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Juventus: crollo d’attività o maggiore attenzione degli Admin?

Annunciazione… annunciaziò! Tu Marì Marì farai il figlio di Salvatore. Ma non è della Smorfia del grande Massimo Troisi che vogliamo parlarvi oggi.

È di recente annuncio, invece, la distribuzione dei primi bonus attività per la Serie A, a cura del buon De Donatis (per gli amici, che lo odiano, ADD).

Ricordiamo a tutti i partecipanti di Diventa un calciatore su Football Manager! che, i bonus attività, vengono guadagnati in parti uguali sia dai calciatori (che possono utilizzarli per potenziarsi), che dalle società di appartenenza.

Ricordiamo, inoltre, che vanno inseriti nel bilancio della Stagione 4. Quindi, cari DS, adoperatevi e non fate disperare quel pover’uomo addetto al controllo dei vostri libri contabili!

Fatta questa rapida premessa, andiamo ad analizzare la situazione. Nello specifico, porgiamo la nostra lente d’ingrandimento sulla Juventus.

La Juventus, come ben sapete, fino alla Stagione 3 aveva un altro tipo di gestione.

Dopo lo scandalo di Progettopoli, i bianconeri hanno confermato comunque la loro supremazia sul campo, andando a conquistarsi l’ambito tricolore.

Ma in termini di attività, c’è stato veramente un passo in avanti? Vediamolo insieme.

Differenze di attività

Attività Juventus stagione 3

La Juventus durante la stagione 3 accumula un bel tesoretto, aggiudicandosi il titolo di squadra più attiva del torneo con ben 3.040.000€ d’incasso. Cifre importanti, se pensiamo che con 3 milioni, all’epoca, ci si poteva permettere almeno un paio di top player.

Di seguito, invece, quanto guadagnato dai bianconeri nel post Progettopoli.

Quello che balza subito all’occhio è come, da 19 attivi “dichiarati” dall’ex DS della Juventus si sia passati a 13.

Alcuni giocatori di spicco sono stati venduti/draftati altrove come Michelini, Scardace e Zirattu. Altri bannati, come Pizzo e Cecchetti. Altri invece hanno subito un notevole ridimensionamento.

Guardiamo ad esempio Accardo: dai 300k dichiarati nella stagione 3, si è passati ad una inattività tale da giustificare lo svincolo. Può succedere a chiunque di inattivarsi nel giro della stagione, ma è davvero difficile vedere un involuzione simile.

Altro caso è quello di Norfini, che dai 100k incassati la scorsa stagione è passato a 0, per la felicità del Milan che lo ha acquistato, insieme a Navoni, per oltre 1 milione di euro.

Anche Sciuto, da 100k è passato a 0.

Facciamo i complimenti, però, a chi come Gallorini, Agosta, Colaleo e Paudice rimangono sullo stesso trend, se non migliorandolo.

Ma come mai questa differenza di attività nel giro di una sola stagione?

La risposta è semplice; maggiori controlli.

Sì, perché se prima qualcuno dichiarava che “Tizio ha preso tutti i bonus”, gli admin, fidandosi del principio secondo cui “Chi mai potrebbe pensare di barare in un gioco così genuino”, tendevano ad andare un pò più sulla fiducia.

Ora, essendoci stati alcuni casi di “furbate”, non è più così.

Abbiamo dovuto attendere, infatti, che gli admin controllassero uno ad uno ogni utente, constatando se effettivamente avesse creato contenuti, partecipato alle live e condiviso post di Progetto Gaming o della community.

A seguito di ciò, nonostante ci sia sempre una fila di pretendenti per accasarsi alla Juventus (complice il blasone del calcio reale), le prime 3 posizioni per attività sono ad appannaggio delle realtà più presenti in gioco. In ordine di arrivo Genoa, Milan e Torino.

Meglio della Juventus anche Lazio e Progetto Gaming.

Quindi ora vi chiediamo; si sono rimesse in gioco bene le altre, oppure c’è maggiore meritocrazia adesso?

Noi tendiamo a pensare che sia più la seconda opzione.

D’anteo: da Firenze a Roma per 2 milioni.

Alessandro D’anteo, portiere, classe 1987.

Utente storico del ProgettoFM, ex colonna portante di una Fiorentina ancora alla ricerca di una sua identità.

Sì, parliamo di “ex”, in quanto da circa una settimana ha firmato un contratto che lo legherà alla Roma per le prossime stagioni.

D’anteo, portiere di professione e leader per passione, muove i suoi primi passi come estremo difensore.

Spesso e volentieri non si limita solo al campo, ma supporta anche lo staff dirigenziale portando la sua esperienza di gioco come allenatore (ricordiamo le esperienze sulle panchine di Lazio, PG e Juventus) e la sua conoscenza delle meccaniche di gioco.

Nella Stagione 1, D’anteo, venne assegnato alla Sampdoria, per poi passare a fine stagione all’Inter di Marchese.

Quì il portierone toscano non trova subito spazio in campo, accumulando appena 3 presenze in tutto il girone d’andata. Decide quindi di accasarsi alla Fiorentina durante il mercato invernale della stagione 2.

Alla Viola trova comunque la concorrenza di Nencioni, ma l’ottimo feeling con Casalati e l’ambiente fiorentina sembrano coinvolgerlo molto positivamente, al punto da acquistare la Lucchese proprio in associazione con Casalati.

Fino a quando, su sua stessa richiesta, non viene messo sul mercato dal DS dei viola.

A quanto pare l’unica a sondare seriamente il terreno è stata la Roma, la quale ha accettato di pagare i 2 milioni richiesti dai toscani.

Non fatichiamo a pensare che, benché la caratura elevata del giocatore in termini di attività sia fuori discussione, diverse squadre si siano anche interessate, ma sentendo la base di partenza abbiano deciso di lasciar perdere.

D’altronde anche nella vita reale sono pochi i portieri pagati a peso d’oro (Buffon, Kepa, Alisson ad esempio).

Ma che calciatore è Alessandro D’anteo?

D'anteo progettofm progetto gaming football manager
Alessandro D’anteo stagione 3

Alleghiamo la sua scheda presa dal nostro Archivio Contratti in Home Page.

Portiere di 189 centimetri e 85 chilogrammi di peso, con 15 in agilità fa capire che la stazza è tutto fisico e spalle larghe.

I valori alti in uno contro uno e uscite fa capire quanto possa essere determinante nelle chiusure sui contropiedi avversari che si involano verso la porta, anche se leggermente penalizzato dall’accelerazione e velocità sotto il 10.

Predilige la parata a mano aperta e la respinta di pungo rispetto alla presa del pallone, motivo per cui correrà pochi rischi e concederà qualche calcio d’angolo evitabile.

Nonostante Football Manager 17 lo veda come un portiere-libero, il 4 in visione di gioco gli farà fare spesso l’impostazione sbagliata. Consigliamo, quindi, di dare istruzioni ben precise al portiere se si vuole giocare con palla a terra dalla difesa. Altrimenti rilanci e via alla vecchia maniera.

