PROGETTO FM- “La sfida nella sfida: Americandy Siena-Frosinone”

Bentornati su The World of Football, oggi parleremo della sfida della prossima giornata di Serie B che vedrà impegnato il Frosinone, reduce da una stagione sotto le aspettative, e l’Americandy Siena che è alla ricerca di punti per salvarsi nella serie cadetta. Non è solo un match tra 2 squadre che lottano assiduamente per un obbiettivo importante, ma anche una sfida nella sfida per il mister ciociaro Raoul Guzzi, che prima di approdare sulla panchina gialloblù ha allenato proprio i toscani.

Un match importante per entrambe le squadre che cercano disperatamente i 3 punti, l’Americandy Siena per rincorrere il treno salvezza, contrariamente il Frosinone con questi 3 punti e risultati favorevoli potrebbe avvicinare la Roma. Serve comunque un’impresa ai ciociari per centrare i Play-off.

Alla vigilia della partita abbiamo intervistato i mister delle 2 squadre. Partiamo dal mister dell’Americandy Siena Donato Sodano.

Giornalista: “Buongiorno Donato, nella prossima giornata di Serie B il suo Americandy Siena affronterà il Frosinone, che non sta vivendo la stagione che si aspettava dopo la finale dei Play-off persa col Benevento dell’anno scorso. Come vede questa partita?”

Donato Sodano: ” È una partita interessante per me , arriviamo da buone prestazioni e la tattica che sto apportando sembra dare buoni segnali.
Credo che il Frosinone stia pagando un po’ la delusione della scorsa stagione e quindi noi dobbiamo approfittarne”

Giornalista: ” E’ anche la partita dell’ex per il Mister del Frosinone Raoul Guzzi, vuole dirgli qualcosa in particolare?”

Donato Sodano: “Quando sono arrivato al Siena i giocatori erano un po’ sfiduciati dai molti cambi panchina, sinceramente non so i motivi dell’allontanamento del mister, ma da una parte lo ringrazio perché cosi ho potuto prendere questa panchina in serie B.”

Giornalista: “La stagione del Siena è molto difficile, crede ancora nella salvezza?”

Donato Sodano: ” È molto difficile, ma al momento è ancora possibile, considerando com’era la squadra quando sono arrivato (tanti inattivi e divisa), il gruppo adesso ci crede e abbiamo un’idea di gioco”

Giornalista:”Siena,una piazza storica che ha vissuto anni di A, la pressione è tanta, cosa si prova ad essere il mister di questa storica squadra? Com’è il rapporto con i tifosi?”

Donato Sodano: “Per me è un onore, il Presidente e il ds si sono messi a disposizione e mi hanno dato tanta fiducia e pazienza, posso solo ringraziarli. Il rapporto con i tifosi è buono ,vedono il mio impegno anche quando i risultati non arrivano.”

Giornalista: “Ci sono allenatori che in caso di salvezza hanno fatto pazzie, lei sarebbe disposto a farne una? Se sì, quale?”

Donato Sodano: ” Ci ho pensato ma non ho trovato pazzie… credo che lo farò decidere ai miei giocatori”

Giornalista: “Grazie mille e buona fortuna per il divenire”

Donato Sodano: ” Grazie a voi!”

Ora passiamo all’ex della partita, nonchè mister del Frosinone Raoul Guzzi.

Gionalista: ” Benvenuto Raoul, nella prossima giornata di B si ritroverà contro la sua ex squadra il Siena, cosa si prova a ritrovare i suoi vecchi tifosi? Pensa che la riempiranno di parole o comunque la rispetteranno per il lavoro svolto?”

Raoul Guzzi: ” Buongiorno, per me ci saranno forti emozioni nel ritornare in Toscana, ho passato solo un breve periodo a Siena, ma sono stato parecchio bene. Per quanto riguarda i tifosi, penso mi rispettino come ho fatto io e come farò in futuro.”

Giornalista: ” L’obbiettivo Play-off del Frosinone passa per il Siena, cosa si aspetta dalla sua squadra?”

Raoul Guzzi: “Dalla mia squadra mi aspetto il solito gioco e chiaramente una vittoria, dobbiamo vincere assolutamente per staccarci definitivamente dalle zone basse e avvicinarci ai Play-off, ovviamente non sarà semplice”

Giornalista: ” La stagione non sta andando come si pensava, a cosa deve queste percorso altalenante?”

Raoul Guzzi: “Purtroppo la stagione è nata male, ci sono stati dei problemi che ahimè ci trasciniamo dietro sin dall’inizio, ora abbiamo trovato una stabilità di modulo e di gioco e i risultati iniziano ad arrivare con più costanza, dobbiamo continuare così!”

Giornalista: “Vuole dire qualcosa di particolare ai suoi vecchi tifosi? E alla sua vecchia società?”

Raoul Guzzi: “Ai miei vecchi tifosi voglio solo dire di continuare a sostenere la società come hanno sempre fatto, perché la salvezza non è lontana e la meritano. Alla società voglio dire di continuare così, stringere i denti il più possibile e continuare a lottare, perché per quanto fatto meritano di rimanere in B”

Giornalista: “Parliamo di pazzie, alcuni allenatori al raggiungimento di un obiettivo importante sarebbero pronti a fare follie, lei cosa farebbe in caso di Playoff raggiunti? E in caso di serie A?”

Raoul Guzzi: “In caso di Play-off penso non farei niente di speciale, è comunque l’obiettivo minimo della società, in caso di A invece, visto tutte le difficoltà di questa stagione, potrei fare parecchie cose, lascio la scelta ai miei giocatori.”

Giornalista: ” Grazie mille per il suo tempo e buona fortuna per il proseguio del campionato”

Raoul Guzzi: ” Grazie a voi per la piacevole intervista”

Articolo scritto da Alessandro Calchi.

Progetto FM – L’Eco di Frosinone – Dicembre & Gennaio

Bentornati cari lettori di The World of Football con la rubrica più pazza dell’intero panorama giornalistico targato Progetto FM, ovvero l’Eco di Frosinone. In questo numero unisco addirittura due mesi di partite, per recuperare il gap che si è creato a causa di fatti reali ormai ben noti a tutti, di cui almeno in quel quarto d’ora necessario a creare questo articolo vorrei non parlare. Tuffiamoci a bomba nelle partite!

Dicembre comincia con una sfida con una compagine di vertice, il Genoa, che affrontiamo tra le mura amiche. Partiamo (e ti pareva…) in svantaggio con gol di Cocco al 19°, pareggiato da quella pippa al sugo di Guzzi allo scadere del primo tempo. Nella ripresa lo svizzero (detto anche “il badino”) riesce pure a fare doppietta, evento che accade solo se William Cioè, il famoso Mostro di Frosinone, decide di fare nello stesso giorno il bagno, e ciò capita solo una volta l’anno (infatti sta chiuso nelle segrete perché puzza). Portiamo a casa quindi un ottimo 2-1, che fa ben sperare.

William mentre si butta in acqua

Speranze purtroppo mal riposte, perché nella partita successiva contro il Novara perdiamo 1-0 per un gol di Bonfanti al 50°, causa ovviamente papera di Casta… ma vedrete che presto le cose cambieranno; talmente arrabbiato per i 3 punti buttati che salto l’analisi di questa partita per passare alla prossima.

Si comincia ufficialmente il girone di ritorno affrontando il Cittadella in casa. All’andata finì 4-6 per loro, in una partita che dire rocambolesca è dir poco, mentre questa volta un rotondo 3-0 chiude la pratica e ci permette di ripartire col piede giusto. I gol di Amendola al 39°, e doppietta del buon Tenent…no, Caporal…no, Colonell… no….. era Generale, ora me lo ricordo, era Generale! Dicevo, doppietta del buon Generale (o Ghenerale, scegliete voi la pronuncia che preferite). Per gli avversari da segnalare l’espulsione di Galota, ex Frosinone; avendo paura potesse finire l’acqua calda per la doccia post partita, ha voluto essere il primo a poterla fare.

La truppa saluta il suo Generale, dopo la doppietta

L’ultima partita di Dicembre ci vede contro la Salernitana, squadra che all’andata ci rifilò un 2-1, mentre stavolta il 2-1 lo facciamo noi a loro (tiè!). Apre le marcature Giorgio “Maldini” Sciubba, difensore goleador (non le caramelle, non pensate subito al cibo), pareggia per gli avversari Fabbri al 67°, e la chiude, in zona Cesarini, il giovane “Old” Vecchio. Un gol del Vecio può avvenire solo se si verifica un altro fatto estremamente improbabile: che il Mostro si fa il bagno e in più decida di usare addirittura il sapone; fidatevi, è moooolto difficile che accada.

I risultati di Dicembre

Anno nuovo, abitudini nuov… no, sempre le stesse sono, come vedremo a breve. Ma prima delle partite, facciamo un riassunto del nostro calciomercato: in uscita abbiamo il capitano Antonucci, con il passaggio di fascia tra lui e il nostro Ghenerale (che da adesso chiamerò Capitano, che tanto sempre un grado dell’esercito è), il nostro roccioso difensore Iacona, e il terzino destro più alcolizzato e diciamo “attratto dalle bellezze femminili” dell’intero progetto, il pecoraro Manuel Sanna. In entrata i due canterani del Perugia Chirico e Valdarnini, che faranno parte effettivamente della squadra da metà mese, e infine, signore e signori, il carico da 90 (kg): Mister Gaetan Fulco Piero… ah no, Pier Gaetano Fulco, un Admin coi cosidetti contro*azzi! Un saluto ai partenti e un grande in bocca al lupo per i nuovi!

Il 2020 purtroppo non parte nel migliore dei modi perché veniamo sconfitti 2-1 in casa contro l’Empoli; i gol tutti nel giro di 5 minuti, prima Spoto, poi Capitano-Ghenerale per noi e subito dopo Sorrentino chiude il risultato. La prima di Fulco quindi non troppo bene ma tranquilli, era solamente stato distratto dalla braciola preparata da Castagnoli, di nuovo addetto alla griglia dopo l’arrivo dell’Admin portierone. Dalla prossima partita, per non ripetere lo stesso errore, il buon Fulco giocherà con una molletta sul naso, per non sentire l’odore della carne e restare quindi concentrato sulla partita.

