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Le simulazioni de IlCarro: Italia-Grecia

Il calcio non si ferma mai.

Pausa per la Serie A, ma giocano le nazionali, impegnate in partite valide per le qualificazioni all’europeo. O meglio, così dovrebbe essere, se non fosse che l’anno prossimo si cambia gioco e quindi i progressi europei potrebbero diventare polvere.

Tuttavia, ciò non implica che queste partite siano inutili: sono innanzitutto test di un certo spessore per vedere se la nazionale è in grado di competere con i giocatori “fuffa”. Inoltre, daranno maggiori spunti sulla permanenza di Mattia Crippa come commissario tecnico per la prossima stagione; infine, sono sempre partite dell’Italia, con quel fascino in grado di richiamare il giocatore più diffidente, con la divisa azzurra ambita da tanti e che solo pochi possono avere l’onore di indossare.

Dopo aver superato con fatica la probante Lituania 1-0, i 23 convocati della nazionale maggiore dovranno affrontare una squadra ben più ostica e che darà maggiori indicazioni rispetto ai baltici: la Grecia. Gli azzurri riusciranno a superare gli ellenici in maniera convincente? Oppure i campioni europei del 2004 risulteranno ancora distanti per i nostri giocatori?

Italia troppo rinunciataria e Grecia ampiamente in controllo. Gli ospiti avrebbero controllato la partita senza troppi problemi: 66% del possesso palla, 855 passaggi riusciti e un solo tiro in porta concesso agli avversari.
Per gli azzurri gravi problemi in entrambi i reparti: quello difensivo non riuscirebbe a conquistare il pallone con grande efficacia: solo 8 falli, ma anche il numero esiguo di 12 contrasti vinti su 20. Il reparto offensivo non produrrebbe le occasioni necessarie: solo 1 nitida, ma che con molta probabilità coincide con l’unico tiro in porta realizzato. Anche i calci piazzati non diventerebbero un’opportunità: solo il 51% dei 31 colpi di testa viene vinto, vanificando così i 3 calci d’angolo e le eventuali punizioni conquistate, visti i 12 falli commessi e le 2 ammonizioni dei greci.

Questa partita mostrerebbe come per i giocatori umani ci sia ancora tanto da lavorare per raggiungere livelli in grado di impensierire nazionali anche più blasonate come Francia e Germania. Inoltre, potrebbe sorgere il dubbio se non sia meglio che l’attuale C.T. inizi a preparare le valige e cercare una nuova destinazione. Ma questa, come sempre, è solo una simulazione; il vero verdetto lo avremo questa sera, come sempre in live su Twitch (questa sera eccezionalmente a partire dalle ore 21).

Le simulazioni de IlCarro: Sampdoria-Torino

In Serie A ci si prepara all’ultima giornata prima della pausa nazionale. E non si fa neanche in tempo a pensare agli azzurri che il campionato offre una delle partite più importanti per i suoi sviluppi. La Sampdoria di Nicola Filippone, fresca di qualificazione ai quarti di Europa League, in una partita tiratissima contro il CSKA Mosca, affronta al Luigi Ferraris il Torino di Giacomo Sedda. In palio c’è uno dei posti per qualificarsi alla prossima Champions League: i blucerchiati sono sul gradino più basso del podio con 49 punti, ma i granata inseguono a 48 punti. Se i padroni di casa vincessero, potrebbero allungare su una  contendente, forse estromettendola dai giochi. Al contrario, per gli ospiti, c’è la possibilità di un nuovo sorpasso, l’ennesimo di questa stagione fra le due compagini.

Una partita che vede anche i premi individuali in palio: Christian Pennisi dei piemontesi è il secondo cannoniere della Serie A con 16 reti e viene inseguito subito dal campione uscente, punta dei genovesi, Matteo Congedo con 15.
All’andata, tuttavia, non segnò nessuno dei due e finì 1-1. Al goal del toro di Maurizio Deidda rispose immediatamente Mirko Parravicini, in una partita combattuta da ambo le parti. Finirà così anche stavolta? Sedda recriminerà le statistiche? O sarà Filippone a farlo?

Seguendo la simulazione,la partita finirebbe 2-2.
Fase difensiva di entrambe le squadre traballante: sono 29 i falli commessi, conditi da 7 ammonizioni, e i padroni di casa vantano anche solo 15 contrasti vinti e appena la metà dei colpi di testa.
Probabilmente avrebbe ricevuto un monumento il portiere dei blucerchiati: sono 18 i tiri del Torino, di cui solo 10 in porta e 8 fuori (neanche un tiro respinto dai giocatori di movimento), ma di cui escono solo due reti. Più precisi in proporzione i tiri della Sampdoria, ma sono meno della metà degli avversari: 8 totali, di cui 5 in porta.
Il possesso palla sarebbe molto simile tra due squadre che fanno girare molto il pallone in cerca di aprire spazi promettenti: 406 passaggi per i genovesi, mentre soli 50 passaggi in più per i piemontesi.