Il buon livello del controllo palla, presa, forza ed equilibrio farà stare abbastanza tranquilla la Roma, nonostante sia molto importante lavorare sull’aspetto psicologico del giocatore per farlo migliorare nelle prossime poche stagioni che rimangono prima del suo ritiro e successivo regen.

Inutile ricordare che, in quanto allenatore e membro molto attivo della community, garantisce dei bonus attività non da poco.

Il faraonico mercato del Bologna

Stagione 3, 38° giornata di Serie A. Il Bologna si è salvato all’ultima respiro, dopo un campionato alquanto disastroso. Era ancora vivida a inizio stagione il ricordo dell’ottavo posto, con l’Europa League sfumata soltanto nelle ultime tre partite. Certo, era partito Pasquale Canario, ma nessuno si sarebbe immaginato un calvario del genere, tra il mister Michele Ianzano dimesso, seguito dal ds Gaetano Fagone poco dopo, il sostituto dell’allenatore Matteo Trementozzi andato via anche lui e un’instabilità che poi si riversava in campo, con prestazioni altalenanti e l’ombra della retrocessione che si avvicinava sempre di più.

Nonostante tutto il Bologna – come due stagioni prima – è sopravvissuto e rimarrà in Serie A. Con grandi ambizioni di rinascita. Fabio Bicocchi si assume la responsabilità di essere il direttore sportivo dei Felsinei. Il nuovo DS, con una breve esperienza come dirigente a Crema sulle spalle, si è messo già all’opera per formare una squadra in grado di assicurare la salvezza con maggiore tranquillità ed ambire a qualcosa di più.

Il primo innesto del #DSA nella Dotta è stato il terzino doppia fascia Alessandro Galini, dal Frosinone, per la modica cifra di 600k. Sempre per il ruolo di terzino, acquisirono Saverio Provenzano, dalla Lazio, per la cifra di 1,2 milioni. Nel mentre, il Bologna cedeva Carlo Maiorano per 750 mila alla Casertana e Francesco Ricciardi per 650 mila al Livorno.

Bicocchi non ha solo puntellato la fascia, ma ha cercato di colmare al meglio la richiesta di cessione di Antonio Cusumano, desideroso di cambiare aria. Mentre l’attaccante veniva ceduto per la cifra monstre di 2,1 milioni all’Inter, il ds dei rossoblù riempiva il buco offensivo con due innesti: il primo, Gaetano Cerardi, punta del Livorno, arrivò nel capoluogo in cambio di 1,2 milioni; il secondo, più altisonante, è stato l’attaccante ex-pigino Vincenzo De Lucia, comprato per 2,0 milioni.

Venduto poi il centrocampista Michele Carminati, per 600 mila all’Atalanta. Il mercato del direttore sportivo, prima del suo approdo definitivo nello staff del Milan, si è impreziosito con l’ingaggio di Alessandro Terzo, dall’Avellino, per 2,0 milioni. Stessa direzione, ma verso opposto, è stato infine l’ultima trattativa del #DSA, con Roberto Sarcina all’Invictus per 700 mila.

Fabio Bicocchi ha poi salutato Bologna, lasciando i giocatori nelle mani del nuovo allenatore Mario Torsello. In questa stagione 4, il mercato fatto dal Bologna sarà sufficiente per renderla la squadra outsider della massima serie? Quali squadre illustri cadranno per mano dei felsinei al Renato Dall’Ara? Non ci resta che attendere l’inizio del nuovo campionato.

Cittadella: ecco cosa ci attende nella prossima stagione!

Buongiorno ragazzi! Siamo quì nella sede del Cittadella con il patron Baldacci e il suo braccio destro, Giuseppe Gambardella. Ma diteci un po’, che cos’è il Cittadella? Cosa significa per voi questa società?

Baldacci: Buongiorno Andrea. Intanto grazie per questa possibilità che ci hai concesso di esprimere un po’ le nostre idee e visioni sul Cittadella.

Il Cittadella significa tanto per noi. Per noi è una filosofia di gioco, di gruppo e di vita. Concentriamo sempre tutti i nostri sforzi per dare il meglio per questo grande team di talenti.

Gambardella: Il Cittadella è una famiglia, non una società. Il mio socio è riuscito in questi anni, con la passione, a creare questa piccola realtà felice ed è per questo che ho scelto il Cittadella prima come allenatore e poi da presidente. In questa nuova stagione (la 4, ndr) affiancherò Yuri in questo progetto di famiglia e cercherò di dare il mio contributo da buon capo di famiglia, credo di avere l’esperienza giusta nel vissuto reale.

Quali sono le vostre ambizioni e i vostri obiettivi per la stagione 4?

Gambardella: L’obiettivo è la Serie A (playoff o promozione diretta) e in ogni caso fare bene, ma solo se in gruppo. Lavoreremo sull’ affiatamento totale e la valorizzazione dei giocatori. Questo da presidente, da mister metto le mani avanti e dico un campionato tranquillo e poi sognare non costa nulla.

Baldacci: Sono perfettamente d’accordo con il mister (e socio). Dobbiamo puntare alla Serie A, mantenendo i piedi per terra e valorizzando ogni giocatore a disposizione.

Chi è il giocatore simbolo di questa squadra, per attività e leadership?

Baldacci: Il giocatore simbolo è sicuramente il capitano Pardo Vizzarri. Attivo, voglioso di fare bene e soprattutto un vero leader per la squadra. Vorrei anche citare come importanza, Rosamilia e Vecchio oltre che La Rosa. Rappresentano da sempre lo zoccolo duro dei senatori della squadra.

Gambardella: Potrei dire il capitano e il suo vice, sono quelli che incarnano lo spirito di squadra, ma tutti gli sono molto vicini. Mi sento di confermare i nomi fatti da Yuri.

Avete qualche piccola anteprima che volete mostrarci in ottica della prossima stagione? Dobbiamo aspettarci grosse novità?

Baldacci: Sì, sicuramente grosse novità. Come obbiettivi abbiamo, oltre ai già citati, quello di portare il Tuttocuoio ad essere una vera e propria risorsa nell’ambito dei giovani talenti. Dal Cittadella sono usciti grandi nomi del PG e vogliamo che anche il Tuttocuoio riprenda le orme della prima squadra. Ci saranno grandi rivoluzioni anche a livello di social, comunicazione, maglie, logo e forse anche nome. Una rinfrescata per una squadra che punta in alto.

Gambardella: faremo parlere di noi con la nostra semplicità e divertimento.

Come pensate di muovervi sul mercato? Avete qualche profilo in mente per lo scacchiere del Cittadella?

Gambardella: Abbiamo una base solida, faremo solo piccoli innesti. Poi se capiterà un buon affare lo faremo sicuramente.

Baldacci: Sul mercato non ci muoveremo molto, puntiamo a valorizzare i player e a promuovere qualcuno dalla squadra satellite.

In chiusura; un consiglio che dareste ad un neo iscritto?

