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PROGETTO FM – Marco Accalai: “Poco tutelati dai disastri di chi c’era prima”

Siamo qui con Marco Accalai, presidente del Benevento. L’argomento di oggi riguarderà il cambio d’allenatore effettuato poche settimane fa in squadra; con riferimento ad un commento scritto da Marco poche settimane fa sotto un nostro articolo.

Ciao Marco grazie di aver accettato di partecipare a quest’intervista; ho visto il tuo commento al mio articolo in cui intervistavo Nico Scardace e mi farebbe piacere chiederti quali sono i vostri piani attuali a Benevento.

I piani del Benevento sono abbastanza ovvi vista la mole di inattivi che abbiamo ereditato da Rito – il vecchio presidente – tutta gente che non risponde o che vuole mollare il Progetto.
Quindi vista la scarsa presenza di risultati e alla quasi certa retrocessione puntiamo a tenere alte le motivazioni del nostro allenatore Andrea Marini perché puntiamo molto su di lui e di conseguenza la prossima stagione. in caso di retrocessione, punteremo ai giovani e nuovi utenti più qualche sistemata tramite lo sfoltimento della rosa.

Da quanto tempo lei è subentrato alla guida della squadra?

Io sono subentrato insieme a Manuel Giovannetti che mi aiuta in presidenza da inizio Febbraio, ed assieme ad Andrea Marini siamo tre utenti del Latina molto attivi! Volevamo provare una nuova esperienza, poi Andrea ha preso il patentino più o meno quando abbiamo esonerato Scardace.

Quindi l’esonero di Nico è stata una scelta per dare nuova vita alla squadra?

Dopo aver preso Andrea come nuovo allenatore abbiamo notato anche un atteggiamento che ci piaceva di più rispetto a Nico, il modo in cui gestisce l’attività dei giocatori e come prova le tattiche; ad ogni modo con Scardace ci siamo lasciati in ottimi rapporti e il suo valore non si discute.
Purtroppo ci sentiamo poco tutelati dai disastri creati da chi c’era prima; uno svincolo solo quando hai 10-11 inattivi è veramente poco, e oltre a ciò tanti giocatori sono misteriosamente diventati inattivi poco prima che Rito lasciasse, e alcuni poco dopo; il capitano ed il portiere, che erano attivissimi, quando siamo arrivati ci hanno chiesto la cessione a Gennaio, e purtroppo qualche errore di mercato fatto con Nico lo paghiamo adesso col nuovo allenatore.
Difatti la difesa è il nostro punto carente.

Auguri al Benevento per il prossimo futuro e complimenti a tutti lo staff che sta cercando di riportare in alto questa società!

Grazie per avermi dato la possibilità di parlare ai vostri microfoni, reputo Free Kick una testata giornalistica di primo livello e vi ringrazio per il grande lavoro che fate per il nostro Progetto.

Scritto da Michele Grilli | Revisione e Grafica a cura di Kevin Ricchiuto

Latina Caput Beneventum

Oggi sono a Benevento dove sto per raggiungere la sede del Benevento Calcio per fare un intervista tripla a Marco Accalai, Manuel Giovannetti e Andrea Marini rispettivamente presidenti e allenatore del Benevento FM

G:Benissimo iniziamo le domande cominciando dalla prima domanda di rito. Presentatevi dentro e fuori al progetto


Manuel : Manuel Giovannetti 25 anni, capitano del Latina Calcio e Co-presidente del Benevento Calcio.

Andrea: Andrea Marini 18 annni, vicecapitano del Latina e allenatore del Benevento. In real life gioco a Basket

Marco: Marco Accalai 24 anni, esterno destro del Latina e presidente del Benevento, con la passione per i Lakers e la F1

G:seconda domanda per i presidenti cosa vi ha portato a puntare su Andrea ?

