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Saranno Famosi: Giuseppe Marco Bevilacqua

Giuseppe Marco Bevilacqua, 17 anni, trequartista destro e punta centrale

La stagione 4 si è conclusa alla grande, ma con essa non è finito lo spirito di Offside, che continua a monitorare sui più grandi talenti della serie C. Come nel calcio fuffa, anche nel PG la serie C è fucina di grandi talenti, un palcoscenico importante che permette di conoscere la realtà del Progetto Gaming, ma anche di accrescere le skill da giocatore, mettendo su un bel po’ di esperienza. Oggi è il turno di parlare di Giuseppe Marco Bevilacqua, un nome che grazie alla live è diventato un vero mito e oggetto dei più disparati meme. Una marea di goal con cui ha portato sugli scudi il Taranto e che hanno contribuito a iscriverlo nell’Olimpo dei grandi.


Analizzando la scheda di Giuseppe, notiamo come abbia doppio ruolo, rendendolo quindi duttile e importante per gli schemi dei mister. Le qualità tecniche di Bevilacqua sono molto importanti, adatte senza ombra di dubbio a entrambi i ruoli, anche se la tecnica a 11 lo rende molto più efficace come prima punta rispetto che sulla fascia destra.
Rimanendo sulle qualità tecniche, possiamo apprezziare dei numeri davvero alti su quelle che devono essere le caratteristiche di una punta molto agile, capace di infilarsi nelle maglie della difesa avversaria e segnare. Ecco spiegati quegli inserimenti letali che hanno bucato a più riprese la porta avversari, in un gioco spesso vinto contro il fuorigioco. Colpi di testa, dribbling e finalizzazione a 16 sono caratteristiche che riescono a rendere grande un giocatore.


Tra le qualità mentali, spicca senza ombra di dubbio la capacità Senza Palla, che gli permette di studiare i movimenti della difesa per poterla battere sul tempo, ricevendo filtranti anche complessi.

Cosa vedremo bene per la crescita di Giuseppe? Sicuramente un incremento doveroso alla PA. Ha 17 anni ed è già un mostro di bravura, con i punteggi più alti proprio dove servono. Sicuramente le sue qualità sono molto più adatte a un ruolo di centravanti rispetto che trequartista destro, non solo per una tecnica buona ma non eccelsa (11), ma anche per qualità fisiche che vedono spiccare soltanto i valori necessari a poter essere un grandissimo colpitore di testa. L’accelerazione e la velocità, entrambi valori fondamentali per un trequartista destro, sono a 9, quindi davvero bassi.


Giuseppe deve, a nostro avviso, scegliere se focalizzarsi totalmente sul ruolo di attaccante centrale, spendendo tutti i potenziamenti per qualità importanti per il ruolo (tecnica e freddezza in primis, ma anche determinazione per aumentare la CA gratuitamente con gli allenamenti) oppure se rimanere versatile e potenziare accelerazioni/velocità per essere un’ala competitiva.

In ogni caso davanti a Bevilacqua si prospetta un futuro più che roseo. Il Taranto ha tra le mani un potenziale campione e questo lo sa benissimo. Molti occhi, anche se scherzosamente, si sono posati su di lui: spiccano quelli del Drink Team, squadra di serie A. Per ora è poco più che uno scherzo espresso il live, ma… si sa, dietro ogni scherzo si cela sempre un briciolo di verità.

Giuseppe, la redazione di Offside ti augura un campionato esaltate con il Taranto, ma soprattutto una bellissima crescita. Te lo meriti, campione!

Scritto da Alessandro Caluri

PES 2020: sensazioni dopo la demo.

Dopo anni di FIFA, quest’anno per la prima volta ho avuto la sensazione che forse il titolo di Konami Pes2020 avesse maggiori chance rispetto al concorrente di EA.

Decido quindi di scaricare la demo per Xbox, parto subito con una sfida tra due delle squadre immagine del brand, la mia amata Juventus e il Bayern di Monaco.

