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Intervista completa ad Arnaldo Figoni

Luglio 2019, il Chievo di mister Arnaldo Figoni vince la serie B e viene promosso in serie A. Ora che sono passati due mesi incontriamo il mister gialloblù facendo un analisi approfondita tra passato presente e futuro sul allenatore-giocatore Arnaldo Figoni

Buonasera Arnaldo e bentornato, attualmente sei una colonna del Torino ma prima di andare al Toro dove giocavi? E come giudichi le tue esperienze?

Ho giocato in tante squadre. Iniziai al Chievo, ma per quanto io sia legato a esso, non fu una bella esperienza. Non solo per me. Penso a Fusco, che adesso è un portierone top, e stava in panchina, assolutamente senza senso. Per quanto fosse la Juve di Pizzo (ancora ho i brividi a sentire quel nome) stavo bene. Andavo molto d’accordo con Gallorini e Agosta, quel gruppo whatsapp era il delirio, davvero. Segnai i miei primi due gol nel progetto proprio con la Juve. Gallorini ancora ricorda la mia doppietta contro il Crotone… All’Udinese c’era una sensazione di come tutto stesse andando a rotoli, però nonostante ciò siamo rimasti a formare un gruppo. Poi vabbè abbiamo visto di tutto lì dentro, tra Sandro, i conti in rosso. Bene o male ero diventato quasi un simbolo della squadra. Poi mi dissero che dovevo essere ceduto. Ci stava, anche perché l’Udinese voleva investire parecchio sul mercato, e visti gli schemi di Sandro, io ero abbastanza fuoriluogo. Oltre a quello prendevo quasi mezzo milione, quindi era giusto cedermi. Si interessarono diverse squadre a me, tra cui Inter e Torino. L’Inter aveva quasi chiuso l’affare del secolo: voleva prendermi ad appena 300k più un difensore centrale che poi rifiutò il trasferimento. Alla fine l’Udinese accettò il pagamento dal Torino, e se proprio devo dirla tutta, meglio così. Ho trovato un gruppo fantastico, tanti amici e non andrei via mai. Perlomeno fino a quando non si rompono il cazzo di avermi in squadra!

Prosegue

A fine stagione il Chievo retrocesse e Altomare voleva rifondare la squadra. Decide di vendere me alla Juve. A parte il fatto che non avevo visto mai il campo, mi faceva strano che la Juve fosse interessata a me. Alla fine accettai. 150k più Altomare per andare via dal Chievo. Non mi sono assolutamente pentito in quella circostanza ad abbandonare la nave

Come hai iniziato la tua carriera da allenatore?

Ho iniziato la carriera di allenatore quasi per caso. La prima volta che ho allenato ero annoiato. Visto che al Chievo giocavano sempre gli stessi undici, pensai che potessi fare qualcosa qui all’interno del progetto come allenatore. Ballarini un giorno dice si è liberata la panchina della Samp. Mi propongo e vengo subito preso ad allenare. La squadra era molto valida. La prima partita che ho giocato fu un Sampdoria Progetto Gaming. Giocavo in live contro Alessandro Pironti, partimmo forte e al primo tempo vincevo 3-1. La partita finì 3-3 e crashai anche. Poi avevo capito che non c’era modo di fare meglio. Avevo preso una scoppola impressionante dalla Fiorentina e anche dal Torino. Diedi le mie dimissioni e lasciai perdere. Poi sono tornato ad allenare nuovamente per caso, quando Giunti mi disse: “devi sostituirmi” io gli dissi che non ne avevo voglia, pensa te.

Cosa ne pensi del gruppo del Chievo che hai costruito?

Penso che la gente sottovaluti quello che è l’unità del nostro gruppo. Pur non essendo appariscenti, senza floodare la home del progetto siamo molto uniti. Non posso che essere felice del mio gruppo, si vede che ci tengono davvero alla squadra. Nessuno vuole andare via e io non voglio mandare via nessuno. Sono tutti molto legati alla causa e se sono qui a rappresentare i nostri colori, è per loro.

Invece del gruppo del Torino?

Il gruppo del Torino è un gruppo molto affiatato, mi sono trovato benissimo sin dal primo momento in cui sono entrato. Poi considerato che avevo conosciuto Deidda dal vivo pochi mesi prima, per me entrare in quella squadra era il top. Non rinnego assolutamente la mia scelta

Da quale season partecipi nel progetto e come mai sei entrato?

Faccio parte del progetto dalla primissima stagione. Entrai per caso su suggerimento di Lorenzo Giunti, mio attaccante al Chievo. Siccome sapeva che io gioco a FM, mi disse che stavano aprendo un campionato online. Disse a me, Frisina, Tiberi e altri di iscriversi che serviva gente. Veniamo tutti da un gruppo comune chiamato IMDI. Tiberi andò alla Fiorentina, “tradendoci” per poi raggiungerci un secondo momento. Mi sono iscritto come centrocampista perché serviva gente lì, anche se nella “realtà” in cui scendo fisicamente a giocare sono più offensivo.

Qual è il tuo obbiettivo con il Torino?

Uno non si può dire perché porterebbe una sfiga unica. Però vorrei starci più a lungo possibile, magari diventando un simbolo della squadra. L’obiettivo è un solo, fare sempre meglio. E penso che la cosa sia condivisa anche da tutti gli altri compagni di squadra.

Come hai reagito alle gufate sul tuo Chievo?

Li ho lasciati gufare, avevo un campionato da vincere.

Chi pensi sia stato il rivale in questa stagione del Chievo per la vittoria della Serie B?

Ce ne sono state più di una. A tratti sono stati Entella, Parma, Frosinone. Poi c’è stato il Benevento per un brevissimo periodo, e infine sono uscite fuori Avellino e Vicenza. Però l’unica costante in tutto ciò sembriamo essere noi

Come è stato il passaggio a FM 19?

All’inizio terribile. Non ci capivo nulla. Lo trovavo irrimediabilmente pesante a livello di software e non mi sembrava manco sto granché. Piano piano ho iniziato a lavorarci su e un minimo l’ho capito. Poi quando sono uscite le tattiche Beowulf è come se avessi dovuto imparare nuovamente il gioco da capo. Però rispetto all’inizio va molto meglio, direi.

Hai qualche squadra dove vorresti allenare e/o giocare?

