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De Meo, Franco, Staniscia – Intervista a Marco Fazzini

Benvenuto Marco e grazie mille per aver accettato di parlare ai microfoni di Progetto MK-Ultra!

Grazie a voi!

Iniziamo subito con le presentazioni, chi è Marco Fazzini nel Progetto?

Marco Fazzini nel progetto è presidente da tre stagioni del Brescia, e da due stagioni del San Marino. Sono stato Ds del Cittadella ottenendo ottimi risultati, per poi passare al Brescia. Da calciatore ho iniziato nel Modena, ma sono subito passato alla Cremonese, dove sotto la guida di Campagna, sono diventato uno dei migliori terzini del progetto. Sono appena passato in prestito al Bologna per mia volontà, in cerca di nuovi stimoli

Chi è invece Marco Fazzini fuori dal Progetto?

Sono un ragazzo di 19 anni di Ascoli Piceno, che da quest’anno intraprenderà gli studi di ingegneria chimica, guarda caso, proprio a Bologna. Ho la passione per la musica elettronica e punto nel giro di pochi mesi, a diventare DJ.

Bene, l’intervista di oggi sarà divisa in due parti, corrispondenti ai progetti che vuoi illustrare, ovvero quello del San Marino e del Brescia, da chi vuoi iniziare per primo?

San Marino.

Qual è la Storia del San Marino fino a questo momento?

La storia del San Marino è una storia breve ma molto intensa. Io e Luca Sverze abbiamo deciso di acquistare una società di C due anni fa. La nostra scelta era ricaduta sull’Ascoli, di cui sono tifoso, ma era ultima in classifica. Per questo motivo, abbiamo deciso di comprare il San Marino e costruendo la squadra. Siamo arrivati entrambi gli anni ai playoff senza riuscire a vincerli. Abbiamo costruito un ottimo gruppo nell’arco delle due stagioni, con ragazzi molto attivi, come ad esempio Paulis, Frottin, Kesselar, Menghetti e sempre propensi a fare il bene della squadra. Ci sono stati incidenti di percorso, come i ban di mister Rosti e di Strizzi, ma ne siamo usciti rafforzati. Ora il nuovo DS De Meo, sta lavorando per puntellare la rosa con elementi di valore, sotto richiesta del mister. Ah, vi starete chiedendo chi sia il mister: Giuseppe Staniscia! Abbiamo deciso di puntare su di lui e sul suo riscatto e siamo sicuri farà benissimo.

Potresti descriverci in maniera precisa qual è il progetto che volete creare intorno al Nuovo Mister Staniscia?

Mister Staniscia è qui per rilanciarsi e noi, vogliamo lanciarci verso la Serie B. Sì ok, perderemmo l’affiliazione con il Brescia, ma poco importa. I ragazzi che sono in squadra non meritano di essere trattati come una squadra B qualunque, devono divertirsi. Abbiamo quindi intenzione di creare un progetto solido, vendendo giocatori non idonei e prendendo ragazzi estremamente attivi, che magari possano servire anche al Brescia in ottica futura.

Sembrano premesse per un’ottima stagione. Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

Portare per la prima volta, una squadra della Repubblica di San Marino in B sarebbe fantastico, quindi puntiamo a farlo nel giro di due stagioni.

Bene, adesso è il momento di parlare del Brescia, ma lo facciamo ricollegandoci a una figura che si può considerare come il filo che collega il San Marino alle Rondinelle, ovvero Alessandro De Meo. Opinioni su di lui in quanto Dirigente o Direttore Sportivo?

De Meo è un vero e proprio stakanovista. Non si ferma un attimo ed è sempre a trattare e lavorare per il bene della squadra. È un must have, una persona che tutte le società dovrebbero avere per la sua professionalità. È anche molto bravo come DS, lo pongo al mio stesso livello come abilità nel trattare e convincere le controparti.

Il Brescia invece ha già un progetto inoltrato con Franco, subentrato durante la scorsa stagione. Opinioni su di lui fino a questo momento?

Claudio è subentrato dopo una mia crisi isterica quando ero allenatore. Ha iniziato a macinare punti su punti e sembravamo proiettati verso le prime posizioni. Purtroppo però, con l’arrivo delle Beowulf, siamo scesi molto ed abbiamo iniziato a perdere posizioni. Piena fiducia in lui comunque. Abbiamo preso Mazzei in attacco, ma ora vogliamo rinforzare ulteriormente il reparto avanzato.

Franco, Palladino e lo stesso De Meo portano sul gruppo un personaggio dal grande Ego, com’è allora lo spogliatoio del Brescia?

Lo spogliatoio del Brescia è attivissimo, soprattutto sul gruppo WhatsApp e sul gruppo Facebook segreto. Franco, Palladino e De Meo tengono carichissimi gli altri, grazie anche a Montecalvo, che è un dispenser di risate e i vari Maiello, Carnevali, Lombardo e Mezzadri. Gli altri sono meno partecipi, ma ci stiamo lavorando.

Obiettivi per questa stagione e per il futuro col Brescia invece?

Con il Brescia puntiamo assolutamente ai playoff, ma speriamo in qualcosina di più. Confidiamo in Franco e nel suo lavoro, ma anche in De Meo, che ha il compito di rimpinguare la rosa con elementi attivi e forti.

Questa è stata l’ultima domanda, ti ringrazio per le risposte e ti saluto, alla prossima!

Grazie a te mio caro.

Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

A tu per tu con Pierpaolo Palladi(n)o

Pierpaolo Palladino, attaccante del Brescia, è un piacere averla qui.
Solitamente partiremmo chiedendo chi è Pierpaolo al di fuori del Progetto, ma in questo caso ci preme più chiedere quanto del Palladino PG è presente nel Palladino della vita reale. Quali sono le principali differenze tra le due entità?

Il Palladino irl è un burlone che prende tutto alla leggera, un provocatore e forse potrebbe essere il primo caso di giocatore che ruola nel Progetto e nella vita.
Vengo da una realtà povera (Napoli), così come lo era il primo Brescia PG, ma ritengo di aver conosciuto le vere ricchezze della vita: salute, sorrisi e, permettetemi, gentil sesso.
Il Palladino in-game è un giocatore che si carica di responsabilità. Carismatico, prolifico e molto richiesto. Ambisce a scalzare i mostri sacri e a far dilettare Pironti con laute lodi nei suoi confronti.