Al termine gli ospiti recriminerebbero probabilmente l’aver concretizzato poco, mentre la squadra in casa sicuramente dovrebbero rivedere qualcosa dal punto di vista difensivo. Ed entrambe le compagini guarderebbero con apprensione la classifica, sperando in risultati favorevoli dagli altri campi.

Le simulazioni de IlCarro: Cremonese-Fublet

Che bella la Serie B, trentunesima giornata. La Cremonese continua a volare verso la conquista del primo posto e sempre più dirottata verso la A. Il Fublet che aspira al secondo posto della serie, deve confermare la sua superiorità sulle altre squadre sotto di lei. Sul suo cammino questa sera ci sarà proprio la Cremonese, squadra sempre più in procinto di arrivare in A dopo la vittoria contro il Cesena di lunedì.

Lo scontro precedente é terminato 1-0 per la compagine grigiorossa. Come finirà questa volta? La capolista della serie B si riconfermerà anche contro il Fublet? O saranno i biancoverdi a vincere e poter iniziare una clamorosa rimonta verso il primo posto occupato dalla squadra avversaria? Abbiamo simulato la partita, ecco cosa ne è uscito fuori.

 

Come vedete, la gara sarebbe piena di emozioni e molto equilibrata, di quelle perfette da vedere in live, con un totale di ben 9 gol. Il Fublet riuscirebbe ad imporsi in casa della Cremonese con un risultato eclatante in una sfida aperta per tutti i 90 minuti.

La squadra di casa ha però dominato sull’aspetto dei tiri: ben 20 totalizzati, 13 dei quali nello specchio della porta. La squadra ospite non è da meno e ne totalizza 14, di cui 8 in porta. Il rapporto ci dice dunque che entrambe le formazioni tireranno molto durante la partita, con 7 conclusioni di non particolare rilevanza da parte della Cremonese e 6 per il Fublet.

Particolare la statistica sui pali: nessuna delle due squadre ha colpito i legni durante i 90 minuti. Con la quantità di tiri rilevata, sembra quasi irrealistico non aver colpito mai un montante.

Il possesso palla evidenzia una quasi parità, con il 51% da parte del Fublet, che ha completato il 78% dei passaggi effettuati, cioè 353 su 451. La Cremonese invece completa il 77% dei passaggi, ma con una maggiore quantità, 401 su 517. Da questa statistica si nota il giro palla continuo della Cremonese, il quasi predominio avuto sul campo con la sfera tra i piedi. Allo stesso tempo fa capire che non c’è bisogno di 500 passaggi per ottenere il possesso palla per la maggior parte della partita.

Sui contrasti avrebbe la meglio la Cremonese, con un totale di 32 vinto su 49 contro i 16 su 27 del Fublet. Dunque in poche parole, la Cremonese compie il doppio dei contrasti rispetto al Fublet. La percentuale di contrasti vinti peró non è in linea con i falli commessi, 13 a 14.

Quasi vittoria da parte della Cremonese sui colpi di testa: 34 riusciti su 53 compiuti dalla squadra di casa, 29 riusciti su 58 dagli ospiti. Avrebbe dunque la superiorità sul campo aereo, vincendo più colpi di testa su meno tentativi rispetto al Fublet.

Con questo risultato il Fublet più cinico potrebbe continuare la sua fuga per il secondo posto sull’Avellino e il Cesena e sperare in un mezzo miracolo per raggiungere la Cremonese al primo.

 

Il Marchesiano Racconta: Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Oh, ma buon salve cari lettori. Come va? Spero tutto bene. Avete notato il titolo? La legge di conservazione della massa di Lavoisier “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma“. Vi starete chiedendo effettivamente che senso abbia questo titolo, ebbene ci arriviamo subito. Vedete, questo non è un articolo di giornale come altri. Non è il solito “Marchesiano racconta” che esprime un idea, un opinione o si diletta in racconti shōnen riguardante il mondo di Progetto Gaming. No, è differente. Vorrei solo far capire che a volte non tutto viene per nuocere – parlo della vita reale – anche definita “non canonica” nel mondo di Progetto Gaming.

MA QUINDI È UNA PILLOLA DELLA TUA INSULSA VITA PRIVATA?!1!1!

