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Emanuele Ietto: ”non mi aspettavo di poter lottare per il titolo”

Buonasera e bentrovati su Free Kick, quest’oggi ci spostiamo in Puglia più precisamente a Bari pronti a raccontarvi la favola di una squadra che pur partendo a fari spenti e senza favori del pronostico si trova a pochissimi punti dalla Lazio capolista e in piena bagarre per una qualificazione alla prossima Champions League. Parleremo di tutto ciò con l’ospite di questa sera, numero 10 e capitano del Bari Emanuele Ietto

Ciao Emanuele e benvenuto su di Free Kick, dopo il nono posto in S4 nessuno di noi si aspettava la tua Bari stazionare tra le prime posizioni in classifica e in piena lotta scudetto, sei sorpreso per quanto sta accadendo quest’ anno? Ma soprattutto ti aspettavi di poterti giocare lo scudetto contro una corazzata come la Lazio?

Ciao Gabriele, guarda sinceramente non sono molto sorpreso, sapevo che la squadra si sarebbe trovata in ottime mani con la nuova presidenza e soprattutto è stato fatto un ottimo mercato ad inizio stagione. Devo dire però con tutta onestà che non mi aspettavo di poter  lottare per il titolo a questo punto della stagione, si tratta di una piacevolissima sorpresa.

Hai parlato della nuova presidenza che si è data subito da fare per rinforzare questa squadra e renderla competitiva ma che ha anche dovuto cedere diversi giocatori uno tra questi il tuo amico Ivan Torcolini, secondo te poteva essere l’elemento in più per tentare l’assalto allo scudetto?

Innanzitutto ci tengo a fare un saluto ad Ivan che sta diventando famoso in quel di Milano come “uomo dai gol inutili” (ride). Comunque parlando seriamente, sarebbe stato un elemento prezioso, ma ha voluto una fare  una scelta di cuore scegliendo l’Inter e come si dice al cuor non si comanda

Negli ultimi anni la squadra è cresciuta tantissimo e te soprattutto sei uno di coloro che sei esploso sotto la sapiente guida di Samuele Tomassetti il tuo attuale allenatore, come si comporta Samuele come Allenatore, mi sapresti dire un suo pregio e un suo difetto?

Samuele è un validissimo allenatore attento ai dettagli e non ha nulla da invidiare ai top allenatori tanto celebrati del Progetto, quest’anno in particolare sta facendo vedere tutte le sue qualità manageriali. Difetti per ora non saprei dirtene, se a fine stagione non raggiungiamo un risultato soddisfacente ci riaggiorniamo (ride)

Poi sussurra sottovoce

sarebbe stato bello distruggere il buon Tomassetti ma sono troppo buono e poi se esagero mi relega in panchina

Sei il numero 10 e capitano della tua squadra, cosa vuol dire e come deve essere un capitano secondo te? Ci sta un modello a cui ti ispiri nel calcio fuffa?

Innanzitutto devo precisare che il vero capitano del Bari resta il buon Mirko Ambrosi che purtroppo causa sciatica gioca un pò di meno in questo periodo, comunque portare la fascia da capitano del proprio club è un onore ma anche un onere, infatti servono carisma personalità e inevitabilmente anche tanta qualità per meritarsela ed esserne degno. Mirko pur giocando meno di prima è un validissimo capitano sempre presente in spogliatoio e io sono più che degno di essere il suo vice.  Per quanto riguarda il modello, sono un tifoso romanista nato nel 1994 e non penso che ci sia bisogno di fare nomi e cognomi

Mentre per quanto riguarda il numero che porti sulla schiena lo vedi come una responsabilità ,come uno stimolo o un peso? ma soprattutto come deve essere e come si deve comportare numero 10?

Sicuramente è una responsabilità importante, ma avendo creato la scheda ispirandomi proprio al numero dieci classico più o meno quella di essere l’uomo designato a portare qualità non potrà mai essere un peso. Io sono cresciuto con un concetto di numero 10 come faro della squadra ed ancora di salvezza alla quale i compagni cercano di aggrapparsi e in cerca di una giocata che possa risolvere la partita. Mi piace pensare che in questo momento di forma per il Bari io possa essere quel tipo di giocatore

Un altro numero per te significativo è il 18 che ti accompagnato nell’esperienza di vestire per la prima volta la maglia azzurra della nazionale maggiore. Hai desiderato così tanto questa convocazione e alla fine è arrivata, quale emozioni hai provato quando hai letto il tuo nome tra i convocati?

È stata una grande emozione anche perché ero in live mentre Alberto leggeva la lista, quindi sapevo già tutto prima del video di rito. Era uno dei sogni che avevo da quando mi sono iscritto ed è stato molto bello realizzarlo, mi dispiace per non aver segnato ma mi sono tolto la soddisfazione di aver fatto segnare il buon Conte che da quanto ho capito dall’ultima live è un evento che capita raramente

Quest’anno come ben sai la nazionale italiana parteciperà ad Euro 2020 e per questo voglio farti una domanda soprattutto rivolta anche al CT azzurro Alberto De Donatis, quale apporto potrà dare Emanuele Ietto in ottica europeo?

Io non so quale apporto potrei dare in ottica europeo anche perché in attacco la concorrenza è agguerrita e non posso dare per certa la mia presenza nella lista finale, però posso assicurare che darò tutto me stesso off-game per tenermi il posto e in-game per il bene della nazionale

In una tua precedente dichiarazione hai affermato che non lascerai mai la tua Bari ma che potresti farlo se a presentare un offerta fosse la Roma, squadra per cui tifi. La nostra ultima domanda è: se nelle prossime stagioni dovesse arrivare un offerta dai giallorossi la accetteresti o preferiresti restare a vita tra le fila dei galletti?

Mi iscrissi al progetto con il sogno di vestire la maglia della Roma ed è un sogno che ancora nutro, lo stesso mister Samuele lo sa e non ne ho mai fatto un mistero. Da una parte, come detto prima, al cuor non si comanda, però dall’altra però devo anche pensare alla mia carriera. Sono in una squadra che sta navigando ai piani alti della classifica e con la prospettiva di giocare le coppe europee nella prossima stagione e in più sono entrato finalmente nel giro della Nazionale. Ad oggi non mollerei tutto per scendere in B, in futuro chissà.

Termina qui l’intervista ad Emanuele Ietto, restate aggiornati per scoprire nuove interviste, scoop e bombe di mercato, questo e altro solo su Free Kick

articolo di Gabriele Di Leo | Revisionato da Santoro Stefano