli sua squadra madre.

Scritto da Fiore Gabriele Giordano

Revisionato da Antonio Del Prete

Saranno Famosi: Yuri Monti

Difensore centrale della Lupa Roma, 18 anni.

Senza ombra di dubbio ci troviamo davanti ad una delle migliori promesse del girone C della serie C, ma anche dell’intero panorama italiano. Monti è un difensore centrale molto forte che fa della tecnica la sua maggiore virtù. A soli 18 anni, infatti, possiede alcune caratteristiche davvero mostruose per il ruolo, come contrasti e marcatura, entrambi a 16. Come se non bastasse, Yuri ha anche un fortissimo senso della posizione (17), che lo porta ad essere quasi sempre al posto giusto nel momento giusto. Un giocatore con queste caratteristiche non può passare inosservato, ed infatti è arrivata pochi giorni fa la sua convocazione nell’Italia under 21.

Altre punti di forza di Monti si riscontrano indubbiamente tra le qualità fisiche, dove spunta una accelerazione a 16 ed una velocità a 17. Questi valori rendono Yuri uno dei difensori più veloci, capace di rientrare velocemente in una situazione di contropiede. Per questo, è il candidato ideale a rimanere come ultimo baluardo in caso di calci d’angolo o punizioni avanzate.

Da difensore centrale puro con compiti puramente difensivi, Yuri Monti è insuperabile. Se proprio volessimo trovare qualcosa in cui potrebbe migliorare, senza dubbio sarebbe la massima elevazione (per rendersi ancora più insuperabile nel gioco aereo) e la freddezza, con quest’ultima in realtà un po’ bassa (9). Alzando un po’ il valore della freddezza, Yuri Monti potrebbe davvero ambire ad eliminare le poche sbavature in quelle partite di per sé già perfette.

La Lupa Roma ha trovato in Monti un vero e proprio diamante, non solo per le sue abilità ma anche per i risultati che sta conseguendo sul campo. Su 31 presenze, infatti, il nostro Yuri è riuscito a mantenere una grandissima media di 7.21, con prestazioni coronate da un assist ed un goal.

Monti è un giocatore di cui sentiremo parlare sicuramente nel progetto, grazie anche ad una attività invidiabile che lo porta ad essere sempre al centro dell’attenzione. Con la sua maschera, le sue prestazioni sul campo ed il suo “progetto” nell’Asylum, Yuri Monti ha ancora molto da dire nel Progetto; ed Il campionato non vede l’ora di poterlo continuare ad ascoltare.

Scitto da Alessandro Caluri

Revisionato da Antonio Del Prete

Il Cuore della Casertana

La Casertana è una squadra di serie C girone C. Una squadra con un grande potenziale di gioco.

Gestita dai presidenti Pier Gaetano Fulco, Carlo Maiorano e Antonio Vitolo (anche mister della squadra) e dal Direttore sportivo Simone Morrica.

La squadra è composta dall’estremo difensore Luca Invernizzi (12 presenze,15 gol subiti), difeso dai Difensori Carlo Maiorano, Luca Sarzi Braga, Salvatore Favenza e Simone Moricca. Seguono a ruota i terzini Daniele Verteramo e Franco Sisto, assistman con 13 assist. A centrocampo abbiamo Marco Conti, Roberto Davide Saba, Richard Jacinto; i Trequartisti sono Andrea Bazzani (anche Centrocampista centrale), Michele Mannarella e Nicola Di Vietri (anche punta). Infine abbiamo gli Attaccanti Fausto Carotenuto e il bomber Rostik Kotu, 24 gol per lui.

Il mister utilizza diversi schemi, il 4-3-3 con ali larghe, 4-3-1-2 con i trequartisti centrali e 2 punte e, alcune volte, il 4-1-2-3. L’andamento del campionato è stato altalenante, dopo un partenza con tante vittorie si sono arrestati con una serie di sconfitte. Nonostante qualche intoppo sono riusciti a racimolare 73 punti in campionato ed il 5th posto con la zona playoff.

Abbiamo intervistato alcuni membri della dirigenza.

“Quali obbiettivi avete per questa squadra?”

Il Ds Moricca ha risposto: ” L’obiettivo di quest’anno è la promozione e dobbiamo crederci finché siamo in corsa, che poi arrivi direttamente è praticamente impossibile e quindi ci tocca ragionare in ottica play-off, sperando di entrare in questa lotteria il più tardi possibile. In tutta onestà, però, non mi dispiacerebbe nemmeno arrivarci tramite ripescaggio… L’importante è farcela”

“Commenti sulla tua squadra?”

