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Film e Fumetti per Overwatch

Il gioco che ha coinvolto milioni di giocatori e appassionato molte persone sta per subire un cambiamento. Overwatch è un gran bel gioco, non solo perché è ben costruito per il suo genere, ma perché attira con la sua “bellezza”. Sono molti infatti che incominciano Overwatch o lo ammirano per i personaggi colorati e ben caratterizzati, la cura dei dettagli nell’ambiente che li circonda. Eppure, in teoria, il gioco non ha una storia. Quello che però non offre il gioco la Blizzard ci ha regalato tramite corti animati di qualità superba e corti fumetti che abbiamo apprezzato parecchio. Ora però sembra che la compagnia voglia crescere e ambire a progetti ben più grossi, vedendo il responso positivo dei fan.

Un film per Overwatch?

“Siamo una piattaforma e un portfolio, questi franchise esistono attraverso molteplici piattaforme. Quindi non è soltanto il gioco come autista, ma il suo contenuto lineare come un modo per espandere il pubblico ed espandere l’opportuna, poi gli esports. Perché riunisci tutti assieme e stai parlando di un franchise come pochi altri”

“Se il copione e la storia non sono giusti non lo faremo. Non è una di quelle situazioni dove qualcuno dice che non gli importa fin quando vien fatto. Non accadrà così. Noi pensiamo che se vien fatto bene ha la possibilità di espandere il pubblico di base, ben oltre le fondamenta del gioco stesso”

Queste sono le parole di Tim Kilpin riguardo la possibilità di un film su Overwatch. Hanno già dimostrato coi loro corti animati che la qualità grafica non manca, e che dunque è una grossa possibilità. Quello che preoccupa tutti, anche la Blizzard, è il bisogno di trovare una storia e un copione ben fatto per riuscire a mettere assieme tutti i pezzi. Perché per quanto amiamo i personaggi del gioco ci vuole anche qualcosa di ben fatto sottostante. Non è quindi una conferma, ma l’idea di fare un film sembra essere pronta a nascere, ed è possibile dunque che in futuro vedremo anche pellicole più corpose oltre ai corti animati.

Fumetti più Lunghi

“Posso dire che abbiamo un obbiettivo comune sul fronte dei fumetti. Ci piacerebbe fare fumetti più lunghi. Sentiamo che ciò ci permetterebbe di fare storie più profonde, lasciar respirare un po’ di più alcuni personaggi. Quello è un obbiettivo definitivo a cui ambiremo il prossimo anno”

Michael Chu ha spiegato di come è ancora in cantiere l’idea di incominciare a fare pubblicazioni ufficiali di Overwatch. Il gioco non offre moltissima narrativa, e bisogna ammettere che un modo per apprezzare ancora di più certi personaggi è stato tramite i brevi fumetti già pubblicati. Permettono di raccontare vicende che il gioco, per com’è strutturato, non potrà fare, creando legami più profondi con certi personaggi. Oltre al fatto che così la Blizzard avrebbe l’opportunità di tentare un approccio anche a chi non è videogiocatore o non gli interessa di uno sparatutto.

Ricordiamo che in passato avevano già provato a pubblicare un fumetto, però non è andato poi a buon fine purtroppo. Il motivo ci è ignoto, ma non è dunque nuovo il pensiero di Blizzard di espandere la narrativa per il loro gioco campione. Sembrerebbe però che per l’anno futuro ci possiamo aspettare qualcosa di nuovo, perché sono convinti, vogliono provarci e assicurarsi di fare qualcosa di bello. Dunque speriamo che vada a buon fine il progetto questa volta, e che ci offrano storie spettacolari che possiamo apprezzare.

Intervista ai Samsung MorningStars

Oggi parliamo di una squadra competitiva di Overwatch che abbiamo incontrato proprio al Lucca Comics: i Samsung MorningStars.
Realtà fresca e moderna dell’e-sport italiano, ma già rappresentanti di alto livello del panorama competitivo, avrete modo di conoscerli in questa intervista. Al Lucca Comics abbiamo girato anche un video ma, a causa di un risultato non perfetto (hey, ma sapete quanto è difficile girare bei video in quella bolgia?!?) abbiamo pensato di trascrivere le domande che il nostro Andrea ha girato a Davide “Crirawin” Scavo.

