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INTERVISTE IMPOSSIBILI- ALESSANDRO AIELLO

Salve a tutti e buona sera. Sono Calchi, giornalista di Project Devils, e volevo farle un paio di domande interessanti sul suo trasferimento nella città di Genova sponda blucerchiata.

Aiello: Buonasera signor Calchi!

Giornalista: Si presenti un attimo. Ci faccia capire come mai la Sampdoria ha deciso di puntare forte su di lei?

Aiello: Sono Alessandro Aiello, ho 26 anni e sono un attaccante. La Samp credo abbia puntato su di me per due motivi: perché sono attivo, infatti dovrei portare 300k di bonus; inoltre anche per i miei 25 gol su 44 partite in Serie C.

Giornalista: Cosa la ha spinta ad accettare questa destinazione?

Aiello: Ci sono diversi motivi che mi hanno fatto prendere questa decisione: sicuramente alla Samp, così come al Locri, c’è una grande dirigenza. Ha influito anche la presenza di Costantino che, oltre a essere mio amico e compagno di squadra, mi ripete sempre che noi due insieme non dobbiamo fare come la McLaren. Inoltre la squadra fuffa ha una grande tradizione per gli attaccanti e mi può garantire di giocarmi le carte per la nazionale, nonostante abbia una grande concorrenza.

Giornalista: Il club fuffa ha una grande tradizione e di attaccanti ne sono passati tanti, su tutti mi viene da pensare a Vialli e Mancini, credete di poter compiere il miracolo ed emularli vincendo la serie A?

Aiello: So che la Samp nel fuffa è squadra di grandi campioni quindi spero di fare meglio di loro 2 perché non scordiamoci che noi abbiamo anche grandi attaccanti come Samuele Tomasetti e Maria Mandaglio, a cui faccio gli auguri per il matrimonio.

Giornalista: Mi dica, vede qualche possibilità di arrivare in nazionale già al primo anno di Serie A? Cosa ne pensa del Ct Alberto De donatis?

Aiello: Come detto in precedenza spero nella convocazione della nazionale italiana anche se la concorrenza sarà spietata. Il CT è una grandissima persona oltre a essere un grande allenatore. Quindi vorrei lanciargli un messaggio: “sarò sempre a disposizione”.

Giornalista: Chi è la superfavorita al campionato? E chi le sue rivali principali? Ci dia un suo parere personale!

Aiello: Difficile fare un pronostico anche perché le mie gufate sono peggio di quelle di Ballarini. Comunque la mia favorita è la Lazio per poi non dimenticare di PG e Cremonese.

Giornalista: La ringrazio per il suo tempo e in bocca al lupo per la prossima stagione.

Aiello: Grazie a te dell’intervista.

I tre pilastri de L’Aquila

Oggi, ai microfoni di Devil Project, abbiamo i tre pilastri della società L’Aquila, che milita nella Serie C/C PG. Alessandro Panzini, colosso del centrocampo e capitano, Stefano Romano, stopper vecchio stile e Luca Terzi, freccia sulla fascia sinistra.

Giornalista: Buongiorno Signori e grazie di avermi concesso questa intervista. Siete stati tre pedine fondamentali nello scacchiere del Mister Matteo Marinoni, la scorsa stagione, che effetto fa essere importanti per una squadra, nonostante sia di Serie C?

Romano: È una cosa molto bella e motivante. Giocare per una squadra come L’Aquila ed essere titolare è veramente un’ottima occasione e un’ottima rampa di lancio per palcoscenici più importanti.
Terzi: Nel mio caso, ha dato molte soddisfazioni, ma allo stesso tempo mi ha lasciato con un po’ di amaro in bocca, perché durante la parte centrale della stagione il mister non mi usava quasi mai e penso che se lo avesse fatto, i risultati sarebbero stati molto diversi.
Panzini: Come ha detto Stefano è stato molto bello, ci ha fatto crescere su molti punti di vista e sicuramente ci dà la convinzione che l’anno prossimo potremo essere protagonisti di qualcosa di importante per la squadra.

Giornalista: Ovviamente c’è un po’ di delusione per l’epilogo della stagione, quali sono le vostre impressioni per la prossima?

Panzini: Beh la delusione c’è sicuramente anche se nessuno pensava a una stagione così alla prima in Serie C, siamo partiti bene e poi ci siamo persi. Per la prossima stagione sicuramente abbiamo più esperienza, dispiace per chi ci ha lasciato ma sono sicuro che chi prenderà il loro posto avrà la voglia di fare ancora meglio.
Terzi: Delusione fino ad un certo punto. Non siamo riusciti nell’impresa di battere una squadra come l’Udinese, nettamente superiore a noi, ma comunque nelle ultime giornate non siamo stati brillanti come prima.
Romano: Come hanno detto prima di me, delusione per com’e andata la stagione si, però a livello di singoli abbiamo dimostrato di valere molto, ed essendo un gruppo compatto si può solo migliorare.

Giornalista: Mi sembra di capire che il gruppo sia molto unito e attivo! Che aria si respira nello spogliatoio?

Terzi: Quale spogliatoio? Abbiamo venduto tutti ahahahah. Comunque, ora come ora siamo i più esperti del gruppo, e dovremo essere bravi a far integrare i nuovi arrivi.
Panzini: Un’aria pesante dovuta alle ascelle di Stefano romano ahahahah. Dai, scherzi a parte, siamo un bel gruppo, ci si diverte e si ha voglia di migliorare insieme.
Romano: Concordo con Panzo, tra le mie ascelle e i suoi fritti è un casino ahahahah.

