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Pisa: la caduta della torre.

Ad inizio Playoff il Pisa sembrava essere tra i candidati finali per la vittoria della competizione di Serie C.

Si sono presentati subito bene, bistrattando l’ignorante Pordenone e facendo vedere un buon calcio.

Purtroppo, però, il bello delle finali è anche questo.

Una partita secca, una singola prova di forza, una lotta da 90 minuti che può portare all’obiettivo tanto inseguito oppure farti ricadere ai piedi della montagna.

La compagine di mister Ciampaglia si è dovuta piegare alla supremazia dell’Akragas di Pietro Alaimo.

Una brutta botta che, grazie alla doppietta di Alessandro Marino, ha infranto i sogni dei toscani che già pregustavano i derby contro Lucchese e Livorno ed invece hanno dovuto subire un brutto 0-3.

Sicuri che ripartiranno più gasati che mai, ci aspettiamo un dominio della prossima Serie C da parte loro ed un nuovo tentativo di promozione in Serie B nella stagione 4 di Progetto FM.

Akragas: promozione tra le polemiche

Dopo il curioso caso dell’Akragas, sembra che la società siciliana sia riuscita ad approdare in Serie B.

Nonostante i conflitti interni e il braccio di ferro tra un terzo della rosa e la società, mister Alaimo ha dato prova della sua abilità vincendo i Playoff da outsider.

Quello che condanno, personalmente, è sicuramente la cattiva gestione della situazione.

Va contro ogni principio base del gioco quello di mettere sotto ricatto un’altra persona, presidente o giocatore che sia.

Così come va contro ogni fondamenta del gioco dire “mi muovo solo se si muovono i miei amici”. No, non ci siamo ragazzi.

Nessuno si aspetta che l’Akragas diventi la destinazione permanente di nessuno, è ovvio che tutti ambiscano a giocare per delle big che assicurino un ambiente attivo, ma soprattutto risultati ed ingaggi maggiori.

Ma, proprio come han fatto in tanti, c’è bisogno di partire dal basso, di correre sui campi meno conosciuti per farsi le ossa e crescere come calciatori.

Stesso discorso anche per i dirigenti.

La base di un dirgente di successo è il buonsenso ed il saper ponderare le cose.

L’impulsività e la mancata cura del dettaglio sono fattori che hanno fatto fallire diverse realtà.

Osservate le altre società, analizzate e prendete esempio da cosa può portare e cosa no al successo.

Le riflessioni del Conte: S.O.S. nuove generazioni

Sono trascorsi oltre 12 mesi da quando, nel Novembre del 2017, misi piede in Diventa un calciatore su Football Manager!

Ricordo ancora, quando all’epoca si era in appena 500 persone (inattivi compresi) ed ora si è ben oltre Ie 1800 persone partecipanti.

Ricordo l’entusiasmo di chi vi partecipava, un entusiasmo buono, salubre, fatto di giusta competizione.

Non esistevano simpatie o antipatie, non esistevano squadre amiche o nemiche.

Esisteva il campionato, la corsa all’attività.

E in molti volevano mettersi in gioco, diventando allenatori oppure DS.

Poi, inevitabilmente e grazie anche al supporto dei giocatori delle prime generazioni, la community è cresciuta. Con essa lo ha fatto anche Progetto Gaming, che ha raggiunto tanti bei obiettivi anche grazie a questa community.

Fortunatamente continua a farlo nonostante qualcuno abbia provato a metterci i bastoni tra le ruote e questo ci fa solo che piacere, ovviamente.

Purtroppo, però, sento che qualcosa sia cambiato, nonostante lo sforzo e l’ottimo lavoro degli admin per non far andare la community per i fatti propri.

Vedo molti meno giocatori che vogliono cimentarsi in ruoli come il DS o l’allenatore, proprio ora, che le squadre hanno seriamente bisogno di loro.

La regola del monoruolo stravolgerà un po’ di cose, a salvarsi forse saranno solo quelle realtà che vanno avanti insieme fin dall’inizio.

È mai possibile che non ci sia nessuno, in un gioco basato sul management sportivo, che non voglia gestire una società?

È come se un amante dei motori non abbia voglia di guidare un auto o una moto. Un po’ paradossale come cosa.

Ho letto di chi si da per sconfitto già in partenza, dicendo di non avere tempo a disposizione, di non sapere come si costruisce una rosa e cose che, credetemi, mi fanno sorridere.

Mi fanno sorridere perché anche gli allenatori e i DS più bravi prendono cantonate, spendendo magari cifre folli per un giocatore dalla bassa attività, ma fa parte del gioco.

È un gioco e come tale va affrontato. Per cui, lasciate da parte i dubbi e prendete le abilitazioni che vi servono.

Cosa aspettate? Contattate Filippo Ballarini e mettetevi in gioco!

Le società hanno bisogno di voi.

Foto storiche – La Nazionale

Qatar, 18 Dicembre 2022 – La Nazionale di De Donatis vince il Mondiale e diventa così la più vincente di sempre. Migliori giocatori Laurendi con 10 rigori parati e Ballarini con 5 gol e 12 assist.

Riccardo Venturelli – Redazione Progetto X

DS: grattacapi di fine stagione

Con l’avvicinarsi del finale di stagione 3 e conseguente chiusura dei giochi, iniziano i primi movimenti in quel losco e nebuloso mondo dove vivono DS e presidenti.

Ciò, inevitabilmente, comporta anche un maggiore rigore e raddrizzamento delle antenne degli admin, come testimoniano le recenti sanzioni che hanno colpito Brescia e Atalanta per un episodio che, a pensarci bene, poteva essere gestito meglio da tutte e tre le parti (Squadre e giocatore interessato).

