La follia nel calcio: Triestina Asylum Project

Quando è entrata a far parte del campionato di Serie C del progetto, in molti si sono domandati quale fosse lo scopo di un’iniziativa simile. Attuare un servizio di recupero sociale attraverso lo sport non rappresenta una novità, ma lo è se il contesto nel quale viene attuato è di livello professionistico. Ci stiamo ovviamente riferendo alla ” Triestina Asylum ” o ” Tristina “ come cinicamente viene chiamata nell’ambiente. La squadra, composta per lo più da criminali affetti da disturbi mentali, è attualmente penultima in classifica ed alterna buone prestazioni a cali di concentrazione clamorosi. La nuova proprietà, insediatasi a metà campionato, si dichiara ambiziosa e sta cercando attraverso il duro allenamento e al lavoro del proprio direttore sportivo, Mariano Pizzuti, detto Potter, di risollevarsi dalla posizione attualmente ottenuta.  Tanti sono i dubbi circa le modalità attuate dal management del progetto e proprio per rispondere a queste domande abbiamo deciso di contattare direttamente la presidenza, rappresentata dal dr. Yuri Monti, per poter richiedere un incontro. Con una certa sorpresa abbiamo ricevuto piena disponibilità e siamo riusciti ad ottenere un’intervista a cui hanno partecipato anche due giocatori della squadra, ovvero Valerio Giuseppini, difensore centrale della formazione e Andrea Belli, terzino sinistro. In pochi lo sapranno ma la squadra tiene i suoi allenamenti e la sua preparazione all’interno di un carcere, un luogo in cui i calciatori possiedono anche un alloggio permanente nel quale poter continuare a scontare le proprie pene. Arrivati dunque alla struttura non abbiamo potuto non notare il clima un po’ macabro della stessa; l’effetto è di base estraniante e da subito ci lascia perplessi. Veniamo invero accolti con molta cortesia da una delle guardie, che ci dà il benvenuto e ci accompagna subito verso l’ufficio nel quale si terrà tutta l’intervista. Ci ritroviamo perciò a percorrere un corridoio in disuso dove le celle che lo costeggiano sono vuote e pulite e il silenzio sembra essere irreale. L’unica cosa che riusciamo ad ascoltare sono i rintocchi dei nostri passi ed difficile non pensare a come, ogni Lunedì e Mercoledì, i soggetti internati all’interno delle mura si giochino poi i 3 punti necessari a scalare la classifica di serie c. Arrivati all’ufficio troviamo il presidente e i giocatori ad aspettarci. Il Dott. Monti ci saluta con la sua solita maschera da Clown e ci presenta uno ad uno gli intervistati. Non abbiamo purtroppo il piacere di conoscere di persona il Ds nonché seconda presidenza della società, ovvero il già citato Dott. Potter, che ci viene detto essere particolarmente impegnato nella gestione delle economie dell’azienda. Inutile nascondere una certa inquietudine iniziale; il clima infatti è degno di un horror e dalle finestre filtra molta poca luce. A questo si aggiunge un clima di tranquillità che sembra però irreale, quasi indotto. Preso dunque posto e preparata ogni cosa per poter cominciare l’intervista, partiamo proprio dal presidente della Triestina.


Buongiorno Presidente, innanzitutto la ringrazio per la disponibilità. Passando subito alle domande, come è nata l’idea di acquisire la triestina?
 
Buongiorno a lei signor Cicchinelli asd, lei ha davvero un bel coraggio a venire qui lo sa? Non lo farebbero in molti ed io apprezzo i coraggiosi, ma stia attento che a volte il troppo coraggio è sintomo di stupidità, asdasdasd. Per rispondere alla sua fastidiosa curiosità; Trieste aveva un ex ospedale psichiatrico ormai in disuso, sito in una grossa area con padiglioni e altre cose che potevano esserci utili, abbiamo pensato di ristrutturarlo e di farci un bel campo da calcio, portando qui i peggiori criminali e psicopatici provenienti da varie parti d’italia. Così nasce l’Asylum.