La braciolata di Casta

Purtroppo neanche la molletta sul naso ci salva da un pesante 6-0 contro la capolista Parma, che dimostra tutta la sua forza in campo con i gol di Bertrand (9°), doppietta di Semeraro (17° e 35°), Merlo (37°), Coda (52°) e Boffi (83°).  Non molto altro da dire su questa partita, se non da sottolineare il debutto in campo per il nuovo arrivato Valdarnini.

Il destino a volte è beffardo, questa volta siamo noi a rifilare un 6-0 all’avversario, il Vicenza. Apre le marcature Amendola (16°), seguito da Vecchio (19°) e da Guzzi (29° e 45+3°), ancora Vecchio (65°) e infine il Maestro Don Alfio (69°). Incredibile la doppietta di “Old”, vuol dire che Cioè, oltre al bagno e al sapone, stavolta deve aver addirittura messo il profumo! Così conciato potrebbe apparire addirittura una persona normale ma ricordate, è pur sempre un Mostro, occhio a non farvi assalire!

William quando è ben pulito e profumato

L’ultima partita che andremo ad analizzare è quella contro l’Akragas, per chiudere il mese di Gennaio. Lo abbiamo appena venduto, ecco che ce lo ritroviamo subito contro; di chi sto parlando, direte voi? Ma del sardo Immanuel Sanna, ovvio! Per fortuna ci vuole ancora bene, infatti sulla sua fascia si aprono grandi praterie in cui Capitano-Ghenerale può avanzare senza problemi. Il primo gol è però di Guzzi al 50°, dopo un minuto segna il Vecio (incredibile il suo stato di forma, Cioè deve aver cominciato ad apprezzare di essere pulito e si starà lavando tutti i giorni), dopo altri due minuti segna proprio Ghenerale grazie alle praterie sopracitate. Gli altri gol sono quello di Lucatelli al 17°, che aveva portato momentaneamente in vantaggio i padroni di casa, e all’88° il gol del definitivo 1-4 di Amendola.

I risultati di Gennaio

Continuano gli alti e bassi della squadra in questi due mesi, ma noi non ci arrendiamo mai e lotteremo fino in fondo per raggiungere i tanti agognati playoff, molto vicini ma allo stesso tempo molto lontani. Per questo numero è tutto, a presto con le partite del mese di Febbraio, un saluto dalla redazione di The World of Football!

Articolo di Emilio Ivaldi

Progetto FM – Davide contro Golia: Lazio-Chievo 1-2.

Bentornati alla rubrica dei Pagelloni Ignoranti di Calchi Alessandro, oggi parleremo di uno dei match che ha fatto strappare parecchie schedine.

La corazzata Lazio di Giuseppe Staniscia cade in casa all’Olimpico di Roma contro il meno blasonato, ma comunque tenace Chievo di Arnaldo Figoni. Una partita piena di emozioni che vede dominare nelle azioni la Lazio campione d’Italia e padrona di casa ma, grazie ad un grande lavoro difensivo, a spuntarla è il Chievo con i gol di Lorenzo Bracci e Silvio Amato. Il primo avviene sugli sviluppi di una punizione al minuto 47, Silva Noviello scodella in mezzo un pallone prolungato di testa da Pasquale che innesca il tocco facile facile di Bracci sotto porta per l’1-0 Chievo.
Al 54′ con un destro tanto potente quanto preciso Gabriele Marchi riporta la partita sull’1-1 e sembra spegnere i sogni di gloria di Figoni e del suo Chievo, ma proprio quando la Lazio sembra poter prendere in mano la situazione, la grinta del Chievo viene fuori e, non solo segna il 2-1 con Silvio Amato su un grandissimo assist di Giunti, ma sfiora anche altre volte il colpo da Ko.

Dopo questo emozionante incontro la Lazio rimane ancora in testa alla Classifica con un solo +6 sul Torino, ma attenzione alla Cremonese di Campagna che se stasera dovesse battere il Bologna potrebbe portarsi a -5 dai campioni d’Italia! Per quanto riguarda invece il Chievo, si porta a +7 sul 17esimo posto occupato dalla Dea e a +12 sul malcapitato Milan che perde rovinosamente in casa del Progetto Gaming per 6-0, la salvezza si avvicina per i gialloblu!

Classifica di Serie dopo la 27esima giornata con molte squadre con una partita in meno!

Pagellone ignorante Lazio (4231):

Davide Costarella: Voto 6,9. Non può nulla sui 2 gol del Chievo, partita senza infamia e senza lode per il Peruzzi dei tempi nostri!

Danilo Falzone: Voto 7,0. Buona la sua prova, a testimonianza che è stata sopratutto la Lazio a spingere, peccato per il risultato, altrimenti avremmo potuto vederlo tra i migliori in campo. Pippo Pancaro non delude.

Antonio Mazza: Voto 6,9. Il mister continua a dirgli di usarla sta Mazza che lo contraddistingue, ma lui si incazza ogni volta di più, il giorno che comincerà ad usarla lo potremmo chiamare Jaap Staam.

Maicol Giolo: Voto 6,8. Partita discreta la sua, poteva fare sicuramente meglio, ma non ci riesce. Il Pino Wilson dei giorni nostri si è trasformato in un qualunque Biava.

Saverio Provenzano: Voto 6,4. Partita Oscena la sua, migliore solo a quella di Paolo Negro nel derby del 2001, inguardabile.

Stefano Marcheggiani: Voto 6,7. Tutto sommato poteva fare peggio, ma comunque non riesce ad esprimersi al meglio e viene sostituito alla fine del primo tempo per dare spazio al suo compagno Salvatore Campagna, che però fa peggio di lui. Una prestazione da Lucas Biglia per lui.

Giovanni Esposito: Voto 6,7. Per molti è l’erede perfetto del Cholo Simeone, ma più che l’argentino oggi sembrava il Mendieta biancoceleste. Da rivedere.

Gabriele Marchi: Voto 7,8. E’ l’uomo più informa di questa Lazio in questo periodo, segna e fa giocate da vero campione, sfiora più volte il gol e lo trova con un tiro meraviglioso che fa rimanere tutti di stucco. Il Di Vaio biancoceleste non delude il suo pubblico e i suoi fantallenatori.

Alessio Scarciotta: Voto 6,9. Partita discreta per lui, che non riesce a segnare dalla distanza il gol che serviva alla Lazio, e nemmeno riesce a fornire il passaggio perfetto. Il Correa del Pg non incide come potrebbe.

Gianluca Pattarozzi: Voto 6,8. Lo abbiamo visto fare prestazioni migliori di questa, il fenomeno biancoceleste oggi non è proprio in partita ed è anche molto nervoso come testimoniato dal giallo rimediato. Il Keita Baldè del progetto non infiamma il match.

Federico Gallarato: Voto 6,4. Il bomber biancoceleste paragonato a Klose per le sue qualità, non riesce ad incidere per niente e sembra veramente assente. Esce al 48 per far spazio al suo compagno Di Gloria che non riesce però a far meglio.

SUBENTRATI:

Pino Pompiere: Voto 7,0. Il Pompiere paura non ne ha, e lui lo dimostra ampiamente facendo una buona partita mettendo a referto anche l’assist per l’1-1 di Marchi. Una Prestazione da Manuel Lazzari, TIETTELO!

Salvatore Campagna: Voto 6,4. Entra per provar a svoltare il match, ma non ci riesce per niente e peggiora ancora di più il gioco biancoceleste, forse nemmeno Leitner saprebbe fare peggio.

Antonio Di Gloria: Voto 6,4. Tra lui e Gallarato non so chi sia riuscito a fare peggio, sbagliano tutto e la Lazio non riesce a recuperarla. La Coppia del Non-gol!

Pagellone ignorante Chievo (4231):

Giovanni Piccirillo: Voto 7,5. Partita spettacolare al limite della perfezione per lui, non sbaglia nulla e sembra insuperabile, peccato per il gol subito, ma non poteva farci nulla su quella prodezza balistica.

Simone Clerici: Voto 7,1. Buonissima la sua partita, sempre attento e mai fuori posto. Vive in costante pressione di sbagliare, ma a quanto pare più ha pressioni più gioca meglio. Gran prova del Cacciatore del progetto.

Leonardo Bracci: Voto 8,1. Serata indimenticabile per un tifoso romanista come lui, 3 punti, gol e premio come migliore in campo meritatissimo. Dopo la partita i giornalisti lo cercano, ma lui è troppo contento per esprimersi al meglio e decide di non presentarsi.

Dario Gallo: Voto 7,2. Il suo compagno di reparto vive un sogno, lui non lo sveglia e si adegua al suo modo di giocare. La coppia Benatia-Castan è scarsa a confronto loro.

Davide Romeo: Voto 7,0. Buona prova per la controparte sinistra di Clerici. Gioca esattamente come il suo compagno e sfigura per niente. Il Pisano del Progetto brilla.

Davide Muntoni: Voto 6,8. In una serata particolare per la sua squadra il capitano non brilla, e lascia fare ai suoi compagni, osservando la grandissima vittoria da quasi spettatore non pagante.

Lorenzo Mezzadri: Voto 6,9. Il fratello in B gioca e segna un gol pesante, lui apprende la notizia e prova a farlo anche lui, ma non ci riesce più di tanto. Gioca discretamente, ma non riesce a replicare il fratello, ma il livello è sicuramente differente.

Gianni Pasquale: Voto 6,9. Partita discreta per lui, impreziosita però da un provvidenziale assist di testa in mischia per l’1-0. Assist fondamentale per il Giaccherini del progetto.

Marco Silva Noviello: Voto 6,8. Non di certo la sua miglior partita in carriera, può fare sicuramente meglio, ma a salvarlo è la splendida traiettoia della sua punizione che permette al Chievo di segnare. Prova tuttosommato buona per il Marcolini di questo Chievo.

