Resoconto Serie B: tutti i numeri della stagione 4

La Serie B si è conclusa: Chievo e Avellino hanno conquistato la promozione attraverso il campionato, mentre il Benevento ha vinto i playoff a discapito del Frosinone, che come tutte le altre qualificate dovranno ritentare l’anno prossimo. Per la lotta retrocessione, alla fine le condannate alla Serie C sono Spezia, SPAL, Livorno e Salò: salva invece la Lucchese, nonostante sia dovuta passare dai playout. Qual è stato il racconto di questa competizione? Quali spunti ha dato? Ecco cosa i numeri hanno raccontato di questo campionato cadetto.

Statistiche Generali

Come evidenziato già in passato, il passaggio da FM17 a FM19 ha portato ad un gioco molto più offensivo. A testimonianza di ciò non solo le 1531 reti segnate nel campionato, che corrispondono ad una media di 70 goal a squadra, ma anche che tredici società superano tale media: sei di queste hanno superato quota 85 e Chievo e Avellino hanno superato quota 100. Qualcuno potrebbe obiettare che proprio i campani falsano la media, con le loro 121 reti, ma in realtà questo discorso non sussiste, visto che il peggior attacco della B, la SPAL, ha fatto solo 34 goal. Ferraresi che non sono però la peggior difesa: quel primato spetta al Salò privo di umani, con 115, seguito dallo Spezia a 114 ed anche il Livorno ha subito più reti con 105. La miglior difesa invece è quella del Vicenza, con 45 reti, seguita dai veronesi con 48. Vicentini che per altro sono il peggior attacco delle squadre qualificate ai playoff e l’unica a non essere andata sopra le 80 reti.

La pareggite ha colpito forte due società: Cittadella, classificata al decimo posto, ha fatto 14 pareggi, mentre addirittura l’Akragas, diciassettesimo, ne ha totalizzati 15. Pochi pareggi invece nelle zone di testa, anche se la squadra che ne ha fatti di meno è il Novara dodicesimo, con appena 6.

Come prevedibile, i capocannonieri del campionato sono delle due compagini oltre quota 100 goal: si trattano di Giorgio Belluscio ed Amina Ahmed, con quota 31. Il gioco vede Giorgio Belluscio davanti per motivi di media goal: infatti l’attaccante del Chievo ha segnato una rete ogni 83,94 minuti, mentre la giocatrice dell’Avellino ne ha fatta una ogni 100,35. L’assistman è Francesco Generale del Frosinone: dai suoi piedi sono partiti ben 16 goal dei compagni. Il Chievo ha anche il portiere con il minor numero di goal subiti, tra coloro che hanno giocato almeno 21 incontri: si tratta di Giovanni Piccirillo, appena 24 in 23 presenze e 10 reti inviolate. Media molto simile per il portiere del Vicenza, che le ha giocate tutte ed infatti ha il record di clean sheet: 13. Interessante come il Trapani sia riuscito ad alternare entrambi i portieri, facendoli entrare in questa classifica: Manuel Riva batte Manuel Conte 30 a 33.

Il maggior numero di falli appartiene ad una delle quattro neopromosse, il Foggia di Gabriele Marchi. Sono 631 gli interventi giudicati irregolari da parte dell’arbitro. I pugliesi però non sono la squadra né con il maggior numero di ammonizioni, né con quello delle espulsioni: il primo record spetta all’Ancona, con 117 cartellini gialli, mentre il secondo viene diviso tra Brescia, Livorno ed Entella, con 6. La miglior media di contrasti a partita è di Pietro Pane dei lombardi, con 4,12. Pane che è anche il giocatore più ammonito: ben 15 cartellini gialli. Seguono Daniele Fulco dell’Entella con 13 e Francesco Oliverio dell’Ancona con 12. Difficile capire chi sia il più espulso: tra i tanti a 2 troviamo Loris Farina dell’Entella, Nicholas Michelini ex-Livorno, Giorgio Priori della Roma e Roberto Martellucci del Brescia.

Il maratoneta delle partite è Edoardo Bonfanti del Vicenza: con 38 presenze ha percorso una media di 13,34 km a partita. In senso assoluto ha fatto di più Francensco Amendola del Frosinone: 501km in 41 partite. Sul podio dei km a partita anche Andrea De Fanti del Chievo con 13,17 Km percorsi. Il Ciociaro è anche autore del maggior numero di passaggi decisivi, 79. Dietro a lui Jonathan Ascia dell’Avellino (76) e Davide Russo del Cittadella (75). Il giocoliere è Michele Bàlor, con 2,25 dribbiling a partita. Anche in questa classifica tra i primi tre troviamo Francesco Generale con 2,21, mentre chiude Hasim Bajrami della Roma con 2,17, solo per una partita giocata in più del marchigiano Luca Radicchi.

Altre statistiche portieri: protagonista sia dei tiri bloccati che delle respinte è Gabriele Di Leo dello Spezia, rispettivamente 149 e 117. Nei tiri bloccati seguono Francesco Pappalardo dei vicentini(122) e Mattia Bianconi della SPAL(116), mentre Simone Stefani del Cittadella e Pier Geatano Fulco dell’Entella completano il podio delle respinte con 82 e 81.

Confronti con il girone d’andata

Se nel girone d’andata protagonista era stato il Chievo con 47 punti, nel girone di ritorno è l’altra promossa, l’Avellino, ad aver ottenuto i migliori risultati. Infatti, con 50 punti, si piazza in testa nella seconda metà del campionato. Bene anche il Parma, seconda squadra della seconda metà del campionato, con 43. Per entrambe si tratta di un miglioramento rispetto alla prima parte, con un +13 per i campani e un +10 per i crociati. Terza in questa classifica dei ritorni è il Chievo, che ha ottenuto 42 punti (-5 rispetto al girone d’andata).