Quello che mi colpisce subito è il menù molto essenziale e pulito, che il titolo si porta dietro fin da quando venne sviluppato il primo episodio della serie tra la fine degli anni novanta e il duemila.

La personalizzazione della tattica è essenzialmente uguale a quella di Fifa, con la differenzazione tra approccio offensivo e difensivo, costruzione schemi e indicazioni sui calci piazzati.

Aspetti postivi

Quello che mi ha entusiasmato fin da subito è stata la difficoltà di gioco.

Chiaro, è comprensibile che dopo anni di Fifa avessi qualche difficoltà, ma il fatto che ogni pressing non finisca sempre a buon fine credetemi è una cosa davvero divertente.

Così come il pressing, si nota la differenza tra un contrasto fatto con gente come Chiellini, insuperabile e roccioso sul piede sinistro, ed un contrasto fatto da Dybala, morbido e spesso incline al fallo per la mancanza di tempismo difensivo nell’uno contro uno.

Altra cosa che mi ha colpito molto è stata la veridicità dei movimenti. Lo stile di corsa di Cristiano Ronaldo, il modo di calciare la palla di Bonucci e la coordinazione nel controllo palla di Matuidi sono molto fedeli alla realtà.

Certo, ho assistito anche a dei cross di prima perfetti di Alex Sandro e a degli uno contro uno impeccabili di Bonucci, ma mi piace pensare che lì ci sia qualcosa dovuto alla mia, seppur scarsa, abilità.

La cosa che mi ha lasciato piacevolmente colpito è quello di non aver assistito a gol impossibili da centrocampo, cosa che con Ronaldo stesso, in campo aperto e con solo il portiere da battere da fuori area, mi è stato difficile fare.

Aspetti negativi

Graficamente il gioco merita, solo che quando si tratta di calci piazzati o rimesse dal fondo noto ben poca differenza tra il titolo attuale e quello di diciannove anni fa.

I giocatori sembrano pedine ferme che aspettano solo l’indicazione dello schema da calcio piazzato.

Un altro tassello negativo è la squadratura dei giocatori in queste situazioni, sembrano a tratti parte della texture e perdono un po’ l’effetto tridimensionale, una cosa che potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

I trasferimenti non sono praticamente aggiornati, ma per questo aspetto si può ricorrere ai vari forum online che, grazie al lavoro di volontari, mettono a disposizione rose aggiornate e interi campionati anche delle serie inferiori tramite delle patch di aggiornamento.

Conclusioni

Detto ciò, credo che PES2020 meriti molta attenzione quest’anno. Certo, ci si aspetta un lavoro più dettagliato per un gioco abbastanza caro, ma a mio parere chi ama il calcio giocato, quello fatto di concretezza e non di trick improbabili in mezzo al campo, dovrebbe virare su questo titolo.

pes2020

Napoli: ecco chi sono gli obiettivi per S5

Il Napoli di mister Ponticelli, da qualche tempo, ha fatto partire una serie di post sulla propria pagina facebook. Post che hanno generato hype tra gli uomini mercato di Progetto Football Manager.

Le indiscrezioni parlano di un doppio colpo a tinte rossonere.

I partenopei, infatti, avrebbero individuato in Manuel Guassone uno dei prossimi tesserati napoletani.

Guassone rientrerebbe in Progetto Football Manager dopo aver scontato un allontanamento da esso per tutta S4.

L’altro colpo interesserebbe lo staff tecnico. I presidenti campani, infatti, vorrebbero affidare la Direzione Sportiva a Fabrizio Lopresto, ex DS del Milan.

Lopresto anche lui finirà di scontare l’inibizione da DS col termine di S4.

Potrebbero aprirsi nuovi scenari anche per il Lopresto calciatore, dato che sembrerebbe forte l’interessamento della Juventus per lui e, come ormai noto a molti, non corra molta stima tra l’esterno milanista e il suo allenatore/presidente.

