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Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

Colpo Salernitana: è fatta per Singh!

La Salernitana, in vista del mercato di gennaio, ha piazzato un importante colpo in fase difensiva: dal Cittadella arriva il forte difensore Sanny Singh, che può ricoprire con naturalezza anche il ruolo di terzino destro. Alla società veneta 100.000€ e il cartellino del terzino Antonio Arsenti. Profondamente soddisfatti il d.s. Stranges, che ha fatto di tutto per portare il giocatore in Campania e il mister salernitano Sangiorgio, che da tempo aveva richiesto un difensore centrale per rinforzare il pacchetto arretrato. Il giovane talento si trasferirà a Salerno da gennaio, alla riapertura del calciomercato. Abbiamo intervistato il giocatore a riguardo:

Giornalista: “Ciao Sanny, come ti senti da neo acquisto della Salernitana?”
Singh: “Sono contento  di iniziare  questa nuova avventura, soprattutto dopo questo periodo di difficoltà passato con la squadra precedente. Spero di poter esprimere tutto il mio potenziale e dare il meglio”.
Giornalista: “Dicevi di un periodo di difficoltà passato con la tua precedente squadra, vuoi parlarne?”.
Singh: “Un insieme di fattori, un po’ perché non ho avuto tanto spazio come titolare e poi perché probabilmente  non mi sono riuscito ad integrare bene fin dall’inizio”.
Giornalista: “Quali sono i tuoi progetti futuri a partire da questa nuova avventura a Salerno?”.
Singh: “Nessun progetto in particolare, solo impegno per questa scalata con i miei compagni di squadra e arrivare in serie A!”.
Giornalista: “Tornando al fatto che vivi a Salerno, deduco che non ci abbia pensato due volte prima di accettare l’offerta della Salernitana, giusto? Come ti sei sentito quando sei stato contattato dal loro D.S. per offrirti ufficialmente un contratto?”.
Singh: “Credo che ogni giocatore sogna di poter giocare un giorno nella squadra della propria città. Quindi non poteva capitarmi un’offerta migliore direi, per il senso di appartenenza  e di familiarità. Sono rimasto davvero sorpreso quando mi hanno contattato per la proposta di trasferimento, più che altro è stata una via d’uscita da questo periodo buio al Cittadella.”
Giornalista: “Cosa vorresti dire ai tuoi nuovi tifosi?”.
Singh: “Ai tifosi vorrei dire solo che sono molto carico, e spero di poter fare tanto per questa squadra. Inoltre è fondamentale creare una buona intesa con i compagni di squadra e con il mister”.
Giornalista: “Cosa vorresti dire al tuo nuovo mister e ai tuoi nuovi compagni in attesa di unirti a loro a gennaio?”.
Singh: “Non vedo l’ora di mettermi in gioco e in particolare spero di avere la fiducia dell’allenatore e di credere in me anche se commetto qualche errore, perché mi serve ancora tanto per crescere”.
Giornalista: “Perfetto, grazie mille per la tua disponibilità e in bocca al lupo per la tua nuova avventura”.
Singh: “Grazie mille, crepi!”.

Il nuovo calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con riscatto

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento del calciomercato nell’ambito del progetto. Se agli inizi c’era la possibilità di prendere giocatori in prestito con diritto di riscatto o di ingaggiarli a titolo definitivo con pagamento rateale, in seguito a varie eventi che hanno minato la credibilità di questi movimenti – con squadre che prendevano giocatori che non potevano permettersi aggrappandosi alla possibilità di pagarli anche l’anno successivo, dopo aver incassato i vari bonus di fine stagione e il bilancio di inizio stagione successiva, altre squadre che prendevano giocatori in prestito gratuito con il diritto di riscatto in modo da poter evitare di pagare anche solo lo stipendio semplicemente rinunciando al riscatto a fine stagione- si è deciso di cambiare il regolamento, abolendo queste due possibilità. Da quel momento il mercato è drasticamente cambiato, con meno trattative e più oculate per non rischiare di andare incontro a sanzioni anche gravi. Si è passati ai prestiti onerosi senza diritto di riscatto, ma con la possibilità una volta scaduto il prestito di comprare a titolo definitivo il calciatore qualora avesse fortemente convinto mister e società, i prezzi hanno iniziato a variare verso il basso, non essendoci più la possibilità di comprare un giocatore ad una certa cifra pagandolo in parte con i soldi disponibili nel bilancio attuale, e il resto con le rate successive una volta recuperati i soldi necessari. Vero è che resta in auge il solito “gioco” dei d.s., che ovviamente continuano a fare il loro mestiere cercando di vendere alla cifra più alta possibile e di acquistare alla cifra più bassa possibile per il bene della società, chi in buona fede facendo il suo lavoro, chi facendo il furbetto, anche se a  dire il vero non si è assistito ad una truffa in sede di calciomercato dai tempi di Vito Pizzo, tristemente passato agli onori della cronaca per aver trasportato l’altrettanto tristemente nota calciopoli sul progetto. Fortunatamente non sono più capitati spiacevoli avvenimenti come quelli in cui Pizzo truffava altri d.s. meno esperti, portandosi a casa giocatori di gran valore a pochissimo attraverso vari stratagemmi, questo grazie soprattutto ai costanti controlli dell’amministrazione, che una volta bannato l’ex d.s. della Juventus ha fatto si che non ricapitasse nulla di simile con altri utenti.