Ha parlato di mostri sacri; chi sono per lei, quali sono le caratteristiche che hanno per essere definiti tali e, soprattutto, qual è il percorso che intende intraprendere per imporsi su di loro?
Alludo ovviamente ai miei pari reparto: Gallarato e Di Gloria. In questo momento sono i migliori attaccanti in circolazione, e lo dimostrano le trentacinque reti combinate in sedici partite.
Il percorso? Semplice: gol, assist e attività. L’essenza di un ottimo attaccante parte tutto da qui. E grazie alle magnifiche capacità dell’allenatore del Brescia Claudio Franco, al DS Fazzini, passando per i presidenti De Meo e Sverze e finendo per la colonna portante della difesa Montecalvo, posso fare sogni tranquilli. Ma non troppo, perché chi dorme non piglia pesci.

Il Brescia. Società che in questo momento sembra più centrata che mai.
Non le chiederò, però, di star qui a fare i complimenti ai vari elementi della squadra, da lei sopracitati. Il discorso è il seguente: è il miglior momento delle rondinelle, che sembrano aver intrapreso il percorso giusto per la promozione, e grande merito di questo va all’avvento di mister Franco. Ad ogni modo la Serie B rimane una competizione tiratissima e salire in A è tutto tranne che scontato. Ecco, se questo non dovesse succedere, una punta del suo calibro farebbe un ennesimo anno in Serie B?

Se ciò significasse vivere in un progetto che ci crede, è probabile. Ma come tutti, l’ambizione fa parte di chi si ritiene forte, nella vita come nello sport, e nonostante abbia vinto la Scarpa d’Oro Stagione 3 e un Europeo con Di Stefano (tutto dire), potrei appunto aspirare a qualcosa di più.
Ad oggi ho rifiutato offerte importanti; l’ultima è stata quella del Milan, che personalmente non mi attira. In precedenza c’era stata la Juve della “gestione Trovato”, il team di Pironti e alcuni approcci della Cremonese, che ho davvero apprezzato in quanto unica gran bella realtà, davanti solo a quella che sto già vivendo oggi.

Esatto, lei è stato Capocannoniere nella Stagione 3.
Tuttavia, molti utenti all’epoca (e non solo) la criticarono per una “scarsa attività”, o comunque un apporto non sufficiente a premiare e giustificare i meriti per una scheda che, appunto, l’hanno portata a segnare più di tutti in quell’annata. Cosa risponde a queste persone?

Che possono lucidare i miei scarpini griffati, in quanto parte di queste persone sono poi quelle che mi hanno richiesto e non hanno ricevuto altro che rifiuti scottanti.
E aggiungo che il Palladino di Bologna a metà della Stagione 2 era un novellino che doveva introdursi al meglio, ma al Palladino di Brescia imputare una scarsa attività è segno di incompetenza e gelosia; il mio ultimo potenziamento è stato di 7/800K. Non so di cosa abbiano parlato all’epoca, ma mi dispiace che abbiano dato aria alla propria bocca inutilmente.

Ultimamente, forse più che mai, lei si sta sempre di più autoimponendo come una sorta di dio sceso in terra; un atteggiamento molto simile lo abbiamo recentemente riscontrato anche dal suo allenatore, Claudio Franco. Qual è il vostro rapporto e quanto uno influisce sull’altro e viceversa?
Il rapporto con Franco è stupendo. Per me l’allenatore più preparato del Progetto con Campagna, studia benissimo le tattiche avversarie e sa cambiare modulo risultando imprevedibile. Non ne ho conosciuti di così bravi sulla piattaforma FM.
Io essendo anche presidente lo sprono a sentirsi il più libero possibile. Dal momento del suo ingaggio gli abbiamo dato carta bianca e abbiamo eseguito ogni sua richiesta sul mercato. Per quanto riguarda l’influsso sul Palladino calciatore, posso dire che mi ha reso più completo. Gioco per la squadra, faccio molti più assist. È un dare – avere che fa bene ad entrambi.
E comunque Dio in terra deve chiedere permesso a me per scendere.

Una domanda che per un attimo potrebbe farla uscire da quel sottile limbo tra il ruolare e il non, nel quale lei spesso si culla: secondo lei come mai molti, forse troppi utenti, non capiscono che lei interpreta un personaggio, rimanendo poi perfettamente in linea con quello che è il Progetto, ovvero un GDR?
Perché in molti non vivono l’internet appieno. Non hanno le basi che potrebbero avere coloro che frequentano più realtà al di fuori di Progetto Gaming.
Fanno meme pessimi (de gustibus) a volte mal interpretando la base stessa e, a volte, sono solo dei piccoletti che credono che l’offendere sia la soluzione a blastare/dissare e/o semplicemente chiudere il becco al prossimo. Non funziona così. Vanno indirizzati. Ho avuto il piacere di essere amministratore di pagine e gruppi che andavano oltre i 12K utenti e per quanto difficile possa essere il gestire gli altri, abbiamo sempre teso la mano anziché tirarla indietro.
Il superstaff invece sa quello che fa, quindi non temo il mio ruolare.

Rimanendo in tema, potrebbe indicare degli utenti che lei ammira puramente per il loro modo di vivere il GDR del Progetto? E per quali motivi?
Sono pochi quelli che “ruolano” davvero.
Dovendo essere sincero, non mi piace il ruolare di Di Stefano, con tutto il rispetto ovviamente. Un conto è appunto ruolare, l’altro è fare Vittorio Sgarbi. E Dio santo abbassa il volume durante le Live. Sono quasi cinque anni virtuali che lo fai, NON POSSO SENTIRMI LE PUBBLICITÀ DA CASA TUA!
Mi piace il ruolare di Campagna, porta acqua al suo mulino che fermatelo!
Mi aggradano ADD, P. Fulco e Michelini che pur tirandosela un po’ agisce bene da squalo. Poi Gallarato e Staniscia (Salò): quest’ultimo ruola come piace a me, “anche se ha un po’ rotto il *****” (cit. di una famosa live).
Prendo spazio per citare anche De Meo: ranger di C, presidente di Brescia e San Marino e riserva di Damiano Mattia, che alla fine è la riserva di se stesso.

