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Nobody expects the Casertan Inquisition

Oggi ho intervistato un giocatore eccentrico, Difensore della Casertana e Crociato, un personaggio spiazzante, in grado di rispondere alla domanda: “Vuoi che la tua ruolata sia totalmente da inquisitore o posso fare domande anche al te stesso in real?”, in questa maniera: <<Non sono certo ci sia una reale differenza tra i due, ma per me va bene se vuoi allargare il campo.>>

Signori è con noi, accompagnato dal suo DS/Allenatore Simone Moricca, Montgomery Scott!

Montgomery, mi parli delle sue origini?

Montgomey Scott: Guardi, sono nato in una famiglia come tante. Gente onesta, lavoratori, molto religiosa nonostante i tempi che viviamo. Certo, può sembrare strano oggi pensare che il figlio di un falegname possa diventare un personaggio abbastanza famoso da meritare un’intervista, ma sono sempre stato un tradizionalista. Ho cominciato a giocare a calcio per caso, in parrocchia, dopo la Messa.

Mi dicono che negli anni delle giovanili l’abbiano trovato più volte a vestire una cotta di maglia sotto la maglia delle sua squadra, cosa insolita per il calcio moderno, cosa mi può dire a riguardo?

M: Guardi, so che può suonare strano, ma mi creda: fa miracoli un po’ di sacrificio per potenziare i propri muscoli. Mente sana in corpo sano. Indossare una cotta di maglia da 20 chili tempra il fisico, sicuramente, ma permette anche di volare una volta tolta per la partita. Potremmo dire che è come spogliarsi del peso dei peccati dopo una confessione. Giocando come difensore è importante essere sempre scattanti e, soprattutto, pronti ad ogni sacrificio per preservare l’integrità dell’area. Lei mi capisce.

Sono totalmente d’accordo, la realtà è molto più aspra degli allenamenti di Mimì Ayuara o di quelli di Dragon Ball. La sua realtà è molto più simile agli scenari ritratti dal video di Rosenrot dei Rammstein?

M: In un certo senso è così. La vita di un calciatore, soprattutto se ligure, è un costante susseguirsi di rancore, odio e privazioni. Eppure, tutto va vissuto nell’ottica redentiva del raggiungimento del bene superiore della squadra, anche se questo comporta talvolta delle scelte drastiche come nel video da lei citato. Quando qualcuno sbaglia, va punito severamente. È quello che faccio quando qualcuno, ad esempio, fa l’errore di entrare nella nostra area.

D’altro canto, è vero anche negli spogliatoi. Molto spesso mi è capitato di parlare con il Dott. Moricca riguardo le mie prestazioni, che talvolta ho trovato deludenti. Purtroppo, non ha mai approvato la mia proposta di usare un piccolo flagello per motivare la squadra.

Però devo dire che la proposta del nuovo allenatore di sottoporre i calciatori ad allenamenti a base di lunghe marce, giornate al poligono ed esercitazioni d’artiglieria è stata subito accettata. Abbiamo a cuore i nostri tesserati ed è giusto formarli in modo che abbiano la preparazione per un lavoro alla fine della carriera pedatoria.

A tal proposito mi viene in mente una frase che ripeteva spesso mio padre, legata alla battaglia della Somme nella Prima Guerra Mondiale: “L’artiglieria conquista, la fanteria occupa”, cercate di declinare questa massima anche in campo?

Simone Moricca: Durante la battaglia di Verdun sa quanti soldati hanno versato sangue, tra morti e feriti? Circa 600mila. Eppure, con l’aiuto dell’artiglieria, è bastata una dozzina di soldati del Brandeburgo per catturare il forte principale francese e dissanguare l’esercito nemico.

Noi cercheremo non solo di fare qualcosa di simile, ma anche di arrivare a marciare su Parigi.

Scott, voglio tornare un attimo alle origini, ha detto che ha iniziato per caso, in parrocchia, ci racconta come?

M: Certamente. Deve sapere che, quand’ero bambino io, già imperversavano queste mode dei cellulari, degli autoscatti e quant’altro. Un giorno, un ragazzino, tentò di fare una bravata in chiesa e di riprendersi col cellulare. Fortunatamente Don Guido lo vide, gli assestò un bel ceffone a cinque dita in faccia e fece cadere il cellulare. Ad essere del tutto onesto, il mio fu più un tentativo di evitarne una rovinosa caduta, ma il destino volle che prendessi detto arnese col collo del piede e lo sparassi direttamente oltre la porta d’ingresso. Ricordo ancora il volto sgomento del ragazzo, l’esultanza di Don Guido con tanto di “GOAL!” e la successiva sgridata. Per non aver preso in pieno il ragazzo. Fu allora che cominciò ad allenarmi: prima come attaccante, ma vista la mia propensione al contrasto preferì l’aiutarmi a studiare meglio come chiudere l’avversario in un angolo e proteggere la porta come un buon soldato di Cristo. Mi disse: “Sii come quella sentinella di Pompei che morì alle porte della città poiché nessuno venne a darle il cambio, ma combatti come gli Spartani alle Termopili quando qualcuno cerca di superarti”.