Si fa un gran parlare del fatto che lei indossi costantemente una maschera da Clown, da cui deriva anche il suo soprannome, Clownz. Come mai questa scelta e perché proprio questo soggetto ?
 
Mettiamo subito in chiaro una cosa; vuole essere mio amico ? Allora non pronunci mai più la parola CLOWNZ senza la Z finale, io non sono un pagliaccio da due soldi, sono IL CLOWNZ e la cosa capisce bene che è ben diversa HAAASDasdasd. E ricordi bene una cosa, SIGNOR CICCHINELLI! Io non indosso una maschera, io sono la maschera!

Il progetto Asylum si prefissa il recupero di criminali affetti da disagio mentale, ecco, ci può spiegare in grandi linee quali sono i metodi, i percorsi e le prospettive che riservate ai vostri internati ?
 
Metodi? Percorsi? Prospettive asdasd? Li raduniamo tutti insieme, gli diamo una palla e preghiamo che nessuno ci lasci le penne, le basta ?

In questo momento la squadra gravita al penultimo posto della classifica ma avete sempre dischiarato una certa ambizione in quanto a risultati. Com’è il clima con i suoi collaboratori e come valuta il vostro operato fino a questo momento ?
 
Guardi qui tocca un tasto piuttosto dolente; forse lei non lo sa ma l’allenatore del Crema era il mio mister qui a Trieste, e per questa spiacevole vicenda io non ho ancora avuto modo di sfogare la mia rabbia, avrei voglia di spaccare un bel visino…asdasd…ma oggi sarò il Clownz buono e le risponderò. Il nostro operato fin ora è stato deludente, non siamo riusciti ancora a far capire a quella feccia che voi chiamate giocatori che questo è calcio e non una rissa da saloon, quest’ anno speriamo di arrivare almeno al quartultimo posto, ma vi posso garantire che il prossimo anno, l’ Asylum sarà nei primi posti a combattere per la promozione asdasdasd, ovviamente se i ragazzi saranno ancora tutti vivi. ringrazio comunque il Ds Pizzuti e il nuovo mister Fulco, anche detto lo sceriffo, che mi supportano e sopportano asdasdasd.
 
Passando a lei Sig. Belli, nell’ambiente la chiamano fallani, da dove viene questo soprannome?
 
Il nomignolo che oramai fieramente porto da almeno 2 decadi mi fu rifilato dal Jullare e Valerio…Trattasi di un personaggio scroccone in un doppiaggio di Ruffini ( Comico televisivo, ndr. )
 
Ci descriva un po’ le sue caratteristiche o quelle a cui pensa di essere più portato. C’è un giocatore a cui sente di ispirarsi?
 
Sportivamente parlando sono un campione olimpico di sbornie che si sta disintossicando in questa struttura.
 
Com’è il rapporto coi suoi compagni e con il mister? Sente la fiducia della squadra nei suoi confronti ?
 
Sento la fiducia maggiormente dello psicologo e dei miei compagni di cella, ma non vi dirò chi sono perché mi picchiano di notte.
 
Molto bene…e per quanto riguarda lei Sig. Gritino, anche da lei vorrei un commento sul suo soprannome se possibile?
 
Il mio soprannome è semplice, bello e simpatico da pronunciare! È d’impatto, facile da ricordare ed è un rafforzativo della parola “cretino”… In realtà è solo perché sono talmente stupido e dislessico che non riesco a dire “cretino” e mi esce fuori “Gritino”!
 
Secondo lei qual è la caratteristica principale che deve avere un buon difensore centrale? Quali sono, secondo lei, i giocatori più forti visti in questo ruolo?
 
Un buon difensore deve essere stronzo, forte, potente e deve immedesimarsi nel pensiero dell’attaccante per cercare di anticipare le sue mosse… Sin dai miei primi anni di vita non sono mai riuscito a capire il mio di cervello, ma entrare in quello degli altri mi resta decisamente più facile! Ma ci sono altre persone che fanno i difensori centrali nel progetto?! Pensano tutti a stare davanti alla porta cercando di segnare! Nelle poche partite che ho giocato, oltre ad aver già sdraiato tante persone ho segnato 2 gol, potrei dire che sono io il più forte ma non vorrei sbilanciarmi o potrei ottenere due settimane di cella d’isolamento…
 
Come centrale di difesa lei si trova spesso a fare i conti con molti bomber di razza. Cosa pensa in quei momenti, quando deve marcarli o togliere loro il tempo di reazione. Come agisce?
 