Andrea: Ciao ragazzi e bentornati su Progetto Gaming, io sono Andrea e oggi sono qui con il manager dei Samsung MorningStars, Crirawin. Ciao caro, grazie tante per la disponibilità, tutto bene? La fiera come sta proseguendo?
Crirawin: Benissimo, siamo molto contenti dell’affluenza e soprattutto di vedere che ci sono tante persone, tanti fan, che ci sostengono.
Andrea: Cosa molto importante. Avrai visto che nell’ultimo periodo gli e-sport in Italia stan forse finalmente esplodendo ; rivolgiamoci però a chi ancora non conosce i Samsung Morning Star: com’è nato il progetto, come siete partiti e quali risultati avete ottenuto fino ad adesso?
Crirawin: Beh il progetto è partito da Samsung, che ha avuto la bellissima idea di investire sugli e-sport italiano, sebbene gli italiani vengano sempre visti male con gli e-sport. Attraverso un talent in cui vi erano due caster fissi (Herc e il Merlo) e alcuni ospiti tra cui il sottoscritto, delle squadre si trovavano a partecipare alle varie tappe, es. Torino comics, il Romics, direttamente al Samsung District. Da lì il team vincente da ogni tappa poi si è scontrato nella finalissima, e il team vincitore della finalissima doveva poi diventare il team dei Samsung MorningStars.
Andrea: Ed eccolo qui infatti. Io voglio che tu mi racconti le ultime vostre vittorie. C’è ne una molta importante fatta recentemente.
Crirawin: Sì, siamo arrivati ai playoff di Open Division e siamo adesso praticamente classificati quattordicesimi in Europa, grazie a questo balzo che abbiamo fatto.
Andrea: Sottolinerei Open Division per chi non conoscesse il torneo, date un’occhiata
Crirawin: Esatto, saremo in lotta anche nel contenders. Un nostro traguardo tra l’altro importante è il secondo posto alla Milano Games Week. Contiamo soprattutto che ci sono team forti e navigati come gli Epok e i Mkers, che sono top players mentre Samsung ha preso player che non erano pro e li ha tirati su e abbiamo già preso un secondo posto. Quindi come zampata iniziale direi che non è male.
Andrea: Siete appena partiti ma combattete coi team pro di alto livello, team “storici”, dell’e-sport italiano. Ci dici quali saranno i vostri prossimi appuntamenti?
Crirawin: Siamo iscritti alla season tre di Open Division, parteciperemo ai contenders, in più avremo anche molti tornei italiani a cui partecipare. Perché comunque vogliamo primeggiare prima di tutto in territorio nazionale, e dopo di che sbarcheremo in Europa. Ci sono un sacco di progetti, un sacco di novità in arrivo, quindi rimanete sintonizzati perché ce ne saranno delle belle.
Andrea: Ultima cosa, seguirai Blizzcon? Cosa ti aspetti? Novità? Un nuovo eroe te lo aspetti?
Crirawin: Ah quello sicuro! La fortuna nostra è che abbiamo fonti all’interno e quindi si sa che il nuovo eroe ci dev’essere, e soprattutto sono molto curioso per questa nuova metodologia di poter spectare i match perché finalmente si potranno avvicinare persone che magari non capiscono niente di Overwatch. Si potranno avvicinare perché vedranno una cosa spettacolare, con i replay delle kill.
Andrea: Mi hai fatto ricordare che proprio oggi al Blizzcon han presentato le skin delle nazionali della finale di World Cup. Quindi la Francia, gli Stati Uniti d’America, Korea, bellissime tra l’altro, tutte estremamente belle, e sarà appunto il modo migliore per seguire più comodamente per lo spettatore ciò che sono gli e-sport di Overwatch. Io ti ringrazio per il tempo dedicato e ringrazio anche Fabio dei Samsung MorningStars per le riprese. Grazie a tutti!