Sicuramente non sarà una trattativa semplice da portare a termine, motivo per cui staremo a vedere se questo Juventus-Napoli ci entusiasmerà anche in fase di calciomercato.

Fiorentina: la dura via per il rinascimento

Con la chiusura della terza stagione di ProgettoFM molte squadre hanno iniziato, già da qualche giorno, a porre le basi per la stagione 4. La Fiorentina è tra queste.

Una società che ha sempre avuto fascino, attualmente senza presidenza, ma che sta navigando in acque non proprio tranquille.

Nonostante la presenza in rosa di elementi di spicco come Marchi e D’Anteo, la Fiorentina fatica a trovare la strada verso il successo.

Alcuni pensano che la colpa sia dell’attuale DS Trovato, altri della poca presenza del mister Casalati, uscente per dedicarsi completamente alla Lucchese.

Quel che pare prevedibile è che, forse, sarà una delle società di Serie A che riceveranno meno bonus attività.

Una brutta batosta, se ci aggiungiamo anche un campionato a tratti anonimo.

Insomma, se ci aggiungiamo le altre società in cerca di allenatori, diremmo che quella fiorentina potrebbe essere un bel banco di prova per chi intende cercare delle valide sfide nella prossima stagione.

Akragas: promozione tra le polemiche

Dopo il curioso caso dell’Akragas, sembra che la società siciliana sia riuscita ad approdare in Serie B.

Nonostante i conflitti interni e il braccio di ferro tra un terzo della rosa e la società, mister Alaimo ha dato prova della sua abilità vincendo i Playoff da outsider.

Quello che condanno, personalmente, è sicuramente la cattiva gestione della situazione.

Va contro ogni principio base del gioco quello di mettere sotto ricatto un’altra persona, presidente o giocatore che sia.

Così come va contro ogni fondamenta del gioco dire “mi muovo solo se si muovono i miei amici”. No, non ci siamo ragazzi.

Nessuno si aspetta che l’Akragas diventi la destinazione permanente di nessuno, è ovvio che tutti ambiscano a giocare per delle big che assicurino un ambiente attivo, ma soprattutto risultati ed ingaggi maggiori.

Ma, proprio come han fatto in tanti, c’è bisogno di partire dal basso, di correre sui campi meno conosciuti per farsi le ossa e crescere come calciatori.

Stesso discorso anche per i dirigenti.

La base di un dirgente di successo è il buonsenso ed il saper ponderare le cose.

L’impulsività e la mancata cura del dettaglio sono fattori che hanno fatto fallire diverse realtà.

Osservate le altre società, analizzate e prendete esempio da cosa può portare e cosa no al successo.

Le riflessioni del Conte: S.O.S. nuove generazioni

Sono trascorsi oltre 12 mesi da quando, nel Novembre del 2017, misi piede in Diventa un calciatore su Football Manager!

Ricordo ancora, quando all’epoca si era in appena 500 persone (inattivi compresi) ed ora si è ben oltre Ie 1800 persone partecipanti.

Ricordo l’entusiasmo di chi vi partecipava, un entusiasmo buono, salubre, fatto di giusta competizione.

Non esistevano simpatie o antipatie, non esistevano squadre amiche o nemiche.

Esisteva il campionato, la corsa all’attività.

E in molti volevano mettersi in gioco, diventando allenatori oppure DS.

Poi, inevitabilmente e grazie anche al supporto dei giocatori delle prime generazioni, la community è cresciuta. Con essa lo ha fatto anche Progetto Gaming, che ha raggiunto tanti bei obiettivi anche grazie a questa community.

Fortunatamente continua a farlo nonostante qualcuno abbia provato a metterci i bastoni tra le ruote e questo ci fa solo che piacere, ovviamente.

Purtroppo, però, sento che qualcosa sia cambiato, nonostante lo sforzo e l’ottimo lavoro degli admin per non far andare la community per i fatti propri.

Vedo molti meno giocatori che vogliono cimentarsi in ruoli come il DS o l’allenatore, proprio ora, che le squadre hanno seriamente bisogno di loro.