Seguono Benevento con 41 (+3), Vicenza con 40 (-2) e Frosinone con 38 (-2). Se fosse solo per queste ultime 21 giornate, ai playoff andrebbero Cittadella e Roma. La squadra guidata da Giuseppe Gambardella ha totalizzato 35 punti, un miglioramento di 8 punti, mentre i giallorossi di Tommaso Molin 34, con una crescita di 3. Troviamo a seguire il Palermo, che ha ritrovato costanza ed è uscita dalle zone basse: 30 punti nella seconda metà, +8 rispetto all’andata. L’Entella e la Salernitana ringraziano l’ottimo girone d’andata per la conquista dei playoff: infatti i liguri hanno ottenuto 28 punti, con un calo di 14, mentre i campani 27, con un calo di 15. In mezzo a loro troviamo il Novara, sempre con 28 punti ed una crescita di 2.

Dietro a loro troviamo il Foggia con 27 (+3), l’Akragas con 26 (+7), il Trapani con 23 (-3) e l’Ancona con 23 (-4). Anche la SPAL ha conquistato 23 punti, ma purtroppo i soli 3 punti conquistati nelle prime 21 hanno penalizzato molto il campionato dei biancoazzurri. Male invece il Brescia, peggior calo tra andata e ritrono: se era riuscito ad ottenerne 37 nella prima metà, adesso sono solo 20, con un calo di 17 punti. Le ultime quattro sarebbero Livorno con 17(+5), Lucchese con 15(-6), Salò con 15(-8) e chiude lo Spezia con 10(-7).

Confonto casa-trasferta

Adesso vediamo il diverso rendimento che hanno avuto le società, a seconda che la partita si sia giocata in casa o in trasferta.

Classifica “In Casa” della Serie B. Nelle posizioni di testa troviamo Chievo, Benevento e Vicenza. Ultima la Lucchese
Classifica “In trasferta” del campionato cadetto. Nonostante siano terzi, i clivensi hanno 13 punti in meno. Davanti loro Avellino e Cittadella. Nelle ultime quattro posizioni le quattro retrocesse

Le due prime classificate hanno mostrato rendimenti opposti: se il Chievo è stato molto più sugli scudi in casa, l’Avellino ha preferito un atteggiamento più corsaro, andando ad espugnare più stadi possibili. Simile al Chievo abbiamo il Benevento: la terza promossa si piazza seconda nella classifica dei match in casa. Il Cittadella invece avrà qualcosa da rivedere il prossimo anno sull’atteggiamento casalingo: infatti, se si piazza seconda nella classifica “in trasferta”, se si considerasse l’altra classifica si troverebbe a giocare i playout. Discorso a parti inverse per l’Entella: probabilmente un piazzamento migliore è sfuggito proprio a causa di una squadra poco lucida lontana da Chiavari. In generale, le squadre hanno fatto meglio in casa che in trasferta: sono poche le compagini che hanno fatto meglio il contrario. Oltre ad Avellino e Cittadella, abbiamo solo la Lucchese che ha fatto più punti lontano dal proprio stadio. Rendimenti invece molto simili per la Salernitana: uno solo è il punto di differenza.

Post partita Novara – Spezia

Partita abbastanza equilibrata, ma che il Novara ha sempre avuto in pugno, tante azioni offensive dei piemontesi che trovano due gol con Tizzoni trovato solo in area di rigore e di Paolantonino con un gol ad incrociare. Partita che conferma la tranquilla salvezza del Novara e che inguaia sempre di più lo Spezia.

Intervista a Mister Di Caccamo:

1) Una buona prova dei tuoi ragazzi dopo il brutto pareggio contro il Livorno, come mai questi alti e bassi?
Nessun alto e basso, la squadra ha un ottimo rendimento ma ogni partita ha una storia a se e cerchiamo sempre di interpretarla al meglio
2) Nonostante siete già salvi da alcune giornate continuare a giocare bene e a fare punti, dove trovate le motivazioni?
La motivazione é semplice, dimostrare che Novara non é morto, anzi è pronto a distruggere chiunque gli si ponga contro
3) Per la prossima stagione avete già dei colpi in canna?
Fino a quando non avverrà l’acquisto della società, non posso rivelare nulla
4) Il vostro terzino Alessandro Calchi gioca sempre bene, ma come mai gioca poco o subentra sempre?
Come anche lui sa cerchiamo di far ruotare la formazione. Di solito entra direttamente a metà partita o come oggi parte titolare

Intervista a mister Di Gloria:


1) Una sconfitta che vi mette in brutte condizioni, ha intenzione di apportare grossi cambiamenti in vista del prossimo match?
Una sconfitta che ci lascia lì dove eravamo e non penso di apportare dei cambiamenti in vista del prossimo match,ormai ho intenzione di seguire un certo tipo di tattica anche se gli uomini che ho non me lo permettono al 100%
2) Come mai la situazione si è messa così male? Ci sono stati problemi societari?
La situazione è messa così male a causa di conseguenze di azioni fatte dalla società che ha preceduto l’attuale presidente Denis Coghi che da S5 avrà il suo anno 0 con lo spezia e son sicuro che saprà far rialzare subito la testa a questa squadra
3) Sente la sua panchina al sicuro?
La mia panchina non è mai stata messa in discussione se non proprio dal sottoscritto perché il presidente sa benissimo in che condizioni è la rosa ed è sempre stato consapevole che la serie c per questa squadra era molto più che una possibilità e per quel motivo mi ha chiesto semplicemente di seguire i ragazzi fino al termine della stagione
4) Ci può dare alcuni indizi di mercato?
Indizi di mercato per lo Spezia non posso darvene perché non so nulla del mercato della squadra

Ecco qui i dati della partita!






















I venti secondi del Progetto: l’inattività

Seconda puntata dell’inchiesta dello Spezzino sul Progetto, oggi parliamo del problema degli inattivi.