Giornalista: Devo dire che l’entusiasmo e l’affiatamento non vi manca! Un’ultima domanda, avete un messaggio per chi vi affronterà in futuro?

Terzi: Penso di parlare a nome di tutti, quando dico che venderemo cara la pelle in ogni singola partita!
Panzini: Beh, un messaggio vero e proprio no, ma sicuramente che quest’anno non avremo paura di nessuno e daremo il massimo per raggiungere il nostro obiettivo.
Romano: Tralasciando quello che dicono loro, che condivido al 100%, dico agli avversari di stare allerta, che 8 gol a partita non li prendo più, e le caviglie partiranno piuttosto ahahahah.

Giornalista: Grazie del vostro tempo e buona fortuna per l’imminente stagione!

Articolo di Alfredo Aloi

Le interviste impossibili – Leonardo Driussi

Quest’oggi intervisteremo Leonardo Driussi, terzino sinistro di casa Frosinone, di rientro nel progetto dopo un ban ad inizio stagione.

Buongiorno signor Driussi, bentornato all’interno del progetto. Quant’era la voglia di tornare attivo? Quali sensazioni ha provato in questi mesi di allontanamento forzato? Ha mai pensato di mollare definitivamente il progetto? 

Buongiorno a lei signor Ivaldi, grazie mille per il bentornato e per avermi concesso quest’intervista. La voglia di tornare attivo era tanta, ogni volta chiedevo ai miei compagni di squadra quanto mancasse al mio rientro e nell’ultima live ho fatto una sorta di countdown. Per quanto riguarda le sensazioni, innanzitutto grande delusione, ma anche tanta voglia di ripartire (con annessa determinazione). Eh sì, all’inizio ho pensato di lasciare definitivamente il progetto, anzi, ci ho pensato un bel po’ di volte, ma per fortuna ho avuto il supporto dei miei compagni al Frosinone ed anche degli ex “colleghi” della Casertana.

Non ci occuperemo delle ragioni del ban, che preferiamo rimangano private. Possiamo però dire che è stato causato dalla sua attività di mister sulla panchina del Livorno, squadra che poi non ha più potuto allenare. Vorrebbe tornare a sedersi su quella panchina, per poter riprendere il percorso interrotto, o preferirebbe buttarsi in una nuova avventura alla guida di qualche squadra differente?

Durante questa prima stagione di rientro, la S5, dovrò scontare una squalifica che durerà fino alla S6 nei ruoli di staff (allenatore e DS). La S7 è ancora molto lontana, ma sicuramente mi piacerebbe tornare ad allenare. Per quanto riguarda il Livorno, c’è prima di tutto da capire se riusciranno a tornare in Serie B (credo di meritarmi questa competizione, il poco che ho fatto non è stato male). Penso comunque che non tornerò a Livorno, temo di non essere molto accettato, ed inoltre ho notato un po’ di confusione all’interno della società. Lungi da me far polemiche, anzi, auguro a loro il meglio per il futuro, ma in caso di una nuova offerta, declinerò gentilmente (tra l’altro non credo molto nelle minestre riscaldate).

La sua squalifica ha condizionato anche la sua attività da calciatore: non potendo più essere schierato, se non da depotenziato, ha fatto mancare il suo prezioso contributo al Frosinone, la sua squadra. Ciò può aver influito sulla mancata promozione di quest’ultima, che ha perso in finale playoff contro il Benevento? Con lei in campo il mister Antonucci avrebbe sicuramente avuto una freccia in più al suo arco. Lei pensa che per l’anno prossimo la squadra sia matura per centrare la promozione diretta?

Sì, l’ho pensato molte volte, con me disponibile avremmo centrato la promozione in A, ne sono quasi sicuro. Credo di essere un ottimo giocatore ed avrei potuto fare la differenza. Inoltre, senza il mio ban, il mister Antonucci avrebbe potuto far riposare i suoi terzini titolari, senza che questi fossero costretti ogni volta a finire la partita attaccati alla bombola dell’ossigeno; di questo me ne dispiaccio. Inoltre credo che la squadra la prossima stagione debba assolutamente centrare la promozione diretta (magari con la vittoria del campionato). In caso contrario ci dovremmo fare due domande, anche perché la squadra è già ottima e con qualche innesto di livello, potremmo essere la favorita numero 1.

Quanto è stato importante per lei sapere che, una volta finita la squalifica, ci sarebbe stato di nuovo un posto assicurato in squadra? I suoi compagni l’hanno aiutata a superare questo momento difficile?

Mi ha fatto sicuramente piacere, sono molto felice di ciò. Inoltre, la squadra mi è stata sempre vicino, a partire dal presidente Cioè, passando dal DS Castagnoli, senza dimenticarci di mister Antonucci o dei miei compagni di squadra: lei, Guzzi, Generale, Sanna, Iacona e Fedeli. Ho citato solo i principali, ma dovrei citare tutta la squadra, grazie mille veramente a tutti, senza di voi probabilmente non sarei più nel progetto. In più, vi prometto che l’anno prossimo saliremo, tutti insieme, lottando come leoni. Vorrei inoltre ringraziare anche i miei ex compagni della Casertana, principalmente i presidenti: i fratelli Fulco, Maiorano e Vitolo, con una nota di merito anche a Marco Conti, il DS Moricca, Roberto Saba, Mannarella, Favenza e Bazzani. Anche qui, in generale, ringrazio tutta la squadra.