Lorenzo Giunti: Voto 7,5. Quando non prova pallonetti improbabili, è anche un giocatore con la G maiuscola, innesca il gol del 2-1 e gioca ad un livello superiore a tutti. Come Cassano, quando le partite si fanno difficili lui alza il livello.

Alexander Pilgrims: Voto 6,7. Partita discreta per lui, però verrà ricordato come l’uomo che ha dato spazio a Amato per segnare il gol vittoria. Un riconoscimento non così bello, ma pur sempre un riconoscimento.

SUBENTRATI:

Roberto Ruggeri: Voto 6,9. Subentra a Clerici, e rimane sempre sulla stessa rotta di gioco. Aiuta la sua squadra difendendo con tutta la sua grinta e voglia e contribuisce ai 3 punti.

Simone Guida: Voto 6,8. Entra sostituendo il capitano, una responsabilità non da poco, che purtroppo gli pesa. Lo dimosta in campo non riuscendo ad incidere al meglio delle sue potenzialità.

Silvio Amato: Voto 7,1. Segna un gol tanto bello, quanto importante. Col suo destro degno del miglior Paloschi regala 3 punti fondamentali alla salvezza gialloblu.

Ai nostri microfoni si sono presentati i due mister: Staniscia e Figoni, ma anche il giocatore più informa della Lazio Gabriele Marchi.

Partiamo dai ragazzi della Lazio:

Giornalista: “Salve Giuseppe brutta sconfitta oggi, ci può dire qualcosa in merito?”
Giuseppe Staniscia:  “Ciao Alessandro. Da quanto ho potuto notare, il Chievo ha costretto i nostri giocatori a tirare da lontano blindando letteralmente l’area di rigore, come dimostrano i bassi voti alle nostre punte e quelli alti dei nostri esterni. Bisogna migliorare.”

Giornalista: “Vuole dire qualcosa al suo collega?”
Giuseppe Staniscia: “Devo ammettere che ha preparato la partita molto bene e che non avrà problemi a salvarsi se continuerà su questa strada!”

Giornalista: ” Grazie per il suo tempo”
Giuseppe Staniscia: ” Grazie a voi per l’intervista”

Giornalista: ” Passiamo a te Gabriele che opinione hai in merito alla partita appena conclusa?”
Gabriele Marchi: “Salve a tutti, riguardo alla partita io come tutto il gruppo siamo abbastanza amareggiati perché poco prima di una partita importante in Champions la cosa più importante era arrivarci con un buon margine, invece non siamo stati in grado di concretizzare le azioni create a differenza dei nostri avversari nonostante il maggiore numero di tiri e di azioni da gol in generale, la delusione è ancora maggiore dato che non siamo riusciti ad ottenere nemmeno un punto nelle due sfide contro di loro, a livello personale però posso ritenermi soddisfatto perché anche in serate negative come queste sono riuscito a timbrare il cartellino e a permettere alla squadra di giocarsi quanto il meno il pareggio fino alla fine.”

Giornalista: “Grazie mille del tempo e buona fortuna per il prosieguo del campionato”
Gabriele Marchi: “Grazie a voi”

Giornalista: ” Passiamo a lei Arnaldo, ci dica le sue impressioni sulla partita”
Arnaldo Figoni: ” Ho cercato di fare una partita esattamente così. Mi spiego meglio, sapevo che Lazio ci avrebbe menato, nel senso delle statistiche legate a tiri totali, però io da diversi impegni ho notato che la mia squadra ha un possesso palla alto, sempre indifferentemente da chi trova davanti. Ho dedicato alcune frazioni della partita alla “gestione dei rischi” e quando sentivo che la partita poteva dirci qualcosa, adattavo la squadra a quello che il gioco mi richiedeva. So che è un concetto che sembra difficile, ma in realtà è un ragionamento molto più facile di quello che sembra. Sono ancora più sorpreso perché eravamo in emergenza a centrocampo e ce la siamo cavata divinamente a mio avviso, visto chi avevamo davanti. Sia giocatori, sia allenatore avversario. Staniscia infatti mi somiglia tantissimo per idea calcistica, non è stato facile ma proprio per niente.”

Giornalista: ” Vuole dire qualcosa anche lei al suo collega?”
Arnaldo Figoni: “GG ez, no scherzo! Staniscia è molto bravo e non dico cazzate quando ho pensato di offrire la panchina del Chievo al mio posto, in tempi remoti. Poi insomma, andiamo d’accordo, seppure sia uno snitch. Questo è un inside joke del gruppo di cui fa parte la crème de la crème di progetto FM.”

Giornalista: ” Grazie mille per la sua attenzione”
Arnaldo Figoni: “Grazie a te”

Articolo scritto da Calchi Alessandro

Progetto FM – Le interviste impossibili – Forst Sudtirol

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, quest’oggi dopo molto tempo ritorna la rubrica Le interviste impossibili, mio vecchio cavallo di battaglia prima di ideare l’Eco di Frosinone. Ci troviamo nella sede del Sudtirol, in compagnia della dirigenza capitanata dai presidenti Davyd Andryiesh e Edoardo Pessano, seguiti dall’allenatore Stefano Santoro e dal DS Nicolò Gubbioli; veniamo fatti accomodare e, dopo averci offerto un bel boccale di birra, comincia il nostro colloquio.

1) Innanzitutto grazie per la birra, veramente di ottima qualità, vedo che qui ne sgorga a fiumi. Noto una botte speciale con incisa la data del 12 agosto 2019, il giorno in cui il Sudtirol è tornato umano (aveva già avuto la presidenza Mihai Più agli albori del progetto, ndr). Cosa significa per voi quella data, e in generale l’avventura con questa squadra?

Davyd: La Forst Sudtirol/Altoadige per me è una sorta di riscatto dopo la tragica esperienza con l’Udinese; avevo bisogno di una rivalsa e di dire al mondo del PG che non ero solo un dirigente pasticcione, ma una persona che in un ambiente sereno e divertente riesce a trascinare la squadra, coadiuvato in prima battuta da Stefano Santoro e poi da Edoardo Pessano e Nicolò Gubbioli.

Pessano: Buongiorno, per me la data segnante in realtà è il 20 Gennaio, giorno in cui sono entrato in società come DS, per poi fare l’upgrade e diventarne anche presidente quasi un mese dopo, il 19 Febbraio, giorno in cui abbiamo preso il Cagliari da Andrea Conte e Agostino Lupo affiliando le due società! Per me è stato un momento davvero entusiasmante sia a livello personale poichè ho potuto ampliare le conoscenze di altri utenti del progetto, sia perchè ho arricchito la mia esperienza all’interno dello stesso!

Santoro: Quando il presidente Andryiesh mi ha proposto la panchina mi ha sorpreso, sono anni che alleno e che sono appassionato di tattiche ma non avevo mai allenato dei ragazzi veri e mai all’interno del progetto da quando ci sono entrato. Sono partito con grande entusiasmo e sapevo che sarebbe stata dura perché eravamo gli ultimi arrivati ma non ho mai perso le speranze e quando è successo la squadra e la dirigenza mi hanno sempre sostenuto.

Gubbioli: Per me quella data significa molto, pochi giorni dopo sono entrato a far parte del progetto e quindi della Forst ed è incredibile pensare che ora sia anche il DS, di questo devo ringraziare sia i presidenti che il mister.

2) Presidenti, come mai la scelta della squadra è ricaduta proprio sull’Alto Adige? Appassionati della montagna o semplicemente una casualità?

Davyd: La società è stata scelta da Santoro che è un po’ masochista (ride, ndr), erano in lizza altre società del girone B e C dove potevamo fare un campionato più sereno. Il richiamo della Forst è stato troppo forte e credo sia stato fondamentale per la storia della nostra squadra nel progetto, ciò ha spinto la squadra ad essere più attiva.

Pessano: Per quanto riguarda me, come detto, la scelta è stata poi automatica essendo stato prima DS di entrambe le società. Il caso vuole che tutte le società in cui ho un ruolo (da giocatore sono nel Drink Team) sono accumunate dall’alto grado alcolemico!

3) Nel corso di questi 8 mesi la squadra ha preso forma, sotto la guida del buon Stefano Santoro. Mi rivolgo a lei mister, quali sono i giocatori che più l’hanno impressionata tra i suoi ragazzi? C’è qualcuno che si distingue particolarmente per attività dentro e fuori dal campo?

Santoro: Non mi piace fare nomi e dire preferisco questo giocatore a quest’altro, ma se proprio dovessi ti direi Esposito, per la passione che ci mette ad alzare il morale dei compagni dopo le sconfitte, Gubbioli che gli dà man forte e fa anche le grafiche, Altieri che fa le pagelle post partita, il capitano Sarto che ha sempre una parola buona per tutti, Yeep e Nicer che litigano in chat e ci fanno fare tante risate e tutti gli altri. Non fatemene scegliere uno, non riuscirei, ognuno è speciale a modo suo e sono orgoglioso di loro.

4) Essendo comunque una squadra ancora “neonata”, con giocatori appena creati, i risultati non sono molto incoraggianti, essendo voi al 17° posto nella classifica della serie C, girone A. Crede in una rimonta nel girone di ritorno, riuscendo magari ad agganciare un posto per i play-off?

Santoro: Il posto in classifica non mi preoccupa, come detto la squadra è giovane, lottiamo contro squadre che da anni giocano insieme a memoria, ho iniziato il campionato con 15 giocatori e ne ho persi due dopo poche settimane, ho fatto il girone di andata con soltanto 13 giocatori passando ben due turni di coppa Italia serie C e i ragazzi hanno dato tutto. C’è stata una sconfitta per 6-0 dopo la partita di coppa dove i ragazzi sono entrati in campo stremati e sapevo già che non sarebbe andata bene ma loro fino alla fine sono rimasti in campo. È arrivato Gennaio, sono arrivati 4 nuovi giocatori, un paio sono partiti e in due gare abbiamo vinto e pareggiato. Non ci montiamo la testa, i playoff sono un obiettivo per la prossima stagione, quest’anno vogliamo vincere qualche partita disturbando le prime della classe a cui daremo filo da torcere, non pensassero di venire qui a farsi una passeggiata perché venderemo cara la pelle!