 

Ultimamente si discute molto di e-sports e di quanto abbiamo valore nel mondo. I Samsung MorningStars sono però una forte realtà che speriamo sappiano valorizzare. Ragazzi giovani e bravi, molto promettenti, a cui è stato dato una possibilità di eccellere e di mostrare la bravura italiana nel mondo videoludico. Attenderemo quindi con grande anticipazione l’arrivo dell’Open Division per vederli di nuovo all’azione. Vi consigliamo caldamente non solo di seguirli ma anche di dare loro tutto il supporto necessario per continuare in questa loro avventura. Ringraziamo i ragazzi di Samsung MorningStars per l’intervista e per la grande dedizione e interesse per ciò che fanno.

World of Warcraft Classic

Blizzard è spesso associato alla serie di Warcraft come la sua punta di diamante. Anche in un’epoca dove ormai tutti giocano o parlano di Overwatch c’è chi ancora è innamorato del classico fantasy che ha reso la casa videoludica famosa. E sappiamo tutti che World of Warcraft è uno dei multiplayer più giocati, apprezzati e positivamente criticati del settore, un big ormai difficile da eguagliare. Con tanti anni alle spalle, sei espansioni totali (settima in arrivo) e miglioramenti continui il gioco non può far altro che crescere. Viene però annunciato dalla Blizzard però qualcosa di particolare, un gesto inatteso, qualcosa che ha sorpreso moltissime persone.

Sembrerebbe che la Blizzard abbia intenzione di far tornare il gioco originale. World of Warcraft Classic si chiamerà, e riproporrà il primo capitolo di quello che è l’attuale saga. La sua peculiarità sarà di essere un primo titolo della saga con miglioramenti solo nel comparto grafico e performance, non alle sue meccaniche. Questo significa che tutte le feature introdotte con le varie espansioni, e che hanno contribuito a migliorare il gioco, non saranno presenti. Appare quindi una mossa molto strana da parte di una compagnia videoludica fare qualcosa che invece di avanzare fa passi indietro.

Il motivo? La nostalgia. Con le uscite delle varie espansioni nuovi, seppur le meccaniche miglioravano c’era chi era fedele alla vecchia scuola. Un gioco pieno di difetti e problemi, ma che possedeva un fascino tutto suo, creato anche col tempo e la vecchiaia. La Blizzard annuncia quindi che riproporrà il titolo iniziale classico e dedicherà server unici per essi, qualora qualcuno volesse rituffarsi nel gioco che ha dato origine al tutto. Se siete dunque nostalgici di World of Warcraft, oppure siete interessati a provare il gioco e vedere com’è nato, allora non dovrete far altro che attendere l’uscita ufficiale e provarlo.

Perle del Passato – Warcraft III

Parliamo ancora di Blizzard, ma questa volta non dell’ormai noto e discusso Overwatch. Spesso molti se lo dimenticano, o son troppo presi dal nuovo sparatutto, eppure ci sono altri giochi splendidi della casa gelata. Starcraft, Diablo, ma oggi in particolare parleremo di un titolo della saga di Warcraft, l’emblema della casa produttrice. Warcraft III è uno dei loro titoli più acclamati e famosi assieme a Diablo II e per svariate motivazioni che lo hanno reso molto particolare. Uno strategico in tempo reale molto simile a Age of Empires, ma con caratteristiche tutte sue e particolari, tanto da riuscire a renderlo unico.

Campagna

La modalità campagna racconta una storia davvero molto avvincente e carina, che viene suddivisa in cinque capitoli principali. Ognuna di esse permette al giocare di vestire i panni di una delle razze presenti nel gioco e vedere la storia dal loro punto di vista. La prima campagna è un tutorial che volendo si può anche saltare se si è giocatori già familiari, ma ha anch’essa parte integrante della storia generale di Warcraft III. La storia incomincia con Thrall, un capobranco orco, che si risveglia da un incubo nel quale vede far ritorno la Legione Infernale. Subito dopo fa l’incontro di un uomo noto soltanto come “il Profeta” che gli spiega che quello non era un sogno, bensì una visione di ciò che andrà ad accadere. A quel fine l’uomo spiega a Thrall che l’unico modo che hanno per evitare la catastrofe è di recarsi nelle terre di Kalimdor e rincominciare una nuova vita da capo.