Gambardella: È un gioco e va affrontato come tale

Baldacci: Ad un neo-iscritto consiglio di divertirsi e di non prendere il progetto come una cosa troppo seria. È un game e ci si diverte. Ho sentito tante cose ultimamente, di utenti che se la prendono troppo sul serio. Cercate di divertirvi e voletevi bene.

IlCarro intervista William Cioè

Oggi ilCarro intervista il nuovo acquisto del Drink Team, nonchè campione d’Europa U21 e presidente di Bari e Frosinone.

IlCarro: Cosa ti ha spinto a venire al Drink Team?

Cioè: Sicuramente la sua storia, la voglia di riscattarsi dopo la stagione andata male. Per me è il club più importante di tutta la lega, nonché il centro del Progetto.

IlCarro: Che rapporto hai con la tua ex squadra?

Cioè: Con il Cesena, buoni. Cafarella e Serafini sono gli unici che ho risentito dopo che sono andato via. Perché già era un gruppo poco attivo, poi con quei pochi che c’erano – tipo Esposito – non li ho più sentiti. Però rapporti buoni in fin dei conti. Con lo Spezia mi sono lasciato bene soprattutto con Di Leo, anche lì uno dei pochi attivi.

IlCarro: Hai parlato degli ottimi rapporti con Cafarella, Serafini e di Leo, li vorresti come compagni di squadra al Drink?

Cioè: Sicuramente Di Leo lo vorrei, infatti non capisco questa sua voglia di rimanere allo Spezia quando potrebbe fare da titolare in qualsiasi club di A. Cafarella come giocatore non lo conosco bene, l’ho risentito solo perchè DS Cesena. Riguardo Serafini lo rivorrei molto, ma qui al Drink nel reparto offensivo siamo già forti, è meglio che rimanga a Parma a fare il titolare che il panchinaro al Drink.

IlCarro: Parlando di spogliatoio drink, con chi hai legato di più?

Cioè: Sicuramente ho legato con quelli che scrivono di più sul gruppo, quindi Urbano, Trojer e Mollo. Ma finchè non inizia il campionato non lego, siamo ancora in una fase morta del Progetto.

IlCarro: Parlando di Trojer, cosa ne pensi di lui? Cosa ne pensi di quello fatto e che sta facendo al Genoa? Qual è la tua opinione su quello fatto e che sta facendo al Drink?

Cioè: Non seguo molto le sorti degli altri giocatori del progetto a dire il vero, ma so che è al Genoa da inizio game. Per quanto riguarda da allenatore secondo me è uno che merita molto. E sicuramente si toglierà molte soddisfazioni.

IlCarro: Parlando di Ballarini, cosa ne pensi di quello che ha creato? Cosa ne pensi di lui come persona?

Cioè: Sicuramente è una bravissima persona, che si fa in quattro per il Progetto. Infatti non capisco dove trova tempo e soprattutto voglia per creare schede e quant’altro. Certo, sicuramente non è solo ma viene aiutato; ma c’è da dire che il Progetto è nato da una sua idea.

IlCarro: Cosa ne pensi del fatto che nell’europeo Under-21 non hai fatto nemmeno una presenza? Reputi la tua convocazione una convocazione fatta solo perché sei attivo?

Cioè: Sicuramente sono stato convocato per la mia attività, ma non me la prendo perchè sono nuovo e sapevo che il mister non avrebbe giocato con le ali.

IlCarro: Cosa ne pensi dei criteri di convocazione?

Cioè: Sicuramente sono giusti, ma darei più spazio ai giocatori di B e C per mettersi in mostra, perchè comunque i giocatori di A hanno già l’onore di giocare nella massima serie.

IlCarro: Secondo te chi allenerà le due formazioni azzurine?

Cioè: Campagna e Nicolas, secondo me sono i due più preparati e che conoscono di più il Progetto rispetto a gli altri candidati. Sono anche i due che ho votato.

IlCarro: Cosa pensi di quello fatto da Agosta e Di Stefano in Nazionale?

Cioè: Hanno fatto entrambi ottimi risultati, anche se secondo me, Agosta meritava la vittoria in finale.

IlCarro: Che progetti hai per il Frosinone e il Bari?

Cioè: Per il Frosinone dopo la salvezza all’ultima giornata, il progetto è di stupire in questa stagione che verrà. Penso che in pochi ci mettano tra le prime cinque, ma io essendo presuntuoso mi metto tra le prime due. Per il Bari invece, punto sicuramente confermare il blocco della scorsa stagione che ha fatto molto bene secondo me, magari puntando all’Europa League. Anche perché secondo me il livello della A è molto equilibrato, la differenza la faranno i gruppi mentre in B la faranno i singoli.

IlCarro: Parlando invece del Progetto in generale, con chi hai avuti screzi? Con chi hai invece legato di più?

Cioè: Non ho mai avuto screzi, ma ho fatto diversi errori che mi hanno portato ad avere litigate con i vecchi mister. Altomare in primis, perchè secondo me diversi accordi alla firma non sono stati rispettati. Ho avuto una litigata anche con Trementozzi perchè abbandonò la nave dopo due sconfitte, ma aveva i suoi problemi e quindi non me la sono presa più di tanto. Ho ottimi rapporti con Lorenzo Castagnoli, DS Frosinone. È un ragazzo che il progetto lo ha iniziato a Frosinone,  e vedendo il suo impegno per il Progetto l’ho fatto diventare il direttore sportivo.

IlCarro: Qual è la tua opinione sui quattro admin?

Cioè: Su Fil ho detto sopra la mia opinione. Riguardo ADD penso che sia un ragazzo molto serio. Invece su Pironti penso che sia quello più visto in cattiva luce perchè di solito è lui quello che infligge sanzioni. Invece riguardo Fulco penso che sia un grande, l’ho anche avuto come DS alla Casertana.

IlCarro: Grazie per quest’intervista!

Cioè: Di nulla.

IlCarro intervista Pironti e ADD

IlCarro: Buonasera a tutti, sono qui con 2 admin del nostro gioco: De donatis e Pironti. Non vi chiedo di presentarvi perché già vi conoscono tutti, praticamente. Inizio subito a chiedervi una breve opinione sulla stagione appena conclusa.

ADD: Inaspettata. Due scandali (uno all’inizio e uno alla fine della stagione), la Juve penalizzata campione d’Italia, la Lazio neopromossa seconda, il crollo del Drink Team… Io che divento admin! Un sacco di avvenimenti incredibili, molti del tutto inaspettati.

Pironti: Gli scandali che hanno colpito la stagione non saranno dimenticati in fretta e sono sicuramente, purtroppo, ciò che rimarrà maggiormente impresso. Poi tante piccole storie, alcune belle e altre dal finale agrodolce, legate a ogni squadra del progetto: Juve, Napoli, Bologna, PG, ecc…

IlCarro: A distanza di un po’ di tempo, cambiereste qualcosa Delle penalizzazioni inflitte? Credete ancora che siano giuste?