Giocare penso solo Torino in realtà. Mi incuriosiva parecchio l’Inter di Marchese, ma ora come ora non andrei via. Per quanto riguarda allenare penso che risollevare il Genoa sarebbe una bella sfida, ma dall’altra parte non lascerei mai il Chievo se non per la nazionale maggiore. Ma la vedo abbastanza improbabile che io finisca a guidare la selezione di tutto il progetto!

Quanto giochi mediamente a fm?

In realtà gioco in maniera alterna. Prima di iniziare a giocare online, potevo passarci giornate intere senza mai stancarmi. Poi comunque iniziai a giocare a CSGO, successivamente a Overwatch, perciò FM lo giocavo ma non in maniera così assidua, come quando provai FM11. Adesso ci gioco, ma è più una cosa legata ai test per poi dare il meglio durante le live.
Prima facevo le carriere offline, adesso è più una cosa dedicata al testare moduli e schemi. Quindi l’aspetto storytelling è scemato un pochino per dare spazio ad altre cose, come i test che ho menzionato prima

hai qualcosa da dire sulla vincita del campionato?

Niente in particolare, giusto che la letteratura inglese è molto ampia! Oltre a Beowulf (che è una lettura abbastanza pesante) ci sono tanti romanzi come i viaggi di Gulliver, Robinson Crusoe, anche qualcosa di Dickens! Stesso discorso per i festival del cinema, non c’è bisogno necessariamente di andare al Torino Film Festival per interessarsi di cinema!

Pensi di avere le caratteristiche per allenare la nazionale?

Sta agli altri giudicare, non a me

Ultima domanda, cosa ti aspetti da questa Serie A? E dove può arrivare il Chievo?

Non ci poniamo limiti. Puntiamo sempre a fare meglio della stagione prima

Articolo di Francesco Avogaro

Figoni palla… al piede – Intervista ad Arnaldo Figoni

In occasione della Vittoria della Serie B, abbiamo intervistato Arnaldo Figoni, allenatore ed uno dei Fautori della Grande Cavalcata Clivense.

Benvenuto Arnaldo e grazie per aver accettato l’intervista ai microfoni del Progetto Mk-Ultra!

Figurati! Grazie a voi!

Innanzitutto iniziamo con le presentazioni, chi è Arnaldo Figoni all’interno del Progetto?

Sono Arnaldo Figoni, allenatore del Chievo da marzo della S2 e non potevo fare scelta migliore! Sebbene all’inizio non me la sentissi proprio di allenare…

Chi è invece Arnaldo Figoni nella realtà Fuffa?

Nella realtà fuffa Arnaldo Figoni è un fancazzista, studente di lingue straniere col sogno nel cassetto di fare il giornalista sportivo. Infatti sono un grande appassionato di calcio e rugby, ma soprattutto mi piace raccontare storie. Se riuscissi a fare strada con queste caratteristiche sarei veramente felicissimo. Poi non sono solo appassionato di sport, seguo tantissime serie TV, suono chitarra e basso e nel corso degli anni mi sono innamorato di alcuni videogiochi, tra cui FM… Perlomeno prima di entrare nel Progetto, da lì FM è diventato un motivo costante di pugni sul tavolo e santi caduti dal calendario, chiedo scusa a tutta la Chiesa Cattolica.

Quindi sei un appasionato di Serie TV, associa qualcuno del tuo Chievo e i tuoi acerrimi rivali in B a dei personaggi di Serie TV!

Bella domanda, mi piace molto! Mi piacciono molte serie TV, anche se non ne ho una in particolare che vince su tutti. Una a cui sono particolarmente affezionato è The Office. E rende perfettamente l’idea di quello che è il Chievo. Il Michael Scott in questo caso sarei io, a capo della questione, che dirigo un gruppo di persone che farebbero volentieri altro, ecco. Jim e Pam sono Giunti e Cavaleri, che pure se battibeccano in realtà si vogliono bene. Poi Frisina, Muntoni e i miei carpentieri sono i ragazzi del piano di sotto della Dunder Mifflin, ragazzi che organizzano perfettamente le dinamiche del gruppo. Clerici è indubbiamente Creed Bratton, Re dei cialtroni. Fuori di testa, probabilmente fedina penale opaca, è uno che va full matto da 0-100 in 3ms. Tiberi mi ricorda un po’ Stanley Hudson, il mitico. Un genio assoluto e spirito guida personale. Dei grandi personaggi credo che quello che calza a pennello è Dwight con Di iure. Ora è diventato presidente della cordata, e chi lo ferma più! Comunque è un mito e come Dwight, serve nella nostra Dunder Mifflin. Sui nostri rivali passo un po’ a quello che è la wave Simpsoniana del progetto: io guardo ai nostri rivali come se noi fossimo di Springfield e loro di Shelbyville.

Benissimo, ora possiamo passare al tema principale di questa intervista, il Chievo, la squadra che alleni. I Clivensi sono stati i vincitori di questo campionato di Serie B. Ma prima di parlare di questo, Arnaldo, potresti parlarci della storia nel Progetto di questa squadra?

