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IlCarro intervista Lorenzo Savini

Lorenzo Savini, benvenuto. Ci parli di lei nel Progetto e al di fuori di esso.
Allora, innanzitutto un caloroso benvenuto a tutti i lettori che hanno deciso di perdere tempo leggendo le mie dichiarazioni. All’interno del Progetto sono un centrocampista dell’Avellino. Altri ruoli, al momento, non ne ho.
Al di fuori del Progetto sono uno studente universitario che vive tra Rimini, città dove risiede la mia famiglia, e Forlì, città dove studio.

Prima di parlare dell’Avellino, è noto che ultimamente è stato piuttosto vicino agli admin dando loro una mano nell’organizzazione di Progetto Gaming, non solo per quanto riguarda FM. Vuoi parlarci di questa esperienza e magari far capire ai lettori il grande dietro alle quinte di PG?
Sì, sicuramente i più attivi e i più presenti si saranno accorti che non sono un utente “nullafacente”. Da qualche mese a questa parte è nata una grande amicizia soprattutto con Alessandro, con il quale ho un gran bel rapporto. Naturalmente vado d’amore e d’accordo con tutti gli admin, ma sento quotidianamente Alessandro per i più svariati motivi, ed è per questo che ci fidiamo l’uno dell’altro (almeno dal mio punto di vista).
Comunque, mi sono accorto di una cosa “lavorando” dietro le quinte e dando una mano: Progetto Gaming ha un enorme potenziale, sotto tutti i punti di vista. L’entrata della società Crema all’interno di Progetto Football Manager è solo l’inizio di ciò che accadrà. Bisogna continuare a crederci e lavorarci tutti i giorni, perché Progetto Gaming si può togliere tante soddisfazioni. Forse è proprio questo il miglior pregio di Alessandro: la costanza.

Un suo pensierò più sviluppato sull’ingresso del Crema Calcio?
È un grandissimo passo in avanti per Progetto Gaming. A mio parere entrare anche nel mondo del calcio reale o fuffa che dir si voglia è un ottimo modo per farsi conoscere. Chissà, magari un giorno potrò dire “ho giocato con Javier Zanetti”…
A parte gli scherzi, ora bisogna saper gestire bene tutto il gruppo, ancora di più di come non si sia già fatto: bisogna far cogliere a tutti l’importanza di quanto accaduto e al tempo stesso non tralasciare gli altri 2300 utenti che ci sono. È un lavoro molto difficile, ma a farlo ci sono delle persone in gamba, quindi sono molto fiducioso.
Detto ciò, forza Crema!

All’Avellino invece come sta andando?
Molto bene. Ad essere sinceri all’inizio ero parecchio titubante: aspettai molto prima di ascoltare l’offerta del DS Damiano Mattia, insieme ad uno degli ex presidenti Nicolò Baiardi. Proprio per questo motivo scelsi di inserire una clausola all’interno del mio contratto, di modo tale che un club fosse libero di pagare quella cifra e comprarmi senza problemi.
Inizialmente anche in-game la situazione non era rosea: la squadra era un tantino altalenante, sbagliavamo partite molto semplici. Ultimamente però abbiamo iniziato a vincere tanto e giocare bene, con conseguente miglior attacco del campionato e quarto posto a -4 punti dal Vicenza capolista. L’obiettivo è sicuramente quello di centrare la promozione diretta, ma le avversarie sono molto forti. Staremo a vedere.

Per quale motivo ha deciso di lasciare il Milan per andare comunque in Serie B?
Inizialmente, dopo lo scandalo Serveropoli avevo intenzione di rimanere. Ci sono stati alcuni fatti, che non starò qui a citare, che mi hanno fatto cambiare idea e chiedere la cessione all’allora DS Bicocchi. Le uniche due squadre interessate erano Inter e Avellino, ma la prima non formulò mai ufficialmente un’offerta. Ecco quindi come sono arrivato all’Avellino.

