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Saranno Famosi: Giuliano Magliulo

Attaccante del Pescara, 18 anni.

Giuliano Magliulo è un centravanti giovanissimo, capace di combinare qualità tecniche e mentali alla perfezione. Ci troviamo davanti ad uno dei giocatori forse più equilibrati della Serie C/C di Progetto Gaming, con nessun valore eccessivamente alto o basso. Questa uniformità è senza ombra di dubbio imputabile ad una caratteristica che fa gola a moltissimi allenatori, ossia l’ambidestria. Giuliano – infatti – è in grado di utilizzare alla perfezione tanto il piede destro quanto il sinistro, rendendolo di fatto imprevedibile. I difensori avversari fanno fatica a leggere in anticipo le sue giocate, ed è per questo motivo che il suo score stagionale è incredibile.
Nelle sole 8 presenze disputate con la maglia del Pescara, sono ben 10 i gol realizzati, guadagnandosi per ben tre volte il titolo di Migliore in Campo ed una mediavoto pari a 7,66. In Coppa Italia i risultati sono ugualmente sorprendenti, con tre reti segnate nei due match disputati (mediavoto di 8,25).

Magliulo è così un vero e proprio bomber, nonostante le sue qualità tecniche evidenzino per lui una predisposizione maggiore per il ruolo di seconda punta, piuttosto che come centravanti. Per essere un centravanti puro gli mancano soprattutto due attributi chiave: il dribbling (soltanto 6) ed i tiri da lontano (solo 4). A discapito di questi due valori, Giuliano mostra un gran feeling con il gol, grazie soprattutto all’attributo finalizzazione (14) ed alla sua grandissima ed invidiabile freddezza sotto-porta (addirittura 16).

Nonostante abbia soltanto 18 anni, le qualità mentali della punta pescarese sono incredibili, mostrando così un margine sorprendente di miglioramento. Dal momento che a fine stagione arriveranno i famosi soldi da destinare ai potenziamenti, noi di Offside ci siamo divertiti ad immaginare quali potrebbero essere gli attributi che Giuliano potrebbe poter scegliere. Oltre alla PA, che innalzare a 18 anni è sacrosanta, bersaglio dei miglioramenti potrebbero essere essenzialmente tre valori: tiri da lontano, dribbling e determinazione. Un incremento alla determinazione, infatti, potrebbe garantire a Magliulo l’innalzamento gratuito di qualche abilità aggiuntiva, visto che il valore di adesso (7) non è proprio il massimo.

All’Adriatico di Pescara non vediamo l’ora di poter assistere all’ennesimo match disputato da Magliulo. Sta incantando tifosi e dirigenza con le sue giocate e, soprattutto, i suoi moltissimi gol. L’intera squadra conta su di lui, soprattutto adesso che il finale di stagione si sta avvicinando ed i traguardi di squadra si fanno sempre più vicini. Forza, Giuliano!

Scritto da Alessandro Caluri | Revisionato da Gad Hakimian

Giuliano Magliulo. Attaccante del Pescara, 18 anni.

Il Cuore della Casertana

La Casertana è una squadra di serie C girone C. Una squadra con un grande potenziale di gioco.

Gestita dai presidenti Pier Gaetano Fulco, Carlo Maiorano e Antonio Vitolo (anche mister della squadra) e dal Direttore sportivo Simone Morrica.

La squadra è composta dall’estremo difensore Luca Invernizzi (12 presenze,15 gol subiti), difeso dai Difensori Carlo Maiorano, Luca Sarzi Braga, Salvatore Favenza e Simone Moricca. Seguono a ruota i terzini Daniele Verteramo e Franco Sisto, assistman con 13 assist. A centrocampo abbiamo Marco Conti, Roberto Davide Saba, Richard Jacinto; i Trequartisti sono Andrea Bazzani (anche Centrocampista centrale), Michele Mannarella e Nicola Di Vietri (anche punta). Infine abbiamo gli Attaccanti Fausto Carotenuto e il bomber Rostik Kotu, 24 gol per lui.

Il mister utilizza diversi schemi, il 4-3-3 con ali larghe, 4-3-1-2 con i trequartisti centrali e 2 punte e, alcune volte, il 4-1-2-3. L’andamento del campionato è stato altalenante, dopo un partenza con tante vittorie si sono arrestati con una serie di sconfitte. Nonostante qualche intoppo sono riusciti a racimolare 73 punti in campionato ed il 5th posto con la zona playoff.

Abbiamo intervistato alcuni membri della dirigenza.

“Quali obbiettivi avete per questa squadra?”

Il Ds Moricca ha risposto: ” L’obiettivo di quest’anno è la promozione e dobbiamo crederci finché siamo in corsa, che poi arrivi direttamente è praticamente impossibile e quindi ci tocca ragionare in ottica play-off, sperando di entrare in questa lotteria il più tardi possibile. In tutta onestà, però, non mi dispiacerebbe nemmeno arrivarci tramite ripescaggio… L’importante è farcela”

“Commenti sulla tua squadra?”

Il Mister Vitolo ha risposto: “La squadra e molto unita e attiva, si spera che se non quest’anno ma almeno il prossimo si riesca a salire in B in modo da dimostrare davvero il Gruppo che siamo . lo so che ci vorrebbe uno sforzo davvero enorme ma la Serie C bisognerebbe farla allenare, anche se non in Live. Molte volte i risultati si falsano, vedi contro la Juve Stabbia ho impostato una formazione per via di alcuni infortuni e dopo aver consegnato la squadra non ho visto che aveva messo dei giocatori non ancora ben £rodati” in campo che hanno compromesso il risultato, anche perchè le statistiche parlavano chiaro. Spero che con l’avvento del Crema, e si spera di altre società, si riesca a dare alla Serie C la visibilità che merita.”