Gira voce, tra noi addetti ai lavori, di un suo interessamento ad acquistare una società di serie C per la prossima stagione; quanto c’è di vero in questa notizia? Che squadra avrebbe intenzione di comprare? Ha intenzione di appoggiarsi a dei soci per l’acquisto?

Confermo questa voce, ho l’intenzione di acquistare una società di Serie C. Preferisco non svelare la squadra, anche perché ci sono stati dei problemi, troppo lunghi da spiegare. E sì, comprerò la società con un altro socio, Alessandro Calchi. Inoltre, abbiamo già un Marketing Manager, un allenatore ed un vice-allenatore. Manca solo il DS. Magari lei sa qualcosa in più sulla questione allenatore (ammicca sorridendo, ndr).

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Giorgio Alfonso Sciubba

Ai microfoni di Devil Project, per la rubrica Le Interviste Impossibili, abbiamo il piacere di intervistare Giorgio Alfonso Sciubba, difensore centrale dell’Udinese. 

Buongiorno signor Sciubba, cominciamo l’intervista parlando delle recenti novità in casa Udinese. In una precedente intervista abbiamo parlato col suo nuovo presidente, Riccardo Rex, riguardo il presente e il futuro della sua squadra. Che impressione le ha fatto il nuovo presidente? Come si è presentato alla squadra?

Rex ha le idee chiare fin da subito, vuole principalmente un gruppo che si diverta . Spero che con lui l’Udinese torni nelle posizioni che merita, fa male vederla così. 

Purtroppo l’Udinese non è riuscita a vincere i playoff, venendo battuta al 2º turno dalla Casertana; immagino la grande delusione sia tra voi giocatori che tra la dirigenza. Cosa non ha funzionato in quella partita secondo lei?

Abbiamo avuto problemi sia all’andata che al ritorno, sicuramente il cambio allenatore ha influito (e anche qualche infortunio). Non ci porta fortuna cambiare allenatore prima dei playoff o dei playout, mi riferisco alla S3. 

Per la stagione che comincerà ormai a breve, quali sono gli obiettivi della squadra? Crede che potrà puntare alla promozione diretta vincendo il girone o dovrà di nuovo passare per i playoff come quest’anno? Il suo presidente aveva dichiarato ai nostri microfoni di voler puntare a vincere una coppa al primo anno di presidenza, lei pensa possa essere fattibile?

L’Udinese punta sempre alla promozione diretta, è una società ambiziosa, e l’allenatore mi ha fatto una buona impressione. Vincere una coppa è difficile soprattutto alla prima stagione, pero la coppa di C si può portare a casa…

Per quanto riguarda invece l’aspetto più personale, cosa si aspetta dalla prossima stagione, che traguardi intende raggiungere?

Voglio fare più di un gol (ride,ndr), comunque punto ad essere più attivo e di entrare nelle posizioni più alte della classifica live, e far parte della squadra dell’anno.

Parliamo adesso di calciomercato: diverse squadre sono interessate a lei per puntellare le loro difese. Intende quantomeno ascoltare le offerte che le perverranno oppure rimarrà fino al termine del suo contratto ad Udine?

A malincuore, non sarò ad Udine il prossimo anno, sto sentendo tutte le offerte che mi sono arrivate, hanno tutti progetti interessanti, sono molto indeciso, non so cosa fare. Rex mi ha fatto un’ottima offerta per andare all’Ancona, ma anche le altre quattro squadre hanno fatto buone proposte.

Se le venisse offerto un posto in una squadra di serie A e lei accettasse, vorrebbe ricevere una convocazione in nazionale? Si sentirebbe già pronto per un passo così importante?

Quando sarà si vedrà, andare in nazionale alla prima stagione di A è una grande soddisfazione, indossare la maglia della nazionale è un motivo d’orgoglio.

Oltre ad essere un giocatore dell’Udinese, lei ha anche una carriera da DS, attualmente all’Akragas, ed è inoltre presidente della Sambenedettese. Quali sono i progetti futuri per queste due società?

All’Akragas il presidente Di Gaetano è molto ambizioso, vogliamo allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi. Alla Samb veniamo da una stagione buona, ora bisogna pensare in grande, voglio prendere una punta forte, un terzino (e centrocampista) sinistro e un portiere di buon livello. 

Vorrebbe un giorno cimentarsi anche nella professione di allenatore o si sente soddisfatto dei ruoli che sta già ricoprendo? Se prendesse il patentino, c’è una squadra in particolare che vorrebbe allenare?

Non ne sono sicuro, troppe responsabilità, e dovrei trovare il tempo per provare le tattiche; forse in un futuro, ma non così prossimo. Sicuramente inizierei da una squadra di C, ma per ora mi piace molto fare il DS, anche se snervante.

Articolo di Emilio Ivaldi


Le interviste impossibili – Oliver Mayor

Continuiamo la nostra serie di interviste con Oliver Mayor, veterano di Progetto FM presente fin dalla prima stagione. Laterale sinistro a tutta fascia in campo e presidente di diverse squadre, passerà in S5 dal Sassuolo, sua storica squadra, al Novara. 