Nel corso delle stagioni, uno degli argomenti più discussi è stato sicuramente il problema inattività. Spesso si è cercato di capire cosa spinge un “giocatore” prima a sparire dal Progetto, per poi successivamente abbandonarlo. Lo Spezia nello specifico è stato nella scorsa stagione uno dei casi più eclatanti, con un reparto difensivo completamente inattivo. Sempre dal punto di vista personale posso citare il Livorno che alleno, che si ritrovava prima del mercato di gennaio con metà squadra inattiva; ma potrei citare tantissime altre squadre di A, B e C. Ma andiamo al punto focale dell’articolo: perché un “giocatore” diventa inattivo?

Pigrizia o intenzione?

Le regole dell’attività nel Progetto sono semplicissime: basta un commento al mese e risulterai attivo. Fare un commento al mese è un’azione che ti occupa sì e no una ventina di secondi e che ti permette di non farti depotenziare il giocatore e di aiutare la squadra nel suo obiettivo. Spesso però capita di incontrare persone che, nonostante tu dica varie volte di fare un commento, loro evitino completamente di farlo, magari dimostrandosi però attivi nel gruppo WhatsApp. La domanda ora è: sono pigri o ti prendono in giro? La risposta ovviamente varia da caso a caso, anche se effettivamente la pigrizia predomina sulla seconda opzione. Psicologicamente parlando, tutti noi siamo pigri se qualcosa non ci attrae, odiamo perdere tempo (anche se solo una ventina di secondi) e preferiamo virare la nostra attenzione su altro, pronunciando nella nostra testa la solita frase: “ma sì, lo faccio dopo”, che poi si trasforma in una banale e scontata dimenticanza. Il nostro cervello si attiva solamente quando qualcosa ci interessa nell’immediato e quando abbiamo una forte pressione da parte di altri (esempio: tag continui). Come risolvere il problema? Anche qua la risposta varia da caso a caso, ma sicuramente quella più banale è una: attrarre. L’attrazione al Progetto da parte delle singole squadre è la cosa più facile e importante da fare per rendere attivo un giocatore quanto basta per non far male alla squadra, creando un gruppo compatto, attivo e divertente. Esatto, divertente. Chi entra nel Progetto lo fa per divertirsi e distrarsi per un attimo dai problemi della vita quotidiana, per ridere e divertirsi. Ancora oggi ricordo l’adrenalina della prima partita da giocatore, o quella da allenatore, (entrambe sconfitte, tra l’altro) ed è questo proprio il centro del Progetto, quello di far entrare emotivamente dentro al gioco, creando un’alternativa divertente alla vita reale. Quindi quello che bisognerebbe fare, dal mio punto di vista, è smettere di prendere troppo sul serio il Progetto e di far divertire la squadra, perché se una squadra si diverte, anche se ultima in classifica, continuerà ad avere comunque tanti attivi.

L’inattività nelle live: perchè?

Altro concetto interessante è capire il motivo dell’inattività di vari utenti durante le live, che non per forza coincidono con un’inattività generale. Nonostante gli admin più volte provino con nuove idee a rilanciare l’attività (esempio: la tifoseria), ancora in alcune squadre si evita di guardare le live che danno comunque bonus importanti. Oltre a motivi personali, cosa spinge un utente a non andare il lunedì e mercoledì sera su Twitch? Provo a rispondere con un problema che mi ha coinvolto personalmente. Quando sono diventato giocatore ero subito estasiato dall’idea di guardare una live e sentire pronunciato il mio cognome da Filippo o Alessandro, o anche solo fare un piccolo commento sul mio calciatore. Ogni volta che lo Spezia giocava, nonostante io fossi panchinaro, entravo in live e mi godevo le due ore circa che mi facevano passare la serata. Poi però qualcosa è cambiato: ho cominciato a evitare di andare su Twitch quando la mia squadra non giocava o quando non era in live, l’adrenalina iniziale era già finita. Come mai? Forse per lo stesso problema di prima: la pigrizia. I bonus che riceve il nostro giocatore vengono calcolati solo a fine stagione e la pigrizia si basa anche sull’impazienza dell’utente nell’aspettare bonus futuri. Quindi ero pigro? Anche, ma c’era altro. Dopo l’inizio con il botto, con una spiccata attività nel gruppo squadra, più passava il tempo e più veniva a mancare il divertimento, che stava proprio nel commentare le partite e ridere su qualche fatto avvenuto in live. Quindi forse, sempre dal mio punto di vista, il problema non è la live in sè, ma lo stimolo di guardare la live due giorni alla settimana per due ore. Perché le sconfitte passano, ma il gruppo rimane.

Lo Spezzino e i giornali del Progetto: la soluzione?

Denis Coghi, Presidente dello Spezia, quasi sei mesi fa fece una rivoluzione nella sua nuova squadra, creando “Lo Spezzino”, una sorta di giornale web che permetteva di dare notizie sui bianconeri, ma che poi si è trasformato in un giornale web del Progetto, con altre squadra affiliate. Lo Spezzino è stata una fonte di attività incredibile per tutta la squadra. Le varie interviste e la rubrica “Vita Reale” ha sicuramente dato luce e ritmo a una squadra con pochi bonus e di gran lunga inattiva; perché non ha solo aiutato chi scriveva, ma tutta una squadra che si trovava al centro di un giornale e diciamocela tutta, a chi non piacerebbe stare al centro dell’attenzione con un articolo dedicato? Certo, tutto dipende anche da chi scrive articoli, dalle sue idee e dalla sua voglia di perdere molto più di quei venti secondi per scrivere, ma meglio di niente no?

La soluzione comunque è sempre quella: il gruppo squadra. Una comunità di persone che si divertono provocano stimoli a essere attivi, mentre una comunità spenta, che pensa solo alle sconfitte e prende troppo seriamente un gioco come il Progetto, finirà nel baratro, retrocedendo e portando alla distruzione la società.