Ma come fa un DS a costruire una squadra?

Partiamo dal presupposto che non è semplice e più si andrà avanti, più difficilmente ci si priverà di quei calciatori che “camminano da soli” in termini di attività.

Spesso conviene buttarsi verso la C, dove ci sono delle cadute eccellenti dalla B, oppure, molto più semplicemente, investire in casa propria.

Sì, perché chi ambisce a grandi traguardi non ha bisogno di stravolgere e conviene che riconosca ai propri tesserati i meriti guadagnati sul campo e nello spogliatoio.

Oltretutto conviene capire come strutturare la rosa.

Se si compete su 3 fronti, ha senso avere una rosa da 22 giocatori.

Se il vostro obiettivo è solo il campionato, valutate una rosa da 15 elementi.

Sette giocatori in meno equivale a quasi 1kk di ingaggi risparmiato che può essere ripartito agli altri elementi della rosa.

Ovviamente tendete a trattenere chi assicura i bonus più alti e chi sa fare da collante umano, ricordando che in questo gioco gli Ibrahimovic e gli egocentrici in generale non hanno mai avuto lunga vita.

Ultimo sprint per la Champions League

Il campionato di Serie A è ormai in dirittura di arrivo.

Nell’ultima live, la Juventus riesce nell’impresa di conquistare il tricolore, al termine di una stagione per lei travagliata più fuori che dentro al campo.

La Lazio, d’altro canto, dopo un’intera annata nei piani alti classifica, conclude il campionato al secondo posto, indipendentemente dal risultato della 38^ giornata.

Ma è dietro alle prime due della classe che si infervora la lotta. In ballo ci sono ancora due posti per la prossima Champions League e ci sono ben quattro squadre a contenderseli: la Sampdoria di Nicola Filippone, il Progetto Gaming di Alessandro Pironti, il Milan di Alberto Bifano e il Torino di Giacomo Sedda. Tutte sono già sicure di giocare una competizione europea il prossimo anno, ma fa veramente tanta gola la possibilità di concorrere per la coppa dalle grandi orecchie.

Analizziamo quindi le possibili combinazioni per ognuna di queste squadre, tenendo presente che la Sampdoria ha una partita in più da recuperare.

Le cinque partite che varranno la Champions
Genoa – Sampdoria (recupero 37a giornata)
Progetto Gaming – Genoa
Milan – Bari
Palermo – Torino
Fiorentina – Sampdoria

Sampdoria (70 punti, una gara in meno): Per i blucerchiati bastano tre punti nelle prossime due partite per qualificarsi. Anche se finisse a pari punti con PG e Milan, la classifica avulsa premierebbe la squadra genovese (che ha vinto tre dei quattro scontri diretti con le due squadre lombarde). Con due punti e la vittoria del Torino con il Palermo, la squadra di Filippone starebbe davanti ai granata grazie agli scontri diretti (un pareggio ed una vittoria per i primi). In quest’ultimo caso, però, servirebbe che almeno una tra Milan e Progetto Gaming non vinca.

I tre punti non paiono del tutto scontati, in realtà: c’è un derby da giocare, contro un Genoa che è una delle squadre più in forma di questo finale di stagione, e il risultato sembra alquanto incerto; l’impegno successivo vede la Fiorentina, già capace di imporsi all’andata tra le mura del Ferraris. Vero altresì che i viola non hanno più nulla da chiedere al campionato, se non giusto quel decimo posto che potrebbe fruttare 500K di premio stagionale in più, ma le motivazioni saranno alquanto inferiori.

Progetto Gaming (70 punti):

Anche la qualificazione dei PGini passa per una squadra in formissima come il Genoa. Certo, i rossoblu sono principalmente focalizzati sulla partita con la Sampdoria, ma i 500k di budget di cui sopra e la minima speranza di terminare nelle prime otto per saltare un paio di turni di Coppa Italia dovrebbero essere un incentivo sufficiente per dare il massimo anche in quest’ultimo appuntamento.

I cremaschi hanno le seguenti possibilità: vincendo contro la squadra di Però, è necessario che la Sampdoria faccia al massimo gli stessi punti dei biancoblu nelle due partite che deve giocare o che il Milan non vinca. Gli scontri diretti sono sfavorevoli al PG se si considera il solo Milan, ma con l‘eventuale presenza dei blucerchiati entrerebbe in gioco la classifica avulsa che premierebbe la squadra di Pironti a discapito di Lopresto e compagni.
In caso di pareggio il discorso è analogo, ma si aggiungerebbe anche il Torino che sorpasserebbe Progetto Gaming in caso di vittoria in quel di Palermo.

Milan (70 punti):

Escludiamo il jolly della finale di Europa League. La sfida con il Bari non pare una partita impegnativa, ma il dover giocare poco dopo l’ultimo atto della competizione europea non aiuta, e la sorpresa è in agguato.

Vincendo contro i pugliesi, il Milan deve sperare che la Sampdoria o faccia al massimo due punti o almeno quattro. Anche la mancata vittoria del Progetto Gaming è condizione sufficiente per la qualificazione.

Pareggiandoci, il discorso è assolutamente analogo, includendo sempre la solita clausola di non-vittoria dei granata: in sostanza, i diavoli devono racimolare almeno gli stessi punti del PG e sperare che la Sampdoria non finisca a pari punti con loro.

Torino (69 punti): Sulla carta la partita più facile. Il Palermo è già retrocesso e non ha nulla per cui lottare se non l’onore. Tuttavia, sempre sulla carta, serve una serie di incastri al limite del miracoloso.
Serve che la Sampdoria faccia al massimo un punto e che almeno una tra Milan e Progetto non vinca.
Non ci sono altri risultati possibili: granata obbligati a vincere e a tifare Bari, Genoa e Fiorentina.