5) Mentre la panchina è salda nelle mani di Stefano, il ruolo da DS è stato occupato da più persone in questi mesi: Alessandro Aiello, Ferdinando Grimaudo, per finire con Nicolò Gubbioli coadiuvato da Pessano. Presidente Davyd immagino che, sebbene sia finito il rapporto lavorativo, ci sia sempre stima reciproca tra lei e i suoi ex DS. Ha qualche aneddoto da raccontare su di loro e sulle trattative da loro compiute?

Davyd: L’esperienza alla Forst di Aiello è durata solo qualche giorno per l’entrata in vigore della regola del monoruolo pure in C, quindi ho poco da raccontare. Grimaudo è un nome portato da Santoro, un ottimo direttore che ci ha guidati nel momento più difficile della società, ovvero completare la squadra e non perdere l’entusiasmo dei ragazzi che erano appena entrati nel progetto. Un piccolo consiglio: deve essere meno prudente e buttarsi di più nelle trattative. Buona fortuna, fatti valere alla Juve.

6) Al momento, il mercato del Sudtirol vede la vendita di Luca Zorloni al Livorno, di Andrea Arzà all’Avellino e l’acquisto di Davide Sebastian dal Como e di Matteo Gatto dalla Juve Domo, l’inserimento di Vittorio Espinosa dalla lista svincolati e il prestito dall’Aquila di Simone Gatti. C’è ancora qualcosa che bolle in pentola, per il mercato di riparazione?

Pessano: Abbiamo venduto da poco Aloisi, terzino polivalente, utilizzando poi il bonus Scout per acquisire Romeo Deganello, fotografo nella vita, che sarà una valida alternativa sia sulla fascia che, nel caso, al centro della difesa. Altri eventuali movimenti li pondereremo con assoluta calma e tranquillità essendo riusciti, non con poche difficoltà, ad arrivare ad oggi con 15 attivi su 15, cosa non da poco in una società di C.

Gubbioli: Al momento nulla bolle in pentola ma mai dire mai, fino all’ultimo secondo di mercato non escludo nulla, specie per le improvvise e stravaganti idee di Davyd.

7) Da pochi giorni è ufficiale l’affiliazione tra Cagliari e Sudtirol, due realtà unite dalla birra (Ichnusa da una parte, Forst dall’altra). Cosa cambierà quindi per quanto riguarda le ambizioni societarie? Il Sudtirol diventerà la cantera del Cagliari o cercherà comunque di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama di ProgettoFM?

Davyd: L’affiliazione è nata per aiutare il Cagliari perché rischiava di avere una crisi profonda e i nostri predecessori non avevano il tempo o la voglia di gestirla. Quando Pessano mi ha chiesto una mano non potevo tirarmi indietro; gli obbiettivi sono differenti quindi anche il coefficiente di difficoltà si è alzato. La Sudtirol e la Ichnusa sono due entità differenti che difficilmente si incroceranno nel mercato perché siamo contrari allo smantellare la squadra in C per aiutare la squadra più blasonata, ognuno ha il diritto di giocare con le proprie carte e bisogna intervenire nel mercato quando il mazzo è corto ma senza rovinare quello della squadra sorella.

Pessano: Le due società al momento non vedranno eventuali prestiti o scambi tra i giocatori. L’obiettivo comune sarà quello di alzare il più possibile l’attività di entrambe, poi in estate vedremo se ci sarà la possibilità o l’esigenza, di creare una sinergia di mercato.

Con due casse di birra sottobraccio, salutiamo la dirigenza e le auguriamo un girone di ritorno carico di risultati positivi sia dentro che fuori dal campo!

Articolo di Emilio Ivaldi

Progetto FM – Un nuovo mister nel progetto: Andrea Marini

Fresco di patentino e già seduto su una panchina importante, stiamo ovviamente parlando di Andrea Marini, nuovo tecnico del Benevento da qualche giorno, che si ritrova improvvisamente proiettato in una realtà molto particolare.
Benevento che ha da poco cambiato presidenza e che si ritrova, con molti inattivi, a dover lottare per la permanenza in A e per l’Europa League, in quello che sarà un finale di stagione ricco di imprevedibilità!

Giornalista: “Diamo il benvenuto ad Andrea Marini, neo mister in progetto Fm e fresco di assunzione da parte del Benevento. Parlaci un po’ di te: chi sei dentro e fuori dal progetto?”
Andrea: “Buongiorno a tutti, sono Andrea Marini. Abito in un piccolo paesino bresciano, studio elettronica e gioco a basket nella squadra del mio paese. Mentre nel progetto sono il difensore centrale del Latina in serie C/C e appunto neo-allenatore del Benevento.”

Giornalista: “Com’è nata questa tua passione per la parte tattica del calcio?”
Andrea: “Non avendo una squadra del cuore mi son sempre concentrato più sul tipo di gioco che sul tifo, cosa ancora più accentuata dopo gli europei con Conte allenatore.”

Giornalista: “Parlaci un po’ del tuo stile tattico: moduli, movimenti e tutto ciò che ti piacerebbe vedere in campo dalla tua squadra, qualsiasi essa sia.”
Andrea: “Prima di qualsiasi movimento palla voglio vedere pressing e voglia. È la voglia che fa vincere. Il 352 è un modulo che si basa totalmente sul pressing e se effettuato nel modo sbagliato comporta tanti rischi. Per i movimenti invece dei dai e vai veloci sono ideali perchè si ha teoricamente superiorità e porta gli avversari a perdere posizione velocemente. Le punte devono aiutare, pressare e fare anche il lavoro sporco.
Se invece dovessi emulare un allenatore con difesa a 4 sceglierei Fonseca che, con i movimenti dei terzini, ha scosso la serie A. Se si nota anche lì abbiamo Dzeko, il giocatore più importante della squadra, che fa anche da regista oltre che da centravanti!”

Giornalista: “Veniamo ora al nuovo incarico: inizi subito nei grandi palcoscenici come Serie A ed Europa League, ma la situazione al Benevento appare molto compromessa, che opinione ti sei fatto a riguardo?”
Andrea: “Prima dei risultati voglio che a tutti torni la voglia. Avere giocatori inattivi e non motivati compromette l’obiettivo finale: salvarsi.”

Giornalista: “Come vi state muovendo con la società per rimediare agli errori della vecchia gestione? Avete un programma a lungo termine?”
Andrea: “Risaniamo il bilancio, ricreiamo un gruppo affiatato e vediamo se ci salviamo. Da lì decideremo poi cosa fare.”

Giornalista: “In termini economici la competizione europea può sicuramente aiutare grazie a cospicui premi, come affronterete questa competizione sapendo che potrebbe togliere forze importanti in vista della volata salvezza?”
Andrea: “Non dobbiamo dare precedenza a una competizione rispetto a un’altra. Giocheremo sempre per vincere cercando di proporre calcio. Subentrerà anche chi gioca di meno e questo è un bene per tutti. Abbiamo la capacità di salvarci e tentare di andare avanti in una competizione maggiore e ci proveremo!”

Giornalista: “Vorrei concludere l’intervista con una domanda secca: per te è meglio un utente attivo o una scheda migliore? E perché?”
Andrea: “Sicuramente l’utente attivo. Se è inattivo la scheda può solo peggiorare e alla lunga diventerebbe scarso. C’è poi da dare risalto a chi si impegna e si è innamorato del progetto, ricordandosi che sta mettendo tempo che potrebbe dedicare ad altro!”

Giornalista: “Ringraziamo il mister per l’intervista e gli auguriamo il meglio per questo finale di stagione!”

Articolo di Alessandro Gallo



Progetto MK-Ultra pronostica: Pallone d’Oro

Come nel Fuffa, il Pallone d’Oro è uno dei sogni più reconditi di qualsiasi giocatore del Progetto, un obbiettivo da raggiungere e che potrebbe lasciare un ricordo indelebile nelle menti di ogni vincitore, ma cosa ne pensa la Redazione del Progetto MK-Ultra? Chi, secondo i vari giornalisti che lo compongono vincerà l’agognato trofeo?

Per rispondere a questa domanda abbiamo pensato di dividere le risposte a 3 categorie di appartenenza, per riuscire anche a rappresentare un campione di quello che può essere il pensiero popolare del Progetto.

La Prima Categoria è quella dei Godfathers, “i potenti”, coloro che partecipano da tempo e ricoprono posizioni di spicco all’interno del folto staff del Progetto.

SALVATORE CAMPAGNA

“Salve a tutti, i favoriti potrebbero sembrare i soliti. Gallarato su tutti per una riconferma che sarebbe storica. Seguito da Campagna, Pattarozzi, Marchi e Di Gloria. In teoria dovrebbe esserci molta Lazio sul podio del pallone d’oro. Sarebbe la cosa più logica vista l’annata dei biancocelesti ma la community si sa a volte può fare brutti scherzi. Prevedo un colpaccio da parte di un outsider e se dovessi puntare qualche spicciolo lo punterei su De Donatis. Conosciuto da tutti, i “nuovi” potrebbero votarlo in tantissimi per la simpatia che mostra in live ed il Genoa ha in rosa parecchi allenatori. Altri nomi? Ballarini (vedi discorso ADD) e Costarella.
Il mio podio logico: Gallarato, Campagna, Costarella.
Il podio strano: De Donatis, Costarella-Ballarini.”

PIER GAETANO FULCO

“Se la giocano Campagna e Gallarato, un outsider può essere Pironti. Penso che contro Gallarato giochi il fatto che non si voglia farlo vincere due volte consecutive allo stesso e per Campagna che comunque spaccando a metà il mondo del progetto, potrebbe trovare tanto sostegno inaspettao quanti detrattori (che comunque se non si distribuiscono su uno solo non creano danno)”

ARNALDO FIGONI

“Secondo me sarà lotta a due tra Campagna e Gallarato. Mi aspetto anche tanti voti per i ragazzi del Torino, la finale di Europa League raggiunta non passa inosservata. Però credo che vincerà Gallarato.”

