Un nuovo mister nel progetto: Alessandro Calchi

Da qualche giorno Alessandro Calchi è diventato ufficialmente il nuovo allenatore del Varese; il terzino del Bologna, già presidente del Novara, inizia così l’ultimo ruolo dirigenziale che gli mancava: quello del mister!
Per celebrare questa speciale occasione siamo andati ad intervistarlo!

Giornalista: “Benvenuto innanzitutto, per chi ancora non ti conosce spiegaci chi sei, sia in game che fuori!”
Alessandro: “Fuori dal progetto sono un umile studente universitario che studia a Brunico in provincia di Bolzano. Mentre internamente al progetto sono conosciuto più che altro come pagellista ignorante, ma sono anche presidente del Novara e giocatore del Bologna!”

Giornalista: “Sei alla prima esperienza su una nuova panchina, cosa ti aspetti da questo incarico? Che obiettivi ti sei posto per questa tua prima esperienza? E dove credi possiate arrivare?”
Alessandro: “Mi aspetto di divertirmi e di acquisire una buona esperienza online. In primis però l’importante rimane il divertimento. Per questa mia prima esperienza l’obiettivo calcistico è cercare di rimanere ai Play-off e provare a giocarsela con tutti. Riprendere il Pordenone non credo sia nelle nostre possibilità, ma proveremo a dar fastidio a tutti”

Giornalista: “Cosa credi che si aspetti invece la dirigenza del Varese da te?
Alessandro: “Credo si aspetti che io aiuti a trasmettere ai miei giocator la voglia e la dedizione per questo progetto, in modo da avere il gruppo sempre più attivo!”

Giornalista: “Come ti sei trovato all’interno dello spogliatoio? Che gruppo hai trovato? Hai già in menta qualche possibilità tattica?”
Alessandro: “All’interno dello spogliatoio attualmente sto trovando bene, ho un gruppo abbastanza attivo e pronto ad attivarsi ancora di più. Penso di sfruttare il 4231, ma non spoilero altro!”

Giornalista: “Tralasciando l’incarico attuale, che tipo di allenatore è Alessandro Calchi?”
Alessandro: “Sono un allenatore che cerca sempre ad adattarsi a ciò che ha a disposizione. Come modello ho il buon Eusebio DI Francesco, mi piace pressare alto e aggredire l’avversario!”

Giornalista: “In poco più di un anno nel progetto hai girato diverse squadre, questa però è la tua prima avventura da allenatore, cosa ti ha spinto a provare questo ruolo? E cosa credi di poter dare come allenatore alla tua squadra?”
Alessandro: “Si è vero, ho girato tanto. Io sono un giocatore e un amante di FM e questa mia passione mi ha spinto a provare questa avventura in quel di Varese. Credo di poter aiutare anche in termini di attività, provando a spronare chi è meno attivo, trasmettendogli la mia passione per questo progetto e per questo gioco!”

Giornalista: “Vorrei concludere chiedendoti questo: se in futuro il tuo ruolo di allenatore e quello di presidente dovessero entrare in conflitto causa monoruolo, quale avrebbe la precedenza per te?”
Alessandro: “Per decidere dovrei trovarmici in questa situazione, ma credo proprio che darei la precedenza alla presidenza, non lascerei mai scoperti i miei ragazzi del Novara.
Vorrei concludere salutando i miei compagni ed il mister del Bologna, i miei amici del Frosinone, i ragazzi e gli altri 2 presidenti del Novara, Ottaviani e Massari, ed infine i ragazzi del Carpi ai quali, nonostante tutto, tengo sempre un posto nel cuore. Grazie per l’intervista!”

Ringraziamo anche noi mister Calchi per l’intervista e gli auguriamo il meglio per questa nuova avventura!

Articolo di Alessandro Gallo



L’Eco di Frosinone – Novembre

Un caro augurio (un po’ in ritardo) di buon anno 2020 dalla redazione di The World of Football, rieccoci con l’appuntamento mensile per parlare della squadra col tasso alcolico più alto dell’intero Progetto FM, il nostro amato Frosinone.

Il mese di novembre comincia subito con una convincente vittoria per 3-1 contro la Lucchese, dove il buon Amendola apre le marcature al nono minuto con una sventola da fuori aerea. Dopo poco ecco il primo dei due miracoli di questa partita: viene assegnato un rigore per la Lucchese, ma il portierone Castagnoli riesce a parare il tiro di Benedetti grazie agli allenamenti effettuati nei mesi precedenti per sbloccare l’Ultra Istinto, colpendo la palla con la punta delle orecchie. Il tabellino dei gol si allunga con il tap-in del solito Guzzi su assist di Santiglio. Chiari i segnali di risveglio dell’attaccante originario della Mancia: che sia stato il cenone di Capodanno a base di fagioli piccanti e tequila oppure la vincita del “Te caccio” Awards, il premio che determinerà il primo giocatore ad essere ceduto dal Mostro di Frosinone nel mercato di gennaio? Ai posteri l’ardua sentenza. Accorcia le distanze la Lucchese con Ercoli, ma ecco che si avvera il secondo miracolo della serata: Ottaviani pennella un lancio da 40 metri che il buon Santiglio riesce a intercettare, approfittando di un po’ di propulsione extra fornita dalla digestione dei fagioli per scavalcare i difensori avversari, e segnare la rete finale. Ora possiamo dirlo, Santiglio ha smesso di andare contro i mulini a vento ed è finalmente tornato a segnare!

Santiglio al cenone di Capodanno

La seconda partita del mese ci vede con il Lecce dell’ex mister Piu; conscio dell’impossibilità di battere la corazzata Frosinone, Mihai corrompe il mister “in terza” (ricordiamo che il Maestro Alfio Grasso è il secondo) Son Prop Na Pip, arrivato alla corte ciociara ripercorrendo al contrario la Via della Seta in sidecar con suo cugino Haio Fuso Lamoto. Dopo aver messo K.O. mister Guzzi usando il Fulmine di Pegasus ed impedendo ad Alfio di sostituirlo avendolo fatto portare da Haio all’all you can eat di sushi, prende le redini delle squadra e riceve in cambio da Mihai le ultime due figurine dei Pokémon che gli servivano per completare l’album: Magikarp e Slowpoke. Son Prop, come indica chiaramente il nome, non ne capisce una mazza di calcio, preferendo la più nobile arte dell’origami mentre si trova in panchina. La squadra è quindi senza allenatore, ma per fortuna il Maldini di noialtri Sciubba segna già nei primi minuti, e conduciamo in vantaggio per tutti il primo tempo fintanto che non arriva, al 42esimo, il gol del Lecce con Iannella. Nella ripresa il mister venuto dall’oriente, finito il suo origami, tenta di dare una sua impronta alla manovra passando da un ottimo 4-4-2 ad un in quel contesto inutile 4-5-1 confermando ancora di più la sua inettitudine. Si porta in vantaggio il Lecce quasi allo scadere dei 90 minuti con gol di Piarulli, ma il buon Ottaviani si ricorda dell’unico tiro efficace insegnatoli da Son in allenamento, e scarica da punizione un Tiro della Tigre di inaudita potenza al 93esimo, agguantando almeno il pareggio. Grande rammarico per la squadra, che è però già proiettata a rialzarsi e ad affrontare la prossima sfida col coltello tra i denti.

Haio mentre offre il sushi al buon Alfio

Sfida che ci vede contrapposti al Palermo, con la serpe in seno Leo Vecchio beccato a mettere !fan Palermo invece di !fan Frosinone in live; duro il commento del presidente-fantoccio Cioè: “A Vecchio, io te caccio!” (parla lui che è stato visto più volte mettere !fan Drink Team…) La partita è in chiaro e si sa, quando siamo in live ne succedono di cotte e di crude. Il primo tempo calma piatta, ma è nel secondo tempo che avviene il fattaccio: il nostro Parrotto, colto da un’improvvisa voglia di giocare a “ce l’hai”, tocca il suo avversario che rimane stranito dal gesto del difensore, sebbene totalmente innocuo. Non dello stesso parere l’arbitro, che vede nel gesto del buon Dave un possibile elemento di disturbo della partita, decidendo di mandarlo anticipatamente sotto la doccia. Ecco le parole di Parrotto nel dopopartita: “Il mio avversario non se lo ricorda ma frequentavamo lo stesso asilo, sono vent’anni che aspetto di potergli ridare il ce l’hai! Finalmente la fine di un incubo, è stato un rosso ben speso”.  Giocando 10 VS 11 il Palermo riesce nella goleada, con gol di Ceraolo, Scibetta e Ales allo scadere del recupero, per noi invece un’altra sconfitta e le zone nobili della classifica sono ormai un miraggio.

Rara foto di Parrotto ai tempi dell’asilo

Ultima partita del mese ospiti contro l’Entella, partita purtroppo persa anche questa e che ci vede sprofondare sempre più nelle zone basse della classifica. Il primo gol dopo soli quattro minuti con Gasbarri, punizione dalla trequarti e palla in area, Castagnoli non esce, serie di batti e ribatti e la palla finisce lemme lemme in porta con il portierone (d’hotel) che se la lascia praticamente scivolare dalle mani. Alla mezz’ora sull’asse Ivaldinho – Imperatore nasce un gol da 20 metri di Fedeli, dove risulta chiara l’influenza benefica del mio passaggio precedente al gol, e per questo il Sommo mi ha promesso 200 ducati d’oro, un appezzamento terriero e uno Ius Primae Noctis con la moglie di Carlo Magno. Tornando alla partita, al 68° perde palla Vecchio (aaaaaaah Vecchio!) e Rocca riesce a segnare il gol del 2-1, a Casta invece consigliamo una bella visita oculistica perché secondo noi la palla non la vede proprio, ed è difficile parare qualcosa che non si vede. Nonostante Fedeli tenti in tutti i modi di spronarci a dare il massimo offrendo castelli, tesori ed armature a chiunque riuscisse a segnare almeno il gol del pareggio, la partita finisce senza che vi siano più gol.