Salve, a breve scatterà l’inizio del calciomercato, in cui verrà ufficializzato il suo trasferimento al Novara. Lascerà il Sassuolo, la squadra con cui ha iniziato la sua avventura nel progetto e di cui è diventato poi anche il presidente. Cosa l’ha portata a questa scelta che la vedrà addirittura scendere di categoria?

Un salve anche a lei e a tutti i nostri lettori. Confermo che dopo quattro anni ho dovuto prendere una decisione difficile, la più difficile finora: lasciare la mia casa, Sassuolo. Ormai era tempo di un cambiamento sia per me che per la mia carriera.

Oltre ad essere un veterano, lei ha anche il primato di essere stato il primo ad aver acquistato una squadra, il Major Livorno. Come si riesce a guidare per così tanto tempo una squadra?

Acquistai il Livorno in S2, quando venne appena promosso in Serie B dalla C. Successivamente venne promosso in A, per poi retrocedere all’ultima giornata in B e quest’anno addirittura in C, purtroppo dopo una serie di avvicendamenti in panchina. Il trucco per mantenere per tutto questo tempo una squadra è fornirsi di tanta pazienza e voglia di fare e mettersi in gioco, affidandosi alle persone giuste. Un grazie va a chi mi ha accompagnato in questi anni che, se pur, io abbia commesso degli errori non essendo molto presente, ha sempre sostenuto e dato di tutto per la mia, nostra, squadra!

Nelle stagioni successive ha acquistato anche il già citato Sassuolo e pure il Lecce. Purtroppo quest’ultima e il Livorno sono entrambe scese di categoria quest’anno, rispettivamente in serie B e C. Cosa non ha funzionato durante l’annata? Intende “lasciare” o “raddoppiare” il suo impegno alla guida di questi due club?

Si, il Lecce e il Sassuolo sono state acquistate quest’anno da una cordata composta da me dal mio amico e socio Denis Coghi (nel Sassuolo è presente anche Alì Namane). Nel Lecce la situazione era critica in quanto senza presidente e con una squadra di quasi tutti inattivi. Ma noi già abbiamo piazzato qualche colpo che darà una svolta ai Giallorossi. Per il Sasol la storia è ben diversa: è una squadra di quasi tutti attivi che aveva bisogno di qualche piccolo cambio a livello di gruppo. Io personalmente me ne sono andato anche perché non voglio giocare categoricamente nelle squadre delle quali sono presidente per un fattore anche di imparzialità. Un giorno forse ci tornerò da giocatore ma per ora avevo bisogno di nuova linfa…

Torniamo ora a parlare della sua carriera da giocatore: terzino sinistro con la possibilità di essere schierato a centrocampo, lei ha anche una certa dimestichezza davanti alla porta (3 gol) ed è stato tra gli assistman del Sassuolo, ben 6 assist in stagione. Vorrebbe in futuro spostare ancora più avanti la sua posizione sulla fascia?

Mi è stato già detto dal neo mister che sarò centrocampista sinistro, sperando di poter dare un’ulteriore mano offensiva alla squadra coi miei assist e magari chissà…i miei gol. Facendo così incrementare la mia valutazione!

Lei che è nel progetto da molto tempo ha sicuramente visto la sua evoluzione negli anni. Cosa è cambiato di più rispetto alle prime stagioni? Ha nostalgia di qualcosa in particolare? Qual è la sua opinione sui diversi scandali accaduti negli anni?

Sono presente dai primi giorni nel Progetto grazie a Tuccio, mio compagno al Sasol e uno dei miei migliori amici nella real life. Ne abbiamo vissute tante e tanta gente che c’era prima ora non è più nel progetto, o per ban o per abbandono o meno attiva…una cosa che rimetterei è la procura dei giocatori, molto intrigante come lavoro virtuale. Sono stato purtroppo assente per qualche mese a metà dell’anno scorso, per problemi personali, ma sto recuperando il gap per poter ritornare al top come quando risultavo ad inizio Progetto, quando proponevo nuovi ruoli, regole e idee che oggi sono la norma. Non mi manca molto quel periodo, oggi tutto è più controllato, ma mi mancano alcuni personaggi coi quali iniziai questo percorso.

Grazie per il tempo dedicatomi e da oggi forza Novara!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Le interviste impossibili – Alessandro Gallo

Ai nostri microfoni Alessandro Gallo, giovane centrocampista destro del Cagliari. Affianca a questa posizione anche ruoli da DS, da allenatore e da MM, ma lasciamo che sia lui a parlarcene durante l’intervista. 

Buongiorno signor Gallo, cominciamo subito parlando della sua attività da calciatore. Entrato nel progetto nella S4 si è accasato al Cagliari; una buona stagione per lei, condita da 11 reti. Si aspettava una partenza di carriera così importante da parte sua, o è riuscito a stupire anche se stesso?

Sono contento di questa stagione di esordio, sicuramente la mia giovane età in game ha aiutato a farmi migliorare velocemente ma sono sicuro che potrò fare ancora di più. Ho avuto qualche difficoltà i primi mesi, a causa di impegni scolastici (avevo una paura assurda della maturità e a ripensarci ora mi viene da ridere ahah), ma da quando ho recuperato tutte le materie che avevo sotto nel trimestre sono riuscito ad essere molto più attivo, sono da ormai diversi mesi fisso in Top10 della classifica live e per questo devo ringraziare soprattutto la mia squadra: tutti i miei compagni, mister Frunzio, il DS Benedetti, Sedda, Lupo e Conte. Il gruppo che si è creato è fantastico, siamo uniti e ci divertiamo tra di noi: credo che questo sia uno dei punti fondamentali del progetto, se inizi in un gruppo così hai la strada in discesa!