Per carità, non voglio fare la morale, ma voglio trasmettere un messaggio chiaro e importante, oltre a far capire il come mai arriva questo distacco da Progetto Gaming. Sarà capitato sicuramente a qualche membro di questa community – parlo della bocciatura – durante la propria carriera scolastica o comunque da studente. Cosa c’è di “anormale”? Beh, qui, signore e signori, avete un raro esemplare di chi è stato bocciato a settembre – avete capito bene -Durante gli esami di recupero! Avevo l’accoppiata perfetta: rimandato in Inglese e Matematica. Insomma, voi direte:

Sì ma bastava semplicemente studiare!1!1!1!1

Non lo metto assolutamente in dubbio, peccato che prima di tutto non avrei dovuto proprio esserci come rimandato a settembre, mentre nella seconda da metà febbraio fino a fine anno, in ogni verifica, avevo l’appuntamento fisso con il 3. Poi, provate a tenere anche in considerazione che recuperare un intero anno di studio in queste due materie in soli 3 mesi… Beh, non è facile, fattibile per carità, ma se non hai una dovuta preparazione mentale e passi le tue intere giornate a dormire, mangiare, giocare ai videogiochi e piangere per la propria vita sociale che fa schifo… Ecco, non ne esci più. Sono stato un menefreghista? Una via di mezzo tra si e no, più che altro non ho avuto gli stimoli adatti, sembrava tutto così lento, angosciante e pesante. Certo, potevo anche farmi aiutare, ma la testardaggine e la paura di essere “messi da parte” mi ha portato a non chiedere alcun tipo di aiuto a nessuno. Il giorno dopo gli esami ero terrorizzato, sapevo bene quello che avevo fatto e quello che non avevo fatto durante le prove orali e scritte, un vero schifo. Sentivo dentro di me che qualcosa non quadrava, perché la bocciatura era legittima, ma nonostante ciò mi illudevo.

Ma si dai, tanto ce la faccio e passo per fortuna

Certo, una favola che si chiude con il più classico dei “e vissero tutto felici e contenti“, povero ingenuo…
Scattarono le 12:30, vado sul registro elettronico per controllare nella sezione “Pagella” e noto una strana scritta in rosso Lo/a studente/ssa non è STATO/A AMMESSO/A per l’anno successivo. Rimasi impietrito, fermo, immobile. Me lo aspettavo, ma non potevo comunque crederci. Non era concepibile, uno come me… che era sempre andato bene a scuola, viene bocciato in una scuola in cui sono usciti con il 70 i peggio scappati di casa. Una lacerazione all’animo, un disonore, una vera e propria tragedia non solo per me, ma anche per i miei genitori. Decisi così, anche su richiesta dei miei genitori, di annunciare le mie dimissioni come allenatore dell’Inter, incarico che mi ha reso l’allenatore più vincente di sempre (fino ad adesso, ma è comunque un grandissimo risultato). Morto dentro, sconfitto, senza energie, zero voglia di lottare… Quando ad un tratto, mi scrive una persona. Una r-ragazza? C-compagna di classe? Ah! Ma la conosco! È A. – la chiamerò in questo modo per la privacy- beh, cosa vorrà mai?

U-un m-messaggio di conforto?! PER ME?! SONO RIENTRATO NEI PENSIERI DI UNA RAGAZZA?

Fermo ragazzo, non volare troppo con la fantasia. Devo ammettere che ero visibilmente emozionato, fino a quel momento nessuno si era preoccupato per me, nessuno tranne lei. Certo, poi mi ha scritto anche qualcun’altro, ma la primissima fu proprio A. Doveva aver sentito la voce del mio trasferimento in una nuova scuola e si sarà… p-preoccupata? Passai gli ultimi 3 giorni di vacanza a riflettere sul da farsi, appunto se cambiare scuola o continuare in quella topaia. Arrivai ad una conclusione: “Beh, è stata solo una bocciatura, posso ripartire da zero e dedicarmi alle persone che in quel momento si sono preoccupate per me. È ora di rimettere le basi per il futuro, in questa scuola, perché se abbandono gliela darei vinta, non può e non deve essere così.”Caratterialmente, dentro di me mi sentii rinato, con una nuova forza. Inarrestabile. Invincibile. Non ero più lo smidollato senza vita sociale di un anno fa, era arrivato l’upgrade, ero passato ad un livello superiore. Nuovo carattere, nuove amicizie, nuove conoscenze, nuove zone esplorate, nuove emozioni, nuove esperienze. Tutto bello, tutto fantastico, ma ancora qualcosa non andava. Sentivo che mancava qualcosa, che mi apparteneva, in cui avevo messo le radici, un passato che non potevo – e non posso tutt’ora – dimenticare. I miei amici di Progetto Gaming, la mia Inter. Come ho potuto trascurarli così tanto? Soprattutto nell’ultimo periodo, dove mi hanno cercato per tantissimo tempo e io stesso, in mezzo alla marea di novità che stavano circondando la mia vita privata, non ho potuto seguire. Per un momento ho pensato di essere anche un peso, insomma… Niente post, pochissimi commenti, poche live seguite e nessuna condivisione. Avevo promesso i 300k di bonus totali, e con questo andamento può diventare fattibile? No. Non è così che si comporta una bandiera di una squadra importantissima e vincente come l’Inter. Non è in questo modo che si aiuta una società che giorno dopo giorno lavora con fatica per costruire un arsenale degna delle tre competizioni. Sono Cristian Marchese, colui che nell’Inter ha sempre incarnato l’interismo, e ha fatto capire cosa voglia dire far parte della famiglia Inter. Ho un debito enorme con questa società e verso questi colori. Anche qui deve arrivare una svolta.