La Dirigenza è soddisfatta dalla propria squadra e sentendo le parole del presidente Pier Gaetano Fulco ” Spero che il gruppo resti unito nonostante avessimo delle aspettative più grandi rispetto agli obiettivi attuali percorribili. Che non smettano di divertirsi mai e che rimangano sempre entusiasti” possiamo affermare che questa squadra ha cuore.

Scritto da Daniele Pusceddu

Revisionato da Antonio Del Prete

EUROITALIA

Sono passati giorni dall’ultima ricca live; una diretta ricca di risultati strani, particolari, sconvolgenti e che potrebbero dare una svolta o una conferma alla stagione di alcune squadre ma non siamo qui per parlare di tutte le squadre del nostro meraviglioso progetto ma di quattro in particolare ovvero le squadre che partecipano alla Champions League;Lazio,Progetto Gaming,Sampdoria e la squadra campione d’Italia in carica la Juventus. Juventus che ospitava il Celtic ed era chiamata a vincere e convincere per scacciare via i fantasmi dell’esordio con sconfitta contro la corazzata Liverpool (5-0 fu il risultato finale) ma la Juventus non va oltre il pareggio in rimonta allo Stadium, si chiude 2-2 con la doppietta di Simone Lucatelli. La vecchia signora si trova a un punto in due giornate di Champions. Sampdoria altro “pesce fuor d’acqua” in europa delle italiane è la seconda squadra di Genova che nulla può contro l’Atletico Madrid anche se le statistiche non sembrano pendere nettamente dalla parte dei colchoneròs.Blucerchiati che alla seconda giornata di Champions si trovano a 0 punti con due sconfitte entrambe per 2 reti a zero contro comunque avversari di grande livello in un girone di ferro ma c’è ancora speranza per la seconda squadra di Genova che dovrà mettersi a testa bassa per rincorrere una qualificazione che se il giorno dei sorteggi era pressoché impossibile a oggi sarebbe una vera e propria impresa eroica. Passiamo al Progetto Gaming che dopo l’impresa eroica di Monaco di Baviera,dove gli uomini di Pironti si sono imposti per 2-1,erano attesi alla sfida più abbordabile tra le mura amiche col Salisburgo,avversario da non sottovalutare avendo un ottimo parco di giovani talenti.I ragazzi di Pironti hanno condotto una partita praticamente perfetta 0 sforzi e vittoria portata comunque a casa,ora punteggio pieno i piggini possono affrontare le prossime partite con più serenità ma sempre con alta concentrazione per centrare la qualificazione agli ottavi di finale. Lazio squadra che non può avere un preciso obbiettivo in Champions League dato che si è qualificata alla competizione dopo un annata incredibile per una neopromossa però tentar non nuoce quindi gli uomini di Michelini dopo un mercato pazzesco si sono presentati in Champions con qualche certezza:Un attacco molto molto forte e una fase difensiva che difficilmente fallisce il suo compito.I ragazzi di Michelini dopo il 2-0 rifilato allo stadio Olimpico alla prima giornata si presentano a Lione con una squadra molto spremuta dalle partite di campionato e con qualche infortunio passato o appena arrivato ma i ragazzi in maglia biancoceleste acciuffano la vittoria all’ultimo respiro con goal di un appena entrato Campagna(acquisto fatto proprio per affrontare al meglio la competizione europea). Facendo un rapido resoconto delle prime due giornate di Champions da tifosi delle nostre italiane quale spero siate tutti voi lettori, non possiamo dirci ne soddisfatti né insoddisfatti perché Lazio e Progetto Gaming ci stanno portando dei risultati che ci fanno sorridere moltissimo mentre dall’altra abbiamo Sampdoria e Juventus, la prima che ha dovuto cedere a degli avversari ancora molto difficili per le nostre squadre di “seconda fascia” mentre la Juventus avrebbe dovuto almeno portare a casa i tre punti dalla sfida contro il Celtic, ma non ci abbattiamo e continuiamo ad avere fiducia nella forza dei nostri quattro “ChampionsClub”.

Progetto FM, le sensazioni di un nuovo utente

“Mamma mia, che hanno creato”. Credetemi, in napoletano ha più senso e più efficacia, ma anche in italiano ha la sua parte. Questa è stata la mia prima esclamazione appena sono entrato nel gruppo Diventa un calciatore su Football Manager. Avevo l’opportunità di fare qualcosa di “vero” nel mio gioco preferito, nel gioco con il quale ho passato (e passo ancora) tante ore al giorno, un gioco che mi è entrato dentro e mi accompagna da almeno 15-16 anni, da quando l’ho conosciuto grazie a mio fratello maggiore all’età di 12-13 anni e non mi sono staccato più.

In tutti questi anni ho provato parecchie squadre, giocato innumerevoli stagioni, ma è ben diverso giocarci da solo come allenatore, prendendo i giocatori che ti piacciono, spesso sempre quegli stessi nomi, rispetto ad essere un vero protagonista, ad essere davvero parte del gioco. Con Progetto FM si può e non pensavo che esistesse una cosa simile. Una community, un gruppo dove ci sono oltre duemila persone che non solo condividono la mia passione, ma riescono a ricrearci, a farci diventare protagonisti e immergerci al 100% nel gioco di ruolo sul calcio più grande del mondo.

Per uno nuovo, che come me si trova da pochi giorni in questo gruppo, sembra tutto difficile da comprendere, ma piano piano, anche grazie all’aiuto degli altri, posso ben capire cosa si vive in questa, chiamiamola così, situazione. La possibilità di acquisire una società con soldi veri per gestirla come presidente, l’opportunità di crescere come utente e da semplice giocatore passare anche a direttore sportivo, giornalisti che hanno creato testate che trattano il gioco e quindi, oltre a FM, scrivere, altra mia passione da anni che è diventata anche il mio secondo mestiere nella vita reale.