Concentriamoci adesso sugli altri ruoli che lei ha all’interno di Progetto FM: innanzitutto è DS del Livorno, che purtroppo non è riuscito ad evitare la retrocessione in C. A cosa può essere attribuita? Lei comunque rimarrà DS anche per l’anno prossimo?

Non sono arrivato a Livorno da molto tempo e non conosco bene tutte le dinamiche ma, per come intendo io il progetto, credo che una grande colpa possa essere data ad un gruppo che non è stata aiutato ad essere attivo: ho trovato molti ragazzi nuovi che non sapevano bene il funzionamento del progetto, altri che proprio non scrivevano mai ed erano stati acquistati a cifre veramente alte. 

Si, sono felice di annunciare che sarò DS a Livorno anche in S5. Credo molto in questo progetto che stiamo portando avanti con il presidente Mayor ed il mister Aloi. Stiamo incentrando la campagna acquisti sull’attività: abbiamo venduto chi voleva andar via, chi era poco attivo e svincolato quelli a cui non interessava più del progetto. Per quanto riguarda il mercato in entrata abbiamo già chiuso due colpi, uno dei quali molto importante, e continueremo fino al completamento dei 15 slot cercando gente il più attiva possibile, perché credo fortemente che la chiave per tornare in alto sia avere un gruppo attivo, che si diverta e che porti vantaggi a se stesso ed alla società.

La retrocessione del Livorno influenzerà anche la sua attività da allenatore, dato che finirà nello stesso girone del Siena, squadra da lei attualmente allenata, che sta disputando i playoff e che in campionato è arrivata seconda dietro solo allo straripante Empoli di mister Casalati. Sarà costretto quindi a lasciare la panchina, ma continuerà a far parte dello staff societario in veste di Marketing Manager?

Si, ho deciso di continuare a Livorno per non abbandonare un percorso appena iniziato. A Siena ho trovato persone stupende che sono state molto comprensive e che ci tengo a ringraziare (il presidente Fulchignoni ed il DS Aiello). Mi hanno permesso di iniziare questa mia carriera da allenatore dandomi fiducia e per questo sarò sempre legato a loro. Ho conosciuto anche un gruppo di ragazzi fantastici e sono contento di poter continuare a lavorare con loro anche se con un ruolo diverso: sono felice di annunciare infatti che rimarrò a Siena come MM, per dare una mano con la parte grafica e soprattutto per poter restare a contatto con un ambiente speciale e che avrei lasciato malvolentieri.

Se dovesse quindi lasciare il Siena, dove vorrebbe cercare un’altra squadra da allenare? È già stato contattato da qualche presidente?

Non nascondo che è una cosa a cui sto pensando seriamente, penso di aver acquisito una buona esperienza quest’anno e credo che i risultati possano confermarlo; ovviamente la cercherei in C, dato che ho già un accordo con il Bologna per la prossima stagione. No al momento non ho nessun contatto e vedremo se ne avrò qualcuno in futuro. Sicuramente, in caso, valuterò bene il progetto, anche se il mio sogno sarebbe poter allestire una squadra nuova, andando a fare scouting e trovando nuovi utenti, facendola crescere piano piano come forza e attività, insomma quella che sarebbe “una mia creazione”.

L’ultima domanda riguarda anche il calcio fuffa: vedo appeso al suo armadietto un poster del Gallo Belotti, centravanti del Torino, da cui deduco che la sua fede calcistica sia di colore granata. Vorrebbe un giorno vestire quella maglia e giocare allo stadio Grande Torino qui, all’interno del progetto?

L’obiettivo di vestire quella maglia è stato probabilmente il primo che mi ero posto quando entrai nel progetto. Adesso però sono in una squadra in cui mi trovo benissimo e avendo un’età molto giovane (15 anni in game) credo che gli obiettivi siano cambiati. Certo, non nascondo che in futuro comunque mi piacerebbe molto arrivare ad indossare quel numero 9 e poter dire di non avere solo più il soprannome in comune con Belotti, ma al momento non è più una priorità. Sarebbe comunque un sogno alzare la cresta all’Ichnusa Arena (purtroppo gli hanno cambiato nome grr ahah).

Articolo di Emilio Ivaldi

ESCLUSIVA: CAMBIO DI PROPRIETA’ IN CASA UDINESE!

Ci troviamo negli uffici dell’Udinese dove ci accoglie il neo presidente Riccardo Rex, che ha voluto rilasciare un’intervista ai microfoni di Devil Project. 

Buongiorno signor presidente, tra pochi giorni verrà ufficializzata la sua acquisizione dell’Udinese, una società storica all’interno del progetto e prima vincitrice dello scudetto. Sono state queste le motivazioni più influenti che l’hanno convinta ad acquistarla?

Ebbene sì, grazie all’aiuto di Costantino riusciremo sicuramente nel raggiungere alti traguardi. L’indubbio palmares è una delle diverse motivazioni che ci hanno spinto nel prediligere Udine rispetto mete diverse. Anche i giocatori risultano essere più invogliati nel giocare in una squadra già titolata avente un palmares di tutto rispetto.