ADD: Dunque, non ero admin ai tempi di Pizzopoli, quindi mi esprimo solo per le sanzioni che mi hanno coinvolto direttamente. Sinceramente no, per un motivo semplice: sono frutto di riflessioni fatte a tre teste. Alcune volte io sarei stato più morbido o più duro, ma se siamo 3 è anche per equilibrare le sanzioni in base alle diverse anime del gioco. Quindi le ritengo complessivamente corrette.

Pironti: Ragioniamo a lungo sulle penalizzazioni, osservando le sanzioni precedenti per tenere una linea base, per poi valutare tutte le particolarità del caso specifico. Poi ovviamente ne discutiamo tra noi e solitamente abbiamo tre idee diverse, quindi alla fine ne esce un compromesso che se non sarà perfettamente giusto, di certo non sarà molto sbagliato. Di solito Alberto sta nel mezzo tra Filippo – che perdona più di Gesù – e me, che ho un martello come prolungamento del braccio. Occhio però che Albe si sta incattivendo! [ride ndr]

IlCarro: Come giudichereste invece la stagione appena conclusa da un punto di vista prettamente calcistico? Siete soddisfatti? Cambiereste qualcosa?

Pironti: Come calciatore è stata la stagione della rinascita: se il Palermo avesse portato avanti un progetto sarei stato ben felice di restare lì, ma così non era fino in fondo e la cessione al Genoa del mio calciatore è stato un sollievo indescrivibile. Sono in una bella squadra, fatta di persone valide, molte delle quali ritengo amici e stimo moltissimo. Faremo grandi cose. Come allenatore/presidente è stata un’annata fantastica, dove abbiamo raggiunto una storica qualificazione alla Champions League e, secondo me, migliorato ancora la rosa in vista della prossima stagione. Nel gruppo si respira un’aria fantastica e tutti sono carichi. Menzione speciale per il nuovo DS, Dimartino, che sta facendo un lavoro egregio.

ADD: Potevamo fare di più col Genoa. È stato bello assaggiare i campi europei e fare strada in Europa League. Però l’ottavo posto in classifica non rispecchia i valori della rosa. Sono felice di aver partecipato all’inizio dell’avventura della Torres. Parlando da calciatore invece è stato l’anno migliore della mia carriera, evidentemente mister Però mi ha saputo valorizzare.

IlCarro: Il campionato appena terminato sembrava aver dato i verdetti già al termine del girone d’andata. Invece ha portato, così come ha detto Ale, alla luce tante piccole storie ( Napoli , Bologna , Juve ecc..)
Un commento su di esse? Cosa hanno pensato gli admin mentre queste “imprese” si compievano?

ADD: Sono rimasto sinceramente colpito dal Napoli. Ha dato una sterzata tanto improvvisa quanto inattesa, tutti i miei complimenti vanno a loro. Il Bologna ha vissuto diversi scossoni societari, e forse per quello navigava in brutte acque, ma ritenevo la rosa superiore a molte altre. Juve grande impresa, visti i problemi e le penalizzazioni. Noi come admin seguiamo con favore chi, sportivamente e legalmente, compie delle imprese. Poi ovviamente siamo anche parte di altre squadre, e quindi se perdiamo ci girano le balle.

Pironti: Io vado controcorrente. O meglio, non è che non sia d’accordo con Alberto, ma vorrei, da utente e non da admin, dire quel che penso, liberamente. Il Bologna ha una rosa molto forte, il solo fatto che abbia rischiato la B ha un che di assurdo, quindi non riesco a complimentarmi più di tanto, se non per il bellissimo gruppo che han creato. Anche il Napoli: è finita la terza stagione e non ha mai ottenuto nulla. A inizio della prima era data come possibile vincitrice del campionato. La sua rosa è forte, ma io non condivido moltissime scelte di mercato di questi anni. Anche qui un “bravi” doveroso ai ragazzi, al gruppo e sono felice per loro che siano ancora in A – io poi tifo Napoli nel fuffa – però vogliamo parlare di belle storie? Il Torino, con un gruppo meraviglioso, il Genoa che non gli è da meno, il Livorno che ha sfiorato la salvezza con una rosa MOLTO inferiore alle altre, uno Spezia dove molti giocatori, a retrocessione certa, hanno detto di voler restare anche in C e disposti anche a comprare la squadra in cordata. Oppure in B penso al Chievo che avrebbe meritato la A, al riscatto di Serafini allenatore, penso al Fublet che ci mancava tanto in massima serie, o il miracolo sfiorato dall’Avellino, quello riuscito al Parma. Ecco, queste sì che sono storie.

IlCarro: Viste così, son tutt’altro che miracoli. Cosa consiglieresti alle squadre citate per ripartire?

ADD: Mi inserisco: ruoli chiari e attaccamento al gruppo. No ingerenze in ruoli non propri, coordinare il lavoro tra allenatore e DS, e presidente se c’è.

Pironti: Nel caso del Napoli è più facile: c’è una dirigenza, un allenatore stimato… Che si capisca come si vuole giocare e si faccia mercato in quella direzione, puntando solo su giocatori forti e attivi, a costo di avere una rosa da 18 giocatori, tanto non c’è l’Europa a imporre turnover. Nel caso del Bologna non saprei: fare l’allenatore lì non credo sia semplicissimo, nel senso che c’è un gruppo molto attivo, molto coeso, con molti utenti che hanno avuto ruoli da staff e che sanno come ci si dovrebbe comportare per fare le cose come si deve, quindi lì non ci si può improvvisare o lo si paga caro. Un allenatore capace e carismatico però potrebbe fare cose egregie, perché la rosa è di livello molto molto alto. Ora il Bologna si è mosso molto anche in uscita, quindi i fondi ci sono… Anche qui punterei a pochi giocatori, ma buoni: una rosa da 18-19 giocatori che permetta a tutti di giocare a sufficienza, fatta dagli stagione 1 più i maggiormente motivati, potrebbe essere un bel mix. Nella speranza che una presidenza, qualora arrivasse, non faccia danni.

IlCarro: Colgo l’occasione per fare una domanda. Abbiamo visto come le presidenze possano sia salvare una società (vedi il Torino), sia mandarla al patibolo – esempio: Vito Pizzo, Leanza, Graziotti, tutti bannati per un motivo o per un altro – quindi mi chiedo: come è possibile aver permesso di diventare presidente ad un membro inibito dal ruolo di DS? (N.b. Davyd Andriyesh)

ADD: Come per altri, la sanzione riguardava la Stagione 3, appena conclusa. Davyd è giovane e può migliorare dai proprio errori. In più, l’Udinese ha già un allenatore esperto e un DS appositamente nominato. Vedo che stanno mettendo su una buona squadra per la Serie C. Mi auguro che vada tutto per il meglio, di certo spero in un passo in avanti rispetto alle ultime gestioni.

