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Intervista all’allenatore del Sassuolo Mattia Agosta: “serve una rosa più estesa”

Il campionato di serie A è agli sgoccioli e il Sassuolo ha da poco staccato il pass per giocare un altro anno in Serie A. La squadra neroverde guidata dall’ ottimo Mattia Agosta ha disputato un ottima stagione sempre a ridosso della zona Europa ma per via di evidenti problemi di rosa corta e di inattivà quest’ultima non è stata raggiunta. Lo Spezzino quest’oggi analizza la stagione del Sassuolo ospitando l’allenatore neroverde Mattia Agosta

Buon pomeriggio mister Mattia Agosta e bentornato nella nostra redazione. La stagione 4 sta per terminare e il Sassuolo è riuscita anche quest’anno a salvarsi senza problemi ma manca ancora qualcosa che per poter puntare all’ Europa, cosa ne pensi a riguardo?

Buon pomeriggio a voi! Penso che ciò che serva al Sassuolo per competere per l’Europa sia una rosa più estesa che mi consenta di provare più soluzioni tattiche e di far ruotare più spesso i giocatori

Quindi il problema principale di quest’anno è stato la mancanza di riserve adeguate, cosa ne pensi invece del problema inattivà che si è palesato nella vostra squadra e quanto ha influito?

Purtroppo è un problema che cerco di combattere con tutte le mie forze, in quanto i giocatori inattivi sono quelli che ci hanno portato a non avere riserve di livello. Sono però fiducioso che, grazie al gruppo centrale dello spogliatoio, si sia riusciti a fare meglio della scorsa stagione in quanto a bonus

Infatti rispetto a un anno fa la stagione è stata più che positiva, merito del gruppo centrale dello spogliatoio che ogni anno fa la sua parte per tenere la squadra attiva e su buoni livelli. Ce ne può citare qualcuno?

I primi nomi che mi vengono in mente sono Domenico Salce e Giuseppe Tuccio, che sin dal primo anno hanno dimostrato amore per questa piazza e hanno sempre dato il massimo distinguendosi dentro e fuori dal campo. Cito anche Salvatore Ferrandino, che nei momenti più difficili è sempre stato al nostro fianco, pronto a mettersi in gioco e Antonio Violante e Nello Falcone che, sebbene siano molto “silenziosi” al di fuori del Sassuolo sono molto presenti all’interno dello spogliatoio. Ma voglio salutare anche tutti i ragazzi che non ho citato ringraziandoli per l’apporto, grande o piccolo, che danno

Manca un nome in questa lista che è quello dell’ Allenatore Mattia Agosta. L’ottima stagione fin qui disputata è sotto gli occhi di tutti ma se potessi tornare indietro cosa rifaresti e cosa cambieresti?

Probabilmente cercherei di fare un mercato un po’ diverso per evitare di trovarmi nella situazione in cui mi sono trovato. Ma di certo rifarei gli acquisti di Violante e Coghi, che ci hanno dato una grande mano dentro, ma soprattutto fuori dal campo

Sta per terminare la stagione ma già molte squadre come credo anche voi stanno già preparando le rose per la prossima stagione. Come si sta muovendo il Sassuolo in ottica S5?

Beh, come prima cosa vogliamo aspettare l’arrivo dei bonus per vedere quali giocatori meritano un aumento di contratto e quali invece dovranno preoccuparsi del loro futuro in squadra. Poi inizieremo a muoverci sul mercato cercando i pezzi per completare la rosa e aspettare magari che il Sassuolo venga finalmente comprato in modo tale da poter scambiare qualche inattivo con dei nuovi utenti

Il Sassuolo è ancora senza presidenza ma resta comunque una tra le società storiche del progetto. Secondo te perché una persona o una cordata dovrebbe comprare la società neroverde?

Perché troverebbe già da subito un gruppo di ragazzi molto motivati e molto volenterosi, pronti a dare il massimo per raggiungere traguardi importanti

E per quanto riguarda te Mattia, allenerai il Sassuolo anche la prossima stagione?

La mia intenzione al momento è questa, ma non garantisco al 100% che sarò io l’allenatore del Sassuolo l’anno prossimo

Grazie mister per questa intervista, prima di chiudere vuole salutare qualcuno?