Ha mai provato a correre dietro ad un maiale impazzito pensando che ti farai il suo bello stinchetto al forno con le patate da li a poche ore?! Penso a questo! Infatti gioco sempre con una bustina di Ariosto nascosta nel calzettone!
 
Ora passiamo alle domande generiche. Saranno le stesse per tutti voi, un po’ come fosse un’intervista a tre. La prima curiosità che io ed i nostri lettori hanno è la seguente: cosa vi piace fare aldilà dello giocare a calcio? Ci sono interesse per i quali vi sentite portati o che vi aiutano magari a concentrarvi nel vostro percorso?
 
CLOWNZ: Si fidi di me, lei non vuole che io risponda a questa domanda!
 
FALLANI: Mmmhh cosa mi piace e mi aiuta oltre al calcio… 3 dosi di asdasd al di e sfogarmi maltrattando e offendendo Mr #Fulcout.
 
GRITINO: Ho tante passioni ma tante tante… Però finisco sempre per non fare niente e a dire solo cazzate… quando non sono chiuso nella cella di isolamento… Mi concentro sulle parole che mi dissero il mio Ds ed il Presidente per convincermi a giocare, “se diventi un calciatore famoso poi se scopa! “
 
Quali sono le vostre prospettive di vita? Cosa pensate di fare una volta che sarete riabilitati, ci avete già pensato ?
 
CLOWNZ: Spero di svegliarmi domattina … Asdasd.
 
FALLANI: Uscireeee??? Sono matto mica stronzo!
 
GRITINO: Voglio comprarmi uno chalet di montagna, andare a pescare nei torrenti, nei laghi, e vivere il mio isolamento, non quello dell’asylum! Voglio stare in pace, non dire più cazzate ma pensare solo a tutte quelle dette in questi anni.
 
Cosa avreste fatto se non questo? Avete ricevuto altre proposte per quanto riguarda il percorso riabilitativo o avresto voluto intraprendere un’altra carriera rispetto a quella del calciatore?
 
CLOWNZ: Sarei stato qualcosa di molto più pericoloso di quello che sono attualmente.
 
FALLANI: Mi scusi egregio Cicchinelli ma ho lottato per arrivare qui dentro! C’era una fila che manco alla posta il giorno delle pensioni! Da ex alcolista in lenta ripresa le direi cosa vuoi di più dalla vita?
 
GRITINO: Non ci ho mai pensato… sono nell’asylum da tanto tempo, non so cosa avrei potuto fare… Forse il coglione in televisione o al cinema, magari accanto a Boldi e De Sica in qualche cinepanettone!
 
Capitolo delicato: l’amore. Siete fidanzati o avete qualche anima affine che vi aspetta?
 
CLOWNZ: Lei aspetterebbe uno come me ? Signor Cicchinelli! HAAAASDASDASD
 
FALLANI: Amore? É una guerra persa…AMIR non mi vuole.

GRITINO: Ho una compagna che da anni mi è vicina e sostiene di assecondarmi ed aiutarmi… In realtà penso sia più pazza di me! E’ la classica persona che a primo impatto pensi “che carinaaaa! quanto è dolce, educata, sofisticata ma allo stesso tempo semplice!” Dopo due giorni capisci che è un potenziale serial killer, fredda e spietata come un sicario! Viso pallido e sguardo perso nel vuoto…
 
Siamo praticamente alla fine di questa intervista, a cui vi ringrazio di aver partecipato. Volevo, se fosse possibile, proporvi un piccolo e assolutamente innocuo test. Vorrei sottoporvi tra immagini prese da un test di Rorschach e chiedere ad ognuno di voi cosa vede all’interno di ognuna delle tre figure. La cosa non ha alcun fine o valore scientifico ovviamente, non essendo laureato in nessuna delle discipline inerenti a questo esame, ma ho pensato, dato il contesto, che fosse interessante potervi chiedere questo sforzo. E’ possibile  ?
 