La mia più grande soddisfazione, ad oggi, è aver fornito l’assist decisivo nella partita contro l’Atletico Salesiano al grido di: “Scoutatemi questo!”.

Davvero interessante, ci vuole parlare dell’approdo alla Casertana e l’impatto che ha avuto con la Serie C?

M: Guardi, è accaduto tutto durante un pellegrinaggio a Lourdes. Mi ero recato là per un periodo di ritiro spirituale insieme ad alcuni amici, quando ho incontrato in maniera del tutto casuale il Dott. Moricca che stava accompagnando alcuni anziani. Stavamo giocando contro una squadretta di francesi della S. Pio X sul prato antistante la grotta, e ne avevo appena falciati un paio quando, prima di arrivare alle mani, qualcuno mi ha afferrato la spalla. Lì per lì ho pensato ad un miracolo, ma quando mi sono girato ho visto il Dott. Moricca fissarmi intensamente e dirmi: “Ragazzo, la vuoi mettere questa fottuta rabbia sotto contratto?”. I miei genitori non sono stati entusiasti del mio trasferimento in una zona tanto distante da casa, ma fortunatamente il mio contratto mi permette una certa… Libertà di movimento.

Per quanto riguarda l’impatto con la serie C, devo dire che si è rivelato più duro di quanto mi aspettassi. La prima partita è andata benone, abbiamo giocato bene come squadra e portato a casa un risultato importante, ma quest’ultimo incontro è stato deludente. Devo assolutamente fare di meglio e resistere come resistettero i nostri ad El-Alamein. Purtroppo, invece, siamo stati un po’ la Linea Maginot della situazioni e temo di aver fatto la fine del Belgio, meritando pienamente un votaccio al termine dell’impresa

S: Quando ci sono dei ragazzi così polivalenti, che arano la fascia, macellano caviglie, ergono muri e difendono le trincee, lasciare che il loro talento sia vanificato è un peccato. Dobbiamo aiutare i nostri giovani ad emergere e costruire un futuro migliore per il bene supremo (del Re e) della Patria, no?

Almeno, questo è quello che ci siamo detti nelle ultime riunioni di Lega… Con Montgomery ci siamo solo portati avanti sui nostri programmi.

M: Assolutamente. Dio è con noi, e le prossime partite lo dimostreranno. Siamo come gli ultimi cavalieri asserragliati a Kerak, non passerà il nemico.

S: Insomma, ecco perché Montgomery gioca nella Casertana: Dio lo vuole, Dio è con noi.

Montgomery Scott sta cercando, in qualche modo, di catechizzare lo spogliatoio? in troppi nel mondo del calcio nominano il nome di Dio invano…

M: Sì, è uno dei primi impegni che mi sono preso arrivando in squadra. Se vogliamo vincere, dobbiamo essere prima di tutto vincenti nella nostra vita interiore e di fede ed è per questo che ogni giorno ci impegniamo come squadra a migliorarci. C’è sempre chi resta un po’ indietro e va motivato a fare di meglio, ma ho convinto il nostro Fu- il nostro DS a portare direttamente alla S. Messa di Natale la squadra alla vicina parrocchia di S. Michele Arcangelo. I compagni per ora non ne sono entusiasti, ma sono certo che una volta superate le prime resistenze e placati gli animi di chi avrebbe voluto andare in discoteca a perdersi nel peccato, si convinceranno che è il modo migliore per prevalere sull’attuale tendenza negativa.

S: Le dirò una cosa: un tesista dell’Università della Campania ha rilevato che negli ultimi 13 mesi la Madonna è stata citata quotidianamente nei discorsi dei casertani da circa il 5% della popolazione, con picchi del 7% nei mesi di maggio e giugno. Non ci crederà, ma dopo l’arrivo di Monty nel mese di agosto siamo arrivati all’83% della popolazione che citava quotidianamente la Madonna, e le proiezioni su settembre ci danno il tasso in crescita all’86%.

Poi certo, non sta a noi indagare se siano rosari o imprecazioni, ma il dato è notevole.

M: Come diceva P. Pio, chi bestemmia attira su di sé le maledizioni del Cielo. Immagini cosa può capitare in uno spogliatoio dove questo accade spesso.

S: E voglio comunque dire che non è normale uno che entra negli spogliatoi con cilicio, rosario e fucile!