Grazie a te per la disponibilità,voglio salutare tutti i giocatori che non ho citato prima, i miei compagni di squadra della Juventus e colgo l’occasione per fare gli auguri di buon compleanno al buon Alessandro Pironti, grazie a lui tutto ciò non sarebbe mai stato possibile!

Termina qui l’intervista a Mattia Agosta, anche la redazione de Lo Spezzino si unisce al mister neroverde nel fare gli auguri ad Alessandro Pironti. Grazie Alessandro per tutto ciò che fai in questo progetto (anche se la gufata con la Salernitana non ce la siamo dimenticata), ovviamente si scherza e comunque Tanti Auguri

Articolo di Gabriele Di Leo

Tanti Auguri Alessandro, anima del Progetto Gaming.

Le persone si incontrano per caso, sia singolarmente che declinate nella moltitudine di una community.
Spesso accade nei momenti in cui si ha davvero bisogno, e perciò diventano parte della propria vita, a prescindere da quanto è lungo il periodo che va dalla semplice conoscenza, all’amicizia.
Parlerò di me per un piccolo paragrafo: chiedo perdono ma è necessario per far capire molte cose.
Il 31 Agosto del 2018 io ho approcciato il mondo del Progetto Gaming attraverso la pagina “Diventa un Calciatore di Football Manager!”, ora “Progetto Football Manager”. Sono passati nemmeno undici mesi, dopotutto. Questo passo lo facevo nel bisogno che avevo (che è antico) di una valvola di sfogo che mi isolasse un po’ da una quotidianità difficile, piena di ferite ancora aperte che io ( di carattere son fatto così) cercavo di mettere da parte.
A prescindere dalla fortuna che ho di avere persone che frequento quotidianamente, e che rendono la mia vita speciale, io ho sempre avuto la necessità di nascondermi, quando la misura emotiva era colma.
Amo Football Manager, amo il calcio, amo il gioco di ruolo: era il luogo perfetto per chiudermici a fine giornata.
L’ultima volta che l’ho fatto era tanti anni fa e non è stato un periodo sano: ho tanti bei ricordi delle mie esperienze ruolistiche (quasi una ventina d’anni) ma erano diventate un mondo parallelo in cui essere, per un po’, ciò che non ero. Così potevo scappare.

I presupposti per approcciare una realtà di roling e ripetere certi errori c’erano tutti.
Invece mi sono ritrovato in un mondo dove la necessità di divertirsi, svagarsi e vivere ore di distacco dalla realtà si intrecciava a meraviglia con l’inclusione in gruppi di amicizia, e col coltivarsi amicizie, vere, con persone fantastiche.

Progetto Gaming è questo, mi sono appassionato tanto da entrarci profondamente, come Admin di una delle varie realtà che lo compongono, adoperandomi come meglio potevo per aiutare questo fantastico mondo a crescere, e trovandoci praticamente casa.
Una casa aperta dove il rispetto dei rapporti umani e dell’individualità si coniuga alla perfezione con il senso di comunità: ti senti, pur nei distinguo naturali del tempo di frequentazione, compagno di gioco di altre duemila persone.

Ora, arrivati fin qui, uno dirà:“Ma che c’entra Alessandro Pironti? Ti stai facendo una suonata di violino da solo, che noia…”

Alessandro c’entra: lui incarna quanto ho appena descritto, e Progetto Gaming, come comunità ludica, è il tentativo di mettere in pratica ciò che lui è.

Una persona generosa, aperta, che gratuitamente e senza che ci siano dietro altri fini se non coinvolgerti in un progetto in cui crede come e più che in se stesso, ti tende la mano e ti porta con se, ad affiancarlo.
Spesso sembra severo, e lo è: ma prima di tutto con se stesso.
Lavora, spesso sacrificando il sonno, ore intere, e non si fa sconti.

Lui è presente anche aldilà del semplice rapporto fra “colleghi”, e ne ho avuto la conferma in una chiacchierata lunga, a pranzo, quando mi son trovato a passare per Milano.

Ha una mente vulcanica ed un’emotività che va di pari passo, bene incardinate in regole di etica sulle quali non transige: ma quando sbaglia lo ammette, e permette agli altri di recuperare il rapporto umano e di fiducia se si accorge che tale persona, seppur sbagliando, l’ha fatto in buona fede.

Insomma Alessandro, ora che leggerai magari aprirai la chat Messenger e mi prenderai a “schiaffoni” fraterni perché fai tanto il cattivone ma in realtà sei una mammola.