“E quindi vorresti dire che ritornerai ad allenare?”

No, non intendo questo. Prima devo vincere e diventare un vincente nella vita privata, poi si passa al vincere e convincere come allenatore su Progetto Gaming. Tornerò più attivo, questo è certo – non subito dopo questo articolo – ma cercherò in tutti i modi di conquistare quei dannati 300k di attività. È una promessa, che voglio e che devo mantenere. “Nulla si crea, nulla si distrugge… Tutto si trasforma.” E si ritorna sempre su questa frase, su questa legge chimico-fisica ideata da quel geniaccio di Lavoisier, non avete ancora capito? Non esiste un ingrediente segreto, perché lo siamo già noi. Non possiamo creare o distruggere quello che siamo, ma ci possiamo evolvere, trasformare, migliorarci come meglio crediamo. A volte la vita ci metterà davanti a tantissime situazioni scomode – e fidatevi, la bocciatura è soltanto una molecola di H2O in mezzo ad un oceano – ma starà sempre a noi sapersi rialzare e trovare nuovi stimoli per tornare a vincere, altrimenti saranno sconfitte eterne, che danneggeranno il nostro modo di essere. E ora, dato che sono scontato come Serafini, vi lascio con queste frasi fattissime – suvvia, non in senso letterario – di celebri personaggi calcistici e non:

“Non esiste sconfitta nel cuore di chi lotta.” – Enzo Maresca
“Vincere, non è importante, ma è l’unica cosa che conta.” – Giampiero Boniperti
“Meglio perdere una partita 6-0 che perdere 6 partite per 1-0” – Vujadin Boskov
“La negatività del momento e il tuo Io è il punto di incontro per la tua svolta.” – Cristian Marchese

Marchese, out.

Le simulazioni de IlCarro: Cesena-Cremonese

La Serie B sembra procedere a senso unico: la Cremonese è imbattuta da 20 partite. La squadra di Salvatore Campagna macina punti su punti e allunga progressivamente il vantaggio sulle inseguitrici. Dopo 29 giornate sono 9 i punti di distacco sul Fublet secondo, mentre sono addirittura 14 sull’Avellino terzo in campionato.

Tuttavia, la 30a giornata di Serie B, nasconde per i lombardi una delle insidie più grandi di questo campionato, o almeno la più dolorosa alla sua memoria: il Cesena di Serafini. I bianconeri sono quarti in campionato a -16 dai grigiorossi, ma hanno portato a casa lo scalpo del Fublet nell’ultima giornata con un sonoro 4-0.

All’andata finì 1-0 per i romagnoli, con un catenaccio creato ad hoc dal Cesena che ha impedito alle trame del gioco della squadra presieduta da Markappa di essere efficaci, per poi punire con un goal di Marzà al 65°. Una partita che pesa tantissimo alla capolista, non tanto per la classifica in sé, ma perché coincide con l’unica sconfitta in campionato. Un girone dopo, Cesena e Cremonese sono pronte a riaffrontarsi. Si ripeterà lo scenario dell’andata, con la squadra di Serafini che vincerà e riuscirà nell’impresa di interrompere la striscia della prima in campionato? Oppure i grigiorossi prenderanno la loro vendetta, espugnando la casa dei bianconeri? Noi de “Il Carro” abbiamo simulato la partita.

La Cremonese attuerebbe la sua vendetta con una vittoria di misura per 1-0, ma con un risultato che pare mentire sull’andamento della partita.
La squadra di casa sarebbe stata sopraffatta dal controllo degli ospiti, che arriverebbero ad un 63% di possesso palla, 640 passaggi riusciti e non concederebbero neanche un tiro in porta, solo un palo.
Tuttavia ai grigiorossi sarebbe mancata un po’ di fortuna. Su 17 tiri tentati, solo un terzo raggiungerebbe lo specchio della porta.

Entrambe le squadre dovrebbero riflettere sui colpi di testa: percentuali intorno al 55% su quelli riusciti rispetto a quelli tentati. Molto probabilmente un’incapacità di concretizzare i calci d’angolo: 3 per il Cesena, 6 per la Cremonese.