Come andrà a finire quest’ultimo, entusiasmante sprint europeo? Chi si aggiudicherà i posti più ambiti? Per quale squadra tiferete? Mettetevi comodi, l’ultima giornata di campionato sta per iniziare.

In blu la squadra si qualifica in Champions.   In arancio si qualifica in Europa League. Caso 3: Milan in Europa League, non in Champions.

 

IlCarro intervista: Carlo Paudice

Siamo questa sera con il bomber della Juventus, Carlo Paudice!

IlCarro: Ciao Carlo, e grazie per aver rilasciato questa intervista a IlCarro. Due domande iniziali: chi sei al di fuori del Progetto? Chi te lo ha fatto conoscere?

Paudice: Salve. Al di fuori del Progetto, produco note in studio. Per quanto riguarda la seconda domanda, è tutto grazie a  un mio amico che è ormai inattivo.

IlCarro: Prima delle domande più “scottanti”,te ne faccio un’altra : cosa ne pensi de IlCarro?

Paudice: Penso che sia un giornale molto interessante, anche se alcune volte ha ingigantito situazioni all’interno delle varie squadre.

IlCarro: Riguardo il mondo Juve, come ti trovi al momento all’interno della squadra? Ti senti a tuo agio?

Paudice: Mi trovo benissimo e mi sento molto a mio agio. Sono orgoglioso di far parte di questa squadra.

IlCarro: Un breve commento sulla vittoria del campionato? Deve essere un grande orgoglio per voi, dopo tutto quello che è successo…

Paudice: Devo dire che abbiamo dedicato tanto tempo al Progetto per essere sempre  attivi.
Io amo questo gruppo e sarò sempre orgoglioso di portare questi colori più in alto possibile.

IlCarro: Sono girate alcune voci su un suo possibile trasferimento al Milan per seguire il suo ex mister Bifano, è vero? Come sono i rapporti con l’attuale mister del Milan?

Paudice: Al momento non c’è stata alcuna offerta da parte del Milan per me. L’interesse c’è, per quello che  ne capisco. I rapporti con Bifano sono sempre molto buoni, infatti nel mio post di ringraziamento per la vittoria dello scudetto ho taggato anche lui.

IlCarro: Sicuramente oggi pomeriggio si è creata tanta polemica in seguito al post “ironico” di Giovanni Colaleo sul gruppo, dove tutti hanno voluto dire la loro. Lei come si pone davanti a questo post? La reazione del gruppo quale è stata?

Paudice: Ho già detto la mia, cioè di non fare di tutta l’erba un fascio. La reazione del gruppo era evidente già dai commenti: non l’abbiamo presa bene.

IlCarro: Secondo alcune indiscrezioni, il vostro ds Gallorini sta già lavorando per una probabile cessione di Colaleo. È vero che il giocatore sia sul piede di partenza?

Paudice: La squadra e la dirigenza sono stufi, che andrà via non lo posso dire con sicurezza.

IlCarro: Immagino quindi che lei non si senta rappresentato dalle parole di Colaleo… Vuole dire qualcosa nei confronti del Napoli?

Paudice: Sì, come già accennato con i ragazzi della Juventus, a me le persone che flammano non sono mai piaciute. Quindi non sono di sicuro dalla loro parte.

IlCarro: Quindi, come si schiera davanti ai post dove il vostro Marketing Manager Salvatore Campagna ha ironicamente preso in giro il Napoli, con una B al posto della P?

Paudice: Lì loro sì sono indignati. In questo caso, per il primo post ”contro” loro e per i mancati complimenti da parte di Filippo anche. Poi asseriscono anche di essere nella storia… Storia di che??? Per una salvezza?!? Non mi venite a fare il discorso che hanno rimontato tanti punti perché, anche Juventus, con una multa di 5 mln e la vendita di tantissimi giocatori chiave e altri messi al draft, e Lazio, con una promozione dalla serie B alla serie A e subito qualificazione in Champions League, non credo abbiano fatto meno di loro.

IlCarro: Domanda a bruciapelo: Colaleo ha detto che alcuni utenti hanno richiesto il suo ban. Arriverà prima il ban come alcuni hanno richiesto o prima la sua cessione?

Paudice: Sono Carlo Paudice, non sono un admin come Pironti, Ballarini o De Donatis, nè il DS Gallorini.

IlCarro: Mettiamo su una bilancia a due piatti i vari post. Da una parte i post dei giocatori e del mondo Napoli, sull’altro piatto il post di Colaleo. Quale pesa di più?

Paudice: Il post di Colaleo, anche non pesantemente offensivo, è più provocatorio.

IlCarro: Secondo la sua opinione, chi merita di più la fascia da capitano della Juventus?

Paudice: Agosta credo sia un ottimo capitano e per il momento va bene così. Tutti tranne Arnone per il resto.

IlCarro: Ultima domanda, che ormai è diventato il marchio di fabbrica de IlCarro: fatti una domanda e datti una risposta.

Paudice:

D: Hai qualche altro obiettivo stagionale, dopo aver vinto lo scudetto?

R: Vincere la scarpa d’oro

Le simulazioni de IlCarro: Torino – Juventus

Una nefasta coincidenza aveva privato la live di questo match nel girone d’andata. Questa partita, valida adesso non solo per la supremazia cittadina, ma anche per qualcosa di più, si giocava in contemporanea durante il turno infrasettimanale con un’altra stracittadina più sentita. Stavolta invece Torino e Juventus si potranno vedere in live durante il Derby della Mole: vincere questa partita non significa solo dimostrare di essere più forti del concittadino. Da questo derby passano il fato di granata e bianconeri: i primi per una volata europea all’ultimo respiro, dove si giocherà molto all’ultima giornata; i secondi, per chiudere una volta per tutte il discorso tricolore.