CLOWNZ: Lei vuole che io faccia il giochino delle immagini ? Forza giochiamo pure…

Viene mostrata la prima immagine:

CLOWNZ: In questa ci vedo una zucca di Halloween con delle orecchie asdasdasd.

FALLANI: Questo è un giullare che ride e si fa beffe di me.

GRITINO: Il simbolo della Dainese ubriaco.

Viene mostrata la seconda immagine:

CLOWNZ: In questa una donna che si guarda allo specchio.

FALLANI: Sono sicuro, sono i lividi sulla mia schiena.

GRITINO: Una fettina di emmenthal tagliata a cazzo.

Viene mostrata la terza immagine:

CLOWNZ: IO QUESTA NON LA COMMENTO ! NON È SPECULARE ! MI DA FASTIDIOOOOOO.

FALLANI: Questa è una bozza della tattica del nuovo mister.. Lui la chiama Beowulf. Ma secondo me si è solo soffiato il naso su un fazzoletto e vuole far vedere che ci capisce qualcosa..

GRITINO: Una pizza funghi e salsiccia.


Amadori ai microfoni di Devil Project

Buongiorno cari lettori di Devi Project, oggi ai nostri microfoni interviene Luca Amadori: uno dei personaggi più attivi di proggetto FM ed anche uno dei presidenti del Pordenone.


G: “Sei uno dei presidenti del Pordenone insieme a Bisceglie e Paparella, come ti trovi con gli altri?”

A: “In realtà adesso anche Paone è presidente, e pure Bicocchi. Detto questo, c’è totale sintonia tra tutti noi, nonostante Davide sia un poco di buono, ma gli si vuole bene lo stesso. (ride, ndr)”

G: “Parlando del campionato: come sta andando il Pordenone?”

A: “Abbastanza bene, anche se speravamo di lottare per la promozione diretta, siamo comunque quinti in lotta per i playoff, traguardo minimo viste le ambizioni di inizio stagione. Purtroppo ha influito molto dover cambiare allenatore in corsa, a causa dei problemi di tempo di Bisceglie che non riusciva a starci dietro. Siamo comunque soddisfattissimi di Paone sia come allenatore che come persona.”

G: “A proposito di playoff: avete acquistato Michelini, l’ultimo giorno di mercato, che può essere un valore aggiunto. Come commenti questo colpo?

A: “Un grandissimo colpo secondo me! Ma con Bisceglie non mi stupisco più di nulla! Uno come Michelini è un valore aggiunto in qualunque squadra, tanto più in serie C. È stata una trattativa abbastanza logorante perché il ragazzo è stato indeciso fino all’ultimo causa parecchi dubbi, legittimi, dati dalla sua natura ambiziosa, ma siamo contentissimi di averlo in rosa anche solo per 6 mesi.”

G: “Infine ti chiedo quali sono gli obiettivi futuri del Pordenone?

A: “Beh l’obiettivo a lunghissimo termine è ovviamente la serie A. Adesso però dobbiamo concentrarci sui playoff e dopo sulla conquista della B. Qualora non riuscissimo a centrare questo obiettivo, ci riproveremo l’anno prossimo con ancora più grinta e voglia!”

G: “Intervista finita, grazie per essere stato ai nostri microfoni!

A: “Grazie a te!”

Il “fascino” del Progetto dagli occhi di Alessandro Aiello

Oggi ai nostri microfoni parlerà Alessandro Aiello: uno dei prospetti più interessanti della Serie C/C PG, nonché Direttore sportivo dell’Americandy Siena e M.M. del Palermo.