Non ci credevo quando, quasi per caso, in uno dei tanti gruppi di appassionati del genere ho letto “Ragazzi, volete diventare protagonisti in Football Manager?”. Ho colto subito la palla al balzo, cosa che non feci un anno fa quando ero ancora più impegnato con il lavoro. Sarà un’esperienza, sarà un occasione, ma non voglio perderla. Piano piano so che capirò tutto, entrerò sempre meglio nei meccanismi e mi appassionerò ancora di più.

Avrò una vita parallela, si può dire. E se in questi anni mi sono sentito dire “Ma che ci giochi a fare?”, “Ma come ti appassiona un gioco così?”, ora potrebbero davvero prendermi per pazzo e dire “Ma tu davvero credi di essere un calciatore?”. I pazzi sono loro, non possono capire le emozioni che si prova a giocare a FM, ma soprattutto non possono capire cosa significhi, per chi ama questo sport e da piccolo sognava di diventare un calciatore, diventarlo davvero all’interno di una splendida community.

E quindi, se stai leggendo e ancora non fai parte di Diventa un calciatore su Football Manager, entra nel gruppo Facebook e provaci anche tu, non te ne pentirai!

Emanuele, nuovo centrocampista offensivo dell’Ancona.

L’Angolo dell’Amarcord

n. 3

Caro Lettore,

ci ritroviamo ancora una volta per rinverdire i nostri ricordi dei primi ed esaltanti momenti di vita del nostro amato progetto.

E disavventure!!! Si perché oggi scopriremo come già dagli albori avevamo capito che anche qui, in questo fantastico gioco di ruolo massivo sul calcio, il sogno del bambinone che c’è dentro di noi può trasformarsi in un vero e proprio incubo!

Oggi, caro lettore, ripercorreremo passo dopo passo, immagine per immagine, la favola triste dell’esordio in Serie A di Hubert Gamba.

Tutto iniziò il 10 Luglio 2017 quando, come tutti noi, il “piccolo” Hubert compiva il suo primo passo pubblicando la propria scheda di presentazione:

Hubert, come avete capito tanto piccolo non era, infatti si presentava come un gigante buono che avrebbe dovuto spadroneggiare fisicamente nella propria area di rigore, un portierone con una prestanza fisica tale da ricordare il mitico Teo Sellers!

Hubert viene presto ingaggiato dal Genoa, dove sbarca orgogliosamente il 24 Luglio, e senza mezzi termini si lancia subito in dichiarazioni altisonanti:

Alla prima partita, però Hubert deve già fare i conti con la concorrenza. Lui però non si lascia scoraggiare, da ragazzo sveglio qual è sa che per raggiungere i propri obiettivi l’unico mezzo è il lavoro duro:

Hubert non demorde e continua a sognare un futuro ricco di gloria e successi. Ma arriva la seconda giornata, e poi la terza, e lui è ancora malinconicamente relegato nei recessi della panchina! A una settimana dal suo arrivo, il destino gli è ancora avverso, il campo gli è ancora precluso, tanto che iniziano già a suonare forte le sirene del mercato:

Ma lui tiene duro, ci vuol credere, il suo sogno non può finire così! E allora, dopo tanta attesa arriva il momento dell’agognato debutto. E’ l’8 Agosto, e mr. Di Stefano finalmente gli concede una chance, ma non c’è niente da fare, ancora una volta il destino gli è avverso! Guardate un po’ cosa gli accade:

La prestazione seppur definita buona è macchiata da una goffa papera. Passa il tempo ma non cambiano le cose per Hubert, e anche quando il Genoa passeggia proprio su quel Bologna che lo aveva messo al centro di futili polemiche, lui è invece costretto alla tribuna dalla sfortuna:

E così dopo un lungo e penoso silenzio, il sogno di Hubert si infrange definitivamente! E’ il 21 Novembre quando infatti il Genoa dà il triste annuncio della sua cessione:


E così un triste Hubert, sconfitto da un destino crudele, è costretto a fare le valigie e ad andare a cercare gloria lontano dalla Lanterna.

Finisce così anche questa favola triste. Ma non disperare, caro lettore, a breve un’altra favola comincerà, perché… A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…

Mauro Carfì – Progetto X

Ruolo extra calciatore: vera linfa del ProgettoFM?

Tutto inizia con questo post di Andrea Conte: “Dai su, non ci credo che in mezzo a tutta questa nuova utenza non ce ne sia UNO, dico UNO, che voglia provare a gestire una squadra del progetto diventando presidente, allenatore o DS. Su su, che la parte più noiosa è proprio essere solo calciatori “

Le reazioni sono varie, alcuni utenti ridono, altri danno consensi, altri ancora si limitano solo a cliccare il like. Ma cosa ne pensano i nuovi utenti? Io stessa sono un nuovo membro, avendo iniziato da poco e molte volte mi è stato chiesto di ricoprire un ruolo come Presidente/Ds o allenatore, ma ciò che ha sempre preceduto la mia risposta classica “non ho tempo” era: la paura. La paura di non essere all’altezza, la paura di non superare l’esame orale e la paura di prendere un impegno e non portarlo a termine, deludendo una bella fetta di persone qui a Progetto FM.

Così stamattina, mentre facevo colazione, mi è venuta spontanea la domanda “cosa spinge una persona a ricoprire un ruolo così importate su Progetto FM?” Detto fatto, d’impulso e di pugno, ho messo giù la domanda, chiedendo a Presidenti, Direttori Sportivi e Allenatori (sia veterani che non) cosa li ha spinti a buttarsi a capofitto in quest’avventura.