Nel frattempo gli umani si ritrovano a dover combattere non solo contro orchi seguaci dei demoni, ma anche la Piaga. Non morti che tornano a camminare sulla terra e provando a diffondere la loro esistenza come una pestilenza difficile da contrastare. Il principe paladino Arthas scende in campo per debellare la minaccia assieme a Uther Lightbringer e Jaina Proudmoore. Ritrovandosi però fin troppo coinvolto nel conflitto il giovane Arthas diviene ossessionato dalla Piaga e dalla Legione Infernale che decide di perseverare nella sua missione, rischiando però di mancare meno al suo popolo e al suo credo. Intanto anche Jaina viene in contatto con il Profeta, che le spiega che dovrà recarsi a Kalimdor, dove potrà trovare la salvezza.

Gameplay

Si tratta di uno strategico in tempo reale, proprio come lo è Age of Empires. Quello che rende Warcraft III del tutto differente è l’ambientazione, fantasy classico e molto variegato, con meccaniche uniche a ogni razza. Invece di avere semplicemente soldati differenti, ogni razza ha anche modi di svilupparsi e combattere particolari. Gli elfi hanno costruzioni viventi che possono spostarsi e migrare in caso di bisogno, e raccolgono legna infinita senza distruggere la foresta. Gli orchi sono molto violenti, costruendo edifici barricate con spuntoni e puntando su unità che potenziano il morale e la forza degli alleati. I non morti che possono rigenerare la loro salute con il cannibalismo o contaminando una zona, avendo la limitazione che possono costruire soltanto in quelle zone infette. Questa è la prima particolarità di Warcraft III, dove ogni razza ha le sue qualità e metodi di gioco differenti, dove il giocatore può andare a provare e cercare quella che più gli piace.

Altra caratteristica è che ogni giocatore avrà a disposizione degli eroi che possono essere evocati ed affiancarsi alle truppe. C’è un limite di tre eroi; questi guerrieri hanno statistiche migliori e la possibilità di salire di livello ed apprendere tecniche. Sono unità che vanno controllate personalmente, sfruttando al meglio le loro abilità per dare rinforzo alle truppe. Inoltre la mappa è esplorabile, qui si possono incontrare un sacco di creature selvatiche neutrali, negozi dove comprare oggetti che gli eroi possono ottenere, così come tesori per potenziarsi. Warcraft III si presenta quindi davvero molto variegato su questo punto di vista, diventando unico. Se poi vogliamo pure aggiungere le cutscenes ancora oggi molto belle e iconiche, così come una storia emozionante, allora indubbiamente è un titolo che va ancora oggi giocato.

Warcraft III è ancora oggi un titolo molto rigiocato della Blizzard. Non è invecchiato affatto, nemmeno nel comparto grafico, che seppur datato non smette di piacere. Quando un gioco è davvero ben costruito e bilanciato non si può aspettare di meglio, e, se non avete avuto la possibilità di provarlo, magari questa è la vostra occasione. Se vi piacciono gli strategici allora è indubbiamente un titolo davvero curioso, e se amate il fantasy o il mondo di Warcraft allora è un must. Un gioco che lascia il segno e sa far parlare di sé anche dopo tanto tempo, riportando la sua storia anche nel gioco più moderno di Hearthstone o con World of Warcraft. Un titolo davvero impressionante e bello, giocateci se ne avete la possibilità.

Overwatch Halloween Terror – Evento di Halloween

Se siete grandi fan di Overwatch di sicuro lo saprete già. Noi l’articolo lo scriviamo comunque, sia mai che qualcuno non abbia ricevuto la notizia o voglia riprendere in mano il gioco di nuovo. Anche se è un evento molto grosso, dopotutto è qualcosa che la Blizzard programma di fare ogni anno per il periodo di halloween.