Andrea Ingrassia

Tra Progetto e fuffa: l’importanza delle bandiere

Siamo nel mese di Maggio e se da una parte siamo al giro di boa del campionato PG, nel fuffa siamo ormai alla fine ed è il momento degli addii. Barzagli, De Rossi, Moretti sono alcuni dei giocatori fuffa che vengono catalogati come bandiere nella loro squadra e che l’hanno aiutata anche nei momenti difficili. Ecco, la bandiera può essere definita come un soggetto che rimane a lungo nella stessa squadra e che l’aiuta nei momenti di difficoltà. Ma esistono le bandiere anche nel Progetto? La risposta potrebbe sembrare scontata: in effetti non esistono vere entrate ai giocatori, quindi qualcuno potrebbe decidere di rimanere a vita nella stessa squadra, non essendo una questione di denaro. E’ però altrettanto vero che ogni giocatore aspira a diventare forte e a vincere uno Scudetto o una Champions, oppure si incuriosisce alla vista di un progetto in costruzione da un determinato Presidente. Ecco perché credo che la differenza tra il fuffa e il progetto non sia tanto il tempo in cui rimani in una determinata società, ma più che altro il modo in cui ti approcci a essa.

L’esempio di Di Leo e Tomeo

I problemi che ha avuto la società Spezia li conoscete tutti e sapete quanto la squadra si sia completamente sgretolata dopo i problemi dirigenziali. Solo un giocatore è però rimasto senza chiedere la cessione: Gabriele Di leo, portiere convocato in Nazionale, che potrebbe tranquillamente giocare in una squadra di alta classifica, ma che invece si ritrova a lottare con i bianconeri per non retrocedere in C. Avrebbe tutto il diritto di andarsene, tutti lo capiremmo essendo lui un giocatore sprecato per questa categoria, ma lui no, lui vuole rimanere e aiutare il gruppo a conquistare una difficile salvezza. Ecco, Gabriele è una bandiera. Perché nonostante sappia sia solo un gioco, cerca sempre di aiutare la squadra moralmente e sprona i singoli giocatori a commentare per ricevere bonus. Gabriele potrebbe andarsene anche domani, ma rimarrebbe comunque una bandiera, perché non conta quanto ci sei stato, ma cosa hai fatto e come lo hai fatto.

Il caso più eclatante credo sia però Simone Tomeo, un giovane difensore arrivato a Settembre nel Progetto e che non solo ha promesso di rimanere allo Spezia a vita, ma che tutt’ora sta facendo un lavoro morale con tutta la squadra, tanto da garantirsi il ruolo di vice-capitano, dopo il temporaneo addio di Spezzacatena. Simone ha una scheda ancora molto basilare, deve crescere e lo sa, potrebbe fregarsene del Progetto e commentare una volta ogni tanto, potrebbe abbandonare, avendo debuttato nel Progetto in una squadra messa male e retrocessa già dalla A alla B; invece è sempre il più attivo, il più polemico (il che è comunque positivo, perché vuol dire che ci tiene alla squadra) e colui che non si abbatte nonostante le sconfitte. Tomeo è semplicemente il giocatore che tutti vorrebbero in squadra.

Insomma, in un periodo in cui si parla tanto di bandiere, era giusto fare un elogio a chi lo è davvero nel Progetto e nello Spezia. Sperando che anche le altre squadre seguano il nostro esempio e possano elogiare chi ha dato tanto per la loro squadra e che, a volte, non viene ricordato a dovere.

Andrea Ingrassia

Bar IlCarro 2000: Calciomercato di riparazione S4, inizio


Buongiorno lettori, l’articolo che state per leggere necessita di due premesse, che verranno ivi presentate.

La prima premessa è molto semplice e riguarda il funzionamento di questo articolo: quattro giornalisti all’interno de IlCarro hanno deciso di esprimere la loro opinione su alcuni dei temi di questo inizio di calciomercato. Non esistono pensieri completamente giusti o sbagliati, sono solo pareri personali. Tuttavia, non è solo questo: ognuno dei presenti farà una domanda e gli altri tre risponderanno almeno una volta, ma al massimo due volte. Quindi in totale ci saranno quattro domande e un numero di risposte che può variare da 3 a 6. Si può decidere se dare la propria idea in autonomia o rispondere all’intervento di un altro. In questa occasione, sono stati Cesare Pisati (P), Lorenzo Savini (S), Gabriele Marchi (M) e Alessio Costantino (C) a porsi domande e darsi risposte come filosofi.

L’altra premessa è doverosa: quest’articolo è stato composto tra il 10 e il 12 Maggio, i giorni prima che il mercato aprisse. A causa di problemi personali, non è stata trascritta prima dell’apertura di mercato. Non si faranno dunque riferimenti alla trattativa Aperio, a quella Gallo o ad altre che sono state fatte dopo Lunedì 13. Cari lettori, vi invitiamo a tenere in considerazione il contesto in cui sono state dette le risposte, un po’ come quando a scuola dovevate studiare i poeti del Quattrocento o del Seicento. Forse le risposte sono “invecchiate” bene, un po’ come “2001: Odissea nello spazio” o “Quarto Potere”, classici della cinematografia.

Dopo questa doverosa introduzione all’articolo, possiamo iniziare con la prima domanda.

C: “È una sessione che ha visto numerosi trasferimenti. In particolare, secondo me una squadra si è distinta nelle operazioni, non per forza in bene o in male, ed è il Progetto Gaming. La squadra di Pironti ha eseguito numerose transizioni, tante per essere un mercato di gennaio.
Alla luce di tutte le trattative svolte dai Lombardi, come giudicate il mercato di Progetto Gaming? È una scossa di assestamento dovuto ai tanti cambiamenti di Giugno oppure si tratta di un’altra rivoluzione, dovuta anche al cambio di allenatore?”