A riguardo abbiamo intervistato un personaggio di grande spicco del progetto, ovvero Filippo Ballarini, uno degli amministratori del progetto, che ringrazio vivamente per la squisita disponibilità.

Giornalista: “Buongiorno Filippo, volevo avere un tuo parere sul cambiamento del mercato con le abolizioni delle rate e dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto. Come mai avete deciso di toglierli, se siete soddisfatti del risultato ottenuto e se avete in mente qualche altra modifica”.
Ballarini: “Abbiamo sempre voluto rimanere più vicino possibile alle regole del calcio fuffa, ma alcune cose non sono ancora applicabili. Tra cui le rate, per il fatto che non avendo un programma automatizzato per fare i calcoli e tenere tutto a memoria, le rate a lungo andare sarebbero state impossibili da controllare e gestire. Inoltre è stato fatto anche per non rischiare che molte società facessero tante rate per poi non essere in grado in futuro di pagarle, visto che molti sono ancora adolescenti e giustamente  non possono sapere molto di economia”.
Giornalista: “Se tornaste indietro confermereste la scelta, la annullereste o modifichereste qualcosa di essa?”
Ballarini: “Se parli delle rate no, eliminarle era l’unica soluzione. Ha solo reso le cose più semplici e ridotto i prezzi”.
Giornalista: “Infatti sembra proprio che le cose vadano alla grande. Pensi che a questo punto si potranno mettere in atto altre modifiche per rendere la situazione ancora migliore o la ritenete già positiva così come sta andando?”
Ballarini: “Sono già in fase di sviluppo delle applicazioni per rendere più facile la gestione delle finanze”.
Giornalista:” Buono a sapersi. Vi stimo perché state facendo un ottimo lavoro, con tanto sacrificio ma che porta a grandi risultati. La crescita esponenziale dei nuovi iscritti penso sia una dimostrazione lampante di quel che dico. Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro una splendida giornata”.
Ballarini: “Grazie mille, a presto!”

A modesto parere dello scrivente,  la scelta presa dagli amministratori di abolire le rate ed i prestiti con obbligo e diritto di riscatto è stata la mossa giusta per dare uno scossone all’ambiente, perché ha portato ad una gestione più oculata del mercato da parte dei d.s., nonché all’abbassamento dei prezzi di mercato, che erano arrivati alle stelle, nonchè alla scomparsa  di eventuali “furbetti”, ovvero quei d.s. che in passato utilizzavano questi stratagemmi per potersi accaparrare un determinato giocatore che non attraverso queste forme di pagamento, tutto questo spesso a svantaggio di altri d.s. che erano interessati magari allo stesso giocatore ma neanche provavano ad aprire una trattativa, ben consci del fatto che se fosse andata in porto avrebbero rischiato un passivo di bilancio se non il fallimento della squadra in cui lavorano, qualora non fossero riusciti a mettere da parte abbastanza soldi per pagare le rate allo scadere dei termini o il riscatto a fine prestito. Vedremo se ci saranno in futuro nuove modifiche sul mercato per portare ad una gestione sempre più oculata e parsimoniosa che non avvantaggi e non danneggi nessuno, in modo da avere campionati sempre più belli, combattuti ma soprattutto corretti.
 