Una partita, nonostante il controllo della palla della squadra di Campagna, caratterizzata dalle numerose interruzioni di gioco. I bianconeri convertono con successo il 73% dei 41 contrasti tentati, ma effettuano 13 falli senza essere sanzionati. Per la squadra ospite, è riuscito il 66% dei 27 contrasti, ma commettono ben 10 scorrettezze, di cui una sola punita con il giallo.

Con questo eventuale risultato l’attuale capolista consoliderebbe la sua prima posizione, procedendo spedita verso la promozione, mentre per i padroni di casa ci sarebbe una brusca interruzione alla corsa per la Serie A e perderebbero certamente il treno per l’assegnazione della Coppa Ali della Vittoria.

Le simulazioni de IlCarro: Sassuolo-Inter

La 25ª giornata è ormai conclusa.

Alla fine di queste ultime gare la classifica vede una Juventus che prova la fuga dalla Lazio per la lotta tricolore: sono quattro i punti di vantaggio dei bianconeri sulla compagine romana. Poi dietro a -6 dai secondi un gruppo nutrito di squadre in lotta per gli ultimi due posti in Champions League, capeggiate da una Sampdoria e da un Progetto Gaming a pari punti, seguite da Atalanta, Torino e Milan, quest’ultima con una partita da recuperare contro il Palermo.

Più staccate, appena fuori dalle zone europee Inter, Fiorentina, Genoa, Sassuolo, Drink Team e Bari. In piena lotta salvezza troviamo Lecce, Livorno, Crotone, Palermo, con in questo momento Bologna, Napoli e Spezia che andrebbero nella serie cadetta.

Tuttavia è una classifica che lascia il tempo che trova, dal momento che è già tempo di pensare alle prossime partite.

E tra i match in programma uno dei più interessanti è sicuramente Sassuolo-Inter. L’ultima partita dei neroverdi è una delusione da lasciarsi alle spalle, incapaci di concretizzare il vantaggio numerico e usciti sconfitti di misura da Crema. L’avversario proviene da un periodo altalenante, ma rimane capace di fermare il Torino in casa a San Siro sul punteggio di 2-2, concedendo la seconda rete solo in zona Cesarini. Entrambe le squadre possono puntare alle coppe europee, ma non possono più permettersi errori. All’andata a Milano finì 4-1 per l’Inter, con Ciampaglia che si portò il pallone casa con un incredibile tripletta. A segno andarono anche Coti per i milanesi, Ingrassia per gli emiliani. Finirà così anche questa volta? Noi de “IlCarro” siamo andati a simularla.

La partita sembra essere una di quelle perfette per essere trasmessa in live. Combattuta su ogni fronte, con un Inter che avrebbe tentato di avere il controllo del pallone ed un Sassuolo pronto a ripartire alla prima occasione possibile.

Il risultato di 4-2 per gli ospiti sembrerebbe dare ragione all’eventuale piano di gioco della squadra di Ciampaglia. La sua compagine, infatti, avrebbe tirato ben 20 volte, di cui 14 finiti in porta (contro l’11-6 degli avversari).  Il possesso palla delle due squadre sarebbe molto simile, con un leggero vantaggio dell’Inter rispetto al Sassuolo. Anche i calci d’angolo differirebbero di poco, sempre a favore della squadra di Milano: 7 a 5.

La partita sarebbe comunque condizionata da molto nervosismo, anche se poco sanzionato: 21 i falli tra le due squadre, con i giocatori di Agosta nettamente più irregolari (15-6), ma i cartellini gialli sventolati in totale dall’arbitro sono solo 4, di cui 3 ai neroverdi.

Entrambe le squadre avrebbero da ragionare su alcuni aspett;, I nerazzurri potrebbero ancora aspirare alle coppe europee, sperando magari in qualche passo falso lì davanti, mentre le flebili speranze del Sassuolo svanirebbero dopo il triplice fischio.

Serie A, Milan-Juventus

La 24^ giornata della terza stagione di Serie A di Progetto FM è già iniziata: in queste prime battute, la Lazio ha già superato l’ostacolo Spezia – non senza preoccupazioni – e si è presa momentaneamente la testa della classifica. Si attende la risposta dell’altra contendente allo scudetto, la Juventus. I bianconeri, tuttavia, hanno un avversario difficilissimo: il Milan. I rossoneri sono in piena lotta per la qualificazione diretta alla Champions e che potrebbero trarre vantaggio della vittoria del Torino contro il Progetto Gaming, accorciando ulteriormente la classifica. La squadra di Bifano qualora vincesse scavalcherebbe tutte le avversarie per la Champions League e si ritroverebbe terza, a +1 da Progetto Gaming e Torino. La Juventus, invece, perderebbe il primo posto a favore dei biancocelesti e ritrovandosi lei ad inseguire, in questa battaglia per il tricolore. Un big match dal forte odore europeo, con entrambe le squadre che vengono da impegnative trasferte internazionali: Istanbul per la squadra di D’Anteo, San Pietroburgo per quella di Bifano.