Bene miei cari lettori, devo dire che il mio post ha suscitato l’interesse di molti ragazzi e vorrei condividere con voi le motivazioni che hanno dato uno slancio, a questi utenti, a diventare persone di un certo spessore qui dentro, e chi lo sa, leggendoli vi spronano a fare altrettanto:

Mario Torsello: “Per me FM è questo, allenare. Quando è venuta fuori l’opportunità di allenare un gruppo straordinario[…] fare l’allenatore ti avvicina di più allo scopo primario di FM. Nel nostro caso essere allenatore è una cosa molto più completa; c’è un gruppo a cui devi pensare, devi tenerlo attivo. Quindi la partecipazione di tutti diventa fondamentale “

Stefano Stranges: “Io ho scelto di diventare ds perché mi piace lavorare sul mercato per scoprire nuovi talenti da lanciare e per rinforzare al meglio la squadra per cui lavoro. All’inizio lo avevo pensato in maniera egoistica pensando di lavorare da solo, ma poi ho cambiato punto di vista e ho iniziato a pensare che il lavoro di gruppo da risultati spesso migliori e ho iniziato a collaborare da subito con l’allenatore per assecondarlo su tutto in modo da dargli ciò che gli serve per lavorare al meglio (e con franco sono stato ripagato perché ha fatto un ottimo lavoro portando il Livorno in a contro ogni pronostico)”

Spicchio Mariani: “La mia passione di gestire un gruppo mi ha portato a voler allenare… poi adoro FM da sempre […] io vivo nel progetto è non sto scherzando, non saprei dare un tempo specifico. […] Io dico non fate gli allenatori se poi dovete lasciare il gruppo a se stesso”

Fabrizio Lopresto: “Ti posso dire che il ds non é solo fare trattative e bilanci, é molto di più, le operazioni di mercato tutti le facciamo, chi bene o chi male, ma é il resto che ti differenzia da un normale ds ad un grande ds.
Alla tua domanda, se dovessi scegliere una cosa che mi piaceva del mio incarico, é che la maggior parte dei ds o altri membri del progetto, ha apprezzato il lavoro svolto da me nei tempi in cui ero in carica “

Alessandro Aiello: “Nel mio caso sono stato io che volevo ricoprire il ruolo da DS e così in 2 giorni ho ottenuto il patentino e adesso sono a Siena […] Mi piace il fatto che posso vivere un’esperienza che in tutti i giochi di calcio non ho mai fatto e poi visto che sono anche calciatore posso motivare i ragazzi. Fantastico, impegnativo, ambizioso”

Fabio Bicocchi: “L’idea iniziale era: esser in più gruppi possibile… e ad un certo punto ho anche pensato che stavo esagerando… ma invece rifarei tutto! Chissà quanto mi sarei annoiato a far solo il calciatore, rimanendo con le mani in mano a fine mercato… e senza quintuplicare i miei giri di amicizie su più gruppi! […] mi diverte, perciò cerco di continuare tutto senza trascurare le cose importanti della vita reale”

Fabio Monacelli: “Alla fine se uno ci mette passione, diciamo che praticamente non sento il peso di questo ruolo importante che ricopro. Ai nuovi vorrei lasciare una massima che mi insegnò il senpai alla prima lezione di sashimi acrobatico: benvenuto/a “

Daniele Fulco: “Sono diventato allenatore perché richiestomi ma pur essendo alla prima esperienza non porrò limiti alle ambizioni dei ragazzi! […] Quando mi hanno chiesto di allenare, la prima cosa che ho pensato è stata me cojoni! (Ride) No, non scherzo anche perché non avrei mai pensato di allenare in questa stagione. Sono rimasto abbastanza spiazzato anche per l’ambiente abbastanza agitato del quale diversi parlavano ma devo dire la verità stanno collaborando al massimo e amano FM e in particolare il Progetto Gaming come pochi.”

Francesco Siciliano: “Lo descriverei stimolante e appassionante; alla fine è il sogno di ogni appassionato di FM fare l’allenatore o il ds”

Antonio Di Gloria: “[…] Il motivo è semplice sono molto timido ma mi piace molto stringere nuove amicizie e sopratutto avere tanta gente con la quale parlare dei nostri hobby, cazzeggiare o esprimersi su alcune vicende è sempre bello poter far parte di più gruppi”

Lorenzo Tsl: “Salvatore Campagna è l’unica ragione”

Yuri Baldacci: ” […] La motivazione è la passione di gestire una squadra a tutto tondo, in tutti i suoi aspetti, per creare un ambiente piacevole e vincente. […] Vogliamo, fondamentalmente, divertirci tutti assieme, al di là di rivalità ed obbiettivi. Qui siamo tutti amici. “

Luca Amadori: “Ho scelto di fare il presidente perché mi piace l’idea di avere una responsabilità e, perché no, avere l’ultima parola in merito alle questioni economiche. […] Non vedo cosa ci sia da temere. Come tutti i ruoli ha i suoi pro e i suoi contro. Ha il bello di poter veramente essere il “capo” di una società, ma poi ovviamente sei il primo a rispondere in caso di illeciti o risultati deludenti.”

Angela Cm Iadi: ” Se credi fortemente in qualcosa, questo ti spinge a non essere solo un giocatore, ma anche qualcos’altro. […] Io ho deciso di fare la ds un pò per gioco, anzi quando dovevo fare l’esame da ds, ho pensato “ma tanto non lo supero” Ora sto imparando parecchie cose, cose che prima non sapevo, e che non trovi scritto sulle guide, ma deve essere qualcosa che apprendi sul campo […] Mentre per il ruolo da presidente, è un ruolo complicato, devi mantenere la tua professionalità, ma allo stesso tempo esserci per un giocatore, e ridere e scherzare con un giocatore.”

Davide Saladino: “Anni di passione per FM mi hanno spinto a prendere il patentino di allenatore. […] Da DS impari a conoscere il progetto, gli admin, i presidenti e ds di altre squadre e farti anche delle amicizie dentro questo gruppo. […] Anche se non si guadagna nulla e non serve a nulla, quel piccolo attimo di gioia che potrei dare ai miei giocatori è tutto ciò che conta.”