Una sfida che entra anche nel merito dei cannonieri: Paudice e Pennisi sono tra i principali rivali di Tomassetti al prestigioso trofeo della Scarpa D’Oro. La rincorsa all’attaccante del Milan passa  inevitabilmente dal segnare in questa sfida al cardiopalma. Giacomo Sedda vs Alessandro D’Anteo, Maurizio Deidda vs Alessandro Gallorini, Torino vs Juventus. Chi avrà la meglio? La simulazione propone il seguente scenario.

Una partita alquanto bilanciata. I piani di gioco di entrambe le squadre si equivalgono e il pareggio è sicuramente il risultato più giusto.

Al controllo di palla degli ospiti, ben visibile dal 61% di possesso palla e dai 630 passaggi completati, si contrappone il contropiede granata, come si evidenzia dalle statistiche su possesso e passaggi molto minori. Addirittura la Juventus ha un rapporto 2:1 rispetto al Torino in questo dato.

Questo non vuol dire che il Torino non sia stato produttivo davanti. Gli schemi preparati per la partita hanno funzionato: i padroni dell’IchnusArena hanno effettuato un tiro in più, risultando anche più precisi, in quanto i due terzi hanno raggiunto lo specchio della porta. L’attuale capolista avrà da recriminare sicuramente sui 3 pali presi: è molto probabilmente imputabile alla pressione un numero così alto di legni.

Rispetto ad altre partite, Torino – Juventus non risulta essere particolarmente cattiva. 20 falli divisi quasi equamente tra le due compagini e 2 ammonizioni a testa. Per il Torino è complice un risultato del genere anche il basso numero di contrasti tentati: appena 18, uno dei valori più bassi riscontrati nelle simulazioni.

A livello di gioco aereo appena 7 colpi di testa in più a favore del Toro, ma numeri nel complesso non altissimi, dimostrando una preferenza per il gioco palla a terra.

Al termine entrambe le squadre sarebbero insoddisfatte del risultato. Il Torino si complicherebbe la lotta alla Champions League, mentre la Juventus rischia di essere riacciuffata dalla Lazio ad una partita dal termine, rendendo ancora più elettrizzante la 38^ giornata. Finirà così? La simulazione sarà smentita? Chi sarà il protagonista di questa partita? Lo scopriremo solo quando l’arbitro fischierà il calcio d’inizio.

IlCarro intervista: Alessandro D’Anteo

Siamo qui oggi con Alessandro D’Anteo, allenatore della Juventus da gennaio (in-game) subentrato ad Alberto Bifano, attualmente in testa al campionato. Oltre a questo, Alessandro è anche il presidente della Lucchese, squadra allenata da Maurizio Deidda che ha concluso il discorso salvezza in Serie B alla 41ª giornata, al primo anno assoluto nel Progetto. D’Anteo è anche portiere della Fiorentina, squadra che concluderà un campionato piuttosto tranquillo a metà classifica.

Ilcarro: Andiamo tuttavia per gradi e partiamo con questa domanda: chi è Alessandro D’Anteo al di fuori del progetto?

D’Anteo: Sono un ragazzo toscano di 33 anni che sta aspettando di avviare la propria attività di pasticceria. Mi piace il calcio (tifo Inter al di fuori del progetto), i videogiochi (manageriali, avventura, sparatutto… un po’ tutti) e i libri!

Ilcarro: E come sei venuto a conoscenza del progetto?

D’Anteo: Cercavo gruppi di Football Manager. Ho visto nella lista questo e sono entrato! All’inizio ero nella Samp ma non ero attivissimo sia perché non giocavo, sia perché non avevo ben capito il meccanismo. Poi un giorno vidi il post di Fil nel quale cercava un mister per l’Atalanta e dissi “Cavolo, ma qui si può anche allenare!”.

Ilcarro: Quindi poi ti sei proposto come allenatore a Filippo ed è arrivata anche la prima panchina, che non è stata quella dell’Atalanta, ma bensì quella della Lazio. Quali sono stati i tuoi primi pensieri all’insediamento sulla panchina biancoceleste?

D’Anteo: Esatto! Beh, non è stato facile il passo da fare riunioni di spogliatoio col computer a fare discorsi di squadra con persone reali. In più la Lazio era in una situazione di classifica pessima e con lo spogliatoio quasi del tutto assente! Fortunatamente, nel gruppo c’era anche Crippa che mi fu di supporto.

Ilcarro: Nonostante il risultato finale, che coincise con la relegazione in B all’ultima giornata, come giudicherebbe il suo operato a posteriori? Positivo, negativo e soprattutto perché lo riterrebbe tale?

D’Anteo: Io credo sia stato positivo. Quando arrivai davano la squadra già per retrocessa e invece abbiamo rimesso tutto in discussione retrocedendo solamente all’ultima giornata. In più, molti ragazzi tornarono attivi e partecipi nel progetto.

Ilcarro: E così pare averlo ritenuto anche una persona molto importante all’interno del progetto, Alessandro Pironti, che decise di assumerti come allenatore al Progetto Gaming. Con quali premesse iniziasti sulla panchina dei PGini?

D’Anteo: Inizialmente l’obiettivo era lo scudetto – o comunque lottare per un posto in Champions – e infatti fu fatto un ottimo mercato con nomi importanti come Crippa e Casalati. La stagione iniziò malissimo con 3 sconfitte, i giocatori faticavano ad imparare le tattiche, ma nonostante questo a metà stagione eravamo a lottare per un posto in Europa League… poi mi scoppiò il PC ed essendo impossibilitato ad acquistarne uno nuovo, lasciai la panchina a Pironti.