Il castello promesso dall’Imperatore Lars I

Molto amareggiati da un novembre dove sono stati fatti 4 punti in 4 partite, urge una cura per questo Frosinone un po’ acciaccato. Al prossimo mese con le ultime partite del girone di andata, sempre sull’Eco di Frosinone di The World of Football!

Il tabellino delle partite

Ricambio generazionale

“Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro.
Poi ancora insiste Podolski, Cannavaro, Cannavaro
via in contropiede con Totti
dentro il pallone per Gilardino
Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina
cerca l’uno contro uno, Gilardino
dentro Del Piero, Del Piero, goooool!
Aleeex Del Piero, chiudete le valigie, andiamo a Berlino!”

Cinquantadue parole, otto frasi e mille emozioni

30 secondi che ogni appassionato di calcio conosce a memoria, perché qualsiasi sia la squadra che si tifa, tutti noi abbiamo anche un po’ di azzurro nel cuore.
Indossare quella maglia ti scalda il cuore, che tu sia in campo a sudare o sugli spalti cambia poco, in quei 90′ sul terreno di gioco non ci sono solo 11 giocatori, ci sono oltre 60 milioni di italiani.

La nazionale svolge un ruolo fondamentale anche all’interno del progetto: quest’anno più che mai, con la rinascita di molti senatori, l’Under 19 si sta ritagliando uno spazio importante nella crescita dei nuovi giocatori, che si ritrovano spesso a contatto con utenti storici del progetto.

In appena due convocazioni sono già 10 gli utenti di S5 che hanno trovato un posto in nazionale: 3 nella prima convocazione e 8 nella seconda, mentre molti altri sono rimasti fuori dopo esser comparsi nelle pre-convocazioni.

Entrare nel progetto e ambientarsi non è mai una cosa facile: molto dipende dalla squadra in cui si decide di giocare, l’unica cosa certa è che riuscire a mantenere un livello di attività alto non è mai una cosa banale: in nazionale molti utenti hanno la possibilità di condividere lo spogliatoio, seppur virtualmente, con dei membri storici del progetto, basti pensare a Paolo Bianchi o Donato Sodano.

Cerchiamo ora di analizzare l’importanza di questa situazione scambiando due chiacchiere con chi dirige il tutto: il mister Daniele Fulco!

Giornalista: “Mister per quei pochi che ancora non ti conoscono, parlaci un po’ della tua storia nel progetto, da calciatore e non!”

Fulco: “Ho iniziato la mia esperienza in Progetto FM come calciatore dell’Entella, dove tuttora milito dalla lontana Stagione 3. In passato sono stato presidente della Casertana e del Novara dove ho anche allenato ad inizio stagione 4 e attualmente sono presidente/allenatore della Triestina e MM della Casertana e del Milan. Sono un po’ ovunque!”

Giornalista: “Focalizziamoci ora un po’ più sulla nazionale U19: hai ereditato una squadra vincente da mister Sedda, la quale però ha avuto bisogno di essere rinnovata molto in questa nuova stagione. Come stai gestendo questo mix che ti mette a disposizione molti nuovi utenti attivi e altrettanti membri storici che sono rinati?”
Fulco: “Sto cercando di dare opportunità a tutti gli utenti attivi portatori di bonus. Ho sovrabbondanza di difensori e terzini e carenza di ali e di punte e lì dove posso premiare più utenti possibile effettuo numerosi cambi. Tutti partono dallo stesso nastro di partenza, è alla lunga che a confermarsi saranno gli utenti più attivi!”

Giornalista: “Soffermandoci sull’attività: è sicuramente una delle cose più difficili da comprendere a pieno per un nuovo utente, secondo te quanto può la nazionale aiutare ad essere più attivi?”
Fulco: “La nazionale è un premio all’attività che deve essere incentivata coinvolgendo e gratificando l’utenza più partecipe a prescindere dalla sua popolarità. Magari se trasmettessero più volte le partite anche delle due Under non sarebbe male per coinvolgere maggiormente i convocati.”

Giornalista: “Parlando del coinvolgimento, quanto affidamento fai sui senatori, mi vengono in mente due nomi come Bianchi e Sodano, e quanto pensi possano essere decisivi nell’aiutare i nuovi utenti?”
Fulco: “Paolo e Donato sono già degli esempi di utente perfetto sia come persone sia come staff. Credo non abbiano bisogno di fare altro se non di essere esempi concreti di partecipazione e di correttezza. Le volte che non sono stati convocati lo hanno accettato serenamente in nome di un maggior coinvolgimento delle nuove leve. La nazionale già l’hanno giocata ma sicuramente potranno essere utili anche da ragazzini!”

Giornalista: “Per concludere ti chiedo qual è la partita dell’Italia che ti ha trasmesso più emozioni?”
Fulco: “La finale dei mondiali del 2006. È scontata ma per un classe ’91 che ha vissuto quel Mondiale vinto da adolescente appassionato di calcio è qualcosa che tuttora non riuscirei a descrivere!”

Giornalista: “Mister non mi resta che ringraziarti per questa intervista!”
Fulco: “Figurati, è stato un piacere!”

Proviamo ora a spostare l’inquadratura e osservare il tutto dal punto di vista di un nuovo utente: l’entrata in un mondo così ampio e dettagliato, la difficoltà nel comprendere il tutto. Bene, la domanda che ci siamo posti è questa: può la nazionale aiutare, oltre ovviamente al club, ad una maggiore attività?

Il modo migliore per rispondere a questa domanda è sicuramente chiedendo a chi lo sta vivendo in prima persona, ecco perché siamo andati a fare due chiacchiere anche con due utenti S5 entrati da poco nel progetto: Edoardo Pessano e Luca Cirone.

Giornalista: “Partiamo dal principio. Come sta andando in questi primi mesi la vostra carriera nel progetto? Siete soddisfatti?”

Pessano: “Devo dire che meglio di così non poteva iniziare! Sono stato pescato quasi per caso dal Drink Team e il gruppo è pieno di matti con cui scherzare. Di gente esperta ce n’è molta: Ballarini, Esposito, Bellinato, Cioè, Berishaj e potrei andare avanti ancora. La loro voglia e simpatia è stata travolgente tanto da portarmi ad avere la voglia di iniziare a fare il giornalista prima e DS poi, il tutto in soli 4 mesi da quando faccio parte del progetto. Unico neo, quel maiale di Urbano (ride, ndr)!
Per quanto riguarda il ruolo di DS al Cagliari ho iniziato da poco, sto prendendo a poco a poco le misure con la squadra. Venendo dalla C è un gruppo nel complesso meno propenso allo spam ma che ha ottimi elementi con cui iniziare un bel progetto di dominio assoluto! Al di fuori delle squadre ho il ruolo di giornalista per Free Kick, che mi ha dato la possibilità di essere a contatto con molte persone interessanti, idem con il team del FANTA PG con cui stiamo realizzando una follia, ve lo assicuro!”

Cirone: “Finora mi sono trovato molto bene sia all’interno del Progetto che all’interno della squadra. Ho avuto la fortuna di capitare in un gruppo molto attivo con cui parlo e scherzo di argomenti inerenti al Progetto e non. Ho trovato sempre qualcuno di più esperto disposto ad aiutarmi a capire fino in fondo le grandi potenzialità di questo gdr. Tutto sommato la stagione procede bene, occupiamo un’ottima posizione in classifica nonostante le premesse fossero a nostro svantaggio e siamo anche riusciti ad allargare la squadra rispetto agli 11 risicati che avevamo ad inizio anno.”

Giornalista: “Perfetto, entriamo ora in ambito nazionale; siete due giocatori molto diversi tra voi: uno arriva dalla A mentre l’altro dalla C, ma entrambi avete subito mostrato una grande attività che ha convinto mister Fulco a chiamarvi già alle prime partite. Che tipo di clima avete trovato in nazionale? Simile o diverso rispetto a quello che si respira nel vostro club?”

Pessano: “Beh, diverso perchè con il gruppo di whatsapp è più facile conoscersi con i compagni di club, ma vestire la maglia della Nazionale è sempre bello! Sono riuscito a segnare il primo goal in assoluto nel progetto proprio in Nazionale e l’ho fatto con una doppietta! Quindi chiederei gentilmente a Mister Pennisi di sentire il CT Fulco per avere istruzioni in merito (ride, ndr)!

Cirone: “Sono stato subito molto felice di aver ricevuto la chiamata da mister Fulco in nazionale U19. Qui ho avuto la possibilità di incontrare tantissime nuove persone esterne al Latina, per la maggior parte già esperti del Progetto. Devo ammettere che stringere legami in nazionale è molto più complicato che non farlo nella propria squadra di club, soprattutto per il fatto che i convocati cambiano sempre e il gruppo spogliatoio dell’ U19 viene usato relativamente poco. Per il resto sono comunque soddisfatto della chiamata, sperando che anche i miei compagni possano andarci e mi augurp di fare il mio debutto un giorno dato che sono stato panchinato tutte le partite a causa di problemi del server.

Giornalista: “A proposito di esperti nel progetto: quest’anno più che mai l’U19 è formata da un mix di giocatori ben livellato, tra nuovi utenti e senatori che sono rinati in estate. Quanto vi aiuta essere a contatto con membri così esperti e che influenza possono avere sul vostro sviluppo?”

Pessano: “Assolutamente! La presenza di giocatori esperti è fondamentale, senza di loro sarebbe davvero dura entrare nei meccanismi.”