Manuel: Essendo una persona già conosciuta nel progetto e avendo fatto delle prove con lui non ci abbiamo pensato due volte, ci ha spinti anche il fatto che non ci sono allenatori esperti liberi in giro, quindi la novità ci ha stuzzicato e non poco

Marco: È stato importante creare un ambiente familiare dove ci conosciamo già e fin da subito si è messo a lavoro alla maniera corretta cercando di far tornare voglia anche a chi è inattivo da mesi. Inizialmente la nostra prima scelta è stata Calchi che era alla prima esperienza da allenatore nel progetto, tuttavia era vincolato dalla sua presidenza quindi abbiamo virato su Scardace, ma, visto che con quest’ultimo non ha funzionato, abbiamo puntato su una persona che conoscevamo e che volevamo far conoscere al progetto intero e speriamo in maniera positiva

G:Cambio che arriva in vista dello scontro diretto per la salvezza contro la Sampdoria. Dato che affronterete il vostro DS volete vendicarvi visto che vi ha portato in cella?


Marco: Io dico sempre che la cella è un bene, ti spinge a fare bene e vincere per guadagnarti la libertà

Andrea: Penso che siamo tutti e tre d’accordo nel dire che la cella è stata un bene ma vogliamo lo stesso vincere e fare bene indistintamene da chi è c’è conto

Manuel : Forse giocare contro ul nostro DS è quell’incentivo in più per cercare la vittoria, anche se dobbiamo solo ringraziarlo per averci messo in cella

G:Penultima domanda riguardo l’attività; credete di riuscire a raggiungere il milione a fine stagione con il Benevento ed eventualmente puntare a grandi cose in caso di salvezza?

Manuel: Riuscire a recuperare gli inattivi è il primo grande obiettivo, se poi portano anche bonus ben venga! Non sappiamo ancora cosa ci riserverà il futuro, forse è ancora presto per parlarne. Verso la fine del campionato io e Marco inizieremo a valutare la conferma della presidenza!

Marco: Il milione di bonus lo vedo lontano sinceramente, ma spero di sbagliarmi. Intanto l’obiettivo è quello di far diventare gli inattivi attivi da commento, poi in futuro magari riusciremo a farli tornare attivi a tempo pieno

Andrea : Io non mi pongo obiettivi riguardo a budget e stipendi. Il mio main goal è ricreare un gruppo unito che abbia voglia di rientrare nell’atmosfera del progetto

G:Poco ambiziosi. Bene, prima di finire l’intervista volete dire qualcosa in latino visto che siete tutti e tre giocatori del Latina?

Manuel : Cito una frase che ultimamente sta usando la mia squadra nel fuffa: “AD VICTORIAM”

Marco: Non mi rispecchio con la seguente frase: “CARPE DIEM”

Andrea: Le uniche frasi che so son quelle di for honor e se riuscissimo almeno ad essere buoni offensivamente “TE AFFLIGAM” sarebbe fantastica.

Cari lettori per oggi è tutto per Free Kick

Scritto da Alessandro Aiello

Revisionato da Edoardo Pessano

Lazio-Benevento 7-1: l’analisi

La Supercoppa Italiana è andata in scena il 10 Febbraio 2020: Lazio e Benevento, rispettivamente vincitori di Serie A e Coppa Italia, si sono sfidati in un match con parecchi spunti tattici interessanti. A vincere partita e competizione sono stati i detentori del tricolore, con un sonoro 7-1 ai danni delle Streghe. In particolare, a far scalpore, sono i 4 goal rifilati dai biancocelesti negli ultimi 14 minuti, cioè da quando il terzino sinistro giallorosso James McFist si è visto sventolare in faccia il secondo cartellino giallo e ha lasciato la squadra in inferiorità numerica.
Nonostante il risultato così netto, la partita ha offerto alcuni spunti interessanti di natura statistica.

Iniziamo dalla classica statistica dei tiri: Lazio che chiude con 49 tiri effettuati, contro gli 8 dei campani. Andando più nel dettaglio, si scopre che sono divisi in maniera piuttosto omogenea: 22-4 nel primo tempo, 27-4 nel secondo tempo. La differenza di 5 tiri tra i due tempi è dovuta proprio al vantaggio numerico dei laziali: fino al 76°, infatti, i tiri effettuati dalla squadra di casa (era un campo neutro, ndr) erano 33, di cui i 22 del primo tempo, per una media di 0.43 tiri al minuto. Il ritmo aumenta vertiginosamente proprio negli ultimi 14 minuti, che sale ad una media di 1.14 al minuto. Un bombardamento inevitabile che ha portato il voto di Avigo dal 7.2 del 76° minuto al 6.3 finale.
Una conseguenza del numero elevato dei tiri è il numero dei calci d’angolo: i laziali ne hanno avuti ben 18 a favore, subendone appena 3. È proprio da un calcio d’angolo che arriva anche il goal dell’1-0, ovvero l’autorete di Gangi del 18° minuto.