Il Mister Vitolo ha risposto: “La squadra e molto unita e attiva, si spera che se non quest’anno ma almeno il prossimo si riesca a salire in B in modo da dimostrare davvero il Gruppo che siamo . lo so che ci vorrebbe uno sforzo davvero enorme ma la Serie C bisognerebbe farla allenare, anche se non in Live. Molte volte i risultati si falsano, vedi contro la Juve Stabbia ho impostato una formazione per via di alcuni infortuni e dopo aver consegnato la squadra non ho visto che aveva messo dei giocatori non ancora ben £rodati” in campo che hanno compromesso il risultato, anche perchè le statistiche parlavano chiaro. Spero che con l’avvento del Crema, e si spera di altre società, si riesca a dare alla Serie C la visibilità che merita.”

La Dirigenza è soddisfatta dalla propria squadra e sentendo le parole del presidente Pier Gaetano Fulco ” Spero che il gruppo resti unito nonostante avessimo delle aspettative più grandi rispetto agli obiettivi attuali percorribili. Che non smettano di divertirsi mai e che rimangano sempre entusiasti” possiamo affermare che questa squadra ha cuore.

Scritto da Daniele Pusceddu

Revisionato da Antonio Del Prete

Saranno Famosi: Fiore Gabriele Giordano

Terzino sinistro della Juve Stabia, 17 anni.

Dopo Davide Velluso ci troviamo a parlare di un altro talento cristallino della Juve Stabia, ossia Fiore Gabriele Giordano. Il terzino sinistro ha qualità tecniche e fisiche di grandissimo livello, su cui spiccano i contrasti a 16 ed i cross (anch’essi a 16), che lo rendono perfetto non solo per la fase difensiva, ma anche quella nella trequarti avversaria. Capace di sovrapporsi eventualmente al trequartista (o centrocampista) sinistro, può mettere in mezzo dei cross velenosissimi per la retroguardia avversaria. Il suo senso della Posizione, a 16, lo aiuta anche in questo.

Nonostante i soli 17 anni d’età, Giordano possiede delle qualità mentali davvero molto buone, che possono migliorare incredibilmente in futuro. Proprio per questo, nell’ottica di un suo potenziamento, un innalzamento della PA potrebbe fare proprio al caso suo. La Determinazione a 16, infatti, potrebbe garantirgli un miglioramento “gratuito” di alcune skill utili soltanto scendendo in campo e allenandosi.

Le sue grandi qualità tecniche, unite alle ottime prestazioni sfoderate con le Vespe in prima squadra, gli sono valse la convocazione nell’under 19 italiana allenata da Giacomo Sedda. Una convocazione che è arrivata alla luce, anche, della sua grandissima attività nel Progetto.
Con la maglia giallo-blu della Juve Stabia Giordano ha giocato un totale di 14 partite, collezionando finora un gol, due assist (di cui 1 nelle ultime cinque partite) e 5 ammonizioni, con una media voto molto alta pari a 7.29.

Fiore Gabriele Giordano ha già ora, di per sé, delle qualità tecniche e fisiche incredibilmente alte. Nel suo futuro, grazie ai potenziamenti che arriveranno a fine stagione, non possiamo che vedere una marea di successi. Non ci resta che augurargli il più roseo dei futuri.
Perché no, anche ringraziarlo per partecipare al nostro Offside.

Scritto da Alessandro Caluri

Revisionato da Antonio Del Prete

SALERNITANA: GIOIE E DOLORI

Oggi abbiamo avuto l’occasione di incontrare l’allenatore della Salernitana, Mirko Sangiorgio.

Sangiorgio, oltre ad essere allenatore della Salernitana, è anche uno dei cinque presidenti, e si occupa della direzione sportiva, in quanto in società manca il direttore sportivo. 

La Salernitana ha avuto un ottimo inizio di campionato, una partenza spettacolare, infatti si trovava al secondo posto nelle prime 15-16 partite, e in lotta per la promozione. Ma qualcosa dopo la sedicesima partita è cambiato.

Infatti, pian piano la Salernitana ha avuto un crollo pazzesco, perdendo il secondo posto, e scivolando a metà classifica. In dieci partite consecutive non è arrivata una vittoria, sancendo quindi una crisi senza fine.

Sangiorgio ci ha parlato un po’ delle motivazioni che hanno portato questo crollo, partendo dal fatto che molti utenti si siano improvvisamente inattivati per mancanza di tempo; parlando anche di un mercato insufficiente non prendendo una punta che sarebbe potuta servire alla squadra; passando dalla sue decisione di premiare giocatori attivi a discapito di una scheda superiore, facendo risentire la cosa in game; e infine si è ritrovato impreparato difronte alla tanto criticata Beowulf, tattica usata maggiormente dalle altre squadre. Ha aggiunto, inoltre, di non aver avuto tempo da dedicarsi al gioco a causa dell’università. Quindi tutto questo insieme ha portato al crollo della Salernitana.