Dopo aver vissuto il primo anno da protagonista, l’Udinese nelle successive stagioni ha cominciato una lenta decadenza, fino alla sua attuale collocazione in Serie C. Secondo lei, cosa può essere successo in questi anni?

Presuppongo una gestione errata della rosa e forse malcuranza delle precedenti dirigenze, forse faziosità.
Ciò in quanto obiettivamente per retrocedere di 2 serie in 2 stagioni contigue qualche errore, grave, deve esserci alla base (non si spiega bene come una squadra nella stagione 1 sia vincente mentre nella 4 sia in C). Errori gravi che hanno pregiudicato una grande compagine.

Parliamo ora delle ultime vicende accadute in casa Udinese, ovvero, purtroppo, la sconfitta al 2º turno di playoff contro la Casertana. Quanto ha influito, secondo lei, l’assenza del bomber del campionato Dany Cherchi causa infortunio (53 gol per lui in stagione, ndr)?

Presuppongo abbastanza. Il signor Cherchi è molto forte e ben predisposto al goal. Purtroppo la sfortuna ha voluto che si infortunasse proprio in un dato momento critico. Sono certo che con lui in campo forse sarebbe andata diversamente.

Conosceva già il presidente uscente Davyd Andryiesh? Come si è svolta la trattativa per il passaggio di consegne?

Tutto  molto semplice e celere. Non ti nego che abbiamo trovato diverse difformità in bilancio che avrebbero potuto comprometterne l’acquisizione, fortunatamente il grande Costantino (già revisore dei conti tempo addietro) con impegno è riuscito a risolvere le gravi problematiche addotte in bilancio e rendicontare il giusto.

Apriamo una breve parentesi per parlare di lei e delle sue altre realtà calcistiche: presidente e allenatore dell’Ancona, allenatore del Mantova e difensore nell’Empoli di mister Casalati fresco di promozione in serie B. Come riesce a impegnarsi in tutti questi ruoli così diversi tra loro, qual è il suo segreto?

Impegno e buona volontà. Alla fine seguire il progetto è un piacere quindi si cerca di dare quanto più possibile per risultare attivo ed utile alla squadra. Dal punto di vista dirigenziale non potrei far nulla senza l’aiuto di Costantino e di tutti coloro che rivestono ruoli in squadra. Dal punto di vista di giocatore devono ringraziare il buon presidente Arnone che con i suoi modi di fare invoglia a creare gruppo e dare il meglio per la squadra.

Intende fare una promessa particolare si suoi nuovi tifosi? Che formula adotterà per far tornare la sua società tra le grandi del progetto? Le sono già chiari i membri che comporranno lo staff dirigenziale?

A breve verranno resi noti i nominativi appartenenti alla dirigenza (ricordiamo che essendo affiliate lo staff dell’Udinese è uguale a quello dell Ancona, ndr). Gli obiettivi sono ben chiari, rimarrete stupefatti dell’allenatore che abbiamo scelto, un profilo allievo del Casalati! In primis punteremo al vincere una coppa che sia quella Italiana o semplicemente quella di C. Ovviamente senza disdegnare il campionato per il conseguimento dei playoff.

La ringrazio presiedente e le auguro di tornare presto sui palcoscenici che questa squadra merita di calcare.

Articolo di Emilio Ivaldi.

Il Crotone raggiunge la qualificazione alla Champions League


Ai nostri microfoni la dirigenza del Crotone, in occasione della qualificazione della squadra alla prossima Champions League. Intervisteremo il qui presente Mosca, portavoce dei cinque presidenti della squadra (Bozza, Mosca, D’Auria, Venturelli e Laurendi) e il mister D’Auria.

Presidente Mosca

Buongiorno signor presidente, innanzitutto i complimenti per il traguardo raggiunto, deve provare una grande soddisfazione per ciò che è riuscito a fare il gruppo!

Il gruppo è stato fantastico, da due anni a questa parte puntiamo a traguardi del genere e adesso dobbiamo gustarci questi palcoscenici.

Non si raggiungono certi obbiettivi senza un’accurata pianificazione, soprattutto in un campionato difficile come la serie A: quali sono i punti fondamentali da dover seguire, secondo lei, nella gestione di una squadra?

In primis l’attività di ogni singolo ragazzo, io fortunatamente, anche grazie al nostro lavoro, ho un gruppo che non molla niente ed è affamato di bonus. Altra cosa importante è fare gruppo attraverso i social, le schede passano in secondo piano in questi casi.

La prossima stagione il suo Crotone affronterà squadre con calciatori “fuffa” su palcoscenici europei, pensa che i suoi giocatori possano confrontarsi alla pari con quei fuoriclasse?

È da quando lottiamo per l’Europa che sfotto i miei ragazzi dicendo: “Vi immaginate noi ad Anfield?” Il sogno adesso è realtà, dobbiamo affrontare tutti senza paura e con convinzione di poterci battere alla pari.

Avete già in chiaro quali sono i vostri obbiettivi in chiave calciomercato? C’è qualche reparto in cui in particolare c’è necessità di rinforzi?

Gli obiettivi sono stati delineati e sappiamo già chi puntare e come tassellare la squadra, speriamo a breve di chiudere 1/2 colpacci (che non posso dirvi). Nessun reparto è scoperto, ma le 3 competizioni non si possono affrontare con un organico di 19 giocatori.

I tifosi potranno stare tranquilli che i pilastri della squadra non saranno ceduti?