La regola del monoruolo stravolgerà un po’ di cose, a salvarsi forse saranno solo quelle realtà che vanno avanti insieme fin dall’inizio.

È mai possibile che non ci sia nessuno, in un gioco basato sul management sportivo, che non voglia gestire una società?

È come se un amante dei motori non abbia voglia di guidare un auto o una moto. Un po’ paradossale come cosa.

Ho letto di chi si da per sconfitto già in partenza, dicendo di non avere tempo a disposizione, di non sapere come si costruisce una rosa e cose che, credetemi, mi fanno sorridere.

Mi fanno sorridere perché anche gli allenatori e i DS più bravi prendono cantonate, spendendo magari cifre folli per un giocatore dalla bassa attività, ma fa parte del gioco.

È un gioco e come tale va affrontato. Per cui, lasciate da parte i dubbi e prendete le abilitazioni che vi servono.

Cosa aspettate? Contattate Filippo Ballarini e mettetevi in gioco!

Le società hanno bisogno di voi.

DS: grattacapi di fine stagione

Con l’avvicinarsi del finale di stagione 3 e conseguente chiusura dei giochi, iniziano i primi movimenti in quel losco e nebuloso mondo dove vivono DS e presidenti.

Ciò, inevitabilmente, comporta anche un maggiore rigore e raddrizzamento delle antenne degli admin, come testimoniano le recenti sanzioni che hanno colpito Brescia e Atalanta per un episodio che, a pensarci bene, poteva essere gestito meglio da tutte e tre le parti (Squadre e giocatore interessato).

Ma come fa un DS a costruire una squadra?

Partiamo dal presupposto che non è semplice e più si andrà avanti, più difficilmente ci si priverà di quei calciatori che “camminano da soli” in termini di attività.

Spesso conviene buttarsi verso la C, dove ci sono delle cadute eccellenti dalla B, oppure, molto più semplicemente, investire in casa propria.

Sì, perché chi ambisce a grandi traguardi non ha bisogno di stravolgere e conviene che riconosca ai propri tesserati i meriti guadagnati sul campo e nello spogliatoio.

Oltretutto conviene capire come strutturare la rosa.

Se si compete su 3 fronti, ha senso avere una rosa da 22 giocatori.

Se il vostro obiettivo è solo il campionato, valutate una rosa da 15 elementi.

Sette giocatori in meno equivale a quasi 1kk di ingaggi risparmiato che può essere ripartito agli altri elementi della rosa.

Ovviamente tendete a trattenere chi assicura i bonus più alti e chi sa fare da collante umano, ricordando che in questo gioco gli Ibrahimovic e gli egocentrici in generale non hanno mai avuto lunga vita.

Le riflessioni del Conte: caos Milan, ProgettoFM non è per tutti

Voi non meritate Progetto Gaming.

È di poche ore fa la comunicazione di Alessandro secondo cui il Milan, per buona parte della stagione, abbia barato.

A quanto pare il nostro regista principale faceva allenare e preparare le partite, al mister del Milan, con il salvataggio ufficiale.

Capirete subito che, con un vantaggio simile, qualunque allenatore avrebbe potuto raggiungere una finale di Coppa Italia e di Europa League, oltre ad essere ancora in piena lotta europea in campionato.

Non a caso, infatti, il Milan è andato in difficoltà quando l’allenatore avversario stravolgeva il suo modus operandi, come nel caso del recupero da 2-0 a 2-2 del Torino, avvenuto quando Sedda dal solito 4321 che non girava (stranamente arginato alla grande) ha virato in un inedito 4231 che solo la dirigenza granata conosceva in quanto modulo sperimentale.

Detto questo, vorrei spendere due parole verso chi è stato beccato e chi, nell’ombra, pensa di essere il più furbo.

Non meritate niente, perché siete niente.

Non meritate le ore passate sulle vostre schede da Filippo.