Ci parli dell’atmosfera dello spogliatoio dell’Avellino. Ci sono dei leader o qualcuno che tira le fila in particolare?
Diciamo che, essendo uno dei membri più attivi nel Progetto e aiutando anche gli admin quando necessario, sono diventato per tutti un punto di riferimento. Anche il mio mister e il mio DS ogni tanto mi chiedono qualcosa, ma l’atmosfera è molto bella… si ride, si scherza insieme. Come in molti spogliatoi c’è chi è più presente e chi meno, ma siamo tutti in armonia, uniti per centrare la promozione. Una menzione in particolare la vorrei fare per Damiano Mattia: sta svolgendo il ruolo di direttore sportivo in maniera impeccabile, fa i salti mortali per tenere attivo tutto il gruppo (finora in questa stagione non abbiamo avuto malus inattività se non per un giocatore che ha abbandonato il Progetto). Quindi vorrei fargli i miei più sentiti complimenti, perché dal mio punto di vista, sta svolgendo un ottimo lavoro.

E Scarpati, invece, che tipo di allenatore è? Alcuni dicono sottovalutato.
Mi metto in prima fila ad urlarlo: Scarpati secondo me è uno degli allenatori più sottovalutati all’interno del Progetto. Mette grande voglia, prepara ogni gara al meglio. È anche un ragazzo molto simpatico, si sta bene con lui. È proprio il prototipo di allenatore che secondo me si dovrebbe sedere sulla panchina di ogni squadra di questo GDR.

Alla luce delle belle parole spese finora, se non dovesse essere Serie A a fine stagione, resterebbe ad Avellino?
Tutti vogliono che io rimanga, ma non ne sono così sicuro. Ho due clausole diverse, in base alla categoria nella quale l’Avellino giocherà la prossima stagione. Penso che faremo fede alle clausole per vendermi, perché sono dei prezzi ragionati e giusti per il mio cartellino.
Traendo le somme, non penso di rimanere ad Avellino se non dovessimo salire in A. Ma manca ancora qualche mese, quindi staremo a vedere cosa accadrà.
Tengo a precisare che adesso, il primo obiettivo, è arrivare in Serie A. Al mercato ci si penserà a tempo debito.

Lei stesso ha ricordato la sua forte presenza all’interno del Progetto. Ma è vero che sta pensando di cimentarsi anche come allenatore, magari a partire dalla prossima stagione?
Si, è proprio così. Ho organizzato e partecipato al Fantasy PG, dove sono arrivato agli ottavi e ho perso contro un grandissimo allenatore come Fabrizio Lopresto. Al torneo di FM Milano ho fatto una figuraccia, ma lasciamo perdere. Voglio mettermi in gioco, soprattutto nella gestione dello spogliatoio: voglio essere protagonista di Progetto Football Manager, in tutti i suoi aspetti.

E da dove le piacerebbe partire?
Domanda molto interessante. Sicuramente la Serie C sarà la mia ultima scelta. Non perché sia meno attraente o meno competitiva, ma perché vorrei allenare in tempo reale la mia squadra. Quindi sceglierei la Serie A perché ho notato che la Serie B è molto più competitiva: non c’è un divario tecnico enorme tra le squadre di B nelle prime 15 posizioni, ogni gara è sofferta. In Serie A invece non è proprio così secondo me. Mi proposi come allenatore del Drink Team per la prossima stagione, quando Trojer diede le dimissioni. Filippo non mi scartò a priori: sarebbe una bella sfida con la quale iniziare.

E questa Serie B così competitiva secondo lei chi la vince?
Chi la vince non saprei dirlo, ma so dire che Chievo e (spero) Avellino saranno le due squadre che otterranno la promozione diretta. Per i play-off vedo bene il Frosinone o il Benevento: Frattoni è un grande allenatore, si toglierà delle soddisfazioni.

Tornando a Progetto Gaming in tutte le sue sfaccettature, ci può svelare qualche anticipazione su qualche novità che arriverà da qui a breve?
Il canale Twitch di Progetto Gaming sta crescendo sempre di più, grazie anche alla forte community di Progetto Football Manager che segue le live anche al di fuori del Progetto Calcio. Prossimamente arriveranno altri streamers per arricchire ulteriormente la programmazione giornaliera di live sul canale e molto altro è in cantiere!

Bene, grazie per il suo tempo, concludiamo pure con un suo pensiero libero a piacere.
Spero vivamente di incontrare il Genoa in Serie A il prossimo anno. Grazie a voi per l’intervista!