Pironti: Il progetto è fatto da persone e quindi vanno valutati tutti i casi singolarmente, per rispetto di queste persone, ancor prima degli utenti. Davyd è un bravissimo ragazzo, molto giovane, che io e Filippo abbiamo conosciuto durante il Crema Nerd. Ha fatto male come DS ed è stato inibito per la stagione 3 a ricoprire quel determinato ruolo. A parte il non vedere come questo debba impedirgli di fare il presidente nella stagione 4, ho visto che Davyd ha intenzione di fare tutto per bene, con un allenatore valido e facendosi aiutare, quindi le premesse per fare meglio rispetto al passato ci sono tutte. Sapete bene che non ci tiriamo indietro quando bisogna dare “punizioni”, ma è importante che queste, soprattutto in casi non molto gravi o dove non esiste malafede, non siano marchi a fuoco indelebili. Questo è un gioco e magari, vista la sua natura GdR, ha anche la capacità di far maturare alcune persone tramite le responsabilità in-game che si prendono… Ben venga.

IlCarro: Se uno dei bannati citati prima volesse tornare – ovviamente scusandosi per l’accaduto – cosa fareste?

Pironti: Anche qui, da regola, a fine stagione valutiamo la situazione di tutti i bannati che volessero fare ritorno per vedere se questo è possibile. Valutiamo quanto potrebbero ancora essere dannosi per il Progetto e se riteniamo abbiano imparato la lezione al punto da non ricadere negli stessi errori. Non in molti ci chiedono di tornare, a dire il vero… Ma noi valutiamo di caso in caso. Per ora nessuno è stato riammesso, segno che le loro colpe erano davvero gravi e il ban davvero meritato.

Uno di loro – Graziotti – ha criticato in maniera decisa il progetto stesso (N.B. dopo il ban) e a quanto pare ha deciso di imitarlo, creando un qualcosa di simile. Cosa ne pensate ? Vi preoccupa la cosa ?

ADD: Speravo che, nel suo essere particolare, potesse essere un elemento positivo per il gioco. È diventato solo rancoroso. Mi spiace e no, non mi preoccupo.

Pironti: Alcuni utenti avevano ottime idee e potevano essere utenti positivi per il Progetto. Ad esempio Leanza propose, già moltissimi mesi fa, cose che solo ora stiamo introducendo, mostrando di essere un ragazzo intelligente. Credo che sia un onore vedere che altri vogliono imitarci, vuol dire che abbiamo colpito nel segno… Ma se pensano che basti avere un’idea per riuscire, allora hanno perso diversi passaggi. In bocca al lupo, comunque!

IlCarro: Non pensi che possano portare via anche solo una piccola fetta di utenti?

ADD: Sinceramente: se gli utenti preferiscono le brutte copie, che vadano. Puntiamo su esperienza e qualità.

Pironti: Credo che nessuno farà quel che abbiamo fatto noi, esattamente come lo abbiamo fatto noi. Pochi immaginano i sacrifici per creare tutto e gestirlo. Se un domani qualcuno preferisse un Progetto “terzo” al nostro, farebbe bene a giocare lì, ognuno del suo tempo fa quel che vuole. Comunque non sarà facile per nessuno imitarci: abbiamo utenti straordinari, un’organizzazione importante, esperienza, possibilità di confrontarsi con appassionati inglesi e, a breve, anche trasferimenti internazionali. Manca solo la proverbiale fetta di c…

 IlCarro: Domanda per De Donatis. Ci risulta che hai rifiutato un’offerta di tre milioni per un tuo calciatore , Danilo Trojer. Confermi? E viste le occasioni che sembrano esserci in questa sessione di mercato, lo rifaresti?

ADD: Non erano tre milioni ma ci eravamo vicini. Finché Danilo continuerà a sparlare di me in pubblico ma dichiararmi amore eterno in privato – non avete idea delle serenate che mi riserva – per me sarà incedibile e colonna portante del futuro del Genoa. Nel momento in cui dovesse dirmi di volersene andare, allora cercherei di venderlo bene, ma fino ad allora, non avrà prezzo.

IlCarro: L’ambiente Genoa è “famoso” per gli utenti del gioco. Tu Alberto sei uno dei primissimi calciatori rossoblu, mentre Alessandro è arrivato da poco. Raccontate ai nostri lettori come si sta a Genova e che aria si respira nello spogliatoio.

ADD: Aria ligure. Cioè mugugni, battibecchi, provocazioni, ma in fondo ci si vuole bene. E come la Liguria, siamo fatti da gente proveniente da tutta Italia. Se il gruppo FB rimane la parte più “tecnica”, su whatsapp si discute di musica, politica, attualità, cucina, gusti sessuali, lontre… È stata una fortuna avere un personaggio come Di Stefano come mecenate, che paga e lascia la libertà di sbagliare – più in privato che in pubblico – e tutti gli altri ragazzi che man mano sono arrivati al Genoa. Ecco perché non vogliamo rovinare l’atmosfera dello spogliatoio, e cerchiamo altro oltre alle statistiche del calciatore.

Pironti: Sul Genoa che dire: è un bel gruppo, belle persone… quando uno dei miei chiede quali sono, per me, i migliori gruppi, tendo a dire Genoa, Torino e Fublet, non me ne vogliano gli altri… Ovviamente PG è fuori concorso, ci sono troppo affezionato. Ci sono due o tre utenti “difficili” nel Genoa, ma quando impari a conviverci è un piacere.

IlCarro: Armonia che sembrava essere ad un passo dal crollare però. Ad un certo punto della stagione il Genoa sembrava pronto ad esplodere, mister e presidente sembravano pronti a farsi la guerra e qualche colonna dello spogliatoio (Trojer, Puzzer e Di Paolo) erano pronti ad andare via. Cosa ha da dirci a riguardo?

ADD: Vero, ci sono stati momenti di tensione. Claudio era scoraggiato dai cattivi risultati che stavano arrivando, ed effettivamente tutti ci aspettavamo di far meglio l’anno scorso. Il fatto però che il mister sia rimasto fino alla fine, che Paolo e Veronica siano andati ma siano rimasti nella chat whatsapp e che Claudio ora lavori con Puzzer all’Entella, e che Mark sia con Paolo alla mia – ormai ex – Torres, fa capire che siamo in grado di superare anche i momenti peggiori. Perché si va oltre il gioco, siamo un bel gruppo. Sono contento.

Pironti: Circa le tensioni, io non le ho viste così gravi. Mi spiego: a Claudio Però è stato chiesto di fare l’allenatore e se gli fosse stato chiesto di lasciare, lo avrebbe fatto serenamente, senza chiedere alcunché in cambio. La stima e il rispetto tra le parti non mi è mai parso in discussione, sinceramente. Io stesso non avevo approvato molte scelte tattiche del mister, ma se è per questo anche al PG capitò che Fusco mi criticò nel gruppo per una scelta tattica… Ci sta, finché si resta nei canoni della civiltà e il rispetto dei ruoli vale tutto e amici come prima.