LORENZO SAVINI

“I miei nomi sono: Gallarato, Campagna e De Donatis. Per influenza e simpatia all’interno del Progetto (tranne Campagna, lui è antipatico)”

ALESSANDRO TERZO

“Secondo me sarà una sfida a due tra Campagna e Gallarato. Sono due giocatori fortissimi oltre che utenti conosciuti e rispettati. Oramai Di Gloria penso abbia perso appeal, con tutto il rispetto. Mi piacerebbe vedere tra i top Cazzamalli e Catalano, per il loro modo di vivere il progetto capace di coinvolgere chi gli sta intorno, sarebbe un bel premio per loro.”

ALESSANDRO DE MEO

“I miei nomi sono Campagna, Gallarato e Marchi, un Underdog potrebbe essere De Donatis.
Do come favorito Campagna su Gallarato in quanto in attacco c’è anche Di Gloria ed è più facile che si siano spartiti i voti.
Marchi terzo perché la Lazio ha dominato e dopo Gallarato e Campagna è il giocatore più importante e influente a mio avviso.
Possibile sorpresa De Donatis nonostante il fallimento Genoa perché conduce le live e attira sempre molte simpatie.”

NICHOLAS MICHELINI

“Secondo me potrebbe vincere Campagna, sul podio un altro della Lazio e il secondo/terzo potrebbe essere una figura che è più un riferimento generale piuttosto che uno che ha fatto una bella stagione, ma dal momento che ho dubbi su come molti possano interpretare il proprio voto ne deduco che potrebbe andare in qualsiasi modo”

La Seconda Categoria è quella degli Operosi, coloro che fanno parte di questa realtà già da qualche stagione e che contribuiscono o hanno contribuito all’attività del Progetto ricoprendo altri ruoli oltre che quello del giocatore.

VALERIO ARNONE

“Questa è una domanda difficile. Direi Gallarato, se non lui Di Gloria. Il primo sta letteralmente asfaltando la B da allenatore, e la A da giocatore, mentre il Secondo è uno dei 3 attaccanti più forti del progetto (come Gallarato).”

GIOVANNI ESPOSITO

“Vinco io, a prescindere.”

CRISTIAN MARCHESE

“Io credo nell’immenso Gallarato”

La Terza e ultima Categoria è quella dei Nuovi Arrivati, iscritti di S5 o di metà S4 che approcciano o che si stanno ancora approcciando al Macrosistema del Progetto.

ADRIAN NADIR

“Spero non Campagna o De Donatis. Mi piacerebbe vedere un outsider: Fulco.”

GIOVANNI NISI

Penso il pallone d’oro si accasi a Roma sponda biancoceleste. I miei nomi sostanzialmente sono due: Salvatore Campagna, utente pluriaffermato del progetto, di cui non ci sarebbe nemmeno bisogno di presentazione. Credo che la sua attività e il suo impegno, conditi dai risultati merito un riconoscimento adeguato e Gabriele Marchi, sicuramente sembrerò di parte per il mio ct, ma c’è da dire che in quanto ad attività è sempre uno dei primi. Uno come lui nel Progetto serve sempre, adatto con i nuovi iscritti (forse la persona che consiglierei maggiormente per un nuovo arrivato). I numeri che sta racimolando alla Lazio dimostrano quanto lui meriterebbe questo premio.

ANDREA ARZÀ

“Per quello che ho potuto vedere, Campagna e Gallarato sono state due figure di spicco, ma spero che Mattia finisca almeno tra i Primi 10”

PRONOSTICI DEL GIORNALISTA (DAMIANO MATTIA)

“Per me vincerà uno tra Gallarato e Campagna, per prestazioni e impatto sul Progetto. Come Underdog vedo Marchi per la sua produzione massiva di attività giornalistica al Foggia.”

Un nuovo mister nel progetto: Alessandro Calchi

Da qualche giorno Alessandro Calchi è diventato ufficialmente il nuovo allenatore del Varese; il terzino del Bologna, già presidente del Novara, inizia così l’ultimo ruolo dirigenziale che gli mancava: quello del mister!
Per celebrare questa speciale occasione siamo andati ad intervistarlo!

Giornalista: “Benvenuto innanzitutto, per chi ancora non ti conosce spiegaci chi sei, sia in game che fuori!”
Alessandro: “Fuori dal progetto sono un umile studente universitario che studia a Brunico in provincia di Bolzano. Mentre internamente al progetto sono conosciuto più che altro come pagellista ignorante, ma sono anche presidente del Novara e giocatore del Bologna!”

Giornalista: “Sei alla prima esperienza su una nuova panchina, cosa ti aspetti da questo incarico? Che obiettivi ti sei posto per questa tua prima esperienza? E dove credi possiate arrivare?”
Alessandro: “Mi aspetto di divertirmi e di acquisire una buona esperienza online. In primis però l’importante rimane il divertimento. Per questa mia prima esperienza l’obiettivo calcistico è cercare di rimanere ai Play-off e provare a giocarsela con tutti. Riprendere il Pordenone non credo sia nelle nostre possibilità, ma proveremo a dar fastidio a tutti”

Giornalista: “Cosa credi che si aspetti invece la dirigenza del Varese da te?
Alessandro: “Credo si aspetti che io aiuti a trasmettere ai miei giocator la voglia e la dedizione per questo progetto, in modo da avere il gruppo sempre più attivo!”

Giornalista: “Come ti sei trovato all’interno dello spogliatoio? Che gruppo hai trovato? Hai già in menta qualche possibilità tattica?”
Alessandro: “All’interno dello spogliatoio attualmente sto trovando bene, ho un gruppo abbastanza attivo e pronto ad attivarsi ancora di più. Penso di sfruttare il 4231, ma non spoilero altro!”

Giornalista: “Tralasciando l’incarico attuale, che tipo di allenatore è Alessandro Calchi?”
Alessandro: “Sono un allenatore che cerca sempre ad adattarsi a ciò che ha a disposizione. Come modello ho il buon Eusebio DI Francesco, mi piace pressare alto e aggredire l’avversario!”

Giornalista: “In poco più di un anno nel progetto hai girato diverse squadre, questa però è la tua prima avventura da allenatore, cosa ti ha spinto a provare questo ruolo? E cosa credi di poter dare come allenatore alla tua squadra?”
Alessandro: “Si è vero, ho girato tanto. Io sono un giocatore e un amante di FM e questa mia passione mi ha spinto a provare questa avventura in quel di Varese. Credo di poter aiutare anche in termini di attività, provando a spronare chi è meno attivo, trasmettendogli la mia passione per questo progetto e per questo gioco!”

Giornalista: “Vorrei concludere chiedendoti questo: se in futuro il tuo ruolo di allenatore e quello di presidente dovessero entrare in conflitto causa monoruolo, quale avrebbe la precedenza per te?”
Alessandro: “Per decidere dovrei trovarmici in questa situazione, ma credo proprio che darei la precedenza alla presidenza, non lascerei mai scoperti i miei ragazzi del Novara.
Vorrei concludere salutando i miei compagni ed il mister del Bologna, i miei amici del Frosinone, i ragazzi e gli altri 2 presidenti del Novara, Ottaviani e Massari, ed infine i ragazzi del Carpi ai quali, nonostante tutto, tengo sempre un posto nel cuore. Grazie per l’intervista!”

Ringraziamo anche noi mister Calchi per l’intervista e gli auguriamo il meglio per questa nuova avventura!

Articolo di Alessandro Gallo



L’Eco di Frosinone – Novembre

Un caro augurio (un po’ in ritardo) di buon anno 2020 dalla redazione di The World of Football, rieccoci con l’appuntamento mensile per parlare della squadra col tasso alcolico più alto dell’intero Progetto FM, il nostro amato Frosinone.

Il mese di novembre comincia subito con una convincente vittoria per 3-1 contro la Lucchese, dove il buon Amendola apre le marcature al nono minuto con una sventola da fuori aerea. Dopo poco ecco il primo dei due miracoli di questa partita: viene assegnato un rigore per la Lucchese, ma il portierone Castagnoli riesce a parare il tiro di Benedetti grazie agli allenamenti effettuati nei mesi precedenti per sbloccare l’Ultra Istinto, colpendo la palla con la punta delle orecchie. Il tabellino dei gol si allunga con il tap-in del solito Guzzi su assist di Santiglio. Chiari i segnali di risveglio dell’attaccante originario della Mancia: che sia stato il cenone di Capodanno a base di fagioli piccanti e tequila oppure la vincita del “Te caccio” Awards, il premio che determinerà il primo giocatore ad essere ceduto dal Mostro di Frosinone nel mercato di gennaio? Ai posteri l’ardua sentenza. Accorcia le distanze la Lucchese con Ercoli, ma ecco che si avvera il secondo miracolo della serata: Ottaviani pennella un lancio da 40 metri che il buon Santiglio riesce a intercettare, approfittando di un po’ di propulsione extra fornita dalla digestione dei fagioli per scavalcare i difensori avversari, e segnare la rete finale. Ora possiamo dirlo, Santiglio ha smesso di andare contro i mulini a vento ed è finalmente tornato a segnare!