G: Ciao Alessandro! Puoi dirmi come hai scoperto il Progetto e quando hai deciso di iscriverti?
A: Ho scoperto dell’esistenza del Progetto tramite un post di Alessio Costantino (giocatore della Sampdoria, N.d.R.), che stava cercando giocatori. Ho dunque deciso di iscrivermi e mi sono buttato il 12 gennaio.
G: Quindi sei un giocatore “nuovo”… com’è stato l’impatto con questa bellissima realtà?
A: La prima impressione è stata fantastica, anche grazie al fatto che Locri è una grande società. Sono entusiasta!
G: Vuoi parlarmi del tuo ruolo da giocatore nel Locri?
A: Certo! Ho trovato un ambiente superlativo e ciò mi ha giovato incredibilmente: ho infatti realizzato 18 gola questa stagione!
G: Guardando le statistiche sei uno dei migliori attaccanti della Serie C/C. Hai regalato parecchie soddisfazioni alla tua squadra. Quali sono le tue aspettative per il prossimo anno?
A: Prima di tutto sarebbe un sogno per me giocare gli europei con la maglia azzurra. Parlando invece della mia “vita” nei club, non so dirti molto: per ora mi voglio concentrare sulla stagione in corso, visto che mancano ancora 10 partite alla fine.
G: Noto che l’ambizione non ti manca! Lo stesso vale per l’Aiello in veste di Direttore Sportivo?
A: Ovviamente sì! L’unico “problema” consiste nel fatto che, a causa del nuovo regolamento, a breve dovrò effettuare l’esame orale per poter confermare il patentino da D.S.
G: Sono curioso: com’è fare il D.S.? Consiglieresti ai nostri lettori di cimentarsi in una simile avventura, essendo un ruolo così particolare e di responsabilità?
A: Sì, consiglio a tutti di intraprendere una carriera del genere. Fare il Direttore Sportivo è una bellissima esperienza; l’avere una fonte di ispirazione può rendere tutto ancora migliore. Io, per esempio, m’ispiro a Rino Foschi, D.S. del Palermo “fuffa”.
G: Parlando sempre della carica di D.S.: è impegnativo? Prende molto del tuo tempo?
A: Sì, è impegnativo. A seconda del periodo serve una costanza e un investimento di tempo diverso: mi è capitato, a volte, di dover sacrificare qualche ora di studio per svolgere al meglio i miei compiti di Direttore Sportivo.
G: Parliamo ora della tua altra casa: Siena. Che aria si respira in vetta alla classifica? L’obiettivo è la vittoria del campionato?
A: In Toscana c’è un ambiente fantastico! Il nostro intento è quello di ottenere la promozione e partecipare, in S. 5, in Serie B. Non sarà facile, vista la presenza di avversari tosti quali Perugia ed Empoli.
G: Fa piacere a tutta la redazione che un utente recente come te si sia subito impegnato così tanto all’interno del Progetto. Cosa credi che significhi questo?
A: Per me, questa è l’ennesima dimostrazione che il Progetto è un coacervo di realtà totalmente diverse. E in questo sta parte del suo fascino.
G: Direi che è abbastanza, ti ringrazio per il tempo dedicatomi e ti auguro i migliori successi da giocatore e da D.S.!

Fato interviene ai nostri microfoni


Oggi ai microfoni di Devil Project abbiamo avuto l’occasione di intervistare Cristian Fato che sin da subito ha chiesto la cessione.
G: Ciao Cristian e benvenuto ai microfoni di devil project.Ci puoi dire chi sei fuori dal campo?
F: Sono un ragazzo di 15 anni ,studio al liceo linguistico e mi diletto di tanto in tanto con la musica; suono infatti la chitarra elettrica.
G: Parlando del Progetto giochi nel Campobasso, come hai conosciuto il Progetto?
F: Ho avuto modo di conoscere il progetto tramite una pubblicità;sono stato intrigato dalla piega che poteva prendere e quindi eccomi qui!
G: Passiamo alla prossima domanda. Sappiamo che sei scontento e hai chiesto la cessione per andare al bari. Confermi questa sc3elta o nel frattempo hai cambiato idea?
F: No non sono scontento ma vorrei giocare nella mia città. Come ho già detto la mia permanenza dipende dal raggiungimento di alcuni obiettivi stagionali come arrivare 15esimi.
G:Capisco… In effetti tutti i giocatori aspirano a giocare nella squadra della propria città. E dimmi com’è l’ambiente che hai trovato in Molise?
F: Davvero bello!Non potevo sperare in un qualcosa di meglio.
G:Penultima domanda Che obiettivi vorresti raggiungere?
F: Vincere tutto, magari con il Bari!
G:Ultima domanda: essendo tu una punta, dove credi che può arrivare la squadra con i tuoi gol?
F: In realtà vengo u7sato come centrocampista offensivo, ma in evenienza faccio qualche gol. Spero almeno di raggiungere la metà classifica questa stagione con il Campobasso.
G: Perfetto grazie mille per essere stato ai nostri microfoni.
F: Di nulla