IlCarro: L’importante è chiarirsi. Nel frattempo faccio i miei complimenti ad Alessandro per l’acquisto di Franco [ndr sto rosicando] e vi chiedo un giudizio su uno dei trasferimenti più importanti fin’ora: Campagna alla Lazio. In molti pensano che sia stato quasi “regalato”, voi cosa ne pensate ?

ADD: Visti i prezzi che girano, più che regalato. Colpaccio della Lazio, se pensiamo che ha di fatto sostituito Ascia con Campagna con un esborso davvero minimo. Fossi nel Livorno, non sarei felice.

Pironti: Concordo su Campagna. Il giocatore è stato praticamente regalato e aggiungo: se il Livorno avesse fatto partire un’asta per il giocatore, avrebbe ottenuto almeno 2 milioni – che io stesso avrei offerto con piacere – o forse più. Se fossi del Livorno sarei MOLTO arrabbiato per questo trasferimento

IlCarro: Nel corso delle stagioni abbiamo visto dei sostanziali cambiamenti al regolamento anche in corso d’opera. Ovviamente questo è dettato dall’esperienza. Un progetto nuovo non può essere perfetto, ma è palese che spesso la causa del cambiamento siano stati gli utenti stessi. Faccio qualche esempio: l’abolizione delle rate a causa di DS e presidenti incapaci, lo stop ai prestiti con diritto di riscatto perché ormai se ne faceva un abuso. Ci son stati calciatori che non hanno mai ricevuto un contratto e non son riusciti a percepire i bonus del gioco. Talvolta avete rifiutato i soldi veri – e questo vi fa onore – delle presidenze, ma non credete che sia meglio fare controlli più serrati e non permettere a certi individui di controllare le squadre ? Mi riferisco a tutti i ruoli.

Pironti: Si poteva fare qualche studio lungo decenni sulla mortalità per amianto – come per quella a qualunque altra sostanza – prima di metterlo in commercio? Si poteva, con la consapevolezza dell’epoca, studiare subito il polimero plastico giusto per realizzare palle da biliardo, invece di uccidere elefanti per l’avorio? Si poteva immaginare che avrebbero distrutto mezzo Giappone con le bombe H quando iniziarono a studiare per la prima volta la fissione nucleare e quindi, nel dubbio, avrebbero dovuto evitare di ricercare? Nel magico mondo delle Lelly Kelly, forse. Nel mondo vero, ci si adatta al contesto, provando a evolvere secondo i bisogni della comunità, anche quelli che si trasformano di pari passo. Se poi adattate questo al fatto che si tratta di un gioco gratuito, primo e unico nel suo genere, dove non ci sono centinaia di persone per sovrintendere ogni cosa, ma si è partiti con due stronzi, il loro tempo libero e tanta ingenua passione, capite che la domanda – non me ne voglia l’amico Danilo – ha senso quanto rispondere “caffè e latte” alla domanda “che ore sono?”.

ADD: In un mondo perfetto, tutti capiscono tutte le regole e si comportano bene, senza bisogno di controlli. In un mondo leggermente meno perfetto, tutti capiscono le regole e sbagliano raramente. E così via, fino ad arrivare al mondo reale, dove c’è bisogno di monitorare le cose. Data l’incapacità e/o impossibilità di seguire regole strutturate in un certo modo, si è deciso di modificare le cose. Per me è un tentativo di semplificare le cose ed aiutare gli utenti, che comunque a volte ci deliziano con qualche mossa “artistica”. Le modifiche, a mio avviso, hanno migliorato il gioco.

IlCarro: Questo è un gioco basato soprattutto sulla partecipazione, concetto ripetuto fino alla nausea. Nonostante ciò, ad ogni convocazione in nazionale, arriva l’escluso di turno che posta la sua scheda e ritiene di meritare la convocazione solo per quello. Ho fatto questa premessa perché a breve si assegneranno i famosi bonus di fine stagione. Se è facile calcolare i premi per le live e per le condivisioni, è spesso fonte di discussione quello basato sulla creatività, soprattutto sulla qualità dei post e non sulla qualità. Se è così difficile far capire ad una buona parte della community il criterio – semplice – delle convocazioni, come potreste spiegare un concetto complesso e soggettivo come la “qualità del post”?

Pironti: Per l’appunto si tratta di un concetto soggettivo, seppur influenzato da alcuni punti certi e oggettivi come l’originalità – aver già visto o meno quella base del meme, oppure se era stato già trattato l’argomento prima – come la creatività, ovvero quanto pensiamo ci abbiano messo a confezionare quel prodotto. Poi ovviamente vedere se il contenuto porta un valore aggiunto a pochi utenti o è fruibile da tutta la community, ecc… Ovviamente, anche qui, il lavoro che faremo non sarà perfetto, ma sarà il meglio che saremo in grado di fare con le forze a nostra disposizione. Sul fatto che molti non capiscano il Progetto in alcuni suoi lati, ho una mezza idea per il futuro a livello di informazione mirata, sul fatto che ognuno abbia le sue idee su cosa sia giusto e sbagliato – vedi nazionale – credo sia diritto di ognuno pensare quel che vuole.

ADD: Parlo da allenatore della Nazionale, che bello poterlo dire. Per la prima convocazione non ho ricevuto contestazioni, anzi. Forse ho spiegato alla nausea i criteri di selezione. Probabilmente è passato il concetto di “esperimento”, chissà. Vedremo in futuro. Di certo anche per gli altri argomenti dovremmo migliorare la comunicazione dei vari criteri, non per la qualità dell’informazione ma forse per la quantità. Poi ci sarà sempre qualcuno meno ricettivo, pazienza. L’importante è lavorare con in mente soltanto il bene del gioco e della community. E un meme con base sempre uguale non arricchisce, anzi stanca. Quindi giusto premiare quelli veramente creativi – magari potremmo istituire una commissione di critici d’arte, chissà – e non i copycats o i buongiornisti del gioco.

IlCarro: Vi ringrazio per la lunga chiacchierata e auguro a voi e ai nostri lettori un buon Natale.

 

Non sapevo di essere in vendita, atto II.


Ancora mercato Benevento: nella vicenda della messa in vendita “a sua insaputa” di Mirko Sangiorgio, un commento (riportato nell’immagine precedente) aveva attirato l’attenzione della redazione.

La quale si è resa conto del titolo del precedente articolo forse eccessivo, pur riportando una notizia vera, e avrebbe preferito sorvolare per non dare adito ad accuse di persecuzione, ma il giocatore ha deciso liberamente di raccontarci la sua storia su una vicenda simile all’affare Sangiorgio.
Non è denunciata alcuna violazione: la redazione ha raccolto una legittima lamentela da chi si è sentito oggetto non consapevole di una trattativa in corso.

I fatti: giunge dalla dirigenza del Benevento la comunicata cessione allo Spezia del giocatore Alexander De Santis.

A cose fatte, il giocatore chiede spiegazioni. La società gli spiega che l’offerta giunta, di 650K, era irrinunciabile.