Dal 10 ottobre fino al primo novembre godetevi quindi l’evento di halloween di Overwatch. Quello che includerà principalmente sarà di nuovo svariate skin che si potranno acquistare o vincere nei vari lootbox. Reaper nei panni di Dracula, McCree come Van Helsing e tanti altri costumi tutti belli e lugubri. Fanno ritorno anche grandi classici dell’anno precedente per chi vorrà recuperare l’occasione perduta la scorsa volta.

Nuove skin, nuove reazioni e diverse intro per rendere il gioco variegato e diverso. Torna anche Junkenstein e il suo grande mostro nella modalità “Junkenstein’s Revenge”. Questa modalità sarà anche senza fine, commemorando a lungo in futuro i risultati di coloro che riusciranno a resistere più tempo. Pronti dunque a prendere in mano i vostri eroi preferiti e provare a vincere per loro qualche gadget o skin nuova? Forza, avete un mese per divertirvi nel terrore di halloween.

Arriva il Corto Animato di Hearthstone

Ogni opera provoca una scintilla, che ben presto tende a crescere in qualcosa di più vasto e grandioso. Un libro che viene riadattato in un film, una pellicola cinematografica che ottiene vita anche tramite un videogioco. Qualsiasi storia in ogni sua forma tende a ricevere qualcosa di nuovo nel corso del tempo, che sia un altro capitolo, diverse versioni, oppure da parte dei fan. Lo stesso è accaduto proprio a Hearthstone, in quanto la Blizzard ha rilasciato il primo corto animato per il loro famoso gioco di carte.

Un video molto ben fatto e davvero ammirevole in fatto di visuale, degno della Blizzard. Esso è un modo non solo di coinvolgere e invogliare nuovi giocatori a provare il famoso gioco di carte, ma anche ad arricchire il mondo già presente. Difatti già molti sono le persone, appassionate e non, che hanno visualizzato il video e trovato qualcosa di bello e piacevole. Un’animazione canora molto carina, coinvolgente, capace di catturarti con quei pochi personaggi ancora senza una storia, ma che forse si evolveranno.

In base alle scelte della Blizzard infatti, è probabile che Hearthstone riceva molti altri corti animati distribuiti su youtube. Già molte saghe videoludiche ricevono questo trattamento, come il famoso Overwatch sempre della Blizzard, cercando di arricchire il mondo già creato. Uno potrebbe anche chiedersi cosa mai potrebbe nascere da un semplice gioco di carte, ma che male c’è a volerci inserire un po’ di storia? Direi nessuno, e possiamo solo attendere nel caso la Blizzard rilasci altri corti animati dedicati alla serie.

“La locanda di Harth Maltoforte è un posto speciale. Passeggiando per i tavoli gremiti in una notte affollata, tra una risata e l’altra, si possono ascoltare storie di viaggi interminabili e pericolose avventure… e di fortunati viandanti che trovano la locanda proprio quando ne avevano più bisogno.
Grazie ai pittoreschi personaggi che la frequentano, la locanda di Hearthstone è più che un posto dove riposarsi e gustare un buon boccale. È un luogo dove la magia dell’ospitalità riempie l’aria e tutti gli avventori si divertono in ugual modo. Nella locanda, la gioia dell’imprevisto e lo spirito competitivo non svaniscono mai.
Guarda e scopri perché Hearthstone è casa.”

Così viene descritto il video nella sua edizione italiana. Non solo, vengono anche presentati quelli che potrebbero essere i personaggi simbolici del corto animato. Figure che, con molta probabilità, ricompariranno in futuri episodi qualora la Blizzard continui la produzione.