La storia del Chievo è lunghissima e travagliata. La S1 è stata veramente una cosa che è difficile da replicare. Non auguro a nessuno di vivere una combo di allenatori incompetenti come l’abbiamo vissuta noi. Inizialmente c’era Bencar, allenatore che aveva anche belle idee ma che praticamente ha fatto giocare solo gli stessi undici fino a quando non è stato sollevato dall’incarico. Sì non è manco stato licenziato, è proprio sparito. Hai presente la classica scena del marito che dice: “Cara, vado a comprare le sigarette!”. Uguale. È andato via e nel frattempo molte persone si sono inattivate. Basti vedere che in squadra avevamo Fusco e non giocava. Adesso sappiamo tutti cos’è diventato come giocatore… Tra queste persone al Chievo che non vedevano mai il campo, c’ero anche io. È vero che avevo una scheda di merda, diciamo, però vuoi fare anche un minimo di turnover? Sempre gli stessi undici alla fine escono spompati. Ed è esattamente quello che è successo. Io stavo pensando di abbandonare, però mi dava fastidio, perché sapevo che l’idea del Progetto in sé era molto valida. Cercai in tutte le maniere di tenermi attivo, andai anche ad allenare per la prima volta, per comunque stare sempre nel gruppo e non grattarmi la panza, insomma… Una volta andato via Bencar è arrivato Altomare, e per quanto ci tenesse a fare una cosa fatta come si deve, fece un macello. Lì per lì non capii cosa succedeva, ma ho realizzato tutto una volta arrivato da DS. Perciò come ho avuto la prima occasione buona di andare via dalla squadra – come molti peraltro – ho mollato e sono andato alla Juve. La squadra era già scesa in B quando sono andato via, e la prima parte di campionato la fece Altomare. Tra l’altro quell’anno i ragazzi non ricevettero bonus, banalmente perché non vennero depositata una lista di quanto gli sarebbe spettato da contratto… Poi Giunti mi chiese di tornare ad affiancarlo come DS. Allenava lui inizialmente, poi mi disse, devi sostituirmi che io non posso allenare oggi. Era un Chievo Brescia, la squadra avversaria era fuffa. Il primo gol, manco a dirlo, Belluscio. Vincemmo quella partita 2-1 e il nostro portiere parò un rigore all’89’. A un certo punto Giunti decise di farsi da parte e sono diventato a tutti gli effetti l’allenatore della squadra. Piano piano abbiamo cominciato a costruire una squadra partendo dagli acquisti del calciomercato invernale. Tiberi, Muntoni, Riva, Piccirillo, sono arrivati tutti quando abbiamo deciso di sistemare la squadra, preservando il potenziale che c’era già.

Qual è invece la storia del Figoni allenatore del Chievo?

La storia di Figoni allenatore parte dalla Sampdoria. Per evitare di inattivarmi, ho pensato: “Se divento allenatore ritirano il mio giocatore che tanto è inutile”. L’amara verità invece era che se avessi ritirato il giocatore non avrei potuto allenare di conseguenza. Perciò un giorno quando Fil disse che la Samp cercava un allenatore, chiesi di allenare. Provo anche una certa simpatia nel fuffa per i colori blucerchiati, quindi per me sarebbe stato veramente bello. Arrivai in un gruppo che mi accolse come fossi il salvatore della patria. Iniziai a parlare subito con Costantino, anche perché c’era uno dei primi grandi draft, ricordo che selezionai giocatori e alla fine prendemmo Bartucci che ha fatto le fortune della Samp nelle stagioni precedenti. In realtà però come allenatore ho fatto abbastanza schifo. Ricordo che la prima partita che giocai era una in live tra Sampdoria e PG. Vincevo 3-1 a fine primo tempo, poi il server decise di buttarmi fuori, pareggiammo 3-3. Realizzai subito che era colpa della mia linea internet, anche perché venni buttato fuori le due partite successive, dove presi delle sonore mazzate da Fiorentina e Torino. Ricordo un 8-2 o un 8-3 per loro. Alla fine decidetti di abbandonare la squadra dopo a malapena tre giornate. Al Chievo già era diverso, avevo masticato un po’ di più FM17, giocavo la carriera offline e capivo già quello che poteva essere il nostro gioco. Abbiamo fatto grandi partite anche in S2. Soprattutto perché siamo riusciti a salvare la squadra che a un certo punto sarebbe stata retrocessa direttamente. Solo che la Serie C non esisteva, e si sarebbe proceduto allo smantellamento della società. La partita perfetta credo sia stata Chievo-Trapani. Quella che ha sancito la nostra salvezza matematica. Una partita che abbiamo giocato benissimo, ordinati in difesa e velenosi in attacco. Nella S3 siamo partiti a bomba, con Chievo Udinese e la vittoria interna per 7-1. Sei gol di Belluscio. In nessuna carriera di FM un giocatore mi ha fatto 6 gol in partita ufficiale, mai successo. Però avevamo diversi problemi di modulo, prendevamo tanti gol e non capivamo perché. Nel frattempo ho conosciuto Maurizio Deidda, che anche lui studia a Pisa e abbiamo iniziato a scambiare diverse idee. Ho capito tante cose che non conoscevo all’interno del Progetto, come ad esempio il funzionamento di FM Touch. Non avevo idea che si potesse esportare la rosa per giocare 1v1. Iniziammo ad aiutarci a vicenda. Io col Chievo, lui con la Lucchese. Così è nato il celebre modulo “BELLUSCIO SCOPAMI COL 442 ROMBO”. Modulo che ha fatto le fortune della nostra squadra in S3. Abbiamo fatto una striscia di risultati positivi di più di venti partite. Soprattutto siamo riusciti a giocarcela con la Cremonese, senza fare catenaccio. È vero che abbiamo finito in dieci, però fino a quel momento ce la stavamo giocando colpo su colpo. Sapevo di avere qualcosa di molto buono tra le mani, e sapevo che questo potenziale andava valorizzato.

Arriviamo al Momento Clou: sapresti raccontarci come hai vissuto il vincere la Serie B? Dagli inizi del Campionato, passando dalle sconfitte che hanno ostacolato la squadra, fino ad arrivare alla reazione tua e della squadra per la conquista matematica della A e la vittoria dello scidetto?

Il campionato di B l’ho vissuto abbastanza male. Sentivo molto la pressione di dover fare qualcosa di buono. Allo stesso tempo però sapevo che FM19 mi avrebbe posto delle incognite che non conoscevo. Alcune cose inizialmente non le capivo, però bene o male siamo riusciti a capire come funzionasse in tempo per salvare la stagione. Sconfitte in realtà poche. La seconda a Benevento è stata abbastanza isolata, anche perché comunque avevo schierato una squadra diversa per capire come avrebbero reagito i miei giocatori. Non facemmo effettivamente schifo, diciamo. Con Vicenza e Avellino la questione è un po’ diversa. La prima è risultato della regola non scritta del “se il server crasha e hai vinto, sicuro perdi”. E perdemmo al ’93. Presi a testate il portatile dal nervoso. Pensare che avevamo vinto 3-1… Da lì è iniziato un momento “no”. Risultati altalenanti, pareggi subiti in extremis. La sconfitta in Coppa Italia contro l’Udinese, per poi passare alla partita con la Roma dove le abbiamo prese sonoramente. Con l’Avellino ci rimasi particolarmente male perché tre gol sicuri erano causati da un bug alle rimesse lunghe mai sistemato a dovere da Sports Interactive. La reazione nostra è stata rabbiosa, specialmente da parte mia. Perchè avevamo bisogno di cercare un qualcosa che ci restituisse forza e fiducia nei nostri mezzi. Da qui nascono dei sistemi di gioco intitolati a grandi romanzi della letteratura inglese. Anche ADD ha votato uno dei nostri moduli!