Santiglio al cenone di Capodanno

La seconda partita del mese ci vede con il Lecce dell’ex mister Piu; conscio dell’impossibilità di battere la corazzata Frosinone, Mihai corrompe il mister “in terza” (ricordiamo che il Maestro Alfio Grasso è il secondo) Son Prop Na Pip, arrivato alla corte ciociara ripercorrendo al contrario la Via della Seta in sidecar con suo cugino Haio Fuso Lamoto. Dopo aver messo K.O. mister Guzzi usando il Fulmine di Pegasus ed impedendo ad Alfio di sostituirlo avendolo fatto portare da Haio all’all you can eat di sushi, prende le redini delle squadra e riceve in cambio da Mihai le ultime due figurine dei Pokémon che gli servivano per completare l’album: Magikarp e Slowpoke. Son Prop, come indica chiaramente il nome, non ne capisce una mazza di calcio, preferendo la più nobile arte dell’origami mentre si trova in panchina. La squadra è quindi senza allenatore, ma per fortuna il Maldini di noialtri Sciubba segna già nei primi minuti, e conduciamo in vantaggio per tutti il primo tempo fintanto che non arriva, al 42esimo, il gol del Lecce con Iannella. Nella ripresa il mister venuto dall’oriente, finito il suo origami, tenta di dare una sua impronta alla manovra passando da un ottimo 4-4-2 ad un in quel contesto inutile 4-5-1 confermando ancora di più la sua inettitudine. Si porta in vantaggio il Lecce quasi allo scadere dei 90 minuti con gol di Piarulli, ma il buon Ottaviani si ricorda dell’unico tiro efficace insegnatoli da Son in allenamento, e scarica da punizione un Tiro della Tigre di inaudita potenza al 93esimo, agguantando almeno il pareggio. Grande rammarico per la squadra, che è però già proiettata a rialzarsi e ad affrontare la prossima sfida col coltello tra i denti.

Haio mentre offre il sushi al buon Alfio

Sfida che ci vede contrapposti al Palermo, con la serpe in seno Leo Vecchio beccato a mettere !fan Palermo invece di !fan Frosinone in live; duro il commento del presidente-fantoccio Cioè: “A Vecchio, io te caccio!” (parla lui che è stato visto più volte mettere !fan Drink Team…) La partita è in chiaro e si sa, quando siamo in live ne succedono di cotte e di crude. Il primo tempo calma piatta, ma è nel secondo tempo che avviene il fattaccio: il nostro Parrotto, colto da un’improvvisa voglia di giocare a “ce l’hai”, tocca il suo avversario che rimane stranito dal gesto del difensore, sebbene totalmente innocuo. Non dello stesso parere l’arbitro, che vede nel gesto del buon Dave un possibile elemento di disturbo della partita, decidendo di mandarlo anticipatamente sotto la doccia. Ecco le parole di Parrotto nel dopopartita: “Il mio avversario non se lo ricorda ma frequentavamo lo stesso asilo, sono vent’anni che aspetto di potergli ridare il ce l’hai! Finalmente la fine di un incubo, è stato un rosso ben speso”.  Giocando 10 VS 11 il Palermo riesce nella goleada, con gol di Ceraolo, Scibetta e Ales allo scadere del recupero, per noi invece un’altra sconfitta e le zone nobili della classifica sono ormai un miraggio.

Rara foto di Parrotto ai tempi dell’asilo

Ultima partita del mese ospiti contro l’Entella, partita purtroppo persa anche questa e che ci vede sprofondare sempre più nelle zone basse della classifica. Il primo gol dopo soli quattro minuti con Gasbarri, punizione dalla trequarti e palla in area, Castagnoli non esce, serie di batti e ribatti e la palla finisce lemme lemme in porta con il portierone (d’hotel) che se la lascia praticamente scivolare dalle mani. Alla mezz’ora sull’asse Ivaldinho – Imperatore nasce un gol da 20 metri di Fedeli, dove risulta chiara l’influenza benefica del mio passaggio precedente al gol, e per questo il Sommo mi ha promesso 200 ducati d’oro, un appezzamento terriero e uno Ius Primae Noctis con la moglie di Carlo Magno. Tornando alla partita, al 68° perde palla Vecchio (aaaaaaah Vecchio!) e Rocca riesce a segnare il gol del 2-1, a Casta invece consigliamo una bella visita oculistica perché secondo noi la palla non la vede proprio, ed è difficile parare qualcosa che non si vede. Nonostante Fedeli tenti in tutti i modi di spronarci a dare il massimo offrendo castelli, tesori ed armature a chiunque riuscisse a segnare almeno il gol del pareggio, la partita finisce senza che vi siano più gol.

Il castello promesso dall’Imperatore Lars I

Molto amareggiati da un novembre dove sono stati fatti 4 punti in 4 partite, urge una cura per questo Frosinone un po’ acciaccato. Al prossimo mese con le ultime partite del girone di andata, sempre sull’Eco di Frosinone di The World of Football!

Il tabellino delle partite

Ricambio generazionale

“Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro.
Poi ancora insiste Podolski, Cannavaro, Cannavaro
via in contropiede con Totti
dentro il pallone per Gilardino
Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina
cerca l’uno contro uno, Gilardino
dentro Del Piero, Del Piero, goooool!
Aleeex Del Piero, chiudete le valigie, andiamo a Berlino!”

Cinquantadue parole, otto frasi e mille emozioni

30 secondi che ogni appassionato di calcio conosce a memoria, perché qualsiasi sia la squadra che si tifa, tutti noi abbiamo anche un po’ di azzurro nel cuore.
Indossare quella maglia ti scalda il cuore, che tu sia in campo a sudare o sugli spalti cambia poco, in quei 90′ sul terreno di gioco non ci sono solo 11 giocatori, ci sono oltre 60 milioni di italiani.

La nazionale svolge un ruolo fondamentale anche all’interno del progetto: quest’anno più che mai, con la rinascita di molti senatori, l’Under 19 si sta ritagliando uno spazio importante nella crescita dei nuovi giocatori, che si ritrovano spesso a contatto con utenti storici del progetto.

In appena due convocazioni sono già 10 gli utenti di S5 che hanno trovato un posto in nazionale: 3 nella prima convocazione e 8 nella seconda, mentre molti altri sono rimasti fuori dopo esser comparsi nelle pre-convocazioni.

Entrare nel progetto e ambientarsi non è mai una cosa facile: molto dipende dalla squadra in cui si decide di giocare, l’unica cosa certa è che riuscire a mantenere un livello di attività alto non è mai una cosa banale: in nazionale molti utenti hanno la possibilità di condividere lo spogliatoio, seppur virtualmente, con dei membri storici del progetto, basti pensare a Paolo Bianchi o Donato Sodano.

Cerchiamo ora di analizzare l’importanza di questa situazione scambiando due chiacchiere con chi dirige il tutto: il mister Daniele Fulco!

Giornalista: “Mister per quei pochi che ancora non ti conoscono, parlaci un po’ della tua storia nel progetto, da calciatore e non!”

Fulco: “Ho iniziato la mia esperienza in Progetto FM come calciatore dell’Entella, dove tuttora milito dalla lontana Stagione 3. In passato sono stato presidente della Casertana e del Novara dove ho anche allenato ad inizio stagione 4 e attualmente sono presidente/allenatore della Triestina e MM della Casertana e del Milan. Sono un po’ ovunque!”

Giornalista: “Focalizziamoci ora un po’ più sulla nazionale U19: hai ereditato una squadra vincente da mister Sedda, la quale però ha avuto bisogno di essere rinnovata molto in questa nuova stagione. Come stai gestendo questo mix che ti mette a disposizione molti nuovi utenti attivi e altrettanti membri storici che sono rinati?”
Fulco: “Sto cercando di dare opportunità a tutti gli utenti attivi portatori di bonus. Ho sovrabbondanza di difensori e terzini e carenza di ali e di punte e lì dove posso premiare più utenti possibile effettuo numerosi cambi. Tutti partono dallo stesso nastro di partenza, è alla lunga che a confermarsi saranno gli utenti più attivi!”

Giornalista: “Soffermandoci sull’attività: è sicuramente una delle cose più difficili da comprendere a pieno per un nuovo utente, secondo te quanto può la nazionale aiutare ad essere più attivi?”
Fulco: “La nazionale è un premio all’attività che deve essere incentivata coinvolgendo e gratificando l’utenza più partecipe a prescindere dalla sua popolarità. Magari se trasmettessero più volte le partite anche delle due Under non sarebbe male per coinvolgere maggiormente i convocati.”

Giornalista: “Parlando del coinvolgimento, quanto affidamento fai sui senatori, mi vengono in mente due nomi come Bianchi e Sodano, e quanto pensi possano essere decisivi nell’aiutare i nuovi utenti?”
Fulco: “Paolo e Donato sono già degli esempi di utente perfetto sia come persone sia come staff. Credo non abbiano bisogno di fare altro se non di essere esempi concreti di partecipazione e di correttezza. Le volte che non sono stati convocati lo hanno accettato serenamente in nome di un maggior coinvolgimento delle nuove leve. La nazionale già l’hanno giocata ma sicuramente potranno essere utili anche da ragazzini!”

Giornalista: “Per concludere ti chiedo qual è la partita dell’Italia che ti ha trasmesso più emozioni?”
Fulco: “La finale dei mondiali del 2006. È scontata ma per un classe ’91 che ha vissuto quel Mondiale vinto da adolescente appassionato di calcio è qualcosa che tuttora non riuscirei a descrivere!”

Giornalista: “Mister non mi resta che ringraziarti per questa intervista!”
Fulco: “Figurati, è stato un piacere!”

Proviamo ora a spostare l’inquadratura e osservare il tutto dal punto di vista di un nuovo utente: l’entrata in un mondo così ampio e dettagliato, la difficoltà nel comprendere il tutto. Bene, la domanda che ci siamo posti è questa: può la nazionale aiutare, oltre ovviamente al club, ad una maggiore attività?

Il modo migliore per rispondere a questa domanda è sicuramente chiedendo a chi lo sta vivendo in prima persona, ecco perché siamo andati a fare due chiacchiere anche con due utenti S5 entrati da poco nel progetto: Edoardo Pessano e Luca Cirone.

Giornalista: “Partiamo dal principio. Come sta andando in questi primi mesi la vostra carriera nel progetto? Siete soddisfatti?”