 

 

 

Harth Maltoforte, un nano locandiere e fondatore della taverna. Sempre pronto con un’accoglienza amichevole, una pinta gelata e un orecchio simpatizzante. Presumibilmente un nano ordinario. Presumibilmente.
Waldo, un mago esperto nelle arti arcane, e fontana di saggezza. Il primo ospite della locanda, da così tanto che nessuno ricorda. Mentore per molti, grande amico per Harth.
Burba, un piccolo topo amico di tutti. Coraggioso, leale e altamente intelligente. Spesso è un eroe per molti.
Miccia e Bomba, due fratelli goblin. Spesso fungono da commentario alle partite, qualora sia richiesto o meno, per tutti gli incontri accesi di Hearthstone.
Lou, un paladino dai gloriosi capelli, muscoli impressionanti e dalle buone battute. Beneamato da tutti (ne è pressoché certo). Un tempo un avventuriero, lo sarà mai di nuovo?
Bertie, una gnoma, ex soldatessa e riparatrice di qualsiasi cosa meccanizzata o mistica. Grande amica dell’orco Urk.
Urk, un orco molto più sveglio di ciò che sembra, o si comporta. Molto più sensibile di ciò che appare. Rimasto indietro col conto a causa dei tavoli rotti. Ha un’ascia pronta per ogni occasione.
Velaris, un elfo del sangue aristocratico e troppo ricco per il cattivo gusto. Ama vincere e odia perdere. Un eccezionale amico per sé stesso.
E voi che ne pensate di questo piccolo corto? Vi è piaciuto? Avete trovato l’idea carina? Vi ha magari incuriositi riguardo al futuro narrativo che questo gioco di carte potrebbe offrire? Male di certo non fa, possiamo dunque solo attendere e vedere cosa mai vorrà fare la Blizzard con questo corto e questi personaggi. Sappiamo già quantomeno che in fatto di qualità non rimarremo troppo delusi.

HOTS – Garrosh Hellscream è in arrivo!

L’ex leader di Warsong Clan, il figlio di Grom:  Garrosh Hellscream è in arrivo su Heroes of the Storm!


Il team di Heroes of the Storm ha annunciato l’aggiunta di Garrosh: uno dei personaggi leggendari di WarCraft sul Reame di prova il 31/07. Naturalmente, quando e se verrà aggiunto al gioco principale, sarà deciso dopo il periodo che trascorrerà in prova. Le primissime immagini del Garrosh verranno rivelate al “China Joy Conference” che inizia la
settimana prossima .


Avendo causato un sacco di problemi nell’universo di Warcraft, Garrosh era stato ucciso da
Thrall. E dai commenti su internet sembrerebbe che ai fan dell’universo non sia molto piaciuta l’idea di aggiungere un eroe orco al gioco anzichè un aspettatissimo draenei.

Vi terremo aggiornati quando maggiori dettagli saranno rivelati.

Intervista a FranceMagno: giocatore, streamer ed articolista di Hearthstone!

Convenevoli di rito: grazie per aver accettato questa intervista!

Grazie a voi, è un piacere per me

La maggior parte dei nostri lettori già ti conoscerà, per tutti gli altri, chi è FranceMagno e dove possiamo trovarlo nel vasto mondo dell’internet?

Principalmente sono un giocatore, streamer ed articolista di Hearthstone, mi trovate sui vari social facebook.com/francemagnohs twitch.tv/francemagnohs e potete leggere i miei articoli su powned.it

La data di uscita ufficiale di Hearthstone è 11 Marzo 2014,poco più di 3 anni fa. Tu quando hai cominciato a giocare e quando hai deciso di fare il salto e dedicare il tempo e l’impegno necessario per poterti considerare un “pro-gamer”?

Io ho iniziato a giocare alcuni mesi prima, fine 2013, da quando il gioco era ancora in Closed Beta. Inizialmente giocavo in maniera molto casual, circa un anno dopo, a fine 2014 ho vinto un torneo e raggiunto per la prima volta Legend, così ho iniziato a guardarmi intorno per condividere questa crescente passione con altri giocatori competitivi. Entrai in contatto con il leggendario Team Illuminati, fondato dal mio amico Mike, di cui facevano parte giocatori che ancora oggi sono ai vertici della scena italiana, tra gli altri cito Tazdingo, Yawgmoth, Lexxie, BlueBanana. Pur essendo un team indipendente, la squadra era talmente forte e rispettata che fummo ingaggiati dalla importante multigaming TeS. Da quella esperienza, conclusasi qualche mese fa, ho imparato le regole del mondo dell’esport e ne ho fatto tesoro.