Non meritate la pazienza nel ponderare le dinamiche di Alberto.

Non meritate le idee e le energie, sia nervose che economiche, messe in campo da Alessandro.

Non meritate la pazienza di Damla dietro le quinte.

Non meritate lo smazzo mio e di Donato, in quanto superstaff di controllo, che passiamo al setaccio squadra per squadra, commento per commento.

Non meritate il lavoro dietro le quinte di Crippa e Paolo Bianchi nelle rispettive Leghe.

Non meritate l’inventiva di giornalisti e grafici, che dal nulla offrono un tema di dibattito.

Non meritate che un dirigente o un allenatore stia lì a scervellarsi per farvi giocare bene.

Non meritate nulla di tutto questo.

Lo merita solo chi c’è. Chi partecipa lealmente.

Lo meritano i ragazzi che ogni lunedì e mercoledì ci supportano su Twitch.

Lo merita chi quotidianamente ruola per la squadra.

Lo merita chi passa le ore a parlare con un inattivo per coinvolgerlo ed accendere nuovamente l’entusiamo in lui.

Lo merita chi ci promuove.

Ma soprattutto, lo merita chi nonostante le sconfitte e le retrocessioni, rimane perché in squadra ha trovato dei compagni di viaggio.

E fateci il favore, se vi venisse in mente di farci cattiva pubblicità, fatecelo sapere. Almeno potremo stare alla larga da chi vi crede e chi sostiene il gioco sporco.

Concludo facendo un appello ai ragazzi del Milan; lottate.

Lottate, perché siete il Diavolo. Siete un bel gruppo e potrete continuare ad essere guidati da persone come Lopresto e Filippo, che ci buttano l’anima in questa squadra e in vari aspetti del ProgettoFM.

Non fatevi sconfiggere dall’onta di chi imbroglia e dallo scoraggiamento, non ve lo meritate.

Con affetto,

un sostenitore disinteressato di questa bellissima comunità.

Verso Juventus – Inter

Quella che andrà in onda stasera alle 20:30 su ProgettoFM sarà una delle partite più sentite della stagione.

A sfidarsi sono i concorrenti allo scudetto della Juventus e la sempre imprevedibile Inter, campione in carica che ha deluso le aspettative di protagonista della stagione a favore della neopromossa Lazio.

Il pareggio non servirebbe a nessuna delle due.

La Juventus cercherà l’allungo sulla Lazio, impegnata in casa con un’arrembante Atalanta che si sta inserendo di prepotenza nella lotta per l’Europa.

L’Inter, d’altro canto, spera nei 3 punti dei biancocelesti per provare il sorpasso sugli orobici e portarsi a -1 dal 6° posto.

Attualmente occupato dai rivali del Milan, usciti vincitori poche domeniche fa con un sonoro 4-0 dal derby.

juve-inter

Entrambe le rose non stanno passando un periodo roseo;

La Juventus viene da un periodo difficile sia in campo che fuori dal campo, con le polemiche che hanno infuocato l’ultima settimana di Diventa un calciatore su football manager! e che hanno avuto come bersaglio giocatori e staff bianconero.

L’Inter sembra irriconoscibile rispetto lo scorso anno.

Voci di corridoio sembrano confermare che qualcosa si sia rotto all’interno dello spogliatoio e della società stessa.

Da non dimenticare un aspetto molto affascinante: il ritorno all’Allianz Stadium di Bifano (giocatore).

D’Anteo, allenatore molto stimato all’interno del progetto che però non è mai riuscito a metter le mani su nulla di concreto, sta cercando di portare la Juventus a questo storico e simbolico scudetto.

Juventus che a metà stagione è stata abbandonata proprio da Bifano (allenatore), che ha preferito accomodarsi sulla panchina del Milan nell’immediato post Progettopoli.

Quì potete trovare un resoconto generale.