La percentuale di possesso è divisa in 56-44 a favore dei vincitori del match. Andando più nel dettaglio, scopriamo come i biancocelesti abbiano cercato di imporre il possesso attraverso la maggiore tecnica dei propri giocatori: 324 sono i passaggi completati, ma 10 sono i dribbling riusciti alla squadra della capitale. Non esiste un giocatore che eccelle però in tali statistiche, con equilibrio fra tutti i componenti della squadra. Infatti, sono tanti i giocatori che hanno compiuto almeno un dribbling e solo tre sono riusciti due volte (Gallarato, Provenzano, Scarciotta). Nel numero di passaggi il primato nei biancocelesti va a Campagna con 55 passaggi completati e precisione del 87%, ma anche Michelini (48-81%), Provenzano (47-85%) e D’Anca (42-85%) hanno numeri interessanti. Nessuno di questi però supera Lorenzo Frattoni del Benevento: il centrocampista giallorosso ha completato 66 dei 265 passaggi della sua squadra, con una precisione personale del 78%, ampiamente sopra la media del 68% del club. Sempre Frattoni ha un’altra importante statistica: è il giocatore della sua squadra con il maggior numero di chilometri percorsi, con 13.4km.

Il Benevento, conscio di tale superiorità, ha tentato l’approccio del contropiede lungo, provando a puntare sulla qualità delle due punte: il goal di Liguori è effettivamente arrivato in questa maniera, con un assolo dell’attaccante. Tuttavia, un piano di gioco che si è rivelato poi andare contro la stessa squadra sia per i due goal biancocelesti, sia per un scarsa capacità dei contrasti. A fine partita, sono 17 i tackle completati dalle Streghe, con incontrista principe proprio McFist: ben 6 fino al fallo rocambolesco e sfortunato che ha portato al rigore. Il maggior numero di palloni recuperati per i campani è stato invece di Gangi: ben 5 sono i palloni recuperati dal difensore. Tuttavia, la scarsa abilità a tenere il pallone nella metà campo avversaria, unita all’imprecisione di Cerardi, hanno rese vane le prestazioni della difesa e soprattutto del portiere.
Inoltre, se la via di Scardace è stata quella di intasare le vie centrali per schermare il più possibile la porta, è sulle fasce che la Lazio ha vinto la partita. I due goal segnati dalla Lazio prima del 76° arrivano con cambi di fascia. Un altro dato che evidenzia l’importanza delle fasce è la distanza percorsa proprio dai giocatori laterali: Marchi è quello che ne ha fatti di più, con 14.0km, ma anche Scarciotta (13.5km) e Provenzano (13.0km) hanno corso. Sembra mancare all’appello D’Anca, ma solo perché la partita del terzino destro è finita al 79° per cambio tecnico: sommandola con quella percorsa da Falzone, suo sostituto, abbiamo la cifra di 12.9km, in linea con gli altri laterali. Nessun altro ha percorso più di 12.0km in tutta la partita.

Infine, la domanda più lecita: il risultato è giusto? La Lazio ha meritato di vincere 7-1?
Indubbiamente l’espulsione ha spianato la strada a ciò: la squadra ospite è andata allo sbando, complice anche un livello tecnico minore amplificata dall’uomo in meno e dalla stanchezza dei giocatori chiave.
Purtroppo, su FM non esiste la statistica degli xGoal, che avrebbe potuto aiutare parecchio nella risposta alla domanda. Provando ad ipotizzare un valore di 0.7xG ad un’azione pericolosa e di 0.9xG ad un’occasione nitida, che per ovvi motivi non può essere davvero accurato, il risultato che uscirebbe sarebbe 5.7-0, ovvero 5-0. Quindi entrambe le squadre sarebbero andate oltre il previsto – +2 per la Lazio, +1 per il Benevento –, ma alla fine il risultato sarebbe coerente con quanto visto nella partita. La Lazio ha meritato di vincere, portando a casa il primo trofeo della stagione ed anche il primo pezzo del puzzle per fare il triplete italiano in S5.