Però io ti ringrazio perché in undici mesi appena di Progetto Gaming ho potuto tastare la persona che sei, e ciò che costruisci attorno a te.
Siamo tutti parte di qualcosa di meraviglioso perché, dopotutto, c’è meraviglia in ogni persona.

In te una goccia in più.

Tanti Auguri, amico.

Sperando che siano condivise, queste parole, da tante altre persone, le quali non mi arrogo il diritto di rappresentare.
Ma sono sicuro che ce ne siano tante che la pensano come me.

GLI EROI DI PROGETTO GAMING – GIORGIO ALFONSO SCIUBBA

Giorgio Alfonso Sciubba, nato il 19 Dicembre 1996, è il primo “eroe” di questo nuovo format.
Giorgio Sciubba si iscrive al Progetto quasi per caso, “credevo fosse un semplice fangroup di Football Manager”.
Sarà William Cioè, attuale Presidente di Frosinone, Bari e Perugia, a far sì che il cammino di Sciubba all’interno del Progetto potesse cominciare (non senza qualche difficoltà).
Al via della sua nuova esperienza, in un mondo quasi sconosciuto, Sciubba si ritrova a ricoprire il ruolo di un semplice giocatore neoiscritto con le idee confuse e poca voglia di mettersi in gioco, ma nonostante tutto trova la sua prima squadra, il Cesena. Questo periodo non è molto favorele alla crescita di Sciubba come calciatore. Durante la sua permanenza tra i bianconeri, infatti, rischia più volte l’inattività totale. Poi la svolta: il passaggio all’Udinese: stessi colori, altra squadra. Inizialmente il clima non è dei migliori, si respira infatti un’aria negativa, debiti a sei zeri, inattività generale, pochi stimoli e, dulcis in fundo, la retrocessione.
Nel risollevare la disastrosa situazione della compagine friulana interviene Alessandro Pironti, costretto a dover cedere i pezzi pregiati dei bianconeri, affinché tornassero a quadrare nuovamente i conti. Ad ogni modo, l’ambiente poco sereno non scoraggia il nostro eroe e, anzi, viene colto come una imperdibile occasione per riscattarsi all’interno del Progetto, sia dal punto di vista partecipativo che dal punto di vista dei ruoli: Giorgio Sciubba diventa, oltre a semplice giocatore, Direttore Sportivo dell’Udinese. “La loro attuale prima posizione è anche merito mio”, afferma prontamente, “Vorrei riportare l’Udinese dove merita di stare. Vedere la prima squadra campione d’Italia del Progetto, in Serie C fa molto male”.
Passano le Stagioni all’interno di Progetto Gaming e Sciubba è ormai un componente affermato con tanta voglia di fare e di migliorare giorno dopo giorno. Di fatto, adesso ricopre altri rispettabili incarichi: l’ultimo, come Presidente della Sambenedettese, squadra militante del Campionato di Serie C, inserita nel girone B. Sciubba dichiara che: “Fare il Presidente della Samb è molto bello e piacevole, mi trovo molto bene con ogni componente della squadra. La squadra non ha inattivi, questo perché è formata da due grandi nuclei: chi conosce Francesco Aiello e chi conosce me. Nota di merito a Patrick Capobianco che nonostante qualche difficoltà iniziale si è ben inserito all’interno del gruppo”. Non risparmia però le critiche, volte sicuramente a spronare l’intera rosa rossoblu a fare sempre meglio: “[…] Molti non portano tanti bonus ma c’è tempo per rimediare. La squadra in campionato potrebbe fare meglio e in Coppa Italia ci siamo tolti molte soddisfazioni nonostante la recente eliminazione”.
Il focus sulla Sambenedettese continua con un messaggio volto a caricare sempre più i propri giocatori: “Spero di vedere la Samb in Serie B con questa rosa, al massimo, tra un paio di stagioni. […] Meriti a Francesco Aiello che mi ha aiutato a completare la squadra molto velocemente. Ringrazio tutti per la pazienza nei miei confronti. Li stresso troppo, secondo me mi odiano” e ancora aggiunge “Ringrazio particolarmente Davyd, De Serra, Cioè, l’Udinese e la Sambenedettese e tutti quelli che in un modo o in un altro mi hanno coinvolto in questa bellissima realtà, Progetto Gaming”.
Il sogno di Giorgio Sciubba per il futuro? Giocare per la squadra che tifa fin da piccolo.