Cirone: “Da nuovo utente riuscire a capire tutte le varie regole, particolarità e funzionalità del Progetto è veramente tosto. La presenza dei senatori è indispensabile per tutti i nuovi arrivati che vogliono da subito capire tutti i risvolti del gdr. Oltre alla semplice spiegazione delle regole, ringrazio molto queste persone (per me in particolare Gallo, Aiello e Fulchignoni) per gli innumerevoli consigli che mi danno per quanto riguarda bonus e potenziamenti di fine stagione e soprattutto per avermi introdotto in questo mondo pieno di pazzi (ride, ndr)!

Giornalista: “Oramai le nazionali nel progetto spopolano, vi vedete in maglia azzurra ancora per molto o pensate di cambiare in futuro?”

Pessano: “In maglia azzurra c’è più competizione! È più divertente lottare per entrarci!”

Cirone: “Penso e spero di restare ancora a lungo in maglia azzurra, ovviamente puntando alla nazionale maggiore!”

Giornalista: “Concludo chiedendo anche a voi qual è la partita dell’Italia che vi ha trasmesso più emozioni?”

Pessano: “In negativo Italia-Korea al mondiale del 2002 e la non qualificazione al mondiale scorso. In positivo sicuramente tutto il mondiale 2006!”

Cirone: “Sono un po’ troppo piccolo e non ricordo nulla del mondiale 2006, per cui dico gli ottavi di Euro 2016 contro la Spagna!”

Giornalista: “Grazie mille ad entrambi per questa intervista!”

Abbiamo ascoltato sia le parole del mister che quelle di due nuovi utenti, arrivati entrambi già in nazionale, ora non ci resta che confrontarci con due leggende del Progetto, che questa estate sono rinati, passando così dalla nazionale maggiore a quella U19!
Sto ovviamente parlando di Paolo Bianchi e Donato Sodano!

Giornalista: “Benvenuti, inizierei chiedendo anche a voi di parlarci un po’ della vostra carriera all’interno del progetto.”

Bianchi: “La mia carriera è giocoforza legata a doppio nodo con il Fublet.
Quando progetto FM è partito io ero con il mio stand al Crema Comics su invito di Alessandro per presentare, appunto, Fublet.
Lì io e Bruno siamo stati invitati a partecipare al progetto, e inizialmente, non lo nego, la spinta al partecipate è stata più a scopo pubblicitario che altro.
In poco tempo però è diventata una droga ed uno sfogo ed ho quindi iniziato ad appassionarmi seriamente.
All’inizio non è stato facile: il mio alter-ego non mi dava grosse soddisfazioni e la squadra… tantomeno!
Poi è subentrato Martinelli come allenatore ed è stato fondamentale per fare diventare il Fublet un progetto serio e appassionante.
Come detto nonostante la mia attività costante il mio giocatore continuava a non farmi grandissime soddisfazioni…era vecchio, lento, peggiorava di anno in anno nonostante gli “investimenti” in potenziamenti… e quindi da quest’anno ho deciso di ripartire a Catanzaro, nell’affiliata, come 16enne… e devo dire che ora le soddisfazioni stanno decisamente arrivando.
Come ruoli, a causa del tempo comunque limitato dalla vita reale, ho sempre preferito dedicarmi solo alle mie squadre.
Questo fino a S3, quando mi è stato offerto il ruolo di presidente di lega di B.
Il ruolo mi permette di “pianificare” i miei impegni in termini di tempo in un lavoro comunque utile per la comunità e quindi ho deciso di farmene carico.
Ora la carica è salita di un livello, ma non ne sento ancora il peso.”

Sodano: “Nasco al Genoa in S1 (scelsi Genoa perché una delle poche rimaste), dove al primo anno seguii saltuariamente (mi interessava sapere solo i risultati e la mia scheda era difficile da reperire). Poi un mese risultai inattivo (cosa non vera) e da lì scattò qualcosa e iniziai ad impegnarmi di più, nonostante giocassi poco perché il mio personaggio era stato creato malissimo. A fine anno, a causa dei pochissimi soldi per potenziarmi e alla grande forma di Martini, decisi di ruolare come portatore di thè e portaborse di Martini (ride, ndr). Diventai poi presidente del Cuneo in C e Albese in serie D, che ottenne la promozione in C. Infine al termine della stagione S3 sono diventato ranger mentre da quest’anno ricopro l’incarico di mister del Siena!”

Giornalista: “Siete due dei membri storici del progetto che questa estate sono rinati 16enni, ciò ha comportato per voi un cambio di nazionale: passando dalla maggiore all’ U19. Che ambiente avete trovato in queste prime uscite? Simile a quello della nazionale maggiore o diverso in qualcosa, soprattutto visto il grande numero di utenti di nuova generazione presenti?”

Bianchi: “Per risponderti faccio un piccolo passo indietro: secondo me la nazionale è una delle cose più difficile da gestire in assoluto all’interno del progetto. In questo senso devo dire che l’interazione che Fulco sta cercando di mettere in piedi con le società è un qualcosa di splendido. Se fossi solo un giocatore ti direi che mi piacerebbe fare parte della rosa in ogni partita, ma come presidente preferirei che la convocazione fosse premiante anche per giocatori che non necessariamente passano la vita in live, ma che magari sono fondamentali all’interno di una rosa per il supporto che danno, per l’aiuto alla gestione, per mille cose che fanno “al di fuori di quelle ore serali”. In questo senso la gestione di Fulco secondo me è fantastica. Detto questo il gruppo al momento l’ho solo assaggiato. Mentre nella nazionale maggiore conoscevo praticamente tutti ora molti nomi mi sono sconosciuti. Nessun problema, ci conosceremo e vinceremo ciò che c’è da vincere come sempre!”

Sodano: “Sinceramente sono stato di passaggio per ora, avendo avuto una sola convocazione, ma alla fine non cambia molto, è un buon modo per conoscere altri facenti parte del gioco. La diversità c’è sia come visibilità che come motivazioni, ma essendo come un diesel ci metto sempre un po’ a farmi coinvolgere.”

Giornalista: “I nuovi utenti fanno molto affidamento su voi che siete così longevi nel progetto, vi rende orgogliosi una simile responsabilità?”

Bianchi: “Responsabilità è una parola grossa.
Come sempre, e penso di poter parlare anche a nome di Sodano che è l’altro regen, noi siamo sempre a disposizione per qualsiasi cosa, dal consiglio alla spiegazione e via dicendo.
Quindi in generale non la vivo come una responsabilità ma più come un piacere.
Di fatto se la gente si rivolge a noi in questo senso, un po’ di orgoglio c’è, inutile negarlo!”

Sodano: “Molto, mi fa sempre piacere poter dare una mano!”

Giornalista: “Siamo arrivati quasi alla fine. C’è qualche ragazzo che ti ha particolarmente colpito in questi primi mesi in U19? Dovessi dare un consiglio a chi sta iniziando a scoprire il mondo della nazionale in questi primi mesi e uno a chi invece non ne ha ancora avuto la fortuna, cosa gli diresti?”

Bianchi: “È ancora troppo presto per fare un nome: aspettiamo gli impegni importanti e poi ne riparliamo. A chi ha appena iniziato con la nazionale non posso che ricordargli che la maglia azzurra è sempre un premio, e come tale deve essere considerato. Inoltre gli ricorderei il piacere che ha provato nel trovarsi nella lista dei convocati. Questo sia per fargli capire che bisogna impegnarsi per provare certe emozioni, sia per fargli capire quanto possa essere egoistico privare altri della stessa gioia lamentandosi, magari, di una chiamata saltata. Ai meno fortunati invece posso solo dire di esprimersi all’interno della propria squadra: i presidenti sanno chi è meritevole e chi no; Fulco, a sua volta, ha dato la piena disponibilità a sentire tutte le dirigenze quindi non disperate, l’occasione arriverà per tutti!”

Sodano: “Greco della Cuneo Longobarda si è sempre interessato ma non ha ancora ricevuto la convocazione, invece Hakimian mi sembra un grande bomber.
Cosa posso consigliare? Di non pretenderlo, di seguire molto le live, commentare e fare post nel suo gruppo squadra… e non giocare come ala sinistra perchè ci sono già io (ride, ndr). Altro non saprei, forse di godersi tutte le sfaccettature del progetto perché una volta che si inizia a capire è una figata assurda!”

Giornalista: “Per concludere vi chiedo qual è la partita dell’Italia che vi ha suscitato più emozioni e che ricordate piacevolmente!”

Bianchi: “Il mio primo mondiale passato davanti al televisore, seguito per intero… le notti magiche di Italia 90. Partita secca Italia Germania del 2006, penso di non aver mai goduto così tanto per una partita azzurra!”

Sodano: “Ne ricordo soprattutto due: la prima è la semifinale dei mondiali 2006, contro la Germania, in cui ho sudato più di tutti i giocatori che stavano giocando; come seconda invece ti dico la finale dell’europeo Under 21 del 2004!”

Giornalista: “Grazie ad entrambi!”

Siamo arrivati alla conclusione di questa piccola analisi: direi che si possa confermare il nostro iniziale punto di vista.
La gioia di una convocazione viene condivisa con molte persone: la dirigenza e i compagni di squadra in primis perché, in fondo, se si arriva in nazionale il merito è anche di chi ci ha permesso di essere così attivi all’interno del progetto.
I posti, a confronto con il numero di membri, non sono molti, ma non disperate: chi se lo merita avrà la propria opportunità.