L’Aquila – Campobasso. Chi la spunterà?

La classifica ci può far credere che L’Aquila – Campobasso sarà una partita a senso unico a favore dei padroni di casa: ci sono, però, tutti i presupposti per assistere ad una gara combattuta e dall’esito incerto.

Gli abruzzesi sono una delle formazioni più in forma di tutta la Serie C/C PG, nonostante si trovi in ottava posizione. Gran parte del merito va attribuito al nuovo D.S. Davyd Andriyesh: dal suo arrivo, la squadra del presidente Andrea De Filippo ha collezionato quattro successi consecutivi e spera di continuare ad allungare la striscia di successi per ottenere un buon piazzamento ai playoff. Il D.S., ha portato due volti nuovi in rosa: il difensore centrale Riccardo Vaccaro, che sta stabilmente prendendo un posto da titolare, e il terzino destro Filippo Granata, registrato in rosa in seguito allo svincolo di Luca Speziali.

Il Campobasso si trova in ultima posizione. Agli inizi, con solo giocatori delle giovanili, la squadra guidata dal presidente Stefano Stranges ha rimediato qualche sconfitta, come si poteva prevedere. Dopo l’ottima sessione di mercato invernale, la società è riuscita a creare una rosa molto competitiva e i primi risultati si sono visti subito: una vittoria per 3–0 in casa del Potenza e un’altra, per 2–0, in casa contro il Latina. È un vero peccato che il presidente abbia preso le redini della squadra così tardi, altrimenti l’obiettivo salvezza avrebbe potuto sicuramente essere più ambizioso.

Si preannuncia, dunque, una gara molto interessante, nella quale il Campobasso di mister Raoul Guzzi metterà sicuramente in difficoltà gli uomini di mister Marinoni, capitanati da Alessandro Panzini. Grande attesa per la punta del Campobasso: Gaetano Giongrandi, autore di quattro reti messe a segno nelle ultime due partite. Da tener d’occhio anche Walter Corso, che darà grossi grattacapi ai due centrali del L’Aquila. A centrocampo per gli abruzzesi rientra Angelo Mosciaro, che ha scontato la squalifica rimediata nel derby contro il Pescara. In attacco per la Valorosa ci saranno Versaci, Colangeli e Impedovo, che proveranno a far male al portiere De Santis.

Appuntamento, dunque, alle 20.30 presso lo Stadio Gran Sasso d’Italia!

Castel di Sangro – L’Aquila. Chi dominerà la provincia?

La ventisettesima giornata di Serie C/C PG vede un altro derby per L’Aquila: gli uomini di mister Matteo Marinoni, dopo la convincente vittoria in casa contro il Pescara per 4 – 2, dovranno affrontare il Castel di Sangro, senza proprietà e reduce dalla sconfitta per 2 – 0 in casa della capolista Cagliari. Si preannuncia un match molto sentito per entrambe le formazioni.

Il Castel di Sangro potrebbe lasciare la dodicesima posizione in caso di vittoria, superando il Messina e portandosi a -2 dalla zona playoff, occupata al momento dalla Fidelis Andria. In caso di sconfitta, il Potenza potrebbe approfittarne e compiere un sorpasso.