IlCarro intervista Pironti e ADD

IlCarro: Buonasera a tutti, sono qui con 2 admin del nostro gioco: De donatis e Pironti. Non vi chiedo di presentarvi perché già vi conoscono tutti, praticamente. Inizio subito a chiedervi una breve opinione sulla stagione appena conclusa.

ADD: Inaspettata. Due scandali (uno all’inizio e uno alla fine della stagione), la Juve penalizzata campione d’Italia, la Lazio neopromossa seconda, il crollo del Drink Team… Io che divento admin! Un sacco di avvenimenti incredibili, molti del tutto inaspettati.

Pironti: Gli scandali che hanno colpito la stagione non saranno dimenticati in fretta e sono sicuramente, purtroppo, ciò che rimarrà maggiormente impresso. Poi tante piccole storie, alcune belle e altre dal finale agrodolce, legate a ogni squadra del progetto: Juve, Napoli, Bologna, PG, ecc…

IlCarro: A distanza di un po’ di tempo, cambiereste qualcosa Delle penalizzazioni inflitte? Credete ancora che siano giuste?

ADD: Dunque, non ero admin ai tempi di Pizzopoli, quindi mi esprimo solo per le sanzioni che mi hanno coinvolto direttamente. Sinceramente no, per un motivo semplice: sono frutto di riflessioni fatte a tre teste. Alcune volte io sarei stato più morbido o più duro, ma se siamo 3 è anche per equilibrare le sanzioni in base alle diverse anime del gioco. Quindi le ritengo complessivamente corrette.

Pironti: Ragioniamo a lungo sulle penalizzazioni, osservando le sanzioni precedenti per tenere una linea base, per poi valutare tutte le particolarità del caso specifico. Poi ovviamente ne discutiamo tra noi e solitamente abbiamo tre idee diverse, quindi alla fine ne esce un compromesso che se non sarà perfettamente giusto, di certo non sarà molto sbagliato. Di solito Alberto sta nel mezzo tra Filippo – che perdona più di Gesù – e me, che ho un martello come prolungamento del braccio. Occhio però che Albe si sta incattivendo! [ride ndr]

IlCarro: Come giudichereste invece la stagione appena conclusa da un punto di vista prettamente calcistico? Siete soddisfatti? Cambiereste qualcosa?

Pironti: Come calciatore è stata la stagione della rinascita: se il Palermo avesse portato avanti un progetto sarei stato ben felice di restare lì, ma così non era fino in fondo e la cessione al Genoa del mio calciatore è stato un sollievo indescrivibile. Sono in una bella squadra, fatta di persone valide, molte delle quali ritengo amici e stimo moltissimo. Faremo grandi cose. Come allenatore/presidente è stata un’annata fantastica, dove abbiamo raggiunto una storica qualificazione alla Champions League e, secondo me, migliorato ancora la rosa in vista della prossima stagione. Nel gruppo si respira un’aria fantastica e tutti sono carichi. Menzione speciale per il nuovo DS, Dimartino, che sta facendo un lavoro egregio.

ADD: Potevamo fare di più col Genoa. È stato bello assaggiare i campi europei e fare strada in Europa League. Però l’ottavo posto in classifica non rispecchia i valori della rosa. Sono felice di aver partecipato all’inizio dell’avventura della Torres. Parlando da calciatore invece è stato l’anno migliore della mia carriera, evidentemente mister Però mi ha saputo valorizzare.

IlCarro: Il campionato appena terminato sembrava aver dato i verdetti già al termine del girone d’andata. Invece ha portato, così come ha detto Ale, alla luce tante piccole storie ( Napoli , Bologna , Juve ecc..)
Un commento su di esse? Cosa hanno pensato gli admin mentre queste “imprese” si compievano?

ADD: Sono rimasto sinceramente colpito dal Napoli. Ha dato una sterzata tanto improvvisa quanto inattesa, tutti i miei complimenti vanno a loro. Il Bologna ha vissuto diversi scossoni societari, e forse per quello navigava in brutte acque, ma ritenevo la rosa superiore a molte altre. Juve grande impresa, visti i problemi e le penalizzazioni. Noi come admin seguiamo con favore chi, sportivamente e legalmente, compie delle imprese. Poi ovviamente siamo anche parte di altre squadre, e quindi se perdiamo ci girano le balle.