Non ci saranno cessioni illustri, i pezzi da 90 rimarranno tutti a meno che qualcuno non voglia cambiare aria.

Ultima domanda, un po’ “da bar”: Crotone in finale di Champions League, contro quale squadra vorrebbe disputarla, e perché?

Non abbiamo simpatie particolari con nessuno, se dovessi decidere sceglierei Barcellona o Real Madrid.

Grazie, e le auguro un lungo cammino europeo!

Mister D’Auria

Salve mister, rinnovo anche a lei, e sopratutto ai ragazzi, i complimenti per questa qualificazione. Un traguardo non scontato dato che, dopo un inizio campionato nelle prime posizioni, verso metà anno c’è stata una flessione fino a metà classifica, per poi risalire nell’ultima parte di stagione. Da cosa è stato causato quel calo di prestazioni?

Innanzitutto grazie per i complimenti che fanno sempre bene e fanno capire il bel lavoro svolto; sulla domanda posso rispondere che abbiamo avuto un po’ di partite in fila che ci hanno tolto molte energie e con parecchi infortuni, abbiamo avuto difficoltà.

Per quanto riguarda il doppio impegno campionato-coppa nella prossima stagione, ha già in mente come dovrà dosare le energie del gruppo? Tenterà anche approcci tattici diversi per le due competizioni?

Sicuramente prenderemo qualche pedina per far rifiatare chi gioca sempre; per la tattica, studieremo la formazione migliore sempre prima della partita, guardando le caratteristiche dell’avversario che ci affronterà. 

Le vittorie, nel calcio, avvengono grazie all’impegno di tutti, c’è però un suo calciatore che l’ha particolarmente colpita durante l’anno e che si sente di elogiare? 

Bhe sembrerebbe banale ma davvero, dal primo all’ultimo mi hanno stupito, sempre presenti, non hanno mai subito malus inattività, tutti a remare per quest’obbiettivo che abbiamo centrato proprio all’ultima giornata! Quindi colgo l’occasione ancora una volta di fare i complimenti a tutti i miei ragazzi e che questo non è l’arrivo ma un punto da cui iniziare!

Grazie mister, spero di poterla intervistare ancora in occasione di qualche sfida europea.

Articolo di Emilio Ivaldi

INTERVISTA A STEFANO STRANGES (CAMPOBASSO).

Il Campobasso, squadra militante nel girone C della serie C, ha avuto una stagione particolare. Viene acquistata a stagione in corso e ottiene una rosa formata da solo umani solo dopo qualche giornata e da lì inizia una straordinaria serie di vittorie interrotta solo due volte con le sconfitte subite per forza della Reggina e dei campioni del Cagliari. Una stagione che fa molto sperare per il futuro, chissà se mister Guzzi riuscirà a trascinarli ancora in questo modo.

Giornalista: Salve Stefano e bentornato ai microfoni di Project Devils, se non le dispiace avrei qualche domanda per lei.

Stefano: Grazie dell’invito, mi dica pure.

Giornalista: La stagione è appena terminata, mi faccia un rapido resoconto. Come è andata? Ha avuto delusioni o solo grandi successi?

Stefano: La stagione è stata un po’ “particolare”, perché siamo entrati in corsa quando oramai si era già nel girone di ritorno, e abbiamo dovuto fare in fretta per non rimanere indietro. Nonostante gli sforzi profusi da parte di tutta la dirigenza e dei ragazzi sul campo e nonostante una serie di successi consecutivi, l’unico obbiettivo raggiungibile, i play-off, non sono arrivati. Non parlerei di fallimento , anzi, abbiamo dimostrato di saper tenere testa a tutti; abbiamo vinto quasi sempre da quando abbiamo avuto tutti giocatori umani; si è creato un gruppo unito e sono soddisfatto della mia prima stagione da presidente. Ora ci butteremo sul mercato per prenderci direttamente ciò che non abbiamo potuto prendere indirettamente quest’anno: la serie B. L’unico rimpianto, forse, è stato non comprare prima il Campobasso, magari saremmo ai play-off, o addirittura in B, ma magari è un segno del destino che ha deciso che comprassi il Campobasso, salvandolo dal fallimento, proprio in quel giorno, per fare in modo che poi arrivassero il mister, il DS e il marketing manager che ho scelto nonché i nostri ragazzi . Se lo avessi preso prima probabilmente ora non ci sarebbero e probabilmente non avremmo ottenuto i risultati che abbiamo ottenuto col loro duro lavoro.

Giornalista: Ha già palesato le riconferme del mister e del suo staff per la prossima stagione. Obbiettivo stagionale?

Stefano: Non mi nascondo, sono venuto in Molise per comprare il Campobasso e portarlo fino in Europa, quindi prossimo obbiettivo è la serie B diretta per iniziare la risalita. Più in là penseremo anche a lottare per la Coppa Italia, ma non voglio mettere troppa pressione addosso ai ragazzi, anche se ovviamente se parteciperemo, più avanti andremo più saremo soddisfatti.

Giornalista: Ha intenzione di mantenere un’unica presidenza all’interno del progetto o ha qualche scoop da darci?

Stefano: Sto sondando il terreno per acquistare una società di A da affiliare al Campobasso. Per il momento ho avanzato un’offerta per una squadra di cui non posso fare il nome, anche perché ancora non si sa se sarà rinnovata o meno, in attesa di sapere il nome di altre eventuali società che non verranno rinnovate. Se l’accoppiata dovesse risultare vincente proseguirò a gestire entrambe le squadre, altrimenti rinuncerò al rinnovo dell’affiliata per continuare il sogno Europa con il Campobasso.