E’ arrivato l’analista: 7° giornata Serie B (3/3)

Terza ed ultima parte delle partite della 7^ giornata del campionato cadetto.

Akragas – SPAL 0-0
Pareggio interno per i siciliani, incapaci di sfruttare le varie occasioni da gol create durante la partita. Un punto d’oro per la squadra di Ferrara che, pur soffrendo per 90’, fa un passo importante per rimanere in corsa per la salvezza. Il match dell’Akragas parte in salita, con l’infortunio di Davide Gismondi. Al 65’ Angelo Guarneri della SPAL riceve il cartellino giallo. Migliore in campo: Gian Piero Joel (7.4), difensore centrale agrigentino.

Palermo – Ancona 2-3
Ottima vittoria esterna dei Dorici, che raggiungono il 19° posto, arrivando a sei punti. La partita è stata equilibrata, ma il successo dei marchigiani è meritato e dovuto all’imprecisione dei rosanero. L’arbitro ha mostrato a sette giocatori il cartellino giallo: Ingrande, Carafa, Brucia, Pernarella, Gargia, Papaleo e Terzino Temporaneo. Il trionfo dell’Ancona risulta ancora più sorprendente per il fatto che si tratti di una rimonta: al 13’ il Palermo passa in vantaggio, grazie a Gentile. Al 18’ Papaleo firma il pareggio ma, otto minuti dopo, è Graziano a riportare avanti i padroni di casa. Le reti di Pernarella e Escalona completato la rimonta entro il 53’. Migliore in campo: Di Cicco (8.5) dell’Ancona

Novara – Roma 1-1
Punto con poche pretese per entrambe le squadre, lontane dai propri obiettivi stagionali. La Roma domina per tutti i 90’ ma paga un inizio disattento che ha permesso a Valerio Tranainti di andare in gol al minuto due. I giallorossi hanno tirato dieci volte nello specchio della porta riuscendo a superare il portiere Pisati solo in occasione della rete di Riccardo Dadydady al 73’. Migliore in campo: Giancarlo Di Cicco (8.5) dei giallorossi.

Livorno – Frosinone 0-2
Giusta vittoria del Frosinone, che a Livorno si diverte e domina senza difficoltà. Sarebbe sbagliato dire che i toscani non abbiano creato nulla, ma non sono riusciti a sfruttare le occasioni da gol create. Partita “maschia”: ventidue falli e quattro ammonizioni. Le marcature sono state realizzate da Generale al 19’ e da Scriboni al 56’, con un assist di Amendola. Migliore in campo: Manuel Sanna (7.6) del Frosinone.

Cittadella – Brescia 0-1
Ogni risultato sarebbe stato adatto per questa partita: equilibrio pressoché perfetto. Il cittadella ha commesso sei falli in più, ma ha anche calciato più angoli. Le rondinelle sono state sicuramente aiutate dall’infortunio di Gianluca Zillante della formazione veneta. Pierpaolo Palladino al 30’ ha portato in vantaggio i lombardi e ha portato alla vittoria la sua squadra. Migliore in campo: Pierpaolo Palladino (8.2) del Brescia.

Classifica: Chievo 16; Salò 15; Salernitana 14; Entella 13; Parma, Benevento, Akragas 12; Avellino 11; Frosinone, Foggia, Novara, Vicenza, Palermo 10; Spezia 8; Brescia, Lucchese, Trapani 7; Livorno, Ancona 6; Cittadella 4; Roma, SPAL 2.

Cittadella: tempo di cessioni

Il mercato non dorme mai, nemmeno a ridosso delle festività invernali.

È di pochi minuti fa l’annuncio del presidente del Cittadella, Baldacci, che comunica l’inserimento tra i cedibili di Nicolò Gigli.

gigli cittadella
Nicolò Gigli stagione 3

Il ragazzo si presenta come un buon prospetto, molto tecnico e con un discreto spunto nell’uno contro uno.

Scarso colpitore di testa, la sua scarsa concentrazione e senso della posizione potrebbero farlo trovare spesso in fuorigioco.

Motivo per il quale, nonostante il gioco lo veda come un attaccante promettente, credo valga la pena impiegarlo in fascia, dove non deve fare a sportellate con mediani e difensori e può diventare un validissimo assist-man.