Quale è la tua classe preferita?

Per un giocatore competitivo, la classe preferita dovrebbe essere quella che vince, ma i ricordi più belli li devo al Warlock, in particolare Handlock, il mazzo dei miei primi successi.

Quale è la tua opinione sulla scena competitiva di hearthstone in Italia? Cosa servirebbe per farla decollare del tutto?

A mio modo di vedere serve il giusto approccio nei confronti del pubblico. Se agli italiani si mostra solo il lato internazionale dell’esport, professionismo e grandi eventi, è difficile che questo venga compreso, creando spreco di risorse e scarsi risultati. Occorre preparare il terreno accompagnando il pubblico alla conoscenza innanzitutto del gioco multiplayer competitivo. Attualmente è impossibile pensare di riempire un’arena italiana di tifosi per un torneo esport. Ho notato che molte realtà sono impegnate ad avvicinare l’esport all’utenza dei giocatori piuttosto che metterlo su un piedistallo sul quale non viene neanche capito dal pubblico. Speriamo di procedere su questa strada.

Circa un anno fa la Blizzard ha introdotto il formato Standard (un mazzo standard può essere composto solo da carte del set base e da quelle uscite degli ultimi due anni). E’ stata una decisione epocale, è cambiato qualcosa per voi pro-gamer?

Per chi segue il card game con assiduità, questa decisione era ampiamente preventivabile essendo uno dei motivi della longevità del CCG per eccellenza ovvero MtG. Per chi gioca ogni giorno, competere in Standard è più stimolante in quanto i mazzi cambiano in maniera drastica ad ogni espansione. Per gli hardcore, non c’è niente di più bello che giocare mazzi nuovi in un meta fresco ed inesplorato.

Per chi vuole, tutte le carte uscite sono e saranno sempre giocabili in Wild. Hai provato il formato? Parteciperesti a tornei in quel formato?

Nel mese di Maggio ho giocato praticamente solo Ladder Wild. Il motivo è l’annuncio da parte di Blizzard di un torneo ufficiale in questo formato, per chi raggiungesse la top64 alla fine del mese. Essendo la mia prima esperienza in Wild, sto sperimentando moltissimo e sto scoprendo il mio lato deckbuilder, cosa che in Standard è molto più difficile da fare, con carte ridotte e scelte più bloccate.

Un’Goro, l’ultima edizione uscita, è stata abbastanza apprezzata dalla comunità online. Tu cosa ne pensi?

Mi ha letteralmente fatto reinnamorare del gioco. Alla fine della scorsa rotazione ero davvero annoiato ed avevo perso molto del piacere di giocare. Un’Goro è forse la migliore espansione mai uscita, di sicuro il suo avvento ha portato un miglioramento netto nell’esperienza di gioco.

Quale è il tuo mazzo preferito in questo momento?

Anche se non è top tier, mi diverto molto a giocare Silence Priest.

Se potessi introdurre una sola “feature” in Hearthstone, qualcosa di cui secondo te il gioco ha un disperato bisogno, quale sarebbe?

Di sicuro la modalità torneo in game, di modo da ridurre lo stress incredibile della partecipazione ai tornei online. Sembra una stupidaggine ma buona parte della fatica che si prova durante un torneo online si accumula nelle relazioni fra partecipanti ed admin del torneo. Un’interfaccia ben congegnata, che non lasci spazio a dubbi, sarebbe una svolta per i giocatori competitivi.

Beh, è arrivato il momento di salutarci, ma prima di lasciarti andare, la domanda più importante di tutte: quale è il tuo murloc preferito? Stai attento alla risposta, i nostri lettori hanno opinioni molto forti al riguardo!

Murloc Tidecaller, perchè ha uno sguardo ed un’espressione assolutamente non antropizzati, al contrario sembra molto ferino, ma allo stesso tempo si nota che possiede una forma di intelligenza superiore. Proprio questo mi piace della sua caratterizzazione, un murloc dotato della capacità di controllare la forza mistica della marea, ma non riconducibile all’idea umana di intelligenza. Incarna appieno il potere di questa razza.