Pessano: “Devo dire che meglio di così non poteva iniziare! Sono stato pescato quasi per caso dal Drink Team e il gruppo è pieno di matti con cui scherzare. Di gente esperta ce n’è molta: Ballarini, Esposito, Bellinato, Cioè, Berishaj e potrei andare avanti ancora. La loro voglia e simpatia è stata travolgente tanto da portarmi ad avere la voglia di iniziare a fare il giornalista prima e DS poi, il tutto in soli 4 mesi da quando faccio parte del progetto. Unico neo, quel maiale di Urbano (ride, ndr)!
Per quanto riguarda il ruolo di DS al Cagliari ho iniziato da poco, sto prendendo a poco a poco le misure con la squadra. Venendo dalla C è un gruppo nel complesso meno propenso allo spam ma che ha ottimi elementi con cui iniziare un bel progetto di dominio assoluto! Al di fuori delle squadre ho il ruolo di giornalista per Free Kick, che mi ha dato la possibilità di essere a contatto con molte persone interessanti, idem con il team del FANTA PG con cui stiamo realizzando una follia, ve lo assicuro!”

Cirone: “Finora mi sono trovato molto bene sia all’interno del Progetto che all’interno della squadra. Ho avuto la fortuna di capitare in un gruppo molto attivo con cui parlo e scherzo di argomenti inerenti al Progetto e non. Ho trovato sempre qualcuno di più esperto disposto ad aiutarmi a capire fino in fondo le grandi potenzialità di questo gdr. Tutto sommato la stagione procede bene, occupiamo un’ottima posizione in classifica nonostante le premesse fossero a nostro svantaggio e siamo anche riusciti ad allargare la squadra rispetto agli 11 risicati che avevamo ad inizio anno.”

Giornalista: “Perfetto, entriamo ora in ambito nazionale; siete due giocatori molto diversi tra voi: uno arriva dalla A mentre l’altro dalla C, ma entrambi avete subito mostrato una grande attività che ha convinto mister Fulco a chiamarvi già alle prime partite. Che tipo di clima avete trovato in nazionale? Simile o diverso rispetto a quello che si respira nel vostro club?”

Pessano: “Beh, diverso perchè con il gruppo di whatsapp è più facile conoscersi con i compagni di club, ma vestire la maglia della Nazionale è sempre bello! Sono riuscito a segnare il primo goal in assoluto nel progetto proprio in Nazionale e l’ho fatto con una doppietta! Quindi chiederei gentilmente a Mister Pennisi di sentire il CT Fulco per avere istruzioni in merito (ride, ndr)!

Cirone: “Sono stato subito molto felice di aver ricevuto la chiamata da mister Fulco in nazionale U19. Qui ho avuto la possibilità di incontrare tantissime nuove persone esterne al Latina, per la maggior parte già esperti del Progetto. Devo ammettere che stringere legami in nazionale è molto più complicato che non farlo nella propria squadra di club, soprattutto per il fatto che i convocati cambiano sempre e il gruppo spogliatoio dell’ U19 viene usato relativamente poco. Per il resto sono comunque soddisfatto della chiamata, sperando che anche i miei compagni possano andarci e mi augurp di fare il mio debutto un giorno dato che sono stato panchinato tutte le partite a causa di problemi del server.

Giornalista: “A proposito di esperti nel progetto: quest’anno più che mai l’U19 è formata da un mix di giocatori ben livellato, tra nuovi utenti e senatori che sono rinati in estate. Quanto vi aiuta essere a contatto con membri così esperti e che influenza possono avere sul vostro sviluppo?”

Pessano: “Assolutamente! La presenza di giocatori esperti è fondamentale, senza di loro sarebbe davvero dura entrare nei meccanismi.”

Cirone: “Da nuovo utente riuscire a capire tutte le varie regole, particolarità e funzionalità del Progetto è veramente tosto. La presenza dei senatori è indispensabile per tutti i nuovi arrivati che vogliono da subito capire tutti i risvolti del gdr. Oltre alla semplice spiegazione delle regole, ringrazio molto queste persone (per me in particolare Gallo, Aiello e Fulchignoni) per gli innumerevoli consigli che mi danno per quanto riguarda bonus e potenziamenti di fine stagione e soprattutto per avermi introdotto in questo mondo pieno di pazzi (ride, ndr)!

Giornalista: “Oramai le nazionali nel progetto spopolano, vi vedete in maglia azzurra ancora per molto o pensate di cambiare in futuro?”

Pessano: “In maglia azzurra c’è più competizione! È più divertente lottare per entrarci!”

Cirone: “Penso e spero di restare ancora a lungo in maglia azzurra, ovviamente puntando alla nazionale maggiore!”

Giornalista: “Concludo chiedendo anche a voi qual è la partita dell’Italia che vi ha trasmesso più emozioni?”

Pessano: “In negativo Italia-Korea al mondiale del 2002 e la non qualificazione al mondiale scorso. In positivo sicuramente tutto il mondiale 2006!”

Cirone: “Sono un po’ troppo piccolo e non ricordo nulla del mondiale 2006, per cui dico gli ottavi di Euro 2016 contro la Spagna!”

Giornalista: “Grazie mille ad entrambi per questa intervista!”

Abbiamo ascoltato sia le parole del mister che quelle di due nuovi utenti, arrivati entrambi già in nazionale, ora non ci resta che confrontarci con due leggende del Progetto, che questa estate sono rinati, passando così dalla nazionale maggiore a quella U19!
Sto ovviamente parlando di Paolo Bianchi e Donato Sodano!

Giornalista: “Benvenuti, inizierei chiedendo anche a voi di parlarci un po’ della vostra carriera all’interno del progetto.”

Bianchi: “La mia carriera è giocoforza legata a doppio nodo con il Fublet.
Quando progetto FM è partito io ero con il mio stand al Crema Comics su invito di Alessandro per presentare, appunto, Fublet.
Lì io e Bruno siamo stati invitati a partecipare al progetto, e inizialmente, non lo nego, la spinta al partecipate è stata più a scopo pubblicitario che altro.
In poco tempo però è diventata una droga ed uno sfogo ed ho quindi iniziato ad appassionarmi seriamente.
All’inizio non è stato facile: il mio alter-ego non mi dava grosse soddisfazioni e la squadra… tantomeno!
Poi è subentrato Martinelli come allenatore ed è stato fondamentale per fare diventare il Fublet un progetto serio e appassionante.
Come detto nonostante la mia attività costante il mio giocatore continuava a non farmi grandissime soddisfazioni…era vecchio, lento, peggiorava di anno in anno nonostante gli “investimenti” in potenziamenti… e quindi da quest’anno ho deciso di ripartire a Catanzaro, nell’affiliata, come 16enne… e devo dire che ora le soddisfazioni stanno decisamente arrivando.
Come ruoli, a causa del tempo comunque limitato dalla vita reale, ho sempre preferito dedicarmi solo alle mie squadre.
Questo fino a S3, quando mi è stato offerto il ruolo di presidente di lega di B.
Il ruolo mi permette di “pianificare” i miei impegni in termini di tempo in un lavoro comunque utile per la comunità e quindi ho deciso di farmene carico.
Ora la carica è salita di un livello, ma non ne sento ancora il peso.”

Sodano: “Nasco al Genoa in S1 (scelsi Genoa perché una delle poche rimaste), dove al primo anno seguii saltuariamente (mi interessava sapere solo i risultati e la mia scheda era difficile da reperire). Poi un mese risultai inattivo (cosa non vera) e da lì scattò qualcosa e iniziai ad impegnarmi di più, nonostante giocassi poco perché il mio personaggio era stato creato malissimo. A fine anno, a causa dei pochissimi soldi per potenziarmi e alla grande forma di Martini, decisi di ruolare come portatore di thè e portaborse di Martini (ride, ndr). Diventai poi presidente del Cuneo in C e Albese in serie D, che ottenne la promozione in C. Infine al termine della stagione S3 sono diventato ranger mentre da quest’anno ricopro l’incarico di mister del Siena!”

Giornalista: “Siete due dei membri storici del progetto che questa estate sono rinati 16enni, ciò ha comportato per voi un cambio di nazionale: passando dalla maggiore all’ U19. Che ambiente avete trovato in queste prime uscite? Simile a quello della nazionale maggiore o diverso in qualcosa, soprattutto visto il grande numero di utenti di nuova generazione presenti?”

Bianchi: “Per risponderti faccio un piccolo passo indietro: secondo me la nazionale è una delle cose più difficile da gestire in assoluto all’interno del progetto. In questo senso devo dire che l’interazione che Fulco sta cercando di mettere in piedi con le società è un qualcosa di splendido. Se fossi solo un giocatore ti direi che mi piacerebbe fare parte della rosa in ogni partita, ma come presidente preferirei che la convocazione fosse premiante anche per giocatori che non necessariamente passano la vita in live, ma che magari sono fondamentali all’interno di una rosa per il supporto che danno, per l’aiuto alla gestione, per mille cose che fanno “al di fuori di quelle ore serali”. In questo senso la gestione di Fulco secondo me è fantastica. Detto questo il gruppo al momento l’ho solo assaggiato. Mentre nella nazionale maggiore conoscevo praticamente tutti ora molti nomi mi sono sconosciuti. Nessun problema, ci conosceremo e vinceremo ciò che c’è da vincere come sempre!”

Sodano: “Sinceramente sono stato di passaggio per ora, avendo avuto una sola convocazione, ma alla fine non cambia molto, è un buon modo per conoscere altri facenti parte del gioco. La diversità c’è sia come visibilità che come motivazioni, ma essendo come un diesel ci metto sempre un po’ a farmi coinvolgere.”

Giornalista: “I nuovi utenti fanno molto affidamento su voi che siete così longevi nel progetto, vi rende orgogliosi una simile responsabilità?”

Bianchi: “Responsabilità è una parola grossa.
Come sempre, e penso di poter parlare anche a nome di Sodano che è l’altro regen, noi siamo sempre a disposizione per qualsiasi cosa, dal consiglio alla spiegazione e via dicendo.
Quindi in generale non la vivo come una responsabilità ma più come un piacere.
Di fatto se la gente si rivolge a noi in questo senso, un po’ di orgoglio c’è, inutile negarlo!”

Sodano: “Molto, mi fa sempre piacere poter dare una mano!”