Ritorniamo ora ad un aspetto prettamente in-game. Fra non molto sarà tempo di Pallone d’Oro. Cosa ne pensa dell’inclusione, nella lista, di soli calciatori di Serie A, regola che automaticamente esclude un giocatore che potrebbe essere tenuto in considerazione come lei? E secondo lei chi dovrebbe vincerlo?
Il regolamento è giusto, se vogliamo attenerci al mondo fuffa. Anche se mi sento un po’ come Maradona e soci (i sudamericani) che pur essendo tra i migliori non potevano essere inclusi, in quanto all’epoca la premiazione era riservata ai soli europei. In un mondo con Salvini e le oppressioni avrei aperto anche ai ragazzi di B.
ITALIANI CADETTI DI TUTTO IL MONDO, UNIAMOCI PERBACCO!
Per quanto riguarda un possibile vincitore non saprei, ho troppi nomi in mente e non conosco appieno le loro prestazioni. Seguo molto me stesso e il Brescia, salvando la pace di pochi altri.

Dove si vede il Palladino calciatore del Progetto da qui a tre stagioni?
Ai vertici massimi, mi sembra ovvio. Se poi mi si chiede di essere più preciso, ci si dimentica che sono napoletano e quindi scaramantico. Non posso pronunciarmi più di tanto. Diciamo che arrivare il più in alto possibile con il Brescia sarebbe una soddisfazione enorme.

Ora un inevitabile botta e risposta riguardo alcuni personaggi. Ci dica cosa ne pensa di Yuri Monti, Giuseppe Staniscia, Federico Gallarato ed altri due utenti che lasciamo scegliere a lei.
Yuri Monti non pervenuto. Chi non ci mette la faccia non ha la mia attenzione;
Staniscia è un mio grande amico in real life da cinque anni;
Gallarato è il mio studente barman (la mia professione irl) preferito;
Cito quindi Fazzini, mio co-presidente al Brescia, un bravissimo e simpaticissimo ragazzo.
Infine mettiamoci Campagna, ovviamente altro amico di lunghissima data come Stan, a cui voglio un gran bene. Ad entrambi s’intende.

Ringraziandola in anticipo per il suo tempo, chiudiamo con qualcosa che Palladino ha voglia di dire a tutto il Progetto. Un consiglio, una dichiarazione, un annuncio, insomma quello che più le preme esplicitare in questo momento.
Quando il vento dei soprusi sarà finito, le vele si spiegheranno verso la felicità. Un saluto agli amici di Secondigliano.
E grazie per quest’intervista, mi sono divertito assai.



IlCarro intervista: Claudio Manfredi Franco, il Dittatore del Brescia.

Buongiorno Claudio, grazie per accettato di parlare ai Microfoni de IlCarro!

Buonasera, è sempre un piacere.

Iniziamo subito chiedendo, chi è Claudio Manfredi Franco al di fuori del Progetto Gaming?

Sono un classico studente fuori sede, che lavoricchia quando può. Studio psicologia.

Sappiamo anche che sei un grande appassionato di Film, Serie TV e Anime, perciò vorrei farti una particolare richiesta, potresti paragonare i seguenti ragazzi: Campagna, De Donatis, Gallarato, Michelini e Trojer insieme ad altre persone conosciute al Progetto, a dei personaggi di opere che hai visto?

Come lo sapete? Dai simpatica sta cosa. Trojer, direi Marshall Eriksen. Bravo ragazzo, solare e amico di tutti, ogni tanto un po’ sfigato. Gallarato sembra un po’ Gohan, potenzialmente una bomba, ma troppo insicuro per incidere realmente. Michelotto, direi DitoCorto. Organizzato, con un fine e sempre sorridente con tutti. Add, Saitama. Campagna ha il disturbo narcisistico di Don Draper, e gli uccellini di Varys. Io sono un Bojack Horseman, con la cazzutaggine dei protagonisti degli Shonen Jappo. Per gli altri, beh, perderei tempo che vorrei spendere per parlare di Me e del Brescia.

Chi sei invece all’interno del Progetto?

Mister del Brescia, fantasista del ProgettoGaming.

Puoi raccontarci la tua storia? Come sono state le tue esperienze al Lecce, al Livorno e ora al Progetto Gaming come calciatore?

A Lecce è andato tutto bene, promozione diretta ma gruppo non presentissimo. A Livorno non ho espresso al massimo le mie capacità, giocando con poca costanza. Nel PG ho trovato un bel gruppo e un gran Mister. Mi diverto e non sono presenti elementi nocivi.

Parliamo di elementi “nocivi”, a un certo punto della tua carriera la tua strada si è incrociata con quella di Tommaso Altomare, potresti raccontarci la storia del “Dissing”?

Non ho dissato nessuno. Non parlo mai male a vuoto. Ho elencato dei fatti, dei comportamenti scorretti, oltre ad aver giustamente sottolineato una scarsezza fuori dal normale in termini di competenze in game. Il tempo mi ha dato ragione. Ripeto, non parlo mai a vuoto.

Passiamo finalmente al Claudio allenatore, sempre per l’angolo della Tattica, hai delle Chicche Tattiche da poter illustrare ai nostri lettori? Consigli per il Cambio da FM17 a FM19?

Certamente, sono pieno di chicche tattiche. Se volete lezioni, vi faccio un prezzo di favore. I soldi li devolverei interamente in beneficenza, nelle mie tasche. Aggratisse, mi limito a dire che se non sapete allenare, non proponetevi alle squadre. I presidenti mettono soldi anche per avere risultati, non c’è tempo e spazio per i presuntuosi. Skillatevi un po’ offline prima, e quando dico un po’, intendo qualche mese.

Prima di arrivare alla Corte del Brescia, hai allenato il Livorno che è sceso in B nella Scorsa Stagione, ricordi positivi e negativi di quella esperienza?