Pironti: Io vado controcorrente. O meglio, non è che non sia d’accordo con Alberto, ma vorrei, da utente e non da admin, dire quel che penso, liberamente. Il Bologna ha una rosa molto forte, il solo fatto che abbia rischiato la B ha un che di assurdo, quindi non riesco a complimentarmi più di tanto, se non per il bellissimo gruppo che han creato. Anche il Napoli: è finita la terza stagione e non ha mai ottenuto nulla. A inizio della prima era data come possibile vincitrice del campionato. La sua rosa è forte, ma io non condivido moltissime scelte di mercato di questi anni. Anche qui un “bravi” doveroso ai ragazzi, al gruppo e sono felice per loro che siano ancora in A – io poi tifo Napoli nel fuffa – però vogliamo parlare di belle storie? Il Torino, con un gruppo meraviglioso, il Genoa che non gli è da meno, il Livorno che ha sfiorato la salvezza con una rosa MOLTO inferiore alle altre, uno Spezia dove molti giocatori, a retrocessione certa, hanno detto di voler restare anche in C e disposti anche a comprare la squadra in cordata. Oppure in B penso al Chievo che avrebbe meritato la A, al riscatto di Serafini allenatore, penso al Fublet che ci mancava tanto in massima serie, o il miracolo sfiorato dall’Avellino, quello riuscito al Parma. Ecco, queste sì che sono storie.

IlCarro: Viste così, son tutt’altro che miracoli. Cosa consiglieresti alle squadre citate per ripartire?

ADD: Mi inserisco: ruoli chiari e attaccamento al gruppo. No ingerenze in ruoli non propri, coordinare il lavoro tra allenatore e DS, e presidente se c’è.

Pironti: Nel caso del Napoli è più facile: c’è una dirigenza, un allenatore stimato… Che si capisca come si vuole giocare e si faccia mercato in quella direzione, puntando solo su giocatori forti e attivi, a costo di avere una rosa da 18 giocatori, tanto non c’è l’Europa a imporre turnover. Nel caso del Bologna non saprei: fare l’allenatore lì non credo sia semplicissimo, nel senso che c’è un gruppo molto attivo, molto coeso, con molti utenti che hanno avuto ruoli da staff e che sanno come ci si dovrebbe comportare per fare le cose come si deve, quindi lì non ci si può improvvisare o lo si paga caro. Un allenatore capace e carismatico però potrebbe fare cose egregie, perché la rosa è di livello molto molto alto. Ora il Bologna si è mosso molto anche in uscita, quindi i fondi ci sono… Anche qui punterei a pochi giocatori, ma buoni: una rosa da 18-19 giocatori che permetta a tutti di giocare a sufficienza, fatta dagli stagione 1 più i maggiormente motivati, potrebbe essere un bel mix. Nella speranza che una presidenza, qualora arrivasse, non faccia danni.

IlCarro: Colgo l’occasione per fare una domanda. Abbiamo visto come le presidenze possano sia salvare una società (vedi il Torino), sia mandarla al patibolo – esempio: Vito Pizzo, Leanza, Graziotti, tutti bannati per un motivo o per un altro – quindi mi chiedo: come è possibile aver permesso di diventare presidente ad un membro inibito dal ruolo di DS? (N.b. Davyd Andriyesh)

ADD: Come per altri, la sanzione riguardava la Stagione 3, appena conclusa. Davyd è giovane e può migliorare dai proprio errori. In più, l’Udinese ha già un allenatore esperto e un DS appositamente nominato. Vedo che stanno mettendo su una buona squadra per la Serie C. Mi auguro che vada tutto per il meglio, di certo spero in un passo in avanti rispetto alle ultime gestioni.

Pironti: Il progetto è fatto da persone e quindi vanno valutati tutti i casi singolarmente, per rispetto di queste persone, ancor prima degli utenti. Davyd è un bravissimo ragazzo, molto giovane, che io e Filippo abbiamo conosciuto durante il Crema Nerd. Ha fatto male come DS ed è stato inibito per la stagione 3 a ricoprire quel determinato ruolo. A parte il non vedere come questo debba impedirgli di fare il presidente nella stagione 4, ho visto che Davyd ha intenzione di fare tutto per bene, con un allenatore valido e facendosi aiutare, quindi le premesse per fare meglio rispetto al passato ci sono tutte. Sapete bene che non ci tiriamo indietro quando bisogna dare “punizioni”, ma è importante che queste, soprattutto in casi non molto gravi o dove non esiste malafede, non siano marchi a fuoco indelebili. Questo è un gioco e magari, vista la sua natura GdR, ha anche la capacità di far maturare alcune persone tramite le responsabilità in-game che si prendono… Ben venga.