Le strade del progetto 2

Il Debutto: Triestina Asylum – Crema 


” Contrasto perso per Cicchinelli,

che sembra aver perso la bussola dopo un primo tempo

tutto sommato discreto. ” 

Il debutto non era stato certo dei migliori. Aveva atteso da tanto quel momento e forse questo gli aveva tirato un brutto scherzo. L’ansia e lo stress si erano in effetti fatti sentire, e il risultato non aveva facilitato le cose. Mentre era sul campo pensava ” dobbiamo farcela, deve esserci un modo per svoltare la partita a nostro favore “, ma gli avversari sembravano in giornata ed avevano quel qualcosa in più che non si riesce a decifrare. Alla fine non era riuscito a dare il suo contributo, non come avrebbe voluto. Nel primo tempo, con la partita ferma sul pari, sentiva le gambe abbastanza sciolte, come se fossero sempre pronte per uno scatto  o una lunga cavalcata lungo la fascia ma la Triestina Asylum si era in effetti rivelata una squadra piuttosto arcigna e i suoi giocatori molto difficili da gestire. Nonostante l’impegno la squadra si era fatta schiacciare nella propria metà campo e non riusciva ad attuare il gioco richiesto dal proprio allenatore. Nel secondo tempo il copione non era cambiato e al 54′ tutto era cambiato. Espulsione per Garbati e squadra in dieci. Non ci volle molto per il goal: al 60′ azione manovrata degli avversari e palla in rete da parte di Helm Street. Ne sarebbero arrivati altri due a soli sei, con Bizzarri, e dodici minuti di distanza, con Gharaba. Improvvisamente le energie erano venute meno, sostituite da un nervosismo di fondo che gli aveva impedito di reagire con lucidità. E più il tempo passava più la rabbia montava. A nulla era valso il goal della bandiera al 94′. La sconfitta era stata netta e Valerio non era affatto contento per come aveva giocato.  


” Finisce 3 a 1 una partita dominata dalla Triestina Asylum. Passo falso del Crema invece, che dovrà probabilmente intervenire sul mercato per colmare le lacune mostrate questa sera. ” 
 

Nello spogliatoio si respirava l’aria della sconfitta, ma non c’era pessimismo. Guardandosi attorno, le facce dei compagni erano quelle di chi sa che la situazione migliorerà, che la partita appena trascorsa era solo il primo tassello di un percorso di crescita. Valerio era arrabbiato con se stesso, dalle tribune era partito qualche fischio e si era reso conto di essere stato il peggiore in campo. Il mister Alessandro prese la parola:  << Ragazzi miei non vi preoccupate. Abbiamo impostato una partita abbastanza accorta, dove fare molto pressing, in un centrocampo con una discreta densità, giocando poi sui lanci lunghi per la punta e gli esterni. Andava anche bene con la Triestina, ma dopo un primo tempo giocato alla pari, l’espulsione di Garbati ci ha messo in difficoltà. Ora pensiamo alla prossima partita con l’Alto Adige. In questi giorni dovrebbero arrivare anche altri innesti per aumentare le rotazioni. Vedrete che saremo molto più competitivi. Forza Crema! >>


” Cosa penso della partita dice ? Uno scempio! Sono delusissimo.  Tutto il progetto ci guardava e noi ci siamo fatti mettere sotto dal Crema. Loro un cartellino rosso e noi? noi? Dovrò fare un bel discorsetto ai ragazzi HAAAsdasdssd. La vittoria dice ? LEI QUESTA ME LA CHIAMA VITTORIA ? ” 
 

Su queste ultime parole il presidente della Triestina Asylum, tale Yuri Monti detto Clownz per via della maschera che usava indossare, si era voltato e aveva cominciato a ridere e a parlare da solo, come se ci fosse qualcuno nella sua testa. Valerio era incredulo. Aveva sentito delle voci circa lo strano comportamento dei membri di questa squadra, ma non aveva immaginato l’entità della cosa. Quelle dichiarazioni comunque, così folli, lo avevano in qualche modo sollevato dal senso di colpa. Sapeva in cuor suo che prima o poi si sarebbe ripresentata l’occasione per pareggiare il conto. Avrebbe speso ancora più impegno per potersi migliorare e sapeva che anche i suoi compagni lo avrebbero fatto. Glie lo aveva visto negli occhi. Anche il mister, per quanto dispiaciuto, gli aveva trasmesso questa sensazione. Aveva dato loro la netta impressione che quello sarebbe stato soltanto l’inizio, un passo falso che avrebbero sistemato, solo il primo tassello di un percorso in crescita ricco di soddisfazioni.