Durante le partite tutti dobbiamo sentirci parte della nazionale, che sia arrivata la convocazione o meno non cambia, perché in quei 90′ anche chi non è in campo prova le stesse emozioni, gioie e dolori di chi ha la fortuna di essere lì!
Per cui non mi resta che concludere con forza Italia, forza Senegal, forza Messico e forza qualsiasi altra nazione che in quei 90′ condivide le nostre stesse passioni!

Articolo di Alessandro Gallo


L’Eco di Frosinone – Ottobre

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, torniamo anche questo mese a parlare della squadra ciociara preferita da grandi e piccini. Reduci da tre vittorie consecutive in campionato, ci affacciamo al mese di ottobre carichi di speranza di una risalita in classifica (e invece…); ma prima c’è l’intermezzo dell’impegno in Coppa Italia.

Impegno che ci vede contro il Sassuolo, una compagine di A, e quindi un ottimo banco di prova per determinare il nostro livello. Torna subito l’incubo formazione sballata alla partenza (aaaaah Guzzi, cambiare il PC no neh?) con Santiglio schierato centrocampista; ok che non segna manco per sbaglio, ma se lo mettiamo 30 metri dalla porta è proprio impossibile che accada. La squadra tiene comunque botta e riesce ad arrivare al 90° sullo 0-0, le azioni salienti arriveranno tutte durante i supplementari. Andiamo sotto con gol di Micheli al 94° e nel recupero del primo tempo supplementare prima l’espulsione di Iacona per doppio giallo, poi il raddoppio del Sassuolo con La Monica. Il soldato Ghenerale, rimasto a casa per preparare l’alberello in mezzo al campo di allenamento, nota una strana luce in mezzo al cielo; è la cometa di Natale, segno che i poteri del nostro Mattia si stanno risvegliando ed è pronto a colpire. Proprio in quel momento, si sveglia dal letargo durato 120 minuti segnando il gol del definitivo 2-1. Purtroppo l’arbitro fischia la fine, per cui la sconfitta è comunque inevitabile, ma i ragazzi sono comunque soddisfatti della gara che nonostante le difficoltà è stata combattuta fino in fondo.

La cometa del nostro Mattia

La partita successiva ci rivede giocare in campionato, contro l’Ancona, sempre in trasferta. La gara comincia subito male, siamo infatti sotto 2-0 dopo appena mezz’ora con gol di Radicchi e Oliverio, ma quand’ecco che parte la rimonta, con Guzzi prima (che sbaglia il rigore, ma segna sulla ribattuta) e Natale poi. Non c’è da sorprendersi per l’exploit in zona gol della nostra ala sinistra: la sera prima infatti Ghenerale, ormai novello Galileo, col suo nuovo telescopio regalatogli dalla dirigenza ciociara ri-avvista la cometa (ribattezzata in suo onore “cometa di Ghenerale” tanto per richiamare l’altrettanto celebre “cometa di Halley”) assicurando quindi prestazioni positive per Mattia. La gara continua sul 2-2 fino ai minuti finali, ecco che però succede un fatto increscioso, che avrà pesanti ripercussioni sui due calciatori coinvolti: per loro si parla addirittura di dover conoscere di persona il Mostro di Frosinone William Cioè, e fidatevi che non c’è nulla di peggio al mondo. Antonucci e Castagnoli, ecco i nomi dei due incriminati, dopo aver evidentemente scommesso sulla sconfitta del Frosinone, si fanno due autogol in 7 minuti per intascare i soldi, condannandoci all’ennesimo passo falso in stagione. Il portiere, neanche fatta la doccia post partita, parte per le vacanze a Singapore, chiaro segno di una vincita improvvisa dato che di solito il buon Casta passa la giornata a chiedere l’elemosina davanti al bar della famiglia di Guzzi. Verranno presi provvedimenti, e ricordatevi: a Frosinone prima la maglia, poi i soldi!

Ghenerale intento col suo nuovo telescopio

Il nostro ottobre da incubo continua con la sconfitta con il Brescia, che ci schianta 4-0 con gol di Mazzei (doppietta per lui), Palladino e Carnevali. Già prima del match l’imperatore Lars Fedeli risultava parecchio adirato nei confronti del suo operatore telefonico (“Maledetta Tim che mi hai fregato la rete, e adesso come faccio a seguire la live?” le sue parole), decidendo di sfogarsi falciando il suo avversario e rimediando un cartellino rosso. Il povero arbitro non sa che, a fine match, verrà gettato nella fossa dei leoni con il seguente capo di imputazione: “ingiusta espulsione del tuo Imperatore Signore e Padrone”. Post live, Lars mi ha informato che è stato graziato, commutando la pena nella semplice amputazione della mano che ha estratto il cartellino. Gli altri giocatori rimasti in campo cercano di risollevare la partita, ma complice le nuvole la cometa di Ghenerale non può essere avvistata in cielo e di conseguenza Natale non può far affidamento sul suo potere speciale. Ci provo io stesso, l’Ivaldinho di Frosinone, a tentare di riaprire la partita con un tiro da fuori aerea, ma quel 7 di finalizzazione e 9 in tiri da lontano mi permette soltanto di calciarla in curva. Purtroppo questa è la terza sconfitta consecutiva, cosa che non fa affatto piacere al Mostro di Frosinone che minaccia la fine della sua presidenza; finalmente il mio piano sta funzionando, boicottando le partite dall’interno Cioè finalmente abbandonerà ed io potrò impadronirmi del Frosinon…. ops, non dovevo scriverlo sul giornale, ma come tutti i cattivi sento il bisogno di spifferare il mio piano ad alta voce.

Una mia rara fotografia, quando il piano malvagio va a buon fine

Ultima partita del mese, siamo contro la Juve Domo allenata dal mister Frattoni; la gara è quantomeno delicata, abbiamo assoluta necessità di tornare alla vittoria per smuovere la classifica. Guzzi ha dubbi fino all’ultimo sulla formazione da usare, se confermare il solito modulo o buttarsi sul 5-5-5 del suo più famoso collega Oronzo Canà; non credendo la squadra pronta per un così grande salto di qualità, decide alla fine di confermare il vecchio schema tattico. La gara comincia e dopo un quarto d’ora sono già stati segnati 3 gol: il primo è della Juve Domo con Rubino I. su rigore, risponde il nostro Ghenerale con un tiro rasoterra e infine Rubino R. su punizione. L’ultimo gol della gara è al 40° e viene dai piedi di Guzzi, anche lui su punizione, per siglare il definitivo 2-2. Nello spogliatoio il clima è teso e rassegnato ma ci penso io in persona, in qualità di DS, a scuotere l’ambiente dal torpore in cui stava cadendo, sia in game che in real life.

Guzzi va a lezione da un vero maestro di calcio, Oronzo Canà
Il tabellino delle partite

Un ottobre veramente disastroso il nostro, con un bilancio di tre sconfitte ed un pareggio, ma la dirigenza ha costruito bene la squadra ed ha fiducia della sua forza. Con la speranza di un novembre decisamente più positivo dal punto di vista dei risultati, vi rimando al prossimo numero dell’Eco di Frosinone, tutti i mesi in uscita su The World of Football!

Emilio Ivaldi

L’Eco di Frosinone – Settembre

Bentrovati, cari lettori di The World of Football, all’appuntamento mensile più atteso nei peggiori bar di Caracas, ovvero il resoconto delle gesta della squadra Frosinone. Avevamo lasciato i nostri avanzi di galera preferiti con due belle vittorie, sia in Coppa Italia che in campionato, vediamo ora come si è evoluto il mese di Settembre.

Prima partita subito in live contro l’Empoli, pronti a far peggio del solito causa paura da palcoscenico. Oltre a questo si aggiunge il fatto che la squadra è vittima di un brutto caso di stalking da parte di un losco figuro, fioccano richieste d’amicizia e nessuno riesce a capacitarsi di chi egli sia. Finalmente viene scoperto l’arcano: si tratta dell’ex mister del Frosinone Mihai Piu, che aveva allenato i ciociari in S3 “portando in salvezza il Frosinone, che era senza società”. Il mister, sottobanco, voleva cercare di riallacciare i contatti coi suoi vecchi pupilli, per poter facilitare il contrabbando di difensori da 300k di bonus. Impossibilitato ad essere in live, mister Guzzi lascia il comando al mister dell’affiliata Alfio Grasso, che fa subito sentire la sua voce dal suo covo in un grotta di Betlemme (sul perché di Betlemme, capirete poi…). Fin dalla formazione è chiaro ci sia qualcosa che non vada, gli schemi sono tutti saltati. Nel marasma generale (non confondete con il giocatore) l’Empoli segna con gol di Massesi: in chat l’hashtag #guzziout spadroneggia ma ecco che avviene, anche se in anticipo sui tempi, il miracolo del 25 Dicembre. Mattia Natale, ricevendo tutta la potenza del suo cognome, riesce a segnare la rete del pareggio su assist di Ottaviani; i compagni, intonando “Tu scendi dalle stelle” festeggiano il lieto evento, il Maestro dalla sua grotta abbraccia il bue e l’asinello e il presidente William, novello arcangelo, aggiorna i pastori sulla schedina giocata al totocalcio. Purtroppo si sa, la magia del Natale finisce presto e il risultato termina 1-1 con un po’ di rammarico per la squadra, perché presto arriverà l’Epifania e tutte le feste si porterà via.

Possiamo notare Don Alfio sulla destra, William sullo sfondo con in mano la schedina e al centro il piccolo Leonardo Driussi.