IlCarro: Se uno dei bannati citati prima volesse tornare – ovviamente scusandosi per l’accaduto – cosa fareste?

Pironti: Anche qui, da regola, a fine stagione valutiamo la situazione di tutti i bannati che volessero fare ritorno per vedere se questo è possibile. Valutiamo quanto potrebbero ancora essere dannosi per il Progetto e se riteniamo abbiano imparato la lezione al punto da non ricadere negli stessi errori. Non in molti ci chiedono di tornare, a dire il vero… Ma noi valutiamo di caso in caso. Per ora nessuno è stato riammesso, segno che le loro colpe erano davvero gravi e il ban davvero meritato.

Uno di loro – Graziotti – ha criticato in maniera decisa il progetto stesso (N.B. dopo il ban) e a quanto pare ha deciso di imitarlo, creando un qualcosa di simile. Cosa ne pensate ? Vi preoccupa la cosa ?

ADD: Speravo che, nel suo essere particolare, potesse essere un elemento positivo per il gioco. È diventato solo rancoroso. Mi spiace e no, non mi preoccupo.

Pironti: Alcuni utenti avevano ottime idee e potevano essere utenti positivi per il Progetto. Ad esempio Leanza propose, già moltissimi mesi fa, cose che solo ora stiamo introducendo, mostrando di essere un ragazzo intelligente. Credo che sia un onore vedere che altri vogliono imitarci, vuol dire che abbiamo colpito nel segno… Ma se pensano che basti avere un’idea per riuscire, allora hanno perso diversi passaggi. In bocca al lupo, comunque!

IlCarro: Non pensi che possano portare via anche solo una piccola fetta di utenti?

ADD: Sinceramente: se gli utenti preferiscono le brutte copie, che vadano. Puntiamo su esperienza e qualità.

Pironti: Credo che nessuno farà quel che abbiamo fatto noi, esattamente come lo abbiamo fatto noi. Pochi immaginano i sacrifici per creare tutto e gestirlo. Se un domani qualcuno preferisse un Progetto “terzo” al nostro, farebbe bene a giocare lì, ognuno del suo tempo fa quel che vuole. Comunque non sarà facile per nessuno imitarci: abbiamo utenti straordinari, un’organizzazione importante, esperienza, possibilità di confrontarsi con appassionati inglesi e, a breve, anche trasferimenti internazionali. Manca solo la proverbiale fetta di c…

 IlCarro: Domanda per De Donatis. Ci risulta che hai rifiutato un’offerta di tre milioni per un tuo calciatore , Danilo Trojer. Confermi? E viste le occasioni che sembrano esserci in questa sessione di mercato, lo rifaresti?

ADD: Non erano tre milioni ma ci eravamo vicini. Finché Danilo continuerà a sparlare di me in pubblico ma dichiararmi amore eterno in privato – non avete idea delle serenate che mi riserva – per me sarà incedibile e colonna portante del futuro del Genoa. Nel momento in cui dovesse dirmi di volersene andare, allora cercherei di venderlo bene, ma fino ad allora, non avrà prezzo.

IlCarro: L’ambiente Genoa è “famoso” per gli utenti del gioco. Tu Alberto sei uno dei primissimi calciatori rossoblu, mentre Alessandro è arrivato da poco. Raccontate ai nostri lettori come si sta a Genova e che aria si respira nello spogliatoio.

ADD: Aria ligure. Cioè mugugni, battibecchi, provocazioni, ma in fondo ci si vuole bene. E come la Liguria, siamo fatti da gente proveniente da tutta Italia. Se il gruppo FB rimane la parte più “tecnica”, su whatsapp si discute di musica, politica, attualità, cucina, gusti sessuali, lontre… È stata una fortuna avere un personaggio come Di Stefano come mecenate, che paga e lascia la libertà di sbagliare – più in privato che in pubblico – e tutti gli altri ragazzi che man mano sono arrivati al Genoa. Ecco perché non vogliamo rovinare l’atmosfera dello spogliatoio, e cerchiamo altro oltre alle statistiche del calciatore.