L’Aquila, reduce di tre successi consecutivi, si trova in ottava posizione, a 6 punti di distanza dalla Reggina. Una vittoria consoliderebbe la posizione in classifica e getterebbe le basi per un possibile buon cammino durante i playoff. La sconfitta non metterebbe a rischio la posizione in classifica, ma è meglio accumulare più punti possibile in vista di gare più impegnative. Per L’Aquila tornano disponibili il capitano Panzini e l’ala Chiumento, assenti per infortunio nelle due gare precedenti contro Taranto e Pescara.

Il Castel di Sangro può vantare una forma discreta: prima della sconfitta contro il Cagliari, i sangrini hanno battuto 3 -1 il Campobasso, che si trova in ultima posizione della Serie C/C PG. L’Aquila ha una forma decisamente migliore: è reduce da tre vittorie consecutive, ottenute però tutte contro squadre alla portata dei rossoblù.

I bookmakers penalizzano i padroni di casa a causa della peggiore forma dei giallorossi e per la classifica che vede più in alto gli aquilotti, ma la tensione e la pressione di un derby rende spesso i pronostici del tutto inutili.

Appuntamento, dunque, alle 20.30 presso lo Stadio Teofilo Patini!

L’Abruzzo è rossoblù!

Il derby d’Abruzzo vede i delfini di Pescara cedere l’incontro agli aquilotti de L’Aquila in un match ricco di emozioni, nel quale gli spettatori neutrali si saranno sicuramente divertiti. Sono 6 le reti totali messe a segno, ma il risultato finale vede trionfare L’Aquila del presidente Andrea De Filippo per 4 – 2.

I rossoblù hanno iniziato la partita in maniera fantastica grazie a Luca Palesi, che ha segnato co una conclusione incisiva da 16 metri al 6’ del primo tempo. Il terzino Federico Belloni ha poi raddoppiato il vantaggio de L’Aquila con una splendida punizione che si insacca sotto l’incrocio dei pali al 17’, segnando il suo primo goal con la maglia rossoblù. Allo scadere del primo tempo il Pescara accorcia con l’attaccante esterno Alessandro Laurino con un tiro al volo da urlo che sbatte sul palo interno prima di insaccarsi alle spalle di Aurelio Avellina. Neanche il tempo di esultare per i giocatori di mister Casalati che arriva la doppietta di Palesi regalando un vantaggio più tranquillo alla sua squadra. Nella ripresa, la punta avanzata Nicolò Pardo ha segnato per il Pescara dopo 45 minuti con un bel tiro al volo da vicino, sulla ribattuta del portiere. La reazione degli aquilotti si ha al minuto 56, quando il centrocampista totale Angelo Mosciaro segna con un tiro preciso da distanza ravvicinata che si infila sotto l’incrocio e fissa il punteggio sul 4 – 2. Le cose sono andate di male in peggio per il Pescara nella ripresa, quando il difensore centrale Edoardo La Barba ha guadagnato in anticipo la doccia per una doppia ammonizione rimediata al 62’. Le due squadre ritornano in parità numerica nei minuti di recupero, a causa dell’eccessiva foga di Mosciaro che rimedia un’ammonizione al minuto 88 e una seconda ammonizione solo tre minuti dopo, al 91’.

È stata una gara emozionante, dove gli scontri fisici no sono mancati: 6 cartellini gialli e 2 cartellini rossi, con l’arbitro che ha fatto fatica a mantenere la tranquillità in campo. Dopo questa vittoria L’Aquila consolida l’ottava posizione in classifica, mentre il Pescara, sempre in diciassettesima posizione deve cercare al più presto di fare punti per uscire dalla zona retrocessione.

Saranno Famosi: Gabriele Zuppardo

Punta centrale del Catanzaro, 16 anni.

Diamo il via a questa rubrica intitolata: Saranno Famosi. Andremo insieme ad analizzare le giovani promesse nel Campionato italiano di serie C/C.

16 Anni, di nazionalità italiana. Gabriele Zuppardo è da poco entrato nel Progetto (4 partite giocate) e ha da subito catturato la nostra attenzione con i suoi attributi.