La partita successiva ci vede impegnati contro la Roma, facendo fomentare il nostro Imperatore che decide di tener fede al suo soprannome “il sanguinario”, girando per lo spogliatoio con una mannaia cantando l’inno della Lazio. Per evitare sgradite amputazioni, la squadra decide di allenarsi da casa attraverso dei corsi per corrispondenza: purtroppo le videocassette lasciate in eredità dal mister Mihai sono in rumeno e nessuno capisce un’acca. Tutto questo porta alla sconfitta maturata 2-1 contro i capitolini, che vanno a segno con Esposito e Pietrantonio. Solo Guzzi, in un momento di lucidità, si ricorda che per vincere bisogna segnare nella porta avversaria, mentre il collega di reparto Santilli appare più spaesato che mai, mangiandosi almeno due gol. L’attaccante di origini spagnoleggianti (Santigli o Santillo il suo vero nome, neanche lui se lo ricorda più) sembra soffrire di un piccolo problema agli arti inferiori, volgarmente detto “piedi a banana”: urge una convergenza oppure verrà rispedito nella Mancia, patria di Don Chisciotte e del nostro attaccante dalla mira sbilenca.

Trasferta in terra sarda per i nostri beniamini nel turno successivo, nella patria del porceddu e dell’Ichnusa, dove Sanna fa da Cicerone sulle specialità locali. Prima della partita ci ritroviamo a pranzo nel nuraghe dello zio di Sanna, un certo William il Giardiniere. Com’era logico aspettarsi, il tasso alcolico della squadra si alza in fretta. I giocatori del Cagliari, sicuramente più abituati di noi a contrastare gli effetti della birra giocano meglio, ma purtroppo per loro non sanno che Amendola è stato allevato fin dall’infanzia a latte e grappa di Pino, riuscendo quindi a segnare alla squadra isolana. I padroni di casa pareggiano con Cotta, che sfrutta una coscia d’arrosto per distrarre il portierone Castagnoli e così segnare; la gara si conclude 1-1, con Nico de “Nico i sardi” che urla dalla tribuna “Ajò, ti tiro un cazzotto eh!” all’arbitro, reo di non aver concesso il 19° minuto di recupero.

Nico che tenta di spiegare che “Il sardo è una lingua, l’italiano un dialetto”

Partita casalinga per la banda ciociara contro l’Americandy Siena, detto Siena per gli amici. La novità di giornata è la presenza di Camposarcone in porta al posto di Castagnoli: gli addetti ai lavori dicono infortunio, ma la verità è che durante la sessione d’allenamento Lorenzo ha ricevuto l’apparizione dell’Angelo Whis, pronto a insegnarli la tecnica dell’Ultra Istinto. Per chi non lo sapesse, la tecnica permette di schivare autonomamente ogni colpo: trasportata in chiave calcistica, permette al portiere di non subire mai gol, parando sempre la palla. Purtroppo sembra una tecnica troppo difficile da padroneggiare, dato che in partitella riesce a prendere gol persino da Santilli (che non ha ancora risolto i suoi problemi di convergenza, mortacci sua). Per dedicarsi all’apprendimento Casta rinuncia alla partita e, come dicevamo, lascia il posto a Camposarcone. Vinciamo 3 a 2 con gol di Generale e doppietta di Amendola (che giocatore!), in gol per il Siena Oteri al sessantesimo e Francesco Milone in pieno recupero di fine partita.

Il nostro Casta intendo ad allenarsi in montagna sotto la guida del maestro Whis

La penultima partita di settembre ci vede contro il Foggia in trasferta, dove si riconferma bomber in incognito il buon Amendola, autore del 2 a 1 definitivo. Gol di gran classe il suo, segno che la nuova disposizione in campo esalta le sue qualità. Il nostro primo gol lo segna mister Guzzi su rigore (se vi chiedete come faccia il mister a dare direttive e giocare in campo, vi invito a recuperare il numero del mese scorso, in cui chiarisco questa particolarità). Il giocatore su cui viene effettuato il fallo è Guzzi stesso che, sfidando ogni legge fisica, dopo essere stato appena appena toccato comincia a librarsi in aria franando al suolo ben 9.74 metri più avanti, battendo ogni record di salto in lungo passato, presente e probabilmente anche futuro. La squadra di casa era inizialmente andata in gol con Nisi, ma il nostro 1-2 ci ha portato alla vittoria.

Nel turno successivo, nell’ultima partita che andremo a raccontare in questo numero del giornale, siamo in casa contro la Fiorentina. Guzzi non può di nuovo essere in live, pertanto lascia il timone della squadra a Grasso, che si dimostra un esperto marinaio vincendo per 7-2. Man of the match sicuramente Guzzi con una tripletta, primo gol dopo solo 3 minuti e un rigore per lui. Al secondo posto si piazza Grasso stesso (oh no… di nuovo un caso di inception, aiuto…). A completare il tabellino dei nostri marcatori ci sono Ottaviani e Amendola con un gol a testa; quest’ultimo ormai ha riacquistato lo smalto della scorsa stagione dopo un inizio ballerino, tutto grazie alla cura del mister a base di spazzolino e dentifricio. Per la Viola i gol sono di Donà, che pareggia il primo gol di Guzzi, e di Leone, quando però ormai la partita era ormai indirizzata verso la nostra vittoria.

I risultati del mese di Settembre

Per questo mese è tutto, un caro saluti a voi lettori dell’Eco di Frosinone e al prossimo numero!

Emilio Ivaldi

A tu per tu: Oliver Mayor

Oggi ci troviamo al Centro Mayor, sede degli allenamenti dell’ AC Major Livorno.
Tra poco incontreremo il presidente, Oliver Mayor, per una breve intervista.

Oliver, oltre ad essere il presidente di una squadra storica come il Livorno, che ha visto tra le sue glorie calciatori del calibro di Campagna, Michelini ed Amadori, è anche un giocatore del Novara Gladiators.
Trasferitosi dal Sassuolo in Estate dal Sassuolo, ha iniziato molto bene questa stagione, collezionando ben 11 presenze su 11 e mettendo a segno già un gol e 5 assist, con una media voto di 7,44.

Un giocatore del suo calibro, con tantissima esperienza in A, può essere sicuramente uno dei punti di forza per il Novara, come dimostra il suo rendimento, notevolmente migliorato rispetto a quello avuto per tutta la S4 in maglia nero-verde, quando in 19 presenze ottenne appena 2 gol ed 1 assist, con una media 6,73.
Anche se, per dovere di cronaca, c’è da puntualizzare che a Sassuolo veniva schierato più indietro rispetto ad ora.

Eccolo arrivare davanti a noi, passiamo dunque alla parte delle domande!

Giornalista: “Benvenuto Oliver e grazie per questa intervista. Inizierei subito facendo un breve recap: per il Livorno purtroppo le ultime due stagioni sono state un flop continuo, che vi ha visto scendere dalla A alla C, a cosa pensa sia dovuto questo calo?”
Oliver: “Nelle ultime 2 stagioni abbiamo avuto una crisi totale dal punto di vista dei risultati. Ad inizio S4 (appena retrocessi in B ) ho avuto una totale confusione nel mantenere in pugno la squadra. Ero appena ritornato attivo ma ho avuto un periodo di parziale inattività e questo ha pesato moltissimo per l’impostazione della nuova stagione.
Il momento perfetto è arrivato solo a fine stagione, con mister Aloi, ed è stato un enorme rimpianto: se lo avessi chiamato prima ora forse saremmo ancora in B.
Abbiamo investito moltissimo la stagione scorsa, per giocatori buoni, ma continuavamo a perdere… forse il problema non erano i giocatori, però, come invece pensavo inizialmente.”

Giornalista: “Durante l’Estate il colpo per eccellenza, forse il più importante di tutta la Serie C, è stato Baldacci: l’arrivo di un campione dalla Serie A cosa comporta per una squadra in difficoltà come la vostra?”
Oliver: “Baldacci è stato portato in C dal nostro ex DS, Gallo. Un giocatore fortissimo per la Serie C ed è stato pagato anche una cifra impensabile (oltre 3M) per questa serie. Ha iniziato sottotono con mister Tanzmann ma ora si sta riprendendo con coach Aloi: nell’ultima partita vinta (1-4 contro la Viterbese) ha segnato una doppietta ed è risultato il miglior giocatore del match. Per noi è fondamentale che il giocatore torni quello dell’anno scorso, per poterci dare quello spintone che speriamo ci consenta di fare il salto di categoria.”

Giornalista: “Recentemente abbiamo assistito all’esonero di mister Tanzmann: ha pagato i brutti risultati o ci sono altri motivi?”
Oliver: “L’esonero di Tanzmann è stato causato dal mio timore di rifare errori passati. Ho una grande stima di Mattia, sono sicuro che può far bene alla Pro Vercelli, dove si trova ora. Non ho molto gradito l’inizio col freno tirato che abbiamo avuto, nelle prime partite. Eravamo dati come favoriti nella Serie C/B e dopo 5 partite ci siamo ritrovati nella parte centrale del tabellone. Cosi consultandomi col mio attuale DS, Daniele Broccolo, ho deciso di esonerarlo per riportare a casa Aloi. Mi è dispiaciuto moltissimo, umanamente, l’esonero di Tanzmann perchè credo nelle sue capacità e ci siamo presi subito, ma a noi serve vincerle tutte (o quasi) per tornare subito in Serie B!”

Giornalista: “A proposito del ritorno di Aloi, che aveva iniziato questa stagione come mister sulla vostra panchina salvo poi dimettersi per motivi personali, come è stato accolto?”
Oliver: “Il ritorno di Aloi è stato molto importante. L’ho voluto, gli ho parlato e l’ho convinto dopo qualche minuto. è stato facile! Livorno ha significato tanto per lui, come allenatore ed è stato contentissimo di ritornare a casa dopo una breve pausa. Apprezzato da tutti, giocatori e staff, il suo arrivo è stato una ventata di aria fresca per la squadra. I giocatori lo conoscono alla grande e lo apprezzano ancora per il finale di S4. Speriamo ci dia molto e ci faccia raggiungere l’obiettivo stagionale.

