GRUNTZ

If I live through this, remind me to send the designer of this game some hate mail, okay?!

Quanto mi mancano i Gruntz…

gruntz

Non li conoscete? Sono queste creature fantastiche che vedete nella foto!

Stiamo parlando di un gioco di strategia per PC pubblicato nel 1999 da Monolith Productions. Le nostre creaturine dovranno affrontare vari luoghi come foreste, campi da golf, montagne, astronavi e anche foreste fatte di dolci; il tutto cercando di raggiungere al loro re, che attende nel suo forte alla fine di ogni livello labirintico. Lungo il percorso, bisognerà sempre trovare un pezzo di puzzle warpstonepiece1achiamato “warp stone” e uno dei nostri Gruntz deve portarlo al re.

Ci sarà una vasta gamma di ostacoli sul nostro cammino: blocchi in rilievo che dovranno essere abbassati, pozzi che richiederanno di essere riempiti, i pulsanti che andranno premuti e Gruntz nemici aismartchaserswordda affrontare. Ogni livello aggiunge delle nuove sfide o dei nuovi modi per affrontarle, rendendo il gioco più complesso e più interessante.

Durante il loro viaggio, i Gruntz troveranno anche tantissimi oggetti che li aiuteranno a superare ostacoli come guanti di ferro toolzgauntletz per rompere le pietre oppure giocattoli per distrarre i nemici ed evitare gli scontri. La cannuccia è uno degli oggetti più importanti, in grado di succhiare i resti appiccicosi di Grunz nemici orangegoopuddle (Sì, lo ammetto: detto così suona abbastanza crudele). Quando avremo abbastanza “goo” , potremmo creare un nuovo Gruntz tutto nostro.

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Il combattimento è molto semplice: il Gruntz con l’arma migliore vince sempre. Ma comunque l’obiettivo vero del gioco resta il pathfinding dei nostri amici. Gruntz non è un gioco di strategia intenso come Age of Empires o Commandos, ma è piuttosto un gioco molto divertente che coinvolge in maniera incredibile il giocatore, tenendolo attacccato allo schermo.
 
Devo assolutamente trovarlo di nuovo, per farlo vedere a mio marito Alessandro!!!

 (sperando di non beccare virus alla ricerca di Gruntz…)

Se conoscete anche voi questo gioco vi chiedo di lasciare un commento! Possiamo aprire un Gruntz Club! :))

 

 

I hate you! I hate you and that mouse!

 

 

Mamma mia che sfortuna! – The Binding of Isaac – Afterbirth

https://youtu.be/qlQHOw78R50

L’evoluzione della specie

In principio erano i bambini: si meravigliavano di ogni salto potesse fare l’idraulico baffuto sullo schermo; ogni piattaforma raggiunta era la più grande conquista, rigorosamente da mostrare ai pochi amici od ai genitori imbarazzati da tali prodezze. Non erano certo i tempi di The Big Bang Theory, non erano certo i tempi dei nerd come moda. Erano i tempi più felici e più bui per quei bambini: i tempi fatti di gioie davanti agli schermi e di scherni davanti alle persone. Man mano i bambini diventavano grandi sulla carta ma sempre piccoli agli occhi altrui: “Cresci”, “Ancora con quei giochini”, “Trovati una ragazza”, tanto per citare le locuzioni più celebri. Stanchi di subire bullismo da parte di estranei incompetenti (e complice un po’ l’età della ribellione) iniziava così la personale crociata di ogni giovane giocatore verso lo sdoganamento del suo media preferito: bisognava dimostrare a tutti che quello che si faceva e si amava poteva essere equiparato alla passione degli altri per il calcio o la pallavolo; urgeva far sapere che le storie che si vivevano potevano sostituire ogni libro di lettura assegnato per l’estate. Giorno dopo giorno, anno dopo anno i giocatori diventavano sempre di più, le loro idee sempre più diffuse, la loro realtà sempre più normalità. Quel piccolo ma importante tarlo che i figli cercavano di mettere in testa ai genitori stava man mano diventando pensiero comune: si iniziava a rendere giustizia al media che racchiude tutti i media parlando di Lara Croft come di una star di Holliwood, di Kojima come di un regista, di Ueda come un poeta. Correndo fino ai giorni nostri, i giocatori più piccoli vedono finalmente i videogiochi riconosciuti come normalissimi giocattoli e quelli più grandi ed appassionati sono soddisfatti nello sfoggiare i loro titoli ricercati come meravigliosi opere interattive dalle mille sfumature. Tutti sono finalmente felici ed orgogliosi di poter essere dei giocatori, ognuno a modo suo. Ma non basta. Ci sono dei pazzi ai quali tutta questa “battaglia ideologica” non interessa. Questi sono giocatori che non avevano mosso un dito affinchè la situazione per i giocatori uscisse dal ghetto dei tempi bui; non avevano mai parlato a nessuno della bellezza del loro media: niente trame epiche, niente sentimento, niente atmosfere coinvolgenti. Sono rimasti alla vecchia idea di videogioco: quella del completare i livelli, di arrivare più in alto, di fare il punteggio migliore. Roba da sala giochi insomma, roba da nerdoni che pure i giocatori di Final Fantasy e Assassin’s Creed guardano storto. Ora che questi ultimi possono finalmente gridare a tutti le meravigliose storie che vivono nel mondo virtuale questi trogloditi ricacciano il videogioco al semplice sfidarsi con qualsiasi pezzo di software valesse la pena prendere in considerazione. Basta solamente che sia bilanciato, esente da bug… E competitivo. Ora che i videogiochi hanno preso ogni forma di fantasia immaginabile un’altra branchia di essi sta crescendo, quella competitiva. “La competizione è ben altra cosa! Lo sport sì che è competizione ad esempio!”. Proprio come negli sport questi giocatori vincono o perdono, si allenano, hanno sponsor, merchandising. Ed anche le loro competizioni diventavano sempre più grandi ed importanti come degli sport ma elettronici: degli e-sport per la precisione. Se il mondo ha già accolto la “rivoluzione videogioco” ora sta ricevendo un secondo scossone con l’e-sport. C’è chi ha colto il cambiamento al volo puntando occhi e soldi verso l’e-sport e chi ancora deve comprendere la svolta in atto. Nessuno sa dove arriverà questa corsa. Ciò che si sa è che l’intrattenimento sta cambiando ancora una volta. Un treno pieno di streaming, tornei, team e progamer sta sfrecciando verso il futuro. E tu, vuoi salire?