Adesso parliamo del futuro del Chievo! Quali sono gli obbiettivi per il prossimo anno?

Innazitutto salvarsi, possibilmente facendo bella figura! Non pretendo di fare un exploit stile Lazio e Cremonese, anche perché la mia rosa è più modesta! Però allo stesso tempo credo che si possa fare molto bene qui. Il gruppo è molto unito e non potrei chiedere più di quello che i ragazzi fanno già per la causa. Vogliamo toglierci tante soddisfazioni, e siamo molto curiosi di confrontarci con le squadre della Serie A!

Cosa bolle invece nel Calderone del Mercato Clivense?

Nel calderone del mercato ci sono due colpi in entrata e uno in uscita confermati, e un terzo che come ho raccontato ad alcuni è il classico colpo che come leggi ti fa dire: “MINCHIA!”. (Il terzo colpo è in entrata)

Hai finalmente vinto questa Serie B, lo avevamo detto tutti ma, ora che è finito tutto, cosa ne pensi delle Gufate di Inizio Stagione?

Che avevano ragione! Ringrazio loro per averci creduto fino alla fine! Senza di loro non ce l’avrei mai fatta.

I migliori e i peggiori 5 momenti di questo campionato?

I cinque peggiori:
5°, Benevento – Chievo, traversa di Amato quasi a tempo scaduto, sarebbe potuto valere un pareggio insperato
4°, Roma – Chievo, partita partita male e finita peggio. De Fanti viene espulso per condotta violenta, vista solo dal computer e mi salta tre giornate. Ed era subentrato a Graziotti infortunato. Piove sul bagnato.
3°, Udinese – Chievo, perdiamo una partita che sulla carta avremmo dovuto dominare. Non sapevamo più che pesci prendere, onestamente.
2°, Avellino – Chievo, 7-3 pesantissimo e condizionato dalle rimesse lunghe. Non volevo crederci. Sensazione di essere diventati pippe di colpo.
1°, Vicenza – Chievo, partita vinta 3-1 e rigiocata perdendo 2-1 al 93′. Basta e avanza.
I cinque migliori:
5°, Chievo – Frosinone, L’assist di Giunti in rovesciata per Riva è stato sublime. Una giocata così non l’avevo mai vista.
4°, Chievo – Roma, gol di Clerici da fuori area. Partita serratissima, aperta da lui e chiusa da Amato pochi minuti dopo.
3°, Livorno – Chievo, Eurogol di Giunti che da trenta metri tira una sassata sul secondo palo. Vinciamo una partita incredibile, essendo in dieci e io buttato fuori dal server.
2°, Chievo – Palermo, il centesimo gol di squadra che ci porta in vantaggio. Una sassata micidiale da dentro l’area e torniamo in vantaggio. In quella partita abbiamo conquistato ufficialmente la Serie A.
1°, Akragas – Chievo, Belluscio segna il 4-3 per noi e con quella vittoria ritorniamo in testa al campionato. Credo che tutto passi da lì. Se avessimo perso punti ad Agrigento stavamo raccontando una storia diversa.

Domanda finale, un pregio e un difetto di questa Serie B!

Un pregio è che la Serie B è sentitissima e combattuta. Non è mai banale. Un difetto? Troppa letteratura inglese! Esistono anche opere provenienti da altre culture, un po’ di inventiva, dai…

Grazie mille per l’intervista Arnaldo, speriamo di rivederci!

A presto! Grazie a voi!

Foggia, “botti” di fine campionato.

di Giovanni Nisi

In un campionato ormai giunto al termine, per le squadre con l’obiettivo salvezza già raggiunto è tempo di pensare al futuro, al mercato, alla prossima stagione e anche fare qualche esperimento per nuove tattiche. Il Foggia di mister Marchi, decide di far vivere questi ultimi scampoli di campionato ai propri tifosi senza farli annoiare. Arriva infatti una roboante vittoria contro il Chievo, vittoria a tratti neanche lontanamente immaginata.

LA PARTITA

I rossoneri si presentano inizialmente con un 4-2-3-1 con Cruccu e Martellosio ad agire come ali. Con un Micheli in versione trequartista, il resto del centrocampo viene confermato secondo gli standard della stagione. Confermato Sassu da difensore centrale, nel suo nuovo ruolo dopo una prima parte di stagione da mezz’ala.

Foggia che a sorpresa va in vantaggio al minuto 8 con il gol di Martellosio. Chievo che subisce il contraccolpo, stupito dall’immediato vantaggio dei rossoneri. Partita molto fallosa, come dimostrato dai ben 6 cartellini gialli totali (2 per il Foggia, 4 per il Chievo). Foggia che cerca di gestire il prezioso risultato con gli inserimenti di Carrara, Petrakiev e Niglio. La partita prende una piega definitiva nei minuti finali quando prima Cruccu segna il gol del 2-0 e poi Giunti subisce un infortunio che complica ulteriormente i piani dei gialloblù.

A confermare le intuizioni di mister Marchi il voto di migliore in campo dato a Sassu, autore di ben 5 contrasti decisivi, che termina l’incontro con il voto di 8,3. Seguono, per citarne solo alcuni, Martellosio con un’ottima prestazione da 8,2 seguito da Carbutti con 7,6 e, con un voto ex-aequo di 7,3 Cruccu e Zaffuto.

Partita sicuramente da ricordare per i rossoneri, soprattutto in vista della prossima stagione dove, per continuare a livelli anche più alti dovranno sfornare prestazioni di questo tipo con maggior frequenza. Ultimo appuntamento di campionato del Foggia in questa Serie B PG è dato alla prossima giornata dove affronterà la Salernitana.