S: “Innanzitutto, un saluto a tutti i lettori. Dunque il Progetto Gaming si è mosso tantissimo sul mercato, sia in entrata, sia in uscita. Tutti gli acquisti a titolo definitivo effettuati hanno una chiave di lettura molto semplice: tutti gli utenti portano 300k di bonus ciascuno nelle casse della società lombarda. Il progetto a lungo termine è chiaro a tutti e condivisibile. Talvolta, tuttavia, si rinuncia a degli ottimi giocatori pur di avere utenti iperattivi in squadra. Naturalmente solo la seconda metà di stagione potrà dirci se il Progetto Gaming ha una squadra all’altezza delle alte aspettative che tutti hanno, o se dovremo attendere una o più stagioni.”

P: “Buonasera a tutti i lettori. Il mercato del PG è, per me, formidabile. Pironti aveva già annunciato le sue intenzioni: avere solo giocatori da 300k di bonus. Si preferisce rischiare investendo su giocatori che potranno ripagare alle spese solo dalla prossima stagione. Probabilmente manca ancora qualche colpo di mercato, che verrà fatto nella sessione estiva.”

M: “Come i miei colleghi, auguro una buona giornata a tutti i lettori, io a differenza loro noto un mercato utilizzato principalmente per colmare, alcuni buchi che erano stati creati in estate, per forse un eccessiva fretta nel creare una squadra con tutti i partecipanti attivi, senza però perdere troppo dal punto di vista meramente tattico.
Invece in questo inverno, a parer mio, hanno capito che Roma non si costruisce in un giorno, e hanno deciso di puntare subito tutto sull’attività, perdendo anche parecchio dal punto di vista di qualità in-game.”

S: “Già nella puntata di mercoledì 8 Maggio di VAR Sport (con Alberto De Donatis, Alessandro Pironti, Salvatore Campagna, Andrea Conte e Claudio Però) se ne è parlato abbondantemente, ma vorrei sentire una vostra opinione. Con pochi mesi di distanza, abbiamo visto il DS della Lazio, Gianluca Pattarozzi, acquistare Salvatore Campagna per 1,5M e il ds del Pordenone, Luca Bisceglie, acquisire le prestazioni di Luigi Gentile per 2,5 milioni compresi bonus.[Prezzo cambiato dopo l’apertura di mercato, N.d.R] Secondo voi, si assisterà ad un progressivo aumento dei prezzi? Cosa, secondo voi, ha dato origine a queste cifre di acquisto per questi due utenti?”

C: “Dunque, in realtà secondo me al momento non assisteremo ad un aumento dei prezzi. Durante tutta questa sessione invece, a parte per due casi limite come Zirattu e Gentile, ho visto prezzi molto più contenuti rispetto solo al mercato estivo. Secondo me, sia una maggior competenza da parte dei DS, che iniziano anche a far tesoro degli errori dei predecessori, sia anche la presenza di meccaniche come le affiliazioni, a cui sempre più società si stanno rivolgendo, hanno ridotto i prezzi.
Poi ci sono sempre casi limite. Il Pordenone penso avesse altre aspettative sul giocatore, vi ricordo che in un primo momento doveva essere l’allenatore, anche se poi non valeva comunque la cifra spesa. Credo si tratti di una scelta errata da parte dei nero-verdi e di un enorme plusvalenza dell’Atalanta.
Per Campagna stiamo parlando dello scorso mercato, ma si tratta di un errore del Livorno, che l’ha valutato poco, anche in proporzione a cosa aveva fatto il giocatore in quell’anno.”

M: “Io non sono completamente d’accordo con il mio collega, soprattutto per una questione: non è completamente vero questo “abbassamento” dei prezzi, basta vedere molte trattative recenti come 1.1M per Della Morte, quasi 3,5M per Amato, sono trattative al limite, e non credo assolutamente in un abbassamento dei prezzi. Per il resto molte trattative attuali sono andate davvero vicine al diventare realtà, dove si è parlato di addirittura offerte di 2.2M per giocatori neo creati.”

P: “Beh, sono un Maometto della politica: se io non vado dalla politica è la politica a venire da me. “Belinate” a parte, le due domande sono molto semplici, così come le loro risposte. I prezzi continueranno a salire? Sì, senza ombra di dubbio. Da questo punto di vista ci stiamo comportando come il calcio fuffa: un incredibile aumento dei prezzi. Questa crescita vede protagonisti non solo i giocatori più attivi del Progetto, ma anche gli inattivi o poco partecipi, coloro che non portano bonus.
Perché accade tutto ciò? Da buon marxista posso dire che è colpa del capitalismo e ho ragione. Ogni stagione vengono introdotti una quantità incredibile di milioni (300, circa, calcolo fatto a mente) tra bonus e premi stagionali delle squadre. In questo lasso di tempo però il numero di nuovi giocatori non aumenta allo stesso modo, portando a un aumento del valore reale dei cartellini a causa dell’inflazione. A complicare la situazione c’è anche la comparsa di nuove squadre umane che, aumentando la domanda, portano all’incremento vertiginoso dei prezzi. Questo è un circolo vizioso e penso che la domanda da fare sia “come spezzare il ciclo?”.”

P: “Allora, Milan-Ternana, Cremonese-Albese, Juve-Pro-Vercelli hanno una cosa in comune: l’affiliazione. Vi chiedo cosa pensate di questa novità, come cambierà il progetto e se, per i calciatori, giocare in una squadra che ha un’affiliata è una cosa positiva o negativa.”

M: “Assolutamente positiva! Non vedo come possa essere negativa una cosa che invogli la gente a prendere presidenze per migliorarsi e far migliorare il proprio progetto. Una cosa davvero ottima, anche se per me si sarebbe potuta gestire anche fra A e B, non soltanto tra A e C, ma va benissimo comunque. Una gran bella trovata!”