Ivan Benelli Torcolino: ” […] Allenatore vuol dire gestire 15 persone e ognuno ha una sua idea,opinioni differenti,anche dalla tua. Devi essere sempre sul pezzo diciamo e poi l’allenatore paga sempre i non risultati”

Paolo Bianchi: “Fare il Presidente non è stata una scelta, è capitato. L’allenatore non fa per me, soffro troppo la pressione… Vero, è un gioco, ma il fatto di avere 20 persone che si aspettano tanto da te comunque si fa sentire.
Ds è molto molto bello! Il problema è che può essere fatto in mille modi diversi, magari non tutti corretti.
Presidente di lega è forse il meno divertente, ma a me piace organizzare, pianificare e mettere ordine di mio, quindi il difficile è solo far rispettare le consegne… Ad ogni modo è tutto una gran figata”

Angelo De Francesco: “Io, il ds lo vorrei fare ma prima devo capire un po i meccanismi e le varie regole per quanto riguarda l’allenatore prima mi prendo il gioco e poi provo le varie tattiche”

Maikol Fabbri: “[…] Avrei voluto ricoprire un qualsiasi ruolo gestionale all’interno di una società ma sia DS che allenatore, mi avrebbero portato via molto tempo, quindi ho trovato la giusta soluzione nel diventare presidente, ruolo che mi permette di essere all’interno delle dinamiche della squadra, di prendere decisioni, do gestire, ma allo stesso tempo non mi porta via un sacco di tempo.”

Gianluca Pattarozzi: “Perchè posso autostipendiarmi”

Alfio Giuseppe Grasso: ” Sono entrato nel ProGetto neanche da una settimana, ma fin da subito ho pensato di finire ad allenare perché è questo Football Manager e l’idea finalmente, dopo anni, di mettermi alla prova “con e contro gli umani” è troppo allettante. “

Maurizio Deidda: “[…]Fare il DS è una cosa bella ma alquanto dispendiosa anche mentalmente, se giochi seriamente, e ti impegni perchè non tutti hanno il tuo stesso modo di vedere, c’è chi vuole vincere facile, usa sotterfugi, e se ti piace la giustizia queste cose ti fanno girare. Quindi anche per questo poi ho preferito fare qualcosa di apparentemente più leggero come l’allenatore.”

Pier Gaetano Fulco: “[…] Inizialmente ho scelto di fare il DS per caso poi mi sono accorto che il ruolo è molto delicato, e al contrario di quanto pensa qualcuno, è un ruolo dove la correttezza e la schiettezza ripaga, insieme ad un pochino di pianificazione.[…]A chi vorrebbe fare il DS ma pensa di non aver tempo, dico: già che vi fate lo scrupolo di non prendervi un impegno per paura di lasciarlo a metà strada, potreste essere davvero candidati per il ruolo. Organizzarsi e pianificare le cose da fare ti permette davvero di non trovarti col fiato corto e non avere il tempo di fare tutto.Ed è un ruolo che da soddisfazioni perché, più dell’allenatore, ti fa instaurare rapporti umani con chi gioca e si diverte con te. Quindi: non abbiate paura di provare a fare i DS.”

Nicola Filippone: “[…] in ogni cosa bisogna mettere il cuore, l’anima, il sorriso e prendersi le proprie responsabilità; anche se è un game, anche se siamo dietro uno schermo, vantiamo una community di quasi 2000 persone accomunate dalla stessa passione per FM, ma soprattutto dalla voglia di stare insieme e divertirci seguendo le regole e il quieto vivere; il rispetto deve essere la base di ogni rapporto umano e non che si crea qui dentro e fuori. Per il resto divertitevi e prendere il Progetto alla leggera col sorriso e gioia”

Che carica ragazzi! Non ci resta che dormirci su e pensare seriamente a ricoprire questi ruoli allettanti. Non abbiate paura di diventare Presidenti, Direttori Sportivi o Allenatori. Se avete timore o perplessità, noi tutti siamo qui per confrontarci… e poi, come è stato detto da qualcuno “è una vera figata!”.

I Signori Del Progetto – Episodio 1 – Giuseppe Tuccio

I mille colori di Giuseppe Tuccio, dal nero verde all’amaranto, passando per l’azzurro

i signori del calcio logo tuccio

Allora Giuseppe, sei uno dei membri anziani del progetto. Fai parte del gruppo dalla stagione 1, sei indubbiamente uno dei giocatori più importanti del Sassuolo, attaccante della nazionale, presidente del Livorno e, di conseguenza, punto di riferimento anche per nuovi utenti che entrano a fare parte di questa grande famiglia. Come la vivi?

Beh, innanzitutto ti ringrazio per i complimenti, comunque, attaccante della nazionale non proprio! Diciamo che fin dall’inizio mi sono immerso nel progetto con tutto me stesso. Ho provato a portare gente nuova, ad aiutare a migliorarlo e far appassionare le persone a questo progetto. Non nego che ci siano stati alti e bassi, ma nonostante questo sono ancora qua con l’aiuto e l’appoggio dei miei compagni “Sassuolesi”. Anzi, la mia seconda famiglia!

Giochiamo un po’, e scindiamo tutti i tuoi ruoli. Partiamo dal giocatore. In questo momento sarebbe scontato parlare di potenziamenti, di bonus attività e della nuova stagione. Tutto questo però nasce e cresce a fronte del rapporto che appunto si crea tra compagni di squadra e dirigenza. Com’è quindi la vita all’interno dello spogliatoio? Quali sono secondo te i punti di forza e dove potreste migliorare?

Una domanda veramente difficile. Questa è una domanda che dovresti fare al mister Agosta. Io, da umile babbano, penso che i punti deboli siano stati migliorati. Però, la situazione non è facile perché ogni anno si migliora e, di conseguenza, si creano nuovi peggioramenti. Più si va avanti, più si creano delle sfide nuove da affrontare. I nostri punti di forza sono: il gruppo, la totale fiducia verso il mister e il divertimento. Anche se tutti ci danno e ci daranno per spacciati, noi punteremo sempre in alto, perché non abbiamo nulla da invidiare alle squadre.