Serie B: Focus volata promozione

Mancano soltanto tre partite al termine del campionato di serie B e la lotta promozione è più interessante che mai. Lo Spezzino analizza tutti i possibili scenari che possono verificarsi da qui al termine del campionato attraverso classifiche, calendario e scontri diretti. A tre giornate dal termine la classifica recita:

83 Chievo

80 Avellino

77 Vicenza

76 Frosinone

75 Benevento

Chievo: 83 punti

Al Chievo bastano quattro punti per la matematica promozione in A, in caso contrario dovrebbe sperare che l’Avellino non faccia più di tre punti e che il Vicenza non ne faccia più di sei. Prossimi impegni con:

  • Palermo (C)
  • Foggia (T)
  • Lucchese (C)

Scontri diretti a favore con: Frosinone, Benevento

Scontri diretti a sfavore con: Avellino, Vicenza

Avellino:80 punti

l’Avellino si gioca tutto nelle ultime due giornate con Frosinone e Benevento, avendo una differenza reti migliore con il Vicenza potrebbero bastare sei punti per la matematica promozione. Prossimi impegni con:

  • Spal (C)
  • Benevento (T)
  • Frosinone (C)

Scontri a favore con: Chievo, Vicenza (differenza reti totali)

Scontri diretti in parità: Frosinone 2-2 (andata

Scontri diretti a sfavore: Benevento 4-2 (andata)

Vicenza 77 punti

Il Vicenza deve recuperare tre punti all’ Avellino e ha dalla sua parte la partita con il Salò, tutto dipenderà dalle restanti partite con l’Avellino che sarà impegnato in due scontri diretti. Prossime partite con:

  • Akragas (C)
  • Salò (T)
  • Parma (C)

Scontri diretti a favore con: Chievo, Frosinone

Scontri diretti a sfavore con: Avellino (differenza reti), Benevento

Frosinone 76 punti

Il Frosinone ha forse il calendario più difficile rispetto alle altre squadre, potrebbe giocarsi tutto con l’Avellino all’ ultima giornata. Prossime partite con:

  • Roma (T)
  • Entella (C)
  • Avellino (T)

Scontri a favore con: /

Scontri in parità: Avellino 2-2 (andata)

Scontri diretti a sfavore: Chievo, Vicenza, Benevento.

Benevento: 75 punti

La finalista di coppa Italia si trova un calendario non semplice da affrontare, servirebbero tre vittorie e soprattutto buone notizie dagli altri campi.

  • Entella (T)
  • Avellino (C)
  • Brescia (T)

Scontri a favore con: Vicenza, Frosinone, Avellino (andata 4-2)

Scontri diretti a sfavore con: Chievo

Articolo di Gabriele Di Leo

Chievo Spezia 7-1 Antonio Di Gloria: “cerchiamo ancora questa salvezza”

Termina 7-1 la partita tra Chievo e Speziaallo Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona, la squadra di casa ha saputo sfruttare tutti i favori del pronostico e travolge gli ospiti con un passivo piuttosto pesante. Con questa vittoria il Chievo si porta a meno uno dalla capolista Avellino mentre lo Spezia rimane terzultimo a 24 punti con l’obbligo di prendere 10 punti nelle restanti sei partite per centrare una difficile salvezza. Noi de Lo Spezzino analizziamo la partita appena terminata attraverso le parole dei due allenatori, ecco che arriva qui da noi Antonio Di Gloria allenatore dello Spezia.

Buonasera mister partiamo subito dalla partita appena terminata, un 7-1 pesantissimo contro il Chievo, cosa non ha funzionato?

Direi che difensivamente siamo stati pessimi,ogni qual volta provavano un imbucata alle spalle della difesa riuscivano a passare tranquillamente

L’unica nota positiva della serata è il ritorno al gol di Altomare. Il giocatore sotto la sua guida sembra essersi sbloccato cosa ne pensi?

Penso che sono contento di averlo fatto “rinascere” non che ne avesse bisogno,aldilà del giocatore è una grande persona e se avesse un attività leggermente più alta me lo porterei in qualsiasi squadra io possa andare come allenatore

In casa Spezia è stata una mattinata di apprensione visto che tutti si aspettavano le tue dimissioni, cosa ti ha spinto a rimanere?

Mi ha spinto a rimanere il gruppo che saputa la mia idea mi ha chiesto di restare e il presidente il quale anch’egli non era contento che io andassi via poi il mio lavoro qui non è finito e dobbiamo andare a cercare ancora questa salvezza che tutti vogliamo

Salernitana, Novara, Vicenza, Livorno, Ancona, Akragas, mancano sei partite prima dell fine della stagione e alla tua squadra servono almeno dieci punti per sperare di affrontare il playout contro il Salò. Impresa difficile ma non impossibile, quanto ci credete a questa salvezza ?

A crederci ci crediamo tantissimo come i bambini credono ai supereroi ma siamo realisti e sappiamo che sarà molto dura arrivare ai playout ma fino alla matematica non molleremo

Articolo di Gabriele Di Leo

Postpartita Chievo Spezia 7-1 Arnaldo Figoni: “bravi a sfruttare gli errori dello Spezia”

Termina 7-1 la partita tra Chievo e Speziaallo Stadio Marcantonio Bentegodi di Verona, la squadra di casa ha saputo sfruttare tutti i favori del pronostico e travolge gli ospiti con un passivo piuttosto pesante. Con questa vittoria il Chievo si porta a meno uno dalla capolista Avellino mentre lo Spezia rimane terzultimo a 24 punti con l’obbligo di prendere 10 punti nelle restanti sei partite per centrare una difficile salvezza. Noi de Lo Spezzino analizziamo la partita appena terminata attraverso le parole dei due allenatori, ecco che arriva qui da noi Arnaldo Figoni allenatore del Chievo.

Buongiorno Arnaldo e benvenuto su Lo Spezzino, iniziamo subito dalla partita Chievo Spezia 7-1 vista così sembra non ci sia stata storia, ci puoi descrivere la partita vista ieri sera?

Beh diciamo che il risultato è esagerato. Per quanto visto in campo, lo Spezia meritava sicuramente di fare meglio di così. Dall’altra parte sono contento perché abbiamo cambiato modulo di recente e avevo bisogno di dati confortanti. Specialmente in attacco, quindi direi che ho avuto dei riscontri più che positivi. Siamo stati molto bravi a sfruttare gli errori dello Spezia, e a capitalizzare più occasioni possibili. In queste partite finali può essere determinante specie perché avremo parecchi scontri delicati con squadre che ancora non sono sicure di essere matematicamente salve.