Come andrà a finire? La Juventus continuerà la sua rincorsa al vertice? Oppure sarà il Milan a gioire, accorciando le distanze dal terzo posto? Noi de “IlCarro” abbiamo deciso di simulare la partita tra le due compagini, e questo è quanto successo.

Non deve far ingannare la grandissima differenza di media voto: a San Siro si vedrebbe una partita molto combattuta in tutti i sensi, risolta solo per 1-0 a favore del Milan. Tanti i tiri da ambo le parti (14-13 per i padroni di casa), con un possesso palla molto simile (54%-46% per i rossoneri) e un gran numero di falli commessi: ben 37, divisi in maniera quasi equa (21-16 per i bianconeri). I diavoli hanno tentato un maggior controllo del pallone, con i loro 455 passaggi completati, ma ciò non è sinonimo di tante occasioni: la Juventus ha concluso di più in porta (8-4) e ha avuto anche due occasioni nitide. Il maggior numero di falli della Juventus ha una spiegazione: una maggiore aggressività nei tackle. Infatti solo il 60% dei contrasti è riuscito su 41 tentativi, contro il 79% di 29 del Milan. Non sorprende che i torinesi abbiano avuto anche due cartellini gialli in più dei loro avversari (6-4). Efficacia quasi uguale su palle aeree: sono 43 i colpi di testa del Milan, 39 quelli della Juventus. Secondo la simulazione, i diavoli riuscirebbe a vincere il match grazie al lavoro della loro difesa e portando a casa i tre punti con un risultato di misura, in una sfida che sembra serratissima.

Fuoricampo con Marco Scarfone Piccolo

Benvenuti al sesto appuntamento con Fuoricampo. Oggi intervisteremo Marco Scarfone Piccolo, terzino destro del Milan e collaboratore tecnico di Progetto Gaming, per conoscerlo meglio all’esterno di quello che è il gioco.

PG: Ciao Marco! Parlaci un po’ di te.

Scarfone: Ciao! Mi presento: sono Marco Scarfone Piccolo, terzino destro del Milan, gufo e regista del progetto, e molti mi conoscono come solo Scarfone o Scarf1. Sono nato a Reggio Calabria, e vorrei quindi salutare il mio concittadino Filippone, poi mi sono trasferito da piccolo a Novara dove vivo ancora oggi. Oltre a studiare, mi piace divertirmi con la tecnologia, imparare cose nuove in questo ambito ed aiutare dove possibile, ed è questo che mi ha portato a diventare il regista del Progetto. Questo è ciò che mi ha spinto nel progetto, la mia curiosità o comunque il potenziale che vedevo in tutta questa idea, che infatti si sta sviluppando. Sono molto felice di fare parte dello staff di Progetto Gaming e di riuscire a portare a tutti voi uno streaming chiaro e godibile.

PG: Oltre al Progetto Gaming, hai mai provato altre forme di gioco di ruolo? Indipendentemente dalla risposta, che opinioni hai sulle varianti più popolari (Dungeon & Dragons, Pathfinder, Nume Nera ecc.) di quest’ultimo?

Scarfone: I GDR mi hanno da sempre incuriosito, soprattutto perché sono un ragazzo ricco di fantasia, e quindi mi piace immedesimarmi nel mondo che si crea giocando. È proprio questo, secondo me, il bello di questo tipo di attività: si ha carta bianca su ogni elemento, sulla storia in tutta la sua interezza, si sente il peso delle scelte e l’ansia dei colpi di scena. Ho provato diversi GDR, dal più banale Lupus in Fabula, al più famoso D&D, ed in quest’ultimo non ho mai partecipato come player, ma solo come master. Non mi è mai piaciuto essere un personaggio della storia, ho sempre preferito essere io a creare l’intreccio, e per fortuna il mio lavoro viene sempre apprezzato da chi è coinvolto.

PG: Quali sono i tuoi hobby e le tue passioni? Tifi per la stessa squadra nella quale ti trovi adesso nel Progetto?

Scarfone: Tra l’università e la palestra non ho tanto tempo libero. Quello che mi rimane, lo sfrutto per migliorare dove possibile la live del progetto, oppure per migliorare le mie competenze nell’uso di programmi quali Photoshop ed After Effects; conoscenze che vorrei applicare anche alla Live e che pian piano sto introducendo. Non tifo per alcuna squadra, sono unicamente per il bel calcio. Vengo da una famiglia milanista e quindi tendo a simpatizzare il Milan, ma sono la classica persona che tifa le italiane in Champions. Tengo tanto all’Italia, sia alla Nazionale che in generale, quindi sono anche abbastanza critico su certi aspetti, mentre elogio le squadre con progetti interessanti. Ad esempio, questa stagione mi piace molto la Fiorentina, e tendo a simpatizzarla perché mi interessa il loro progetto tecnico. Possiamo però dire che al momento mi trovo nella squadra che sento più vicina a me, il Milan.