Ilcarro: Questo spiega in parte perché Pironti, nonostante ti sia dimesso a 6 giornate dal termine a -2 dall’Europa League, continui a ripetere in live che sulla panchina del PG non avevi fatto bene. Non credi che sia stato un po’ troppo sognatore, visto che comunque i cremaschi venivano da un piazzamento nelle parti meno nobili della classifica?

D’Anteo: Sognare non fa mai male. È vero che la squadra nella stagione precedente non aveva brillato, ma forse potevo fare qualcosa in più. Devo dire però che la stagione successiva – quella attuale praticamente – dopo alcune partite di campionato con la Lucchese mi sono accorto di una cosa. Nel creare l’allenatore avevo lasciato la spunta sull’opzione che ricalcola i valori in base alla reputazione della squadra – o una cosa simile – tenendo conto che il PG è stato creato dal Pescara i miei valori erano molto bassi rispetto ai miei colleghi (come lo erano le prime partite sulla panchina della Lucchese). Senza quella svista, forse, sarebbe stato diverso, non saprei dirlo.

Ilcarro: Ad ogni modo, le dimissioni non furono l’ultimo episodio con i pigini in quella stagione: in particolare ci riferiamo a Morelli. Con la Lucchese ufficialmente promossa in B, ha cercato il giocatore dai biancoblu. Lei e il suo ex-datore di lavoro avevano due valutazioni molto diverse sul prezzo del giocatore. Ad un certo punto, compare un post sul gruppo, cancellato subito dopo da qualcuno, in cui indispettito dalla situazione annuncia che avrebbe lasciato il progetto, cosa che ha fatto. Nel frattempo, il giocatore genera tensioni nello spogliatoio della sua squadra. Più avanti, ritornerà sui suoi passi. Tutto quello che ci chiediamo è “perché?”

D’Anteo: Effettivamente successe un po’ di confusione! Fu solamente un’incomprensione tra me ed Ale, io ebbi un reazione esagerata e sbagliai. L’unica correzione che devo fare riguarda il fatto che Morelli non generò tensione: espresse solamente la volontà di venire alla Lucchese e dopo il mio allontanamento dal Progetto, disse che avrebbe continuato tranquillamente nel PG.

Ilcarro: Mentre allenava il Progetto Gaming, era uno dei cinque presidenti in cordata alla Salernitana. Com’era nata l’idea?

D’Anteo: L’idea era partita da Pironti appena venne fuori il ruolo del presidente e la Salernitana era in B e partecipava all’Europa League grazie alla vittoria in Coppa Italia! Mancava un posto nella cordata e mi proposi io.

Ilcarro: A metà stagione siete primi in testa alla Serie B. Ad un certo punto succede la vicenda Merlo*, che ha portato al ban del giocatore della Salernitana per insulti verso di lei. Non si sente tuttavia responsabile di una cattiva gestione della situazione e del gruppo? Dopo la vicenda, la Salernitana perse pedine importanti, tra cui il mister, e colò a picco in classifica, finendo fuori dalla zona play-off. Con la cifra in ballo (1 milione) avrebbe potuto sostituirlo. L’ha rimpianto poi?

D’Anteo: Allora, all’epoca della vicenda non ero io il DS, quindi non fui io a gestire la trattativa. Parlavo spesso con Merlo perché fino a quel momento avevo un bel rapporto con lui. Il problema fu che l’offerta della Cremonese arrivò troppo a ridosso della chiusura del mercato e non avevamo possibilità di sostituirlo, ma, se non ricordo male, venne proposto di rimandare il trasferimento a fine stagione per assecondare la volontà del giocatore, senza rimetterci noi. L’intera dirigenza fu compatta nel gestire così la situazione. Devo ammettere che, nonostante tutto quello che successe, fui dispiaciuto del ban perché comunque non è mai bello dover arrivare fino a quel punto. Tuttavia, il mister si dimise perché non riusciva più a seguire la squadra a causa dei numerosi impegni universitari.

Ilcarro: Ad ogni modo qualcosa tra voi si ruppe – inteso come cordata – e il mancato accesso ai play-off, assieme al calo di risultati portano al mancato rinnovo della presidenza. Quali motivi ci furono dietro questa scelta?

D’Anteo: Non si ruppe nulla, semplicemente ognuno prese la sua strada: Sedda entrò nella cordata per l’acquisto del Torino, Pironti lasciò perché non aveva tempo per star dietro alle discussioni societarie (lasciò la sua quota ad Alves, ma lui si trovò in difficoltà per via della lingua) e io avevo la Lucchese che fu promossa in B e dovetti fare una scelta.

Ilcarro: A proposito di Lucchese, quest’anno i toscani sono al primo anno in Serie B. Dopo qualche partita, é stato deciso di affidare la panchina a Deidda, alla sua prima esperienza da allenatore. Quali fattori hanno inciso sulla scelta rispetto ad un allenatore con già delle partite sulle spalle. E perché si é deciso di affidargli la panchina solo a stagione già iniziata?

D’Anteo: Inizialmente con Casalati avevamo deciso di “fare da noi” mettendo me come allenatore e lui come DS. Dopo parecchie partite senza risultati (forse dovuti sempre a quel problema di skill a cui accennavo prima) ci siamo guardati negli occhi: non volevo che passasse il messaggio che, visto che ero presidente, potessi fare quello che mi pare nonostante i risultati negativi. Abbiamo pensato al nome del sostituto, poi dopo il torneo di Milano a Maurizio venne voglia di allenare e non abbiamo avuto alcun dubbio ad affidargli la panchina perché nonostante l’inesperienza come allenatore nel progetto, è una persona eccezionale. E la scelta si è rivelata più che azzeccata: Maurizio ha creato un gruppo fantastico e anche nel momento più buio quando i risultati non arrivavano, ha tenuto il gruppo attivo e allegro e alla fine tutto questo lo ha ripagato.