Prima parte di campionato ottima, purtroppo ho perso ambizioni e tempo verso la fine. I ricordi belli li associo agli elementi più attivi della rosa, bravi ragazzi. Quelli brutti, direi le ultime quattro-cinque giornate. Tanta sfiga. Ovviamente la giornata più emozionante fu la vittoria dei playoff, da assoluti sfavoriti.

Bene, adesso è il momento di arrivare a parlare del Brescia, cosa ti ha portato alla Leonessa?

Ho rifiutato panchine in precedenza, non avevo tempo. Ho finito la sessione invernale e mi è scaduto il contratto lavorativo. Avendo tempo da perdere, ho iniziato a guardarmi intorno in cerca di panchine. Campagna mi ha fatto il nome del Brescia, squadra in evidente difficoltà. Mi ha messo in contatto con De Meo, ho visto le schede dei giocatori, c’era molto potenziale inespresso. Ho accettato subito, anche in virtù della competenza della presidenza stessa.

Hai qualche nome in particolare per il potenziale inespresso? Nel Brescia c’è qualche Golden Boy? C’è qualche mancanza in qualche ruolo del Campo? Avete bisogno di qualcosa?

La rosa era corta, ho dovuto inventarmi qualcosa con quello che mi son trovato tra le mani. I buchi dei ruoli li abbiamo coperti col mercato, arriveranno a gennaio. Mezzadri dall’Albese, gran bel prospetto, Giordano dal Livorno, colpo low cost che ci permetterà di fa rifiatare il buon Palladino. Abbiamo altri colpi in canna per renderci ancor più competitivi. Pensa, abbiamo vinto quasi tutte le partite con la rosa incompleta, figurati con i nuovi arrivi. Dei ragazzi già a disposizione, oltre a Palladino che tutti conoscono, segnalo Montecalvo e Martellucci in difesa e Colombo. Colombo farà grandi cose, fidati.

Con la rosa a disposizione a Gennaio, a cosa può aspirare il Brescia in questa Stagione?

Passi falsi del Chievo permettendo, il primo posto è quasi sicuro. L’obbiettivo è massimizzare i punti in queste undici partite prima di gennaio. Sarà difficile, ma non troppo.

Hai promesso la Champions entro 3 anni al Brescia, cosa ti porta a fare una tale promessa? Lucida follia o qualche asso nella manica?

Non capisco perchè tutte ste sorprese, Lazio e Cremonese da neo promosse sono lassù. Sono un mister migliore di Salvo e Nicholas. Piazzando i colpi giusti, il Brescia inizierà a far quel che vuole. Fidatevi. Tutti bravi con sti 4-4-2, 4-2-4. Sono moduli che conosco e che so contrastare. Anche troppo mainstream. Il Brescia arriva in A e inizia a fare quel che vuole.

Hai detto che la competenza della Dirigenza del Brescia ti ha convinto a firmare per loro, cosa ne pensi dei Presidenti allora? Hanno promesso qualche progetto per farti firmare? Nel cantiere Brescia c’è qualcosa?

Sono tutti degli stakanovisti, sempre presenti e attivi nel muoversi per il bene della squadra. Parlavo di De Meo, ma anche Fazzini e Sverze sono altrettanto preparati. Sverze è sempre il primo a mettersi a disposizione, ne ho visti pochi nel progetto essere così attrezzati. Palladino invece è un gran motivatore, oltre che anima del gruppo. Il cantiere Brescia è stato riaperto da quando sono arrivato. Sta piano piano crescendo e maturando. Visioniamo giornalmente profili e stiamo puntando a migliorare l’attività complessiva. Entro una stagione diventeremo una realtà che farà gola a molti utenti. Serietà e lavoro, oltre al divertimento sono il nostro punto fermo.

Da Allenatore, cosa ne pensi di Campagna, Gallarato, Michelini e Scardace, dopo averci giocato contro?

Gallarato l’ho detto prima, Campagna bravo bravissimo, ma quando ha bisogno viene a chiedermi consigli. Michelini vince, l’importante è quello. Il suo modo di allenare però non mi diverte, mette sempre lo stesso modulo. Non ha bisogno di cambiare perché è l’avversario che deve adattarsi a lui, considerando anche la rosa che ha a disposizione, peró così mi annoierei. Il 90% del divertimento nasce dallo studiare gli avversari, cambiando assetto e particolari. Parlo per me, eh. Scardace ha tanta grinta e voglia, gli consiglio di ripartire dal primo tempo di Palermo-Brescia.

Top Allenatori di A e B?

Campagna e Franco.

Sappiamo che hai avuto anche un’esperienza da Presidente nella Scorsa Stagione, ovvero quando sei stato uno dei Dirigenti del Parma, cosa ricordi di più di quell’esperienza?

Facevo fare tutto a Campagna e Michelinho. Era divertente far gruppo, tutti bravi ragazzi. A livello pratico ero totalmente inutile (ride ndr.)

Domanda finale, poi posso finalmente liberarti, fatti una domanda e datti una risposta!

Sta chiusa è tremenda. Non perdo tempo a farmi domande. Se vi manca la fantasia per far domande, non scrivete nel giornale. Ciao.

Grazie per aver risposto ai Microfoni de IlCarro!

Foggia, la difesa fa acqua da tutte le parti. Squadra in crisi di risultati.

di Giovanni Nisi

Il Foggia continua nel suo periodo buio ed incappa in un’altra sconfitta pesante, questa volta ad opera del Brescia che sfrutta al meglio tutti gli errori della squadra di coach Marchi. I rossoneri si presentano con un 4-3-3 atipico caratterizzato dalla presenza di Sassu come mediano e le mezzali Petrakiev e Zaffuto a supporto. Davanti il tridente composto da Baffa e Martellosio ali con Micheli centravanti. Il reparto arretrato si completa con Resina e Carbutti terzini, con Marcuccilli e Giovannelli centrali e con Centomani in porta.