Dopo un girone di andata al primo posto il Chievo ha perso lucidità e primato scivolando al terzo posto attuale. Credi che la prestazione di oggi possa dare morale e fiducia verso l’obbiettivo prefissato a inizio campionato quello di salire in serie A?

Sì assolutamente. Deve ridare fiducia perché la squadra c’è. Non ero convinto che fossimo diventati pippe di colpo, insomma. Lo ripetevo sempre ai ragazzi. Però c’era un qualcosa che non andava come volevo. Adesso il server inizia a darmi ragione, spero solo che non sia troppo tardi. Sia la promozione che la vittoria del campionato sono lì a un punto. Non provarci sarebbe un crimine.

Analizzando la partita di andata terminata 0-0 cosa è cambiato nella tua squadra rispetto al girone di andata?

A parte il modulo, poco. Forse qualcosa nell’intensità di gioco messa in campo. Prima magari attendevamo più l’errore degli altri invece di andare a causarlo noi. Adesso abbiamo notato che col pressing possiamo dare parecchio fastidio. All’andata ci basavamo più che altro su quello che poteva essere il divario di statistiche. Ma come puoi ben vedere non è sempre Pasqua, serviva qualcos’altro, mancava aggressività

La serie B non è mai stata così aperta, vedendo la classifica ci sono tre squadre appaiate in testa credi che il Chievo sia pronto per affrontare questa volata finale?

Beh anche se non fossimo pronti, abbiamo il dovere di esserlo. Al momento siamo svantaggiati in termini di scontri diretti ma mai dire mai. Con qualche risultato a nostro favore si può tentare l’impresa, ma penso che tutto debba venire da noi, principalmente. Se non vinciamo le partite che dobbiamo vincere, la promozione diretta sarà ad appannaggio di altri, è fuori di dubbio.

Parlando dello Spezia, con la sconfitta di ieri si avvicina sempre di più la matematica retrocessione per i bianconeri (zona playout distante 10 punti). La squadra attualmente naviga al terzultimo posto in classifica, secondo te quali sono i motivi di questo tracollo?

Secondo me i motivi sono molteplici. Ci sono stati tanti cambiamenti all’interno del server, in termini di tattiche che hanno sballato completamente i dati di alcune squadre che potevano essere in lotta per non retrocedere. Non sto a fare nomi, sia chiaro, però ci sono squadre che appena hanno masticato un po’ di “letteratura inglese” hanno iniziato a volare. Questo ha scombussolato parecchio il campionato sia ai vertici che in fondo alla classifica. Lo Spezia, complice una possibile inattività da parte della squadra, magari di una pedina fondamentale del gruppo nel server può fare venire meno una forza che magari l’anno scorso aveva. Conosco bene questo genere di storie, dato che l’anno scorso ero all’Udinese come giocatore e abbiamo vissuto una situazione simile.

Prima di chiudere vuoi salutare qualcuno in particolare?

Un saluto a chi legge e chi segue la nostra squadra. Pur non essendo appariscenti come altri, sappiamo di avere un certo seguito da parte di diverse persone all’interno del progetto. Poi saluto i miei ragazzi che ci mettono tantissimo ed è un gruppo fantastico, lo faccio principalmente per loro. Se non fosse per loro, avrei mandato a fanculo FM da un pezzo…

Grazie per l’intervista e buon finale di stagione

Grazie! Spero che riusciate a salvarvi in qualche maniera

Articolo di Gabriele Di Leo

Scontro al vertice in serie B: Chievo – Vicenza

Partita di cartello in serie B, dove l’ex capolista Chievo ospiterà la vera rivelazione del campionato, il Vicenza dei miracoli di Paudice e Arnone.

Ho avuto il piacere di raccogliere alcune dichiarazioni del presidente biancorosso Arnone e del tecnico scaligero Figoni.

Arnone ci descrive uno spogliatoio calmo e tuttavia carico, nella speranza di dimostrare, ancora una volta, di non trovarsi in vetta per caso, con la voglia di giocarsela con tutti dando sempre il 100%. Continua dicendo che partite del genere sono da tripla e che gli episodi la faranno da padrone, quindi la concentrazione dovrà essere massima.

Dal punto di vista tecnico, Arnone pensa che il suo Vicenza, pur avendo studiato l’avversario, continuerà con la filosofia di gioco adottata finora, considerando che la sua squadra si presenta a Verona con l’organico al gran completo. Sugli avversari, Arnone è concorde sul fatto che si tratta di un’ottima squadra che sta rispettando tutte le aspettative che la vedevano come una delle favorite per la promozione se non persino per il titolo. Su Figoni ammette di conoscerlo poco dal punto di vista umano, ma l’ottimo lavoro che sta facendo è sotto gli occhi di tutti.

Figoni, dal canto suo, lamenta il fatto che la stagione del Chievo stava procedendo a gonfie vele fin quando, incredibilmente, c’è stata un’involuzione a cavallo degli scontri diretti, tra di questi, questo è, secondo il tecnico, quello più importante, perché in caso di sconfitta potrebbe complicarsi in maniera seria il cammino per la promozione. Il rammarico, prosegue Figoni, è quello di non essere al top della forma: al momento c’è un piccolo trend positivo e sembra che la squadra si stia lentamente rialzando, ma c’è da considerare che il Chievo esce da un mese in cui ha preso almeno quindici gol in cinque partite, quindi non possiamo di certo affermare che sia il miglior Chievo della stagione.

Dal punto di vista tecnico, l’allenatore dei clivensi ci confida di aver notato alcuni aspetti tattici che tenterà di sfruttare a proprio vantaggio, ma di non aver ancora deciso la formazione di partenza: il CT non vuole neanche snaturare l’assetto tattico della squadra, visto che gli esperimenti condotti durante la stagione non hanno prodotto gli effetti desiderati e la paura di prendere gol ha fatto in modo che la squadra si chiudesse troppo, portando comunque gli avversari a far gol. L’allenatore starebbe quindi valutando di ritornare a un atteggiamento più arrembante, cosa che ha caratterizzato il gioco del Chievo della prima parte della stagione.

Alla domanda cosa ne pensasse del Vicenza, il tecnico ci riferisce che nonostante ci siano stati degli screzi in passato, legati alla partita di andata, gli riconosce il merito di tutto quello che ha ottenuto finora, specialmente perché il loro calcio non è condizionato dalla “letteratura inglese“.