Ora pian piano la crisi sembra rientrare, la Salernitana è tornata a vincere nelle ultime partite, perdendo solo contro il Vicenza, nonostante la bellissima partita disputata. Si trova al nono posto, a 5 punti dalla Roma, sognando i playoff. Sangiorgio e la Salernitana ci credono, e nonostante la Roma sia un’ottima squadra ben organizzata, sperano che quest’ultima possa concentrarsi sull’Europa League.

Per concludere sul discorso playoff, Sangiorgio ci ha rivelato il loro motto “Niente limiti, solo orizzonti”, motto che li accompagnerà da qui fino alla fine della stagione con la speranza e la passione che li contraddistingue. In fondo, per Sangiorgio, nel calcio il gruppo spesso riesce a rendere possibile ciò che sembrava impossibile.

Ne abbiamo approfittato per chiedere a Sangiorgio come siano riusciti a fronteggiare all’improvvisa inattività di alcuni loro giocatori, e quali siano i giocatori chiave in questa Salernitana.

A queste domande Sangiorgio ci ha risposto che, per quanto riguarda il discorso inattività, hanno approfittato del bonus presidenza mai usato ed è stato in grado di convincere (facendo il ruolo da ds nonostante il ds fosse un altro) tre giocatori (Mark Moro, Lorenzo Lazzari e Mario Ilari) a far parte della loro squadra. L’attività media della squadra è molto alta tra i vari Fulchignoni (convocato in nazionale), Da Ros, Saraceno, Sigillò, Guastini, Pelosi e gli altri, in casa Salernitana, e puntano a guadagnare molto dai bonus ed essere tra le migliori squadre in serie B.                                               

Infine per quanto riguarda il discorso “giocatore chiave”, il mister ci ha detto di non aver un giocatore chiave in particolare, dato che quasi tutti si differenziano per l’apporto diverso che danno alla squadra. Ci sono i tre presidenti Saraceno, Fulchignoni e Fabbri che sono anche giocatori della Salernitana, poi Lazzari e Pelosi che seguono tantissimo la live. Tentardini in game è fortissimo ed è uno di quelli che fa gruppo. Arcidiacono è il pazzo della squadra., e Da Ros sicuramente è uno dei pilastri su cui si basa la Salernitana. Sigillò, Belotti e La Regina sono molto presenti nel gruppo squadra. Invece come attività scarseggiano un po’ Singh, Pedalino e Reginato a causa di impegni vari.

Sangiorgio è molto contento del gruppo che si è creato, introducendo anche un memecontestSalerno in cui si mette in palio dei premi in denaro (che si aggiungeranno al contratto dell’anno successivo) o anche il posto da titolare nel match successivo. Oltre al memecontest, hanno creato anche un “Toto Salerno” in cui ogni giornata i giocatori scommettono sul risultato e sui marcatori e viene stilata una classifica a punti con i premi a fine stagione”.

E in conclusione, il mister ci dice di essersi impegnato molto per aumentare l’attività della squadra e ci è riuscito, sperando di riuscire a raccogliere i frutti dal punto di vista dei risultati”.

Ci aspetta un finale abbastanza caldo per questo fine campionato, con la Salernitana a soli cinque punti dalla Roma, e sei partite dalla fine, non dimenticando però le altre inseguitrici. Una lotta appassionante per i playoff, e noi di Progetto X invitiamo ai nostri lettori di non perdere queste ultime giornate.

Buona serata, Angela.

Pennisi: “Giocare a San Siro emozione incredibile. Tenteremo di frenare Cremonese e Lazio”

Il periodo positivo del Drink Team continua, dopo il pareggio per 1-1 con l’Inter a San Siro che lascia ancora un’enorme porta aperta sull’Europa per gli Orange. Come di consueto, il mister del Drink, Christian Pennisi, si è presentato ai nostri microfoni per parlare della gara.

Buonasera mister. Affrontare squadre come l’Inter è sempre suggestivo e affascinante. Lei che emozioni ha provato in questi giorni e stasera, quando siete scesi in campo?
E’ stata una bellissima sensazione giocare in un tempio del calcio come San siro, però a Milano solo Milan.

A fine gara ha detto ai suoi: “Va bene così, avremmo potuto vincere, ma anche perdere”. Dunque è soddisfatto del risultato, per quanto espresso in campo?
Si sono soddisfatto, l’Inter è una grande squadra e volevano riscattarsi dopo la sconfitta con l’Arsenal, abbiamo fatto una discreta partita e sono contento del risultato.

Ha qualche rammarico, cambierebbe qualcosa, tornando indietro e sapendo come è andata a finire?
Non cambierei nulla, di più non potevamo fare.

Adesso tocca a Cremonese e Lazio. Ha qualche idea su come fermare questi due carri armati?
Fermare due squadre così è quasi impossibili, ce la metteremo tutta, ci vuole molto culo.

Diego Spezzacatena