LA PARTITA

La partita è viva e aperta sin da subito, con le due squadre che non si risparmiano interventi poco ortodossi che sono costati ben 7 gialli in totale. Il Foggia se la gioca fin dal calcio di inizio ed è molto intraprendente, arrivando molte volte al tiro e con delle ottime azioni, ma dietro soffre come non mai e nella ripresa le rondinelle passano grazie ad un calcio di rigore calciato molto bene da Palladino. Lo stesso attaccante si ripeterà circa un quarto d’ora più tardi siglando la propria doppietta personale e consegnando, meritatamente, i 3 punti alla sua squadra.

Protagonisti della partita il già citato Palladino, eletto miglior giocatore dell’incontro e, in negativo, il portiere Centomani che regala alcune azioni particolarmente invitanti agli avversari, che non si sono fatti pregare due volte e ne hanno approfittato.

Foggia che ora deve in qualche modo rialzarsi e risolvere questo problema del reparto arretrato. Cosa proverà il coach Marchi per risolvere questa situazione? Come ripartirà il Foggia? Intanto i giocatori avranno la pausa nazionali per recuperare energie fisiche e mentali e chissà, recuperare da questo momento tremendo.

Prossimo appuntamento del Foggia allo Zaccheria contro il Cittadella.

Per un pugno di dollari: i tre protagonisti del Draft (1/3)

Nella live di lunedì sono stati ufficializzate le destinazioni dei calciatori acquistati dalle società via Draft. Le cifre sono state abbastanza alte, e IlCarro ha deciso di presentarvi i tre giocatori più pagati.
Il primo intervistato è Nicholas Lussana, nuovo giocatore del Napoli.

Benvenuto Nicholas, come hai scoperto il Progetto?

Nicholas: Inizialmente me ne parlò William Cioè, non avendo molto tempo per il momento ho lasciato stare finché Pisati mi ha convinto definitivamente ad entrare a far parte di questa avventura!

Tu sei un nuovo giocatore del Napoli, ottimo team di serie A, come ti stai trovando? L’accoglienza è stata buona?

Nicholas: L’accoglienza è state davvero buona, i compagni sono calorosi e il mister sembra dimostrare fiducia in tutto il team, anche un bergamasco può sentirsi a casa a Napoli nelle giuste condizioni. Non mi aspettavo la Serie A subito ma meglio così, sono pronto a dimostrare il mio valore.

Sono davvero delle belle parole, trovare un ambiente pronto ad accogliere così un neoiscritto è davvero una fortuna. E cosa ti ha colpito di più del Napoli?

Nicholas: Per ora mi ha colpito il modo del Mister di affrontare le partite, sembra avere sempre chiaro cosa fare in ogni situazione e la vittoria per 2-1 sulla Juve lo conferma.

Tu non solo sei il più pagato al Draft, ma sei anche nella massima serie. Questo è più uno stimolo a dare il 100% o un po’ ti mette in difficoltà?

Nicholas: Sicuramente il cammino sarà più difficile, essere uno dei giocatori pagati riempie di orgoglio, mentre essere già nella massima serie potrebbe fornirmi gli stimoli che cercavo.

E come ti è sembrata la community? Disponibile ad aiutarti?

Nicholas: Molto disponibile, per ogni cosa! Sopratutto certi membri.

Il Progetto è così: una grande famiglia. Sai come funzionano i bonus? Te la senti di spiegarlo ai neoiscritti che leggeranno questo articolo?

Nicholas: Bisogna dare la propria disponibilità a seguire le live, creare contenuti, condividere sulla propria pagina, decidere con che intensità farlo ed essere coerenti col contratto. A fine stagione poi si possono investire i punti per migliorarsi.

Perfetto. Un’ultima cosa: hai un messaggio da lasciare agli altri utenti?

Nicholas: Non prendete mai le cose troppo sul serio, lasciate spazio sempre alla stupidità e alle risate nella vostra vita!

IlCarro: Grazie mille! È stato un piacere intervistarti!

Nicholas: Grazie mille a voi!

IL CALCIOMERCATO E LE LOTTE INTERNE TRA SOCIETA’ E CALCIATORI IN CASO DI RICHIESTA DI CESSIONE

Da sempre il calciomercato è stato caratterizzato da lotte intestine tra società e giocatori. Infatti non sono stati pochi i casi in cui i calciatori abbiano chiesto la cessione e a seguito di tale richiesta siano scoppiate delle vere e proprie diatribe con la società di appartenenza. È capitato che le società – per non privarsi di un giocatore che abbia richiesto la cessione, perché ritenuto indispensabile o per ripicca – abbiano assecondato la volontà del giocatore inserendolo nella lista cedibili, però richiedendo prezzi gonfiati per spaventare ogni possibile pretendente, creando o aumentando il malumore del giocatore, che vista la situazione inizia a sentirsi in gabbia. In questi casi bisognerebbe trovare una soluzione che accontenti tutti: società cedente, giocatore e società acquirente, anche se si sa che è molto difficile in un mondo dove i D.S. devono fare di tutto per fare il bene della società ed evitare il rischio fallimento comprando al meno possibile e vendendo al più possibile, con i giocatori che vanno a finire in mezzo a questo “gioco”. Ma è anche vero che ci sono stati casi in cui sono state le società a trovarsi sotto scacco da parte dei giocatori che hanno chiesto la cessione. È successo infatti che alcuni giocatori abbiano minacciato le società di appartenenza di inattivarsi qualora queste non li avessero ceduti ad una determinata squadra, costringendo le stesse ad abbassare le proprie pretese fino ad arrivare a cifre irrisorie, per non rischiare di ritrovarsi con uno scontento in squadra che, se non si fosse inattivato per ripicca, sarebbe potuto andare via a parametro zero alla scadenza del contratto, essendo nulle o quasi le possibilità che accettasse un eventuale rinnovo. Anche in questo caso l’ideale sarebbe trovare un giusto compromesso tra società cedente, giocatore e società acquirente, sempre ben sapendo che è sempre difficile in una giungla come il calciomercato. Fortunatamente sono comunque intervenuti a riguardo gli amministratori, che hanno dato un segnale forte e chiaro a società e calciatori, attraverso un regolamento che punisce severamente chiunque tenti – attraverso minacce o altro – di tenere in scacco la controparte per proprio interesse personale. Forse è giusto così, per impedire che ci siano altri casi come quelli sopra descritti, quando ci si può sedere al tavolino e cercare di trovare una soluzione che accontenti tutti, come è successo per fortuna nella maggior parte dei casi. Caso a parte i giocatori che si iscrivono al progetto ma presentandosi con la chiara intenzione di essere inseriti in una determinata squadra, pena la inattivazione. Possiamo capire che in un mondo grande come quello del PG ci possano essere giocatori che siano amici tra loro, magari alcuni si sono iscritti proprio su segnalazione di loro amici e quindi vorrebbero giocare in squadra con loro, ma ricordiamo – come giustamente affermato dalla amministrazione del PG – che ci si iscrive al progetto per il gusto e il divertimento del gioco e del fare nuove conoscenze e che partire con questa mentalità va contro ogni spirito del progetto. Lo scrivente è certo che, grazie alla bravura degli amministratori e alla saggezza dei giocatori del progetto, simili conflitti non si ripetano in futuro, ma che ogni trattativa di calciomercato sarà portata avanti e conclusa – con la cessione o con un nulla di fatto – dai diretti interessati.