Effettivamente, tra alti e bassi, la rosa del Sassuolo è rimasta più o meno sempre la stessa. Non si può però non notare come del gruppo storico (la triade Major-Vichi-Tuccio per esempio) solo tu sia riuscito a conseguire tutti gli obiettivi bonus che ti eri preposto. Questo come è stato visto all’interno dello spogliatoio e, soprattutto, come mai si è arrivata a questa situazione? Obiettivi sbagliati ad inizio anno oppure c’è stato un po’ di calo di attenzione ed impegno verso il progetto da parte dei senatori e, di conseguenza, degli altri membri della rosa?

È per questo che abbiamo un gruppo affiatato, giocatori importanti sono rimasti. Siamo come gli Avengers! Ci possiamo dividere per un certo periodo, ma quando c’è da combattere lo facciamo insieme! Purtroppo tra impegni personali e gli scandali che sono usciti fuori, hanno scemato molto l’interesse. Io credo che alla fine tutto ritornerà come prima. Barcolliamo, ma non molliamo!

E dal canto mio ovviamente non posso che augurarmi che sia così! Parliamo quindi del Tuccio nazionale. Le spedizioni azzurre di cui hai fatto parte non sono, sfortunatamente, andate molto bene. La CA, a quei tempi, era molto più bassa rispetto alle nazionali guidate da FM e questo sicuramente ha influito non poco nei parametri di giudizio dei giocatori che ne hanno fatto parte. Ora però si volta pagina e a livello di attività sei uno dei giocatori con le carte in regola per prenderne parte. Cosa ne pensi?

Non sono stato più convocato o se lo sono stato non ho giocato… Però, all’epoca le statistiche erano queste! Ovviamente non c’entra nulla, ma ho sempre desiderato farlo; spero di avere più fiducia. Ovviamente, non sono il miglior attaccante del progetto e ne ho di strada da fare, ma sono contento delle mie skills e se non dovessi andare in nazionale, amen! Io voglio portare il Sassuolo a vincere qualcosa, tutto il resto è noia!

Ti suona il telefono. Dall’altra parte della cornetta c’è il CT De Donatis: “Buon giorno Giuseppe. Sto contattando tutti i giocatori particolarmente attivi del progetto e i tuoi 300k di bonus ti annoverano all’interno dell’elenco dei preconvocabili. Ora però io da te voglio sapere alcune cose. Cosa potresti dare in più al nostro reparto di attacco, in quali schemi ti trovi meglio e perchè dovrei convocarti?”

Ecco come mi comporterei: “Buongiorno mister, da quanto tempo. Pensavo di fosse dimenticato di me. Innanzitutto, mi sono allenato tutta l’estate per migliorare la velocità e l’agilità, i miei più grandi fardelli essendo 1,92 cm. Ora sono sia veloce che forte fisicamente. Ho delle mentali che, a parte il carisma a 9, la più bassa è fantasia con 14 e poi so adattarmi a qualsiasi ruolo. La tattica non è importante: posso reggere il reparto offensivo da solo o con un altro compagno, posso segnare e fare assist e ultimo, ma non meno importante, ho appreso la tecnica del “tiro della tigre” di Mark Lenders. Scherzi a parte. So di non essere la prima scelta e non fa niente, ma se dovesse servire un giocatore che sa il fatto suo, io sono la persona giusta! In tal caso sarò più riposato per il mister Agosta. So che non sono favorito per nessun titolo, ma quest’anno vincerò la classifica capocannonieri e assist man. Sognare non costa nulla! Per citare Ligabue: “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”. Non è presunzione, ma speranza! E, inoltre, la voglia di riscattare me e il Sassuolo, visto tutto quello che dicono e non dicono.

Ottima risposta! Veniamo ora al tuo ultimo ruolo, che al momento è quello più chiacchierato di tutti. Da ormai un annetto insieme al tuo compagno Major, avete preso in mano il Livorno. Non ti nego che gli ultimi avvenimento abbiano alzato un po’ di scompiglio nella community. Ma partiamo dall’inizio: la cessione di Amadori alla Juve. In quel frangente è uscita una dichiarazione di Major che diceva di non saperne nulla e, anzi, di aver chiesto il blocco del mercato prima che venissero sottoscritti gli accordi… Qual è la tua versione delle cose?

Sinceramente preferirei evitare qualsiasi tipo di polemica e quindi non parlarne.

Capisco la tua voglia di non parlare dell’argomento, ma devo anche fare il mio lavoro di giornalista e quindi mi permetto di farti un’altra domanda. Com’è al momento il clima interno della squadra? Rumors dicono che uno dei problemi potrebbe anche essere stato l’acquisto di Altomare come allenatore. Da chi è stato scelto e perchè?

Il clima non è buono. Cerco, insieme ad Oliver di migliorarlo. Altomare non l’ho trattato io, all’epoca lasciai la ricerca di un mister all’altro presidente. Vediamo come andrà.

Auguriamoci quindi che il clima possa solo migliorare. Ora però giochiamo un po’, anche solo per stemperare il clima relativo al tuo “ultimo ruolo”. Ti illustrerò una serie di situazione in cui potresti trovarti all’interno del gioco e, per ognuna, vorrei sapere la tua reazione. Partiamo? Vai! Il Sassuolo acquista un nuovo giocatore in rosa. Di seguito il suo primo post “Ciao a tutti, sono Frank Sinatra e sono qui per spaccare il culo a tutti. Diamoci una mossa perchè la posizione in cui siamo proprio non mi piace e io voglio arrivare in europa se no chiederò la cessione. Forza Sasol!” …quale sarebbe la tua risposta?

“Alessandro Pironti (taggato ovviamente) me lo banneresti per favore”

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto X Y, dice di essere il ds della squadra pippo e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

“Ciao Ali. Digli che ti appelli alla facoltà di rispondere solo alla presenza del tuo Ds e che ogni cosa che diranno sarà usato contro loro stessi.” Poi se dovessero insistere chiamerei in causa il “Giudice Pironti” l’uomo col ban più veloce del west!