 

La giornata tipo di un allenatore di Football Manager

Questo articolo era stato scritto in precedenza (sempre dal sottoscritto) su Football Pills, se volete leggere altri interessanti articoli cliccate QUI

Chiariamolo fin da subito: solo un appassionato di giochi di calcio manageriale può comprendere a fondo l’estasi, la libido, l’emozione travolgente che un allenatore di Football Manager prova dopo aver vinto la sua prima Champions League nella stagione 2023/2024 con il Cosenza Calcio.

Ma come inizia la carriera di un allenatore di Football Manager?

GIORNO 1.

Ore 19.00, sei appena tornato a casa dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro.  La prima cosa che viene in mente ad una persona comune è quella di controllare il proprio profilo Facebook; ma non a te, tu sei un allenatore di Football Manager. Nel tragitto dà lavoro a casa, hai già pensato a mille carriere da cui iniziare. Apri Steam, clicchi su Football Manager ed INIZIA CARRIERA.

“Non sarà esagerato partire dall’ Septemvri, in seconda divisione bulgara?”, “Io il Manchester City non lo voglio allenare… no al calcio moderno!”.

Dopo lunghe discussioni tra te e te, alla fine come in ogni edizione, la scelta ricade sulla squadra della propria città, in questo caso il Cosenza Calcio. Clicchi quindi su database enorme – inizia carriera.

 

Ore 22.00, se sei un vero allenatore di Football Manager, nelle 3 ore passate sul gioco, non hai ancora cliccato sul tasto continua. Il primo giorno di lavoro è sempre quello più importante. Prima di tutto, riunione con il presidente per delineare gli obiettivi stagionali e l’eventuale filosofia della squadra. Tu ovviamente punti su un calcio offensivo e giovani talenti da far crescere.

Dopo le prime discussioni con la dirigenza, si passa al punto più importante della giornata: rapporto squadra. Qua si capirà veramente il valore dei tuoi giocatori. Preghi che ci siano dei buoni esterni, perché senza il tuo magico 4-3-2-1 non si va da nessuna parte.

Fortunatamente, il Cosenza è pieno di esterni promettenti. Già ti vedi sul tetto del mondo in 3 anni, per poi accorgerti che non ha nessuna punta centrale di valore. Ti precipiti immediatamente nella sezione “osservatori” ed inizi una ricerca malata di punte, inutile dirlo: a parametro zero.

 

Ore 23.00, è da un’ora che continui a spulciare tutti i giocatori svincolati in giro per il mondo. Non trovi nessuno all’altezza, ma poi ti ricordi di un nome, te lo ha consigliato il cugino del fratello di un tuo amico. “Sergio Galeano” talento classe 97 dell’Udinese. Può essere preso in prestito gratis. Sentire le parole talento e gratis nella stessa frase, ti fa impazzire. Subito mandi l’offerta per paura che qualche squadra si accorga di lui e preghi (di nuovo) che accetti il trasferimento. E’ finalmente arrivato il momento di cliccare sul tasto “continua”, ma per puro caso ti accorgi dell’orario e i morsi della fame ti fanno rendere conto di non aver ancora cenato, quindi salvi e chiudi. Per oggi hai fatto abbastanza.

 

GIORNO 2

Ore 19.30, è venerdì! Questo significa solo una cosa: maratona di Football Manager. Questa volta però, non vuoi trovarti impreparato come il giorno prima, ti cucini un bel piattone di pastasciutta che mangi direttamente in padella davanti al pc. Apri Football Manager e finalmente si riparte.

 

Ore 4.30, il campionato ormai è entrato nel vivo.  Ti accorgi dell’orario e ti rammenti che domani mattina devi accompagnare la tua ragazza in comune per rifare la carta d’identità. Un brivido gelido ti scende lungo la spina dorsale. Dovresti andare a letto, ma c’è Cosenza-Lecce, big match della 24° giornata di Lega Pro Girone C. “Tanto sono solo altri 20 minuti, finisco la partita e salvo”.