S: “Secondo me, come ha detto il collega Marchi, è una grandissima e bellissima novità. Perché per i giocatori neo-iscritti potrebbe risultare difficile arrivare ad alti livelli, con tutti i giocatori attivi di cui il progetto fortunatamente dispone, quindi è un ottimo modo per spronare i nuovi arrivati per puntare ad essere titolare in una squadra di A in poco tempo. Vedremo in futuro, con il proseguire del progetto, come e se questa mia supposizione verrà rispettata.”

C: “Assolutamente la novità delle affiliazioni è stata alquanto positiva, e ha incominciato a mostrare il motivo per cui esistono: basti pensare a Magnoni, passato dall’Albese alla Cremonese, a Terlati, da Cagliari a Torino, oppure a ben quattro giocatori che passeranno dal Perugia al Frosinone. Tutte spese molto contenute, per giocatori con un certo potenziale o che servivano in una determinata porzione del campo. Vedendo questo, anche altre società hanno incominciato a dotarsi di un’affiliata: rispetto ad inizio anno, pure Juventus, Lazio, Fublet e Sampdoria hanno deciso di usufruirne, magari per il mercato di S5.
L’unico contro è che eventuali progetti indipendenti che nasceranno avranno più difficoltà a trovare giocatori inizialmente, ma questo forse è dovuto anche al fatto che le iscrizioni vanno un po’ ad ondate e che il campionato di C sia ancora in formazione.”

M: “Allora, questo mercato di gennaio, anche se non ancora ufficialmente iniziato, sembra già averci dato tante informazioni, verso gli acquisti possibili e quelli impossibili per il mercato invernale. Volevo chiedervi, Secondo voi quali sono le squadre che hanno gestito (o gestiranno) al meglio questo calciomercato? Quali invece peggio? E invece quale potrebbe essere l’acquisto del mese?”

P: “Allora, squadre che hanno gestito male il mercato non le ho viste (parleranno i risultati). Ho apprezzato molto il mercato del PG, molto coraggioso. Altri grandi colpi sono stati fatti dalla Cremonese e dalla Juve Domo. Campagna ha portato in serie A Magnoni, mentre la Domo è riuscita a non vendere i pezzi pregiati: Cipolla, Davide… I piemontesi hanno tutte le carte in tavola per essere promossi in Serie B.”

C: “Dunque, credo che al momento sia difficile stabilire chi abbia sbagliato. Alla fine, sono sempre i risultati a dire chi si sia rinforzato o chi si sia indebolito. Ci sono state alcune trattative che per il livello tecnico dei giocatori hanno rinforzato parecchio le squadre in cui approderanno: mi riferisco a Invernizzi Luca alla Casertana, Puzzer al Bari, Amato al Bologna, Mancusi al Foggia. Ecco, forse il Milan si è indebolito tanto: sono stati venduti due giocatori offensivi come Zirattu e Massessi ed il livello dei nuovi arrivati non sembra essere lo stesso. Magari però sono più funzionali per il gioco che propone ed allora meglio così per loro, questo non lo possiamo sapere.”

S: “Come hanno detto i miei colleghi, è difficile al momento dire la squadra che ha meglio agito sul mercato. Bisognerà aspettare l’arrivo dei nuovi acquisti nelle nuove squadre per vedere se il loro impatto sarà positivo o negativo. Anch’io sono rimasto sorpreso dal Milan: ha venduto giocatori a cifre importanti, come Zirattu e Massessi, e non ho visto delle manovre in grado di colmare i buchi lasciati lì davanti. Vedremo se, a mercato aperto, il Milan si muoverà per fare acquisti, fresco anche del nuovo Direttore Sportivo.”

Comunicato ufficiale Nurvast – Spezia in merito alle dichiarazioni del giocatore Loris Marino.

In merito alle dichiarazioni pubblicate stamane dalla pagina Bari Progetto Gaming, dall’ex spezzino Loris Marino, la società Nurvast – Spezia prende le distanze da accuse non veritiere e infondate. La società non ha mai negato la difficile situazione dal punto di vista dei risultati, ma nega in modo assoluto di avere problemi di tensione nello spogliatoio. La squadra è rimasta, nonostante tutto, molto unita e, insieme, tutt’ora, sta spronando l’allenatore e presidente, Denis Coghi, a dare il massimo nonostante le numerose difficoltà. Inoltre, non accettiamo critiche da chi spesso è stato assente e critico nei confronti di tutto lo spogliatoio e che ha dimostrato durante la sua permanenza nella società di non avere il senso del “gioco di squadra”. Pertanto, ribadiamo la presa di distanze dalle dichiarazioni, ma auguriamo comunque al calciatore una lunga carriera nella sua nuova squadra

La Società Nurvast – Spezia

Andrea Ingrassia

Serie B al giro di boa: le statistiche

Si è concluso il girone di andata di Serie B nel Progetto. Il campionato cadetto ha stabilito il suo campione d’inverno: è il Chievo di Arnaldo Figoni, che continua la sua crescita iniziata nella seconda parte di Stagione 3. I clivensi, dopo la mancata promozione dell’anno passato, hanno confermato al momento le grandi aspettative su di loro, anche se con qualche intoppo di troppo. All’inseguimento, alla 21ª giornata, un gruppo di quattro squadre in due punti e sette in cinque lunghezze: Salernitana, Vicenza, Entella, Frosinone, Benevento, Avellino e Brescia, con i cavallucci al momento promossi diretti e gli altri a giocarsi i play-off.
Al momento retrocederebbero in Serie C la SPAL, unica squadra dei due campionati principali senza una vittoria, il Livorno e lo Spezia, con Akragas e Lucchese ai play-out, ma fino al Cittadella 11° sono tutti in dieci punti.