M: Questo è vero, ma va detto che non c’era altro modo per riportare ordine là dentro. Da quando il vecchio Gerardo ha fatto sentire la propria voce, il tasso di blasfemia si è ridotto drasticamente.

Moricca, quindi è una sorta di amore/odio? Sono più i pro o i contro?

S: O lo fanno Santo o lo ammazzano. Finora ho dovuto stuccare 719 colpi non andati a segno nello spogliatoio, quindi le lascio immaginare quale sia la più probabile tra le due. Io ho pagato più in colorificio che di stipendio, ma lui deve per forza avere protezioni molto potenti.

O, in aggiunta, gli altri hanno una mira di merda e devono allenarsi di più.

M: Erano pallini piccoli piccoli. Da passerotto. (Montgomery dice “Cit.”)

S: Sì, ma tu sei un cinghiale, santo cielo!

ATTENZIONE! È un’invocazione o un’imprecazione?

S: Invoco che possa fornirci tanto ragù di cinghiale. E anche del cinghiale in agrodolce.

I pasti vanno preparati, e non posso fare affidamento solo sul contrab… Sullo zio macellaio dei marketing manager.

Arriviamo al suo numero di Maglia, qual è e cosa ha di speciale?

Ho scelto io stesso l’88 come numero di maglia per molti, e spero evidenti, motivi. Chiaramente parlo del fatto che esso rappresenta l’infinito e la duplicità dello stesso: da un lato l’infinita sapienza divina nella creazione, dall’altro l’infinita misericordia e l’invincibile giustizia del Signore che osserva ogni nostra azione. Ogni nostro pensiero. Ogni nostra omissione. Ecco, quando scendiamo in campo con il collega Sisto, che ha preso invece il numero 14 in memoria dei 12 apostoli, Cristo e S. Paolo che divenne il 14° apostolo, io credo che si formi una coppia di difesa inarrestabile e benedetta. Spesso ho sentito delle illazioni senza fondamento riguardanti tale numero, ma come le confermerà il DS si tratta di bufale messe in mezzo da gente che vorrebbe screditare il buon nome della squadra.

S: Purtroppo, i tifosi del Livorno si sono risentiti parecchio, così come al contrario pare che le loro maglie siano diventate cult nella curva laziale, insieme alle icone dell’operazione nostalgia Gascoigne e Di Canio… Posso dire invece che apprezziamo maggiormente gli attestati di stima che abbiamo ricevuto dal Savoia e dai francesi del Croix de Savoie, ma anche dal Nizza, dall’Ajaccio e dal Rijeka e dall’Istra 1961. Stiamo tornando a farci conoscere, ecco.

D’altronde, credo sia naturale avere dei progetti di espansione e rinforzare i legami coi nostri fratelli d’oltreconfine. (di sottofondo parte la Canzone del Piave)

Montgomery Scott qual è la giornata tipo di un crociato/giocatore di calcio?

M: Sveglia al mattino presto per la preghiera, poi tanto esercizio fisico, un pranzo gustoso ma leggero, un rapido riposino e poi di nuovo ad allenarsi. La sera è dedicata agli hobby: miniature, videogiochi, lettura, ed infine alla preghiera prima del sonno. Essere un calciatore, avere la possibilità di influenzare le vite degli altri, è una responsabilità che un uomo non dovrebbe affrontare da solo: per mia fortuna ho una dirigenza attenta, un Dio benevolo, amici fedeli ed una famigli amorevole a supportarmi e guidarmi per il retto cammino. Anche se andassi per valle oscura non temerei alcun male. L’importante, per me, è arrivare al termine di ogni giornata sapendo di aver combattuto la buona battaglia, terminato la corsa, conservato la fede.

Scott mi è giunta voce che lei è diventato il punto di riferimento spirituale per Invernizzi, che dopo una gloriosa carriera in A è arrivato a Caserta a vivere il suo tramonto professionale, infatti cito testualmente il portiere: “Dall’altra, molti di quei soldi andavano a ripagare i debiti che da sempre accumulo per la mia dipendenza da alcool e gioco d’azzardo. Alcuni nuovi compagni, non posso dire i nomi per riservatezza, mi stanno portando verso una vita di sobrietà e ritiro spirituale. Ne uscirò più forte.”, parla di lei?

M: Invernizzi ha molto sofferto per i suoi peccati, ma non è dipesa da me la sua conversione, quanto dal Signore che ha aperto la sua mente ed il suo cuore alla conversione. Io, al massimo, posso essere un indegno intermediario che fa il possibile per accompagnare un fratello verso la luce. Talvolta ci vuole fermezza, talvolta ci vuole durezza, talvolta serve invece misericordia. Od una sfida che non poteva rifiutare, e che ha perso. È un giocatore di calcio eccellente, ma non altrettanto si può dire per le sue capacità di videogiocatore, per sua fortuna.