Giornalista: “Nelle ultime giornate stanno finalmente arrivando i risultati, dove crede possa arrivare questo Livorno?”
Oliver: “I risultati stanno arrivando, pian piano. L’obiettivo è sempre quello. Dalla Coppa Italia siamo usciti prematuramente e forse è un bene, perchè cosi saremo concentrati nel centrare il nostro goal più importante. Non succede, ma se succede…”

Giornalista: “Parlando invece a lungo termine, quali sono i vostri obiettivi societari? Sia dal punto di vista dei risultati che da quello dell’attività?”
Oliver: “A lungo termine prevedo duro lavoro, testa bassa e pedalare. Da parte dei giocatori, ma soprattutto da parte nostra come Società. Spero che Daniele Broccolo, possa rimanere al mio fianco a lungo, visto il nostro ottimo rapporto avuto finora. In termini di attività stiamo crescendo bene, grazie ai nuovi metodi di coinvolgimento del mister. L’ambiente sta cambiando, Livorno si sta riattivando. Per il futuro sono alla ricerca di qualcuno che mi possa aiutare con la gestione del club Amaranto, visto che nella RL sono in attesa, fra pochi mesi, di iniziare il lavoro più bello del mondo (sorride, ndr). Cercherò di fare entrambi i lavori al massimo e di poter passare un giorno questo club al sangue del mio sangue… Livorno nel cuore!”

Giornalista: “Mettiamo ora da parte il Livorno e concentriamoci sulla tua carriera da giocatore: sei stato uno dei molti senatori a lasciare il Sassuolo in Estate, come mai questa scelta da parte tua?”
Oliver: “Ho scelto di lasciare il Sassuolo perchè era il momento giusto per farlo. Dopo 4 anni non trovavo più stimoli e lasciare la barca era l’unica scelta per poter tornare attivo ed infatti, per quanto mi riuarda, ha funzionato. A Novara mi trovo molto bene, sia con la dirigenza che con i compagni.”

Giornalista: “Sei arrivato in una squadra che aveva appena cambiato presidente come il Novara, che rapporto hai con loro?”
Oliver: “Con la presidenza del Novara ho un rapporto idilliaco. Mi hanno voluto fortemente, accogliendomi come uno di famiglia e questo mi ha subito convinto. Il rapporto umano è una parte fondamentale per me, anche nella RL.”

Giornalista: “Dopo esser stato per molto tempo in Serie A ora sei sceso in una squadra di B, l’hai considerato come un passo indietro o una semplice scommessa? Noti qualche differenza tra i due campionati?”
Oliver: “Passare in Serie B non è stato un passo indietro anzi, mi sto trovando meglio sia a livello di prestazioni, che a livello personale. Grazie a mister Ottaviani, sono stato spostato in avanti, passando da terzino sinistro ad ala sinistra e in questa nuova posizione sto dando nettamente di più, risultando spesso uno dei giocatori più importante ai fini del risultato. Inoltre qui ho ritrovato il piacere e la voglia di gimpare e memare, autoproponendomi come MM del Novara Gladiators. Ruolo che mi piace molto!”

Giornalista: “Sappiamo che sei solo in prestito, la volontà sarebbe tornare a Novara a titolo definitivo l’anno prossimo o ci saranno altri sviluppi?”
Oliver: “La voglia è sicuramente quella di restare, per aiutare il Novara a tornare nella massima serie. Inoltre c’è già un accordo verbale tra il ds del Sassuolo e quello del Novara affinchè il mio cartellino arrivi a titolo definitivo alla squadra dove mi trovo ora. Ad ogni modo se ne riparlerà a fine stagione e se ne occuperanno le dirigenze. Io devo preoccuparmi solo di fare il giocatore e dare il massimo supporto al club per cui gioco: Il Novara Gladiators!”

Giornalista: “In passato hai avuto qualche problema di attività, ma nell’ultimo periodo mi sembra di capire che ti sei ripreso molto bene, che obiettivi hai quest’anno?”
Oliver: “Si, nelle stagioni passate ho avuto dei problemi di attività, dovuta alla perdita di stimoli, già citata precedentemente, oltre che ad impegni nella RL che mi han portato via moltissimo tempo. Ora sono tornato, pronto per portare bonus, a me e al club, dai 200k in su. Il segreto è seguire il PG il più possibile, assumendo altri ruoli oltre al giocatore. Il coinvolgimento è tutto in un GdR. This is about Progetto Gaming!”

Giornalista: “Ti ringrazio Oliver per questa intervista, qualche altra considerazione?”
Oliver: “Si, vorrei ringraziare Giuseppe Tuccio, mio migliore amico in RL, per avermi fatto entrare nel PG.
Il Sassuolo (in particolare Mattia Agosta) per avermi fatto crescere nel Progetto Gaming.
Il Novara (Calchi, Nicolino e Ottaviani) per avermi fatto ritrovare stimoli nel progetto.
Tutto l’Ac Major Livorno e tutti giocatori/dirigenti passati sino ad oggi. e tutti i singoli membri del PG!
Ringrazio Gianluca Vichi (ex giocatore del Sassuolo ed ex membro del PG), Denis Coghi (mio compagno di avventure del PG), Giovanni Esposito (mio amico e socio ai tempi della Major Talents) e Alfredo Aloi (mister, compagno ed amico di Livorno e Novara)!”

Articolo e grafica di Alessandro Gallo

L’Eco di Frosinone – Luglio & Agosto

Un saluto a voi tutti cari lettori di The World of Football, inauguriamo quest’oggi una nuova rubrica: in qualità di DS e terzino sinistro del Frosinone del presidente William Cioè, alla fine di ogni mese di gioco uscirà un resoconto delle partite della squadra, condita da rumors di spogliatoio e da approfondimenti sui personaggi che rendono unica questa squadra all’interno del Progetto e di cui sono fiero di far parte. Tenterò di dare una leggera vena comica a questi articoli, sperando possa strappare un sorriso a voi tutti. Cominciamo con un breve riassunto di luglio per poi focalizzarci sull’inizio del campionato.

Amichevoli estive positive per la squadra, tre vittorie, una sconfitta e un pareggio per i nostri leoni ciociari, dove il mezzo passo falso arriva contro il Lugano (a seguito di un tacito accordo tra gli avversari e i due svizzeri di Frosinone, Leonardo Driussi e Raoul Guzzi), la sconfitta contro il CSKA Mosca e le vittorie contro il Salisburgo, il Rijeka e il Trapani, avversario di pari livello, che ci ritroveremo ad affrontare nella Serie B PG.

Chiuso il mercato con gli ottimi innesti di Giorgio Sciubba e Leo Vecchio (che poi in realtà è giovane, ma va beh…) e con l’arrivo dal Perugia, nostra affiliata, di Marco Mulinacci, del nuovo iscritto Mattia Natale e del rientro nel progetto di Leonardo Driussi, detto anche Rompi Ban, la brigata Frosinone è pronta a dar battaglia in tutti gli stadi d’Italia.

Neanche comincia il campionato che il terzino sinistro titolare, alias me stesso, si infortuna (e ti pareva…) costringendomi a tornare all’antica professione che avevo ad inizio carriera: l’addetto alla griglia per la braciolata post partita. La squadra, priva del suo vero presidente (Parrotto triggered), gioca la partita più strana della stagione, perdendo 4-6 contro il Cittadella, con gol dell’Imperatore Lars I Fedeli, doppietta di Francesco “Ghenerale” e di Simone Santilli. Per gli avversari, al 1° minuto partenza lampo di Giuseppe Castaldi, che bisserà poco dopo, doppietta anche per Francesco Scali, gol di Pardo Vizzarri e autogol del “Maldini di noi altri”, Giorgio Sciubba.

Anche la partita successiva vede la squadra perdere: nonostante il gol del primo minuto questa volta sia nostro da parte di Raoul Guzzi, Alessio La Regina con una doppietta porta il risultato finale sull’1-2 per la Salernitana. Nello spogliatoio si comincia a respirare un’aria pesante: mi ero dimenticato le salsicce sulla griglia. Il mister Gianmarco Antonucci, non presente in live, cercava comunque di connettersi al mondo del PG attraverso il proprio cellulare; purtroppo per lui, non sapeva che il Nokia 3310 non ha connessione internet.

Il mister che tenta di entrare nel server, con scarsi risultati

Alla terza partita torna in campo l’uomo simbolo della squadra, il trascinatore con il suo 8 di carisma, mister “Mi potenzio con 1M per la S5” Emilio Ivaldi, e porta tutto il suo influsso positivo alla squadra, che infatti riesce a bloccare sullo 0-0 in casa il Parma, vera rivelazione del campionato di B a cui vanno i nostri complimenti. La quarta di campionato ci vede finalmente vincitori 3-2 contro il Vicenza: doppietta dell’Imperatore Fedeli e rigore del Capitano Antonucci, in gol per gli avversari Sulsenti con una doppietta. La novità della serata è che allena lo svizzero Guzzi, causa indisposizione del mister: impostando il suo navigatore satellitare era finito allo stadio del Frosinone fuffa, invece di quello PG. Questo episodio desta dal suo sonno “il mostro di Frosinone”, detto anche William Cioè, che decide di esonerare il mister Antonucci, affidando in modo ufficiale il timone della squadra all’alpino Guzzi.