La classifica alla 21^ giornata.

Il paragone squadra per squadra con il girone di andata della S3

Come prevedibile, è il Chievo capolista ad aver avuto il miglioramento più evidente. Nel girone di andata della S3 aveva raccolto appena 25 punti, trovandosi nella seconda metà della classifica. I gialloblù hanno adesso 47 punti, con un incremento di +22. Altri gialloblù in crescita sono i ragazzi del Frosinone: l’anno scorso navigava a 19 punti, quest’anno ha 40 punti con un +21. Anche il Parma ha guadagnato parecchio terreno rispetto all’anno scorso: i crociati hanno ottenuto un incremento di +19, da 12 a 33.
Altre squadre che sono migliorate sono Salernitana (+4), Vicenza (+5), Entella (+6), Benevento (+4), Brescia (+13), Roma (+3), Novara (+1) e perfino Lucchese che, nonostante la non felicissima posizione di classifica attuale, ha ottenuto più punti (+4).

L’Avellino è l’unica squadra capace di replicare lo stesso punteggio (37), ma con addirittura trenta reti in più. Squadra calata maggiormente è la SPAL: rispetto all’anno scorso mancano 30 punti, per la precisione ottenuta grazie a dieci vittorie. Le altre due squadre in calo sono Trapani (-13) e Cittadella (-8).

Rispetto all’anno scorso, le retrocesse dalla Serie A non stanno facendo bene: Livorno e Spezia sono in zona rossa, mentre il Palermo è salvo, ma molto vicino. Nessuna replica le gesta del Cesena, che si trovava già in zona playoff, mentre la Roma era a metà classifica. Anche l’Udinese si trovava 19ª e non era tra le tre che retrocedevano direttamente.

Le neopromosse si comportano abbastanza bene: nessuno al momento è in zona retrocessione, anche se l’Akragas è molto a rischio, avendo comunque dieci punti in più del Malcantone, anche lei all’epoca promossa via playoff di C. La squadra proveniente dal girone A, il Salò, ha circa 11 punti in più del Parma e si trova 16°. Dal girone B è salito l’Ancona, che ha 10 punti in più della Lucchese dell’anno scorso. Purtroppo non ci sono dati rivelanti dal girone C per il Foggia.

Rispetto all’anno scorso, sono già sei le squadre che hanno superato quota 40, rispetto alle due della Stagione 3, mentre sono solo quattro quelle che non hanno superato quota 20, rispetto alle sei della scorsa stagione.

Goal fatti e goal subiti: quanto è cambiato il trend?

Nonostante non sia l’attacco più prolifico, il Chievo di Figoni dispone comunque della miglior difesa: 10 reti inviolate, distribuite equamente tra i due portieri Di Iure e Piccirillo.
I veronesi hanno subito lo stesso identico numero di goal del loro girone di ritorno nella S3: 16. Tuttavia, questo dato è molto distante da quelli registrati la scorsa stagione: la Cremonese, miglior difesa, aveva subito appena 11 reti, mentre l’Avellino aveva registrato 13 reti inviolate.

Assistiamo quindi ad un aumento del gioco propositivo, ben evidenziato anche dal numero di reti complessive: 789 sono i goal registrati nella competizione, ben 101 in più rispetto alla S3 (689). Una media di circa 36 reti per squadra, molto impressionante, ma ancor di più se consideriamo che la SPAL ha segnato solo 9 reti, unica squadra non in doppia cifra e peggiore anche dell’attacco del Malcantone S3, che aveva raggiunto quota 14.  Anche un altro record negativo dell’ex squadra umana è stato battuto: in coerenza con quanto scritto, la peggior difesa di quest’anno, il Livorno, ha subito 53 reti, una in più dell’attuale Viterbese.

Ulteriori dati

La squadra più fallosa di quest’anno è l’Ancona di Riccardo Rex. Sono 327 i falli commessi dai marchigiani. Un dato che rimane inferiore al numero registrato dalla Lucchese l’anno scorso, 342. La squadra neopromossa ha rimediato anche il maggior numero di espulsioni, quattro, uguale a quello dei rossoneri. I giocatori più espulsi però appartengono ad Entella e Livorno: si trattano di Loris Farina e Nicholas Michelini, con due rossi a testa.

Giorgio Belluscio del Chievo ha la migliore media goal: una marcatura ogni 76,73 minuti. Il miglior dribblatore è invece Francesco Generale del Frosinone, con 2.50 dribbling a partita. Pietro Pane del Brescia ha la miglior media contrasti a partita, con 4.38. Il portiere che ha mantenuto maggiormente la porta inviolata è Stefano Guastini della Salernitana, ha 7 clean sheets, ma ad aver bloccato più tiri è Leonardo Ierardi del Livorno, con 87. Il maggior numero di respinte è di Cesare Pisati, con 53. Paride Di Iure è il portiere che ha subito meno reti tra quelli che hanno giocato almeno 11 partite: solo nove volte ha raccolto il pallone da dentro la sua porta.

Il cambio di FM ha portato qualche ribaltamento in classifica, ma neanche tanto eccessivo. Le squadre che si pensavano potessero stare davanti si sono confermate ai piani alti, senza tante sorprese. Le neopromosse si trovano tutte nella seconda parte della classifica, così come le retrocesse dalla Serie A. Questo indica anche un livello della competizione cadetta rimasto molto simile a quello della Serie A, almeno a livello tecnico.

La classifica, tuttavia, risulta spezzettata in due gruppi. Il Chievo vince, ha un solo punto in meno della Cremonese S3, ma i punteggi medi della zona playoff dietro sono più alti: se la media nella S3 era di 37,5 punti, quest’anno risulta essere di 39,3 punti. A dimostrazione di ciò, se l’anno scorso tra terzo ed undicesimo posto ballavano sei punti, quest’anno ce ne sono quindici.