Pironti: Sul Genoa che dire: è un bel gruppo, belle persone… quando uno dei miei chiede quali sono, per me, i migliori gruppi, tendo a dire Genoa, Torino e Fublet, non me ne vogliano gli altri… Ovviamente PG è fuori concorso, ci sono troppo affezionato. Ci sono due o tre utenti “difficili” nel Genoa, ma quando impari a conviverci è un piacere.

IlCarro: Armonia che sembrava essere ad un passo dal crollare però. Ad un certo punto della stagione il Genoa sembrava pronto ad esplodere, mister e presidente sembravano pronti a farsi la guerra e qualche colonna dello spogliatoio (Trojer, Puzzer e Di Paolo) erano pronti ad andare via. Cosa ha da dirci a riguardo?

ADD: Vero, ci sono stati momenti di tensione. Claudio era scoraggiato dai cattivi risultati che stavano arrivando, ed effettivamente tutti ci aspettavamo di far meglio l’anno scorso. Il fatto però che il mister sia rimasto fino alla fine, che Paolo e Veronica siano andati ma siano rimasti nella chat whatsapp e che Claudio ora lavori con Puzzer all’Entella, e che Mark sia con Paolo alla mia – ormai ex – Torres, fa capire che siamo in grado di superare anche i momenti peggiori. Perché si va oltre il gioco, siamo un bel gruppo. Sono contento.

Pironti: Circa le tensioni, io non le ho viste così gravi. Mi spiego: a Claudio Però è stato chiesto di fare l’allenatore e se gli fosse stato chiesto di lasciare, lo avrebbe fatto serenamente, senza chiedere alcunché in cambio. La stima e il rispetto tra le parti non mi è mai parso in discussione, sinceramente. Io stesso non avevo approvato molte scelte tattiche del mister, ma se è per questo anche al PG capitò che Fusco mi criticò nel gruppo per una scelta tattica… Ci sta, finché si resta nei canoni della civiltà e il rispetto dei ruoli vale tutto e amici come prima.

IlCarro: L’importante è chiarirsi. Nel frattempo faccio i miei complimenti ad Alessandro per l’acquisto di Franco [ndr sto rosicando] e vi chiedo un giudizio su uno dei trasferimenti più importanti fin’ora: Campagna alla Lazio. In molti pensano che sia stato quasi “regalato”, voi cosa ne pensate ?

ADD: Visti i prezzi che girano, più che regalato. Colpaccio della Lazio, se pensiamo che ha di fatto sostituito Ascia con Campagna con un esborso davvero minimo. Fossi nel Livorno, non sarei felice.

Pironti: Concordo su Campagna. Il giocatore è stato praticamente regalato e aggiungo: se il Livorno avesse fatto partire un’asta per il giocatore, avrebbe ottenuto almeno 2 milioni – che io stesso avrei offerto con piacere – o forse più. Se fossi del Livorno sarei MOLTO arrabbiato per questo trasferimento

IlCarro: Nel corso delle stagioni abbiamo visto dei sostanziali cambiamenti al regolamento anche in corso d’opera. Ovviamente questo è dettato dall’esperienza. Un progetto nuovo non può essere perfetto, ma è palese che spesso la causa del cambiamento siano stati gli utenti stessi. Faccio qualche esempio: l’abolizione delle rate a causa di DS e presidenti incapaci, lo stop ai prestiti con diritto di riscatto perché ormai se ne faceva un abuso. Ci son stati calciatori che non hanno mai ricevuto un contratto e non son riusciti a percepire i bonus del gioco. Talvolta avete rifiutato i soldi veri – e questo vi fa onore – delle presidenze, ma non credete che sia meglio fare controlli più serrati e non permettere a certi individui di controllare le squadre ? Mi riferisco a tutti i ruoli.