Mister Guzzi insegna a come colpire bene il pallone

La prima in panca per il nuovo mister comincia subito sotto una cattiva stella causa crash di FM, e ci vede di nuovo sconfitti contro l’Akragas 2-4; i gol sono di Iacona e di Generale dietro la collina, ci sta la notte… ah no, scusate, Generale soltanto. L’Akragas va in gol con Lucatelli, Zalotov e doppio gol di Papaleo. Nello spogliatoio cominciano a girare strani voci: sono i vocali di Fedeli, noti per la loro brevità, in cui si sentono risuonare sinistre parole, “forca, calderone d’olio bollente, impiccagione”, ma si cerca di mantenere la calma e i nervi saldi. Atteggiamento che porterà a vincere 4-0 in Coppa Italia contro la Reggina con gol di Santilli, Fedeli e di Alfio Grasso, detto il Maestro. In rete anche Guzzi, per cui ecco il primo caso di inception in cui Guzzi allena Guzzi e Guzzi segna; fa venire il mal di testa subito, ma poi uno ci si abitua.

L’ultima partita del mese ci vede contro il Trapani, che già avevamo battuto a luglio: anche questa volta una nostra vittoria, 4-1, con doppietta di Guzzi (allenato da Guzzi… vedete che la seconda volta risulta già più facile da capire?) Sciubba e “Ghenerale”, mentre per gli avversari segna Ivan la Cava. Chiusura del mese positiva, che ci porta a 7 punti ma con una partita ancora da recuperare, e che ci fa ben sperare per una nostra rapida risalita in classifica.

Le partite di Agosto

Menzione extra-campo degna di nota: siamo stati citati e presi come esempio da seguire nell’articolo del collega Salvatore Grassadonia sui bonus di B, lo ringraziamo e io dico GRAZIE alla squadra e ai giocatori che ci sono, tutte persone fantastiche e che mettono passione ed impegno in quello che fanno. FORZA FROSINONE!

Per questo mese è tutto, sperando vi sia piaciuto, ci rivedremo il mese prossimo con l’Eco di Frosinone.

Articolo di Emilio Ivaldi

Il big match di B: Roma-Entella

Ed eccoci qua a raccontare il big match dell’ultima giornata di Serie B Progetto Gaming.
Nella giornata iniziata ieri sera, e che si concluderà lunedì prossimo, si è giocato un match tra 2 dei top team della Serie B: Roma-Entella.
Una partita spettacolare quella di ieri sera all’Olimpico che i giallorossi si sono portati a casa grazie alle reti di Bruni, Leanza e Priori, ma soprattutto da sottolineare la grande prestazione tra i pali di Franco Mario Torcoli, che si esalta salvando la squadra capitolina in più di una occasione. Per l’Entella finisce nella lista dei marcatori Fernando Amoruso che riesce a trafiggere Torcoli con un gran diagonale mancino. Da sottolineare l’ennesimo infortunio per la rosa ligure che proprio non riesce a liberarsi della sfortuna.

Come cambiala classifica?
Questo match cambia molto la classifica della serie B che vede in testa Parma e Vicenza, entrambe a punteggio pieno dopo 3 giornate, a seguire in piena zona playoff troviamo Ancona a 7, Juve Domo, Empoli, Novara e Roma a 6 e infine a giocarsi l’ultimo post disponibile Cagliari e Lucchese entrambe a 4 punti. L’Entella dopo la seconda sconfitta stagionale è ancora lì, ma d’altronde si parla ancora di una classifica approssimativa e il campionato è ancora lungo. La Roma, invece, è partita con il piede giusto e, senza più l’Europa League di mezzo, sembra senza dubbio una delle favorite.


E le altre?
Le altre regalano comunque spettacolo: il Vicenza vince in trasferta il derby veneto contro il Cittadella, grazie al gol decisivo di Alessandro Sulsenti. Sempre nelle zone alte il Parma vince con un sonoro 3-0 in casa contro la Salernitana. Il Foggia non riesce ancora a trovare la prima vittoria e pareggia anche contro la Lucchese in trasferta, l’altro pareggio di giornata arriva da Brescia dove la squadra di casa e l’Ancona regalano una partita emozionante piena di gol, un vero spettacolo per il pubblico impari. Il Genoa finalmente trova la prima vittoria in campionato con un 2-1 in casa con un ottimo Trapani e ultima, ma non meno importante, il Novara, che agguanta 3 punti in casa dell’Akragas grazie ad un gol in zona cesarini di Kotu.

Tornando al big match di giornata, ecco le parole dei due allenatori, che si sono espressi così in merito alla prestazione della propria squadra:

Tommaso Molin: “Sono molto soddisfatto della vittoria perchè l’Entella è un avversario ostico e che darà del filo da torcere a tutti. Sapevo come avrebbero giocato e mi sono schierato a specchio, siamo stati bravi e fortunati, sono convinto che sarà un campionato equilibratissimo fino alla fine”

Claudio Però: “Non è assolutamente l’inizio di campionato che mi e ci aspettavamo, ovviamente abbiamo fatto svariati passi falsi e la fortuna come al solito non guarda praticamente mai in direzione di Chiavari, ma in ogni caso non voglio rimproverare nulla ai ragazzi, hanno giocato bene, sono stati in partita, si potevano concretizzare meglio delle situazioni IMPORTANTI come quella di Martini uno contro uno contro Torcoli e nel finale anche il tiro a botta sicura di Amoruso bloccato sempre da Torcoli, guardando le statistiche il risultato è abbastanza bugiardo, perché era appunto da portare a casa, ma Molin e i suoi hanno fatto una gara pazzesca, difensivamente parlando, mentre noi abbiamo abbastanza dormito in fase difensiva e questa cosa è quello che mi preoccupava di più, infatti da domani si riparte con gli allenamenti per evitare in futuro queste dormite.”

Pagellone ignorante Roma:

F.Torcoli: Voto 7,4. INVALICABILE. Questa è la parola giusta per descrivere la sua partita, blocca di ogni e cade solo sul gran gol di Amoruso, decisamente un gran portiere. #DANTEOUT

K.Stanev: Voto 7,1. Come tutta la difesa fa un’ottima prestazione, chiude tutti gli spazi alle punte dell’Entella e permette alla sua squadra di prendere solamente un gol, buona prova per il Christian Panucci di questa Roma

A. Pietrantonio: Voto 7,0. Il suo compagno difensivo fa una partita monstre, e lui si limita ad assecondarlo un po’ come Mancini con Smalling, gran prova anche la sua.

A. Cannavale: Voto 8,4. A Roma ne sono passati tanti come difensori centrali, ma l’unico che si potrebbe avvicinare a lui è Aldair, gli altri non sono nemmeno una sua unghia. “E CON IL NUMERO 33 ALFREDOOOO CANNAVALEEEE”

D.Raffioni: Voto 7,1. Buona partita del terzino sinistro giallorosso. Tante percussioni, ma soprattutto un’ottima fase difensiva per il Riise del Progetto.

A. Ingrassia: Voto 6,9. Purtroppo un infortunio non gli permette di esprimersi al meglio, esce al 60esimo e spera di non far la fine del “Monito” Diego Perotti

G.Priori: Voto 7.6. Un gol utile alla causa e un’ottima prestazione per far sognare i tifosi, dopo il gol corre verso la curva come fecero Totti ed altri dopo di lui. L’idolo della curva non li delude.

D.Saladino: Voto 6,9. Prova mediocre per il top del centrocampo della Roma, che alterna prove degne del miglior Falcao a prove degne del peggior Cristante. Nonostante ciò i 3 punti sono arrivati.

P.Leanza: Voto 7,3. Qualcuno lo fermi per favore, segna a raffica. Prima segna il gol dell’anno all’europeo, ora vuole devastare anche il campionato di serie B. Un vero e proprio trascinatore, il Dzeko del Progetto.

W.Esposito: Voto 6,9. Partita un po’ anonima per il Giuseppe Mascara di questa Roma, ma che basta per portare a casa i 3 punti. 0 gol 0 assist, ma tanta voglia di fare.

G.Bruni: Voto 7,9. Il capitano di questa splendida Roma brilla particolarmente e in alcune giocate ricorda il mitico Bruno Conti, i tifosi della Roma già sognano, ma lui vuole rimanere coi piedi per terra, ma se continua così ne sentiremo parlare ancora per molto.

Subentrati:

H.Bajrami: Voto 6,8. Entra al posto dell’infortunato Ingrassia e non gioca male, può fare molto di più, ma bisogna dargli tempo. Il cengiz under di questa Roma non incide.

A.Ferraris: Voto 6,7. Il cognome richiama subito allo storico capitano giallorosso Attilio Ferraris, ma lui sente la pressione di questo nome e non riesce a incidere in questa Roma, vedremo se in futuro giocherà meglio.

M.Minella: Senza Voto. Entra, ma troppo tardi per incidere al meglio, partita senza voto per lui.

Pagellone Ignorante Entella:

P. Fulco: Voto 6,3. Dalla tribuna si inizia a sentire il solito #FULCOUT, ma stavolta questo coro era per sorprendentemente per lui. Tutti i giocatori sono rimasti straniti da questa cosa. Rimane una pessima prova del buon Pier.

A. Di Matteo: Voto 6,7. Roberto Di Matteo vinceva la Champions League senza fare nulla, lui prova a imitarlo, ma non ci riesce e il suo Entella perde.

F. Trocchia: Voto 7,0. Il Migliore di una difesa molto traballante, un po’ come Manolas alla Roma difende per 5.

E. Fedeli: Voto 6,3. Ha avuto di certo momenti migliori, ma oggi proprio non andava, qualsiasi cosa facesse non andava a buon fine. Brutta prova per il centrale che si ispira a Sinisa MIhajlovic.

M. Ercole: Voto 6,6. Si ispira a Marco Motta e lo imita alla grande giocando una brutta partita. Insomma gli insegnamenti dell’ex Juve vanno alla grande.

L. Farina: Voto 6,3. Gioca male, e si fa pure male, non di certo la sua giornata, ma sappiamo che al suo ritorno vorrà fare molto meglio di adesso.