Ottime qualità mentali che, per un giocatore della sua età (16), lo aiuteranno a cresce in maniera esponenziale nel gioco, soprattutto se verrà fatto un bell’investimento economico sull’Abilità Potenziale.

Una punta, nelle sue qualità tecniche, necessita di avere grande finalizzazione e controllo di palla, attributi che non mancano di certo alla giovane promessa del Catanzaro. D’altro canto necessita però di migliorare in velocità e gioco aereo, qualità anche queste fondamentali nel suo ruolo.

Nelle ultime 4 partite Gabriele ha effettuato 3 tiri in porta su 5, e 2 gol. Un totale di 121 passaggi, precisi al 74% ed 1 solo contrasto chiave.

Ad ora, la sua media voto aggira intorno al 7,10. 

Tenete d’occhio questo ragazzo prodigio, vi sorprenderà.

A cura di Avraham Hamra | Revisionato da Gad Hakimian


Gabriele Zuppardo, 16


DIVENTERANNO FAMOSI | In collaborazione con Maria de Filippo Ballarini

Saranno Famosi: Andrea Bazzani

Centrocampista centrale, 18 anni.

18 Anni, di nazionalità italiana. Andrea Bazzani è nel progetto da inizio anno (24 partite giocate) ed è riuscito a conquistare la serie C/C con le sue prestazioni superbe nel Casertana.

Un regista molto interessante, possiede una grande tecnica che gli permette di dirigere l’orchestra in mezzo al campo. Anche le qualità mentali non mancano: molta aggressività e determinazione che vanno a braccetto con un’ottima visione di gioco.

Andrea deve puntare a crescere in maniera più naturale possibile, ha un potenziale stellare e sa come utilizzarlo al meglio.

Tra tutte le sue partite finora la sua miglior prestazione (9.5) è stata contro lo Juve Stabia nel ruolo di centrocampista offensivo, mettendo a segno una doppietta ed un assist.

Ad ora, la sua media voto aggira intorno al 7,53. 

In cabina di regia è tra i migliori nel campionato, sentireste presto parlare di lui.

A cura di Avraham Hamra | Revisionato da Gad Hakimian

Andrea Bazzani, 18


Con gli occhi del Gallo

Potenza vs Campobasso

Rieccoci qui con il secondo episodio de “Gli Occhi del Gallo”. Oggi andremo a revisionare la partita tra Potenza e Campobasso.

I potentini sono senza presidenza e quindi, come diciamo in gergo, è una squadra fuffa.

I molisani, che da poco hanno una presidenza, sono riusciti a conquistare i loro primi punti da umana grazie ad una convincente prestazione.

Andiamo a vedere come i ragazzi di mister Guzzi si schierano in campo:

Come si può notare dall’immagine, la squadra è abbastanza lineare e compatta, con il solo terzino destro che ha notevoli libertà in fase offensiva, come anche la nostra speciale mappa ci consente di vedere. In fase offensiva la squadra si riversa tutta in avanti, lasciando a protezione della propria porta, il terzino sinistro, i due centrali di difesa ed il centrocampista più difensivo della squadra.
La forza del Campobasso, in questa partita si è basata sul possesso e sulla cinicità dei suoi giocatori offensivi.

Analizzando le marcature della squadra, notiamo che sale sugli scudi l’attaccante Giongrandi autore di una doppietta, che segna prima su rigore e in seguito, con un colpo d’attaccante puro, sancisce il risultato nel finale. Ad aprire le danze, invece, è stato il gol di Martinelli, unico giocatore fuffa tra gli undici titolari, con un grande tiro da fuori area in seguito ad una debole risposta della difesa sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta lunga.

Campobasso che, a mio avviso, avrebbe potuto fare di più sia in fase offensiva che difensiva, oltre che sul fronte dei falli, dove avrebbe potuto giocare un calcio meno fisico e caotico in vista anche della partita abbastanza agevole.

Alla prossima settimana con un altro episodio di “Con gli occhi del Gallo”.

Scritto da Giovanni Gallo

Revisionato da Antonio Del Prete