Pironti: Si poteva fare qualche studio lungo decenni sulla mortalità per amianto – come per quella a qualunque altra sostanza – prima di metterlo in commercio? Si poteva, con la consapevolezza dell’epoca, studiare subito il polimero plastico giusto per realizzare palle da biliardo, invece di uccidere elefanti per l’avorio? Si poteva immaginare che avrebbero distrutto mezzo Giappone con le bombe H quando iniziarono a studiare per la prima volta la fissione nucleare e quindi, nel dubbio, avrebbero dovuto evitare di ricercare? Nel magico mondo delle Lelly Kelly, forse. Nel mondo vero, ci si adatta al contesto, provando a evolvere secondo i bisogni della comunità, anche quelli che si trasformano di pari passo. Se poi adattate questo al fatto che si tratta di un gioco gratuito, primo e unico nel suo genere, dove non ci sono centinaia di persone per sovrintendere ogni cosa, ma si è partiti con due stronzi, il loro tempo libero e tanta ingenua passione, capite che la domanda – non me ne voglia l’amico Danilo – ha senso quanto rispondere “caffè e latte” alla domanda “che ore sono?”.

ADD: In un mondo perfetto, tutti capiscono tutte le regole e si comportano bene, senza bisogno di controlli. In un mondo leggermente meno perfetto, tutti capiscono le regole e sbagliano raramente. E così via, fino ad arrivare al mondo reale, dove c’è bisogno di monitorare le cose. Data l’incapacità e/o impossibilità di seguire regole strutturate in un certo modo, si è deciso di modificare le cose. Per me è un tentativo di semplificare le cose ed aiutare gli utenti, che comunque a volte ci deliziano con qualche mossa “artistica”. Le modifiche, a mio avviso, hanno migliorato il gioco.

IlCarro: Questo è un gioco basato soprattutto sulla partecipazione, concetto ripetuto fino alla nausea. Nonostante ciò, ad ogni convocazione in nazionale, arriva l’escluso di turno che posta la sua scheda e ritiene di meritare la convocazione solo per quello. Ho fatto questa premessa perché a breve si assegneranno i famosi bonus di fine stagione. Se è facile calcolare i premi per le live e per le condivisioni, è spesso fonte di discussione quello basato sulla creatività, soprattutto sulla qualità dei post e non sulla qualità. Se è così difficile far capire ad una buona parte della community il criterio – semplice – delle convocazioni, come potreste spiegare un concetto complesso e soggettivo come la “qualità del post”?

Pironti: Per l’appunto si tratta di un concetto soggettivo, seppur influenzato da alcuni punti certi e oggettivi come l’originalità – aver già visto o meno quella base del meme, oppure se era stato già trattato l’argomento prima – come la creatività, ovvero quanto pensiamo ci abbiano messo a confezionare quel prodotto. Poi ovviamente vedere se il contenuto porta un valore aggiunto a pochi utenti o è fruibile da tutta la community, ecc… Ovviamente, anche qui, il lavoro che faremo non sarà perfetto, ma sarà il meglio che saremo in grado di fare con le forze a nostra disposizione. Sul fatto che molti non capiscano il Progetto in alcuni suoi lati, ho una mezza idea per il futuro a livello di informazione mirata, sul fatto che ognuno abbia le sue idee su cosa sia giusto e sbagliato – vedi nazionale – credo sia diritto di ognuno pensare quel che vuole.

ADD: Parlo da allenatore della Nazionale, che bello poterlo dire. Per la prima convocazione non ho ricevuto contestazioni, anzi. Forse ho spiegato alla nausea i criteri di selezione. Probabilmente è passato il concetto di “esperimento”, chissà. Vedremo in futuro. Di certo anche per gli altri argomenti dovremmo migliorare la comunicazione dei vari criteri, non per la qualità dell’informazione ma forse per la quantità. Poi ci sarà sempre qualcuno meno ricettivo, pazienza. L’importante è lavorare con in mente soltanto il bene del gioco e della community. E un meme con base sempre uguale non arricchisce, anzi stanca. Quindi giusto premiare quelli veramente creativi – magari potremmo istituire una commissione di critici d’arte, chissà – e non i copycats o i buongiornisti del gioco.

IlCarro: Vi ringrazio per la lunga chiacchierata e auguro a voi e ai nostri lettori un buon Natale.

 

Foto storiche – Dove tutto ebbe inizio

Cremona, Luglio 2017 – Alessandro Pironti e Filippo Ballarini si uniscono e danno vita ad un progetto epocale (oltre che ad un duo intramontabile).

 

Riccardo Venturelli – Redazione Progetto X

Cosa succede a casa quando c’è la live?

Lunedì e mercoledì riuscire a guardare la live senza essere disturbati è il più delle volte un’impresa. Non resta altro da fare che rinchiudersi da qualche parte senza dire niente a nessuno!

Riccardo Venturelli, redazione Progetto-X