Le strade del progetto 1

L’inizio: l’arrivo al Crema.

” Papà, mi ha chiamato il Crema! “

Era una delle prime giornate di sole di un Gennaio confuso e grigio. Valerio era in agitazione per quella che sarebbe potuta essere la sua ” sliding door “, il passo voluto e cercato con impegno e dedizione: il calcio professionistico. Il Crema infatti si era dimostrato interessato ad acquistarlo ed il colloquio avvenuto nelle giornate precedenti si era rivelato di buon auspicio. Data la sua età lo aveva accompagnato suo padre, il suo ” agente ” come lo si potrebbe definire, il primo dei suoi tifosi e il primo dei suoi maestri. Era lui che gli aveva trasmesso la passione, lui che gli aveva insegnato a dare i primi calci al pallone, ad allenare il controllo, a calciare di collo, a non esagerare nei contrasti e a non innervosirsi troppo davanti ad un avversario più esperto e più bravo. E tutto questo lo aveva portato a quest’attesa, questo momento quasi fermo nel tempo, che adesso sembrava non scorrere più. La chiamata era stata breve o almeno così gli era parso. Il Crema aveva deciso infine di farlo entrare nel proprio organico e aveva già fissato la presentazione per il giorno dopo. Era dunque arrivato anche il primo contratto, dove oltre allo stipendio si vedeva riconosciuto tutta una serie di bonus in base alle prestazioni. Era accaduto tutto così velocemente che Valerio faceva fatica a capire se quello fosse un sogno o meno. In men che non si dica eccolo seduto al tavolo di fronte ai giornalisti del corriere locale. Di fianco tutta la società: presidente, direttore sportivo e mister. I cronisti spendevano le proprie domande cercando le motivazioni dietro l’acquisto e talvolta, maliziosamente, instillando da subito dubbi circa l’utilità del giocatore per la squadra. Era diverso dal vedere le conferenze su youtube, strano e spiazzante trovarsi al centro di tutta quell’attenzione. Ma era stato accolto nel migliore dei modi dai suoi compagni e mister e ds lo avevano tranquillizzato e fatto sentire subito a suo agio.

Ora era tempo di dimostrare che non si erano sbagliati, tempo di ripagare la fiducia da loro investita. Con ancora l’adrenalina a mille, il primo allenamento fu approcciato con la massima intensità possibile. Davanti a loro una sfida importante, la Triestina Asylum, squadra già rodata all’interno della serie C e composta da elementi esperti e determinati. I suoi compagni gli avevano accennato qualcosa circa lo spirito di questi avversari, sregolati nell’aspetto e con una sfumatura ” folle ” nel gioco. Non gli interessava: chiunque avesse trovato davanti a se, lui avrebbe dato tutto, cercando di fare bene senza mai perdere la concentrazione. Magari nel tempo sarebbe potuto divenire un leader, magari avrebbe potuto trascinare la squadra dimostrandosi un cardine della formazione. La vanità è un peccato facile da contrarre e a 16 anni si ha la sensazione che tutto sia concesso e possibile. Aveva cercato di impressionare il mister ed evidentemente ci era riuscito: avrebbe giocato titolare. Esordio dalla prima partita, una cosa che accrebbe ancora di più la sua convinzione. Non aveva potuto approfondire troppo i concetti dettati dal proprio allenatore, ma si sentiva carico e pronto alla partita.

A.C. Crema PG – Si Parte con la Rosa!

L’A.C. Crema nel Progetto Gaming è divenuta realtà da pochi giorni.
L’entusiasmo è grande, le prospettive rosee e lo staff da subito si è messo all’opera per costruire la rosa di partenza per affrontare il campionato.
Trattandosi di una società di serie C (per la precisione milita nel girone A), da regolamento dovrà tesserare 15 giocatori.

I primi cinque sono già arrivati: si tratta del portiere, ex Salernitana, Gabriele Colombi; il secondo invece è il giovanissimo Biagio Garbati, centrocampista incontrista, che si è gettato nel mondo del Progetto Football Manager con entusiasmo, pronto a dire la sua nella squadra che sarà allenata da Alessandro Pironti.