Dal momento che la letteratura inglese è stata tirata in ballo, non potevo esimermi dal chiedere cosa se ne pensasse delle tattiche Beowulf e simili:

Paudice (allenatore del Vicenza) risponde in maniera netta dicendo di non conoscere molto queste tattiche, essendo sicuro che la bravura degli allenatori si veda in tante altre cose e non nella conoscenza e nell’utilizzo di tattiche altrui.

Figoni scende più nei particolari mettendola sul piano del gioco e del divertimento: “L’utilizzo di queste tattiche è una cosa lecita. Ma non mi piace usare delle tattiche già predefinite. È un discorso che ho fatto anche ai ragazzi del Chievo, ne ho anche scritto nel gruppo squadra. Parlavo soprattutto di vedere il progetto come un divertimento e per divertirmi gioco come voglio io. Se poi ci riesco bene, altrimenti pazienza, prendo quell’esperienza come buona e cerco di limare i difetti. Che ci fossero tattiche scaricate dal web era un po’ un segreto di pulcinella… L’unico lato positivo è che si è alzato il livello della competizione, costringendo gli allenatori a vivere la sfida ancora più a fondo.”

IL CALCIOMERCATO E LE LOTTE INTERNE TRA SOCIETA’ E CALCIATORI IN CASO DI RICHIESTA DI CESSIONE

Da sempre il calciomercato è stato caratterizzato da lotte intestine tra società e giocatori. Infatti non sono stati pochi i casi in cui i calciatori abbiano chiesto la cessione e a seguito di tale richiesta siano scoppiate delle vere e proprie diatribe con la società di appartenenza. È capitato che le società – per non privarsi di un giocatore che abbia richiesto la cessione, perché ritenuto indispensabile o per ripicca – abbiano assecondato la volontà del giocatore inserendolo nella lista cedibili, però richiedendo prezzi gonfiati per spaventare ogni possibile pretendente, creando o aumentando il malumore del giocatore, che vista la situazione inizia a sentirsi in gabbia. In questi casi bisognerebbe trovare una soluzione che accontenti tutti: società cedente, giocatore e società acquirente, anche se si sa che è molto difficile in un mondo dove i D.S. devono fare di tutto per fare il bene della società ed evitare il rischio fallimento comprando al meno possibile e vendendo al più possibile, con i giocatori che vanno a finire in mezzo a questo “gioco”. Ma è anche vero che ci sono stati casi in cui sono state le società a trovarsi sotto scacco da parte dei giocatori che hanno chiesto la cessione. È successo infatti che alcuni giocatori abbiano minacciato le società di appartenenza di inattivarsi qualora queste non li avessero ceduti ad una determinata squadra, costringendo le stesse ad abbassare le proprie pretese fino ad arrivare a cifre irrisorie, per non rischiare di ritrovarsi con uno scontento in squadra che, se non si fosse inattivato per ripicca, sarebbe potuto andare via a parametro zero alla scadenza del contratto, essendo nulle o quasi le possibilità che accettasse un eventuale rinnovo. Anche in questo caso l’ideale sarebbe trovare un giusto compromesso tra società cedente, giocatore e società acquirente, sempre ben sapendo che è sempre difficile in una giungla come il calciomercato. Fortunatamente sono comunque intervenuti a riguardo gli amministratori, che hanno dato un segnale forte e chiaro a società e calciatori, attraverso un regolamento che punisce severamente chiunque tenti – attraverso minacce o altro – di tenere in scacco la controparte per proprio interesse personale. Forse è giusto così, per impedire che ci siano altri casi come quelli sopra descritti, quando ci si può sedere al tavolino e cercare di trovare una soluzione che accontenti tutti, come è successo per fortuna nella maggior parte dei casi. Caso a parte i giocatori che si iscrivono al progetto ma presentandosi con la chiara intenzione di essere inseriti in una determinata squadra, pena la inattivazione. Possiamo capire che in un mondo grande come quello del PG ci possano essere giocatori che siano amici tra loro, magari alcuni si sono iscritti proprio su segnalazione di loro amici e quindi vorrebbero giocare in squadra con loro, ma ricordiamo – come giustamente affermato dalla amministrazione del PG – che ci si iscrive al progetto per il gusto e il divertimento del gioco e del fare nuove conoscenze e che partire con questa mentalità va contro ogni spirito del progetto. Lo scrivente è certo che, grazie alla bravura degli amministratori e alla saggezza dei giocatori del progetto, simili conflitti non si ripetano in futuro, ma che ogni trattativa di calciomercato sarà portata avanti e conclusa – con la cessione o con un nulla di fatto – dai diretti interessati.

Il nuovo calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con riscatto

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento del calciomercato nell’ambito del progetto. Se agli inizi c’era la possibilità di prendere giocatori in prestito con diritto di riscatto o di ingaggiarli a titolo definitivo con pagamento rateale, in seguito a varie eventi che hanno minato la credibilità di questi movimenti – con squadre che prendevano giocatori che non potevano permettersi aggrappandosi alla possibilità di pagarli anche l’anno successivo, dopo aver incassato i vari bonus di fine stagione e il bilancio di inizio stagione successiva, altre squadre che prendevano giocatori in prestito gratuito con il diritto di riscatto in modo da poter evitare di pagare anche solo lo stipendio semplicemente rinunciando al riscatto a fine stagione- si è deciso di cambiare il regolamento, abolendo queste due possibilità. Da quel momento il mercato è drasticamente cambiato, con meno trattative e più oculate per non rischiare di andare incontro a sanzioni anche gravi. Si è passati ai prestiti onerosi senza diritto di riscatto, ma con la possibilità una volta scaduto il prestito di comprare a titolo definitivo il calciatore qualora avesse fortemente convinto mister e società, i prezzi hanno iniziato a variare verso il basso, non essendoci più la possibilità di comprare un giocatore ad una certa cifra pagandolo in parte con i soldi disponibili nel bilancio attuale, e il resto con le rate successive una volta recuperati i soldi necessari. Vero è che resta in auge il solito “gioco” dei d.s., che ovviamente continuano a fare il loro mestiere cercando di vendere alla cifra più alta possibile e di acquistare alla cifra più bassa possibile per il bene della società, chi in buona fede facendo il suo lavoro, chi facendo il furbetto, anche se a  dire il vero non si è assistito ad una truffa in sede di calciomercato dai tempi di Vito Pizzo, tristemente passato agli onori della cronaca per aver trasportato l’altrettanto tristemente nota calciopoli sul progetto. Fortunatamente non sono più capitati spiacevoli avvenimenti come quelli in cui Pizzo truffava altri d.s. meno esperti, portandosi a casa giocatori di gran valore a pochissimo attraverso vari stratagemmi, questo grazie soprattutto ai costanti controlli dell’amministrazione, che una volta bannato l’ex d.s. della Juventus ha fatto si che non ricapitasse nulla di simile con altri utenti.