D. Fulco: Voto 6,8. A furia di sentire #FULCOUT il mister Però lo sostituisce, non capendo che per una volta nella vita, il coro non era per lui. Esce collezionando ciò che ama di più al mondo: i cartellini gialli.

M. Bàlor: Voto 6,7. #iostoconbalor oggi non incanta troppo, nonostante il gol arrivi da una sua cavalcata sulla fascia con conseguente cross sbagliato. Un Candreva che ci ha creduto di meno insomma.

F. Amoruso: Voto 7,0. Segna l’unico gol di questo Entella, non sarà una punta, ma che gol che fa. Complimenti a lui per aver segnato un gol in pieno stile Gallo Belotti.

C. Romanelli: Voto 7,0. Il nome degli avversari è nel suo cognome, tutto fa pensare ad una partita venduta, ma lui non fa questo genere di cose. Lui gioca bene, ma non basta a questo Entella che ha più sfiga della Roma fuffa.

F. Mart
ini: Voto 6,4. Di solito incanta in campo, oggi da fonti insicure ci arriva la notizia che abbia offerto un’ottima prova canora negli spogliatoi. Ovviamente è solo una voce, ma di una cosa siamo sicuri oggi in campo era irriconoscibile.

Subentrati:

E. Izzo: Voto 6,6. Entra, ma si ritrova solo soletto lì in mezzo al campo, corre come un matto, ma non riesce a fare tutto da solo. Qualcuno gli dia una mano per favore.

A. Giraldi: Voto 6,7. Il baffo più bello d’Italia entra e prova a combinare qualcosa, in campo non fa nulla, ma ha già 4 appuntamenti per la prossima settimana. E’ veramente un campione in quello che fa.

L. Rocca: Voto 6,7. Entra per sostituire uno spento Martini, che però in qualche modo passa il suo essere spento pure a lui. Non riesce a incidere in questa partita il ragazzo.

Articolo a cura di Calchi Alessandro.

Le interviste impossibili: Campobasso

Eccoci quest’oggi nella sede del Campobasso, dopo poche ore dal momento che tutti noi, appassionati di FM, stavamo aspettando: l’inizio della S5! Ci troviamo in compagnia dello staff dirigenziale e di alcuni componenti della squadra.

Buongiorno signor Presidente, cominciamo l’intervista partendo da lei. Siamo ai nastri di partenza della S5, quali prospettive ha per questa nuova stagione? Come si sono svolti questi due mesi circa tra fine S4 e inizio S5 qui in casa Campobasso?

Buongiorno a lei. Anche in questa nuova stagione l’obiettivo principale rimane la promozione in serie B, ho fiducia nei ragazzi e nello staff tecnico e so che si impegneranno al massimo per raggiungerlo. Il passaggio tra la stagione passata e quella nuova è stato relativamente tranquillo: abbiamo chiuso il prima possibile i colpi necessari a completare la rosa in modo da permettere ai nuovi di ambientarsi al più presto.

Per il secondo anno di fila conferma sulla panchina il mister Raoul Guzzi: cosa apprezza di più del suo giovane allenatore?

Ho deciso di puntare subito su Raoul perché ho visto un giovane talento grintoso e voglioso di riscatto dopo la bruciante esperienza di Como. I suoi buoni risultati da quando ha avuto una rosa completamente umana mi hanno convinto della bontà della scelta, non ho avuto alcun dubbio nel confermarlo.

In che rapporti è con i suoi collaboratori e giocatori? Anche a Campobasso il gruppo squadra si ritrova ben presto intasato da centinaia di messaggi oppure è un po’ più tranquillo?

I rapporti sono ottimi, ci tengo che tutti sappiano che possono sempre contare su di me, anche per questioni extraprogetto, voglio che mi vedano come un amico su cui contare prima che un presidente. Il gruppo al momento è tranquillo, con alcuni ragazzi ci sentiamo quasi giornalmente nella chat di squadra mentre nella chat dirigenziale ci confrontiamo regolarmente per non lasciare nulla al caso, sopratutto in questi giorni frenetici tra ricorsi e potenziamenti.

Ora una domanda più personale: dietro l’acquisto del Campobasso c’è per caso una fede nel calcio fuffa oppure è stata semplicemente “la squadra giusta al momento giusto”?

Non ci allontaniamo molto, anche se la mia fede fuffa è azzurro Napoli, però essendo originario della provincia da parte di madre ho optato per il Campobasso anche per fare a lei una sorpresa. L’ho anche nominata presidentessa onoraria anche se nel progetto non esiste come ruolo.
Quel che mi ha colpito molto e commosso sono stati i commenti dei campobassani del progetto, felici e grati per la visibilità che ho dato alla loro squadra, che era attualmente senza presidente e rischiava di sparire dal calcio che conta.
Comunque sento anche che è la squadra giusta, come già detto ho fiducia nei ragazzi e so che è nato un gruppo che può andare lontano, a distanza di mesi sento ancora di aver fatto la scelta giusta.

Passiamo adesso al DS Frappo. Con lei volevo discutere di calciomercato. Che voto darebbe a quello del Campobasso? So che ci sono stati arrivi importanti dalle serie superiori.

Purtroppo e per fortuna il mercato del Campobasso è stato abbastanza “fermo”.
Dico purtroppo perché è letteralmente il mio unico compito in questa società, quindi magari avrei preferito divertirmi un po’ di più. Ma anche per fortuna perché, avendo un budget a disposizione, la decisione di non comprare nessuno si traduce nel confermare un’ottima squadra, formata in primis da gente volenterosa e simpatica, in secondo luogo da giocatori con ottime schede! Pertanto ci riteniamo soddisfatti avendo semplicemente preso un unico rinforzo quale Roberto Pitorri che si unisce a suo fratello Filippo. Ovviamente, speriamo per S6 di avere più slot da riempire.

Riguardo invece alla questione dell’aumento dei prezzi in questa finestra di mercato, qual è il suo parere? Lo ritiene un fenomeno preoccupante, da dover controllare? E se sì, che misure pensa possano essere più efficaci?

Ritengo la situazione assolutamente normale e priva di qualunque necessità di allerta: partiamo dal presupposto che qui nel Progetto non esistono sceicchi che investono chissà quali somme derivanti da chissà dove, per finanziare il mercato di una squadra. Qui partiamo quasi tutti dalla stessa situazione, dove quei pochi che partono più avvantaggiati son semplicemente squadre che hanno conquistato posizioni importanti del campionato massimo, di conseguenza hanno guadagnato sul campo questo vantaggio grazie a Presidenti e DS premurosi e allenatori esperti.
Sottolineo questo dettaglio per spiegare un primo concetto che può chiarire le idee a tanti: una squadra che arriva seconda in Serie A, qualunque essa sia, se vuole puntare a vincere sicuramente non avrà bisogno di ricomprare 11 giocatori, bensì avrà tanti soldi da usare per raffinare magari un reparto o allargare la panchina. Quindi è ovvio che avendo più soldi da offrire per un giocatore, lo faranno, battendo la concorrenza, ma di fatto, quante volte potrà succedere? Prima o poi i top team finiscono di comprare, no?
Un secondo concetto è quello derivante dal fatto che sono aumentati proprio i budget delle squadre, oltre alle squadre controllate. Di conseguenza è tutto normale, è normale che ci siano prezzi più alti, circolando più soldi!
Fatta questa “piccola” premessa, io posso dire che nel mio modus operandi cerco sempre di mantenere le mie spese e di comprare ai prezzi “di sempre”, forse sta proprio qui il vero segreto del progetto: non starò qui a svelarlo ai miei “avversari”, ma mi limito a suggerire che i soldi non servono solo a comprare i giocatori.

Ora è il momento del mister Guzzi. Conosco già molto bene le sue qualità dentro al rettangolo di gioco, essendo compagni di squadra al Frosinone, ma non altrettanto bene quelle in panchina. Saprebbe descrivermi in breve su cosa si basa la sua idea di calcio?

La mia idea di calcio si basa su un gioco offensivo e su un possesso palla costruito in modo solido dalla difesa.

Immagino sia molto felice della fiducia che il presidente e la squadra ripongono in lei. Qual è per lei l’obiettivo minimo in questa seconda stagione alla guida di questa squadra?

Vorremmo raggiungere la B diretta, se così non fosse vorrei arrivare almeno fra le prime tre.

Per ultimo, una breve chiacchierata coi calciatori (Pasella e Martini): raccontateci dei vostri arrivi in questa squadra e del vostro rapporto coi compagni e lo staff. Quali sono i vostri obiettivi personali per questa S5 ormai avviata?

Andrea Pasella: Sono arrivato al Campobasso grazie al Presidente. Sono stato allenatore in S1 della Lazio, ma ho dato dimissioni per contrasti con la federazione. Ora sono un giocatore del Campobasso, e lo sarò per lungo tempo. Voglio ripagare la fiducia del presidente e del mister portando la squadra in B e cercando di vincere qualche premio personale.
Anche perché altrimenti Procuranti mi rincorre.

Simone Martini: Il mio obiettivo è di portare sempre più in alto la squadra e provare ad andare tutti insieme in B. Daremo filo da torcere a tutte le squadre, siamo una squadra unita e piena di valori, forza Campobasso!!

Grazie del tempo che ci avete concesso. Presidente, un’ultima parola?

Solo due: forza Campuasc!!

Articolo di Emilio Ivaldi

Nota: questo è il mio primo articolo al giornale The World of Football, ringrazio Davyd Andryiesh per la passata esperienza avuta a Devil’s Project ed assicuro massimo impegno e passione in questa nuova realtà, insieme ad Alessandro Gallo.