Il nuovo calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con riscatto

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento del calciomercato nell’ambito del progetto. Se agli inizi c’era la possibilità di prendere giocatori in prestito con diritto di riscatto o di ingaggiarli a titolo definitivo con pagamento rateale, in seguito a varie eventi che hanno minato la credibilità di questi movimenti – con squadre che prendevano giocatori che non potevano permettersi aggrappandosi alla possibilità di pagarli anche l’anno successivo, dopo aver incassato i vari bonus di fine stagione e il bilancio di inizio stagione successiva, altre squadre che prendevano giocatori in prestito gratuito con il diritto di riscatto in modo da poter evitare di pagare anche solo lo stipendio semplicemente rinunciando al riscatto a fine stagione- si è deciso di cambiare il regolamento, abolendo queste due possibilità. Da quel momento il mercato è drasticamente cambiato, con meno trattative e più oculate per non rischiare di andare incontro a sanzioni anche gravi. Si è passati ai prestiti onerosi senza diritto di riscatto, ma con la possibilità una volta scaduto il prestito di comprare a titolo definitivo il calciatore qualora avesse fortemente convinto mister e società, i prezzi hanno iniziato a variare verso il basso, non essendoci più la possibilità di comprare un giocatore ad una certa cifra pagandolo in parte con i soldi disponibili nel bilancio attuale, e il resto con le rate successive una volta recuperati i soldi necessari. Vero è che resta in auge il solito “gioco” dei d.s., che ovviamente continuano a fare il loro mestiere cercando di vendere alla cifra più alta possibile e di acquistare alla cifra più bassa possibile per il bene della società, chi in buona fede facendo il suo lavoro, chi facendo il furbetto, anche se a  dire il vero non si è assistito ad una truffa in sede di calciomercato dai tempi di Vito Pizzo, tristemente passato agli onori della cronaca per aver trasportato l’altrettanto tristemente nota calciopoli sul progetto. Fortunatamente non sono più capitati spiacevoli avvenimenti come quelli in cui Pizzo truffava altri d.s. meno esperti, portandosi a casa giocatori di gran valore a pochissimo attraverso vari stratagemmi, questo grazie soprattutto ai costanti controlli dell’amministrazione, che una volta bannato l’ex d.s. della Juventus ha fatto si che non ricapitasse nulla di simile con altri utenti.

A riguardo abbiamo intervistato due personaggi di grande spicco del progetto, ovvero Filippo Ballarini e Alessandro Pironti, amministratori del progetto, che ringrazio vivamente per la squisita disponibilità.

Giornalista: “Buongiorno Filippo, volevo avere un tuo parere sul cambiamento del mercato con le abolizioni delle rate e dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto. Come mai avete deciso di toglierli, se siete soddisfatti del risultato ottenuto e se avete in mente qualche altra modifica”.
Ballarini: “Abbiamo sempre voluto rimanere più vicino possibile alle regole del calcio fuffa, ma alcune cose non sono ancora applicabili. Tra cui le rate, per il fatto che non avendo un programma automatizzato per fare i calcoli e tenere tutto a memoria, le rate a lungo andare sarebbero state impossibili da controllare e gestire. Inoltre è stato fatto anche per non rischiare che molte società facessero tante rate per poi non essere in grado in futuro di pagarle, visto che molti sono ancora adolescenti e giustamente  non possono sapere molto di economia”.
Giornalista: “Se tornaste indietro confermereste la scelta, la annullereste o modifichereste qualcosa di essa?”
Ballarini: “Se parli delle rate no, eliminarle era l’unica soluzione. Ha solo reso le cose più semplici e ridotto i prezzi”.
Giornalista: “Infatti sembra proprio che le cose vadano alla grande. Pensi che a questo punto si potranno mettere in atto altre modifiche per rendere la situazione ancora migliore o la ritenete già positiva così come sta andando?”
Ballarini: “Sono già in fase di sviluppo delle applicazioni per rendere più facile la gestione delle finanze”.
Giornalista:” Buono a sapersi. Vi stimo perché state facendo un ottimo lavoro, con tanto sacrificio ma che porta a grandi risultati. La crescita esponenziale dei nuovi iscritti penso sia una dimostrazione lampante di quel che dico. Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro una splendida giornata”.
Ballarini: “Grazie mille, a presto!”