De Santis, pensando che l’interesse dello Spezia fosse motivato dalla visione della sua scheda e che quindi si sia mossa spontaneamente in cerca di informazioni, ha accettato la trattativa e il contratto.

Da un colloquio con l’allenatore, però, la versione diversa: De Santis sarebbe stato messo in lista trasferimenti dalla squadra, e l’interesse dell’acquirente sarebbe stato solo successivo.

Ci sarebbe di più: lo Spezia pare abbia chiesto al Benevento se il giocatore fosse consapevole della trattativa in corso.

E la risposta della società campana sarebbe stata positiva. Al contrario di ciò che ha dichiarato a noi De Santis.

In conclusione: la trattativa sarebbe stata portata avanti tenendo all’oscuro il giocatore.

Il quale ha accettato il contratto, ed accettandolo ha reso possibile il trasferimento. Quindi, nessuna regola è stata violata.

La domanda che ci si pone è: il calciatore ha il diritto di essere consapevole dell’interesse di terze squadre, prima che la trattativa fra le due società cominci?

Secondo le regole non è necessario: i Direttori Sportivi discutono, ed il giocatore viene contattato solo dopo dall’acquirente.

Rimane la domanda precedente, le conclusioni rimangono del lettore.

Progetto inglese: dubbi sul doppio account

Progetto FM sbarca in Inghilterra. Dopo l’esperimento fallito in Brasile, gli admin sono di nuovo pronti a portare oltre il confine italiano il più grande gioco di ruolo sul calcio del mondo. Ciò comporta un ulteriore livello di realismo: con l’apertura del campionato estero, si aprirà anche una nuova competizione europea, dove le migliori squadre dei due campionati maggiori si sfideranno per decretare la più forte; inoltre si potranno fare, in futuro, trattative internazionali per utenti che parlano lingue straniere, simulando quello che può accadere nel calcio moderno, ovvero spogliatoi dove ci sono giocatori di tante nazionalità diverse.

Inutile aggiungere come, in caso di successo del progetto inglese, non è da escludere anche un esportazione del gioco in altri paesi, raggiungendo un numero di utenti sempre maggiore; questo vorrebbe dire una maggior possibilità di presidenze ed un più corposo sostegno economico al progetto, che implica anche maggior investimenti da parte degli admin sul gioco stesso.

In attesa che parta completamente il campionato inglese, una nuova meccanica ha lasciato molte perplessità all’utenza. Nel creare una base solida che possa aiutare l’utenza inglese con tutte le regole del progetto che possa garantire presenza nell’immediato (e per quanto riguarda i ruoli di staff sono davvero tante) gli admin hanno dato l’opportunità agli utenti italiani di poter creare un secondo account all’interno del progetto, entrando nel gruppo inglese, con l’obbligo di scrivere in lingua straniera.

Questo ha generato alcune perplessità, poiché il secondo giocatore associato all’account può avere un ruolo diverso dal primo. Questo per il momento non genera problemi: il mercato internazionale è chiuso per un anno e di conseguenza i giocatori del campionato inglese non possono trasferirsi nel campionato italiano e viceversa. Tuttavia, con le stesse regole attuali, qualcuno potrebbe decidere di creare il secondo profilo, con un ruolo diverso dal primo, e di portarselo nel campionato italiano, e colmare lacune in un ruolo della squadra e acquisire maggiori bonus attività.

Su questo sicuramente gli admin staranno lavorando, ma un altro dubbio coinvolge l’utenza: riguarda appunto i bonus attività del giocatore inglese. L’attività fatta sul gruppo italiano viene considerata solo per il giocatore italiano, mentre per quello inglese serve essere partecipi su quello inglese. Ciò può portare ad utenti che, una volta creato il profilo, trascurino il giocatore inglese, occupandosi solo del proprio originale, magari disattivando il personaggio oltremanica. Verrebbe di conseguenza anche meno il proposito di un gruppo solido che possa introdurre i britannici al gioco.

Sperando che innanzitutto il Progetto parta e ingrani in Inghilterra come ha fatto in Italia, magari con qualche problema in meno, siamo sicuri che verrà sciolto ogni dubbio e sarà tutto più chiaro sul destino di questi doppi profili.

Okay, il prezzo è giusto?

Negli ultimi giorni ha tenuto banco come discussione principale il prezzo di Alessandro Terzo, centrocampista senegalese dell’Avellino messo in vendita su richiesta. La società campana avrebbe richiesto la cifra di 2 milioni, giudicata troppo esosa da parecchie squadre interessate al cartellino.

In questo articolo non si cercherà di capire chi abbia ragione e chi torto, ma nel poter affrontare una discussione del genere è giusto poter disporre di dati corretti: un’opinione, senza una solida base conoscitiva dietro, non è un’opinione e non può essere rispettata come tale. Si ricorda come seguire live e postare contenuti interessanti sia uno dei fattori principali da tenere d’occhio, quando si fa una transizione. I bonus attività, oltre a potenziare maggiormente il giocatore, portano soldi anche alle società, permettendo di alzare stipendi e di fare nuovi acquisti. Partiamo quindi con il dare le cifre delle più importanti transizioni di mercato, a livello di cash.

L’acquisto per ora più costoso a livello di cash è quella di Samuele Tomassetti, attaccante. La scarpa d’oro della Stagione 3 è passata dal Milan alla Sampdoria per 2,65 milioni. Il Milan ha sostituito il giocatore con Luca Lanza, attaccante, dal Lecce, per 1,75 milioni. Il triangolo di attaccanti potrebbe chiudersi con l’approdo di Matteo Congedo, secondo pallone d’oro, dalla Sampdoria proprio al Lecce. Le cifre sembrano essere di 1,5 milioni.

Attaccante molto simile a Congedo è Antonio Cusumano: l’ex-Bologna è passato all’Inter per la cifra di 2,1 milioni, bonus esclusi. L’Inter ha chiuso inoltre il difensore centrale Lorenzo Valentino, per la cifra di 600 mila, e il terzino Thomas Rafaniello, per 650 mila, entrambi dal club salentino. L’Inter, tuttavia, ha ceduto Cristian Marchese, ex-colonna del centrocampo, per 1,2 milioni, all’Udinese.

Una valutazione molto simile a quella di Terzo è stata quella del cartellino di Fabio Bicocchi, attaccante. Ex-Bologna ed in prestito al Torino in quest’ultima stagione, il #DSA è stato acquistato proprio per 2 milioni dal Progetto Gaming. Altre due operazioni dei biancoblu di un certo impatto sono Marika Calcagno, centrocampista, arrivata dall’Inter per 1,2 milioni, e Claudio Manfredi Franco, trequartista, arrivato dal Livorno per 1 milione, bonus escluso.

Caso a parte merita Salvatore Campagna della Lazio, pagato 1,5 milioni dal Livorno. Il centrocampista centrale percepirà come potenziamenti possibili una cifra non inferiore a quello che è stato il costo del cartellino. Sempre Campagna è protagonista di un’altra operazione, l’attaccante Damiano Mattia della Cremonese, prelevato dal Milan per 1,1 milioni.