 

Ore 8.30, il citofono suona. Ormai completamente ubriaco di Football Manager, credi che sia l’arbitro che sta fischiando qualche fallo inesistente. Non è così. È la tua ragazza che è venuta a prenderti. Ti guardi un attimo intorno e finalmente capisci dove ti trovi. Immediatamente ti lanci alla ricerca dei pantaloni che la sera prima avevi gettato in qualche angolo sperduto della casa. Ti lavi denti, la faccia e sei prontissimo ad uscire.

Accade il dramma: la finale play-off Matera-Cosenza è ancora ferma sullo 0-0 e siamo alla fine del primo tempo. Non c’è possibilità di salvare. Uscire dal gioco è peggio che rubare alla propria madre. L’unica soluzione è finire la partita.  Chiami prontamente la tua ragazza e le dici la prima scusa che ti viene in mente: “ho il cagotto, aspetta 10 minuti”.  Quasi ti sembra di tradire i tuoi ideali, ma decidi per il bene della tua vita sociale, di mettere “momenti chiave” alla partita.

 

GIORNO 8

Ore 19.30, ormai è diventata un’abitudine. Appena tornato a casa, ti prepari la cena per poi lanciarti su Football Manager. Sei arrivato fino alla quarta stagione e per la prima volta sei stato promosso in Serie A!

Il giovane Galeano che avevi preso in prestito 4 anni fa, acquistato dopo 2, è diventato il tuo grande pupillo. Ma sarà davvero pronto per la Serie A? Lo speri perché i soldi per un sostituto non ci sono.

 

GIORNO 14

Ore 4.30, anche oggi fai le ore piccole, ma per il tuo Cosenza questo ed altro.  Sei a metà della settima stagione e porti lo scudetto sul petto. Sì dopo 6 stagioni sei riuscito a conquistare la Serie A. Tu ovviamente non ti fermi solo a questo, vuoi la coppa dalle grandi orecchie. Hai passato agevolmente il girone e mancano pochi giorni alla partitissima Ajax-Cosenza. Un nodo alla gola ti prende alla sprovvista: “Ho controllato i giocatori in scadenza a gennaio?”. Sì, lo avevi fatto. Ti ricordi di aver preso quel 22enne paraguayano scaricato dal Cerro Porteño. Tiri un sospiro di sollievo e sei quindi pronto alla trasferta di Amsterdam.

 

GIORNO 19.

Ore 20.45, è sabato sera e fra pochi minuti ti giochi la finalissima di Champions League contro il Real Madrid. Per tutto il giorno hai osservato la squadra spagnola per trovare qualche punto debole, ma niente, sembra una squadra perfetta, una corazzata.  Non c’è più tempo, è il momento di giocare la partita della vita. Per incitarti decidi di collegare il pc alla televisione, in modo da poter guardare la partita sul grande schermo e durante l’entrata dei giocatori fai partire l’inno della Champions a tutto volume.

 

Ore 21.15, la partita più lunga della tua vita, ancora 0-0 e siamo al 118° minuto. Lancio lungo del difensore, stop di petto di Galeano, dribbling secco su Varane, e tiro a giro nel sette, 1-0.

Le tue urla si sentono fino al palazzo di fronte, corri come un matto urlando il nome di Galeano, spalanchi la finestra e fai a sapere a tutti della tua impresa storica. “Il Cosenza è campione d’Europa!”, “Signora, ho vinto la Champions col Cosenza!”.

 

Ore 21.45, la stagione è finita. Rimani li fisso a guardare tutti i tuoi traguardi come allenatore, ripensi a tutti i momenti belli e brutti che hai passato durante tutte queste sette entusiasmanti stagioni, quasi si intravede una lacrimuccia. Ma è tempo di concludere qua questa avventura. Clicchi “dimettiti”.

 

Ore 22.00, il Newcastle ti ha offerto un contratto. La squadra bianco-nera è retrocessa in seconda divisione e da 2 anni non riesce ad ottenere buoni risultati. Clicchi “ACCETTA”.

 

Ore ……….