Subito dopo la società ha depositato il contratto di Valerio Cicchinelli: il Direttore Sportivo Alberto De Donatis ha ottenuto la firma, ed il ruolo del neo-tesserato sarà quello di jolly su entrambe le fasce, dove come un treno si occuperà di fare il terzino “tutta corsa”.

Gli ultimi due innesti della “prima ora” sono scaturiti da lampi di mister Pironti, che ha chiamato Antonio Pezzino e Piero De Bartolo alla corte del presidente Enrico Zucchi.
Pezzino è una punta che sa ricoprire a dovere il ruolo di ala sinistra; De Bartolo è un difensore veloce e duttile.

L’esordio del Crema non è stato dei migliori. La squadra ha affrontato infatti due società “umane”, inserite da più tempo nel Progetto FM, come il Monza e la Triestina.

Partendo da zero, con cinque tesserati e una rosa ancora in fase di creazione, era difficile fare risultato. Quindi sono stati due test che aiuteranno la società a comprendere in che mondo si è immersa, e servirà da “terapia di impatto” propedeutica per ricordarsi che il Progetto FM è un “gioco serio”.

Ma trattandosi di un gioco, l’entusiasmo sarà un carburante vitale per i risultati che sicuramente verranno.

RecensiAMO 001 – Insoliti sospetti

Progetto Gaming lancia un nuovo format: RecensiAMO.

Alex e Charly, da grandi amanti dei board games quali sono, vi guideranno ogni settimana alla scoperta di un nuovo gioco, con unboxing, recensione, valutazione e la loro innata vena ironico-demenziale  😀

Il primo episodio è dedicato a Insoliti sospetti, titolo Cranio Creations che ha entusiasmato i nostri ragazzi e li ha spinti a premiarlo con un voto di tutto rispetto (8/10).

Abbiamo chiesto a uno dei due autori del video cosa lo abbia colpito particolarmente del gioco e cosa dobbiamo aspettarci dalle video-recensioni del duo “Alex & Charly”.

Insoliti sospetti ci è piaciuto molto, sia per la semplicità con la quale si è lasciato apprendere, sia per averci fornito uno svago intenso e di breve durata. Abbiamo premiato il titolo con un alto punteggio per via di tante caratteristiche (grafica, componenti, meccanica) che lo rendono un party game di altissimo livello (da 3 a 18 giocatori, ben diciotto!!!).

Ma oltre ai doverosi complimenti per l’ennesima fatica della celebrata Cranio Creations, mi va di spendere due parole sul nostro nuovo format: il titolo “RecensiAMO” è provvisorio, ma rende bene l’idea di ciò che vogliamo fare e che amiamo da veri appassionati; la nostra speranza è quella di coniugare delle spiegazioni esaustive a un unboxing intrigante e un intrattenimento con poco pretese ma, speriamo, efficace.

Le prime reazioni del pubblico sono state molto buone e non possiamo che ringraziare tutti per la fiducia che ci stanno dando: giuriamo di migliorare in quanto a recitazione e montaggio (perché recitare peggio di così è impossibile e fare montaggi peggiori è difficile). W Progetto Gaming!
(Alessandro Pironti)

Alex & Charly parlano di insoliti sospetti, gioco Cranio Creations.

Charly al confronto all’americana, per la recensione di insoliti sospetti

Insoliti sospetti: numero di giocatori, durata ed età consigliata

Diamo un’occhiata alle carte del gioco “insoliti sospetti” della Cranio Creations.

 

Intervista esclusiva a Dungeons and Dragons!

Siamo riusciti a intervistare, solo per voi, il capostipite dei giochi di ruolo, Dungeons and Dragons. Sentiamo le sue dichiarazioni:

D- Buongiorno signor Dungeons and Dragons!
R- La prego, mi chiami pure D&D.

D- Dopo più di 50 anni dalla sua invenzione, lei é ancora il gioco di ruolo più famoso e giocato del mondo. Come ci si sente?
R- A dire il vero il mio predecessore, il Dungeons and Dragons origniale, é quello che ha più di 50 anni… Io ne compio 50 esatti quest’anno, visto che sono stato pubblicato nel 1977, anche se all’epoca mi chiamavo Advanced Dungeons and Dragons. Purtroppo il vecchio D&D é stato lasciato da parte molti anni fa, mentre io sono cresciuto e, dopo aver cambiato nome, sono diventato il gioco di ruolo che tutti conoscete.