Giornalista: “Buonasera Alessandro, un parere sul cambiamento del calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con obbligo/diritto di riscatto?”
Pironti: “Quando abbiamo abolito le rate – perché i prestiti non li abbiamo mai aboliti, li abbiamo solo regolamentati come numero –la situazione è un po’ più chiara, più limpida, anche perché i d.s. saltano e quando arriva uno nuovo non è facile ottenere tutte le informazioni dal precedente, quindi poi non è sempre così scontato comprendere se ci sono dei pagamenti magari da fare in futuro che erano già previsti ma magari non scritti a bilancio…insomma non è sempre tutto così facile e non sempre i d.s. sono molto capaci, questo c’è da dirlo, quindi diciamo che togliere le rate ha semplificato moltissimo la scrittura e la lettura dei bilanci. Poi come sai abbiamo il superstaff per il controllo del fair-play finanziario, ma ora con l’arrivo della serie C umana – e considera che nei tre gironi di C si possono avere  fino a sessanta allenatori umani, noi potremmo arrivare ad avere un centinaio di allenatori nel progetto, quindi un centinaio di squadre con un centinaio di bilanci, per questa ragione è fondamentale rendere tutto il più lineare possibile. Secondo me quella scelta è stata molto molto giusta e non ha portato particolari problemi”.
Giornalista: “Ma quindi la questione dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto sono solo regolamentati, non sono stati aboliti?”
Pironti: “Perdonami Stefano, la domanda non era ben chiara. Se parli di diritto/obbligo di riscatto è stato abolito proprio per evitare che qualcuno prenda la situazione che non gli è chiara, perché ci sono delle pendenze, no?, qualcosa che magari non gli risulta chiaro. I prestiti si fanno ancora, semplicemente gli acquisti sono secchi, quindi tu dici “io acquisto tizio, pago tot…” e paghi tutto in quel bilancio; anche negli ingaggi si può mettere “tizio prende 500k più la metà dei bonus che porta” quello si può fare, importante è che non si spalmi in più bilanci…”.
Giornalista: “Un tuo ultimo parere: la situazione ti piace così come sta andando o ritieni necessario apportare qualche altra modifica?”.
Pironti: “E’ possibile che inseriremo un’opzione secondo la quale il presidente può decidere se lasciare la delega completa ai d.s. o dover personalmente approvare acquisti e cessioni. Come ben sai è capitato che dei d.s. si cedessero a vicenda”.

A modesto parere dello scrivente,  la scelta presa dagli amministratori di abolire le rate ed i prestiti con obbligo e diritto di riscatto è stata la mossa giusta per dare uno scossone all’ambiente, perché ha portato ad una gestione più oculata del mercato da parte dei d.s., nonché all’abbassamento dei prezzi di mercato, che erano arrivati alle stelle, nonchè alla scomparsa  di eventuali “furbetti”, ovvero quei d.s. che in passato utilizzavano questi stratagemmi per potersi accaparrare un determinato giocatore che non attraverso queste forme di pagamento, tutto questo spesso a svantaggio di altri d.s. che erano interessati magari allo stesso giocatore ma neanche provavano ad aprire una trattativa, ben consci del fatto che se fosse andata in porto avrebbero rischiato un passivo di bilancio se non il fallimento della squadra in cui lavorano, qualora non fossero riusciti a mettere da parte abbastanza soldi per pagare le rate allo scadere dei termini o il riscatto a fine prestito. Vedremo se ci saranno in futuro nuove modifiche sul mercato per portare ad una gestione sempre più oculata e parsimoniosa che non avvantaggi e non danneggi nessuno, in modo da avere campionati sempre più belli, combattuti ma soprattutto corretti.
 

Il nuovo calciomercato dopo l’abolizione delle rate e dei prestiti con riscatto

Negli ultimi anni si è assistito ad un radicale cambiamento del calciomercato nell’ambito del progetto. Se agli inizi c’era la possibilità di prendere giocatori in prestito con diritto di riscatto o di ingaggiarli a titolo definitivo con pagamento rateale, in seguito a varie eventi che hanno minato la credibilità di questi movimenti – con squadre che prendevano giocatori che non potevano permettersi aggrappandosi alla possibilità di pagarli anche l’anno successivo, dopo aver incassato i vari bonus di fine stagione e il bilancio di inizio stagione successiva, altre squadre che prendevano giocatori in prestito gratuito con il diritto di riscatto in modo da poter evitare di pagare anche solo lo stipendio semplicemente rinunciando al riscatto a fine stagione- si è deciso di cambiare il regolamento, abolendo queste due possibilità. Da quel momento il mercato è drasticamente cambiato, con meno trattative e più oculate per non rischiare di andare incontro a sanzioni anche gravi. Si è passati ai prestiti onerosi senza diritto di riscatto, ma con la possibilità una volta scaduto il prestito di comprare a titolo definitivo il calciatore qualora avesse fortemente convinto mister e società, i prezzi hanno iniziato a variare verso il basso, non essendoci più la possibilità di comprare un giocatore ad una certa cifra pagandolo in parte con i soldi disponibili nel bilancio attuale, e il resto con le rate successive una volta recuperati i soldi necessari. Vero è che resta in auge il solito “gioco” dei d.s., che ovviamente continuano a fare il loro mestiere cercando di vendere alla cifra più alta possibile e di acquistare alla cifra più bassa possibile per il bene della società, chi in buona fede facendo il suo lavoro, chi facendo il furbetto, anche se a  dire il vero non si è assistito ad una truffa in sede di calciomercato dai tempi di Vito Pizzo, tristemente passato agli onori della cronaca per aver trasportato l’altrettanto tristemente nota calciopoli sul progetto. Fortunatamente non sono più capitati spiacevoli avvenimenti come quelli in cui Pizzo truffava altri d.s. meno esperti, portandosi a casa giocatori di gran valore a pochissimo attraverso vari stratagemmi, questo grazie soprattutto ai costanti controlli dell’amministrazione, che una volta bannato l’ex d.s. della Juventus ha fatto si che non ricapitasse nulla di simile con altri utenti.

A riguardo abbiamo intervistato un personaggio di grande spicco del progetto, ovvero Filippo Ballarini, uno degli amministratori del progetto, che ringrazio vivamente per la squisita disponibilità.