Ilcarro: Si aspettava una classifica del genere ad inizio stagione? Alla fine di questo campionato sarete la migliore delle debuttanti salite dalla Serie C.

D’Anteo: Ad inizio stagione no… Speravo la squadra potesse essere almeno a metà classifica, ma visto l’andazzo della stagione sono felicissimo di questa salvezza.

Ilcarro: Rinnoverà la presidenza della Lucchese?                                     

D’Anteo: All’inizio di questa stagione io e Casalati pagammo la presidenza per due stagione, quindi teoricamente avrei un altro anno di presidenza. Tuttavia è uscita la regola del monoruolo e visto che sarebbe da bischeri (come si dice in toscana) rimuovere Maurizio dal ruolo di allenatore, in segno di gratitudine per lo splendido lavoro, regalerò a lui la mia parte di quota societaria.

Ilcarro: Casalati lascerà la Fiorentina?                                                                 

D’Anteo: Onestamente non so. Io ho comunicato la mia decisione, lui ci sta ancora pensando.

Ilcarro: Questa stagione, oltre ad allenare la Lucchese, è stato ed è tutt’ora allenatore della Juventus.
È stata una settimana molto turbolenta. Se la sente di fare una premessa prima di continuare? Cosa è successo tra i bianconeri e Ilcarro?

D’Anteo: Diciamo che da bravi giornalisti a IlCarro hanno un po’ ingigantito quello che è successo e i due “protagonisti” si sono risentiti un po’ e ovviamente si è accesa una piccola polemica.

Ilcarro: A cosa si riferisce? Può essere più specifico per i lettori?

D’Anteo: Due dei nostri giocatori, alla luce delle 3 sconfitte di fila, mi chiesero se per le ultime partite potevo evitare di fare turnover facendo giocare quelli con il rendimento migliore. Io semplicemente ho rifiutato spiegando che la mia filosofia in questo gioco è che tutti quelli attivi devono giocare alla stessa maniera. Ho detto che se in molti fossero a pensarla così, sarebbe stato meglio che io mi facessi da parte perché non avevo intenzione di cambiare filosofia. Ed è finito tutto lì perché, grazie anche al sostegno del DS che la pensa esattamente come me, abbiamo fatto capire le nostre idee e tutti andiamo nella stessa direzione.
In breve non c’è stata quella “rivolta” che è stata scritta su Ilcarro, ma semplicemente una richiesta pacifica dei giocatori che io ho declinato e loro hanno capito le mie motivazioni.

Ilcarro: Sembra che alcuni abbiano perso un po’ i nervi negli “spogliatoi” e siano volati insulti nei nostri confronti. Come commenta ciò?

D’Anteo: Gli insulti sono una brutta cosa e non si dovrebbero fare. Posso tuttavia capire un po’ i ragazzi visto tutto il casino passato e quando hanno letto una cosa riportata male (o comunque ingigantita) si sono sentiti presi di mira e a caldo hanno reagito male.

Ilcarro: Il campionato è quasi finito e sembra essere ormai in procinto di arrivare il primo trofeo bianconero. Se lo aspettava all’insediamento sulla panchina?

D’Anteo: Partiamo dal fatto che finché non me lo dice il gioco non sono tranquillo. Comunque quando sono arrivato, visti i giocatori persi per ban o ceduti per risanare il bilancio vista la multa, Io avevo pronosticato un terzo posto.

Ilcarro: Che ambiente aveva trovato al suo approdo alla Juventus? E cosa l’aveva spinta ad accettare un incarico così delicato?

D’Anteo: Ho trovato una squadra carica e vogliosa di andare avanti nonostante il “tornado” che li aveva colpiti, mi hanno da subito accolto bene e sostenuto. In realtà non ho accettato, ho presentato agli admin la mia candidatura e sono loro ad avermi accettato.

Ilcarro: Ha accennato prima che la squadra era stata privata di elementi illustri per avere il pareggio di bilancio. Tra queste trattative la più discussa é quella Angeli/Norfini-Navoni. Che idea si è fatto?

D’Anteo: Sicuramente non deve essere stato facile fare mercato in quel momento immediatamente successivo al caos Progettopoli. Forse avrei agito in maniera diversa per cercare di monetizzare maggiormente visto che non erano prezzi eccessivi per giocatori di quel calibro. Tuttavia, chi ha operato in quel momento, sicuramente ha ritenuto giusto fare in quel modo.

Ilcarro: La squadra comunque è rimasta impegnata su due dei tre fronti: come abbiamo già detto prima, si sta giocando lo scudetto, ma in Champions è stata eliminata ai quarti dal PSG in maniera dignitosa. Si aspettava di essere competitivo anche su questo fronte, nonostante tutto?

D’Anteo: Come ho già detto prima, quando sono arrivato alla Juventus non avevo grandi aspettative. Erano stati bannati 3 giocatori importanti, altri venduti per risanare il bilancio, abbiamo preso giocatori al draft che, nonostante sulla carta fossero inferiori ai precedenti, si sono rivelati fondamentali con l’avanzare della stagione, in più sia i DS precedenti che l’attuale hanno lavorato molto bene. Abbiamo avuto poi fortuna nei sorteggi e abbiamo beccato il Besiktas agli ottavi (la squadra più abbordabile).