D- Quando é nato, i suoi genitori sapevanor che lei sarebbe diventato un grande successo?
R- I miei padri Dave e Gary mi hanno creato credendo in un gioco che unisse il divertimento che si prova da bambini giocando ai cavalieri, draghi e eroi con le regole necessarie per rendere il gioco una esperienza piacevole per tutti.

D- Lei é stato accusato di avere spinto molti giovani a commettere violenze, addirittura di convertire i ragazzi al satanismo. Ha qualcosa da dire al riguardo?
R- Non sono mai stato satanista, e tutti gli studi provano che né io né i miei colleghi videogiochi abbiamo nulla a che fare con la violenza dei ragazzi, che é influenzata invece molto dall’ambiente in cui vivono. L’unica cosa di cui ho colpa é di aver fatto divertire generazioni di ragazzi e adulti, fin dagli anni ’70.

D- Nel 2003 é nata la vera stella che tutti ricordano: D&D terza edizione. Come ci si sente ad aver sconvolto cosí il mondo dei giochi di ruolo?
R- Sono felice di aver portato nuove energie e idee nel mondo dei GdR. Non per vantarmi, ma tra terza edizione e 3.5 ho pubblicato ben 69 manuali, un sistema di gioco che ho reso open source per renderlo accessibile ed utilizzabile da chiunque e, secondo molti, ho dato un grande aiuto al ritorno in auge del fantasy. Come molti eroi, ho involontariamente creato un mio degno rivale, Pathfinder.

D- Nel 2008 arriva il periodo buio. Con D&D quarta edizione i fan si ribellano contro un gioco molto meno “di ruolo”. Come mai questo cambio di rotta?
R- Come molti artisti, anche io ho avuto un momento di incertezza nella mia carriera. Ero il migliore al mondo, e per questo volevo provare a buttarmi in qualche altro campo. Ho deciso di diventare un wargame, ma non é stata una scelta saggia. Ho perso la mia identità ma ora, grazie ai miei fan, sono ritornato con la quinta edizione, più GdR che mai!

D- Possiamo quindi dire ai fan che il gioco di ruolo migliore al mondo è tornato per restare?
R- Assolutamente! I miei fan hanno apprezzato molto il ritorno alle origini, e io non ho assolutamente voglia di deluderli.

D- Grazie mille signor D&D e in bocca al lupo per la sua carriera!
R- Grazie a voi di Progetto Gaming!

Sneaky Cards – Un gioco per tutto il mondo!

Rivela il ninja che dimora in te con Sneaky Cards, un nuovissimo gioco di carte che saprà regalarvi delle grandissime risate e tante nuove conoscenze!

Che gioco è Sneaky Cards? Semplice da dire: ogni carta vi propone una sfida da portare a termine prima di passare la carta ad un altra persona. Non sembra molto diverso da un normale gioco di carte… E allora dove sta la chicca? 

Semplice: le sfide vanno completate insieme a degli estranei, e a loro dovremo passare le carte per invitarli a partecipare al nostro gioco! Nascondi la carta nella tasca di un manichino o in un libro della biblioteca, giocala come premio in un duello o barattala, da solo o con amici, e finisci il tuo mazzo di Sneaky Cards! 

Lo scopo del gioco è molto semplice: finisci il tuo mazzo di carte. Nel farlo, potrai coinvolgere amici, parenti o addirittura totali sconosciuti in questo fantastico gioco!

Sul sito del creatore potrete trovare il mazzo di carte originale in inglese per soli 9,99$, ma noi di Progetto Gaming abbiamo tradotto l’intero gioco per voi in Italiano e ve lo regaliamo! Avete letto bene, vi regaliamo l’intero gioco in formato PDF, pronto da scaricare e stampare! 

E, come se non bastasse, vogliamo fare di più! Inviateci le carte create da voi e noi le raccoglieremo e le pubblicheremo in un’espansione, sempre gratuita, pronta per essere stampata e giocata!

Inviateci le vostre carte a info@progettogaming.it oppure inviatecele sulla nostra pagina Facebook come messaggio o come post con l’hashtag #progettosneaky!