Giornalista: “Buongiorno Filippo, volevo avere un tuo parere sul cambiamento del mercato con le abolizioni delle rate e dei prestiti con diritto/obbligo di riscatto. Come mai avete deciso di toglierli, se siete soddisfatti del risultato ottenuto e se avete in mente qualche altra modifica”.
Ballarini: “Abbiamo sempre voluto rimanere più vicino possibile alle regole del calcio fuffa, ma alcune cose non sono ancora applicabili. Tra cui le rate, per il fatto che non avendo un programma automatizzato per fare i calcoli e tenere tutto a memoria, le rate a lungo andare sarebbero state impossibili da controllare e gestire. Inoltre è stato fatto anche per non rischiare che molte società facessero tante rate per poi non essere in grado in futuro di pagarle, visto che molti sono ancora adolescenti e giustamente  non possono sapere molto di economia”.
Giornalista: “Se tornaste indietro confermereste la scelta, la annullereste o modifichereste qualcosa di essa?”
Ballarini: “Se parli delle rate no, eliminarle era l’unica soluzione. Ha solo reso le cose più semplici e ridotto i prezzi”.
Giornalista: “Infatti sembra proprio che le cose vadano alla grande. Pensi che a questo punto si potranno mettere in atto altre modifiche per rendere la situazione ancora migliore o la ritenete già positiva così come sta andando?”
Ballarini: “Sono già in fase di sviluppo delle applicazioni per rendere più facile la gestione delle finanze”.
Giornalista:” Buono a sapersi. Vi stimo perché state facendo un ottimo lavoro, con tanto sacrificio ma che porta a grandi risultati. La crescita esponenziale dei nuovi iscritti penso sia una dimostrazione lampante di quel che dico. Ti ringrazio per la disponibilità e ti auguro una splendida giornata”.
Ballarini: “Grazie mille, a presto!”

A modesto parere dello scrivente,  la scelta presa dagli amministratori di abolire le rate ed i prestiti con obbligo e diritto di riscatto è stata la mossa giusta per dare uno scossone all’ambiente, perché ha portato ad una gestione più oculata del mercato da parte dei d.s., nonché all’abbassamento dei prezzi di mercato, che erano arrivati alle stelle, nonchè alla scomparsa  di eventuali “furbetti”, ovvero quei d.s. che in passato utilizzavano questi stratagemmi per potersi accaparrare un determinato giocatore che non attraverso queste forme di pagamento, tutto questo spesso a svantaggio di altri d.s. che erano interessati magari allo stesso giocatore ma neanche provavano ad aprire una trattativa, ben consci del fatto che se fosse andata in porto avrebbero rischiato un passivo di bilancio se non il fallimento della squadra in cui lavorano, qualora non fossero riusciti a mettere da parte abbastanza soldi per pagare le rate allo scadere dei termini o il riscatto a fine prestito. Vedremo se ci saranno in futuro nuove modifiche sul mercato per portare ad una gestione sempre più oculata e parsimoniosa che non avvantaggi e non danneggi nessuno, in modo da avere campionati sempre più belli, combattuti ma soprattutto corretti.
 

E’ arrivato l’analista: 7° giornata Serie B (3/3)

Terza ed ultima parte delle partite della 7^ giornata del campionato cadetto.

Akragas – SPAL 0-0
Pareggio interno per i siciliani, incapaci di sfruttare le varie occasioni da gol create durante la partita. Un punto d’oro per la squadra di Ferrara che, pur soffrendo per 90’, fa un passo importante per rimanere in corsa per la salvezza. Il match dell’Akragas parte in salita, con l’infortunio di Davide Gismondi. Al 65’ Angelo Guarneri della SPAL riceve il cartellino giallo. Migliore in campo: Gian Piero Joel (7.4), difensore centrale agrigentino.

Palermo – Ancona 2-3
Ottima vittoria esterna dei Dorici, che raggiungono il 19° posto, arrivando a sei punti. La partita è stata equilibrata, ma il successo dei marchigiani è meritato e dovuto all’imprecisione dei rosanero. L’arbitro ha mostrato a sette giocatori il cartellino giallo: Ingrande, Carafa, Brucia, Pernarella, Gargia, Papaleo e Terzino Temporaneo. Il trionfo dell’Ancona risulta ancora più sorprendente per il fatto che si tratti di una rimonta: al 13’ il Palermo passa in vantaggio, grazie a Gentile. Al 18’ Papaleo firma il pareggio ma, otto minuti dopo, è Graziano a riportare avanti i padroni di casa. Le reti di Pernarella e Escalona completato la rimonta entro il 53’. Migliore in campo: Di Cicco (8.5) dell’Ancona

Novara – Roma 1-1
Punto con poche pretese per entrambe le squadre, lontane dai propri obiettivi stagionali. La Roma domina per tutti i 90’ ma paga un inizio disattento che ha permesso a Valerio Tranainti di andare in gol al minuto due. I giallorossi hanno tirato dieci volte nello specchio della porta riuscendo a superare il portiere Pisati solo in occasione della rete di Riccardo Dadydady al 73’. Migliore in campo: Giancarlo Di Cicco (8.5) dei giallorossi.

Livorno – Frosinone 0-2
Giusta vittoria del Frosinone, che a Livorno si diverte e domina senza difficoltà. Sarebbe sbagliato dire che i toscani non abbiano creato nulla, ma non sono riusciti a sfruttare le occasioni da gol create. Partita “maschia”: ventidue falli e quattro ammonizioni. Le marcature sono state realizzate da Generale al 19’ e da Scriboni al 56’, con un assist di Amendola. Migliore in campo: Manuel Sanna (7.6) del Frosinone.

Cittadella – Brescia 0-1
Ogni risultato sarebbe stato adatto per questa partita: equilibrio pressoché perfetto. Il cittadella ha commesso sei falli in più, ma ha anche calciato più angoli. Le rondinelle sono state sicuramente aiutate dall’infortunio di Gianluca Zillante della formazione veneta. Pierpaolo Palladino al 30’ ha portato in vantaggio i lombardi e ha portato alla vittoria la sua squadra. Migliore in campo: Pierpaolo Palladino (8.2) del Brescia.

Classifica: Chievo 16; Salò 15; Salernitana 14; Entella 13; Parma, Benevento, Akragas 12; Avellino 11; Frosinone, Foggia, Novara, Vicenza, Palermo 10; Spezia 8; Brescia, Lucchese, Trapani 7; Livorno, Ancona 6; Cittadella 4; Roma, SPAL 2.