A riguardo abbiamo intervistato un personaggio di grande spicco del progetto, ovvero Filippo Ballarini, uno degli amministratori del progetto, che ringrazio vivamente per la squisita disponibilità.

Giornalista: “Buongiorno Filippo, volevo avere un tuo parere sul cambiamento del mercato con le abolizioni delle rate e dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto. Come mai avete deciso di toglierli, se siete soddisfatti del risultato ottenuto e se avete in mente qualche altra modifica”.
Ballarini: “Abbiamo sempre voluto rimanere più vicino possibile alle regole del calcio fuffa, ma alcune cose non sono ancora applicabili. Tra cui le rate, per il fatto che non avendo un programma automatizzato per fare i calcoli e tenere tutto a memoria, le rate a lungo andare sarebbero state impossibili da controllare e gestire. Inoltre è stato fatto anche per non rischiare che molte società facessero tante rate per poi non essere in grado in futuro di pagarle, visto che molti sono ancora adolescenti e giustamente  non possono sapere molto di economia”.
Giornalista: “Se tornaste indietro confermereste la scelta, la annullereste o modifichereste qualcosa di essa?”
Ballarini: “Se parli delle rate no, eliminarle era l’unica soluzione. Ha solo reso le cose più semplici e ridotto i prezzi”.
Giornalista: “Infatti sembra proprio che le cose vadano alla grande. Pensi che a questo punto si potranno mettere in atto altre modifiche per rendere la situazione ancora migliore o la ritenete già positiva così come sta andando?”
Ballarini: “Sono già in fase di sviluppo delle applicazioni per rendere più facile la gestione delle finanze”.
Giornalista:” Buono a sapersi. Vi stimo perché state facendo un ottimo lavoro, con tanto sacrificio ma che porta a grandi risultati. La crescita esponenziale dei nuovi iscritti penso sia una dimostrazione lampante di quel che dico. Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro una splendida giornata”.
Ballarini: “Grazie mille, a presto!”

A modesto parere dello scrivente,  la scelta presa dagli amministratori di abolire le rate ed i prestiti con obbligo e diritto di riscatto è stata la mossa giusta per dare uno scossone all’ambiente, perché ha portato ad una gestione più oculata del mercato da parte dei d.s., nonché all’abbassamento dei prezzi di mercato, che erano arrivati alle stelle, nonchè alla scomparsa  di eventuali “furbetti”, ovvero quei d.s. che in passato utilizzavano questi stratagemmi per potersi accaparrare un determinato giocatore che non attraverso queste forme di pagamento, tutto questo spesso a svantaggio di altri d.s. che erano interessati magari allo stesso giocatore ma neanche provavano ad aprire una trattativa, ben consci del fatto che se fosse andata in porto avrebbero rischiato un passivo di bilancio se non il fallimento della squadra in cui lavorano, qualora non fossero riusciti a mettere da parte abbastanza soldi per pagare le rate allo scadere dei termini o il riscatto a fine prestito. Vedremo se ci saranno in futuro nuove modifiche sul mercato per portare ad una gestione sempre più oculata e parsimoniosa che non avvantaggi e non danneggi nessuno, in modo da avere campionati sempre più belli, combattuti ma soprattutto corretti.
 

E’ arrivato l’analista: 7° giornata Serie B (2/3)

Seconda parte sulla settima giornata di Serie B. Nella parte precedente si erano analizzate tre delle partite giocate nella live di lunedì 25 Febbraio. Questi sono altri match giocati nella stessa trasmissione.

Parma – Foggia 1-0
Vittoria troppo poco pesante dei Ducali analizzando il calcio espresso nella partita giocata al Tardini. Il Foggia soffre, ha un possesso palla sterile e riceve tre cartellini: Zaina e Palmirotta ottengono un giallo, mentre al 1’ Cassari lascia i suoi compagni in minoranza; questo giustifica la pessima prestazione dei rossoneri pugliesi. Il gol vittoria è arrivato al 65’ grazie a Simone Bertrand che segna grazie all’assist di Riccardo Serafini.
Migliori in campo: i giocatori del Parma Christian Giusiano e Osvaldo Borriello, con il voto di 7.5

Chievo – Avellino 1-0
Vittoria di misura dei veneti che si portano al 1° posto in solitaria a +1 dal Salò. Il match è stato equilibrato e il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. L’arbitro ha fischiato ventotto falli e ha ammonito sette giocatori: De Fanti, Cavaleri, Proietti, Comelli e Amato del Chievo; Alaimo e Savini dell’Avellino. Lorenzo Giunti è l’uomo partita, poiché ha permesso al Chievo di vincere grazie a un gol in zona Cesarini: la rete è arrivata al 93’.
Migliore in campo: Andrea De Fanti del Chievo.

Salernitana – Entella 4-2
Brutta sconfitta dei liguri che escono dalla zona della promozione diretta e scendono al terzo posto in classifica. Sicuramente la sfortuna ha dato una grossa mano ai campani che sono passati in vantaggio grazie all’autogol di Daniele Fulco, che al 18’ inganna il fratello Pier Gaetano. Al 38’ Fabio Martini riporta in parità il match ma, al 43’, la Salernitana torna in vantaggio grazie alla marcatura di Lorenzo Lombardo. Il 3-1 viene raggiunto al 56’ quando Daniele Fulco segna nella porta giusta stavolta, è forse il Gianni Rivera dell’Entella? Il risultato finale si fissa al 91’ con il gol di Alessio La Regina.
Migliore in campo: Alessio La Regina (7.9) della Salernitana.