Scritto da Alessio Costantino, revisionato da Edoardo Pessano.

Benevento New Deal

Oggi ai nostri microfoni Marco Accalai, uno dei nuovi presidenti del Benevento insieme a Manuel Giovannetti, esploreremo con lui l’affaire Rito e cercheremo di capire come intendono far fare al Benevento un’inversione di marcia, nonostante la cocente sconfitta ad opera della Lazio nella finale della Supercoppa Italiana.

Marco, partiamo un attimo dall’inizio, come mai Rito ha “mollato”?

La questione è semplice: Rito non ha “mollato” del tutto, io e Giovannetti dovevamo semplicemente entrare nella dirigenza come ausilio, ma alla fine ci siamo trovati abbandonati a noi stessi.

Esattamente cosa è successo e come mai Rito non ha chiesto aiuto agli admin se lui non poteva più seguire la squadra al 100%?

Rito ha chiesto aiuto agli admin, per questo Filippo, dopo essere stato contattato da noi, ha deciso di concedere questa opportunità a due nuovi utenti piuttosto attivi come me e Manuel, è una scommessa anche per conoscere e farci conoscere all’interno del progetto.

Marco, avete esperienza da DS o da presidenti?

Noi non abbiamo esperienza dirigenziale alle spalle, quindi speravamo di poter fare esperienza con l’aiuto di Rito, anche in vista del fatto che volevamo prendere una squadra di C all’inizio della prossima stagione, posso affermare che l’essere stati abbandonati non ci spaventa, abbiamo sempre costruito squadre nostre da 0 in altri giochi e siamo sempre risultati competitivi.

Anche la rifondazione è una cosa che abbiamo già passato più di una volta in altre sedi, siamo determinati a fare bene.

Avete notizie di Rito? Come mai non può occuparsi della squadra?

Sarebbe bello saperlo, i ragazzi mi hanno detto che non si fa sentire quasi mai nel gruppo presidenza, l’ultima cosa che ci ha detto è che ci vede lanciatissimi e ci lascia le redini della squadra. Noi nel frattempo abbiamo nominato Angelo De Francesco DS e Nico Scardace allenatore. Sinceramente non mi preoccupa perdere giocatori anche se a malincuore.

Il tasto dolente della squadra è il gran numero degli inattivi, avete presentato ricorso?

Valuteremo se ci sono gli estremi per fare ricorso, in questo momento è come se la squadra partisse da 0. L’obiettivo primario è, una volta trovati allenatore e DS, ritrovare il giusto spirito all’interno dello spogliatoio e lasciare andare chi è demotivato, tenerlo contro la sua volontà sarebbe controproducente per entrambe le parti.

Cosa volete ottenere da questa avventura?

Siamo qui per prendere in mano l’intera società, se ci abbiamo messo la faccia è solo per portare buoni risultati! Il nostro allenatore è convinto della possibile salvezza e spera di poter andare avanti anche in Europa.

Ai nostri microfoni anche il DS De Francesco che ci parla del recente passato e del futuro del Benevento:

L’obiettivo della nuova società è quello di rifondare la squadra dopo che l’ambiente è diventato molto aspro e non conforme alle linee che dovrebbero essere alla base di una squadra all’interno del progetto… Questo clima si è creato a causa della vecchia società di cui facevo parte, ma tengo a precisare che subito dopo la mia firma e il mio ingresso in squadra, Rito mi ha lasciato solo, senza nessun appoggio o aiuto.

In questo momento io, Marco, Manuel e Nico abbiamo come obbiettivo principale di stagione il rimanere in A e rifondare il Benevento, andare avanti il più possibile in Europa non guasterebbe…

Quanto alle cessioni di Sangiorgio e Frattoni non c’è stato modo di fargli cambiare idea e di farli rimanere con noi, ma va detto che loro erano i più attivi e quando hanno iniziato a vedere che la squadra stava collassando (Rito era diventato il fantasma del Rito che eravamo abituati a vedere) hanno cercato in tutti i modi di fare qualcosa, provando a riattivare i molti inattivi.