La Roma, con i suoi 31 punti di quest’anno, non sarebbe andata oltre il 12° posto nella classifica dell’anno scorso, posizione che ricopriva allora con quota 28. I giallorossi, che distano 7 lunghezze dal Brescia ottavo, staccano di “appena” 10 punti la Lucchese 18ª. Abbiamo quindi due gruppi: chi lotta per la promozione e chi per la salvezza. Sono due raggruppamenti meno definiti rispetto all’anno scorso, dove si poteva ben definire anche una serie di squadre di metà classifica, troppo lontane dalla zona play-off, ma altrettanto distanti anche dalla lotta salvezza, almeno in quel momento.

Il campionato di Serie B risulta quindi molto affascinante e assolutamente competitivo, come alla fine è sempre stato; la tensione risulta sempre molto alta ed ogni squadra ha qualcosa di concreto per cui combattere.
Sarà questo anche l’andamento nel girone di ritorno, oppure ci saranno nuove squadre a prendersi la scena?

Ingrassia intervista Ingrassia nel post-partita: “finalmente un po’ di fortuna!”

Evento epocale nella redazione de “Lo Spezzino”: il giornalista Ingrassia intervista se stesso, ma come allenatore del Livorno

Ciao Andrea, questo è il tuo primo punto con il Livorno, sei contento?

Ovviamente sì. Purtroppo la squadra ha tantissimi problemi in molti reparti e fare punti contro squadre di gran lunga più forti è davvero difficile, per fortuna ci siamo riusciti oggi nel match più importante.

Le statistiche parlano di dominio Spezia, ma di un Livorno cinico: secondo te è fortuna o cinismo?

Senza ipocrisia, è assolutamente fortuna. Credo che se Denis (Coghi ndr.) fosse stato dentro la partita, probabilmente avremmo perso. Detto questo, sono contento del cinismo della mia squadra e della fortuna che ci è mancata molto nelle ultime partite.

Credi che Livorno e Spezia si salveranno?

Lo Spezia è una grande squadra, di cui tra l’altro sono giocatore; spero nella salvezza, anche perché c’è l’organico per farcela. Per quanto riguarda il Livorno, purtroppo i problemi avvenuti a inizio campionato hanno condizionato la stagione, ma credo che a gennaio, con i nuovi acquisti, inizierà un’altra annata per gli amaranto.

Sappiamo tutti che la tua squadra ha vari problemi, ma pochi sanno quali sono: riusciresti ad elencarne qualcuno?

Ma guarda, il problema più grande sono gli inattivi, purtroppo sono tanti e spesso ci ritroviamo con giocatori depotenziati che prima magari erano molto forti. Se ci aggiungiamo anche bannati e ritirati, diciamo che la squadra non vive il suo momento migliore. Anche se Oliver Mayor, il presidente, sta facendo un ottimo lavoro. Unica nota positiva è il reparto offensivo, che per ora mi sta regalando gioie.

Ultima domanda: come è stato subire gol da te stesso? Che tra l’altro ha fatto una rete importantissima.

Me lo immaginavo, infatti quando ho visto la formazione titolare e ho trovato il mio nome, già rosicavo perchè sapevo come sarebbe andata a finire. Detto questo sono comunque contento per il mio gol, perchè vedo che il mio alter ego sta facendo una buona stagione, per ora.

Finisce qui, quindi, l’intervista di Ingrassia a Ingrassia. Un po’ inception, ma non poteva esserci miglior riassunto della partita di ieri.

Andrea Ingrassia.

Vicenza-Spezia 2-0, Paudice: “Siamo stati bravi a gestire. Ho visto segnali positivi nello Spezia”

Buonasera mister. Una bella vittoria per il suo Vicenza. Quali sono state le chiavi della vittoria secondo lei? Buonasera, in questa partita abbiamo giocato a ritmi alti e siamo stati molto bravi nel gestire il pallone. Potevamo e dovevamo fare di più in alcune occasioni davanti la porta. La chiave, principalmente, è stata il saper gestire bene il pallone.

Da migliorare, quindi, la finalizzazione? Esatto.

Un suo pensiero sullo Spezia, prima di chiudere? Credo abbia un problema di inattivi, se così dovesse essere, è un problema ostico che, quando risolto, darà i suoi frutti. In partita mi è sembrata una squadra difensivamente fragile e che offensivamente ha dato qualche segnale. Vi auguro buona fortuna e di riprendervi.

Diego Spezzacatena

Lo Spezzino del Mese a Gabriele Di Leo: “Felice per il premio, voglio vincere con lo Spezia”

Buongiorno Gabriele. Questo mese è toccato a lei vincere Lo Spezzino del mese. Che emozioni prova?
Buongiorno, è sempre bello vincere un premio e lo è ancora di più se sono stati i tuoi compagni ad avertelo fatto vincere.

Domanda un po’ maligna: se un premio così lo vince il portiere, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel resto della squadra. Che ne pensi?
Abbiamo affrontato squadre sulla carta superiori in questo mese, come Chievo e Salernitana. E’ normale soffrire un po’ queste partite. Per quanto riguarda il premi,o penso che andrebbe condiviso con la difesa, poiché il merito di questo risultato va anche a loro.

Gabriele Di Leo è forse uno dei top player di questa Serie B, quantomeno aspirante tale. Dove vuole arrivare a livello personale?
Il mio obbiettivo è quello di essere sempre il migliore dare il meglio per il mister e le squadra che crede in me. Come obbiettivo personale vorrei tornare in nazionale come l’anno scorso anche se quest’anno sarà durissima, poiché ci sta parecchia concorrenza. Per quanto riguarda lo Spezia, il mio obbiettivo è quello di tornare in A e provare a sollevare più trofei possibili con loro e se non sarà quest’ anno sicuramente ci riproveremo l’anno prossimo.

Diego Spezzacatena