PG: Hai mai giocato realmente a calcio? Se sì, in quali contesti? Che emozioni ti ha dato lo scendere in campo in prima persona?

Scarfone:  Calcio vero e proprio no, gioco spesso a calcetto in difesa, ma anche solo giocare tra amici mi fa apprezzare lo sport. Passi dall’analizzare una squadra ed i singoli giocatori, ad essere tu stesso parte di quegli elementi. Comprendi meglio come funziona ovviamente il calcio, e capisci che non è così facile come può apparire a prima vista.

PG: Dicci alcuni segni particolari e delle curiosità su di te.

Scarfone: Segni particolari? Mi piace molto scrivere, ho scritto anche un libro che ho fatto leggere ad alcune persone e che fortunatamente è piaciuto molto. Non penso però che diventerò mai uno scrittore vero e proprio, preferisco che le storie mi vengano da dentro quando capita, senza obblighi imposti (da editori ecc).
Sono poi uno che si mette in gioco ovunque, molto competitivo, ma il più sportivo possibile, sia che si perda, sia che si vinca.

PG: Parlando di musica, quali sono i tuoi artisti preferiti e perché?

Scarfone: Come per il calcio, posso dire che ascolto più o meno di tutto senza alcuna preferenza in particolare. Se devo elencare qualche artista vado molto sul genere chill, con artisti come Illenium, passando ad altri emergenti ma che reputo talentuosi come Rynx. Non disdegno assolutamente genere opposti, passando da Ghali agli AC/DC. La band però che mi è sempre piaciuta moltissimo sono i Fun, che si sono purtroppo presi una pausa per seguire i loro progetti da solisti.

PG: Quali sono i valori principali che il Progetto Gaming è riuscito a trasmetterti? È un’attività che consiglieresti ad amici, se sì perché?

Scarfone: Il progetto è alla fine un GDR. Ti insegna a capire che serve collaborare con gli altri per vincere, che si deve spronare i propri compagni nelle attività per migliorare non solo sé stessi, ma anche la squadra.
Si impara anche a conoscere un lato del calcio più pulito rispetto a quello reale, le tifoserie ovviamente ci sono, ma sono molto più ironiche ed accettano lo scherzo, cosa che invece vedo negativa nel calcio di oggi.
Lo consiglierei e già l’ho consigliato ai miei amici: già un mio amico gioca con me nel Milan, Cameroni, e penso che, a lungo andare, tante altre persone che conosco entreranno nel Progetto.
Non so il perché, ma magari tra 1 o 2 anni, il Progetto potrebbe iniziare a diventare una moda di Internet, un qualcos’altro da condividere e di cui parlare con i tuoi amici, oltre al solito calcio fuffa.

IlCarro intervista Fabrizio Lopresto

Oggi, dopo avervi portato l’intervista ai tre presidenti del Milan, faremo qualche domanda anche al DS rossonero Fabrizio Lopresto.

G: Salve, benvenuto a quest’intervista. La prima domanda è la seguente: sappiamo tutti chi sei e che ruolo svolgi nel campionato, ma parlaci un po’ di ciò che realizzi nella tua vita e come sei venuto a conoscenza di questo campionato.

Lopresto: Buon pomeriggio, sono venuto a conoscenza di questo gioco, tramite uno dei tanti gruppi Facebook dedicati a Football Manager. In uno di questi qualche volta postavo le mie carriere – essendo un appassionato del gioco – poi saltò fuori un post che parlava di questo tipo di progetto, anche se all’inizio era rivolto solo ad una squadra e decisi di seguirlo. Diciamo che sono uno dei pochi attualmente presenti in questo progetto, che partì da lì, tutti gli altri vennero dopo.

G: Passiamo al te del campionato, sei DS e giocatore del Milan, obiettivi a breve e lungo termine?

Lopresto: Beh sicuramente c’è la voglia di vincere qualche competizione e trofeo con questa maglia, sono qui fin dal primo giorno e ho perso 3 finali, mi auguro di aver più fortuna in futuro. Per quanto riguarda il mio compito da DS, come obiettivo, sicuramente, c’è quello di costruire una squadra forte e attiva. Non é per nulla semplice, ma siamo sulla buona strada.

G: Dunque pensi di godere della fiducia dei presidenti? Com’è il rapporto con quest’ultimi e con l’allenatore?

Lopresto: Attualmente ho la piena fiducia da parte loro, cosi come lo è con il mister. Penso e ribadisco come già detto in altre occasioni che ci vuole dialogo e collaborazione per avere una societá seria ed efficace.