È stato grazie a questi che abbiamo potuto stabilire un legame, una connessione, portandolo ad abbandonare uno stile di vita dissoluto per potersi affacciare a qualcosa di più sano, sobrio e, mi si permetta, economico.

S: Voglio dire al ragionier Pizzuti che le voce “cappellano militare” e “confessore personale” non vanno a bilancio, li paga lui con l’8 per 1000

A entrambi chiedo, per concludere, cosa vi aspettate l’un dall’altro in questa stagione?

M: Non ho aspettative sull’operato del Dott. Moricca, ho solo piena ed incrollabile fede nel fatto che farà ciò che è necessario per la squadra, anche se talvolta troveremo le sue azioni incomprensibili o discutibili. Lui è la nostra guida, a noi seguirlo verso la vittoria finale.

S: Abbiamo per le mani il potenziale di un giovane uomo superiore per talento, e spero anche come persona, ai tanti che si sono dichiarati “atleti di Cristo” negli ultimi anni. Mi aspetto che Monty faccia dire di sé “cristo che atleta!” e si guadagni sul campo una convocazione in Nazionale Under 19. Tra i ragazzi della sua età è probabilmente il più patriottico in circolazione.

E poi, con tutto l’aiuto possibile, che sia determinante nel giungere all’obiettivo promozione.

L’occhio critico sulla C, 6° giornata (parte 3/3)

Locri – Casertana 2–1

Risultato beffardo per i campani, che si trovano sconfitti a seguito di una partita combattuta. La prima frazione vede le due squadre che faticano a trovare la via nel gol, regalando poco spettacolo ai tifosi presenti. L’equilibrio viene infranto solo al 70’, quando il rigore di Patrone porta avanti gli ospiti. I calabresi riescono a reagire solo nel finale, con Sardelli e Landolfi che ribaltano il risultato con due reti rocambolesche, rispettivamente all’88’ e 89’. Arbitro spesso chiamato in causa, come testimoniano i trentuno falli e le sei ammonizioni totali.

Migliore in campo: Landolfi (LOC) 8.0
L’allenatore decide di inserirlo nella ripresa, e lui ripaga la fiducia portando i 3 punti ai suoi.

Peggiore in campo: Paglia (LOC) 6.4
Fatica a trovare la posizione in campo, sostituito nel finale.

Fidelis Andria – Catania 0-3

Sei vittorie su sei per i siciliani, che si portano in solitaria in vetta alla classifica con una prestazione molto convincente. I pugliesi pagano una pessima prestazione difensiva, con ben trentatré occasioni concesse agli avversari. La prima rete della partita arriva al 42’ con palazzo, seguita dalla doppietta di Lucente che sigilla il risultato a metà della ripresa.

Migliore in campo: Lucente (CAT) 8.8
Illumina la partita con le due giocate e segna due reti decisive per consolidare il vantaggio.

Peggiore in campo: Minacori (AND) 6.3
Perde molti palloni che avrebbero concesso ai suoi di alzare il baricentro.

Juve Stabia – Lupa Roma 1-3

Altra sconfitta per le vespe di casa, ormai sempre più in fondo alla classifica. Il gol di Provvisiero dopo otto minuti dà loro l’illusione di poter conquistare la vittoria, ma Pedà e Orefice li riportano subito coi piedi per terra. I campani subiscono un forte contraccolpo psicologico e per il resto della partita faticheranno a mantenere il possesso e a creare occasioni per la rimonta. La seconda marcatura di Pedà al 45’ chiude definitivamente l’incontro.

Migliore in campo: Orefice (LRO) 9.0
Abbina qualità e quantità in mezzo al campo,regalando alla sua squadra un gol e un’assist.

Peggiore in campo: Fibiano (JST) 6.3
Fatica molto a contenere Orefice e tende a isolarsi dal gioco in fase di possesso.

Classifica: Catania 18 punti. Potenza, Lupa Roma 15 punti. Latina 13 punti. Castel di Sangro, L’Aquila 12 punti. Locri, Cagliari 11 punti. Casertana, Reggina, Fidelis Andria 10 punti. Messina 9 punti. Torres, Catanzaro 7 punti. Pescara 5 punti. Taranto 3 punti. Cosenza 1 punto. Campobasso, Juve Stabia, Chieti 0 punti.

Marcatori: Aprile (REG) 8, Molinari (LOC) 6, Pedà (LRO) 6.

Assist: Petruccelli (AND) 5, Bergonzini (REG) 4, Conti (CAS) 4.

Media voto: Terzino temporaneo (CAT) 8.30, Kotu (CAS) 8.13, Terzino temporaneo (CAT) 7.93.