Giornalista: Ha mai pensato di portare il suo giocatore dalla Juventus al Campobasso?

Stefano: Ci ho pensato, soprattutto agli inizi, per dare una mano anche sul campo alla squadra e per potermi concentrare esclusivamente concentrare su di lei, ci ho ripensato in prospettiva regen, ma alla fine gli attestati di stima e affetto hanno portato il mio cuore ad optare per restare alla Juventus.

Giornalista: Ha in mente colpi di mercato importanti, e che tipo di mercato sarà?

Stefano: Fin da subito, a campionato non ancora concluso, ci siamo mossi per tentare di portare a segno dei colpi importanti per centrare subito l’obbiettivo serie B, aggiungendo dei top player ad una squadra già molto forte. Per ora abbiamo due colpi in attesa di ufficialità, stiamo lavorando su un terzo. Alcuni obbiettivi sono sfumati, ora ho appena contattato un grandissimo giocatore di B al quale vorremo affidare le redini del centrocampo per guidarci in cadetteria, ma sarà molto tosta. In ogni caso al momento sono molto soddisfatto del nostro mercato, perché a meno di imprevisti avremo due grandi giocatori in rosa per la prossima stagione.

Giornalista: Buona fortuna per il nuovo anno e in bocca al lupo.

Stefano: Viva il lupo e buona fortuna anche a te.

Le interviste impossibili – Giovanni Gallo

Ai microfoni di Devil Project quest’oggi Giovanni Gallo. Incomincia la sua carriera da allenatore all’Ascoli sfiorando un piazzamento playoff per poi approdare, dalla prossima stagione, sulla panchina dell’Empoli. Come calciatore ha militato nel Cesena, nella Lucchese e attualmente nel Genoa, ricevendo anche una chiamata azzurra. 

Buongiorno mister, partiamo subito con l’argomento clou dell’intervista: il suo passaggio, nella prossima stagione, alla guida dell’Empoli del presidente Arnone. Ci racconti un po’ come si è svolta la vicenda.

Il passaggio all’Empoli è stato abbastanza casuale, conosco il DS in “real life” e mi aveva proposto scherzando la panchina, poi una chiacchierata con Arnone mi ha convinto ad accettarla.

Il mister Roberto Casalati è riuscito a dominare il girone con numeri impressionanti: 34 vittorie, 152 gol fatti e punteggio record di 103 punti. Per la prossima stagione lei intende continuare nel solco da lui tracciato o ci dovremo aspettare rivoluzioni di modulo ed interpreti?

Roberto è un maestro, spero di riuscire a fare la metà di quello che ha fatto lui in C e, piccolo scoop per voi, sono scuola Casalati come allenatore. Quindi le tattiche saranno simili, tranne che per qualcosina; gli interpreti sicuramente cambieranno poiché in B ci vogliono altri giocatori ma questo è un discorso che non mi compete.

Parliamo ora della stagione appena conclusa; con l’Ascoli è arrivato appena fuori dalla zona playoff, cosa le è mancato secondo lei per raggiungere quel traguardo?

Con l’Ascoli siamo partiti a metà stagione ed eravamo dietro di tanti punti, quindi sono orgoglioso del risultato raggiunto dai ragazzi; in campionato ho affrontato una sola volta l’Empoli e ho preso una bella manita, lascio a voi le considerazioni.

Parliamo ora della sua carriera parallela da calciatore: purtroppo il Genoa, squadra che l’ha da poco acquistata, è retrocessa in serie B. Cosa non ha funzionato durante la stagione?

Al Genoa, secondo me, si è sofferto il passaggio da una piattaforma all’altra, e anche una buona dose di sfortuna ha fatto la sua parte.

Ha al suo attivo anche una convocazione in Nazionale maggiore, per le amichevoli Italia-Norvegia e San Marino-Italia. Come si è trovato all’interno del gruppo azzurro, e quali sono state le sue emozioni per la prima convocazione da parte del CT?

Per quanto riguarda la Nazionale, ho giocato uno spezzone di gara contro la Norvegia e gran parte della partita contro San Marino dove ho esordito da titolare e sono riuscito a fare due assist. Le emozioni sono state enormi poiché venivo da un lungo periodo di inattività e grazie ad alcune persone sono riuscito a raggiungere l’obiettivo. Lo spogliatoio azzurro è magnifico, essendo il nuovo arrivato sono stato bullizzato e ci sta pure. (ride, ndr)

Scendendo in B perderà la possibilità di essere nuovamente convocato, stando alle regole imposte dal CT De Donatis. Intende restare al Genoa o, se le arrivasse una congrua offerta da una squadra di A, chiederebbe la cessione per poter rimanere nel giro della nazionale?

No comment sui trasferimenti.

Domanda a bruciapelo: se potesse portare a Empoli un qualsiasi giocatore, anche di A, su chi ricadrebbe la sua scelta?

Se potessi portare un solo giocatore dalla A sicuramente sarebbe Federico Gallarato della Lazio, attaccante di razza pura. Grazie per l’intervista e il tempo concesso.

Grazie a lei e in bocca al lupo per la sua nuova avventura in panchina.


Articolo di Emilio Ivaldi