Ti arriva un PM su messenger: “ciao Giusè, sono Ali (Namane ndr). Mi ha scritto Paolo Bianchi, dice di essere il ds della squadra Fublet e che mi vogliono. Cosa devo rispondergli?” – Come reagisci?

Non è uguale?

Non lo so, dimmelo tu!

In questi casi non si guarda in faccia nessuno, ed i rapporti interpersonali non influirebbero visto che io sono stato punito per una sciocchezza detta ad un giocatore che in seguito è stato bannato. E poi non credo che una persona del tuo calibro sia così ingenua, da fare una cosa del genere. Da altre persone me lo posso aspettare, ma da te no.

Grazie, ottima risposta comunque! Siamo alla fine della stagione 4, il mondo di FM è stato sconvolto dalle esplosioni atomiche… Gli oceani erano scomparsi e… il Sassuolo versa in cattive acque. E’ necessaria una cessione importante, e il tuo nome è in cima ai desideri di mezza serie A e B. Dove accetteresti di andare e a quali condizioni?

Non riesco nemmeno ad immaginare uno scenario del genere. Non posso dirti dove potrei andare, perché non ci ho pensato mai. Anche se non ti nascondo che tempo fa mi sentivo inutile al Sassuolo e volevo andare via, ma grazie a Pironti, il buon Pizzo è stato bannato e non mi sono mosso alla fine. Ti posso dire dove non andrò mai: Juve, Lazio e Inter. Non ho nulla contro di loro, ma visto il mio amore per la Roma fuffa, non potrei mai andare in una di queste squadre. Mi sentirei troppo a disagio.

Ultimo livello di questo gioco… siamo arrivati alla fine…e tu ormai ti reggi a fatica sulle tue gambe stanche. I difensori avversari, molto più giovani di te, non ti fanno più vedere la palla. Viene perennemente anticipato ed il tuo famoso guizzo, che ha contraddistinto la tua carriera, è ormai un lontano ricordo. Il tuo giocatore ha deciso di ritirarti. Opportunità di rinascita o abbandono del progetto?

Ti cito questa bellissima frase, che mi ha sempre accompagnato nei momenti bui: “Come una fenice, risorgerò dalle mie ceneri, tutto ciò che mi colpisce, un giorno mi fortificherà”… Passerò il testimone a Giuseppe Tuccio Junior o se preferisci una versione 2.0

…e inizierò una nuova carriera al Fublet, hai dimenticato questa parte! a parte gli scherzi. Grazie per esserti prestato a questo gioco. Per concludere, quali sono gli obiettivi del Tuccio calciatore e del Tuccio presidente per questa stagione 4?

Per quanto riguarda il giocatore è vincere il più possibile sia con Sassuolo che individualmente. Per quanto riguarda il presidente creare una squadra e un gruppo affiatato, degna della prima presidenza. Comunque grazie a te per avermi intervistato ed avermi dato la possibilità di dire ciò che pensavo.

Vuoi toglierti un sassolino dalla scarpa? (solo uno però)

No, no ho già detto tutto quello che volevo dire. Vi faremo ricredere! Il Sassuolo spenderà nell’alto dei cieli!

Grazie a Giuseppe Tuccio, bomber del Sassuolo, per la sua disponibilità e arrivederci alla prossima puntata de… I Signori del Progetto!

Lazio: staffetta in attacco

Con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione 4, il calciomercato ci ha regalato delle autentiche chicche.

Trasferimenti importanti, soprattutto in casa Lazio, di cui oggi parleremo.

La Lazio, gestita ottimamente dal duo sanremese Michelini/Pattarozzi (rispettivamente allenatore e DS), ha sopreso un po’ tutti durante la stagione 3, ritagliandosi il ruolo di anti-Juventus fino ad una manciata di giornate dalla fine del campionato, vinto poi proprio dai ragazzi di D’Anteo e Gallorini.

Sfruttando l’ottima programmazione, hanno messo a segno dei colpi importanti come l’ingaggio del regista Salvatore Campagna e del portiere Ivano Di Giacobbe, chiudendo, ad oggi, con un attivo di oltre 2 milioni di euro.

Lazio, appunto, figlia di programmazione e lungimiranza.

Parliamo ad esempio dell’acquisto, con largo anticipo, di Federico Gallarato. Comprato durante la stagione 3, Gallarato è stato acquistato per 1 milione e 700 mila euro e la cessione di Matteo Montanari all’Inter.

Il che ci porta ad una domanda; come schiererà in campo tutti questi top player mister Michelini? Vediamo insieme le schede del parco attaccanti della Lazio.

Di Gloria: giocatore dalla velocità media, corporatura esile che potrebbe soffrire contro le difese rocciose, ma autentico finalizzatore. In un attacco a due, dove per compagno di reparto ha qualcuno in grado di fare a sportellate lasciandogli un minimo di spazio in cui agire, potrebbe diventare devastante. Lasciarlo da solo in mezzo all’area equivarrebbe a giocare in 10 contro 11 se dovesse essere marcato a uomo fisso.

Gallarato: fisico e tanta testa. L’attaccante torinese è un autentico tanker lì davanti. Freddezza massima anche per lui, come Di Gloria, ha un 16 in finalizzazione che potrebbe far ben sperare i tifosi laziali. L’intuito alto e la capacità di farsi trovare smarcato sopperiscono alla bassa velocità atletica. Lui non ha bisogno di muoversi, lui si fa trovare al posto giusto ben prima che gli arrivi la palla. A differenza del compagno di reparto Di Gloria, difficilmente si farà trovare in fuorigioco durante il possesso palla della Lazio. Molto determinato, non crediamo che possa essere un attaccante svogliato e che tenda ad isolarsi dal gioco.