G: Fai un’autovalutazione del tuo lavoro svolto al Milan. Elenca le trattative di cui sei rimasto deluso e quelle di cui vai invece fiero.

Lopresto: Preferisco lasciar giudicare gli altri in merito al mio operato. Penso dentro di me che sto facendo un buon lavoro. Se dovessi scegliere un operazione di cui vado fiero? Sicuramente Navoni, l’inetto per eccellenza, lui juventino purosangue che gioca con il milan, questa è pura soddisfazione.

G: Quindi non ci sono operazioni di mercato di cui sei rimasto deluso durante il tuo operato? 

Lopresto: No personalmente nessuna operazione di cui sono rimasto deluso, ma sono dispiaciuto per Morganti, avevamo instaurato un bel rapporto.

G: Elencaci due giocatori che ritieni incedibili e due che ritieni cedibili.

Lopresto: Incedibili, uno Lopresto e poi il secondo lo faccio scegliere al mister. Cedibili invece chi risulta meno attivo, chiaro e semplice.

G: Con i presidenti abbiamo parlato nell’intervista precedente della situazione Busco. È un giocatore molto richiesto dal Genoa, dove militano dei suoi amici e il giocatore accetterebbe la destinazione. Sicuramente il Genoa farà altri tentativi, come vi muoverete in tal senso?

Lopresto: Finchè Busco non mi verrà a dire chiaramente: “Fabri voglio andare al Genoa”, per me non c’è nessuna situazione Busco… Se un giocatore mi viene a chiedere la cessione, non posso negargli la possibilitá di trovarsi bene in un altra società.

G: Sono vere le voci di mercato che riguardano due giocatori della Cremonese, Irle ricercato in passato e Tirelli cercato più recentemente?

Lopresto: Tirelli e Irle sono giocatori forti, come tanti altri nel progetto che stiamo seguendo e valutando.

G: Quali sono questi giocatori che state seguendo? Può dirci qualcosa a riguardo?

Lopresto: Preferisco non fare nomi, non vorrei creare malumori in altre societá, nè tanto meno far alzare i prezzi.

G: Invece può dirci qualche trattativa andata sfumata a cui teneva particolarmente?

Lopresto: Si una in particolare c’è. De Michele, DC del Napoli, ma purtroppo all’epoca la società fu riluttante e non mi cedette il giocatore, sarebbe stato il partner difensivo ideale di Roberti.

G: La vostra politica di mercato è acquistare i giocatori al draft per poi rivenderli a un prezzo maggiore e effettuare una plusvalenza per operare nuovamente sul mercato. Cosa pensa di chi mette in discussione la vostra politica di mercato perchè “accusati” di usare i giocatori come pedine sul mercato? E di chi invece utilizza politiche di mercato differenti?

Lopresto: Devo seriamente rispondere a questa domanda? Non capisco sinceramente dove stia il problema.
Si compra un giocatore a poco e lo si rivende sperando di farci una buona plusvalenza, se altre società non sono in grado di farlo, non é un mio problema, anzi pensasse al proprio di mercato. Poi aggiungo che abbiamo un gruppo molto attivo e ben affiatato da cui partire, non so quante altre societá abbiano la stessa fortuna. Guarda ogni società è libera di adoperare il tipo di mercato che più ritiene opportuno, non sta a me giudicare, sono le vittorie che poi diranno se è stata la scelta più giusta o meno.

G: Grazie mille per averci concesso quest’intervista, le auguro le migliori cose col Milan.

Lopresto: Grazie a voi per il tempo dedicatomi, continuerò a seguire con interesse la vostra testata giornalistica.

Io sono io e voi… la nuova rubrica del presidentissimo!

Il nome sarà “io sono io e voi… vi piacerebbe” e la mail alla quale mandare le domande è ringraziatemi@gmail.com

Non so voi, ma io ho già un po’ capito il tono che assumerà la nuova rubrica del presidentissimo Paolo Di Stefano, veterano del progetto e attualmente presidente del Genoa e allenatore del Malcantone.

Chi ha domande per il presidente, potrà farle via e-mail e lui, a suon di cinque per volta, pubblicherà le risposte per “erudirvi” e “insegnare calcio… beh, non ancora agli angeli” (anche se pare che Campagna chiami “angelo” Serafini, ma lì pare esserci sotto qualcosa che… beh, indagheremo e vi faremo sapere).

E’ nato prima l’uovo o il pallone da calcio?
Quanto costa la pizza nei locali dove non pagano il Pizzo?
Meglio essere il marchese del grillo o il Marchese dell’Inter?
Chi preferite come allenatore tra Pironti e Serafini e perché proprio Pironti?

Queste e altre domande troveranno risposta, grazie a voi e alla infinita saggezza del pres!

Solo su… Progetto-X!