Dal punto di vista dell’attività ha ancora molto da dimostrare, tanto che il Cittadella ha deciso di cederlo per poter far cassa e promuovere un giocatore dalla squadra satellite Tuttocuoio.

Consigliamo di tenerlo d’occhio e valutare seriamente le intenzioni di coinvolgimento del ragazzo, dopo averne discusso con il DS dei veneti Alessio La Rosa.

Cittadella: ecco cosa ci attende nella prossima stagione!

Buongiorno ragazzi! Siamo quì nella sede del Cittadella con il patron Baldacci e il suo braccio destro, Giuseppe Gambardella. Ma diteci un po’, che cos’è il Cittadella? Cosa significa per voi questa società?

Baldacci: Buongiorno Andrea. Intanto grazie per questa possibilità che ci hai concesso di esprimere un po’ le nostre idee e visioni sul Cittadella.

Il Cittadella significa tanto per noi. Per noi è una filosofia di gioco, di gruppo e di vita. Concentriamo sempre tutti i nostri sforzi per dare il meglio per questo grande team di talenti.

Gambardella: Il Cittadella è una famiglia, non una società. Il mio socio è riuscito in questi anni, con la passione, a creare questa piccola realtà felice ed è per questo che ho scelto il Cittadella prima come allenatore e poi da presidente. In questa nuova stagione (la 4, ndr) affiancherò Yuri in questo progetto di famiglia e cercherò di dare il mio contributo da buon capo di famiglia, credo di avere l’esperienza giusta nel vissuto reale.

Quali sono le vostre ambizioni e i vostri obiettivi per la stagione 4?

Gambardella: L’obiettivo è la Serie A (playoff o promozione diretta) e in ogni caso fare bene, ma solo se in gruppo. Lavoreremo sull’ affiatamento totale e la valorizzazione dei giocatori. Questo da presidente, da mister metto le mani avanti e dico un campionato tranquillo e poi sognare non costa nulla.

Baldacci: Sono perfettamente d’accordo con il mister (e socio). Dobbiamo puntare alla Serie A, mantenendo i piedi per terra e valorizzando ogni giocatore a disposizione.

Chi è il giocatore simbolo di questa squadra, per attività e leadership?

Baldacci: Il giocatore simbolo è sicuramente il capitano Pardo Vizzarri. Attivo, voglioso di fare bene e soprattutto un vero leader per la squadra. Vorrei anche citare come importanza, Rosamilia e Vecchio oltre che La Rosa. Rappresentano da sempre lo zoccolo duro dei senatori della squadra.

Gambardella: Potrei dire il capitano e il suo vice, sono quelli che incarnano lo spirito di squadra, ma tutti gli sono molto vicini. Mi sento di confermare i nomi fatti da Yuri.

Avete qualche piccola anteprima che volete mostrarci in ottica della prossima stagione? Dobbiamo aspettarci grosse novità?

Baldacci: Sì, sicuramente grosse novità. Come obbiettivi abbiamo, oltre ai già citati, quello di portare il Tuttocuoio ad essere una vera e propria risorsa nell’ambito dei giovani talenti. Dal Cittadella sono usciti grandi nomi del PG e vogliamo che anche il Tuttocuoio riprenda le orme della prima squadra. Ci saranno grandi rivoluzioni anche a livello di social, comunicazione, maglie, logo e forse anche nome. Una rinfrescata per una squadra che punta in alto.

Gambardella: faremo parlere di noi con la nostra semplicità e divertimento.

Come pensate di muovervi sul mercato? Avete qualche profilo in mente per lo scacchiere del Cittadella?

Gambardella: Abbiamo una base solida, faremo solo piccoli innesti. Poi se capiterà un buon affare lo faremo sicuramente.

Baldacci: Sul mercato non ci muoveremo molto, puntiamo a valorizzare i player e a promuovere qualcuno dalla squadra satellite.

In chiusura; un consiglio che dareste ad un neo iscritto?

Gambardella: È un gioco e va affrontato come tale

Baldacci: Ad un neo-iscritto consiglio di divertirsi e di non prendere il progetto come una cosa troppo seria. È un game e ci si diverte. Ho sentito tante cose ultimamente, di utenti che se la prendono troppo sul serio. Cercate di divertirvi e voletevi bene.