Pattarozzi: fisico importante, con i suoi 185 centimetri per 72 chili di stazza, il giocatore sicuramente più carismatico in attacco della Lazio. Ha una progressione che i suoi compagni non hanno, sopperendo così alla vena realizzativa inferiore rispetto ai suoi colleghi. Ci aspettiamo diventi il primo creatore di gioco in attacco, grazie alla qualità tecnica e nei passaggi superiore a quella di Gallarato e Di Gloria. Molto probabilmente, se la Lazio dovesse ritrovarsi contro dei difensori in grado di arginare la fisicità di Gallarato, mister Michelini impiegherà lui per sfruttare la velocità palla a terra senza perdere troppo in centimetri, aumentando così le probabilità di creare occasioni da gol.

Non credo che li vedremo mai tutti e tre contemporaneamente in campo, anche perché la Lazio ha sette giocatori, tra centrocampo e trequarti, da dover impiegare oltre a dover giocare ogni tre giorni per i vari impegni tra campionato, Champions League e Coppa Italia. Possibile quindi un cambio di modulo che vada dal 4321 della scorsa stagione ad un 4312 che sfrutti a pieno la qualità di palleggio del centrocampo laziale e il saper giocare di Di Gloria e Pattarozzi alle spalle di Gallarato.

Entella: quando il Puzzer è al comando.

Ciao Paolo, siamo qui per parlare della tua avventura come DS dell’Entella, squadra militante in Serie B. Se dovessi descrivere con degli aggettivi la tua società, come la riassumeresti?

Buongiorno, non esiste un limite di aggettivi qualificativi che potrei attribuire all’Entella.
Vorrei però descriverla, in modo sintetico per poi approfondire in un secondo momento, in questo modo: Una dirigenza attenta e una squadra motivata costituiscono una realtà “solida” che emergerà nel prossimo futuro.
Mi ritengo soddisfatto del lavoro dei ragazzi, della loro partecipazione, e sono felice che abbiano trovato due presidenti adeguati e abili nei quali credere ciecamente

Siete riusciti a coltivare talenti che, per attività, potrebbero essere titolari anche in alcune big di A. Quali sono i parametri secondo cui scegliete i giocatori da acquistare, in ordine di importanza?

In primo luogo il nostro obiettivo è quello di creare un gruppo coeso e siamo stati davvero fortunati ad avere nelle nostre fila dei calciatori che si sono rivelati essere anche delle bravissime persone. Il talento e i bonus attività sono un riflessivo di un ambiente coeso. All’interno dello spogliatoio abbiamo degli elementi in grado di fare gruppo e di creare una sana rivalità calcistica atta al miglioramento della rosa.
I parametri per l’acquisizione di nuovi calciatori passa sempre dagli osservatori, dal vaglio della dirigenza e da una analisi di mercato.
A malincuore abbiamo dovuto cedere alcuni giocatori, non tanto per un vero bisogno, ma per un surplus del ruolo stesso.
Infatti va notato che in questa sessione di mercato, abbiamo principalmente preferito fare degli scambi. Abbiamo acquistato per rafforzare e dare duttilità tattica, in pratica.
Io credo fermamente che la rosa della scorsa stagione, così come quella di quest’anno, meriterebbe davvero di trovare una collocazione nella lega maggiore. Per me, appunto, essendo che molti dei nostri giocatori potrebbero essere titolari in serie A, dovranno guadagnarsi la promozione e prendersi il posto che spetta loro.
Su questo siamo fiduciosi.

A Settembre avete acquistato l’attaccante Di Gaetano e lo avete ceduto a Dicembre, creando una plusvalenza di 200.000€ sul cartellino. Calcolando che il passaggio a FM19 non da certezze sui moduli da utilizzare, sei d’accordo sul motivo dell’eccesso di attaccanti nel ruolo oppure lo avresti tenuto ancora in rosa per avere, appunto, una maggiore duttilità tattica?

Personalmente avrei preferito tenerlo in rosa, ma la volontà del giocatore di andarsene ha prevalso. La plusvalenza è stata una casualità dettata dal mercato e dalla situazione. Non è nostra politica acquistare giocatori per puntare a rivenderli dopo pochi mesi: ci focalizziamo su progetti a medio/lungo termine. Di Gaetano è un ragazzo in gamba, quando scende in campo gioca per la squadra come fulcro del gioco, per questo è stato difficile lasciarlo partire.
Ovviamente abbiamo rafforzato il nostro reparto di attacco con i nuovi acquisti: due ali molto offensive e un centrocampista di sostanza in grado di accompagnare e sostenere l’azione.

Parliamo invece dell’altro neo-acquisto: Claudio Però. Lo hai avuto come mister al Genoa in cui eravate anche compagni di squadra. Chiavari è la piazza giusta per un allenatore emergente come lui?

Claudio è un allenatore affidabile, non dimentichiamo che ha pure esperienza europea. Quante altre squadre cadette possono vantare, senza nulla togliere a chi le allena, di aver sulla panchina qualcuno con il suo palmares?
E poi Claudio è già qui all’Entella dalla stagione scorsa come collaboratore addetto al marketing, quindi ha già avuto modo di conoscere l’ambiente.
L’Entella è la piazza giusta per lui? Non gli chiediamo dei risultati immediati e siamo certi che con la sua dedizione otterrà consensi e ci sbalordirà con dell’ottimo calcio.

Parliamo un po’ del Progetto invece: come vedi lo sbarco verso FM19? Hai qualche timore nel cambio della piattaforma?

Nessun timore, anzi, sono entusiasta del cambio di piattaforma e non vedo l’ora di vedere come i vari team approcceranno e si adatteranno ai cambiamenti.

Meglio chi crea meme o chi crea racconti in GDR?

Entrambi. Ognuno, a livello espressivo e artistico, deve poter utilizzare la forma comunicativa che sente di padroneggiare meglio, o che vorrebbe coltivare.