Non si possono citare alcune operazioni della Juventus, sempre di questa sessione di mercato: Luca Bisceglie, attaccante, approdato a Torino per 1,9 milioni dalla Spal, e Luca Amadori, acquistato dal Livorno per 2 milioni. Spuntano anche Vittorio Albertini, terzino ex-Malcantone, approdato al Cesena per il prezzo di 1 milione. Ultime segnalazioni: la prima è Lorenzo Frattoni, centrocampista, per 2.6 milioni, dal Milan al Benevento: in quest’ultimo caso il raggiungimento dei bonus è talmente scontato che possiamo già considerarli nella cifra (600k alla decima presenza, indipendentemente se titolare o subentrato), la seconda è Gaetano Cerardi, attaccante, dal Livorno al Bologna, per 1,5 milioni.

Adesso è possibile giudicare non solo il prezzo di Terzo, ma di buona parte degli acquisti delle varie società di Serie A, Serie B e anche Serie C per questo calciomercato. Alla luce di queste trattative, come si può giudicare il mercato delle varie squadre? I valori sono quelli corretti? Soltanto il futuro ce lo potrà dire.

Zona Michelini: come potenziare il tuo calciatore

Con gli Europei Under 19 e 21 la Stagione 3 si é ufficialmente conclusa. Questo significa principalmente una cosa: è tempo di potenziamenti. In questo articolo troverete dei consigli utili in merito, elargiti direttamente da mister Michelini, eletto Allenatore dell’anno per due anni consecutivi; insomma, qualcosa ne capirà.

Premessa: non prendete quello che leggerete qui di seguito come dei dogmi inconfutabili, fate le vostre scelte in base a ciò che credete sia meglio e ricordatevi sempre che l’ultima parola su come potenziarsi spetta al calciatore.

Il primo aspetto sul quale focalizzare la propria attenzione sono le caratteristiche fondamentali di tutti i tre grandi reparti in cui si dividono: tecniche, fisiche e mentali. Tenete bene a mente che giocatori con la stessa posizione in campo possono avere valori chiave ben diversi tra loro, in base al ruolo tattico col quale vengono schierati.

Un centrocampista centrale che fa quantità avrà bisogno di Contrasti e Marcatura quanto meno di buon livello; un regista, schierato comunque sulla stessa mattonella, può tranquillamente lasciare in secondo piano le caratteristiche sopraelencate e concentrarsi su Passaggi, Tecnica, Controllo Palla ecc.

È sempre cosa buona e giusta, quindi, chiedere al proprio mister in quale ruolo il vostro giocatore virtuale sarà maggiormente utilizzato e agire di conseguenza.

Una volta individuati i propri attributi fondamentali, vorrete puntare ad alzare quelli che presentano più lacune.

Fatto questo, o nel caso non abbiate gravi debolezze in questi campi (parliamo di un valore di almeno 13-14) si può pensare di investire nell’Abilità Potenziale. Per i neofiti ricordiamo brevemente in cosa consiste: la più comunemente detta PA è un valore base di 150 che può essere aumentato a scatti di 5 fino a raggiungere 200; molto semplicemente, più alto è questo valore, più il calciatore avrà modo di crescere in maniera naturale durante la stagione, giocando partite e allenandosi.

Perché, una volta sistemati gli aspetti più importanti, il suggerimento è di comprare Potenziale il prima possibile? Per un motivo puramente logico: prima investite in questo parametro, maggiore sarà il tempo in-game che il vostro alter-ego trascorrerà con più ampie possibilità di miglioramento.

Tenete però presenti due valori: il primo è l’età; a parità di contesto, un calciatore di 16 anni crescerà più velocemente di uno di 30. Il secondo è la Determinazione: piú sarà alta più il giocatore farà bene in allenamento, crescendo di conseguenza.

Da considerare in tal senso vi è un terzo ed ultimo aspetto, che non riguarda direttamente un attributo del giocatore; stiamo parlando delle Strutture della società. Strutture all’avanguardia offrono ai calciatori che ne usufruiscono migliori possibilità di sviluppo.

Ora, avete sistemato le debolezze più rilevanti e investito sulla vostra crescita nel tempo? Bene, il percorso è quello giusto. A questo punto potreste pensare di focalizzarvi su quegli attributi che non sono richiesti in maniera urgente dal vostro ruolo ma che comunque completerebbero sempre di più il vostro calciatore. Per esempio, un centrale di difesa non necessita di una gran Tecnica, ma ça va sans dire che un difensore con un valore molto basso (3-5) può comunque svolgere bene i suoi compiti di copertura e marcatura, ma rischia spiacevoli inconvenienti palla al piede, come regalarla all’attaccante vicino o perderla in un disimpegno infelice.
Ecco che una volta che sarete forti nei vostri compiti principali potrete affinare il resto del comparto tecnico/mentale/fisico. Anche e soprattutto in questo caso, però, è necessario una supervisione molto accurata da parte di qualcuno che conosca bene il gioco e sappia capire, anche in base allo stile di gioco attuato dalla propria squadra, dove sia meglio intervenire.

Un ulteriore consiglio può essere vendere i ruoli che il vostro giocatore può ricoprire ma che voi e il vostro allenatore sapete che non sfrutterà mai. Ogni ruolo naturale di cui vi private vi restituisce 24K, ma ricomprarlo vi costa 100K ciascuno se la posizione interessata è vicina ad una già appresa, mentre addirittura 200K in caso contrario; quindi pensateci due volte prima di fare questa scelta. Un esempio lampante che si è visto in diverse schede recenti sono i terzini che hanno anche il ruolo di difensore centrale. Potrebbero essere schierati anche in mezzo alla difesa, specialmente in casi di estrema necessità, ma poi andando ad analizzare gli attributi troviamo valori piuttosto scarsi in Colpo di testa, Forza, Equilibrio, Massima Elevazione e così via. Se ne evince che un giocatore che pecca in questi campi non potrà giocare come centrale con grandi risultati, o comunque non migliori di quelli che otterrebbe come terzino, ed è per questo che dovrebbe concentrarsi su questa posizione vendendo le altre.

Abbiate anche un occhio di riguardo per il piede debole. Se vi avanza qualche spicciolo e giocate in un ruolo che preveda il sapersi destreggiare con la sfera usando entrambi i piedi, potete considerare questo investimento; partendo dal valore più basso di 1, il costo è di 100K per alzarlo di 10 punti e di ulteriori 100K per portarlo ad un massimo di 20/20.

Ricapitoliamo, quindi, quello che potrebbe essere un bel percorso di potenziamento negli anni:
Colmare le lacune fondamentali -> investire in abilità potenziale -> affinare il resto degli attributi

Il consiglio finale che torniamo a ripetere è di confrontarsi in tutto e per tutto con l’allenatore, perchè il calciatore è il vostro, ma a FM col vostro calciatore ci gioca lui.
La decisione finale, tanto, spetta a voi.
Buon potenziamento a tutti.