Ilcarro: Già, fortuna. Il sorteggio di Champions pare non essere l’unico momento in cui la dea bendata vi abbia aiutato. È consapevole che nei momenti chiave di questa stagione la sorte sia stata gentile?

D’Anteo: Ne sono molto consapevole; però si dice che la fortuna aiuta gli audaci.

Ilcarro: Rimarrà alla Juventus al termine di questa stagione?

D’Anteo: La mia intenzione sarebbe quella; quindi se i giocatori lo vorranno resterò molto volentieri.

Ilcarro: Capitolo mercato: oltre a Bisceglie, su quali nomi state lavorando? In quali reparti credi di aver bisogno di rinforzi?

D’Anteo: Stiamo battendo diverse piste, purtroppo alcuni DS ci hanno chiuso la porta in faccia senza informare il giocatore dell’interesse da parte nostra. Sicuramente il reparto che ha più bisogno è il centrocampo visto la fine dei prestiti di Angeli e Lo Verde. Poi non dimentichiamoci che arriverà anche Della Morte dal PG.

Ilcarro: A volte si dimentica che anche gli allenatori sono dei giocatori all’interno del progetto. Se la sentirebbe di fare un commento su ogni allenatore che ha avuto?

D’Anteo: Ne ho avuti tre principalmente: Di Matteo, Marchese e Casalati. Gli altri non li considero, visto che li ho avuti per brevissimi periodi. Di Matteo è stato il primo che ho avuto alla Samp: forse eravamo ancora agli inizi del progetto quindi non si sapeva ancora come funzionasse, fatto sta che stavo per smettere di seguire il progetto visto che ogni partita ero puntualmente in panchina. Con Marchese successe una cosa simile: dopo un girone d’andata quasi sempre in panchina chiesi la cessione. Con Casalati il rapporto invece è diverso: oltre ad essere un amico è anche un allenatore che stimo per la sua filosofia di far giocare tutti ed è per questo che mi trovo bene alla Fiorentina con lui.

Ilcarro: Questo campionato di Serie A vede la Juventus prima e la Lazio seconda. Oltre ai biancocelesti che da neopromossi stanno battagliando con voi per lo scudetto, quale altra squadra l’ha sorpresa in questa stagione?

D’Anteo: Direi Sampdoria e Torino! Anche se diciamo che sono sorprese relative visto che comunque Filippone e Sedda sono due ottimi allenatori.

Ilcarro: Quali squadre secondo te hanno invece deluso le aspettative?

D’Anteo: Secondo me Drink Team e Genoa: mi aspettavo molto di più da entrambe.

Ilcarro: Certamente una sorpresa é stata la Roma in Coppa Italia, capace di battere club più blasonati, e arrivare in finale. Cosa ne pensa dei giallorossi? E in una finale che si preannuncia essere “Davide contro Golia”, quante possibilità hanno di battere il Milan?

D’Anteo: Sicuramente sono una piacevole sorpresa, ma credo che i giallorossi abbiano una rosa abbastanza competitiva. Sicuramente il Milan parte super favorito, ma una finale è sempre imprevedibile.

Ilcarro: In relazione a questo ultimo commento, quali squadre quindi si qualificheranno in Champions e quali in Europa League?

D’Anteo: Credo Juventus, Lazio, Sampdoria, e Torino in Champions, PG e Milan in Europa League. L’ultimo posto è una bella incognita; mettendo il caso che la Roma perda la finale di Coppa Italia credo che l’Atalanta sia leggermente favorita sull’Inter.

Ilcarro: L’anno prossimo dalla Serie B saliranno due squadre che fanno parlare molto di sé: la prima è la Cremonese, una schiacciasassi nel campionato cadetto. Cosa pensa del percorso dei grigiorossi? Quali ambizioni può avere nella massima serie?

D’Anteo: Credo abbiano fatto un cammino eccezionale. Hanno un ottimo allenatore molto attento ai dettagli e in più hanno la fortuna di esser dovuti intervenire poco sul mercato e di avere quindi la possibilità di dare dei buoni stipendi con la conseguenza che la prossima stagione si potenzieranno bene. Credo quindi che non avranno problemi a stazionare nella parte alta della classifica.

Ilcarro: L’altra già promossa è il Fublet. Stesse domande anche per i biancoverdi.

D’Anteo: Anche loro sono un’ottima squadra con un grande allenatore e si son meritati di tornare in serie A dopo due anni di B. Già la stagione scorsa erano vicini a tornare, finalmente ci sono riusciti.

Ilcarro: Capitolo nazionale. Dopo i pessimi risultati, Crippa é stato privato dell’incarico ed é stato selezionato De Donatis al suo posto. Cosa pensi del nuovo CT? Darà una svolta alla nazionale maggiore?

D’Anteo: Ho visto Alberto all’opera al torneo di Milano e l’ho trovato molto scrupoloso e preparato, purtroppo ha avuto la sfiga di incontrare me ed è stato eliminato (ride ndr). Credo comunque che possa essere garante della meritocrazia per quanto riguarda le convocazioni.

Ilcarro: Per quanto riguarda l’under 21, Di Stefano ha già annunciato il suo addio. Chi pensi sia meritevole di sostituirlo e perché?

D’Anteo: Il primo che mi viene in mente è Casalati sia perché, a parer mio, è un bravissimo allenatore sia perché, come De Donatis, sarebbe garante della meritocrazia.

Ilcarro: E altri?

D’Anteo: Mi vengono in mente Sedda e Filippone perché entrambi hanno dimostrato grandi capacità e, nelle loro squadre, di far giocare tutti gli attivi a rotazione.

Ilcarro: Cosa ne pensa dell’Under 19 guidata da Mattia Agosta? In particolare, come giudica il fatto che abbia convocato dei giocatori che non sono stati tanto presenti a discapito di altri?