Giornalista: “Siamo arrivati quasi alla fine. C’è qualche ragazzo che ti ha particolarmente colpito in questi primi mesi in U19? Dovessi dare un consiglio a chi sta iniziando a scoprire il mondo della nazionale in questi primi mesi e uno a chi invece non ne ha ancora avuto la fortuna, cosa gli diresti?”

Bianchi: “È ancora troppo presto per fare un nome: aspettiamo gli impegni importanti e poi ne riparliamo. A chi ha appena iniziato con la nazionale non posso che ricordargli che la maglia azzurra è sempre un premio, e come tale deve essere considerato. Inoltre gli ricorderei il piacere che ha provato nel trovarsi nella lista dei convocati. Questo sia per fargli capire che bisogna impegnarsi per provare certe emozioni, sia per fargli capire quanto possa essere egoistico privare altri della stessa gioia lamentandosi, magari, di una chiamata saltata. Ai meno fortunati invece posso solo dire di esprimersi all’interno della propria squadra: i presidenti sanno chi è meritevole e chi no; Fulco, a sua volta, ha dato la piena disponibilità a sentire tutte le dirigenze quindi non disperate, l’occasione arriverà per tutti!”

Sodano: “Greco della Cuneo Longobarda si è sempre interessato ma non ha ancora ricevuto la convocazione, invece Hakimian mi sembra un grande bomber.
Cosa posso consigliare? Di non pretenderlo, di seguire molto le live, commentare e fare post nel suo gruppo squadra… e non giocare come ala sinistra perchè ci sono già io (ride, ndr). Altro non saprei, forse di godersi tutte le sfaccettature del progetto perché una volta che si inizia a capire è una figata assurda!”

Giornalista: “Per concludere vi chiedo qual è la partita dell’Italia che vi ha suscitato più emozioni e che ricordate piacevolmente!”

Bianchi: “Il mio primo mondiale passato davanti al televisore, seguito per intero… le notti magiche di Italia 90. Partita secca Italia Germania del 2006, penso di non aver mai goduto così tanto per una partita azzurra!”

Sodano: “Ne ricordo soprattutto due: la prima è la semifinale dei mondiali 2006, contro la Germania, in cui ho sudato più di tutti i giocatori che stavano giocando; come seconda invece ti dico la finale dell’europeo Under 21 del 2004!”

Giornalista: “Grazie ad entrambi!”

Siamo arrivati alla conclusione di questa piccola analisi: direi che si possa confermare il nostro iniziale punto di vista.
La gioia di una convocazione viene condivisa con molte persone: la dirigenza e i compagni di squadra in primis perché, in fondo, se si arriva in nazionale il merito è anche di chi ci ha permesso di essere così attivi all’interno del progetto.
I posti, a confronto con il numero di membri, non sono molti, ma non disperate: chi se lo merita avrà la propria opportunità.

Durante le partite tutti dobbiamo sentirci parte della nazionale, che sia arrivata la convocazione o meno non cambia, perché in quei 90′ anche chi non è in campo prova le stesse emozioni, gioie e dolori di chi ha la fortuna di essere lì!
Per cui non mi resta che concludere con forza Italia, forza Senegal, forza Messico e forza qualsiasi altra nazione che in quei 90′ condivide le nostre stesse passioni!

Articolo di Alessandro Gallo


L’Eco di Frosinone – Ottobre

Un saluto a tutti voi lettori di The World of Football, torniamo anche questo mese a parlare della squadra ciociara preferita da grandi e piccini. Reduci da tre vittorie consecutive in campionato, ci affacciamo al mese di ottobre carichi di speranza di una risalita in classifica (e invece…); ma prima c’è l’intermezzo dell’impegno in Coppa Italia.

Impegno che ci vede contro il Sassuolo, una compagine di A, e quindi un ottimo banco di prova per determinare il nostro livello. Torna subito l’incubo formazione sballata alla partenza (aaaaah Guzzi, cambiare il PC no neh?) con Santiglio schierato centrocampista; ok che non segna manco per sbaglio, ma se lo mettiamo 30 metri dalla porta è proprio impossibile che accada. La squadra tiene comunque botta e riesce ad arrivare al 90° sullo 0-0, le azioni salienti arriveranno tutte durante i supplementari. Andiamo sotto con gol di Micheli al 94° e nel recupero del primo tempo supplementare prima l’espulsione di Iacona per doppio giallo, poi il raddoppio del Sassuolo con La Monica. Il soldato Ghenerale, rimasto a casa per preparare l’alberello in mezzo al campo di allenamento, nota una strana luce in mezzo al cielo; è la cometa di Natale, segno che i poteri del nostro Mattia si stanno risvegliando ed è pronto a colpire. Proprio in quel momento, si sveglia dal letargo durato 120 minuti segnando il gol del definitivo 2-1. Purtroppo l’arbitro fischia la fine, per cui la sconfitta è comunque inevitabile, ma i ragazzi sono comunque soddisfatti della gara che nonostante le difficoltà è stata combattuta fino in fondo.

La cometa del nostro Mattia

La partita successiva ci rivede giocare in campionato, contro l’Ancona, sempre in trasferta. La gara comincia subito male, siamo infatti sotto 2-0 dopo appena mezz’ora con gol di Radicchi e Oliverio, ma quand’ecco che parte la rimonta, con Guzzi prima (che sbaglia il rigore, ma segna sulla ribattuta) e Natale poi. Non c’è da sorprendersi per l’exploit in zona gol della nostra ala sinistra: la sera prima infatti Ghenerale, ormai novello Galileo, col suo nuovo telescopio regalatogli dalla dirigenza ciociara ri-avvista la cometa (ribattezzata in suo onore “cometa di Ghenerale” tanto per richiamare l’altrettanto celebre “cometa di Halley”) assicurando quindi prestazioni positive per Mattia. La gara continua sul 2-2 fino ai minuti finali, ecco che però succede un fatto increscioso, che avrà pesanti ripercussioni sui due calciatori coinvolti: per loro si parla addirittura di dover conoscere di persona il Mostro di Frosinone William Cioè, e fidatevi che non c’è nulla di peggio al mondo. Antonucci e Castagnoli, ecco i nomi dei due incriminati, dopo aver evidentemente scommesso sulla sconfitta del Frosinone, si fanno due autogol in 7 minuti per intascare i soldi, condannandoci all’ennesimo passo falso in stagione. Il portiere, neanche fatta la doccia post partita, parte per le vacanze a Singapore, chiaro segno di una vincita improvvisa dato che di solito il buon Casta passa la giornata a chiedere l’elemosina davanti al bar della famiglia di Guzzi. Verranno presi provvedimenti, e ricordatevi: a Frosinone prima la maglia, poi i soldi!

Ghenerale intento col suo nuovo telescopio

Il nostro ottobre da incubo continua con la sconfitta con il Brescia, che ci schianta 4-0 con gol di Mazzei (doppietta per lui), Palladino e Carnevali. Già prima del match l’imperatore Lars Fedeli risultava parecchio adirato nei confronti del suo operatore telefonico (“Maledetta Tim che mi hai fregato la rete, e adesso come faccio a seguire la live?” le sue parole), decidendo di sfogarsi falciando il suo avversario e rimediando un cartellino rosso. Il povero arbitro non sa che, a fine match, verrà gettato nella fossa dei leoni con il seguente capo di imputazione: “ingiusta espulsione del tuo Imperatore Signore e Padrone”. Post live, Lars mi ha informato che è stato graziato, commutando la pena nella semplice amputazione della mano che ha estratto il cartellino. Gli altri giocatori rimasti in campo cercano di risollevare la partita, ma complice le nuvole la cometa di Ghenerale non può essere avvistata in cielo e di conseguenza Natale non può far affidamento sul suo potere speciale. Ci provo io stesso, l’Ivaldinho di Frosinone, a tentare di riaprire la partita con un tiro da fuori aerea, ma quel 7 di finalizzazione e 9 in tiri da lontano mi permette soltanto di calciarla in curva. Purtroppo questa è la terza sconfitta consecutiva, cosa che non fa affatto piacere al Mostro di Frosinone che minaccia la fine della sua presidenza; finalmente il mio piano sta funzionando, boicottando le partite dall’interno Cioè finalmente abbandonerà ed io potrò impadronirmi del Frosinon…. ops, non dovevo scriverlo sul giornale, ma come tutti i cattivi sento il bisogno di spifferare il mio piano ad alta voce.

Una mia rara fotografia, quando il piano malvagio va a buon fine

Ultima partita del mese, siamo contro la Juve Domo allenata dal mister Frattoni; la gara è quantomeno delicata, abbiamo assoluta necessità di tornare alla vittoria per smuovere la classifica. Guzzi ha dubbi fino all’ultimo sulla formazione da usare, se confermare il solito modulo o buttarsi sul 5-5-5 del suo più famoso collega Oronzo Canà; non credendo la squadra pronta per un così grande salto di qualità, decide alla fine di confermare il vecchio schema tattico. La gara comincia e dopo un quarto d’ora sono già stati segnati 3 gol: il primo è della Juve Domo con Rubino I. su rigore, risponde il nostro Ghenerale con un tiro rasoterra e infine Rubino R. su punizione. L’ultimo gol della gara è al 40° e viene dai piedi di Guzzi, anche lui su punizione, per siglare il definitivo 2-2. Nello spogliatoio il clima è teso e rassegnato ma ci penso io in persona, in qualità di DS, a scuotere l’ambiente dal torpore in cui stava cadendo, sia in game che in real life.

Guzzi va a lezione da un vero maestro di calcio, Oronzo Canà
Il tabellino delle partite

Un ottobre veramente disastroso il nostro, con un bilancio di tre sconfitte ed un pareggio, ma la dirigenza ha costruito bene la squadra ed ha fiducia della sua forza. Con la speranza di un novembre decisamente più positivo dal punto di vista dei risultati, vi rimando al prossimo numero dell’Eco di Frosinone, tutti i mesi in uscita su The World of Football!

Emilio Ivaldi