D’Anteo: Credo che sia difficilissimo fare le convocazioni e accontentare tutti. soprattutto in Under 19 dove ci sono tanti giocatori disponibili. A volte anche i CT possono sbagliare a fare le convocazioni. Non sempre chi è più attivo viene chiamato, basti pensare che io in nazionale italiana ho collezionato 1 convocazione e ben 0 presenze.

Ilcarro: Non crede che però, visto il livello dei nostri U-19 rispetto a quello delle altre nazionali nel gioco, fosse necessario essere più accorto e convocare soprattutto per attività?

D’Anteo: Io sono sempre a favore per le convocazioni basandosi sull’attività, ma questo discorso vale non solo per l’U19, ma anche per l’U21 e la Nazionale Maggiore.

Ilcarro: Quindi ritiene che ci stato più di un episodio del genere, anche agli altri livelli della nazionale?

D’Anteo: Come ho già detto, è difficilissimo fare convocazioni e far contenti tutti; tuttavia ho visto alcuni ragazzi attivi non essere presi in considerazione.

Ilcarro: Tipo? Se la sente di fare un esempio?

D’Anteo: Un nome che mi viene in mente è quello di Arnone. È un ragazzo molto attivo perché segue le live, crea meme, commenta, segue tutto quello che succede nel progetto. Eppure difficilmente è stato preso in considerazione.

Ilcarro: Si faccia una domanda e si dia una risposta

D’Anteo: Credo sia la cosa più difficile che mi sia stata chiesta fino ad ora. Vediamo…
D: Cosa le ha dato fino adesso questo progetto?
R: Bella domanda, complimenti! Allora questo progetto mi ha dato tanti grattacapi (trattative lunghe, situazioni fastidiose di cui abbiamo parlato), ma mi ha fatto trovare tante persone con cui poter giocare e parlare di tutto; soprattutto, mi ha fatto trovare alcune persone che posso mettere sotto la categoria AMICI.

Ilcarro: Cosa ne pensa de “Ilcarro”?

D’Anteo: Penso sia un buon giornale che ha aggiunto un qualcosa al progetto. Fa molti articoli utili, interessanti e divertenti… qualche volta però vengono pubblicati articoli che si potrebbero evitare, ma va beh! Fa parte del gioco.

Ilcarro: Grazie mille Alessandro per questa intervista, la lascio preparare la prossima partita

D’Anteo: Grazie a te! Un saluto a tutta la redazione de Ilcarro.

*= Per chi non la sapesse, ricordiamo i dettagli: il giocatore desiderava finire in un’altra squadra(la Cremonese, ndr) e tra il suo approdo in grigiorosso e voi ballavano cifre molto altre per il periodo. Andò contro la volontà del giocatore, che sarebbe l’abc di questo gdr, e tra una cosa e l’altra Merlo fu bannato, in maniera corretta visti gli insulti nei suoi confronti.

Le simulazioni de IlCarro: Juventus – Inter

Il Derby d’Italia. La partita più giocata nel panorama calcistico fuffa, è uno dei due recuperi della 34^ giornata. Juventus ed Inter vengono entrambe da una vittoria nell’ultima giornata dopo un periodo di flessione: per i bianconeri è stato rimesso in dubbio il tricolore, che sembrava essere abbastanza saldo fino a 3 giornate fa; mentre per i nerazzurri, le sconfitte sono coincise con un allontanamento abbastanza consistente dalle zone europee. Periodo che coincide con il peggior rendimento tra le 7 in lotta per i 6 posti rimanenti.

Come già detto prima, l’ultima partita potrebbe significare riaprire un filotto di partite per partire poi con lo sprint finale: la Juventus ha battuto 2-0 il Progetto Gaming e ha mantenuto il distacco di +3 sulla Lazio; l’Inter ha invece battuto 3-1 il Livorno in rimonta, accorciando a -1 dall’Atalanta – anche lei con una partita in meno – e da quel settimo posto che non è certo possa significare Europa League. Una partita dal fascino così forte, sarà crocevia di un’intera stagione. Chi avrà la meglio? Noi de IlCarro abbiamo simulato questa partita.

Sembrava ripetersi il copione di una partita già finita male per la Juventus. Ampio dominio in tutti gli aspetti, ma poi gli ospiti vincono facendo catenaccio e ripartendo in contropiede. In questo scenario, tuttavia, i padroni di casa riescono a difendere bene e ad impedire che l’Inter possa beffare nuovamete la Juve. Dopotutto, qualsiasi altro risultato sarebbe menzognero: l’Inter non c’è mai stata in partita, con un tiro in porta su sei, il 33% di possesso palla, il 60% di passaggi completati e il 44% di colpi di testa vinti.

D’altro canto, i leader del campionato sembrano avere problemi a concretizzare: sono 23 i tiri, ma solo 6 finiscono in porta. E ben 3 occasioni nitide, di cui almeno 2 malamente sfruttate. Neppure aver avuto 10 calci d’angolo ha aiutato a chiudere la partita in maniera più netta, come le statistiche farebbero presupporre. I piemontesi prenderebbero alla fine i tre punti, avvicinandosi di più all’ambito trofeo, mentre l’Inter si ritroverebbe in una situazione delicata, sperando che la Lazio faccia bottino pieno con l’Atalanta nell’altra partita del recupero.

Si ripeterà questo scenario? Oppure questo è il risultato di una partita che non appartiene a questo universo del progetto? Si saprà staserà, dopo che i fari dello stadio si saranno accessi. Il pubblico prenda posto, i giocatori scenderanno in campo, e inizia il Derby d’Italia.